Maurizio Battista e il nuovo show: "Ma non doveva andare tutto bene"?

 

Con il suo nuovo spettacolo “Ma non doveva andare tutto bene?” Maurizio Battista torna in scena ad agosto per quattro serate, sabato 8 e domenica 9 agosto e sabato 29 e domenica 30 agosto, nel rispetto delle disposizioni vigenti, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. 

Uno spettacolo che rappresenta un ritorno alle scene e alla vita, in cui l’artista e il suo pubblico si riappropriano degli spazi live per una serata divertente e in massima sicurezza nella Roma da cui il comico trae la sua linfa. Con la sua proverbiale ironia, Battista affronterà i temi che hanno cambiato il mondo e le vite di tutti, per farne oggetto di riflessione, ma sottolineando gli aspetti grotteschi e contraddittori che, pur nel disagio, hanno costituito motivo di ilarità. 

Lo spettacolo – organizzato da Ventidieci – sarà incorniciato da una imponente struttura di led, su cui gireranno contributi video originali.





Ferrara(M5S Roma Capitale): "Meloni vergognati per ex gestione litorale"

 

“Giorgia Meloni, vieni ad Ostia in riva al mare senza vergognarti? Ti rinfresco la memoria con questo video che mostra come hanno lasciato le spiagge le vostre amministrazioni”. E’ l’attacco su Fb del consigliere capitolino M5s Paolo Ferrara alla presidente di fdi Giorgia Meloni. “Bandi farlocchi, malagestione, finita addirittura in Procura hanno portato al disastro sul mare di Roma e tu distribuisci gelati in riva al mare senza nasconderti – continua l’ex capogruppo ppentastellato – . Fortunatamente, Giorgia, oggi grazie alla sindaca Virginia Raggi le spiagge sono belle, pulite e soprattutto legali. Parli di bellezza e ambiente quando avete portato la ‘monnezza´ e il degrado sugli arenili di Roma. Fammi un favore: mangiati di corsa quel gelato e torna da dove sei venuta. Meglio”, conclude rudemente.

 





Pendolarismo dei rifiuti, rinnovata l’Ordinanza di Roma Capitale. Multe salatissime

 

È stato rinnovato, tramite ordinanza sindacale, il divieto di conferire rifiuti urbani prodotti in altri Comuni per tutti coloro che non sono residenti nel territorio di Roma Capitale. Con lo stesso provvedimento si vieta anche l’utilizzo di sacchi non trasparenti, e quindi coprenti, per la frazione multimateriale leggero (plastica e metalli) e per la frazione indifferenziata/secco residuo. Vengono quindi rinnovate le misure già in vigore dall’anno scorso con le quali l’Amministrazione capitolina ha voluto contrastare il fenomeno – purtroppo diffuso – del cosiddetto pendolarismo dei rifiuti e, in generale, sanzionare chi getta la spazzatura in modo errato. Contro questi comportamenti, infatti, l’ordinanza prevede sanzioni che arrivano fino a 500 euro. Cifra che si aggiunte a quanto già previsto in caso di abbandono illecito di rifiuti. A questo si aggiunge il divieto di abbandono dei dispositivi di sicurezza individuale come mascherine e guanti, previsto in una specifica ordinanza firmata dalla sindaca Raggi già a maggio scorso, durante l’emergenza sanitaria collegata alla diffusione del Coronavirus.

 





Rifiuti, Pd scatenato contro la Sindaca Raggi: "L’Ama affonda e lei critica il Piano Regionale"?

 

“La Sindaca Raggi spreca tanto fiato ed energie a criticare il Piano regionale dei Rifiuti. Lei, però, dal suo canto cosa fa su questo fronte? Molto poco, a quanto ci risulta. A conti fatti, oggi durante la seduta di commissione Trasparenza convocata sulla situazione finanziaria dell’Ama, abbiamo scoperto che, nonostante le rassicurazioni più volte annunciate dalla Giunta, l’approvazione dei Bilanci e il Piano industriale dell’Ama sono ancora a ‘caro amico’, la riconciliazione dei crediti e dei debiti con Roma Capitale è in corso ma non è ancora stata definita, l’approvazione del Piano Tariffa slitta a settembre nonostante le precedenti previsioni della Giunta comunale e questo slittamento di fatto blocca il Piano assunzionale recentemente varato dal Campidoglio, congelando le nuove selezioni del personale annunciate”. Lo dichiarano in una nota il Presidente della commissione Trasparenza Marco Palumbo e la consigliera Pd Valeria Baglio. Di fatto, spiegano i consiglieri “l’Ama vive una situazione drammatica, che ci preoccupa enormemente e su cui non ci è fornita nessuna rassicurazione. Situazione che si traduce in un perpetrarsi del disservizio, con la mondezza per strada e nessuna programmazione all’altezza di una Capitale europea – sottolineano -. Mentre si discute animatamente del Piano regionale dei rifiuti, Roma sembra in apnea, intrappolata nella morsa del degrado e in un succedersi di promesse sulla quadratura dei conti della municipalizzata Ama, quadratura che sembra non arrivare mai, come non arriva mai neppure il giusto decoro per Roma e una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti che ad oggi sembra essere una chimera”, concludono.

 





Raggi: “Piano rifiuti Lazio è follia, insieme vincoli e discariche”. Critiche anche da Fdi e Lega

 

“Stante il principio generale stabilito in Italia di realizzare Ato a livello provinciale, è una follia immaginare che Roma possa ospitare da sola al suo interno tante discariche e tanti siti per smaltire e trattare rifiuti per cinque milioni di persone, quando a Roma ne sono residenti tre che pagano la Tari anche per tutti gli altri. Un’area circoscritta come quella di Roma, piena di vincoli urbanistici, archeologici, paesaggistici, pensare che si possano ospitare tutti questi siti all’interno del territorio è veramente folle”. Queste le parole della Sindaca Raggi  che si è espressa ed ha bocciato il piano dei Rifiuti approvato dalla Regione Lazio. “Noi prenderemo le nostre contromisure. Questo diventa un preavviso di sfratto per i 50 Comuni che sversano i propri rifiuti nell’impianto di Porcarelli, che è sopra Rocca Cencia”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi all’indomani, a margine della presentazione del progetto “Stabilimenti urbani”, a chi le chiedeva se il Campidoglio non rispetterà il Piano rifiuti licenziato dalla Regione Lzio nella giornata di Ieri. “Se bisogna sversare all’interno del proprio Comune – ha continuato Raggi – quel sito e quelle volumetrie serviranno a Roma Capitale, mi sembra evidente. Adesso agiremo e faremo tutto quanto necessario”. “E’ evidente – ha aggiunto Raggi – che con una decisione del genere Zingaretti ci spinge quasi a fare una lotta alle persone che vengono a Roma. Che cosa si aspetta? Che schieri la Polizia per controllare uno per uno chi entra a Roma perché non devono venire neanche con la carta di una caramella? Il fenomeno del pendolarismo dei rifiuti lo conosciamo bene”, ha concluso Raggi.

Rampelli (FdI): piano Regione Lazio è castello di sabbia

 “Il piano rifiuti 2019-2025 approvato dalla Regione Lazio è un castello di sabbia. Possiamo anche essere d’accordo nel fissare come meta il 70% di raccolta differenziata ma solo in presenza di supporti che invece mancano al piano: politica severa del vuoto a rendere, cicli di recupero, riuso e riciclo; divieto di imballaggi sovradimensionati rispetto ai prodotti commerciali. E ancora, piano di formazione e assunzione delle risorse umane e proposte legislative di messa a bando di materiali non riutilizzabili – ovvero quelli che per caratteristiche sono fuori dall’economia circolare. Il governatore e segretario del Pd condanna il Lazio ad esportare immondizia a spese dei contribuenti. Un piano rifiuti che arriva anche fuori tempo massimo e che non guarda minimamente alla strategia dei ‘rifiuti zero’”. E’ quanto afferma in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Durigon (Lega): “Raggi e Zingaretti ci portano alla catastrofe”

 “Da anni la Sindaca Raggi e il Governatore Zingaretti giocano una partita politica sull’emergenza rifiuti, con ingiustificabili perdite di tempo, immancabili sgambetti e polemiche varie. Ma ora siamo fuori tempo massimo: Roma rischia di precipitare a breve in una situazione catastrofica, con la città stracolma di rifiuti che non si sa dove e come trattare. Così facendo, Pd e 5Stelle si assumono la responsabilità di gettare la Capitale d’Italia nel caos, con conseguenze gravissime sul piano sanitario, economico, turistico”. Lo dichiara Claudio Durigon, responsabile del dipartimento lavoro e coordinatore romano della Lega. 

A.G.

 





Intesa della Corte dei Conti con Ares 118 e Asl Rm1 per la promozione della salute

 

La Corte dei conti ha sottoscritto un accordo inter-istituzionale con l’Azienda Ares 118 Lazio e l’ASL Roma 1 che prevede, a partire dal mese di settembre, l’attivazione di una postazione fissa per le emergenze sanitarie del territorio del quartiere Prati di Roma e una serie di iniziative per il personale dell’Istituto volte alla prevenzione e promozione della salute, quali la campagna vaccinale antinfluenzale, l’adesione a programmi di screening, la promozione di corretti stili di vita, con attività di formazione e di educazione sanitaria. Lo comunica la magistratura contabile. L’intesa si inserisce nel quadro di un piano coordinato di interventi avviato da tempo dal Segretariato generale della Corte dei conti, che coniuga iniziative di welfare aziendale con la messa a disposizione delle sedi istituzionali per le esigenze dei cittadini e del sistema-Paese. In base all’accordo, la Corte dei conti ha concesso a titolo gratuito, nel cortile della Palazzina Montezemolo, un’area di parcheggio permanente, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per una autombulanza dell’Ares, e alcuni locali adiacenti, per ospitare i componenti dell’equipaggio – un medico e due infermieri – impegnati nella postazione, destinati a fronteggiare e gestire le emergenze sanitarie che si dovessero verificare nei locali della Corte nonché nell’intero quartiere Prati. Il personale di Ares 118 Lazio, oltre alla gestione delle emergenze sanitarie per le quali viene allertato dalla centrale operativa 118 di Roma Capitale, assicurerà, a titolo gratuito, il servizio di supporto all’attività di emergenza sanitaria al verificarsi di patologie che richiedano un intervento sanitario d’urgenza – indipendentemente dal fatto che comportino o meno anche un immediato pericolo di vita, a favore di chiunque si trovi a qualsiasi titolo all’interno delle sedi della Corte dei conti di Roma (palazzo di Viale Mazzini e palazzo Montezemolo). Qualora il personale sanitario della centrale operativa o dell’unità mobile ne ravvisi la necessità si procederà al ricovero dell’assistito, trasportandolo direttamente all’Ospedale Santo Spirito dell’Asl Roma1, competente per territorio, o in altro Dea ritenuto idoneo dal personale sanitario di Ares 118. L’erogazione del servizio comprende anche tutte le cure necessarie sul luogo dell’intervento ovvero fino all’affidamento al centro di assistenza medica ritenuto più adeguato, a seconda delle circostanze. 

 





Disco verde dell’Aula Giulio Cesare di Roma Capitale a Macro, Mattatoio e PalaEsposizioni a Palaexpo

 

Via libera dell’Assemblea Capitolina, nell’ultima seduta prima della pausa estiva che si protrarrà fino al 31 agosto, alla concessione gratuita per 20 anni a Palaexpo di Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio. La delibera non ha ottenuto, tuttavia, l’immediata eseguibilità. “Dopo il via libera dello scorso giugno dalla Giunta per la concessione gratuita per 20 anni all’Azienda Speciale Palaexpo degli spazi di Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio e per la costituzione in capo all’Azienda del Polo espositivo dell’arte e della cultura contemporanea – spiega in una nota Luca Bergamo, vicesindaco del Comune di Roma con delega alla Crescita culturale – questo pomeriggio anche l’Aula ha approvato questa decisione importante. Ringrazio la maggioranza per il sostegno e apprezzo lo spirito costruttivo con cui le opposizioni hanno riconosciuto il valore del provvedimento motivando la propria astensione”. 

Le radici del risultato di oggi, spiega ancora Bergamo “le coltiviamo dal 2016, quando approvammo la delibera 126 con la quale abbiamo razionalizzato e riorganizzato le competenze delle istituzioni culturali partecipate e di Roma Capitale. Il provvedimento segue l’approvazione del contratto triennale 2020-2022 e completa il quadro grazie a cui il nascente Polo del Contemporaneo può porsi come l’operatore culturale pubblico nell’arte contemporanea più articolato d’Italia. Il nuovo Polo si integrerà con i Musei Civici per un rafforzamento e una crescita dell’intero sistema museale della Capitale. Da oggi nasce a Roma il più importante Polo Espositivo dell’arte e della cultura contemporanea”, conclude.

 




Partita la campagna "Sempre Insieme #iononliabbandono"

Partita la campagna "Sempre Insieme #iononliabbandono"

“Sempre Insieme #iononliabbandono” è tornata anche quest’anno la campagna di Roma Capitale per contrastare il fenomeno dell’abbandono estivo degli animali domestici. A fare da testimonial gli attori Enzo Salvi e Maurizio Mattioli che hanno prestato gratuitamente la propria immagine per la Campagna in cui compaiono con i loro cani Tyson e Peggy. Oltre mille i manifesti affissi sul territorio di Roma, nei punti più visibili, per sensibilizzare i cittadini.  

Obiettivi della campagna sono il contenimento dell’abbandono degli animali di proprietà nel periodo estivo e la promozione delle adozioni degli ospiti dei canili di Roma Capitale: Muratella e Ponte Marconi. Sul sito www.canilidiroma.it sono disponibili le foto di cani e gatti in adozione con le relative schede informative ed i contatti per la richiesta di affido.

Con questa campagna si vogliono anche incoraggiare le adozioni consapevoli.Nei primi 6 mesi di quest’anno nei canili comunali di Muratella e Ponte Marconi sono stati accolti 751 animali. Di questi 378 sono già fuori grazie a 72 adozioni, 151 affidi temporanei, e 155 restituzioni, rese possibili dalla presenza del microchip.  

Alla realizzazione della Campagna ha collaborato quest’anno il Pet Carpet Film Festival, l’unica rassegna cinematografica solidale dedicata esclusivamente al mondo animale. Durante la finale nazionale ad ingresso gratuito, prevista in autunno presso gli Studi Cinematografici di Cinecittà, nella Sala Fellini, saranno proiettati i video realizzati da associazioni e cittadini che più hanno saputo emozionare e sensibilizzare al rispetto dei diritti degli animali. 

Oltre ai manifesti, la campagna, coordinata da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche del verde, benessere degli animali, rapporti con la cittadinanza attiva per il decoro, Commissione Ambiente e Dipartimento Tutela Ambientale, in collaborazione con il Dipartimento Partecipazione, Comunicazione e Pari Opportunità, prevede anche spot radiofonici, un video e la diffusione sui canali social istituzionali.

 




Stabilimenti Urbani, cinque aree attrezzate nella città fino al 27 settembre con intrattenimento ed iniziative per piccoli e grandi

 

A Roma fino al 27 settembre sono aperte a cittadini e turisti gli “stabilimenti urbani”: le nuove aree relax dedicate al tempo libero ad ingresso gratuito per tutti, attrezzate in cinque parchi della città che si trovano nei municipi IV, VI, IX, XI e XII. L’iniziativa è ideata e promossa da Roma Capitale.

Una novità assoluta dell’estate 2020, pensata per chi rimarrà in città durante l’estate. Ragazzi, bambini, adulti e anziani, potranno frequentare gratuitamente gli spazi allestiti: semplicemente rilassandosi o partecipando alle attività di intrattenimento in programma. I cinque stabilimenti, sono aperti al pubblico dal primo di  agosto nel parco di Aguzzano (IV municipio, ingresso da via Gina Mazza), parco delle Canapiglie (VI municipio, ingresso da via delle Canapiglie), parco della Biblioteca Laurentina (IX municipio, ingresso da via Guido da Verona), parco Pino Lecce (XI municipio ingresso da via di Generosa) e villa Doria Pamphilj (XII municipio, ingresso da via Leone XIII).

Sono tutti facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici: il parco di Aguzzano con metro B fino a Rebibbia e poi con la linea 311; il parco delle Canapiglie con la metro C fino alla fermata Torre Maura; il parco della Biblioteca Laurentina con la metro B fino a Eur Palasport e poi con il bus 779; il parco Pino Lecce con la linea ferroviaria FL1 verso Fiumicino fino alla fermata Magliana; e l’area attrezzata di villa Pamphilj con la linea 916 fino alla fermata Gregorio VII/Pio XI.

Ogni area sarà attrezzata con sdraio, ombrelloni, sistemi di nebulizzazione per rinfrescare, punti di ristoro con vendita di alimenti e bevande, servizi igienici. Ma, oltre ai comfort per passare una piacevole giornata tra sole e relax, sono dotati di aree gioco e fitness, coperte da gazebo, dedicate al gioco di bambini e ragazzi e di attività motorie, affidate da Zètema ad enti e associazioni del territorio attraverso avvisi concorrenziali.  

Gli stabilimenti urbani sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle ore 18) e per accedere non è necessaria alcuna prenotazione; basta verificare la disponibilità dei posti sul sito o recarsi direttamente all’ingresso dello stabilimento prescelto. L’ingresso è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.  La capienza varia da 70 posti disponibili nello stabilimento della Biblioteca Laurentina, ai 100 nei parchi di Aguzzano, Canapiglie e Pino Lecce, fino ai 160 posti nell’area attrezzata a villa Pamphilj, per un totale di 530 sdraio e 265 ombrelloni. In programma attività di animazione per bambini e ragazzi sulla salvaguardia della natura e dell’ambiente e attività sportive individuali incentrate sul benessere psicofisico dell’individuo, con lezioni giornaliere di discipline come yoga, pilates e ginnastica dolce.  Un’iniziativa speciale per i piccoli ospiti sarà l’attività del "gioco calcio".

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 nei parchi di Aguzzano, Pino Lecce, Canapiglie e Biblioteca Laurentina, grandi e piccini saranno invitati a cimentarsi in una sfida ai rigori, in un’area gioco allestita per l’occasione con una vera porta da calcio (di dimensioni ridotte e senza portiere). Sono previsti gadget per tutti, sia per chi segnerà i goal che per gli altri partecipanti.  Nel rispetto delle misure di prevenzione del Covid-19, all’ingresso è obbligatorio misurare la temperatura (non si potrà accedere con temperatura superiore a 37.5) e lasciare le proprie generalità per il tracciamento dei contatti. È obbligatorio indossare la mascherina negli spazi comuni (servizi igienici e aree ristoro) e mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro, ad eccezione delle famiglie. È inoltre obbligatorio essere muniti di un proprio telo per usare le sdraio e di un proprio tappetino per lo svolgimento delle attività sportive, per le quali è previsto un distanziamento di 2 metri.

 Raggi: “Si tratta di zone relax all’interno dei parchi cittadini”

“Sono stata al parco della Biblioteca Laurentina, nel municipio IX, dove abbiamo aperto uno dei cinque stabilimenti urbani pensati per coloro che trascorreranno l’estate a Roma. Si tratta di zone relax all’interno dei parchi cittadini ad accesso gratuito, attrezzate con sdraio, ombrelloni e sistemi di nebulizzazione rinfrescanti, aree gioco e fitness, punti ristoro e servizi igienici. Per ognuna è previsto un calendario di attività di intrattenimento: dall’animazione per bambini e ragazzi, alle attività sportive individuali come yoga, pilates e ginnastica dolce”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi in un post su Fb. “Oltre a quello dove siamo stati questa mattina, ne abbiamo aperti altri quattro: nel parco di Aguzzano del Municipio IV, nel parco delle Canapiglie del Municipio VI, nel parco Pino Lecce del Municipio XI e a villa Doria Pamphilj nel Municipio XII. Si tratta di zone ben servite da linee bus e metro – continua Raggi -. Un’idea nata sulla scorta di Tiberis, un servizio ulteriore, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Mondo Convenienza, che abbiamo voluto offrire a cittadini e turisti che sono a Roma. Gli stabilimenti urbani sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 19. Non è necessario prenotare l’accesso. Basterà verificare la disponibilità dei posti sul sito www.stabilimentiurbani.it”, conclude Raggi.

C.O.




Coronavirus, Ospedale Spallanzani cerca volontari per il vaccino

 

 

“L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani da sempre in prima linea nella lotta al coronavirus, è ora impegnato nella sperimentazione del vaccino contro il covid19. A questo scopo è alla ricerca di volontari sani, di ambo i sessi, di età compresa tra i 18 e i 55 anni e tra i 65 e gli 85 anni, iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, che non abbiano partecipato ad altri studi clinici negli ultimi 12 mesi e che non abbiano contratto il covid-19”. È quanto si legge sulla pagina Facebook di Salute Lazio. “Se rispondi a questi requisiti e vuoi dare un tuo contributo nella lotta al coronavirus chiama il numero 06/55170203 dalle 9 alle 17 o scrivi una mail a dirsan@inmi.it. Aiutaci a diffondere il messaggio con una condivisione” conclude l’appello





Professionista ed evasore totale pizzicato a Como dalla Gdf. Sottratte al Fisco disponibilità per oltre un milione di Euro

 

Nei giorni scorsi, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco hanno dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore di quasi 1 milione di euro per frode fiscale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Como, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il sequestro è stato eseguito in esito ad un’attività di polizia economico-finanziaria condotta dalle Fiamme Gialle nei confronti di un professionista comasco, operante nel settore edile, al termine della quale è emerso come lo stesso, tra il 2015 ed il 2020, avesse omesso la presentazione delle dichiarazioni fiscali e il versamento delle imposte dovute, pur in presenza di rilevanti parcelle incassate. Oltre alla sistematica evasione fiscale riscontrata, il professionista si era anche adoperato per evitare che l’Erario potesse nel tempo individuare il proprio patrimonio, provvedendo, pertanto, ad intestare ogni risorsa finanziaria ai propri congiunti e veicolando gli introiti derivanti dall’attività professionale su conti correnti formalmente intestati a terzi soggetti. Per tali motivi, il professionista è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Como per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed è stata richiesta ed ottenuta l’emissione di un provvedimento di sequestro delle disponibilità finanziarie e patrimoniali per un valore di quasi 1 milione di euro, pari all’ammontare del valore dei beni sottratti alla garanzia erariale. Complessivamente, sono stati sottoposti a vincolo cautelare 6 rapporti finanziari e quote societarie a lui riconducibili.





Taormina, la Gdf sequestra mezzo milione di euro a 17 strutture alberghiere. L’accusa è peculato

 

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno complessivamente sequestrato circa mezzo milione di euro ai responsabili di diciassette strutture alberghiere site nel comune di Taormina (ME) che hanno omesso, nel tempo, di versare l’imposta di soggiorno riscossa dai turisti della città. L’operazione scaturisce da una complessa attività d’indagine, eseguita dai militari della Compagnia di Taormina e coordinata dal Gruppo delle Fiamme Gialle di Messina, che ha portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Messina.

Le indagini esperite hanno consentito di accertare che i legali rappresentanti di importanti hotel presenti nella Perla dello Jonio, in qualità di incaricati di pubblico servizio in ordine alla riscossione delle somme dovute per l’imposta di soggiorno del comune di Taormina, si sono appropriati, nel tempo, delle somme ricevute dai propri clienti, omettendo di versarle nelle casse comunali. L’attività investigativa, che si inquadra nell’ambito delle generali funzioni attribuite alla Guardia di Finanza ai fini della ricerca, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di entrate dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e dell’Unione Europea, trae origine dall’analisi di dati ed elementi acquisiti dalle Fiamme Gialle taorminesi nell’ambito di un censimento delle strutture ricettive site nel comprensorio di Taormina, Giardini Naxos e Letojanni.

Dalle attività svolte, concernenti l’accertamento circa il regolare assolvimento, da parte dei gestori delle strutture ricettive, degli obblighi strumentali di dichiarazione e comunicazione afferenti all’imposta di soggiorno nei rispettivi Comuni di esercizio, e sostanziatesi, tra l’altro, nell’approfondimento dei dati rilevati dall’applicativo “Tourist Tax”, in uso all’ente comunale, è emerso che gli albergatori investigati, in totale spregio della delibera del Consiglio n. 80 del 6 novembre 2012, che ha approvato il Regolamento dell’imposta di soggiorno nelle strutture alberghiere del territorio, risultavano inadempienti nei confronti dell’Ente. Più in particolare, dall’analisi della documentazione acquisita agli atti dell’indagine, emergeva, altresì, come avessero ricevuto apposite diffide di pagamento, alle quali, tuttavia, rimanevano totalmente indifferenti.

Il “sistema criminoso” oggi disvelato ha consentito ai legali rappresentanti delle imprese oggetto di approfondimento di trattenere, complessivamente, negli anni dal 2013 al 2018, l’importo totale di € 468.000,00, rendendosi in tal modo responsabili, in ragione della loro qualità di incaricati di pubblico servizio, del reato di peculato. Le odierne attività testimoniano, ancora una volta, l’impegno della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Messina nella lotta alla mala gestito dei pubblici servizi, a salvaguardia del corretto utilizzo delle risorse pubbliche e, soprattutto, nel difficile momento venutosi a creare con il diffondersi del COVID-19, a beneficio del corretto ed efficace rilancio dell’economia locale, che, in special modo nel caso di Taormina, è quanto mai provata dalle avverse congiunture storiche. Tutelare i cittadini onesti e pretendere correttezza nello svolgimento dei servizi pubblici significa garantire alla comunità locale migliori condizioni di vita, anche contenendo possibili aumenti esponenziali dei costi di gestione della macchina pubblica.





Perugia, stroncato traffico internazionale di stupefacenti. Blitz della Finanza e sequestro di 150 kg di marijuana

Perugia, stroncato traffico internazionale di stupefacenti. Blitz della Finanza e sequestro di 150 kg di marijuana

L’attività delle Forze di Polizia a contrasto del traffico di stupefacenti assume una sempre maggiore rilevanza all’interno del contesto umbro. È quanto emerge dalla relazione annuale recentemente pubblicata, relativa al 2019, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, articolazione specializzata del Ministero dell’Interno. A fronte di un numero di interventi sostanzialmente invariato, sono state sequestrate quantità di droga più che doppie rispetto all’anno precedente. In particolare, è stata sequestrata marijuana, la droga “leggera” più diffusa, in quantitativi otto volte superiori rispetto al 2018, per un incremento di circa il 750%.

È in questo quadro di maggiore qualità degli interventi che si inserisce l’operato del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, responsabile del coordinamento dell’attività delle Fiamme Gialle sul territorio della Provincia. Merita particolare attenzione il servizio svolto dal Gruppo Operativo Antidroga, coordinato dalla locale Procura della Repubblica, che ha da poco concluso l’operazione denominata China Express, arrestando un cittadino cinese che, in combutta con altri connazionali sparsi sul territorio nazionale ed estero, faceva parte integrante di un’associazione a delinquere con base a Perugia.

Le indagini appena portate a termine, durate diversi mesi, sono state effettuate con l’ausilio delle più avanzate tecniche investigative: intercettazioni telefoniche, ambientali, riprese audiovisive e persino il “captatore informatico” (cosiddetto trojan), in grado di “infettare” i dispositivi elettronici degli indagati. L’attività si è svolta con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche di Roma, grazie al quale è stato possibile effettuare ricerche all’interno del “deep web” (normalmente inaccessibile per l’utente medio) ed esaminare varie transazioni effettuate tramite criptovalute (la più famosa delle quali è il bitcoin).

Sono stati individuati e sequestrati, nel tempo, più di venti pacchi contenenti marijuana che, spediti dalla Spagna, dovevano transitare in Umbria per poi arrivare nel Regno Unito. Per mascherare il commercio illegale, i trafficanti si avvalevano di diverse attività commerciali intestate a meri prestanome, tra cui una ditta di trasporti con un’unità operativa nel centro storico di Perugia.

I Finanzieri, per evitare che i destinatari scoprissero che la “merce” era stata intercettata e sequestrata, hanno adottato diversi stratagemmi, tra cui la sostituzione della marijuana con erba del tutto innocua e la simulazione di problemi tecnici relativi alla spedizione.

Gli esami sulla “purezza” della droga hanno permesso di stimare un valore di mercato di 2 milioni di euro. Gli accertamenti patrimoniali svolti dai militari hanno inoltre portato al sequestro di un’automobile, appena acquistata da uno degli associati con i proventi del traffico.

L’operazione, oltre a evidenziare l’importanza che il Corpo della Guardia di Finanza pone sull’aggiornamento tecnologico del personale, testimonia il ruolo delle Fiamme Gialle nella lotta al traffico di stupefacenti, fenomeno che sempre più evidenzia profili di complessità e internazionalità.




Colletti bianchi della Camorra scoperti dalle Fiamme Gialle a Milano. Riciclavano il denaro dei clan

 

La Divisione Anticrimine della Questura di Milano e il Gruppo della Guardia di Finanza di Milano hanno dato esecuzione a due decreti di sequestro antimafia emessi dal Tribunale di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore Distrettuale Antimafia e del Questore di Milano. Il primo dei due provvedimenti ha riguardato B.S., avvocato del foro di Milano, condannata nel 2018 per riciclaggio, avendo realizzato sofisticate attività di “ripulitura” dei proventi illeciti del boss di camorra V. G., per mezzo di alcuni conti correnti in Svizzera. V. G. è stato il promotore di un sodalizio criminale strettamente collegato alla c.d. “nuova famiglia” della camorra napoletana, in passato arrestato e condannato per aver realizzato a Milano un giro di usura su larga scala meglio noto come “Banca della Camorra”. In precedenza, l’avvocato era stato coinvolto nell’operazione “Liotro” della DDA di Milano – relativa all’omicidio del pregiudicato S. F. del 1992 – perché accusato di aver “preparato” la deposizione di un testimone.

Sempre a seguito di tale operazione, B.S. è stata indagata per associazione di tipo mafioso, venendo accusata di aver svolto il ruolo di intermediario negli affari del clan Guida, relativi all’acquisizione di alcuni locali del milanese. Successivamente, è stata denunciata anche per corruzione in atti giudiziari, per aver esercitato pressioni su un parlamentare affinché quest’ultimo intervenisse sui giudici chiamati a decidere in merito alla colpevolezza di V. G. Tali giudizi, pur terminati con l’assoluzione per insufficienza di prove, hanno comunque evidenziato la pericolosità sociale della professionista nonché i legami – personali e professionali – che la legano alla figura di G. e al suo sodalizio criminale.

Ad oggi, pende a carico di B.S. un altro procedimento penale per un reato di falso commesso in relazione a un atto di compravendita immobiliare, con il quale l’avvocato avrebbe tentato di giustificare le giacenze presenti sui conti correnti elvetici utilizzati per riciclare il denaro del clan. Il secondo provvedimento di sequestro è stato invece irrogato nei confronti di G.R., compagno e convivente di B.S., oggetto di numerose indagini di polizia giudiziaria, e condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e reati tributari. Specializzato nel trarre ingenti guadagni pilotando i fallimenti delle proprie società – che emettevano fatture per operazioni inesistenti e omettevano il versamento degli oneri contributivi e fiscali, anche mediante indebite compensazioni con fittizi crediti d’imposta – G.R. e i suoi complici avevano realizzato un complesso sistema fraudolento, che prevedeva l’avvicendarsi di più società e l’intestazione delle relative quote a prestanome senza fissa dimora o extracomunitari, al fine di ostacolare qualsiasi iniziativa dell’Amministrazione finanziaria.

Le approfondite indagini patrimoniali svolte dalla Divisione Anticrimine e dal Gruppo della Guardia di Finanza hanno rivelato gli ingenti profitti illeciti dei due soggetti, grazie ai quali gli stessi hanno condotto un tenore di vita del tutto sproporzionato rispetto ai redditi da loro dichiarati. Pertanto, è stato richiesto ed ottenuto il sequestro di beni che non solo sono stati acquistati con denaro di provenienza verosimilmente illecita, ma la cui disponibilità è apparsa del tutto ingiustificata in considerazione delle entrate dei due professionisti. In particolare, sono stati sequestrati: Due conti correnti svizzeri, denominati “Mago Merlino” e “Vedri Investment SA”, riconducibili a B.S., con le relative giacenze; un immobile di lusso sito nelle vicinanze dell’Arco della Pace, con cantina e due box auto, riconducibile nella disponibilità di G.R. Il valore complessivo del sequestro è di circa 3 milioni di Euro. Spetterà ora ai due conviventi dimostrare che i beni in questione siano stati acquistati con denaro di provenienza lecita e riconducibile alle loro attività professionali. Se ciò non accadrà, i due provvedimenti andranno a consolidarsi in una confisca antimafia, e i beni sequestrati saranno sottratti al circuito dell’economia criminale per essere destinati in favore della collettività.





Dirigente comunale arrestato dalla Dia a Palermo. Si arricchiva con la discarica di Bellolampo a Palermo. Arrestati anche due imprenditori

 

Sorpreso mentre intasca una tangente da 5.000 euro, un dirigente della discarica di Bellolampo di Palermo è stato arrestato dalla Dia in flagranza di reato. L’accusa è di corruzione aggravata. Arrestati anche due imprenditori che operano nel campo dello smaltimento dei rifiuti. In manette sono finiti Emanuele Gaetano Caruso di 53 anni, imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti; Daniela Pisasale di 45 anni di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti (rappresentante della Realizzazioni e Montaggi s.r.l. ed amministratore unico della Ecoambiente Italia s.r.l., entrambe con sede a Siracusa, e Vincenzo Bonanno di 62 anni, Direttore Tecnico per la discarica di Bellolampo di Palermo, definita dalla Commissione antimafia regionale “simbolo della crisi rifiuti in Sicilia”, gestita dalla RAP s.p.a., società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica.  Gli investigatori della Dia, a conclusione di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento hanno sorpreso Caruso "nell’atto di consegnare a Bonanno una busta contenente 5000 euro in contanti", dicono gli inquirenti. Successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, all’interno di un’autovettura, ulteriori 13.250 euro. L’intera somma di denaro è stata sottoposta a sequestro. Gli arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione rientra in una più ampia indagine, condotta dalla Dia, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta ad esplorare i concreti interessi della criminalità organizzata di stampo mafioso nel ciclo dei rifiuti.





Trasporti, Anas: a luglio traffico in crescita, +19% su giugno

 

La viabilità sulla rete viaria dell’Anas segna un “costante aumento”, con un +19% a luglio. Lo afferma la società del gruppo Fs, sottolineando che “come già riscontrato a giugno la Fase 3 continua nel suo progressivo riallineamento ai trend storici dello stesso periodo del 2019”. 

A luglio l’indice di mobilità rilevata (Imr) dell’osservatorio del traffico Anas segna una crescita decisa rispetto a giugno: +19% sui veicoli totali. Il traffico feriale è aumentato del 14% mentre quello prefestivo e festivo hanno segnato rispettivamente +18% e +32%. Cresce anche il comparto dei veicoli pesanti (+13%) che ha continuato sempre a lavorare durante tutto il periodo di emergenza per garantire i beni di prima necessità. 

Nel complesso luglio, rispetto allo stesso mese del 2019, vede un calo del traffico del 6%. La flessione è più contenuta se si prende in considerazione il segmento dei veicoli pesanti con un -2%, che segna comunque un positivo +2% nel Sud. Seppure in molti casi ancora negative, le differenze del traffico mensile nel confronto con luglio dell’anno scorso si riducono sempre di più: a giugno la contrazione rispetto al 2019 segnava un -18% sui veicoli totali e -8% sul segmento dei veicoli pesanti, mentre a maggio i dati erano rispettivamente -43% e -23%. 

Analizzando il traffico dei veicoli totali sull’Imr, rispetto a giugno c’è “un’impennata al Sud (+23%), seguito dalla Sicilia (+20%) e dal Centro (+19%), mentre è più contenuto l’andamento al Nord (+17%) e in Sardegna (+12%): questi ultimi due dati sono inferiori alla media nazionale”. Tra le regioni sono la Calabria e la Basilicata “a segnare le migliori performance, rispettivamente con +28% e +25%. I mezzi pesanti mostrano una crescita del 21% al Nord, del 12% al Sud, dell’11% al Centro. Seguono Sardegna e Sicilia con un +10% e un +5%”.





Fine settimana da bollino nero su strade ed autostrade. L’esodo all’ombra del Coronavirus

Weekend da bollino nero per il traffico intenso dell’estate 2020 con più di 4 italiani su 10 che, quest’anno, hanno scelto il mese di agosto per andare in vacanza. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè in vista dell’esodo estivo per questo fine settimana in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico, con una previsione di criticità da bollino nero per la mattina di sabato 8 agosto secondo il Piano dei servizi per l’esodo estivo 2020 di Viabilità Italia. La pandemia ha accentuato la tendenza tutta nazionale a concentrare le vacanze nel mese di agosto che, con ben 21,1 milioni gli italiani che lo hanno scelto, è di gran lunga il più gettonato dell’estate ma anche – sottolinea la Coldiretti - quello che fa segnare il calo minore (-11%) delle presenze dopo i crolli di giugno (-54%) e luglio (-23%). Se la spiaggia resta la meta preferita, tiene il turismo in montagna e quello di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni più battute, mentre calano le presenze nelle città. In ogni caso quest’anno il 93% ha deciso di restare dentro i confini nazionali – sottolinea la Coldiretti – con ben 1 italiano su 4 (25%) che ha scelto una destinazione vicino casa, all’interno della propria regione di residenza.





Ecco lo stato di salute delle nostre Banche tra bilanci e fusioni

Ubi Banca, Miccichè: fusione con Intesa Sp sarà pilastro ripresa

La fusione tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca sarà un pilastro della ripresa economica. Lo afferma il nuovo consigliere delegato di Ubi, Gaetano Miccichè, sottolineando che “insieme costruiremo un gruppo ancora più vicino e a sostegno dei territori, insieme saremo ancor più la ‘banca dei territori’, delle famiglie e delle imprese italiane. Sentiamo questo impegno in maniera ancora più forte e profonda in una fase che è ancora pesantemente condizionata dagli effetti dell’emergenza sanitaria. E per questo motivo vogliamo, con tutte le nostre forze, che l’integrazione di Ubi Banca in Intesa Sanpaolo dia vita a una realtà che rappresenti il pilastro della ripresa economica”.

“È per me motivo di orgoglio – sostiene il nuovo Ceo – essere stato cooptato nel consiglio di amministrazione di Ubi, al termine di un percorso che ha visto la banca entrare a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo. Ringrazio per questo motivo i membri del cda, ma il mio ringraziamento va innanzitutto a Carlo Messina per aver riposto fiducia in me e nelle mie capacità. E intendo rivolgere lo stesso pensiero ai tanti colleghi che hanno dimostrato il loro sostegno”.

“I mesi che ci attendono – spiega Miccichè – saranno fondamentali per condividere reciprocamente esperienze e modalità operative con l’obiettivo di completare l’integrazione tra i due istituti. Dovremmo facilitare il dialogo, il confronto e la condivisione tra tutte le strutture di Intesa Sanpaolo e quelle di Ubi Banca, avendo sempre come primo pensiero tutte le nostre persone, i nostri clienti e i nostri azionisti”.

In questi ultimi mesi “abbiamo incontrato imprenditori, autorità locali e istituzioni presenti sui territori dove è operativa Ubi Banca e questo si ripeterà spesso, da qui in avanti, per portare benefici e promuovere opportunità da cogliere per tutti gli stakeholders coinvolti”.

“Ubi – aggiunge Miccichè – è una banca solida, riconosciuta e sostenibile, grazie anche al lavoro svolto dal precedente consigliere delegato, dal management e da tutte le persone di Ubi. A tutti i dipendenti di Ubi Banca intendo fin da subito assicurare l’impegno di tutto il management di Intesa Sanpaolo, per rafforzare l’identità già comune tra i due istituti, forti anche di valori e culture aziendali simili”. Le nuove direzioni regionali a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, “l’assunzione di 2.500 giovani, il centro di eccellenza per il supporto del settore agricolo a Pavia, sono solo alcune delle iniziative già in programma a sostegno dei territori nei quali Ubi opera”.

  

Mps: perdita secondo trimestre 845 milioni, pesano svalutazioni

Mps chiude il secondo trimestre con una perdita netta significativa, pari a 845 milioni. Lo comunica la banca senese, sottolineando che il risultato negativo di aprile-giugno include la svalutazione delle Dta per 476 milioni, componenti non operative negative per 384 milioni per accantonamenti a fronte di rischi legali e impegni contrattuali (legati a cessioni di asset), contributi straordinari ai fondi di sistema e rettifiche su crediti addizionali per 107 milioni.

Nel secondo trimestre, spiega il Montepaschi, il risultato operativo lordo è di 186 milioni, in crescita del 2,9% rispetto a gennaio-marzo. C’è stata una “tenuta dei ricavi” (1,453 miliardi, pari a -8,4%), “grazie al contributo della gestione finanziaria”. Gli oneri operativi sono in calo “nonostante le spese sostenute per l’emergenza Covid-19”.

Da giugno c’è stata una “buona ripresa dell’attività commerciale, con il ripristino della piena operatività delle filiali”. Nel primo semestre sono stati collocati prodotti di wealth management per 5,4 miliardi di euro (in linea con i valori del primo semestre 2019, nonostante i tre mesi di lockdown) e sono stati stipulati nuovi mutui per 4,7 miliardi (+33% su base annua).

“Sostenuta” la crescita della raccolta diretta commerciale (conti correnti e depositi a tempo): +1,5 miliardi nel trimestre, +4,6 miliardi da gennaio. Inoltre i coefficienti patrimoniali “sono superiori ai requisiti”: il Transitional Cet1 ratio è al 13,4%, contro l’8,8% indicato dallo Srep, mentre il Total capital ratio è al 16%, contro il 13,6% dello Srep. “Solida” anche la posizione di liquidità.

Dalla fondazione Mps, però, il 31 luglio è arrivata la richiesta di altri 3,8 miliardi come risarcimento dei danni. Queste “richieste sono state valutate ai fini del bilancio consolidato semestrale abbreviato. Tenendo conto anche di tali richieste, il petitum delle richieste stragiudiziali sale a 4,8 miliardi”.

“Rispetto a queste iniziative – aggiunge Mps – la banca esprime opinioni critiche rispetto alle tesi sostenute. Gli argomenti a supporto di tale interpretazione saranno sviluppati compiutamente nella risposta che sarà inviata alla fondazione. La banca si riserva ogni azione a tutela del proprio patrimonio in risposta all’iniziativa della fondazione”.

Banco Bpm: nel secondo trimestre perdita netta di 46 milioni

Il Banco Bpm chiude il secondo trimestre con una perdita netta di 46 milioni, mentre l’utile semestrale è di 105 milioni. Lo comunica l’istituto di credito dopo il consiglio di amministrazione sui risultati trimestrali. Escludendo l’effetto contabile derivante dalla variazione del merito creditizio sulle passività e gli impatti della Ppa, il risultato netto di aprile-giugno è pari a 76 milioni, in crescita rispetto ai 20 milioni di gennaio-marzo. 

Nel secondo trimestre, “nonostante la compromissione del quadro macroeconomico dovuta alla crisi sanitaria, il Banco Bpm è riuscito a contrastare gli effetti negativi dell’emergenza, conseguendo, dato il contesto, risultati di rilievo”. Questi risultati “sono stati raggiunti in parallelo al costante monitoraggio della qualità del credito, che ha portato all’ulteriore diminuzione delle esposizioni non performing e al calo dell’Npe Ratio netto al 5% (era 5,2% a fine 2019 e 6,5% a fine 2018)”. 

Si confermano “molto solide” le posizioni patrimoniale e di liquidità. Il Cet1 Ratio phased-in e il Cet1 fully loaded si attestano rispettivamente al 14,7% e al 13,3%. Inoltre la dinamica degli impieghi “è risultata positiva, con l’erogazione di 12,4 miliardi di nuovi crediti nel semestre e ha contribuito a generare, nel secondo trimestre, un aumento del margine d’interesse che ha parzialmente compensato il rallentamento delle commissioni, che già a giugno hanno segnato un sensibile aumento”.





Il Dl semplificazioni galleggia su 2889 emendamenti

 

Martedì prossimo nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato verranno dichiarate le inammissibilità sugli emendamenti presentati al dl semplificazioni. Lo ha stabilito un ufficio di presidenza delle due commissioni che ha calendarizzato poi la ripresa dell’esame a partire dal 24 agosto (per l’illustrazione) e l’avvio delle votazioni sulle richieste di modifica da martedì 25 agosto (sempre che la commissione Bilancio avrà cominciato ad esprimersi a sua volta sulle coperture). 

Alla fine della conta da parte degli uffici, gli emendamenti presentati al dl semplificazioni, alla scadenza del termine questa mattina giovedì 6 agosto, sono poco meno di 3mila (secondo quanto si apprende 2.889), di cui quasi 1.400 della maggioranza (M5S ha depositato 397 proposte di modifica, il Pd 360, Iv 288, Leu 242 e Autonomie 80). Mentre dalle opposizioni sono arrivati 410 emendamenti dalla Lega, 595 da Fi, 300 da Fdi, dalla restante parte del gruppo Misto (esclusa Leu) 108. 

Circa 100 proposte di modifica sono state presentate da singoli senatori a titolo personale.





Legge elettorale? Boschi: “La priorità è la crisi. Io nel Governo? No grazie”

 

La priorità del paese è la crisi provocata dalla pandemia, non la legge elettorale. Lo afferma l’esponente di Italia viva, Maria Elena Boschi, in un’intervista a Repubblica, aggiungendo di non voler entrare nel Governo. 

“L’apertura di Renzi – spiega – è un gesto di buona volontà da parte di Italia Viva: noi vogliamo concentrarci sull’economia da rilanciare, non sulla legge elettorale. In Commissione tuttavia non è stato adottato ancora il testo base. E chi conosce i lavori parlamentari sa che questo rende difficile votare in Aula prima del 20 settembre”. 

E sull’eventuale suo ingresso al Governo nel caso di un rimpasto, risponde: “è un tema che non è all’ordine del giorno: io sono il capogruppo di Italia Viva alla Camera. E in questa veste voglio dare il mio contributo”.





Dl agosto, associazioni: "Ottima notizia l’ aumento del fondo al turismo organizzato"

 

“L’aumento delle risorse a sostegno delle imprese del turismo organizzato, così come previsto dalla bozza del Dl Agosto, è certamente positivo: il MIBACT ha riconosciuto le gravi difficoltà delle imprese del comparto, dando loro un primo – e lungamente atteso – sostegno mirato. Ora è di fondamentale importanza che lo stanziamento arrivi intatto al testo finale, qualsiasi passo indietro sarebbe gravissimo”0. 

Così le Associazioni del turismo organizzato, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommerio, ASTOI Confindustria Viaggi e FTO Confcommercio. 

“Il turismo organizzato – continuano le Associazioni – sta attraversando la crisi peggiore della sua storia. Una crisi che purtroppo non si risolverà nel breve periodo: il blocco delle attività continuerà almeno fino ai primi mesi del 2021, se non oltre. I 265 milioni di euro previsti dalla bozza, sebbene benvenuti, basteranno a coprire solo parzialmente le perdite registrate da marzo a luglio 2020 e rappresentano solo un terzo della richiesta fatta dal settore”. 

Per questo motivo “è assolutamente necessario che le risorse non vengano sacrificate nel processo che porterà al decreto finale. Senza un sostegno concreto e tempestivo, già a settembre molte aziende chiuderanno, ed altre seguiranno nei mesi successivi, mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori e di famiglie”.





C’è l’intesa sul Dl agosto: stop ai licenziamenti fino a metà novembre

 

E’ stato raggiunto l’accordo tra il Governo e le forze di maggioranza sul Dl agosto e domani il decreto sarà varato dal consiglio dei ministri. Lo ha reso noto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine della riunione di maggioranza a Palazzo Chigi. “Abbiamo raggiunto l’intesa – ha detto –. Abbiamo fatto una sintesi” e il “nodo” sul blocco dei licenziamenti è stato “sciolto”. Secondo quanto si apprende lo stop ai licenziamenti dovrebbe arrivare almeno fino a metà novembre: un’azienda non potrà licenziare prima della scadenza delle 18 settimane di Cig o sgravi contributivi aggiuntivi, a decorrere dal 13 luglio. Sostanzialmente la possibilità di licenziare sarebbe dal 15 novembre in avanti e quindi un mese in più rispetto alla bozza iniziale del decreto. Questo a prescindere dalla volontà dell’azienda di usare le settimane di cassa disponibili. Il senso della norma, spiegano le fonti, è che se l’azienda non ha la necessità di ricorrere alla Cig significa che non deve neanche licenziare i lavoratori. Verrebbero previste ulteriori 18 settimane di Cig dal 13 luglio, le prime 9 settimane aggiuntive di Cig Covid-19 gratis per tutti, poi altre 9 settimane che sono gratuite per chi ha avuto un calo di fatturato. Per gli altri le seconde 9 settimane di cig diventano onerose e vengono fissati due scaglioni di contribuzione per le imprese. In ogni caso chi non ricorre alla cig ottiene una decontribuzione pari al doppio della cig fermo restando il divieto di licenziare.





Superbonus, firmati i Decreti. Parte l’incentivo del 110%

 

 

Incrementare l’efficienza energetica, migliorare la tenuta antisismica o installare un sistema fotovoltaico. Sono solo alcune delle migliorie sulle quali sarà possibile usufruire del Superbonus al 110% previsto dal decreto Rilancio. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha firmato oggi le carte che rendono attuative il provvedimento. "Una misura fondamentale per far ripartire un settore fondamentale come quello delle costruzioni", ha commentato l’inquilino del Mise. 

L’incentivo può essere richiesto per le spese documentate sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Sono ammessi gli interventi effettuati sulle parti comuni di condomini e sulle unità immobiliari indipendenti. Il bonus non potrà essere utilizzato per abitazioni signorili, ville e castelli.  

All’agevolazione potranno accedere le persone fisiche, i proprietari, gli usufruttuari, gli istituti autonomi (come le case popolari IACP), le cooperative, le Onlus e le società sportive dilettantistiche per la sola parte riguardante gli spogliatoi.  

Novità importante del provvedimento è la possibilità di cedere il credito d’imposta, ottenendo uno sconto direttamente nella fatturazione da parte dell’impresa.  

Una misura accolta con entusiasmo da più fronti governativi. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si è detto entusiasta: "Nel segno del Green New Deal, continuiamo a lavorare per un futuro più sostenibile e per rendere l’Italia il primo Paese a impatto zero". "Il rilancio dell’industria edile e la qualità della vita delle persone sono priorità assolute", ha dichiarato invece il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. 





Export italiano in netto recupero verso i Paesi Ue ed extra Ue (+14,4%)

 

Prosegue il recupero dell’export italiano verso i Paesi Ue ed extra Ue. A giugno l’Istat stima una crescita per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+16,1%) che per le esportazioni (+14,4%), rispetto a maggio. Su base annua si registra però ancora un’ampia flessione dell’export (-12,1%), ma in netta e progressiva attenuazione rispetto a maggio (-30,4%) e aprile (-41,5%).

Ecco l’analisi dell’Istat nella sua completezza: “A giugno 2020 si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+16,1%) che per le esportazioni (+14,4%). L’incremento su base mensile dell’export è dovuto agli aumenti delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+15,6%) sia verso l’area Ue (+13,3%). Nel secondo trimestre 2020, malgrado la crescita a maggio e giugno, la variazione rispetto al trimestre precedente resta ampiamente negativa sia per l’export (-24,8%) sia per l’import (-21,8%), a causa del forte calo registrato ad aprile.

A giugno 2020 l’export registra ancora un’ampia flessione su base annua (-12,1%), ma in netta e progressiva attenuazione rispetto a maggio (-30,4%) e aprile (-41,5%); la contrazione è più marcata verso l’area extra Ue (-15,1%) rispetto a quella Ue (-9,2%). La flessione dell’import è più ampia (-15,6%) ma anch’essa in evidente ridimensionamento (era -35,2% a maggio), ed è sintesi del calo degli acquisti da entrambi i mercati, più marcato dall’area extra Ue (-17,9%) rispetto all’area Ue (-13,8%). Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla flessione tendenziale dell’export si segnalano prodotti petroliferi raffinati (-62,1%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-24,9%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-8,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-9,4%) e autoveicoli (-20,5%). In aumento su base annua le esportazioni di computer, apparecchi elettronici e ottici (+12,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+2,3%).

Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente alla caduta dell’export sono Stati Uniti (-22,4%), Spagna (-21,7%), Francia (-9,7%), Regno Unito (-11,2%) e paesi OPEC (-17,1%). In aumento le vendite verso Svizzera (+4,7%), Belgio (+7,5%) e Giappone (+8,1%). Nei primi sei mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export (-15,3%) è dovuta in particolare al calo delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (-20,0%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-14,0%), autoveicoli (-32,0%), articoli in pelle escluso abbigliamento e simili (-28,4%) e mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-22,0%). A giugno 2020 si stima che il saldo commerciale aumenti di 531 milioni di euro (da +5.701 milioni a giugno 2019 a +6.232 milioni a giugno 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +7.761 milioni di euro (era +8.891 milioni a giugno 2019). Nel mese di giugno 2020 si stima che i prezzi all’importazione aumentino dello 0,1% su maggio 2020 e diminuiscano del 6,5% su base annua.





Mano dura del presidente Donald Trump contro le app cinesi TikTok e WeChat. Dura reazione di Pechino

 

Il presidente americano Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi che vietano alle app cinesi TikTok e WeChat di operare negli Stati Uniti, sostenendo la necessità di “un’azione aggressiva” contro le aziende proprietarie “per proteggere la nostra sicurezza nazionale”. I due ordini vietano, dopo 45 giorni dalla loro firma, “qualsiasi transazione da parte di qualsiasi persona, o di qualsiasi proprietà, soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti” con le aziende cinesi ByteDance Ltd, per TikTok, e Tencet, per WeChat. Nei giorni scorsi Microsoft ha confermato di essere in trattativa per l’acquisto di TikTok.

Durissima la reazione della Cina. Pechino condanna la decisione di Donald Trump di bandire le app cinesi TikTok e WeChat negli Usa. E’ un atto di "manipolazione e di repressione politica", afferma il governo cinese.





Strage di Beirut, esplode la rabbia dei libanesi. In tanti hanno manifestato intorno al Parlamento

 

 

E’ esplosa nella notte la rabbia dei libanesi, dopo la devastante esplosione che martedì scorso ha devastato una gran parte della Capitale di un Paese piegato da una grave crisi economica. La Bbc dà notizia di scontri tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza, che hanno usato i lacrimogeni contro decine di dimostranti nei pressi del Parlamento, nel cuore di Beirut, poche ore dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l’agenzia libanese Nna, che parla di diversi feriti, i manifestanti hanno lanciato pietre e sassi contro gli agenti.

 

La Farnesina conferma: “A Beirut morta anche un anziana italiana”

 

Una donna italo-libanese di 92 anni è deceduta a Beirut per l’esplosione che due giorni fa ha devastato la capitale libanese. Lo si apprende da fonti della Farnesina.

Intanto il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto visita alla città ferita. “Il Libano non è solo” ha detto il presidente francese arrivando al porto di Beirut, dove ha visitato il luogo delle devastanti esplosioni che hanno causato almeno 137 morti e 5.000 feriti.

Macron si è poi recato a piedi nei quartieri distrutti per vedere con i suoi occhi i danni e incontrare i sopravvissuti e ha risposto alle richieste di aiuto affermando di voler “proporre un nuovo patto per il Libano” negli incontri con le autorità.

“Il primo obiettivo di questo viaggio è quello di portare tutta la solidarietà della Francia e del popolo francese al popolo libanese” ha detto dopo essersi incontrato al palazzo presidenziale con il presidente Michel Aoun, il premier Hassan Diab e il presidente del parlamento Nabih Berri.

Un colloquio in cui ha sottolineato l’importanza di “un’indagine rapida e trasparente” sulle cause dell’esplosione al porto, oltre a sollecitare forti iniziative politiche per risolvere la crisi economica in atto in Libano.

“Ho parlato con franchezza ai tre presidenti della necessità di combattere la corruzione, attuare le riforme, condurre un’indagine trasparente su quanto sta accadendo nel sistema bancario e portare avanti il dialogo con il Fondo monetario internazionale – ha aggiunto il presidente – il Libano soffre da anni per una crisi economica e finanziaria per la cui soluzione sono necessarie serie iniziative politiche”.





I contagi nel mondo sfiorano quota 20 milioni. Stati Uniti vicini ai 5 milioni di contagi

 

 

 I casi di coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia dei 19 milioni. E’ quanto indica un conteggio dell’agenzia di stampa Afp.

India - Il numero delle vittime ha superato la soglia dei 40.000: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana, il Paese registra ad oggi 40.699 decessi a fronte di 1.964.536 contagi. Il bilancio dei casi di coronavirus ha superato la soglia dei due milioni. Lo ha reso noto il ministero della Sanità del Paese.

Stati Uniti - Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus ha superato la soglia dei 160mila: secondo la Johns Hopkins University. I dati dell’università americana indicano che i decessi nel Paese sono ad oggi 160.090 a fronte di 4.881.974 casi confermati. Dall’inizio della pandemia negli Usa sono guarite 1.598.624 persone.

Messico - Ha superato quota 50mila il numero dei morti. I dati dell’università americana indicano che i decessi nel Paese sono ad oggi 50.517 a fronte di 462.690 casi confermati. Dall’inizio della pandemia sono guarite in Messico 361.764 persone.

I casi di contagio da coronavirus registrati ufficialmente in Africa hanno superato il milione, secondo un conteggio della Afp.Il Sudafrica è il paese più colpito dalla pandemia nel continente, con 538.184 casi ufficiali, 8307 dei quali aggiunti oggi, e 9604 decessi (un aumento giornaliero di 306 morti). L’Egitto registra circa 95.000 casi ela Nigeria circa 45.000.

Per il secondo giorno consecutivo salgono ancora i contagi in Germania, arrivando a 1.147 nuove infezioni in un giorno (erano 1.045 giovedì) e riportando i livelli di diffusione dell’epidemia indietro di tre mesi, ai primi di maggio. Lo riporta il Robert Koch Institut. A partire da maggio il trend delle nuove infezioni era sceso, per poi riprendere a salire a fine luglio. La punta massima è stata di 6.000 nuove infezioni in 24 ore ad aprile. Il virus ha colpito finora 214.214 persone e provocato 9.183 morti.





Monitoraggio settimanale del Covid-19 in Italia mostra una risalita del virus ed il rischio di condizioni favorevoli alla formazione di focolai rilevanti

  

Monitoraggio,tendenza casi Covid è in aumento - Sebbene le misure di lockdown in Italia "abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, al momento siamo in una situazione che mostra una tendenza in aumento: persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri". Lo rileva il monitoraggio settimanale del ministero della Salute che riporta una analisi dei dati relativi al periodo 27 luglio - 2 agosto 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. 

"Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti di quarantena, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso". "In caso contrario, nelle prossime settimane - si avverte nel Rapporto - potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale".

La situazione descritta nel report, relativa prevalentemente ad infezioni avvenute alla seconda decade di luglio 2020, "mostra segnali di allerta. Al momento - afferma il monitoraggio - i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento". Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, "sebbene non in una situazione critica, mostra sempre più dei segnali che richiedono una particolare attenzione: l’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 20/7-2/8) è stata di 5.8 per 100 000 abitanti, in aumento rispetto al periodo 6/7-19/7". Sono 12 le Regioni con l’indice Rt sopra 1,secondo il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute che riporta una analisi dei dati relativi al periodo 27 luglio - 2 agosto 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Questa la rielaborazione del ministero della Salute che ha rettificato il dato precedentemente comunicato di 11 Regioni con Rt sopra 1. In particolare Rt più alto risulta in Sicilia (1.62), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (1.43), e da Provincia autonoma di Trento e Veneto, entrambe con 1.28, Campania (1.25), Toscana (1.2), Liguria (1.16), Marche (1.13), Puglia (1.1), Lazio (1.08), Lombardia (1.04), Emilia Romagna (1.01). Tre le Regioni con indice Rt 0: Basilicata, Calabria e Molise.
"Con la Commissione europea stiamo lavorando per chiudere contratti con tutte le altre case farmaceutiche che sono al lavoro sui vaccini anti-Covid, e proveremo nelle prossime ore a livello di commissione Ue a chiudere altri contratti" per l’approvvigionamento di un futuro vaccino. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa al Senato. Il ministro ha inoltre rilevato come in questa partita "l’Italia non sta a guardare ma è in prima linea" e "ci auguriamo che nel giro delle prossime settimane possano esserci ulteriori risultati positivi".





L’appello del ministro Roberto Speranza ai giovani: “Fermate il virus. Siete voi il principale veicolo di trasmissione. La situazione è seria”

 

“Voglio lanciare un appello ai giovani. In questi giorni ne stiamo vedendo di tutti i colori: discoteche, apericene, locali notturni affollati, assembramenti di ogni tipo. Alle ragazze e ai ragazzi dico: state attenti, perché voi siete il veicolo principale del contagio in questo momento”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, su ‘La Stampa’.

“La situazione è seria. È vero che l’Italia in questa fase sta meglio degli altri Paesi, ma è pura illusione pensare che, mentre nel resto d’Europa il contagio riparte e già si parla di seconda ondata, noi possiamo restare tranquilli e beati dentro i nostri confini”, aggiunge.

“I ragazzi forse non sanno che oggi l’età media del contagio è scesa a 40 anni mentre solo due mesi fa era 60-65 anni. È chiaro quindi che i giovani sono un veicolo di contagio potenziale pericolosissimo, e non tanto per se stessi. Il vero rischio è che, tornati a casa dalla movida, possano contagiare i loro genitori o i loro nonni”, sottolinea il ministro.




Covid, aumentati di sette volte i contagi nei bambini

 

Attualmente, il 64% delle infezioni interessa i 25-64enni, il 19,4% le persone che hanno tra 65 e 84 anni, solo il 3,4% quelle che hanno oltre 84 anni,

l’1,2% i bambini fino a 4 anni, il 2,5% quelli tra 5 e 14 anni e il 9,6% tra 15 e 24 anni.

 

 

Dal 24 febbraio scorso la percentuale di casi rilevati nei bambini e nei bebe’ è aumentata di sette volte, mentre quella tra gli adolescenti ed i giovani è aumentata di sei volte. Lo sottolinea l’Oms,  secondo quanto riporta la Cnn. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto, tra l’altro, al fatto che all’inizio i test si concentravano soprattutto sugli anziani mentre oggigiorno interessano tutte le fasce di età ed anche al fatto che i focolai stanno colpendo ora Paesi con un’età media più bassa. Oltre il 60% dei casi di coronavirus nel mondo si registra oggi nelle persone di età compresa tra 25 e 64 anni.  Questo fenomeno potrebbe essere dovuto, tra l’altro, al fatto che all’inizio i test si concentravano soprattutto sugli anziani mentre oggi interessano tutte le fasce di età ed anche al fatto che i focolai stanno colpendo ora Paesi con un’età media più bassa. Attualmente, il 64% dei contagi interessa i 25-64enni, il 19,4% le persone che hanno tra 65 e 84 anni, solo il 3,4% quelle che hanno oltre 84 anni, l’1,2% i bambini fino a 4 anni, il 2,5% quelli tra 5 e 14 anni e il 9,6% tra 15 e 24 anni.





Contagi da Coronavirus nei posti di lavoro L’Inail: “Sono 51.363”

 

 

I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 31 luglio sono 51.363, 1.377 in più rispetto al monitoraggio del 30 giugno, di cui 360 sono denunce afferenti al mese di luglio. I casi mortali sono 276 (+24, riconducibili a decessi avvenuti tra marzo e maggio), concentrati soprattutto tra gli uomini (83,3%) e nelle fasce 50-64 anni (69,9%) e over 64 anni (20,0%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto, il rapporto tra i generi si inverte, il 71,4% dei lavoratori contagiati sono donne e l’età media scende a 47 anni. A fare il punto della situazione è il settimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, pubblicato oggi.




Il Governo cerca la svolta, altri 400 euro alle famiglie in difficoltà, tasse sospese, si pagano in due anni e sgravi contributivi

 

Altri 400 euro di reddito di emergenza per le famiglie più in difficoltà. Nella bozza, ancora suscettibile di modifiche, compare la misura, per la quale si potrà fare richiesta entro il 15 ottobre. I beneficiari riceveranno un assegno di 400 euro: si tratterebbe della terza tranche dopo le due disposte dal decreto rilancio di 400 euro ciascuna.

Tasse sospese si pagano in 2 anni -  Le tasse sospese nei mesi del lockdown non andranno più saldate entro la fine dell’anno ma in due anni, con 24 rate mensili. La nuova bozza non sposta il primo appuntamento col fisco previsto per il 16 settembre. Le rate però saranno molto più leggere perché da 4 diventano 24. A essere diluiti sono i versamenti di tasse, contributi e ritenute previsti per marzo, aprile e maggio.

3 mesi di sgravi per stagionali turismo e terme  - Arrivano sgravi contributivi ad hoc per il turismo. Secondo la bozza, si estende l’esonero dal versamento dei contributi - ma per massimo 3 mesi - anche alle "assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali". In caso di trasformazione a tempo indeterminato si applica la decontribuzione prevista per le altre aziende, cioè uno sgravio totale per 6 mesi (escluso il contributi Inail) fino a un massimo di 8.060 euro annui riparametrato su base mensile. 





Paola Carnevale: “Giù l’addizionale regionale Irpef nel Lazio”

 

A colloquio con Paola Carnevale commercialista, componente della Giunta nazionale di ConfimpreseItalia e punto di riferimento per l’ imprenditoria del Sud del Lazio 

A colloquio con la dottoressa Paola Carnevale, dottore commercialista, imprenditrice, componente della Giunta nazionale di ConfimpreseItalia, che oggi fa una proposta importante per dar respiro alle economie familiari e restituire una parte di quello che è stato tolto alle famiglie, prima dalla elevata tassazione, poi dalla crisi economica e successivamente da quanto ha provocato il Covid-19. Paola Carnevale conosce da vicino quello che le famiglie hanno vissuto da vicino in questi ultimi anni ed altrettanto conosce dello stato delle micro, piccole e medie imprese, che sono ormai costrette ai salti mortali per restare in piedi e soprattutto in un mercato asfittico ed ad oggi senza prospettive. Lei comunque, come ha fatto anche in altre occasioni, non s’arrende e lancia le sue proposte. Questa volta trova un punto che potrebbe essere assolutamente condiviso e sul quale si potrebbe iniziare a ricostruire l’economia delle famiglie, delle imprese e dei territori.

 

Dottoressa Lei è da tempo che ha sollevato questa problematica ma risulta ancora inascoltata?

“Si ma continuerò a battermi come feci anni fa per le cartelle esattoriali. Tutte le statistiche dimostrano che l’aliquota dell’addizionale regionale Irpef applicata nel Lazio sia una delle più alte di tutta Italia, senza l’applicazione di deduzioni e detrazioni efficaci. Una scelta inaccettabile e inconcepibile soprattutto in questo momento. Tutto il Paese si trova in una situazione emergenziale, sanitaria ma anche economica, che mette seriamente a rischio aziende e famiglie. In questo periodo ho incontrato per lavoro tante realtà imprenditoriali e molti cittadini, tutti si trovano in una situazione di enorme criticità economica. Sono in un equilibrio precario”.

Una situazione sicuramente difficile, ma qual è la soluzione?

“Cominciamo ad abbassare, realmente, la pressione fiscale che, conseguentemente, porterà a mantenere un tasso di liquidità maggiore. L’emergenza sanitaria ha creato tante difficoltà e quella maggiore è stata la paralisi cui tutto il Paese, ma in generale tutto il mondo, stanno subendo con forti incognite sul futuro. Questo porta a un calo drastico dei fatturati, degli stipendi, dei compensi per i professionisti. In poche parole, mancanza di liquidità e soprattutto di produzione di ricchezza, per far fronte alle spese necessarie”.

Perché partire proprio dall’addizionale regionale Irpef?

“Partire da questa imposta minore perché incide sulla vita di tutti, perché colpisce tutti. Una riduzione che aiuterebbe aziende, famiglie, lavoratori autonomi e dipendenti. Permetterebbe di rimettere soldi nelle tasche dei cittadini riaccendendo, anche se non in modo esaustivo e completo, l’economia. Una proposta, la mia, che nasce proprio dal confronto costante e continuo che ho con queste realtà”.

Quanto incide l’addizionale regionale Irpef a livello economico?

Non è il problema di quanto incide a livello economico quanto la mancata applicazione di strumenti fiscali quali deduzioni e detrazioni e la progressività delle aliquote troppo elevate, che andrebbero ad alleggerire il carico fiscale di tutti (sostituti d’imposta, percipienti ecc.).

Ma perché una petizione popolare?

“Perché è evidente che c’è uno scollamento tra politica e cittadini. La domanda da porsi è: perché non si applicano in questo momento difficilissimo per tutti, strumenti utili e necessari? Allora vista l’inerzia è giusto che i cittadini facciano sentire la propria voce e indichino la strada da seguire. Non sarà sicuramente facile ma se non ci proviamo nessuno ci ascolterà. Anche perché non bisogna mai dimenticare quello che recita l’articolo 1 della nostra Costituzione ovvero che la sovranità appartiene al popolo”.

Lps





Caselli autostradali ’deserti’ il 9 di agosto. Confermato lo sciopero dei dipendenti anche stagionali

 

Sciopero nazionale di 4 ore del personale, anche stagionale, delle concessionarie autostradali il 9 e 10 agosto che interesserà nella giornata di domenica gli addetti all’esazione ai caselli e lunedì il personale tecnico amministrativo. A proclamare la protesta sono Filt Cgil, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica “a seguito delle relazioni sindacali critiche ed in alcuni casi addirittura inesistenti con le associazioni datoriali Fise Acap e Federreti e con le dirigenze aziendali dei concessionari, che rischiano di mettere a repentaglio la tenuta del contratto nazionale. Alla base della protesta - spiegano le organizzazioni sindacali - il ricorso eccessivo alla cassa integrazione, anche dopo la fine del lockdown, e le modifiche unilaterali a orari e turni di lavoro rispetto alle previsioni del contratto nazionale, che in alcune concessioni hanno avuto conseguenze sul servizio agli utenti per il mancato rispetto delle norme del Ministero dei Trasporti sui presidi minimi dei caselli. Una situazione aggravata dall’emergenza pandemia che ha penalizzato occupazione e redditi del settore, dall’incertezza per l’assegnazione delle concessioni scadute e dalla situazione di Aspi, ancora da chiarire su vari aspetti tra i quali il lavoro”.





Strage di Beirut, il Presidente libanese Aoun apre lo scenario di un missile contro il sito ad alto rischio

 

Per il presidente libanese Michel Aoun la devastante esplosione nel porto di Beirut di martedì scorso è dovuta “o a negligenza o ad intervento esterno”, ad esempio “un missile”. “E’ possibile che sia stato causato da negligenza o da azioni esterne, con un missile o una bomba”, ha dichiarato il capo dello stato durante un’intervista con i giornalisti trasmessa in televisione, tre giorni dopo la tragedia che ha ucciso più di 150 persone e ferito circa altri 5.000. Questa è la prima volta che un alto esponente libanese parla di un possibile intervento esterno nell’esplosione, con le autorità che finora hanno affermato che era stato causato da un incendio in un grande deposito di nitrato di ammonio. L’85enne capo di stato ha aggiunto che “personalmente” ha chiesto ieri al presidente francese Emmanuel Macron, che ha ricevuto al palazzo presidenziale, “di fornirci immagini aeree in modo da poter determinare se ci fossero aerei nello spazio (aereo) o missili al momento dell’esplosione di martedì”. “Se queste immagini non sono disponibili tra i francesi, chiederemo ad altri paesi”, ha aggiunto Michel Aoun, criticato violentemente dalla popolazione che denuncia l’incompetenza delle autorità e la corruzione. Oltre al nitrato di ammonio, una sostanza esplosiva, il procuratore militare ha menzionato la presenza di “materiali altamente infiammabili”.





Fase 3, Rapporto Uniocamere- Excelsior: due imprese su cinque contano di recuperare quanto perso entro il 2020

Fase 3, Rapporto Uniocamere- Excelsior: due imprese su cinque contano di recuperare quanto perso entro il 2020

 

 

L’emergenza non è ancora finita ma le imprese già guardano al domani. Anche se permane un clima di incertezza, sono 600 mila le aziende che contano di recuperare risultati operativi accettabili entro fine anno. Mentre per ulteriori 580 mila bisognerà aspettare il 2021 per superare questo passaggio difficile.

E’ quanto risulta da un approfondimento del sistema informativo Excelsior su un universo di 1.380 mila imprese con almeno un dipendente, condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, per  indagare sugli  impatti del  lockdown e sulle strategie per i prossimi mesi e i tempi previsti per la ripresa.

Secondo l’indagine soltanto 180 mila imprese (il 13,1% del totale) non ha subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative nel corso del lockdown, a fronte di quasi l’85% delle aziende che non ha ancora potuto assorbire le ripercussioni della crisi.

A presentarsi più preparate a superare le barriere fisiche imposte nella fase del lockdown, sono state le imprese che hanno adottato piani integrati di digitalizzazione. Il 15,3% di queste dichiara di non aver subito perdite nel periodo del lockdown e sembra poter guardare ad un recupero relativamente meno lontano nel tempo avendo potuto adattare più rapidamente la propria organizzazione ai cambiamenti repentini determinati dalla crisi da Covid-19. Al contrario, l’insufficiente o parziale impegno negli investimenti digitali è un fattore che porta le imprese a valutare tempi di ripresa più lunghi e a riportare maggiori difficoltà nella gestione finanziaria delle fasi dell’emergenza sanitaria.


Aver potuto riprendere le attività immediatamente dopo la fase di più stretto lockdown fa sì che le imprese delle costruzioni mostrino la migliore aspettativa di recupero tra tutti i principali macro-settori. Per quasi un sesto degli operatori il superamento delle difficoltà è atteso entro fine luglio e per un ulteriore 9% entro la fine di ottobre, sebbene la quota di quelli che non hanno subito perdite nel periodo di sospensione obbligata è piuttosto contenuta (intorno al 7%). 

Situazione più critica invece per le imprese del settore turistico. Ben il 63,1% di queste imprese ritiene di poter tornare a livelli di attività adeguati solo in tempi lunghi – non prima del primo semestre del 2021. E soltanto il 6,2% (la quota più contenuta tra tutti i macro-settori) degli operatori del comparto prevede il ritorno a condizioni accettabili entro il mese di ottobre. A pesare in particolare sono gli effetti della perdita del volume di affari per la chiusura delle attività, con tempistiche più lunghe rispetto ad altri settori, e l’inevitabile protrarsi delle limitazioni nei flussi turistici dall’estero, oltre agli effetti depressivi legati al generalizzato calo dei redditi sia sul fronte interno che internazionale.

Una situazione analoga, anche se a tinte meno fosche, è quella prospettata dalle imprese del commercio. Una su due teme infatti che gli effetti dell’emergenza Covid-19 della primavera 2020 possano durare per oltre un anno. A fare la differenza anche in questo caso sono soprattutto l’aumento delle difficoltà economiche per molti nuclei familiari, che ne riducono la capacità di spesa, oltre alle modifiche delle abitudini di spesa dei consumatori a seguito delle misure di contenimento. 

Migliori capacità di reazione si evidenziano, invece, per le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi assistenziali privati (con il 63,5% degli operatori che già nel 2020 conta di raggiungere un pieno recupero), dell’istruzione e dei servizi formativi privati (con il 17,4% delle strutture che traguarda alla fine di ottobre i tempi del recupero). 

Nel manifatturiero sono invece i settori della meccanica, elettrico, elettronico e della chimica-farmaceutica a contare di poter contenere entro la fine del 2020 gli effetti più pesanti delle restrizioni indotte dalla pandemia. 

Le imprese del Centro Italia mettono in luce un quadro di attese peggiori sulla capacità di recupero: 130 mila imprese potrebbero arrivare al 2021 con ancora difficoltà nei fatturati. Ma sono complessivamente quasi 173 mila le imprese del Sud e Isole che prevedono di poter recuperare solo nel lungo periodo.





L’università di Tor Vergata fa il miracolo e ricostruisce il volto di Raffaello ed è completamente diverso

 

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tor Vergata a Roma ha ricreato in tridimensione il volto del pittore urbinate Raffaello Sanzio, di cui ricorre, quest’anno, il cinquecentesimo anniversario dalla sua scomparsa, all’età di 37 anni. La ricomposizione è avvenuta avendo come base un calco della scatola cranica del pittore, realizzato in gesso nel 1833 da Camillo Torrenti per il ritrovamento del corpo del pittore. Questa ricostruzione, stando ai ricercatori, dà maggiori certezze sul fatto che i resti che si trovano al Pantheon potrebbero appartenere al pittore. La ricostruzione tridimensionale ci restituisce un volto che è diverso da quello che fino ad oggi conoscevamo





Covid riprende quota, i nuovi contagi sono 552. Nelle 24 ore sono 150 in più

 

 

Purtroppo, era quasi inevitabile alla luce delle proiezioni fatte dal ministero della Salute, che i contagi per coronavirus tornassero a salire, segnando un significativo aumento in un solo giorno. In 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, si sono registrati 552 nuovi casi, 150 in più di del giorno prima, che fanno salire il totale a 249.756. In calo, invece, il numero delle vittime: 3 in un giorno a fronte alle 6 registrate giovedì. Complessivamente, le vittime dall’inizio dell’epidemia sono 35.190.  Forte aumento in Veneto di nuovi casi in 24 ore, con 183 positivi in più, che portano il totale dall’inizio della pandemia a 20.535.   Schizzano i soggetti posti in isolamento, che sono 5.212, ben 1.141 in più rispetto a giovedì, anche se tra questi ultimi diminuiscono i positivi (68, -36).   Il bollettino regionale registra un nuovo decesso (totale 2.078), mentre la situazione clinica resta stabile, con 9 ricoverati nelle terapie intensive, di cui 6 positivi, e 111 (-10) nei reparti non critici, con 31 positivi (-5).




Dal 24 agosto Italia pronta alla sperimentazione del vaccino anti-Covid sull’uomo. L’annuncio della Regione Lazio

 

"Sono arrivate all’Istituto Spallanzani le prime dosi del vaccino ’made in Italy’ e dal 24 agosto siamo pronti alla sperimentazione sull’ uomo". Lo annuncia l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. "Lo Spallanzani sta completando la ricerca dei volontari per la sperimentazione", aggiunge l’assessore.  




Dal 24 agosto Italia pronta alla sperimentazione del vaccino anti-Covid sull’uomo. L’annuncio della Regione Lazio

 

"Sono arrivate all’Istituto Spallanzani le prime dosi del vaccino ’made in Italy’ e dal 24 agosto siamo pronti alla sperimentazione sull’ uomo". Lo annuncia l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. "Lo Spallanzani sta completando la ricerca dei volontari per la sperimentazione", aggiunge l’assessore.