Maker Faire Rome 2020, aperta fino al 15 ottobre la call per le candidature

 

 

 

Anche in un anno particolarmente complesso come quello che stiamo vivendo, non mancherà l’appuntamento con ‘Maker Faire Rome 2020 – The European Edition’ (https://makerfairerome.eu/it). La kermesse – promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua azienda speciale Innova Camera – si terrà dal 10 al 13 dicembre e oltre a essere ormai la più grande al mondo dopo quella statunitense come numeri e pubblico, affronta tutte le componenti chiave dell’innovazione: dalla manifattura digitale all’Internet of Things, dalla robotica all’intelligenza artificiale, dall’economia circolare all’agritech, favorendo lo sviluppo della cultura dell’innovazione nel tessuto imprenditoriale e l’avvicinamento dei giovani agli scenari lavorativi di domani. Maker Faire Rome è, dunque, impegnata nella progettazione di un evento che non vuole semplicemente traslare in digitale la manifestazione fisica, ma mantenere lo slancio degli attori coinvolti e soddisfare le aspettative dei visitatori. Quest’anno la manifestazione avrà, dunque, un format ibrido, al tempo stesso digitale e fisico (come e dove sarà possibile in base alle disposizioni sull’emergenza sanitaria).

La Call for Makers dell’ottava edizione della ‘Maker Faire Rome – The European Edition’ è aperta. La ‘chiamata’ è rivolta agli appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, chef, artigiani, designer, agricoltori e ricercatori. Insomma, tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee possono presentare il proprio progetto innovativo entro il 15 ottobre 2020. I selezionati avranno, poi, a disposizione fasi di diretta streaming e momenti interattivi con il pubblico per far conoscere il progetto, presentare le ricerche, scambiare informazioni commerciali o di approfondimento..

 “Siamo consapevoli- afferma Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma- che, nelle condizioni attuali, non è pensabile poter svolgere la Maker Faire Rome così come siamo stati abituati in questi anni, con la presenza fisica di oltre 100mila persone alla Fiera di Roma. Il fatto di farla non è mai stato in discussione ma, in linea con il nostro spirito, stiamo lavorando a un’edizione particolarmente innovativa anche nelle modalità di svolgimento, direi una formula ibrida capace di coinvolgere tutti i protagonisti della Fiera, dai makers, alle scuole, università, imprese, passando per ambasciate, centri di ricerca e i professionisti rivolgendosi agli appassionati e al grande pubblico sia con eventi in presenza, in massima sicurezza, che con appuntamenti online su piattaforme dedicate. Dunque- conclude Tagliavanti- ci saremo, anche nel 2020, per testimoniare una volta di più le capacità del nostro Paese a mettere in mostra le migliori idee e invenzioni e la sua vocazione a non arrendersi mai”. “Stiamo portando avanti- spiega Luciano Mocci, Presidente di Innova Camera- un piano organizzativo notevole e complesso per allestire al meglio la nuova edizione di Maker Faire Rome. L’emergenza sanitaria ci impone un impegno ulteriore che stiamo svolgendo con serietà e passione, coadiuvati dai nostri preziosi partner. La Maker Faire Rome – e lo dico con orgoglio – si farà anche quest’anno e, come ci ha abituati, metterà in mostra i migliori progetti e le più spettacolari invenzioni che aiuteranno Roma e tutto il Paese a ripartire e a costruire un futuro migliore per tutti noi”.





La denuncia di Benvenuti (Forza Italia): “Ora basta con incendi e disagi per i cittadini”

 

“Ennesimo vasto incendio nella Capitale, oggi nella zona di Tor di Quinto, Foro Italico, sterpaglie a fuoco e rifiuti. Pericolo, forte inquinamento e disagi per i residenti. Questa è l’ennesima giornata di incendi che si verifica nella Capitale, un fatto gravissimo”. E’ quanto commenta in una nota Piergiorgio Benvenuti, responsabile delle Politiche ambientali di Forza Italia a Roma e Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale. 

“Ribadiamo quello che stiamo sostenendo da giorni, la situazione degli incendi a Roma è preoccupante. – aggiunge Benvenuti – I dati forniti dai Vigili del fuoco ci dicono che nel primo semestre 2020 i roghi tra le sterpaglie sono aumentati del 156% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, con centinaia di ettari di verde andato in fumo. Per non parlare dell’incremento dell’inquinamento ambientale, essendo in molte occasioni incendi che hanno interessato anche sostanze tossiche. La manutenzione dei parchi e dei giardini, stiamo parlando di circa 44 milioni di metri quadrati di verde pubblico risulta complessivamente non adeguata – prosegue Benvenuti- come gli argini e la golena del Tevere. Ed anche sono allarmanti gli insediamenti abusivi che anch’essi sono un pericolo per la grande quantità di rifiuti accumulati senza alcun controllo”. 

“Purtroppo anche per il rischio incendi estivi nella Capitale – conclude Benvenuti – con l’attuale amministrazione a 5Stelle, non vi è una programmazione adeguata e come negli anni passati e si stanno rincorrendo le emergenze”.

 





C’è il tavolo tecnico per la Rigenerazione urbana dell’area Flaminio-Villaggio Olimpico

 

Il Campidoglio ha approvato la memoria che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico interno per consentire la messa a punto di uno studio di fattibilità il cui obiettivo sarà l’avvio di un programma di rigenerazione e valorizzazione dell’area Flaminio – Villaggio Olimpico.  

Il tavolo sarà composto dal Vice Direttore Generale dell’area Servizi al Territorio, Direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, Direttore Dipartimento Sport e Politiche Giovanili, Direttore Dipartimento Mobilità e Trasporti, Direttore del Dipartimento Patrimonio; se necessario il tavolo potrà essere integrato da ulteriori strutture capitoline interessate e dovrà riunirsi con cadenze periodiche, verbalizzando gli incontri.  

L’area in questione è caratterizzata da profonde trasformazioni urbane avvenute per le Olimpiadi del 1960 e si ritrova, attualmente, con alcune strutture di rilevante pregio, come l’Auditorium, accostate a edifici come lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport che richiedono una riqualificazione che ne rispetti e valorizzi il carattere sportivo e monumentale.  

Cassa Depositi e Prestiti e Istituto di Credito Sportivo hanno proposto dei possibili scenari di intervento e messo a punto una proposta di rigenerazione dell’area che è stata sottoposta, nei mesi scorsi, all’attenzione dell’Amministrazione Comunale.

Anche Roma Capitale è intervenuta, in particolare per il Palazzetto dello Sport è stata pubblicata la procedura aperta per i lavori di risanamento conservativo, che si è chiusa il 24/7 u.s.  

La memoria intende ribadire la necessità di un forte intervento pubblico atto ad avviare uno scenario di rigenerazione urbana per rilanciare la zona in termini di nuova offerta di servizi sportivi, culturali e ricreativi.

 





Stadio dell’As Roma, approvate delibere propedeutiche a convenzione urbanistica

 

Approvate le due delibere necessarie e propedeutiche al provvedimento finale sul progetto del nuovo stadio a Tor di Valle, ovvero la convenzione urbanistica che dovrà essere sottoscritta tra Roma Capitale e il soggetto attuatore.
Via libera dunque alla delibera con lo schema di accordo di collaborazione tra Roma Capitale e Città Metropolitana di Roma, relativo all’adeguamento del progetto definitivo di unificazione della via del Mare e della via Ostiense, nel tratto tra il GRA e il cosiddetto Nodo Marconi. Approvata poi la delibera con lo schema di accordo di collaborazione tra Roma Capitale e Regione Lazio per il potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico locale, in particolare della linea ferroviaria Roma-Lido.
L’intera unificazione di via del Mare e via Ostiense, che permetterà di migliorare non solo l’accessibilità all’area del nuovo stadio ma anche al centro città e al litorale di Roma, è espressamente prevista dalla delibera n.32 approvata nel 2017, in cui si conferma la dichiarazione di pubblico interesse sulla proposta di realizzazione del nuovo stadio a Tor di Valle.
Per quanto riguarda il potenziamento e rinnovo della linea ferroviaria Roma-Lido, sono previsti interventi da parte della Regione Lazio come la fornitura di nuovo materiale rotabile, per un costo stimato pari d un totale di 180 milioni di euro. Roma Capitale provvederà al completamento della nuova fermata di Acilia Sud, a un intervento di ristrutturazione e potenziamento dell’attuale fermata di Tor di Valle, alla realizzazione di due "tronchini" per l’inversione di marcia dei treni a valle della stazione di Acilia e a fornire materiale rotabile in comodato d’uso.

 





Nuova casa di accoglienza a Roma per le donne vittime di violenza

 

Apre una nuova struttura di accoglienza di Roma Capitale per donne vittime di violenza. La Casa di Semiautonomia, nel Municipio V, potrà ospitare due donne, anche con bambini, per accompagnarle lungo il percorso di fuoriuscita dalla violenza e il raggiungimento della piena autonomia. L’obiettivo del servizio, si spiega dal Campidoglio, è dare l’ospitalità necessaria alle donne che non hanno alternative abitative possibili e contribuire al loro graduale reinserimento nel tessuto sociale e lavorativo. La struttura, che era stata in funzione dal 2013 al 2015 con fondi dell’istituzione Solidea dell’ex provincia, potrà riaprire a settembre all’interno dell’azione più ampia portata avanti dall’Amministrazione Capitolina per rafforzare i servizi antiviolenza. 

“La riapertura di questa casa di semiautonomia è un ulteriore risultato all’interno del nostro impegno per rafforzare la rete cittadina di strutture di sostegno alle donne vittime di maltrattamenti. Abbiamo già creato cinque nuovi Centri Antiviolenza, quest’anno abbiamo inaugurato anche un servizio innovativo di cohousing e altre importanti strutture sono in cantiere su tutto il territorio. Nessuna è sola”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.





Dalla Regione Lazio 300mila euro per i malati ocologici

 

La Regione Lazio stanzia 300mila euro a sostegno dei cittadini affetti da patologie oncologiche e in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo, con un indicatore Isee fino a 15.000 euro. L’importo massimo del contributo da erogare a ciascun beneficiario è pari a 2.000 euro annui. A darne notizia è l’assessore regionale alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli. “La Regione Lazio – spiega l’assessore Troncarelli – si conferma al fianco dei cittadini affetti da patologie oncologiche. Il mio grazie va anche il consigliere regionale Loreto Marcelli per l’emendamento presentato in consiglio che ha dato input alla misura. Dopo lo stanziamento per l’acquisto di parrucche e l’istituzione di una Banca della Parrucca presso ogni Azienda sanitaria locale, siamo intervenuti, di concerto con l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, con queste risorse che verranno erogate ai pazienti tramite le Asl di riferimento. Abbiamo, inoltre, rivisto le modalità di accesso, calibrandole in considerazione delle richieste arrivate lo scorso anno, così da raggiungere più persone”. Possono accedere al contributo economico i residenti nel Lazio affetti da patologie oncologiche che necessitano di trattamenti medici, clinici, di laboratorio, chirurgici e radioterapici presso strutture sanitarie regionali e le cui patologie sono certificate, oppure pazienti in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo, che si sottopongono a tipizzazioni tissutali, a trapianti, a controlli periodici, a interventi e ricoveri. Per ottenere il contributo, le Aziende sanitarie locali entro il 31 luglio di ciascun anno emanano un avviso pubblico rivolto ai cittadini in possesso dei necessari requisiti che dovranno presentare formale richiesta. Esclusivamente per l’anno 2020, in considerazione delle particolari condizioni dovute all’emergenza epidemiologica legata al Covid-19 che potrebbero rendere difficoltoso la presentazione della documentazione necessaria, l’avviso scadrà il 31 ottobre.





C’è il si del Campidoglio al tavolo di confronto con le categorie produttive

 

Via libera della Giunta capitolina alla memoria che promuove l’istituzione di un tavolo di confronto in tema di commercio in sede fissa, partecipato dai rappresentanti delle realtà economiche cittadine. Lo scopo, si legge in una nota del Campidoglio, è quello di favorire la ripartenza delle attività produttive, colpite dalle restrizioni imposte dalla crisi Covid-19, coinvolgendole in un dialogo aperto su esigenze, osservazioni e proposte. 

“Il rilancio del nostro tessuto produttivo è una priorità. In questi mesi segnati dall’emergenza sanitaria ho incontrato le categorie per lavorare a soluzioni condivise e superare insieme la crisi. Questo tavolo di confronto sul commercio in sede fissa nasce dalla promessa fatta alla associazioni: un canale aperto per analizzare necessità e proposte di un settore preziosissimo per la città, che significa molto in termini di occupazione e indotto”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.  Nel dettaglio, questi gli obiettivi del tavolo dedicato al commercio in sede fissa: implementare il monitoraggio delle condizioni di esercizio del commercio su sede fissa, elaborando studi che possano coniugare gli interessi dei consumatori e le necessità degli operatori; individuare tutte le possibili sinergie utili a raccogliere, elaborare e sintetizzare dati, bisogni, istanze, suggerimenti, per il tramite del confronto tra i rappresentanti delle associazioni di categoria e l’Amministrazione Capitolina; analizzare obiettivi di rilancio del settore avanzando proposte e progetti per il superamento di eventuali criticità, approfondendo strategie di marketing e innovazioni tecnologiche; ed infine promuovere il rispetto del decoro e migliorare la qualità dei servizi.  “Le misure sanitarie adottate per prevenire il rischio contagio hanno avuto un forte impatto sul commercio cittadino. Il tavolo di confronto è una risposta all’esigenza delle attività produttive di confrontarsi con l’Amministrazione sia sulle criticità di settore, sia su idee e suggerimenti che possono trovare spazio nell’ambito di un dialogo votato al supporto e alla condivisione”, sottolinea l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Carlo Cafarotti.





Zingaretti: “Test obbligatori se torni da Paesi più colpiti da Covid”. Record di contagi di ritorno

 

 

“Nel Lazio presto test obbligatori per chi torna da paesi ad alta incidenza #Covid. Facciamolo in tutta Italia. Si deve tornare a vivere ma non distraiamoci e non abbassiamo la guardia”. Lo scrive il governatore del Lazio Nicola Zingaretti in un post su Facebook.

La conferma dei contagi di ritorno arriva dai numeri diffusi domenica dalla stessa Regione Lazio: “Registriamo 38 casi e zero decessi. Di questi ventidue sono casi di importazione: otto i casi di rientro dalla Romania, un caso da India, un caso da Croazia, un caso da Ucraina, uno da Thailandia, uno da Ibiza e uno da Russia. Per quanto riguarda il cluster della comitiva dei ragazzi dai 17 ai 19 anni di rientro da Malta sono 8 i casi positivi su 10, tutti i contatti stretti sono stati individuati e isolati. Voglio rivolgere un appello alla massima attenzione e al rispetto delle misure di prevenzione, non bisogna abbassare la guardia e utilizzare la mascherina sempre”. Questo il bilancio della situazione contagio coronavirus nel Lazio fatta dall’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

Nella Asl Roma 1, ha riferito, sono sei i casi nelle ultime 24h e tra questi due sorelle di 50 e 57 anni ora ricoverate al Policlinico Umberto I, due i casi che hanno un link con casi di rientro uno dall’Ucraina e uno dalla Russia. Un caso ha un link con un caso già noto e isolato. Nella Asl Roma 2 sono quindici i casi nelle ultime 24h e tra questi sette sono di rientro dalla Romania, due casi hanno un link con un cluster familiare già noto e isolato, un caso è di rientro dalla Croazia, due casi sono stati individuati al drive-in e due casi sono su segnalazione dei medici di medicina generale. 

Nella Asl Roma 3 sono dieci i casi nelle ultime 24h e si tratta di una donna di rientro dalla Thailandia, avviate le procedure di contact tracing internazionale, un caso di un uomo di 35 anni di rientro da una vacanza ad Ibiza per il quale è in corso l’indagine epidemiologica. Sono 8 su 10 i ragazzi positivi della comitiva tra i 17 e i 19 anni di rientro da una vacanza a Malta, è in corso l’indagine epidemiologica e sono stati individuati e isolati tutti i contatti. 

Nella Asl Roma 6 un caso nelle ultime 24h e si tratta di un uomo di 20 anni di Rocca di Papa per il quale è in corso l’indagine epidemiologica. Infine per quanto riguarda le province si registrano sei casi e zero decessi nelle ultime 24h.





Vacanze, ci sono altre 24 Frecce aggiuntive e disponibili per il Sud ad agosto

 

 Altre 24 Frecce aggiuntive per il Sud ad agosto. Si aggiungono alle 12 corse in più già programmate tra Milano e Reggio Calabria e tra Roma e Lecce. Saranno in tutto 36 le Frecce aggiuntive che per l’intero mese di agosto potenzieranno l’offerta ordinaria di Trenitalia con il Sud Italia, a servizio delle principali mete turistiche e balneari di Campania, Calabria e Puglia. 

Alle 12 corse già annunciate nei giorni scorsi se ne aggiungono altre 24 in vendita già da oggi 8 agosto. Nel dettaglio, con gli stessi orari e le stesse fermate di quelli già programmati, si aggiunge il Frecciarossa che da Milano Centrale raggiunge Reggio Calabria nelle giornate del 15, 21, 22, 23, 27, 28, 29 agosto, con viaggio in direzione Nord nei giorni del 16, 22, 23, 24, 28, 29, 30 agosto. Questi gli orari: Milano C.le (11.50) – Reggio Calabria (22.05); Reggio Calabria (11.50) – Milano C.le (22.10). 

In entrambe le direzioni i Frecciarossa fermano anche a Reggio Emilia AV, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Agropoli, Vallo della Lucania, Pisciotta-Palinuro, Sapri, Maratea, Scalea, Paola, Lamezia Terme, Vibo Pizzo, Rosarno e Villa San Giovanni. 

Analogamente il Frecciargento aggiuntivo in circolazione nel secondo fine settima di agosto sulla rotta tra Roma e Lecce sarà replicato nei giorni 10, 14, 16, 17 e 23 agosto in entrambe le direzioni. Questi gli orari: Roma (9.35) – Lecce (15.05); Lecce (17.55) – Roma (23.30). 

I Frecciargento, in entrambe le direzioni, fermano anche a Caserta, Benevento, Foggia, Barletta, Bari, Monopoli, Ostuni e Brindisi. 

Il potenziamento dei collegamenti verso le maggiori mete vacanziere conferma la forte attenzione da parte del Gruppo FS Italiane a sostegno del turismo, volano dell’economia nazionale e pilastro fondamentale per la ripresa del Paese.

 





L’ex Re di Spagna Juan Carlos è ad Abu Dhabi

 

 

L’ex re di Spagna Juan Carlos, che ha lasciato il Paese sotto il peso di accuse di corruzione, si trova ad Abu Dhabi. Lo afferma il sito del giornale conservatore spagnolo Abc, contraddicendo precedenti informazioni che volevano l’82enne sovrano diretto in Repubblica Dominicana o Portogallo. La Casa Reale non ha voluto confermare dove si trovi Juan Carlos, che ha abdicato nel 2014, ma per Abc egli ha lasciato la Spagna da Vigo in Galizia su un jet privato, accompagnato da quattro guardie del corpo e da un collaboratore. L’ex re alloggerebbe all’Emirates Palace hotel, una struttura da migliaia di euro a notte  e l’ex Re avrebbe per se una Suite riservatissima. Juan Carlo ha deciso di lasciare il suo Paese dopo il coinvolgimento in uno scandalo che lo aveva visto protagonista di una dazione da milioni di dollari ricevuta in cambio del suo interessamento per un appalto. 





Con l’80,23% dei voti Lukashenko si conferma presidente della Bielorussia

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha vinto le elezioni presidenziali con l’80,23% dei voti: lo ha reso noto l’agenzia di stampa statale Belta.  La percentuale comunicata si basa su un conteggio preliminare. La commissione elettorale centrale ha annunciato che la candidata dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya ha ottenuto il 9,9% dei voti. "Credo ai mei occhi e vedo che la maggioranza è con noi", ha detto la Tikhanovskaya ai giornalisti, secondo quanto scrive la Bbc. E ha chiesto alla milizia e ai soldati di "cessare le violenze" e "ricordarsi che fanno parte del popolo". "E’ certamente la più grande protesta che abbia visto in Bielorussia da quando Lukashenko è arrivato al potere", ha detto al Guardian il professore David Marples, esperto di Bielorussia dell’università dell’Alberta, "alle elezioni non è mai successo nulla del genere. Mi sembra che l’intero paese voglia un cambiamento". Ex insegnante d’inglese, la 37enne Tikhanovskaya si è candidata alle presidenziali dopo che il marito Sergei, un popolare blogger anti regime, è stato arrestato in maggio ed escluso dalle candidatura. A suo fianco si sono schierate Maria Kolesnikova, che guidava la campagna elettorale del banchiere Viktor Babariko, arrestato in giugno con accuse di corruzione dopo aver deciso di candidarsi alla presidenza. E Veronika Tsepkalo, moglie dell’ex ambasciatore Valery Tsepkalo, critico del regime e costretto a fuggire all’estero per evitare l’arresto. Insieme hanno unito l’opposizione, con decine di migliaia di persone che hanno affollato i comizi di Tikhanovskaya, chiedendo un cambiamento dopo 26 anni di regime di Lukashenko, mentre la crisi economica e la pandemia del covid hanno aumentato lo scontento.  Ma l’elezione del Presidente è stata anche teatro di forti contestazioni. Un morto, dozzine di feriti e almeno 200 arresti. È il bilancio, ancora parziale, della notte di scontri in Bielorussia a seguito del risultato delle elezioni. Lo fa sapere il centro per i diritti umani Vesna, citato da vari media russi.





Hong Kong, stretta cinese. Arrestato l’imprenditore Jimmy Lai e i suoi due figli

 

 

L’imprenditore Jimmy Lai è stato arrestato dalla polizia di Hong Kong perché sospettato di aver infranto la nuova legge sulla sicurezza voluta dalle autorità di Pechino. La notizia viene riportata dalle emittenti locali Rthk e Scmp mentre la polizia dell’ex colonia britannica conferma su Twitter di aver arrestato sette persone di età compresa tra i 39 e i 72 anni - di cui non fornisce i nominativi - perché sospettate di aver infranto le nuove norme. Lai è un noto sostenitore del movimento pro-democrazia di Hong Kong. Jimmy Lai Chee-ying, stando al South China Morning Post, è stato prelevato dagli agenti del Dipartimento per la sicurezza nazionale dalla sua residenza. "E’ stato arrestato per collusione con un Paese straniero, per dichiarazioni sediziose e cospirazione", ha detto una fonte al giornale. Secondo la ricostruzione del Post, dopo l’arresto di Lai, la polizia - in un’operazione con più di 200 agenti - ha fatto irruzione nella sede del tabloid Apple Daily, fondato nel 1995.  Tra le persone finite in manette, scrive il Post, ci sono anche due figli del 71enne Jimmy Lai, Timothy e Ian, l’amministrazione delegato dell’Apple Daily, Cheung Kim-hung, e il chief financial officer del gruppo Next Digital (proprietaria dell’Apple Daily), Royston Chow Tat-kuen.

L’Apple Daily ha diffuso le immagini dell’arrivo di decine di agenti di polizia nella sua sede, e dell’arresto di Jimmy Lai. Intanto, secondo le fonti del Post, continua l’operazione di polizia e "non è escluso scattino altri arresti". In base alla nuova contestata legge sulla "sicurezza nazionale" che Pechino ha imposto a Hong Kong, la collusione con forze straniere può essere punita anche con l’ergastolo. I media ufficiali cinesi hanno spesso bollato Jimmy Lai - che lo scorso anno ha incontrato il vice presidente americano Mike Pence, il segretario di Stato Mike Pompeo e la speaker della Camera Nancy Pelosi durante una visita a Washington - come uno dei componenti di quella che viene descritta come la nuova ’Banda dei quattro’ nel mezzo delle richieste di maggiori libertà e democrazia per la City. Il tycoon era già finito in manette in passato, l’ultima volta a febbraio. Gli arresti delle ultime ore arrivano dopo le sanzioni imposte la scorsa settimana dal Dipartimento del Tesoro Usa - che hanno colpito anche la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam - e che il governo dell’ex colonia britannica ormai nell’orbita di Pechino ha bollato come "sfacciate" e "indegne".





Orrore per la spietata esecuzione di sei volontari umanitari francesi e due guide in Niger. Agguato premeditato

 

Sei operatori umanitari francesi in vacanza nel Niger e due guide nigerine, rispettivamente guida e autista del gruppo, sono stati uccisi da uomini armati in Niger, nella zona di Kourè. Lo ha riferito il governatore di Tillaberi, Tidjani Ibrahim Katiella, all’Afp. Gli aggressori, secondo le prime informazioni twittate dall’Afp, avrebbero agito in sella a una motocicletta. La zona ospita alcuni tra i maggiori gruppi di giraffe dell’Africa occidentale. "La maggior parte delle vittime è stata uccisa a colpi di arma da fuoco e una donna che è riuscita a scappare è stata catturata e sgozzata. Sul posto è stato trovato un caricatore svuotato delle cartucce". Lo riferisce una fonte nigerina, spiegando la dinamica dell’attacco di un commando contro un gruppo di turisti, costato la vita a sei francesi e due nigerini, la guida e l’autista. "L’attacco è avvenuto a 6 km a est della città di Kouré", che si trova a un’ora di macchina dalla capitale Niamey, ha aggiunto la fonte. "Non conosciamo l’identità degli aggressori ma sono entrati in moto attraverso la boscaglia e hanno aspettato l’arrivo dei turisti. Il veicolo preso appartiene alla Ong Acted". Mentre l’Eliseo non ha fornito indicazioni precise sulle vittime francesi, Emmanuel Macron ha denunciato "l’attacco che ha vilmente colpito un gruppo di operatori umanitari" assicurando che "ogni mezzo" verrà utilizzato per "chiarire" le circostanze dell’attacco. L’esercito nigerino ha circoscritto e chiuso l’intera zona dell’agguato, avvenuto ad una cinquantina di chilometri da Niamey. Si tratta del primo attacco contro degli occidentali in questa regione da quando è diventata zona turistica circa 20 anni fa, dopo l’insediamento in zona di un piccolo gruppo di una specie scomparsa dal resto del pianeta. “Tutti i team di Acted, dirigenti, dipendenti, sono assolutamente devastati, rivoltati". Così l’avvocato dell’organizzazione umanitaria di cui facevano parte i cittadini francesi, Acted, Joseph Breham, che - parlando con Franceinfo - ha espresso "ribrezzo e disgusto. Quale grado di mancanza di umanità è necessario per arrivare ad uccidere e massacrare gente che evidentemente non ha mai portato armi e non ha fatto altro che cercare di assicurare tutti gli aiuti necessari ai più bisognosi al mondo?".





Conferenza dei donatori, al Libano 250 milioni di euro per la ricostruzione e le emergenze sociali

 

Saranno stanziati 250 milioni di euro per aiutare il Libano nella ricostruzione dopo l’esplosione che ha devastato Beirut il 4 agosto. Lo hanno deciso i leader mondiali riuniti in videoconferenza dal presidente francese Emmanuel Macron con il sostegno dell’Onu. I leader, tra i quali il presidente americano Donald Trump e il quello del Consiglio europeo Charles Michel, hanno risposto alla chiamata del Papa che aveva chiesto generosità, e a quella di Macron dalla residenza estiva di Fort Bregancon e hanno convenuto sul fatto che gli aiuti devono essere consegnati il prima possibile "direttamente" alla popolazione libanese. Questo era uno dei nodi alla vigilia della videoconferenza. Con il Libano già preda di una profonda crisi economica e politica, nessun Paese donatore aveva intenzione di firmare un assegno in bianco. Per questo, è stato deciso, gli aiuti saranno gestiti dall’Onu attraverso le sua agenzie in totale "trasparenza" e consegnati "direttamente" alla popolazione. Inoltre, è stata ribadita la richiesta di un’inchiesta indipendente sul disastro avvenuto al porto di Beirut. Intanto il governo ha promesso un’indagine sul disastro, ma la fiducia è ai minimi. Sia la popolazione sia vari attori internazionali, tra cui Onu e Ue, hanno chiesto che l’inchiesta sia indipendente. Dalle autorità di Beirut è arrivato un secco no. Gli sforzi di ricostruzione sono enormi, nel Paese che era già economicamente in ginocchio, e oggi (domenica) si è svolta la conferenza internazionale dei donatori. Sullo sfondo un enorme interrogativo: come garantire che milioni di dollari non vengano sviati e sottratti, in un Paese famigerato per il denaro ’scomparso’, i progetti di infrastrutture invisibili, la trasparenza inesistente? Anche perché il porto dov’è avvenuta l’esplosione era il cuore dell’economia basata sulle importazioni, nonché una fonte di mazzette così lucrativa che le fazioni politiche erano disposte a spartirsela perché tutti ne traessero vantaggio.





Crimi (M5S) e il bonus ai parlamentari: “Via la privacy. Fatto grave che non può passare senza conseguenze”

 

 

"Se non dovesse palesarsi spontaneamente chi ha richiesto il bonus, chiederò a tutti i nostri parlamentari di sottoscrivere una dichiarazione per autorizzare l’Inps a fornire i dati di chi ha usufruito del bonus. Un fatto così grave non può passare senza conseguenze. Spero che tutti i partiti si muovano nella stessa direzione, lo dobbiamo a chi sta soffrendo le dure conseguenze di questa pandemia". Lo dichiara Vito Crimi, capo politico del M5S e viceministro dell’Interno, dopo la notizia, pubblicata da ’La Repubblica’, secondo cui alcuni deputati avrebbero chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro mensili introdotto dal decreto Cura Italia per le partite Iva in difficoltà a causa del Covid. "Via la scusa della privacy! Vogliamo i nomi dei 5 parlamentari che senza un minimo di vergogna han richiesto i 600€ per le partite Iva durante il periodo Covid! - scrive su Facebook Stefano Buffagni (M5S), viceministro dello Sviluppo economico - Pronto a firmare dichiarazione ad Inps sulla mia rinuncia alla privacy: lo devono fare tutti i parlamentari! La trasparenza su chi ha avuto la faccia tosta di richiedere quelle somme è fondamentale. Se il problema è la norma sulla privacy, raccolgo la proposta di Vito Crimi: firmiamo tutti la rinuncia alla privacy e rispondiamo in trasparenza davanti agli italiani!".





Bonus ai parlamentari, partita la resa dei conti nei confronti dei 5 furbetti

 

Cinque deputati hanno chiesto all’Inps il bonus da 600 euro mensili poi elevato a 1000 previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva: la segnalazione arriva dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inpas ed è riportata dal quotidiano La Repubblica. A norma di legge, spiega il quotidiano, che definisce i cinque ’furbetti di Montecitorio’, tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti co.co.co, oltre ad alcune categorie di autonomi, avevano diritto di accedere all’indennità. Inps non fa ovviamente i nomi dei cinque ma sui social c’è già chi chiede al presidente Roberto Fico di rendere note le identità dei deputati. "La Repubblica parla di 5 parlamentari, di 5 poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente". Lo scrive Luigi Di Maio su Fb."I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore", aggiunge specificando che "non in importa di quale forza politica" siano. "Sono coperti dalla legge sulla privacy, ma gli italiani hanno il diritto di sapere chi sono. Fuori i nomi. E se serve assumiamo ogni tipo di iniziativa parlamentare", ha scritto in serata su facebook il ministro degli Esteri Di Maio.
"Posso dire che è una vera vergogna?".E’ il commento laconico, su Facebook, del segretario del Pd Nicola Zingaretti alla notizia dela richiesta all’Inps, da parte di cinque deputati, del bonus da 600 euro mensili previsto dal governo per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva. "È una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre", ha affermato il presidente della Camera Roberto Fico su facebook. "Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna. Che l’Inps (che non ha ancora pagato la cassa integrazione a migliaia di lavoratori) abbia dato quei soldi è una vergogna. In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero", ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. "Chiunque siano, immediata sospensione" chiede il leader della Lega.





Scuole e post-Covid, l’allarme dei Presidi: “Servono 20mila aule in spazi altenativi agli Istituti”

 

Sono circa 20mila le aule che dovranno essere allestite in spazi alternativi agli istituti in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico. Per oltre il 50% non sono ancora stati trovati gli spazi. Le criticità sono a macchia di leopardo, ma si registrano maggiormente nelle grandi città come Roma. E’ quanto riferisce l’Associazione Nazionale Presidi secondo l’ultima stima effettuata. In considerazione dei dati, il numero di coloro che dovranno fare lezioni in luoghi alternativi alla propria scuola sarebbe aggiornato a 400mila alunni, circa il 5% del totale. 
"Compatibilmente con le risorse disponibili, prevediamo presto la pubblicazione di Avvisi Pubblici in diversi Comuni, per il reperimento di spazi alternativi dove poter allestire le aule per ospitare le classi che dovranno fare lezioni nei luoghi alternativi al proprio istituto". Lo riferisce Cristina Giachi, responsabile Scuola dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), intervenuta in merito alle apposite risorse per gli Enti locali sull’affitto degli spazi aggiuntivi, previste nel decreto legge di agosto. "Gli avvisi pubblici, in quanto tali, saranno aperti a tutti - ha aggiunto Giachi -. Laddove sarà necessario, oltre a musei, cinema e centri congressi, potrebbero partecipare anche hotel, Bed & Breakfast e perfino appartamenti singoli, purché le strutture rispettino i requisiti di capienza e sicurezza".





Contagiati nelle vacanze all’estero, sei casi nel Salento

Sono sei le persone contagiate dal coronavirus dopo essere tornate da una vacanza all’estero. Si tratta di un gruppo di cinque giovani che ha trascorso un periodo di ferie in Grecia e di un’altra persona che ha soggiornato a Malta. Rientrati in Salento i sei sono stati sottoposti a test che ha dato esito positivo. Le loro condizioni non sarebbero gravi. La Asl ha avviato le attività di tracciamento dei contatti.  Un nuovo caso di contagio da covid 19 e’ stato registrato, poi, nel reparto di Ostetricia e ginecologia del Policlinico di Bari. Dopo la donna che ha dato alla luce il suo bambino nella notte tra venerdi’ e sabato scorso, l’altra notte un’altra partoriente di nazionalita’ straniera e’ risultata contagiata dal virus. 

Le procedure anti contagio sono state rispettate, fanno sapere dalla struttura ospedaliera in cui la donna si trova in isolamento. Le sue condizioni come quelle del neonato sono buone.

 “Ho avuto conferma che, tra i ragazzi che hanno partecipato al viaggio, al momento, ne risultano contagiati cinque e due sono di Muro, gli altri di paesi limitrofi. Ma questo poco importa, perche’ tutti siamo sulla stessa barca”. Lo scrive in un post pubblicato sui social, Antonio Lorenzo Donno, sindaco di Muro Leccese in riferimento al gruppo di cinque ragazzi risultati positivi al coronavirus dopo essere rientrati da una vacanza in Grecia.

Il gruppo e’ rientrato in Italia nella notte tra il 7 e l’8 agosto scorso ed e’ stato “un nostro concittadino che ha deciso di fare cautelativamente a proprie spese il test risultando positivo”, spiega il primo cittadino che ha convocato per questa mattina una “riunione urgente del centro operativo comunale per garantire massima attenzione”.

“Vi chiedo di stringerci intorno alle famiglie di questi nostri giovani in un virtuale abbraccio, cercando di evitare di additare o colpevolizzare – conclude Donno – Sono questi i momenti in cui dobbiamo dimostrare di essere comunita’”.

 





Conte e il Covid-19: “Agito con ponderazione e responsabilità”

 

Cosa non rifarei? "Non saprei dire una cosa in particolare. Anche i famosi Dpcm a monte avevano dei decreti legge e li abbiamo assunti sempre avendo alla base le valutazioni di tutti gli esperti, con grande condivisione di tutti i ministri e dei rappresentanti degli enti locali. Le decisioni le abbiamo sempre prese con grande ponderazione e responsabilità".  Il lockdown nazionale è troppo severo? "Io vorrei ricordare che dopo il verbale del giorno 7 del Cts - ha detto il premier intervistato dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino all’evento La Piazza -, quando il Cts si è convinto che ci voleva una misura più radicale per Alzano e Nembro è successo un fatto nuovo, che molti si sono recati da Nord a Sud. A quel punto abbiamo ritenuto fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese. E di questo sono orgoglioso". 

"Io il bilancio lo farò alla fine. Ma nelle ultime settimane il bilancio lo stanno facendo tanti quotidiani internazionali e mi sembra sia positivo. Ed è motivo di grande orgoglio. E se questo bilancio è positivo è merito di tutti voi. Il rispetto delle regole ci è costato molto ma se possiamo essere additati come modello per altri Paesi questo è un grande obiettivo". "Dobbiamo completare alcuni ospedali, dobbiamo migliorare l’efficienza di alcune strutture. Ma molti di questi progetti rientreranno anche nel piano di rilancio". Il Mes? "No, frattanto abbiamo chiesto il fondo Sure, che sono 28,5 miliardi". "Ho sempre detto che avremmo lavorato fianco a fianco con gli scienziati ma mai che avremmo ceduto delle responsabilità, c’è un compito della politica. Non ho mai detto che avremmo seguito alla lettera le loro valutazioni".  Troppi decreti? "Non mi sono mai divertito, ve lo posso assicurare.

I decreti li abbiamo adottati quando erano necessari".  "Si sono scritte e dette cose inesatte. Chiariamo bene le cose: voi immaginate cosa significava per gli scienziati elaborare proposte, analizzare dati e avere i riflettori della tv. Non avrebbero avuto tranquillità. Quando c’è un processo decisionale così delicato io rivendico che quei verbali restino riservati. Ma non significa secretati, non ho mai posto un segreto di Stato. E vi annuncio che sono il primo che consentirà la pubblicazione di tutto, non abbiamo nulla da nascondere". 

 





In arrivo il primo miliardo Ue per la sanità italiana

 

Il prestito finanzierà 3500 nuovi posti letto nelle terapie intensive e 4225 nelle semi-intensive

 

In arrivo il primo dei due miliardi complessivi che finanzieranno la sanità italiana post Covid. C’è infatti l’ok alla prima tranche dei finanziamenti della Banca europea per gli investimenti. Il prestito finanzierà 3.500 nuovi posti letto nelle terapie intensive, 4.225 nelle semi-intensive, 4 strutture mobili per 300 posti di terapia intensiva, la ristrutturazione di 651 Pronto soccorso, forniture mediche e personale aggiuntivo per 9.600 unità.  Il finanziamento, sotto forma di framework loan alla Repubblica Italiana, sarà canalizzato attraverso il Mef, con il ministero della Salute parte attiva nella realizzazione del progetto. Al Commissario Straordinario del governo l’incarico di dare attuazione ai piani regionali. Per importo si tratta di uno tra i maggiori prestiti finora concessi con una singola operazione nella storia ultrasessantennale della Bei nell’intera Unione europea. La durata del finanziamento è di 15 anni.

Sono in tutto 6,5 i miliardi di finanziamenti già perfezionati dalla Bei destinati all’Italia: oltre ai 2 miliardi per la Sanità, ci sono 3,3 miliardi per le piccole e medie imprese, 700 milioni per le operazioni in ambito regionale e 400 milioni dal Fondo emergenza imprese. A tirare le somme è la stessa Bei in una nota nella quale si ricorda che i finanziamenti rappresentano una prima tranche in attesa dell’avvio  dell’European Guarantee Fund  che muoverà 200 mld  di investimenti in 2 anni in tutta Europa, destinati soprattutto alle pmi.

 





Monitoraggio Banca d’Italia sugli Istituti di Credito. Più prestiti per famiglie ed imprese

 

Accelerano, a giugno, i prestiti delle banche. Secondo i dati della Banca d’Italia i finanziamenti al settore privato sono cresciuti del 2,3 per cento sui dodici mesi (1,5 in maggio). I prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,6 per cento sui dodici mesi (1,2 in maggio) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 3,7 per cento (1,9 nel mese precedente). Le sofferenze bancarie nette sono stabili a giugno a 26,158 miliardi di euro contro i 26,181 di maggio e diminuiscono del 13,2 per cento sui dodici mesi (in maggio la riduzione era stata dell’11,6 per cento). "La variazione - afferma l’istituto centrale - può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione", pari a 2,8 miliardi di euro.





Tutti danno la caccia ai duemila politici furbetti del Bonus

 

Sarebbero oltre duemila i furbetti del Bonus, overo i soldi destinati alle partite Iva ed ai professionisti finiti in difficoltà economica per l’ondata di Covid-19. Tra questi ci sarebbero parlamentari, Sindaci, addirittura Presidenti di Regione e Consiglieri di municipalità. Durissima la reazione del ministro Di Maio: “Dalla lettura dei giornali mattina emerge un quadro sconcertante. Oltre ai 5 deputati furbetti, ci sarebbero altri 2000 politici tra amministratori locali e regionali in tutta Italia ad aver fatto richiesta del bonus partita Iva destinato ai liberi professionisti in difficoltà per l’emergenza Covid. Siamo davanti a fatti di una gravità assoluta. I nomi devono essere resi pubblici. Gli italiani hanno il diritto di sapere chi ha tradito la loro fiducia. Questa gente non deve più avere l’occasione di rivestire una carica pubblica. Deve essere allontanata dallo Stato, deve essere punita”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Hanno – aggiunge – remato contro il Paese nel momento più difficile. Hanno offeso la nostra bandiera, hanno offeso la memoria di chi non ce l’ha fatta. Hanno macchiato il nome dell’Italia nel mondo ed è giusto che paghino. Non possono e non devono passarla liscia”. “Tra i 5 deputati – sottolinea – leggo che ci sarebbe anche un esponente dei 5 Stelle. Non mi importa da quale forza politica provengano, so soltanto che questi 5 deputati non possono più rappresentare le istituzioni. Così come hanno avuto il coraggio di prendersi un bonus di 600 euro guadagnando uno stipendio di 13mila euro netti al mese, adesso abbiano il coraggio di uscire allo scoperto. Abbiano il coraggio di mostrarsi agli italiani.

 





Roma: vengono trovate in possesso di coltello, denunciate due persone

In poche ore, in due distinti interventi, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno denunciato a piede libero due persone trovate in possesso di un coltello. Un 40enne colombiano, già noto alle forze dell’ordine, introdottosi nell’androne di un albergo in via Giovanni Amendola, a seguito dell’invito a uscire rivoltogli dal portiere, lo ha minacciato con un coltello da cucina che ha estratto dal suo marsupio. L’uomo si è poi dileguato nelle vie limitrofe ma è stato rintracciato dai Carabinieri, intervenuti su segnalazione giunta al 112. I Carabinieri lo hanno bloccato e disarmato dopo una breve colluttazione. L’arma è stata sequestrata mentre il 40enne è stato denunciato per minaccia aggravata. Durante un posto di controllo alla circolazione stradale in largo Rodolfo Lanciani, invece, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno fermato un 53enne romano a bordo della sua autovettura. Nel corso delle verifiche, l’uomo è stato trovato in possesso di un coltello, di genere vietato, ed è stato denunciato a piede libero per porto illegale di armi.

 




Roma: possesso illegale di pistola, arrestata cittadina cinese

 

I Carabinieri della Stazione di Roma La Storta hanno arrestato una 22enne di nazionalità cinese per il reato di detenzione abusiva di arma. L’attività investigativa dei Carabinieri, sviluppatasi in zona Esquilino, ha permesso di rinvenire, al termine di una perquisizione a casa della donna, una pistola semiautomatica completa di munizionamento occultata all’interno di una borsa. L’arma è risultata detenuta illegalmente e la 22enne non ha saputo fornire spiegazioni circa il suo possesso e informazioni sulla sua provenienza. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestata è stata sottoposta agli arresti domiciliari mentre l’arma è stata sequestrata per i successivi accertamenti.





Bonus, Fapi: "Parlamentari senza coscienza al cospetto sofferenza Paese"

 

"Sarebbe innanzitutto dignitoso per la politica e si darebbe un segnale di rispetto verso agli italiani in difficoltà, se i parlamentari che hanno richiesto e ricevuto il bonus Inps di 600 euro rassegnassero le loro dimissioni lasciando lo scranno parlamentare. Hanno dimostrato di non avere coscienza verso il Paese che ha consentito loro di assurgere al ruolo di legislatore". Lo dichiara, in una nota, il presidente nazionale della Fapi (Federazione autonoma piccole imprese), Gino Sciotto. "Tanti artigiani, commercianti e piccoli imprenditori - aggiunge Sciotto - non hanno ricevuto il bonus o lo hanno ricevuto in ritardo, invece, codesti ’onorevoli’ nonostante il lauto stipendio parlamentare non hanno mostrato un briciolo di esitazione e rivolgere lo sguardo verso l’Italia che soffriva il lockdown con miglia di partite iva in ginocchio".





Hong Kong, arresto di Jimmy Lai, Joshua Wong: "Questa è la fine della libertà di stampa"

 

"Questa è la fine della libertà di stampa e il giorno più buio per i giornalisti". Così, su Twitter, l’attivista democratico Joshua Wong, in merito all’arresto dell’editore Jimmy Lai avvenuto questa mattina. Lai è accusato di aver trasgredito la legge sulla sicurezza nazionale.





Il Governo libanese, travolto dalle proteste, ha rassegnato le dimissioni

 

 

Dopo le proteste dei giorni scorsi, seguite all’esplosione che ha devastato il centro di Beirut martedì, Il governo libanese si è dimesso. Lo ha annunciato il ministro della Salute Hamad Hasan come hanno riferito media locali. Interpellato dai giornalisti al termine di una riunione del gabinetto sul destino dell’esecutivo, il ministro ha detto: “Sì il governo si è dimesso”, come ha riportato l’emittente satellitare LBCI. La stessa emittente ha riferito che “molte persone si sono riversate sulle strade e le piazze nel centro della capitale non appena si era diffusa la notizie delle dimissioni”.





Contagi di rientro, le Regioni tentano di alzare i muri di controlli e test

 

 

E’ allerta rossa in tutte o quasi le Regioni italiane dopo gli ultimi casi di coronavirus accertati in turisti di rientro dall’estero. La Regione Lazio si sta organizzando per sottoporre a test chi torna dalle vacanze in aree ad alta incidenza di contagi. Per il governatore campano, Vincenzo De Luca, "è indispensabile sottoporre quanti arrivano o rientrano dall’estero all’obbligo di quarantena", altrimenti "diventerà inevitabile la chiusura delle frontiere".  In particolare a destare preoccupazione sono stati gli ultimi focolai in Italia dovuti a rientri dalle vacanze da Malta, Grecia, Spagna e Croazia. Già nelle ultime settimane, il Lazio ha attivato test sui passeggeri di aerei provenienti dal Bangladesh, in conseguenza ad alcuni cluster di cittadini bengalesi nella Capitale. Inoltre ha anche provveduto a fare test a chi proveniva da Bulgaria e Romania con postazioni alla Stazione Tiburtina e presso le barriere autostradali di ingresso nella Capitale.

Il governatore Nicola Zingaretti, su Facebbok, annunciando il provvedimento preso nel Lazio, lancia una proposta: "Test per chi torna da Paesi ad alta incidenza Covid - ha scritto -. Li faremo nel Lazio. Facciamolo in tutta Italia".

Per il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, "negli ultimi giorni l’80% dei contagi registrati deriva da contatti con cittadini provenienti o rientranti dall’estero. E’ indispensabile sottoporre quanti arrivano o rientrano dall’estero all’obbligo di quarantena in relazione ai voli provenienti da Paesi a rischio. Sono indispensabili il controllo della temperatura corporea ma anche test sierologici, e una stretta rigorosa sui controlli, altrimenti diventerà inevitabile la chiusura delle frontiere. L’invito ai cittadini è di rispettare rigorosamente le misure di precauzione e prevenzione previste, senza le quali va evitato di avere contatti con quanti, anche familiari, rientrano da viaggi all’estero".





Nuovi test rapidi per individuare immediatamente Covid nelle aree a rischio (porti, aeroporti e stazioni) e prime somministrazioni dei vaccini sui volontari.

 

Nuovi test rapidi per il Covid, in corso di validazione, potrebbero aprire la strada ad un provvedimento per introdurre nuovi e piu’ ampi controlli in aeroporti e alle frontiere per i viaggiatori che entrano in Italia, in particolare da aree a rischio, anche europee. Secondo quanti si apprende, il Comitato tecnico scientifico sta esaminando la validita’ di queste tecnologie per rendere possibile ed efficace un nuovo provvedimento di controlli. Intanto  "sono oltre tremila i candidati volontari" per il vaccino anti-Covid che verrà testato allo Spallanzani di Roma. A darne notizia all’Agenzia Ansa il direttore sanitario dell’Istituto, Francesco Vaia, aggiungendo che ciò è la dimostrazione del "grande cuore degli italiani". "Si prevede di vaccinare il primo gruppo di 3 volontari tra il 24 ed il 26 agosto. Nel corso dei giorni successivi i volontari vaccinati saranno attentamente monitorati". Lo si apprende dallo Spallanzani di Roma dove verrà testato il vaccino anti-Covid a partire dal 24 agosto. "Se non si osserveranno eventi avversi significativi i successivi 3 volontari, che riceveranno una dose più alta di vaccino,saranno vaccinati tra il 7 ed il 9 di settembre" prosegue l’Istituto.





Frenano i contagi in Italia (259). Le vittime sono quattro

 

 

Sono 259 i nuovi casi positivi registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Un dato in flessione rispetto a ieri quando si erano registrati 463 nuovi positivi. E’ quanto emerge dal Bollettino quotidiano della Protezione Civile. Nelle ultime ore si sono registrati anche 4 decessi. Sale così a 35.209 il numero dei morti dall’inizio della Pandemia. 





Approvato il Fondo filiera italiana (600 milioni) destinato a ristoranti, pizzerie, mense e catering

Approvato il fondo filiera italiana da 600 milioni di euro per ristoranti, pizzerie, mense e catering. “Siamo grati alla ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova e alla vice ministra dell’economia Laura Castelli per aver accolto la nostra proposta di un bonus a favore della ristorazione, finalmente una boccata d’ossigeno ad un intero comparto da troppi mesi sull’orlo del fallimento”. La Federcuochi esulta per l’importante risultato ottenuto, frutto delle istanze presentate nel corso del recente incontro con la vice ministra Castelli.  “E’ stato un lavoro di squadra – spiega Alessandro Circiello, portavoce della Federcuochi – portato avanti con Aldo Cursano, vicepresidente FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Abbiamo avuto anche il fondamentale sostegno di importanti soggetti quali Filiera Italia. Il Bonus ristoranti, discusso con la Castelli, mette a disposizione risorse rilevanti e uno strumento che dà liquidità al sistema e ossigeno alle imprese. Le risorse a fondo perduto garantiscono la possibilità immediata per i ristoratori di acquistare prodotti dalle aziende agricole, agroalimentari, della pesca. In questo modo si evita lo spreco alimentare: i vini, la frutta e verdura, i pesci, le carni, si stanno sprecando poiché il comparto ristorazione acquista solo il 40% della loro produzione. Grazie a questa legge viene dato respiro al mercato interno e si contrasta lo spreco alimentare, la perdita di migliaia di posti lavoro e la chiusura delle imprese”. Tra le proposte avanzate da Federcuochi, sempre nella persona del presidente Rocco Pozzulo, e oggi accolte si legge anche: 1. Alleggerimento fiscale e fondo perduto; 2. Assunzioni per stagionali (il mondo degli eventi) in modo da incentivare le assunzioni; Proroga della Cassa integrazione 3. Un sostegno particolare per la ristorazione dei centri storici Italiani, in un momento in cui il turismo Italiano e internazionale è praticamente assente.




Salvini:“Nel 2021 si andrà a votare. Non ce la faranno a resistere fino al 2022”

 

“Nel 2021 si andrà a votare, scommette? So che loro vogliono attendere il 2022 per eleggere il successore di Mattarella, ma non ce la faranno, è impensabile tenere sotto sequestro gli italiani fino a fine legislatura senza peraltro fare nulla”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini in una intervista a ‘Libero’, a un anno dalla caduta del primo governo Conte. 

“Rifarei tutto – assicura – l’errore non l’ho fatto io ma chi ha impedito all’Italia di andare al voto” e “quest’anno nel quale il governo giallorosso è stato inconcludente e disastroso sotto tutti i punti di vista è la riprova che avevo ragione io, con i grillini non si va da nessuna parte, e tantomeno con il Pd o Renzi”. 

Oggi, accusa, “ho la sensazione che questi reiterati allarmi siano figli di una strategia studiata scientificamente a tavolino per guadagnare sulla pelle degli italiani; al governo l’emergenza serve per coprire la propria inconcludenza e restare in piedi senza confrontarsi con la vita vera, ad altri per fare i propri affari indisturbati; altrimenti non si spiegherebbe questo terrorismo comunicativo”. 

Però, per Salvini, il governo cadrà. Lo faranno cadere “gli italiani. Non si può scappare all’infinito. In autunno milioni di persone realizzeranno che i soldi dall’Europa non arrivano e quelli in banca finiscono. Per di più ci sono le scadenze fiscali, sulle quali il governo non molla la presa, e dodici milioni di cartelle esattoriali in arrivo”. 

I sondaggi, però, lo danno in discesa. “Il sondaggio vero – assicura – ci sarà a settembre, e lì si avrà la conferma che le cose non sono cambiate: la Lega sarà ancora di gran lunga il primo partito”. Per quanto riguarda la crescita di Fdi, garantisce, “la competizione interna mi piace, fa bene al centrodestra. Sono contento se Giorgia sale e mi auguro lo faccia anche Forza Italia. Mi sembra che il nostro schieramento sia ormai al 50%, un abisso rispetto al Pd o a M5S”. Dunque la leadership del centrodestra è contendibile? “Dipende tutto dagli elettori. I numeri che vedo mi rassicurano. Fratelli d’Italia sta incalzando Pd e M5S, non la Lega. Vorrei ricordare che sono partito dal 3% e ho portato la Lega davanti a tutti”.

 




Gentiloni (Ue): “Il Recovery Plan in Italia fattore chiave per una rivincita europea”

 

 “L’Italia è importante. Siamo fra i maggiori beneficiari nei programmi varati in queste settimane. Che il Recovery Plan abbia successo in Italia è un fattore chiave e anche qui credo che ci sia una rivincita europea”. Così il commissario Ue per l’economia, Paolo Gentiloni, in un’intervista sul ‘Corsera’. 

“La scelta europeista è una carta d’identità di questo governo e penso che sarebbe utile rivendicarla come chiara scelta di campo. Chi fa l’europeista riluttante finisce per lasciar spazio ai nazionalisti, che su quel terreno sono sempre più competitivi. Sappiamo tutti che questo governo è nato in circostanze particolari, ma ora ha una gigantesca responsabilità politica: deve gestire una crisi acuta come mai nella storia repubblicana e ha a disposizione risorse come mai nella storia repubblicana”, afferma Gentiloni. 

“Senz’altro in questi mesi c’è stata una rivincita dell’Europa, che è tornata forte e si è dimostrata centrale nel panorama internazionale. Rispetto degli euroscettici in tanti Paesi. Se funzionerà – sottolinea – potrà essere un precedente. Noi a Bruxelles dovremo saper gestire la Recovery and Resilience Facility (da 672,5 miliardi, ndr) coordinando il lavoro dei governi ma senza sostituirci a loro; dovremo anche lavorare alle risorse proprie, nuove forme di entrate europee, per dimostrare che si può fare debito in comune”.