26enne romano arrestato a Villa Gordiani per maltrattamenti in famiglia

 

Gli agenti del commissariato sezionale di Torpignattara, diretto da Giuseppe Amoruso, insieme agli agenti della sezione volanti, diretta da Giuseppe Sangiovanni,  sono intervenuti in zona Gordiani, a seguito di una segnalazione di un soggetto tossicodipendente in escandescenza che stava devastando l’appartamento dei genitori. Il 26enne, F. D., a seguito di una richiesta di denaro non accolta dal padre, si è introdotto nell’abitazione familiare, sfondando la porta e mettendo a soqquadro l’intero appartamento approfittando del fatto  che i genitori avessero lasciato da diversi giorni la casa a causa delle continue manifestazioni violente del figlio, spesso legate a richieste di denaro. Gli agenti intervenuti sul posto hanno trovato il padre del ragazzo visibilmente scosso e poco dopo sono stati raggiunti dal 26enne che ha iniziato ad inveire contro l’uomo e gli agenti nonostante i tentativi di questi ultimi di riportare la situazione alla calma. Il giovane che si mostrava in chiaro stato di alterazione psicofisica ha ammesso di aver sottratto alcuni oggetti dall’abitazione per rivenderli in cambio di un’esigua somma di denaro al fine di acquistare della sostanza stupefacente. Il F.D. con numerosi precedenti di polizia per reati inerenti gli stupefacenti, reati contro la persona nonché precedenti specifici di maltrattamenti in famiglia nei confronti della ex convivente, è stato arrestato per maltrattamenti contro familiari o conviventi e accompagnato presso la casa circondariale di “Regina Coeli”.





Il caldo da alla testa. Uomo entra nell’ufficio postale ed alla richiesta dei documenti fa vedere le i genitali. Arrestato

 

 

Si è presentato ieri mattina allo sportello dell’ufficio postale di piazza Dante e, alla richiesta di un documento, l’uomo,  un egiziano di 20 anni, si è tolto la mascherina rispondendo ad alta voce “ORA TI FACCIO VEDERE IO IL DOCUMENTO”. Poi, con un gesto fulmineo, si è slacciato la cinta tirandosi giù i pantaloni, i boxer e mostrando i genitali. A quel punto l’impiegata, spaventata,  ha chiesto aiuto alla Polizia raccontando quanto stava accadendo. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Esquilino, diretto da Stefania D’Andrea, immediatamente intervenuti, hanno subito individuato il soggetto che ha tentato di scappare ma è stato bloccato. Sul posto i poliziotti hanno rassicurato anche le altre impiegate che, scosse da quanto stava accadendo, si erano rifugiate in un angolo  dell’ufficio postale. Identificato per A.A.R.A.,  è stato accompagnato negli uffici di polizia e arrestato per tentata violenza sessuale.

 

Si è presentato ieri mattina allo sportello dell’ufficio postale di piazza Dante e, alla richiesta di un documento, l’uomo,  un egiziano di 20 anni, si è tolto la mascherina rispondendo ad alta voce “ORA TI FACCIO VEDERE IO IL DOCUMENTO”. Poi, con un gesto fulmineo, si è slacciato la cinta tirandosi giù i pantaloni, i boxer e mostrando i genitali. A quel punto l’impiegata, spaventata,  ha chiesto aiuto alla Polizia raccontando quanto stava accadendo. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Esquilino, diretto da Stefania D’Andrea, immediatamente intervenuti, hanno subito individuato il soggetto che ha tentato di scappare ma è stato bloccato. Sul posto i poliziotti hanno rassicurato anche le altre impiegate che, scosse da quanto stava accadendo, si erano rifugiate in un angolo  dell’ufficio postale. Identificato per A.A.R.A.,  è stato accompagnato negli uffici di polizia e arrestato per tentata violenza sessuale.





Giovane senegalese accoltellato a Roma. Indagano i Carabinieri

 

Un 20enne senegalese e’ stato aggredito e ferito con una coltellata alla coscia sinistra in via Mariano da Sarno, in zona Torpignattara, a Roma.
Sul posto i carabinieri della stazione Torpignattara e i colleghi della stazione Appia. Secondo quanto si apprende, il 20enne, senza fissa dimora e incensurato, avrebbe avuto una discussione con alcuni connazionali che lo avrebbero ferito. Il giovane e’ stato trasportato all’ospedale Vannini con 10 giorni di prognosi. Indagini in corso dei militari per verificare l’esatta dinamica dei fatti e trovare i responsabili.




Roma, chiede soldi in famiglia, il padre dice di no e lui sfonda la porta: arrestato

 

La polizia del commissariato sezionale di Torpignattara, è intervenuta in zona Gordiani, a seguito di una segnalazione di un soggetto tossicodipendente in escandescenza che stava devastando l’appartamento dei genitori. Il 26enne, F. D., a seguito di una richiesta di denaro non accolta dal padre, si è introdotto nell’abitazione familiare, sfondando la porta e mettendo a soqquadro l’intero appartamento approfittando del fatto che i genitori avessero lasciato da diversi giorni la casa a causa delle continue manifestazioni violente del figlio, spesso legate a richieste di denaro. Gli agenti hanno trovato il padre del ragazzo visibilmente scosso e poco dopo sono stati raggiunti dal 26enne che ha iniziato ad inveire contro l’uomo e gli agenti nonostante i tentativi di questi ultimi di riportare la situazione alla calma. Il giovane che si mostrava in chiaro stato di alterazione psicofisica ha ammesso di aver sottratto alcuni oggetti dall’abitazione per rivenderli in cambio di un’esigua somma di denaro al fine di acquistare della sostanza stupefacente. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti contro familiari o conviventi e accompagnato presso la casa circondariale di “Regina Coeli”.

 





Tutto esaurito per la mostra evento su Raffaello a Roma alle Scuderie del Quirinale

 

Tutto esaurito per la mostra evento “Raffaello 1520 – 1483”. A tre settimane dalla chiusura della più grande rassegna mai dedicata al genio urbinate, le Scuderie del Quirinale annunciano di aver raggiunto il limite massimo di prenotazioni, in base alla capienza calcolata per il rispetto delle misure di sicurezza dovute all’emergenza sanitaria da Covid-19. 

Grande successo anche per le visite in notturna, i cui biglietti sono andati esauriti in meno di una settimana e che consentiranno al pubblico di visitare le Scuderie del Quirinale in orari straordinari: fino all’una di notte dal 24 al 27 agosto, e addirittura h24 dalla mattina del 28 fino alla mezzanotte del 30 agosto. Un totale di 132 ore di apertura per l’ultima settimana, proposto per consentire al più ampio numero possibile di persone di ammirare i capolavori di Raffaello, eccezionalmente riuniti a Roma per le celebrazioni del cinquecentenario dalla sua morte. 

“La mostra dedicata a Raffaello ha raggiunto la capienza massima e ci troviamo costretti a dover sospendere le vendite dei biglietti. La risposta del pubblico è stata straordinaria ed emozionante. È per questo che, consapevoli dell’irripetibilità dell’evento, abbiamo garantito il massimo sforzo per assicurare la più ampia fruizione. Riceviamo ancora molte richieste ma il senso di responsabilità e il rispetto per la salute pubblica ci impongono di proseguire con le misure adottate, senza incrementare il numero di visitatori previsto per ogni ora e senza poter ulteriormente estendere gli orari, già ampliati al massimo. Ringraziamo sinceramente il pubblico per il calore manifestato nei confronti di questo splendido progetto e per la collaborazione dimostrata durante la visita, sottoposta a rigorose misure di sicurezza, nonché tutti i lavoratori che le hanno concretamente rese possibili”, ha dichiarato Mario De Simoni, Presidente di Ales – Scuderie del Quirinale. 

La rassegna resterà aperta fino al 30 agosto 2020. Per tutta la durata della mostra visitatori e non potranno scaricare gratuitamente sul proprio cellulare l’applicazione di Scuderie del Quirinale contenente l’audio-guida, arricchita per l’occasione con testi, immagini e approfondimenti sulle opere e sul progetto espositivo. 

La mostra – la più grande realizzata finora, con oltre 200 opere, tra cui 120 dello stesso Raffaello – è realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, Direttore di Scuderie del Quirinale.





Radicali: “Al Foro Italico sgombero rom e nessuna soluzione”

 

“Verrà sgomberato l’insediamento di via del Foro Italico 431, nel quale vivono quasi duecento persone di cui una quindicina minori. La domanda, in questi casi, è sempre la stessa: che fine faranno queste persone? Perché come sempre, non sono state previste misure alternative di ricollocamento. Niente case, nessun inserimento nei circuiti di accoglienza” dichiarano Francesco Mingiardi, segretario di Radicali Roma e Giorgio Andreoli, consigliere radicale del secondo municipio.  “Insieme ai consiglieri Caterina Boca e Andrea Rollin – continua Andreoli – abbiamo inviato una lettera alla Sindaca Raggi e all’assessora alle politiche sociali del Comune di Roma Mammì per chiedere l’immediato intervento della ASL e del dipartimento alla Persona del Comune al fine di attivare percorsi personalizzati di assistenza. Ovviamente la lettera è stata ignorata. Le baraccopoli devono essere superate, ma per farlo non basta cacciare le persone che ci vivono. Serve una strategia, un piano di governo e qualcuno che si assuma la responsabilità di attuarlo.  Da anni chiediamo che la situazione venga affrontata con interventi strutturali che rispettino la persona e la dignità umana, che si avvii un processo di superamento dei campi atto a migliorare la vita di chi li abita. Già nel 2015 avevamo raccolto, insieme ad altri, 6.000 firme e presentato la delibera di iniziativa popolare Accogliamoci, che andava esattamente in tal senso: non è stata ancora calendarizzata. Da anni associazioni come la 21 Luglio indicano la strada da seguire e offrono supporto e soluzioni del tutto ignorate dalle istituzioni cittadine. Il Piano Raggi avrebbe risolto tutto, dicevano. Sono passati altri cinque anni e la situazione è riuscita addirittura a peggiorare. Non sono i piani che mancano, ma la volontà e la responsabilità politica. La soluzione resta sempre la stessa: lo sgombero. Come se le persone sgomberate svaniscano con la distruzione delle loro baracche. In realtà si continua a giocare al gioco dell’oca”.





57 nuovi posti per lavori di pubblica utilità a Roma

 

L’Amministrazione Capitolina ha ampliato i posti a disposizione per i lavori di pubblica utilità a Roma: sono 57 i nuovi posti assicurati, grazie alle nuove convenzioni firmate con Biblioteche di Roma e il consorzio Il Melograno.  

I lavori di pubblica utilità svolti a Roma nel 2019 hanno coinvolto circa 700 persone.  

Le nuove convenzioni, che permetteranno lavori di pubblica utilità legati alle attività delle biblioteche oppure ad azioni di sfalcio, potatura e cura del verde, sono state firmate nell’ambito delle attività scaturite dal rinnovo della Convenzione con il Tribunale Ordinario di Roma per l’inserimento di persone sottoposte a misure riparative.  

La convenzione con Biblioteche di Roma prevede 41 posti disponibili. Le persone coinvolte si potranno occupare di ricollocazione volumi e riordino scaffali, registrazione quotidiani e periodici, ma anche supporto ad attività e promozione della biblioteca attraverso mezzi grafici, scritti, digitali, collaborazione alla prima accoglienza di persone fragili o inesperte e piccola manutenzione ordinaria delle aree verdi di pertinenza.  

Le persone che svolgeranno lavori di pubblica utilità con Il Melograno saranno coinvolte in diverse attività, tra cui sfalcio e potatura del verde, allestimento e riordino degli ambienti, supporto alle attività di segreteria o archivio e assistenza.

 





Al via completamento opere pubbliche PRU Tor Bella Monaca

 

Al via il finanziamento e la realizzazione delle complanari e relative connessioni con il GRA tra via Casilina e Tor Bella Monaca, opere pubbliche previste nel Programma di Recupero Urbano (PRU) Tor Bella Monaca. Approvata la delibera con cui si avvia l’iter per le opere che saranno realizzate nel Municipio VI; iter che prevede un contributo di 6 milioni di euro da parte di Roma Capitale, di 25 milioni di euro da parte di ANAS (stazione appaltante), di 12 milioni di euro derivati dagli oneri dovuti dal soggetto attuatore privato; di questi, 7 milioni di contributo straordinario e 5 milioni in anticipazione ai contributi di costo di costruzione, più - sempre da parte della società - circa un milione di euro di contributo volontario aggiuntivo. Il tutto, per un totale di circa 44 milioni di euro.

Si da così seguito, dopo circa dieci anni, al Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale, ANAS e la società Galotti Spa. Il progetto prevede la realizzazione di un sistema di viabilità complanare al Grande Raccordo Anulare di circa 3 chilometri, tre cavalcavia, un sottovia di attraversamento del GRA e 4 ponticelli sui fossi idraulici. Un nuovo intervento, sottolinea il Campidoglio, che porterà sul territorio importanti investimenti, servizi e infrastrutture. Seguiranno le modifiche condivise con il Municipio per l’attuazione definitiva dell’intero programma urbanistico.

 




Bordoni (Lega): ricandidatura Raggi interessa poco ai romani

 

 

“Ai Romani interessa poco se la Raggi si ricandida, è solo l’ennesima dimostrazione che le regole e la morale dei 5 stelle lasciano il tempo che trovano esattamente come la gestione della città da parte della sindaca che vuole affrontare il suo terzo mandato a dispetto di tutto e tutti”. Così in una nota il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni. 

“Non serve neanche spiegare perché cambiare le regole del gioco, Roma ne ha viste abbastanza e i cittadini, ora, vogliono una storia diversa da un finale già scritto dal suo personale cerchio magico e dalla banda di Grillo pronti a condannare gli altri per un nonnulla ma sempre primi giustificare sé stessi. Se ne dovranno andare tutti per come hanno ridotto la Capitale. Noi continueremo quel lavoro di ascolto e di presenza sul territorio che farà vincere le elezioni alla Lega e al centrodestra a Roma”, aggiunge.





Lemmetti: "Virginia Raggi si ricandida a Roma? Con lei andiamo avanti"

 

 “Virginia Raggi ha sciolto la riserva: si candiderà alle prossime elezioni comunali di Roma. La sua parola significa un no definitivo al ritorno della confusione e del malaffare nella Capitale”. Lo scrive su Facebook l’assessore al Bilancio del comune di Roma, Gianni Lemmetti. 

“Con lei abbiamo messo in ordine i conti della prima città d’Italia e ricominciato a programmare la spesa, approvando i bilanci in tempo. Con lei abbiamo condotto Atac, la società del trasporto pubblico, sulla strada del risanamento, mettendola sotto il controllo del Tribunale: entro il 2021 daremo più di 800 mezzi nuovi ai cittadini. Con lei abbiamo aggiornato e reso più efficaci i regolamenti, riscrivendo norme vecchie anche di 14 anni. Con lei abbiamo dimezzato i tempi dei pagamenti alle imprese e ai fornitori, innestando un cambiamento incisivo nella macchina amministrativa. Con lei andiamo avanti”, aggiunge.

 





L’affondo di Renzi: "A Roma diabolico perseverare con la Raggi"

 

 “Visto che siamo nella Capitale possiamo dirlo in latino: errare humanum est, perseverare diabolicum. Dopo questi cinque anni insistere sarebbe clamoroso. Auguri ai romani se sceglieranno di fare un altro giro con l’attuale sindaco: noi sosterremo una candidatura diversa, spero insieme al Pd e a pezzi della società civile. Non credo che il Pd possa sostenere Raggi o Appendino: se accadrà noi andremo da soli”. Lo afferma il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in un’intervista al Corriere della sera.





Raggi tenta il secondo mandato e fa saltare i nervi al Pd

 

"Dobbiamo andare avanti, non ci sto ad apparecchiare la tavola per far mangiare quelli di prima". Dopo settimane passate ad evitare l’argomento Virginia Raggi scioglie la riserva e annuncia ai consiglieri della maggioranza capitolina in una videoconferenza che si ricandiderà.  Una decisione presa nel segno della continuità amministrativa e arrivata dopo la certezza che il MoVimento tutto la sosterrà. L’annuncio è infatti arrivato dopo incontri sia con Luigi Di Maio che con Alessandro Di Battista, è stato preceduto dal sonetto in vernacolo sul blog di Grillo che è apparso come un bizzarro endorsement ad un Raggi bis e soprattutto dall’apertura fatta del capo politico di M5s Vito Crimi ad una riflessione ampia sulla permanenza del vincolo del doppio mandato per chi amministra. "Virginia Raggi ha dichiarato che si candiderà a sindaca di Roma. Conoscete la mia posizione riguardo alla regola del doppio mandato, sono contraria alle deroghe. Ma guardando all’operato di Virginia, so che la scelta più giusta è sostenerla in questa sua decisione, per una ragione ben precisa: Roma ha bisogno di continuare sulla strada del cambiamento che lei ha iniziato, perseguendo nonostante accuse infondate, linciaggi mediatici, continue minacce che però mai hanno scalfito la determinazione e la volontà di rendere Roma la capitale che merita di essere. Un percorso che può continuare solo se alla guida ci sarà lei. Ci sarà una votazione online perché l’ultima parola spetta sempre agli iscritti. Intanto, da parte mia, forza Virginia Raggi!". Lo scrive su Facebook la senatrice M5s Giulia Grillo.  "La Raggi ha annunciato la sua ricandidatura promuovendo il suo operato. Nulla di personale ma noi diamo un altro giudizio. Roma merita di più e qualcosa di molto diverso da questi anni. Per questo il Pd lavora per costruire un progetto alternativo". Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando.




Raggi tenta il secondo mandato e fa saltare i nervi al Pd

 

"Dobbiamo andare avanti, non ci sto ad apparecchiare la tavola per far mangiare quelli di prima". Dopo settimane passate ad evitare l’argomento Virginia Raggi scioglie la riserva e annuncia ai consiglieri della maggioranza capitolina in una videoconferenza che si ricandiderà.  Una decisione presa nel segno della continuità amministrativa e arrivata dopo la certezza che il MoVimento tutto la sosterrà. L’annuncio è infatti arrivato dopo incontri sia con Luigi Di Maio che con Alessandro Di Battista, è stato preceduto dal sonetto in vernacolo sul blog di Grillo che è apparso come un bizzarro endorsement ad un Raggi bis e soprattutto dall’apertura fatta del capo politico di M5s Vito Crimi ad una riflessione ampia sulla permanenza del vincolo del doppio mandato per chi amministra. "Virginia Raggi ha dichiarato che si candiderà a sindaca di Roma. Conoscete la mia posizione riguardo alla regola del doppio mandato, sono contraria alle deroghe. Ma guardando all’operato di Virginia, so che la scelta più giusta è sostenerla in questa sua decisione, per una ragione ben precisa: Roma ha bisogno di continuare sulla strada del cambiamento che lei ha iniziato, perseguendo nonostante accuse infondate, linciaggi mediatici, continue minacce che però mai hanno scalfito la determinazione e la volontà di rendere Roma la capitale che merita di essere. Un percorso che può continuare solo se alla guida ci sarà lei. Ci sarà una votazione online perché l’ultima parola spetta sempre agli iscritti. Intanto, da parte mia, forza Virginia Raggi!". Lo scrive su Facebook la senatrice M5s Giulia Grillo.  "La Raggi ha annunciato la sua ricandidatura promuovendo il suo operato. Nulla di personale ma noi diamo un altro giudizio. Roma merita di più e qualcosa di molto diverso da questi anni. Per questo il Pd lavora per costruire un progetto alternativo". Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando.





Partita l’operazione di sgombero del campo nomadi del Foro Italico a Roma. Impegnati centinaia di donne e uomini delle Forze dell’Ordine

 

E’ in corso da questa martedì mattina, e proseguirà ancora per qualche giorno, lo sgombero del campo nomadi di via del Foro Italico. Sul posto la polizia locale di Roma Capitale con circa 50 agenti. All’interno sono state trovate circa 15 persone che saranno identificate sul posto. Gli uomini dei gruppi Parioli-Cassia, Gssu, Gpit, Spe, Rocs, alla presenza comandante generale Stefano Napoli, hanno messo in sicurezza la zona dalla presenza di bombole del gas e materiale elettrico mentre sono stati nastrati i moduli abitativi per evitare nuovi accessi. All’interno dell’accampamento è stato trovato un cane, preso in cura da personale veterinario. Le operazioni di bonifica dureranno diversi giorni. Secondo quanto riferisce in una nota il Campidoglio, sul posto è presente la Sala Operativa Sociale che sta formulando proposte di presa in carico presso il circuito di accoglienza capitolino a tutte le fragilità presenti, mentre una soluzione permanente verrà loro assicurata in poche settimane. Garantito specifico supporto anche agli animali presenti, cani e gatti, tramite un’apposita unità a tutela del loro benessere. "Le operazioni sono mirate a ripristinare un’adeguata condizione di salute pubblica e di legalità. Nell’area insiste infatti un’enorme discarica che rappresenta una forte minaccia ambientale per tutte le persone presenti nell’area e per i cittadini che abitano nel quartiere. A breve Ama inizierà gli interventi di bonifica della discarica, mettendo fine a una situazione di estrema pericolosità" spiega il delegato alla Sicurezza della Sindaca, Marco Cardilli. FdI-“Sono iniziate le procedure per lo sgombero dell’insediamento abusivo del Foro Italico con relativa bonifica dell’area. Una situazione ambientale ampiamente oltre i limiti della legalità, caratterizzata da roghi tossici che per anni hanno messo in pericolo la salute dei cittadini della zona, l’ultimo dei quali avvenuto non più tardi di sabato scorso, che ha portato alla luce la presenza di altre sessanta persone di origine filippina, tra cui molti bambini, costrette a vivere ai margini della società, il tutto in un contesto di degrado assoluto, denunciato con forza da Fratelli d’Italia e che ha portato il Comune di Roma ed il Municipio II a dover intervenire, seppure con tempistiche lunghissime”. Così Roberta Angelilli, membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, Stefano Erbaggi, membro del direttivo romano di FdI, ed Holljwer Paolo Capogruppo FdI in Municipio II.
“Siamo soddisfatti di questa prima grande vittoria ottenuta in nome e per conto di cittadini e comitati, ormai esasperati da anni di totale abbandono da parte delle Amministrazioni competenti – proseguono - resteremo vigili nel verificare che l’area venga definitivamente liberata e restituita alla fruibilità pubblica, impedendo che si riverifichino nuovi fenomeni di occupazione abusiva della zona, con la compiacenza delle Autorità preposte al controllo”. “Non possiamo infatti non ricordare e denunciare i tentativi, avvenuti negli ultimi giorni, oltre che a mezzo stampa anche attraverso la presentazione di atti in Consiglio municipale, da parte di esponenti della Sinistra e di sedicenti associazioni di impedire la bonifica dell’area, giustificando tali azioni con la salvaguardia dei diritti umani. Ci domandiamo cosa ci sia di umano nel condannare decine di persone a vivere in una situazione di degrado totale e, soprattutto, che significato diano tali personaggi ai concetti di ‘diritto alla tutela della salute e rispetto della legalità’. Appare evidente che questi signori siano del tutto scollegati da quelle che sono le priorità ed i diritti fondamentali, mossi solo da politiche buoniste e offuscati da un non meglio precisata ideologia. Alla Raggi ed alla Presidente del Municipio II Del Bello rivolgiamo l’appello a continuare ad intervenire su tutte le situazioni sparse sul territorio romano e municipali che, al pari di questa, mettono a repentaglio la salute dei cittadini e che dimostrano come il modello dei campi nomadi sia totalmente indegno di una grande capitale europea come Roma”, concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia.





Operazione ‘Cara accoglienza’, indagato un Sindaco ed altre 5 persone per la gestione di un centro migranti

 

 

 

Una gestione costosa, discrezionale e poco trasparente del centro di accoglienza per migranti di Varapodio, nel Reggino. E’ quella che sarebbe emersa nel corso di una inchiesta, denominata "Cara accoglienza" e condotta dai carabinieri della Compagnia di Taurianova con il coordinamento della Procura di Palmi, che ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione indagini a sei persone tra le quali il sindaco di Varapodio, Orlando Fazzolari. Indagati anche il gestore di una società cooperativa, due titolari di impresa di abbigliamento e due funzionari della Prefettura di Reggio Calabria. Sono indagati, a vario titolo, per falso ideologico (unico reato contestato ai funzionari della Prefettura), abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e peculato. 

L’inchiesta "Cara accoglienza"  ha riguardato la gestione del centro di accoglienza realizzato a Varapodio nell’ex agriturismo ’Villa Cristina’, attivo dal settembre 2016 all’aprile 2018, dopo una convenzione stipulata tra il Comune e la Prefettura di Reggio, ed è partita nel 2017, poco dopo l’apertura della struttura. Dagli accertamenti, riferiscono gli investigatori, e’ emersa una "gestione personale e discrezionale, caratterizzata da poca trasparenza e correttezza", soprattutto in riferimento all’affidamento di servizi e forniture alle imprese, ma anche sull’assunzione dei singoli collaboratori che si occupavano della gestione dei migranti. 

Fazzolari, in particolare, e’ accusato di aver stipulato convenzioni con affidamenti diretti con imprese da lui scelte senza la preventiva autorizzazione dal Consiglio comunale, il tutto, secondo gli investigatori, in contrasto con la normativa e in violazione del Codice degli appalti e della Convenzione con la Prefettura.





Carceri, rapporto Antigone: “Nel 2020 già 34 suicidi”

 

In carcere nel 2019 ci si è tolti la vita 13,5 volte di più che all’esterno. Nel 2019 sono stati 53 in totale i suicidi negli istituti penitenziari italiani per un tasso di 8,7 su 10.000 detenuti mediamente presenti, a fronte di un tasso nel Paese di 0,65 suicidi su 10.000 abitanti. Secondo il Garante nazionale sono 34 i suicidi (18 italiani e 12 stranieri, su quattro non ci sono dati) dall’inizio del 2020 fino al 1 agosto (l’anno scorso in questo periodo erano stati 26), riporta il rapporto di Antigone di metà anno ‘Il carcere alla prova della fase 2’. Il 20% di loro (6) aveva fra i 20 e i 29 anni (i due più giovani ne avevano solo 23), il 43% (13) ne aveva fra i 30 e i 39, per entrambe le fasce d’età 40-49 e 50-59 troviamo il 17% (5 e 5) dei suicidi, il detenuto più anziano aveva 60 anni. Il 40% (12) dei suicidi è avvenuto in un istituto del nord Italia, il 36% (11) al sud e il 23% (7) al centro; in tre istituti sono avvenuti due suicidi: Como, Napoli Poggioreale e Santa Maria Capua Vetere. A gennaio, marzo e aprile sono avvenuti 9 suicidi (3 per ciascun mese), a febbraio e a luglio ne sono stati commessi 12 (6 per ciascun mese) mentre a maggio e a giugno ne sono avvenuti rispettivamente 4 e 5. Il metodo prevalente per togliersi la vita è rimasto quello dell’impiccamento (26 persone).  SOVRAFFOLLAMENTO AL 106% - Stando a quanto emerge dal rapporto di Antigone anche a fine luglio è rimasto sostanzialmente stabile il numero dei detenuti presenti nelle carceri italiane che sono 53.619 (a fine aprile erano 53.904). Diminuisce, anche se di poco, sia in maniera assoluta che percentuale, la presenza degli stranieri che risultano essere il 32,6% del totale dei detenuti. Nonostante l’emergenza coronavirus abbia portato ad una riduzione del numero delle madri detenute con i loro figli con meno di tre anni, si trovano ancora reclusi 33 bambini con le loro 31 madri (15 straniere e 16 italiane). Otto bambini si trovano a Torino, 6 a Rebibbia femminile e 7 nell’Icam di Lauro, in Campania. Il tasso di affollamento ufficiale, spiega Antigone, si ferma per ora al 106,1% (era del 119,4% un anno fa) ma in ben 24 istituti supera ancora il 140% ed in 3 si supera il 170% (Taranto con il 177,8%, Larino con il 178,9%, Latina con il 197,4%). Il reale tasso di affollamento nazionale è inoltre superiore a quello ufficiale in quanto alcune migliaia di posti letto non sono attualmente disponibili a causa della chiusura dei relativi reparti. In un anno le presenze sono calate in media dell’11,7% ma il dato a livello regionale è molto disomogeneo: -19,8% in Emilia-Romagna, -15,2% in Campania, -13,9% in Lombardia, -11,0% in Piemonte, -7,4% in Sicilia, -7,3% in Veneto. Le Marche sono l’unica regione in Italia in cui la popolazione detenuta è nell’ultimo anno aumentata, con una crescita dell’1,1%.





Scossa di terremoto (3.7) nel cosentino

 

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata alle 3:36 nel Parco nazionale della Sila in Calabria, in provincia di Cosenza.  Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 17 km di profondità ed epicentro non lontano dai comuni di Aprigliano e Pietrafitta. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose. La scossa è stata seguita due minuti dopo da una replica di magnitudo 3.





Zingaretti: “I nazionalismi sono inadeguati ad affrontare l’attuale situazione”

 

“Ha ragione il Commissario Europeo Paolo Gentiloni. I nazionalismi in questi mesi si sono confermati inadeguati ad affrontare la situazione. Anche grazie all’impegno del Governo italiano sta prendendo finalmente corpo una nuova Europa più vicina alle persone. Ora abbiamo la grande occasione per ripensare l’Italia e non va sprecata”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Serve – aggiunge – un’Italia più semplice. Digitale, green economy, conoscenza, inclusione per creare, con le nostre imprese, buon lavoro. Lo dobbiamo fare con la convinzione di poter lasciare ai giovani un’Italia migliore di quella che abbiamo trovato”.





Scuola, Azzolina: “Lezioni in B&B? Non è uno scandalo, decidono i sindaci”

 

 

“Sono al lavoro senza sosta su organici e immissioni in ruolo, questo tema della mancanza di aule non è nuovo né ci deve scandalizzare il fatto che si studino soluzioni alternative, come i bedebreakfast. Ho sempre detto fin dal primo momento in cui abbiamo affrontato l’emergenza Covid che ci sarebbe stato un problema di spazi. Quando devi far rientrare a scuola a settembre 8 milioni di studenti, garantendo il distanziamento di 1 metro, è chiaro che si pone la necessità di adeguare gli spazi”. Lo dice in una intervista a ‘La Stampa’ il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina.

“Non a caso siamo al lavoro da settimane con gli enti locali per risolvere il problema. Ne devo discutere con il presidente dell’Anci Antonio De Caro, perché la questione è di competenza dei comuni, cui appartengono fisicamente e giuridicamente gli edifici scolastici. Tocca ai comuni individuare le soluzioni migliori, se gli edifici scolastici non sono sufficienti. E proprio per fronteggiare l’emergenza delle aule che mancano,. del resto, abbiamo dato ai sindaci risorse aggiuntive”. La ministra assicura poi che le risorse non mancheranno.

“Con il Decreto Rilancio abbiamo stanziato 330 milioni, per lavori di ampliamento e ristrutturazione degli edifici scolastici. E con il Decreto Scostamento abbiamo stanziato 32 milioni per il 2020 e 48 milioni per il 2021, per coprire il costo di affitto di altri locali, tecnostrutture e patti territoriali”. Poi aggiunge che “tutti, ai più vari livelli, stiamo facendo il massimo sforza per raggiungere l’obiettivo che ci sta più a cuore, che è sempre lo stesso: la riapertura delle scuole il 14 settembre. Questo è l’impegno principale, al quale non verremo mai meno”.





Lamorgese annuncia: “Finito il lavoro sul Decreto Immigrazione. Aspetto le valutazioni dell’Anci. Nel 2020 sbarcati circa 14mila migranti”

 

Sono circa 14mila i migranti sbarcati da inizio 2020 sulle coste italiane. E’ la ministra dell’Interno, Luciana Lamoregese, a fornire il dato spiegando che "il numero che ha fatto alzare l’asticella è quello che deriva dal mese di luglio, quando c’è stata una fortissima crisi politica ed economica in Tunisia e persone che non avrebbero mai pensato di abbandonare il proprio Paese e si sono avventurate verso le nostre coste".  Poi sul decreto immigrazione: “E’ chiuso. Sto aspettando il parere dell’Anci perché cambia un po’ il sistema di accoglienza. I Centri di accoglienza dovranno essere gestiti dai Comuni. Spero di poter mandare il testo a Palazzo Chigi prima di ferragosto, poi se ne parlerà a settembre. La cosa importante è aver trovato un testo condiviso con la maggioranza". Nel nuovo decreto immigrazione abbiamo recepito "tutte le osservazioni che erano state formulate dalla Presidenza della Repubblica. E siamo andati oltre: abbiamo modificato il sistema accoglienza anche per coloro che sono richiedenti asilo, affinché entrino nel circuito di accoglienza identico a quello che oggi è riservato a coloro che sono titolari di protezione umanitaria, ritornando un po’ come era prima".     "Circa 14mila migranti sono arrivati dall’inizio dell’anno. Il numero che ha fatto alzare l’asticella - ha ricordato - è quello che deriva dal mese di luglio, quando c’è stata una fortissima crisi politica ed economica in Tunisia e persone che non avrebbero mai pensato di abbandonare il proprio Paese e si sono avventurate verso le nostre coste. Abbiamo cercato di organizzare tutto per evitare che ci siano contagi e cercare di isolare coloro che sono positivi tenendo presente che le collettività non li accettano. E il Covid rende ancora più complicate le cose, anche per i migranti e per il fatto che noi li teniamo in quarantena", ha poi aggiunto il ministro. 




Bonus ai deputati, Lega: se qualcuno lo ha preso verrà sospeso

 

 

“Come promesso, se qualcuno ha preso un bonus verrà sospeso, anche se quei soldi sono stati dati in beneficienza”. Lo dichiara il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari alla luce delle indiscrezioni pubblicate ancora oggi sulla vicenda dei parlamentari che hanno chiesto il bonus per le partite Iva. Intanto Luigi Di Maio (M5S), su Facebook, ha annunciato che ha autorizzato l’Inps a rendere pubblici i suoi dati: “Ho firmato la dichiarazione per autorizzare l’Inps a rendere pubblici i miei dati. Io non ho nulla da nascondere”.

“Nessun rappresentante delle istituzioni – ha aggiunto l’esponente del Movimento 5 stelle – può pensare di nascondersi dietro al diritto alla privacy quando di mezzo c’è l’interesse pubblico. Serve trasparenza, la massima trasparenza”. “Sono passati due giorni dallo scandalo del bonus di 600 euro per le partite iva preso da alcuni parlamentari della repubblica. E ancora questi parlamentari – ha sottolineato – non hanno avuto il coraggio di rivelarsi, di metterci la faccia”.




Inps, Fico: “Non servono le campagne d’odio ma chi sbaglia si scusi”

 

“Non servono campagne d’odio. Le istituzioni si pongono sempre al di sopra delle persone che le rappresentano. Un errore commesso da alcuni deputati però non deve intaccare la credibilità della Camera, ed è proprio per questo che auspico delle scuse e la restituzione dei bonus.

Quando si sbaglia poi bisogna ammetterlo e chiedere scusa”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, in un’intervista su ‘La Stampa’.

“Senza dubbio” è un “brutto episodio che fa male alle istituzioni e alla politica”, dice Fico. “Credo – prosegue – sia opportuno che questi parlamentari chiedano scusa. È quello che ho chiesto. Non c’è stata una violazione della legge, sia chiaro, e la responsabilità è individuale, ma qui si tratta di una questione di dignità e di opportunità, di come si intende il proprio incarico di rappresentante dei cittadini. A chi sta fuori dal Palazzo questo episodio appare surreale considerati i sacrifici di questi mesi”.





Bonus ai parlamentari, finisce sotto accusa il Presidente Inps Tridico

 

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel mirino per il caso dei deputati che avrebbero chiesto il bonus autonomi. "Abbiamo chiesto l’audizione del presidente Inps in Commissione Lavoro per chiarire ogni aspetto di questa assurda vicenda che resta ancora opaca per molti aspetti e getta ingiustamente discredito anche su tutti i parlamentari corretti che mai avrebbero fatto richiesta di un ammortizzatore sociale destinato ai cittadini italiani in difficoltà". E’ quanto chiedono i deputati Walter Rizzetto, capogruppo della Commissione Lavoro, e Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia. "Prevalgono - aggiungono i deputati di Fdi - i principi di trasparenza che governano la situazione reddituale e patrimoniale dei parlamentari. Quanto accaduto è frutto di una norma folle in linea con la gestione da parte del Governo di questa emergenza". "Io - conclude Rizzetto - sono pronto e disponibile anche entro le prossime ore, non esistono ferie che tengano innanzi ad una penosa vicenda che ha suscitato molto sdegno". Per Lucio Malan, vicecapogruppo vicario dei senatori di Forza Italia, "ora dopo ora, è sempre più evidente che il primo furbetto è il presidente dell’Inps. La delibera 59 del 15 luglio 2013 dell’autorità anti corruzione (Anac) afferma che non c’è copertura della privacy su questo tipo di erogazioni. Dunque Tridico ha uno scudo molto forte per rivelare i nomi dei famosi cinque, sempre che siano cinque: cosa aspetta? Forse il via libera di Rocco Casalino, il quale sa bene che più la commedia va avanti più la campagna di odio del M5S può funzionare? I cinque hanno avuto tempo di farsi avanti e non l’hanno fatto. Ora tocca al presidente dell’INPS, così vediamo anche se quei cinque esistono davvero". "È tutta una storia interna al M5S: il governo, presieduto da Conte (5S) fa la norma sbagliata, cinque sciagurati deputati (pare uno del M5S) ne approfittano, l’Inps, presieduto da Tridico (5S), prima lascia andare avanti le domande poi lancia avvertimenti anonimi, ma al momento buono non fa i nomi. Ne chiedo conto in una interrogazione al ministro del lavoro Catalfo, sotto la cui vigilanza si trova l’Inps, guarda caso 5S anche lei", conclude. Contro Tridico anche il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. "I parlamentari che chiedendo il bonus hanno completamente mancato di adempiere il mandato con ‘disciplina ed onore’ pagheranno un conto salato, prima di tutto reputazionale, come è giusto. Ma cosa e come pagherà il presidente dell’Inps del M5S Tridico, che ha gestito questa opaca operazione di uso politico e partitocratico dei dati di una amministrazione pubblica?. Una operazione di propaganda da regime in vista del referendum, che si qualifica per quello che è: non una riforma della costituzione, ma un attacco generalizzato al Parlamento e alla politica”, dichiara. A chiedere le dimissioni del presidente dell’Inps è poi Matteo Renzi: "Questi parlamentari hanno compiuto un gesto meschino"; "una vergogna totale. Detto questo mi colpisce il clima populista di caccia alle streghe che l’Inps ha instaurato. Dire e non dire, annunciare e non smentire, far circolare notizie false: ad esempio nessuno di Italia viva ha preso quei soldi, ma perché siamo stati coinvolti anche noi?", dice al Corriere della Sera. "Chi dovrebbe riflettere sulle proprie dimissioni non sono solo i tre parlamentari interessati ma anche e soprattutto il presidente Inps che da mesi dimostra di essere totalmente impreparato e incompetente -spiega il leader di Iv-. Tridico ha sbagliato tutto su cassa integrazione e misure per le partite Iva: per questo deve andare a casa, non per il pasticciaccio sui parlamentari. Aver difeso i colori grillini in campagna elettorale non può essere l’unica ragione per cui viene protetto da Palazzo Chigi nonostante i macroscopici errori. Nei posti di responsabilità vanno messi quelli bravi, non i Signorsì. Spesso mi hanno attaccato sulle nomine, ma vorrei ricordare che io all’Inps avevo indicato una personalità libera e indipendente come Tito Boeri, non propriamente un mio ultrà".





Sparatoria a due passi dalla Casa Bianca. Trump messo al sicuro

Attimi di paura alla Casa Bianca. Donald Trump viene allontanato dalla sala stampa pochi minuti dopo aver iniziato la conferenza stampa della task force per il coronavirus a causa di una sparatoria fuori dal perimetro di Pennsylvania 1600. Un agente del Secret Service ha infatti sparato e colpito un sospettato armato che, secondo quanto riferito dal presidente Usa, è stato trasportato in ospedale. Le indagini sono in corso. Tutto è accaduto in un brevissimo lasso di tempo. Arrivato con qualche minuto di ritardo sul podio, il presidente aveva da poco iniziato a parlare quando un agente del Secret Service lo ha interrotto e gli ha intimato di lasciare la stanza. Con calma Trump ha chiesto scusa ai giornalisti presenti e si è allontanato scortato. Nella stanza è subito scoppiata la confusione per cercare di capire cosa fosse accaduto e il perché la Casa Bianca fosse improvvisamente in lockdown. Pochi minuti dopo la porta della sala stampa si è riaperta e Trump è salito nuovamente sul podio.





Bielorussia nel caos, disordini in tutto il Paese centinaia di arresti e un manifestante ucciso

 

Un manifestante è stato ucciso in Bielorussia, nella seconda notte di scontri per le proteste contro il risultato ufficiale delle elezioni di ieri, che hanno visto il presidente uscente Alexander Lukashenko, al potere dal 1994, rieletto con oltre l’80 per cento dei voti. Lo ha reso noto la polizia. La Bielorussia si è svegliata un altro Paese. Nulla, si dice, sarà più lo stesso dopo la notte di feroci scontri, sopratutto a Minsk, innescati dal risultato ufficiale delle elezioni presidenziali. Che per l’ennesima volta incoronano, con oltre l’80% delle preferenze, l’eterno presidente Alexander Lukashenko. Per l’opposizione si tratta quasi di una provocazione, qualcosa che "nulla ha a che fare con la realtà". "Non riconosciamo i risultati", ha detto senza mezzi termini la candidata del fronte riformista Svetlana Tikhanovskaya. "E chiediamo ai cittadini di non tacere". Ovvero di scendere di nuovo in piazza. Con quel che ne consegue. Il bilancio del primo round di disordini non è infatti lieve. Oltre 3mila arresti (dati del ministero dell’Interno), dozzine di feriti, anche gravi, e forse un morto. Lo sostiene il centro per i diritti umani Viasna ma il ministro della Salute ha categoricamente smentito. "Dovesse essere vero, sarebbe l’inizio della fine", ha mormorato Tikhanovskaya nel corso della sua conferenza stampa. Dove peraltro ha messo in chiaro che non scapperà all’estero e non vede "per quale ragione dovrebbe essere arrestata". L’alleata di Tikhanovskaya, Maria Kolesnikova, ha detto di aver chiesto al ministro degli Interni e al capo dello staff presidenziale "di smettere di usare la violenza" e ha ribadito di "voler risolvere il conflitto in modo pacifico". "Ma siamo pronti a proteste di lunga durata", ha avvertito. Muro contro muro, dunque. Già perché Lukashenko sembra non aver alcuna intenzione di cedere. Nemmeno un millimetro.
La Polonia ha chiesto "un vertice europeo straordinario" per discutere la situazione, Berlino (forte del suo semestre di presidenza Ue) ha definito "inaccettabile" che gli "standard minimi democratici" in Bielorussia non siano stati mantenuti mentre la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha chiesto che "i voti dell’elezione siano contati e pubblicati accuratamente". Tutti hanno poi condannato le violenze contro la popolazione.





Coronavirus : ecco le linee guida per asili nido nel Lazio

 

Sulla scia di quelle nazionali, la Regione Lazio ha approvato le Linee guida anti-Covid19 per i servizi educativi per l’infanzia (fascia 0-3 anni): gli asili nido potranno riaprire dal 1° settembre. Lo scopo del provvedimento è permettere di organizzare gli ambienti al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio fra i bambini nonché fra di loro e il personale, educativo e non. La durata è fissata fino alla durata dello stato di emergenza, salvo ulteriori proroghe e salvo l’attività di monitoraggio trimestrale  legata all’andamento della curva epidemiologica. A darne notizia è l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli. “I più piccoli – spiega l’assessore Troncarelli – hanno sofferto in maniera ancora più pesante le conseguenze del lockdown. La Regione Lazio nelle ultime settimane ha lavorato con un obiettivo chiaro: ripartire proprio da loro. Lo abbiamo fatto già in piena emergenza, con uno stanziamento straordinario di 14 milioni di euro in favore dei nidi per sostenere i costi di gestione e rimodulare i servizi sospesi, in vista della riapertura. Sarà fondamentale la collaborazione dei genitori, del personale, dei pediatri e dei medici di famiglia oltre che delle Asl e dei Comuni al fine di prevenire e contenere una possibile recrudescenza del virus”. “Abbiamo definito – aggiunge l’assessore – indicazioni chiare e precise affinché i bambini possano tornare negli asili in totale sicurezza, per loro, per le famiglie e per tutto il personale impiegato. I più piccoli da settembre avranno di nuovo l’opportunità di giocare e crescere insieme, sperimentando momenti di socialità importanti per una crescita sana ed equilibrata. È un loro diritto ed è un dovere delle istituzioni impegnarsi perché sia così”. Ecco cosa prevedono, in sintesi, le linee guida: la rigorosa e frequente igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica; una approfondita pulizia giornaliera degli ambienti; l’accesso e l’uscita su turni; la tenuta di un registro giornaliero degli ingressi. È prevista la rilevazione quotidiana della temperatura corporea per tutti i bambini, gli operatori e gli accompagnatori. In caso di temperatura corporea superiore ai  37,5°C o di sintomi febbrili e/o respiratori e/o gastrontestinali riconducibili all’infezione da Covid-19, del bambino o del genitore-accompagnatore, il bambino non potrà accedere alla struttura. I servizi dovranno essere organizzati in piccoli gruppi e il rapporto è di 1 educatore ogni 7 bambini. Dovranno essere preferite le attività all’aria aperta. Il personale dovrà essere sottoposto a test sierologico prima dell’inizio dell’anno educativo ed è tenuto a indossare la mascherina all’interno della struttura. Tutte le indicazioni riportate nelle linee guida devono intendersi come integrazioni alle raccomandazioni di distanziamento sociale e igienico-comportamentali, finalizzate a contrastare la diffusione di SARS-CoV-2 in tutti i contesti di vita sociale. 





Zaia (Veneto) fa appello ai giovani: “Attenzione agli assembramenti. Non abbassiamo la guardia”

 

 

 L’eta’ media dei positivi al covid-19 in Veneto “si sta abbassando in maniera notevole”. A confronto coi mesi scorsi, la percentuale dei giovani rispetto agli adulti “si e’ capovolta”. Per questo, “faccio appello ai ragazzi: attenzione agli assembramenti”. A dirlo e’ il governatore Luca Zaia,che lancia un avvertimento soprattutto in vista del Ferragosto e nei confronti di chi va in vacanza all’estero. “Non sto dicendo di non andare in Croazia, Spagna, Grecia, Romania o a Malta- afferma il governatore- non mi permetterei mai di dire questo. Ma se ci vai, sappi che li’ rischi di piu’ anche se intorno l’ambiente da’ un senso di maggiore tranquillita’”. Quindi “attenzione ai ragazzi- dice Zaia– soprattutto nella settimana di Ferragosto, che e’ la settimana dell’euforia e delle notti in spiaggia. Attenzione agli assembramenti, non abbassiamo la guardia“.  Il bollettino in Veneto conta 20 positivi in piu’ (in totale sono 20.676 le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia), ma si tratta di “persone gia’ isolate”. I soggetti in isolamento sono 5.342 (invariato), mentre sono 112 i pazienti ricoverati (di cui 83 negativi) e nove in terapia intensiva (di cui tre negativi). Sono poi 3.767 le persone dimesse e 2.083 morti in totale (invariati).  “Il virus c’e’ e continuiamo ad avere microfocolai– commenta Zaia– il sistema pubblico della sanita’ veneta funziona, col modello dei cerchi concentrici, ma si sta abbassando l’eta’ media in maniera notevole. E’ un appello che faccio ai giovani, gli anziani si mettono di piu’ in sicurezza e hanno un’attenzione maggiore”. Zaia sottolinea poi il dato dei tamponi eseguiti, che ad oggi sono piu’ di 1,3 milioni, a cui si aggiungono altri 1,2 milioni di test rapidi. Proprio stamattina, spiega il presidente, “al ministro Speranza ho chiesto notizie sui test rapidi e mi ha dato conferma sulle validazioni. A breve dovremo avere le schede coi protocolli”.  Secondo Zaia, del resto, “noi avremo comunque un’emergenza in autunno, a causa dell’influenza, perche’ tutti quelli che avranno sintomi dovranno giustamente fare il tampone. Per questo vogliamo avere il test rapido”.





Vaia (Spallanzani): “In due giorni oltre duemila volontari per sperimentare il vaccino”

 

 

"Ho istituito il gruppo di lavoro vaccino che, proprio per rispondere all’opinione pubblica in trasparenza, ogni giovedì alle ore 12 come per i bollettini informerà l’opinione pubblica dello stato dell’arte. La candidabilità è solo su base volontaria, e in solo due giorni hanno aderito oltre 3000 persone: che dire, il grande cuore degli italiani". Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, intervistato da Rainews24 sulla sperimentazione del vaccino contro il Covid che partirà il 24 agosto. "I primi risultati probabilmente li conosceremo in autunno, quando cominceremo la fase 2 e 3, che probabilmente verrà fatta all’estero perché fortunatamente in Italia abbiamo adesso ancora pochi pazienti, quindi andremo in quei Paesi dove i pazienti sono molto di più





Covid-19, superati i 20 milioni di contagi

 

Il numero di contagi da Covid-19 nel mondo ha superato la soglia dei 20 milioni. E’ quanto risulta da un conteggio della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana i casi nel mondo sono ora 20.090.541, inclusi 736.208 morti. Finora le persone guarite sono 12.281.862.





Annuncio di Putin: “La Russia ha il vaccino anti-Covid”. Sperimentato anche su una delle figlie del Presidente

 

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il suo Paeseha registrato il primo vaccino contro il Covid-19. Il farmaco è stato sviluppato dall’istituto Gamaleya. "Stamattina per la prima volta al mondo un vaccino contro la nuova infezione da coronavirus è stato registrato", ha affermato Putin. La fase 3 dei test clinici è iniziata la settimana scorsa. Putin ha dichiarato che anche a una delle sue figlie è stato somministrato il vaccino sperimentale russo contro il Covid-19 e sta bene. Lo riporta la Tass. Secondo il presidente russo, sua figlia, dopo la prima dose ha avuto la febbre a 38, che il giorno dopo è scesa poco sopra i 37 gradi. "Poi, dopo la seconda dose, ha avuto di nuovo una leggera febbre, e dopo tutto tutto era a posto, si sente bene e ha un alto numero di anticorpi". Il presidente ha detto che la vaccinazione deve essere effettuata "a condizioni assolutamente volontarie" in modo che tutti coloro che lo desiderano possano "sfruttare le conquiste degli scienziati russi". Lo riporta la Tass. Putin si aspetta poi che la Russia inizi la produzione di massa del vaccino contro il coronavirus "nel prossimo futuro". "So che altre istituti stanno lavorando su vaccini simili in Russia. Auguro successo a tutti gli specialisti. Dovremmo essere grati a coloro che hanno fatto questo primo passo estremamente importante per il nostro Paese e per il mondo intero", ha concluso Putin.
La Russia ha ricevuto richieste per la produzione di 1 miliardo di dosi del vaccino COVID-19 prodotto dal Centro federale di ricerca per l’epidemiologia e la microbiologia N. F. Gamaleya da 20 stati. Lo ha detto il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDFI) Kirill Dmitriev durante una conferenza online. "Vediamo un grande interesse all’estero per il vaccino russo. Abbiamo ricevuto richieste preliminari per l’acquisto di oltre 1 miliardo di dosi di vaccino da 20 Stati. Il vaccino contro il coronavirus sviluppato dalla Russia dovrà essere sottoposto a "rigorosi esami e valutazioni di tutti i dati richiesti sulla sicurezza e l’efficacia" prima di ottenere l’approvazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): lo ha detto oggi a Ginevra durante una conferenza stampa online il portavoce dell’Oms, Tarik Jasarevic.





Federpetroli, il disastro di Beirut ha compromesso l’export italiano

 

“Con il porto di Beirut devastato, gran parte dell’export italiano derivato dalla raffinazione con destinazione Libano sarà compromesso, con forti perdite”. Lo dichiara il presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia. “Diverse raffinerie italiane- aggiunge- fanno partire petroliere con destinazione Beirut. Il Libano è un Paese che ha sempre rappresentato un mercato proficuo per l’oil & gas italiano. Parliamo non solo di raffinazione ma siamo in gara per diversi asset nell’offshore a largo di Beirut. Con la chiusura del porto, lo scalo di Tripoli più a nord non sarà una sostituzione ottimale per lo scarico e la logistica dei prodotti”.  Infine, in merito ad una possibile inchiesta internazionale per accertare le cause dell’accaduto, il presidente di Federpetroli Italia si dice contrario “riteniamo che la verità la debbano trovare i libanesi e non Paesi esterni, con l’intrusione di altri rischiamo di far diventare il Libano una seconda Libia con la Turchia che è già pronta a tendere la mano, come dimostrato con la disponibilità del porto di Mersin”.





Pmi, arriva il primo ossigeno

 

 

Firmati i decreti attuativi delle misure previste nel Decreto Rilancio che rendono operative le misure per il sostegno alla patrimonializzazione delle piccole e medie imprese in difficoltà. Lo rende noto il ministero dell’Economia con un comunicato che annuncia: "Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto sulle modalità di attuazione degli incentivi, sotto forma di credito d’imposta, per il rafforzamento patrimoniale delle imprese e, di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, quello sull’operatività del Fondo Patrimonio Pmi". La nota del dicastero di via XX Settembre spiega che "l’articolo 26 del Dl Rilancio introduce un importante insieme di misure di sostegno per le società di capitali o cooperative (ad esclusione di quelle che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo) che effettuino un aumento di capitale, abbiano sede legale in Italia, ricavi compresi fra 5 e 50 milioni di euro e abbiano registrato nei mesi di marzo e aprile 2020, a causa dell’emergenza Covid-19, un calo dei ricavi non inferiore al 33% rispetto al 2019. Sono previsti un credito di imposta del 20% della somma investita, con un investimento non superiore ai 2 milioni di euro e partecipazione posseduta fino al 31 dicembre 2023, per i soggetti che effettuano conferimenti in denaro in esecuzione di un aumento di capitale, in una o più società, ed un ulteriore credito pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale stesso. Viene inoltre istituito il ‘Fondo Patrimonio Pmi’ che potrà sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di imprese con ricavi superiori a 10 milioni che effettuano un aumento di capitale non inferiore ai 250.000 euro”.





Il Covid s’impenna, altri 412 nuovi casi e le vittime sono 6

 

Salgono i contagi per coronavirus in Italia: sono 412 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre ieri erano stati 259. Complessivamente sono 251.237 le persone che hanno contratto il virus. In lieve aumento il numero delle vittime: 6 in più che portano il totale a 35.215, mentre lunedì l’incremento era di 4. Solo 2 le regioni senza nuovi casi - Valle d’Aosta e Molise - mentre i maggiori incrementi si registrano in Sicilia(+89), Lombardia (+68) e Veneto (+65).

In Emilia-Romagna, da domani, ci sarà l’obbligo di fare il tampone per chi rientra dalle vacanze da Spagna, Grecia e Malta, ci si dovrà, infatti, segnalare immediatamente ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle rispettive Ausl di residenza. Il tampone andrà fatto entro le 24 ore dal rientro. Se l’esito sarà negativo, non scatteranno provvedimenti di quarantena. Lo prevede un’ordinanza che verrà firmata domani dal presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini.