Viviana Parisi, niente soluzioni dal’autopsia. Resta il giallo sulla morte

 

Viviana Parisi, niente soluzioni dal’autopsia. Resta il giallo sulla morte

 

Resta un giallo la morte della dj Viviana Parisi, il cui corpo è stato trovato tre giorni fa nelle campagne di Caronia, a cinque giorni dalla scomparsa con il figlio Gioele di quattro anni, che non è stato ancora trovato. L’autopsia eseguita a Messina, al momento, non ha permesso di chiarire causa e dinamica del decesso, né di collocarlo nel tempo. E’ la professoressa Elena Ventura Spagnolo, uno dei tre periti nominati dalla Procura di Patti, a spiegare che "al momento non si può escludere nulla perché le lesività sul corpo possono essere compatibili con tutte le ipotesi possibili".

"Abbiamo dei dati che vanno studiati e attenzionati - aggiunge - lavoreremo per esclusione fino ad accertare con certezza la causa e l’epoca della morte". Sui tempi non si sbilancia: "depositeremo la consulenza nei 90 giorni previsti". L’avvocato Pietro Venuti, legale del marito della vittima dopo avere parlato col suo consulente, la dottoressa Pina Certo, rivela che "sono emerse delle fratture su più parti del corpo che era in avanzato stato di decomposizione". Aggiungendo che è vero che "serviranno altri esami per capire cosa sia successo", ma sottolineando che "sono ferite compatibili con una caduta dall’alto". Neppure l’entomologo Stefano Vanin fissa con certezza i tempi del decesso: "abbiamo trovato una fauna notevole di insetti, ma adesso bisogna lavorare i dati in laboratorio". A disporre l’autopsia è stata la Procura di Patti che ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario e sequestro di persona, ma senza indagati. "La signora aveva dei problemi", aveva detto l’avvocato Venuti prima dell’autopsia, senza però entrare nello specifico. "Anche il marito - ha aggiunto il penalista - vuole sapere la verità come tutti. Lui è distrutto dalla vicenda: ha perso la moglie e suo figlio non è stato ancora trovato. Gli interrogativi sono tanti, ma noi abbiamo fiducia nella magistratura". Il suocero della dj, Letterio Mondello, ha confermato che "da quando c’è stato questo maledetto virus, Viviana era molto turbata", tanto che "è stata anche ricoverata", ma "era dolcissima, brava e non lasciava mai il bambino". "Non ho paura che mio figlio Daniele venga coinvolto nelle indagini - ha detto - perché non ha fatto niente. È una bravissima persona, e ora sta malissimo. Io ho un’idea di questa vicenda, ma non dico niente". Ma ha un amaro presentimento sul nipote: "se spero di rivederlo vivo? No, io penso di no dopo tanti giorni...". Il papà di Viviana, Luigino Parisi, ha osservato di "non avere mai detto che per me l’hanno uccisa, spero che trovino presto mio nipote Gioele". E ha difeso il genero: "Daniele è una persona speciale e so che erano molto uniti".




Bombardieri (Uil): “La digitalizzazione della P.A. deve diventare uno dei principali assi strategiciper l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund”

 

 

La Uil e l’Eures, l’Istituto per le ricerche economiche e sociali, hanno presentato oggi uno studio sulla Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e sulla competitività del sistema Italia. Presenti, il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, il Presidente dell’Eures, Fabio Piacenti e i Segretari generali di UilFpl, UilPa, UilScuola e UilRua, Michelangelo Librandi, Nicola Turco, Pino Turi e Attilio Bombardieri. Decisamente allarmanti i risultati emersi da un’analisi condotta sulla base di dati scientifici che rilevano ritardi enormi.  

“In particolare - ha sottolineato il Segretario generale della Uil - l’Italia risulta ultima in Europa nell’utilizzo dei servizi di eGovernment. In sostanza, solo il 32,3% dei cittadini utilizza i sistemi telematici per interfacciarsi con la PA, a fronte del 67,3% della media UE. Inoltre, l’Italia si colloca al 25esimo posto, con un indice al 43,6% (la media UE è al 52,6%) per quel che riguarda la digitalizzazione dell’economia e della società nel suo insieme e, quindi, per diffusione delle nuove tecnologie. Leggermente migliore - ha proseguito Bombardieri - ma sempre al di sotto della media UE, il dato relativo alla digitalizzazione dei servizi pubblici: siamo al 19esimo posto, con un indice al 67,5% e una media UE al 72%. Davvero preoccupante, poi, è il fatto che neanche la metà delle Amministrazioni Locali sia in grado di gestire interamente da remoto almeno uno dei 24 servizi più frequentemente erogati. Non solo, ben il 44,9% di queste Amministrazioni protocolla ancora oltre la metà della documentazione prodotta attraverso procedure di tipo analogico. Alla luce di questi dati - ha precisato il leader della Uil - chiediamo al Governo e alla politica di decidere che la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione diventi uno dei principali asset strategici per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. È necessario investire e formare perché su questo tema esiste, evidentemente, anche un problema di tipo culturale. Forse, tra le altre cose, sarebbe utile che il servizio pubblico radiotelevisivo - ha concluso Bombardieri - prevedesse l’inserimento nei propri palinsesti di programmi che educhino al digitale tutti i cittadini, sul modello di quel che accadeva alle origini della Rai con la famosa trasmissione del maestro Manzi, ‘Non è mai troppo tardi’ “.





Vaccarino (Cna): “Recovery fund ottima occasione ma subito riforme su fisco e burocrazia”

 

“Questa crisi senza precedenti ha confermato l’importanza della rappresentanza.” Con queste parole il presidente della CNA, daniele Vaccarino, nell’intervista per il Quotidiano Nazionale rivendica il ruolo attivo e indispensabile della rappresentanza di artigiani e pmi nel delineare le scelte strategiche che il Governo ha adottato per alleviare gli effetti pesantissimi della pandemia. Nel corso dell’intervista, il presidente suggerisce la strada da percorrere ora che l’Italia riceverà i 209 miliardi del Recovery Fund partendo dalla premessa che “per spendere in modo rapido e soprattutto efficiente occorre realizzare una serie di riforme a costo zero, ma fondamentali per migliorare la nostra capacità di investire. È fondamentale intervenire su burocrazia e fisco, definendo modelli e strumenti coerenti e orientati a semplicità e chiarezza.” Vaccarino prosegue poi la sua analisi parlando di temi legati alle misure previste dagli ultimi decreti: dagli ammortizzatori sociali al Superbonus del 110%, con una osservazione sul prossimo decreto di agosto che prevede lo stanziamento di altri 25 miliardi: “Tutta l’economia è in crisi, ma ci sono settori che vivono una gravissima sofferenza. Penso al turismo, la filiera dello spettacolo, acconciatori ed estetiste, fotografi, il trasporto persone a cui è stato cancellato il ristoro nel decreto rilancio. C’è forte preoccupazione dell’intera manifattura per l’autunno e un export che risente della debolissima congiuntura globale. C’è bisogno di misure più selettive.”





Confesercenti: “Discriminare l’uso del contante non è la scelta migliore”

Dare una spinta ai consumi attraverso un bonus sugli acquisti per favorire i settori più colpiti dal lockdown e che faticano a ripartire è una buona cosa, tutto ciò che stimola la spesa delle famiglie è favorevole, ma discriminare l’utilizzo del pagamento in contanti forse non è la scelta migliore, soprattutto in un momento di incertezza come questo. Così Confesercenti commenta l’ipotesi allo studio del Governo di un bonus, da inserire nel prossimo decreto di agosto, da erogare a chi fa acquisti con moneta elettronica, concentrato su alcuni comparti, fino a fine anno. Siamo sempre stati contrari a una penalizzazione del denaro contante e al tempo stesso favorevoli all’incentivo all’uso della moneta elettronica, nell’ottica della modernizzazione del Paese. Prevedere, dunque, un meccanismo di detrazione di imposta per gli acquisti tracciabili, con carte e bancomat, è positivo ma se si vogliono favorire i pagamenti elettronici lo si faccia per tutte le transazioni commerciali e non limitatamente ad alcuni settori specifici. Bene, dunque, l’impulso al rilancio dei consumi ma la priorità è sostenere il lavoro, con la proroga della cassa integrazione e l’esonero dai contributi che premia le aziende che riportano i lavoratori in attività. Così come non ci si deve dimenticare dei settori del turismo particolarmente connessi alle presenze dei turisti stranieri che non potranno comunque, pur in presenza di incentivi, prevedere un ritorno alla normalità prima del 2021.





Confcommercio e la riscossione coattiva. Osservazioni per il futuro prossimo

 

“Si proroga la riscossione coattiva e si introducono nuove previsioni di moratoria fiscale e contributiva. Ma queste nuove previsioni (rateizzazione del 50 per cento fino a 24 mesi a decorrere dal 16 gennaio 2021) – continua la Confederazione - si applicano alle sole sospensioni di tasse e contributi già disposte per il periodo marzo-maggio. Per i contribuenti soggetti agli ISA e per gli autonomi in regime forfettario - che abbiano registrato una diminuzione di fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019 -  viene prorogato al 30 aprile 2021 il termine per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte dei redditi e dell’Irap. Ma permane l’esigenza di una riapertura dei termini per i versamenti di saldo e primo acconto delle imposte sui redditi almeno fino al prossimo 30 settembre”.

“Per il turismo viene sospesa anche la seconda rata Imu, ma dalla sospensione restano esclusi pubblici esercizi (ristorazione e bar), porti turistici, agenzie di viaggio e tour operator. Inoltre, la sospensione non interviene nei casi in cui gestori delle attività e proprietari siano soggetti diversi. Per i pubblici esercizi, Tosap e Cosap sono sospese sino a fine anno. Positive – continua la Confederazione - le nuove disposizioni in tema di concessioni demaniali. Si rifinanzia il tax credit per la riqualificazione di strutture ricettive alberghiere e termali. Mancano però il rifinanziamento del tax credit per la digitalizzazione, nonché analoghe misure agevolative per le altre categorie del turismo (in particolare, pubblici esercizi e attività ricettive all’aria aperta)”.

“Si rifinanzia il Fondo centrale di garanzia e si proroga anche la moratoria di mutui e prestiti in favore delle MPMI dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 (al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico). Ma occorrerà comunque tornare anche su questi nuovi termini”.  

“Positivo l’intervento nel settore dei trasporti – dice ancora Confcommercio -con misure di sostegno rafforzate per autotrasporto e porti ed estese anche a comparti, quali i collegamenti marittimi con le isole e le autostrade del mare, di grande importanza strategica per la continuità territoriale e la competitività del Paese”.

“Interessanti il fondo per la filiera della ristorazione d il contributo a fondo perduto per le attività economiche e commerciali nei centri storici delle città d’arte.Ma ne andranno verificate tempestività d’attivazione, snellezza operativa e capacità d’impatto sulla scorta delle risorse stanziate”.

 

“Il rinnovato impulso al cashback applicato agli acquisti effettuati con strumenti di moneta elettronica richiederebbe poi simmetrico impulso al processo di abbattimento dei costi e delle commissioni connesse ad utilizzo ed accettazione di questi strumenti”, mentre per quanto riguarda il sostegno ai consumi “le ipotesi avanzate - riferite, in particolare, ai consumi nei pubblici esercizi, all’abbigliamento ed ai mobili, ma anche al tema della revisione della fiscalità sui veicoli aziendali  - non hanno trovato esito. Ve ne è, invece, necessità ed urgenza”, prosegue la Confederazione.

 

“Serve, in generale, una risposta più forte all’impatto della crisi in settori economici particolarmente colpiti: nel turismo e nei trasporti, nei servizi e nelle professioni, nel sistema cultura e in tanti comparti del commercio. Contributi a fondo perduto a ristoro dei cali di fatturato ed indennità, moratorie fiscali e sostegno al pagamento dei canoni commerciali sono le principali direttrici della risposta che occorre.  Si apre ora il percorso parlamentare del provvedimento. Le scelte fatte vanno migliorate; quelle non fatte, come il bonus consumi, vanno recuperate”,conclude Confcommercio.   




Presidenziali Usa, sarà Kamala Harris la Vice di Biden

 

Joe Biden ha scelto Kamala Harris come suo vice. Lo riporta il New York Times. Kamala Harris e’ la prima donna afroamericana a essere nominata per la vice presidenza. Pragmatica e moderata la senatrice della California e’ stata considerata la scelta piu’ sicura dalla campagna di Joe Biden per la vice presidenza.

"Intelligente, tosta e pronta per essere leader". Cosi’ Joe Biden ha defiinito Kamala Harris, la senatrice democratica scelta per la vice presidenza, nell’annunciare la sua scelta ai suoi sostenitori. Biden ha ripetuto piu’ volte di voler nominare un vicepresidente in grado di assumere il comando nel caso in cui ce ne fosse bisogno. E questo in parte per la sua avanzata eta’: se conquistera’ la Casa Bianca Biden sara’ infatti il presidente piu’ anziano mai eletto.

"Joe Biden puo’ unire gli americani perche’ ha trascorso la sua vita a battersi per noi. Come presidente, realizzera’ un’America all’altezza dei nostri ideali". Lo twitta Kamala Harris. "Sono onorata di unirmi a lui e di fare tutto il possibile per farlo divenire il nostro Commander-in-Chief", aggiunge Harris.

"Perfetti insieme ma sbagliati per l’America". E’ immediata la critica di Donald Trump alla coppia Joe Biden-Kamala Harris. Il presidente twitta un video in cui attacca Harris, espressione di quella sinistra radicale che vuole aumentare le tasse di miliardi di dollari. La "falsa" Harris e il "lento Joe sono perfetti insieme, ma sbagliati per l’America".

"Conosco la senatrice Kamala Harris da lungo tempo. E’ piu’ che preparata per l’incarico. Ha trascorso la sua carriera a difendere la Costituzione. E’ una bella giornata per il nostro paese. Ora vinciamo". Lo afferma Barack Obama commentando la decisione di Joe Biden di scegliere Harris per la vice presidenza. Con Harris "Joe ha un partner ideale per aiutarlo ad affrontare le vere sfide dell’America", aggiunge Obama.




Italia in deflazione

 

L’Istat conferma la deflazione in Italia. A luglio l’indice dei prezzi al consumo registra un calo dello 0,4% su base annua e dello 0,2% su base mensile. E’ la lettura finale (la preliminare era -0,3%) e rappresenta la terza flessione consecutiva, che segue il -0,2% di giugno e maggio. I prezzi risultano in territorio negativo anche in termini congiunturali (-0,2%). L’inflazione negativa continua a essere dovuta all’andamento dei prezzi dei beni energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -10,3%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -13,6%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9,0%).   A luglio rallentano i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, che include i beni alimentari, per la cura della casa e della persona: si passa da +2,1% a +1,2%, mentre per quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto si osserva un’inversione di tendenza da +0,1% a -0,1%. Lo rileva l’Istat diffondendo i dati definitivi sul mese.  L’inflazione acquisita per il 2020 è -0,1% per l’indice generale e +0,7% per la componente di fondo. 





Industria Ue avanti tutta (+9,1%)

 

Nuovo forte rimbalzo a giugno dell’industria nell’area euro dopo i collassi causati dai lockdown antipandemici. La produzione ha segnato un recupero del 9,1% rispetto al mese precedente, dopo il balzo del 12,3% di maggio che seguiva i crolli di aprile, meno 18%, un record negativo, e marzo, meno 11,8%. Secondo i dati diffusi da Eurostat, l’ente di statistica dell’Unione europea, anche con questa risalita il livello della produzione di giugno resta in netto calo nel confronto su base annua: meno 12,3% rispetto al giugno 2019. La dinamica di contrazione su base annua si è andata comunque smorzando: a maggio era stata pari al meno 20,4%, ad aprile al meno 28,6% e a marzo, ricorda Eurostat, al meno 13,5%. A giugno la produzione dell’industria ha segnato un recupero mensile del 9,1% anche sull’insieme dell’Unione europea, mentre la variazione annua negativa, in questo caso, è stata dell’11,6%. Secondo Eurostat, tornando all’area euro e guardando ai principali raggruppamenti industriali, il balzo più forte tra maggio e giugno ha riguardato la produzione di beni di consumo durevoli, con un più 20,2%, seguiti dai beni strumentali, più 14,2%, gli intermedi, più 6,7%, e quelli di consumo non durevoli, più 4,8%. La produzione di energia ha segnato un recupero mensile del 2,6%. In Italia la produzione è risalita di un ulteriore 8,2% dal mese precedente, dopo l’impennata del 41,6% a maggio e i collassi del 20,5% di aprile e del 28,4% di maggio. Anche in Italia, riporta ancora l’ente Ue, la variazione annua della produzione di giugno resta fortemente negativa, con un meno 13,7%. In Germania a giugno la il livello di prodotto dell’industria è risalito del 10,8% mensile, in Francia del 12,9%.





“A Sant’Anna di Stazzema l’oltraggio più disumano”

 

Il Capo dello Stato, Mattarella ricorda la strage nazista costata la vita a centinaia di innocenti

 

 

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il 12 agosto di 76 anni fa le frazioni di Stazzema divennero teatro dell’oltraggio più disumano: l’eccidio di centinaia e centinaia di civili inermi, soprattutto donne, bambini, anziani, rifugiati. Fu una delle stragi più efferate compiute nel nostro Paese durante l’occupazione nazista per i numeri spaventosi del massacro, per la crudeltà con cui gli uomini delle SS si accanirono sui corpi privi di vita, per lo scempio del rogo nella piazza di Sant’Anna. Oggi è giorno di raccoglimento e di memoria per la Repubblica. Un forte, indissolubile sentimento di solidarietà ci unisce ai sopravvissuti, ai familiari di chi è stato ucciso senza pietà, ai cittadini di Stazzema che hanno ricostruito la comunità, sopportando il dolore e conservando il ricordo. Sulla base di quei valori di umanità che i nazisti e i fascisti loro collaboratori volevano annientare è stata conquistata la Liberazione e costruita la democrazia. Per questo, Sant’Anna di Stazzema è divenuta al tempo stesso un sacrario e un simbolo della nostra vita civile, dei diritti inviolabili della persona, del senso di giustizia a cui nessuna società deve rinunciare e che la Costituzione repubblicana ci indica come impegno collettivo costante. Non va mai dimenticato che la volontà di potenza può spingersi fino a produrre un’ideologia di annientamento di chi è diverso, estraneo, visto come potenzialmente nemico. Non va dimenticato che quanti sottovalutano la violenza, alla fine se ne rendono complici. Non vanno ignorati rigurgiti di intolleranza, di odio razziale, di fanatismo che pure si manifestano nelle nostre società e nel mondo, a volte attraverso strumenti moderni e modalità inedite. La memoria degli eventi più tragici e dolorosi della nostra storia costituisce un richiamo incessante per le coscienze. Particolare gratitudine sentiamo verso coloro che, a Stazzema, hanno tratto dalle loro indicibili sofferenze la forza di testimoniare, di farsi portavoce di solidarietà, di libertà, di pace, di uguaglianza tra gli uomini. Grazie ai sopravvissuti e ai cittadini di Sant’Anna, quel luogo profanato dalla violenza più crudele è diventato una pietra angolare dell’Europa e dei suoi ideali di civiltà. Anche le onorificenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania, recentemente conferite a Enrico Pieri e Enio Mancini, sono un prezioso segno di speranza che rende più forti le comuni basi morali e culturali del nostro Continente”.





Obbligatorietà del vaccino, Speranza: “Questione prematura. Prima operatori sanitari e anziani fragili”

 

E’ scontro nella maggioranza sull’obbligatorietà del vaccino per contrastare la diffusione del coronavirus. Il comitato tecnico scientifico frena e sostiene che non servano imposizioni. "Questione prematura", dice il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo cui le dosi "non arriveranno tutte assieme" e per questo "quando le avremo saranno poche e andranno in primis a operatori sanitari e anziani fragili".  l dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini è stato innescato da Matteo Renzi dopo che il premier Conte aveva espresso la sua contrarietà. "Se il vaccino arriva deve essere obbligatorio e non facoltativo", aveva ribattuto il leader di Italia Viva, trovando il sostegno del ministro della Famiglia Elena Bonetti e scatenando poi una discussione che ora divide la maggioranza.

 Il comitato tecnico scientifico, secondo il quotidiano La Stampa, non ha ufficialmente posto l’obbligatorietà del vaccino al centro della discussione ma è sulla linea di pensiero del premier Conte. Rendere obbligatorio il vaccino non serve. Considerando il ragionamento portato avanti da Renzi, secondo cui l’obbligatorietà servirebbe per contrastare No-vax e negazionisti, secondo il Cts i primi rappresentano circa l’1% della popolazione e i secondi il 15%. Se dunque il restante 80% della popolazione si vaccinasse l’obiettivo di bloccare la circolazione del virus verrebbe raggiunto senza imporre niente a nessuno.

Esiste poi un aspetto "collaterale". Normalmente i vaccini vengono sperimentati per almeno 5 anni ma quello per contrastare il coronavirus comporta anche una lotta contro il tempo. Motivo per cui, con sperimentazioni che durano mesi e non anni, spunta il rischio di effetti collaterali: imporre l’obbligo può voler dire anche rischiare poi di ricevere richieste di risarcimento. 

Sulla linea del premier Conte, che si è espresso in favore di una profilassi volontaria, c’è anche Walter Ricciardi, scienziato membro dell’Oms e consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi. "Credo che il vaccino debba essere obbligatorio solo per i bambini, che vanno protetti perché dipendono da altri, ma non per gli adulti. Ad eccezione del personale sanitario o di pubblica utilità, come i poliziotti, i vigili del fuoco, chi lavora nelle mense. Di tutti quelli che, insomma, fanno mestieri per i quali, senza vaccino, metterebbero a rischio la salute degli altri". 

Antonella Viola, professore ordinario di Immunologia all’ Università di Padova, ha parlato, sempre a La Stampa, di percentuali e responsabilità. "Bisogna essere sicuri che gli italiani rispondano almeno al 70%. Se succedesse come con la app Immuni, che è stata scaricata solo da 4 milioni di persone, sarebbe un grosso guaio", ha detto. Per questo "il governo deve assumersi le proprie responsabilità".

Poi ha aggiunto: "Se si vaccinasse solo il 30% degli italiani non servirebbe a niente e cosa faremmo? Continueremmo in presenza di un vaccino a vivere con distanze, mascherine e treni mezzi vuoti?". Secondo Antonella Viola, inoltre "se non si vuole arrivare al vaccino obbligatorio serve una campagna di sensibilizzazione per spiegare a tutti che è utile e sicuro. Il problema è: i giovani che ora vanno in Grecia e in Croazia si vaccineranno?", si chiede. 





Vaccino Covid, la Russia respinge le accuse della Comunità Scientifica: “Assolutamente infondate”

 

Il ministro della Salute di Mosca, Mikhaíl Murashko, ha respinto le critiche al vaccino messo in campo dai centri di ricerca di Mosca definendole "assolutamente infondate". "I colleghi stranieri che apparentemente avvertono una certa competenza e i vantaggi competitivi del farmaco russo, cercano di esprimere alcune opinioni che - a nostro parere - sono assolutamente infondate", ha detto parlando con la stampa, secondo quanto riporta l’agenzia Sputnik.  Intanto il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, si è detto disponibile a fare da "cavia" per il vaccino russo ’Sputnik V’. Lo ha annunciato il suo portavoce Harry Roque, sottolineando che il presidente - noto per alcune dichiarazioni controverse - non stava scherzando. Duterte, secondo il portavoce, ha spiegato di avere "enorme fiducia" negli sforzi russi per fermare i contagi. "Sarò il primo a sperimentare" il vaccino, ha detto il presidente, mentre Roque ha sostenuto che a causa della sua età avanzata "può sacrificare la sua vita per il popolo filippino".  Nonostante lo scetticismo degli esperti sul vaccino, Manila ha accettato l’offerta della Russia di partecipare ai test clinici e alla produzione. Oggi è in programma un incontro tra le autorità sanitarie filippine ed i rappresentanti della ’Gemaleya’, l’azienda farmaceutica che ha sviluppato il vaccino.





Bonus ai deputati, si aspetta l’ok del Presidente Fico per conoscere i nomi

 

L’Inps avrebbe dato la propria disponibilità a fornire i nomi dei parlamentari coinvolti nel caso del bonus da 600 euro su esplicita richiesta della presidenza di Montecitorio. Sono in corso interlocuzioni tra l’Istituto e la Camera dei deputati dopo il via libera del garante della Privacy alla pubblicazione. Montecitorio starebbe valutando come procedere e quale sia effettivamente il soggetto in diritto di avanzare tale richiesta.  Tra le ipotesi al vaglio, spiegano le fonti, ci sono la possibilità di un’interlocuzione diretta tra presidenza della Camera e presidenza dell’Inps, la risposta
dell’Inps alle interrogazioni parlamentari presentate e un’audizione in commissione Lavoro.  Intanto il Codacons ha presentato formale istanza d’accesso all’Inps per conoscere i nomi dei deputati che hanno chiesto i bonus. L’associazione dei consumatori, si legge in una nota, è "pienamente legittimata ai sensi della legge 241/90 a chiedere e ottenere tali dati che, come ha sentenziato anche la Corte Europea dei diritti dell’uomo, non sono coperti da privacy.





Tridico (Inps), annuncia querele

  

Continua la polemica sui parlamentari che hanno chiesto il bonus Inps di 600 euro destinato a Partite Iva e autonomi per fronteggiare le difficoltà economiche causate dall’emergenza coronavirus. A parlare è ora Pasquale Tridico. Il presidente dell’istituto di previdenza sarebbe furioso con chi insinua che si tratterebbe di un caso montato di proposito in vista del referendum sul taglio dei parlamentari. 

 "Non solo non è vero. Ma chi lo dice, chi lo scrive, ne dovrà rispondere in tribunale. Ne va della mia dignità", avrebbe detto Tridico. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il presidente dell’Inps avrebbe negato di aver orchestrato la fuga di notizie per indirizzare il referendum del 20 e 21 settembre e sarebbe disposto a riferire in Parlamento nel caso dovesse essere chiamato. "Chi dice queste cose dovrebbe anche dimostrarlo, invece di sparare accuse nel vuoto", avrebbe anche aggiunto.

Intanto sono in corso interlocuzioni tra l’Inps e la Camera dei deputati, dopo che il garante della Privacy ha sostanzialmente dato il via libera alla pubblicizzazione dei nomi dei parlamentari coinvolti nel caso del bonus Covid. L’Inps avrebbe dato la propria disponibilità a fornire alla Camera i nomi su esplicita richiesta della presidenza di Montecitorio che sta valutando come procedere e quale sia effettivamente il soggetto in diritto di avanzare tale richiesta.





Due poliziotti aggrediti a Roma da senza fissa dimora, arresti

 

 

Il primo a finire in manette è un romeno di 78 anni, in Italia senza fissa dimora. Quando gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Borgo, diretto da Liliana Galiani, sono arrivati in via Crescenzio, dove era stata segnalata la presenza di una persona molesta all’esterno di un locale, la richiedente, dipendente del negozio, indicava loro un uomo, molto robusto, che in quel momento si trovava sul marciapiede adiacente al locale,  in evidente stato di agitazione. Come riferito dalla donna, chiaramente preoccupata e spaventata, nel pomeriggio lo straniero, l’aveva minacciata di morte dicendole che l’avrebbe aspettata al termine del suo turno di lavoro, accusandola, nella circostanza, di aver telefonato alla polizia qualche giorno prima. Poi si era posizionato davanti al locale in attesa. A quel punto i poliziotti si sono diretti verso di lui per procedere alla sua identificazione ma lo straniero, a quel punto, ha iniziato a sbracciare e ad aggredirli rifiutando di fornire le proprie generalità. Poi, quando gli agenti hanno cercato di calmarlo, questo ha iniziato a sputargli contro minacciandoli di morte e cercando di colpirli con pugni e calci. Con l’ausilio di una pattuglia dello stesso ufficio, intervenuta sul posto, S.M., queste le sue iniziali, è stato bloccato con non poca difficoltà e accompagnato negli uffici di polizia dove è stato arrestato per  violenza, minacce, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.  Alcuni degli agenti intervenuti hanno riportato delle lievi contusioni guaribili in pochi giorni. E sempre per lesioni aggravate, minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale, è stato arrestato N.G.L., romano di 50 anni. Intorno alle 20.40 di ieri la Sala Operativa della Questura ha inviato una volante del commissariato Prati, diretto da Filiberto Mastrapasqua, in via Vespasiano angolo via Germanico, per la segnalazione di  una persona in escandescenza all’esterno di un mini market. Sul posto, si è accertata la presenza di un uomo, N.G.L., romano di 50 anni, in evidente stato di agitazione, che – trattenuto da un altro soggetto – cercava di colpire il titolare del negozio. Quando i poliziotti si sono avvicinati per calmarlo,  il 50enne si è scagliato anche contro di loro colpendoli con calci e minacciandoli. Con l’ausilio dei colleghi del Reparto Prevenzione Crimine e della Sezione Volanti, l’uomo  è stato bloccato e accompagnato negli uffici di Polizia. Successivamente si è accertato che,  senza un particolare motivo, il fermato aveva distrutto l’insegna del locale scagliandosi contro il titolare e ferendolo alla testa. Poi,  con un  bastone prima e una sedia dopo, aveva danneggiato quanto presente nel negozio. Come raccontato dalla vittima in sede di denuncia,  già in precedenza l’uomo aveva minacciato di rompergli l’intero negozio.  Ieri dalle parole è passato alle vie di fatto.





Presunto stupro a Fregene, i Carabinieri indagano sul caso di una 19enne

 

Una ragazza di 19 anni è stata trovata seminuda e priva di sensi in spiaggia a Fregene. Era ubriaca. Ai carabinieri ha raccontato: “Sono stata violentata dopo aver trascorso la serata in un locale”. I militari di Ostia hanno cominciato ad indagare sul presunto stupro partendo dalla lista delle persone presenti domenica sera, quando sarebbe accaduto il fatto, nella discoteca di Fregene. A causa delle disposizioni per il contrasto al coronavirus, infatti, ogni attività è tenuta a conservare un registro con tutti i clienti in modo da rintracciarli in caso venga rilevato un caso positivo.





Reinventing cities, selezionati i 5 finalisti del bando internazionale per Roma Tuscolana

 

Scelti i 5 team finalisti del concorso internazionale Reinventing Cities, bando indetto dal C40 per la riqualificazione ambientale e urbana delle aree limitrofe alla stazione Tuscolana di Roma.  

Reinventing Cities promuove sviluppi urbanistici a impatto zero, presentando le migliori proposte di trasformazione dei siti sottoutilizzati come esempi di sostenibilità. Hanno partecipato al concorso Roma, Milano, Madrid, Chicago, Dubai, Montreal, Singapore, Cape Town e Reykjavik.  

Roma Capitale, in collaborazione con FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane), ha candidato le aree dismesse di Roma Tuscolana per trasformarle in un esempio di sostenibilità per futuri sviluppi urbanistici.  

I team di finalisti dovranno ora elaborare la proposta dettagliata, compresa di masterplan e offerta economica. I vincitori saranno individuati nel primo trimestre del prossimo anno.





Buoni libro, pubblicato il bando

 

Pubblicato il bando per l’erogazione dei buoni libro per l’anno scolastico 2020-21, destinato a studenti delle scuole d’istruzione secondaria di I e II grado, statali e private paritarie.  

La misura è rivolta ad alunni residenti nel territorio di Roma Capitale e appartenenti a nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a € 15.493,71.  

La domanda dovrà essere inoltrata all’Amministrazione Capitolina esclusivamente online, previa identificazione sul portale di Roma Capitale, dal 18 agosto al 1° dicembre 2020.  

I buoni, di importo differenziato per classe di frequenza, potranno essere utilizzati entro il 21 dicembre 2020 per l’acquisto di libri di testo presso le librerie convenzionate con Roma Capitale.

 





Avviso ondata di calore per giovedì 13 agosto 2020 (Livello 3) / Distribuzione di acqua da parte della Protezione Civile di Roma Capitale.

 

 

Il Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, nell’ambito del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della Salute, ha emesso il bollettino ondate di calore che prevede a Roma pergiovedì 13 agosto 2020, il LIVELLO 3. La Protezione Civile di Roma Capitale ha disposto la distribuzione di bottigliette di acqua in alcune zone della città, con particolare riguardo alle fasce di popolazione più a rischio come bambini, anziani e persone affette da patologie. 

LIVELLO 3: Ondata di calore (condizioni meteorologiche a rischio che persistono per più giorni consecutivi). Indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute.

A seguito dell’ondata di calore prevista a Romala Protezione Civile di Roma Capitale ha disposto la distribuzione di bottigliette di acqua in alcune zone della città, con particolare riguardo alle fasce di popolazione più a rischio come bambini, anziani e persone affette da patologie. Giovedì 13 agosto 2020, dalle ore 11:30, fino alle ore 17:00, i volontari della Protezione Civile distribuiranno l’acqua presso lo snodo dei pulman alla Stazione Metro di Anagnina e alle Stazioni Metro di Arco di Travertino e Piramide. Le postazioni saranno presidiate dal personale della Protezione Civile capitolina. Si ricorda che per ogni richiesta di chiarimenti, informazioni e/o interventi è possibile contattare la Sala Operativa della Protezione Civile di Roma Capitale, attiva H24, al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200.





Elezioni Roma Capitale, Smeriglio apre ai grillini delusi

 

Massimiliano Smeriglio, europarlamentare eletto con il Pd, ex vice di Zingaretti alla regione Lazio, è stato tra i primi a proporre un rapporto strategico con i 5 stelle per il governo. Ma non per il comune di Roma, dove invece è tra i più attivi nella ricerca di un’alternativa di centro sinistra a Virginia Raggi. E ora propone primarie allargate, aperte a “tutti quelli che non vogliono consegnare la città ai nazionalisti di Meloni e Salvini e che sono rimasti scottati dall’esperienza Raggi”. 

“Non bisogna avere un atteggiamento escludente rispetto a chi quattro anni fa ha votato 5 Stelle perché deluso dalle esperienze di centrosinistra, ma poi si è pentito. Bisogna dare loro il benvenuto, avere un’impostazione aperta e seguire un percorso partecipato”, afferma Smeriglio, che immagina “un percorso a tappe. Prima la sottoscrizione di un manifesto dei valori del campo democratico e progressista, poi gli stati generali delle idee della coalizione e infine ma entro l’anno le primarie tra tre o quattro candidati. Per evitare che diventino il giochino della visibilità di sfidanti senza radicamento, si dovrà prevedere una regola: almeno cinque o seimila firme a sostegno della candidatura. Non sono troppe visto che per vincere bisogna prendere un milione di voti. Le primarie sono indispensabili ma devono servire a unire, non a frammentare”. 

“Se ci fosse stata la disponibilità di qualche protagonista di primo piano in grado di tenere insieme la dimensione locale e quella globale ne sarei stato felice. Ma così non è, allora penso che si debba dare fiducia a una classe dirigente cittadina che in questi anni è cresciuta”, afferma Smeriglio. “A settembre ci sarà la festa Visionaria e nel programma spicca un bel confronto tra Monica Cirinnà e Amedeo Ciaccheri. Sarò in prima fila”.





Elezioni a Roma, Calenda: "Non mi candido sindaco. Non lo voglio fare e sto facendo altro"

 

Il candidato sindaco di Roma “semplicemente non lo voglio fare. Sto facendo altro, sono impegnato con Azione”. Lo ribadisce Carlo Calenda, in una intervista a ‘La Repubblica’.

Calenda ha definito la ricandidatura di Virginia Raggi ‘la seconda ondata’ riferendosi, spiega, “agli effetti nefasti che produrrebbe sulla città. Mai vista una politica più incapace”. Comunque prenderebbe “non più del 10 per cento. I romani le preferirebbero persino un laziale”, scherza. La verità, secondo Calenda, è che “probabilmente è una mossa per ottenere qualcosa in cambio. Tipo andare al governo”.

Come sindaco Calenda propone invece Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera. “È tosto – spiega – Ha affrontato i sindacati e ha riportato l’Opera in utile. È andato d’accordo con tutti i sindaci, Raggi incluso. A Roma serve un sindaco con una grande capacità amministrativa, che sappia valorizzare la vocazione culturale della città. Se il Pd si convincesse a sostenerlo io farei campagna ventre a terra per lui”.

I Dem, aggiunge, “temo che alla fine scelgano un funzionario di partito, o una figura che mantenga gli equilibri interni. Allora noi di Azione andremmo per la nostra strada”. Come spiega il fatto che non sappia esprimere un fuoriclasse? “Mi sembra il segnale più evidente della sua crisi”. Ci sono voci su Zingaretti. “È il segretario del Pd. Il presidente della Regione. Sarebbe fuori luogo”.

Per l’europarlamentare, serve “una figura che al ballottaggio sappia prendere i voti anche dei moderati” ma “il Pd romano è il peggio del partito nazionale. Dirigenti mediocri che si accoltellano tra loro. Una classe dirigente macchiata da Mafia Capitale, che non è stata più di alto livello dopo gli anni d’oro di Rutelli e Veltroni”.





Raggi al vetriolo contro Salvini: "Io metto in ordine conti, tu 49 milioni di scuse"

 “@matteosalvinimi ma non sei quello di ‘Roma ladrona’? E parli pure? Io i conti li metto in ordine, tu hai 49 milioni di motivi per scusarti con romani e italiani. Sei un chiacchierone. #GiùLeManiDaRoma”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi rivolta su Twitter al segretario della Lega Matteo Salvini.





Candidatura Raggi, Pd in difficoltà. Rinunciano tanti big e l’alleanza giallorossa va in affanno prima dell’accordo

 

Mentre Virginia Raggi, forte dell’appoggio di Beppe Grillo, è pronta alla battaglia per la rielezione al Campidoglio, in casa Pd e Centrosinistra si fa il punto sulle candidature e per il partito democratico è inutile non nascondere il clima di imbarazzo dopo la candidatura della Raggi per il secondo mandato, che ora obbliga i democratici ad una rincorsa. "Non ci penso proprio, ho altro da fare", afferma Carlo Calenda a Repubblica, in merito a una sua candidatura a sindaco di Roma, aggiungendo che "semplicemente non lo voglio fare". Zingaretti ancora alla ricerca di candidati forti, dopo il "no" di Enrico Letta. "Sto facendo altro, sono impegnato con Azione", prosegue Calenda. "Puntate su Carlo Fuortes", dice il leader di "Azione". E sulla ricandidatura della Prima cittadina, Virginia Raggi, da lui definita la "seconda ondata’" afferma: "Mi riferivo agli effetti nefasti che produrrebbe sulla città. Mai vista una politica più incapace", sottolineando, per quanto riguarda i voti che prenderebbe "non più del 10%. I romani le preferirebbero persino un laziale". "Probabilmente - aggiunge - è una mossa per ottenere qualcosa in cambio. Tipo andare al governo".  

Parole sferzanti che però non intimoriscono la Raggi che, incassato il "daje" di Beppe Grillo,è pronta a convincere i duri e puri del M5s che sembrano aver mal digerito la deroga al secondo mandato per la sindaca di Roma. Anche se l’ultima parola spetterà comunque alla base, con un voto sulla piattaforma Rousseau che potrebbe svolgersi in tempi record. La Raggi sembra al momento non avere avversari credibili provenienti dal Centrosinistra. Il Pd deve incassare il no Enrico Letta. Manca al momento un candidato forte insomma.

A Nicola Zingaretti  i suoi chiedono comunque di preparare un’alternativa forte, con un nome che unisca il mondo progressista con quello del centrosinistra, ecologista e riformista per dare battaglia non solo ai Cinquestelle ma anche al centrodestra. Il segretario Pd però ha poco tempo e i nomi eccellenti paiono scarseggiare. Ad oggi dopo l’indisponibilità palesata da Enrico Letta ("Non sono romano, non mi candido"), si guarda a David Sassoli che tace ma non si è formalmente tirato indietro. Il suo è un "nì", forse strategico per non farsi bruciare a un passa dalla candidatura ufficiale. Intanto si registra l’incontro tra Grillo e il sindaco di Milano con Sala. I due "Beppe", da sempre in buoni rapporti, hanno passeggiato sulla spiaggia di Livorno, preso un po’ di sole in terrazza e fatto quattro chiacchiere. Sala, è stato ospite assieme alla compagna del co-fondatore del M5S e di sua moglie nella loro villa a Marina di Bibbona. Si è trattato - hanno precisato - di un incontro "non politico. Solo un blitz vacanziero".





Matteo Salvini (Lega): "Ho dato indicazione che chiunque abbia chiesto o incassato il bonus sia sospeso e non ricandidato"

 

"Io ho dato indicazione che chiunque abbia chiesto o incassato il bonus sia sospeso e, in caso di elezioni regionali imminenti, non ricandidato. Poi non sta a me fare processi. Chi sbaglia paga". Così, ai microfoni del programma di Rai 3 "Agorà Estate", il segretario della Lega, Matteo Salvini. "Se qualcuno sbaglia in casa mia sono inflessibile, spero che le altre parti politiche siano ugualmente ferme", conclude.





Vacanze tranquille con i bimbi: i consigli del pediatra

 

Vacanze per tutti ma non per le mamme smemorate. Perché quando ci si muove con i figli i problemi di salute si moltiplicano. Non solo per Covid 19. Lo conferma il primario di Pediatria dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Gaetano Mariani: "Le mamme ci rivolgono tante domande: farmaci da portare in vacanza, la prevenzione del mal d’auto o di mare, la corretta esposizione al sole o la prevenzione dei colpi di calore o come affrontare viaggi in aereo fino ad arrivare alle allergie, le punture e le vaccinazioni da eseguire per chi va all’estero".

Ecco il vademecum che il dottor Mariani suggerisce per vacanze serene con i figli piccoli: I farmaci da portare in viaggio: - un antipiretico-analgesico come il paracetamolo o l’ibuprofene. Preferire quelli somministrabili per via orale, facendo attenzione alle supposte perché soggette a cattiva conservazione; - i sali reidratanti sono utili in caso di vomito e/o diarrea, per evitare la disidratazione. Meglio scegliere le formulazioni in bustine rispetto a quelle liquide: occupano meno spazio e sono più leggeri in valigia; - un antistaminico in gocce per eventuali reazioni allergiche o per attenuare pruriti conseguenti ad eritema solare; - un farmaco per mal d’auto, nave o aereo. Va bene lo sciroppo o la gomma da masticare.- una crema antistaminica o cortisonica utile per lenire il bruciore da punture d’insetto. - alcune fialette di soluzione fisiologica, che possono servire sia per lavaggi nasali sia per detergere una ferita; - un antisettico per uso topico per disinfettare le piccole ferite; - farmaci prescritti dal proprio medico di fiducia per patologie croniche o se ci si deve recare in paesi esotici secondo le prescrizioni fornire dall’ufficio turistico relative al paese da visitare Sono utili anche: un prodotto a base di ammoniaca per le irritazioni causate dalle meduse; cerotti e garze di diversa taglia; repellenti per zanzare; una zanzariera da applicare sulla culla e un termometro elettronico. Controlli da non dimenticare prima di partire di controllare che le vaccinazioni siano in regola, portare la tessera sanitaria del bambino, che consente di usufruire di prescrizioni e assistenza sanitaria in Italia ma anche nei Paesi dell’Unione Europea o convenzionati o fare una piccola assicurazione se il paese è fuori dalla comunità europea o se, pur appartenente alla comunità europea, non garantisca la completa tutela per alcune prestazioni.

Il mal d’auto o di mare Per prevenire o ridurre fastidi, è utile seguire alcuni accorgimenti: – cercare di distrarre i bambini facendo guardare loro la strada o il paesaggio; – tenerli in posizione dritta; – avere una guida tranquilla, senza brusche accelerate o frenate; – evitare i cattivi odori, come deodoranti per auto; – non dar da bere bibite gassate e latte ed evitare i pasti abbondanti; – se il bambino ha cinetosi, dai 4 anni in su può masticare gomme o prendere pasticche a base di dimenidrinato, un antistaminico indicato per il mal di movimento. Poco efficaci invece i cerotti da applicare dietro l’orecchio a base di scopolamina. Attenzione ai colpi di calore Come riconoscere il colpo di calore? I segnali sono: senso di malessere con mancamento, nausea, vomito, febbre, mal di testa, respirazione frequente, crampi muscolari e, più raramente, disturbi neurologici quali delirio o convulsioni.

Per prevenire il colpo di calore occorre: – restare in casa nelle ore più calde della giornata; – indossare abiti leggeri e di colore chiaro, con tessuti che facilitano la traspirazione; – utilizzare un ventilatore o l’aria condizionata (ad una temperatura non inferiore a 23°) con la funzione di deumidificazione; – somministrare una maggiore quantità di liquidi e privilegiare gli alimenti contenenti più acqua (frutta e verdura); – non bere bevande troppo fredde; – rinfrescarsi frequentemente con un bagno al mare o una doccia; – non lasciare mai il bambino, neanche per breve tempo, in un veicolo parcheggiato all’aperto Cosa fare in caso di colpo di calore: – sdraiare il bambino a terra con le gambe sollevate; – portarlo in un ambiente ombreggiato e fresco, meglio se provvisto di condizionatore o ventilatore; – spruzzarlo con acqua sul corpo o utilizzare un asciugamano bagnato; – se cosciente, fargli bere acqua, non fredda, a piccoli sorsi; – se i sintomi si presentano sin dall’inizio gravi o il bambino non si riprende, chiamare il 118.

Sotto il sole con prudenza: le regole per esporre i bambini ai raggi solari Esporsi al sole è benefico per i bambini, ma è opportuno farlo nelle ore meno calde e proteggendo la cute con filtri solari. Maggiore attenzione deve essere usata con i bambini più piccoli e con coloro che hanno la pelle chiara, che più facilmente possono andare incontro a eritemi cutanei. Mai senza crema solare: come scegliere quella giusta Scegliere prodotti con un ampio spettro di assorbimento, che copra tanto la banda dei raggi UVA che degli UVB Preferire i prodotti con fattori di protezione più alti tenendo presente che non esistono protezioni o schermi totali e che per legge la protezione massima dichiarabile è di 50 per gli UVB. Per gli UVA non ci sono ancora metodi standardizzati Valutare la resistenza all’acqua, al sudore e la persistenza del prodotto; lo schermo va comunque applicato ripetutamente.





Il caldo brucia verdure ed angurie, l’allarme di Coldiretti

 

Con il caldo torrido che sfiora i 40 gradi è allarme colpi di calore e ustioni per frutta e verdura pronte alla raccolta da nord a sud che rischiano così di essere buttate vanificando un anno di lavoro a partire da insalate, peperoni, melanzane e dalle angurie che mostrano già evidenti segni di scottature con sfregi bianchi, intanto il Po è sceso a -3,19 metri sotto lo zero idrometrico al Ponte della Becca (Pavia) e crollano i principali laghi del nord e le riserve nazionali di acqua. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti in riferimento all’ondata di caldo e afa che sta investendo l’Italia da nord a sud con temperature record.

E mentre gli agricoltori si preparano a irrigazioni di soccorso per salvare le colture in campo – spiega la Coldiretti – il livello del Po alla confluenza con il Ticino a Pavia ha perso oltre mezzo metro in appena 10 giorni e nel suo delta in Romagna torna l’incubo della risalita del cuneo salino che desertifica le campagne. Anche i maggiori invasi del nord che servono a dissetare i campi della pianura padana, dove si produce un terzo del Made in Italy agroalimentare nazionale, sono in affanno. Il lago Maggiore – sottolinea la Coldiretti -è pieno solo al 20% ed è a -13,3 centimetri dallo zero idrometrico contro una media che è invece di +63,5 centimetri, il lago di Como ha acqua solo per ¼ del suo bacino ed è appena un centimetro sopra il livello zero contro una media storica di quasi 58 centimetri, mentre resistono meglio il Garda e l’iseo.

In Italia è sempre più crisi idrica – evidenzia Coldiretti - nelle Marche i bacini sono scesi a circa 43 milioni di metri cubi, in Puglia le riserve sono sotto i 118 milioni di metri cubi (-91 milioni rispetto all’anno scorso) e in Basilicata gli invasi sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019 mentre si conferma pesante la situazione in Sicilia spiega Coldiretti sugli ultimi dati Anbi. Sono gli effetti del grande caldo e dell’assenza di precipitazioni distribuite nel tempo in un 2020 che con un inverno mite e piogge praticamente dimezzate – sottolinea la Coldiretti – si classifica come il secondo semestre più caldo dal 1800 con temperature superiori di 1,1 gradi rispetto alla media.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che compromette anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

“In un Paese comunque piovoso come l’Italia che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione”, dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”. Il primo passo è “la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica, per questo – conclude Prandini – abbiamo ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti la messa in cantiere di una rete di circa mille laghetti nelle zone di media montagna da realizzare senza cemento e da utilizzare per la raccolta dell’acqua da distribuire in modo razionale in primis ai cittadini, quindi all’industria e all’agricoltura”.





Salerno: fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio nel commercio di auto di lusso, arrestate 3 persone

Nella mattinata odierna, su disposizione della Procura della Repubblica, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare e un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per 1,2 milioni di Euro, emessi dal G.I.P., dott. Luigi Levita, nei confronti di una società con sede a Sant’Egidio del Monte Albino (SA) e di tre soggetti – F.T., V.T. e D.M. – esercenti il commercio di auto di lusso di grossa cilindrata. Al termine delle indagini coordinate dal Sostituto Procuratore, dott. Angelo Rubano, e svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nocera Inferiore, i responsabili sono stati denunciati per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e per i reati di riciclaggio connessi, avendo simulato la vendita di 22 autovetture ad una società di fatto inesistente ed intestata ad un prestanome.

Le 22 autovetture di grossa cilindrata – tra cui una Ferrari del valore di € 150.000 – venivano cedute in modo simulato e fittizio a D.M., non solo al fine di evadere le imposte, ma soprattutto per sottrarle ad una misura cautelare reale già disposta in precedenza. In particolare, i soggetti erano già stati attinti nell’ambito di un precedente procedimento penale nel mese di ottobre 2019, da misure cautelari e – per sottrarre le vetture al sequestro in corso di esecuzione – le cedevano fittiziamente a terzi per il tramite della società del prestanome coinvolto, pur materialmente agendo in prima persona nelle contrattazione, senza mai spostare i veicoli dalla propria concessionaria di lusso. Anche nel precedente procedimento, le indagini avevano rivelato la commissione di analoghi reati finanziari, i cui proventi erano stati impiegati dagli indagati – oggi imputati – in attività imprenditoriali comunque a loro riconducibili, sempre legate alla commercializzazione di luxury cars. In particolare, in quella circostanza, i militari della Sezione di P.G. avevano accertato, a carico di quattro individui – tra cui F.T. e V.T. (padre e figlio) – l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e l’impiego dell’IVA illecitamente evasa nell’esercizio di varie società “schermo” costituite ad hoc.

All’epoca, oltre alle misure cautelari personali, era stato eseguito anche un sequestro di beni e disponibilità finanziarie per la somma di 521.677,18 euro, corrispondente all’illecito profitto derivante dal mancato pagamento dell’imposta. In occasione dell’esecuzione degli ultimi provvedimenti – arresti domiciliari per F.T. e divieto di dimora in Campania per V.T e D.M. – i Finanzieri hanno sequestrato beni per l’ammontare di 1.197.699,92 euro, frutto sia delle condotte di riciclaggio ed autoriciclaggio, sia dell’evasione d’imposta realizzata mediante l’emissione di fatture oggettivamente inesistenti.





Frana in Valtellina, auto travolte. Tre le vittime, si cercano dispersi

 

Tre persone sono morte a causa della frana staccatasi nel tardo pomeriggio in Valtellina. Le persone decedute sono una donna, un uomo e una bambina, mentre nella stessa auto c ‘era un altro bambino, di 5 anni, portato in codice rosso in elicottero al Papa Giovanni XXIII. Altre persone coinvolte solo marginalmente sono riuscite a sfuggire all’impatto della frana, anche se non è ancora noto se ci sono altre persone sotto la frana. La valanga di detriti è piombata a valle all’imbocco dell’abitato di Chiareggio, località turistica in quota di Chiesa in Valmalenco (Sondrio), trascinando nel sottostante torrente l’auto. Nella zona, poco prima, si era abbattuto un violento temporale. Sul posto i Vigili del fuoco, ma anche volontari di Chiesa in Valmalenco e della caserma di Tresivio (Sondrio).

 




Corte Costituzionale: ok a svolgimento elezioni e referendum a settembre

 

Ok all’Election Day dalla Corte Costituzionale, che ha ritenuto inaccettabili i conflitti di attribuzione ravvisati dalla Regione Basilicata, da +Europa e da Gregorio De Falco (Gruppo Misto) circa il taglio dei parlamentari e il referendum in merito, nonchè sulla scelta di farlo svolgere in concomitanza con le Elezioni Regionali. Le votazioni si svolgeranno il 20 e 21 settembre.





Bimbo francese di 3 anni contagio dal Coronavirus a Roma

Un bambino francese di 3 anni è stato contagiato dal coronavirus a Roma. Il piccolo era giunto con la sua famiglia nella Capitale per visitare un parente. Il contagio rientra fra quelli registrati all’interno dell’Asl Roma 3. Nel merito, sono iniziati gli accertamenti epidemiologici.





Ordinanza ministeriale per i rientri dai Paesi considerati ad alto rischio Covid (Spagna, Grecia, Malta e Croazia)

 

"Una ordinanza per chi rientra da quattro Paesi, Spagna, Grecia, Malta e Croazia". E’ la proposta avanzata da Roberto Speranza nella riunione che si è svolta oggi con le Regioni e con al centro dell’agenda il tema cruciale dei rientri dalle vacanze o dai soggiorni all’estero."Sono ipotizzabili tre ipotesi: sottoporli a test antigene nei luoghi in cui arrivano; presentare certificato di test negativo fatto nelle 72 ore precedenti; comunicare il rientro alla Asl di appartenenza per effettuare un tampone nelle 48 ore successive", ha spiegato il ministro della Salute al termine del vertice. "Per il governo la sicurezza di tutti i cittadini è la priorità assoluta; dobbiamo restare il Paese più sicuro al mondo sul piano sanitario" ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia al termine della riunione. "Il governo, su chi rientra in Italia dai Paesi stranieri, in particolare Malta, Croazia, Spagna e Grecia vuole assicurare la massima sicurezza - ha spiegato Boccia - La proposta che facciamo alle Regioni è di rendere il servizio sanitario territoriale già molto rafforzato dall’impegno comune in grado di garantire tamponi a chi rientra dall’estero, con i risultati entro 48 ore dal rientro del viaggio". "Auspico - ha concluso - che ci possa essere con le Regioni una condivisione del metodo da utilizzare nelle prossime settimane".





Covid-19 si fa largo in Italia, 481 i nuovi contagi e le vittime sono 10 in 24 ore

In Italia si sono registrati 481 nuovi casi di coronavirus, dato in lieve aumento rispetto a martedì (+412). Crescono anche i morti, 10 nelle ultime 24 ore, per un totale di 35.225 vittime da inizio pandemia. I guariti sono saliti a 202.697 (+236). Non si registrano nuovi contagi solo in Valle d’Aosta, Molise, Basilicata e nella Provincia autonoma di Trento.