Maltempo: nubifragio a Verona , Vicenza e Padova

 

Il maltempo di fine estate si è abbattuto con la violenza di un ’tifone’ mediterraneo sul Veneto, sconvolgendo con vento e grandine Verona, Vicenza, Padova, e molti altri centri delle tre province. Una quantità enorme di acqua e grandine in pochi minuti rimbalzate sui social con le immagini di alberi caduti e persone costrette a mettersi in salvo con l’acqua che arrivava al petto.Il presidente della Regione Zaia ha firmato lo stato di crisi per Verona e altri comuni della provincia. Colpita anche Cortina, dove si sono registrate frane.





Voci sulla salute di Kim Jong-un, sarebbe in coma. Il potere alla sorella Kim Yo – jong

 

 

"Kim Jong un è in coma". Ad esprimersi così sul leader nordcoreano è Chang Song-min, stretto collaboratore dell’ex presidente sudcoreano Kim Dae-jung. "Ritengo sia in coma, ma la sua vita non è finita", le parole di Chang riportate dalla stampa sudcoreana e rilanciate dal Mirror. A Pyongyang, dice, sarebbe in corso il passaggio di consegne. "Non è stata creata una struttura completa per la successione, quindi Kim Yo-jong", sorella di Kim Jong-un, "viene portata alla ribalta perché il vuoto di potere non può durare a lungo". Kim Jong-un è stato protagonista di poche apparizioni pubbliche nel corso dell’anno, da mesi si rincorrono voci sulle sue condizioni di salute.





Lo strappo della Lombardi (M5S Regione Lazio): “Con la Raggi non arriviamo al ballottaggio”

 

“Il Movimento si è messo a rincorrere la forzatura di Raggi. La sua è una scelta legittima, vuole provare a continuare il lavoro di questi 5 anni. Purtroppo i risultati fin qui non sono stati eclatanti come quelli che speravamo da cittadini romani. In ogni caso viene prima il M5S, poi le aspettative dei singoli. Sarebbe stato giusto risolvere la questione ‘terzo mandato’ prima che Raggi si riproponesse”: così Roberta Lombardi (M5S) in una intervista a Repubblica. 

“Le Comunarie? Vedremo. Quella di Raggi resta comunque una corsa in solitario. Gli ultimi test elettorali su Roma parlano chiaro e Raggi con questa scelta così forzatamente indotta condanna il Movimento a non arrivare nemmeno al ballottaggio, perché con lei dovremmo per forza correre soli, considerati i ‘no’ del Pd”. 

“Sono contenta che dopo averlo posto per prima, ormai un anno fa, il tema delle alleanze sia finalmente in voga. Ma il problema è a monte. Dobbiamo decidere cosa fare da grandi: restare una forza di governo o stare all’opposizione? Con le attuali leggi elettorali, salvo congiunture astrali che non si verificheranno più, non toccheremo più palla da soli”





E’ morto il giornalista e scrittore, Arrigo Levi

 

E’ morto a 94 anni il giornalista e scrittore Arrigo Levi. Nato a Modena, è stato inviato e poi direttore de La Stampa. Corrispondente da Mosca prima per il Corriere della Sera e poi per Il Giorno, è stato anche consigliere per le relazioni esterne del Quirinale sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.  Levi era tornato nella sua casa romana dopo un lungo ricovero in ospedale dovuto all’età avanzata. Quando aveva sentito avvicinarsi la fine, in ospedale il giornalista, di origini ebraiche, ha cantato l’inno d’Israele e una filastrocca di Modena, legata probabilmente alla sua infanzia. I funerali saranno celebrati in forma privata a Modena.





Ricostruzione post sisma, i geologi denunciano: “In forte ritardo sia i cantieri pubblici che quelli privati”

 

 

“A quattro anni dal primo dei terremoti che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno sconvolto il Centro Italia, sia la ricostruzione pubblica che quella privata sono in forte ritardo e tale lentezza è dimostrata dal Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 presentato sabato dal Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini”. È il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione del quarto anniversario dal violento sisma di magnitudo 6.0 che, il 24 agosto 2016, distrusse Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata del Tronto, nelle Marche, provocando 299 vittime. “Questi dati dimostrano che il bilancio dei lavori è tutt’altro che positivo – aggiunge Angelone – a partire dalla ricostruzione privata: dei 5.325 progetti approvati in questi quattro anni, 2.544 quelli già realizzati e 2.758 i cantieri in corso. Quattro anni di burocrazia e lungaggini che hanno portato a un ritardo ancora più evidente nella ricostruzione pubblica: basti pensare che dei 2,1 miliardi di euro già stanziati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, appena il 10% del totale” denuncia il geologo. 

Il Lazio fu una delle regioni più colpite, a fare un resoconto a quattro anni dal sisma è Roberto Troncarelli, Presidente Ordine dei Geologi Lazio. “I numeri citati sono uno specchio fedele delle attività di ricostruzione: siamo in un ritardo grave e moralmente inaccettabile, accentuato dall’appesantimento amministrativo che colpisce, in generale, ogni iter autorizzativo in Italia” dichiara Troncarelli. “C’è una tendenza a creare complicazioni e lungaggini anche quando potrebbero essere assunte decisioni di snellimento, basate sul buon senso – prosegue -. E non appare condivisibile l’osservazione che, alla base di tutto il rallentamento, vi sia la necessità di garantire trasparenza nelle procedure di affidamento, nella rotazione degli incarichi professionali, nel rispetto delle norme vigenti”. Un terremoto talmente violento da modificare la connotazione geografica del nostro Paese. “A fronte di un evento sismico del genere, che ha avuto ripercussioni profonde sugli aspetti economici e sociali di un’intera Regione – spiega il geologo -, si sarebbe dovuta costruire da subito una corsia preferenziale per tornare ad una parvenza di normalità nel più breve tempo possibile, per gestire poi sul lungo periodo le attività di completamento in un quadro normativo ordinario. Invece i numeri, soprattutto quelli della ricostruzione privata, sono ancora imbarazzanti per un paese civile. Senza poi voler entrare nel merito delle ricadute sui professionisti e sulle imprese che, ad oggi, non riescono ad incassare i loro crediti, sempre per questioni legate alla ridondanza dei controlli, delle verifiche e degli accertamenti. È auspicabile che, tenuto conto dell’accuratezza e della meticolosità dei controlli, questo rappresenti almeno l’occasione per porre la prevenzione alla base di ogni scelta pianificatoria ed edificatoria ed evitare che in futuro si registrino altri eventi che segnino così profondamente popolazioni e territori” è il monito di Troncarelli. 

Il sisma del 2016 non fece tremare solo il Lazio, ma anche Abruzzo, Umbria e Marche. Arquata del Tronto, il piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, è stato tra i più colpiti dalla scossa del 24 agosto 2016. Daniele Mercuri, Presidente Ordine dei Geologi delle Marche: “Sono trascorsi quattro anni da quel 24 agosto e voglio, innanzitutto, ricordare e rendere omaggio alle persone che in quei tragici giorni hanno perso la vita, rivolgere un pensiero alle loro famiglie ed alle migliaia di persone la cui esistenza è stata sconvolta in maniera drammatica. Gli edifici privati danneggiati dal terremoto del 2016 sono stati oltre 80 mila, di cui più di 45 mila nelle Marche; fino al mese di giugno 2020 nella nostra regione sono state presentate circa 8.400 richieste di contributo, avviati quasi 3.600 cantieri e circa 1.690 edifici risultano riparati. Tali dati evidenziano una ricostruzione piuttosto lenta che la pandemia dovuta al Covid-19 ha ulteriormente complicato. Al fine di velocizzare e semplificare il processo di ricostruzione, è stata emanata l’Ordinanza 100 che introduce l’autocertificazione da parte dei progettisti e stabilisce un tempo massimo di concessione del contributo pari a 110 giorni. Nell’ambito della prevenzione e pianificazione sono stati avviati studi e approfondimenti volti a garantire una migliore conoscenza delle caratteristiche geologiche, sismiche e fisiografiche del territorio per consentire una ricostruzione più sicura. Solo attraverso un’adeguata azione preventiva e pianificatoria si può arrivare ad una efficace ricostruzione che possa valorizzare la rinascita dei nostri meravigliosi territori, borghi e città” continua il geologo marchigiano. 

“Una tragedia come questa ci deve far capire che è necessario puntare sulla prevenzione e su una ricostruzione efficiente per tutelare il nostro patrimonio edilizio, culturale, storico, ma soprattutto per mettere in sicurezza la vita dei nostri genitori e dei nostri figli” spiega Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Sappiamo ormai bene che il nostro Paese è fragile dal punto di vista sismico, per questo motivo la priorità deve essere quella di investire sulla sicurezza. Da un decennio il Consiglio Nazionale dei Geologi si batte affinché diventi obbligatorio il fascicolo del fabbricato, strumento fondamentale per la valutazione della vulnerabilità degli edifici, per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano e per la redazione dei piani comunali di Protezione civile” conclude Angelone.





A quattro anni dal sisma ricostruzione grande incompiuta. Il monito di Mattarella

Duro monito del Capo dello Stato, Sergio Mattarella a quattro anni dal sisma che devastò l’Italia centrale. “Nonostante tanti sforzi impegnativi, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti è incompiuta e procede tra molte difficoltà anche di natura burocratica. La Repubblica deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza". Zone, come quelle del Reatino, che attendono ancora l’opportunità di ripartire. Quattro anni dal terremoto che scosse la città di Amatrice e i comuni limitrofi, uccidendo 299 persone. Dopo quasi 1500 giorni, la situazione sembra non essere cambiata. Il grosso delle macerie è stato eliminato, le gru sono piazzate e i cantieri delimitati. Ma i paesi delle zone colpite restano disabitati, immersi nello stesso silenzio che regnava alle 3:30 del mattino di quattro anni fa, qualche minuto prima che un evento sismico di magnitudo 6.0 si scatenasse tra i comuni di Accumoli (Ri) e Arquata del Tronto (Ap). 





Anno scolastico a intermittenza nella Regione Lazio. Scuole immediatamente chiuse ai primi casi di contagio

 

“Dobbiamo prepararci a un anno scolastico a fisarmonica, cioè con possibili chiusure laddove emergeranno cluster”. Lo afferma l’assessore regionale alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

“Appena si verificheranno casi di positività i plessi verranno chiusi, scatterà la quarantena, si attiverà la didattica a distanza e nel frattempo gli istituti andranno sanificati. Dopo un nuovo modello di sanità a fisarmonica, dobbiamo pensare anche a una scuola a fisarmonica: saremo pronti cioè, con l’ausilio pratico delle Uscar (Unità speciali di continuità assistenziale regionale, ndr) a fare tamponi, a intervenire in modo mirato e tempestivo per circoscrivere eventuali cluster”, afferma D’Amato.

Per quanto riguarda piscine e palestre, “bisognerà abbandonare il vecchio concetto. Si andrà su prenotazione e i bimbi saranno pochi”.





In 24 ore sono 1210 i nuovi contagiati, sette le persone decedute

 

Sono 1.210 i nuovi contagi da Sars-Cov-2 in Italia registrati nelle ultime 24 ore. Lo riporta il bollettino pubblicato sul sito del ministero della Salute. L’incremento porta così a 259.345 i casi totali dall’inizio dell’epidemia. E continua ad aumentare la curva dei contagi, dopo che ieri con 1071 nuovi casi era stata superata per la prima volta dalla riapertura post lockdown quota mille nei contagi giornalieri. Le persone decedute nelle ultime 24 ore per la Covid-19 in Italia sono sette, portando la quota dei decessi totali dall’inizio dell’epidemia a 35.437.





L’ira di Galli: “Riapertura delle discoteche pessimo segnale. Interventi permissivi”

 

La mancanza di consapevolezza rispetto ai rischi di contagio da coronavirus nei giovani è stata "indotta abbondantemente da alcuni interventi decisamente permissivi. Ma non vogliamo demonizzare i ragazzi, o chi non potendone più ha pensato di potersi muovere in libertà" queste le parole del professor Massimo Galli a Omnibus su La7. Il direttore del reparto Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano sostiene infatti che "il segnale dell’apertura delle discoteche è stato pessimo ed ha avuto risultati pessimi. E non siamo che all’inizio, ahimé".





Zingaretti: “Sarà un vaccino pubblico come chiesto dal Papa”

 

“Il Santo Padre ha lanciato nel mondo questo appello che anche io ho sottoscritto per il vaccino bene comune: il progetto del vaccino italiano si inserisce al cento per cento dentro questa impostazione rispetto alla proprietà del vacicno”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presentando all’istituto Spallanzani di Roma l’avvio della sperimentazione su un vaccino contro il coronavirus.  “Noi crediamo molto nel vaccino bene comune, per questo abbiamo voluto con lo Spallanzani e con il ministero dell’Università e della ricerca sarà un vaccino pubblico a disposizione, a conclusione della fase di sperimentazione, di tutti coloro che ne avranno bisogno”.  Qualora si arrivasse al vaccino la proprietà del brevetto, ha detto Zingaretti, “sarà dello Stato italiano”.





Speranza: “La sperimentazione del vaccino è una notizia importante”

 

“Una notizia importante: oggi è iniziata la sperimentazione sull’uomo del vaccino italiano. Le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza su Twitter.





Vaccino contro Covid-19, partita allo Spallanzani la sperimentazione su 90 volontari

 

Partita all’istituto Spallanzani di Roma la sperimentazione del vaccino italiano contro il coronavirus. Il programma coinvolgerà 90 volontari selezionati dai ricercatori. "Sarà un vaccino pubblico e, a conclusione della fase di sperimentazione, sarà a disposizione di tutti quelli che ne avranno necessità", ha assicurato il presidente della Regione LazioNicola Zingaretti. La prima fase della sperimentazione durerà 24 settimane. "Crediamo molto nel vaccino bene comune - chiarisce il governatore -. La Regione seguirà passo dopo passo il processo di sperimentazione per arrivare alla distribuzione il prima possibile".  Il vaccino è stato realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera. Il primo volontario, scelto tra le migliaia che si sono offerti, ha ricevuto tramite iniezione intramuscolare la dose iniziando l’iter che lo porterà nei prossimi mesi a sottoporsi a una serie di controlli periodici ravvicinati che serviranno ai ricercatori per verificare la sicurezza e la tollerabilità, come anche gli eventuali effetti collaterali.  La sperimentazione, messa a punto da un team di ricercatori e clinici dello Spallanzani in collaborazione con la società biotech che l’ha prodotto, sarà organizzata con i volontari in gruppi di età: 45 sono tra i 18 e i 55 anni, altrettanti oltre i 65 anni. Ogni gruppo sarà suddiviso a ua volta in tre sottogruppi da 15 persone, a ciascuna delle quali sarà somministrato un diverso dosaggio del preparato. Una parte dei test saranno effettuati al Centro ricerche cliniche Policlinico G.B. Rossi di Verona. Se i primi risultati della fase 1 saranno positivi, entro fine anno si darà il via alle fasi 2 e 3, che saranno condotte su un numero maggiore di volontari anche in Paesi dove la circolazione del virus è più attiva.