Vasto incendio intorno a Tivoli, aerei e squadre a terra per lo spegnimento

 

Vasto incendio vicino a Tivoli: dalla tarda mattinata i vigili del fuoco del Comando di Roma sono impegnati con 4 squadre, due direttori delle operazioni di spegnimento, 4 mezzi aerei – 3 elicotteri e un canadair – oltre ad alcuni mezzi della protezione civile. Le fiamme hanno coinvolto la vegetazione che va dalla Strada di Pomata fino al comune di San Gregorio di Sassola. Il tempestivo intervento delle squadre di terra ha impedito che venisse coinvolto dalle fiamme circostanti un agriturismo. Proseguono le operazioni di spegnimento con i mezzi aerei per evitare l’ulteriore propagazione dell’incendio.




Rifiuta di mettersi la mascherina e aggredisce agenti della Polizia di Roma Capitale, arrestato

 

Ieri sera intorno alle 22:00 un cittadino di nazionalità italiana di 22 anni è stato arrestato a Fontana di Trevi per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.
Una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale, durante i costanti controlli nell’area antistante il monumento, ha invitato il ragazzo ad indossare la mascherina a causa dell’alto numero delle persone presenti in quel momento. Il giovane in un primo momento si è rifiutato e, quando gli agenti del I Gruppo Centro “ex Trevi” lo hanno avvicinato per chiedergli i documenti, ha reagito tentando di sottrarsi al controllo con una tale violenza che uno degli operatori, nel bloccarlo, ha riportato la frattura di una mano. Leggermente feriti anche altri due componenti della pattuglia intervenuti.
Il ventiduenne, con numerosi precedenti penali, è stato tratto in arresto e portato presso gli uffici di via della Greca a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del processo per direttissima che si terrà questa mattina.





Rivoluzione Fascista, recuperato dai Carabinieri l’ingente patrimonio del Fondo custodito all’Archivio Centrale dello Stato

 

I militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno rinvenuto e sequestrato gran parte dell’ingente patrimonio del Fondo ‘Mostra della Rivoluzione Fascista’, gia’ custodito presso l’Archivio Centrale dello Stato e costituito da gagliardetti militari, labari, e bandiere delle Squadre d’azione fasciste e dei fasci di combattimento che hanno partecipato alla Marcia su Roma, il 28 ottobre 1922, scomparso dai locali dell’Ente in circostanze ancora in corso di approfondimento.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono state avviate dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo, a seguito della denuncia presentata, lo scorso mese di giugno, dal direttore pro-tempore dell’Istituto. L’amara scoperta e’ avvenuta per caso, dovendo ricollocare alcuni esemplari fuori posto per motivi di approfondimento e studio. L’inventariazione dell’intera collezione (1065 esemplari), infatti, era stata ultimata nei primi mesi del 2018: un elemento importante per le indagini, che ha permesso agli investigatori di indirizzare immediatamente le ricerche in direzione di un ristretto e specifico settore criminale. Si tratta, per l’appunto, di cimeli molto ambiti per particolari collezionisti, disposti a pagare migliaia di euro, anche per un solo esemplare. Ed in effetti, tutta la refurtiva e’ finita nella disponibilita’ di un collezionista della Capitale, compresa un’uniforme di rappresentanza del corpo diplomatico, donata all’Archivio Centrale dello Stato, dagli eredi dell’ambasciatore d’Italia Sergio Fenoaltea (Roma, 9 giugno 1908-Marino, 13 aprile 1995), gia’ rappresentante del partito d’azione nel Comitato di Liberazione Nazionale. L’ignaro amatore era convinto di aver recuperato parte di quei gagliardetti e bandiere che erano andati dispersi nel corso del turbolento biennio 1943-1944, dopo la caduta del regime fascista. Le squadre d’azione fasciste, infatti, avevano tradizionalmente come proprio simbolo un gagliardetto di colore nero, con sopra ricamato un motto o il nome, ed uno stemma, solitamente un teschio, simbolo degli squadristi, o un fascio littorio. Il gagliardetto era affidato ad un portabandiera e la sua difesa era considerata prioritaria durante le azioni della squadra. I gagliardetti venivano portati nei cortei e, lungo il tragitto, salutati dagli squadristi e dalla popolazione, a costo di qualche scapaccione a chi non lo facesse (il famoso “Giu’ il cappello!”).

Tra le bandiere e i gagliardetti rinvenuti, ve ne sono alcuni in tessuto di colore rosso. Si tratta delle bandiere appartenute ai movimenti operai, sottratte nel corso di alcune delle violente incursioni compiute in quegli anni sanguinosi da parte delle Camicie nere, contro le sedi di partito o di camere del lavoro. Dalla lettura di alcune pubblicazioni storiche e’ emerso che la prima esposizione di tali cimeli avvenne, in carattere celebrativo propagandistico, nel 1932, in occasione del decennale della Marcia su Roma, e si tenne, per la durata di due anni, presso il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale a Roma. Nell’ottobre del 1934, il copioso materiale, se si considera anche quello non esposto e rimasto nei depositi della mostra, venne trasportato presso la Galleria nazionale d’arte moderna a Valle Giulia, occupandone un’intera ala dell’edificio, per esservi custodito in attesa della costruzione, mai avvenuta, del palazzo che avrebbe ospitato il Centro Studi sul Fascismo. Dopo l’esposizione in altri due eventi (uno nel 1937 e l’altro nel 1942, in occasione del ventennale della marcia su Roma), con la ricostituzione di un nuovo partito fascista (il Partito fascista repubblicano) e la creazione della Repubblica Sociale Italiana, dopo l’armistizio del settembre 1943, il fondo della Mostra, insieme ad altri archivi fascisti, fu imballato e trasportato a Salo’. Le casse del materiale, collocate presso il Museo Lapidario di Salo’, non furono mai aperte per l’intero periodo della loro permanenza al nord, dove furono rinvenute piu’ tardi, il 27 maggio 1945. Per quanto riguarda il materiale rimasto nei locali di Valle Giulia, esso subi’ probabili manomissioni e asportazioni durante i drammatici mesi dell’occupazione nazi-fascista. Dispersioni cospicue erano inoltre gia’ avvenute nei giorni successivi al 25 luglio 1943, giorno della caduta del regime. Inoltre risulta che il 5 giugno 1944, all’indomani della Liberazione di Roma, alcuni esponenti del Partito d’Azione si erano recati nei locali della mostra, per rendersi conto della situazione ed avevano prelevato vari oggetti, tra cui elmi e bandiere. Al termine del conflitto, una volta rientrato a Roma il materiale che era stato trasportato a Salo’, tutta la documentazione archivistica, ormai riunita, dopo una verifica del carteggio ad opera dell’ufficio indagini del Commissariato per le sanzioni contro il fascismo, venne trasferita presso l’Archivio del Regno, in funzione di pura conservazione e studio.
Le indagini dei Carabinieri del Reparto Operativo del Tpc sono tuttora in corso e puntano a chiarire tutti gli aspetti della vicenda, a partire dalle modalita’ di sparizione del materiale dai locali dell’Archivio Centrale dello Stato.





Scuola, Roma: al via pagamento prima rata iscrizione nidi

Roma Capitale informa le famiglie degli utenti dei nidi, sia nuovi che già iscritti, che dovranno effettuare il pagamento della prima quota per l’anno educativo 2020/21, relativa al mese di settembre, a partire dal 27 agosto ed entro il 18 settembre.

La rata ha valore di iscrizione e va versata per intero per tutte le strutture, a gestione diretta e indiretta, comprese le sezioni Ponte e gli Spazi Be.Bi. L’importo da versare, pari alla quota ordinaria già calcolata, potrà essere visualizzato dalle famiglie nella propria area riservata.

Tutte le informazioni sono disponibili sul portale di Roma Capitale.





Conte truffato dal sedicente fondo Kidman da 1 sterlina, ma a Londra le indagini puntano il dito contro Bochicchio

 

Secondo il quotidiano ’La Verità’ il tecnico dell’Inter Antonio Conte sarebbe stato truffato dal fondo Kidman, società londinese dal valore di 1 sterlina e senza autorizzazione a operare nel Regno Unito, con il classico schema Ponzi: a fronte di forti investimenti, l’allenatore reclama mancati pagamenti per 30 milioni. Più esattamente starebbe cercando di recuperare 30,6 milioni di euro, andati in fumo in un investimento fatto ai tempi del Chelsea e che si sarebbe rivelato una truffa. Momenti difficili per il tecnico dopo la cocente sconfitta in finale di Europa League e le voci di un suo addio all’Inter. A fronte di forti investimenti, quello che al momento è l’allenatore più pagato di tutta la Serie A si è dovuto rivolgere a un Tribunale londinese per reclamare il mancato pagamento di 30 milioni che gli erano dovuto entro giugno 2020. A ricostruire questa complessa vicenda è stato soprattutto il Sole 24 Ore, che ha spiegato come il mister sia stato truffato con il classico schema Ponzi da Massimo Bochicchio, che a marzo 2019 ha dato vita alla Kidman Asset Management dal valore di 1 sterlina. Ma Antonio Conte non sarebbe l’unico vip a essere stato truffato da questo misterioso fondo di investimento, che a quanto pare non aveva neanche l’autorizzazione della FCA, l’organo di vigilanza finanziaria del Regno Unito. La vicenda della truffa nei confronti di Antonio Conte – spiegano esperti di questo mondo-è purtroppo, molto frequente negli ambienti della finanza, e tutto questo nonostante che Kidman Asset Management non fosse autorizzata dalla FCA, avesse il valore di 1 sterlina e la sua nascita è in pratica riconducibile all’inizio della truffa in cui è incappato il mister dell’Inter. I dettagli della storia – precisa il Corriere dello Sport- “arrivano da Londra attraverso due sentenze della corte commerciale inglese. La seconda, di alcuni giorni fa, è un’ingiunzione di pagamento a carico del 54enne Massimo Bochicchio, investitore italiano in Inghilterra, titolare di molteplici società di investimento. Bochicchio ha avuto un passato in Hsbc, alla divisione Global Banking & Markets. Secondo il giudice britannico Dave Foxton, Bochicchio avrebbe portato avanti una truffa, a danno di otto persone, tramite la sua società Kidman, promettendo investimenti ad alto rendimento. Dopo un tira e molla durato mesi, gli otto investitori si aspettavano un pagamento di 33,1 milioni di euro entro il 30 giugno 2020. I soldi, tra cui quelli di Conte, non sono tornati indietro. Bochicchio aveva convinto l’allenatore dell’Inter dell’investimento in Kidman perché collegata e garantita da Hsbc, attraverso documenti che si sono rivelati falsi in tribunale. Lo stesso istituto di credito ha spiegato in aula di non aver alcun ruolo in questa società. Lo stesso Bochicchio ha smentito il coinvolgimento di Hsbc. L’investitore sotto accusa si è visto adesso congelare un patrimonio da 61,4 milioni di dollari, tra proprietà di lusso a Miami, in Italia e Londra. Tra queste c’è la lussuosa casa in Holland Park dove ha vissuto Conte ai tempi del Chelsea”. Le indagini vanno avanti a tutto campo, e dalle indiscrezioni che trapelano dalla city viene fuori che le autorità londinesi abbiamo già posto sotto sequestro almeno 160 milioni dalle casse del sospettato, ma la truffa reale e complessiva si aggirerebbe intorno ai 300 milioni di euro almeno. Vedremo dove sta la verità.





La Difesa impegnata in esercitazioni nel Mediterraneo Orientale

 

"Necessario un approccio bilanciato per la ricerca di una sempre maggiore cooperazione e dialogo tra le parti“ così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dichiarato a margine della riunione informale dei Ministri della Difesa in corso a Berlino. L’Italia, come ha rappresentato il Ministro Guerini all’omologo turco in occasione del recente incontro di luglio ad Ankara, ribadisce questa posizione, sottolineando, allo stesso tempo, la determinazione italiana verso il rispetto del diritto internazionale e la tutela degli interessi nazionali e vuole contribuire al rafforzamento del dialogo anche attraverso le interazioni tra le rispettive Unità Navali. La situazione geopolitica del Mediterraneo Orientale, area di interesse strategico per il nostro Paese e per la sicurezza dell’Europa, è caratterizzata da tensioni legate alla contesa di ampie risorse energetiche che vedono coinvolte anche importanti aziende italiane, in particolare nella ZEE cipriota. Nell’ottica della salvaguardia degli interessi nazionali e con la volontà di assicurare il rispetto del Diritto Internazionale marittimo, insieme a Francia e Cipro, già dalla fine dello scorso anno la presenza della Marina Militare è stata significativamente incrementata adottando un approccio non escalatorio e capitalizzando, in tal senso, gli storici eccellenti rapporti anche con la Marina turca allo scopo di favorire il dialogo tra le parti. Nello scorso febbraio, i Ministri della Difesa di Cipro, Francia e Italia, cui si è aggiunta la Grecia, hanno convenuto sulla opportunità di avviare forme di collaborazione strutturate, sempre improntate al dialogo e alla cooperazione, attraverso il cosiddetto QUAD, attività quadrilaterale di coordinamento nel settore marittimo finalizzata ad assicurare una presenza navale costante nella regione. In questo scenario, dal 26 al 28 agosto, al largo di Cipro si svolgerà l’esercitazione quadrilaterale EUNOMIA 2020, con unità navali di Francia, Cipro e Grecia, cui l’Italia parteciperà con Nave Durand De La Penne. La nave è già impegnata in mediterraneo orientale per la campagna addestrativa a favore degli Allievi del Secondo Anno dell’Accademia Navale. Saranno svolte attività addestrative di media complessità allo scopo di consolidare la capacità delle Marine delle quattro nazioni di operare congiuntamente e di incrementare la cosiddetta "maritime situational awareness" in tale zona del bacino mediterraneo. La stessa unità, durante il trasferimento verso l’area di esercitazione a largo di Cipro, ha svolto oggi, nelle ore mattinali, anche una attività addestrativa cosiddetta di "passaggio” con la Marina turca, durata circa 4 ore durante il transito verso Cipro. L’attività conferma e rafforza la cooperazione tra gli attori coinvolti, essenziale per dare concretezza all’azione che vede il nostro Paese impegnato per la stabilizzazione della Regione.





Gioele e Viviana, la loro fine sarà certificata solo nei laboratori scientifici

 

E’ terminata, al Policlinico di Messina, lautopsia su quel che rimane del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni figlio di Viviana Parisi, la deejay trovata morta lo scorso 8 agosto cinque giorni dopo la sua scomparsa dopo l’incidente avvenuto sulla A20 Messina-Palermo.  "C’è una fauna entomologica" anche sul corpicino del piccolo Gioele spiega il professor Stefano Vanin, l’entomologo chiamato dalla Procura di Patti per l’autopsia del piccolo Gioele. "Adesso come nel caso della madre è tutto da analizzare in laboratorio", dice. "Capisco che ci sia questo bisogno di risposte, ma vi dico anche che c’è un milione di insetti - sottolinea - finché non analizzeremo questi insetti in laboratorio non si potrà dire molto". "Oggi come oggi" non è possibile capire se il bambino sia "morto vicino alla madre Viviana", come dice ancora Vanin. "Sono stati raccolti un sacco di elementi sia per quanto riguarda la componente medica che veterinaria ed entomologica - aggiunge - quindi di elementi raccolti ce ne sono. Noi abbiamo una serie di requisiti a cui rispondere, abbiamo chiesto 90 giorni e faremo l’impossibilità per starci. Le comunicazioni le daremo direttamente al pm che ci ha incaricato". Vanin ribadisce che "è un caso difficilissimo, perché c’è un clima e un ambiente particolare, anche se qualche elemento informativo è stato estratto". Sul terreno ci sono dei "segni di giacitura del corpo, il terreno non è compromesso ma è un ambiente su cui sono passate delle persone".  "Scoprire come è morto Gioele mi sembra una cosa in via aleatoria possibile, dobbiamo vedere gli elementi che il corpo ci fornisce e valuteremo" dice Daniela Sapienza, medico legale della Procura di Patti che ha partecipato all’autopsia. "Purtroppo ci sono dei fenomeni cadaverici e trasformativi molto importanti e questo rende impossibile alcune valutazioni macroscopiche che in altri casi sarebbero un riscontro oggettivo, nel senso che ci sono questi fenomeni trasformativi e l’effetto della macrofauna e della microfauna rende ovviamente difficile qualsiasi riscontro e qualsiasi valutazione" è la valutazione del medico legale. "Abbiamo cominciato a fare alcuni esami su alcuni resti e dovremmo ovviamente continuare affinché riusciamo a raccogliere qualsiasi elemento di giudizio che abbia un riscontro di natura oggettiva che possa servire agli inquirenti", aggiunge il medico legale nominata con Elvira Ventura Spagnolo. E ai cronisti che le chiedono se sul corpo di Gioele c’è una ferita di arma da taglio risponde: "Non abbiamo la possibilità di fare una valutazione del genere in rapporto ai fenomeni trasformativi cadaverici e sugli elementi scheletrici a nostra disposizione, non li abbiamo ancora analizzati tutti e non possiamo sapere se c’è un riscontro del genere".




Flavio Briatore, Osp. San Raffaele Milano: ricovero richiesto per altra malattia, contagio da virus risultato da tampone

 

Flavio Briatore si era ricoverato "per una specifica patologia diversa da Covid-19", ed "è stato sottoposto prima del ricovero, come tutti i pazienti, al tampone rinofaringeo per il rilevamento del coronavirus SARS-Cov-2. Il tampone è risultato positivo". Così l’Ospedale San Raffaele di Milano. "E’ stato applicato il protocollo standard che prevede l’isolamento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale necessari in caso di positività, sia per la sicurezza del paziente, sia per la tutela del personale di reparto e degli altri pazienti ricoverati". L’Ospedale conferma "che la modalità di ricovero applicata risponde a tutti i requisiti di sicurezza necessari nel rispetto delle norme anti-contagio".  





Erdogan: "La Turchia si prenderà ciò che le spetta nel Mediterraneo, nell’Egeo e nel Mar Nero"


"La Turchia si prenderà ciò che le spetta nel Mediterraneo, nell’Egeo e nel Mar Nero". Così il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan. La Grecia, aggiunge, non provochi la Turchia, "non puntiamo il territorio, la sovranità e gli interessi di nessuno", inoltre "non scenderemo mai a compromessi su ciò che ci appartiene". "Siamo determinati a fare tutto ciò che è necessario in termini politici, economici e militari. Invitiamo i nostri interlocutori a evitare errori che li porteranno alla rovina", conclude.





Scuola, Boccia: documento Iss dà indicazioni serie, Regioni lo mettano in atto

 

"Abbiamo il dovere di dare a famiglie e scuole la garanzia di ricominciare nella massima sicurezza" e in questo senso il documento preparato dall’Istituto Superiore di Sanità "dà indicazioni serie", ed è necessario che venga attuato dalle Regioni "con eventuali integrazioni o suggerimenti per l’attività delle Asl sui territori". Così Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali, nel corso del vertice inerente la ripresa delle attività didattiche. Per l’adozione del documento, "il coordinamento con gli Enti locali sarà permanente", prosegue. Per il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il documento redatto dall’Istituto "è robusto e strutturato, per un protocollo condiviso in tutto il Paese".





Allerta dai medici: “La mascherina chirurgica può causare problemi ai bambini”

 

 

“La mascherina chirurgica può causare ai bambini, sulla base di esperienze di utilizzo: senso di calore, irritazione, difficoltà respiratorie, fastidio, difficoltà di concentrazione, distrazione e bassa accettazione della maschera stessa. Inoltre, l’efficacia delle stesse non è stata dimostrata durante il gioco e le attività fisiche”. Lo ricorda Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, condividendo su Facebook il documento ufficiale dell’Oms e dell’Unicef sull’uso delle mascherine per i bambini a scuola.





Non c’è ancora alcun accordo tra Governo e Regioni sulla riapertura delle scuole

 

 

Nessun accordo definitivo è stato trovato nel vertice tra ministri e Regioni sulla ripartenza della scuola. Alla riunione non si è infatti trovata un’intesa sul nodo principale per il quale era stata convocata, ovvero la questione "utilizzo e distanziamento sui mezzi pubblici". Intanto il ministro Azzolina ha annunciato che, "grazie alle risorse stanziate, ci saranno oltre 70mila unità di organico in più tra docenti e personale Ata".  Al vertice hanno partecipato in videoconferenza i ministri dell’Istruzione Lucia Azzolina, della Salute Roberto Speranza, dei Trasporti Paola De Micheli, degli Affari regionali Francesco Boccia, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, il commissario Domenico Arcuri e rappresentanti di Anci e Upi.Visto il mancato accordo sull’utilizzo e sul distanziamento sui mezzi pubblici, i ministri e le Regioni hanno deciso di aggiornarsi venerdì. Il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, in particolare, ha paventato un "rischio caos" per il trasporto pubblico locale se le restrizioni non dovessero essere riviste. De Micheli e Speranza hanno quindi chiesto tempo per interloquire con il Cts e trovare un punto di caduta, così che con le Regioni si è deciso di aggiornarsi al fine settimana. “Definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe e di lavoro, e dei tempi di permanenza a bordo per derogare al distanziamento di un metro, certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio dei mezzi, obbligo di mascherina chirurgica e differenziazione degli orari per diluire i flussi di passeggeri. Sono le proposte relative al trasporto pubblico locale spiegate dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, per l’incremento della capienza in condizioni di sicurezza sui mezzi in vista della riapertura delle scuole.  Alle proposte elencate, si aggiungono per le percorrenze più lunghe anche l’adozione a bordo dei mezzi di separatori morbidi coerenti con le prescrizioni di sicurezza e la differenziazione degli orari di apertura e di chiusura delle scuole, che permetterà di diluire nel tempo i flussi di accesso.





Ripresa attività didattiche, Bonaccini: "Quello che desta più preoccupazione sono i trasporti"

 

"Abbiamo ribadito al governo alcune priorità,che vanno risolte con immediatezza" per favorire la ripartenza delle attività didattiche in completa sicurezza. E’ quanto ha dichiarato Stefano Bonaccini, Governatore dell’Emilia Romagna e Presidente della Conferenza delle Regioni, a margine del vertice con il governo. Tra le priorità, prosegue, l’immissione di "organico aggiuntivo" e "certezze sui tempi" di entrata in ruolo, nonchè la "questione dei banchi", tuttavia "quello che desta più preoccupazione sono i trasporti. Ad oggi non ci sono soluzioni sostenibili". Sul tema, conclude Bonaccini, "abbiamo sollecitato il governo, riscontrando attenzione".





Ocse: tra aprile e giugno Pil Paesi industrializzati a -9,8%

Il Pil dei Paesi industrializzati, tra aprile e giugno di quest’anno, ha riscontrato, a causa del coronavirus, una riduzione "senza precedenti", pari al -9,8% (tra gennaio e marzo era stato riscontrato il -1,8%). Lo rende noto l’Ocse, secondo cui questa è "La più grande caduta del Pil mai registrata nell’area Ocse,molto superiore al -2,3% del primo trimestre 2009, apice della crisi finanziaria". Nello specifico, l’Italia segna un -12,4%, il Regno Unito -20,4%, la Francia -13,8% e la Germania -12%.





Legge elettorale, Zingaretti: "Può essere approvata anche da una sola delle due Camere"

 

"Sosteniamo da sempre la riduzione del numero dei parlamentari e per anni abbiamo presentato proposte di legge in questo senso. Tuttavia per votare Sì e far nascere il governo abbiamo chiesto modifiche circa i regolamenti parlamentari e una nuova legge elettorale, per scongiurare rischi di distorsioni nella rappresentanza e tutelare adeguatamente i territori, il pluralismo e le minoranze. Tutta la maggioranza ha sottoscritto questo accordo, ora faccio un appello affinché sia onorato. Questo permetterebbe anche di interloquire con i tanti dubbi e le perplessità che stanno crescendo; soprattutto in riferimento a una insopportabile campagna in atto all’insegna dell’antipolitica. Naturalmente il Sì va considerato solo un primo passo, in sé insufficiente di una riforma complessiva del bicameralismo e dell’insieme dell’attività legislativa. Come vede, pur nel pieno rispetto dell’autonomia di coscienza di ciascun cittadino, mi impegno a costruire le condizioni più ragionevoli alla scelta del Sì". Così, al Corriere della Sera, Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico. Replicando a un’osservazione secondo la quale pare non sia possibile l’approvazione della riforma della Legge elettorale solo in una delle due Camere, dice: "Non è così. Se c’è la volontà politica si può fare molto. Quando si parla di democrazia e istituzioni tutti i momenti sono buoni. Naturalmente accanto a questo c’è la priorità del lavoro, della scuola, della crescita. Confido che si possa aprire tutti assieme una fase nuova dove la politica diriga i grandi processi di trasformazione in corso e non li subisca. Penso alla qualità dei progetti da realizzare con le risorse del Recovery fund, alla necessità di una nuova e coordinata politica industriale, alle priorità da indicare sul Fisco, alla necessità di un intreccio equilibrato tra l’intervento pubblico e quello dei soggetti privati sul tema della rete unica. Con una ambizione, lasciare ai giovani un’Italia e un’Europa migliore di quella che abbiamo trovato". In merito all’importanza del voto delle Regionali circa il futuro del governo, replica: "Quando votano milioni di cittadini è sempre un fatto politico. Peserà sugli sviluppi della situazione italiana. Comunque, quello che cambierà sicuramente in meglio o peggio, sarà la vita dei cittadini delle Regioni investite dalla consultazione elettorale, per questo ovunque combattiamo per vincere". Il fatto che PD e M5S non si presentino insieme alle Regionali se non per la Liguria, dopo l’esito delle votazioni su Rousseau che avevano galvanizzato i democratici, non rappresenta un fallimento per Zingaretti: "Questa è una caricatura un po’ maliziosa. Per fortuna nella vita sono ben altre le cose che mi entusiasmano. È naturale, tuttavia, che la caduta di un veto pregiudiziale da parte del Movimento5Stelle su possibili alleanze nei territori è un fatto positivo, poi come hanno giustamente ricordato Sala, Nardella e altri, saranno i territori a decidere. Se al pronunciamento sono seguite rigidità e incoerenze, è un problema degli altri. Abbiamo, però, candidature e alleanze competitive ovunque. E nella società il Pd è il pilastro della battaglia contro la destra sovranista".





Nel Lazio 162 nuovi casi e 121 sono nella Capitale

 

“Oggi nel Lazio si registrano 162 casi e un decesso; e dei 162 nuovi casi 121 sono a Roma”, lo ha reso noto l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, illustrando il bollettino quotidiano dei casi di coronavirus nella regione, sottolineando: “Si conferma una prevalenza dei casi di rientro ed in particolar modo con link dalla Sardegna (45%)”.





Gioele morto nell’incidente. Sopralluoghi e nuove perizie disegnano un altro scenario

 

 

Accertamenti irripetibili di tipo biologico sono stati eseguiti dalla polizia scientifica di Palermo sull’Opel Corsa di Viviana Parisi. Li ha disposti il Procuratore di Patti su sei campionature effettuate il 6 agosto scorso sull’auto della donna per verificare l’eventuale presenza di profili genetici ed eventuali future comparazioni. Esami che, aggiunti a particolari emersi dall’autopsia sul bambino, fanno riprendere quota alla tesi che Gioele possa essere rimasto ferito mortalmente nell’incidente stradale sulla A20.  La madre è stata rinvenuta senza vita 5 giorni dopo l’incidente. I resti del piccolo sono stati ritrovati, invece, il 18. Per l’avvocato dei familiari delle due vittime, Claudio Mondello, "è impossibile che nessuno abbia visto" i due. In merito all’esame autoptico effettuato sui resti rinvenuti, dice il medico legale Giuseppina Certo, "i resti del cadavere sono abbastanza compromessi, ci sono lesioni da macro fauna, cioè morsi di animali selvatici. C’è del terriccio che è stato analizzato e prelevato. Non si può dire ancora dove il bambino è morto e capire se è stato morso prima o dopo la morte. Sono valutazioni che si faranno concatenando i vari risultati". "Abbiamo acquisito dei dati, mancano gli arti e parti di tessuti. Allo stato non è possibile ricavare elementi utili se non da tutti i fattori che potranno emergere dall’indagine specialistica. Deve essere tutto ricostituito singolarmente mettendo assieme tutti i tasselli. Oggi non si può mettere alcun punto certo sull’analisi del bambino", prosegue il medico legale. Prima dell’esame autoptico, è stata eseguita una tac, che ha evidenziato la presenza di pietre di piccola taglia, che potrebbero permettere di chiarire quando e dove il piccolo sia deceduto. "Il miasma è ancora presente nell’aria. Mi chiedo come sia possibile che nessuno, non solo di coloro che si sono adoperati per le ricerche, ma anche degli abitanti del luogo, non abbia percepito questo cattivo odore. Eppure è una zona con una certa densità abitativa", ha detto l’avvocato Mondello, cugino di Daniele, marito e papà della dj e del bambino. "Anche il cadavere di Viviana era a 15-20 metri da una proprietà recintata, è impossibile che nessuno abbia visto, anzi sentito, alcunché", ha proseguito. Per l’avvocato è possibile che il cadavere di Gioele sia stato "verosimilmente trascinato nel luogo dove poi è stato ritrovato" e che sia sconosciuta "la posizione originaria, quella in cui è morto". In merito all’ipotesi secondo cui la dj abbia ucciso il piccolo per poi suicidarsi, Mondello rammenta: "La presunzione di innocenza nel nostro ordinamento deve valere per tutti", per cui "se ci sono elementi va bene, altrimenti no. E non so se ci saranno mai questi elementi, io ne dubito".





Coronavirus, i casi si moltiplicano e arrivano a 1.367. Le vittime nelle 24 ore sono 13

 

Tornano ad aumentare i casi di coronavirus: sono 1.367 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore secondo quanto rende noto il ministero della Salute. Rispetto a ieri sono stati eseguiti altri 93.529 tamponi. Vengono segnalati altri 13 decessi, che portano il totale a 35.458 dall’inizio dell’emergenza. Sono 69 persone in terapia intensiva, +3 da ieri.