Tir in fiamme alla barriera di Roma Est

 

 

Incendio di un tir nella prima mattinata di questo lunedì all’altezza della barriera di Roma Est in entrata nella capitale. Alle 7 tre mezzi dei vigili del fuoco delle sedi di Tuscolano II e La Rustica sono intervenuti per l’incendio di un autoarticolato completamente avvolto dalle fiamme. L’autista è riuscito ad accostare sulla corsia di emergenza e scendere dal mezzo e a mettersi in salvo. Sul posto per la gestione della viabilità la Polizia Stradale.





Tivoli, 25 enne picchia la compagna. E’ recidivo e finisce in carcere

 

Equipaggi della Polizia di Stato del Reparto Volanti e del commissariato San Basilio hanno arrestato D.G., un 25enne romano, con precedenti di polizia, responsabile di maltrattamenti in famiglia ai danni della convivente italiana di 26 anni. I fatti, accaduti in località Tivoli dove vive la coppia, risalgono alla serata di ieri quando la vittima ha chiesto aiuto al 112 NUE. Le pattuglie, giunte immediatamente sul posto, hanno notato, a circa 30 metri dall’indirizzo segnalato, un uomo in strada che richiamava la loro attenzione e che, alla loro vista, si gettava in terra riferendo di aver avuto una lite con la propria compagna durante la quale l’aveva colpita con uno schiaffo. Il giovane manifestava timore per la bimba che era in casa. A seguito di perquisizione, nello zaino in possesso di D.G., è stato ritrovato un coltello artigianale con una lama lunga 12 cm, riposto all’interno di una custodia, che veniva sequestrato. Rintracciata anche la vittima, la stessa in forte stato di agitazione e con evidenti escoriazioni sulle braccia e sulle gambe, raccontava agli agenti di aver intrapreso una relazione sentimentale con D.G. da circa due anni e che da circa tre mesi lo stesso conviveva presso la sua abitazione a seguito della nascita della bambina. In merito alla lite la donna in lacrime dichiarava di aver trascorso una serata con il compagno in un ristorante di Tivoli, dove era iniziato un alterco tra i due per questioni familiari e che, una volta rincasati, ne era nata una nuova lite per futili motivi, terminata con una furia dell’uomo che, dapprima si scagliava contro di lei con urla, per poi afferrarla per il collo e spintonarla in terra contro un vaso di terracotta che si spaccava ferendola. Successivamente la donna si rialzava ma D.G. perseverava contro la compagna continuando a colpirla fino a quando la donna riusciva a divincolarsi dal suo “carnefice” fuggendo, con la bimba in braccio, verso il portone di ingresso per cercare aiuto e dove i vicini di casa tentavano di allontanare l’uomo, non prima che questi la colpisse ulteriormente con un violento schiaffo sul viso. La vittima è stata immediatamente soccorsa e condotta in ospedale, dove le sono state riscontrate diverse lesioni ed escoriazioni con una prognosi di 7 giorni. Dopo essere stata medicata, la donna, accompagnata in commissariato, ha denunciato il compagno ed ha anche raccontato che non era la prima volta che lo stesso l’aveva picchiata ma, per paura, non lo aveva mani denunciato. Nel frattempo, l’autore del reato, su disposizione del P.M. della Procura di Tivoli, è stato condotto presso il commissariato di Tivoli e successivamente in carcere a Rebibbia.

 





Testaccio, chiuso per assembramenti un locale a luci rosse, decine din sanzioni amministrative ad esercizi commerciali

 

Un locale a luci rosse, in zona Testaccio a Roma, è stato chiuso dalla polizia locale per il mancato rispetto delle prescrizioni a contrasto della diffusione del contagio da Covid-19. Sanzionata la responsabile per le irregolarità riscontrate, gli operanti hanno identificato 60 clienti presenti. Tuttora in corso ulteriori accertamenti sulla struttura. In questo fine settimana gli agenti hanno proseguito con una mirata attività di vigilanza sul territorio e in particolare nelle aree interessate dalla “movida”. Oltre un migliaio gli accertamenti amministrativi eseguiti nei locali pubblici e nelle attività commerciali con verifiche che hanno interessato non solo le principali località turistiche del centro storico ma anche altri quartieri tra cui Acilia, Infernetto, Tuscolano e Casilino. Nei territorio del settimo municipio sono stati chiusi due locali: un chiosco che vendeva alcolici oltre l’orario consentito e una birreria che svolgeva abusivamente attività di somministrazione. All’interno del locale, fa sapere la polizia locale, sono state riscontrare "irregolarità anche in materia di igiene e sicurezza alimentare, per un totale di oltre 8mila euro di sanzioni, oltre al sequestro di 6 kg di alimenti privi di indicazioni su provenienza e tracciabilità". Un forno in zona centro storico è stato chiuso perché privo dei titoli autorizzativi e per gravi carenze igienico sanitarie. Più di 30 i verbali amministrativi elevati nei confronti di pubblici esercizi per anomalie riguardanti soprattutto le occupazioni di suolo pubblico, i titoli autorizzativi e il mancato rispetto delle norme sanitarie e per la limitazione del contagio. Dieci le persone sanzionate invece per vendita e consumo di alcolici oltre l’orario consentito. A causa del forte numero di persone si è resa necessaria la chiusura di alcune piazze in zona Trastevere e Piazza Bologna. Quattro le persone sanzionate per essersi rifiutate di indossare la mascherina secondo quanto indicato dalla recente ordinanza del ministro della Salute. Nell’ambito della sicurezza stradale, le pattuglie hanno effettuato 2500 controlli riguardanti principalmente i limiti di velocità sulle principali arterie e vie di comunicazione cittadine: 250 i conducenti sorpresi alla guida a una velocità non consentita. In totale sono state circa 500 le sanzioni elevate per violazioni al codice della strada, con oltre 60 veicoli rimossi per intralcio alla circolazione.





Spaccio, la Polizia di Stato mobilitata in diversi quartieri della Capitale

 

Prosegue la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte degli agenti della Polizia di Stato in diverse zone della capitale. Nella zona denominata “pigneto”, i poliziotti del commissariato Porta Maggiore hanno arrestato B.B.M. senegalese di 42 anni. L’uomo è stato colto in flagranza mentre cedeva 3 grammi di marijuana. La perquisizione personale ha portato al sequestro di altri 10 grammi più 150 euro. Gli investigatori del commissariato Casilino, insieme a quelli del Reparto Volanti, nella piazza di spaccio denominata “ferro di cavallo”, in via dell’Archeologia, hanno individuato l’appartamento che fungeva da base operativa per il pusher in strada. Perquisita l’abitazione, sotto il lavello della cucina , ben occultata, veniva rinvenuta una busta contenente 470 grammi di eroina. La sostanza, poi risultata essere di ottima qualità, veniva trovata in parte già tagliata e pronta per la vendita confezionata in circa 500 dosi, ed altri 320 grammi ancora da lavorare. C.M., 60enne romano, è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Al Quarticciolo gli agenti del commissariato Prenestino hanno monitorato per diversi giorni un appartamento in uso a due romani di 45 e 59 anni. Fermato in strada il 45enne é stato trovato con 460 euro in contanti, pertanto gli agenti  hanno deciso di approfondire il controllo nell’abitazione. Qui sul ripiano della cucina, a vista, c’erano 15 involucri di cocaina e denaro contante, due fogli manoscritti riportanti nomi con accanto cifre riconducibili all’attività di spaccio, invece,  sono stati rinvenuti all’interno di un pensile della cucina.  In via Santa Maria Ausiliatrice gli agenti del Reparto Volanti insieme a quelli del commissariato San Giovanni hanno denunciato, per droga, 2 italiani di 22 e 25 anni. I poliziotti, intervenuti inizialmente per una lite, si sono insospettiti per l’atteggiamento nervoso e il continuo andirivieni dal terrazzo. Infatti è proprio qui che gli agenti hanno trovato due vasi contenenti piante di cannabis. La successiva perquisizione ha portato al sequestro di tutta una serie di strumenti e materiali utilizzati ai fini della coltivazione, confezionamento e spaccio di droga.

In via Cipro gli agenti del commissariato Prati hanno fermato per un controllo un 19enne romano. Il giovane è stato trovato in possesso di 4,07 grammi di hashish e di alcune ricette mediche false. Risultava, infatti, già indagato per un giro di farmaci che lo stesso riusciva a reperire proprio grazie alla falsificazione di ricette mediche. Nell’abitazione del giovane sono state rinvenute ulteriori ricette in bianco, un pc ed altri oggetti pertinenti i reati. Al termine dell’attività il ragazzo è stato indagato in stato di libertà. G.D., romano 36enne, è stato arrestato per droga in via Marinetti. L’uomo è stato fermato per l’eccesiva velocità con cui viaggiava a bordo della sua autovettura ma, una volta sottoposto a controllo, gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Toscana hanno scoperto che trasportava cocaina. Complessivamente sono stati sequestrati 41 involucri di cocaina per un peso di 19,20 grammi più 1015 euro in contanti.

Una pattuglia di militari in servizio presso la stazione della metropolitana Basilica San Paolo ha proceduto al controllo di due cittadini stranieri, uno dei quali ha tentato, invano, di disfarsi di un involucro di droga, gettandolo sui binari. I poliziotti del commissariato Colombo giunti sul posto hanno dapprima recuperato la droga, 28 dosi in totale, ed hanno poi arrestato l’uomo: D.A. 34enne senegalese. Sempre per droga è stato arrestato, in via dell’Archeologia nota piazza di spaccio, M.A.L. romano 37enne. In seguito ad un controllo, da parte degli agenti del Reparto Volanti, è stato trovato in possesso di 27,3 grammi di cocaina e della somma di 40 euro. I poliziotti del Reparto Volanti hanno tratto in arresto per lesioni, resistenza a Pubblico Ufficiale e droga B.A., cittadino del Gambia di 24 anni, con precedenti di Polizia. Quando gli agenti sono giunti in via Giovanni Giolitti hanno trovato l’uomo in possesso di 9,8 grammi di marijuana e, nel tentativo di eludere il controllo, ha opposto resistenza ferendo lievemente un agente. Nonostante le difficoltà, B.A. è stato assicurato alla giustizia. 





Circo Maximo Experience, torna la visita in realtà virtuale

 

Torna dall’1 al 30 settembre, in orario serale, Circo Maximo Experience, la visita immersiva in realtà aumentata e virtuale del più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi, il Circo Massimo. Apertura straordinaria dall’1 al 12 settembre: da martedì a sabato (escluso sabato 5) dalle ore 17 alle 20 (ultimo ingresso ore 19.10); dal 15 al 30 settembre: da martedì a sabato dalle ore 16 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.10). 
Il progetto fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali di Roma Capitale, ed è promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies. La direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
La visita immersiva, della durata di circa 40 minuti, è itinerante e si sviluppa all’interno dell’area archeologica su un percorso di 8 punti di osservazione (tappe) utilizzando specifici visori, i quali dopo ogni uso vengono sanificati e imbustati. Nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19, a ciascun visitatore verranno consegnati, imbustati singolarmente, gli auricolari monouso e la visiera parafiato su cui poggiare lo speciale visore. Previsto inoltre l’ingresso contingentato all’area (max 7-8 persone ogni 15 minuti), il distanziamento fisico interpersonale e la misurazione della temperatura con termoscanner.

Grazie alla realtà aumentata e virtuale, il visitatore potrà immergersi totalmente nella storia del sito archeologico con la visione delle ricostruzioni architettoniche e paesaggistiche lungo tutte le sue fasi storiche: dalla prima e semplice costruzione in legno, ai fasti dell’età imperiale, dal medioevo fino ai primi decenni del ’900. Si vedrà l’antica Valle Murcia arricchirsi di costruzioni, si passeggerà nel Circo tra le botteghe del tempo, assistendo a una emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento e capovolgimenti di carri, fino a restare senza fiato di fronte all’imponente Arco di Tito alto circa venti metri, ricostruito in realtà aumentata e in scala reale davanti ai propri occhi.
La narrazione è disponibile in italiano (con le voci degli attori Claudio Santamaria e Iaia Forte), inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, cinese e giapponese. Per le persone non udenti sono disponibili le versioni a sottotitoli semplificati in lingua italiana o inglese.  
I biglietti per la visita immersivaI biglietti sono preacquistabili online sul sito www.circomaximoexperience.it , oppure al call center 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19). Possono essere acquistati anche sul posto, previa compilazione della scheda anagrafica con i dati personali del visitatore, e nei Tourist Infopoint. Per i possessori della MIC card e della Roma Pass è previsto il biglietto d’ingresso ridotto.

 

In caso di pioggia non sarà possibile fruire dell’esperienza multimediale. La visita è fruibile anche dalle persone con disabilità motoria. 
L’utilizzo dei visori da parte di persone di età inferiore ai 14 anni è consentito solo con liberatoria firmata dai genitori.

Ingresso contingentato da viale Aventino (max 7-8 persone ogni 15 minuti). Attesa del proprio turno a distanza di sicurezza (almeno 1 mt). Misurazione della temperatura con termoscanner (non è possibile accedere con temperatura uguale o superiore a 37,5°). E’ disponibile il gel igienizzante per mani.


Biglietti: Intero: € 12,00; ridotto: € 10,00; Tariffa famiglia: € 22,00 (due adulti + figli under 18).

Info: www.circomaximoexperience.it ;  Call center 060608  

 





Rigenerazione urbana, il 2 settembre al via due concorsi per Polo civico Flaminio e mercato rionale San Giovanni di Dio

 

Il 2 settembre al via due concorsi di progettazione in due gradi banditi da Roma Capitale, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, per la realizzazione del nuovo Polo civico Flaminio nel II Municipio e il nuovo mercato San Giovanni di Dio nel XII Municipio, con l’obiettivo di restituire ai cittadini spazi pubblici e servizi per la collettività garantendo la qualità architettonica degli interventi.

La presentazione è avvenuta oggi presso la Casa dell’Architettura di piazza Manfredo Fanti con la partecipazione di rappresentanti dell’amministrazione capitolina e dell’Ordine degli Architetti.

In particolare, il progetto per il Nuovo Polo civico mira alla creazione di nuovi spazi pubblici, diversificati ma integrati all’interno della trasformazione dell’area ex Caserma di via Guido Reni. Sarà realizzato un nuovo sistema di riferimento pubblico della città, una polarità aperta e disponibile per la cittadinanza grazie alla realizzazione di una nuova biblioteca e una “Casa del Quartiere”, quale spazio di incontro e di aggregazione con funzioni plurime per il quartiere e la città intera. L’obiettivo è quello di definire una infrastruttura culturale locale fruibile lungo tutto l’arco della giornata, un luogo che aiuti a riconnettere parti di quartiere, aggregare persone, fortificare il tessuto associativo e rafforzare l’accesso alla cultura, alla socialità e alla solidarietà.

Il concorso per il nuovo mercato, invece, mira ad ottenere non solo la progettazione di un’opera pubblica di grande importanza, ma anche alla realizzazione di una centralità del ruolo che il mercato ha nella interazione con il contesto urbano. Il progetto dovrà rispettare la funzione aggregativa della piazza, proponendo una nuova tipologia di mercato rionale che possa essere un luogo della città e non solo una struttura specializzata. Un luogo in cui sia possibile svolgere altre attività, non solo connesse alla commercializzazione, uno spazio che la comunità locale possa riconoscere come una piazza-mercato vitale anche al di fuori dell’orario dell’apertura del mercato stesso. 

CRONOPROGRAMMA DEI CONCORSI

- 2 settembre 2020: al via i concorsi

- ottobre 2020: chiusura delle iscrizioni e contestuale invio degli elaborati e della documentazione amministrativa per il primo grado

- novembre 2020: chiusura del periodo per l’invio degli elaborati di secondo grado

- dicembre 2020: pubblicazione graduatoria finale

INDIRIZZI PROGETTUALI PER IL POLO CIVICO

Il progetto dovrà caratterizzare i nuovi spazi pubblici, quali elementi catalizzatori nel quartiere e in relazione all’articolazione degli spazi funzionali, in un’ottica di utilizzo autonomo ma interconnesso; nonché dovrà esplicitare la soluzione in termini di recupero dell’esistente e legato alla sostenibilità.

Centrale sarà progettare una infrastruttura che non si limiti solo ad essere biblioteca, ma che incorpori al suo interno, durante l’arco della giornata, anche la possibilità di sperimentare commistioni d’uso, dunque flessibile e polifunzionale, aperta al quartiere, alle associazioni e ai cittadini. Un altro tema ritenuto centrale è rappresentato dall’esigenza di assicurare la connettività interna ed esterna dei nuovi servizi in relazione alla costituzione di un nuovo "spazio pubblico" e delle sue relazioni con il territorio. Per il Polo Civico Flaminio saranno privilegiati progetti in cui verranno integrati spazi per incidere nel dialogo e nella relazione fra interno ed esterno, creando vincoli e rimandi fra il “dentro” e il “fuori”. Non si tratta solo di una questione funzionale o estetica, ma di contribuire attivamente a generare sicurezza, interesse, e attrattiva nei confronti dello spazio pubblico. Un sistema aperto di spazi permeabili, organici e fortemente integrati, con l’obiettivo della massima accessibilità e fruibilità, per abbattere anche le barriere di tipo architettonico.

Saranno oggetto di valutazione per la selezione i criteri relativi a:

- l’intervento nel contesto urbano, accessibilità e connessioni: i nuovi spazi pubblici nel quartiere, il valore dell’intervento anche in relazione alle trasformazioni in corso;

- il Polo Civico Flaminio: gli spazi pubblici come nuovi elementi catalizzatori nel quartiere, apertura e percorribilità, strategie di articolazione e realizzazione di spazi fruibili anche autonomamente;

- sostenibilità ambientale ed energetica: strategie generali per la realizzazione di un intervento di recupero dell’esistente in grado di autosostenersi;

- il contesto urbano: integrazione complessiva dell’intervento con il sistema degli spazi pubblici dell’area, disegno di suolo, arredo urbano e relazioni tra aree permeabili e aree pavimentate;

- accessibilità e relazioni: qualità dei sistemi di accesso e percorrenza degli edifici, relazioni tra le parti dell’intervento, tra esterno e interno;

- soluzioni costruttive e tecnologiche, sostenibilità ambientale ed energetica: qualità delle soluzioni costruttive; integrazione, interpretazione e recupero dell’esistente; qualità delle tecnologie impiantistiche che garantiscano sostenibilità ambientale e delle fasi di manutenzione e gestione dell’intervento.

INDIRIZZI PROGETTUALI PER IL MERCATO RIONALE

Nella prima fase del concorso si chiede di individuare le strategie generali guardando al perimetro largo di attenzione di relazione con il contesto. Nella seconda saranno valutati gli approfondimenti e il progetto di dettaglio degli spazi. In particolare, nella selezione del primo grado della procedura saranno valutate le strategie insediative, le relazioni generali di contesto e le indicazioni metodologiche sulle modalità di impostazione progettuale con indicazioni tipologiche generali. Si chiede, infatti, di ragionare già in questa fase sulle ipotesi di spostamento temporaneo del mercato nelle aree limitrofe all’area attuale, proponendo una soluzione ben inserita nel contesto attuale.

Saranno oggetto di valutazione per la selezione i criteri relativi a:

- valore dell’intervento nel contesto, accessibilità e connessioni: il mercato rionale come elemento dello spazio urbano, relazioni con il contesto, connessioni con il sistema e accessibilità con la rete viaria per favorire le attività di logistica;

- il mercato: sperimentazione di schemi distributivo-tipologici, apertura e accessibilità del mercato, realizzazione di spazi di aggregazione fruibili anche fuori dagli orari di mercato;

- tempi e fasi di realizzazione: utilizzo di modalità costruttive che facilitino la realizzabilità per fasi e guardino all’abbattimento dei tempi di realizzazione, individuazione di fasi e aree per spostamenti temporanei che garantiscano la continuità del servizio, riduzione impatti sul contesto.

In particolare saranno valutati i seguenti aspetti come:

- valore dell’intervento nel contesto urbano: il mercato come motore aggregativo pubblico e commerciale del quartiere, collegamenti con i percorsi pedonali e i sistemi di mobilità pubblica;

- il mercato: sperimentazione distributiva e tipologica, flessibilità e polifunzionalità degli spazi;

- continuità, accessibilità e qualità degli spazi fra esterno e interno: apertura e percorribilità del mercato, qualità e accessibilità degli spazi di aggregazione anche al di fuori degli orari di mercato;

- accessibilità, mobilità e connessioni: sistema di mobilità (ciclabili, fermate TPL in vista del nuovo sistema di piazza);

- tecnologia e tempi di realizzazione: qualità delle soluzioni costruttive, utilizzo di tecnologie costruttive e impiantistiche che guardino agli impatti sul contesto in fase di realizzazione, alla sostenibilità e all’uso di energie rinnovabili, favorendo utilizzo di soluzioni che garantiscano l’abbattimento dei tempi di realizzazione, adeguatezza e sostenibilità delle fasi di manutenzione e gestione dell’intervento.

 





Il Liceo Giulio Cesare mette le mani avanti: “In classe solo se ci saranno le condizioni”

 

La seconda fase della ripresa, quella che partirà dal 14 settembre e che coinvolgerà tutti gli studenti, partirà "a una condizione: la consegna entro il 7 settembre 2020 di un numero di banchi monoposto adeguato alle esigenze della scuola, come è stato assicurato dal Ministero". E’ uno dei passaggi del "Piano per la ripartenza 2020-21" del liceo classico "Giulio Cesare" di Roma sottoposto in questi giorni ai genitori degli studenti. Se l’istituto riceverà un numero congruo di nuovi banchi le lezioni regolari in classe saranno garantite, altrimenti in base al piano partiranno delle modalità alternative per il periodo iniziale dell’anno scolastico: "Qualora i termini di consegna non fossero rispettati - si legge ancora nel piano - le attività in presenza per tutti potrebbero prevedere, in via provvisoria nel periodo iniziale dell’anno scolastico, attività per gruppi di apprendimento oppure potrebbero essere ridotte e svolte in parte in modalità di didattica a distanza".  "In ogni caso saranno privilegiate per lo svolgimento di attività totalmente in presenza le classi IV Ginnasio e altre secondo le decisioni che verranno adottate nelle sedi collegiali competenti. Di tale eventualità, sarà data informazione in tempi congrui rispetto all’inizio delle lezioni", conclude.





Scuola, pubblicato documento con criteri per ripresa attività di nidi e scuole dell’infanzia di Roma Capitale

 

È stato pubblicato sul sito di Roma Capitale – e inviato ai Municipi e alle Coordinatrici delle strutture educative e scolastiche di Roma Capitale – il documento della Task Force Scuola Capitolina che ha elaborato le nuove proposte organizzative per la ripresa delle attività di nidi e scuole dell’infanzia di Roma Capitale per settembre 2020.

I criteri sono stati messi a punto nel rispetto delle buone pratiche, dei valori e dei principi sperimentati in questi anni, adattandoli alle nuove condizioni necessarie per tutelare la salute e la sicurezza del personale educativo, dei bambini, delle bambine e delle loro famiglie.

Il progetto educativo-pedagogico contenuto nel documento ed elaborato dagli esperti interni ed esterni all’Amministrazione, che hanno lavorato gratuitamente, dovrà essere attuato in base alle caratteristiche di ciascuna delle strutture di Roma Capitale: 212 nidi a gestione diretta, 95 nidi a gestione indiretta (convenzione/concessione/project financing) e 318 scuole dell’infanzia.

La programmazione tiene conto dell’emergenza Covid-19, ma con uno sguardo trasformativo e positivo volto anche a sperimentare, in tutti i servizi, nuovi progetti come l’educazione all’aperto.

Roma Capitale ha stabilito che la misurazione della temperatura corporea sarà effettuata nei nidi e nelle scuole dell’infanzia ai bambini, ai genitori, al personale educativo e a tutti gli altri operatori che accedono alla struttura.

Saranno predisposti, dove possibile, percorsi differenziati di entrata/uscita per ridurre al minimo il rischio di mixing.

Tutto il personale, compreso quello ausiliario, indosserà la mascherina.

Gli educatori indosseranno, durante il cambio dei bambini, guanti e visiera; la visiera sarà indossata anche al momento del pasto.

I bambini e le bambine non indosseranno la mascherina.

Chiunque acceda all’interno della struttura, anche i fratelli degli alunni con più di 6 anni, dovrà indossare mascherina e soprascarpe e igienizzare le mani.

Genitori, personale e operatori dichiareranno quotidianamente la sussistenza delle condizioni di salute necessarie per l’accesso al servizio, firmando su un apposito registro. Nidi e scuole dell’infanzia sono luoghi in cui bambini e bambine da 0 a 6 anni apprendono la socialità e la relazione, per cui il tema del distanziamento è da intendersi come distanziamento tra gruppi/sezioni e non come distanziamento individuale. Ci saranno quindi gruppi stabili di bambini iscritti, ciascuno con i medesimi educatori e insegnanti di riferimento, in uno spazio fisico stabile.

Materiali e giocattoli dovranno essere ad uso esclusivo di ciascun gruppo/sezione o sanificati prima del passaggio da un gruppo/sezione all’altro.

Non sarà possibile portare oggetti e materiali da casa, ad esclusione dell’abbigliamento necessario all’eventuale cambio, compresi i pannolini in pacco integro che sarà igienizzato. Il ciuccio, se utilizzato, dovrà essere ad uso esclusivo del servizio. La sterilizzazione sarà a cura del personale della struttura. Al fine di limitare al massimo l’avvicendamento del personale educativo e scolastico, nonché il potenziale mixing dei gruppi, si prevede di assegnare a ciascuna struttura un organico di potenziamento.

Il sostegno educativo e didattico sarà garantito nelle scuole dell’infanzia con le consuete modalità e nei nidi attraverso l’ampliamento dell’orario dell’organico di diritto.

Come già comunicato, il 9 settembre apriranno i nidi con orario unico fino al 9 ottobre, orientativamente dalle 8:00 alle 14:00; dal 12 ottobre sarà attivo il tempo pieno. Per le scuole dell’infanzia l’apertura è stabilita per il 14 settembre, con orario unico fino al 30 e tempo pieno a partire dal 1° ottobre. Il pasto per tutti i servizi sarà garantito fin dal primo giorno.

Come di consueto, i gruppi educativi programmeranno, dopo i primi giorni di accoglienza dei vecchi iscritti, spazi di socialità e di relazione con i genitori e i nuovi iscritti, in piena sicurezza, tramite attività ed esperienze propedeutiche all’ambientamento e al successivo inserimento.





Lazio, da inizio test ‘intercettati’ negli aeroporti 171 casi positivi

“Report dell’attività negli Aeroporti romani della giornata di ieri: presso lo scalo di Fiumicino sono stati individuati 2 nuovi positivi asintomatici e si tratta di cittadini italiani di rientro da Barcellona (Spagna) e Atene (Grecia)”, lo comunica l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio, spiegando: “Un nuovo caso positivo è stato individuato all’Aeroporto di Ciampino e si tratta di un cittadino residente in Campania e di rientro da Praga. Da inizio attività i casi positivi asintomatici individuati attraverso l’utilizzo dei test rapidi antigenici sono stati 171, confermati successivamente dal test molecolare. Tutti i viaggiatori sono asintomatici, sono stati posti in isolamento ed è stato avviato il contact tracing internazionale”.





Zingaretti: “Il New York Times cita l’impegno della Regione Lazio contro Covid-19”

 

“Il New York Times parla del nostro impegno alla Regione Lazio nel progetto ScuoleSicure. Test sierologici per 120 mila tra docenti e personale della scuola. Contento che il Lazio abbia fatto da apripista in Italia. Vogliamo che la ripartenza delle scuole sia sicura e responsabile, così riparte il Paese”. Lo scrive su Facebook il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. Poi l’Assessore alla Sanità D’Amato: “All’estero parlano del ‘modello Lazio’ dei drive-in e dei tamponi rapidi. Rafforzeremo la rete territoriale anti COVID e dei test rapidi. Voglio ringraziare i nostri operatori che non si sono mai fermati nemmeno con il maltempo”.





Distanziamenti e mascherine in Iran per la Commemorazione dell’Hashura

 

Gli iraniani hanno commemorato l’Ashura, il giorno in cui il terzo imam sciita, Hussein, fu martirizzato in una battaglia a Karbala nel 680 d.C. Le cerimonie per l’evento sono iniziate dal 21 agosto, con strade piene di bandiere e striscioni neri.  Quest’anno, a causa della diffusione del coronavirus, i gruppi sono stati avvisati dai funzionari sanitari di osservare i protocolli sanitari, incluso lo svolgimento delle cerimonie in piccoli raduni in aree aperte, con distanze fisiche e mascherine.  Le immagini trasmesse dalle tv hanno ritratto alcuni gruppi osservare i protocolli mentre altri video diffusi sui social media mostrano folle enormi, in cui solo in parte sono state usate le mascherine.





Libia, Haftar viola il cessate il fuoco con il lancio di missili a ovest di Sirte

 

 

Sabato scorso, ad appena una settimana dall’accordo di cessate-il-fuoco siglato il 21 agosto dal presidente del governo di accordo nazionale (GNA) Fayez al Serraj e il presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, le forze del generale Khalifa Haftar (LNA) hanno violato questa tregua lanciando 12 missili grad sulle forze del Gna a ovest della città contesa di Sirte.

Attacco visto subito come un tentativo di Haftar, che è stato escluso dall’accordo, di dimostrare la “debolezza” di Aguila e nel contempo aumentare contro Serraj, le pressioni già alle stelle a causa dell’ondata di proteste in corso a Tripoli contro i disservizi dell’esecutivo del Gna.

Dietro le proteste di Tripoli, secondo il quotidiano panarabo al Quds al Arabi, ci sarebbe la mano di Haftar con “provocatori di Bengasi e di milizie alleate, i quali vogliono alimentare la rabbia verso le istituzioni e far fallire il cessate il fuoco”. Il giornale, di proprietà del Qatar il cui governo è schiarato a fianco di Serraj, nell’ultimo giorno delle proteste a Tripoli alcuni manifestanti sarebbero stati “rapiti da un commando armato, che non si sa a chi faccia capo”.

Il Generale della Cirenaica, secondo Anadolu, agenzia statale di Ankara principale sponsor del GNA, starebbe effettuando una sorta di pulizia etnica a Sirte con l’obbiettivo di mantenere il controllo della città che secondo i termini dell’accordo tra Serraj e Aguila è destinata, assieme a Jufra, ad essere “demilitarizzata”.

Le notizie che arrivano da Sirte riferiscono infatti di continui attacchi, arresti e rapimenti, nonché uccisioni di civili locali. L’ultimo episodio è il tentato arresto da parte dell’LNA di alcuni membri della tribù Qadhadhfa, che ha causato la morte di un cittadino. A seguito di questi eventi, il Consiglio dei notabili di questa tribù, (Gaddadfa, una branca degli Houara, la stessa del defunto dittatore Muammar Gheddafi) ha annunciato formalmente di aver tolto il supporto al Generale.

La risposta del GNA alla violazione della tregua da parte di Haftar è stata prudente: “Il comando delle operazioni è in attesa delle istruzioni del comandante generale (Serraj) per trattare e rispondere alla fonte di fuoco nel luogo e nel tempo adeguato”, ha detto il portavoce delle Operazioni militari del Gna, generale Mohammed Qanunu.

Un giorno prima dell’attacco di Haftar in Sirte, il segretario di stato americano Mike Pompeo ha discusso ad Abu Dhabi con il suo omologo emiratino chiedendo “sostegno all’accordo di tregua in Libia”. Gli Emirati Arabi Uniti, secondo al Quds al Arabi, continuano a sostenere Haftar dopo che il generale è stato abbandonato da due altri alleati chiave come Egitto e Russia.

Sta di fatto, che ad oggi, 8 gironi dopo l’annuncio della tregua, le milizie di Haftar non hanno lasciato le due città contese Sirte e Jufra.





Trump: “Per fermare la violenza nelle città guidate dai Democratici ci vuole la forza”

 

"Il solo modo per fermare la violenza nelle citta’ come Portland guidate dai democratici e’ attraverso la forza!": cosi’ twitta Donald Trump sferrando un durissimo attacco al sindaco di Portland Ted Wheleer proprio mentre il primo cittadino sta tenendo una conferenza stampa in diretta tv sui fatti della scorsa notte. "Trump incoraggia la violenza", ha commentato Wheeler. "Il presidente Trump gridando ’law and order’’ istiga alla violenza. Ora basta!": cosi’ il leader dei senatori democratici Chuck Schumer commenta le parole del presidente americano, per il quale per riportare l’ordine a Portland e porre fine alle proteste serve l’uso della forza. Intanto Portland, comunque,  è sempre più campo di battaglia. Da tre mesi, da quando è montata l’onda delle proteste antirazziste per la morte di George Floyd, la città della West Coast statunitense è teatro di disordini. Sabato notte però c’è scappato il morto, dopo gli scontri esplosi tra i manifestanti del movimento Black Lives Matter e i sostenitori pro Trump arrivati in città a bordo di centinaia di furgoni e pickup. Un corteo che ha invaso le strade del centro e organizzato da diverse organizzazioni, alcune di estrema destra. L’ira del presidente americano, che da settimane invoca l’invio della Guardia Nazionale a Portland, esplode su Twitter: "L’unico modo per riportare l’ordine e fermare la violenza in citta’ guidate dalla sinistra come Portland e’ la forza!".

 





Napoli, 88enne spara ai due figli invalidi e ne uccide uno

 

Ha esploso due colpi di pistola contro i due figli invalidi, uccidendone uno, poi ha chiamato la Polizia per confessare l’accaduto. A sparare è stato un uomo di 88 anni residente alla periferia di Napoli. La vittima aveva 47 anni ed era invalido grave; il fratello, ferito a un braccio e ricoverato in ospedale, ha 51 anni e soffre di un handicap più lieve. Agli agenti il pensionato ha detto di aver agito perché disperato per le condizioni della famiglia e per il futuro dei figli. La Polizia sta svolgendo indagini sulla provenienza dell’arma, una Magnum, con cui l’anziano - che non ha alcun precedente - ha sparato. E’ stato lo stesso 88enne, poco dopo le cinque di stamane, a chiamare il 118 chiedendo un’ambulanza per soccorrere i figli e raccontando di averli feriti. La centrale operativa ha allertato la questura: sul posto, in via Nicolò Garzilli, quartiere Soccavo, sono giunti sia i sanitari che gli agenti. I primi hanno dovuto constatare il decesso di uno dei figli e hanno portato in ospedale l’altro, colpito a un braccio, che non è in pericolo di vita. Al momento della sparatoria in casa era presente anche la moglie dell’anziano, una donna di 79 anni, che non è riuscita a impedire l’omicidio. Entrambi i coniugi si trovano ora al Commissiariato di Polizia San Paolo.





Napoli, colonnello dell’esercito francese al soldo dei russi: arrestato

 

Un tenente colonnello dell’esercito francese di stanza in una base Nato in Italia è stato arrestato in Francia per aver trasmesso informazioni ultrasensibili a un agente dei servizi segreti russi. La notizia, riportata dalla radio ’Europe 1’, è stata commentata dal ministro delle Forze armate francesi, Florence Parly, la quale ha affermato che l’ufficiale è "sotto procedimenti giudiziari" per sospetta violazione delle regole sulla sicurezza. "Abbiamo preso tutte le misure di salvaguardia necessarie", ha affermato Parly. Secondo ’Europe 1’, l’ufficiale è stato incriminato dieci giorni fa ed è attualmente rinchiuso nella prigione ’La Santé’ a Parigi. L’ufficiale francese, sulla cinquantina e padre di cinque figli, ha parenti in Russia e parla correntemente la lingua di questo paese. Era di stanza presso l’Allied Joint Force Command vicino Napoli. Sempre secondo ’Europe 1’, è in Italia che l’uomo sarebbe stato visto avere contatti con una spia russa, per la precisione un agente del Gru, il servizio di intelligence militare.





Incendi ad Altofonte, parla il Sindaco: “Abbiamo subito un attentato, ora stato di calamità”

 

"Appare chiaro a tutti l’attentato che abbiamo subito, non sono servite bombe, armi, ma hanno distrutto il nostro territorio. Dichiareremo lo stato di calamità, perché la montagna per noi era vita, ossigeno, acqua e per tanti lavoro. Un attentato che ci costerà carissimo dal punto di vista di risorse e di cuore". Così la sindaca di Altofonte (Palermo) Angela De Luca dopo l’incendio che ha distrutto centinaia di ettari di polmone verde. "Paesaggi e luoghi che abbiamo percorso con lo sguardo, da bambini, coi nostri figli adesso non ci sono più - dice - L’odore acre del fumo è sui nostri vestiti, sulla nostra pelle, fisso nelle pareti delle nostre case e li resterà per giorni".

"Un pensiero lo voglio rivolgere ai volontari della protezione civile, vigili del fuoco, Croce rossa, 118, impiegati comunali e soprattutto operai forestali che sono ancora impegnati ad Altofonte ed in tutta la Sicilia che ancora brucia sotto i nostri occhi", dice.  "Faremo la conta dei danni, fortunatamente non abbiamo subito vittime umane ma danni a macchine, abitazioni, rete idrica, pubblica illuminazione, strade, e soprattutto la nostra identità, il nostro cuore, la nostra vita", conclude.

La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo sull’incendio. Il magistrato di turno aspetta l’informativa della Polizia giudiziaria per le comunicazioni di reati e poi sarà aperto formalmente il fascicolo che indagherà per incendio doloso.





Terrorismo, arrestati un italiano e un cittadino kuwaitiano a Londra. Velivolo della Ryanair con i due a bordo intercettato dai caccia della Royal Air Force

 

La polizia anti-terrorismo britannica ha reso noto di avere arrestato domenica sera un italiano e un cittadino del Kuwait nell’aeroporto londinese di Stansted. Secondo quanto riporta il Guardian, l’italiano ha 48 anni e il kuwaitiano 34: entrambi erano su un volo della compagnia aerea Ryanair proveniente da Vienna. Il volo, scrive la Bbc, è stato intercettato da aerei da caccia Typhoon della Royal Air Force. Da Scotland Yard fanno sapere che un’inchiesta è in corso. La polizia ha detto che i due sono stati arrestati poco dopo le 19 (ora locale, le 20 in Italia) in seguito ad una segnalazione di una minaccia alla sicurezza a bordo, secondo l’articolo 7 della legge sul terrorismo, che permette alle forze dell’ordine di fermare, perquisire, interrogare e arrestare persone sospette che transitano nei porti e negli aeroporti del Paese.





Migranti, Lampedusa al collasso. Sindaco Martello: “Chiudo tutto”

 

 

 E’ sempre più tesa la situazione a Lampedusa, interessata nelle ultime ore da una grossa ondata di sbarchi di migranti. Sull’isola al momento sono presenti 1.526 immigrati, 370 dei quali arrivati a bordo di un solo barcone. Il sindaco Totò Martello tuona contro il governo nazionale denunciandone “il silenzio” e annunciando la volontà di “chiudere tutto”. 

Nelle prossime ore sono attese in rada altre tre navi per ospitare migranti durante la quarantena, ma Martello spiega: “Non serve a niente mandare le navi-quarantena quando l’hotspot è stracolmo e l’emergenza è già in atto. Va fatto un lavoro preventivo per salvaguardare, innanzitutto, la sicurezza della popolazione che è stanca e preoccupata”. 

Il primo cittadino delle Pelagie torna poi a denunciare la necessità, da mesi, di liberare il porto dai barchini dei migranti che non consentono l’approdo ai pescherecci. 

Ieri sera, intanto, due incrociatori della Guardia di finanza sono approdati nel porto di Lampedusa per cominciare i trasferimenti dall’isola. Il primo gruppo di 130 migranti è già partito in nottata, altri 220 saranno trasferiti in queste ore.





Verso Lampedusa tre navi per la quarantena dei migranti

 

Il ministero dell’Interno "segue con estrema attenzione la grave situazione legata allo sbarco di circa 400 migranti la scorsa notte a Lampedusa". E’ quanto afferma il Viminale, sottolineando che "il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro Luciana Lamorgese hanno deciso di ricorrere all’utilizzo di ulteriori tre navi, in aggiunta alle due già operanti, per la sorveglianza sanitaria dei migranti irregolari in arrivo". A far tornare alta la tensione sull’isola è stato lo sbarco di 370 migranti arrivati sabato notte su un vecchio peschereccio. Il barcone è stato soccorso a 4 miglia dalla costa, mentre rischiava di capovolgersi a causa del forte vento di scirocco. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento delle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, che hanno scortato l’imbarcazione in porto. Le persone a bordo, tra cui 13 donne e 33 minori, sono state trasferite  alla Casa della Fraternità del parroco don Carmelo La Magra.





Maltempo, i Vigili del fuoco rischiano la vita sull’Adige per salvare delle persone finite in acqua. Due dispersi

 

E’ stata una notte di lavoro, quella tra domenica e lunedì, per i vigili del fuoco di Verona che, oltre che nei numerosi interventi in corso per il maltempo che ha colpito il territorio provinciale, sono stati impegnati in due distinte operazioni per il soccorso a persone finite nel fiume Adige. Durante il primo intervento, un vigile del fuoco del soccorso acquatico è stato trascinato dalla corrente e recuperato in buone condizioni di salute a Zevio, sedici chilometri a valle. La prima operazione è scattata intorno alle 21.30, per una persona caduta in acqua all’altezza di Ponte Pietra. La squadra dei vigili del fuoco ha aiutato due poliziotti che avevano provato a prestare aiuto, mentre uno dei soccorritori si è lanciato in acqua raggiungendo e riuscendo a trattenere la persona caduta, nonostante la forte corrente, per una decina di minuti. Ne è scaturita però una colluttazione, che testimonia il gesto forse volontario dell’uomo di lanciarsi in acqua e quindi il tentativo di svincolarsi dalla presa. Più volte il vigile del fuoco è stato trascinato a fondo, fino a quando nella concitazione non si è sganciata la corda di sicurezza tenuta dalla squadra dei vigili del fuoco che operava da terra. A questo punto la persona è riuscita a liberarsi ed è stata vista scomparire tra le acque del fiume in piena. Anche il pompiere, ormai privo di vincoli, è stato trascinato dalla corrente e recuperato verso le 2.15 da un’altra squadra di vigili del fuoco all’altezza di Ponte Perez a Zevio, dopo aver percorso circa sedici chilometri in balia dell’acqua e superato, grazie all’equipaggiamento in dotazione ed all’addestramento in tecniche fluviali, due sbarramenti artificiali. Il pompiere è stato curato per leggera ipotermia e dimesso stamattina dall’ospedale di Borgo Trento. Nel frattempo, alle 23.30 circa, una seconda persona è caduta, anche questa sembra per un gesto volontario, nel fiume Adige dal ponte di San Pancrazio, in un punto in cui le rapide e la corrente non hanno consentito il recupero nonostante l’intervento immediato di più squadre di vigili del fuoco che hanno operato anche a bordo di gommoni. Le ricerche delle due persone disperse sono tuttora in corso anche con l’ausilio di droni e nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco.





Maltempo, riaperta l’Auto Brennero, Nord in ginocchio per piogge e temporali

 

E’ per fortuna rientrato l’allarme per la piena dell’Adige in Alto Adige. Riaperta l’autostrada del Brennero tra San Michele e Bolzano. Il livello del fiume è sceso sotto la soglia d’allarme. Ad Egna l’evacuazione che riguardava circa 400 persone è stata sospesa. La popolazione interessata può quindi tornare nelle proprie abitazioni. Anche le ditte possono riprendere la loro attività.  Restano invece chiuse la ferrovia e la statale del Brennero a nord di Bolzano. Due turisti tedeschi hanno perso la vita in un incidente stradale, avvenuto nella notte sulla statale del Brennero nei pressi di Pineta di Laives, sul percorso alternativo dopo la chiusura dell’autostrada. La loro vettura si è scontrata con due camion con targa straniera. Sono deceduti il padre 45enne e la nonna 67enne. Sono stati ricoverati in ospedale il nonno e il bimbo di 7 anni. Illesi invece i camionisti. L’ondata di maltempo continuerà anche nelle prossime ore. Il Dipartimento della Protezione civile ha infatti emanato un’allerta arancione per questo lunedì, lunedì 31 agosto, per la provincia autonoma di Bolzano, per il Veneto e il Lazio. Previsti ancora piogge e temporali sulle Regioni centro-settentrionali e vento fino a burrasca al Centro-Sud. Atteso anche "un sensibile e generalizzato calo termico". Emanata anche un’allerta gialla in Lombardia, nella Provincia Autonoma di Trento, sul resto del Veneto, in Friuli Venezia Giulia, sul settore orientale dell`Emilia-Romagna, su gran parte della Toscana, nelle Marche, in Umbria, sul resto del Lazio, in Abruzzo, in Molise, nel nord della Puglia, nella Sicilia settentrionale. Con il passare delle ore si affievoliscono le speranze di trovare in vita anche Andrea Galimberti, il cercatore di funghi di 38 anni, originario del Comasco, travolto da un torrente in località lago Delio, in provincia di Varese. Le ricerche, interrotte sabato proprio per il maltempo, sono riprese domenica mattina ma al momento senza risultato.  Sono invece stati dei passanti a trovare un 47enne tramortito da un fulmine, ma vivo, mentre era nel bosco della Valle dell’Inferno, nella Bergamasca. Salvata da una squadra fluviale dei vigili del fuoco una donna caduta nell’Ombrone a Prato mentre tentava di recuperare il suo cane finito in acqua. Domenica pomeriggio forte maltempo in provincia di Bergamo: la grandine ha "imbiancato" i colli della Val Cavallina e dell’Alto Sebino. Qui, sulla statale 42, alcune auto sono rimaste bloccate in un sottopasso. 





Covid,-19, superati negli Usa i sei milioni di contagi, allarme in Francia

 

Gli Stati Uniti hanno superato i sei milioni di casi di contagio da coronavirus. Lo riporta il New York Times. Il numero delle vittime è di oltre 183 mila. Il Paese è il più colpito dalla pandemia, che ha contagiato a livello globale oltre 25 milioni di persone nel mondo e provocato più di 843mila vittime. La pesantezza del bilancio americano potrebbe incidere sul ritmo della scienza: il capo della Fda (Food and Drug Administration, l`ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha annunciato che è possibile che un futuro vaccino contro il coronavirus venga autorizzato per la prima volta negli Stati Uniti secondo un procedura di emergenza, prima della fine degli studi clinici che dovrebbero confermarne la sicurezza e l’efficacia. “Sarà una decisione basata su scienza, medicina, dati. Non sarà una decisione politica", ha detto Stephen Hahn in un’intervista pubblicata dal Financial Times, negando di essere stato sotto pressione dal presidente Donald Trump per autorizzare un vaccino prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre.

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 5.413 nuovi casi di infezione da coronavirus in Francia. Lo ha annunciato il Servizio sanitario nazionale. Il tasso di positivita’ ai tamponi ha raggiunto il 4,1% contro il 4% di sabato e il 3,6% di mercoledì scorso mentre sono stati trovati 40 nuovi focolai nelle ultime 24 ore, dato che porta il totale a 346. L’India ha annunciato 78.512 nuovi casi, leggermente inferiore al record stabilito domenica quando ha registrato il numero giornaliero di infezioni più alto di qualsiasi altro Paese coinvolto nella pandemia. L’India dal 7 agosto sta registrando un trend di contagi in costante crescita, superando i dati sia degli Stati Uniti che del Brasile rispettivamente primo e secondo nella classifica degli Stati più colpiti. 

Il Regno Unito ha registrato ieri 1.715 nuovi casi di coronavirus e un altro decesso: lo riporta la Bbc. Si tratta del più alto numero di infezioni giornaliere dal 4 giugno scorso. Secondo i dati della Johns Hopkins University, il bilancio complessivo dei contagi nel Paese è salito a quota 336.670, inclusi 41.586 morti.  Il Messico ha registrato 4.129 casi di coronavirus e 339 ulteriori decessi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 595.841 e quello dei morti a 64.158.





C’è già una prima scuola chiusa per Covid ed è a Verbania

 

A pochi giorni dall’apertura per i corsi di recupero l’Istituto scolastico Cobianchi di Verbania "sospende le attività didattiche a partire da lunedì 31 agosto 2020 per consentire lo svolgimento di un intervento di sanificazione dei locali, così come previsto dalle attuali normative per il contenimento della pandemia da Covid-19". Ad annunciarlo sul sito dell’istituto il dirigente scolastico Vincenza Maselli che spiega: "l’intervento si è reso necessario poiché un utente, entrato recentemente in Istituto, è risultato positivo al virus Covid-19. "La sicurezza degli alunni e di tutto il personale scolastico è, per l’istituto Cobianchi, prioritaria rispetto a qualsiasi altro interesse", aggiunge Maselli precisando che "la riapertura della scuola avverrà quando saranno terminati i lavori di sanificazione e si potrà così garantire l’accesso in totale sicurezza. La data verrà comunicata il prima possibile", conclude il dirigente scolastico.





Sileri: aumentare i tamponi e mascherina anche all’aperto

 

 Il piano nazionale di tamponi elaborato dal microbiologo Andrea Crisanti “è una proposta che ci ha inviato di sua iniziativa, ma sono d’accordo sulla necessità di aumentare i tamponi, anche oltre i 300 mila al giorno nel periodo dell’influenza stagionale. Nel piano si propone poi di creare un tavolo di coordinamento nazionale gestito da Roma. Quello attivo in questo momento ha subito un frazionamento regionale che non lo ha reso sempre efficace. Sui tamponi stiamo lavorando a un buon ritmo, ma servirà un aumento”. Così il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri intervistato dalla Stampa.

“Per me – spiega – chi deve effettuare un tampone può farlo privatamente. I dati raccolti però devono essere convogliati in un unico database e trasmessi alle Asl”.

“Il Cts – prosegue – sta lavorando a delle linee guida per indirizzare le Regioni” sugli esami da fare “e spero lo faccia anche in base alle categorie di lavoratori. Dovremmo fare dei tamponi random in quei luoghi di lavoro dove si è più a contatto con il pubblico, indipendentemente dai sintomi o altri criteri.

Verrebbero individuati dei ‘soggetti sentinella’ sul territorio, sia nel pubblico che nel privato, grazie ai quali poter scoprire in tempi brevi nuovi focolai. Sarebbero su base volontaria, sperando ci sia buon senso”.

Riguardo un possibile inasprimento delle misure anti-Covid, per Sileri “i contagi saliranno sicuramente, ma se i focolai resteranno sotto controllo, non ce ne sarà bisogno. Semmai rivedrei l’obbligatorietà della mascherina, che va messa sempre in caso di assembramenti. Limitarne l’obbligo all’orario della movida non ha senso. Se siamo al mercato in mezzo a tanta gente alle 11 del mattino, che differenza c’è?”.

 





Giustizia, i penalisti contro la paralisi dei Tribunali

 

Il presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane Gian Domenico Caiazza ha scritto a tutti i presidenti delle Camere penali territoriali italiane per il rilancio delle iniziative dell’Unione per la piena ripresa delle attività giudiziarie, con la richiesta di monitoraggio in ogni singolo ufficio giudiziario dell’attività, e delle relative modalità, delle cancellerie e delle segreterie, e della celebrazione o meno delle udienze e delle eventuali motivazioni ed entità del rinvio delle stesse. Nella lettera, inoltre, punta il dito contro l’autentico "scandalo che si sta consumando nel Paese: la deliberata, irresponsabile paralisi della giurisdizione". "Le premesse della (formale) ripresa dell’attività giudiziaria sembrano replicare, se non peggiorare, quanto ci siamo appena lasciati alle spalle - si legge nella lettera di Caiazza - Il sintomo più significativo è che si parli della ripresa di ogni possibile attività - scuola, discoteche, trasporti pubblici, alberghi, ristoranti - fuorché di quella giudiziaria. Ed anzi i segnali di aumento dei contagi (ma forse sarebbe più corretto dire: di aumentato numero dei contagi rilevati con tampone) preludono al peggio". 

"Il ministro della Giustizia tace, e dunque tempi, modi e numeri della ripresa sono letteralmente affidati, come fino ad oggi, all’arbitrio dei singoli uffici giudiziari, e soprattutto alle determinazioni dei sindacati del pubblico impiego", continua. "Non possiamo consentire che questo scempio accada, e che si confermi nella considerazione generale della pubblica opinione la marginalità del ’servizio Giustizia’ - aggiunge Caiazza - Il Paese ha maturato una idea talmente ancillare rispetto alla Magistratura, una delega fiduciaria a tal punto incondizionata, da considerare il servizio giustizia questione sulla quale non vi è da discutere: se le cose vanno così, vorrà dire che così devono andare, e di più non si può pretendere".

"La Giunta dell’Ucpi intende rilanciare fortemente la propria iniziativa sul tema della piena ripresa delle attività giudiziarie, le quali non possono e non devono sottrarsi alla doverosa presa d’atto della necessaria convivenza endemica con l’infezione che attende l’intera comunità sociale (mondiale!) almeno per il prossimo anno - prosegue - Si adottino le più efficaci misure di precauzione sanitaria, che ormai ben conosciamo e che in realtà sono anche banali e poco dispendiose se rispettate con rigore, ma si riprenda senza più riserve ed indugi a pieno regime".

"Ti chiediamo dunque - afferma ancora Caiazza nella lettera ai presidenti delle Camere penali territoriali - di monitorare con grande accuratezza ciò che accade nel tuo Foro di appartenenza a partire da martedì 1 settembre. Ti invitiamo anzi a richiedere subito un incontro con i vertici degli Uffici Giudiziari del tuo Foro per avere contezza dello stato dell’arte e delle prospettive di ripresa. Ti invitiamo a raccogliere dati con molta accuratezza, di verificare quali cancellerie e segreterie hanno ripreso, quali no ed in tale ultimo caso perché e con quali formali motivazioni. Ti invitiamo anche a monitorare se le udienze già fissate si celebrino regolarmente, e se rinviate con quali motivazioni e con quale entità di rinvio".

"La preghiera è di relazionarci già entro la sera di venerdì 4 settembre o al più tardi sabato 5 settembre, già tuttavia predisponendoti, con il tuo direttivo e con tutti gli iscritti che riterrete di coinvolgere, per analogo monitoraggio anche nella settimana successiva - conclude - Ti prego di considerare questa nostra iniziativa come assolutamente prioritaria, e meritevole del massimo impegno. Le 131 Camere Penali italiane sapranno raccontare alla pubblica opinione la verità e la straordinaria gravità di questo autentico scandalo che si sta consumando nel Paese: la deliberata, irresponsabile paralisi della giurisdizione".





Su Mediobanca da Banca d’Italia nessun ostruzionismo

 

L’ok all’aumento della quota di Delfin nel capitale di Mediobanca è stato dato dalla Bce "su conforme proposta della Banca d’Italia", che replica ad alcune "ricostruzioni non corrette" precisando che l’istituto "non ha, per quanto ovvio, aperto alcun ostruzionismo, né rigettato precedente richieste di Delfin, mai formulate". Lo si legge una nota "fact checking" pubblicata dalla Banca d’Italia sul proprio sito nel quale l’istituto spiega che con l’autorizzazione data dalla Bce "Delfin potrà aumentare la propria partecipazione senza raggiungere o superare la soglia del 20% e senza esercitare il controllo, neppure di fatto, su Mediobanca, facoltà per le quali sarebbe necessaria un’ulteriore e previa istanza autorizzativa". "In ragione della dimensione e della natura dell’acquisto prospettato - aggiunge Bankitalia - Delfin non era tenuta a presentare un piano industriale alle autorità di vigilanza. L’autorità di vigilanza valuterà con particolare attenzione l’eventualità che il voto di Delfin risulti determinante nella nomina della maggioranza degli organi sociali di Mediobanca". 





L’epidemia di Covid brucerà, secondo Confcommercio, 116 miliardi di consumi

 

 

L’epidemia da Covid 19 brucerà nel 2020 116 miliardi di consumi con una media di 1.900 euro a testa. Lo calcola la Confcommercio: in una nota sottolinea che se a livello nazionale il calo dei consumi sarà del 10,9% rispetto al 2019 (per una perdita di 116 miliardi) il maggior calo percentuale si avrà nel Trentino (-16%) mentre il Molise registrerà un calo del 7,2%. il Nord è l’area più penalizzata (-11,7%).

Con quasi il 60% del calo complessivo concentrato nelle sue 8 regioni e con la Lombardia che registra la maggiore perdita in valore assoluto (- 22,6 miliardi di consumi), il Nord guida questa triste classifica, mentre nel Mezzogiorno la riduzione della spesa è più contenuta (-8,5%). "Il quadro complessivo - afferma l’Associazione - appare sconfortante e in tutti i territori, per differenti ragioni, dovrebbero trascorrere almeno cinque anni per tornare ai livelli di spesa pro capite del 2019". "Nessuna area del Paese è stata risparmiata dalle conseguenze del Covid. Nell’anno in corsoperderemo oltre 116 miliardi di consumi e circa 9,5 punti di Pil", afferma in una nota il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli."Per tornare a crescere, grazie anche ai fondi europei - avverte - servono provvedimenti più incisivi e rapidi nella loro applicazione. Il tempo non gioca a nostro favore e i nodi fiscali e burocratici che rallentano la crescita devono ancora essere risolti":





Deflazione in agguato, l’Istat registra un aumento dei prezzi al consumo del + 0,3%, ma sull’anno e un -0,5%

 

Secondo le stime preliminari, nel mese di agosto 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,5% su base annua (da -0,4% del mese precedente).

In un quadro che vede l’inflazione negativa ancora determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (stabili a -13,6%) e di quelli non regolamentati (da -9,0% a -8,6%), l’ampliarsi della flessione dell’indice generale si deve prevalentemente al calo più netto dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da -0,9% a -2,3%). Si confermano invece in crescita i prezzi sia dei beni alimentari lavorati (in lieve accelerazione da +0,6% a +0,8%) sia di quelli non lavorati (che rallentano da +2,5% a +2,0%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano entrambe, rispettivamente da +0,4% a +0,3% e da +0,6% a +0,4%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,0%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%), a causa di fattori stagionali, solo in parte compensato dal calo dei Beni alimentari non lavorati (-0,6%).

L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente (da +1,2% a +1,1%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono stabili a -0,1%.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,3% su base mensile, a causa principalmente dell’avvio dei saldi estivi di abbigliamento e calzature (di cui il NIC non tiene conto) e dello 0,5% su base annua (da +0,8% di luglio). Anche l’inversione di tendenza dell’IPCA, che si allinea così all’indice NIC, è dovuta ai prezzi di abbigliamento e calzature che registrano infatti un forte rallentamento tendenziale causato dall’avvio ritardato rispetto allo scorso anno dei saldi estivi nella maggior parte delle regioni. Ciò produce un calo congiunturale dei prezzi di questo comparto merceologico (-18,6%) molto più ampio di quello di agosto 2019 quando fu pari a -6,6%, poiché i saldi iniziarono nel mese di luglio in tutte le regioni e il calo congiunturale maggiore fu registrato in quel mese.




Pil, Istat: nel II trimestre -12,8%, mai così male dal 1995

 

Nel secondo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% nei confronti del secondo trimestre del 2019. Si tratta di flessioni mai registrate dal 1995. Lo ha reso noto l’Istat che ha rivisto al ribasso la stima preliminare della variazione congiunturale del Pil diffusa il 31 luglio che era stata del -12,4% mentre quella tendenziale del -17,3%.

Il secondo trimestre del 2020 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti del secondo trimestre del 2019.

La variazione acquisita per il 2020 è pari a -14,7%.

“La stima completa dei conti economici trimestrali conferma – è il commento dell’Istat – la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel secondo trimestre per gli effetti economici dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate, con flessioni del 12,8% in termini congiunturali e del 17,7% in termini tendenziali, mai registrate dal 1995”.

A trascinare la caduta del Pil “è stata soprattutto la domanda interna, con un apporto particolarmente negativo dei consumi privati e contributi negativi rilevanti di investimenti e variazione delle scorte. Anche la domanda estera ha fornito un apporto negativo, per la riduzione delle esportazioni più decisa di quella delle importazioni.La contrazione dell’attività produttiva si è accompagnata a una marcata riduzione dell’input di lavoro in termini di Ula e ore lavorate, mentre le posizioni lavorative hanno subito un calo meno marcato”.

Nel secondo trimestre, il Pil è diminuito in termini congiunturali del 9,1% negli Stati Uniti, del 13,8% in Francia e del 9,7% in Germania. In termini tendenziali, si è registrata una diminuizione del 9,1% negli Stati Uniti, dell’11,3% in Germania e del 19% in Francia. Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area Euro è diminuito del 12,1% rispetto al trimestre precedente e del 15% nel confronto con il secondo trimestre del 2019.

 




Renzi: “Referendum su parlamentari è barzelletta, fa ridere”

 

 

“La strategia di Zingaretti è logica, lui vuole il proporzionale e allora gli ho detto: bene, mettiamo il sistema tedesco con la fine del bicameralismo e la sfiducia costruttiva. Il referendum è una barzelletta, ridurre il numero dei parlamentari e lasciare il bicameralismo perfetto fa ridere”. Lo ha detto Matteo Renzi ad Arezzo, presentando le liste di Italia Viva in Toscana per le prossime regionali.




Referendum, Berlusconi: “Taglio così riduce libertà e democrazia”

 

“Non mi sono ancora pronunciato sul referendum e sto riflettendo molto su questo tema: il taglio dei parlamentari lo avevamo già realizzato noi con la riforma costituzionale del 2006, cancellata dalla sinistra con un referendum. Era un taglio che si inseriva in una riforma organica della democrazia parlamentare. Fatto così, come lo vogliono i grillini, rischia di essere solo un atto di demagogia che limita la rappresentanza, riduce la libertà e la nostra democrazia”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una intervista alla Nazione.





Di Maio: “Solo con il sì avremo una nuova legge eelttorale”

  

“Se passasse il NO nulla verrebbe più cambiato, solo con il SÌ ci resta la speranza”. Ad affermarlo non è un esponente del MoVimento, ma la costituzionalista Lorenza Carlassare. E ha perfettamente ragione. Solo votando SÌ al referendum per la riduzione di 345 parlamentari, riusciremo poi a tagliare anche gli stipendi di tutti gli altri politici. Solo votando SÌ il 20 e il 21 settembre riusciremo a cambiare l’Italia, ad avere una nuova legge elettorale e a normalizzare il nostro Paese. Oggi abbiamo il più alto numero di parlamentari eletti di tutta Europa. Paghiamo 300mila euro al giorno per mantenere 345 seggi inutili, 345 maxi-mensilità, pensioni e privilegi che gli altri Stati non hanno. Perché dobbiamo rimanere indietro? Perché non possiamo finalmente scegliere di cambiare? IO VOTO SÌ”. Così un post su Facebook di Luigi Di Maio.





Conte esclude lockdown: “Paese deve correre in sicurezza”

 

 In Italia si sta registrando un aumento dei contagi da coronavirus, che Palazzo Chigi tiene costantemente sotto osservazione, ma che al momento non lascia presagire scenari simili a quelli della Francia. E se il presidente francese Emmanuel Macron non esclude la possibilità di un secondo lockdown nazionale, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – svela il Corriere della Sera in un retroscena pubblicato a pagina 3 – ribadisce di non riscontare alcuna prospettiva di nuova chiusura completa delle attività. 

Il giudizio del premier, secondo il Corriere della Sera, si basa sul fatto che all’aumento dei casi non corrisponde per ora quello dei ricoveri. Un secondo lockdown è quindi da escludere, scuola e attività economiche non si fermeranno. “Con il nostro sistema siamo fiduciosi di poter affrontare l’autunno con prudenza ma senza limitare le attività economiche”, le parole attribuite a Conte, “Dobbiamo rispettare le minime regole precauzionali vigenti che ci consentiranno di assecondare la ripresa che si è già manifestata nei mesi scorsi, come certificato dall’Istat. Il Paese deve correre in sicurezza”. 

Secondo gli uffici di Palazzo Chigi, si è “fin qui lavorato in modo metodico, nel segno della precauzione. Siamo gli unici ad aver elaborato un meccanismo di monitoraggio della curva del contagio sofisticato, basato su 21 parametri che restituiscono un’analisi del rischio dettagliata, che scende in valutazioni territoriali anche molto circoscritte”.

 





Fico: "Scuola importante, non può diventare terreno di scontro"

 “La scuola è troppo importante per diventare un terreno di scontro. Avviare l’anno scolastico in sicurezza deve essere obiettivo comune: mi riferisco a governo, forze politiche, regioni ed enti locali, ma anche presidi e docenti. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte: stiamo parlando della formazione, della crescita e del futuro dei ragazzi e quindi del Paese. Non è un tema di propaganda”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il presidente della Camera, Roberto Fico. “Ci tengo a esprimere la mia solidarietà alla ministra” Lucia Azzolina “per gli insopportabili e squallidi insulti sessisti ricevuti, che niente hanno a che vedere con la contrapposizione politica”, conclude.





Mattarella: “La scuola è risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale”

 

"La comunità della scuola è risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale, proprio in quanto veicolo insostituibile di socialità per i bambini e i ragazzi: ne comprendiamo ancor più l’importanza dopo le chiusure imposte dalla pandemia. Esempi come quello di Maria Montessori esortano ad affrontare efficacemente le responsabilità di questo momento difficile". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione in occasione del 150/mo anniversario della nascita di Maria Montessori.

"Maria Montessori - ricorda il Capo dello Stato - nasceva centocinquanta anni fa, a Chiaravalle. La sua umanità, i suoi studi, la sua coraggiosa esperienza di educatrice, hanno impresso un segno profondo nelle scienze pedagogiche e indicato orizzonti nuovi per la scuola, a beneficio di milioni di giovani in ogni parte del mondo, che hanno potuto e saputo accrescere in piena libertà la loro personalità. Proprio negli anni più duri del Novecento Maria Montessori è riuscita a infrangere antichi pregiudizi, dimostrando la irragionevolezza di metodi di insegnamento basati sull’autoritarismo e contrastando pratiche di emarginazione ai danni di chi era sofferente o veniva considerato diverso, aprendo la strada a un percorso di crescita dei bambini basato sulla piena espressione della loro creatività, nella formazione responsabile alla socialità".





Non si comprano più neppure zaini e diari

 

L’incertezza sull’avvio delle lezioni scolastiche sta facendo sentire i suoi effetti sugli acquisti dei kit per gli alunni: dagli zaini ai diari, dalle penne ai libri. Secondo le federazioni di settore aderenti a Confcommercio, che rappresentano le cartolibrerie e le librerie in tutta Italia, le vendite di materiale scolastico calano del 40%, con differenziazioni a livello regionale. La situazione è migliore per i libri scolastici, anche se i tempi di acquisto sono ritardati. Secondo Federcartolai, nelle vendite di materiale scolastico si registra un meno 40% di fatturato, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La situazione su territorio è a macchia di leopardo. Regioni come Calabria, Sicilia e Sardegna hanno delle perdite significative di vendite di zaini, diari e cancelleria dal 50 al 60% e per testi scolastici si va da 30 al 35% in meno di prenotazioni. In Centro Italia, Toscana,  Emilia, e al Nord,  Piemonte Veneto, Lombardia e Liguria le perdite sono più contenute, dal 40 al 50%, per il materiale scolastico, invece per i libri scolastici vi è stato un buon recupero anche considerato che molte cartolibrerie si sono convertite a vendere libri usati, causa Covid e minor disponibilità economica". La federazione prevede che entro fine anno vi sarà un 5% in meno di cartolibrerie aperte. Per quanto riguarda i libri, Ali Confcommercio riscontra in queste settimane il desiderio delle famiglie di garantire ai figli un avvio dell’anno scolastico ordinato e con tutto il corredo di libri pronto sia nuovi che usati. Se però da un lato le famiglie sono solerti nell’ordinare, si nota una maggiore lentezza nel ritiro dei testi pronti. Tra le cause, i dubbi che alcuni hanno sollevato sul corretto avvio dell’anno scolastico.





Politica industriale? Da 20 anni non c’è. Lo studio di Unindustria

 

Il prodotto interno lordo italiano tornerà alla fine dell’anno sotto i livelli del 2000, quando l’economia del nostro Paese cresceva del 4%. Dieci anni più tardi, nel 2010, il Pil è aumentato al ritmo dell’1,8% e alla fine del 2020 dovrebbe registrarsi un brusco calo del 12%. L’inflazione è passata dal 2,2% del 2000 all’1,8% del 2010, mentre quest’anno dovrebbe fermarsi poco sopra soglia zero (0,2%). In calo gli investimenti, dal 20,8 del Pil del 2000 al 18% del 2018, mentre resta alta la quota di risparmi, stabile sopra il 20% del Pil. Questi i dati principali di una ricerca del Centro Studi di Unimpresa sul ventennio 2000-2020 – in cui si denuncia l’assenza di una politica industriale – secondo la quale anche sul fronte delle finanze statali si sono registrati contraccolpi negativi.
Il debito pubblico si attestava al 91% del Pil nel 2000, al 112% nel 2010 e, alla fine di quest’anno, dovrebbe salire fino al 150-160%; tra il 2000 e il 2020 la spesa per la previdenza e per le pensioni è passata dal 15% al 22% del Pil. L’unico elemento positivo è quello relativo all’occupazione: il tasso di occupazione era al 57,2% nel 2000 e oggi si attesta al 63,2%, anche se questo dato non tiene conti degli inattivi e di quanti, smettendo di cercare un impiego, escono dal mercato del lavoro, restringendo, così, il bacino dei potenziali lavoratori.  “Gli effetti nefasti della pandemia si sono sommati alle carenze strutturali di un sistema-Paese, che, negli ultimi vent’anni, di fronte alle sfide della globalizzazione e ai ‘paletti’ europei, senza avere la capacità di raccogliere gli stimoli positivi dell’Unione, non ha avuto uno straccio di politica industriale, coerente, continuativa e flessibile” commenta il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro. “L’economia e la società italiana stanno disperatamente tentando di uscire dal periodo più buio dal secondo dopoguerra. La produzione nazionale quest’anno – si legge in un lungo paper di Lauro pubblicato sul sito dell’associazione – è in caduta senza precedenti, stimata in un -12%, e il prossimo non ci si aspetta che recuperi se non una frazione di quanto perduto. L’esclusione dal lavoro tra disoccupati e inoccupati ha raggiunto i limiti della tollerabilità, molte imprese hanno dovuto chiudere i battenti e ben difficilmente li riapriranno, i redditi si riducono, i debiti insoluti stanno aprendo voragini nei bilanci delle banche e il debito pubblico viaggia verso vette da cui non si può scendere senza farsi molto male”. 





Pil, Gualtieri: “Ci sarà un forte rimbalzo nel terzo trimestre”

 

 “I dati sulle entrate tributarie si aggiungono ad altre evidenze che ci consentono di auspicare un forte rimbalzo del Pil nel terzo trimestre, dopo la caduta del secondo trimestre confermata dai dati odierni dell’Istat che apportano alla precedente stima una revisione molto contenuta”.

E’ il commento del ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, ai dati duffusi dall’Istat sul Pil del II trimestre del 2020.

“I consumi interni delle famiglie italiane nei mesi di luglio e agosto si sono riavvicinati ai livelli pre-crisi, anche oltrepassandoli in alcune componenti ad agosto. Al contempo, gli ordinativi e le aspettative delle imprese, pur rimanendo inferiori al normale, sono ulteriormente saliti nel bimestre.

Credo che si debba dare atto al sistema Paese di aver lavorato unito per far fronte ad una situazione senza precedenti. Tengo a ringraziare in particolar modo gli intermediari per il lavoro straordinario svolto in questi mesi difficili, per far sì che cittadini e imprese beneficiassero delle misure predisposte dal Governo e dal Parlamento. La crisi Covid non è finita, ma i risultati sin qui ottenuti ci spronano ad andare avanti con grande impegno per affrontare al meglio i prossimi mesi, che si preannunciano molto impegnativi ma da cui il nostro Paese può uscire ulteriormente rafforzato”, ha concluso.





Covid-19 e riapertura delle scuole, ecco le linee guida nell’area Ue

 

 

Uso di mascherine dove appropriato; a casa se malati; politiche specifiche per bambini a rischio e con bisogni speciali, ma anche per gli insegnanti vulnerabili alle infezioni per particolari problematiche di salute; necessità di essere pronti alla didattica online da usare in caso di chiusure, per docenti e bimbi fragili, e in caso di aule piccole che richiedono l’alternanza dei bambini per rispettare il distanziamento. Sono alcune delle misure da considerare per una scuola sicura ai tempi di Covid-19, secondo quanto spiegano Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, e il ministro della Salute Roberto Speranza, che hanno co-presieduto il vertice virtuale di oggi fra i 53 Stati membri della Regione europea.  "Riconosciamo che molti genitori, educatori e bambini stessi hanno molte preoccupazioni e ansie riguardo all’andare a scuola in questi tempi - osservano Speranza e Kluge, riportando in una dichiarazione congiunta i principali esiti del meeting online - Pertanto, oggi ci siamo incontrati virtualmente con i rappresentanti degli Stati membri per sviluppare una cornice" di riferimento "per garantire la sicurezza e il benessere dei bambini, delle loro famiglie e delle comunità. Ribadiamo che le nostre discussioni sono guidate dal miglior interesse del bambino e da considerazioni di salute pubblica generale, informate da evidenze intersettoriali e specifiche al contesto".

"Abbiamo convenuto - spiegano Kluge e Speranza - che esiste un’ampia gamma di misure che possono essere prese in considerazione per la riduzione del rischio negli ambienti scolastici". Su tutte: "Le misure protettive che vanno dall’igiene delle mani al distanziamento fisico, l’uso di mascherine dove appropriato, la permanenza a casa in caso di malattia - elencano - sono le pietre angolari di un’istruzione scolastica sicura" in un periodo di convivenza con Covid-19. Altro punto importante per il ministro italiano e il direttore di Oms Europa: "Dovranno essere attuate politiche specifiche per i bambini a rischio con esigenze di apprendimento speciali o particolari condizioni di salute, nonché per gli educatori con problemi di salute che li rendono vulnerabili a infezioni più gravi". Ancora, si mette l’accento sulle lezioni online come strumento per garantire continuità nell’istruzione per tutti quanti e in caso si debbano mettere in atto quarantene di classe o d’istituto: "E’ realistico prepararsi e fare piani per rendere disponibile la didattica online a integrazione dell’apprendimento in aula nel prossimo anno scolastico".

"Ciò sarà necessario durante le chiusure temporanee - dicono Speranza e Kluge - può essere un’alternativa per bambini e insegnanti con condizioni di salute particolari, può essere necessario durante quarantene episodiche e può integrare l’apprendimento scolastico in circostanze in cui i bambini alternano la loro presenza a scuola" a periodi a casa "per rispettare le esigenze di distanziamento fisico nelle aule più piccole". Infine, concludono, "l’importante collegamento tra i settori della salute e dell’istruzione continuerà a crescere mentre navighiamo nella nuova realtà post Covid-19. Ci impegniamo a lavorare in tutti i settori per soddisfare le esigenze dei bambini".

"Mettendo in cima alla nostra agenda la questione della scuola durante la pandemia, stiamo dimostrando che vogliamo garantire che i bambini e gli adolescenti non siano lasciati indietro mentre il mondo continua a lottare contro Covid-19", assicurano Kluge e Speranza. Uno dei punti principali dell’impegno messo in campo è "preservare l’equità come principio guida fondamentale per garantire che le popolazioni svantaggiate non siano ulteriormente svantaggiate". Gli effetti dannosi della pandemia, sottolineano in una dichiarazione congiunga, "non sono stati distribuiti equamente. I bambini che vivono in situazioni vulnerabili continuano ad essere colpiti in modo sproporzionato in relazione sia agli esiti di salute a lungo termine sia alle sfide con l’apprendimento a distanza", entrambi dovuti a gap come "la povertà digitale e le difficoltà per i genitori nell’assistere" i figli "nel processo di apprendimento. Le sfide nell’accesso al sostegno educativo sono state più grandi anche per i bambini che convivono con problemi di salute e disabilità. Affrontare queste disparità deve essere fondamentale per qualsiasi tentativo di riaprire le scuole in sicurezza", incalzano.

"Ci impegniamo - promettono Kluge e Speranza, a nome di tutti gli Stati membri della Regione europea - a costruire una coalizione tra i nostri Stati membri per informare delle nostre azioni e andare avanti congiuntamente per attuare le migliori misure possibili sull’offerta di un’istruzione scolastica sicura per tutti, compresi i nostri bambini". E ancora, Kluge e Speranza parlano di "convenire su un set di dati unificato per saperne di più sull’impatto di Covid-19 sui bambini, le famiglie e le comunità per meglio informare le politiche future". Infine un pensiero per genitori e docenti: "Apprezziamo sinceramente gli sforzi instancabili per preservare l’infanzia e, nonostante gli ostacoli, per garantire ai bambini continuità nell’accesso all’apprendimento". Il grazie è anche per "gli operatori sanitari che continuano a mantenere le nostre comunità al sicuro".

 





Covid-19, i contagi sotto quota mille (996) le vittime sono sei

 

Covid, i nuovi contagi scendono sotto quota mille. Sono stati 996 nelle ultime 24 ore, mentre i morti sono stati 6. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino del ministero della Salute, pubblicato sul sito della Protezione Civile.