Due arresti per le molotov lanciate contro due palazzi a Casa Bertone

 

Un 33enne in carcere, un 41enne agli arresti domiciliari e due ragazzi di 25 e 26 anni denunciati a piede libero, accusati, a vario titolo, di incendio aggravato, fabbricazione e porto illegale in luogo pubblico di congegni equiparati alle armi da guerra e favoreggiamento personale. E’ il risultato di un’indagine dei Carabinieri della Compagnia Roma piazza Dante, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, scaturita la mattina del 29 giugno scorso, quando i militari intervennero in due abitazioni di via De Dominicis, zona Casal Bertone, dove qualche ora prima, ignoti avevano lanciato delle bottiglie incendiarie. 

Di fondamentale importanza, oltre alle tracce repertate sul posto, le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Dalle immagini, i Carabinieri hanno potuto ricostruire che, nella serata precedente, nei pressi di un bar della zona, il gruppetto dei 4 romani ebbe una discussione animata con alcuni cittadini albanesi, avendo la peggio: uno degli italiani, in particolare, fu colpito al volto da un pugno. 

Gli italiani, determinati a vendicare l’affronto subìto, acquistarono delle bottiglie di birra e un accendino in un bar, poi raggiunsero le presunte abitazioni dei cittadini albanesi verso cui lanciarono le bottiglie incendiarie che fabbricarono lungo il percorso. 

Durante il sopralluogo, i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante repertarono un frammento di stoffa, che era stato utilizzato come “stoppino” per le bottiglie incendiarie e che è stato immediatamente ricondotto ad una bandana per capelli indossata da uno dei responsabili del raid, immortalata anche dalle telecamere di sorveglianza. 

Oltre alle due persone colpite dalle misure cautelari, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero i due giovani di 25 e 26 anni poiché ritenuti responsabili di favoreggiamento per aver cercato di eludere le indagini per “coprire” gli esecutori materiali dell’atto incendiario.

 





Operazione contro l’abusivismo della Polizia di Roma Capitale

 

Proseguono gli interventi della Polizia Locale volti a ripristinare decoro e legalità sul territorio capitolino, in modo particolare nelle aree maggiormente interessate da fenomeni di abusivismo: Colosseo, Fori Imperiali, vie e piazze del Centro Storico, da Piazza del Popolo a Fontana di Trevi, ma anche Isola Tiberina, Castel Sant’Angelo, Via della Conciliazione, Porta Angelica, Piazza Risorgimento e Musei Vaticani. 

Le pattuglie del GSSU, del PICS, del Gruppo Centro ( ex Prati e ex Trevi) sono impegnate senza sosta nel contrasto delle attività illecite, con interventi atti ad impedire la rete organizzativa degli abusivi, che con vedette e stratagemmi di vario genere tentano di sottrarsi ai controlli e all’identificazione, per continuare a vendere indisturbati. 

Negli ultimi due giorni gli agenti hanno sequestrato circa 5.000 articoli, tra braccialetti, cappelli, giocattoli , accessori di elettronica. Numerose le bottiglie d’acqua ritirate dal commercio, vendute a caro prezzo, congelate e scongelate diverse volte, aspetto che altera la conservazione del liquido, mettendo a rischio la salute dei consumatori. 

Oltre ai sequestri amministrativi sono scattati quelli penali, per portafogli e borse dal marchio contraffatto. Indagini sono in corso per ricostruire la filiera del falso. 

Oltre 10 gli ordini di allontanamento ( Daspo urbani) , soprattutto nelle aree di Colosseo e Fori Imperiali, dove sono state sequestrate due armature da gladiatore e sanzionato un centurione per non aver ottemperato al regolamento di polizia urbana, che vieta questo tipo di attività. Le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni. 

 





Servizio notifiche, l’Antitrust plaude all’annullamento della Gara della Prefettura di Roma

 

L’Antitrust in una nota “esprime il proprio compiacimento per il comportamento tenuto dalla Prefettura di Roma di seguito al parere ad essa inviato relativo ad una recente gara dalla medesima indetta per l’affidamento del servizio di gestione integrata delle notifiche degli atti giudiziari, sull’intero territorio nazionale per il periodo primo luglio 2020-31 dicembre 2020”. La gara è stata infatti annullata e rinnovata secondo i rilievi formulati dalla Autorità che, nel parere del 14 luglio scorso, aveva evidenziato come alcune previsioni contenute negli atti della gara non rispondessero all’esigenza di favorire la più ampia partecipazione dei potenziali operatori interessati, risultando in contrasto con i principi di libera concorrenza, di non discriminazione e di parità di trattamento. 

L’Autorità, più precisamente, aveva ritenuto che le prescrizioni della gara – nel prevedere tra i requisiti di accesso, il possesso da parte degli operatori postali privati di un numero minimo di punti di giacenza fisici, quale unica modalità di recapito degli atti inesitati – non tenevano conto della possibilità di avvalersi al riguardo, delle “modalità alternative” previste dall’Agicom. 

“Tali previsioni – scrive l’Antitrust – apparivano, dunque, discriminatorie a favore del fornitore del Servizio Universale, Poste Italiane, ostacolando la piena partecipazione degli operatori postali privati”. 

 





Salaria al buio, Assotutela presenta un esposto in Procura a Roma

 

 “Ancora una volta questa associazione, anche alla luce di nuove segnalazioni cittadine, si ritrova a denunciare mediaticamente situazioni di precarietà infrastrutturale nella Capitale d’Italia. In particolare, sulla via Salaria, tra i più importanti asset di mobilità capitolina. La scorsa notte, infatti, numerosi i lampioni spenti e tratti di strada al buio lungo il suo tracciato. A nostro giudizio, si tratta di una situazione grave e pericolosa, che diminuisce in maniera sensibile la percezione di sicurezza di automobilisti e centauri. Per questa ragione, chiediamo alle istituzioni competenti le motivazioni di questa precarietà e sollecitiamo, al contempo, un intervento quanto più rapido e tempestivo possibile al fine di risolvere questa delicata problematica. Altrimenti sarà nostra premura presentare un esposto in Procura della Repubblica di Roma al fine di comprendere le responsabilità di tali mancanze e tutelare, al contempo, i diritti dei cittadini che – lo ricordiamo – pagano le tasse nella speranza di ottenere servizi di qualità”. Così, in una nota, il presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato. 





Baglio(Pd): “Presentata interrogazione su rischio crollo 50mila alberi a Roma”

 

 “La situazione alberature a Roma è preoccupante, soprattutto nelle scuole. ‘Come pini di Roma, la vita non li spezza’ così cantava Venditti, ma a quanto pare non è più così. La mappatura delle scuole a rischio sicurezza per crollo alberi è capillarizzata in tutta la Capitale: dall’Eur a Casal Bruciato, sono diversi gli istituti a non essere pronti per la prossima riapertura scolastica, in pochi municipi è partita solo ora la manutenzione e la messa in sicurezza delle alberature”. Così in una nota la consigliera del Pd capitolino Valeria Baglio “La situazione è seria in tutta Roma – continua Baglio – 50 mila alberi rischiano di essere abbattuti. Questo è il referto dell’esperto in scienze forestali Pierfrancesco Malandrino che ha lanciato l’allarme sullo stato di salute degli alberi di Roma. Notizia che preoccupa, il rischio crollo minaccia la sicurezza dei cittadini e degli alunni e Roma rischia di perdere un patrimonio arboreo secolare di inestimabile valore”. “La cura e la manutenzione del verde cittadino e scolastico è l’ennesimo punto debole di questa amministrazione – sottolinea Baglio -. Abbiamo predisposto un’interrogazione urgente alla sindaca e alla giunta per avere risposte sul destino dei bandi e dell’accordo quadro annunciati e mai attivati sul monitoraggio e la potatura degli alberi nella città, soprattutto nelle scuole. Abbiamo anche richiesto una convocazione urgente della commissione ambiente per conoscere le misure messe in campo dal Campidoglio per prevenire le situazioni di pericolo”, conclude.

 





Ztl Roma riaccesa? Legambiente insoddisfatta: "Troppo tardi"

 

A Roma è stata riattivata la ZTL del Centro, dopo le promesse non mantenute dall’amministrazione comunale di riattivazione entro lo scorso mese di giugno, il cuore della città torna ad essere attraversato da meno automobili. 

“Bentornata ZTL, è stato un grave errore l’enorme ritardo con il quale sono stati riattivati solo ora i varchi, di certo non quello di averli riattivati – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Chi non vuole la ri-accensione della ZTL non vuole il bene della città, non ha una visione di futuro per Roma e non capisce che ogni metro quadro pedonale in più, e ogni auto in meno nel centro storico, è un passo in avanti verso una ripresa sostenibile, un rilancio del commercio, dell’economia e della bellezza nella Capitale.

Tante altre città italiane hanno da tempo riattivato le normali misure di contenimento del traffico privato, così sarebbe dovuto avvenire già da mesi a Roma, perché permettere a ogni macchina di percorrerne il cuore, da Via del Corso a Piazza Venezia, da Via Nazionale a Corso Vittorio, è stato un grossolano errore e una ricetta vecchia, inutile ai fini dell’emergenza sanitaria, per affrontare la quale si devono prendere provvedimenti strutturali veri e lungimiranti che non abbiamo visto, come l’ampliamento del numero di bus di superficie, il prolungamento del trenino di Centocelle o la realizzazione di nuovi percorsi tranviari”.

 





Il Pd capitolino sui Bilanci Ama: "Roma Capitale avvii un piano serio"

 

“La situazione della città sul fronte rifiuti è sempre più disastrosa, per non parlare dei cimiteri di Roma che sono al collasso ed in un impietoso stato di degrado. In questa situazione appare alquanto singolare la decisione di Ama di erogare maxi aumenti di stipendi, onerosi avanzamenti di carriera per i dirigenti, premi economici di risultato. I mezzi Ama sono insufficienti, gli operatori ecologici, con organici ridotti, sono in difficoltà per la mole di rifiuti da raccogliere e costretti a lavorare senza dispositivi di sicurezza individuali adeguati. Una municipalizzata che dovrebbe essere riorganizzata e messa in condizione di operare in modo efficiente, prima di elargire premi dovrebbe pretendere dal Campidoglio l’effettiva volontà di rilancio e il rispetto degli accordi. Il prossimo assestamento di bilancio, di fine settembre, dovrebbe essere l’occasione, così come concordato anche con i sindacati, di stanziare maggiori risorse sull’operatività aziendale e più personale operativo. Il Campidoglio dovrebbe approvare i bilanci e avviare un serio piano industriale.” Così in una nota il gruppo del Pd capitolino.





Mattia (Pd Regione Lazio): “Per la scuola, criticità, ma si parte il 14 settembre”

 “In che modo è stata riorganizzata la riapertura delle scuola a Roma e in tutto il Lazio, quale è ad oggi la capienza per ogni scuola, come sono stati organizzati i trasporti, se si farà ricorso alla didattica a distanza, se sono arrivati i nuovi banchi e come verranno smaltiti quelli dismessi, se sono stati organizzati particolari servizi dedicati agli alunni con disabilità e come è la situazione rispetto alle nuove assunzioni. Con l’obiettivo di avere queste risposte, è stata convocata l’audizione di oggi in IX Commissione regionale, dove è emerso, per il momento, che, nel territorio di Roma e provincia, mancano ancora oltre 400 aule per il primo ciclo e 80 per le superiori su Roma e 50 in provincia, 582 aule in tutta la regione”. Così Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Istruzione e Diritto allo studio del Consiglio regionale del Lazio, a margine dell’audizione che si è appena conclusa in modalità telematica. “Per il reperimento di aule, in molte scuole sono stati effettuati – ha detto – lavori di edilizia leggera, mentre l’Ufficio regionale sta stilando un elenco di immobili confiscati alla mafia che potrebbero ospitare i nostri studenti e ha fatto accordi con Federalberghi, cinema e teatri per utilizzare le sale disponibili. Ci sarà necessità anche di un numero maggiore di collaboratori scolastici perché gli spazi aumenteranno per il distanziamento sociale e aumenteranno pertanto gli interventi di sanificazione e pulizie. Con i fondi del Ministero che ammontano complessivamente a 70 milioni di euro, sono state privilegiate nel Lazio le scuole di primo grado con il potenziamento del personale, arredi e spazi e meno quelle di secondo grado, frequentate da ragazzi più grandi che possono gestire più autonomamente l’esigenza del distanziamento e per i quali è possibile ricorrere alla didattica a distanza a rotazione per una/due volte a settimana, in rari casi anche per tre giorni. Anche sulla consegna dei banchi monoposto sono arrivate rassicurazioni dall’Ufficio scolastico regionale: in più tranche, ma tutti entro il mese di gennaio. La pandemia ha fatto emergere prepotentemente purtroppo tutte le criticità della scuola, dovute ad anni di tagli finanziari, che oggi paghiamo e che dobbiamo assolutamente recuperare, sfruttando l’emergenza attuale come opportunità per far tornare la scuola, unico ascensore sociale dal Dopoguerra ad oggi, al centro dell’attenzione. A due settimane dall’inizio della scuola, la situazione – ha spiegato – appare sotto controllo e il nostro obiettivo rimane quello di garantire il diritto allo studio, alla formazione e all’apprendimento, ma anche quello di tutelare la salute delle nostre bambine e bambini e dei nostri ragazzi e ragazze, del personale docente e non docente, promuovendo sempre l’uguaglianza sociale e di genere. Mi aspetto uno sforzo maggiore da parte di tutte le Istituzioni per interventi mirati a favore degli studenti con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado: loro più degli altri hanno subìto gli effetti del lockdown e anche il ritorno a scuola in queste condizioni particolari rappresenta un momento delicato. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle fasce più deboli della popolazione, studiando opportunità e nuove risorse per integrare gli interventi già destinati al diritto allo studio. Il mio ringraziamento va anzitutto al Vicariato di Roma per gli spazi messi a disposizione con il solo rimborso di spese e all’assessore Di Berardino, le assessore del Comune di Roma Meleo e Mammì, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Rocco Pinneri, i rappresentanti della Città Metropolitana, di Anci Lazio e le sigle sindacali per l’impegno e la collaborazione e le associazioni dei genitori e degli studenti per gli interessanti contributi” ha concluso Mattia.





Scuola, appello della Lombardi (M5S Lazio): "Rivalutiamo tempi riapertura"

 

Nel corso dell’audizione che si è svolta in Commissione Formazione e Istruzione, i rappresentanti della comunità scolastica, insieme a quelli degli Enti coinvolti hanno condiviso con i membri della Commissione i risultati ottenuti finora e le problematiche relative alla imminente ripresa dell’anno scolastico 2020/2021 per il prossimo 14 settembre. “Quando avremo un quadro ancora più chiaro delle misure effettive – dichiara Roberta Lombardi, capogruppo M5S alla Regione Lazio e membro della Commissione – chiederò all’Assessore Di Berardino di rivalutare i tempi di una eventuale riapertura il 14 settembre in vista delle operazioni di voto che comporteranno l’allestimento di seggi elettorali anche nelle scuole del Lazio, così come una riflessione sul reperimento di fondi aggiuntivi per la scuola secondaria, in modo da ridurre al minimo la necessità della didattica a distanza anche per i ragazzi degli istituti superiori o ulteriori fondi per i servizi di refezione e pulizia”.

“L’audizione - continua Lombardi- rappresenta una continuazione ideale del Tavolo Scuola, Donne, Lavoro ed Emergenza Coronavirus che abbiamo aperto per far fronte alle sfide poste dall’emergenza sanitaria. Un momento interlocutorio che proseguirà nella prossima settimana quando ci aggiorneremo sull’avanzamento degli interventi in vista della riapertura delle scuole, così come sul monitoraggio dell’efficacia delle azioni messe in campo dopo la riapertura. Il lavoro fatto a tutti i livelli dalle istituzioni in sinergia con le componenti della comunità scolastica- – dimostra l’estrema attenzione che si sta ponendo nell’assicurare una riapertura in sicurezza delle scuole per i nostri figli. Interventi che devono essere comunicati, informando in modo completo tutti gli attori della comunità scolastica, in modo da fugare ogni dubbio in questo delicato momento di ripresa delle attività didattiche: le famiglie devono sapere che le Istituzioni stanno lavorando senza sosta per non lasciare indietro nessuno.

”Nel corso del suo intervento, la consigliera Lombardi ha ricordato come la recente ordinanza che reintroduce la figura del medico scolastico nel Lazio, frutto di un ordine del giorno a sua prima firma, sarà la chiave di volta di un sistema di risposta tempestivo ed efficace nella gestione di eventuali casi collegati al Covid19, e proprio per questo ha sollecitato l’assessore ad una definizione chiara e precisa delle procedure e delle competenze di questa figura e il suo raccordo con gli altri soggetti preposti alla salvaguardia della salute della comunità scolastica. 

Sempre sul fronte della tutela della salute di docenti, studenti e del personale scolastico, Lombardi ha sollecitato un cambio di passo rispetto alla mancata necessità, in seguito ad una norma di semplificazione, di presentare un certificato medico per il rientro in classe in seguito ad assenze per malattia: “La ricetta dematerializzata, introdotta nel Lazio su nostra proposta e poi estesa a tutta Italia, dimostra come un uso intelligente della tecnologia porti innovazione, sburocratizzando la sanità e garantendo la salute dei cittadini, una soluzione che potrebbe essere adottata anche per i certificati degli studenti”-ha detto la consigliera. In chiusura, la capogruppo M5S Lazio ha ricordato come, grazie a diversi ordini del giorno presentati dal gruppo consiliare, la Giunta sia stata impegnata al reperimento di fondi per l’acquisto di termoscanner da utilizzare nelle scuole del Lazio e per la concessione di contributi alle famiglie con reddito basso per l’acquisto di strumenti e servizi internet per la fruizione della didattica a distanza, un aspetto su cui la Giunta è stata sollecitata ad agire rapidamente.

 





Scuole, allarme per il Lazio. Servono 1000 aule

 

Anche il Lazio si appresta ad affrontare il nodo del ritorno sui banchi e nelle scuole elementari e medie del Lazio il fabbisogno di aule per poter rispettare la distanza di sicurezza senza mascherina è di 453 aule, che sale a 582 per le superiori. Sono dati emersi nel pomeriggio nel corso della seduta della commissione Scuola del Consiglio regionale del Lazio presieduta da Eleonora Mattia (Pd) ancora in corso alla Pisana. In audizione sono stati ascoltati il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Rocco Pinneri, l’assessore alle Infrastrutture di Roma Capitale Linda Meleo (sugli istituti comprensivi) e la vicesindaca della Città metropolitana Maria Teresa Zotta (sulle scuole superiori). In particolare nella Capitale il fabbisogno è di 8 aule per gli istituti comprensivi e di una ottantina per le superiori. Sono invece circa 50 le aule delle superiori che mancano in provincia di Roma. 

Rocco Pinneri ha infatti spiegato che rispetto al 20 agosto, quando mancavano 2.200 aule del cosiddetto ‘primo ciclo’ (elementari e medie), ora la situazione è migliorata perché le tante scuole che avevano le difficoltà limitate a una o due aule non hanno più difficoltà perché il loro ente locale ha reperito gli spazi in qualche modo, tra moduli-container, parrocchie. Sono dunque 453 le aule mancanti a elementari e medie ed entro il 14 “queste situazioni le dobbiamo far sparire, anche perché a breve il ministero stanzierà la quota di 70 milioni per il Lazio per affitti e strutture temporanee”. L’assessore capitolino Meleo ha fatto riferimento agli edifici di sua competenza su Roma: “Abbiamo avviato a livello di Municipio per gli interventi di edilizia leggera, come abbattere muri e tramezzi, o adeguamento di bagni per sfruttare spazi non utilizzati. Abbiamo usato fondi municipali e poi le risorse del ministero, i 3 milioni del Pon, ripartiti sui 15 Municipi sulla base del numero dei plessi”. 

Rispetto agli spazi aggiuntivi Meleo ha affermato che un fabbisogno di 92 aule è stato “interamente coperto grazie all’accordo col Vicariato: abbiamo ricollocato da luglio a oggi 92 aule, una spinta importante: stiamo lavorando su 8 aule. Contiamo di farlo tramite l’accordo col Vicariato, ma sono aperte possibilità come affitti. Roma Capitale ha fatto richieste anche di affitti e noleggi di strutture temporanee”. Come poi ha spiegato la vicesindaca dell’ex provincia Zotta “siamo già partiti con 2,2 milioni dei 3 del ministero per l’edilizia leggera, mentre i banchi sono in consegna.C’è una massiccia richiesta di spazi, specie in zone dove ci sono criticità come la fascia nord della provincia, dove il primo istituto superiore che si trova è il De Sanctis. Stiamo cercando di ampliare gli spazi con i moduli, ma qui si parla di una richiesta di 20-30 aule, una superficie difficile da reperire”. All’ex provincia, al netto di queste situazioni limite, risulta un fabbisogno ‘effettivo’ rispetto alle superiori di 43 aule a Roma e di 35-40 in provincia.

 





Salerno, neonato trovato morto in un’aiuola. Fermati marito e moglie

 

Sono state fermate due persone, marito e moglie, per l’omicidio del neonato il cui corpo è stato ritrovato in un’aiuola mercoledì pomeriggio nel Salernitano, a Roccapiemonte. Nel corso della scorsa notte sono stati i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Salerno a sottoporre a fermo di indiziato di delitto per omicidio ic coniugi, rispettivamente di 47 e 42 anni. Il corpicino del piccolo è stato notato da un passante che ha poi dato l’allarme. Al momento del ritrovamento il neonato aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. Per questo, l’ipotesi principale è che fosse nato da poche ore. Gli investigatori hanno poi rinvenuto una ferita alla testa.  

"È una tragedia immane che ha scosso la nostra comunità - ha detto il sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano -. Spero che questa storia possa risolversi presto, chiunque sia il colpevole resta una tragedia infinita". 





Precipitano dal Silos di un’azienda agricola, coinvolti due fratelli. Uno è morto l’altro è grave

 

Incidente sul lavoro in un’azienda agricola di Cavallermaggiore (Cuneo). Due fratelli, entrambi operai, stavano controllando un silos alto una quarantina di metri, riempito mercoledì sera con mangime per animali, quando sono caduti all’interno.  Il fratello più giovane, Davide Gennaro, 22 anni, è morto, mentre il fratello di 25 anni è ricoverato in gravi condizioni. Sembra che i due siano svenuti a causa delle esalazioni del mais e poi precipitati.  A dare l’allarme è stato il padre dei due, anch’egli salito sulla struttura. L’incidente è avvenuto in frazione Madonna del Pilone. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Saluzzo e Savigliano, i carabinieri, il 118 con l’elisoccorso e il personale Spresal dell’Asl.





Per la pandemia Covid un boss su due resta in regime di domiciliari

 

Sono 112 (su 223) i boss mafiosi posti ai domiciliari ad aprile in pieno lockdown e mai più ritornati dietro le sbarre nonostante il decreto Bonafede di inizio maggio. Quello che avrebbe dovuto riportarli in cella. In realtà sono ancora nelle loro case nomi eccellenti di Cosa Nostra, che avevano potuto lasciare il carcere in seguito a una circolare che segnalava alcune delle loro patologie come "a rischio Covid".  A fare i conti è stata Repubblica, che ha chiesto i numeri al ministero della Giustizia. E ha scoperto che gli scarcerati in seguito al pericolo del coronavirus sono stati 223: tra questi, sono tornati in prigione 112. In realtà però il 14 maggio Bonafede aveva parlato di "498 scarcerati tra alta sorveglianza e 41 bis".




Complice il Coronavirus cresce in Italia l’allarme sulla povertà. La denuncia del Cardinale Zuppi

 

"Le conseguenze della pandemia sono difficili da valutare. Certamente dobbiamo aspettarci nelle prossime settimane una ‘piena’ di povertà che può travolgere i tanti precari che hanno perso le fonti di sussistenza e i ‘penultimi’ che precipitano nella miseria". L’allarme viene lanciato dall’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, nella lettera pastorale che sarà presentata alla diocesi il 12 settembre. Il porporato analizza gli effetti del coronavirus nella loro drammatica oggettività: "Abbiamo vissuto un dolore enorme, che non dobbiamo dimenticare e che ci deve anche rendere attenti, sensibili, a chi oggi subisce ondate di morte come quelle che per settimane ci hanno travolto. Hanno portato via i nostri cari a migliaia, strappati a noi a volte in pochi momenti febbrili, e non li abbiamo più rivisti. Abbiamo saputo di agonie strazianti, in solitudine e ricerca vana di un volto caro, anche se mani fraterne di medici e infermieri, esperti in umanità, si sono protese a stringere quelle di chi moriva, ad accarezzare, ad esprimere vicinanza e amore. Abbiamo saputo di cadaveri cosparsi di disinfettante e chiusi in sacchi. Abbiamo visto la processione di camion carichi di bare verso inceneritori lontani, il ritorno di piccole urne rese a familiari affranti: quanto rimaneva di una persona e di un corpo amati, di padre, madre, marito, sposa, figlio. Non possiamo dimenticare".  Il virus, dice Zuppi, ci ha messo davanti alla realtà: "Credevamo che il virus riguardasse altri, i poveri oppure solo alcuni (qualcuno si era sentito sollevato perché si ammalavano "solo" i vecchi!) e invece ci ha coinvolto tutti. E stata una scoperta a volte davvero angosciosa, perché fa sentire senza orientamento, storditi; mette in discussione il fragile equilibrio dei nostri sentimenti". Quindi il monito a non sprecare la lezione della crisi pandemica: "Non vogliamo sprecare questa crisi, ritornando come prima, come se niente fosse successo. Per non sprecarla dobbiamo comprendere la pandemia con i sentimenti di Gesù e convertirci, accogliendo l’invito del Signore davanti alle avversità che segnano la fragile (chi credevamo di essere?) vita degli uomini. ’Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo’".





Negli Usa più di 1.000 decessi in 24 ore

 

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno registrato 1.033 nuovi decessi dovuti all’epidemia di coronavirus portando così il bilancio delle vittime in tutti gli Stati Uniti a 184.083.

Secondo i dati del CDC, in 24 ore, sono stati segnalati 43.249 nuovi casi portando il totale a 6.047.692. Le cifre del CDC non riflettono necessariamente i casi segnalati dai singoli stati.





C’è fiducia negli Usa per il vaccino: “Preparatevi e organizzatevi per distribuirlo a novembre”

 

I Centers for Disease Control and Prevention hanno sollecitato la sanità pubblica nei 50 Stati e in 5 città a prepararsi a distribuire il vaccino per il coronavirus, dalla fine di ottobre o dall’inizio di novembre, al personale sanitario e ad altre categorie ad alto rischio. Lo riferiscono il New York Times e la Cnn, che ha ricevuto dai CDC la conferma relativa all’invio della documentazione alle autorità sanitarie locali. L’avvio dell’iter non significa necessariamente che il vaccino sarà disponibile effettivamente dalla fine di ottobre. La priorità è rappresentata dalla necessità di delineare il quadro normativoche consenta di procedere senza ostacoli quando il vaccino sarà pronto. "Il panorama del vaccino per il Covid 19 è in evoluzione e incerto e questi scenari potrebbero evolversi man mano che saranno disponibili maggiori informazioni", si afferma in uno dei documenti citati dalla Cnn.





Crisanti spegne gli entusismi: “Servono 400mila tamponi al giorno, difficile il vaccino nel 2020”

 

“I tamponi che facciamo adesso ci bastano appena per controllare la situazione. L’aumento del numero dei tamponi è una cosa positiva ma consideriamo che le scuole non sono ancora ripartite, che le attività produttive ripartono questa settimana e che ci sono milioni di persone che entrano e escono dall’Italia ogni mese. Ci dovrebbero bastare tra i trecentomila e i quattrocentomila tamponi al giorno”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24 Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

“Adesso aprono le scuole – ha spiegato – e sono circa otto milioni di bambini, per ogni ragazzo che ha la febbre immediatamente scatta il tampone per il ragazzo, per la classe, per gli insegnanti, per i bidelli, per i genitori dei bambini.

Ogni persona genera la necessità di fare cento o centocinquanta tamponi. Pensiamo alle elezioni con sessantamila sezioni elettorali con scrutatori e rappresentanti di lista che ovviamente vengono esposti alla possibilità di contagio. In Francia dopo le elezioni c’è stata un’esplosione”.

Secondo Crisanti, “le mascherine servono e funzionano. Se teniamo gli studenti tutti zitti per ore va bene che non la indossino in classe, ma non ce la vedo una classe che sta in silenzio per ore. Di fatto aboliamo l’interazione sociale in una classe, perché nel momento in cui si parla si emette droplet.

Bisognerebbe che i ragazzi abbiano a disposizione la mascherina e se parlano se la mettono. Le mascherine andrebbero indossate anche seduti al banco, specialmente se si inizia una conversazione. A scuola si parla. Probabilmente – ha aggiunto – non hanno ancora raggiunto la capacità di fornire quindici milioni di mascherine al giorno” ha poi detto Crisanti rispondendo a una domanda sul perché è stato scelto di non rendere obbligatoria la mascherina anche agli studenti seduti al banco.

Infine, alla domanda se ci potrà essere un vaccino contro il Coronavirus entro la fine dell’anno Crisanti ha risposto: “No. Un vaccino è una cosa estremamente complicata, purtroppo non ha tempi comprimibili. La fase cosiddetta di sicurezza di un vaccino dura circa un anno e mezzo o due solo quella, perché bisogna darlo a circa centomila persone in tutto il mondo. Questi sono tempi non comprimibili. Capisco l’esigenza e l’aspettativa, però non vorrei che si prendesse una scorciatoia, perché ogni scorciatoia che prendiamo aumenta il rischio o che il vaccino non sia efficace o che abbia degli effetti indesiderati. Si diceva – ha continuato – che il vaccino sarebbe stato pronto a dicembre, adesso si parla della fine dell’anno prossimo. Alla fine dell’anno prossimo si dirà fra altri sei o sette mesi, perché i tempi sono quelli. Un vaccino sicuro, testato con efficacia avrà quei tempi. Secondo me lo avremo nel 2021”.





Ecco l’analisi della Fondazione Gimbe sulla crescita del contagio da Covid-19

 

 

“Nell’ultima settimana continua l’ascesa del numero di nuovi casi e delle persone attualmente positive, conseguente sia all’incremento dei casi testati, sia al costante aumento del rapporto positivi/casi testati. Inoltre, si consolida il trend in aumento delle ospedalizzazioni con sintomi e si impenna quello dei pazienti in terapia intensiva. Si tratta di segnali che vanno tutti nella direzione di una ripresa dell’epidemia nel nostro Paese, sia in termini epidemiologici che di manifestazioni cliniche, proprio alla vigilia del momento cruciale della riapertura delle scuole”. Così afferma in una nota Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe.

Nel quadro di una circolazione endemica del virus l’aumento progressivo dei focolai provoca una crescita esponenziale dei nuovi casi, prevalentemente autoctoni, in parte da rientro di vacanzieri e, in misura nettamente minore, di importazione da stranieri. Infatti, da 1.408 nuovi casi riportati nella settimana 15-21 luglio siamo passati a 9.015 nuovi casi di quella 26 agosto-1 settembre, con un incremento del rapporto positivi/casi testati che è schizzato dallo 0,8% al 2,3%.

“Secondo le ben note dinamiche dell’epidemia, l’impennata della curva dei contagi – precisa il presidente della fondazione Gimbe – si riflette in maniera sempre più evidente sull’aumento dei pazienti ospedalizzati”. Infatti, dal 21 luglio al 1 settembre i ricoverati con sintomi sono aumentati da 732 a 1.380 e le terapie intensive da 49 a 107. Se fortunatamente i numeri sono ancora esigui – puntualizza Cartabellotta – e non configurano alcun segnale di sovraccarico dei servizi ospedalieri, il trend in costante aumento insieme all’incremento dei contagi invitano a mantenere la guardia molto alta nelle prossime settimane”.

Sui nuovi casi si confermano le ampie variabilità regionali: 3 Regioni fanno registrare una esigua riduzione (-111); nelle rimanenti si attesta un aumento complessivo di 2.588 nuovi casi, con un range che varia dai 700 della Lombardia ai 2 del Molise.

Dei 26.754 casi attivi al 1 settembre, il 50,2% si concentra in tre Regioni: Lombardia (7.082), Lazio (3.285), Emilia-Romagna (3.061). Un ulteriore 41,9% si distribuisce tra Veneto (2.460), Campania (2.292), Toscana (1.581), Piemonte (1.464), Sicilia (1.152), Puglia (860), Sardegna (837), Liguria (560). I rimanenti 2.120 casi (7,9%) si collocano nelle restanti 8 Regioni e 2 Province autonome con un range che varia dai 30 della Valle d’Aosta ai 406 dell’Abruzzo.

“Davanti a questi numeri in preoccupante e indiscutibile ascesa – conclude Cartabellotta – non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili, esempi scellerati di cattivi maestri, né tantomeno correnti antiscientiste e manifestazioni di piazza che, sotto il falso scudo della libertà, mettono a repentaglio la salute della popolazione. Accanto al richiamo alle Istituzioni affinché vigilino e sanzionino ogni forma di ‘attentato’ alla salute pubblica, la Fondazione GIMBE rinnova alla popolazione l’invito a rispettare tutti i comportamenti raccomandati. Alle autorità sanitarie il compito di potenziare ulteriormente l’attività di testing, sorveglianza e comunicazione pubblica, oltre che accelerare la messa a punto di un piano adeguato per gestire la difficile “convivenza” tra coronavirus e influenza stagionale”.





Speranza alla Camera: “Avanti con il vaccino”. Approvato il Decreto Covid

 

 

"Stiamo investendo molto sul vaccino perché lo riteniamo la soluzione vera a cui l’Italia, l’Europa e tutti i Paesi del mondo stanno lavorando. Abbiamo costruito un’alleanza, in modo particolare con Germania, Francia e Olanda, per rafforzare la proposta europea in campo di vaccini e siamo convinti che tutti i tentativi che sta facendo il mondo scientifico possano, in un tempo che ci auguriamo sia il più breve possibile, portare dei risultati". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza a Scala (Salerno) dove sta partecipando alle celebrazioni in memoria del Beato Gerardo Sasso. 

"Il contratto prevede che se le cose andranno bene, se ci sarà una validazione, i dati al momento sono incoraggianti, potremo avere le prime dosi già entro la fine dell’anno e poi ancora l’inizio dell’anno successivo. Dobbiamo insistere e continuare ad investire perché il vaccino è la soluzione vera al problema che abbiamo di fronte". Ha aggiunto il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Questo è il contratto che è stato sottoscritto con Astrazeneca il vaccino di Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia e il cui infialamento avverrà ad Anagni, quindi con un’Italia fortemente protagonista in questa sfida. Oggi è un candidato vaccino, quindi ci vuole grande prudenza", ha sottolineato.
La Camera ha approvato il decreto Covid che ora va al Senato. I voti favorevoli sono stati 219, i contrari 126, 1 astenuto.
Il decreto, in seguito all’estensione (con delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio) fino al 15 ottobre dello stato di emergenza per il Covid, proroga l’efficacia delle disposizioni contenute nei decreti legge 19 e 33 che hanno disciplinato, rispettivamente, l’applicazione delle misure per contrastare l’espandersi dell’epidemia ed il loro graduale allentamento. Ma la polemica sul decreto è sorta su un comma del decreto che riguarda il rinnovo dell’incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza. Questa norma stabilisce che il rinnovo dell’incarico dei direttori di DIS, AISE e AISI, può essere disposto per più di una volta con successivi provvedimenti e per al massimo ulteriori quattro anni. Attualmente l’incarico dei direttori, della durata massima di quattro anni, può essere rinnovato una sola volta. 





Disco verde dell’Aifa a quattro studi clinici in Italia

  

L’Agenzia italiana del farmaco Aifa e il Comitato etico unico nazionale hanno dato il via libera ad altri quattro studi clinici sui farmaci per il trattamento della malattia Covid-19. Il primo - riferisce l’Aifa - è uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato versus placebo, multicentrico, per valutare l’efficacia e la sicurezza d’impiego di ruxolitinib in pazienti con Covid-19 associato a tempesta citochinica. Ruxolitinib è un inibitore selettivo delle Janus Associated Kinases (JAKs) JAK1 e JAK2, già autorizzato in Europa per altre indicazioni terapeutiche. Il secondo studio autorizzato è uno studio in aperto di fase II/III a braccio singolo, volto a valutare la sicurezza, la tollerabilità, la farmacocinetica, e l’efficacia di remdesivir in partecipanti dalla nascita a minori di 18 anni, affetti da Covid-19. Il remdesivir è un farmaco antivirale che lo scorso giugno ha già ricevuto dall’Ema la raccomandazione all’autorizzazione condizionata per il trattamento della malattia da coronavirus 2019 (Covid-19) negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e peso pari ad almeno 40 chilogrammi) con polmonite che richiede ossigenoterapia supplementare.




Terapie intensive oltre quota cento di malati Covid, scatta la massima allerta

E’ massima attenzione sui numeri in salita di casi di coronavirus. Quello che preoccupa non è tanto il numero totale di nuovi contagiati, che una percentuale tra tamponi fatti e positività accertate praticamente costante, ma piuttosto quello dei casi seri che richiedono in ricovero in terapia intensiva. Mercoledì si è sfondata quota 100 per la prima volta da metà giugno, arrivando a 109 pazienti, con un incremento di 42 rispetto solo a sei giorni fa.  Non siamo ancora a un dato che possa far scattare l’allarme, ma che sicuramente invita alla prudenza. La curva ha infatti avuto un’impennata evidente negli ultimi giorni, associata all’aumento dei casi totali. Se da giugno a luglio le terapie intensive si sono costantemente svuotate, arrivando al numero di 38 totali, da quel momento hanno iniziato a risalire. Prima lentamente, con pochi nuovi ricoverati giornalieri, e poi con un’incidenza sempre maggiore, fino ad arrivare all’ultima settimana, con un’accelerazione che può essere messa in relazione all’aumento delle scorse settimane dei casi totali, quando si è iniziato a superare i mille contagi giornalieri.  

"L’aumento dei ricoveri in rianimazione si registra in media 2 o 3 settimane dopo quello dei contagi - spiega alla "Stampa" Antonino Giarratano, vicepresidente della società di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, è quasi certo dunque che la curva continuerà a crescere da qui alla fine del mese senza che questo scateni un panico ingiustificato. E anche se al momento  il numero dei ricoverati in intensiva è superiore a quello del 29 febbraio (105), ovvero subito prima del propagarsi dell’epidemia, lo scenario complessivo è molto diverso. 





Biden: “Gli agenti che hanno sparato a due neri devono essere incriminati”

 

Il candidato democratico alla presidenza Usa Joe Biden ha chiesto che gli agenti di polizia che hanno sparato a due neri, Jacob Blake e Breonna Taylor, vengano incriminati. Lo riferisce la BBC.

Biden, che si trovava in Delaware, ha risposto una domanda su quale debba essere il comportamento della giustizia in quel caso. “Io penso che dovremmo consentire al sistema giudiziario di fare il suo corso”, ha detto. “Penso – ha aggiunto – come minimo che debbano essere incriminati, gli agenti”.

I casi di Blake e Taylor hanno provocato grandi manifestazioni anti-razziste negli Stati uniti. Blake, 29 anni, è stato bersagliato da spari a Kenosha da parte degli agenti ed è rimasti paralizzato. Al momento non ci sono incriminazioni nei confronti dell’agente che ha fatto fuoco, ma è pendente un’inchiesta nel Wisconsin.

Taylor, 26 anni, è stata uccisa nella sua casa a Louisville, in Kentucky, il 13 marzo da agenti che stavano svolgendo un’irruzione. Uno degli agenti coinvolti sta perdendo il lavoro, gli altri due sono stati sospesi pendente un’investigazione nei loro confronti. Biden ha anche citato la persona che ha sparato a Portland uccidendo un supporter del presidente Donald Trump, e che i media Usa hanno identificato come un militante di estrema sinistra, nelle strade di Portland lo scorso fine settimana. Il candidato democratico: “Dovrebbero esserci indagini e dovrebbe essere fatto ciò che deve”.





Afroamericano muore dopo l’arresto a New York, era stato incappucciato

 

Un afroamericano che era corso nudo per le strade di un sobborgo di New York è morto dopo essere stato raggiunto da un gruppo di agenti che lo ha fermato e gli ha coperto la testa con un cappuccio per poi tenergli il viso schiacciato al suolo per due minuti. Questo quanto emerge dalle immagini e dalle registrazioni che la famiglia della vittima - Daniel Prude, morto il 30 marzo, 7 giorni dopo il suo incontro con gli agenti - ha appena diffuso in una conferenza stampa in cui ha illustrato le immagini delle bodycamera degli agenti e i rapporti scritti ottenuti.





Porto di Cagliari, la Filt Cgil chiede una soluzione per 200 lavoratori

 

La Cgil e la Filt chiedono di risolvere subito la situazione creata dal licenziamento di 200 lavoratori del porto canale di Cagliari. È “gravissimo e ingiustificabile – affermano Cgil e Filt – l’atteggiamento ostruzionistico di chiusura di Contship. La società terminalista senza fornire alcuna informazione di dettaglio ha confermato la decisione di non procedere al congelamento dei licenziamenti, malgrado l’opportunità del decreto agosto che avrebbe consentito la proroga di ulteriori sei mesi della cassa integrazione”. 

Ora “insieme ai ministeri dello sviluppo economico, del lavoro, dei trasporti e per il Sud, a Invitalia, alla Regione Sardegna e all’Autorità di sistema portuale Mar di Sardegna vanno individuate le migliori soluzioni possibili, attraverso il tavolo permanente di confronto già convocato per i prossimi giorni, nell’attesa che subentri il nuovo concessionario che potrebbe essere la società Pifim, che lavora con la Port of Amsterdam International, considerando l’impegno prioritario previsto dal bando di impiegare il maggior numero possibile di lavoratori ex-Cict”. 

“Non lasceremo soli i lavoratori – aggiungono Cgil e Filt – perchè siamo convinti che per la loro alta professionalità possano continuare a essere agganciati alla realtà produttiva del porto, le cui capacità vanno valorizzate attraverso un nuovo concessionario affidabile e di prospettiva. Nel frattempo valuteremo unitariamente le opportune iniziative da intraprendere, anche di livello nazionale”.

 




L’Istat lancia un serio allarme: "Nel 2021 le nascite scenderanno sotto quota 400mila"

 

La demografia dell’Italia potrebbe risentire della paura provocata da COVID-19 e delle incertezze della fase economica, portando le nascite sotto quota 400mila. Lo afferma in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera il presdente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo.

“In Italia abbiamo una tendenza che dura dal 2009, con un calo di circa un quarto delle nascite da allora. Già gennaio 2020, prima della pandemia, ha un calo dell’1,5 per cento rispetto a un anno prima. Vedremo dai dati di dicembre quanto la paura avrà inciso a partire da marzo. Contano anche l’incertezza sul lavoro e le difficoltà della vitua quotidiana, che inducono le persone a posticipare il momento di avere un figlio fin quando diventa magari tardi. Fare previsioni è difficile, ma temo che nel 2021 potremmo scendere sotto le 400mila nascite”, spiega il capo dell’istituto statistico italiano.

La situazione è preoccupante, anche perché le nascite stanno diminuendo anche nella popolazione straniera. “L’immigrazione oggi porta 62mila nati all’anno, dopo essere arrivata a 80mila”, spiega Blangiardo, che vede anche un calo strutturale: “I nati all’apice del baby boom oggi hanno 56 anni. Le generazioni in età riproduttiva saranno sempre più ristrette”.

La conseguenza di questa curva demografica deve essere un ripensamento del welfare. “Dovviamo rendere compatibili lavoro e maternità, con un maggiore coinvolgimento dei padri”, spiega il presidente dell’Istat. Ma questo non basta. “Oggi abbiamo – spiega Blangiardo – 33 ultrasessantacinquenni ogni cento soggetti in età attiva. Tra trenta o quarant’anni questo numero raddoppia, dunque raddoppia anche la fetta delle pensioni in proporzione al prodotto interno lordo. A quel punto o raddoppiamo la torta, ma sappiamo che non è così semplice oppure dovremmo tagliare altre cose, è inevitabile. Questa è la guerra tra poveri che sarebbe bene evitare. Ormai c’è una certa consapevolezza del problema. Ma anche resistenza nel prendersi la responsabilità di fare qualcosa per risolverlo”.





Bocciato dalla Corte Europea il congelamento della quota Vivendi: "Viola il diritto Ue"

 

Il dispositivo di legge italiano, ovvero la Legge Gasparri, che congela il 28% di Mediaset acquisito da Vivendi è contrario al diritto dell’Unione europea.

Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea, accogliendo il ricorso presentato dal gruppo francese e spiegando che “tale disposizione costituisce un impedimento vietato al diritto di stabilimento in quanto non lo è idoneo al raggiungimento dell’obiettivo di proteggere il pluralismo dell’informazione”.

La Corte conclude che “la disposizione italiana fissa soglie che non hanno alcuna relazione con il rischio al pluralismo dei media, poiché tali soglie non consentono di stabilire se e in quale misura un’impresa possa effettivamente influire sul contenuto dei media, non presentano un nesso con il rischio che corre il pluralismo dei media”.





Berlusconi contagiato, positiva anche la nuova compagna

 

Risultato positivo mercoledì al Covid dopo un tampone al San Raffaele di Milano, Silvio Berlusconi ha iniziato il periodo di isolamento previsto in caso di contagio asintomatico. Il Cav è ad Arcore e non rinuncia a lavorare in modalità smart working (come ha sempre fatto durante il lockdown in Francia nella villa della primogenita Marina), tra chiamate sulla piattaforma Zoom, messaggi sociale e collegamenti telefonici con iniziative elettorali di Fi (ieri ha parlato a lungo con le parlamentari di ’Azzurro Donna’ e oggi, tra le 17 e le 18, telefonerà alla presentazione dei candidati di Fi in Liguria nella sede di Genova, presente Antonio Tajani.  Anche la deputata Marta Fascina, presenza fissa ad Arcore come a Villa La Certosa, considerata la nuova compagna del leader. Il test naso-faringeo avrebbe dato esito positivo ieri sera ma Fascina sarebbe asintomatica e quindi in isolamento. Stretto il cordone sanitario attorno al presidente di Fi: chi ha avuto contatti con lui ha fatto già il tampone e chi dovrà necessariamente avere contatti sarà sottoposto al test a titolo precauzionale, indosserà la mascherina e rispetterà il distanziamento di un metro. L’intero entourage berlusconiano, raccontano, domani farà un ulteriore controllo.





Torna a crescere l’industria del risparmio assistito

 

 

L’industria del risparmio gestito torna a crescere nel secondo trimestre con una raccolta netta di 11,3 miliardi di euro grazie all’apporto delle gestioni collettive (+16,2 miliardi). Il primo trimestre si era chiuso con deflussi per 12 miliardi.  Le gestioni di portafoglio, indica Assogestioni in una nota, registrano una flessione pari a 4,8 miliardi. Il patrimonio gestito dall’industria sale a 2.266 miliardi, in particolare per effetto dell’attività di gestione. La quota degli asset investita in Fondi aperti e chiusi è del 48,5% (1.098 miliardi), mentre il rimanente 51,5% (1.167 miliardi) è impiegato nelle Gestioni di portafoglio. La raccolta netta dei fondi aperti nel trimestre ammonta a 14,8 miliardi. Le macrocategorie favorite dai risparmiatori italiani sono gli azionari (+8,5 miliardi), i monetari (+4,2 miliardi), gli obbligazionari (+2,9 miliardi) ed i bilanciati (+1,1 miliardi).




Mattarella ricorda generale Dalla Chiesa

 

“Il 3 settembre 1982, a Palermo, la mafia uccideva barbaramente il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, Generale dell’Arma dei Carabinieri, e sua moglie Emanuela Setti Carraro; pochi giorni dopo, per le ferite riportate, moriva anche l’agente Domenico Russo. A trentotto anni dalla ricorrenza del vile attentato, esprimo il commosso omaggio della Repubblica alla loro memoria”. E’ quanto afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Carlo Alberto Dalla Chiesa ha servito lo Stato, in situazioni e ruoli anche molto diversi l’uno dall’altro, sempre animato dalla stessa determinazione e dalla costante fiducia nella capacità delle Istituzioni di affermare la legalità – ricorda il Capo dello Stato -. Consapevole della necessità di una visione strategica globale contro la mafia così come contro il terrorismo, cercava di individuare i punti deboli di ciascuna organizzazione criminale e gli strumenti più efficaci per colpirli. Nei suoi quattro mesi da Prefetto di Palermo, colse lucidamente le debolezze dell’attività di contrasto e i pericoli che si celavano nell’impegno isolato e non ancora ben coordinato di uomini e uffici”. “La sua azione contro la delinquenza mafiosa fu tragicamente interrotta ma le sue intuizioni sono rimaste nel patrimonio comune di quanti hanno continuato a combatterla. Nel ricordo del loro estremo sacrificio, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo i sentimenti di vicinanza e partecipazione miei e di tutta l’Italia”, conclude Mattarella.





Catalfo promette: “Stiamo lavorando alla riforma degli ammortizzatori”

 

"Stiamo elaborando un piano importante sul lavoro che faccia riprendere le assunzioni, che investa sulle nuove competenze, sulla formazione e sulle politiche attive", perché "è necessario ripartire dal lavoro": lo ha assicurato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, a margine degli Stati generali della Cgil Puglia organizzati a Bari nel teatro Petruzzelli. Catalfo si è soffermata sulla riforma degli ammortizzatori sociali che "è in atto", ricordando di aver "nominato una commissione di cinque esperti che sta lavorando, arriveremo ad uno studio e ad un’analisi entro fine mese e metteremo su la riforma degli ammortizzatori sociali che andrà nell’ottica dell’universalismo, perché tante aziende e tanti lavoratori erano fuori dagli strumenti di cassa integrazione tanto che abbiamo dovuto finanziarli".     Quanto al meccanismo, "ci sarà una differenza - ha aggiunto - tra ammortizzatore sociale che andrà all’azienda che ha una prospettiva e l’ammortizzatore che, invece, andrà a quell’azienda che va verso la chiusura". 





L’Ocse scommette sulla ripresa, ma servono programmi e impegni dei Governi

 

"In questo momento, l’attenzione dovrebbe essere sulla ripresa economica. Una volta che la ripresa è saldamente in atto, invece di tornare semplicemente al business as usual, i governi dovrebbero cogliere l’opportunità di costruire un’economia più verde, più inclusiva e più resiliente". Lo afferma Pascal Saint-Amans, Direttore del Centro Ocse per la politica fiscale, presentando il rapporto Tax Reforms 2020, in cui si analizzano le politiche messe in campo dai vari Paesi per fronteggiare l’impatto del coronavirus. "Un percorso che dovrebbe essere ritenuto urgentemente prioritario è la riforma della tassazione ambientale e politiche fiscali che affrontino le disuguaglianze".   La crescente pressione sulle finanze pubbliche e sempre maggiori richieste di una più equa ripartizione degli oneri fiscali "dovrebbero fornire un nuovo impulso per raggiungere un accordo sulla tassazione digitale", si legge poi nel rapporto, in cui l’organizzazione torna a sollecitare un’intesa internazionale sulla digital tax. "La cooperazione fiscale sarà ancora più importante per evitare che le controversie fiscali si trasformino in guerre commerciali, che danneggerebbero la ripresa in un momento in cui l’economia globale può meno permetterselo", ha spiegato Saint-Amans.





Covid-19, Italia: altri 1.397 contagi e 10 decessi in 24 ore

 

Torna nuovamente ad alzarsi la curva dei contagi da Covid-19 in Italia: nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati riscontrati altri 1.397 contagi. Così il Ministero della Salute. In crescita anche i nuovi decessi, 10 in più rispetto a ieri, per un numero complessivo pari a 35.507 morti dall’inizio dell’emergenza. Al momento, le persone contagiate sono 28.915 (+1.098), di cui 1.505 degenti nei reparti non di terapia intensiva, 120 nelle terapie intensive e 27.290 in quarantena. I guariti, nelle ultime 24 ore, sono 289, per un numero complessivo pari a 208.490 persone. Contando guarigioni e decessi, finora il virus ha colpito 272.912 persone, e sono stati effettuati 8.921.658 tamponi (+ 92.790) su 5.342.150 casi.