Terminillo, nuovo punto informazioni turistico della Regione Lazio

 

 L’assessora al Turismo e Pari Opportunità, Giovanna Pugliese, e l’assessore regionale al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio, Claudio di Berardino, hanno visitato il Punto di Informazione Turistica della Regione Lazio aperto lo scorso mese di Agosto presso il Palazzo del Turismo del Terminillo, in località Pian de’ Valli. 

Il Punto di Informazione Turistica è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e nei weekend dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. A gestire il servizio, che prevede attività di comunicazione, di informazione, di supporto ai turisti, di organizzazione di itinerari di visita e la distribuzione di materiale promozionale fornito dalla Regione Lazio, l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Terminillo Sky Academy”. 

L’apertura del Punto di Informazione Turistica attua quanto previsto dal Piano Turistico Triennale 2020 – 2022 della Regione Lazio che prevede – tra l’altro – la valorizzazione del territorio montano e del turismo outdoor, della natura, dello sport e dell’enogastronomia. 

“Il Monte Terminillo rappresenta senza dubbio un’eccellenza del territorio reatino”, dichiara l’assessora Giovanna Pugliese. “Il contesto naturalistico esclusivo e la bellezza del paesaggio sono particolarmente adatti ad essere vissuti in sicurezza in particolare in questo periodo di ripresa del settore turistico, con una vasta offerta di servizi e strutture ricettive capaci di attrarre turisti anche dalle Regioni confinanti. Iniziamo con questa prima sperimentazione che – continua l’assessora – ha previsto l’apertura del Punto di Informazione Turistica già dal mese di agosto e andrà avanti per tutto il mese di settembre. Se la presenza dei visitatori confermerà quello che stiamo vedendo in questi giorni, replicheremo la sperimentazione per dare a questo servizio stabilità e continuità”. 

“L’inaugurazione del Punto di informazione della Regione Lazio qui al Terminillo – spiega l’assessore Claudio Di Berardino – è la porta di ingresso per quelli che saranno i progetti che sono attualmente in esecuzione da parte dei Comuni e con la Provincia e con la Regione Lazio in merito ad una rinascita sullo sviluppo turistico di questa realtà che può essere un’importante occasione di lavoro per questa realtà e soprattutto per le aree interne della nostra regione”.





Roma Capitale e le prove fisiche per gli agenti della Polizia locale

 

In relazione a quanto riportato su alcuni organi di informazione, si ricorda che il Corpo della Polizia Locale è stato rafforzato con un’operazione senza precedenti che ha portato a circa 1.300 assunzioni. Allo stesso tempo è stato assicurato un notevole abbassamento dell’età media. 

In una nota il Campidoglio spiega che le prove fisiche presenti nel concorso appena bandito non rappresentano una peculiarità di Roma Capitale. Si tratta di prove previste dalla normativa nazionale. Del tutto falso quindi che si tratti di una misura per “dichiarare guerra alle taglie forti”, come riportato da un noto quotidiano della Capitale. Le prove fisiche, previste appunto su scala nazionale, sono coerenti con l’evoluzione della figura e delle funzioni dell’agente di Polizia Locale, sempre più impegnato a garantire servizi di sicurezza in strada. 

“Voglio ringraziare tutte le persone che si stanno candidando al concorso di Roma Capitale per la Polizia Locale. Dopo le 1.300 assunzioni già effettuate prosegue con forza il percorso di programmazione strategica per rinvigorire la Polizia Locale, pilastro fondamentale della nostra città”, sottolinea la Sindaca di Roma Virginia Raggi.





Confesercenti: “Per i pagamenti elettronici Tax Credit Pos insufficiente per le imprese”

 

 

Il ‘Tax Credit Pos’ non basta. Il credito di imposta per le commissioni pagate dalle imprese su carte e bancomat è insufficiente: per un’attività ‘media’ corrisponde ad un vantaggio fiscale di appena 429 euro all’anno, poco più di 35 euro al mese. Una piccola cifra, che rischia inoltre di essere ulteriormente erosa dai costi burocratici necessari per accedere al tax credit, che possono arrivare ai 200 euro l’anno. È quanto emerge dalle simulazioni condotte da Confesercenti sul cosiddetto Tax Credit Pos, il credito d’imposta per le commissioni da strumenti di pagamento elettronici, introdotto dal DL Fiscale a partire dal primo luglio di quest’anno, e a cui il 31 agosto è stato assegnato un codice tributo dall’Agenzia delle Entrate.

Il beneficio vale il 30% delle commissioni per le transazioni mediante carte di credito, di debito o prepagate o altri strumenti tracciabili, ed è riservato ai piccoli esercenti che non abbiano conseguito nel 2019 ricavi superiori a 400mila euro. In questa fascia, secondo le stime di Confesercenti, per un’attività ‘media’ con 200mila euro di fatturato l’anno – di cui il 50% pagato con carte o bancomat – il credito sarebbe di appena 429 euro. Un mini-bonus certamente insufficiente a coprire i 1.430 euro di commissioni sui pagamenti elettronici sostenuti dall’attività. Anche perché il meccanismo non tiene conto dei costi aggiuntivi legati all’installazione e all’utilizzo del Pos e della linea telefonica dedicata.

Il vantaggio fiscale per gli esercenti rischia inoltre di essere eroso dalla burocrazia. Per accedere al credito d’imposta, infatti, è necessario presentare ogni mese un modulo F24. Una procedura che, affidata ad un professionista, significherebbe caricarsi di in un costo aggiuntivo di almeno 180-200 euro l’anno.

“Una burocrazia paradossale se applicata ad un intervento per la tracciabilità, che in teoria dovrebbe favorire la semplificazione”, commenta Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti. “Così si tramuta il tax credit da un aiuto per le imprese ad un vantaggio per altri. La misura va corretta, alzando la percentuale coperta dal beneficio e puntando ad un abbassamento generale delle commissioni applicate a carte e bancomat, anche promuovendo la competizione tra carte di credito e di debito e nuovi sistemi di pagamento tecnologicamente più evoluti. Ma è necessario anche azzerare costi e passaggi burocratici: i dati relativi alle transazioni sono già a disposizione dei fornitori di sistemi di pagamento e dell’Agenzia delle entrate, il credito di imposta venga accreditato direttamente agli imprenditori come è stato fatto per il bonus a fondo perduto del DL Rilancio”.





Turismo, a giugno e luglio fatturati azzerati, lieve ripresa ad agosto con numeri ridotti e permanenze brevi. L’analisi di Concommercio-Swg

 

 

Dopo il mese di giugno di fatturati azzerati per le imprese del turismo e luglio con andamento a singhiozzo, si registra un agosto con numeri complessivamente ridotti, permanenze medie più brevi e spesa contratta, mentre le prospettive per settembre sono ridimensionate rispetto a quelle previste solo due mesi fa. E’ questo il quadro che emerge dalla rilevazione dell’Indice di fiducia dei viaggiatori italiani condotta, tra il 23 e il 31 agosto, da SWG per conto di Confturismo-Confcommercio.

 

Innanzitutto scende per la prima volta tra luglio e agosto – da 65 a 63 punti su scala da 0 a 100 – l’indice che rappresenta la propensione degli italiani a viaggiare. Non era mai successo in 5 anni di rilevazioni e il fatto che avvenga quest’anno, quando la misurazione aveva già registrato record catastrofici da marzo in poi, è ancora più grave. Vuole dire, dunque, che andranno per lo più deluse le speranze riposte sul mese di settembre per cercare di recuperare una stagione senza stranieri.

Ma lasciando perdere le previsioni per il futuro, i dati consuntivi parlano chiaro. Se nella rilevazione di giugno il 69% degli intervistati pensava che avrebbe fatto almeno un periodo di vacanza entro agosto, lo stesso campione, consultato nuovamente a fine mese scorso, dichiara di essere partito solo nel 60% dei casi (-9%) e, del 40% che non si è mosso, solo l’11% sono italiani che normalmente non fanno vacanze in questo periodo dell’anno. Gli altri indicano come motivo della “non partenza” i timori per la pandemia, nel 52% dei casi, ma anche difficoltà di ordine economico e mancanza di ferie, nel 47%. I “pienoni” di agosto, di cui si è parlato molto, sono dunque stati solo un miraggio estivo, nel senso che si sono concentrati in pochi giorni e in poche località.

 

L’impatto della crisi diventa ancora più forte e registrabile quando si misura la “qualità della vacanza”: solo il 41% degli intervistati ha fatto ferie di lunghezza tradizionale, con almeno 5 pernottamenti a destinazione, mentre il 19% ha fatto viaggi brevi o frazionati in più periodi, ma sempre di breve durata.

Se per le tipologie di destinazioni il mare, già vincente nelle previsioni fatte a giugno, va addirittura oltre, raggiungendo un record storico pari al 62% delle preferenze, un altro record, purtroppo in negativo, lo segnano le città e luoghi d’arte che, nel dato consuntivo, registrano complessivamente un 10% delle preferenze. La montagna invece ha fatto registrare un incremento del 20% rispetto agli anni passati.

Naturalmente l’Italia resta la meta preponderante, scelta dal 96% degli intervistati, ben 19 punti percentuali sopra la media normale di questo mese, con ottimi andamenti delle mete in grado di offrire un mix ben calibrato di mare, entroterra, enogastronomia e natura come Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna. Per il 4% che ha comunque fatto vacanze all’estero – dato che fa riflettere sulla crisi profonda che stanno attraversando agenzie di viaggio e tour operator – solo mete europee, dove si segnala la scomparsa dalla geografia turistica di destinazioni fondamentali come Spagna e Mar Rosso.

 

Secondo Luca Patané, Presidente di Confturismo-Confcommercio, “a fine marzo ipotizzavamo una perdita di valore della produzione del turismo nel 2020 nell’ordine dei 100 miliardi di euro: allora sembrava una visione eccessivamente drammatica ma ogni giorno che passa ci avviciniamo sempre più alla sua concretizzazione”. E prosegue: “Se, in parte col decreto Rilancio e poi con il decreto Agosto, il Governo ha finalmente cominciato a dare alcune risposte alle nostre richieste, oggi, alla luce di questi numeri e dell’oggettivo allontanamento del termine della crisi - almeno per il nostro settore - l’ampiezza e l’intensità di queste risposte vanno adeguate per fare un salto di qualità, se non vogliamo perdere un settore centrale e strategico per l’economia nazionale come il turismo. Con le risorse del Recovery Fund si può fare molto, ma bisogna mettere il turismo al centro delle politiche attive per la ripresa”.





Birmingham (Gb), accoltellamenti in pieno centro. La Polizia: “Grave episodio”

 

Alcune persone sono state accoltellate stanotte a Birmingham, in Inghilterra. Lo rende noto la polizia locale, che parla di "grave episodio". "Sappiamo di un certo numero di feriti ma al momento non siamo in grado di dire quanti e quanto seriamente", scrive la polizia su Twitter. "Tuttavia, tutti i servizi di emergenza stanno lavorando sul luogo" dell’evento "per assicurare le cure mediche a tutti i feriti". Il primo episodio, si legge ancora sull’account Twitter della polizia, si è verificato alla mezzanotte e trenta circa, nel centro di Birmingham. E "poco dopo" un certo numero di ulteriori accoltellamenti venivano segnalati nell’area.




Giovane di 21 anni muore dopo una rissa a Colleferro (Roma)

 

Un ragazzo di 21 anni è morto dopo una rissa scoppiata la notte scorsa in Piazza Italia a Colleferro (Roma). Sul posto i carabinieri della compagnia di Colleferro che stanno svolgendo le indagini per ricostruire quanto accaduto.

Il 21enne è arrivato in ospedale già morto. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il giovane sarebbe stato vittima di un’aggressione in largo Oberdan, dove ci sono alcuni locali. Alcuni ragazzi sono stati portati in caserma dai carabinieri che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto e la loro posizione è al vaglio.





Salvini al Forum Ambrosetti: “Questo Paese rischia di morire di non decisione”

 

“Questo Paese rischia di morire di non decisione. Non puoi avere al governo uno che dice sì e uno che dice no. Mi auguro che L’Italia torni a decidere. Il Paese scelga qualcuno che si prende la responsabilità di scegliere". Lo ha detto Matteo Salvini al Forum Ambrosetti a Cernobbio. "Quello che imputo all’attuale maggioranza è una drammatica mancanza di decisione", ha aggiunto, "mi auguro che questo governo non arrivi fino in fondo". Ed ancora durissimo sulla possibile tenuta del Governo, almeno fino al rinnovo della carica del Presidente della Repubblica: “Non ho la sfera di cristallo ma mi auguro che questo governo non vada fino in fondo. Avere come unico collante la paura di perdere le elezioni sarebbe pericoloso. Io mi rifiuto di pensare ad un Paese che tira a campare fino al 2022 per eleggere il nuovo presidente della Repubblica". Salvini ha detto la sua anche sulla situazione legata alla pandemia da Covid-19: "E’ inaccettabile un governo in cui scuola e università contano meno e zero. Non è un problema di Azzolina o Manfredi, sono due ectoplasmi, due fantasmi. Siamo gli unici in Europa a non aver dato certezze a studenti e insegnanti. E’ un governo di chiacchieroni quello che non spiega come funzionerà la scuola settimana prossima a 8 milioni di famiglie italiane". Secondo Matteo Salvini bisogna investire "davvero in scuola e università in presenza. Io non ho problemi personali con il ministro Azzolina. I due assessori di Trento e Bolzano, casualmente della Lega, sono già a scuola da tempo con la mensa e il tempo pieno. Se non investi in formazione e non dai certezza alle famiglie... Che immagine diamo del Paese in Italia con il caos scuole e le università chiuse? Come facciamo a competere con i Paesi europei?", ha concluso l’ex ministro dell’Interno.





Conte: “Dal voto amministrativo nessuna incidenza sul Governo”

 

“Ritengo che le regionali non avranno incidenza sul governo”. Sono le parole del Premier Conte al Forum Ambrosetti che però ammette come ci sia “un centrodestra unito e una maggioranza che va in ordine sparso”. Poi l’endorsement per un Mattarella-bis: “Vedrei benissimo una sua rielezione”. Ma il Premier ha parlato anche di futuro per l’Italia: ’La vera sfida che ci attende è quella di affrontare i nodi strutturali che hanno impedito al Paese di crescere. Non chiediamo soldi europei per abbassare le tasse ma per un progetto coerente che rimanga alle generazioni future’’. Conte ha voluto dire la sua anche su Draghi: “Non è un rivale, ma una eccellenza espressa dall’Italia nei ruoli che ha ricoperto”. 

Il Premier ha anche disegnato un possibile scenario legato alla pandemia di Covid-19:

"Non ci troveremo più ad affrontare un lockdown generalizzato. I numeri continuano ad essere non trascurabii ma non siamo più davanti alla esplosione di una pandemia. Ci siamo strutturati con un sistema di monitoraggio che ci permetterà ragionevolmente di intervenire in modo mirato e territorialmente circoscritto. I contagi di questi giorni sono sensibilmente inferiori a quelli dei Paesi limitrofi. Ne siamo usciti secondo un metodo, non fidandosi all’improvvisazione, ma grazie a principi di precauzione e interventi adeguati e proporzionali. Ma ne siamo usciti soprattutto grazie ai cittadini, e non è piaggeria. L’Italia sì è dimostrata molto disciplinata. Gli italiani sono stati disposti a seguire le regole che abbiamo imposto".

"Ci siamo tutti convinti - ha sottolineato il premier - che preservare il tessuto produttivo e sociale era condizione indispensabile per uscire da questa bufera: le misure che abbiamo preso per l’Italia hanno evitato di aumentare le disuguaglianze di reddito tra nord e sud. Abbiamo anche predisposto una risposta di politica fiscale a sostegno della economia all’altezza della sfida. Abbiamo agito su molti fronti con risorse cospicue per proteggere l’economia e la società. Abbiamo ritenuto che progettare un qualsiasi rilancio sarebbe stato impossibile senza misure di sostegno adeguate e proporzionate. Bisogna rafforzare il tessuto produttivo al sud per rilanciare il nord. Se al sud si produce anche il nord si avvantaggia della ripresa. Con le nostre norme abbiamo chiesto alle imprese il mantenimento del livello occupazionale per tutto il tempo in cui ci sono sussidi pubblici. Dopo di che servono interventi strutturale, penso a riforma degli ammortizzatori sociali"

 





Il Covid-19 non molla la presa: 16 le vittime e 1.695 nuovi contagi. Stabili i ricoveri nelle terapie intensive

 

Sedici morti positivi al Covid nelle ultime ore. E’ il numero più alto delle ultime settimane. I nuovi contagiati sono 1.695, in leggero calo rispetto a ieri. I tamponi sono stati 107.658 (6mila in meno di ieri). Questi i dati forniti dal ministero della Salute. Le vittime complessive salgono così a 35.534. I contagiati totali diventano 276.338. Dopo giorni di continuo aumento, sono stabili nelle ultime 24 ore i pazienti in terapia intensiva positivi al Covid: 121. In crescita i ricoverati con sintomi (1.620, +13) e le persone in isolamento domiciliare (29.453, + 1.181). Incremento anche per gli attualmente positivi (31.194, quasi mille in più) ed i dimessi ed i guariti (209.610, quasi 600 in più). Questi i dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute. In Lombardia (388) e Veneto (188) il maggior aumento di positivi rispetto a ieri. Nessun nuovo caso, invece, in Molise e Valle d’Aosta.





Vaccino contro il Covid-19, Speranza: “Prime due, tre milioni di dosi a medici, infermieri ed anziani con patologie”

 

 

Il vaccino dovrebbe essere gratuito e le prime dosi, circa due o tre milioni, che potrebbero arrivare anche entro fine anno, verranno destinate agli operatori sanitari e ad anziani con patologie. Sono le parole del Ministro della Salute Speranza, afidate ad un colloquio con il Corriere della Sera. Nonostante la crescita del numero di contagi, il ministro esclude si debba ricorrere a nuovo lockdown e ribadisce che ci sono tutte le condizioni di una riapertura in sicurezza della scuola.  Speranza si dice ottimista riguardo alle tempistiche, ma esorta comunque gli italiani a non sottovalutare il virus: "Non ho mai abbassato la guardia. L’autunno non sarà facile e ritengo vada gestito con la massima cautela. Ma vedo la luce in fondo al tunnel, il traguardo non sembra così lontano. Il contratto con AstraZeneca prevede le prime dosi del vaccino entro fine anno". Il Ministro rassicura riguardo la possibilità di un nuovo lockdown, affermando che "questo governo non vuole fermare di nuovo il Paese: anziché chiudere tutto, noi riapriamo le scuole". Proprio il ritorno sui banchi di scuola rappresenta uno dei punti critici per la gestione dell’emergenza: ancora molti i dubbi da chiarire, dai locali scolastici fino alla carenza di personale. "Siamo l’unico Paese che darà una mascherina chirurgica ogni giorno", continua Speranza. Undici milioni di dispositivi di sicurezza, distribuiti gratuitamente ad ogni alunno, "dai figli di benestanti a quelli di disoccupati. Una cosa bella, una dimostrazione di equità. La ripartenza è una sfida di tutta la comunità insieme, quindi basta far campagna elettorale sulla scuola, è pura follia".





Gualtieri (Economia): “Grandi opportunità con il Recovery Plan. Serve un grande Patto per l’Italia”

 

"Per cogliere fino in fondo le grandi opportunità del Recovery plan è necessario dare vita a un grande patto per l’Italia". E’ l’appello lanciato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, secondo il quale "se vogliamo cogliere fino in fondo l’opportunità unica e irripetibile" delle risorse messe a disposizione dall’Europa "occorre avere una visione chiara e buoni progetti ma soprattutto è necessaria la partecipazione del paese". 

"Se vogliamo veramente cogliere questa opportunità dobbiamo costruire un grande processo comune, un  patto per l’Italia, è qui c’è un ruolo decisivo dei partiti politici e in particolare del Partito democratico", ha osservato il ministro. "C’è una duplice ambizione: non solo mettere in campo le risorse ma fare una grande operazione per affrontare i nodi strutturali che da decenni rendono l’Italia tra i paesi che crecsono  meno, con un tasso di occupazione troppo basso".  

Al tempo stesso, ha evidenziato, la seconda sfida è farlo "con lo con sguardo in avanti per mettere l’Italia tra paesi di punta sulle grandi frontiere su cui si gioca, per affrontare le sfide della globalizza e quelle che sono in atto da tempo e che la pandemia ha accelerato, collocando l’Italia tra i paesi di punta insieme all’Europa in una capacità di dare a tali sfide una dimensione europea sulle frontiere dell’innovazione, della sostenibilità e di un modello di sviluppo che punti sulla coesione territoriale".  

"L’impatto in termini di crescita e soprattutto in termini di crescita potenziale nel medio periodo del Recovery Plan può variare tantissimo, a parità di risorse investite, quanto più queste risorse sono indirizzare in modo mirato e coerente all’interno di un disegno che identifichi una serie di chiare missioni.  In questo senso, il termine missione evoca tante cose, una grande opportunità ma anche una grande responsabilità".