Lavori nei sottoservizi, ora c’è l’obbligo di cauzione del Campidoglio

 

Via libera della Giunta Capitolina all’addendum sul Regolamento Scavi che introduce una serie di garanzie per l’Amministrazione Capitolina durante i lavori delle società di pubblico servizio nel sottosuolo di Roma. L’addendum inserisce un deposito cauzionale versato dalle imprese che effettueranno gli interventi per la posa di infrastrutture, canalizzazioni interne, opere civili, ripristino del manto stradale e interventi di riempimento nel sottosuolo. Il deposito sarà a disposizione dell’Amministrazione per prelevare eventuali penali qualora i lavori di ripristino della strada non fossero eseguiti correttamente o le infrastrutture di proprietà di Roma Capitale fossero danneggiate durante gli interventi. L’obiettivo dell’approvazione dello schema di Convenzione è quello di migliorare la qualità dei lavori stradali nell’ottica di una dialettica costruttiva con le imprese. Nello schema di Convenzione, approvato grazie al lavoro del Dipartimento Simu di Roma Capitale, della Commissione Lavori Pubblici, grazie ai contributi di tecnici e avvocati capitolini, è previsto un obbligo di prestazione dell’operatore per ogni singolo intervento. Si stabilisce la singola sanzione, l’eventuale penale da applicare e il deposito dal quale attingere che l’impresa dovrà versare prima dell’inizio dei lavori. Approvati dalla Giunta Capitolina anche i Disciplinari tecnici che integrano i capitoli 2 e 3 del Regolamento Scavi, e forniscono uno schema dei materiali che le società dei pubblici servizi dovrebbero utilizzare per eseguire correttamente i lavori di scavo. Inoltre, è previsto un controllo sul rinnovo previsto ogni due anni delle certificazioni per le società che forniscono il materiale betonabile, riempitivo degli scavi per verificare che i lavori siano effettuati a regola d’arte. “Dopo tanti anni aggiungiamo un elemento fondamentale per tutelare le nostre strade dai lavori effettuati dalle società dei pubblici servizi. Purtroppo, spesso, le società dei pubblici servizi non eseguono correttamente gli interventi di ripristino del manto stradale dopo i lavori e il riempimento del sottosuolo al termine degli scavi. Con questo provvedimento intendiamo migliorare la qualità dei lavori stradali e quella dei materiali utilizzati. Ringrazio l’Assessora alle Infrastrutture Linda Meleo, la Presidente della Commissione Lavori Pubblici Alessandra Agnello, il Dipartimento Simu, i tecnici e gli avvocati che hanno permesso il raggiungimento di questo importante traguardo per la città e le sue infrastrutture”, precisa la Sindaca Virginia Raggi. “Dopo un percorso di approfondimento e di confronto tecnico, l’approvazione dello schema di Convenzione e il Disciplinare Tecnico che integra i capitoli 2 e 3 del Regolamento Scavi segna un importante avanzamento per il mantenimento delle nostre strade. Abbiamo introdotto sistemi di controllo affinché l’Amministrazione sia tutelata da lavori di ripristino fatti male. Infatti, le società dei pubblici servizi, prima di iniziare i lavori, dovranno firmare uno schema di convenzione e presentare un deposito cauzionale dal quale sarà possibile prelevare nel caso gli in cui interventi fossero eseguiti male e per l’applicazione di eventuali penalità. Questo significa maggiore tutela per l’Amministrazione e qualità maggiore dei lavori”, sottolinea l’Assessora alle Infrastrutture Linda Meleo. “Grande soddisfazione per il via libera dato dalla Giunta Capitolina alla parte contrattuale e tecnica del Regolamento Scavi che va a completare le norme regolamentari che disciplinano la materia degli scavi sul suolo di Roma Capitale da parte delle Società di pubblici servizi. La Commissione Capitolina Lavori Pubblici ha sempre monitorato e seguito l’iter che ha portato a meta il provvedimento, come altro obiettivo da raggiungere da parte dell’Amministrazione Capitolina. Un grazie particolare agli Uffici del Dipartimento SIMU (Lavori Pubblici) per il gran lavoro svolto ed all’Assessora Linda Meleo per la sua disponibilità e l’attenzione costruttiva posta su questo importante provvedimento”, spiega la Presidente della Commissione Lavori Pubblici Alessandra Agnello.

 





Tatuaggi e piercing, c’è una proposta di legge alla Regione Lazio

 

Cooperative di comunità e pratica dei tatuaggi e piercing sono le due proposte di legge di iniziativa consiliare: la n. 126, concernente “Disposizioni in materia di cooperative di comunità” e la n. 223, concernente “Disposizioni relative alle attività di tatuaggio e piercing”, sono state presentate oggi in XI Commissione consiliare regionale Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione. Il progetto delle cooperative di comunità ha lo scopo di valorizzare le comunità locali cercando di stimolare l’autonoma organizzazione dei cittadini, chiamati a produrre beni e servizi in chiave sussidiaria e solidale e accrescere le opportunità lavorative nei territori. 

Nella cooperativa di comunità ogni socio/cittadino condivide il proprio saper fare e le proprie abilità dopo aver definito, in maniera collettiva, insieme agli altri soci/concittadini, i bisogni del contesto territoriale di riferimento, anche con il coinvolgimento degli enti locali. Capofila in questo settore la Regione Emilia Romagna, ma anche nel Lazio sono già presenti esperienze in questo senso nei più svariati ambiti di valorizzazione e recupero del territorio. La pl, formata da 10 articoli, intende quindi dettare disposizioni, fra le quali l’istituzione di un Albo regionale, tenuto conto dell’assenza di una normativa nazionale specifica.

 





Lite tra senza fissa dimora finisce a colpi di accetta

 

Un 69enne senza fissa dimora è stato denunciato dai carabinieri Nucleo operativo Roma centro per lesioni personali e porto illegale di armi o strumenti atti a offendere. Secondo quanto si apprende, l’uomo è stato denunciato a seguito di una lite con un altro senza fissa dimora di 46 anni. Il 69enne lo avrebbe colpito alla testa con il dorso di un’ascia. Il 46enne e’ stato soccorso e trasportato per una ferita alla testa all’ospedale San Giovanni con 5 giorni di prognosi. L’aggressore èstato denunciato.





Abusivismo commerciale, arresti e denunce a Roma

Nove persone arrestate e 4 venditori ambulanti abusivi sanzionati dai carabinieri nelle ultime 48 ore nell’ambito dell’attività di monitoraggio nel centro storico della Capitale, finalizzata al contrasto dell’abusivismo commerciale, del degrado, e di ogni forma di illegalità. I Carabinieri hanno arrestato due nomadi, di 20 e 22 anni, già note alle forze dell’ordine, bloccate appena dopo essere uscite da un condominio in via Appia Nuova. Le giovani sono state trovate in possesso di arnesi da scasso e la successiva ispezione all’interno dello stabile ha permesso di accertare che le ladre si erano introdotte in un’abitazione al secondo piano, dopo averne forzato la porta d’ingresso. All’interno dell’appartamento, le complici hanno anche tentato, invano, di smurare una cassaforte, prima di recuperare quanto possibile nelle camere da letto. La refurtiva – orologi, anelli, collane e preziosi in oro, occultati in una borsa – è stata interamente recuperata dai Carabinieri. 

I Carabinieri del Nucleo Scalo Termini, invece, hanno arrestato due cittadini cubani, un 29enne e un 17enne, con l’accusa di rapina impropria. I due, entrambi senza occupazione e con precedenti, dopo essersi introdotti in un negozio all’interno della galleria Forum Termini hanno occultato diversi capi di abbigliamento in una borsa schermata al fine e una volta scoperti hanno spintonato e colpito con uno schiaffo il personale addetto all’accoglienza, al fine di guadagnare la fuga. I carabinieri li hanno bloccati. Poco dopo, i Carabinieri della Stazione Roma Macao hanno arrestato un 24enne cubano e una 30enne cilena, sorpresi a derubare del portafogli una turista, 67enne francese, sulla banchina della fermata metro “Termini”. 





Sindacati al Campidoglio: “Garantire lavori e livelli occupazione Metro C”

 

Assicurazione della totale copertura finanziaria, nomina in tempi rapidi di un commissario tecnico, istituzione di un tavolo interistituzionale: sono alcune delle proposte sulla Metro C di Roma formulate dai sindacati nazionali e territoriali Feneal Filca Fillea alla ministra De Micheli, nel corso dell’incontro di questa mattina. “La tratta C della Metropolitana di Roma – spiegano i sindacati – è un’opera strategica per lo sviluppo infrastrutturale della Capitale e per l’ammodernamento degli assetti trasportistici e della mobilità del territorio. Bisogna provvedere al suo completamento in tempi rapidi, garantendo così la continuità occupazionale per i 600 lavoratori impegnati nella sua realizzazione, ad oggi interessati da una cassa integrazione che avrà termine a fine settembre”. 

Nel dettaglio le richieste dei sindacati sono “la copertura finanziaria delle tratte in corso di progettazione, l’affidamento della governance dell’intero progetto ad un commissario tecnico di nomina ministeriale in grado di gestire gli iter procedurali in modo celere ed efficiente, l’istituzione di un tavolo interistituzionale per la risoluzione delle criticità in essere, l’inserimento del progetto tra le 130 opere di ‘Italia Veloce’, magari finanziato anche attraverso le risorse del Recovery found”. Feneal Filca Fillea, infine, hanno anche chiesto “che le opere infrastrutturali ricadenti nel Comune di Roma possano essere trattate come opere di interesse nazionale, vista l’importanza e l’attenzione che Roma ha in quanto Capitale”.

 





Nuovi bus per le periferie romane presentati dalla Raggi

 

 

Una nuova linea Atac a Villaggio Prenestina servita dalla prima tranche dei nuovi bus appena arrivati nella capitale. La sindaca di Roma Virginia Raggi l’ha presentata mercoledì e attraverserà le zone di Villaggio Prenestino, Castelverde, Grotte Celoni e Borghesiana. Presenti l’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese, e il presidente del Municipio VI, Roberto Romanella. 

“Abbiamo scontato un paio di mesi di ritardo nella consegna dei bus per il Covid – ha spiegato Raggi – ma la produzione è andata avanti e ora siamo a Villaggio Prenestina per consegnare i primi dei 328 bus che abbiamo acquistato per migliorare i collegamenti nella periferia est della città. Si aggiungono ai 400 nuovi bus già messi su strada, che ci permettono di potenziare il servizio offerto alla cittadinanza e di renderlo più efficiente e capillare – ha aggiunto la sindaca-. Inoltre l’anno prossimo arriveranno altri 100 nuovi bus acquistati da Atac in autofinanziamento mentre ne sono stati già ordinati altri 82”. Questo, ha spiegato Raggi “è il frutto di un lavoro che dura da 4 anni, da quando siamo arrivati e abbiamo deciso di salvare la nostra azienda partecipata. L’abbiamo trovata con un miliardo di debiti – ha ricordato Raggi – il parco mezzi era vecchissimo la maggior parte aveva poi di 10 anni che è una assurdità”. 

“Con grande coraggio – ha rivendicato la sindaca Raggi – al contrario di quelli che dicono che non sappiamo fare le cose e non abbiamo visione. Apriamo una linea, la 045, che non c’era e lo possiamo fate perché abbiamo una nostra azienda. È pubblica e possiamo farlo”. 

Le vetture fanno parte della prima tranche della flotta di autobus, acquistati da Roma Capitale e prodotti da Industria Italiana Autobus. Si andranno ad aggiungere agli oltre 400 nuovi bus già messi in circolazione dall’Amministrazione capitolina. Dal 28 settembre parte di queste vetture saranno in servizio su una nuova linea, la 045, tra Castelverde, Lunghezza, Borghesiana e Grotte Celoni, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva della rete di superficie nei quartieri compresi tra via Collatina, via Casilina, via Prenestina e via Polense, fino a interessare aree esterne al Grande raccordo anulare. “Il potenziamento del trasporto pubblico è prioritario per quest’amministrazione e lo abbiamo dimostrato. Grazie alle risorse impiegate da Roma Capitale stiamo risanando la nostra azienda, rinnovando la flotta e avviando nuovi servizi per le periferie della nostra città. Questa linea fornirà un nuovo collegamento con la metro C e quartieri come Castelverde, Villaggio Prenestino e Colle del Sole. Inoltre in questo quadrante abbiamo potenziato linee già esistenti e migliorato i percorsi, andando incontro alle richieste dei cittadini”, spiega l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.





L’apertura dei nidi di Roma Capitale fortemente contestata dalla Lega

 

 “Il sistema scolastico comunale romano è nel caos. Il tardivo e insufficiente intervento del Comune ha causato una significativa riduzione dell’orario di permanenza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, con correlato aggravio per le famiglie che non hanno soluzioni pomeridiane alternative. Carenti sono anche le manutenzioni che riguardano le potature e gli sfalci dell’erba, così come le riparazioni dei bagni e delle infrastrutture in genere”. Lo denuncia in una nota Flavia Cerquoni, dirigente Lega Roma. “Ci arrivano segnalazioni di scuole dove non ci sono sufficienti dispositivi educativi – continua la nota -: pennarelli, matite colorate e quant’altro e dove mancherebbero idonei dispositivi di protezione sanitaria. Inoltre molte famiglie hanno ricevuto tardive comunicazioni sulle nuove modalità di gestione della giornata scolastica, e purtroppo non sono state per nulla coinvolte”. “Continuare a trattare i nuclei familiari come meri soggetti passivi delle decisioni istituzionali non fa che aggravare – sottolinea Cerquoni -. Le Poses e i dirigenti scolastici sono stati lasciati soli e con poche risorse a gestire il caos delle scuole municipali. Non dimentichiamo poi che pochi giorni dopo la riapertura delle scuole ci saranno le votazioni per il referendum e i bambini si troveranno nuovamente disorientati e i dirigenti dovranno gestire le nuove sanificazioni e gli inevitabili danni post votazioni, non sapendo se chiuderanno il 17 o il 18 settembre. Quando apriranno le scuole dell’infanzia si andrà ancor più nel caos poiché il personale in disponibilità per il potenziamento di organico e le sostituzioni è insufficiente”. “Ancora non sono stati individuati i responsabili covid né sono stati fatti i corsi di formazione per la preparazione di tali figure – aggiunge la nota -. Questa inefficienza targata 5 stelle ha fatto sì che le iscrizioni alle scuole dell’infanzia e ai nidi comunali sia calata drasticamente. I cittadini ed in particolare i genitori non hanno più fiducia nelle istituzioni scolastiche pubbliche. Come Lega non possiamo che sostenere la battaglia delle tante famiglie romane e dei dirigenti scolastici. Crediamo che il Comune debba tornare ad avere un ruolo fondamentale nella catena educativa, in collaborazione e non in contrasto con le famiglie”, conclude.

 





Riapertura dei nidi di Roma Capitale. sono oltre 16mila gli iscritti

 

Hanno riaperto le loro porte nella giornata di mercoledì i nidi capitolini. I bambini da 0 a 3 anni iscritti nelle circa 400 strutture a gestione diretta e indiretta di Roma Capitale per l’anno educativo 2020-2021 sono oltre 16.500. In aderenza alle linee guida regionali, sarà garantita la stabilità dei gruppi: ciascun gruppo di bambini avrà un educatore di riferimento e un ambiente riservato dove svolgere le attività. Lo comunica il Campidoglio in una nota. 

I nidi capitolini riapriranno con orario unico, dalle ore 8 alle 14. Dal 12 ottobre inizierà anche il tempo pieno, per i bambini le cui famiglie hanno espresso questa opzione al momento dell’iscrizione. Il servizio di ristorazione con la consumazione del pasto nelle strutture è garantito sin dal primo giorno. 

Come ogni anno, ad entrare per primi sono stati i bambini che già l’anno scorso sono stati iscritti al servizio. Dopo una prima fase di ambientamento, finalizzata a contribuire a un positivo inserimento dei piccoli, saranno inseriti con gradualità nei giorni successivi anche i bambini che entrano nei nidi capitolini per la prima volta. 

Il numero degli iscritti è destinato a variare come sempre nel corso dei primi mesi dell’anno, per l’effetto dello scorrimento delle liste d’attesa ma anche per i bandi successivi a quello pre-estivo che l’Amministrazione Capitolina mette in campo, da alcuni anni, per venire incontro alle esigenze delle famiglie permettendo di iscrivere i piccoli anche nel corso dei primi mesi di apertura.

 





In Cina una giornalista australiana finisce in carcere per violazione della legge sulla sicurezza nazionale

 

La Cina ha indicato che la presentatrice televisiva australiana Cheng Lei, che lavora per la televisione di stato cinese CGTN, è stata arrestata per “ragioni di sicurezza nazionale”. Lo scrive l’agenzia di stampa France Presse 

“I servizi competenti hanno recentemente preso misure conformi alla legge rispetto alla cittadina australiana Cheng Lei che è sospettata di attività criminali che mettono a rischio la sicurezza nazionale” ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. 

Cheng è stata arrestata ad agosto, in un momento di forte tensione con Canberra. Gli ultimi due corrispondenti australiani presenti a Pechino hanno appena lasciato il paese, dopo essere stati interrogati dalla polizia cinese proprio in relazione al caso Cheng.

 





Sull’Himalaya torna l’eterno conflitto tra Cina ed India

 

La Cina sta mobilitando forze militari verso l’Himalaya dove da due mesi è in corso un’escalation di tensioni lungo il confine non conteso con l’India. Lo scrive oggi il giornale legato al Partito comunista cinese Global Times, segnalando che l’Esercito di liberazione popolare ha messo in campo “bombardieri, truppe di difesa, aerea, artiglieria, veicoli corazzati, paracadutisti, forze speciali e unità di fanteria da diverse parti del paese”. 

Da tre mesi India e Cina hanno confronti anche duri. A metà giugno, in uno di essi sono morti 20 soldati indiani e un numero imprecisato di militari cinesi, che si sono di fatto affrontati a colpi di mazza. Ieri, poi, Pechino ha accusato forze indiane di aver sconfinato il 31 agosto oltre la Linea di attuale controllo (Lac), confine non dichiarato sull’Himalaya, e di aver sparato violando un preciso accordo che vieta l’uso di armi da fuoco da 45 anni. Pechino aveva minacciato contromisure, senza meglio precisare. 

Secondo quanto ha scritto il Global Times, bombardieri H-6 e aerei da trasporto Y-20 sono stati dispiegati nell’area, mentre ampie esercitazioni miloitari anche con fuoco vivo hanno avuto luogo nella Cina nord-occidentale e nella Regione autonoma del Tbet nelle scorse settimane. 

Dalla provincia di Jiangsu, Cina orientale, è arrivato nell’area il 71mo Gruppo d’armata, dotato da sistemi anticarro HJ-10, mentre nella zona è stata dispiegata anche una brigata di difesa aerea. 

Venerdì a Mosca i ministri della Difesa dei due paesi – Rajnath Singh e Wei Fenghe – hanno avuto un incontro. Wei ha accusato l’India di avere “la piena responsabilità” per le tensioni attuali al confine. Insomma, non si vedono schiarite e due potenze nucleari, sul tetto del mondo, si confrontano in un gioco estremamente pericoloso.





Stati Uniti, la Polizia spara a un 13enne autistico. E’ gravissimo

 Un ragazzo di 13 anni con la sindrome di Asperger è stato gravemente ferito dopo essere stato colpito da un agente di polizia a Salt Lake City, nello Utah. Lo ha raccontato ai media americani la madre, Golda Barton, spiegando di aver ha chiamato la polizia perché suo figlio, Linden Cameron, aveva una crisi e le serviva aiuto per gestire la situazione. Quando quando gli agenti sono arrivati, continua la donna, il 13enne è scappato. A quel punto ha sentito qualcuno gridare "mettiti a terra" tre volte, seguito da diversi colpi di pistola. Il ragazzo è ora ricoverato in ospedale con ferite alla spalla, alle caviglie, all’intestino, alla vescica e al colon. "Non era armato, stava cercando di attirare l’attenzione. Perché non l’hanno semplicemente affrontato? È un bambino. Ha problemi mentali", ha detto la donna in lacrime.




Trump se la prende anche con il Pentagono: “Vogliono solo guerre”

 

“Non dico che i militari mi adorino; i soldati sì, ma gli alti gradi del Pentagono probabilmente no perché vogliono solo combattere guerre per fare felici tutte quelle meravigliose aziende che fabbricano bombe e aerei”: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un attacco senza precedenti ai vertici del Pentagono.

Un’iniziativa in netta contraddizione con la politica seguita fin qui dalla Casa Bianca di favorire la vendita di armi all’estero, e che ha provocato la rezione del capo di stato maggiore dell’esercito, generale James McConville: “Posso assicurare che gli alti comandi raccomanderebbero l’invio di truppe solo se lo richiede la sicurezza nazionale e come estrema risorsa”.

Di fatto, come nota il quotidiano spagnolo La Vanguardia, i rapporti fra Trump e le forze armate si sono progressivamente deteriorati dopo il licenziamento di Jim Mattis dal Dipartimento della Difesa (in disaccordo con la Casa Bianca sulle politiche riguardanti Nato, Siria e Afghanistan).

Soprattutto, il Pentagono non ha affatto gradito l’utilizzo dell’esercito per disperdere una manifestazione pacifica a Washington, con l’unico scopo di permettere a Trump di essere fotografato, Bibbia in mano, davanti alla chiesa dei Presidenti – luogo di culto che non ha peraltro mai frequentato.

L’attacco al Pentagono farebbe parte di un tentativo da parte di Trump di procacciarsi i voti dei militari dopo che, secondo quanto pubblicato dalla rivista The Atlantic, il presidente avrebbe cancellato nel 2018 una visita ad un cimitero militare americano commentando che vi erano sepolti solo “perdenti e falliti”.

Trump ha smentito quanto affermato dalla rivista, ma rimane il precedente dei commenti riguardanti il senatore John McCain, secondo l’inquilino della Casa Bianca indegno di essere considerato un eroe di guerra perché catturato in Vietnam.





Boss in carcere a Rebibbia stacca con un morso il dito ad un agente della Penitenziaria

 

 

Shock nel carcere di Rebibbia, dove un boss di Cosa Nostra ha staccato il dito di un agente della polizia penitenziaria con un morso per poi ingoiarlo. A compiere il brutale gesto è stato Giuseppe Fanara, da nove anni detenuto in regime di 41-bis per una condanna all’ergastolo. Ora gli è stata notificata una nuova misura cautelare per i reati di lesioni aggravate, lesioni gravissime e resistenza. Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, Fanara ha dato in escandescenze in seguito ad un controllo in cella. Si è avventato su sette agenti della penitenziaria e li ha aggrediti. Al culmine della rissa, ha morso uno dei poliziotti, staccandogli il mignolo della mano destra, che non è stato più ritrovato. Gli inquirenti ritengono che lo abbia inghiottito. "Vi sgozzo come maiali", ha urlato Fanara, che è stato uno degli esponenti di Cosa Nostra più temuti in Sicilia, brandendo il manico di una scopa. Solo dopo due ore, gli agenti sono riusciti a immobilizzarlo e disarmarlo. Dopo l’episodio il boss è stato trasferito da Rebibbia al carcere di massima sicurezza di Sassari.





“I terroni sono inaffidabili” e il boss dei Casalesi gli fa saltare il negozio

 

 

Il metodo e il nome dei Casalesi impiantati nel Veneziano, a Eraclea. Nell’aula bunker di Mestre è in corso il maxi processo che ruota attorno alla figura di Luciano Donadio, imprenditore edile capace di mettere in piedi un meccanismo criminale ora raccontato dal pentito e suo ex braccio destro Christian Sgnaolin. Il boss non esitò, una volta, a piazzare una bomba davanti all’agenzia del titolare che al bar aveva detto: "Donadio è terrone e non è affidabile".    Christian Sgnaolin ha parlato, come riporta il Corriere del Veneto, per un giorno intero mettendo in luce la figura di Luciano Donadio, l’imprenditore che si vantava della sua amicizia con Francesco "Sandokan" Schiavone, il boss dei Casalesi da tredici ergastoli, replicandone in territorio veneto i metodi e ricorrendo, quando necessario, al suo nome e alla sua fama. Il meccanismo criminale scoperto a Eraclea lo scorso anno viene ricostruito nel corso del processo e una figura chiave come quella dell’ex braccio destro del boss Donadio permette di risalire a episodi significativi rispetto al "modus operandi" del clan.   "Donadio non era un usuraio, era contrario a certe pratiche e anzi prestava soldi a fondo perduto", ha raccontato Sgnaolin che però ha anche ammesso che "non esitava a ricorrere alla violenza". Un consigliere comunale che aveva sfiduciato l’allora sindaco Graziano Teso si ritrovò con l’auto bruciata mentre la squadra di calcio che non voleva più la ditta come sponsor venne minacciata. E il titolare dell’agenzia Universo di Eraclea Mare che al bar aveva pronunciato la frase "Donadio non è affidabile, è terrone, dei terroni non ci si può fidare" si ritrovò una bomba davanti alle vetrine del locale: il boss, uno che non aveva mai lasciato debiti, si era risentito e non aveva preso bene quella battuta infelice. "Ti faccio vedere io chi sono i Casalesi di Eraclea", disse poi una volta Donadio sparando contro la vetrina di un immobiliare che non voleva pagare. 

 





Il Gip ha convalidato gli arresti dei quattro presunti assassini di Willy, uno è ai domiciliari

 

 

Il Gip del Tribunale di Velletri, ha convalidato l’arresto di tutti e 4 i giovani indagati in relazione alla morte di Willy Monteiro Duarte. Il giudice ha stabilito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i fratelli Gabriele e Marco Bianchi e per Mario Pincarelli. Al solo Francesco Belleggia sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Martedì si sono tenuti in carcere a Rebibbia gli interrogatori degli indagati. I fratelli Bianchi hanno respinto ogni responsabilità: “Non lo abbiamo toccato. Respingiamo ogni accusa. Siamo intervenuti solo per dividere, abbiamo visto un parapiglia e siamo arrivati. Siamo stati chiamati da amici al telefono”. Il difensore, Massimiliano Pica, ha annunciato il deposito di nuove prove a discarico dei suoi assistiti ed ha detto la sua su quanto accaduto. “Marco e Gabriele non hanno ucciso Willy. Erano lì perché chiamati da alcuni amici. Si sono avvicinati, hanno colpito qualcuno ma non hanno toccato il ragazzo e ora abbiamo anche i testimoni”. A “The Breakfast Club” su Radio Capital parla Massimiliano Pica, avvocato difensore dei fratelli Bianchi, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte. 

“Quella sera c’era una lite tra una quindicina di persone. I fratelli Bianchi erano lì ma due ragazzi confermano che a colpire Willy è stato qualcun altro. Chi ha sbagliato pagherà”. “Io sono di Colleferro e ho ricevuto molti insulti – spiega l’avvocato Pica – ma ho letto tutte le prove e voglio anche io fare chiarezza su quello che è successo. Non sono stati i fratelli Bianchi e dietro l’omicidio non ci sono moventi razziali”.





Omicidio di Cerciello Rega, un testimone: "Il carabiniere mi mostrò il tesserino"

 

Mario Cerciello Rega la notte in cui venne ucciso mostrò il tesserino dell’Arma ad una persona. Il fatto è stato ricostruito nel corso delle indagini difensive portate avanti dagli avvocati Franco Coppi, Ester Molinaro e Massimo Ferrandino, per la famiglia del vicebrigadiere ucciso. Sotto processo per la vicenda sono i due giovani statunitensi, Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth. 

“E’ stato messo in dubbio che Cerciello avesse un tesserino identificativo. Noi abbiamo rintracciato la persona che aveva incontrato Cerciello poco prima dell’omicidio alle 3.08 di quella notte e – ha detto l’avvocato Coppi davanti ai giudici della corte d’assise – ha confermato che il vicebrigadiere per identificarsi ha estratto dalla tasca dei pantaloni il portafogli e ha mostrato il tesserino da carabiniere. All’inizio del dibattimento non pensavamo potesse essere necessario chiarire questo aspetto ma visto che è stato messo in dubbio abbiamo ritenuto di dover intervenire”.

 





Omicidio Vannini, parla Viola:"Ciontoli ci disse di stare tranquilli"

Omicidio Vannini, parla Viola:"Ciontoli ci disse di stare tranquilli"

“Antonio Ciontoli ci disse di stare tranquilli che era solo un grande spavento, per lui si trattava di un colpo d’aria partito dalla pistola. Insomma per Antonio, Marco stava avendo solo una crisi d’ansia”. Così ha detto Viola Giorgini, già fidanzata di Federico Ciontoli. La giovane è stata ascoltata come testimone nel processo d’appello bis per la morte di Marco Vannini, avvenuta la notte tra il 17 e il 18 maggio del 2015 mentre si trovava a casa della sua fidanzata Martina a Ladispoli. 

Nel processo è sotto accusa l’intera famiglia Ciontoli. Si è ancora davanti ai giudici di seconda istanza dopo che la Cassazione ha annullato la precedente sentenza d’appello e indicato che bisogna riconoscere l’omicidio volontario con dolo eventuale. “Ricordo che eravamo in stanza di Federico – ha detto la ragazza – e ho sentito un tonfo, un rumore come se fosse caduto qualcosa di pesante. Ci siamo avvicinati al bagno, ma la porta era socchiusa. Dentro c’era il padre di Federico e Martina. Antonio Ciontoli ci disse di non preoccuparci e ci siamo fidati di lui, abbiamo creduto ciecamente alla sua versione. Federico entrò in bagno e uscì portando via la pistola, per metterla in sicurezza. Io rimasi senza parole”. 

Rispetto a quanto avvenuto quella sera Viola ha spiegato di “essersi resa conto della ferita che aveva Marco solo dopo, solo quando Marco fu portato al piano di sotto. Allora notai delle gocce di sangue. A quel punto abbiamo cercato di convincere Antonio a chiamare il 118, la situazione infatti non migliorava”. E ancora: “ricordo che dello sparo appurai solo quando Marco fu portato al Posto di primo intervento di Ladispoli. Ricordo che già lì Ciontoli parlava del rischio di perdere il lavoro se questa storia fosse uscita fuori”.

 

 





Berlusconi dal San Raffaele: “Combatto contro una malattia infernale”

 

Telefonata a sorpresa del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Dal letto del San Raffaele di Milano, dove è ricoverato da 5 giorni per il contagio di Covid-19, Silvio Berlusconi ha chiamato a sorpresa i senatori di Fi, riuniti a palazzo Madama, e ha voluto fare anche un saluto in diretta a un comizio elettorale in Valle D’Aosta, presente la coordinatrice regionale Emily Rini, che ha voluto ringrazie per il suo impegno. ll Covid è una malattia insidiosa e infernale, ma io la sto combattendo per tornare presto a casa e a fare campagna elettorale.  Berlusconi ha rassicurato sulle sue condizioni di salute ragionando con i senatori sulla necessità di presentare un piano articolato di riforme che pungoli il governo sul Recovery Fund. E’ un voto molto importante, io sono con voi, Forza Italia è e resta essenziale per il Paese. Siamo la forza più europeista della coalizione di centrodestra, portatrice dei valori del Ppe, ha detto Berlusconi.





Francesco: “Sul vaccino emergono interessi di parte”

 

“La crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia colpisce tutti; possiamo uscirne migliori se cerchiamo tutti insieme il bene comune”. Lo ha detto Papa Francesco all’Udienza Generale del mercoledì nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

“Purtroppo – ha aggiunto – assistiamo all’emergere di interessi di parte. Per esempio, c’è chi vorrebbe appropriarsi di possibili soluzioni, come nel caso dei vaccini e poi venderli agli altri. Alcuni approfittano della situazione per fomentare divisioni: per cercare vantaggi economici o politici, generando o aumentando conflitti. Altri semplicemente non si interessano della sofferenza altrui, passano oltre e vanno per la loro strada”.





Coronavirus, la società Irbm: “Sperimentazione vaccino AstraZeneca non sospesa”

Coronavirus, la società Irbm: “Sperimentazione vaccino AstraZeneca non sospesa”

 “La sperimentazione sul vaccino AstraZeneca Oxford non è sospesa”. Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm, l’istituto di ricerca di Pomezia che è coinvolto nella realizzazione del vaccino AstraZeneca-Oxford, ha spiegato a Fanpage.it cosa succede dopo la decisione dell’azienda farmaceutica di annunciare l’emergere di un quadro clinico avverso su 50mila partecipanti al test. 

“Non è stata sospesa la sperimentazione, ma sono state bloccate le nuove vaccinazioni nei nuovi paesi. Attualmente è in corso una vaccinazione su 50mila persone in 5 paesi, che va avanti in attesa che si pronunci il comitato scientifico indipendente nell’unico quadro clinico avverso emerso” spiega Di Lorenzo e specifica “Ma è una decisione di ruotine, normalmente non si sospende nulla. Si continua la sperimentazione e si aspetta che il comitato scientifico esamini il caso”. 

Il numero uno di Irbm spiega che il parere del comitato scientifico dovrebbe arrivare tra qualche settimana e “non ci saranno ritardi sulla tabella di marcia di diffusione dell’antidoto”. “Entro la fine dell’anno in corso arriveranno milioni di dosi, la copertura entro pochi mesi sarà nel complesso buona, anche se penso che i governi prima organizzeranno la vaccinazione delle categorie più a rischio” conclude.

 





Covid-19, ci avviciniamo a un milione di morti nel mondo

 

Sono 27.583.796 i casi di contagio da Coronavirus registrati nel mondo, stando al bilancio aggiornato dal Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University. I decessi attribuiti al Covid-19 sono nel mondo 897.614.





La protesta degli infermieri per le strade della Capitale. In otto punti le proposte per la nuova figura professionale

 

“Stanchi dall’atteggiamento di un governo indifferente a qualsiasi richiesta rispetto alle legittime istanze della categoria”, il Nursing Up proclama ufficialmente lo stato di agitazione nazionale. E il 15 ottobre gli infermieri saranno in piazza a Roma per protestare. “E’ il preludio all’inizio delle nostre nuove battaglie- dice il presidente Antonio De Palma- La Piazza di Milano, con l’evento del 4 luglio scorso, ci ha consegnato nelle mani un mandato preciso, una responsabilita’ straordinaria a cui adempiere. Non possiamo fermarci adesso e non lo faremo. L’esperienza nefasta del Covid e’ servita per dimostrare agli occhi dei nostri ciechi interlocutori che gli infermieri italiani ci sono e ci saranno sempre. Siamo il perno del sistema, un sistema fallace, pieno zeppo di lacune, ma che senza di noi sarebbe gia’ affondato da tempo. Per questa ragione confermiamo ufficialmente la manifestazione del 15 ottobre prossimo a Roma, ma soprattutto ribadiamo che di fronte al silenzio della politica sulle nostre legittime aspettative, economiche e contrattuali, quella della Capitale sara’ solo la prima di tante nuove ‘azioni mirate’ finalizzate a cambiare il nostro destino”. Otto i punti chiave alla base delle richieste decisive per disegnare un futuro diverso per l’intera categoria e anche per le altre professioni sanitarie, da accogliere il prima possibile nella speranza che quello che sembra un vero e proprio muro contro muro possa avere fine per ricostruire la serenita’ dell’intero mondo infermieristico.





De Micheli assicura: "In arrivo alla filiera dell’industria ferroviaria 77 milioni di euro"

 

 “La filiera industriale italiana è potente sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo, sa dare risposte in termini di sicurezza. Come Governo abbiamo preso la decisione di investire molto sul ferro, vogliamo migliorare le infrastrutture di tutta la Nazione e, in particolare, potenziare i collegamenti regionali. Questo progetto verrà parzialmente sostenuto dall’Europa tramite il nostro piano ‘Italia Veloce’: 77 miliardi nei prossimi anni verranno destinati all’industria ferroviaria”. Lo ha dichiarato, secondo quanto riporta una nota, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha fatto visita alla sede centrale di Tecnologie Meccaniche, azienda ‘made in Italy’ che opera nel settore ferroviario progettando e realizzando prodotti e sistemi che vengono distribuiti a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ed alle principali aziende del settore.

 





Maria Antonietta Scopelliti è il nuovo Segretario Generale della Consob

 

 

Maria Antonietta Scopelliti, attuale capo della Divisione Mercati della Consob, è stata nominata nuovo segretario generale dell’Istituto. Lo annuncia la stessa Consob con una nota, precisando che Scopelliti prende il posto di Carlo Deodato, magistrato, segretario generale da aprile 2019, che ha scelto di tornare al Consiglio di Stato in qualità di Presidente di Sezione. 

L’avvicendamento, si legge, deciso dalla Commissione, ha effetto dal 16 settembre prossimo. Il Collegio ha espresso un vivo elogio a Deodato, ringraziandolo per il suo alto contributo professionale, il suo apprezzato equilibrio decisionale e il tratto umano. 

La Scopelliti, laureata in Economia e Commercio, ha rivestito in Consob diversi incarichi, tra cui capo dell’Ufficio mercati a pronti e mercati derivati, capo dell’Ufficio bilancio e gestione finanziaria, capo dell’Ufficio studi e statistiche. Dal 2013 è responsabile della Divisione Mercati. Ha partecipato a vari gruppi di lavoro presso organismi interni e internazionali.

 





Sei mesi di rosso per Mediaset, persi 18,9 milioni di Euro

 

Mediaset chiude il primo semestre dell’anno con una perdita netta di 18,9 milioni di euro rispetto all’utile di 102,7 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. I ricavi del gruppo ammontano a 1,166 miliardi, in discesa rispetto ai 1,482 miliardi dello stesso periodo del 2019. Decisivo il calo generale dei ricavi pubblicitari televisivi: in Spagna sono scesi a 325,1 milioni rispetto ai 472,9 milioni dello stesso periodo del 2019, in Italia, sono stati pari a 744,2 milioni a fronte dei 985,2 milioni dello stesso periodo del 2019.

Dopo i primi due mesi di esercizio caratterizzati da un andamento nettamente positivo, sottolinea Mediaset, i mesi successivi hanno accusato il forte rallentamento della raccolta pubblicitaria sia in Italia che in Spagna a seguito delle misure restrittive di lockdown, misure progressivamente allentate solo a partire dalla seconda parte del mese di maggio in Italia e dal 21 giugno in Spagna.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 giugno è calato a 1,197 miliardi rispetto al dato di inizio periodo (1,348 mld). Il free cash flow è cresciuto a 212,1 milioni rispetto ai 189,0 milioni dei primi sei mesi 2019.





La Meloni e il digiuno di Cesare Battisti: “Speriamo che la stagione dell’impunità e dei privilegi sia finita”

 

"Il terrorista e pluriomicida Cesare Battisti è stato abituato a credere che non avrebbe mai scontato la sua pena e che, nonostante i crimini commessi, avrebbe trascorso il resto della sua vita nell’impunità e tra le coccole dell’internazionale radical chic che per tanto tempo lo ha protetto. Dopo averla fatta franca per decenni, questo assassino non concepisce l’idea di dover rimanere in galera per il resto dei suoi giorni a scontare la pena che la giustizia italiana gli ha inflitto". Così all’Adnkronos la leader di Fdi Giorgia Meloni. Il magistrato di Sorveglianza, nell’ultimo provvedimento, ha riconosciuto la buona condotta dell’ex terrorista e 45 giorni di riduzione della pena. "Mi auguro che lo Stato non si pieghi alle richieste di questo criminale - aggiunge - e che la stagione dei privilegi e dell’impunità riservata a Cesare Battisti sia finita una volta per tutte. Lo dobbiamo alla memoria vittime, ai loro famigliari e a tutti coloro che hanno sofferto per mano di questo criminale".





Salvini strizza l’occhio a sinistra: “Con noi tanti iscritti Cgil e Delegati Fiom”

 

 

E’ vero che io trovo nelle piazze tanti iscritti Cgil e delegati Fiom che mi dicono io sono con voi e vi voto. E’ vero ad esempio che la legge Fornero l’avete smontata voi, siete molto più concreti di un Renzi o del Pd”.

Così Matteo Salvini, leader della Lega, risponde a chi gli chiede se esista ancora un orientamento di voto in base al sindacato di appartenenza, nel corso di una visita ad aziende di Scandicci (Firenze) durante la campagna elettorale di Susanna Ceccardi.

“Io prima ero a Fucecchio, al mercato c’era una marea di gente e non so che tessera sindacale abbiano, per quale squadra tifano o in che Dio credano. So -aggiunge Salvini- che sarà un voto poco ideologico e molto concreto, perché i toscani sono tra quelli che pagano di più la tassa dei rifiuti, perché c’è un sistema sanitario con medici eccellenti e però liste d’attesa inaccettabili, e c’è un sistema di infrastrutture che costringe gli imprenditori a essere bravi il doppio, tra riduzioni di carreggiate, l’aeroporto di Firenze che aspetta da 30 anni, cantieri fermi, fare impresa qua è più difficile che farla altrove”.

Poi però, nel corso di altra manifestazione, strizza l’occhio alla destra:“Se c’è qualcuno che cerca eventuali fascisti, gli unici fascisti rimasti sono i fascisti rossi…”. I ‘boicottaggi’ subiti in Toscana da “ristoranti, caseifici e gelaterie tra Bagno a Ripoli, Lucca e Pistoia” che avevano espresso simpatia per il Carroccio. “Cambiare si può, tra undici giorni con la vostra matita potete scrivere la storia” ha concluso.




Renzi spariglia: “Ho ancora il mal di stomaco per essere in maggioranza con il M5S”

 

“Ho ancora mal di stomaco a pensare che sono nella stessa maggioranza del Movimento Cinquestelle ma meglio così per il Paese, chi spara sull’Europa come Salvini e Meloni spara su chi ci ha salvato, l’Europa è il 118 che ci ha salvato”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato a Coffee Break su La7.

Il Mes? “I Cinquestelle hanno bisogno di arrivare al 21 settembre con loro che dicono no al Mes, poi faranno come hanno sempre fatto…” ha concluso.




Franceschini (Pd) apre alle opposizioni: “Dopo il Referendum Patto per la Riforma elettorale”

 

Il capo delegazione del Pd al governo Dario Franceschini invita destra e sinistra a fare un patto per le riforme. “Se al referendum vincerà il sì sarebbe intelligente per maggioranza e opposizione prendere quel voto come una spinta a fare le riforme costituzionali” spiega in un’intervista alla Stampa. E precisa: “So già che adesso riceverò molti no, ma credo ci saranno ripensamenti dopo il 21 settembre”.

“Abbiamo sperimentato tutti, misurandoci col governo del Paese, che il sistema non funziona bene come dovrebbe: visto che il taglio dei parlamentari ha un gradimento trasversale, sia l’avvio di un periodo di riforme per mettere in condizione chi vincerà la prossima volta di misurarsi con un sistema che funziona”, spiega. Insomma, aggiunge, “se siamo tutti d’accordo che il sistema ha bisogno di correttivi, usiamo la seconda parte della legislatura per lavorarci. A partire dal superamento del bicameralismo perfetto”. Le sembra ci sia il clima per un patto di questo tipo? “Ora certo che no, siamo in campagna elettorale e so che la mia proposta riceverà dei no. Ma ci potrebbero essere ripensamenti dopo il 21”, conclude Franceschini.





Azzolina: “Unici in Europa per le scelte nette sulla scuola”

 

“Il quadro di una pandemia non è una fotografia, non è affatto statico e al mutare delle condizioni la politica può e deve prendere nuove decisioni come abbiamo fatto. Sono state emanate regole chiare tra le più rigorose in Europa. Rispetto agli altri paesi europei siamo gli unici che hanno compiuto scelte così nette sia sul fronte dell’organico aggiuntivo che sulla distribuzione gratuita per tutto il personale scolastico e per tutte le alunne e gli alunni di 11 milioni di mascherine al giorno”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina,intervenendo alla Camera dei Deputati.

“Voglio ribadirlo ancora una volta Sara lo stato a fornire le mascherine necessarie per tutto il personale scolastico e per tutti gli studenti”.

“Quel che non meritano le nostre ragazze e i nostri ragazzi, il personale della scuola, le famiglie – ha detto ancora la ministra – è assistere a polemiche sterili che si consumano sulla loro pelle. Non meritano di ascoltare slogan e frasi ad effetto che puntano alla pancia dell’elettorato, ma non lasciano poi nulla di concreto sul tavolo, nessuna vera proposta, nessuna iniziativa reale”.

“Mi auguro che la grande lezione di lavoro costante, sacrificio e resilienza offerta dal sistema nazionale di istruzione e formazione in queste settimane che, unito, ha lavorato per la ripresa, possa davvero orientare il dibattito in modo diverso”, ha concluso.





Allarme dei Presidi: “Difficile riaprire il 14 settembre”

Il Presidente Giannelli: “Banchi monoposto in ritardo, mancano le aule e i professori”

 

"Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il 14 settembre. È evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo.  Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico". Lo afferma il presidente  dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. "Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque: è opportuno dunque valutare la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali".  "Tutto il personale scolastico è fortemente impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il prossimo 14 settembre. E’ evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo", evidenzia Giannelli.  Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, "perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio", sottolinea ancora Giannelli. "Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del  14 settembre sia rispettato ovunque. E’ opportuno dunque valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali".





Coronavirus, arriva il test salivare rapido e tutto italiano

 

Arriva un nuovo test rapido, tutto italiano, capace di dire in soli 3 minuti se si è positivi o meno al coronavirus SarsCov2 dalla saliva. Si chiama Daily Tampon, ed è stato realizzato da un’azienda brianzola di Merate (Lecco) in collaborazione con l’università del Sannio. Il test ha ricevuto l’approvazione dal Ministero della Salute e può quindi partire la produzione.  Si prende un campione di saliva con un cotton-fioc, si appoggia quest’ultimo sul tampone e in soli tre minuti, grazie all’utilizzo congiunto di tre reagenti, il tampone restituisce il risultato: si è positivi se compaiono due strisce, negativi una.Il test è prodotto dall’azienda Allum di Merate. "Da 40 anni - ha raccontato la titolare Stefania Magni a PrimaMerate - realizziamo sistemi di illuminazione. A inizio anno stavamo progettando lampade che potessero sanificare gli ambienti dal virus, ma ci siamo resi conto che diventava un’operazione troppo lunga e onerosa. Durante il lockdown ci siamo chiesti come potessimo aiutare il Paese a tornare alla normalità nel modo più veloce possibile, quindi abbiamo iniziato a studiare insieme a Pasquale Vito, professore di genetica dell’Università degli Studi del Sannio, e allo spin-off universitario Genus Biotech di cui è presidente, questo tampone giornaliero con risultato veloce".





Crediti deteriorati, Bce sotto accusa

 

 

Il calendar provisioning della Bce, che impone la progressiva svalutazione dei crediti deteriorati fino al 100%, è "una norma sbagliata" e andrebbe rivista: "applicata nel post Covid è come una bomba atomica" e determinerebbe "un disastro nel bilancio delle banche, non solo nostre". Lo ha affermato l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, nel corso dell’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, sull’applicazione delle misure per la liquidità. La Banca d’Italia intanto ha comunicato che le sofferenze bancarie nette a luglio sono diminuite del 15,2% sui dodici mesi a 24,601 miliardi (in giugno la riduzione era stata del 12,3 per cento). La variazione - precisa Via Nazionale - può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione. 





Speranza e la riapertura delle scuole: “Non lasceremo mai soli insegnanti e famiglie”

 

“Abbiamo lavorato per ricostruire il rapporto tra il servizio sanitario nazionale e la scuola” e le “linee guida da seguire di fronte a un caso positivo a focolai sono stati condivisi con gli enti locali”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla riapertura delle scuole. “Non lasceremo mai soli insegnanti e famiglie”, ha aggiunto Speranza in questa fase delicata per la riapertura delle scuole.





L’Onu: “Covid-19 mette a rischio l’uguaglianza sociale”

 

“Il COVID-19 sta mettendo a rischio ed esacerbando l’uguaglianza sociale, economica e infrastrutturale”. Lo ha detto António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite nel corso della conferenza “Dalla Pandemia alla ripresa”, primo appuntamento online con i grandi nomi mondiali delle banche di sviluppo e grande occasione per parlare a livello globale di incentivi ma anche di visione a lungo termine. “Le banche di sviluppo – ha detto Guterres – possono giocare un ruolo significativo nel supportare la risposta alla pandemia e le misure, finanziando infrastrutture e altri beni pubblici, e promuovendo l’inclusione finanziaria. Il recupero non può includere tutto. Dobbiamo essere ambiziosi e recuperare meglio, guidati dall’agenda 2030 E dagli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.





L’Oms difende la quarantena di 14 giorni

 

L’Oms "sta seguendo le discussioni" sull’accorciamento della quarantena per i contatti di chi è positivo al Covid-19, ma "difende la raccomandazione di una quarantena di 14 giorni per prevenire la trasmissione del virus". Lo afferma all’Ansa l’ufficio europeo dell’Oms commentando l’ipotesi avanzata in Francia di ridurre il periodo a sette giorni. "Questa raccomandazione - aggiunge l’Organizzazione - è basata sui dati disponibili sul periodo di incubazione; in sostanza il periodo medio è di 4-5 giorni, con un limite superiore di 14 giorni". "Alcuni paesi - continua l’Oms Europa - stanno valutando una riduzione del periodo di quarantena combinata ad una attività di test, prendendo in considerazione sia le evidenze scientifiche che fattori sociali. L’esempio francese può essere visto come quello di un paese che adatta la propria risposta al virus all’accettazione delle misure da parte del pubblico per poter aumentare l’adesione. Noi stiamo seguendo queste discussioni, ma difendiamo la nostra raccomandazione di una quarantena di 14 giorni per prevenire una ulteriore trasmissione".





Crescono i contagi (1.434) e le vittime (14)

 

E’ di 14 morti e 1.434 nuovi contagiati il bilancio delle ultime ore sul fronte Coronavirus, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. I numeri sono in aumento rispetto a ieri, quando si erano registrate 10 vittime e 1.370 positivi in più. In leggero aumento i tamponi: quasi 96mila contro 92mila.  Nuovo aumento dei pazienti Covid in terapia intensiva: sono 150, 7 in più nelle ultime 24 ore. In crescita anche il numero dei ricoverati con sintomi (1.778, +18), quello delle persone in isolamento domiciliare (32.806, quasi mille in più) e degli attualmente positivi (34.734, anche in questo caso quasi mille in più). In Lombardia (+218) e Campania (+203) il maggior aumento di positivi di oggi. Solo la Valle d’Aosta non ha fatto registrare nuovi contagi. Sono i dati del ministero della Salute.