Ancora un blitz antidroga dei Carabinieri nella Capitale. Dieci gli arresti

 

Blitz antidroga dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma nella Capitale. Come sempre, al setaccio le vie e le piazze maggiormente note perché frequentate da soggetti con trascorsi negli ambienti della droga. Dieci persone sono finite in manette e centinaia di dosi di droga – tra cocaina, eroina e hashish – sono state sequestrate unitamente al denaro, circa 1.000 euro, ritenuto provento delle attività di spaccio. 

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina, hanno proceduto ad arresti in zona Quarticciolo, a Fidene e Tor Bella Monaca.





L’autunno nero delle Poi Romane in uno studio Cna-Swg

Utili e fatturati più che dimezzati nel 40% dei casi nel primo semestre dell’anno, scarsa propensione a fare investimenti per oltre il 44%. Inoltre, il 68% degli intervistati afferma di non nutrire grande fiducia nel futuro: questo il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sugli effetti della pandemia sulle imprese romane che la Cna di Roma ha affidato a Swg. 

La rilevazione, secondo quanto riporta una nota, ha raccolto più di 400 questionari, utili a tracciare un quadro dei vissuti degli imprenditori romani durante il primo semestre dell’anno e a verificare le attese rispetto al secondo semestre. 

I dati evidenziano che soltanto una minoranza delle imprese intervistate è riuscita a mantenere produzione e fatturati sui livelli del 2019, a fronte di un 80% che ha visto una riduzione di tutti gli indicatori fondamentali. Circa il 40% degli intervistati stima nel primo semestre un fatturato e un utile più che dimezzato rispetto allo scorso anno. La disponibilità di ammortizzatori sociali ha invece consentito di mantenere stabile il numero degli addetti che si sono ridotti solo in una impresa ogni cinque.

 





Referendum del 20 e 21 settembre, servizio di trasporto per elettori diversamente abili

 

L’Amministrazione di Roma Capitale, in occasione della consultazione referendaria in programma il 20 e 21 settembre 2020, ha istituito un servizio di trasporto, dalle abitazioni ai seggi, per gli elettori diversamente abili.  

Al fine di un ordinato svolgimento del servizio, gli interessati dovranno telefonare ai numeri 06 67692540 - 06 67692541 del Comando della Polizia di Roma Capitale, da lunedì 14 a sabato 19 settembre, dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00, nella giornata di domenica 20 settembre dalle ore 7.00 alle ore 23.00 e nella giornata di lunedì 21 settembre dalle ore 7.00 alle ore 15.00 rappresentando la volontà di fruire di detto servizio e fornendo le proprie generalità, l’indirizzo di abitazione, il numero telefonico nonché il Municipio di appartenenza.  Infine, per rendere più agevole l’esercizio del diritto di voto, i predetti elettori dovranno munirsi dell’attestazione medica e del certificato di accompagnamento, che saranno loro rilasciati dalla A.S.L. competente per territorio.

 





Riapertura delle scuole con il potenziamento del trasporto pubblico di Roma Capitale

 

Con la riapertura delle scuole, Atac riprende il regolare servizio delle linee scolastiche,con collegamenti dedicati in specifiche fasce orarie, e intensifica le corse sulle linee ordinarie che servono anche le scuole. Sarà avviato inoltre un monitoraggio quotidiano per rimodulare il servizio in base alle necessità. Sempre da oggi partono servizi di trasporto integrativi, le linee “S, dedicate a potenziare i collegamenti di superficie con alcune stazioni metro – in specifiche fasce orarie – in entrata e uscita dalle scuole.  

Queste linee nel loro tragitto effettueranno fermate in prossimità degli istituti. Le linee Ponte Mammolo-Termini e Anagnina-Termini partono da lunedì. Nel corso della settimana, invece, sarà attivato un terzo collegamento  (Battistini-Termini). In questi giorni saranno valutate eventuali fermate aggiuntive e l’istituzione di nuove linee a supporto.  

L’obiettivo, spiega il Campidoglio, è “diminuire il carico sulle metro per far spostare più agevolmente studenti, docenti e personale che lavora nei plessi scolastici, alleggerendo il servizio metroferroviario, per garantire il rispetto delle norme anti-CoViD. L’Amministrazione dispone di risorse proprie, a recupero dei chilometri non percorsi nel periodo pre-CoViD dall’azienda di Tpl periferico, che impiegherà fino a esaurimento, per poi utilizzare i fondi regionali aggiuntivi, tramite affidamenti coerenti con le nuove discipline d’appalto contenute nel Decreto Semplificazioni”.

I percorsi e gli orari delle linee “S”:

linea S1 (su linea B) da Ponte Mammolo a Termini e viceversa, fascia oraria 6.30 – 9.30 e 13.00 – 15.30

linea S2 (su linea A) da Anagnina a Termini e viceversa, fascia oraria 6.30 – 9.30 e 13.00 – 15.30

linea S3 (su linea A) da Battistini a Termini e viceversa, fascia oraria 6.30 – 9.30 e 13.00 – 15.30

Le linee S1 e S2 entrano in servizio il 14 settembre, mentre la linea S3 partirà nel corso della settimana.





Riaperte tutte le scuole dell’infanzia (oltre 300) di Roma Capitale

 

Hanno riaperto le scuole dell’infanzia capitoline. I bambini da 3 a 6 anni iscritti, per l’anno educativo 2020-2021, nelle oltre 300 strutture gestite da Roma Capitale sono oltre 30 mila. Ad annunciarlo, in una nota, il Campidoglio che sottolinea che in aderenza alle linee guida nazionali, così come già avviene nei nidi capitolini, anche nelle scuole dell’infanzia sarà garantita la stabilità dei gruppi: ciascuna sezione avrà quindi insegnanti fisse di riferimento e un ambiente riservato dove svolgere le attività. 

Da lunedì il servizio partirà con orario unico, dalle ore 8 alle 14. Dal 1° ottobre inizierà anche il tempo pieno, nelle sezioni in cui è previsto. Il servizio di ristorazione con la consumazione del pasto nelle strutture è garantito sin dal primo giorno. 

Oltre 1 milione di euro è stato erogato ai Municipi per l’acquisto anche di materiale farmaceutico, tra cui mascherine, gel igienizzante per le mani, guanti in lattice, soprascarpe monouso, termometri ad infrarossi e visiere. Per la manutenzione degli edifici destinati ai nidi e alle scuole dell’infanzia capitoline sono stati stanziati circa 2,7 milioni di euro. 

Altri 9 milioni di euro sono stati destinati dall’Amministrazione Capitolina per il reperimento da parte dei Municipi di oltre 3 mila tra educatrici e insegnanti per potenziare l’organico, sia dei nidi che delle scuole dell’infanzia, rispetto agli scorsi anni e garantire il rispetto delle nuove necessità legate alla salute pubblica. 





Scuola, Di Bernardino (Regione Lazio): "Prestare attenzione ai comportamenti"

 

“Un inizio difficile, timido, e incerto. Quest’anno la riapertura è sicuramente più difficile degli altri anni. Oltre alle preoccupazioni di dover affrontare un altro lungo anno, fatto di compiti, interrogazioni e studio, quest’anno c’è anche il Covid da dover gestire. Per questo il mio invito è quello di prestare sempre attenzione ai comportamenti, di pensare alla nostra salute e a quella dei nostri cari con piccole semplici azioni che possono davvero fare la differenza. Azioni che ormai avete imparato a conoscere e che è importante continuare a rispettare”. Lo afferma l’assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, che annuncia che sarà anche presente in alcuni istituti per verificare personalmente l’avvio delle attività. In un messaggio agli studenti on line sui canali social della Regione Lazio, l’assessore invita i ragazzi “ad essere responsabili, diligenti, maturi e curiosi. Solo con il vostro contributo sarà possibile affrontare al meglio questa nuova sfida. – afferma – Io, da parte mia e in nome della Regione Lazio, sarò con voi, seduto nel banco in prima fila a dire che ce la faremo, tutti insieme, con il prezioso aiuto di collaboratori scolastici, professori e dirigenti. Al suono della campanella, ci sarà una nuova avventura ad attendervi e sono sicuro che sarete pronti e preparati per affrontarla al meglio”.





Brexit, l’ultima battaglia di Boris Johnson non è solo con l’Ue

 

Una sfida all’Ue, ma soprattutto una scommessa sul fronte interno. Sono giorni da battaglia campale quelli che scattano a partire dalla prossima settimana per Boris Johnson, indebolito dall’emergenza coronavirus e dagli ultimi sondaggi, ma deciso a giocarsi il tutto per tutto nella partita negoziale sul dopo Brexit con un contestato progetto di legge (Internal Market Bill) che rivendica spregiudicatamente al Regno Unito il potere unilaterale di rivedere parte degli impegni sottoscritti con Bruxelles dallo stesso premier appena pochi mesi fa nell’ambito dell’Accordo di recesso: a costo di violare a viso aperto il diritto internazionale, di scatenare la furia europea e delle opposizioni, di affrontare il ritorno dei venti di rivolta nel gruppo conservatore a Westminster, oltre che le reprimende di vecchie glorie anti-brexiteer come gli ex primi ministri - un tempo rivali - John Major e Tony Blair. Incalzato da una fronda crescente di compagni di partito sempre più confusi e a disagio per gli zig-zag che gli vengono imputati, il successore di Theresa May sembra aver perso il tocco magico di trionfatore delle urne persino agli occhi di qualche fedelissimo. Come dimostrano le adesioni a una chat di onorevoli colleghi Tory ribattezzata, secondo le rivelazioni dei media, ’What the fuck is going on’ (’Che c... sta succedendo’)? 





Bielorussia, ancora una retata di oppositori, finiscono in carcere in 700

  

Almeno 700 persone sono state arrestate a Minsk da poliziotti in assetto da guerra durante l’ennesima domenica di manifestazioni di protesta contro la rielezione di Alexander Lukashenko.

Decine di migliaia di persone sono scese per le strade della capitale della Bielorussia alla vigilia dell’incontro tra il presidente e Vladimir Putin a Mosca e al culmine di una settimana nera per l’opposizione con gli arresti di diverse figure di primo piano.

Ancora una volta la repressione della polizia bielorussa è stata dura. Video pubblicati sul sito Tut.by mostrano agenti - alcuni in abiti borghesi ma con il volto coperto da passamontagna, altri in tenuta mimetica e giubbotto antiproiettile - che afferrano giovani manifestanti per la felpa e li sbattono a terra o li prendono a pugni prima di arrestarli.   





Netanyahu negli Usa per la pace con Emirati e Bahrein

 

 Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è a Washington per firmare i recenti accordi di normalizzazione con gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain. Lo riferiscono media israeliani.  Prima di prendere il volo su un aereo con la scritta “Pace”, il premier israeliano ha tenuto una conferenza stampa all’aeroporto sottolineando la natura storica del viaggio, in cui è pronto a firmare accordi di normalizzazione con Emirati Arabi Uniti e Bahrein, solo quattro giorni dopo che quest’ultimo ha annunciato venerdì legami ufficiali con Israele. 





Giappone, c’è il successore di Abe. Eletto Yoshihide Suga alla leadership del Partito Liberaldemocratico. Mercoledì il voto in parlamento

 

 

Il partito di governo giapponese ha eletto Yoshihide Suga come suo nuovo leader per succedere al premier Shinzo Abe che lascia per motivi di salute. Suga diventerà quasi certamente anche il nuovo premier. 

Il 71enne consigliere di Abe e segretario capo del governo era dato per favorito. Mercoledì si svolgerà il voto in Parlamento per la conferma del nuovo leader del Partito Liberaldemocratico come primo ministro.





Agguato a Olginate (Lecco), colpito e ucciso a colpi di pistola un 47enne, ferito il fratello

 

E’ morto all’ospedale di Lecco il 47enne ferito nel primo pomeriggio di domenica a Olginate in una sparatoria. L’uomo, raggiunto da alcuni colpi di pistola, era arrivato all’ospedale in condizioni gravissime. Nello stesso centro è ricoverato anche il fratello del 47enne, colpito pochi minuti dopo dallo stesso aggressore. L’uomo si è salvato rifugiandosi all’interno di un condominio. La sparatoria, secondo le ricostruzioni di alcuni giornali locali, potrebbe essere legata a un episodio accaduto la notte scorsa a Olginate. Un ragazzo di 25 anni è stato portato in ospedale per un trauma cranico, subito dopo una caduta. Il giovane potrebbe essere stato invece vittima di un’aggressione e la sparatoria di oggi potrebbe essere un regolamento di conti.





Inseguita, speronata e uccisa dal fratello perché aveva una relazione con un ragazzo trans

 

Inseguita e speronata dal fratello che non accettava la sua relazione con un ragazzo trans. Così venerdì ad Acerra, nel Napoletano, è morta la ventenne Maria Paola Gaglione, caduta rovinosamente dal motorino mentre, in compagnia del compagno, percorreva la strada provinciale Cancello-Caivano.

Su disposizione della Procura di Nola, il fratello maggiore di Maria Paola, Michele, è agli arresti con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo l’accusa avrebbe inseguito e speronato lo scooter della sorella provocandone la caduta rivelatasi fatale. È in ospedale, ferito ma non in gravi condizioni, il compagno di Maria Paola, un ragazzo trans, nato di sesso femminile che si percepisce uomo.

Il portavoce di Gay Center e Responsabile Gay Help Line, Fabrizio Marrazzo, ha così commentato il fatto: “Quanto accaduto a Napoli, dimostra quanto siano duri i contesti che da tempo denunciamo con il nostro numero verde Gay Help Line 800 713 713 per questo serve una legge seria contro l’omotransfobia, che prevenga situazioni di questi tipo e che senza dubbi condanni le dichiarazioni che vedono l’omosessualità come una malattia o qualcosa di inferiore”.





Omicidio Willy, le Associazioni scrivono alle scuole: “Ascoltate gli studenti”

 

 

Una lettera aperta ai dirigenti scolastici e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio di Colleferro, Artena, Paliano, Segni, Anagni, Fiuggi, Palestrina, Genazzano, Velletri, Labico per chiedere di “creare nei primi giorni di scuola, un momento di ascolto di studentesse e studenti sulla notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro”. È l’iniziativa lanciata da associazioni, realtà sociali, parrocchie, gruppi religiosi e collettivi del territorio per dare un segnale di reazione e riflessione, a partire dalle scuole, dopo il feroce omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne pestato a morte a Colleferro una settimana fa.  “Le nostre comunità hanno subito una perdita enorme- si legge sulla lettera- La vita di un ragazzo di 21 anni non c’è più. Le giornate che ci hanno preceduto per molti sono state piene di dolore, commozione e rabbia. Crediamo fortemente che, passato il momento mediatico, le luci e la riflessione non si possano spegnere. Ascoltando i nostri territori ci sembra che una delle richieste più frequenti sia quella di parlare di quanto accaduto attraverso un dialogo franco e rispettoso degli interlocutori. Ai dirigenti scolastici e al corpo docenti del nostro territorio chiediamo, pur nella complessità dell’inizio di questo particolare anno scolastico, di impegnarsi a creare, nei primi giorni di scuola, un momento di ascolto di studentesse e studenti sulla notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro.
Facciamo parlare i nostri giovani. Uno dei modi per giungere preparati a questo momento ci sembra che possa essere quello di partire da cosa gli insegnanti hanno provato e chiedere ai ragazzi delle loro sensazioni, delle loro emozioni, del loro quotidiano e di come hanno vissuto la notizia. Elaborare, all’interno di un confronto a tutto tondo, delle riflessioni che facciano venir fuori una comunità che reagisce e cresce. Tenere al sicuro gli studenti significa aiutarli nella crescita dei loro strumenti di comprensione e formazione. È uno sforzo difficile ma dobbiamo farlo tutti insieme”.   “Le associazioni del territorio sono da sempre a fianco delle istituzioni scolastiche, non smetteremo mai di esserlo- continua la lettera a insegnanti e ds- In questo preciso momento storico riteniamo però fondamentale che questo connubio tra scuola e associazionismo diventi ancor più forte, perché crediamo che l’anima migliore del territorio risieda nel volontariato e nei gruppi associativi che giornalmente, insieme agli insegnanti, combattono per farla emergere”. Hanno promosso l’iniziativa: Arci Artena Montefortino93, Associazione Rete Sociale, Unione giovani Indipendenti-Scaffale ambientalista Colleferro, Arci 33 Centilitri Segni Aps Segni, Anpi ‘Staffetta Partigiana’ Colleferro, Presidio Libera Colleferro ‘Angelo Vassallo’, piccola società cooperativa ‘Il Domino’ arl Colleferro, Cuori in ballo Colleferro, Oltre il ponte Colleferro, 900 e oltre Colleferro, Chiesa Valdese di Colleferro, Emergency Colleferro, Bramarte Gennazzano, Forum Giovani Labico. E ancora: sezione Anpi di Genazzano ‘G.E. D’Amico e L. Ciccognani’, Pax Christi Punto Pace Velletri-Segni, Azione Cattolica Velletri-Segni, Associazione mamme Colleferro, Centro islamico culturale per la pace Colleferro, parrocchia Santa Maria del Gesù Artena, Saltatempo Genazzano, Associazione Live Artena, Circolo Legambiente Anagni, Associazione Crescendo Insieme Colleferro, Associazione Culturale ‘Locca d’oro’ Segni, Progetto ColleAttivo Palestrina, Associazione culturale escursionistica La Miangola, Associazione Culturale Arti Palestrina, Retuvasa.

(Dire)





Omicidio di Willy, i fratelli Bianchi ora hanno paura e chiedono l’isolamento in carcere

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli, arrestati per l’omicidio di Willi Monteiro Duarte, hanno chiesto tramite i legali di essere posti nel reparto protetto del carcere di Rebibbia per motivi di sicurezza. Lo afferma il garante dei Detenuti del Lazio, Stefano Anastasia. I tre in questo momento si trovano, come tutti i neodetenuti, in regime di isolamento in base alle normative anticovid. Hanno chiesto però che al termine dei giorni di quarantena possano avere un regime di protezione all’interno del penitenziario romano. Nei giorni scorsi erano arrivate minacce di morte, anche via social o attraverso telefonate minatorie,sia ai parenti degli arrestati che ai difensori.  Poi il Granete dei Detenuti del Lazio, Stefano Anastasia: "Trascorse le due settimane di isolamento precauzionale per il Covid - effettivamente si dovrà valutare una adeguata forma di isolamento cautelativo per impedire che i tre possano essere oggetto di attenzioni per così dire sgradite all’interno del carcere. L’uccisione di Willy Monteiro ha avuto una eco mediatica molto forte e ha impressionato gli italiani non solo quelli che sono a casa ma anche coloro che sono detenuti, serve attenzione. Al momento, comunque, ho avuto modo di verificare che questi giorni di detenzione stanno scorrendo senza anomalie".





Gibertoni (Policlinico Sant’Orsola): “In attesa del vaccino contro Covid-19, determinante quello contro l’influenza tradizionale”

 

 

In attesa del vaccino contro il Covid, nei prossimi mesi sara’ “particolarmente determinante” l’uso di quelli per l’influenza. L’appello arriva dal policlinico Sant’Orsola per bocca della direttore generale Chiara Gibertoni, a margine dell’inaugurazione del Day service di Oncologia medica, ristrutturato grazie ai fondi raccolti con la vendita delle luminarie con “L’anno che verra’” di Lucio Dalla. 

Quello in arrivo sara’ “sicuramente un autunno difficile, per le strutture sanitarie e in modo particolare per gli ospedali”, avverte Gibertoni, perche’ l’incidenza di casi Covid “nelle ultime sei settimane continua ad essere in aumento” e quindi “l’esperienza drammatica dell’epidemia ancora in corso convivra’ con le normali patologie da raffreddamento, l’influenza e le sindromi parainfluenzali che tutti gli anni stagionalmente colpiscono in questi mesi dell’anno”. 

Certo, ora “sicuramente siamo piu’ pronti ad affrontare il Covid, ci siamo strutturati”, sottolinea Gibertoni, pero’ “ci vuole l’attenzione e la capacita’ da parte di tutti di cogliere la particolare complessita’ del momento, quindi in modo particolare quest’anno dovremo stimolare molto la vaccinazione anti-influenzale che servira’ a ridurre la circolazione del virus e anche a evitare sovraffollamento delle strutture sanitarie”. 

Allo stesso tempo, servira’ anche “l’attenzione di tutti soprattutto sulle misure e sulle precauzioni”, aggiunge la direttrice del Sant’Orsola, mentre invece “abbiamo sentito anche di personaggi che nonostante i sintomi non utilizzavano la mascherina e in questo modo hanno ovviamente reso piu’ difficile tutto quello che ne e’ conseguito in caso di positivita’”. 

Per tutti i cittadini, quindi, resta valida la raccomandazione di “utilizzare in maniera responsabile la mascherina- rimarca Gibertoni- e le misure, che ormai conosciamo tutti bene, dell’igiene delle mani e del distanziamento. Se tutti daranno il loro contributo, anche per le strutture sanitarie sara’ piu’ facile. Certamente e’ un anno estremamente difficile da affrontare in termini di complessita’ organizzativa e assistenziale”. 

Tutto questo in attesa di un vaccino. “Ho le notizie che sento dalla stampa e confrontandomi con il professor Pierluigi Viale (direttore dell’unita’ Malattie infettive del Sant’Orsola, ndr) e con gli infettivologi- afferma Gibertoni- non abbiamo ancora sentore che ci sia nell’imminenza, anche perche’ poi c’e’ da ragionare su tutta la parte di implementazione del vaccino e quindi anche sulla campagna vaccinale e in particolare chi vaccinare per primo”. 

In altre parole, “credo che sicuramente dovremo aspettare oltre la fase invernale per averlo quindi, a maggior ragione- ribadisce la direttrice- nella fase invernale usiamo i vaccini che abbiamo”.





Ghebreyesus (Oms) ci ripensa: "No al saluto con il gomito"

 

Il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ricordato rilanciando in un tweet la raccomandazione da lui stesso fatta a marzo di evitare di salutarsi con il gomito perché non consente di osservare la distanza di sicurezza raccomandata per evitare il contagio. "Salutando le persone, è meglio evitare di toccarsi con i gomiti perché questo ti fa stare a meno di un metro di distanza dall’altro. A me piace mettermi una mano sul cuore per salutare le persone in questi giorni", ha scritto l’economista Diana Ortega, in un messaggio ritwittato da Ghebreyesus.




Covid-19 fa il record di contagi nel mondo: 307.930 in 24 ore

 

 

Un nuovo record negativo è stato raggiunto nell’ambito della pandemia da coronavirus: nelle ultime 24 ore i casi confermati di contagio sono stati 307.930, il dato più alto di sempre, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

Il totale dei contagi è adesso di 28.637.952 in tutto il mondo. Il precedente record di infezioni su base giornaliera era di 306.857 ed era stato registrato il 6 settembre. I decessi per la pandemia sono 917.417 in tutto il mondo (5.500 in più rispetto al giorno precedente) e le Americhe hanno i dati più alti di tutte le regioni del mondo, con oltre 14,7 milioni di casi complessivi.

L’aumento più marcato di nuovi casi nell’ultima giornata è stato registrato in India (94.372), poi negli Stati Uniti (45.523) e in Brasile (43.718). Sempre questi tre Paesi hanno il record dei decessi, con oltre 1.000 negli Usa e in India e 874 in Brasile.

L’India è salita al secondo posto a livello mondiale per casi, con oltre 4,7 milioni, seguita dal Brasile con quattro milioni. Mentre gli Stati Uniti hanno un quarto dei casi a livello mondiale, oltre sei milioni e 194mila morti. In Europa il numero dei casi è in aumento e si teme una seconda ondata.

 





Il colosso farmaceutico Pfizer e il vaccino su Covid-19: “Entro ottobre sapremo se funziona”

 

Il colosso farmaceutico Pfizer saprà entro la fine di ottobre se il vaccino anti-Covid a cui sta lavorando funziona o meno: lo ha detto l’amministratore delegato della società, Albert Bourla.
"Nel migliore dei casi c’è una buona probabilità, più del 60%, che sapremo se il prodotto funziona o meno entro la fine di ottobre", ha detto Bourla alla CBS. E nel caso in cui i risultati saranno positivi, l’arrivo del vaccino sul mercato l’anno prossimo dipenderà da quanto tempo impiegheranno le autorità ad approvarlo.  La distribuzione del vaccino, ha concluso il manager, sarà un problema a causa delle complessità legate alla spedizione dei medicinali, ma la Pfizer - ha precisato - sa come gestire queste operazioni.





Fosche previsioni dell’Oms: “In aumento le morti in Europa a ottobre e novembre”

L’Organizzazione mondiale della Sanità si attende una risalita del numero di morti per coronavirus in Europa tra ottobre e novembre che saranno mesi “più duri”. Lo ha detto Hans Kluge, direttore Europa dell’Oms, a Afp. 

“Diventerà più dura. A ottobre e novembre ci sarà una mortalità più elevata”, ha dichiarato Kluge in un’intervista all’agenzia francese. Secondo il direttore regionale l’aumento dei morti sarà legato alla ripresa della pandemia in Europa: “In questo momento i Paesi non vogliono sentire questo genere di cattive notizie, lo capisco”, ha detto Kluge che ha cercato di dare “un messaggio positivo”, perché “la pandemia si fermerà prima o dopo”. 

Ma Kluge ha messo in guardia coloro che pensano che la fine della pandemia coinciderà con la creazione di un vaccino: “Lo sento dire sempre: ‘il vaccino metterà fine all’epidemia’. No di certo”. “Non sappiamo se il vaccino sarà efficace in tutta la popolazione. Alcuni segnali che riceviamo rivelano che sarà efficace per alcune fasce e non per altre”, ha aggiunto spiegando che forse serviranno “vaccini diversi”. 

“La fine di questa pandemia ci sarà nel momento in cui avremo imparato a vivere con questa pandemia e questo dipende da noi. E’ un messaggio molto positivo”, ha affermato. 

In Europa si registra un aumento dei casi, soprattutto in Spagna e Francia: venerdì oltre 51mila nuovi contagi in 55 Paesi della regione Europa, livelli simili ad aprile. Nello stesso tempo il numero dei morti resta stabile e più basso del picco critico della primavera, con 400-500 in media.





Politiche monetarie Ue, Lagarde detta la linea della Bce

La Bce non abbassa e non abbasserà la guardia sui suoi obiettivi di politica monetaria e tiene i fari puntati anche sull’andamento del cambio dell’euro. Lo ha ribadito la presidente, Christine Lagarde, che nel suo messaggio in occasione dell’incontro annuale del Consiglio dei governatori delle Bance centrali arabe ha ripetuto i messaggi chiave lanciati al termine dell’ultimo direttorio.

“Nell’attuale contesto di elevata incertezza – ha detto – il Consiglio direttivo valuta attentamente le infomazioni che giungono, inclusi gli sviluppi sul tasso dei cambi, per via delle loro implicazioni sulle prospettive di medio termine di stabilitò dei prezzi”.

L’accenno ai cambi valutari è stato aggiunto alle comunicazioni dopo l’ultimo Consiglio direttivo, giovedì scorso, e dopo i recenti apprezzamenti dell’euro, che rischiano di complicare un percorso di ripresa economica e normalizazione inflazionistica già difficile.

La Bce “resta pronta a aggiustare tutti i suoi strumenti come appropriato a perseguire i suoi obiettivi”, ha detto ancora Lagarde.





Euronext, formalizzata l’offerta per l’acquisizione di Borsa Italiana

 

 

Euronext conferma ufficialmente "di aver presentato un’offerta non vincolante al London Stock Exchange Group per l’acquisizione di Borsa Italiana. La partnership comprende CDP Equity e Intesa Sanpaolo". In un comunicato del gruppo, che tra le altre controlla la Borsa di Parigi e Amsterdam, viene spiegato che "l’aggregazione proposta tra Borsa Italiana ed Euronext creerebbe un operatore leader nei mercati dei capitali dell’Europa continentale, in cui l’Italia rappresenterebbe il principale contributore in termini di ricavi del gruppo Euronext post aggregazione". Il gruppo, in corsa per Piazza Affari in concorrenza con Deutsche Borse e Six, aggiunge che l’operazione "posizionerebbe in modo efficace il nuovo gruppo per realizzare l’ambizione di proseguire nella creazione dell’infrastruttura dell’Unione dei mercati dei capitali in Europa, sostenendo allo contempo le economie locali".  "Non vi è alcuna certezza che l’offerta possa concretizzarsi in una transazione" e "un ulteriore annuncio sarà divulgato se e quando ritenuto opportuno", conclude Euronext. 





Salvini sulla nuova inchiesta e i Fondi alla Lega: “Non troveranno nulla”

 

"Non parlo di giustizia a orologeria, possono scannerizzare i miei conti correnti, quelli della Lega, non troveranno soldi, come per la Russia, per i 49 milioni". Così dice Matteo Salvini, intervenendo a Rtl 102,5, sul caso dei commercialisti vicini alla Lega, finiti ai domiciliari per l’inchiesta di Milano. "L’unico processo che c’è è quello del 3 ottobre, che mi riguarderà per sequestro di persona e lì mi dichiarerò colpevole", conclude Salvini.




Grillo duro sul voto al Referendum: “Ricacciare i dinosauri nella foresta”

 

“Tra due settimane il popolo italiano potrà riappropriarsi del proprio potere ricacciando nella foresta i dinosauri del Giurassico, destinati alla estinzione dalla cometa della riforma costituzionale. E’ ora di svecchiamento, modernizzazione e di maggiore consapevolezza sociale!” Lo scrive su Facebook Beppe Grillo, rilanciando un lungo post sul suo blog.

“Giornalmente – si legge nel post – e più volte nell’arco delle 24 ore, sulle reti Rai, viene diffuso, quasi in modo ossessivo, uno spot sulle modalità di voto nel referendum che si avvicina, accompagnato dalla mimica di un interprete per sordi. Come se l’Italia fosse un paese di analfabeti si preferisce la gestualità ad una didascalia scorrevole. Più lo spot va avanti e più si fanno vivi i vecchi dinosauri della reazione che escono dalla foresta in cui erano rintanati da decenni, o se volete le cariatidi dell’immobilismo della politica italiana, tutti intenti alla conservazione, alla difesa di privilegi anacronistici, all’opposizione preconcetta contro qualsiasi cosa che odori di svecchiamento, di modernizzazione, di maggiore consapevolezza sociale”.

“Restare ancorati al numero stabilito 40 anni fa non è una conquista né politica, né culturale, ma rappresenta una fossilizzazione della società. Tra due settimane, in coincidenza con la presa di Roma, il popolo italiano potrà riappropriarsi del proprio potere ricacciando nella foresta i dinosauri del Giurassico (i vari Casini, Giachetti, Bertinotti, Prodi, Parisi, Cirino Pomicino, Sisto, Napoli, Brunetta, Violante, Formigoni, Bonino, Zanda, Finocchiaro, Santanché, Orfini, Sgarbi, Rotondi, ecc.), destinati alla estinzione dalla cometa della riforma costituzionale”, conclude il post.

 




Zingaretti avverte il M5S: “Combatteremo per il Mes. Non siamo subalterni”

 

“Guai a lasciare il terreno agli altri. Nessuno si illuda: i Democratici il terreno non lo lasceranno mai dentro questa democrazia. In quest’Italia di parolai, voltagabbana, twittaroli, c’è un solo partito che con le sue liste e i suoi candidati rappresenta ovunque una certezza, l’unica garanzia contro l’avanzata delle destre: siamo noi, il Pd, altri io non li ho visti". Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti chiudendo la festa nazionale dell’Unità a Modena. 

"Il beneficio più grande che questo anno di governo ha prodotto, al di là dei 100 miliardi stanziati per il Covid, - ha aggiunto - è ancorato all’aver legato il futuro dell’Italia al destino dell’Europa e aver avviato un suo cambiamento che è la speranza che stava morendo in milioni di italiani dopo la sciagura dei sovranisti e la sciagura della democrazia illiberale. Avrebbe lasciato sole le persone. Lasciare un paese fedele ai valori di libertà, democrazia e civiltà ci da la forza di andare avanti".  "Le classi dirigenti italiane - ha detto ancora Zingaretti - non hanno capito che non è in gioco un’alleanza di governo che ora vi divertite a picconare o il destino di un leader ma la tenuta della nazione nei prossimi anni. Perché la democrazia deve includere, se si indebolisce si indebolisce la fiducia nello Stato. Ecco perché bisogna continuare a cambiare l’esistente. Il Pd è una forza a servizio di una missione chiara e leale, ma siamo al governo con un segnale chiaro: ora è giunto il tempo di riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese". Secondo Zingaretti, "il Pd è una forza a servizio di una missione chiara e leale". "Siamo al governo con un segnale chiaro - ha aggiunto -: ora è giunto il tempo di riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese". "Altro che subalternità, subalterno è chi si è fermato nel teatro della politica, concentrato sugli stessi personaggi e le stesse polemiche - ha sottolineato -. Sapevamo che il cammino era accidentato ma abbiamo combattuto. Dovremo ancora combattere perché siamo forze diverse e distinte ma non abbiamo paura di combattere: combatteremo sulla sanità pubblica perché ancora dovete convincerci perché non ricorrere al Mes".

 




Mes, Crimi replica a Zingaretti: “Mes inutile, diciamo no”

 

“Per noi il Mes è inutile. Diciamo no, come loro dicono sì”. Così il capo politico del M5s Vito Crimi, ad Agorà su Rai 3. “Questo e altri temi saranno oggetto di confronto, il confronto in questi mesi c’è sempre stato e ha dato un risultato positivo”, ha aggiunto.





Conte e il ritorno a scuola: “Momento di intensa emozione”.

Conte e il ritorno a scuola: Momento di intensa emozione

 

“Si torna a scuola in gran parte d’Italia. Rivolgo un saluto a tutti voi, ragazze, ragazzi, dirigenti, personale scolastico, genitori. Sarà un momento di intensa emozione, così almeno è stato per me ogni primo giorno di scuola. Emozione che vivrò anche io da capo di un governo che nei mesi scorsi ha lavorato per un ritorno in classe in sicurezza. Ma anche da padre di un figlio che si accinge a tornare in classe”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel messaggio inviato per l’inizio dell’anno scolastico.

“La scuola – ha proseguito Conte – è un luogo pulsante del Paese, un luogo di accoglienza prezioso. Accoglie voi ragazzi, vi stimola vi accompagna nei processi di crescita. Tornate a scuola non solo per imparare nozioni ma per imparare a comunicare meglio, dialogare e confrontarvi con chi la pensa diversamente. La scuola vi offre la possibilità di rafforzare la coscienza critica, prima di ogni cosa viene il rispetto della persona a prescindere dalle convinzioni. La scuola è il luogo che vi fa capire che la forza vera è quella che combatte ogni forma di sopruso e ingiustiza non quella che si è nasconde nell’indifferenza e che sfocia nella violenza”.

Conte ha quindi fatto appello agli studenti che domani rientreranno in classe per l’inizio dell’anno scolastico affinché rispettino le regole contro la diffusione dei contagi: “Ci saranno difficoltà soprattutto all’inizio. La scuola sconta carenze aggravate dalla pandemia. Ma voi dovrete fare la vostra parte, rispettare le regole di cautela che vi consentiranno di tutelare la vostra salute e quella dei vostri cari”.

Il presidente del Consiglio ha voluto poi ringraziare gli insegnanti “per gli sforzi eccezionali con la didattica a distanza durante il lockdown”, “le famiglie che hanno fatto tanti sacrifici” e “tutto il personale della scuola che non si è mai fermato durante i mesi estivi per assicurare la riapertura. Saremo al vostro fianco anche nei prossimi giorni e mesi”.

“Cari studenti – ha concluso – via auguro di affrontare e vivere l’anno scolatsico con fiducia e entusiasmo, impegantevi nello studio migliorerete voi stessi”.

 




Covid-19, ecco la situazione nel Lazio

 

 “Su 9 mila tamponi nel Lazio si registrano 181 casi di questi 95 sono a Roma e zero decessi”.

Lo spiega l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Da oggi – aggiunge- sulla app Salute Lazio è disponibile l’elenco geolocalizzato dei drive-in della Regione Lazio dove si eseguono i test per il COVID-19. Al momento non risultano all’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio comunicazioni da parte dei servizi di prevenzione delle Asl circa criticità nelle scuole. Sono stati segnalati solamente alcuni assembramenti all’entrata degli Istituti legati soprattutto a gruppi di genitori.

Nella Asl Roma 1 sono 35 i casi nelle ultime 24h e di questi otto – dice – i casi con link familiare o contatto di un caso già noto e isolato. Undici casi sono collegati ad un cluster dove è in corso l’indagine epidemiologica e sei i casi di rientro. Nella Asl Roma 2 sono 40 i casi nelle ultime 24h e tra questi quattro i casi di rientro, due dal Bangladesh, uno dall’Egitto e uno con link alla comunità del Perù. Tre i casi individuati dal medico di medicina generale.

Ventidue sono contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 3 sono 20 i casi nelle ultime 24h e si tratta di quattro casi di rientro, uno con link dalla Sardegna, due dal Messico e uno dall’Ucraina. Quattordici sono contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 4 sono 3 i casi nelle ultime 24h e si tratta di contatti di casi già noti e isolati.

Nella Asl Roma 5 sono 21 i casi nelle ultime 24h e si tratta di contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 6 sono 19 i casi nelle ultime 24h e si tratta di due casi di rientro uno con link dalla Sardegna e uno dalla Sicilia. Otto i contatti di casi già noti e isolati. Nelle province si registrano 43 casi e zero decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono tredici i casi e di questi cinque sono casi di rientro, tre da Singapore, uno dalla Campania e uno dalla Toscana. Tre sono contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl di Frosinone sono venti i casi e di questi tre hanno un link con l’Albania e quattro di nazionalità albanese hanno un link familiare tra loro. Cinque sono riferiti ad un cluster di una festa di compleanno noto e isolato. Nella Asl di Rieti si registrano dieci casi e si tratta di tre casi con link dalla Sardegna e quattro casi con link ad un cluster di una festa privata noto e isolato”, conclude.





Biologico: Cia, nuove norme su fosfiti troppo restrittive rispetto a resto Ue

 

Dopo anni di discussioni, i limiti delle contaminazioni accidentali da fosfiti nelle produzioni biologiche sono stati aggiornati, ma le nuove norme non prendono come riferimento gli standard europei, molto meno restrittivi. Questa secondo Cia-Agricoltori Italiani la maggiore criticità del Decreto Ministeriale appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che avrà serie ripercussioni su tutta la filiera biologica, mettendo a rischio di decertificazione tanti onesti produttori. Il nuovo testo stabilisce, infatti, il limite inferiore di residuo di acido fosforoso pari a 0,05 mg/kg, al di sopra del quale un prodotto non può essere certificato come biologico, mentre da rilievi fatti in numerose imprese e cooperative produttrici di ortofrutta e vino, sarebbe stato auspicabile adeguare il limite ai 2mg/kg, come avviene nel resto d’Europa. L’inadeguatezza dei nuovi limiti viene confermata dalla deroga al suddetto Decreto Ministeriale, che è presente nel Dl Semplificazioni e riguarda i soli residui fosfitici nelle coltivazioni del nocciolo e della frutta secca nelle aree vulcaniche. Tutto ciò non giova alla chiarezza di un quadro normativo che non tutela le imprese agricole bio, a rischio declassamento per prodotti involontariamente contaminati. In particolare, Cia non concorda con la decisione di prendere il solo acido fosforoso come indicatore dell’utilizzo di sostanze non ammesse e ricorda come le fonti “nascoste” di residuali di questo acido siano fertilizzanti e prodotti fitosanitari autorizzati nell’agricoltura biologica. Altre fonti sono i residui di trattamenti fatti anni prima della conversione in biologico, oppure sono legate a processi metabolici spontanei della coltura. Secondo Cia occorre, dunque, gestire con la massima attenzione un problema che rischia di frenare lo sviluppo di un comparto che vede una continua crescita di vino e ortofrutta biologica per la forte domanda dei consumatori. L’obiettivo politico deve essere il finanziamento di un progetto scientifico che definisca una metodica analitica in grado di distinguere l’acido fosforoso da fitofarmaci non ammessi nel biologico e sia, allo stesso, tempo in grado di definirne i tempi di degradazione, poiché tali contaminazioni perdurano anche diversi anni dopo l’applicazione nelle colture arboree.





Imprese: Eleonora Faina è il nuovo direttore generale di Aintec-Assiform

 

Eleonora Faina è il nuovo Direttore Generale di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria delle imprese di Information & Communication Technology (ICT) e dell’elettronica di consumo operanti in Italia. 38 anni, laureata in scienze politiche, un Master of Science "Antitrust e Regolazione delle Public Utilities", da oltre 15 anni si occupa di politiche pubbliche e affari istituzionali per associazioni di categoria e imprese di settori regolati. Nel suo percorso professionale ha maturato una solida esperienza nell’attività di advocacy e lobby, lavorando a stretto contatto con le Istituzioni a ogni livello (Parlamento, Governo, Autorità di regolazione, enti locali). Inoltre, grazie a oltre 9 anni nel sistema confindustriale (2008-2017), ha acquisito competenze specifiche nell’attività di policy making in particolare in materia di infrastrutture, appalti pubblici, politiche industriali e digitalizzazione. Fino a luglio 2019 è stata Senior Manager Institutional Affairs presso Italiana petroli S.p.A.. e da agosto 2019 è stata Responsabile delle politiche industriali di FederlegnoArredo. Con la nomina della dottoressa Faina, l’associazione intende rafforzare il proprio contributo alla definizione delle politiche e azioni - nazionali ed europee - in materia di digitalizzazione del Paese, sviluppo delle nuove competenze e delle infrastrutture ICT, che oggi più che mai rivestono un ruolo chiave per il rilancio e la crescita della nostra economia. Il Dott. Francesco Giuffrè è confermato quale Vice Direttore Generale dell’Associazione.





Droga: 37 persone in arresto fra Basilicata, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna

 

I Carabinieri del Comando Compagnia di Pisticci, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, hanno dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 37 indagati (8 O.C.C. in carcere, 15 0.C.C. ai domiciliari e 14 obblighi di dimora) gravemente indiziati di apprtenenza ad un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed al tri gravi reati fine. In particolare le indagini, hanno consentito di acquisire gravi indizi di reato in ordine alla esistenza ed operatività di un gruppo criminale – guidato da Calvello Angelo, soggetto collegato alla criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, presente nel materano - particolarmente attivo nel traffico degli stupefacenti, costituito da numerosi sodali (di cui molti armati) ed una fitta rete di affiliati, che controllava diverse “piazze di spaccio” su diversi comuni della provincia di Matera e di Potenza, nei quali esercitava, con modalità monopolistiche, lo spaccio di stupefacenti, imponendosi sul territorio e nel contesto criminale con forza e capacità d’intimidazione, anche contrapponendosi, in virtù della propria "forza militare", ad eventuali ingerenze di terzi gruppi criminali. Il provvedimento odierno rappresenta il naturale completamento di quanto già parzialmente portato in esecuzione con il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Potenza, nei confronti di n. 16 indagati, ed eseguito il 24 febbraio u.s. Nel corso delle indagini sono stati effettuati sia numerosi sequestri di stupefacente del tipo cocaina, eroina; hashish, nonché di droghe sintetiche del tipo metacetilmorfina che l’arresto in flagranza di reato di 8 degli odierni indagati per spaccio di stupefacenti. Le misure sono state eseguite in diversi comuni del territorio lucano e nazionale, ed in particolare nei comuni di Stigliano (MT), Aliano (MT), Accettura (MT), Ferrandina (MT), Tursi ( MT), Scanzano Jonico (MT), Matera, Craco (MT), Montalbano Jonico (MT), Gorgoglione (MT), Potenza, Corleto Perticara (PZ), Sant’Arcangelo (PZ), Missanello (PZ), Milano, Cesano Boscone (MI), Castelfranco Veneto (TV), San Giorgio Bigarello (MN) e Campegine (RE). I principali reati contestati da questa DDA nel procedimento penale nel cui ambito sono state emesse le Ordinanze di custodia cautelare sono: associazione finalizzata al narcotraffico, aggravata per essere costituita da più di 10 soggetti, dall’essere armata e dal metodo mafioso (artt. 74, 80 D.P.R. 309/90, 416 bis 1 c.p.); detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 del D.P.R. 309/1990); minaccia aggravata dal metodo mafioso (art. 612 c.p. aggravato dall’art. 416-bis 1 c.p.); estorsione aggravata dal metodo mafioso (art. 629 c.p. aggravato dall’art. 7 legge 203/1991); detenzione e porto illegale di armi (2 e 4 L. 895/67, 10 L. 197/74); sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dal metodo mafioso (artt. 630, 416 bis 1 c.p.); tortura (art 613 bis, 416 bis 1 c.p.); furto aggravato (624, 625 c.p.); riciclaggio (648 bis c.p.); il Gip ha ritenuto che, pure in presenza di atti d’intimidazione e violenza e pure in presenza della disponibilità di armi in capo ad appartenenti al sodalizio, non ricorressero, per ragioni tecnico-giurdiche, le aggravanti di cui all’art 416 bis 1 cp e quella del cd “gruppo armato”. Le indagini - tuttora in corso e suscettibili di ulteriori sviluppi – hanno confermato la presenza asfissiante di una pervasiva criminalità organizzata nella provincia di Matera, nonchè l’esistenza di alleanze e contrapposizioni fra gruppi criminali organizzati e la capacità di tali sodalizi sia di gestire il traffico di stupefacenti - essendo la Basilicata posta al centro delle rotte che collegano Campania, Calabria e Puglia - che di avere agevolmente la disponibilità di armi micidiali. Ma soprattutto, il dato che maggiormente emerge dalle indagini, è costituito dalla particolare violenza con lui l’attività delittuosa veniva svolta e, dunque, dalla capacità di ricorrere a pestaggi, minacce e violenze, anche molto gravi, per imporre il proprio dominio criminale su parti consistenti del territorio lucano, organizzando e strutturando - in modo non dissimile da contesti in cui storicamente sono insediati gruppi criminali dediti al traffico e vendita di stupefacenti - articolazioni del gruppo criminale stesso, ciascuna competente a gestire una piazza di spaccio ed a recuperare , anche con efferata violenza, i crediti derivanti dalla cessione della droga.





Caivano, la madre del giovane trans: “Tutti devono pagare per la morte di Maria Paola”

 

 

"Devono pagare Michele, la mamma e il papà. Tutti e tre devono pagare. Ma quale incidente, non è vero". Lo ha detto la mamma di Ciro Migliore il giovane trans ferito nell’incidente che ha però provocato la morte della sua giovane compagna, la 18enne Maria Paola Gaglione, e per il quale è accusato di omicidio preterintenzionale il fratello della ragazza, Michele Gaglione. Intanto Ciro lancia l’appello: "Voglio vedere per l’ultima volta Maria Paola". Il fratello della vittima ha cercato, davanti ai magistrati, di giustificarsi e alleggerire la sua posizione: " "L’ho inseguita a bordo del mio scooter, ma non ho ucciso Maria Paola. Non ho provocato io l’incidente. Volevo solo chiederle di tornare a casa: aveva fatto le valigie ed era scomparsa, gettando tutta la famiglia nella disperazione". E’ questa, secondo quanto riferito in sintesi dal suo legale Domenico Paolella, la tesi difensiva che Michele Gaglione ha ribadito durante l’udienza di convalida davanti al gip. Poi Il fidanzato che invece rilancia le accuse “Sono sempre il fidanzato di Paola, anche se non c’è più. Il 13 luglio, io e Paola dovevamo scappare insieme per venire ad Acerra a vivere, quando l’hanno scoperto è stata picchiata dal fratello e dal padre”.  Queste le parole di Ciro, compagno di Maria Paola Gaglione. “Per il futuro sognavamo di vivere insieme, di essere felici. Ora provo solo dolore, me l’hanno tolta per sempre questa volta. Paola quella volta disse ce ne andiamo all’estero e l’hanno picchiata”.





Berlusconi lascia il San Raffaele: “E’ stata la prova più pericolosa della mia vita”

 

 

 

 

“Grazie al cielo e alla professionalità dei medici del San Raffaele, primo fra tutti il professor Alberto Zangrillo e ai suoi collaboratori, ho superato quella che considero la prova più pericolosa della mia vita”. Sono le parole pronunciate da Silvio Berlusconi all’uscita dall’ospedale San Raffaele di Milano dove era stato ricoverato dal 4 settembre scorso per una polmonite bilaterale provocata dal Covid-19.  "Ognuno di noi è esposto al rischio di contagiare gli altri, rinnovo a tutti l’appello alla massima responsabilità personale e sociale. Il mio pensiero va prima di tutto ai tanti ammalati di covid e alle loro famiglie", ha aggiunto, ricordando che "nelle scorse settimana prima di ammalarmi avevo lanciato numerosi appelli a non sottovalutare il pericolo". Silvio Berlusconi, uscendo dal San Raffaele di Milano, ha ringraziato della vicinanza ricevuta da parte di "tanti rappresentanti delle istituzioni, a cominciare dal presidente Mattarella, e anche da moltissimi cittadini estranei alla politica. Da tanti sostenitori ma anche da tanti avversari politici".  Berlusconi resterà in isolamento, secondo quanto si è appreso probabilmente nella sua residenza di Arcore, fino a quando non avrà un secondo tampone negativo. L’ex premier era stato ricoverato nella notte del 3 settembre al San Raffaele di Milano dove ha quindi trascorso 12 giorni




Contagi da Covid a quota 1008, ma i tamponi sono in netto calo. 14 le vittime

  

E’ di 1.008 nuovi contagi e 14 vittime il bilancio dell’emergenza coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, con 45mila tamponi eseguiti. Il numero totale dei casi sale così a 288.761. I pazienti in terapia intensiva sono 197 (+10), mentre i guariti da ieri sono 316.  Le Regioni che hanno registrato l’incremento maggiore sono: Lombardia (+265), Emilia-Romagna (+143) e Lazio (+143).