Grave incidente mortale a Tor Sapienza, muore travolto un ciclista

  

Incidente mortale in via Guglielmo Sansoni, all’altezza del ponte della ferrovia, in zona Tor Sapienza, a Roma. Un uomo di 69 anni, alla guida di una Fiat 500, ha investito un uomo di 51 anni a bordo di una bicicletta.
Il ciclista e’ deceduto dopo pochi minuti dal trasporto in ospedale. In corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Sul posto pattuglie del V Gruppo Casilino della Polizia Locale di Roma Capitale per i rilievi.





Delitto del Portuense, c’è un primo fermo

 

 

Omicidio in strada questa notte alle 2 circa in via Borghesano Lucchese 14, nel quartiere Portuense a Roma. A perdere la vita un 43enne romano ferito a morte da una coltellata. Sul posto i carabinieri del Nucleo Radiomobile e i colleghi del Nucleo Operativo Compagnia Trastevere chiamati da alcuni residenti. I militari hanno bloccato dopo poco due persone nelle vicinanze, entrambe sospettate dell’omicidio. Il primo è stato fermato in auto in via Pacinotti, l’altro a piedi nelle vicinanze. La posizione di entrambi è al vaglio. Sono in corso rilievi sull’auto da parte dei militari della Settima Sezione del Nucleo Investigativo.





Cinema ed audiovisivo, la Regione Lazio non si tira indietro

 

La Regione conferma il sostegno al settore cinema e audiovisivo del Lazio. E’ stato pubblicato l’Avviso “Lazio Cine-International” che, con uno stanziamento totale di 5 milioni di euro, supporta le coproduzioni cinematografiche internazionali che vedono la compartecipazione delle imprese dell’audiovisivo laziali. “Andiamo avanti nel sostegno del cinema nel Lazio, un settore fondamentale per il territorio, tra le principali realta’ produttive a livello sia nazionale che internazionale – afferma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti -. Abbiamo anticipato a settembre l’uscita del bando, normalmente previsto a ottobre, per favorire le produzioni che ricominceranno proprio ora, col finire dell’estate, le riprese interrotte nel corso del lockdown. Con l’Avviso Lazio Cine-International mettiamo in campo un nuovo importante investimento per il consolidamento della competitivita’ delle imprese di produzione cinematografica e di tutto l’indotto.
Un’azione fondamentale con la quale puntiamo, inoltre, a dare maggiore visibilita’ e aumentare l’attrattivita’ e competitivita’ turistica delle bellezze di tutto il territorio laziale”.





Roma-New York, ripartono i voli della Delta

 

Delta riprende il collegamento Roma-New York. Lo annuncia la compagnia aerea statunitense, specificando che il volo opererà con un Airbus 330-300 inizialmente tre volte a settimana (il mercoledì, venerdì e la domenica), mentre una quarta frequenza settimanale, il lunedì, sarà aggiunta a ottobre 2020. I collegamenti sono ripresi dal 9 settembre. 

“La ripresa del volo Delta per New York – si legge in una nota – conferma l’importanza che il mercato italiano ricopre per l’azienda, presente a Fiumicino fin dal 1991”.

 





Rifiuti a Roma, in strada 13 nuovi compattatori. In arrivo altri 150

 

Nella città di Roma sono entrati in servizio 13 nuovi compattatori per la raccolta dei rifiuti dai cassonetti stradali e altri 20 se ne aggiungeranno entro ottobre. Saliranno così complessivamente a 102 i nuovi compattatori a caricamento laterale messi in campo da Ama negli ultimi mesi per potenziare la raccolta. Grazie ai nuovi innesti e alle attività manutentive costanti delle officine interne ed esterne, la disponibilità complessiva dei mezzi pesanti è cresciuta di oltre 10 punti percentuali rispetto a dicembre 2019. Lo comunica Ama in una nota. 

Il piano di rinnovamento del parco veicoli di Ama, però, non si ferma qui. E’ in dirittura di arrivo, infatti, la gara per l’acquisto di ulteriori 150 grandi mezzi Csl (compattatori “side loader”) che permetterà di ridurre da 10 anni a 3 anni l’età media dei compattatori per la raccolta su strada. Per inizio del 2021, inoltre, sono attesi anche circa 460 nuovi mezzi leggeri con vasca ribaltabile, i cosiddetti “squaletti”: 340 tradizionali e più piccoli e 120 più grandi e autocompattanti. “Prosegue quindi a tappe spedite l’azione dell’attuale management di Ama per ammodernare ed efficientare la flotta aziendale ed ottenere così migliori performance e standard di decoro più elevati per i cittadini romani”, conclude la nota.

 





Ecoitaliasolidale, Benvenuti: “Nome del nuovo assessore non risolve a Roma il caos rifiuti”

 

“Allo sfacelo della raccolta e della gestione dei rifiuti nell’intera Capitale in questa amministrazione guidata dalla Sindaca Raggi purtroppo se ne è parlato quasi quotidianamente sui mezzi d’informazione anche esteri facendo un danno d’immagine all’intero Paese. Oltre all’enorme disservizio che hanno dovuto sopportare cittadini, pendolari e turisti. La sindaca Raggi ha indicato Katia Ziantoni come nuovo assessore ai Rifiuti dopo quasi un anno e mezzo di assenza a Roma di un delegato su un tema così importante”. E’ quanto ha dichiarato Piergiorgio Benvenuti, Responsabile per le Politiche Ambientali di Forza Italia a Roma e Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale. 

“Si è passati dalla bocciatura dei bilanci, alla diminuzione della differenziata, all’incremento della produzione dei rifiuti, alla diminuzione degli utenti interessati dal porta al porta, sino al continuo avvicendamento del vertice Ama, con un servizio di raccolta e pulizia della città ampiamente bocciata dalla stragrande maggioranza dei cittadini”, aggiunge Benvenuti. “E’ ora di fronteggiare seriamente le emergenze prodotte ormai in questi ultimi anni, serve avere un progetto serio e capacità di realizzazione in materia di nuovi impianti, di servizi alla città, di sviluppo della raccolta differenziata. Ed invece con l’attuale amministrazione si sono fatti notevoli passi indietro ed a farne le spese – conclude Benvenuti – sono stati proprio i cittadini romani e l’immagine della Capitale e certamente non basterà indicare un nome per la delega ai rifiuti per tentare di risolvere il problema”.

 





Mattia (Pd) sul rientro a scuola:"I giovani sono una nostra priorità"

 

 “Le proteste degli studenti che si sono svolte davanti ad alcuni istituti scolastici li considero solo la punta dell’iceberg rispetto alle sollecitazioni che le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno subito dall’inizio del lockdown a oggi. Non mi riferisco soltanto agli effetti dell’emergenza sanitaria che li ha colpiti nel profondo, privandoli improvvisamente della socialità e dell’aggregazione fondamentali per la loro crescita”. Così, in una nota, Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Politiche giovanili, Istruzione e Diritto allo Studio del Consiglio regionale del Lazio. “Mi riferisco anche alle difficoltà della ripartenza della scuola, tra nuove regole da osservare e carenze di spazi, banchi e docenti da colmare, che, ancora una volta, ricadrà sui nostri ragazzi con il ricorso, ancorché contenuto, alla didattica a distanza o a orari diversi dal solito. Ancora di più sto facendo riferimento al fatto di cronaca che ha recentemente turbato la loro sensibilità, come il barbaro omicidio di Willy a Colleferro, che ha improvvisamente messo in chiaro la parte più oscura e meno decifrabile della gioventù di oggi, certamente manipolata e deviata da modelli malsani. Come donna che rappresenta le Istituzioni e da Presidente della IX Commissione con delega alle Politiche giovanili, Istruzione e Diritto allo studio, tematiche strettamente legate ai più giovani, credo – continua – che sia giusto ascoltare le proteste delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, prestare attenzione al loro dissenso, aiutarli a tirare fuori la rabbia e a portare avanti le loro ragioni. I giovani sono la nostra priorità, sono loro che guideranno il mondo di domani e abbiamo quindi l’obbligo morale e materiale di accompagnarli soprattutto nei momenti più difficili del cammino che li porterà a diventare individui adulti. La riflessione, il dialogo e il confronto sono le uniche strade che dobbiamo scegliere per risolvere le loro inquietudini e coinvolgerli nella realizzazione di una società sana. Con questo obiettivo, convocherò al più presto i rappresentanti delle associazioni degli studenti in IX Commissione, offrendo loro la sede istituzionale per ascoltare le diverse posizioni, discutere insieme e, ove possibile, soddisfare le richieste”.

 





Di Berardino: "Nel Lazio aperto il 70% degli istituti"

 

 “Il 70% degli istituti del Lazio questa mattina ha aperto ufficialmente l’anno scolastico. Nella Capitale il dato è ancora più alto, con circa il 90%. Si tratta di dati importanti, segno che tutto il lavoro preparatorio dei mesi scorsi ha portato a risultati adeguati per una ripartenza in sicurezza delle attività”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della regione Lazio. “Il 30% delle altre scuole riaprirà, in virtù dell’autonomia scolastica e di alcune ordinanze comunali, il 24 settembre. Nel frattempo da parte nostra continua l’impegno a fianco dei comuni e dei dirigenti scolastici, sempre in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, e pronti a intervenire in caso di bisogno. I test sierologici per il personale scolastico stanno procedendo e abbiamo distribuito 5 milioni di mascherine in tempo utile per il suono della prima campanella. Oggi, intanto, per assistere personalmente all’avvio dell’anno scolastico, ho visitato alcune scuole romane, la Gioberti, la Galilei e la Volontè. Altre ne visiterò nel corso della settimana. In generale ho trovato un clima sereno, soprattutto tra gli studenti, ai quali ho augurato un buon anno con la raccomandazione di portare avanti comportamenti responsabili nei confronti della loro salute e di quella degli altri”.

 





Raggi: “Ripartire da filiera corta e rilanciare il centro"

 

“Durante il lockdown erano interdetti i contatti tra regioni. Questo ci deve far pensare come la filiera a km 0 qui possa essere realizzata, nell’augurarci che non ci un’altra tragedia come questa, per valorizzare tutto quello che abbiamo. Noi a Roma abbiamo tutto, tante startup stanno pensando alla localizzazione: partire dal territorio e valorizzare ciò che abbiamo credo che sia una nuova normalità”. 

Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia raggi partecipando al talk di inaugurazione di AltaRoma 2020. “Altaroma ha colto questa occasione – ha sottolineato Raggi – di sfruttare la crisi come foriera di nuove opportunità. Dobbiamo andare oltre”. AltaRoma, ha spiegato Raggi “ha capito le nuove regole, capendo che gli eventi in presenza non sono l’unica possibilità e per questo si può affiancare l’online, valorizzando l’altissima sartorialità e l’artigianato che Roma da sempre rappresenta. E poi i giovani – ha aggiunto la sindaca -. Sui tre poli della moda italiana, Milano Firenze Roma, Roma può dare spazio ai giovani attraverso la valorizzazione della filiera locale. Guardando oltre, partendo dal locale”. 

Raggi ha poi parlato del centro storico della Capitale: “sembra quasi di essere ancora in lockdown – ha constatato -. Negli ultimi anni il suo sviluppo ruotava intorno al turismo e la flessione è drammatica. Possiamo ragionare su come rilanciare il nostro Centro storico pensando che dobbiamo immaginarci qualche cosa di nuovo. Dobbiamo far ripartire il centro con la creatività, per non abbandonare i nostri esercizi avendo il coraggio di osare”, ha concluso.

 





Farmacisti in allarme: "Inadeguata quota vaccini antinfluenzali a farmacie"

 

 “La decisione di destinare alla distribuzione in farmacia solo l’1,5% dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni non garantisce una risposta adeguata ai bisogni della popolazione attiva: appare del tutto insufficiente rendere disponibili solo 250.000 dosi a fronte di un fabbisogno stimato tra 1,2 e 1,5 milioni di dosi”. Lo affermano in un comunicato stampa congiunto Fofi, Federfarma, Assofarm. 

“A questo proposito, come scrive il ministero della Salute nel documento proposto alla Conferenza Stato-Regioni e da questa approvato, ‘è da tener conto, anche, che l’indisponibilità di vaccini in vendita nelle farmacie per le persone che desiderano evitare la malattia influenzale e che non appartengono a categorie a rischio, potrebbe indurre allarme sociale e vanificare gli sforzi di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della vaccinazione quale strumento efficace di prevenzione, lanciando un messaggio contradditorio’”, prosegue la nota. 

“A fronte di questa affermazione, stupisce che la Conferenza Stato-Regioni abbia deciso di destinare alle farmacie una quota minima pari solo all’1,5% delle dosi totali, ben lontana da quella auspicata nello stesso documento. Ci aspettiamo quindi che, in occasione del prossimo incontro presso il ministero della Salute, previsto per il 16 settembre, si trovino fin da subito soluzioni per permettere di rimodulare questa quota minima e di avvicinarsi al fabbisogno reale dei cittadini non inclusi nelle fasce a rischio, che anche il ministero della Salute, nello stesso documento, afferma aggirarsi tra il 3 e il 10% delle dosi acquisite dalle Regioni”, sottolinea la nota. 

“Mai come quest’anno la vaccinazione antinfluenzale assume un valore fondamentale per tutta la popolazione, sia per i soggetti identificati come a rischio sia per i soggetti attivi, come sostenuto da tutta la comunità medico-scientifica. Per questo motivo, fin dal mese di luglio FOFI, Federfarma e Assofarm avevano segnalato la necessità di trovare una soluzione alla possibile carenza di vaccini antinfluenzali nelle farmacie. Declinano, quindi, qualsiasi responsabilità in ordine a eventuali difficoltà che potrebbero avere i cittadini nel rifornirsi dei vaccini, qualora non venisse incrementata la quota al momento destinata alle farmacie, ferma restando la copertura vaccinale per i soggetti fragili e a rischio”, conclude.

 





Quasi 6 milioni di italiani hanno scaricato la App Immuni

 

Sono 5,9 milioni le persone che hanno scaricato la app Immuni per il tracciamento dei contatti in caso di contagio da coronavirus. Si tratta del 15% dei cellulari che ci sono in Italia, percentuale dalla quale sono esclusi i minori di 14 anni e chi non è in possesso di uno smartphone. Solo nel weekend i download sono stati 272.000. Sono i dati forniti dal ministero della Salute. Dal 1 giugno sono state 221 le persone che avevano Immuni risultate positive. Le notifiche vengono registrate solo dal 13 luglio: finora sono state 3.080, 1.202 solo nei primi 10 giorni di settembre. Otto casi positivi avevano già ricevuto la notifica di alert da Immuni essendo stati contatti stretti di altro utente positivo che aveva scaricato la app.





Una foto dell’oppositore russo Navalny lo riprende dopo il risveglio dal coma

 

Sul profilo Instagram dell’oppositore russo Aleksey Navalny è stata pubblicata una foto dal letto dell’ospedale di Berlino, la clinica Charité, dove è ricoverato in seguito all’avvelenamento subito lo scorso 20 agosto. E’ il suo primo post da quando si è risvegliato dal coma. 

“Ciao sono Navalny, mi mancate. Anocra non posso fare quasi niente, ma ieri sono riuscito a respirare tutto il giorno da solo. Davvero, solo con le mie forze. Senza il minimo aiuto, neppure la più semplice ventilazione in gola. Mi è molto piaciuto. E’ sorprendente quanto non si apprezzi del tutto questo processo. Raccomando di farlo”, dice l’avvocato blogger nel post, a commento della foto che lo riprende assieme alla moglie Yulia a volto scoperto, sorridente, e ai figli Zakhar e Darya, che invece indossano la mascherina chirurgica.




Nuove tensioni tra Stati Uniti ed Iran. Il monito di Trump

 

"Risponderemo a qualsiasi attacco da parte dell’Iran, in qualsiasi forma, contro gli Stati Uniti con un attacco all’Iran che sarà mille volte maggiore quanto a potenza". E’ l’avvertimento a Teheran lanciato su Twitter dal presidente degli Stati Uniti Donald Trumpa  proposito delle rivelazioni di Politico, secondo cui l’Iran pianificherebbe l’assassinio o un attacco di altro tipo contro gli Stati Uniti in rappresaglia all’uccisione di Qasem Soleimani. Un "terrorista - ha ricordato Trump - che ha ucciso soldati americani e ha provocato per anni morte e sofferenza"





Omicidio Colleferro, Sabella: look arrestati ricorda Gomorra

 

“Non c’è dubbio che ogni soggetto sottoposto ad indagine, qualunque siano le sue colpe, più o meno accertate da sentenze definitive, ha dei diritti che vanno riconosciuti e tutelati, questa è la differenza tra lo Stato e la criminalità. Devo anche dire però che quando ti rendi protagonista di una vicenda di questo tipo, il tuo diritto alla privacy viene sostanzialmente limitato, non hai più quel diritto pieno che avevi prima di commettere il reato”. Lo ha detto il magistrato Alfonso Sabella ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus intervenendo sul caso Willy Monteiro e l’attenzione mediatica sugli arrestati. 

“E’ chiaro – ha proseguito – che si crea un’attenzione mediatica molto forte su di te ed è fisiologico che alcuni particolari, non strettamente attinenti alle indagini, possano venire fuori. I giornalisti dovrebbero sicuramente evitare di diffondere notizie non verificate, ma che sono solamente voci di corridoio. Chi riporta certe frasi dovrebbe avere quantomeno il buonsenso di avere delle fonti certe. Anche perché non mi risulta che sia stata riconosciuta l’aggravante dell’odio razziale”. Parlando delle misure di prevenzione secondo Sabella “occorre che ci si metta mano. Il problema nella criminalità nel nostro Paese non è solo la mafia. Occorre trovare degli altri strumenti di prevenzione più moderni, più adeguati alla nostra società”.

 





Erano in carcere, ma incassavano il reddito di cittadinanza. 30 denunce

 

 La Guardia di Finanza di Foggia ha scoperto 30 persone che hanno percepito il Reddito di Cittadinanza pur non avendone diritto perché detenuti in carcere o perché con familiari detenuti. Tra i detenuti scoperti figurano soggetti sottoposti a misura detentiva per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, rapina, evasione.

La concessione del sostegno economico quale misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale è subordinata ad una serie di requisiti reddituali e patrimoniali nonché di compatibilità che i nuclei familiari devono possedere cumulativamente al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio. Tra i requisiti di compatibilità, il legislatore ha previsto, tra gli altri, la mancata sottoposizione a misure cautelari personali di chi ne fa richiesta. Se ad essere sottoposto a detenzione è invece un componente del nucleo familiare del richiedente, allora il sostegno economico è ridotto secondo parametri prefissati in norma. I Finanzieri hanno passato al setaccio la posizione di 169 soggetti che dall’entrata in vigore del provvedimento sono stati associati presso una casa circondariale della capitanata.

È così emerso che 30 soggetti hanno indebitamente percepito il Reddito di Cittadinanza perché in 3 hanno presentato direttamente la domanda per ottenere il beneficio mentre erano in stato di detenzione carceraria;in 12 non hanno comunicato l’intervenuta carcerazione; 6 familiari di detenuti, omettendo di indicare nelle istanze per il beneficio la condizione detentiva del componente del proprio nucleo familiare, sono riusciti ad ottenere un sostegno economico senza riduzioni; 8 familiari non hanno comunicato l’intervenuta carcerazione del familiare, continuando a percepire indebitamente il sussidio in forma piena; 1 posizione ha riguardato l’allontanamento dalla casa familiare, su ordine dell’Autorità giudiziaria, di un componente di un nucleo familiare destinatario del sussidio.

Tutte le posizioni illecite fatte emergere dai Finanzieri sono state segnalate all’INPS per la revoca e il recupero del beneficio economico nonché denunciate alla Procura della Repubblica di Foggia per l’esercizio dell’azione penale a carico di chi ha fornito dichiarazioni false e omesso informazioni dovute in sede di richiesta del Reddito di cittadinanza.

L’importo complessivo delle somme indebitamente elargite dall’INPS, e di cui si è proposto il recupero, ammonta a circa 200 mila euro.





Accoltellato ed ucciso a Como il sacerdote degli ultimi

 

Un sacerdote di 51 anni, don Roberto Malgesini, è stato ucciso a coltellate questa mattina a Como, in pieno centro. A sferrare le coltellate sarebbe stato un cittadino straniero, che si è poi costituito ai carabinieri. L’uomo sarebbe un senzatetto con problemi psichici. Questa sera alle ore 20.30, nella cattedrale della città, il vescovo guiderà il santo rosario. "Di fronte alla tragedia la Chiesa di Como si stringe in preghiera per il suo prete don Roberto e per chi l’ha colpito a morte" fa sapere la diocesi di Como. Il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha deciso di proclamare il lutto cittadino. Don Malgesini era originario della provincia di Sondrio e coordinava dei volontari di Como che si occupavano, tra l’altro, di portare la colazione e i pasti ai migranti e ai senzatetto.





Preso Jonny Lo Zingaro, non aveva lasciato la Sardegna

 

 

Giuseppe Mastini, noto come ’Johnny lo Zingaro’, evaso dieci giorni fa dal carcere di massima sicurezza di Sassari, è stato catturato dalla polizia in Sardegna. Johnny lo Zingaro, 60 anni, non era tornato in prigione dopo un permesso premio. La cattura è avvenuta in una zona rurale della provincia di Sassari in una operazione condotta dalla polizia in collaborazione con la polizia penitenziaria. Mastini si nascondeva in un casale. Al momento della cattura sembra non fosse solo, con lui però non c’era la compagna - con la quale ha trascorso anche il permesso premio prima della fuga - che ha lasciato la Sardegna subito dopo il 6 settembre. Alla cattura hanno partecipato gli uomini del servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Sassari.





I fondi del Recovery Ue sono già finiti nel mirino delle organizzazioni criminali

 

"I fondi per la ricostruzione sono già presi di mira dalle organizzazioni criminali e lo saranno ancora più. Sui finanziamenti per il recupero dovremo essere attenti e monitorare per evitare il rischio di infiltrazione delle mafie: è importante che al massimo livello dell’Unione Europea ci sia consapevolezza dei rischi per la somministrazione di sussidi legati alla crisi durante pandemia". Lo ha detto Catherine De Bolle, direttore esecutivo di Europol, durante il discorso di apertura del secondo incontro del gruppo di lavoro sulle minacce criminali correlate all’emergenza Covid-19 in corso a Roma. "I prodotti altamente richiesti, come disinfettanti, mascherine, termometri, ventilatori meccanici e fantomatiche cure per il coronavirus continuano a essere oggetto di truffe di vasta portata anche online. Un modus operandi più sofisticato vede i criminali sequestrare l’identità di imprese e offrire alle vittime la vendita di prodotti legati alla pandemia, per poi sparire nel nulla. Ci sono state autorità sanitarie di stati membri e aziende private tra le vittime", ha aggiunto De Bolle.





Pratiche commerciali scorrette, sanzione di 5 milioni a Poste Italiane dall’Antitrust

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro, il massimo consentito dalla legge, "per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, consistente nella promozione, risultata ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate". In particolare, l’Autorità "ha accertato che il tentativo di recapito delle raccomandate non viene sempre esperito con la tempistica e la certezza enfatizzate nei messaggi pubblicitari, venendo, peraltro, frequentemente effettuato con modalità diverse da quelle prescritte dalla legge. Infatti, Poste Italiane talvolta utilizza per comodità il deposito dell’avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario".  "Al riguardo, numerosissimi risultano essere i reclami dei consumatori che hanno segnalato il mancato tentativo di consegna delle raccomandate, anche quando avevano la certezza di essere stati presenti nella propria abitazione (si pensi ad esempio alle persone costrette a casa in quanto portatrici di handicap o per l’emergenza sanitaria durante il lockdown)". L’Antitrust sottolinea che "la conseguenza di detti comportamenti, in relazione ai quali Poste Italiane non ha adottato le dovute misure di controllo e correttive, provoca un inammissibile onere a carico dei consumatori costretti a lunghe perdite di tempo e di denaro per poter ritirare le raccomandate non diligentemente consegnate". L’Autorità ha, altresì, accertato "la sussistenza di omissioni informative anche nei messaggi pubblicitari di promozione del servizio di ritiro digitale delle raccomandate, in quanto non viene chiarito che tale servizio è utilizzabile per i soli invii originati digitalmente". "Le condotte descritte provocano, inoltre, gravi danni al sistema giustizia del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell’espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia citate nel provvedimento" aggiunge l’Autorità in una nota. "Data l’estrema gravità e frequenza della pratica ed i notevolissimi danni arrecati ai consumatori, la sanzione è stata irrogata nella misura massima. Tuttavia, la medesima non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico generato da Poste Italiane nel solo anno 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Al riguardo, non è stata ancora recepita nell’ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161 che fissa il massimo edittale della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo" sottolinea infine l’Antitrust.





Con il Recovery Fund ci sarà il Fisco digitale

 

Le risorse del Recovery Fund "non possono essere impegnate per una riduzione del carico fiscale (ad esempio con un abbassamento generalizzato delle aliquote IRPEF), mentre sono "pienamente utilizzabili per riforme di ampio raggio, la cui attuazione potrebbe richiedere costi di transizione non trascurabili" come "una riforma del Fisco e dell’attività di riscossione e un rafforzamento dei processi di digitalizzazione e innovazione, sui quali l’Agenzia ha già investito, negli ultimi anni, ingenti risorse, al fine di rendere più efficiente ed efficace la propria azione". Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione sul Recovery Fund in commissione Finanze della Camera.  La mole del ’magazzino’ dei debiti residui - 987 miliardi di cui il 41% difficilmente recuperabile - "impedisce l’efficienza e il buon funzionamento dell’intera azione amministrativa e dell’azione di recupero dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione perché deve svolgersi in relazione all’intero magazzino e non può scegliere di individuare le somme maggiormente riscuotibili. L’attività viene privata dell’intera sua forza". Ruffini ha sottolineato che un eventuale provvedimento di cancellazione dei debiti più ’vecchi’ o che non possono essere riscossi "comporterà un costo" per le casse dello Stato che però "non può essere identificato senza perimetro della cancellazione". "Se riteniamo riscuotibili circa 74 miliardi di magazzino - ha aggiunto - il resto è più o meno soltanto un credito nominale, sulla carta".





Il Commissario Arcuri: “Banchi in tutte le scuole entro il mese di ottobre”

 

“Abbiamo iniziato la distribuzione dei banchi che, come abbiamo detto dall’inizio, concluderemo alla fine di ottobre. A Vo ci sono dall’inizio tutti i banchi che servono”. Lo ha detto il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico a Vo (Padova). “Il ministro Azzolina – ha voluto sottolineare Arcuri – ha fatto un lavoro straordinario per il personale docente e non docente”. 





Il ministro Provenzano: “Recuperare ritardi accumulati su direttrici ferrovie Sud”

 

 

Si è svolta presso gli uffici del ministero per il Sud e la Coesione territoriale la riunione convocata dal ministro Provenzano con i Comitati di Coordinamento dei Contratti istituzionali di Sviluppo (CIS) per la realizzazione delle Direttrici ferroviarie “Napoli-Bari-Lecce-Taranto”, “Salerno-Reggio Calabria” e “Messina-Catania-Palermo”, alla presenza dei ministeri dell’Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente, dei Beni della Attività Culturali, di Rete Ferroviaria italiana e delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. 

Il ministro ha voluto fare il punto della situazione sullo stato di avanzamento dei CIS a valle dei Comitati di attuazione e sorveglianza che si sono riuniti lo scorso 28 luglio e del lavoro successivo che è stato prodotto, sulla base dei controlli e delle verifiche che l’Agenzia per la Coesione Territoriale nella sua qualità di Responsabile unico del contratto ha svolto nel corso di questi mesi, in particolare sull’andamento dei lavori del 2019. 

“Ho voluto questo incontro, ha introdotto il ministro Provenzano, per analizzare le criticità che sono emerse, in alcuni casi molto gravi, per tracciare con il soggetto attuatore RFI e con le amministrazioni competenti un serio e credibile percorso di recupero dei ritardi accumulati. Abbiamo di fronte l’opportunità di una stagione senza precedenti di investimenti che devono guardare anche e soprattutto a una nuova infrastrutturazione del nostro territorio, per potenziare e migliorare il diritto alla mobilità che nel Mezzogiorno spesso è limitato, addirittura talvolta negato. Per questo, dobbiamo mostrarci credibili nella realizzazione di quanto già previsto e che i cittadini, specialmente al Sud, attendono da troppo tempo”.





Mattarella e la riapertura delle scuole: “E’ la sfida decisiva”

 “E’ stata dolorosa la decisione di chiudere le scuole. Necessaria e dolorosa” e la riapertura è dunque un segnale di “speranza” per tutti. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico che quest’anno si svolge nell’Istituto comprensivo Gianni Rodari – Guido Negri di Vo (Padova). “La scuola ha nel suo dna il carattere di apertura, di socialità, di dialogo tra persone, fianco a fianco. Avete sofferto, ragazzi – e abbiamo sofferto tutti, per gli impedimenti e per le limitazioni. La scuola è specchio della società, e ne riflette difficoltà e aspettative. Ecco perché questi giorni, in cui le scuole riaprono e si popolano dei loro studenti e insegnanti, sono giorni di speranza”.

“Oggi – ha aggiunto il presidente – è un giorno importante! L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni. Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva. Ripartire da Vò Euganeo, dà ancor più il senso di come questa sfida riguardi l’intero Paese. Così come qui a Vò la vita, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo, così la riapertura delle scuole esprime la piena ripresa della vita dell’Italia”, ha sottolineato.

“Siamo sconvolti – ha anche detto Mattarella in riferimento all’omicidio di Colleferro – per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità. La scuola, la cultura, il confronto continuo sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione. In coerenza con questi valori – è il richiamo di Mattarella – occorre spiegare il massimo impegno per contrastare chi pratica una violenza vile e brutale che più volte si è manifestata anche nei giorni scorsi. Chi la predica o la eccita nei social”.

Le limitazioni imposte per contenere la pandemia hanno “salvato molte vite”, grazie al modo con cui gli italiani le hanno messe in atto. E la scuola “serve anche a questo: a formare cittadini consapevoli, a sconfiggere l’ignoranza con la conoscenza, a frenare le paure con la cultura, a condividere le responsabilità”. Così Mattarella, nel suo discorso. “La chiusura – ha proseguito – delle scuole, e tante altre rinunce – che ci sono costate molto sul piano sociale, economico, affettivo – hanno contribuito a salvare vite umane e a evitare più gravi angosce e dolori. Le misure di precauzione sono diventate una prova che il popolo italiano ha saputo affrontare, come in altri momenti difficili della sua storia. La scuola serve anche a questo: a formare cittadini consapevoli, a sconfiggere l’ignoranza con la conoscenza, a frenare le paure con la cultura, a condividere le responsabilità”.

“Mentre prepariamo il domani, sentiamo il bisogno di ricordare chi è stato colpito dalla malattia, le tante vite spezzate e il dolore patito da molti. Non dimenticheremo. E cercheremo di trarre insegnamento dagli eventi eccezionali e drammatici che hanno coinvolto tutti i Continenti, e che ci tengono ancora impegnati, richiedendoci responsabilità e prudenza”.

E poi: quelli della chiusura sono stati “mesi duri per tutti, ma a subire le conseguenze più pesanti del lockdown sono stati gli studenti con disabilità. Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non sopportabile. E di queste sofferenze si son fatte carico le famiglie. Nella ripartenza della scuola l’attenzione a questi studenti dovrà essere inderogabile, a cominciare dall’assegnazione degli insegnanti di sostegno”.

Il piano Next Generation ha rimarcato il presidente Mattarella è una “straordinaria opportunità da non perdere” per ammodernare anche la scuola, a partire dalla banda larga che va portata in ogni istituto “e ovunque nel nostro Paese”, e dalle misure necessarie per “evitare che il divario digitale diventi una frattura incolmabile” come il lockdown ha evidenziato.

“Conosco i ritardi e le difficoltà e so bene che vi saranno inevitabili polemiche. So anche che, in atto, vi sono risorse limitate”, ha riconosciuto Mattarella. “Ma un Paese – è il monito del Capo dello Stato – non può dividersi sull’esigenza di sostenere e promuovere la sua scuola. Oggi la riapertura della scuola è una prova per la Repubblica. Per tutti. Nessuno escluso”.





Provocazione di Grillo: “Le dittature funzionano meglio delle democrazie”

 

 

"Sento che in Parlamento si parla solo di nomine, queste cose qui non le concepisco. Non è più destra o sinistra, ma andare avanti. Abbiamo tutti la possibilità di fare uno scatto in avanti meraviglioso sull’energia, sui flussi migratori...". Così Beppe Grillo, garante del M5S, in collegamento con la conferenza stampa al Senato sulla presentazione del decreto Mise. "È paradossale che funzionino più le dittature delle democrazie. Siamo bloccati su stronzate gigantesche", insiste il cofondatore dei 5 Stelle. "Fate capire a questa sinistra che vuole essere progressista che ci sono le idee, che vanno perseguite. Dobbiamo dare una impostazione di che tipo di Paese vogliamo. Voi avete fatto un grande lavoro", dice ancora.  "C’è in ballo il destino di questo Paese, ci ho messo una parte della mia vita. Tengo alla situazione" dell’Italia, "la sinistra ha poche idee, la destra non ne ha. Noi ne abbiamo qualcuna... Mettiamo insieme le forze", afferma ancora. "Dovremmo ragionare su un reddito universale incondizionato, non legato al ricatto del lavoro". Con reddito e istruzione "usciamo dall’impasse degli ultimi 20 anni", sostiene.





Conte a sorpresa a Norcia: “Lavoreremo per superare le criticità”

 

Il presidente del Consiglio, Conte si è recato a sorpresa a Norcia in visita privata alla nuova scuola superiore temporanea "De Gasperi- Battaglia". Il premier ha visitato le aule e ha incontrato sul piazzale antistante il plesso alcuni studenti.   Il presidente si era occupato in prima persona del progetto dopo che a inizio anno, prima del lockdown, la preside Rosella Tonti, insieme a una delegazione di alunni e docenti era andata Palazzo Chigi per protestare sulla lentezza dei lavori. In quell’occasione Conte si era impegnato per portare a termine il cantiere in pochi mesi.  La nuova scuola è stata inaugurata ieri in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.  "Abbiamo lavorato per assicurare che questo anno scolastico possa svolgersi con didattica in presenza. Siamo consapevoli delle criticità e abbiamo lavorato tanto e continueremo a farlo per superarle mano a mano che si presenteranno", ha detto il premier al termine della visita alla scuola superiore di Norcia. "Abbiamo predisposto una serie di regole e precauzioni, di impegni finanziari - ha aggiunto - ma anche di dedizione personale e professionale di tantissimi, di tutti coloro che partecipano a questo sforzo collettivo".

"Il piano Next generation you è un progetto per voi, per restituirvi un Paese migliore", ha detto Conte parlando con gli studenti. "Se perderemo questa sfida avrete il diritto di mandarci a casa" ha aggiunto. "L’Italia sta facendo il suo piano nazionale - ha detto ancora - e siamo nella fase avanzata di studio e approfondimento". "E’ molto bello che a livello europeo - ha sottolineato il premier con gli studenti - quando hanno pensato a questo grande piano d’intervento per i Paesi più sofferenti per la pandemia lo hanno chiamato Next generation you". "Ho apprezzato le parole del presidente Mattarella ieri quando ha detto che la scuola non deve essere un luogo di polemiche. E’ l’ennesima sfida che il nostro Paese sta affrontando e sono convinto, sono fiducioso, che anche a questa riusciremo a rispondere in modo assolutamente positivo. A vincerla tutti insieme", ha detto inoltre il premier Giuseppe Conte da Norcia. 





Scuola, alla riapertura mancano sessantamila docenti. In tanti hanno paura di Covid

 

I timori del Covid limitano le presenze per una categoria che conta più del 50% di ultracinquantenni

 

 

Il giorno dopo la ripresa dalla scuola in 13 regioni italiane, continua il dibattito a livello nazionale tra paure e polemiche. Una riguarda in particolare la pioggia di certificati medici inviati da sessantamila docenti che hanno disertato la prima campanella in quanto "soggetti a rischio".
"Abbiamo il diritto a non presentarci in aula", dichiarano gli insegnanti che temono per il loro stato di salute. Ospite di "Mattino Cinque" interviene sulla questione Isabella Passione, insegnante in una scuola primaria, che pur avendo ripreso regolarmente il suo posto in classe si schiera dalla parte dei colleghi. "I furbetti ci sono in tutte le professioni, più del 50% degli insegnanti ha oltre 50 anni, abbiamo una popolazione anziana che ha delle patologie pregresse quindi è normale avere delle paure", dichiara l’insegnante. Poi la ministra Azzolina: “Non era assolutamente facile la riapertura scolastica che tanto ci ha emozionato: il bilancio è buono, rispetto a una ripartenza che non era per niente scontata".: "Ereditiamo una scuola che ha molto sofferto negli anni a causa dei tagli".





Rallentano i prezzi del carrello della spesa. Inflazione negativa

 

 

 

L’Istat conferma la stima di un’inflazione "negativa" ad agosto. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,5% su base annua (da -0,4% del mese precedente), confermando la stima preliminare. "L’inflazione negativa - commenta - più ampia di un decimo di punto rispetto a luglio (non era così da aprile 2016), si conferma quindi per il quarto mese consecutivo".   I prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano da +1,2% a +0,9%. In un quadro di inflazione negativa, spiega l’Istat, "ancora determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -13,6% a -13,7%) e di quelli non regolamentati (da -9,0% a -8,6%), l’ampliarsi della flessione dell’indice generale si deve prevalentemente al calo più netto dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,9% a -2,3%)".  L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano entrambe, rispettivamente da +0,4% a +0,3% e da +0,6% a +0,4%. L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. 





Poste Italiane : "Inaccettabili i contenuti del Comunicato Agcm. Sconcertante il riferimento ai gravi danni del sistema Giustizia del Paese"

In merito alla sanzione irrogata dall’AGCM, per una “presunta violazione del Codice del Consumo, per aver adottato una politica commerciale scorretta per il servizio di recapito delle raccomandate”, Poste Italiane respinge gli addebiti contenuti nel documento e ribadisce, con fermezza, che le proprie condotte commerciali sono improntate a principi di correttezza e trasparenza per la piena tutela dei clienti, dei consumatori e del sistema Paese.  

 

E’ priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi secondo la quale l’azienda avrebbe posto in essere azioni che ingannino i clienti in merito alle caratteristiche del prodotto raccomandata.

 

Lascia anzitutto esterrefatti il riferimento contenuto nel provvedimento ai servizi di notificazione a mezzo Posta e all’asserito grave danno che Poste avrebbe arrecato al sistema giustizia del Paese. Si tratta di un servizio e di condotte che mai sono state oggetto della procedura istruttoria e che solo oggi emergono dalla comunicazione dell’Antitrust. Peraltro, come dovrebbe essere noto, trattasi di un servizio del tutto differente dalle raccomandate, rigorosamente disciplinato dal legislatore e in merito al quale, da decenni, Poste Italiane garantisce il corretto funzionamento del Sistema Giustizia su tutto il territorio nazionale.  

 

Quanto alle raccomandate, nel 2019, sono stati consegnati oltre 120 milioni di pezzi, ricevendo, nel medesimo periodo, meno di 1000 reclami relativi agli avvisi di giacenza, pari allo 0,00008% del totale delle raccomandate regolarmente gestite. Come ampiamente evidenziato nel corso del procedimento, si tratta di una dimensione del fenomeno del tutto fisiologica rispetto ai volumi complessivi del servizio erogato; peraltro, Poste rivendica che l’assenza di condotte anomale, nel servizio di recapito delle raccomandate, è stata ripetutamente e formalmente confermata, da ultimo anche nel corso del procedimento, dall’Autorità di regolamentazione preposta al controllo delle attività postali (AGCom).  

 

Poste Italiane respinge totalmente l’accusa di non aver attivato misure di monitoraggio, controllo e correzione di eventuali anomalie. Già dall’aprile del 2019 sono state introdotte ulteriori azioni massive di controllo mai utilizzate prima ed ulteriormente rafforzate nel corso del procedimento così come rappresentato all’Autorità.

 

Infine, Poste Italiane rivendica con orgoglio, l’attività svolta nel pieno dell’emergenza sanitaria dai propri dipendenti, che hanno prestato servizio in ogni zona del Paese e in ogni condizione senza mai interrompere un’attività essenziale per la vita dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione, seguendo scupolosamente l’evoluzione della normativa emergenziale adottata dal legislatore. 

 

Poste Italiane tutelerà, con fiducia nel sistema giudiziario italiano, la propria immagine e reputazione, i propri diritti e la correttezza delle proprie condotte presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.





Reddito e pensione di cittadinanza, aumentano i beneficiari

Aumentano i nuclei beneficiari di Reddito e Pensione di cittadinanza che con il mese di agosto superano quota 1,3 milioni (1,304 milioni di famiglie), coinvolgendo nel complesso oltre 3 milioni di persone (3,081 milioni). Sono i dati aggiornati dell’Inps, che sottolinea come l’incremento sia di oltre il 23% rispetto al dato del mese di gennaio 2020 (1,304 milioni di famiglie contro 1,059 milioni di gennaio) e del 20% per il numero di persone coinvolte (passate da 2,562 milioni di gennaio a 3,081 milioni registrate ad agosto). Per il solo Reddito di cittadinanza, l’incremento dei nuclei beneficiari è stato di oltre il 25%, con un aumento del 21% del numero di persone coinvolte, sempre rispetto al mese di gennaio 2020.    A livello territoriale, dai dati emerge che delle oltre 1,3 milioni di famiglie beneficiarie, 802.588 (per oltre 2,024 milioni di persone coinvolte) sono residenti tra Sud e Isole, 303.958 al Nord (quasi 634 mila persone coinvolte) e 197.713 al Centro (per quasi 423 mila persone).





Sanità privata, la regione Lazio ha detto sì all’adeguamento contrattuale

 

La giunta regionale del Lazio ha approvato la delibera che, recependo quanto disposto dalla Conferenza delle Regioni, provvede al riconoscimento della quota spettante al Lazio in ordine al rinnovo contrattuale del personale dipendente della sanità privata. La delibera si muove all’interno del perimetro del fondo sanitario regionale e riconosce il 50% degli oneri incrementali del personale dipendente sostenuto dalla sanità privata accreditata. Prevede inoltre che l’integrazione è disposta in via straordinaria nelle more dell’adeguamento delle tariffe a livello nazionale e con procedure certificate. “Nel Lazio stiamo parlando di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori e a livello nazionale di centinaia di migliaia. Non è possibile avere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B soprattutto se si parla della cura e dei bisogni assistenziali delle persone. Auspico a questo punto che velocemente venga firmato l’accordo nazionale fermo da molti anni” ha spiegato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.





Covid, tutti i numeri del Lazio: 139 nuovi contagi e due morti

 

“Oggi nel Lazio si registrano 139 casi di questi 74 sono a Roma e due decessi”. A diffondere il dato è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Da domani – spiega – presso l’aeroporto di Fiumicino inizia la sperimentazione su due voli Roma-Milano ‘COVID Free, iniziativa in comune tra AdR, Alitalia e la Regione Lazio. La collaborazione con AdR ha consentito di aumentare la sicurezza in aeroporto per i passeggeri. Oggi ne parla anche la CNN – dice D’ Amato – in merito al premio anti-covid (https://edition.cnn.com/travel/article/rome-fiumicino-airport-ant i-covid-skytrax/index.html)”.

Scendendo nel dettaglio “nella Asl Roma 1 sono 20 i casi nelle ultime 24h e di questi cinque sono casi di rientro, due con link dalla Sardegna, due con link alla comunità del Perù e uno dalla Grecia. Tre sono casi con link familiare o contatto di un caso già noto e isolato. Nella Asl Roma 2 – dice l’assessore – sono 47 i casi nelle ultime 24h e tra questi 17 casi di rientro, uno con link dalla Sardegna, uno dal Bangladesh, uno dalla Spagna, undici con link alla comunità del Perù, uno dalla Bolivia, uno dall’Argentina e uno dalla Calabria. Sei i casi individuati dal medico di medicina generale. Cinque sono i contatti di casi già noti e isolati e quattro i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 3 sono 7 i casi nelle ultime 24h e si tratta di sei casi con link dalla Sardegna.

Nella Asl Roma 4 sono 3 i casi nelle ultime 24h e si tratta di contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 5 sono 26 i casi nelle ultime 24h e si tratta di otto casi di rientro, uno dal Trentino e sette con link alla comunità del Perù. Tre i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione e sette i contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 6 sono 14 i casi nelle ultime 24h e si tratta di due casi con link dalla Sardegna. Uno individuato su segnalazione del medico di medicina generale. Due individuati in fase di pre-ospedalizzazione e sette sono i contatti di casi già noti e isolati.

Nelle province si registrano 22 casi e zero decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina – spiega – sono 11 i casi e di questi sei sono casi di rientro tre da Singapore, due dalla Lombardia e uno con link dalla Sardegna. Tre sono contatti di casi già noti e isolati e un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl di Frosinone sono due i casi e si tratta di contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl di Rieti si registrano sei casi e si tratta di tre casi con link ad un cluster di una festa privata e tre sono contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl di Viterbo si registrano tre casi e si tratta di contatti di casi già noti e isolati”.




Contagi in aumento (1.229). Ci sono stati più tamponi. Le vittime sono nove

 

Sono 1.229 i contagiati dal Covid nelle ultime 24 ore, 221 in più di ieri. Ma rispetto al giorno precedente sono quasi raddoppiati i tamponi processati: 80.517 contro 45.309. Le vittime sono state 9, contro le 14 di ieri. Questi i dati del ministero della Salute.

I casi totali sono così saliti a 289.990, i morti a 35.633. In nessuna regione si è registrata un’assenza di nuovi positivi. I più numerosi nelle ultime 24 ore in Lombardia (176) e in Liguria (141).