Identità digitale, 806mila cittadini hanno scelto Poste Italiane a Roma e provincia

 

Sono oltre 806mila i cittadini di Roma e provincia che, tra i molteplici Identity Provider che forniscono SPID agli italiani, hanno scelto Poste Italiane per attivare l’Identità Digitale.

Lo SPID è la soluzione che permette, a cittadini e privati, di accedere con un’unica modalità di autenticazione e da qualsiasi dispositivo ai siti della pubblica amministrazione e ai servizi dei fornitori che hanno aderito al Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Un boom di richieste che pone Roma come prima città italiana per numero di attivazioni SPID effettuate in Poste Italianee il Lazio, con oltre 1milione di attivazioni, come seconda regione nella classifica italiana dopo la Lombardia, confermando il ruolo primario dell’Azienda nel processo di digitalizzazione del Paese.

L’effetto lockdown, ha probabilmente contribuito generalmente a una crescita esponenziale delle attivazioni tanto che, dall’inizio del 2020 a fine luglio, le nuove abilitazioni SPID su Roma e provincia hanno quasi raggiunto quota 390mila, ovvero circa il 40% sul totale delle attivazioni rilasciate dalla partenza del servizio nella Capitale.

A livello Italia, su dieci milioni di attivazioni complessive, oltre otto identità digitali su dieci sono state attivate attraverso i canali messi a disposizione da Poste Italiane. Le previsioni per il futuro sono di continua crescita, perché, in coerenza con le indicazioni del Decreto Semplificazioni, aumentano le amministrazioni che si stanno attivando per il passaggio a SPID.

Attivare SPID tramite Poste Italiane è molto semplice.

Ciascun cittadino può recarsi presso uno dei 394 uffici postali di Roma e provincia ed effettuare gratuitamente l’operazione allo sportello. Alla fine del processo l’operatore rilascerà una scheda di sintesi con i dati del cliente e le istruzioni per il completamento dell’operazione online entro 10 giorni dalla registrazione.

Per rendere la pratica in ufficio postale ancora più veloce, è anche possibile effettuare una registrazione preliminare comodamente da casa sul sito posteid.poste.ite completare la procedura successivamente presso la sede di Poste Italiane più vicina. I cittadini in possesso di un passaporto o di una carta d’identità elettronica, inoltre, possono richiedere SPID comodamente da casa tramite l’app PosteID.

Per poter accedere agli uffici postali, inoltre, Poste Italiane ricorda che è possibile prenotare il proprio turno sia attraverso la App dedicata “Ufficio Postale” sia tramite WhatsApp al numero 3715003715.





Caso Palamara, autorizzata la trascrizione di tutte le intercettazioni

 

Il gip di Perugia ha disposto la trascrizione di tutte le intercettazioni telefoniche e telematiche al centro dell’inchiesta della procura di Perugia che coinvolge l’ex consigliere del Csm Luca Palamara. Comprese quelle con il trojan che riguardano colloqui con i parlamentari.
La decisione è stata rese nota nell’udienza di questo lunedì.  Secondo il gip quando il virus telematico trojan inserito nel cellulare di Palamara venne attivato "non era prevedibile" la presenza dei parlamentari con i quali vennero poi registrati i colloqui, l’ex ministro Luca Lotti e il deputato di Italia viva Cosimo Maria Ferri, giudice in aspettativa, entrambi non toccati dal procedimento perugino. Il giudice ha indicato in oltre un centinaio le intercettazioni da trascrivere ritenendole legittime. Nella sua ordinanza ha sostenuto che non sarebbe stato possibile per gli inquirenti dire "in premessa" chi c’era ai tre incontri di Palamara intercettati con il trojan, uno dei quali all’hotel Champagne. 





Mattarella ricorda Livatino: “Resistere alle intimidazioni della mafia”

 

"Rosario Livatino, Sostituto Procuratore della Repubblica e poi Giudice della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, ha condotto importanti indagini contabili e bancarie sulle organizzazioni criminali operanti sul territorio e sui loro interessi economici. Egli ha, tra i primi, individuato lo stretto legame tra mafia e affari, concentrando l’attenzione sui collegamenti della malavita organizzata con gruppi imprenditoriali. Consapevole del delicato ruolo del giudice in una società in evoluzione e della necessità che la magistratura sia e si mostri indipendente, egli ha svolto la sua attività con sobrietà, rigore morale, fermezza e instancabile impegno, convinto di rappresentare lo Stato nella speciale funzione di applicazione della legge". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione, nel trentesimo anniversario dell’uccisione del Giudice Rosario Livatino. "Ricordare la vile uccisione di Rosario Livatino richiama la necessità di resistere alle intimidazioni della mafia opponendosi a logiche compromissorie e all’indifferenza, che minano le fondamenta dello stato di diritto", afferma il Capo dello Stato. E’ stata la presenza dello stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palermo a solennizzare il trentesimo anniversario dell’ assassinio avvenuto il 21 settembre 1990 alle porte di Agrigento del giudice Rosario Livatino. Oggi saranno Roma, Canicattì, e Palermo le città della Memoria di Livatino. Mattarella, presenzierà ad un corso di formazione decentrata per magistrati organizzato dal Csm nel Palazzo di Giustizia dal titolo "Deontologia e professionalità del magistrato. Un binomio indissolubile. In memoria di Rosario Livatino". 

 




Mattarella ricorda Livatino: “Resistere alle intimidazioni della mafia”

 

"Rosario Livatino, Sostituto Procuratore della Repubblica e poi Giudice della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, ha condotto importanti indagini contabili e bancarie sulle organizzazioni criminali operanti sul territorio e sui loro interessi economici. Egli ha, tra i primi, individuato lo stretto legame tra mafia e affari, concentrando l’attenzione sui collegamenti della malavita organizzata con gruppi imprenditoriali. Consapevole del delicato ruolo del giudice in una società in evoluzione e della necessità che la magistratura sia e si mostri indipendente, egli ha svolto la sua attività con sobrietà, rigore morale, fermezza e instancabile impegno, convinto di rappresentare lo Stato nella speciale funzione di applicazione della legge". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione, nel trentesimo anniversario dell’uccisione del Giudice Rosario Livatino. "Ricordare la vile uccisione di Rosario Livatino richiama la necessità di resistere alle intimidazioni della mafia opponendosi a logiche compromissorie e all’indifferenza, che minano le fondamenta dello stato di diritto", afferma il Capo dello Stato. E’ stata la presenza dello stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palermo a solennizzare il trentesimo anniversario dell’ assassinio avvenuto il 21 settembre 1990 alle porte di Agrigento del giudice Rosario Livatino. Oggi saranno Roma, Canicattì, e Palermo le città della Memoria di Livatino. Mattarella, presenzierà ad un corso di formazione decentrata per magistrati organizzato dal Csm nel Palazzo di Giustizia dal titolo "Deontologia e professionalità del magistrato. Un binomio indissolubile. In memoria di Rosario Livatino". 

 





Quota 100, nuovi paletti per lasciare il lavoro

 

In attesa dei tavoli di confronto tra Governo e sindacati, si fanno strada diverse ipotesi per il “dopo quota 100”: il pensionamento anticipato con opzione quota 100, difatti, può essere fruito solo da chi raggiunge i requisiti prescritti, 62 anni di età e 38 di contributi, entro il 31 dicembre 2021. Dal 2022, se non ci saranno modifiche normative, si creerà un enorme “scalone”, ossia un notevole divario tra i beneficiari di quota 100 e gli esclusi, come sottolinea la leggepertutti.it: chi, ad esempio, maturerà i requisiti per la quota 100 nel mese di gennaio 2022, terminato il periodo di sperimentazione, restando inalterata la disciplina previdenziale dovrebbe attendere circa 5 anni, sia per ottenere la pensione di vecchiaia che per la pensione anticipata ordinaria. Per evitare lo scalone, sono diverse le ipotesi allo studio: una delle proposte più recenti prevede la doppia flessibilità, con una pensione anticipata quota 98 per gli addetti ai lavori gravosi ed un pensionamento con quota 101 per gli altri lavoratori.

Nel dettaglio, gli addetti ai lavori gravosi, ai quali potrebbero aggiungersi ulteriori categorie svantaggiate, come quelle beneficiarie dell’Ape sociale e della pensione precoci (addetti ai lavori usuranti, disoccupati di lungo corso, caregiver ed invalidi civili dal 74%), potranno fruire di una nuova pensione anticipata:

con un minimo di 62 anni di età;

con 36 (o 37) anni di contributi, quindi con una quota (sommatoria di età e contribuzione) pari a 98 (o 99); senza penalizzazioni sull’assegno, o con penalizzazioni minime. Gli altri lavoratori, non appartenenti alle categorie tutelate, otterrebbero invece la pensione: con un minimo di 64 anni di età; con 37 anni di contributi, quindi con una quota (sommatoria di età e contribuzione) pari a 101; con penalizzazioni percentuali sull’assegno, o col ricalcolo contributivo. In buona sostanza, la doppia flessibilità si concretizzerebbe in una quota 98 per gli addetti ai lavori gravosi e in una quota 101 per gli altri lavoratori. I sindacati insistono, però, perché sia accessibile a tutti i lavoratori la pensione anticipata quota 41, cioè con 41 anni di contributi. Chi sono gli addetti ai lavori gravosi? Ricordiamo che sono considerati addetti ai lavori gravosi coloro che svolgono un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai agricoli specializzati: si tratta di coloro che pianificano ed eseguono tutte le operazioni necessarie a coltivare prodotti agricoli destinati al consumo alimentare e non, rendendo produttive colture in pieno campo, coltivazioni legnose, vivai, serre ed orti stabili; operai specializzati della zootecnica: si tratta di coloro che si occupano della cura, della alimentazione e della custodia di animali da allevamento, per produrre carne o altri prodotti destinati al consumo alimentare, o alla trasformazione e produzione industriale operai agricoli non specializzati: si tratta di coloro che curano e mettono a produzione in modo non specialistico o univoco una o più tipologie di coltura e di allevamento; operai non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde; operai non qualificati addetti alle foreste, alla cura degli animali, alla pesca e alla caccia; pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; siderurgici di prima e seconda fusione: fonditori, operatori di altoforno, convertitori e di forni di raffinazione, operatori di forni di seconda fusione, colatori di metalli e leghe e operatori di laminatoi, operatori di impianti per il trattamento termico dei metalli, conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro (lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti), della ceramica e di materiali assimilati; marittimi imbarcati a bordo: marinai di coperta e operai assimilati (coloro che conducono macchine e motori navali, barche e battelli, o che supportano le operazioni di trasporto marittimo); personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

 





Crollati i prestiti delle banche alle imprese italiane

Negli ultimi dieci anni, secondo uno studio di Unimpresa, registrata una riduzione pari a 186 miliardi

Negli ultimi 10 anni, i prestiti delle banche italiane alle imprese sono crollati di oltre 186 miliardi di euro. Il calo, che in media è pari a quasi 20 miliardi l’anno, e’ stato del 21,79%, dagli 856 miliardi di luglio 2010 ai 669 miliardi di luglio 2020. E’ quanto emerge dal rapporto sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, secondo il quale sono scesi bruscamente i finanziamenti alle imprese a breve termine, con una riduzione di 135 miliardi e sono diminuiti di 79 miliardi quelli di lungo periodo: variazioni negative solo in parte compensate dai crediti a cinque anni, saliti di 28 miliardi. I prestiti non rimborsati (sofferenze) da parte di famiglie e imprese - prosegue lo studio - sono scesi di quasi il 7%, grazie a una diminuzione di quasi 5 miliardi da 70 miliardi a 65 miliardi. "I rubinetti delle banche sono chiusi da un decennio. Adesso, siamo fortemente preoccupati per l’effetto negativo sui prestiti alle piccole e medie imprese, derivante dalle nuove regole europee sulla svalutazione dei crediti deteriorati e degli incagli. Mentre gli istituti sono riempiti di liquidità, dall’altro vengono vessati con regole di vigilanza che si riveleranno controproducenti per la ripresa" dichiara il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro. "Assistiamo a due politiche in conflitto fra loro: in era Covid e’ assurdo imporre alle banche la svalutazione di tutti i crediti incagliati, poiché il settore verrebbe messo alle corde; per le banche questa ulteriore stretta si tradurrebbe nel conteggio di nuove perdite, sofferenze azzerate e rubinetti del credito serrati" conclude Lauro. Secondo il rapporto del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati della Banca d’Italia, il totale dei prestiti al settore privato, negli ultimi 10 anni, è diminuito di 131,5 miliardi (-9,16%) passando da 1.435,6 miliardi di luglio 2010 a 1.304,1 miliardi di luglio 2020. In particolare, lo stock dei finanziamenti alle aziende è crollato di 186,5 miliardi (-21,79%) da 856,1 miliardi a 669,6 miliardi. Nel dettaglio, sono calati di 135,7 miliardi (-42,98%) i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) passando da 315,9 miliardi a 180,1 miliardi; i crediti a medio periodo (fino a 5 anni) sono invece saliti di 28,4 miliardi (+19,70%) passando da 144,2 miliardi a 172,6 miliardi; le erogazioni di lungo periodo (oltre 5 anni) sono scese di 79,1 miliardi (-19,99%) passando da 395,9 miliardi a 316,8 miliardi.

 





Pil, previsioni nere (-9%)

 

Il governo si appresta a ritoccare leggermente al ribasso le stime sul Pil nel 2020. Nella Nota di aggiornamento del Def attesa per fine mese, riferiscono fonti vicine al dossier, l’asticella dovrebbe assestarsi attorno a -9%. La precedente stima, risalente ad aprile e contenuta nel Def, era di -8%.   La nuova stima era stata a grandi linee anticipata dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che aveva annunciato una revisione non troppo drammatica, con una chiusura d’anno con un calo inferiore alla doppia cifra.  Si tratterebbe comunque di un numero molto inferiore a quello calcolato dalle grandi istituzioni internazionali. La stima più recente è quella dell’Ocse che questa settimana ha previsto per l’Italia una contrazione dell’economia del 10,5%. A luglio la Commissione europea ha invece stimato un calo del Pil dell’11,2%. A giugno il Fondo monetario internazionale ha invece parlato di un ancora più profondo -12,8%. 




Estate nel Lazio, Mare sicuro con la Guardia Costiera: 697 sanzioni

 

 “Mare Sicuro” con la Guardia Costiera. Nel Lazio, dal 15 giugno fino al 13 settembre, sono state comminate 697 sanzioni amministrative a fronte di 15.806 controlli, che hanno condotto anche alla redazione di 26 informative di reati alle competenti autorità giudiziarie. 

In un bilancio della tradizionale operazione estiva della Guardia Costiera si spiega che nel Lazio sono stati controllati i 370 Km delle coste ricadenti nella giurisdizione della Direzione Marittima di Civitavecchia, che si estende da Montalto di Castro a Minturno, isole Pontine incluse. 

Avviata il 15 giugno, pochi giorni dopo il termine del lockdown nazionale, l’operazione ha visto schierare le pattuglie terrestri e i mezzi navali dei Compartimenti Marittimi di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e dei 17 Uffici Marittimi complessivamente dislocati sul territorio regionale in uno scenario inevitabilmente differente dalle precedenti stagioni estive. 

E in effetti, dopo un primo periodo tra giugno/luglio di sostanziale “attesa” nelle scelte dell’utenza balneare sul come poter frequentare gli arenili e svolgere le abituali attività ludico-diportistiche, si è poi assistito ad un lento ma costante incremento dei numeri registrati. 

Alla sostanziale assenza di stranieri, ha fatto da contraltare una considerevole presenza di turisti nazionali, nella consapevolezza che le tradizionali attività balneari, così come le attività di controllo della Guardia Costiera, dovessero avvenire sempre adottando tutte le precauzioni che la situazione emergenziale in atto ha imposto.

 





Casamonica e Spada, nuovi arresti nel clan

 

 

 Operazione Antidroga della Polizia di Stato a Torre Angela: arrestati 4 appartenenti al Clan Casamonica Spada e un giovane pusher. Sequestrati oltre 6 kg di sostanza stupefacente. 

Nell’ambito delle attività finalizzate al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli investigatori della locale Squadra Mobile e del commissariato Casilino Nuovo, con l’ausilio delle unità cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno inferto un duro colpo al clan Casamonica-Spada. 

In particolare – si spiega in una nota – sono stati arrestati: Ivana Casamonica, del ’51; Stella Casamonica dell’80; Entoni Spada dell’85; Angelo Spada del 2000; Rejeb Reda del ’98. 

E’ stata smantellata una piazza di spaccio dislocata all’interno di un’abitazione sita nel quartiere Torre Angela, ove risiedono alcuni Casamonica e Spada, che riforniva l’intera zona, sia attraverso la vendita diretta della sostanza stupefacente che attraverso l’arruolamento di giovani pusher. 

Subito l’ingresso di un ragazzo sospettato di coinvolto nell’attività di spaccio esterna, gli investigatori in un momento di distrazione hanno fatto irruzione nella casa, cogliendo di sorpresa i presenti e impedendo che potessero disfarsi della droga. Nell’abitazione i poliziotti hanno bloccato il giovane pusher, due donne e due uomini appartenenti alle note famiglie degli Spada e dei Casamonica, intenti nel confezionare dosi di marijuana e hashish. 

La conseguente perquisizione ha consentito di rinvenire circa un migliaio di dosi già pronte per essere vendute al dettaglio, nonché vari panetti di hashish e 4 buste sottovuoto contenenti marijuana, per un peso complessivo di 4 kg di marijuana e kg. 2,220 di hashish. Oltre alla sostanza stupefacente è stato anche rinvenuto materiale da taglio e confezionamento e un libro mastro contenente, nel dettaglio, la contabilità dell’attività illecita, nonché computer e telefoni cellulari usati per i contatti tra i spacciatori e tossicodipendenti.





Roma Capitale e Acea hanno ‘acceso’ la nuova illuminazione artistica di Porta Pia

 

In occasione dei 150 anni dalla presa di Porta Pia è stato inaugurato il nuovo impianto di illuminazione di Piazzale di Porta Pia e del Monumento al Bersagliere, simboli dell’annessione della Città al Regno di Italia e della successiva proclamazione di Roma Capitale.
L’evento alla presenza delle massime autorità dell’amministrazione capitolina.   Sono intervenuti il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli e il responsabile Illuminazione pubblica di Areti Alberto Scarlatti. Durante la cerimonia è stato proiettato il tricolore sul monumento.

L’appuntamento, inoltre, è stato impreziosito dall’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri di Roma e dal duo composto da Vanessa Cremaschi ed Emiliano Begni. Il progetto di illuminazione, allo stesso tempo artistica e funzionale, ha previsto l’installazione di 26 proiettori e l’uso di tecnologie innovative e sostenibili che, oltre a ridurre i consumi energetici del 50%, hanno contribuito a valorizzare uno dei più importanti monumenti della storia risorgimentale, creando una nuova panoramica dell’intera piazza e una maggiore percezione del senso di sicurezza.


Nuovi lampioni, dotati di lanterne a Led, sono stati installati all’altezza delle strade che accedono al piazzale, mentre la statua bronzea del Bersagliere è stata illuminata da quattro proiettori ad ottica circolare, con un tipo di luce scelto appositamente per adattarsi ed esaltare i materiali del monumento.
L’interno del complesso di Porta Pia, sede del Museo dei Bersaglieri, è stato riqualificato con sei apparati di nuova generazione, sempre a Led, con cui sono stati illuminati sia i busti in bronzo sia il monumento ad Enrico Toti. Altri quattro proiettori sono stati dedicati all’effige della Madonna posta nella parte superiore dell’edificio.


“Questo progetto – ha dichiarato Alberto Scarlatti, responsabile Illuminazione pubblica di Areti, la società del Gruppo ACEA che gestisce la rete elettrica a Roma – è stato realizzato con criteri innovativi e sostenibili, coniugando risparmio energetico e riqualificazione del territorio, sicurezza e vivibilità. L’illuminazione artistica in questo caso è stata integrata a quella funzionale per completare la definizione di uno spazio in cui l’architettura delle luci è stata studiata per valorizzare il contesto urbano”.


Tra gli interventi più recenti realizzati da Roma Capitale e dal Gruppo ACEA, ricordiamo l’illuminazione artistica di Piazza del Popolo, dell’Arco di Costantino, del Pantheon, di Santa Maria in Trastevere, del Borgo di Ostia Antica, di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore, della Cupola del Tempio Maggiore e di Piazza del Campidoglio.

 





Fondi Ue, per Roma e Lazio arrivano 6 miliardi per lo sviluppo. L’annuncio di Leodori

 

“Oltre 37 miliardi di euro, 5 in più di quanto previsto per le Regioni italiane dei fondi europei 2021-2027. E’ un successo per tutto il Paese e innanzitutto per il Lazio che potrà destinare nuovi fondi per sviluppo e innovazione a Roma e alle altre province”: lo scrive in un comunicato il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori in merito alla notizia di risorse aggiuntive (5 miliardi) per l’Italia sui fondi Ue 2021/27 che arrivano a 37,3 miliardi per il nostro Paese, secondo soltanto alla Polonia per stanziamento complessivo. 

“Grazie all’Unione europea – spiega – il Lazio avrà risorse che superano i 6 miliardi di euro, fondamentali per uscire dalla crisi Covid e per pianificare un nuovo Lazio con infrastrutture moderne, digitalizzazione e un nuovo sistema industriale”. “L’Europa – conclude Leodori – è una grande occasione, dobbiamo togliere la burocrazia e fare un Patto con imprese, forze sociali, ricerca e professionisti per mettere a terra progetti di sviluppo coraggiosi e ambiziosi”.

 





Grandi pulizie di Ama intorno a 1.100 scuole romane

 

Ama, già da metà agosto e in coordinamento con Roma Capitale, ha effettuato un ciclo di interventi mirati di spazzamento e diserbo di strade e marciapiedi nelle aree antistanti e perimetrali dei 1100 plessi scolastici (elementari, medie, superiori, istituti comunali dell’infanzia, istituti comprensivi) presenti nei 15 municipi cittadini. Lo comunica AMA S.p.A. in una nota. 

Gli interventi hanno visto quotidianamente al lavoro squadre dedicate, composte da 2-3 operatori, in servizio con l’ausilio di mezzi a vasca per la raccolta dei rifiuti, spazzatrici e, in caso di necessità, di attrezzatura idonea (decespugliatori, soffianti) per il diserbo di marciapiedi e la pulizia dei tratti a bordo strada, anche in presenza di auto in sosta. 

La municipalizzata capitolina per l’ambiente monitora quotidianamente la situazione in queste aree. Per quanto riguarda invece la raccolta differenziata all’interno degli istituti scolastici, AMA assicura il massimo impegno e attenzione sia nei municipi dove svolge attualmente anche questo servizio, sia in quelli che sono in gestione a ditte esterne. 

In alcune scuole, il servizio di ritiro è in questi giorni più massivo e rafforzato per l’ingente quantitativo di materiali (anche suppellettili) conferiti dopo i lunghi mesi di chiusura per il lockdown. Anche le fasce orarie di prelievo sono state rimodulate, dovendo necessariamente tener conto delle misure di distanziamento e sicurezza per l’emergenza Covid-19 assunte dalle varie scuole (ingressi scaglionati, ecc.).

 





Scuola, Di Berardino (Regione Lazio): "Misure per tutela studenti disabili"

 

Assistenza specialistica, assistenza sensoriale, comunicazione aumentativa alternativa, trasporto scolastico, test sierologici per il controllo del Covid-19. Sono questi gli avvisi e le misure messe in campo dalla Regione Lazio, e in particolare dall’Assessorato al Lavoro, Scuola e Formazione, per gli alunni con disabilità e con particolari difficoltà. 

Così in una nota l’Assessorato al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio, CLaudio Di Berardino. “Rispetto al passato, quest’anno sono state introdotte procedure più snelle, oltre all’introduzione di tutele legate alla peculiare situazione sanitaria in corso. A fine agosto, per quanto riguarda l’assistenza specialistica, è stato approvato l’elenco delle istituzioni scolastiche-formative ammesse al finanziamento, pari a 154, ulteriormente poi estese di altre 36 scuole”. 

“Per la realizzazione della misura è previsto un impegno complessivo di 24,5 milioni. Due giorni fa, inoltre, è stato pubblicato un nuovo avviso per dare la possibilità a ulteriori istituti di richiedere l’assistenza specialistica e dare risposta a tutti i bisogni. 

Per quanto riguarda l’assistenza sensoriale, per l’anno scolastico in corso è previsto un sostegno dedicato in 484 istituzioni scolastiche e formative, rivolto a 473 alunni non vedenti o ipovedenti e a 705 alunni non udenti o ipoacustici. Sono invece 151 le istituzioni scolastiche-formative che hanno presentato istanza per finanziare forme di assistenza per la comunicazione aumentativa alternativa per un totale di 280 alunni coinvolti. 

In merito al trasporto scolastico, come da competenza regionale, dopo la definizione delle linee guida specifiche, la Regione ha stanziato 1,33 milioni di euro che devono essere utilizzati dai Comuni per garantire il servizio rivolto agli alunni disabili che frequentano le scuole secondarie di II grado statali o paritarie o i Percorsi triennali di IeFP. 

Non ultimo, nell’ambito dei 130mila test sierologici dedicati al personale scolastico per il contenimento della diffusione del Covid, è stato previsto il controllo – sempre su base volontaria – agli alunni con disabilità. Si tratta di un servizio, avviato in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione, che mira a proteggere e tutelare la salute di questi studenti e permettere loro una maggiore sicurezza nella frequentazione delle lezioni e delle varie attività. 

 





Troppi assembramenti, tre locali chiusi nella Capitale

Stretti controlli della polizia locale sulla movida a Roma nel fine settimana: chiusi tre locali per assembramenti e un trentunenne denunciato a Campo de’ Fiori. 

Ponte Milvio, Trastevere, S. Lorenzo, Piazza Bologna, Campo De’ Fiori e rione Monti sono alcune delle località dove le pattuglie della polizia locale di Roma Capitale hanno eseguito mirati accertamenti, anche in questo fine settimana, non solo per verificare il rispetto delle norme a tutela della salute pubblica, ma anche quelle legate alla sicurezza stradale, con interventi “per reprimere condotte irregolari e pericolose su strada e per contrastare fenomeni illegali legati all’ abusivismo commerciale ed alla vendita e consumo di alcolici”. 

 





Covid-19, negli aeroporti di Roma dal 16 agosto eseguiti 24.200 tamponi rapidi

 

Dal 16 agosto sono stati eseguiti negli Aeroporti di Roma 24.200 tamponi rapidi, lo evidenzia il report sull’attività di testing reso noto dall’assessore alla sanità della regione Lazio, Alessio d’Amato.  In particolare, il 55,2% dei testati è residente nel Lazio, il 19,3% è residente all’estero e il 25,4% è residente in altre regioni.

 





Covid, chiusa classe di scuola primaria al Nuovo Salario

 

A Roma in seguito alla segnalazione della presenza di un alunno positivo al corinavirus, è stata chiusa una classe della scuola primaria “Jean Piaget” (Istituto Comprensivo Piaget – Majorana), in Via Seggiano, zona Nuovo Salario-Val Melania. 

La scuola ha avvisato i genitori che sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli: sono stati comunicati alla ASL Roma 1 i nomi e i riferimenti degli alunni della classe interessata, delle loro famiglie e dei docenti della classe. La ASL contatterà le famiglie degli alunni e i docenti di classe ritenuti contatti stretti di caso COVID che dovranno osservare un periodo di 14 giorni di quarantena.

 





Arrivederci estate, piogge e temporali da nord al centro e la neve in montagna

 

 

L’alta pressione che nell’ultima settimana ci ha regalato scampoli di estate fuori stagione è ai titoli di coda. A iniziare da lunedì piogge e temperature in ribasso a diventare protagoniste assolute di un percorso che ci porterà progressivamente in autunno. Le precipitazioni interesseranno diffusamente il Centro-Nord nella prima parte della settimana, per poi raggiungere anche il Sud nella seconda parte, mentre i termometri cominceranno fin da subito un’inesorabile discesa verso valori dapprima in linea con il periodo, poi addirittura sotto la media. Tutto ciò è dovuto alla rapida discesa di un vortice ciclonico che dal Regno Unito raggiungerà la Francia per poi fare il suo ingresso sul Mediterraneo. Il team del sito iLMeteo.it avvisa che lo sprofondamento della depressione richiamerà sull’Italia venti meridionali che sospingeranno perturbazioni in serie sul nostro Paese, alimentate dall’aria fresca nordatlantica. Fino a giovedì 24 saranno le regioni settentrionali e quelle centrali tirreniche ad essere interessate dalle piogge, anche forti. Da venerdì sarà tutta l’Italia ad essere inserita in una circolazione ciclonica tipicamente autunnale. Assieme alle piogge inoltre tornerà la neve, pronta a imbiancare le zone alpine al di sopra dei 1400-1600 metri (specie a ridosso dei confini).

NEL DETTAGLIO

Martedì 22: al Nord: instabile con piogge e temporali. Al Centro: piogge e temporali su Toscana, Umbria, Marche e Lazio. Al Sud: tempo soleggiato.

Mercoledì 23: al Nord: instabile sul Triveneto e settori alpini.

Al Centro: precipitazioni sulle regioni tirreniche. Al Sud: in prevalenza soleggiato.

Da giovedì, graduale peggioramento al Nord, diffuso e intenso venerdì.





Post su Fb alla moglie prima di uccidere il figlio 11enne: “Per sempre insieme, partiamo per un lungo viaggio”

 

 

Omicidio-suicidio in ambito familiare nella notte a Rivara, nel Torinese: un operaio 47enne, Claudio Baima Poma, ha ucciso il figlio di 11 anni Andrea con una pistola (non legalmente detenuta), quindi si è tolto la vita con la stessa arma.

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Venaria Reale, ma dalle prime risultanze sembra che l’uomo soffrisse di una grave depressione causata da problemi fisici ed aggravata da una relazione sentimentale finita male.

Prima di consumare una tragedia, l’uomo ha infatti scritto un lungo post su Facebook in cui si rivolge alla ex convivente, Iris, la madre del bambino: “Abbiamo trascorso momenti bellissimi – scrive il 47enne – fino a quando ho iniziato ad avere problemi di schiena e di conseguenza un danno permanente alla gamba. Esattamente una settimana prima mi avevi chiesto di sposarti, ma poi hai iniziato a allontanarti piano piano. Da quel momento sono caduto in depressione e non mi sono più tolto da questo incubo”.

“È un vero peccato – prosegue – non ci mancava niente per poter fare una vita tranquilla e serena senza alcun problema, avere una famiglia normale e per me normale significa perfetta. Io e Andrea non potevamo stare distanti nemmeno per un secondo […] noi partiamo per un lungo viaggio dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalle sofferenze. Tu mi hai ripagato con questo distacco nel momento più brutto della mia vita. Potrai separare i nostri corpi ma non le nostre anime, perchè saranno sempre l’una accanto all’altra. Andrea e il suo papà per sempre insieme……”, conclude Baima Poma nel post.





Fermo amministrativo per la Sea Watch 4 nel porto di Palermo

 

Sea Watch 4 è sotto fermo amministrativo a #Palermo. Era ciò che ci aspettavamo dopo un’ispezione il cui chiaro scopo era quello di trovare delle motivazioni pretestuose per impedirci di tornare a salvare vite. La nostra è la quinta nave umanitaria a essere fermata in 5 mesi". E’ quanto rende noto la Ong Sea Watch sul suo profilo Twitter. "Anche la Sea-Watch 4 è stata sottoposta a fermo amministrativo. Ancora una volta, un uso strumentale del diritto marittimo nasconde la decisione politica di impedire alle navi umanitarie di salvare vite in mare, è la quinta volta in cinque mesi. Una decisione che avrà conseguenze devastanti per chi in mare avrà bisogno di assistenza e porterà inevitabilmente a un maggior numero di vittime" è l’allarme lanciato da Medici senza frontiere. “Mentre assistiamo i nostri pazienti a bordo, è devastante sapere che i governi europei stanno facendo tutto quello che possono per impedire alle persone di ricevere assistenza e cure salvavita” dice Barbara Deck, coordinatrice medica di Msf a bordo. Il fermo di Sea-Watch 4 "suggerisce che il Patto europeo sulla migrazione, il cui lancio è previsto per il 23 settembre, confermerà, dal Mediterraneo al campo di Moria in Grecia, le politiche europee che trattengono, respingono e abbandonano sistematicamente le persone", sottolinea Medici senza frontiere, che chiede che la Sea-Watch "venga urgentemente rilasciata perché possa riprendere le attività di ricerca e soccorso salvavita nel Mediterraneo centrale e che finiscano gli attacchi contro le organizzazioni che cercano di fornire assistenza a persone disperate".





Lampedusa, sbarchi a raffica, in 24 ore sono stati 26 con 300 migranti

 

 

Altri undici barchini, con circa 300 migranti a bordo, sono stati soccorsi nelle ultime ore a Lampedusa dove nel giro di 24 ore è stata raggiunta la cifra record di 26 sbarchi, più di uno all’ora. Anche gli ultimi barchini sono stati avvistati dalle unità Sar della Guardia costiera che ha effettuato i trasbordi a largo dell’isola ed ha condotto tutti i migranti a molo Favarolo. Nell’hotspot di contrada Imbriacola sono state superate le mille presenze a fronte di una capienza di 192 posti. Il conteggio dei migranti è ancora in corso.





Pacco con una sostanza tossica inviato a Trump, arrestata una donna

 

C’è un arresto nel caso dellla busta contenente una sostanza tossica inviato al Presidente  americano Donald Trump. La Cnn dà notizia del fermo nello stato di New York di una donna che tentava di entrare negli Stati Uniti dal Canada. E’ sospettata di esser stata lei a inviare la busta con la ricina, potenzialmente letale per l’uomo, al presidente americano che punta alla rielezione al voto di novembre. Secondo l’emittente, la donna era in possesso di un’arma al momento dell’arresto. Il caso risale all’inizio della scorsa settimana. Secondo fonti ben informate citate dalla Cnn, il plico è partito dal Quebec e sono stati effettuati due test per accertare la natura della sostanza presente nella busta. Tutta la posta diretta alla Casa Bianca viene smistata e controllata in una struttura esterna.





Annuncio del Papa: “Il Congresso Mondiale Eucaristico rinviato al settembre 2021”

 

“La chiesa deve essere come Dio sempre in uscita, quando non è in uscita si ammala dei tanti mali che abbiamo nella chiesa. E’ vero che quando uno esce c’è il pericolo di un incidente, ma è meglio una Chiesa incidentata perché uscita ad annunciare il Vangelo che una chiesa malata da chiusura. Dio esce sempre, perché è padre, ama. La chiesa deve fare lo stesso, sempre in uscita”. Lo ha detto Papa Francesco.

“Le nostre comunità sono chiamate ad uscire dai vari tipi di ‘confini’ che ci possono essere, per offrire a tutti la parola di salvezza che Gesù è venuto a portare. Si tratta di aprirsi ad orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle periferie esistenziali e non hanno ancora sperimentato, o hanno smarrito, la forza e la luce dell’incontro con Cristo”, ha precisato Papa Francesco, ricordando che “l’odierna pagina evangelica narra la parabola dei lavoratori chiamati a giornata dal padrone della vigna. Attraverso questo racconto, Gesù ci mostra il sorprendente modo di agire di Dio, rappresentato da due atteggiamenti del padrone: la chiamata e la ricompensa”.

“Prima di tutto la chiamata. Per cinque volte il padrone di una vigna esce in piazza e chiama a lavorare per lui: alle sei, alle nove, alle dodici, alle tre e alle cinque del pomeriggio. È toccante l’immagine di questo padrone che esce a più riprese sulla piazza a cercare lavoratori per la sua vigna. Quel padrone rappresenta Dio che chiama tutti e chiama sempre. Dio agisce così anche oggi: continua a chiamare chiunque, a qualsiasi ora, per invitarlo a lavorare nel suo Regno”.

Durante l’Angelus il Pontefice ha quindi fatto un accenno ai giovani: “Oggi in Italia ricorre la giornata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Incoraggio a sostenere questa importante istituzione culturale, chiamata a dare continuità e nuovi ruoli a un progetto che ha saputo aprire la porta del futuro a molte generazioni di giovani. E’ quanto mai importante che le nuove generazioni siano formate alla cura della dignità umana eella casa comune”.

Al termine Papa Francesco ha quindi annunciato che il Congresso eucaristico internazionale, che avrebbe dovuto svolgersi a Budapest nei giorni scorsi, “è stato rinviato all’anno prossimo, dal 5 al 12 settembre”, sempre nella capitale ungherese.





Quasi 420milioni di bambini esposti alle guerre ed ai contagi di Covid-19. Rapporto Save the Children in occasione della Giornata Mondiale della Pace

 

 

Sono 415 milioni i bambini esposti al rischio di un vero e proprio “fuoco incrociato” nelle aree di conflitto in tutto il mondo. Lo afferma Save the Children in un comunicato, diramato in occasione della Giornata Internazionale della Pace 2020, assieme al lancio della serie podcast “Children of War” disponibile su Spotify e sui social media dell’Organizzazione: 5 forti storie di bambini sopravvissuti in 5 guerre nell’arco di 80 anni, dalla 2° Guerra Mondiale alla “Guerra del Biafra”, dal genocidio in Rwanda alle guerre in corso in Siria e Yemen.

Alla violenza delle armi, che sempre più spesso vengono puntate contro i bambini colpendo scuole e ospedali – quasi 1.000 attacchi nel 2019 – si aggiunge la minaccia del coronavirus e dei suoi effetti collaterali gravissimi per la salute, la nutrizione e l’istruzione dei bambini, si legge nella nota.





Spagna, Madrid di nuovo in lockdown

 

Circa 858.000 abitanti della regione di Madrid da oggi e per i prossimi 14 giorni saranno nuovamente sottoposti a lockdown. Uscire di casa sarà consentito soltanto per andare a lavoro, per recarsi in farmacia e per andare a scuola.

Questo confinamento riguarda principalmente i quartieri e i comuni a sud della capitale spagnola. I parchi sono stati chiusi, i negozi, i bar e i ristoranti dovranno limitare al 50% la capacità. Vietate anche le riunioni con più di sei persone.

La decisione era stata annunciata venerdì dalla governatrice Isabel Diaz Ayuso dopo un incremento dei casi nella regione, divenuta l’epicentro della pandemia in Spagna: 1.000 casi ogni 100mila abitanti.





Mezza Francia è ormai classificata come ‘Zona Rossa’

 

 

A causa della recrudescenza dell’emergenza coronavirus, oltre la metà dei dipartimenti francesi è ormai dichiarato "zona rossa". Sono infatti 50 i dipartimenti, corrispondenti alla maggioranza del territorio nazionale transalpino, che sono stati dichiarati in "zona di circolazione attiva del virus". Una classificazione che permette, tra l’altro, ai prefetti di adottare misure supplementari per bloccare l’avanzata del coronavirus.





Miozzo (Cts): "Riempire adesso gli stadi sarebbe una follia"

 

“A chi preme per riaprire gli stadi vorrei ricordare le conseguenze drammatiche che ha avuto Atalanta-Valencia del 19 febbraio scorso. In questo momento abbiamo altre priorità, pensare di riempire gli spalti sarebbe una follia”. Così Agostino Miozzo coordinatore del Comitato tecnico scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera.

Secondo Miozzo “aprire con più di mille spettatori è in questo particolare momento impensabile, il mondo del calcio è troppo importante per il nostro Paese, in previsione di una graduale apertura sarà necessario verificare gli effetti che questi eventi possono causare sulla curva e su quel maledetto indice di trasmissione Rt che a noi preme mantenere sotto controllo. È importante seguire le esperienze degli altri Stati dell’Ue”, come il Regno Unito che ha rinviato l’apertura, “ma anche altri Paesi guardano con preoccupazione la riapertura degli stadi”.

“Preoccupato? Sono attento a quello che accade. Non possiamo permetterci di tornare alle lezioni a distanza. La scuola è il motore della ripartenza e del Paese. Tutta la nostra attenzione deve essere concentrata su questo. È ancora troppo presto per dire che l’aumento dei contagi dipende dalla ripartenza della scuola. Ma noi sappiamo che avremo una risalita della curva, l’età media dei positivi che si alza di nuovo”.

“Se la sperimentazione del vaccino non subirà altre frenate, se tutto va bene nella primavera 2021 cominceremo a ragionare sul ritorno alla normalità”, conclude Miozzo.





Rapporto Inail, ad agosto 27 morti per Covid-19 contratto sul posto di lavoro

 

Al 31 agosto sono stati denunciati 52.209 contagi da coronavirus sul lavoro "con un’incidenza del 19,4% rispetto al totale dei contagiati nazionali". Lo comunica l’Inail, aggiungendo che i casi mortali sono stati 303, 27 in più rispetto ai dati rilevati al 31 luglio, concentrati soprattutto tra gli uomini (83,8%) e nelle fasce 50-64 anni (69,3%) e over 64 anni (19,8%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. Otto denunce su dieci sono al Nord. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale segnalate all’Inail, il 71,3% dei lavoratori contagiati sono donne, e l’età media scende a 47 anni.

Dall’analisi territoriale emerge che fra le denunce professionali da Covid-19, il 56,1% nel Nord-Ovest e il 24,2% nel Nord-Est, seguiti da Centro (11,9%), Sud (5,7%) e Isole (2,1%). Focalizzando l’attenzione sui contagi con esito mortale, la percentuale del Nord-Ovest rispetto al totale e’ del 56,4%, mentre il Sud, con il 16,2% dei decessi, precede il Nord-Est (13,2%), il Centro (12,2%) e le Isole (2,0%). Tra le Regioni si conferma il primato negativo della Lombardia, con oltre un terzo dei casi denunciati (36,0%) e il 42,6% dei decessi. La provincia più colpita per numero di casi è quella di Milano (11,0%), seguita da Torino (7,9%), Brescia (5,5%) e Bergamo (4,7%), che però, con 37 decessi (pari al 12,2% del totale) è al primo posto tra le province con più casi mortali, seguita da Milano (8,3%), Brescia (7,9%) e Napoli (6,3%).

 Prendendo in considerazione le attività produttive, il 71,2% delle infezioni denunciate e il 23,3% dei casi mortali si concentra nel settore della Sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che insieme al settore degli organismi pubblici preposti alla sanità (Asl) porta all’80,2% la quota dei contagi e al 34,0% quella dei decessi avvenuti in ambito sanitario. A seguire i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari) e le attività dei servizi di alloggio e ristorazione.

Con la ripresa delle attività produttive da maggio, si osserva comunque una progressiva riduzione dell’incidenza dei casi di contagio nel settore della sanità e assistenza sociale, che passa infatti dal 71,6% del periodo marzo-maggio al 56% di giugno-agosto, e un incremento in quelle attività economiche che, soprattutto nel periodo estivo, hanno avuto una ripresa lavorativa, come i servizi di alloggio e ristorazione (passati dal 2,5% di marzo-maggio, al 4,3% di giugno-agosto, con il 5,0% solo ad agosto) o noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (cresciute dal 4,3% del periodo marzo-maggio al 7,7% di giugno-agosto e al 13,7% nel solo mese di agosto).





Privacy 2030, questa lotta ci riguarda!

Privacy 2030, questa lotta ci riguarda!

Il grande dibattito sollevato in pieno lock-down sull’APP immuni, si è sviluppato principalmente sulla privacy. Un tema non certo nuovo, che già nel maggio del 2018 si presentò prepotentemente alla ribalta della cronaca, grazie all’entrata in vigore del nuovo regolamento generale europeo sulla protezione dei dati (RGPD). Il regolamento in questione ha introdotto una serie di nuovi vincoli ed opportunità per la creazione di un “sano” mercato dei dati Europeo. E, nonostante l’insoddisfazione delle Big tech, ha dimostrato di funzionare anche in una fase estremamente critica come quella attuale caratterizzata dall’emergenza sanitaria. In Europa, seppure con grandi difficoltà, si è riuscito finora a gestire la pandemia senza intaccare i principi relativi alla privacy. Questo, è bene ricordarlo, in un momento in cui altre libertà personali sono state limitate.

Non solo, ma proprio nel momento in cui le “nuove tecnologie” sono diventate più diffuse e comuni, il RGPD ha fatto, con tutti i limiti, da argine, per ora, ad una poissibile deriva orwelliana. Il caso Cambridge analytica, e non solo, dimostra che non si tratta di fantasiose ipotesi da romanzo cyber punk. Certo non siamo dentro Matrix, ma non siamo neanche tanto lontani dal panottico.

Dunque, in un momento di grandi paure per la tenuta sociale e sanitaria, il tema della privacy è risultato centrale, e alla fine il modello europeo di gestione dei dati digitale ha retto. Bisognerà vedere nella nuova normalità, dove sicuramente le nostre tracce digitali aumenteranno, come evolverà il tema dei dati digitali e soprattutto, come riusciremo a rendere più democratico e sostenibile l’uso dei big data.

Privacy, democrazia e sostenibilità sembrano parole slegate tra loro, ma ad aiutarci a capire quanto siano interconnesse, ci ha pensato Giovanni Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati, prematuramente scomparso poco più di un anno fa.

Infatti, oggi il Garante italiano per la protezione dati ha pubblicato: "Privacy 2030: Una nuova visione per l’Europa”, che contiene “Un decalogo per la privacy sostenibile”, “un nuovo manifesto per la privacy” e soprattutto può essere considerato il testamento spirituale di Giovanni Buttarelli, uno dei più profondi conoscitori della materia. Un testo in cui è evidente “il richiamo a trasformare un diritto della persona in un diritto delle persone, in grado di fare la differenza nelle sfide sociali, culturali, politiche e ambientali che ci attendono o che si vanno configurando”.

Nel testo arricchito di contributi, tra gli altri,  del nuovo garante italiano per la privacy Pasquale Stanzione e del suo predecessore, Antonello Soru, ma anche di personalità di fama internazionale, come Shoshana Zubof, autrice del best seller “Capitalismo della sorveglianza” si evince la necessità di riequilibrare le disuguaglianze generate dalla nuova economia digitale.

Queste parole di Giovanni Buttarelli, danno la misura della sua sensibilità e lungimiranza: “A un’estremità della catena alimentare si trova oggi un proletariato digitale che non dispone praticamente di tutele e non è in grado di controllare la propria identità digitale. Cinque delle dieci persone più ricche al mondo sono o sono stati amministratori delegati di imprese tecnologiche. Un bambino che lavora in una delle miniere di cobalto del Congo (il cobalto è un componente essenziale delle batterie a ioni di litio utilizzate nei dispositivi portatili) dovrebbe lavorare ininterrottamente per più di 700.000 anni se volesse arrivare a guadagnare la cifra che percepisce in un giorno il più ricco di quegli amministratori delegati”.

Un testo, dunque, quanto mai attuale, che contiene riflessioni generali e proposte concrete, che dovrebbe essere letto e metabolizzato quanto prima dalla nostra classe dirigente, non solo italiana, ma anche europea.

NINGIA




Referendum, vince il sì. Alle Regionali il grande sconfitto è Salvini

Netta vittoria del sì al referendum. Quando mancano poco meno di cinquemila sezioni sulle oltre sessantamila totali, il sì supera il 69% con un il no fermo poco sopra il 30%. La riduzione del numero dei parlamentari entrerà quindi in vigore.Quanto alle amministrative si profila invece un pareggio. Vittoria netta del centrodestra in Veneto, Liguria e Marche, regione storicamente di centrosinistra dove è in vantaggio il candidato di Fratelli d’Italia Acquaroli. Per il centrosinistra, nette vittorie in Campania, Toscana e Puglia. Si tratta di una vittoria da attribuire a Nicola Zingaretti e Giorgia Meloni, mentre l’unico sconfitto, a leggere i numeri usciti dalle urne è Matteo Salvini, che già si era lanciato come candidato unico delle destre a Palazzo Chigi. La Lega, al netto di quanto è accaduto in Veneto, dove però ha trionfato Zaia con la sua Civica, deve accontentarsi di una stentata tenuta, che probabilmente avrà dei contraccolpi significativi nel breve periodo. Tutto, però, si riflette sul Governo.

Il rimpasto, oggi, non lo chiede nessuno, ma la tenuta in Toscana e Puglia e la conferma, attesa, della Campania, rafforzano il Pd e Zingaretti. In questa situazione il Nazareno potrebbe spingere per qualche aggiustamento nella squadra, anche se i vertici Dem sono consapevoli del fatto che qualsiasi intervento potrebbe rompere un fragile equilibrio. “Non ricado – ha detto oggi il leader democratico, rispondendo a una domanda – nel tranello dei rimpasti sui nomi, incalzeremo il governo per la priorità assoluta, l’ultima chance che ha l’Italia: spendere, e bene, in maniera credibile, centinaia di miliardi di euro che fino a poco tempo fa ce li sognavamo”. Anche cercando di imporre la propria linea su temi divisivi, a partire dal Mes.

Ma se il Pd, da stasera, punta a conquistare il ruolo di guida dell’esecutivo, più che ai propri risultati lo deve alla debolezza degli alleati. A soffrire è sicuramente Italia viva, che al primo test elettorale ha avuto numeri tutt’altro che esaltanti. Ma in difficoltà è soprattutto il M5s, relegato nelle retrovie in tutte le regioni in cui si è votato. Una condizione che può far deflagrare definitivamente lo scontro interno al Movimento, con la resa dei conti che dovrà arrivare agli Stati generali.