Referendum, ecco i dati definitivi: Sì 69,64%, No 30,36%

 I Sì al referendum sono stati in totale il 69,64% degli italiani che si sono recati alle urne.

Questo il dato definitivo fornito dal Viminale dopo lo scrutinio delle 61.622 sezioni. Per i Sì hanno votato in totale 17.168.498 votanti mentre per il No 7.484.940, ciè il 30,36%.

Gli elettori sono stati in totale 46.418.749. Votanti: 24.993.020 (53,84%); Schede nulle: 128.397; Schede bianche: 210.862; Schede contestate: 323





Zingaretti a notte fonda esulta per i risultati del Referendum e alle Regionali

 

"Abbiamo vinto". A sera Nicola Zingaretti, sorridente e rilassato, tira le somme di quella che definisce lui stesso "una giornata importante per l’Italia". Il segretario del Pd ha potuto sciogliere ogni dubbio sull’esito del doppio voto Regioni-referendum abbastanza presto, nel primo pomeriggio: "Siamo molto soddisfatti". Le tre regioni portate a casa dai dem sono considerate al Nazareno un successo, e sul referendum lo stesso leader dem si è affrettato a mettere il sigillo del "sì riformista" a una battaglia che è nata in casa M5S: "Adesso si apre la stagione delle riforme e il Pd si farà carico anche delle considerazioni di chi ha votato no". Zingaretti ha sentito il premier Conte, tutti i governatori (vincenti e perdenti) e non si è risparmiato nelle valutazioni di un voto che gli fa dire: "Siamo il primo partito in Italia".  Poche, ma decise, le parole che il segretario ha riservato agli alleati del M5S: "Se ci avessero ascoltato...". Il rimpianto è soprattuto per le Marche. La certezza è che "siamo stato soli a combattere la destra", come ha detto Provenzano. A ’graffiare’ Matteo Renzi ci ha invece pensato Andrea Orlando: "Il riformismo non è il 2-3%".

Quello che ha evidenziato soprattutto Zingaretti è stato la ritrovata unità del partito, un tema declinato anche da altri big a partire da Lorenzo Guerini e Luca Lotti, i leader di Base riformista. Ma come si traduce l’esito dell’election day a casa Pd? "La stagione delle riforme", ovviamente, a partire dall’accelerazione sulla legge elettorale chiesta anche dal ministro della Difesa. Poi è stato lo stesso Zingaretti a tornare alla carica sui Dl sicurezza e confermare il sì al Mes.

"Governo e riforme costituzionali potranno andare avanti", ha da parte sua twittato Dario Franceschini, elogiando sopra tutto l’impegno del segretario. A livello di governo "la priorità", ha ripetuto poi lo stesso Zingaretti, è "spendere bene e presto i fondi europei". Diversi ministri hanno spiegato che il voto "rafforza il governo". Uno scenario che non ha spento le voci di un rimpasto di governo. Su questo, però, fonti molto vicine al segretario dem sono state nette in serata: "No, non chiediamo alcun rimpasto". E anche Orlando, tra i più espliciti nei giorni scorsi, è sembrato correggere il tiro: "Né rimpasto né altro, ma un punto per ripartire, un accelerazione". Da domani, però, al Nazareno ci si muove da "primo partito in Italia".





Il mancato 7 a 0 mette sulla graticola Matteo Salvini

Il tanto annunciato dai sondaggisti 7 a 0 e ripreso praticamente da tutti i leader delle destre, non si è avverato e ora Salvini e, con lui, il centrodestra, si ritrova con un pugno di mosche in mano’’, dice a mezza bocca un big di Forza Italia. Nel centrodestra è iniziato il ’processo’ a Matteo Salvini. Il mancato ’cappotto’ alle regionali sbandierato più volte ai comizi, una campagna tutta incentrata sui social perdendo di vista il ’contatto’ con il territorio e una gestione quasi militare della Lega, avrebbero fatto storcere il naso a non pochi in via Bellerio e tra gli alleati. Al punto che qualcuno ha iniziato a mettere in discussione la leadership del ’Capitano’ nel centrodestra. La maledizione del Papeete sembra perseguitare l’ex ministro dell’Interno. Molti tra leghisti, esponenti azzurri e di Fdi si sono chiesti: perché sempre stressare le campagne elettorali e farle diventare un referendum su se stesso? I toni usati durante i comizi non sono piaciuti specialmente alla ’vecchia guardia’ del Carroccio e nel mirino sono finiti i fedelissimi di ’Matteo’. Questa tornata elettorale, in particolare, si caratterizza per un dato: fallisce anche il secondo assalto ad una roccaforte rossa. Dopo l’Emilia Romagna anche la Toscana, ridimensiona le ambizioni del numero uno della Lega. La conquista delle sole Marche, grazie a un candidato di Giorgia Meloni, è ’’poca roba rispetto alle aspettative’’, confida un leghista di lungo corso, che aveva creduto alla possibilità di dare una prima ’spallata’ al governo Conte.





E’ morto Peppino Caldarola, giornalista ed ex Direttore de l’Unità

E’ morto al Policlinico Umberto I di Roma, dopo breve malattia, Peppino Caldarola. Caldarola aveva 74 anni, è stato prima dirigente del Partito Comunista a Bari, poi deputato per due legislature del Gruppo L’Ulivo. È stato per anni vicedirettore di Rinascita, fondatore e primo direttore di Italiaradio. Dopo lo scioglimento del Pci ha aderito al Partito Democratico della Sinistra e, successivamente, ai Democratici di Sinistra. Dal 1996 al 1998 e dal 1999 al 2000 è stato direttore del quotidiano l’Unità.





L’effetto del voto raffredda lo Spread

 

 

Lo spread tra Btp e Bund scende sotto la soglia dei 140 punti base, a 138, per la prima volta da metà agosto. Il rendimento del decennale italiano è in calo allo 0,869%. Borsa: Milano cresce (+1,2%) con banche, vola Poste, su Fca- Cresce il guadagno a Piazza Affari (+1,2%), con le banche che migliorano, da Banco Bpm e Fineco (+2,4%), Bper (+1,2%9, Intesa (+1,1%), non Unicredit (-0,8%), ancora aperta la vicenda Mps (+5,5%), con lo spread sceso a 139. Vola Poste (+3,3%) e prosegue il rimbalzo Eni (+2,7%), come di Tenaris (+0,5%) e Saipem (+1%), col rialzo del greggio (wti +1,6%) a 39,9 dollari al barile. Ripresa per le auto con Fca (+2,4%) e vanno bene Recordati (+2,6%) siglato un accordo di licenza negli Usa e Interpump (+2,2%). Rimbalzo in negativo per Diasorin (-1,4%) e male Amplifon (-1,3%) e Leonardo (-1%) nonostante un nuovo contratto per elicotteri in Austria. Piatta Cnh, dopo il crollo sulla scia del terremoto ai vertici di Nikola, di cui attraverso Iveco ha una partecipazione. Bene Enel (+1,7%), deliberata l’intenzione di una riorganizzazione delle partecipazioni in Latam, e Illimity (+2,5%) con la joint-venture con Banca Sella. Guadagna Mediaset (+1,9%) nel giorno dell’udienza sulle cause intentate con Fininvest contro Vivendi (+2%) a Parigi.





Il Premier Johnson chiude pub, bar e ristoranti. Covid torna a far paura

 Pub, bar e ristoranti chiusi alle 22, smart working per tutti quelli che possono e più contravvenzioni per chi viola le regole. Questa la nuova ricetta per evitare una crescita esponenziale dell’epidemia di Covid-19 in Inghilterra che il premier britannico Boris Johnson annuncerà nel pomeriggio ai Comuni.

“Agendo ora potremmo non dover intraprendere azioni drastiche in seguito”, dirà ai deputati Johnson secondo le anticipazioni del Guardian. Preso quasi in contropiede dalla crescita dei contagi delle ultime settimane, Johnson è stato quindi costretto a fare marcia indietro sullo smart working. A fine agosto aveva incoraggiato il ritorno negli uffici soprattutto nella City di Londra, descritta da molti come una città fantasma.

 





Monito del Vaticano: “Gravemente ingiuste le leggi che legalizzano l’eutanasia”

 

“Sono gravemente ingiuste, pertanto, le leggi che legalizzano l’eutanasia o quelle che giustificano il suicidio e l’aiuto allo stesso, per il falso diritto di scegliere una morte definita impropriamente degna soltanto perché scelta.

Tali leggi colpiscono il fondamento dell’ordine giuridico: il diritto alla vita, che sostiene ogni altro diritto, compreso l’esercizio della libertà umana”. Lo afferma la lettera “Samaritanus bonus” della Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano, sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita.

“L’esistenza di queste leggi ferisce profondamente i rapporti umani, la giustizia e minaccia la mutua fiducia tra gli uomini.

Gli ordinamenti giuridici che hanno legittimato il suicidio assistito e l’eutanasia mostrano, inoltre, una evidente degenerazione di questo fenomeno sociale”.

 





Assassinato a Lecce insieme alla compagna l’arbitro di Serie B De Santis

 

L’arbitro di calcio di serie B e C, Daniele De Santis, è stato ucciso a Lecce insieme alla compagna, Eleonora Manta, in un condominio nei pressi della stazione, in via Montello. A riferirlo è il ’Corriere del Mezzogiorno’ spiegando che i due sarebbero stati uccisi con diverse coltellate e non si esclude la pista passionale. Si sarebbero sentite delle urla e poi alcuni testimoni avrebbero visto fuggire un uomo con un’arma. Il condominio in cui è avvenuto il fatto è quello in cui abitava De Santis, nel quartiere Rudiae. Sul posto sono intervenuti i carabinieri coordinati dal procuratore capo Leonardo Leone De Castris. De Santis, di 33 anni, ha esordito nel 2017 in serie B quarto uomo in Pisa-Benevento.





E’ della giovane Hafsa il corpo ripescato nell’Adda

 

E’ di Hafsa Ben Daoud il corpo ripescate nell’Adda domenica. La 15enne marocchina era stata inghiottita dal fiume l’1 settembre. Il riconoscimento è stato effettuato dai genitori in obitorio. Poco prima rilievi tecnico-scientifici della polizia erano già giunti alle identiche conclusioni. Per vincere l’afa opprimente di quel pomeriggio estivo, la ragazza ha voluto bagnarsi le gambe. E’ però scivolata e la corrente forte l’ha trascinata via in una manciata di minuti, sotto gli occhi atterriti e impotenti della cugina che ha subito lanciato l’allarme.  

I rilievi degli uomini del questore Angelo Re avevano già permesso di stabilire, con altissima percentuale, che il corpo senza vita fosse quello dell’adolescente, a lungo cercata anche dal padre che, ogbni giorno raggiungeva il fiume Adda  per cercare il corpo della figlioletta e, anche rischiando la propria vita, scandagliare le acque limacciose del fiume.  

"Non mi fermerò finché la trovo o il fiume me la restituisce", ripeteva disperato il 37enne Ahmed Ben Dadud, operaio in una falegnameria. I soccorritori, per giorni e giorni, sono stati impegnati nelle ricerche promosse dalla Prefettura di Sondrio. Domenica la tragica svolta dopo la segnalazione di due pescatori che avevano notato un corpo galleggiare.  

"Porteremo la nostra bambina, appena sarà possibile dalle misure anti-Covid, in Marocco. Lì riceverà il funerale e poi la sepoltura", ha spiegato Ahmed con le lacrime agli occhi all’uscita dalla camera mortuaria.





Torna in carcere a Milano il superboss della camorra Pasquale Zagaria

 

Il boss della camorra Pasquale Zagaria torna nel carcere milanese di Opera. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Brescia. Zagaria era stato messo ai domiciliari per l’emergenza coronavirus. Era stato il Tribunale di sorveglianza di Sassari, dove Zagaria era al 41 bis, a disporre gli arresti domiciliari lo scorso 24 aprile, alla luce dei suoi gravi problemi di salute, domiciliari che il boss ha scontato in provincia di Brescia.Per questo il suo fascicolo era passato ai giudici di sorveglianza della città, che hanno rivalutato la sua posizione alla luce del decreto legge sulle scarcerazioni e disposto il rientro a Opera, dove c’è una struttura sanitaria in grado di garantire le cure di cui ha bisogno. Per questo il suo fascicolo era passato ai giudici di sorveglianza della città, che hanno rivalutato la sua posizione alla luce del decreto legge sulle scarcerazioni e disposto il rientro a Opera, dove c’è una struttura sanitaria in grado di garantire le cure di cui ha bisogno.





Esame di italiano farsa per il calciatore Suarez in una sessione ‘shock’ per l’atleta. Le intercettazioni alla prof: “Non spiccica na parola”

 

Gli argomenti oggetto della prova d’esame erano stati preventivamente concordati con il candidato, il punteggio era stato attribuito ancora prima dello svolgimento della prova e il candidato ha una “conoscenza elementare della lingua italiana”. La Gdf di Perugia, durante le indagini delegate dal febbraio 2020 per fatti diversi maturati nel contesto dell’Università per Stranieri, ha trovato delle irregolarità nella prova di certificazione della lingua italiana, svolta il 17 settembre scorso, dal calciatore uruguaiano Luis Alberto Suarez Diaz (nella foto al sua arrivo a Perugia ndr), necessaria all’ottenimento della cittadinanza italiana. Suarez era in trattativa per giocare nella Juventus.

Acquisizioni di documenti presso gli uffici dell’Università per Stranieri sono in corso da parte della Guardia di Finanza di Perugia per l’indagine che riguarda l’esame d’italiano sostenuto da Luis Suarez. Notificate informazioni di garanzia per rivelazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altro. Nell’inchiesta sarebbero indagati - secondo indiscrezioni - i vertici di palazzo Gallenga. Suarez non è indagato.  La procura di Perugia nel decreto di perquisizione eseguito questo martedì sostiene che è stato un "esame farsa" quello per la certificazione della conoscenza della lingua italiana sostenuto all’Università per Stranieri di Perugia dall’attaccante del Barcellona Luis Suarez. 

Superato in una "seduta di esame ad hoc".Negli atti si parla di "previa consegna" al calciatore dei contenuti della prova "in modo da blindare l’esito favorevole". Suarez "non spiccica na parola", ma anche "non coniuga i verbi" e "parla all’infinito": a dirlo è Stefania Spina, incaricata della preparazione del calciatore in vista dell’esame a Perugia, intercettata dalla procura del capoluogo umbro. Il testo è riportato nel decreto di perquisizione eseguito sempre questo martedì. "Ma te pare che lo bocciamo" aggiunge con un non meglio identificato interlocutore. "Non dovrebbe, deve, passerà, perché con dieci milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il livello della certificazione B1 dice ancora Spina. 

 





Ordine dei Giornalisti del Lazio, è "guerra" aperta tra Giornalisti 2.0-Gruppo Gino Falleri e la Presidente Paola Spadari

Ordine dei Giornalisti del Lazio, è "guerra" aperta tra Giornalisti 2.0-Gruppo Gino Falleri e la Presidente Paola Spadari

 

I Giornalisti 2.0- Gruppo Gino Falleri”, che tra l’altro sono rappresentati consiglio regionale dell’ordine del Lazio sono in aperto contrasto con la presidente Paola Spadari hanno infatti preso le distanze dalle decisioni del Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio per “evidenti e difformi chiavi di lettura di quanto sta succedendo in queste ore”. Si tratta - precisano- di “Principi per noi irrinunciabili” e che hanno all’origine il dibattito aspro in corso in questi giorni sul rinnovo del Consiglio Regionale dell’Ordine e sul rinnovo del Consiglio nazionale dei Giornalisti Italiani. “Poiché riteniamo valide le tesi del Presidente Nazionale dell’Ordine Carlo Verna, che proprio qualche giorno fa con proprio decreto ha rinviato l’elezione per il rinnovo del Consiglio Nazionale il 15 e 16 novembre prossimo, e poiché – spiega il Gruppo Fallerii- la presidenza del Consiglio Regionale del Lazio insiste con il voler considerare valida la prima data di convocazione, 27 settembre in prima e 4 e 5 ottobre in seconda, anche per il rinnovo del Consiglio Nazionale, noi ci dissociamo da questo atteggiamento che consideriamo arrogante e in aperto contrasto con le disposizioni di legge in vigore e che regolamentano le elezioni dell’Ordine dei Giornalisti. Ma siamo sicuri che sarà lo stesso Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, a cui ci siamo già rivolti a chiarire una volta per tutte questo equivoco di fondo”. Per i Giornalisti 2.0 - Gruppo Gino Falleri, la presidente Paola Spadari avrebbe dovuto prendere atto della decisione assunta dal Presidente del Consiglio nazionale, e rinviare l’elezione dei consiglieri nazionali in base alle disposizioni e indicazioni pervenute dal presidente Carlo Verna. “Non solo questo non è mai avvenuto, ma sul sito dell’Ordine si insiste con il dare comunicazione ufficiale della data originaria del 27 settembre e del 4 e 5 ottobre”. Nel caso in cui la Presidente Spadari non dovesse recedere dalle indicazioni avute dal Presidente Carlo Verna- aggiunge la componente-ci troveremmo in presenza di un vizio di forma e di sostanza che renderebbe completamente nullo il voto, e quindi l’intera tornata elettorale”. Non solo, la Presidente Paola Spadari dovrebbe “riformulare e rinviare nei tempi dovuti, e rispettando i termini di legge, la lettera di convocazione ai seggi, perché scritta in maniera inappropriata e con delle date che non garantiscono in nessun modo la par condicio dei giornalisti che intendono candidarsi al voto, ma la cosa più grave è che questa lettera è inviata per posta massiva senza avere nessuna certezza della data di partenza e quindi di ricezione. Bastava usare la PEC come per la convocazione per l’approvazione del bilancio (la PEC avrebbe indicato una data certa di spedizione), per come legge impone, per risolvere anche questi dubbi, e per risparmiare un bel gruzzolo di soldi che sono patrimonio di tutti i giornalisti laziali”. “Noi ci dissociamo apertamente in segno di protesta- conclude la nota sottoscritta dai Giornalisti 2.0 – Gruppo Gino Falleri - ma con una proposta finale che va in direzione del bene comune e della ricerca assoluta di un clima sereno: la Presidente Paola Spadari corregga innanzitutto le convocazioni errate dove si dichiara che molti colleghi non sono in regola con i pagamenti e si assuma la responsabilità di rinviare anche le elezioni del consiglio regionale e unifichi le due date, in modo da non costringere i giornalisti laziali a dover votare due volte nel giro di un mese, con tutti i disagi intuibili e possibili. Questo eviterebbe anche che qualcuno possa un giorno accusarci di aver sperperato inutilmente il denaro che è patrimonio delle casse dell’Ordine dei Giornalisti, di tutti i giornalisti, per lo più pubblicisti del Lazio, per pagare le spese necessarie per due seggi diversi, e quindi per due diverse ulteriori comunicazioni postali a migliaia di colleghi giornalisti. Se questo non accadrà qualcuno dovrà prima o poi assumersene la piena responsabilità legale”.





#Covid-19: annullata cerimonia in presenza del Premio Nobel

 

La tradizionale cerimonia del Premio Nobel a Stoccolma, quest’anno, non sarà in presenza, a causa della diffusione del coronavirus, ma sarà online. E’ quanto ha reso noto la Fondazione che assegna i premi. E’ la prima volta, dal 1944, che la cerimonia, in programma a dicembre, non si tiene in presenza.





Festa del Cinema di Roma, 15^ edizione all’insegna dei grandi film d’autore, previsioni di grande successo di critica

 

Nel corso della prossima edizione, la Festa del Cinema ospiterà alcuni film della Selezione Ufficiale 2020 del Festival di Cannes in un evento dedicato alla celebre manifestazione francese: i titoli saranno presentati dal Delegato Generale Thierry Frémaux. “Siamo entusiasti di poter organizzare un evento dedicato al Festival di Cannes durante la Festa del Cinema di Roma e onorati di far parte del tour di Cannes che include molti prestigiosi festival – ha dichiarato Antonio Monda, Direttore Artistico della Festa del Cinema di Roma – Per noi è un grande onore poter collaborare con il più importante festival cinematografico del mondo e avere Thierry Frémaux a Roma per presentare film della Selezione Ufficiale 2020”. “In quest’anno così particolare è più importante che mai sostenere i film e le sale cinematografiche così come essere vicini agli artisti e agli spettatori – ha detto Frémaux, Delegato Generale del Festival di Cannes – Quest’anno il Festival di Cannes non si è svolto ma è onorato di presentare i film della Selezione Ufficiale 2020 nei festival in cui vengono invitati. E a Roma, con la sua Festa, la sua storia e il suo spirito, il cinema è più vivo che mai!”. La quindicesima edizione della Festa del Cinema presenterà al pubblico due pietre miliari del cinema italiano: In nome della legge di Pietro Germi, nella versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale, e Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani, restaurato da CSC – Cineteca Nazionale e Istituto Luce Cinecittà. Il Direttore Artistico Antonio Monda, d’intesa con Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e Francesca Via, Direttore Generale, ha annunciato alcune anticipazioni della quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 15 al 25 ottobre 2020 all’Auditorium Parco della Musica. Quest’anno la manifestazione fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale. Fra le opere della prossima edizione della Festa del Cinema ci sarà Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli, pluripremiato regista di Almost Blue e S Is for Stanley. È la notte che precede l’addio al calcio e Francesco Totti ripercorre tutta la sua vita, come se la vedesse proiettata su uno schermo insieme agli spettatori. Le immagini e le emozioni scorrono tra momenti chiave della sua carriera, scene di vita personale e ricordi inediti. Un racconto intimo, in prima persona, dello sportivo e dell’uomo. Diretto da Alex Infascelli, soggetto e sceneggiatura di Alex Infascelli e Vincenzo Scuccimarra, il film è tratto dal libro Un Capitano scritto da Francesco Totti con Paolo Condò (edito da Rizzoli). Prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani e Virginia Valsecchi, una produzione The Apartment e Wildside, entrambe del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment, Fremantle, con Vision Distribution e Rai Cinema, in collaborazione con Sky e Amazon Prime Video. Sarà distribuito da Vision Distribution nelle sale italiane, che ne curerà anche le vendite internazionali





Regionali, Zingaretti: "Pd torna primo partito, abbiamo il 48,7% dei voti"

 

 

Il Partito Democratico "torna" ad essere il "primo partito dove si vota, pilastro attorno a cui costruire grandi alleanze". Lo ha detto il segretario democratico Nicola Zingaretti, parlando con i giornalisti alla sede del Partito Democratico in Via del Nazareno a Roma. La maggioranza ha ottenuto il "48,7%,il centrodestra è al 46,5%.Se la maggioranza fosse stata unita ovunque, sarebbe stata maggioranza degli elettori. Ci ha penalizzato la divisione e la moltiplicazione di candidature". "Ora", aggiunge, "bisogna approvare i nuovi decreti sicurezza in CdM", proporre "un nuovo piano per la Sanità,utilizzando il Mes", avviare un "cantiere per le riforme, superare il bicameralismo e fare la legge elettorale".





Covid-19, Conte: "Prova non ancora terminata, non dobbiamo abbassare la guardia"

 

"La pandemia ha dimostrato che il benessere di ciascuno dipende dal benessere di tutti noi. E’ stata una prova difficilissima ma non è ancora terminata: non dobbiamo abbassare la guardia. Nei Paesi vicini al nostro salgono i contagi", perciò è necessario "non abbassare la guardia e rispettare le regole", oltre ad "avviare la ricostruzione del tessuto sociale ed economico" italiano. Così il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso del suo intervento per la presentazione del Rapporto Welfare Pmi Index 2020, avvenuta a Roma. "Dobbiamo essere più ambiziosi. Le risorse del Recovery Fund ci consentiranno di reinventare il Paese" e iniziare "una nuova normalità migliore della precedente", continua. "In questa condizione la sostenibilità ambientale e il tener conto delle ricadute sociali delle iniziative d’impresa deve far parte del nostro Dna. Non c’è crescita che sia affidata solo al Pil, senza sviluppo ambientale e sostenibile. La nostra competitività non sarà solo in termini di crescita del Pil, ma di crescita del benessere esistenziale", prosegue. Per quel che riguarda le piccole e medie imprese, che sono il "nervo costitutivo del nostro tessuto economico, hanno dimostrato una grandissima resilienza" nella lotta al Covid-19. "So che dentro ci sono tantissimi sacrifici", perchè il virus "ha avuto un impatto impensabile, non era affatto semplice. Mi ha davvero sorpreso la capacità di reazione delle pmi", che sono riuscite ad "attrezzare lo smart working quando non erano attrezzate per farlo, addirittura hanno realizzato attività formative. Una sperimentazione efficace", che deve continuare "per proseguire in questa direzione". E’ soddisfatto dell’esito delle Regionali? "Soddisfatto". "Sono contento della squadra di governo: soddisfatto perché è una squadra coesa, tutti i ministri hanno sin qui lavorato con grande impegno e coesione. Non mi sembra che il Pd ponga il tema del rimpasto, ma pone un problema di rilancio dell’azione anche alla luce della sfida del Recovery e su questo sono assolutamente d’accordo. Io non avverto assolutamente l’esigenza di un rimpasto", dice, augurando "buon lavoro a tutti i governatori e agli eletti. Avranno tanto da fare: l’Italia deve correre, dobbiamo lavorare nell’interesse generale, loro in particolare guardando ai bisogni delle comunità territoriali, ma la direzione è chiara. Dobbiamo tutti marciare, insieme, per migliorare il nostro Paese". E per quanto riguarda lo Ius Soli e lo Ius Culturae? "Ci rifletteremo...".





1.392 nuovi contagi e le vittime sono 14. Il virus ha attaccato in Italia 300.897 persone

 

 

Altre 1.392 persone sono state contagiate dal Covid-19. Lo rende noto il Ministero della Salute. I decessi riscontrati nelle ultime 24 ore sono 14, per un numero complessivo pari a 35.738 morti. Al momento, i contagiati sono 45.489 (+410), di cui 42.646 in quarantena, 239 nelle terapie intensive e 2.604 negli altri reparti. I guariti, ad oggi, sono 219.670 (+967). Contando guarigioni e decessi, finora il virus ha colpito 300.897 persone, e sono stati eseguiti 10.575.979 tamponi (+87.303) su un totale di 6.391.999 pazienti.