Atac: tornano in funzione le macchine mangia plastica ad Anagnina e Cipro

 

Tornano in funzione le prime due macchine nelle stazioni Anagnina e Cipro della Metro A, dopo lo stop dello scorso 13 marzo causato dall’emergenza sanitaria che ha limitato i flussi nelle stazioni impedendo l’uso dei compattatori. Questa decisione è stata presa dopo aver verificato con esito positivo, alla luce delle nuove normative, la possibilità della riattivazione delle macchine per il riciclo. Lo fa sapere Atac in una nota. 

A valle dei monitoraggi sui flussi che interesseranno i primi due compattatori, è stato deciso di riattivare anche le altre sei macchine presenti nelle altre stazioni. In particolare, è prevista per il prossimo 28 settembre la riattivazione dei dispositivi nelle stazioni della metro B di Laurentina e Basilica San Paolo, mentre lunedì 5 ottobre toccherà alla stazione Termini, sempre su metro B, e la stazione Malatesta di Metro C. Lunedì 12 ottobre infine riapriranno i due compattatori presenti nelle stazioni Piramide (metro B) e San Giovanni (metro C).




Clan Gambacurta di Monte Spaccato, chieste condanne per oltre 540 anni

 

 

Condannare 60 imputati del processo al clan Gambacurta, egemone a Monte Spaccato, nella periferia a nord della Capitale. Così ha concluso il pubblico ministero Francesco Cascini davanti ai giudici del tribunale di Roma sollecitando pene per complessivi 544 anni di reclusione. 

Le accuse, a seconda delle singole posizioni, riguardano una associazione a delinquere finalizzata ai reati di usura, estorsione, riciclaggio, intestazione fittizia dei beni, traffico e spaccio di droga, il tutto aggravato dal cosiddetto ‘metodo mafioso’. 

Le condanne maggiori sono state sollecitate per Franco Gamabcurta, a 30 anni; e per Massimiliano e Roberto Gambacurta, a 26 anni. Il rappresentante della pubblica accusa ha anche proposto l’assoluzione per una decina di persone e la prospettato la decadenza o di alcuni specifici capi d’imputazione. 

L’organizzazione, originaria dell’Umbria, che si era radica in città agli albori delle prime lottizzazioni su Montespaccato, ha saputo costruirsi una rete anche internazionale. Contatti diretti oltreoceano per portare la “roba”, alleanze con camorra e ‘ndrangheta. Fulcro degli affari era un bar al centro di Montespaccato. L’importazione dello stupefacente e gli affari che ruotavano attorno all’aeroporto di Fiumicino sono oggetto di molte delle telefonate intercettate.





E’ morto l’albanese ferito in un agguato a Torvaianica

 

E’ deceduto l’albanese raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco in un agguato registrato domenica mattina su una spiaggia di Torvaianica, sul litorale della Capitale. Su quanto avvenuto le indagini sono coordinate dagli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia. In base a quanto ricostruito sinora dagli investigatori i killer, che hanno agito a volto coperto, erano due. La vittima aveva 38 anni. Il fatto è avvenuto vicino allo stabilimento ‘Bora Bora’. Gli accertamenti sono seguiti dal procuratore aggiunto Ilaria Calò.





La Fillea Cgil spera nell’intervento del Governo a favore dei lavoratori di Metro C

 

“La metro C è tra le grandi opere che il Governo intende sbloccare entro la fine del mese di settembre e auspichiamo che sia realmente così. A fine mese, infatti, potrebbero già arrivare i primi licenziamenti senza più nessuna tutela di sostegno al reddito per i lavoratori e per le proprie famiglie, in una fase già di per se’ critica. Occorre pertanto un’ulteriore accelerazione in risposta alla tutela degli attuali livelli occupazionali di tutte le maestranze impegnate nella sua realizzazione”. Così in un comunicato la Cgil e la Fillea Cgil di Roma e del Lazio. In questi giorni, spiegano i sindacati “la metro C è tornata al centro dell’attenzione non per il futuro a tinte fosche delle lavoratrici e dei lavoratori ma per l’eventuale nomina di un commissario tecnico e che di conseguenza non sarebbe la sindaca Raggi. L’8 settembre scorso, tra le tante richieste avanzate alla ministra De Micheli, avevamo auspicato l’individuazione di commissari tecnici e non politici, profili già esperti nell’ambito delle costruzione e dei grandi cantieri pubblici, in grado di gestire gli iter procedurali in modo celere ed efficiente. Quest’ipotesi negli ultimi giorni è stata trasformata in un dibattito su poltrone e giochi di potere e onestamente è un dibattito che non ci appassiona. Ci interessa – continuano i sindacati – invece ristabilire un principio di realtà e sapere quale sarà il futuro dell’opera”. “Contrariamente a quanto affermato nella giornata di ieri dalla sindaca Raggi – obiettano da Cgil e Fillea – la sua gestione della metro C non è stata certamente all’insegna del dinamismo. Quando nel dicembre 2019 il Cipe stanziava, con una delibera, 10 milioni di euro per la realizzazione della Stazione Piazza Venezia e stabiliva come fondamentale l’estensione della tratta dai Fori Imperiali a Piazza Venezia per il proseguimento dell’opera fino a Piazzale Clodio, la Giunta Raggi ha aspettato fino al 3 Giugno 2020 per deliberare null’altro che il recepimento della delibera del Cipe, per poi, vincolare la ripresa dei lavori con una determina capitolina a una serie di atti richiesti al Mit. In questi anni abbiamo sempre chiesto al Comune di Roma un confronto chiaro. Chiarezza che vediamo continuare a non esserci”, concludono.




Talent antimafia ad Ostia, ci sarà la Sindaca Raggi

 

“La lotta alla mafia parte dalla cultura. Domenica prossima sarò ad Ostia per assistere alla finale del Talent Antimafia organizzato dall’associazione #Noi, in cui verranno premiati i vincitori delle quattro categorie di concorso: danza, musica, teatro e narrativa/poesia”. Lo annuncia su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. “‘Ostia siamo #Noi’ è una manifestazione giunta alla sua terza edizione e promossa dalla giornalista Federica Angeli – racconta Raggi – , che ringrazio per l’impegno quotidiano a favore della legalità e contro la criminalità organizzata. Per far rinascere Ostia, e sottrarla definitivamente al potere dei clan criminali, serve il coraggio di tutte le persone oneste che vogliono portare avanti il cambiamento. Roma non ha paura e domenica prossima cittadini e istituzioni saranno insieme per dire ancora una volta #FuoriLaMafiaDaRoma”, conclude.





Raggi a San Basilio per ascoltare i cittadini

 

“Sono tornata a San Basilio, nella periferia est di Roma, dove ogni giorno lavoriamo per riportare servizi e legalità. I cittadini di questa zona meritano di essere ascoltati e di non vedere il proprio quartiere lasciato in mano a criminali senza scrupoli.A chi vuole il buio, in modo da poter condurre indisturbato i suoi traffici illegali, noi rispondiamo illuminando le strade. In via Tranfo, una nota piazza di spaccio, abbiamo più volte sistemato lampioni e cavi elettrici che erano stati manomessi: loro li rompono, noi li ripariamo. E non molliamo”. Lo assicura la sindaca di Roma Virginia Raggi in un post su Fb in cui condivide un video della visita. 

“Nella stessa via, inoltre, ci siamo ripresi e restituiremo ai cittadini alcuni locali comunali, abbandonati da anni e prima abusivamente utilizzati per lo smercio di droga. Lo facciamo grazie al lavoro che stiamo portando avanti con don Antonio Coluccia, che da anni aiuta i ragazzi di periferia, e con la Polizia di Stato. Stiamo riportando anche il decoro in alcune aree del quartiere. In via Recanati siamo intervenuti su giardini, fontanelle, impianti di illuminazione e sulla cosiddetta “fontana della balena”, aggiunge Raggi. “Ringrazio Acea Ato 2, il Servizio Giardini di Roma Capitale, Ama e tutte le forze dell’ordine, che lavorano con noi per restituire sicurezza e decoro a San Basilio. E ringrazio soprattutto tanti cittadini onesti che hanno compreso il nostro impegno e, con orgoglio, stanno tornando a prendersi cura del loro quartiere. #ATestaAlta”, conclude.





Coldiretti: In chioschi del Centro di Roma prezzi fino a 20 volte più alti. Sistema di potere che danneggia la città

 

 

“Nei chioschi situati nei principali itinerari delle città d’arte e nelle più rinomate località turistiche, la frutta di stagione viene venduta a prezzi da gioielleria, con valori fino a venti volte superiori a quelli pagati agli agricoltori”. E’ la Coldiretti a denunciare un malcostume con pesanti effetti sull’immagine del Made in Italy in riferimento all’operazione di GdF e Polizia Locale che ha sgominato il racket del commercio ambulante su Roma con diciotto arresti e il sequestro di 1 milione per estorsioni, minacce, favori. 

“Un inganno che – sottolinea la Coldiretti – può riguardare ad esempio anche la qualità con l’offerta durante tutto l’anno di caldarroste congelate senza alcun rispetto della stagionalità. Ma il business si estende dalla frutta alle bibite, dai gelati fino ai fiori che vede spesso al lavoro cittadini asiatici, che in realtà operano “in nome e per conto” dei veri proprietari delle licenze”. 

Secondo il Rapporto Agromafie di Coldiretti, Eurispes e Osservatorio Agromafie “nella Capitale esiste un sistema di potere che accumula utili in poche mani e, inoltre, determina prezzi pazzeschi, quali i 3 oppure 4 euro per una bottiglietta d’acqua anelata da turisti accaldati alla ricerca di refrigerio. Una situazione che – conclude la Coldiretti – pesa in misura rilevante sull’immagine della Capitale in un momento in cui è importante intervenire per rilanciare il turismo in difficoltà per l’emergenza covid”.

 





Roma, corruzione nel commercio ambulante, Gdf esegue 18 arresti

 

Su delega della Procura della Repubblica di Roma, alle prime ore di questa mattina militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e personale della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale capitolino nei confronti di 18 persone (otto in carcere e dieci ai domiciliari), coinvolte a vario titolo in associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, rivelazione del segreto d’ufficio, estorsione, abusiva attività finanziaria, usura e autoriciclaggio. Ne dà notizia un comunicato della Gdf. 

Contestualmente, è stato eseguito un sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per 1 milione di euro, pari ai profitti illeciti conseguiti da alcuni indagati. L’indagine ha consentito di ricostruire un collaudato sistema corruttivo ed estorsivo posto in essere da un sodalizio criminale di tredici persone: due pubblici ufficiali (l’allora responsabile degli Uffici “Disciplina”e “Rotazioni”del Dipartimento Attività Produttive del Comune di Roma e un suo diretto collaboratore), quattro esponenti di un’associazione sindacale di categoria ed un gruppo di sette imprenditori/commercianti (tre dei quali di nazionalità bangladese, siriana e israeliana) che hanno gestito, a scopo di illecito arricchimento, le autorizzazioni amministrative per l’esercizio di attività commerciali su aree pubbliche e le numerose postazioni presenti nella Capitale nel settore del commercio ambulante, avvalendosi (qualora necessario) di condotte intimidatorie, minacce e violenze per ottenere indebite somme di denaro. 

Diverse le utilità ricevute dai pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio per le attività illecite: denaro contante, ripetuti pranzi o cene, capi di abbigliamento griffati e abbonamenti annuali per assistere a partite del campionato di calcio di Serie A. Contestate anche ipotesi di usura con prestiti tra i 2 e i 5 mila euro e l’applicazione di tassi d’interesse annui superiori anche al 500%. Tra gli arrestati spiccano i nomi di Dino e Mario Tredicine, entrambi arrestati, che da sempre sono tra gli esponenti di spicco del commercio ambulante a Roma.





Lega Araba, i palestinesi rifiutano la Presidenza di turno

 

I Palestinesi hanno deciso di rinunciare di presiedere il Consiglio della Lega Araba come spettava loro nell’attuale sessione. Lo ha annunciato oggi a Ramallah, in Cisgiordania, il ministro degli esteri Riyad al-Malki, citato dall’agenzia Wafa. Di recente la Lega Araba non ha votato una Risoluzione, voluta dai Palestinesi, di condanna dell’Accordo tra Israele ed Emirati Arabi. Intanto i media locali segnalano che una delegazione di Fatah - il partito di Abu Mazen - è in Turchia per chiedere l’ìntervento di Ankara a favore della riconciliazione palestinese 




Russia, Navalny dimesso dall’ospedale: L’avvelenamento non avrà conseguenze sul fisico

 

Il leader dell’opposizione russa Alexei Navalny, ricoverato in ospedale dal 22 agosto a Berlino e secondo esperti tedeschi e di altri Paesi avvelenato con l’agente nervino Novichok, è stato dimesso ieri dall’ospedale ed è possibile che recuperi totalmente: lo ha annunciato oggi l’ospedale tedesco. 

“Lo stato di salute del paziente è migliorato a tal punto che le cure mediche sono state interrotte”, e “i medici ritengono che sia possibile una guarigione completa”, ha reso noto l’ospedale in un comunicato, sottolineando che le possibili conseguenze a lungo termine non possono ancora essere valutate.





Aereo del vice presidente Usa Pence costretto ad un atterraggio d’emergenza

 

Momenti di paura a bordo dell’Air Force Two, il Boeing su cui viaggia il vicepresidente degli Stati Uniti, Pence. Di ritorno a Washington dal New Hampshire, l’aereo subito dopo il decollo è dovuto di nuovo atterrare in emergenza al Manchester-Boston Regional Airport dopo un impatto con alcuni uccelli che hanno provocato un danno ai motori. A darne notizia è stata la Cnn. A bordo il vicepresidente Mike Pence. Nessuno è rimasto ferito. Pence era in New Hampshire per la campagna elettorale e si è imbarcato su un aereo cargo per tornare nella capitale.





Nazioni Unite 2020, l’impegno della Cina: "Emissioni Zero entro il 2060", poi l’attacco agli Usa

 

Il presidente cinese Xi Jinping, leader del Paese che produce più gas serra al mondo, si è impegnato a condurre la Cina verso la neutralità carbonica, ovvero emissioni zero, entro il 2060. 

Parlando ieri all’Assemblea generale dell’Onu, in un video preregistrato, il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto una “rivoluzione verde” ed ha affermato che il suo paese aumenterà i suoi obiettivi in base all’accordo sul clima di Parigi – un impegno di 187 paesi a ridurre le loro emissioni di carbonio. 

Xi ha affermato che la Cina mira a raggiungere la neutralità carbonica in 40 anni, illustrando chiaramente per la prima volta i suoi piani concreti contro il surriscaldamento terrestre. 

“La Cina aumenterà il suo contributo previsto a livello nazionale adottando politiche e misure più vigorose”, ha detto Xi. “Chiediamo a tutti i paesi di perseguire uno sviluppo innovativo, coordinato, verde e aperto a tutti”, ha aggiunto.

Stati Uniti “serio ostacolo” in lotta a riscaldamento globale

 

La Cina ha poi accusato gli Stati Uniti di essere un “serio ostacolo” alla lotta al riscaldamento globale. 

Ritirandosi dagli accordi internazionali volti a ridurre le emissioni di anidride carbonica, gli Stati Uniti hanno fallito nel “loro dovere” e “si rifiutano di adottare misure minime per proteggere il pianeta”, ha detto un portavoce della diplomazia cinese, Wang Wenbin, in un comunicato. 

Parlando all’Assemblea generale dell’Onu, in un messaggio preregistrato, il presidente cinese Xi Jinping, leader del Paese che produce più gas serra al mondo, si è impegnato a condurre la Cina verso la neutralità carbonica, ovvero emissioni zero, entro il 2060. 

Xi Jinping ha chiesto una “rivoluzione verde” ed ha affermato che il suo paese aumenterà i suoi obiettivi in base all’accordo sul clima di Parigi – un impegno di 187 paesi a ridurre le loro emissioni di carbonio. 

Il presidente cinese ha inoltre aggiunto che Pechino mira a raggiungere la neutralità carbonica in 40 anni, illustrando chiaramente per la prima volta i suoi piani concreti contro il surriscaldamento terrestre. 

“La Cina aumenterà il suo contributo previsto a livello nazionale adottando politiche e misure più vigorose”, ha detto Xi. “Chiediamo a tutti i paesi di perseguire uno sviluppo innovativo, coordinato, verde e aperto a tutti”, ha aggiunto.




Pirateria audiovisiva, oscurati dalla Guardia di Finanza 58 siti

 

La Guardia di Finanza di Gorizia ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal Gip del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, di 58 siti web illegali e 18 canali Telegram, che attraverso 80 milioni di accessi annuali rappresentano circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia. Tra i siti oggetto del provvedimento vi è quello che, per analisi di “traffico” e per contenuti divulgati, è stato catalogato quale punto di riferimento in ambito nazionale per la diffusione di guide, software e metodologie informatiche utilizzabili per ottenere (su diverse piattaforme) l’accesso ai contenuti multimediali protetti dalle leggi sul diritto d’autore. L’incisività dell’intervento è stata determinata da un approccio investigativo innovativo sviluppato in sinergia con l’autorità giudiziaria isontina che ha visto, per la prima volta in ambito penale in Italia, l’adozione nella misura cautelare reale sui cd. “Alias” associati ai domini web di secondo livello. Questa innovazione procedurale sta consentendo, giorno per giorno, l’immediata inibizione di centinaia di nuovi domini web illecitamente creati nell’intento di aggirare l’originario provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Inoltre, sono state attivate le procedure di collaborazione giudiziaria internazionale - tutt’ora in fase di svolgimento - per poter sequestrare i server da cui vengono divulgati i contenuti multimediali in violazione del diritto d’autore.





Blitz congiunto di Guardia di Finanza e Polizia di Stato a Reggio Emilia contro la ‘ndrangheta, gli arrestati percepivano anche il reddito di cittadinanza

 

La polizia di Stato e la guardia di finanza hanno eseguito numerose misure cautelari personali per frode fiscale, bancarotta e riciclaggio nonché sequestri di beni e disponibilità finanziarie per un totale di 24 milioni di euro nei confronti dei presunti membri di un’organizzazione criminale avente base a Reggio Emilia e operante su tutto il territorio nazionale. Alcuni degli indagati risultano beneficiari di reddito/pensione di cittadinanza. L’attività d’indagine, denominata ’Billions’, condotta dalla Squadra mobile della questura di Reggio Emilia, supportata dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato, e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, ha permesso di scoprire "un’organizzazione che, con una metamorfosi criminale, ha sostituito i tradizionali reati con un complesso sistema finalizzato alla commissione di reati di natura finanziaria".  

Tra i destinatari di misura detentiva risulta presente un ulteriore soggetto di spicco della criminalità calabrese, che è stato uno dei protagonisti della guerra di ’ndrangheta combattuta a Reggio Emilia negli anni ’90.





Pacco bomba al Presidente di Confindustria Brescia

 

Un pacco bomba anonimo è arrivato martedì nella sede della Feralpi Group indirizzato al presidente dell’azienda siderurgica di Lonato del Garda, in provincia Brescia, e leader degli industriali bresciani, Giuseppe Pasini. All’interno un detonatore e della polvere da sparo. Un congegno rudimentale che probabilmente non sarebbe potuto scoppiare, stando alle prime indagini. La Prefettura ha messo sotto scorta Pasini.





Superati in Italia i 300mila contagi. Speranza: “La situazione dei contagi è peggiorata. Abbiamo davanti mesi difficili”

 

Sono stati superati in Italia i 300mila contagi per il Covid dall’inizio dell’emergenza. E’ quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute, secondo cui complessivamente - comprese le vittime e i guariti - i contagi nel Paese sono stati finora 300.897.

Sulla pandemia da registrare l’intervento del ministro della Salute, Speranza “La situazione dei contagi è peggiorata in maniera significativa da agosto, in particolare in alcuni Paesi, penso alla Francia, ma anche Germania, Olanda, Gran Bretagna. L’Italia, dicono i numeri, è messa leggermente meglio, ma abbiamo davanti mesi difficili. Bisogna vedere come reggiamo. Il virus ancora circola – ha ricordato – le misure sono l’unica vera chiave. Perché questa è una fase di resistenza: arriveranno vaccini e cure. Bisogna vedere come reggiamo in questi mesi”.  Il ministro poi ha invitato a vaccinarsi contro l’influenza: “Dico a tutti di vaccinarsi perchè quest’anno è ancora piu importante ed ottobre è il mese giusto per iniziare. Alle regioni è arrivato il 70% in più di dosi rispetto allo scorso anno”. Infine sulle scuole: “A scuola a decidere su tamponi e misure deve essere l’autorità sanitaria. Questa è la sfida più importante perchè chiudere le scuole è stata la scelta piu difficle ma ora dobbiamo continuare sulla linea della prudenza’ ha precisato Speranza aggiungendo che il ministero è al lavoro per aumentare la capacita di fare tamponi. "Siamo cresciuti, siamo stati i primi ad usare test antigenici, usati negli aeroporti, e stiamo immaginando di usarli anche fuori da aeroporti e scuola, può essere una risposta importante. Stiamo sperimentando anche test salivari. Obiettivo per qusti mesi di resistenza è rafforzare la nostra capacità di tracciare. No al panico e non improvvisiamo ma fidiamoci di medici e personale sanitario".




Sono oltre 31,5 milioni i contagiati dal Covid-19 nel mondo

 

Sono 31.517.087 i casi di contagio da Coronavirus nel mondo e 969.578 i decessi causati a livello globale dal Covid-19. Questi i dati aggiornati dal Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University. Al primo posto della classifica dei contagi e dei decessi restano gli Stati Uniti, con 6.896.218 infezioni e 200.786 decessi.





A settembre battuta d’arresto ripresa eurozona, indice Pmi cala

 

Allarmante battuta d’arresto, secondo le indagini tra le imprese, a settembre del recupero post pandemico nell’area euro. L’indice dei responsabili degli approvvigionamenti, per l’insieme dell’Unione valutaria ha segnato un indebolimento a 50,1 punti, praticamente alla soglia di neutralità (50 punti) al di sotto della quale segnala recessione. Ad agosto questo indicatori (Purchasing Managers Index), elaborato dalla società di ricerche Ihs Markit, era risalito a 51,9 punti, proseguendo i miglioramenti seguiti ai tracolli durante i lockdown. 

“A settembre si è bloccata la ripresa dell’economia dell’Eurozona per via dell’incremento dei casi di Covid”, che ha pesato sui servizi, è la valutazione del capo economista di Markit, Chris Williamson. “È evidente che siamo di fronte ad un’economia a due velocità. Le fabbriche riportano una crescita della produzione alimentata dalla sempre maggiore domanda, soprattutto estera, e dalla riapertura del commercio al dettaglio in parecchie nazioni. Il settore più grande, quello dei servizi però è ritornato a contrarsi notevolmente per via degli interrogativi sollevati sull’impatto della trasmissione virale sulle imprese di consumo con alto contatto interpersonale”. 

“Allo stato attuale, la preoccupazione principale è se l’indebolimento dei dati di settembre aumenterà nel quarto trimestre – avverte Williamson – provocando un ritorno alla recessione dopo la troppo breve ripresa del terzo trimestre”.




L’ortodossa del M5S Lezzi: “Il Movimento non rischia la scissione, rischia di scomparire”

 

"Il M5S non rischia la scissione, rischia di scomparire". E’ drastica Barbara Lezzi, senatrice 5 Stelle ed ex ministra per il Sud nel governo gialloverde Conte 1, che in un’intervista al ’Corriere della Sera’ sottolinea: "Il problema non sono le alleanze. Abbiamo perso in Puglia, in Campania. Basta guardare la Liguria e alcuni Comuni: la sconfitta riguarda solo il M5S". E aggiunge: "Bisogna ammetterlo: è stato un disastro. Abbiamo perso ovunque. E tanto. Il 70% che ha votato sì al referendum non ha votato per noi". Quanto alle responsabilità, Lezzi guarda alle regionali e crede che "l’errore sia stato non organizzarle per tempo". Insomma, "c’era un anno intero. Certo, c’è stata l’emergenza Covid, ma questo non giustifica il ritardo". "Non credo che Crimi abbia colpe - aggiunge l’ex ministra - lui ha fatto un buon lavoro in un momento concitato". E punta l’indice contro chi ha criticato Crimi per come ha preparato Il Movimento alle Regionali: "Di Maio, inoltre, non dice come le avrebbe organizzate. La responsabilità non è sempre di qualcun altro. Nelle riunioni tra i vertici, Vito non è mai mancato". E sul voto Lezzi dice: "Da noi gli elettori si aspettano determinazione, i candidati hanno scontato le indecisioni, che hanno disorientato la base. Molti nel governo hanno spinto per fare alleanze dopo aver scelto i candidati: questo genera confusione ed è segno di debolezza". E sull’alleanza progressista, taglia corto: "E per fare cosa? Sostenere De Luca in Campania? Serve un progetto, una identità. Prima delle alleanze bisogna pensare al cosa, poi al come, quindi al chi", conclude. 





Zingaretti: “Sul rimpasto decide Conte, ma serve un salto in avanti”

 

 

"Il Pd non chiede il rimpasto, su quello decide Giuseppe Conte, ma il governo deve ora aprire una fase nuova all’insegna del fare e della concretezza”, e fare un salto in avanti a cominciare dalla gestione dei soldi del Recovery fund". Lo ha detto il leader Pd Nicola Zingaretti.

“Va aperta una fase nuova all’insegna del fare e della concretezza per garantire un futuro al paese”. Il segretario Pd chiede “tre grandi cantieri da aprire” e cioè “un patto per le riforme”, che comprenda anche la legge elettorale e il superamento del bicameralismo, una “nuova agenda gi governo” a partire dai “decreti sicurezza” e “fare scelte” sul Recovery fund.

“Infine – ha aggiunto Zingaretti – chiediamo che il ministro Speranza presenti un piano per la nuova sanità italiana, dobbiamo costruire la migliore sanità del mondo. Ci siamo vicini, si verifichi anche l’utilizzo dei canali di finanziamento che provengono dal Mes”. Ha concluso il leader Pd: “Ora è il tempo di fare un salto in avanti”.





Torna a parlare Romano Prodi: “Non temo la vittoria del Sì, ma quello che potrebbe venire dopo”

 

“Non temo la vittoria del sì, ma quello che potrebbe venire dopo: una legge elettorale proporzionale. Servirebbe un sistema maggioritario che obblighi a mettersi insieme per il futuro del Paese. E invece si va nella direzione opposta. Un sistema proporzionale condannerebbe l’Italia a una nuova stagione di instabilità. Una lista di nominati sarebbe una tragedia per la democrazia. Così il nostro Paese non si salva”. Romano Prodi in una lunga intervista ad Avvenire mette in guardia dal rischio proporzionale e poi commenta il voto nelle Regioni. “È un voto che ridimensiona le forze populiste e che dà fiducia alle strutture più democratiche.

Il Pd riguadagna terreno. Salvini, ma anche il M5S, fanno un netto passo indietro. E poi è un voto che punisce severamente gli scissionisti. L’elettorato non ama le frammentazioni: quasi istintivamente capisce che non vanno bene. Le legge come personalismi e premia o il partito più grosso e chi rappresenta la continuità”.

Nell’intervista l’ex premier parla anche dell’alleanza tra i dem e i grillini: “Nel Pd e M5S ci sono anche valori unificanti, ma ora serve un salto di qualità. Serve un grande progetto di rinascita morale. Servono decisioni di respiro…”. Secondo Prodi, “c’è una Italia che si fida, non deludetela più. E allora è inutile discutere ancora sulle controversie del passato. È il momento di tirare fuori idee sul futuro. Perchè riuscirci vuol dire risollevare il Paese e anche vincere le prossime elezioni”.

“I cittadini sono stanchi di chi accarezza i sentimenti superficiali. Vuole un progetto grande. Di prospettiva. Io penso a un riaccorpamento etico del Paese con un grande piano di lotta all’evasione fiscale. E penso alla grande questione giovanile. Ai diritti. A una scuola che funziona. E ai doveri. A un grande progetto di servizio civile obbligatorio. I nostri ragazzi hanno bisogno di esperienze e di sentirsi davvero comunità”.





Conte: al più presto la modifica dei decreti sicurezza

 

“I dl sicurezza al più presto li portiamo, avevamo già concordato un testo di modifica perché vogliamo assicurare la reale sicurezza”. Lo ha detto, tra le altre cose, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.





Mattarella ricorda Siani: “Testimone del miglior giornalismo”

 

"Sono trascorsi trentacinque anni dal feroce assassinio di Giancarlo Siani, giovane cronista de Il Mattino di Napoli, autore di coraggiosi articoli sulle attività criminali dei clan della camorra e sui loro conflitti interni.   Giancarlo Siani fu ucciso proprio per il lavoro svolto, per l’onestà e l’intelligenza con cui onorava il diritto alla libera informazione, raccontando i delitti della malavita e le trame di chi ne tirava le fila". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messario al Presidente della Fondazione Giancarlo Siani Onlus, Gianmario Siani.  "Le organizzazioni camorristiche - sostiene Mattarella - non tollerarono che fosse svelato ciò che volevano restasse occulto: dagli affari illeciti alle complicità, alla violenza, che lasciava scie di morte: comprimevano libertà e opportunità in ogni campo della vita economica e sociale. In questo giorno di memoria per Napoli e per l’intera comunità civile, desidero esprimere a Lei un sentimento di solidarietà e gratitudine per l’impegno civile che negli anni è stato promosso, a partire dal dolore di una ferita purtroppo insanabile. Giancarlo Siani è stato testimone del miglior giornalismo: sarà sempre un esempio di coraggio e di professionalità per chi ha lavorato con lui e per chi intraprende, con idealità e passione, la strada del giornalismo. Il sacrifico di Giancarlo Siani resterà nella coscienza di tante persone oneste che si battono per contrastare l’illegalità e le mafie con gli strumenti della civiltà, della cultura, con il rispetto della verità e delle regole. Le condanne inferte ai killer e ai mandanti di Siani, al termine del percorso processuale, sono una prova ulteriore che le mafie possono essere sconfitte e che verranno certamente sconfitte". 





Contratto di lavoro delle Forze di Polizia. Pressing della Consap con il Segretario Bortone: "Dopo il voto accelerare su trattative e reperimento di ulteriori risorse"

 

 

“Il plauso al funzionamento del sistema in chiave di votazione può e deve tradursi in risultati concreti in sede di rinnovo del contratto di lavoro” lo sostiene la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia che ringrazia il Ministro dell’Interno per l’apprezzamento pubblico esternato nei confronti delle Forze di Polizia e degli altri soggetti che hanno contribuito al corretto e regolare svolgimento della prima consultazione popolare dell’era Covid 19.

“Ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno – dice il Segretario Generale Nazionale della Cesario Bortone – l’apparato della sicurezza nazionale ha saputo affrontare e vincere l’ennesima prova a cui è stato sottoposto, quella del referendum nazionale e delle elezioni politiche locali. Che il sistema abbia retto – prosegue - lo hanno confermato le parole del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha ringraziato pubblicamente le forze di polizia, ora l’auspicio è che questo plauso si possa tradurre in fatti concreti che donne e uomini della Polizia di Stato attendono da troppo tempo”.

Il sindacato di polizia Consap, pur ribadendo la sua vocazione autonoma, rileva come il voto degli italiani, di fatto, consenta una continuità dell’esecutivo affinchè si possano affrontare, con nuovo slancio tutte le questioni rimaste in sospeso, prima fra tutte, per noi, quella di salvaguardare funzionalità e motivazione al personale del comparto sicurezza e sicurezza pubblico.

Nei giorni appena precedenti – dice ancora il sindacato di polizia Consap – siamo stati convocati al Viminale per essere informati, tra le altre cose, della ormai prossima apertura delle trattative contrattuali nella prima decade di ottobre: “siamo di fronte a ritardi importanti, siamo chiamati a lavorare su un contratto che, per la sua parte normativa, non si rinnova da 11 anni, bisogna fare presto e bene ma solo con un appostamenti di nuove risorse aggiuntive ai 600 milioni previsti” chiosa Bortone.




Covid-19, Italia: oggi altri 1.640 contagi e 20 decessi

 

Altre 1.640 persone, nelle ultime 24 ore, sono risultate positive al Covid-19 in Italia. Lo riferisce il Ministero della Salute. Le persone decedute sono 20, per un numero complessivo pari a 35.758 morti. Al momento, i contagiati sono 46.114, 625 in più rispetto a ieri, di cui 43.212 in quarantena, 2.658 ricoverati nei riparti non di terapia intensiva e 244 nelle terapie intensive. Aumentano anche i guariti, 995 nelle ultime 24 ore, per un numero complessivo di 220.665 persone. A oggi, contando guariti e deceduti, il virus ha colpito 302.537 persone, e sono stati eseguiti 10.679.675 tamponi, 103.696 in più rispetto a ieri, su 6.455.672 pazienti.