Compro oro della Capitale, sequestro milionario (60 kg) del prezioso metallo

 

Nell’ambito dell’attività volta al contrasto dell’abusivismo nel settore del commercio dei preziosi, gli agenti della Polizia di Stato della Divisione Amministrativa e Sociale, diretta da Angela Cannavale, in collaborazione con 13 Commissariati di Polizia, hanno condotto controlli amministrativi presso 29 esercizi di compro-oro dislocati sul territorio della Capitale e facenti capo ad un’unica Società milanese. 

Dagli accertamenti effettuati è emerso che, benchè fossero aperti e funzionanti e, nonostante già nei giorni precedenti venisse reclamizzata su apposito sito internet la loro presenza quali sedi attive nella citta di Roma, per nessuno di essi era stata rilasciata la relativa autorizzazione di polizia né la registrazione presso l’organismo vigilato dalla Banca d’Italia, come previsto dalla vigente normativa antiriciclaggio e pertanto il Questore di Roma ne ha disposto l’immediata chiusura. L’attività svolta dai compro-oro, da sempre oggetto di particolare interesse da parte delle forze dell’ordine, è stata ulteriormente attenzionata dal personale della Questura nell’attuale periodo legato all’emergenza “covid”, proprio per il pericolo che il momento di fragilità delle imprese e delle famiglie, determinato dalla mancanza di liquidità, potesse favorire il rischio di illegalità e speculazioni in genere. Gli agenti della Questura e dei Commissariati, con un’azione coordinata hanno operato simultaneamente i controlli proprio al fine di impedire l’alienazione di oggetti o documenti utili a risalire all’effettivo svolgimento dell’attività abusiva che si svolgeva con le seguenti modalità: tutti i 29 punti vendita erano stati allestiti con appariscenti insegne (apposte sulle vetrine ricoprendone l’intera superficie) recanti la scritta “7 giorni su 7 ” 9.00/20.00 Orario continuato”, “Compro Oro”, “SUBITO IN CONTANTI” oltre ad essere pubblicizzate sul sito internet ed erano suddivisi in 7 “zone” a ciascuna delle quali faceva capo un “buyer” addetto alla valutazione degli oggetti;. 

A ciascun “Buyer” veniva fornito dall’organizzazione un equipaggiamento uniforme: in particolare ciascuno di essi quotidianamente passava a ritirare presso la sede principale di Roma uno zaino con all’interno un tablet, reagenti per la verifica dei metalli preziosi, piastra abrasiva per testare i metalli, lima, pinza, calolatrice, somme di denaro contante, bilancia di precisione (peraltro priva della prevista certificazione). 

Gli operatori dedicati all’accoglienza clienti erano reclutati mediante contratti di somministrazione lavoro con un’agenzia di lavoro interinale e, una volta presentatosi il cliente per vendere l’oggetto prezioso, contattavano un centralino della casa madre di Milano attraverso la quale veniva inviato il “buyer” di zona, incaricato di valutare la merce offerta. Quest’ultimo, dopo aver effettuato una pesatura approssimitiva e senza effettuare un preciso rapporto con la quotazione ufficiale del metallo, ne corrispondeva il prezzo mediante denaro contante anche sopra la soglia prevista dalla legge antiriciclaggio. 

Una volta concluso l’acquisto, il buyer aveva l’incarico di portare gli oggetti preziosi presso il punto di raccolta unico per Roma, dal quale poi periodicamente tutto l’oro e l’argento veniva spedito a Milano presso la sede della società. Ciò quindi in palese violazione anche della normativa che impone che i preziosi acquistati oltre ad essere dettagliatamente descritti su schede immodificabili e conservate agli atti del negozio, vadano tenuti presso la stessa sede per almeno dieci giorni prima di essere portati via per la fusione. Gli agenti sequestravano nei citati punti vendita, oltre a vario materiale documentale e tablet, oggetto di ulteriori accertamenti, anche 60 chilogrammi di oggetti in oro ed argento sui quali gli operatori di polizia stanno sviluppando approfondimenti al fine di chiarire se siano provento di furto.





Corta scommette sul Montespaccato Calcio

 

Il Montespaccato, reduce dalla confisca disposta dal Tribunale di Roma che ne rafforza il processo di rinascita e di rilancio avviato solo due anni fa, si presenta a media e cittadinanza per il suo storico ritorno in Serie D.”La storia del Montespaccato dal sequestro ad oggi – dichiara il Presidente di ASP Asilo Savoia Massimiliano Monnanni – è una storia di successo sportivo e sociale che coincide con la rinascita di un intero quartiere, dimostrando che la legalità può e deve essere sinonimo di vittoria nello sport come nella vita”. L’approdo della squadra in serie D vedrà anche il debutto della nuova partnership con Cotral. L’azienda regionale di trasporto extraurbano sarà main sponsor della stagione agonistica 2020/2021 e sosterrà le attività della squadra con l’obiettivo di promuovere il proprio brand e i valori chiave che ispirano il programma e la missione di servizio pubblico di Cotral. Il logotipo dell’azienda – nelle varianti bianca e blu – decorerà le tre maglie della squadra, mentre i giovani calciatori saranno testimonial di una campagna di comunicazione sui canali social dell’azienda.  “Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’invito a sostenere la Polisportiva Montespaccato  – dichiara la Presidente di Cotral, Amalia Colaceci – rivoltoci dall’Osservatorio per la legalità della Regione Lazio. La storia di questa squadra – fino a due fa nella mani di un clan mafioso e oggi in serie D – è un bellissimo esempio di riscatto sociale e un modello concreto di come si declina la legalità sul territorio”. 

“Il Montespaccato rappresenta una bellissima storia che possiamo raccontare grazie alla cooperazione tra gli Organi dello Stato e delle Istituzioni ma soprattutto alla voglia di combattere dei ragazzi e dei cittadini del quartiere. Ringrazio Cotral e la sua Presidente Amalia Colaceci per la sensibilità dimostrata nella condivisione di un progetto che arricchisce di fiducia e speranza i nostri territori.  Non solo calcio ma integrazione, affermazione della cultura del rispetto e della lealtà sportiva, aggiunge Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio. Una cultura dello sport ancorata a questi valori diventa parte di una più ampia cultura della legalità che si pone come vero e proprio antidoto  antimafia. Siamo felici perché abbiamo dimostrato che con la legalità si vince. Un grazie particolare al Presidente dell’Asilo Savoia, Massimiliano Monnanni per i risultati raggiunti ma soprattutto grazie al Presidente Nicola Zingaretti che dal giorno dopo il sequestro si è impegnato affinché l’impianto sportivo diventasse luogo di libertà e di responsabilità.”

 





Partita la scuola di Rutelli per la P.A, 60 aspiranti amministratori per Roma

 

 

“Semplificazione, digitalizzazione, green”. Sono queste le strade da seguire per adeguare le città ai cambiamenti che la pandemia ci ha imposto. E’ il cuore della comunicazione tenuta da Francesco Rutelli per l’apertura della Scuola di Servizio Civico, che si propone di formare amministratori pubblici competenti per Roma. 

Sessanta studenti selezionati hanno potuto incontrarsi e incontrare i loro docenti, nell’Aula Magna della Facoltà di Architettura della Sapienza a Roma, Valle Giulia, accolti dalla preside Anna Maria Giovenale insieme con Alessandro Mariani, il rettore della IUL che renderà possibili le lezioni online. Ieri, però, tutti in presenza, anche per il corso di Analisi del territorio che è cominciato nel pomeriggio. Una “festa” aperta dal videomessaggio del Ministro per l’Università e la Ricerca Gaetano Manfredi, che ha definito la Scuola: “Una bellissima iniziativa rivolta a far crescere l’impegno dei giovani nel dare un contributo alle proprie città,. Un nuovo modo di fare didattica, un volano per l’università di domani. Cercherò di trovare tutte le sinergie per poterla accogliere nel mondo della ricerca e dell’università italiana”. 

Presentati la Scuola, i suoi docenti, le dieci aree didattiche, l’innovativo metodo d’insegnamento basato su un approccio pratico, oltre che di conoscenza, la coordinatrice didattica Antonella Salvatore ha annunciato che quella che oggi è una scuola di Alta specializzazione, è già in cammino per diventare un Master. 

“La nostra città è resiliente, dunque tornerà alla vita di prima. Mi è capitato di sentire questa frase da una fonte rappresentativa – è stato l’incipit di Rutelli – e ho capito l’importanza di cercare di fornire una riflessione molto diversa ai nostri 60 studenti. Nessuna città sarà uguale a prima”. E ha concluso, sempre rivolto a loro: “Sopra a tutto, mi auguro che uscirete da questa esperienza formativa portando nella mente e nel cuore un concetto che vi accompagni, assieme a maggiori competenze, in tutta la vostra vita: quanto è importante la regia pubblica. Se potrete contribuire ad una saggia e visionaria regia pubblica, basata su attento ascolto e costruzione di soluzioni condivise, capace di decidere grazie a un robusto e qualificato gioco di squadra, aiuterete Roma ad essere all’altezza dei suoi caratteri universali e delle attese concrete di tutti i suoi cittadini”. 

Dedicato ai ragazzi, anche il video che lancia la campagna adotta uno studente: “La scuola è un’iniziativa di volontariato”, spiega Rutelli, oltre cento docenti di altissimo profilo si sono messi a disposizione gratuitamente. Chi ha voglia di fare qualcosa di concreto per Roma, può sostenere il nostro progetto concreto per renderla migliore”





’Puliamo il modo’, torna la partenership tra Ama e Legambiente

 

Anche quest’anno AMA e Legambiente sono fianco a fianco per la ventottesima edizione di Puliamo il Mondo, la storica iniziativa di volontariato ambientale. Da domenica scorsa, l’Azienda sta supportando i numerosi volontari che, dal centro alla periferia della Capitale, sono impegnati nella pulizia e nella riqualificazione di strade, piazze, parchi, piste ciclabili, con la consegna delle attrezzature necessarie (sacchi, ramazze, ventole. rastrelli, pale e guanti) il ritiro e il corretto smaltimento di tutti i rifiuti raccolti. Diverse le iniziative previste nei prossimi giorni in varie zone della città, in particolare nei municipi I, II, III, V, VIII, IX, X, XIII, XIV e laddove necessario, verrà attivato anche il servizio per la raccolta ed il ritiro di siringhe dalle aree di pulizia. “AMA e i suoi operatori ecologici danno il proprio supporto ai cittadini e ai volontari impegnati per la riuscita di questa importante manifestazione – dichiara Stefano Zaghis, amministratore unico di AMA S.p.A. – e lo facciamo, ancora una volta, in maniera concreta, sostenendo le varie iniziative che si svolgono dal centro alla periferia, con il comune obiettivo di difendere il decoro e la bellezza di Roma”.

 





Pubblicate le graduatorie della Regione Lazio per i progetti e gli eventi sportivi

 

Prosegue l’impegno della Regione Lazio a favore dello sport. Sono state pubblicate le graduatorie dei progetti ammessi a finanziamento nell’ambito dell’Avviso pubblico per il sostegno a manifestazioni, eventi e all’attività ordinaria degli operatori sportivi del Lazio per il quale la Regione ha stanziato 1,2 milioni di euro. Sono 590 le attività sportive che verranno finanziate. Dopo le difficoltà affrontate in questi mesi, il bando puntava a garantire un sostegno economico agli operatori del settore del Lazio per la ripartenza delle attività ma anche per la realizzazione di progetti di promozione e diffusione dello sport come fattore di inclusione sociale per grandi e piccoli, con l’obiettivo di promuovere e sostenere l’importanza della pratica dell’attività motoria e sportiva in termini di benessere e salute. L’Avviso ha finanziato progetti per un importo massimo di 5 mila euro sia di attività ordinaria, quali ad esempio le spese sostenute dopo l’8 marzo 2020 per l’adeguamento degli spazi e delle attività alle nuove esigenze legate al distanziamento sociale, ai requisiti igienico-sanitari e alle modalità di svolgimento delle attività, sia appuntamenti o settimane sportive dirette a promuovere la pratica sportiva e da svolgersi entro il 31 dicembre 2020.

 





Politiche ambientali e ciclo dei rifiuti, 2 mln della Regione Lazio a 9 Comuni

 

“È partita la comunicazione della Direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti della Regione Lazio ai 9 Comuni beneficiari dei due milioni di euro, previsti dalla misura 2  dell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2018 con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per l’adozione coordinata e congiunta di misure volte al miglioramento della qualità dell’aria sul territorio regionale. Tra le misure previste dal protocollo, infatti, quella dedicata ai Comuni di Alatri, Anagni, Cassino, Ciampino, Colleferro, Frascati, Frosinone, Roma e San Cesareo per la “realizzazione di infrastrutture per il rifornimento di carburanti alternativi e per la ricarica di veicoli elettrici; realizzazione di infrastrutture per la mobilità ciclo-pedonale e la relativa interconnessione”. Lo dichiara in una nota l’Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio. “Ora, entro il 16 ottobre, gli enti interessati dovranno manifestare il proprio interesse al finanziamento di un intervento per il miglioramento della qualità dell’aria, che sarà finanziato nel limite massimo previsto per ognuno di loro. Dopo la raccolta delle manifestazioni di interesse, la Regione farà un bando per la definizione dei progetti di  intervento veri e propri. Lunedì 28 alle 14.30 verrà invece presentato, a Roma nella sede della Regione Lazio,  alla stampa e in diretta Fb su @RegioneLazio, l’aggiornamento del piano di risanamento della qualità dell’aria”.

 





Tari, da Pelonzi e Baglio (Pd) bordata all’amministrazione Raggi: “Aumentano costi, servizio più inefficiente”

 

“Costo del servizio di raccolta, spazzatura e trattamento rifiuti, salito a 819 milioni di euro rispetto ai 786 dell’anno scorso. Un aumento incomprensibile se si prendono in considerazione i mesi passati di lockdown e la notizia comunicata oggi in commissione dall’assessore Lemmetti del risultato positivo della semestrale di Ama. La giunta, nonostante i fondi messi a disposizione dal governo per venire incontro alle famiglie e alle aziende che scontano le ripercussioni economiche dell’emergenza da Coronavirus, si trova a pagare il servizio 33 milioni in più. Quasi un 5% di aumento, con città più sporca, nessun piano industriale e l’azienda capitolina AMA in dissesto. I trasferimenti del governo, se non fossero aumentati i costi, sarebbero andati a diminuire di molto il peso della tari per i romani. Inoltre, sulla TARI vengono spalmati nei prossimi 4 anni circa 100 milioni di euro di crediti dichiarati inesigibili non dall’Agenzia delle entrate ma da Ama e avallati dal Campidoglio. Peraltro non è chiaro a quali bilanci aziendali facciano riferimento questi 100 milioni di crediti vantati da Ama considerando che dall’annualità 2017 l’azienda non approva bilanci. Se poi quei crediti relativi al periodo 2003-2009 verranno riscossi saranno ascritti alle sopravvenienze in buona pace di chi oggi si vedrà rincari per la gestione dei rifiuti del tutto inspiegabili se rapportati all’attualità della qualità del servizio. Dopo le riduzioni della tassa dei rifiuti registrate con la precedente giunta di centrosinistra, la giunta Raggi al contrario si ritrova a fine consigliatura ad aumentare i costi del servizio per la gestione dei rifiuti e appesantire la tassa anche in concomitanza dei trasferimenti pervenuti dal governo per l’emergenza sanitaria. L’amministrazione guidata da Virginia Raggi lascerà in eredità, a chi la sostituirà dal prossimo mese di giugno, un macigno di proporzioni enormi tra TARI ed eccessivo indebitamento AMA. Ci preoccupa non poco la situazione di AMA da anni in attesa di approvare bilanci aziendali, a partire da quello del 2017, più volte annunciati dalla giunta e dalla sindaca ma ancora fermi in azienda.” Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi e la consigliera Dem Valeria Baglio.

 





C’è il primo sfidante della Raggi: è Federico Lobuono, candidato per “La Giovane Roma”

 

“Ci lanciamo in questa sfida, sappiamo che è difficile ma siamo convinti sia una scelta coraggiosa. Dobbiamo ridare voce ai giovani e rompere una volta per tutte la retorica dannosa per cui forse, un giorno, arriverà il nostro momento. Non è così. Noi siamo il futuro, è vero, ma vogliamo incidere sul presente”. Esordisce così Federico Lobuono, 20 anni, il più giovane candidato a sindaco di Roma Capitale nella storia della Repubblica italiana e leader della neonata lista “La Giovane Roma”. 

Interamente composta da candidati under 25, La Giovane Roma è la prima lista civica in corsa per il Campidoglio a sfidare la sindaca Virginia Raggi. “Mentre alcuni si scannano sulle primarie e altri giocano a fare gli attendisti, noi abbiamo deciso di costruire una lista diversa, giovane e aperta, che non teme il confronto e mette in discussione una visione malsana di Roma”, chiarisce Lobuono. 

Il programma si incentra su 10 aree: Cultura e Turismo, Trasporti, Mobilità e Viabilità, Ambiente, Rifiuti e Decoro, Legalità, Trasparenza e Sicurezza, Scuola e Università, Smart City e SID (Sburocratizzazione, Innovazione e Digitalizzazione), Sport e Politiche Giovanili, Periferie e Politiche sociali, Urbanistica e Città Aperta, infine Partecipazione e Cittadinanza Attiva. 

“Vogliamo trasformare Roma in una Capitale europea, che nulla ha da invidiare alle città del Nord. Una città che investe tempo, energie e risorse su cultura e turismo, in cui si mettano al centro i giovani, l’Università e la formazione. Una città avanguardia dal punto di vista digitale, innovativo e delle start up – aggiunge Lobuono – in cui centro e periferia sono un tutt’uno, in cui non esiste dispersione scolastica, dove tutti hanno una casa e nessuno è obbligato a vivere per strada. Una Roma all’altezza del suo nome, che incoraggia passione e sentimento senza temere crescita e sviluppo”, conclude. 

La Giovane Roma ha organizzato per giovedì 1°ottobre, alle ore 10.30 presso “Newton Factory” in via Francesco Caracciolo 23 A, la conferenza stampa ufficiale di lancio della campagna per Federico Lobuono sindaco di Roma.





In fiamme in Cina il centro di ricerca della Huawei

 

Un incendio è divampato all’interno di un laboratorio di ricerca della Huawei, nella città cinese di Dongguan, nel sud della provincia di Guangdong. Lo scrive il South China Morning Post. 

La compagnia cinese, attaccata dal presidente Donald Trump perché considerata un cavallo di Troia dell’intelligence cinese con la sua tecnologia 5G, testa presso la struttura antenne per le reti di quarta e quinta generazione. 

Il locale dipartimento antincendio ha riferito che non vi sono vittime o feriti.





Corte Suprema Usa, Trump ha scelto Amy Coney Barrett

 

"Lei me la tengo per Ginsburg" avrebbe detto Donald Trump nel 2018 quando Amy Coney Barrett fu presa in considerazione per sostituire il giudice Anthony Kennedy alla Corte Suprema. Allora il tycoon le preferì Brett Kavanaugh, poi confermato. Dopo l’ultimo saluto alla paladina dei diritti Ruth Bader Ginsburg, nella rotunda di Capitol Hill con tanto di picchetto militare come non era mai accaduto prima per una donna, il momento di Barrett sembra proprio arrivato.

È considerata la versione in gonnella di Antonin Scalia, il giurista italo-americano tra gli interpreti più conservatori della Costituzione statunitense, scomparso nel febbraio del 2016 e del quale è stata assistente legale e pupilla. Come giudice d’Appello si è già espressa due volte contro l’aborto che considera "sempre immorale".





Attacco a Parigi, si indaga per terrorismo. Sette persone fermate

 

Un’indagine per tentato omicidio in relazione a un’associazione terroristica criminale è stata aperta dalla Procura di Parigi in connessione con l’attacco all’arma bianca sferrato gi nei pressi dei locali dell’ex rivista satirica Charlie Hebdo nell’xi arrondissement della capitale francese in cui sono rimaste ferite gravemente almeno due persone. Lo scrivono i media francesi. I dipartimenti coinvolti nelle indagini sono la Direzione regionale della polizia giudiziaria della Prefettura di polizia di Parigi (DRPJ) e la Direzione generale della sicurezza interna (DGSI), precisa Le Parisien.

 In queste ore la polizia ha provveduto al fermo di sette persone. Oltre al principale sospetto, un ragazzo di 18 anni di origine pachistana, sono state arrestate altre sei persone che gli inquirenti francesi stanno interrogando. Una delle sette persone arrestate è poi stata rilasciata. Lo hanno confermato fonti giudiziarie all’agenzia Dpa, senza fornire altri dettagli.





Willy, orrore all’orrore: aveva cuore, fegato e polmoni spappolati

 

Cuore, polmoni, milza e fegato spappolati oltre all’aorta lesionata: è quanto è risultato dall’autopsia di Willy Monteiro Duarte. Così tante le lesioni che anche per i medici legali è difficile stabilire quale sia stata la causa esatta della morte. Diversi infatti gli organi vitali lesionati dalle botte ricevute dal ragazzo che la notte tra il 5 e il 6 settembre è stato aggredito dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia.  "Willy è stato vittima di un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive", questo scrive il medico di Tor Vergata Saverio Potenza a cui è stata affidata l’autopsia. Sul volto sono state registrate almeno sei lesioni che hanno causato anche emorragie cerebrali. Ma sono stati i colpi sul torace e nell’addome ad aver causato danni irreparabili: una lesione di sette centimetri sul cuore, l’aorta toracica lesionata, i polmoni, il diaframma, la milza, il pancreas, il fegato. Nulla è rimasto intatto. Ed è molto difficile anche per i medici poter stabilire l’esatta causa della morte. Impossibile fermare le emorragie interne. Intanto gli inquirenti continuano a raccogliere le testimonianze per cercare di capire chi ha sferrato i colpi mortali contro Willy. Quella notte, assieme ai fratelli Bianchi, a Pincarelli e Belleggia era stato portato in camera di sicurezza anche Vittorio Tondinelli. Lui ha parlato di quanto accaduto ma non è stato fermato e la sua testimonianza non è stata raccolta. Ma ora a distanza di giorni sembra essere diventato il teste chiave per poter capire l’esatta dinamica del pestaggio. A questo si aggiungono le indagini sulle celle telefoniche. Non è escluso che nelle prossime settimane altre persone vengano sentite e nuovi nomi potrebbero finire sul registro degli indagati.





Investe con il Suv una comitiva di turisti a Cuneo, morta una donna e altri 4 feriti. Arrestato per omicidio stradale. Ha rischiato il linciaggio

 

E’ stato arrestato dai carabinieri, e si trova ai domiciliari, l’automobilista che ha travolto cinque turisti nella piazza centrale di Monforte d’Alba (Cuneo) uccidendo una donna torinese di 67 anni, Fiorangela Ghiglio. Il marito settantenne è ricoverato a Verduno. Feriti anche altri tre turisti; nessuno in pericolo di vita. Il conducente del Suv è indagato per omicidio stradale e lesioni gravissime. Lunedì l’udienza di convalida del fermo ad Asti. Prima di fermarlo e di sottoporlo agli accertamenti del caso, l’automobilista è stato salvato dai carabinieri dal linciaggio di alcune persone presenti sul posto. Secondo una prima ricostruzione, alla guida di un Suv della Mercedes di grandi dimensioni, è arrivato a forte velocità in piazza Umberto I, nel centro di Monforte; una zona piena di locali e bar del paese turistico di Langa, dove c’è il limite di velocità dei 30 km/h. Il mezzo ha sbandato più volte, danneggiando il dehors dell’Enoteca Caffè Rocca, protetto da un muretto, e finendo la sua corsa dopo aver travolto i turisti. Poco prima di arrivare sulla piazza l’uomo ha anche insultato una commerciante che lo aveva invitato a rallentare.





De Luca (Campania) ribadisce la sua linea sul Covid: “Se la curva dei contagi non cala, in quattro, cinque giorni, chiuderemo tutto”

 

“Siamo in una fase delicata e la mascherina deve essere sempre indossata quando si è fuori. Se così non sarà, e tra 3 o 4 giorni verificheremo con i nostri epidemiologi che la curva del contagio, anziché stabilizzarsi o scendere si aggrava, noi chiuderemo tutto”. Così il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, durante la diretta Facebook prima del fine settimana per fare il punto sull’emergenza Covid. Per il governatore se “l’alternativa è passeggiare in allegria o avere i morti per strada, io credo che non ci siano dubbi sulla scelta da fare”. “Non è una cosa che fa piacere dire ma abbiamo il dovere di dirla. – continua l’ex sindaco di Salerno – Vi invito calorosamente, vi prego di raccogliere questa raccomandazione, facciamo questo piccolo sacrificio se vogliamo tenere aperte quante più attività economiche possibili, altrimenti non sarà consentito”.

“Dobbiamo fare oggi uno sforzo straordinario altrimenti avremo momenti davvero difficili per le nostre famiglie. Solo con comportamenti responsabili non avremo ripercussioni sulle attività economiche” continua. Poi il governatore si sofferma sull’ordinanza firmata da lui ieri che impone l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto per tutto il giorno: “ci sarà un periodo di 24 ore di tolleranza. Le polizie municipali e le forze dell’ordine avranno un minimo di tolleranza avvertendo chi non porta la mascherina. Passate le 24-48 ore devono partire con le contravvenzioni da 1000 euro” conclude.





Arcuri: “Solo l’Italia garantisce le mascherine nelle scuole”

 

“Oggi in Italia ci sono 133 imprese che producono Dispositivi di produzione individuale”. Lo ha sottolineato il commissario per l’emergenza covid, Domenico Arcuri.”Noi siamo il diciannovesimo Paese nel mondo per numero di contagiati. E produciamo un numero di milioni di mascherine, all’interno del nostro territorio, che è più che sufficiente a soddisfare la totalità dei bisogni che è per di più crescente.

Dal 14 settembre noi siamo l’unico Paese al mondo che distribuisce 11 milioni di mascherine gratuiti nei 19 mila istituti scolastici italiani. Non succede da nessun’altra parte”, ha concluso Arcuri.





Ryan (Oms): “La pandemia, prima che arrivi il vaccino, potrebbe causare 2 milioni di morti”

 

La morte di due milioni di persone per l’epidemia di coronavirus prima dell’arrivo di un vaccino è “molto probabile” se gli Stati non adotteranno delle misure globali per contenere la diffusione della malattia: lo ha dichiarato il responsabile dei servizi di emergenza dell’Oms, Mike Ryan.

“È inimmaginabile, ma non impossibile. Siamo pronti a fare quanto necessario per evitare questa cifra? Se la riposta è negativa, questo numero non diventerà solo immaginabile, ma purtroppo assai probabile”, ha concluso Ryan. Dall’inizio della pandemia le vittime della malattia hanno raggiunto quasi un milione; il tasso di letalità è andato calando con il miglioramento dei trattamenti disponibili ma Ryan ha avvertito che terapie e vaccini non sono sufficienti di per se a prevenire altre morti.

“Sono i governi a dover fare tutto quanto è in loro potere per controllare la diffusione della malattia”, ha concluso Ryan.

 





L’Italia verso la Luna con gli Stati Uniti, siglato accordo con la Nasa per il Programma Artemis

 

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, ha firmato una dichiarazione di intenti con gli Stati Uniti sul programma Artemis, con cui la Nasa punta al ritorno sulla Luna. 

Per gli Usa l’intesa è stata sottoscritta, in collegamento, dall’amministratore Nasa James Breidenstein. 

“E’ un ulteriore grande traguardo nel lungo rapporto di collaborazione tra Italia e Usa nell’esplorazione dello spazio – ha detto Fraccaro -. La dichiarazione congiunta è di eccezionale importanza perchè apre la strada alla forte presenza dell’Italia nel programma Artemis, che segna l’inizio di nuova era: porterà la prima donna e il prossimo uomo sulla superficie lunare sviluppando le tecnologie per permettere la presenza stabile sulla Luna e acquisire le competenze per l’esplorazione umana di Marte. Il nostro Paese è orgoglioso di poterne fare parte con un ruolo da protagonista”. L’intesa, ha sottolineato, è un “riconoscimento alle nostre eccellenze” e “il nostro contributo alla missione lunare sarà all’altezza. 

“E’ molto importante – ha detto Breidenstein – continuare la nostra collaborazione nell’ambito dell’esplorazione spaziale. Si tratta di iniziative ragguardevoli e straordinarie e siamo ansiosi di affrontare una nuova era di collaborazione, insieme agli astronauti italiani”.




Fondo Nazionale del Turismo con Cassa Depositi e Prestiti

 

Cassa Depositi e Prestiti rafforza il suo impegno per il turismo – settore chiave per l’economia italiana, che rappresenta il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione – e approva la nascita del Fondo Nazionale del Turismo (FNT). 

Attraverso il Fondo si rafforza il supporto di Cdp alla valorizzazione degli asset immobiliari, con particolare riferimento agli alberghi storici e iconici su tutto il territorio nazionale. Saranno mobilitati fino a 2 miliardi di euro, a valere sulle risorse di Cdp, per un totale di 750 milioni, e su ulteriori fondi di investitori terzi. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il Decreto Rilancio, fino a 150 milioni. 

Il Fondo potrà concedere agli attuali proprietari un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo congruo rispetto alle stime di ripresa del mercato ricettivo internazionale. Ove possibile, si promuoverà il reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione, sostenendo l’occupazione e il miglioramento degli standard qualitativi delle catene alberghiere. 

“Il turismo rappresenta uno dei settori chiave per il Paese da un punto di vista economico e occupazionale – ha dichiarato l’Ad di Cdp, Fabrizio Palermo – Il momento di forte difficoltà che sta vivendo può, tuttavia, rappresentare un’opportunità per accelerarne la transizione verso un’offerta più professionale, competitiva e innovativa. La nascita del Fondo Nazionale del Turismo rafforza ulteriormente la già consolidata capacità di intervento del Gruppo Cdp nel settore, favorendo la riqualificazione dei gioielli dell’ospitalità italiana e contribuendo così all’evoluzione del business model delle imprese turistico-alberghiere”. 





Reddito di cittadinanza, per 400mila famiglie ad ottobre non arriverà il sostegno

 

Ottobre rischia di essere un mese molto complicato per un milione di persone. Circa 400mila famiglie in Italia, infatti, saranno costrette a rinunciare al reddito di cittadinanza. Si tratta dei percettori della prima ora, quelli che avevano ottenuto immediatamente la card. Ora, per beneficiare ancora del prezioso aiuto economico, dovranno aspettare 30 giorni: la legge, infatti, stabilisce che deve trascorrere un mese di sospensione prima che la card venga riattivata.  Un mese senza il sussidio, quindi, per 400mila famiglie. Uno stop che rischia di complicare non poco la vita di chi, nei precedenti diciotto mesi, aveva potuto contare su una entrata economica fondamentale. Uno stop che sa anche di beffa, visto che nel mentre è subentrato il Covid-19, che ha portato il governo a varare ulteriori forme di aiuto per diverse famiglie di italiani sotto forma di bonus. Bonus che, però, non hanno mai riguardato coloro che già percepivao il reddito di cittadinanza.





Incredibile ma vero, il Presidente Inps Tridico si raddoppia lo stipendio e prenderà anche gli arretrati

 

Passerà da 62mila euro l’anno, a circa 150.000. Un aumento considerevole, quasi il doppio, ma tutto a norma di legge, visto che tale incremento fa parte di un decreto interministeriale regolarmente firmato dal ministro del lavoro Nunzia Catalfo e dal responsabile dell’economia, Roberto Gualtieri.  Un aumento però che non manca di far discutere - dicono in molti - considerando che Pasquale Tridico, calabrese di Cosenza e noto economista italiano, è stato uno degli ideatori del reddito di cittadinanza, il sussidio per i più bisognosi voluto dal Movimento Cinque Stelle e oggi nell’occhio del ciclone per i tanti casi dei cosiddetti "furbetti", che lo avrebbero percepito irregolarmente. 

In tempo di Covid - Il documento che ha sancito il grosso balzo in avanti della retribuzione del presidente dell’Inps, è datato, 7 agosto. E a  determinare l’importo da aggiungere alla busta paga di Tridico - secondo il quotidiano La Repubblica - sarebbe stato proprio il Consiglio di amministrazione dell’INPS, in una seduta specifica per ridiscutere la questione stipendi, in piena emergenza Covid. Poi l’ammontare di quei 150mila euro, è stato trasmesso d’ufficio ai ministri competenti.

Le cifre (e gli arretrati) - A conti fatti, adesso Pasquale Tridico incassa la metà in più dei circa 100mila euro del suo predecessore Tito Boeri. Ma c’è anche un altro aspetto che alimenta la polemica: la questione degli arretrati. Sempre ai sensi del decreto ministeriale il nuovo stipendio di Tridico è retroattivo, cioè con decorrenza alla data della sua nomina a capo dell’Inps, a far data da marzo 2019. In pratica al presidente spetterebbero altri 100mila euro circa, oltre ai 12.500 di stipendio mensile. Un aspetto che potrebbe aver contribuito a spingere i sindaci dell’Inps a chiedere ulteriori accertamenti, sia sul maxi-aumento, sia sugli arretrati.

Reazioni politiche - Insomma, una bufera che sta spazzando l’Istituto nazionale di previdenza e che ha già provocato reazioni politiche. Tra i primi a passare all’attacco, il leader della Lega Matteo Salvini: "Invece di aumentarsi lo stipendio - ha detto il numero uno di Via Bellerio - Tridico paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta".





Zingaretti: “Meno movida per tenere le scuole aperte”

 

Nicola Zingaretti chiede "meno movida notturna per tenere le scuole aperte" e spiega che, se vogliamo far funzionare scuole e università, "è anche importante continuare a stringere i denti e non affollare le metropoli di eventi di massa, che sono possibili focolai". Il segretario del Pd quindi chiarisce: "Se dobbiamo costruire una gerarchia, la prima da salvaguardare, e sono d’accordo con il presidente Conte, è quella della scuola e dell’università".  Si sentirebbe di escludere un nuovo lockdown? “No, no, io non escludo nulla. Se non rispettiamo le regole andiamo a finire lì“. Zingaretti osserva che “si può costruire un equivoco e cioè che riprendere a vivere significa rimuovere le precauzioni. È esattamente l’opposto: se vogliamo riprendere a vivere dobbiamo farlo con le precauzioni. La curva è stata tenuta a bada dalle regole e dal lockdown, non dalla magia o dal fatto che il virus era scomparso come qualcuno ha sostenuto”.





Berlusconi non è guarito dal Coronavirus, nuovo tampone positivo per il leader di Forza Italia

Nuovo tampone positivo per Silvio Berlusconi. Dopo il ricovero al San Raffaele, il Cav sta trascorrendo la quarantena a Villa San Martino, in un isolamento quasi completo. Con lui, nella residenza di Arcore, la compagna Marta Fascina. Berlusconi la prossima settimana compirà 84 anni, ma per evitare contatti non ci sarà nessuna festa di compleanno. L’ex premier non avrebbe sintomi rilevanti, a quanto si apprende, a parte l’astenia tipica della convalescenza post Covid, che talvolta incide sull’umore, anche in un paziente combattivo come il Cav. La situazione sarebbe sotto controllo, sempre monitorata dal professor Alberto Zangrillo.




Conte: “Possiamo vincere la sfida della ripartenza”

 

 

"Possiamo vincere sfida della ripartenza". Così il premier Giuseppe Conte in un videomessaggio inviato all’evento ’Insieme per ricostruire - Proposte oltre l’emergenza’ organizzato dall’Osservatorio ’Riparte l’Italia’ a Bologna. "L’Italia riparte solo se riparte la scuola. Siamo in giorni cruciali, l’anno scolastico è ripreso in maniera ordinata nel rispetto delle regole" ma "su scuola, università e ricerca il nostro Paese non può accontentarsi della situazione pre-pandemia. Dobbiamo preparare da subito un nuovo slancio", spiega. "Non disuniamoci nella fase cruciale della ricostruzione", l’invito del premier, "non accontentiamoci, Italia può e deve osare", sprona ancora Conte, che si dice "orgoglioso per i riconoscimenti sulla gestione della pandemia". “Veniamo da mesi molto difficili. Abbiamo combattuto e ancora stiamo affrontando una pandemia sconosciuta. Nei giorni scorsi autorevoli testate hanno riconosciuto all’Italia la capacità di aver gestito meglio di altri Paesi l’emergenza, tenendo sotto controllo l’epidemia. Da presidente del Consiglio sono orgoglioso di questi riconoscimenti", ha spiegato, aggiungendo: "Dobbiamo essere tutti fieri del comportamento esemplare dimostrato da tutta la comunità italiana". "Non dobbiamo disunirci, sfilacciarci nella fase cruciale della ricostruzione. Oltre alla sfida della resilienza possiamo vincere anche quella della ripartenza", avverte Conte.  "Sul fronte economico - spiega ancora il premier - la pandemia ha spinto verso un maggiore protagonismo dello Stato in tutto il mondo ed è un dovere dello Stato fare uno sforzo per proteggere cittadini, famiglie e imprese e accompagnarle verso uno sviluppo sostenibile". Sul fronte delle infrastrutture, "in questi giorni firmerò un decreto per individuare i cantieri che avranno un percorso accelerato e relativi commissari. Ma non può essere velocità l’unica parola d’ordine della crescita. Questo percorso deve essere anche sostenibile"."Con il superbonus edilizio al 110% diventa concreta la possibilità di produrre lavoro e occupazione nel settore dell’edilizia perseguendo però l’obiettivo dell’efficientamento energetico. Intendiamo estendere questo strumento anche oltre il 2021", ha proseguito il presidente del Consiglio. "Qualcuno ha classificato alcuni provvedimenti emergenziali del governo come una pioggia di bonus, in realtà erano il giusto ombrello con cui riparare le categorie più esposte alla tempesta", ha aggiunto. Sulle Tlc, "l’innovazione dovrà rimanere in cima alla nostra agenda per la ripresa. L’Italia del boom economico trovò nell’autostrada del sole la risorsa capace di unire il Paese e favorirne la crescita. Oggi acceleriamo sul fronte dell’autostrada del nostro futuro: un’infrastruttura digitale unica in banda ultralarga, capace di proiettare velocemente il nostro Paese in avanti recuperando il terreno perduto".

 





Nuovo Codice della strada, sanzioni da brividi

 

Maxi multe all’orizzonte per gli automobilisti indisciplinati. Con le modifiche al Codice della strada che il Parlamento sta elaborando, spiega il sito di informazione legale laleggepertutto.it, si prevede infatti un grosso giro di vite, con una maxi sanzione per i guidatori beccati con uno smartphone, un notebook o un tablet in mano. E non solo. "Alla prima violazione - si legge - ci sarà una multa da 422 euro a 1.697 euro più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della patente stessa da 7 giorni a due mesi. Per i recidivi, coloro che compiono una seconda violazione nel biennio, la sanzione pecuniaria salirà da 644 a 2.588 euro, con la sospensione della patente da 1 a 3 mesi e la decurtazione di 10 punti. Insomma, le nuove e più severe regole prevedono che entrambe le mani vadano tenute sul volante (o sul manubrio, se si tratta di moto o bici) anziché sui display dei dispositivi, altrimenti si rischiano conseguenze molto serie".

 





Lavoro nero, boom per l’effetto di Covid-19

 

A causa del Covid l’Italia rischia un boom dei lavoratori in nero. Lo rileva la Cgia osservando che i lavoratori irregolari sono già 3,3 milioni, per lo più al Sud. A questo si aggiunge il fatto che la crisi determinata dall’emergenza sanitaria potrebbe far esplodere l’esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia. Stando alle previsioni dell’Istat, infatti, entro la fine di quest’anno circa 3,6 milioni di addetti rischiano di perdere il posto di lavoro, riferisce la Cgia. Secondo l’Ufficio studi della Cgia una parte di questi esuberi verrebbe assorbita dall’economia sommersa. Gli ultimi dati disponibili dicono che in Italia ci sono oltre 3,3 milioni di occupati in nero e il 38 per cento del totale è presente nelle regioni del Sud, producendo 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso.  A livello territoriale la situazione più critica si presenta nel Mezzogiorno. A fronte di poco più di 1.253.000 occupati irregolari (pari al 38 per cento del totale nazionale), nel Sud il valore aggiunto generato dall’economia sommersa è pari a 26,8 miliardi di euro, che corrisponde al 34 per cento del dato nazionale. La realtà meno investita dal fenomeno è il Nordest: il valore aggiunto prodotto dal sommerso è pari a 14,8 miliardi di euro. Secondo l’ ultima stima redatta dell’Istat e relativa al 1° gennaio 2018, in Calabria il tasso di irregolarità 2 è pari al 21,6 per cento (136.400 irregolari), in Campania al 19,8 per cento (370.900 lavoratori in nero), in Sicilia al 19,4 per cento (296.300), in Puglia al 16,6 per cento (229.200) e nel Lazio al 15,9 per cento (428.200). La media nazionale è pari al 13,1 per cento. Le situazioni più virtuose, invece, si registrano nel Nordest. Se in Emilia Romagna il tasso di irregolarità è al 10,1 per cento (216.200 irregolari), in Valle d’Aosta è al 9,3 per cento (5.700), in Veneto al 9,1 per cento (206.400) e nella Provincia autonoma di Bolzano si attesta al 9 per cento (26.400).