Blitz contro il clan Moccia, le intercettazioni parlano

 

 “eh… ti dico solo una cosa, tu lo sai che Fra… che Angelo c’ha un esercito a disposizione?”. Così si legge in una delle intercettazioni riportate in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri nei confronti del cosiddetto clan Moccia. 

“Ho detto sì, ok ciao!. Quelli c’hanno veramente un esercito eh! il problema è che Vittorio non ha capito con chi c’ha a chefa!… [omissis]…Pensa di giocà, ma questi, QUESTI TIAM M AZZANO!… [omissis]… ti ammazzano, dicono ‘oh, tido’ comunque la possibilità di guadagnare cinque milioni dieuro l’anno…”. 

“…[omissis]…I quattro locali che adesso abbiamo preso fruttano cinque anni a cinque milioni di euro l’anno! Quest’ultimo anno quattro, perché [inc.] il Tribunale… fatturi lordi., per carità…Dieci milioni di euro ogni anno. …[omissis] …Bravo! E poi, soprattutto, per alcune cosec’è dietro Angelo Moccia…Angelo Moccia non so se tu hai mai visto chi è su internet…”.




Denuncia del Pd: “Nessun piano foglie per 2020, Capitale sott’acqua. L’Ama è stremata…”

 

“Gli allagamenti nella città, cui abbiamo assistito in questi giorni, sono dovuti alle mancate manutenzioni delle caditoie e alla totale assenza dello spazzamento. Ovunque sono presenti cumuli di foglie, aghi di pino e rifiuti che intasano i tombini, non è possibile intervenire esclusivamente in emergenza. È inaccettabile che non sia stato ancora programmato un piano raccolta per il 2020”. Così in una nota le consigliere del Pd capitolino Valeria Baglio e Ilaria Piccolo. 

“Ama è sotto organico ed i mezzi a disposizione sono insufficienti – spiegano le consigliere – mentre l’appalto privato è in scadenza. È evidente che in queste condizioni la città è destinata ad allagarsi ad ogni acquazzone. Si lascia l’Ama ormai stremata a combattere una battaglia impari senza mezzi e personale. La promessa avanzata più volte dalla sindaca di un servizio ben fatto è lontana dalla realtà se non vengono disposti piani adeguati e relativi finanziamenti. Abbiamo predisposto un’interrogazione urgente sui ritardi del piano foglie. Vorremmo sapere dalla sindaca Virginia Raggi e dalla giunta cosa intendono fare e quando intendono intervenire, per evitare la ‘via crucis’ che si registra ad ogni acquazzone”, conclude. 

 





Vaccini contro l’influenza tradizionale, Lazio prima Regione per dosi aggiudicate

 

 

 “Con 2,4 milioni di dosi aggiudicate di vaccino antinfluenzale il Lazio è la prima regione italiana per approvvigionamento, neanche una dose dovrà essere inutilizzata ed è per questo che tutto il Sistema è stato mobilitato”. Lo ha detto l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Noi siamo stati tempestivi nel fare gli ordini poiché già il 17 aprile con ordinanza n° 30 del presidente Zingaretti è stata impostata la campagna di vaccinazione 2020/21. Sono già oltre 1 milione le dosi consegnate alle Asl – spiega – che le stanno distribuendo ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai centri vaccinali delle stesse Asl. Non vi è alcun ritardo poiché anticipare troppo può significare non avere la copertura quando il picco influenzale raggiungerà l’apice e questo potrebbe comportare dei richiami ovvero utilizzare più dosi. Abbiamo previsto, considerata la straordinarietà della campagna di quest’anno che coincide con la pandemia della Sars CoV-2, di ampliare la rete di offerta anche attraverso l’utilizzo dei drive-in regionali e della rete delle farmacie come progetto sperimentale. A questo scopo potrebbero essere circa 400 le farmacie del Lazio ad aderire al progetto ‘vaccinazioni in farmacia’. Abbiamo chiesto al CTS un nullaosta alla possibilità che la somministrazione delle vaccinazioni avvenga ad opera e sotto la responsabilità di un operatore sanitario opportunamente formato. Altri Paesi consentono di somministrare – sottolinea – la vaccinazione in farmacia tra i quali Francia, Germania e Regno Unito. In questa fase è necessario ampliare il più possibile la rete di offerta. Il Lazio è pronto a fare la sua parte e chiediamo che ci sia la massima cooperazione. La cosa migliore che può fare ora il cittadino nella fascia di età dai 60 anni in su è contattare il proprio medico di medicina generale per prenotare in sicurezza la vaccinazione oppure nella fascia 6 mesi/6 anni contattando il proprio pediatra di libera scelta”.





Dottorati industriali, c’è un nuovo Bando della Regione Lazio

 

Nuovo bando dedicato all’università. Gli assessori della Regione Lazio al Lavoro, Scuola e Formazione, Claudio Di Berardino e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli, hanno presentato alle Università e alle imprese del Lazio il bando “Intervento per il rafforzamento della ricerca nel Lazio – incentivi per i dottorati di innovazione per le imprese”. Finanziato con 3 milioni di euro, il bando promuove e implementa la collaborazione tra il sistema della ricerca e dell’innovazione e le imprese del Lazio. L’obiettivo è utilizzare le risorse del fondo Sociale Europeo per cofinanziare circa 100 dottorati industriali a alto contenuto innovativo promossi dalle partnership tra università (statali e private), Pmi e grandi imprese e enti pubblici. Si vogliono così valorizzare i giovani laureati delle università, creare e facilitare i rapporti di collaborazione tra atenei e imprese, innovare il modello produttivo laziale investendo in ricerca e sviluppo e favorire l’inserimento lavorativo di giovani altamente qualificati. “Con questo bando – ha detto Di Berardino – scriviamo un’altra pagina importante delle nostre politiche dedicate alle persone. Il dottorato industriale permette un anello di congiunzione tra l’alta formazione e il lavoro, valorizzando le risorse umane e strategiche e offrendo opportunità concrete. Quella di quest’anno – conclude – è la prima esperienza di dottorati industriali promossi dalla Regione Lazio e vogliamo che questa misura diventi un intervento strutturale tale da finanziarie, ogni anno, 100 borse di studio”. “Crediamo che questa formula si inserisca in modo virtuoso nel rafforzamento della sinergia tra università e imprese – ha sottolineato l’assessore Paolo Orneli – per favorire il trasferimento tecnologico e l’innovazione nel nostro sistema produttivo e valorizzare il talento dei giovani. Si tratta di una grande opportunità per contribuire significativamente al nuovo modello di sviluppo innovativo e inclusivo su cui la giunta Zingaretti sta lavorando per il Lazio”.





Donna travolta e uccisa a Monte Mario

 

Una donna di 56 anni è morta investita da un’auto, una Mercedes A 180, guidata da un 25enne. E’ accaduto nella tarda serata di ieri a Roma, all’altezza di via Selva Nera, angolo Riserva Grande, intersezione via Ines Bedeschi, ed è intervenuta la Polizia Locale gruppo Monte Mario. Il ragazzo è stato condotto all’ospedale Sant’Andrea per gli accertamenti di rito, mentre la salma della donna, morta sul colpo, è stata trasportata al Gemelli.

 





Il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, Simeone, promuove i nuovi servizi del Sto

Sanità Lazio, Simeone (FI): bene i nuovi servizi al CTO

“Arrivano novità incoraggianti per l’ospedale Cto. L’utilizzo della robotica per le operazioni di protesi alle anche e alle ginocchia dei più giovani nonchè l’apertura di un nuovo centro per la dialisi sono da considerarsi due fatti positivi che vanno nella direzione di un rilancio del principale polo ortopedico di Roma e del Lazio. Il nosocomio della Garbatella è da circa settant’anni un’eccellenza sanitaria nazionale pubblica e non solo. Si tratta di una struttura di importanza strategica anche per il suo ruolo di collegamento fra assistenza ospedaliera e territoriale”. Così in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “La chirurgia robotica è la massima tecnologia attuale per garantire ai pazienti il miglior risultato in termini di qualità, di sicurezza e di minore trauma chirurgico. Soprattutto riduce i rischi correlati alla chirurgia classica e offre numerosi benefici al paziente. Fra questi una ridotta degenza, meno dolore e sanguinamento, minori rischi di infezione e minor necessità di trasfusione. Allo stesso modo ci conforta l’inaugurazione di un nuovo centro di Dialisi che dovrebbe rafforzare ulteriormente gli standard qualitativi di questo servizio” sottolinea. “Constato infine che a distanza di un anno e mezzo dall’audizione del manager dell’Asl Roma 2 Flori Degrassi sembrano davvero scongiurati i rischi legati ad una progressiva chiusura del nosocomio. L’auspicio è che questa struttura possa tornare al più presto ai fasti di un tempo, attraverso l’ulteriore innalzamento della qualità dell’offerta sanitaria, venendo incontro alla domanda crescente di servizi più efficiente e ai bisogni primari dei cittadini”.





Robotica, il salto nel futuro del Cto di Roma

 

L’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato accompagnato dal Direttore Generale della ASL Roma 2, Flori Degrassi e il Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, ha inaugurato presso il Presidio ospedaliero CTO il sistema robotico ortopedico, per gli interventi di protesi all’anca e al ginocchio. La chirurgia protesica robotica è una tecnica mini-invasiva dove il chirurgo, affiancato da un robot, definisce le strategie chirurgiche ottimali per il posizionamento delle protesi. L’intervento viene effettuato con tecnica di anestesia locoregionale di quadriblock ecoguidato. Attualmente sono già stati effettuati 3 interventi; il decorso clinico del post-operatorio è stato soddisfacente ed a 24 ore di distanza i pazienti hanno già iniziato la rieducazione prevista compresa la deambulazione. 

“La chirurgia ortopedica robotica consente di eseguire interventi con una precisione millimetrica e con un minor dispendio di energie professionali e un assoluto beneficio per i fruitori che in pochi giorni riacquisiscono la loro mobilità. La nuova tecnologia ci è stata illustrata dal dottor Fabio Rodia e dalla sua equipe composta anche da validi ingegneri clinici, abbiamo assistito in diretta ad una simulazione ed è davvero impressionante la precisione che raggiunge 0,1 millimetri. Questo ospedale compie un salto nel futuro grazie alle nuove tecnologie” ha commentato l’Assessore D’Amato. Con l’occasione è stato inaugurato presso il CTO anche il nuovo Centro Dialisi, trasferito da Via Noventa. Il Centro Dialisi dell’Ospedale CTO, dedicato all’attività territoriale, è formato da 11 posti letto tecnici di cui 1 dedicato ad area contumaciale, al momento ha in carico 35 pazienti cronici in dialisi trisettimanale. L’attività è articolata in due turni nei giorni pari (mattina/pomeriggio) e un turno nei giorni dispari (mattina). È in via di attivazione un ulteriore turno pomeridiano dei giorni dispari. Le opere sono state realizzate per un costo totale di 435 mila euro. “In un periodo di pandemia si inaugurano nuovi reparti e questo a testimonianza di quanto l’assistenza nella nostra Regione non si sia mai fermata. Il nuovo Centro Dialisi è una struttura tecnologicamente avanzata ed è stato pensato per garantire il benessere e il confort del paziente che ha a disposizione un apparecchio televisivo ed un sistema di rete informatica connessa a ciascun posto letto che consente agli operatori un controllo online continuo sui parametri clinici dei trattamenti dialitici” conclude D’Amato. 

“Si tratta del quinto centro di dialisi della nostra Asl, una struttura importante che ci permette di migliorare la qualità del servizio offerto all’utenza. E’ stata posta particolare attenzione nella progettazione per andare incontro ai nuovi modelli assistenziali anche in considerazione dell’attuale situazione pandemica” ha detto il Dg Degrassi.




Approvato dal Consiglio Regionale il Rendiconto 2019

L’Aula del Consiglio regionale ha approvato il Rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2019 della Regione Lazio su cui è stato emesso il 31 luglio il giudizio di parifica da parte della Corte dei conti – sezione regionale di controllo per il Lazio. Durante l’esercizio finanziario 2019 è proseguito il percorso virtuoso compiuto dell’Amministrazione regionale a partire dal 2013, consentendo una costante riduzione del disavanzo e il sostanziale risanamento dei conti, sia per quanto riguarda il risultato di amministrazione, sia il disavanzo effettivo, consolidato.  Quest’ultimo saldo aveva raggiunto il livello più alto nell’esercizio 2012, quando la Corte dei conti lo aveva certificato in 12,3 miliardi e, successivamente, rivisto in euro 13,4 miliardi. 

Secondo il quadro che emerge dal nuovo Rendiconto, migliora ancora il disavanzo consolidato, che include anche il debito pregresso dello stock di perenzione, che passa da 1,23 miliardi del 2018 a 1,05 miliardi nel 2019 con una riduzione di circa il 90% rispetto ai 9 miliardi. 





La Nobel bielorussa Svetlana Alexievich ha lasciato il Paese. Era l’ultima oppositrice

 

 La scrittrice premio Nobel bielorussa Svetlana Alexievich, figura di punta dell’opposizione al presidente Alexander Lukashenko, ha lasciato il Paese per cure in Germania e per un appuntamento pubblico in Sicilia. Lo ha detto la sua assistente precisando che il viaggio non ha motivi politici che Alexievich, l’ultima tra i leader dell’opposizione a essere rimasta in libertà in Bielorussia, tornerà. Ieri la polizia ha svolto una nuova retata di oppositori a seguito dell’ultima di una lunga serie di manifestazioni che si susseguono a Minsk dopo il voto contestato che ha confermato Lukashenko.

Parlando alla Reuters, l’assistente Tatiana Tyurina ha detto che la vincitrice del premio Nobel per la letteratura 2015 ha lasciato il Paese per motivi di salute, ma anche per partecipare a un fiera del libro in Svezia e alla cerimonia di consegna di un premio in Sicilia. “Tornerà” ha aggiunto. “Naturalmente il suo ritorno avverrà se le autorità le consentiranno di tornare” ha proseguito.

Qualche settimana fa vari diplomatici europei si sono fatti fotografare con la scrittrice a casa sua dopo un tentativo di effrazione da parte di uomini mascherati. Domani il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà in Lituania l’oppositrice Svetlana Tikhanovskaya, che ha sfidato Lukashenko alle ultime elezioni.





Di Maio: “Daremo il massimo aiuto contro il Covid a Francia e Spagna”

 

“In Europa ci sono Paesi che stanno ancora soffrendo” per la pandemia di coronavirus, “su tutti Spagna e Francia, che rischiano un nuovo lockdown. Hanno avuto una nuova impennata di contagi e vittime. Agli amici spagnoli e agli amici francesi la massima solidarietà e vicinanza del popolo italiano. Come governo daremo il massimo aiuto e supporto. Metteremo a disposizione le nostre conoscenze e i nostri strumenti. L’Europa deve essere solidale, sempre”. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook.





Ricciardi: “Non è una seconda ondata. Non è mai finita la prima”

 

E’ iniziata la seconda ondata in Italia? "In realtà non è mai finita la prima. Abbiamo appiattito la curva ma tecnicamente l’azzeramento non è mai avvenuto. E ora, dopo i comportamenti estivi e il freddo, il virus è ripartito". Lo ha detto Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto a intervenuto a SkyTg24. Un fenomeno atteso, ha spiegato l’esperto. Aumentano i casi di Campania e Lazio "ma i numeri sono ancora controllabili, anche se queste regioni hanno visto aumentare i casi di oltre il 100%. Non siamo ancora alla dimensione del lockdown, ma servono misure stringenti" ha aggiunto. "Il lockdown comunque va fatto a misura del focolaio epidemico", ha chiarito Ricciardi, specificando che si tratta "dell’ultima strada", da applicare per spegnere i focolai. Riguardo ai posti in terapia intensiva, questi "sono stati raddoppiati, oggi sono più di 10mila e su quella sono abbastanza tranquillo. Il problema sono i posti in sub-intensiva, i pronto soccorso. Su queste cose l’Italia è a macchia di leopardo: ci sono Regioni pronte e altre ancora impreparate", in particolare per quanto riguarda gli accessi separati tra pazienti sospetti Covid e non. "Occorre accelerare i preparativi, per evitare di andare in terapia intensiva" ha spiegato. Quanto ai "test rapidi sono migliorati notevolmente. Negli aeroporti, nelle scuole e quando bisogna fare analisi su grandi masse di popolazione diventano un’opzione molto seria. Non sono ancora affidabili al 100%, però consentono sicuramente di identificare i super diffusori e quindi sono uno strumento importante. Per primi al mondo abbiamo iniziato ad utilizzarli negli aeroporti, stiamo pensando di utilizzarli anche in altri ambienti, per esempio le scuole".





Pacchi regalo dalla Spagna a Palermo, ma il regalo era la droga

Su delega della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia - Sezione Palermo, coordinata dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di nove soggetti, indagati a vario titolo per organizzazione e traffico di sostanze stupefacenti, aggravati dalla transnazionalità delle condotte, di cui: - 3 destinatari di custodia cautelare in carcere; - 2 sottoposti agli arresti domiciliari. nei confronti di n. 4 è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora presso il Comune di Palermo.

L’operazione di servizio, condotta dai specialisti antidroga del GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Palermo, ha permesso di far luce su un collaudato sistema messo in atto dagli indagati, volto all’importazione dalla Spagna di significativi quantitativi di sostanza stupefacente, in particolar modo hashish, destinata al mercato del centro cittadino palermitano. Gli organizzatori del traffico illecito infatti si recavano personalmente nella Penisola iberica da dove provvedevano a spedire la droga all’interno di “pacchi regalo” affidati a corrieri internazionali e destinati a nominativi di fantasia localizzati nel centro cittadino, zona ove era competente per le consegne uno dei sodali che lavorava come autista di una ignara società di spedizioni operante in città.

Quest’ultimo riusciva a recuperare i pacchi provenienti dalla Spagna e li consegnava agli altri componenti dell’organizzazione criminale che ne erano gli effettivi destinatari Le investigazioni hanno consentito di ricostruire spedizioni illecite per oltre 180 kg di stupefacente, a cui corrisponde un valore di mercato alla minuta vendita di circa 2 milioni di euro.

I finanzieri hanno poi proceduto a valorizzazione in chiave patrimoniale gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, attraverso l’esame, il confronto e l’incrocio di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso alla Guardia di Finanza, accertando l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità degli indagati e la loro capacità economica. Nello specifico, gli accertamenti – condotti anche con il noto applicativo “MOLECOLA” in dotazione ai Reparti investigativi della Guardia di Finanza - hanno portato a dimostrare che gli indagati e i rispettivi nuclei familiari, nell’ultimo decennio, a fronte di redditi leciti per circa 430.000 euro avevano sostenuto spese ed acquisti per oltre 1,2 milioni di euro.

La Procura della Repubblica – DDA ha quindi emesso un provvedimento ablativo d’urgenza, in corso di esecuzione, che ha consentito di sottoporre a sequestro conti correnti, veicoli e imprese per un valore complessivo stimato di circa 500.000 euro. L’operazione di servizio condotta dalle Guardia di Finanza di Palermo a contrasto dei traffici illeciti di sostanze stupefacenti, si inserisce nel più ampio dispositivo realizzato sul territorio per il contrasto ai traffici illeciti e per il contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico produttivo mediante la sistematica aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie riferibili direttamente o indirettamente alle organizzazioni delinquenziali.





Consegnata ai Ros in Siria l’italiana partita per fare la guerra santa. Insieme a lei i suoi 4 figlioletti

 

Alice Brignoli, moglie del militante dell’Isis italiano di origine marocchina Mohamed Koraichi, è stata fermata in Siria e consegnata ai carabinieri del Ros, con l’accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo. Gli uomini del Ros hanno anche rintracciato i figli della donna e li hanno rimpatriati. 
   

Nel 2015 Brignoli e Koraichi, secondo quanto ricostruito dalle indagini, hanno lasciato l’Italia per raggiungere il Califfato, portandosi dietro i loro tre figli: una volta in Siria, Koraichi ha partecipato direttamente alle operazioni militari dell’Isis mentre la Brugnoli avrebbe ricoperto un "ruolo attivo - dice il Ros - nell’istruzione dei figli alla causa del jihad". La misura cautelare è stata emessa dal Gip di Milano su richiesta della direzione distrettuale antiterrorismo.

 Alice Brignoli, la moglie del militante dell’Isis italiano di origine marocchina Mohamed Koraichi, arrestata in Siria dai carabinieri del Ros, con l’accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo, è "felicissima" di tornare in Italia assieme ai suoi 4 figli (uno è nato in Siria), anche se lei finisce in carcere e i suoi figli verranno affidati ad una comunità. Il marito delle donna, da quanto si è saputo, è morto in Siria, ma non nei combattimenti, ma per una banale infezione gastrointestinale, probabilmente malcurata. L’ordinanza è stata firmata dal gip Manuela Cannavale.





Crack della Popolare di Bari, nuovi arresti

 

La Guardia di Finanza di Bari ha arrestato, con concessione dei domiciliari, per concorso in bancarotta fraudolenta Gianluca Jacobini, ex condirettore generale della Banca popolare di Bari, e ha notificato un provvedimento di interdizione per il padre Marco Jacobini, ex presidente dell’istituto di credito barese. L’inchiesta, coordinata dal procuratore facente funzione Roberto Rossi con il sostituto Lanfranco Marazia, riguarda il fallimento di alcune società del gruppo imprenditoriale Fusillo di Noci.  

Gianluca Jacobini torna così in detenzione dopo poco più di due mesi. L’8 luglio era stata revocata a lui e al padre Marco la precedente misura cautelare disposta nell’ambito del procedimento sul crac della Banca popolare di Bari, nel quale sono accusati di falso in bilancio, falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Fino ad oggi erano stati sottoposti alla misura interdittiva e inoltre Marco al divieto di dimora a Bari, il figlio Gianluca all’obbligo di dimora a Polignano a Mare.

Nell’inchiesta sul crac delle società Fimco e Maiora del Gruppo Fusillo di Noci sono state arrestate complessivamente sei persone. Agli arresti domiciliari, su disposizione del gip del tribunale di Bari Luigia Lambriola, sono finiti oltre Gianluca Jacobini, gli imprenditori Giacomo Fusillo, amministratore di alcune delle società fallite, Vincenzo Elio Giacovelli, titolare della società Il Melograno Eventi, Girolamo Stabile, gestore di fondi di investimento con sedi in Lussemburgo e Gibilterra, Salvatore Leggiero, legale rappresentante e amministratore unico della Roma Trevi srl, e Nicola Loperfido, responsabile della direzione business della Banca popolare di Bari, gestore degli affidamenti concessi al gruppo Fusillo. L’interdizione di un anno è stato notificata a Marco Jacobini e all’imprenditore di Noci Vito Fusillo, padre di Giacomo, amministratore delegato delle società Fimco e Maiora. Agli indagati sono contestati a vario titolo numerose condotte di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.





I ristoranti della Capitale erano un obiettivo dei clan della Camorra

Le mani dei clan camorristici sui ristoranti del centro di Roma. E’ quanto emerge da un’indagine dei carabinieri che stanno eseguendo tra le province di Roma e Napoli un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone indagate, a vario titolo, per estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso, e esercizio abusivo del credito.
Tra i destinatari dell’ordinanza anche Angelo e Luigi Moccia, ritenuti i capi dell’omonimo clan camorristico. Dall’indagine sarebbero emersi diversi interessi economici del clan nella capitale e in particolare proprio sui ristoranti del centro. I carabinieri stanno anche eseguendo un sequestro di beni per 4 milioni. Le indagini sono partite nel 2017 subito dopo la scarcerazione di Angelo Moccia: gli accertamenti avrebbero consentito di accertare che i clan gestivano attraverso dei prestanome diverse attività commerciali a Roma, riciclando i capitali illeciti in investimenti immobiliari e in macchine di lusso - sempre intestate ad altri soggetti - e estorcendo denaro con metodi mafiosi a chi non rispettava le regole. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Roma su richiesta della Dda. I dettagli dell’operazione verranno illustrati in un incontro con la stampa alle 11 in Procura a Roma




E’ un 21enne di Casarano il presunto assassino dei fidanzati uccisi a Lecce. La confessione: "Erano troppo felici".

 

Il presunto assassino di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, la copia di trentenni uccisa a Lecce una settimana fa ora ha un nome e un volto: i media locali riferiscono che Antonio De Marco, 21enne di Casarano, studente di Scienze Infermieristiche presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, per gli inquirenti sarebbe il responsabile del massacro della coppia. L’annuncio è arrivato in tarda serata ieri in una conferenza stampa del procuratore Leonardo Leone De Castris al comando provinciale dei carabinieri, scrive il sito LeccePrima.

L’assassinio è stato compiuto con un pugnale, nell’appartamento al civico 2 di via Montello, dove le vittime avevano inaugurato loro convivenza proprio quel giorno. De Marco è stato iscritto nel registro degli indagati al termine di un’indagine durata una settimana e il 21enne, fino al mese di agosto scorso, affittava di una stanza all’interno dell’appartamento di proprietà di De Santis, arbitro di serie C. 

Il presunto omicida di Eleonora e Giovanni li voleva torturare ed uccidere, il movente una vendetta 

 Voleva immobilizzare, torturare e uccidere, per poi ripulire tutto con detergenti e lasciare una scritta sul muro con un messaggio per la città. Era questa, secondo gli inquirenti, l’azione dimostrativa che il 21enne Giovanni Antonio De Marco - fermato ieri sera a Lecce perché ritenuto responsabile dell’omicidio del giovane arbitro Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta - aveva programmato per la sera del 21 settembre quando i due sono stati trucidati con decine di coltellate.  Il giovane è stato interrogato la scorsa notte dal procuratore Leonardo Leone De Castris nella caserma dei Carabinieri e quando è uscito in macchina per essere portato in prigione, una piccola folla di amici e conoscenti delle due vittime ha inveito contro di lui.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, il presunto omicida, il 21 enne Giovanni Antonio De Marco aveva vissuto per quasi un anno in affitto in una delle stanze dell’appartamento dove successivamente i due giovani avevano deciso di andare a vivere insieme. A quanto si è appreso, per almeno due mesi De Marco ed Eleonora Manca sarebbero stati coinquilini perché la ragazza si appoggiava nell’altra stanza dell’appartamento. La convivenza tra i due, però, non sarebbe stata facile. Daniele De Santis aveva quindi deciso di non rinnovare il contratto al giovane e di tenere l’appartamento per sé e la fidanzata.

Antonio De Marco, uno studente di 21 anni di scienze infermieristiche. E’ di Casarano, paese della provincia, ma fino allo scorso agosto "era stato un coinquilino" perché aveva abitato in affitto in una stanza nella casa che poi Daniele De Santis aveva deciso di ristrutturare per andarci a vivere con Eleonora. L’omicidio, ha spiegato il procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris, sarebbe stato a lungo premeditato e definito nei minimi dettagli. In alcuni bigliettini che l’assassino ha perso nella fuga, è stata trovata non solo la mappa che indicava come evitare le telecamere di sicurezza della zona, ma anche i dettagli "delle attività prodromiche" che avrebbero dovuto procedere l’omicidio. "Nelle intenzioni dell’assassino - ha detto De Castris - l’omicidio doveva essere una rappresentazione anche per la collettività". Sul punto il procuratore non è stato più chiaro, ma ha fatto riferimento alla circostanza che sul luogo dell’omicidio sono state trovate "striscette tendi tubo ed altro materiale".

"Da oggi la città di Lecce esce da un incubo - ha detto - l’accaduto è una rarità nella criminologia penale". L’assenza di un movente - ha spiegato ancora il procuratore, che ha anche auspicato una confessione dell’indagato - ha rappresentato una grossa difficoltà iniziale nelle indagini perchè senza un movente è difficile capire qual è la pista da seguire e questo mi ha ha spinto a seguire la vicenda con quattro magistrati, oltre ad un sostituto anche i due aggiunti e il lavoro di polizia giudiziaria del carabinieri è stato eccellente". 

Dopo un lungo interrogatorio ha confessato il duplice delitto. "Ho fatto una cavolata  - ha dichiarato -  so di aver sbagliato. Li ho uccisi perché erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia" .





Si rafforza la partnership Cnr-Unioncamere per far crescere il dialogo tra ricerca e pubblica amministrazione

 

All’Italia non mancano le imprese innovative, che sono in linea con la media europea (57% il nostro paese, 54% la media Ue). Ma esiste una forte polarizzazione tra le imprese più dinamiche, che in 9 casi su 10 realizzano prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, e quelle più marginali, in cui le innovative sono solo 2 su 10. Queste imprese si distinguono nelle attività di ricerca e sviluppo, nella formazione del personale sulle innovazioni e nell’impiego delle nuove tecnologie digitali.

Per integrare più efficacemente la ricerca pubblica e il sistema produttivo, si rafforza la partnership tra Unioncamere e Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Avviata nel 2013 con l’intento di valorizzare i migliori brevetti del CNR e quelli delle principali Università italiane nei confronti delle imprese, e rinnovata attraverso un Accordo quadro sottoscritto l’anno scorso, l’intesa ha portato alla messa a punto del progetto Promo–TT Instrument.

Tre i suoi obiettivi fondamentali: estendere la collaborazione tra il CNR e il sistema camerale dal campo dei migliori brevetti allo scouting sistematico di tutte le tecnologie disponibili del CNR, anche non protette, coinvolgendo le Associazioni delle imprese industriali e delle piccole e medie imprese; ampliare le occasioni di confronto tra i ricercatori dell’Istituto e le imprese, con una partecipazione più attiva dei finanziatori dei progetti di sviluppo; costruire una piattaforma dedicata al trasferimento dei risultati più utili della ricerca del CNR per il sistema produttivo, in linea con le esigenze e le domande delle imprese, grazie alla collaborazione delle loro Associazioni e delle Camere di commercio.

 “Il trasferimento tecnologico è uno dei temi su cui si gioca la sfida della crescita e della competitività per le nostre imprese”, ha sottolineato Leonardo Bassilichi, vice presidente di Unioncamere e presidente della Camera di commercio di Firenze. “La collaborazione tra Unioncamere e Cnr va in questa direzione, con l’obiettivo di far dialogare il mondo della ricerca pubblica con quello delle imprese, mettendo a disposizione di queste ultime l’enorme tesoro di brevetti e di conoscenze del Cnr e delle principali Università italiane”.




Riforma delle Camere di Commercio: 3 imprese su 4 promuovono gli accorpamenti

 

Fondere due o più Camere di commercio per renderle più robuste è un’azione utile alle imprese. Ne sono convinte tre imprese su quattro che promuovono la riforma delle Camere di commercio, ritenendo che la nascita di strutture più grandi, attraverso l’accorpamento di Camere di piccola dimensione, sia un fatto positivo.

A mostrarlo è un sondaggio effettuato tra il 7 e l’11 settembre da Ipsos su oltre 400 imprese delle 40 province interessate dagli accorpamenti generati dalla riorganizzazione delle Camere di commercio varata nel 2015.

Per gli imprenditori a conoscenza dell’accorpamento della propria Camera di commercio, questa trasformazione non solo non ha avuto alcun impatto sui rapporti tra la Camera e le aziende ma anzi, se ci sono stati cambiamenti, sono considerati più vantaggiosi per le imprese in termini di qualità e ampiezza dei servizi offerti, di disponibilità di risorse economiche messe a disposizione del territorio, di capacità di risposta alle esigenze degli operatori economici.

Mentre promuovono i servizi camerali assegnando un buon 8 come voto medio (con punte del 9-10 per il 29% degli imprenditori), addirittura il 92% degli imprenditori a conoscenza dell’accorpamento della propria Camera ritiene che la qualità dei servizi resi sia migliorata o sia rimasta invariata dopo l’accorpamento ed il 28% che la gamma dei servizi sia stata ampliata.

Gli imprenditori colgono anche un vantaggio in termini economici derivante dalle unioni tra Camere piccole: il 36% ha rilevato un aumento dei contributi erogati ed il 31%  una crescita dei bandi ai quali le imprese possono partecipare.

Le fusioni tra Camere, che per 9 imprenditori su 10 non hanno comportato alcuna complicazione operativa che possa aver avuto effetti sulla vita quotidiana dell’impresa, non allontana le Camere dai territori e dai diversi sistemi produttivi locali.  Mantenendo saldi la propria presenza e il presidio territoriale, la nuova Camera ha invece una maggiore capacità di interpretare e soddisfare le necessità delle imprese (è quanto ritiene il 35% delle imprese).





Pec, c’è l’obbligo di comunicazione al registro delle imprese entro il 1° ottobre

 

Conto alla rovescia per la regolarizzazione della Posta elettronica certificata delle imprese. Entro il 1° ottobre tutte le aziende che ancora non lo hanno fatto devono comunicare telematicamente al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale (PEC) attivo e univocamente riconducibile all’impresa.

A stabilirlo è il Decreto Semplificazioni convertito nella Legge n. 120 dell’11 settembre 2020. Possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, che facilita i rapporti con la Pubblica amministrazione, era già un obbligo dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali. Ma se la mancata comunicazione prevedeva finora solo una sospensione temporanea per l’invio di pratiche telematiche al Registro imprese, ora invece può comportare una multa compresa tra i 206 e i 2.064 euro per le società, tra i 30 e i 1.548 euro per le imprese individuali.

Per le imprese che dopo la scadenza del termine risulteranno prive di Pec, oltre al pagamento della sanzione amministrativa, è prevista l’assegnazione d’ufficio di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

La comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Può essere effettuata dal titolare o legale rappresentante dell’impresa direttamente dal sito ipec-registroimprese.infocamere.it, oppure seguendo le istruzioni sul sito della Camera di commercio del proprio territorio.





Crimi (M5S):“Il reddito di cittadinanza va completato”

 

“Il reddito di cittadinanza va completato, non abbiamo mai detto che è concluso. Va completata tutta la parte legata alle politiche attive del lavoro. Quello va completato, non lo abbiamo mai nascosto”. Lo ha detto il capo politico del M5s Vito Crimi, a margine dell’incontro con i rappresentanti pentastellati al governo.

“L’emergenza Covid – ha aggiunto – ha mostrato che quella misura ha salvato 2,5 milioni di famiglie, adesso servono le politiche attive”.

 





Renzi: “Su Tridico M5s zitto, con noi sarebbe venuto giù il mondo”

 

“L’argomento dello stipendio di Tridico non è affascinante ma ci aiuta a capire come funziona la propaganda qualunquista, becera e demagogica dei populisti.

Pasquale Tridico, nominato in quota 5 stelle, si aumenta lo stipendio. Lo avessimo fatto noi con uno dei nostri sarebbe venuto giù il mondo, i grillini avrebbero fatto manifestazioni di piazza, grida contro la casta. Ma siccome lo fa uno di loro silenzio penstastellato”. Lo dice il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in un video su Facebook.

“Sogno – aggiunge – che questo Paese torni a scommettere sull’intelligenza non sul populismo, torni a valutare i presidenti dell’Inps per la qualità, non per l’appartenenza. Non a caso noi avevamo messo Tito Boeri e non Pasquale Tridico. E soprattutto valuti se uno paga la Cig e fa funzionare l’Istituto non se fa polemiche demagogiche da quattro soldi”.

 





Mattarella ricorda l’orrore di Marzabotto: “L’Italia si inchina”

 

 "Lo sterminio degli innocenti che le SS compirono 76 anni or sono nelle terre attorno a Monte Sole ha impresso un segno così profondo e doloroso nella storia del popolo italiano che nulla e nessuno potrà mai cancellare. La Repubblica si inchina alla memoria di centinaia di donne e uomini, di bimbi e anziani, barbaramente uccisi secondo una logica di annientamento che travalicava persino gli orrori della guerra combattuta". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione.  "Le squadre naziste, accompagnate da guide e informatori fascisti - ricorda il Capo dello Stato - si resero responsabili di molteplici crimini nei mesi del loro arretramento sull’Appennino Tosco-emiliano. Tuttavia, Marzabotto e le aree dei comuni di Monzuno e Grizzana Morandi divennero teatro di uno degli eccidi di civili più spaventosi, più disumani che l’Europa abbia conosciuto durante il secondo conflitto mondiale. Ma quelle vite tragicamente spezzate, quel dolore straziante dei sopravvissuti, sono diventate le basi di un riscatto popolare, di una liberazione, di una lunga stagione di democrazia, benessere, pace". A Marzabotto e a Monte Sole, ricorda Mattarella, "sono piantate radici robuste della nostra Costituzione repubblicana, le quali alimentano i principi di convivenza, di libertà, di uguaglianza tra le persone, di giustizia sociale, da decenni patrimonio della comunità nazionale e motore del nostro modello civile. Al tempo stesso, quelle radici portano linfa alla comune casa europea, all’Europa unita nelle diversità, ma anche nella civiltà dei diritti inviolabili della persona, nella cooperazione, nella solidarietà, che deve sempre prevalere sui rigurgiti di egoismo". 





Stellantis, c’è il nuovo Cda che governerà la fusione Fca-Fsa

E’ stata annunciata la composizione del cda di Stellantis, la nuova società risultante dalla fusione tra Fca e Psa. Come previsto nel Combination Agreement, del 18 dicembre scorso il cda di Stellantis sarà composto da 11 membri, con la maggioranza degli amministratori non esecutivi che saranno indipendenti. In particolare, Fca e il suo azionista di riferimento Exor hanno nominato 5 membri (tra cui John Elkann presidente) e Groupe Psa e due dei suoi azionisti di riferimento Epf/Ffp e Bpifrance hanno nominato 5 membri (tra cui l’amministratore senior indipendente e il vice presidente ). Anche Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, sarà membro del cda.  Il cda di Stellantis, previa approvazione in sede di assemblea degli azionisti, sara’ quindi composto da John Elkann (Presidente), Robert Peugeot (Vice Presidente) e come amministratori non esecutivi Henri de Castries, Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry, Kevin Scott e Carlos Tavares ad. Il completamento della combinazione proposta dovrebbe avvenire entro la fine del primo trimestre 2021, soggetto alle condizioni di closing precedentemente concordate previste nel Combination Agree. Gli amministratori indipendenti, si legge in una nota, "hanno background professionali differenti e portano significative prospettive ed esperienze di rilevanza per l’azienda, in linea con lo spirito dinamico e innovativo che caratterizza la creazione di questo nuovo gruppo". "Gli amministratori indipendenti supporteranno Stellantis nel valorizzare appieno i suoi punti di forza e competenze distintive in una nuova era della mobilità, con l’obiettivo di creare valore superiore per tutti gli stakeholder", precisa ancora la nota.





Effetto Greta, la finanza green vale 30mila mld di asset

 

 

Effetto Greta sulla finanza, in via di trasformazione verso investimenti sempre più green. Negli ultimi dieci anni il mercato sostenibile è cresciuto rapidamente, superando alla fine del 2019 i 30.000 miliardi di dollari di asset detenuti nei cinque principali mercati mondiali (Stati Uniti, Canada, Europa, Giappone, Australia e Nuova Zelanda), con un aumento di oltre il 30% rispetto al 2016. E’ quanto emerge dall’ultimo Business and Finance Outlook dell’Ocse dedicato quest’anno alla finanza "sostenibile e resiliente". La svolta green è evidente soprattutto in Europa. L’Unione europea è infatti in testa alla classifica Ocse con asset pari a 14.000 miliardi di dollari. Seguono gli Stati Uniti con oltre 12.000 mila miliardi di dollari.  Gli investimenti Esg (Environmental, Social and Governance, ambientali, sociali e di governance) hanno retto l’impatto Covid meglio degli investimenti finanziari tradizionali. E’ quanto rileva l’Ocse nel Business and Finance outlook 2020, dedicato quest’anno all’economia sostenibile. Nel primo trimestre del 2020, la diffusione della pandemia "ha esercitato pressioni al ribasso sui mercati finanziari, ma i partecipanti al mercato della finanza sostenibile hanno osservato che i fondi e gli indici Esg hanno avuto performance superiori rispetto agli investimenti tradizionali. - scrive l’organizzazione - Diversi attori del mercato come Bloomberg, Morningstar e MSCI hanno mostrato la migliore reazione dei fondi e degli indici Esg rispetto a quelli standard, con questi strumenti che hanno perso meno valore rispetto agli indici tradizionali durante la recessione. I risultati sono coerenti con l’analisi dell’Ocse che mostra un minor rischio di perdite per alcuni indici Esg"





Monito di Bonomi (Confindustria) a Conte: “Se si fallisce sul Recovery Fund, tutti a casa”

 

“Presidente, due settimane e ancora pochi giorni fa, lei ha detto: ‘se sbaglio sull’utilizzo del Recovery Fund, mandatemi a casa’. No, signor Presidente, non è così. Se si fallisce nel compito che abbiamo di fronte, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla precisa definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti”. Questo il monito rivolto al premier Giuseppe Conte dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in occasione dell’assemblea annuale. In caso di fallimento “il danno per il Paese sarebbe immenso e lo pagheremmo tutti. Per anni a venire. Semplicemente non ce lo possiamo permettere. E’ tempo di azione comune oppure non sarà un’azione efficace”, ha avvertito Bonomi. Secondo il leader di Confindustria “le ambiguità della politica economica non devono aggiungere ulteriore incertezza e sfiducia nel Paese”. Del resto “nessun provvedimento di politica economica, nessuna misura istituzionale, nessun capitolo di spesa, generano effetti positivi, rilevanti e durevoli senza che la strategia in cui si inscrivono venga compresa e validata dagli operatori economici. Il futuro si può subire, attraversare o invece progettare. E occorre farlo da parte della politica e delle istituzioni coinvolgendo ogni grande soggetto della vita economica e sociale del nostro Paese non solo nell’ascolto, ma nella definizione stessa delle priorità”. Poi sul Mes: "Nell’entusiasmo per i 208 miliardi dall’Europa, e che si aggiungono al Sure e alle nuove linee di credito Bei, tende a svanire l’attenzione sul danno certo per il Paese se il governo rinuncia al Mes Sanitario privo di condizionalità".

 





Covid-19: in Italia altri 1.648 contagi e 24 decessi

 

Continua ad essere alta la curva dei contagi in Italia, dove, nelle ultime 24 ore, stando a quanto riferisce il Ministero della Salute, sono state riscontrate 1.648 nuove positività. I decessi registrati sono 24, per un numero complessivo pari a 35.875 dall’inizio dell’emergenza. Le persone contagiate, allo stato attuale, sono 50.630, 307 in più rispetto a ieri, di cui 47.311 in quarantena, 271 degenti nelle terapie intensive, 3.048 degenti negli altri reparti. In netto aumento anche le persone di cui è stata dichiarata la guarigione, 1.316 nelle ultime 24 ore, per un numero complessivo pari a 226.506 pazienti. Contando guarigioni e decessi, finora il Covid ha colpito 313.011 persone, e sono stati eseguiti 11.228.358 tamponi (+90.185) su 6.786.395 pazienti.