Pd: interrogazione su stop servizio Ama porta a porta

Pd: interrogazione su stop servizio Ama porta a porta

 

“Dopo 13 anni l’Ama ripristina i cassonetti stradali nel quartiere di Colli Aniene ed elimina il porta a porta che era stato lungamente sostenuto dalla giunta pentastellata. La giunta Raggi torna sui suoi passi e lo fa rinunciando ad una delle primissime e riuscite esperienze di raccolta porta a porta di Roma. Ormai in città la raccolta dei rifiuti è divenuta un’operazione schizofrenica. Mai come in questa consiliatura si è avuta una gestione peggiore dei rifiuti”. Così in una nota le consigliere capitoline del Pd firmatarie dell’interrogazione, Giulia Tempesta, Valeria Baglio e Ilaria Piccolo. “Le cronache di questi anni sono piene di dichiarazioni della sindaca Raggi e dei suoi tanti assessori e manager su: rifiuti zero, 70% di differenziata e virtuosismi dell’economia circolare – continuano le consigliere -. Il dato reale è che in 5 anni la differenziata è ancora sotto il 45%, proprio lì dove l’aveva lasciata la giunta di centrosinistra, dei nuovi impianti per l’economia circolare come i biodigestori anaerobici neanche l’ombra e di nuovi impianti di trattamento neanche i progetti. Quello cui assistiamo è un ritorno al passato”. Per questo motivo, continua “abbiamo presentato una interrogazione urgente sulla Riconversione servizio raccolta rifiuti servizio da Porta a Porta a Stradale nel quartiere Colli Aniene in IV Municipio. Chiediamo alla sindaca Virginia Raggi come intenda intervenire nei confronti di Ama per evitare che venga sostituita la raccolta ‘porta a porta’ con quella stradale nel quartiere di Colli Aniene, dove invece tanti risultati positivi aveva prodotto”, aggiungono dal Pd. “Riteniamo peraltro che la nota della Asl citata nella lettera inviata ai condomini dall’Ama, che ci è pervenuta in questi giorni, sembrerebbe superabile da una diversa organizzazione del lavoro e da un aumento degli operatori impiegati nel servizio PaP – concludono i consiglieri -. A fronte anche di notizie stampa di oggi, da cui sembrerebbe che Ama prenda decisioni strategiche sulla gestione dei rifiuti in totale autonomia rispetto alla Giunta capitolina, chiediamo che venga fatta ulteriore chiarezza”, concludono.





Pd in pressing: "Bene nuovi fondi Regione per affitti Comune si sbrighi"

 

“Sul Bonus affitti, la Regione ha stanziato altri 15 milioni per le famiglie in difficoltà. Ora però il Campidoglio deve trarre insegnamento dagli errori fatti e provvedere a far arrivare in fretta i soldi ai nuclei famigliari, applicando correttamente la norma e potenziando gli organici. Di quasi 50.000 domande pervenute di cui esaminate solo 15.000 ovvero meno di un terzo, e solo 2500 famiglie hanno potuto godere del bonus affitto. I quindici milioni di euro stanziati seguono gli altri 12 milioni già versati dalla Pisana al Comune di Roma”. Così in una nota il consigliere del PD capitolino Giulio Bugarini. “Mentre altri Comuni della Regione sono riusciti ad evadere completamente le richieste – continua Bugarini – il Campidoglio in sei mesi è riuscito ad assegnare soltanto il 5 per cento dei contributi richiesti alle famiglie. È fondamentale che in una fase così critica che si evitino macchinosi passaggi burocratici e si accelerino le procedure per far arrivare ai cittadini l’aiuto di cui hanno bisogno. Quello di Roma è stato definito ‘Bonus affitto lumaca’ e resta il mistero delle migliaia di domande ammesse in bozza ma ancora da lavorare e su cui ho predisposto una specifica interrogazione”, conclude.





Valeriani: "Dalla regione altri 17 mln per Roma Capitale"

La Giunta regionale ha approvato un ulteriore stanziamento di 17 milioni di euro per il sostegno alla locazione legato all’emergenza sanitaria da Covid-19: in particolare, 15 milioni di euro verranno subito trasferiti al Comune di Roma, portando così a 43 milioni di euro l’investimento complessivo assegnato al Campidoglio per aiutare le famiglie in difficoltà con il pagamento dell’affitto, mentre 2 milioni di euro saranno invece destinati agli studenti fuori sede per la locazione degli alloggi. “La Regione Lazio – aggiunge Massimiliano Valeriani, assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio – nel biennio 2019/2020 ha stanziato oltre 72 milioni di euro per sostenere le persone in difficoltà con il pagamento dell’affitto, soprattutto in questa fase di criticità economica legata anche alla pandemia da Covid-19: con questo nuovo investimento sarà possibile soddisfare tutte le richieste pervenute, ma è fondamentale che anche i Comuni, a partire da Roma Capitale, accelerino le procedure per consentire ai cittadini di ricevere subito l’aiuto di cui hanno bisogno. Oltre 40 Comuni hanno già completato l’erogazione dei contributi: auspichiamo che anche tutti gli altri, a partire da Roma Capitale, possano evadere rapidamente le numerose richieste pervenute per dare finalmente un sostegno a migliaia di famiglie nel pagamento degli affitti”. Con un’altra delibera, inoltre, sono stati stanziati circa 1,5 milioni di euro per la morosità incolpevole, che verranno trasferiti ai Comuni del Lazio, secondo il rispettivo fabbisogno. 




Raggi: “Città pronta a candidarsi per ospitare Expo 2030”

 

“Roma è pronta a candidarsi per ospitare Expo 2030, che può rappresentare una grande occasione per il definitivo rilancio della città come grande capitale internazionale. È il momento di immaginare un futuro in cui Roma sia sempre più in grado di attrarre investimenti, creatività, grandi progetti di rigenerazione urbana e di sviluppo sostenibile, innovazione, lavoro”. Lo dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Sono lieta che Unindustria, l’associazione che riunisce gli industriali di Roma e del Lazio, abbia lanciato questa sfida con un invito a fare sistema e alla collaborazione istituzionale. Noi faremo la nostra parte per cogliere questa opportunità nell’interesse dei cittadini e del Paese”.





Civitavecchia, perde un occhio per una aggressione. Arrestati due fratelli pugili e il cognato

 

Lo hanno pestato fino a fargli perdere un occhio. E accaduto a Civitavecchia dove due fratelli pugili e il cognato sono stati arrestati dai Carabinieri della compagnia di Civitavecchia che hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Civitavecchia su richiesta della locale Procura. L’accusa nei loro confronti è di lesioni personali gravissime.

Il provvedimento trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 20 luglio, presso i carabinieri della stazione di Ladispoli, da un 28enne del posto. Il giovane ai militari aveva riferito che, la sera precedente, era stato aggredito e picchiato da due fratelli e dal loro cognato, per futili motivi, tali da causargli lesioni gravissime consistenti nella perdita di un occhio.  Le indagini condotte dai militari, anche tramite le dichiarazioni di alcuni testimoni, hanno permesso di accertare che la vittima conosceva gli aggressori poiché iscritti alla stessa palestra. La sera dell’aggressione il giovane si trovava in compagnia della fidanzata e aveva incontrato la sorella degli aggressori, che li ha avvisati di trovarsi in compagnia dello stesso.

Quest’ultimi si recavano sul posto e all’improvviso hanno assalito il giovane lasciandolo per terra, mentre la sorella impediva alla fidanzata di prestare soccorso (per tale motivo la stessa risulta indagata per violenza privata). Mentre la coppia si dirigeva alla macchina per recarsi in ospedale, i tre hanno continuato ad aggredire il ragazzo colpendolo, in particolare, con dei pugni al volto.

Il motivo dell’aggressione sarebbe da ricondurre a futili motivi, e cioè al fatto che uno dei due fratelli nutriva risentimenti nei confronti della vittima poiché quest’ultimo, dopo aver interrotto i rapporti di amicizia con lui per via dei suoi comportamenti, avrebbe organizzato una festa alla quale non lo aveva invitato. Dopo tale ’affronto’, l’aggressore avrebbe minacciato con numerosi messaggi telefonici la vittima, fino alla sera del pestaggio.

Uno dei due fratelli ha precedenti per delitti conto la persona, contro il patrimonio e per uso di stupefacenti.





Duplice delitto dei due fidanzati di Lecce “pianificato e messo in atto con eccezionale crudeltà”. Lo scrive il Gip

  

“Un duplice efferato omicidio lucidamente pianificato e perpetrato con eccezionale crudeltà, senza peraltro alcun serio motivo scatenante, con l’uso di un’arma micidiale”. Lo scrive il gip del tribunale di Lecce Michele Toriello nell’ordinanza con la quale ha confermato il fermo di Antonio De Marco.  “De Marco - scrive ancora il Gip- progettava un ulteriore e raggelante corredo di condotte crudeli ed atroci", ad esempio “la preventiva tortura delle vittime”. Era intenzionato a scrivere un messaggio sul muro dell’abitazione dove è avvenuto il duplice delitto, "evidentemente con il sangue delle vittime, non avendo il De Marco portato con sé alcuna bomboletta di vernice". Il 21enne "ha mostrato con la sua condotta di essere soggetto totalmente inaffidabile, avendo commesso un efferato delitto scatenando la sua irrefrenabile violenza verso vittime occasionali", si legge ancora nell’ordinanza.  Per il gip c’è dunque il “concreto ed attuale pericolo di recidivanza,ossia della circostanza che il fermato, se lasciato libero, commetterà delitti della stessa specie di quello per il quale si procede”. Il giovane è stato interrogato per quasi tre ore, alla presenza del pubblico ministero Maria Consolata Moschettini e dei difensori, gli avvocati difensori Giovanni Bellisario e Andrea Starace. La gravità dei fatti “è tale da lumeggiare di per sé sola negativamente la personalità del De Marco, rendendo irrilevante il dato formale della sua penale incensuratezza”, aggiunge. "La circostanza che il De Marco abbia maturato un disumano proposito omicida (disumano alla luce della inquietante sceneggiatura - fatta di torture e scritte sui muri - ipotizzata nella fase dell’ideazione del delitto) - continua il gip - abbia individuato le sue vittime senza alcun effettivo collegamento ad un qualsivoglia attrito insorto nel corso della loro breve convivenza, abbia mantenuto fermo il suo progetto di morte, mettendo a punto – giorno per giorno – i dettagli necessari a metterlo in atto (l’acquisto del coltello; l’acquisto delle fascette; l’acquisto della candeggina e della soda; il sopralluogo ovvero, come oggi dichiarato dal De Marco, l’accertamento tramite google maps delle videocamere presenti sul percorso che avrebbe dovuto compiere), ed infine lo abbia portato a termine con spietata determinazione, impone di ritenere sussistente un elevatissimo pericolo di recidivanza, avendo egli mostrato una inquietante capacità di porre in essere con ferocia atti di violenta aggressione alla vita di persone sostanzialmente scelte a caso".





Salone di libro di Torino, a giudizio l’ex Sindaco Fassino

 

 L’ex sindaco di Torino Piero Fassino è tra i rinviati a giudizio nel procedimento sulla vecchia gestione del Salone del Libro. Il processo si aprirà il 17 maggio 202. L’udienza preliminare, che riguardava in tutto 29 imputati, è terminata questo venerdì. Oltre all’ex sindaco di Torino, sono state rinviate a giudizio altre 16 persone, tra cui gli ex presidenti della Fondazione per il libro, Rolando Picchioni e Giovanna Milella, l’ex assessore alla Cultura della Regione, Antonella Parigi. Rispetto a quanto richiesto dalla procura ci sono stati dei proscioglimenti su alcuni capi d’accusa.





Feti sepolti al cimitero di Prima Porta a Roma, ci sarà una class action

 

Nel cimitero Flaminio di Roma si trovano feti abortiti di cui le mamme non avevano chiesto sepoltura, ma che la rigida applicazione del regolamento di polizia mortuaria ha deciso comunque di tumulare. Dopo la denuncia di una donna che per caso ha scoperto la croce col suo nome, se ne stanno aggiungendo altre. L’ufficio legale di "Differenza donna" ha deciso di promuovere una class action. Intanto nella Regione Lazio, dopo interrogazioni di consigliere e anche deputate sul caso, c’è chi ha deciso di cambiare le cose per cancellare i nomi di donna da quelle croci. "A legislazione si risponde con legislazione: dobbiamo spingere il governo a rivedere il regolamento del 1990 - dice la capogruppo della Lista Zingaretti in Consiglio regionale Marta Bonafoni, prima firmataria di un’interrogazione consiliare sul caso -. Noi come Regione, possiamo valutare o un regolamento attuativo, una declaratoria, o una legge regionale ancora più stringente per eliminare la discrezionalità che ha portato al caso del cimitero Flaminio". Dopo la polemica è infatti arrivato il rimpallo di responsabilità tra Ama, che si occupa dei servizi cimiteriali per conto del Comune di Roma, e della Asl col San Camillo, l’ospedale dove la donna aveva abortito. "Sia la Asl sia il San Camillo hanno agito non fuori norma - prosegue la consigliera - ma non è detto che la norma metta in condizioni la giustizia di essere giusta. Ho già proposto alla maggioranza - prosegue Bonafoni - di risalire a tutti i passaggi dal cimitero in su: cimitero, Ama, Comune di Roma, ospedale, Asl, Regione, regolamento nazionale, legge nazionale. Il nostro obiettivo dovrà essere quello di separare in modo netto la volontà delle donne che vogliono procedere alla sepoltura alla non volontà di procedere".

Intanto si aggiunge un’altra testimonianza, un’altra croce del cimitero delle madri. "Per tre volte chiesi, dopo l’aborto, che fine avesse fatto il feto e per tre volte mi sentii rispondere ’non sappiamo’ - racconta una donna su Facebook -. Poi ho scoperto che è stato sepolto al cimitero Flaminio di Roma con una croce col mio nome". "Ora serve un’enorme azione collettiva - scrive la donna -, vedere il mio nome su quella brutta croce gelida di ferro in quell’immenso prato brullo è stata un’altra profondissima pugnalata, un dolore infinito e una rabbia da diventar ciechi. Avete presente quella scena di Tarantino dove lei viene sepolta viva sotto terra? Ecco, io stanotte ho sognato quella roba là - conclude - e mi sono tirata su di scatto congelata. Ora che conoscete i fatti, mi concedete di usare il termine tortura?".





Ft: Gb valuta muri galleggianti nella Manica per bloccare i migranti

 

Il governo britannico ha avviato consultazioni con l’industria marittima sull’ipotesi di costruire muri galleggianti nella Manica e impedire così ai migranti di attraversare lo stretto dalla Francia. E’ quanto riporta oggi il Financial Times che già ieri aveva riferito dell’ipotesi allo studio del governo di inviare i richiedenti asilo nell’isola di Ascensione e di Sant’Elena.

Oggi un altro quotidiano britannico, il Times, ha riferito inoltre dei piani allo studio di Downing Street per processare le richieste di asilo su traghetti in disuso o su piattaforme petrolifere dismesse nel Mare del Nord.

Lo stesso Times parla della possibilità di acquistare “un traghetto in disuso di 40 anni dall’Italia per 6 milioni di sterline” che “potrebbe ospitare 1.400 persone in 141 cabine”.

Tutte ipotesi prese in considerazione dal governo, secondo i media britannici, a fronte del netto incremento del numero dei migranti che tentano la traversata della Manica. Secondo quanto ricordato dal Times, alle fine di agosto sono arrivate nel Regno Unito circa 5.000 persone, pari al doppio del numero registrato in tutto il 2019. Tuttavia, hanno sottolineato gli stessi media, si tratta di piani che sollevano molti dubbi riguardo alla loro legalità.

 





Speranza: “Questo è il tempo di una battaglia, ciascuno faccia la sua parte”

 

“Alzare ulteriormente livello attenzione. E’ questo il momento”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando al Tg1 l’impennata dei contagi registrata oggi. “I nostri numeri sono ancora bassi rispetto a Francia o Spagna – ha aggiunto – ma abbiamo bisogno oggi più che mai che ciascuno faccia la propria parte per mantenere la curva a un livello sostenibile”.

“Questo è il tempo della battaglia: fra sei-sette mesi avremo con tutta probabilità un vaccino a nostra disposizione, almeno per le prime dosi, non per tutti. Poi avremo le cure: le ricerche sugli anticorpi monoclonali sono molto incoraggianti, le stiamo facendo anche in Italia. Ma i prossimi mesi non saranno mesi facili. E’ qui che abbiamo bisogno di comportamenti corretti: l’unica grande arma che abbiamo è il comportamento di ciascuno di noi”.

Nelle ultime 24 ore in Italia si è registrata una impennata di contagi: 2.548 nuovi positivi e 24 morti. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute Iss. Sale di molto, rispetto a ieri, anche il numero degli attuali positivi. Oggi sono 1384 in più, complessivamente 52.647. Diminuisce di poco il numero dei guariti: oggi sono 1140, ieri erano 1198.

Sono inoltre 3097, 50 più di ieri, le persone ricoverate negli ospedali italiani con sintomi del Covid-19.

Cresce di 11, oggi sono 291 (ieri 280) il numero dei ricoverati nelle terapie intensive. In forte salita, + 1323, anche il numero delle persone attualmente in isolamento domiciliare: oggi sono 49259, ieri 47.936 Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati effettuati 118.236, 12672 più di quelli registrati ieri. Complessivamente da inizio pandemia Covid-19, ne sono stati fatti 11.452.158.

Grazie al sospetto diagnostico, fino ad oggi sono stati scoperti 249.940 positivi, mentre le attività di screening ne hanno trovati, fino ad oggi, complessivamente 67.469.




Trump e la moglie Melania positivi al Coronavirus

 

 

Il presidente Usa Donald Trump e la First Lady Melania Trump sono risultati positivi al coronavirus.

Lo ha annunciato lo stesso Trump su Twitter.

“Stanotte la First Lady ed io siamo risultati positivi al covid-19. Inizieremo la quarantena e il processo di guarigione immediatamente. Affronteremo questo INSIEME!” ha twittato Trump.

Qualche ora prima la Casa Bianca aveva annunciato che il presidente e la first lady erano stati sottoposti al tampone e messi in quarantena in attesa dei risultati dopo che una delle più strette collaboratrici del Presidente, Hope Hicks, era risultata positiva al Covid.

“Hope Hicks che ha lavorato così duramente senza una pausa è risultata positiva al covid-19, terribile! Io e la First Lady siamo in attesa dei risultati. Nel frattempo inizieremo la nostra quarantena” aveva twittato Trump.

Hicks, riferisce la CNN, aveva recentemente viaggiato molte volte insieme al presidente, l’ultima volta per il dibattito a Cleveland, e aveva volato mercoledì scorso sull’elicottero presidenziale insieme ai più stretti collaboratori di Trump compreso il genero Jared Kushner mentre andavano ad un appuntamento elettorale in Minnesota.

 





L’Inps ha pagato 12 milioni di Cig, ma ne mancano ancora 294mila

 

L’Inps ha pagato direttamente fino al 29 settembre oltre 12 milioni di integrazioni salariali su un totale di 12.314.134. Lo scrive l’Istituto spiegando che le integrazioni salariali ancora da pagare sono 294.184. "Sulla base delle domande regolarmente presentate, - si legge - su un totale di 3.445.782 beneficiari, i lavoratori pagati sono stati 3.425.319, pari al 99,4%. Sono in attesa di essere pagati - conclude - 20.463 lavoratori sui quali l’Istituto sta concentrando l’attività di liquidazione della prestazione".





Di Battista alla resa dei conti: “L’M5S va in un’altra direzione rispetto alle mie battaglie”

 

“Se c’è l’opportunità di dare una mano al Movimento, posso dare una mano a determinate condizioni che soddisfano le mie idee, una lotta all’establishment che non è finita. Mi sembra che ultimamente sono solo io che me la prendo con certi conflitti di interesse, con la concentrazione del potere in poche mani, con gli editori impuri. Mi sembra sempre che sia io a fare determinate battaglie quasi in solitudine e il movimento invece va in un’altra direzione. Legittimo eh, per carità di Dio, ma io ho altre idee”. Lo ha detto Alessandro Di Battista, intervistato a Piazza Pulita.




Lagarde (Bce) accelera con l’Euro digitale per assicurare i pagamenti elettronici

 

La Banca centrale europea intensifica le attività per un euro digitale. L’Istituto di Francoforte ha pubblicato un rapporto approfondito sulla possibile emissione di un euro digitale, redatto dalla task force ad alto livello dell’Eurosistema sulla moneta digitale di banca centrale (High-Level Task Force on Central Bank Digital Currency, Hltf-Cbdc) e approvato dal Consiglio direttivo. L’Eurosistema avvierà una consultazione pubblica il 12 ottobre prossimo. La fase di sperimentazione avrà inizio parallelamente, senza pregiudicare la decisione finale. Con un euro digitale si introdurrebbe una moneta di banca centrale in forma elettronica a cui tutti i cittadini e le imprese avrebbero accesso per effettuare pagamenti giornalieri in modo rapido, semplice e sicuro, come con le banconote ma in forma digitale. L’euro digitale si affiancherebbe al contante, senza sostituirlo. L’Eurosistema continuerà a emettere contante in ogni caso. “L’euro appartiene ai cittadini europei e la nostra missione è esserne i custodi”, ha dichiarato la presidente della Bce Christine Lagarde. “I cittadini europei stanno ricorrendo sempre di più alla tecnologia digitale nei loro comportamenti di spesa, risparmio e investimento. Il nostro ruolo è mantenere la fiducia nella moneta, assicurando anche che l’euro sia pronto ad affrontare l’era digitale. Dovremmo essere preparati all’emissione di un euro digitale qualora ce ne fosse bisogno”.





Vola il deficit e crollano i consumi

 

Nel secondo trimestre 2020 il deficit pubblico in rapporto al Pil è stato pari al 10,3% (0,0% nello stesso trimestre del 2019). Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -5,9% (+4,1% nel secondo trimestre del 2019).Lo comunica Istat. La pressione fiscale è stata pari al 43,2%, in crescita di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la marcata riduzione delle entrate fiscali e contributive. Il reddito disponibile delle famiglie italiane, nel secondo trimestre 2020, è diminuito del 5,8% rispetto al trimestre precedente, con un crollo dei consumi dell’11,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 18,6%, in aumento di 5,3 punti rispetto al trimestre precedente.  A darne notizie è l’Istat, nel consueto Rapporto notando per il reddito disponibile una "contrazione marcata - seppure molto meno ampia di quella registrata dal Pil nominale - che si è tradotta in una riduzione del potere di acquisto". Il tasso di risparmio è aumentato fortemente per "la decisa contrazione della spesa per consumi finali delle famiglie"