Nella Capitale primo sportello di Poste Italiane dedicato agli audiolesi

Luigi Musacchio, da tre anni operatore di sportello e atleta della Nazionale italiana Sordi di Beach Volley, è il punto di riferimento nella sede di via Collatina per chi ha necessità di comunicare nella Lingua dei Segni

 

Roma, 2 ottobre 2020 - E’ operativo da oggi, presso l’ufficio postale Roma 70 in via Collatina 73/77, il primo sportello sperimentale dedicato alle persone con disabilità uditiva operativo sul territorio della Capitale.

La sperimentazione del progetto prevede l’utilizzo di personale in grado di esprimersi nella lingua italiana dei segni sia per tutte le attività di sportello, come il pagamento dei bollettini e l’invio di corrispondenza e pacchi, sia per quelle della sala di consulenza.

 

Lo sportellista a disposizione della clientela con disabilità uditiva presso l’ufficio di via Collatina è Luigi Musacchio:28 anni, laureato in Scienze Motorie allo IUSM, assunto a 25 anni in Poste Italiane come operatore di sportello. Luigi Musacchio è molto attivo e protagonista anche nella sua vita privata: attualmente è un atleta della Nazionale italiana Federazione Sport Sordi di beach volley e ha partecipato a eventi sportivi importanti come le Deaflympics (Olimpiadi dei Sordi). Prima di entrare in Poste Italiane è stato per cinque anni anche allenatore di squadre giovanili di pallavolo.

 

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Oltre a questo primo sperimentale sportello dedicato agli audiolesi, Poste Italiane ha dimostrato con una molteplicità di iniziative di essere sensibile ai temi e alle persone con disabilità, come la progettazione e la realizzazione degli uffici postali di nuova generazione dove non solo si è operato per eliminare le barriere architettoniche ma si è fatto ricorso a tecnologie e sistemi capaci di offrire pari opportunità di accesso anche alle diverse abilità.

 

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Scaricava abusivamente i rifiuti, denunciato e sospeso dipendente Ama

Ama Spa “ha già denunciato e immediatamente sospeso dal servizio, fin dalla scorsa settimana, un operatore ecologico che avrebbe scaricato sul suolo, in zona Tor di Valle, materiali edili e di risulta conferiti abusivamente”, lo rende noto l’azienda. Si spiega infatti che “in attesa che gli organi inquirenti proseguano nelle indagini e che la giustizia faccia il suo corso, la municipalizzata capitolina per l’Ambiente ha ritenuto molto gravi le prime evidenze apprese sui fatti ed ha, per questa ragione, agito immediatamente a propria tutela per il danno d’immagine e di reputazione che ne conseguirebbe”. 

“L’azienda è in stretto contatto con gli organi inquirenti e, non appena saranno comunicate eventuali responsabilità di un secondo dipendente, non esiterà a far scattare anche in questo caso provvedimenti disciplinari adeguati”, spiega Ama. 

“Ama Spa e Roma Capitale più volte hanno ricordato e sottolineato che comportamenti criminosi di questo tipo, a sfregio della legalità e dell’ambiente, devono essere banditi e repressi”, sottolinea la nota, concludendo: “Non può pertanto essere in alcun modo tollerato che ci siano lavoratori del comparto di igiene urbana che si macchino di reati del genere. L’azienda continuerà a collaborare con gli organi inquirenti e fornirà la massima collaborazione ai carabinieri per fare chiarezza fino in fondo”.





Feti sepolti in cimitero Roma, denunce sulla scrivania dei Pm

 

Nella giornata di venerdì è stata depositata una denuncia all’attenzione degli inquirenti della Procura di Roma in merito al caso dei nomi riportati sulle croci in relazione alle sepolture di feti al cimitero Flaminio. Secondo quanto si è appreso l’atto è stato sottoposto al vaglio dei pubblici ministeri dall’associazione ‘Differenza donna’. Nei giorni scorsi il Garante della Privacy aveva avviato una istruttoria in merito. Nel documento dell’associazione si ipotizzano i reati di “violazione dei diritti fondamentali della delle donne secondo la legge 194/78” e la “violazione degli obblighi inerenti al servizio pubblico”.





Omicidio Cerciello Lega, i periti: “Elder era capace di intendere e volere”

Lee Elder Finnegan era “capace di intendere e volere” quando uccise il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. A parere dei periti scelti dalla I corte d’assise di Roma: “Non sono emersi elementi anamnestici tali, da far ritenere che si possa modificare la diagnosi precedentemente effettuata”. Il parere è stato espresso dai professori Stefano Ferracuti e Vittorio Fineschi sulla base delle quasi 2mila pagine contenute nelle cartelle cliniche arrivate dagli Stati Uniti. 

Secondo quanto si è appreso nei documenti, tradotti e passati al vaglio, si ribadisce che il giovane “ha iniziato ad abusare di tossici, verosimilmente per gestire l’ansia, fin dalla giovane età, in particolare thc, del quale è stato certamente un grande assuntore, presentando episodi ripetuti, ampiamente documentati, di iperemesi ovvero di un sintomo clinico che indiscutibilmente correla con un abuso di detta sostanza”. 

Sono diversi i motivi clinici relativi a Finnegan. Dalla depressione all’assunzione di stupefacenti, dall’abuso di alcol agli antidepressivi. Inoltre è documentato un tentativo di suicidio e un precedente per rissa, a seguito della quale il ragazzo picchiato “ha avuto un trombo ed è stato in coma per un mese”. Ed Elder per quel fatto è stato in carcere minorile. 

Un anno dopo aver finito di scontare la libertà condizionale – si spiega – Finnegan è partito per la sua vacanza romana con un coltello da 18 centimetri nel trolley con cui il 26 agosto ha ucciso Cerciello Rega.





Emendamento di Italia Viva al Dl Agosto, la Casa internazionale donne è salva

 

 “Con l’approvazione dell’emendamento che permette alla casa internazionale delle donne di continuare a vivere e svolgere il proprio ruolo, abbiamo portato a casa un risultato importante non solo per le donne, ma per la democrazia”. Lo dichiara la senatrice di Italia Viva Donatella Conzatt, prima firmataria dell’emendamento al decreto Agosto per finanziare la Casa internazionale delle donne con 900.000 mila euro per l’anno 2020, per integrare gli importi destinati all’estinzione del debito pregresso del Consorzio nei confronti di Roma Capitale. 

“Siamo impegnate, al fianco delle donne e in Parlamento, perché i luoghi che svolgono azioni di contrasto alla violenza di genere e di promozione dell’autonomia delle donne siano valorizzati ed aiutati ad andare avanti. Per questo siamo soddisfatte che anche altre forze politiche abbiano risposto all’appello di salvare la Casa Internazionale delle donne di Roma, che è stata, e resta, un riferimento di buone pratiche. Abbiamo presentato un emendamento al dl Agosto – spiega – chiedendo che tutti i partiti lo sostenessero. Oggi il risultato è arrivato. Non vogliamo mettere bandierine, ma impegnarci per ottenere risultati, per continuare a combattere le discriminazioni, la violenza e per valorizzare il pensiero e il lavoro femminile”, conclude.





Di Berardino (Regione Lazio): “Ricostruzione nel cratere laziale è un processo partecipativo”

 

“Nel partecipare a Borbona alla presentazione dei progetti elaborati dagli studenti dell’Università degli studi Roma Tre per il recupero del convento di Sant’Anna, ho potuto ribadire una delle principali logiche che riguarda la ricostruzione del cratere laziale: l’elemento partecipativo. Il nostro, lontano dall’essere un intervento calato dall’alto, è al contrario un processo che coinvolge una pluralità di soggetti, dalle istituzioni locali alle associazioni al mondo accademico. Il lavoro curato dall’università degli Studi di Roma Tre ha il merito di esaltare le potenzialità architettoniche legate alla Ricostruzione, offrendo a tutti una visione progettuale di qualità. Il risultato è la valorizzazione di una ricchezza presente e in divenire, una ricchezza non solo materiale ma a cui concorrere fortemente la comunità che lo abita”. Così in una nota Claudio Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione. “Il sisma del 2016 – prosegue Di Berardino – ha generato un grande trauma. A metà tra Amatrice e Rieti, Borbona è simbolo di una centralità da ricostruire. Una ricostruzione ancora in corso, sulla quale la Regione Lazio ha cominciato a lavorare da subito, investendo risorse, avviando grandi e piccoli progetti. Grazie alle ultime ordinanze e a un approccio particolarmente apprezzabile dell’attuale commissario alla ricostruzione, la strada da percorrere ha davanti a sé meno ostacoli burocratici rispetto al passato e nuove preziose risorse da investire, e non solo nella ricostruzione materiale. Nel piano strategico di sviluppo, Borbona si colloca con caratteristiche peculiari: è uno dei comuni dell’area interna del nostro territorio la cui via dello sviluppo e crescita va ricercata proprio all’interno della strategia delle aree interne, puntando quindi sul turismo ambientale e delle tradizioni, sull’artigianato, sull’agroalimentare e sul mantenimento e potenziamento dei servizi”. “Sono convinto – conclude l’assessore Di Berardino – che tutte queste azioni debbano esser guidate da uno stesso filo conduttore: quello del rispetto dell’identità specifica dei luoghi e della comunità. Il vero elemento di ricchezza, elemento distintivo e capace nel lungo termine di essere vincente e attrattivo è l’identità stessa di Borbona. E qui risiede un altro importante pregio del progetto di Roma Tre: sottolineare l’elemento della memoria come legame tra passato, presente e futuro”.





Tanese (Asl Roma 1): "E’ stata avviata la distribuzione del vaccino antinfluenzale"

 

“La campagna vaccinale antinfluenzale 2020 è una campagna veramente importante. Importante per i numeri: la Regione Lazio ha previsto 2,5 milioni di dosi, e solo la Asl Roma 1 ha acquistato 350 mila dosi di vaccino. E importante perché si colloca in un anno particolare di emergenza pandemica, in cui anche la vaccinazione antinfluenzale contribuisce a proteggere meglio la popolazione. Noi abbiamo avviato la distribuzione dei vaccini a tutta la rete dei medici di medicina generale e pediatrica, nei prossimi giorni si completerà in modo che saranno in grado di avviare la vaccinazione alla popolazione ultrasessantenne e ai bambini da 0 a 6 anni”. Lo ha detto Angelo Tanese, direttore generale della Asl Roma 1, interpellato a margine del Forum Sistema Salute di Firenze. 

“Quest’anno – ha aggiunto – anche tutti gli operatori sanitari dovranno essere vaccinati ma ci sono anche molte istituzioni che ci stanno chiedendo di collaborare per vaccinare i propri dipendenti. E’ molto importante questo sforzo organizzativo, è importante essere rapidi nella consegna delle dosi e far sì che la popolazione si possa vaccinare nelle prossime settimane, senza una urgenza particolare di vaccinarsi subito ma di vaccinarsi sì”.





D’Amato (Regione Lazio): “Sul vaccino anti influenzale pronti ad incontrare gli ordini professionali”

 

 “Siamo assolutamente disponibili ad incontrare tutti gli Ordini professionali per centrare l’obiettivo comune di vaccinare nel Lazio 2,4 milioni di cittadini nel pieno rispetto della sicurezza. La salute dei cittadini viene prima di tutto”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.





Vaccinazioni in farmacia nel Lazio? Medici Fnomceo: “E’ illegittimo”

 

 “Chiediamo, come Ente pubblico sussidiario dello Stato che rappresenta la professione medica a tutela della salute dei cittadini, di essere ascoltati, prima di rendere operativa un’ordinanza che riteniamo illegittima”. È netto il disaccordo del Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, sull’ordinanza firmata questa mattina dal Presidente delle Regione Lazio, Nicola Zingaretti. A suscitare la contrarietà dei medici, la parte del provvedimento che prevede la somministrazione e inoculazione dei vaccini antinfluenzali nelle farmacie, sentite le loro “organizzazioni maggiormente rappresentative”. Nessun accenno, invece, a interpellare i medici: per questo, Anelli ha preso subito carta e penna, e ha scritto al Presidente Zingaretti e all’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, per chiedere lo stralcio dei punti contestati e un approfondimento che tenga in considerazione le osservazioni dei medici. 

“È inconcepibile che proprio i medici, unici legittimati a porre in essere atti clinici sul paziente, non siano stati interpellati su decisioni che riguardano le competenze della loro professione e la salute stessa dei cittadini. E ciò andando, nel metodo, contro lo spirito della Legge 3/2018, che, rendendo gli Ordini Enti sussidiari dello Stato, affida loro la potestà proprio in questi ambiti – ammonisce -. E ponendosi in contrasto, nel merito, con la normativa vigente in materia, che prevede il divieto di cumulo tra la professione di farmacista e quello di altre professioni sanitarie ed esclude la presenza del medico, unico soggetto legittimato a sovraintendere alle vaccinazioni, in farmacia”.




Influenza, Fimmg Roma: "No ai vaccini in farmacia"

 “Un vaccino è un farmaco, va dispensato dal farmacista dietro prescrizione medica. E un medico non può stare in farmacia. E un vaccino è un atto medico. Questo è il nodo gordiano che oggi non si puo’ sciogliere. Perché la vaccinazione deve essere sicura, fatta in locali idonei ed in osservanza delle Leggi vigenti”. Così Pier Luigi Bartoletti Segretario Provinciale della Fimmg Roma. 

“Da oggi nel Lazio si potranno fare le vaccinazioni in farmacia, in tutte quelle che hanno le capacità logistiche ed organizzative – ricorda -. Lo scrive in un’Ordinanza la Regione Lazio che si basa sul parere del CTS regionale. Aldilà delle perplessità sulla estrema necessità, all’inizio della campagna di vaccinazione antinfluenzale che vede in prima linea i medici di famiglia e pediatri, di introdurre un elemento poco rilevante ai fini della riuscita della campagna il cui peso graverà sulle spalle e negli studi dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e i centri vaccinali, per quasi due milioni di dosi da somministrare, resta il fatto che prima di esprimere valutazioni di merito sarà importante leggere il parere del CTS regionale che ha legittimato il provvedimento. Poiche’ molte sono le perplessità circa l’utilità del provvedimento, anche per i farmacisti, oltre che per i cittadini, moltissimi anche sono gli interrogativi circa alcuni aspetti di rilevanza normat iva sottesi all’atto vaccinale”. 

“L’ innovazione è un processo complesso di sviluppo – sottolinea Bartoletti – non sono contro l’innovazione, anzi, ma per l’innovazione. Se in Europa i farmacisti vaccinano, perché da noi i medici di famiglia ed i pediatri non possono avere come in Inghilterra ed in Germania kit di farmaci da dispensare? Perché le analisi a completamento della visita medica non si fanno negli studi medici, però in farmacia sì? Per noi non è un problema di mercato – conclude – è un problema, soprattutto ora, di sanità pubblica, e gli oltre 100 medici morti nell’epidemia Covid in Italia testimoniano il sacrificio fatto, come lo stesso sacrificio è stato fatto anche da altre categorie di operatori sanitari. Il tema non è rivendicare o proteggere spazi di mercato ma garantire la sicurezza e la dignità di tutti, operatori e cittadini, amministratori ed amministrati”. 

“Un aspetto importante sarà il documento tecnico successivo all’ordinanza, sono sicuro che verranno chiamate le rappresentanze professionali ad un confronto teso a rispettare le singole competenze professionali”.





L’italiana che aveva giurato fedeltà all’Isis si è pentita e parla ai Pm: “Il Califfato mi ha deluso”

 

Fuggì in Siria “per aderire al Califfato” ma ora, dopo aver trascorso 5 anni in un territorio “militarizzato” con i suoi treo figli, è “delusa” dallo Stato Islamico. Lo ha fatto mettere a verbale Alice Brignoli, la foreign fighter italiana che a settembre 2015 lasciò il suo paese di Bulciago, in provincia di Lecco, e andò nei territori occupati dall’Isis insieme al marito, il marocchino Mohamed Koraici, e ai suoi tre figli di 6, 4 e 2 anni, nell’interrogatorio davanti a pm Alberto Nobili e Francesco Cajani, titolari dell’indagine che nei giorni scorsi ha portato all’arresto della donna, rintracciata in Siria da carabinieri del Ros che poi l’hanno rimpatriata in Italia insieme ai suoi 4 figli (l’ultimo nato nei territori del Califfato).

“Sono andata in Siria per aderire all Califfato. Sapevo che era un territorio militarizzato e che i miei figli sarebbero stati addestrati alla guerra”, ha ammesso la donna, ribatezzata la “mamma dell’Isis”, ai magistrati milanesi che l’hanno interrogata nel carcere di San Vittore. Brignoli si è anche detta “delusa” dalla sua esperienza in Siria, manifestando “felicità” per la sorte dei suoi 4 figli ora affidati a una comunità per minori del Comune di Milano in attesa delle decisioni che veranno adottate dal Tribunale per i minorenni. Quanto al destino del marito Koraici, secondo Brignoli è morto da martire in Siria nel corso di un combattimento in cui sarebbe rimasto gravemente ferito alla testa dallo scoppio di una granata. Una versione dei fatti che non coincide con la ricostruzione dei magistrati milanesi: dalla documentazione medica acquisita dai pm risulta infatti che a stroncare il combattente dell’Isis sia stata un’infezione intestinale. Le indagini dei pm dell’antiterrorismo milanese proseguono alla ricerca dell’eventuale rete di fiancheggiatori che avrebbe potuto fornire supporto logistico nella pianificazione del viaggio dall’Italia alla Siria.





Il maltempo fa strage in Francia, 12 dispersi in Costa Azzurra

 

Almeno dodici persone risultano disperse nel sud-est della Francia nelle Alpes-Maritimes, la regione di Nizza, dopo i violenti nubifragi delle ultime ore.  Secondo i vigili del fuoco, nove sono dispersi ’accertati’, altri tre ’presunti’. I primi sono stati visti da testimoni mentre venivano "portati via dalle acque". Oltre 700 i pompieri mobilitati nella zona, mentre gli elicotteri possono levarsi in volo solo quando il maltempo concede delle brevi tregue. Diverse case sono state distrutte o danneggiate, mentre il comune di Saint-Martin-Vésubie è tagliato fuori dal resto del mondo. Ieri la furia delle acque ha distrutto un ponte.





Maltempo, undici persone disperse in Piemonte. Situazione grave

 

Il maltempo sta creando forti danni e preoccupa il Piemonte. "La situazione è drammatica. Circa 150 vigili del fuoco lavorano senza sosta dalla notte sul versante del Tenda, che cercheremo di raggiungere in treno, perché la strada è bloccata", ha detto all’Agenzia nazionale giornalistica Ansa, il comandante dei vigili del fuoco di Cuneo, Vincenzo Bennardo. Sono undici le persone disperse, rende noto la Regione: dieci nel Cuneese, su cui si stanno facendo verifiche tra il versante italiano e quello francese. Un altro disperso si registra nel Vercellese, caduto con la sua auto nel Sesia.





Il Mose Anza gli scudi e Venezia è salva dall’acqua alta

 

 

Le paratie mobili del Mose di Venezia si sono alzate per proteggere la città dall’acqua alta di queste ore, ma in tutto il nord Italia si contano i danni del maltempo. Partiamo proprio da Venezia, dove sembra funzionare la prima ‘alzata’ del Mose. Piazza San Marco è rimasta all’asciutto: l’entrata in funzione del Mose ha permesso nelle ore in cui era prevista acqua alta di evitare il fenomeno nel ’salotto buono’ di Venezia. "Il test è andato bene": ha detto il Provveditore alle opere pubbliche Cinzia Zincone in relazione all’innalzamento delle paratoie del Mose a Venezia. "Si apprezza una consistente differenza - spiega - di altezza dell’acqua tra la parte difesa dal Mose e quella che non lo è". Un test giudicato positivamente: "non filtra acqua" conclude Zincone.





Fra ’incassa’ un settembre da record nell’America Latina

 

Un settembre “storico” per Fiat in America Latina. Il marchio del gruppo Fca “ha raggiunto importanti traguardi che lo hanno riportato sul podio in più categorie: leadership di mercato in Brasile, l’auto più venduta in Brasile (il pick-up Strada) e l’auto più venduta in Argentina (la berlina compatta Cronos)”. 

Con una quota di mercato del 19,7%, “la più alta per Fiat in Brasile da febbraio 2015, il marchio è stato il più venduto nel paese a settembre (il primo mese di Fiat in testa dall’ottobre 2015). Sono stati 39.074 i veicoli Fiat immatricolati a settembre, mese in cui sul mercato nazionale sono stati venduti 207.700 veicoli (compresi autobus e camion)”. 

“Conquistando a settembre – sottolinea Fiat Chrysler – la leadership delle vendite nel mercato brasiliano, il marchio Fiat ha avuto una crescita del 25% rispetto al mese prima e un’espansione del 30% rispetto a settembre 2019. Sulla stessa base comparativa, il settore ha presentato una crescita del 14% rispetto ad agosto di quest’anno e una diminuzione dell’11% rispetto a settembre 2019”. 

La leadership di Fiat in Brasile “è stata guidata dalla performance del pick-up Strada, confermato a settembre come l’auto più venduta del paese: 11.873 macchine. Il modello Fiat è stato l’unica pick-up a raggiungere il top nel mercato brasiliano. E aveva già guidato la classifica nazionale due volte nel 2014 e una nel 2015”. La Strada “ha rappresentato nel mese il 30% dei volumi di vendite Fiat, seguita, per importanza nella gamma prodotti, dai modelli Argo (20%), Mobi e Toro (con il 14% ciascuno), Novo Uno, Fiorino e Cronos”. 

Il volume di immatricolazioni del pick-up nel mese “supera del 75% le vendite mensili medie del modello nel 2019, di 6.356 unità. Con questo volume di vendite, aggiunto alle vendite di Fiat Toro (5.580 veicoli), più della metà di tutti i pick-up venduti in Brasile erano del marchio Fiat (54%)”.




Btp, registrato un rendimento decennale sotto 0,80%. E’ il nuovo minimo storico

 

 I tassi di interesse sui titoli di Stato decennali dell’Italia in circolazione calano a nuovi minimi storici, infrangendo al ribasso la soglia dello 0,80%. Movimenti che da stamattina si sono verificati in un contesto generalizzato di fuga dal rischio, innescato dalla notizia della positività del presidente Usa Donald Trump al Covid, che ha provocato vendite sui mercati azionari e speculari riposizionamenti su asset ritenuti più stabili e sicuri, come i titoli di Stato. 

Anche i rendimenti dei Btp ne sono risultati così ulteriormente compressi e a tarda mattina si attestano allo 0,79%, secondo la piattaforma Mts. Calano anche i tassi sui Bund tedeschi equivalenti, ma in maniera meno accentuata e in questo modo lo spread, il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sulla scadenza decennale è sceso ulteriormente a 133 punti base. 

Da rilevare che da diverse sedute anche i Btp italiani sul scadenza più breve, 2 anni, risultano a valori negativi, come quelli di altri Paesi dell’area euro, con un meno 0,26%. Su questa scadenza lo spread rispetto ai Bund è limitato a 43 punti base.

 





Inflazione Eurolandia scivola al -0,3% a settembre, a picco energia

 

Sempre più giù, in territorio negativo, l’inflazione media dell’area euro. A settembre, secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat, i prezzi al consumo hanno segnato un meno 0,3% su base annua, dal meno 0,2% registrato ad agosto. La variazione dei prezzi su base mensile è stata invece positiva per lo 0,1%. 

Un elemento molto ribassista è rappresentato dalla voce energia, che a settembre ha segnato un meno 8,2% su base annua. Secondo l’ente di statistica comunitario l’inflazione di fondo, deputata da alimentari, tabacchi, energia e alti elementi volatili, si è dimezzata a settembre allo 0,2% dal più 0,4% di agosto. 

L’inflazione, nell’Unione valutaria, mostra così di allontanarsi ulteriormente dall’obiettivo della Bce, che punta a un caro vista inferiore ma vicino (e in modo simmetrico) al 2% sul medio termine. E questi sviluppi, per quanto attesi a causa delle ricadute della crisi pandemia, potrebbero aggiungere pressioni sull’istituzione e sull’ipotesi che vari nuove misure espansive.





Smart Working, lo scontro arriva anche negli Istituti di Credito. Tensioni sindacali tra Cgil e Bper

 

 

Si apre lo scontro sullo smart working in Bper. L’istituto di credito, accusa la Fisac-Cgil, “ha dimostrato, come già in passato, che allo smart working non è interessato e di aver vissuto l’esperienza di questi mesi come un’imposizione”. Con la banca, per ora, è andato a vuoto il tentativo di un accordo sindacale e Bper “ha ‘tirato dritto’: ha pubblicato la circolare indicando che chi ha il pc aziendale (molto pochi) potrà continuare a fare lo smart working,sempre se il proprio responsabile sarà d’accordo; tutti gli altri torneranno in banca, tutti i giorni e tutto il giorno”, fa sapere la Fisac. Il sindacato però non demorde e, da un lato, smonta le ragioni portate al tavolo da Bper e, dall’altro, chiede che lo smart working sia normato “per bene” e dunque alla banca “di ripensarci: di dimostrare con i fatti l’attenzione ai propri collaboratori riprendendo la trattativa su presupposti diversi”.

La spaccatura è di qualche giorno fa: il 15 settembre Bper ha proposto un accordo sul lavoro da casa per andare oltre il termine della fase emergenziale (15 ottobre) che ha consentito di usare questa modalità con semplificazioni normative e deroghe contrattuali. Ed è servito, annota la Fisac: “E’ stato uno strumento che ha contribuito molto a limitare gli spostamenti durante il lockdown e a tutelare salute e sicurezza dei lavoratori”. Ma Bper si è presentata al tavolo con “l’iniziale indisponibilità di forme di hub working, senza, quindi, possibilità di lavorare più vicini a casa”, e “l’indisponibilità nell’immediato, a differenza di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, a dotare della strumentazione necessaria al lavoro agile coloro che ne facessero richiesta”, segnalano in coro Fabi, Fisac, First-Cisl, Uilca-Uil e Unisin. Riassumendo, dice la Fisac: Bper “ritiene l’acquisto di qualche pc un costo attualmente non previsto né sostenibile e non un investimento” e che “sia meglio tenere le persone concentrate in pochi posti, sempre a vista, piuttosto che dar loro la possibilità di lavorare anche più vicino a casa, in un luogo più sicuro e con meno persone, limitando gli spostamenti e l’utilizzo di mezzi pubblici”. Tant’è che è uscita una circolare che determina, “di fatto, che chi volesse proseguire nello smart working potrebbe farlo solo con le attuali dotazioni aziendali”.

Eppure per Fabi, Fisac, First, Uilca e Unisin ci sarebbe da discutere e accordarsi su orari, disconnessione, produttività, sicurezza informatica (“Chi è responsabile in caso di attacco hacker alla propria linea internet per carpire dati sensibili?”), privacy e anche infortuni sul lavoro (“Cosa succede se a casa il lavoratore subisce un infortunio durante la sua prestazione lavorativa?” e “chi verifica che sia in regola con le leggi?”).

In generale, per i sindacati è “singolare ed inaccettabile” che Bper sia “indisponibile” a un accordo nel solco del contratto nazionale “per mere ragioni economiche”. Inoltre, siccome dice che “non ha a budget 2020 ulteriore spesa per l’acquisto di pc portatili da destinare in comodato d’uso ai colleghi che oggi non hanno una dotazione aziendale”, è “preoccupante che un gruppo oggi quinto in Italia e con un risultato di bilancio semestrale superiore ai 100 milioni di euro, non sia in grado di destinare la somma necessaria per mettere in condizione i colleghi di operare tramite il lavoro agile”.

Lo smart working, concludono i sindacati, “nasconde molte insidie” normative e su salute e sicurezza, “davvero Bper vuole risparmiare sulle spalle dei colleghi e tentare (invano) di peggiorare le condizioni del contratto nazionale?”.





La Cgia di Mestre e la ripresa economica: “Serve intervento shock da 20 miliardi di taglio della pressione fiscale”

La Cgia di Mestre e la ripresa economica: “Serve intervento shock da 20 miliardi di taglio della pressione fiscale”

 

“Con la prossima legge di Bilancio è necessario un intervento choc che nel giro di qualche anno riduca di almeno 3-4 punti percentuali la pressione fiscale. Chi ritiene che siano sufficienti solo 10 miliardi si sbaglia di grosso: questa cifra è insufficiente. Per il 2021 è necessaria una contrazione di almeno 20 miliardi di euro". A stimare il taglio necessario è la Cgia in uno studio. Un obiettivo che "potrà essere raggiunto - dice il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - solo se si riuscirà ad abbassare, di pari importo, la spesa pubblica improduttiva e una parte delle agevolazioni fiscali". Una operazione "che non sarà per niente facile". Negli ultimi 10 anni, infatti, annota ancora, "la spending review non ha prodotto risultati apprezzabili, mentre il numero delle deduzioni e delle detrazioni fiscali è aumentato a dismisura, soprattutto in questo periodo di Covid”. Se potessimo contare su una pressione fiscale pari a quella media europea, ogni famiglia italiana risparmierebbe 1.506 euro di tasse all’anno, calcola la Cgia comparando la pressione fiscale di tutti i 28 Paesi aderenti da cui risulta che l’Italia registra una pressione superiore di 2,2 punti percentuali rispetto al dato medio dell’Unione. Da qui il risultato: nel 2019 ogni famiglia italiana avrebbe risparmiato 1.506 euro.  E il calcolo del gap registrato dalle famiglie italiane rispetto alla media Ue è destinato ad aumentare fortemente se la comparazione avvenisse con le tasse di Spagna o Regno Unito: una famiglia italiana risparmierebbe in questo caso quasi 5.000 euro all’anno, esattamente 4.930 euro, dice la Cgia.





Effetto pandemia sull’occupazione: persi 841mila posti di lavoro sul 2019

 

L’effetto della pandemia sul mondo del lavoro è "fortemente differenziato a livello settoriale, esponendo alcune attività produttive a una crisi senza precedenti", mentre altre cercano di "resistere, aiutate anche dal blocco dei licenziamenti, che già a fine anno potrebbe portare a un saldo occupazionale ben diverso da quello di giugno". In base ai dati Istat del mese di settembre, si è appreso che nel II trimestre dell’anno c’è stata la perdita di 841.000 posti rispetto al 2019. Per la Fondazione studi consulenti del lavoro l’industria è il comparto che ha retto meglio, con un calo di "soli" 10.000 occupati. Malissimo turismo e commercio. Il conto più salato della crisi Covid lo paga il turismo: la perdita occupazionale da giugno 2019 allo stesso mese del 2020 è di "246.000 unità, di cui 158.000 nei servizi di ristorazione e 88.000 negli alloggi", a fronte del generale crollo nel mercato del lavoro italiano di 841.000 posti (-3,6%). Questi i numeri della Fondazione studi consulenti del lavoro sulla base dei dati Istat. In affanno, si legge nel rapporto, anche "il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-191.000 unità) ed i servizi alle imprese (-103.000 occupati)", legati alla chiusura di molte attività durante il lockdown e al ricorso allo smart working dall’avvio dell’emergenza Coronavirus. Se si stila una classifica, c’è chi scende e c’è chi sale: tra i settori dell’economia dei servizi in maggiore difficoltà, scrivono i professionisti, ci sono, dopo i servizi ricettivi (-28,3%), le attività di ricerca, selezione e fornitura di personale (-18,6%), le attività domestiche (-16,7%), quelle amministrative e di supporto alle imprese (-15,7%), il noleggio e leasing (-15,2%), la produzione cinematografica (-14,9%) e la ristorazione (-13%). Percentuali positive, invece, per la filiera legata alle tecnologie e al digitale, come la riparazione di computer (+8,2%) e la fabbricazione di pc e prodotti dell’elettronica (8,2%), la programmazione e consulenza informatica (+3,9%), comparti che hanno beneficiato dell’ampio ricorso alle tecnologie nei mesi più duri della pandemia, in cui una fetta consistente di persone (lavoratori e studenti, in primis) ha svolto le proprie mansioni senza uscire di casa. Ed utilizzando molto più che in passato il computer e lo smartphone.





Immuni, necessario scaricarla. L’appello di Conte e il sostegno della Fieg. Piena adesione anche della nostra testata

 

Il governo spinge sulla diffusione della app Immuni: tra gli strumenti messi in campo per far fronte all’aumento dei contagi c’è la campagna per promuovere l’uso dell’applicazione per il tracciamento dei positivi al coronavirus che da metà ottobre dialogherà con le sue omologhe in Europa.All’iniziativa, promossa dal 5 all’11 ottobre, "hanno aderito tutte le testate giornalistiche, pubbliche e private", sottolinea il premier Giuseppe Conte che non esita a definire "un obbligo morale partecipare a questo programma. I dati restano anonimi, la geolocalizzazione è disattivata", sottolinea. Secondo gli ultimi dati sono 6,7 milioni le persone che hanno scaricato Immuni, attualmente usata da circa il 18% della popolazione italiana tra i 14 e i 75 anni che possiede uno smartphone: una percentuale lontana dall’obiettivo del 60% affinché il sistema sia efficace nel contenere la pandemia.  "Scaricate Immuni, è un dovere morale verso gli altri", insiste anche il ministro della Cultura Dario Franceschini.  All’invito si è fatta trovare pronta la Fieg: "L’informazione quotidiana e periodica su carta e online promuove l’utilizzo dell’app Immuni e conferma il proprio ruolo di servizio al pubblico, invitando a comportamenti attivi e virtuosi i lettori", rileva Andrea Riffeser Monti. Dopo aver svolto "una importante attività di contrasto alla pandemia con notizie corrette, verificate e attendibili", gli editori sono in prima linea "anche per svolgere una fondamentale funzione di strumento di formazione di cittadini attivi e responsabili".
Alle testate che nel week end rivolgeranno un messaggio ai cittadini affinché scarichino Immuni arriva il plauso del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella: "Riteniamo che la stampa possa essere di aiuto nell’ampliare la platea dei cittadini dotati di questo strumento tecnologico ai fini della prevenzione del rischio da contagio. Siamo a un punto cruciale nella battaglia contro il coronavirus e dotarsi di questa app significa tenere lontano anche il rischio di nuove restrizioni che impatterebbero negativamente sul Paese proprio mentre sta ripartendo". Anche il nostro quotidiano consiglia di scaricare al più presto questa App, che potrebbe essere estremamente utile nel prossimo futuro nel tracciamento e nella lotta al Coronavirus.




Sondaggi (Dire-Technè), scivola la Lega, ma resta primo partito

 

 

La Lega resta primo partito in Italia ma perde ancora consenso scendendo al 24,1% rispetto al 24,4% (-0,3%) riscontrato nella rilevazione del 18 luglio. Consensi in salita per Pd e Fdirispettivamente secondo e terzo partito al 20,4% (+0,2) e al 16,7% (+0,4).  Avanti, mai come in questa rilevazione, Italia Viva che con un +0,8% arriva al 3,5%. E’ quanto emerge dal sondaggio di Monitor Italia, nato dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecne’, con interviste effettuate l’1 e 2 ottobre su un campione di 1000 casi rappresentativi della popolazione. In calo anche M5s al 15,5% (-0,3%), Forza Italia all’8% (-0,4%), Azione al 2,4% (-0,1%), +Europa all’1,9% (-0,1%), Verdi all’1,5% (-0,1%). Guadagna invece lo 0,1% La Sinistra che si attesta al 3,2%. A ottobre la fiducia nel governo cresce e arriva al 34,5% rispetto al 30,6% di luglio. Non ha fiducia il 60,9% delle persone interpellate mentre il 18 luglio erano il 64,2%. Senza opinione il 4,6%.





Vaccini contro l’influenza, il Comune di Milano contro la Regione: “Non ce li dà”

 

"La Regione non dà i vaccini al Comune di Milano". La denuncia è del vicesindaco del capoluogo Anna Scavuzzo. "Ammettono di non poter affrontare una vaccinazione massiccia della popolazione perché non hanno abbastanza dosi dopo settimane di incontri e richieste di disponibilità che hanno visto il Comune coinvolto nel proporre l’anti-influenzale al maggior numero di milanesi. Ci scrivono di procedere con strutture private per l’approvvigionamento". "Non mi sono mai vergognata tanto della insipienza, della ignavia, della mancanza di senso di responsabilità nei confronti di noi cittadini e delle istituzioni - ha proseguito -. Qui si è passato il segno e sulla salute dei cittadini non ci si prende in giro con annunci che tentano di coprire la verità. Non mi sono mai vergognata di essere lombarda, non voglio iniziare ora".  Infine il vicesindaco si è rivolto all’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera: "Perdoni la franchezza, non ci dia percentuali, ci dia numeri assoluti e non le sue interpretazioni: quante persone siete tenuti a vaccinare perché anziane o fragili o sotto i sei anni e quanti vaccini avete? Riuscirete a far vaccinare anche i bambini sopra i 6 anni? E tutti noi, che non siamo bambini, anziani o malati? Oppure del resto della popolazione avete deciso di non preoccuparvene?".





Il Rapporto settimanale dell’Iss lancia l’allerta: “Aumentano in Italia i focolai e tornano a rischio i luoghi di lavoro”

 

Nella settimana fra il 21 e il 27 settembre “sono stati riportati complessivamente 3.266 focolai attivi di contagi da coronavirus, di cui 909 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati). Entrambi in aumento per la nona settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2.868 focolai attivi di cui 832 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (101/107). Nonostante l’aumento di focolai attivi, le Regioni/PPAA hanno segnalato 3.026 nuovi casi non associati a catene di trasmissione note (+13,7% rispetto alla settimana precedente).

Per quanto riguarda il contesto di trasmissione, si mantiene stabile la percentuale dei focolai che si sono verificati in ambito familiare (76,5% di tutti i focolai attivi vs 76,1% la settimana precedente). Aumenta la percentuale di focolai verificati in ambito lavorativo (7,2% vs 5,6% la scorsa settimana) e diminuiscono invece i focolai associati ad attività ricreative (4,5% vs 6,3% la settimana precedente)”. E’ quanto si legge nel Report diffuso dal Ministero della Salute e Iss.

“Questa settimana – si legge – sono stati segnalati anche 14 focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, anche se attualmente non è sempre confermata. Nelle prossime settimane si potrà meglio valutare l’impatto dei contagi nelle scuole”.




Lo sfidante di Trump, Biden negativo al tampone. Esame dopo il confronto Tv con il Presidente in carica

 

Il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, è risultato negativo al test sul Covid-19. A dichiararlo la tv finanziaria CNBC. Stamattina Biden aveva annunciato che si sarebbe sottoposto al test, dopo che Donald Trump aveva dichiarato di essere positivo.

Joe Biden è stato a pochi passi dal presidente Usa durante i 90 minuti del dibattito televisivo che li ha opposti martedì sera. I due candidati non si sono stretti la mano secondo le regole del Covid-19 e le loro tribune erano a una distanza di poco più di tre metri l’uno dall’altro, ma per la maggior parte del dibattito il presidente ha parlato, a volte ad alto volume, in direzione di Biden in un locale al coperto a Cleveland.





Covid-19, ricovero in ospedale e anche un farmaco sperimentale per il Presidente americano Trump

 

 Il presidente Usa Donald Trump viene trasportato in elicottero dalla Casa Bianca all’ospedale militare Walter Reed a Bethesda, in Maryland, come “misura precauzionale”.

Trump, positivo al coronavirus, ha la febbre e sintomi simili a quelli da raffreddamento da questa mattina ed è stato già trattato con un cocktail sperimentale di anticorpi monoclonali e integratori quali zinco e vitamine, ha reso noto il suo medico, con il consenso del presidente.

All’interno dell’ospedale sono predisposti degli uffici presidenziali per poter lavorare. Soltanto nel caso dovesse perdere conoscenza il potere passerebbe al vice, Mike Pence. Dal canto suo, la first Lady Melania ha sintomi più lievi e un persistente mal di testa.

Prima della notizia del ricovero, il medico della Casa Bianca, Sean P. Conley, aveva scritto che Trump “è affaticato ma di buon umore”. Intanto, lo sfidante democratico Joe Biden, ha scritto in serata su Twitter che “questo non è un momento di parte ma è un momento americano, dobbiamo essere uniti come nazione”, richiamando quindi alla serietà del momento e all’unità nazionale.





Bonomi (Confindustria): “Non reggeremo a una raffica di licenziamenti da gennaio”

 

 

 “Va bene l’intervento in fase emergenziale, ma poniamoci il problema di cosa verrà dopo: una contrazione occupazionale sarà inevitabile. Non posso pensare che dal primo di gennaio, dovesse scadere l’intervento, si parta con una raffica di licenziamenti. Non la reggeremmo”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, durante una tavola rotonda organizzata nell’ambito del 60° Salone Nautico di Genova.  “Abbiamo detto ‘facciamo una riforma degli ammortizzatori sociali seria’ – ha sottolineato Bonomi – proprio perché non possiamo lasciare mezzo milione di persone senza reddito in un momento come questo. Abbiamo mandato la nostra proposta di riforma ma – ha concluso il presidente di Confindustria – nessuno ci ha risposto, né il governo né i sindacati”.





Processo a Salvini, tutto rinviato. Prossime udienze con Conte, Di Maio e Lamorgese

 

“Il giudice e’ entrato in camera di consiglio e alla fine e’ stata emessa un’ordinanza. In sintesi, il giudice ha rilevato che esistono nel fascicolo delle contraddizioni e ritiene di dover fare approfondimenti. La difesa di Salvini ha richiesto di sentire il ministro Lamorgese,l’unico teste richiesto, al fine di verificare se la procedura contestata fosse trasparente e legale. E’ stata accolta la richiesta della difesa e sara’ sentito il ministro Lamorgese. Il giudice ha ritenuto di convocare anche Conte, Di Maio, Toninelli, Trenta e altre persone informate dei fatti.E nella prossima udienza di fara’ questa escussione dei testimoni”. Lo dice Giulia Bongiorno, avvocato difensore di Matteo Salvini a Catania al termine dell’udienza preliminare sul caso Gregoretti. “Siamo soddisfati per questa ordinanza. Allarghiamo la visuale e dopo aver sentito i testimoni valuteremo”. “Tornero’ in questa splendida citta’, ma non da solo. A differenza di altri non cambio faccia e giudizio se sono al governo o all’opposizione. Credevo e credo che tutelare i confini dell’Italia fosse un dovere“,dice invece il leader della Lega. Matteo Salvini.  “Sono contento che debba essere ascoltata anche l’attuale ministro dell’Interno Lamorgese–aggiunnge- e che le si possa chiedere: avete fatto qualcosa di diverso l’anno successivo? Perche’ in decine di interviste si dice che l’iter e’ stato lo stesso, anche con una permanenza di 11 giorni, e non 4, in attesa di ricollocamento”.

 





Maltempo, si contano i danni. Scende il numero dei dispersi. Recuperati i corpi di alcune vittime

Un terzo cadavere è stato trovato in Liguria dopo il violento maltempo che ha colpito la regione nelle ultime ore. Il corpo era lungo il fiume Roya, in località Trucco, frazione di Ventimiglia. Sul posto le forze dell’ordine per l’identificazione. Non sono stati al momento ancora indentificati gli altri due copri trovati stamani su due spiagge della Liguria, ancora a Ventimiglia e a Sanremo. Si ipotizza che possano essere vittime del maltempo anche se non risultano finora persone disperse nella regione.

E’ stato ritrovato morto il malgaro disperso da ieri al confine con la Francia. Il corpo è stato recuperato nel fiume Roya. Era un francese di origini italiane. Nella valle Roya oggi un elicottero dei Vigili del Fuoco italiani ha portato a valle una famiglia di 4 malgari, tra i quali due persone anziane, in alpeggio della località Casterino, a Tenda. Un altro malgaro, in un altro alpeggio della zona, ha preferito restare in alta montagna.

Trovati tutti i turisti che si credevano dispersi in Piemonte e che facevano parte di una comitiva che non aveva fatto rientro nelle loro residenze.




Impennata di contagi (2.844) in crescita anche le vittime (27)

 

Sono 2844 i nuovi casi di coronavirus in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 27 morti, che portano il totale a 35968 dall’inizio dell’emergenza. Da ieri sono stati eseguiti 118.932 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 297, con un incremento di 3 unità nelle ultime 24 ore.