Competenze digitali, un problema per le assunzioni

 

In Italia si stimano quasi 55 milioni di persone attive su internet, il 92% della popolazione, “mentre per lavorare nelle imprese le competenze digitali sono richieste per 7 assunti su 10, pari a 3,2 milioni di lavoratori”. Lo afferma Unioncamere, sottolineando che “il 28,9% di questi profili, ovvero circa 940mila posizioni lavorative, è difficile da trovare per inadeguatezza o ridotto numero di candidati. Il risultato è spesso una carenza di competenze digitali per le Pmi, che intanto vedono un boom di imprese che vendono online, cresciute in cinque anni di quasi 11mila unità”.  I dati sono stati diffusi nel corso dell’Internet governance forum Italia 2020, “il processo globale, condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite, che favorisce il confronto e il dibattitto tra tutte le parti interessate alla governance di internet, organizzato quest’anno dal sistema camerale”. Se la trasformazione digitale incalza il sistema produttivo, “il mercato del lavoro, secondo le rilevazioni del sistema informativo Excelsior nel 2019, ancora non risponde in maniera sufficiente, visto che quando le e-skill digitali sono strategiche la difficoltà di reperimento sale addirittura al 36,4%”. “Sono impegnata – ha detto la ministra per l’innovazione tecnologica Paola Pisano – affinchè una parte delle risorse del Recovery fund sia destinata all’aggiornamento professionale e a migliorare le competenze digitali degli italiani. Nelle scuole, nelle università e nei posti di lavoro. Abbiamo la necessità di rafforzare le capacità di cittadini, imprese e personale della pubblica amministrazione nell’avvalersi di nuove tecnologie”.





Francesco: “C’è bisogno del no dei cristiani ai potenti”

 

Il profeta Elia “è l’uomo di vita contemplativa e, nello stesso tempo, di vita attiva, preoccupato delle vicende del suo tempo, capace di scagliarsi contro il re e la regina, dopo che questi avevano fatto uccidere Nabot per impossessarsi della sua vigna. Quanto bisogno abbiamo noi di credenti, di cristiani zelanti, che agiscano davanti a persone che hanno responsabilità dirigenziale con il coraggio di Elia, per dire ‘questo non va fatto, questo è un assassinio’”.Così Papa Francesco all’udienza generale. “Abbiamo bisogno – ha detto il pontefice suscitando gli applausi dei fedeli riuniti in aula Paolo VI – dello spirito di Elia”.





Covid, l’emergenza diventa infinita

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato, con una delibera, la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Il decreto Covid approvato dal governo proroga il Dpcm esistente fino al 15 ottobre. In più, viene reso immediato da subito l’obbligo di indossare mascherine all’aperto in presenza di non conviventi. E’ quanto si apprende da fonti di governo, al termine del Cdm. La Camera ha intanto approvato la risoluzione di maggioranza sulla proroga dello stato di emergenza per il Covid con 253 voti a favore e 3 voti contrari. L’aula ha invece respinto la prima parte della risoluzione dell’opposizione, per la quale era stata chiesta votazione separata, con 202 2ì e 256 no. I deputati in missione, compresi quelli in isolamento, erano oggi 120, con conseguente abbassamento della soglia per il numero legale.





“Sulle tracce del crimine”, a Museo Roma in Trastevere protagonista la Rai

 

Dal 7 ottobre 2020 al 6 gennaio 2021 il Museo di Roma in Trastevere ospita “Sulle tracce del crimine. Viaggio nel giallo e nero Rai”. La mostra, una grande mostra di Rai Teche che, attraverso immagini dell’archivio Rai, ripercorre la storia di un genere, il giallo e noir investigativo, che parla a tutte le generazioni e comincia con i grandi sceneggiati per arrivare allo streaming video delle più avvincenti serie crime di oggi. 

La mostra multimediale consta di 200 fotografie, in B&N e a colori, tratte da circa 80 programmi televisivi, di 5 installazioni video e alcune postazioni sonore e sarà organizzata secondo un percorso tematico – cronologico. 

Lungo sette decenni il pubblico si è appassionato agli enigmi che venivano via via risolti dagli investigatori degli sceneggiati e delle serie RAI: a volte ispirati a figure letterarie, come Maigret, o l’Ingravallo di Gadda, o il commissario Montalbano, altre volte frutto di un’invenzione originale, a cominciare dal tenente Sheridan. Al giallo classico si sono affiancati nuovi sotto-generi, le storie gotiche come le atmosfere ambigue del noir. Il bianco e nero ha lasciato il posto al colore e sono emersi nel tempo nuovi stili, ma ancora oggi molti dei polizieschi più antichi appaiono di straordinaria qualità. 

Per giungere ai grandi commissari come Montalbano e Schiavone, due irregolari delle questure televisive, la Rai è partita da lontano. Con gli indimenticabili sceneggiati degli anni ’50 che hanno fondato e fatto crescere il genere giallo e introdotto il noir, attraverso commissari, poliziotti, marescialli e questurini diventati famosi. Già nel 1954 la Rai infatti manda in onda Il processo di Mary Dugan adattamento televisivo da un giallo dell’americano Bayard Veiller. Ancora, la domenica sera l’Italia si fermava estasiata ad ascoltare le melanconiche note di Luigi Tenco che introducevano quel gigante di Gino Cervi, il Maigret preferito dallo stesso Simenon E poi il ghigno ferale di Ubaldo Lay-il tenente Sheridan che inaugura l’hard-boiled all’italiana; e Lauretta Masiero-Laura Storm, il gigionesco Tino Buazzelli-Nero Wolfe fino a Gigi Proietti, il maresciallo Rocca, Luca Zingaretti-il commissario Montalbano, ormai eroe di fama internazionale e il più recente Marco Giallini il vicequestore Rocco Schiavone. 

Una carrellata di immagini e personaggi che ripercorre la vicenda dello stesso genere giallo in Tv il cui riscontro ha reso a suo tempo necessaria l’invenzione di nuove formule, soprattutto nel settore degli originali, cioè delle opere scritte apposta per il video. Dopo la tappa capitolina la mostra sarà ospitata a gennaio presso gli spazi espositivi di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, realizzata in collaborazione con le Civiche Raccolte Storiche – Comune di Milano / Cultura. 

L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC card.

 




Simeone (FI): "A Roma su mezzi pubblici il distanziamento è impossibile"

 

“In queste ore in ambito governativo si riflette sull’introduzione di nuove misure restrittive finalizzate a contrastare la diffusione del Covid nel nostro Paese soprattutto con la crescita della curva dei contagi. Analogamente anche l’amministrazione regionale dovrebbe intervenire con provvedimenti concreti volti a limitare il rischio di trasmissione del virus. Purtroppo riscontro che in alcuni settori la Regione latita e i problemi aumentano. Mi corre infatti l’obbligo di segnalare criticità notevoli legate al rischio assembramenti sui mezzi di trasporto”. Così in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. 

“In tutta la regione si registrano difficoltà e disagi per via del sovraffollamento dei mezzi pubblici. Molte segnalazioni – dice – provenienti da cittadini di tutte le età e fasce sociali, dimostrano come nelle ultime settimane soprattutto nei treni regionali le corse non sono in linea con gli standard di sicurezza che gli utenti lecitamente si aspettano. Prendere il treno è diventata una scommessa, i distanziamenti sociali non esistono. Sui bus si assiste a disagi quotidiani con passeggeri spesso ammassati all’interno dei mezzi. Una situazione che si verifica costantemente pure nelle diverse linee della metropolitana di Roma Capitale. Ad oggi non viene assicurato il distanziamento sociale e negli orari di punta aumenta a dismisura il rischio di diffusione dei contagi. Ritengo che l’amministrazione regionale dovrebbe prestare maggiore attenzione sulla gestione dei mezzi pubblici locali, intervenendo concretamente sulle modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid. Decine di migliaia di utenti, pendolari e passeggeri di tutto il Lazio gliene sarebbero grati” conclude.




Dalla Regione Lazio 53 milioni alle aziende per il tpl

 

La giunta regionale del Lazio ha dato attuazione al DL 34 del 19 magio 2020, destinando oltre 53 milioni di euro alle aziende del Tpl regionale come compensazione ai mancati introiti relativi ai mesi di marzo e aprile 2020, conseguenti all’emergenza Covid. “Questo aiuto – dichiara l’assessore alla Mobilità Mauro Alessandri – è un’indispensabile boccata di ossigeno per le aziende del Tpl regionale che, durante il lockdown degli scorsi mesi, hanno subito un drastico calo della liquidità disponibile in cassa.”





Riccardi (Sant’Egidio): "Roma Capitale ha abbandonato le periferie"

 “C’è una inerzia della società romana, potranno cadere teste e reti mafiose, ma la battaglia  non si vincerà finchè non si porrà seriamente il  problema della periferia romana e a Roma è un problema di governo del Comune e questo, va detto, per il tono di abbandono che è penetrato  nell’animo dei romani, di assenza di un progetto, di una visione  della città e del futuro dei giovani”. 

Parole del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, in occasione della presentazione del V rapporto Mafie nel Lazio” a Roma. “Manca una idea su  Roma da troppi anni, veramente da tanti anni e questo – ha detto – si sente e c’è entrato dentro a tutti e crea rassegnazione”. Per Riccardi c’è “la carenza di passione civile di una parte della  città per l’altra” e “o si ritorna sul territorio come politico e azione civile, o questo territorio  rischia di esser sempre più consegnato al degrado”. 

Riccardi ha fatto riferimento alla necessità della “rinascita di una passione civile nutrita di una  cultura larga e popolare della città e di una politica che sia capace di essere sul territorio e di realizzare una rete tra le persone altrimenti si resta isolati e si rischia di restare isolati”.




Presentato al Governo da Roma Capitale il Piano sul Recovery Fund

 

Roma Capitale ha inviato al governo il “Piano di Sviluppo resiliente, sostenibile e inclusivo”, delineando “una strategia di sviluppo urbano finalizzata a garantire una ripresa sociale ed economica dopo l’emergenza Covid-19”. Lo rende noto il Campidoglio, ricordando che il Piano è stato presentato oggi dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Presenti anche il vice ministro dell’economia e delle finanze, Laura Castelli, e l’assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle Partecipate di Roma Capitale, Gianni Lemmetti. 

Dopo un’attività di ricognizione, elaborazione e analisi che ha coinvolto tutti gli assessorati e le strutture capitoline, oltre alle società partecipate, è stato predisposto un elenco di opere pubbliche e un set di fabbisogni di investimento per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro, da finanziare principalmente con le risorse del Recovery Fund. 

“L’obiettivo di questo Piano è quello di rendere Roma una città sostenibile, equa, accessibile e inclusiva, innovativa, che supporti le imprese locali e sia attenta ai bisogni dei soggetti più fragili. Abbiamo una visione chiara per il futuro della Capitale”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi, aggiungendo: “Una città rigenerata dal punto di vista urbano, con strutture sicure ed efficienti, dove ci si potrà muovere come nelle grandi Capitali europee grazie allo sviluppo della rete metropolitana, tranviaria e di mobilità sostenibile. Il programma di investimenti prevede una serie di interventi sinergici che contribuiscono complessivamente allo sviluppo urbano della città”. 

Il complesso di interventi – spiega il Campidoglio – si articola in ambiti fondamentali per la crescita e la ripresa della città: inclusione sociale e rigenerazione urbana, mobilità sostenibile e integrata, infrastrutture sicure ed efficienti, transizione ecologica, digitalizzazione e innovazione. 





Mafie nel Lazio: crescono gli affari legati alla droga. Preoccupazioni per le guerre intestine e l’arrivo della crimininalità straniera

 

“Nel 2019 – secondo i dati forniti dalla Direzione centrale per i Servizi Antidroga – sono state portate a termine il 14,81% di operazioni antidroga avvenute sul territorio nazionale, l’8,81% le sostanze stupefacenti sequestrate, e il 15,86% le persone segnalate all’autorità giudiziaria”. E’ quanto emerge da “Mafie nel Lazio”giunto alla V edizione e presentato oggi dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, insieme a Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Legalità e Sicurezza della Regione Lazio, alla presenza del Colonnello Francesco Gosciu, Direttore della Dia di Roma, di Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio e del Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi. 

Complessivamente in questo anno sono stati sequestrati 3691,60 kg di droga. Nel periodo preso in esame dalle statistiche della locale distrettuale antimafia sono state indagate per reati di associazione mafiosa 295 persone e 178 per reati aggravati dal cosiddetto metodo mafioso. Quest’anno la pubblicazione fornisce anche alcuni dati relativi ai procedimenti in corso per corruzione nella Capitale per meglio comprendere il rapporto fra i fenomeni corruttivi e quelli mafiosi. Infine, altri dati che rendono le dimensioni del fenomeno oggetto al centro del Rapporto: quelli relativi ai beni confiscati alle mafie nella regione. Attualmente 1243 beni sono in gestione da parte dell’agenzia nazionale e 821 sono stati destinati al riutilizzo sociale e istituzionale, come previsto dalla legge. Per quel che riguarda infine le illegalità economiche, la Banca d’Italia segnala per il Lazio 10.567 operazioni sospette di cui 9037 a Roma.  

 A Roma e nel Lazio clan in fibrillazione

Il salto di qualità dei narcotrafficanti di quartiere realizzato in questi anni a Roma e nel Lazio, mutuando dalle mafie tradizionali il metodo mafioso e operando sul territorio con modalità differenti, a seconda delle aree geografiche o economiche di interesse.

Come si spiega nel rapporto, cercando di cogliere le diverse caratteristiche di questi gruppi criminali, si constata la presenza sul territorio delle narcomafie romane, gruppi criminali che hanno affiancato al traffico di droga la pratica costante e organizzata delle estorsioni, dell’usura e del recupero crediti abusivo, con l’uso del metodo mafioso. Si tratta di una fase evolutiva dei narcotrafficanti – è spiegato nel documento – che può portare nella direzione della formazione di gruppi criminali strutturati di stampo mafioso, che già operano nella Capitale in forme plurime. Questi organismi criminali che agiscono spesso, ma non in maniera esclusiva, in aree geografiche ben definite della città, sono uno dei sintomi di un sistema criminale in continua evoluzione. C’è inoltre una evidente fibrillazione di questi clan nella Capitale in interazione con le mafie tradizionali. 

Gambizzazioni, omicidi, sparatorie sono la parte visibile di un dialogo criminale costantemente in corso nella pancia della città per la conquista di spazi di investimento e il controllo di alcune attività illecite, che va letto con attenzione per comprenderne caratteristiche e conseguenze”.

Il Prefetto di Roma, Piantedosi: “Preoccupa la presenza delle mafie straniere”

 “Roma non è luogo tradizionale di mafie, ma vede crescere sempre più mafie tradizionali in tutte le sue articolazioni e le mafie autoctone e i fatti di cronaca ci confermano la preoccupante presenza di criminalità straniere”. Parole del prefetto di Roma Matteo Piantedosi, oggi alla presentazione del V rapporto sulle Mafie nel Lazio in corso a Roma. “A Roma è tutto più facile per le consorterie criminali e quindi occorre maggiore impegno per il contrasto a questi fenomeni. In nessuna parte come Roma – ha spiegato il prefetto – c’è la saldatura tra degrado urbano e crescita di fenomeni criminali e tutto corre intorno alla droga. La nostra grande scommessa è combattere ciò. L’attenzione va posta su scenari futuri indotti dal Covid e dovuti all’arrivo di nuovi fondi che andranno preservati dall’interesse dai gruppi criminali. Dobbiamo stare attenta che questa miscela, serve prevenzione, bisognerà buttare il cuore oltre l’ostacolo”.





Striscioni in tutta Italia per chiedere la liberazione dei pescatori italiani in Libia

 

“Liberate i pescatori italiani”. È questa la frase che questa mattina campeggiava su degli striscioni affissi in un centinaio di città italiane in sostegno dell’appello lanciato da alcuni consiglieri comunali e regionali che in tutta Italia stanno chiedendo al governo di intervenire per riportare a casa i 18 pescatori rapiti da oltre un mese in Libia. La marina militare del generale Haftar ormai più di un mese fa, ha sequestrato e portato a Bengasi due pescherecci di Mazara del Vallo, con 16 pescatori a bordo, mentre altre due imbarcazioni sono riuscite a fuggire, senza riuscire ad evitare però il sequestro del primo ufficiale e del comandante. 

“Dal 1 settembre scorso – si legge nell’appello dei consiglieri comunali – 18 pescatori italiani sono stati sequestrati da dei predoni libici mentre pescavano in acque internazionali. In un incredibile silenzio mediatico ed istituzionale, sono tenuti prigionieri non si sa dove, dalla fazione libica del generale Haftar, il pretendente governatore non riconosciuto dalla comunità internazionale, che in cambio dei nostri pescatori chiede la liberazione di quattro scafisti libici accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di omicidio plurimo per la morte di una cinquantina di immigrati lasciati soffocare nella stiva della barca che stavano conducendo presso le nostre coste. Con questo appello – spiegano i consiglieri – vogliamo innanzitutto riaccendere i riflettori su questa vicenda ma anche sollecitare il governo ad un intervento militare in Libia, che riteniamo l’unica soluzione praticabile, per riportare finalmente i 18 pescatori a casa dalle loro famiglie”. 

In circa 60 Comuni italiani, che aumenteranno nei prossimi giorni, ed in alcune Regioni è stata anche presentata una mozione che chiede ai consigli comunali di esprimere solidarietà alle famiglie dei pescatori e di sollecitare il governo per un rapido intervento.





Vaticano, c’è una nuova una commissione che si occuperà degli appalti più riservati

 

 Papa Francesco ha nominato presidente e membri della Commissione Materie Riservate. 

Presidente di questa neonata commissione è il cardinale statunitense Kevin Farrell, presidente del dicastero per i Laici, la Famiglia e la Cita, segretario Mons. Filippo Iannone, presidente del pontificio consiglio per i Testi legislativi, e membri sono mons. Fernando Vérgez Alzaga, segretario del Governatorato, Mons. Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa) e pade Juan Antonio Guerrero, prefetto della Segreteria per l’Economia. 

Sarà questa commissione, spiega Vatican News, a stabilire caso per caso su quali atti di natura economica è necessario mantenere la riservatezza. Per comprendere il significato della decisione bisogna infatti tornare a quanto si legge nel codice degli appalti pubblicate nel giugno scorso (“Norme sulla trasparenza, il controllo e la concorrenza dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”). Nell’articolo 4 di quel testo approvato dal Papa era specificato che l’applicazione della normativa veniva applicata a tutti i contratti pubblici ad esclusione di alcuni casi. 

Tra i casi in cui non si applica la normativa, al punto “d” dello stesso articolo, venivano citati i “contratti stipulati direttamente dalla Segreteria di Stato e dal Governatorato, per quanto di competenza”, e che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche”: “Siano necessari per adempiere gli obblighi internazionali, qualora lo stesso strumento detti direttamente le regole per aggiudicare gli appalti”; “Siano in tutto o in parte finanziati da un’organizzazione internazionale o da un’istituzione finanziaria internazionale e le Parti contraenti si siano accordate sulle procedure di aggiudicazione applicabili”; “Attengano a materie coperte dal vincolo di segretezza di cui all’art. 39 del Motu Proprio ‘La Cura Vigilantissima’”; “Attengano all’Ufficio e alla sicurezza del Romano Pontefice, della Santa Sede e della Chiesa Universale ovvero siano necessari o funzionali ad assicurare la missione della Chiesa nel mondo e garantire la sovranità e l’indipendenza della Santa Sede o dello Stato della Città del Vaticano”. 

L’articolo 4 del Codice per gli appalti si concludeva con breve paragrafo (comma 2), nel quale veniva specificato che “Un Comitato di controllo nominato dalla Superiore Autorità vigila sui Contratti di cui al precedente paragrafo 1 lettera d”. La Commissione istituita nei giorni scorsi assume dunque questi compiti di controllo e vigilanza.

 





L’Oms possibilista sul vaccino: “C’è speranza di averlo entro il 2020”

 

 “C’è una speranza che entro la fine di quest’anno possiamo avere un vaccino. Esiste una speranza”, ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Il mondo ha bisogno di usare “tutti gli strumenti a disposizione” per mettere fine alla pandemia, tra cui anche i vaccini, ma non solo questi.

Attualmente ci sono 40 diversi vaccini nello stadio del trial clinico. Tedros, però, non ha parlato in modo specifico del vaccino più vicino alla fase di utilizzo.

 





Duro colpo alle bande di spacciatori a Prato: 19 misure cautelari

 

 

 Operazione antidroga “Pusher” della polizia tra Prato, Pistoia, Porretta Terme (Bologna), e Signa (Firenze): investigatori della Polizia di Prato e del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine hanno eseguito una misura cautelare che dispone 13 custodie in carcere, un divieto di dimora con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e 5 divieti di dimora nei confronti di 19 persone accusate di spaccio di droga. 

Le indagini, avviate nel settembre del 2019 e supportate da attività tecniche e dall’impiego di operatori sottocopertura, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di un gruppo criminale composto da 17 nigeriani, un guineano ed un ghanese che, secondo la polizia, spacciavano eroina e marijuana a Prato, in particolare nei pressi della Stazione Centrale, città al centro, da diversi anni, di episodi delittuosi di criminalità diffusa connessi e indotti dal fenomeno del “pendolarismo” dello spaccio. 

Infatti Prato negli ultimi anni ha registrato la presenza di numerosi pusher, provenienti anche dalla provincie limitrofe, che si recavano nel territorio con l’esclusiva finalità di spacciare stupefacenti, originando un indotto delinquenziale interessante gli aspetti della microcriminalità e minando la percezione di sicurezza della collettività.





Usa, deficit bilancia commerciale +5,9%, il più alto dal 2006

 

 Gli Stati Uniti hanno registrato in agosto il più grande deficit commerciale mensile dal 2006, poiché le importazioni di beni di consumo sono tornate ai livelli pre-pandemici e le esportazioni di servizi e prodotti manifatturieri sono rimaste bloccate. Il deficit commerciale degli Stati Uniti è aumentato del 5,9% da luglio a 67,1 miliardi di dollari, ha affermato il Dipartimento del Commercio in un rapporto di martedì. Le importazioni sono aumentate del 3,2% a 239 miliardi di dollari in agosto, mentre le esportazioni sono aumentate del 2,2% a 171,9 miliardi. Gli economisti avevano previsto un gap commerciale di 66,2 miliardi. Il dato di luglio è stato rivisto da 63,56 a 63,37 miliardi.





Timori della Lagarde (Bce): “Nuove misure Covid avranno impatto su ripresa”

 

Dopo la ripresa post lockdown nell’area euro, ora alla Bce “temiamo” che le nuove misure di contenimento che i governi dovranno prendere contro la seconda ondata Covid “avranno un impatto su questa ripresa”, fino a poter causare un secondo calo del Pil. ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata durante il “Ceo Summit” del Wall Street Journal. 

Nell’Unione monetaria la ripresa resta “incompleta, incerta e diseguale”. Inoltre ora “vediamo che dopo un periodo di lockdown che ha avuto abbastanza successo nel ridurre i contagi, ma ha colpito duramente l’economia, c’è stato un rimbalzo. Ma adesso vediamo una ripresa dei contagi – ha spiegato Lagarde – in particolare nelle città, in questa fase i Paesi più colpiti sono Francia e Spagna”. 

Osservando il quadro “con lenti economiche”, ha proseguito “se abbiamo avuto una ripresa a tarda primavera-inizio estate, ora temiamo che le nuove misure contenimento avranno un impatto su questa ripresa. Temiamo che possa esserci un ‘secondo braccio’ della V”, in riferimento a quello che gli economisti chiamano “ripresa a V”, un calo seguito da un netto recupero. In pratica Lagarde teme possa esserci una ripresa a W. 

Ad ogni modo “penso che quanto abbiamo visto sia in Spagna, che in Italia, Germania e Francia è la determinazione di non andare nuovamente a lockdown completi, perché ovviamente (i governi) hanno imparato molto, tra cui che misure più mirate sarebbero più efficienti. Si sono impegnati tutti su questo”, ma le misure di contenimento avranno “un impatto sulla ripresa economica”, ha ribadito.

 





Avvertimento della Georgieva (Fmi): “Crisi non finita, ci aspetta una lunga salita”

 

“L’economia globale sta tornando dalle profondità della crisi. Ma questa calamità è tutt’altro che finita. Tutti i Paesi stanno ora affrontando quella che definirei ‘la lunga ascesa’, una difficile salita che sarà lunga, accidentata e incerta. E suscettibile di battute d’arresto”. A dirlo è stata Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo monetario internazionale, all’inizio del suo discorso di apertura degli Annual Meetings di Fmi e Banca Mondiale.





Crimi annuncia gli stati generali del M5S

 

 

“In questi anni il MoVimento 5 Stelle ha realizzato grandi cose, le ha fatte mettendo al centro sempre l’interesse dei cittadini e del Paese. Per andare avanti, per realizzare nuovi obiettivi, abbiamo bisogno di riorganizzarci e per farlo lanciamo gli Stati Generali del MoVimento 5 Stelle. Oggi partono e si concluderanno il 7 e l’8 novembre a Roma in un grande incontro nazionale”. Lo annuncia Vito Crimi, capo politico del M5s, in un post sul Blog delle stelle. 

“Saranno partecipati dal basso – aggiunge – e sarà un momento di coinvolgimento globale di tutti i nostri iscritti. Si parte dalle assemblee regionali e provinciali, che saranno convocate dai facilitatori regionali, già incaricati di attivarsi in questa direzione. Queste assemblee stileranno un documento per mettere insieme i temi da porre in primo piano nell’agenda politica del MoVimento, come realizzarli e quindi che organizzazione dobbiamo darci e quali regole servono per raggiungere quegli obiettivi. Queste assemblee dovranno designare dei rappresentanti che verranno a Roma – un numero circoscritto perché ovviamente anche l’emergenza Covid ci costringe a fare degli incontri che siano limitati per il numero di persone – in un’assemblea che non avrà un potere deliberante, perché l’ultima parola spetta sempre all’assemblea degli iscritti”. 

Nella due giorni del 7-8 novembre “i rappresentanti incaricati dalle regioni si incontreranno e confronteranno in tavoli di lavoro. Una full immersion che si svolgerà nelle giornate di sabato e domenica mattina. In conclusione, i singoli tavoli dovranno produrre una sintesi dei lavori e di tutte le questioni che devono essere affrontate o messe in discussione. Le sintesi dei lavori domenica pomeriggio sfoceranno in una assemblea, che prevederà un dibattito pubblico in streaming. Al dibattito potranno intervenire anche coloro i quali non sono stati designati quali rappresentanti”. 

“La sintesi, il documento finale – conclude – dovrà essere sottoposto al voto della rete, alla nostra assemblea degli iscritti, che avrà sempre l’ultima parola e deciderà sul futuro del MoVimento”.

 





L’appello di Fico al Movimento: “Evitiamo la scissione, chi è in minoranza non abbandoni”

 

“Si è spesso parlato di scissione, ma finora – semplicemente – alcune persone sono andate via”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico (M5S) in un’intervista a Repubblica nella quale invita ad evitare scissioni. “Quando ero in minoranza non ho mai abbandonato la nave. Ho sempre lavorato perché le cose potessero migliorare.

Spero che oggi, da parte di chi critica alcuni processi, ci sia lo stesso atteggiamento”.

“Quando dal palco di Palermo parlavo di cose che non funzionavano, il leaderismo, la prevalenza della comunicazione sulla sostanza, dicevo la mia, ma non ho mai abbandonato la nave.Ho sempre lavorato perché le cose potessero migliorare, in senso costruttivo”, spiega. Serve un organo collegiale per guidare il Movimento e anche Fico si candiderà? “Ho detto che non mi tirerò mai indietro quando si tratta di dare una mano al Movimento, ma non significa per forza farne parte”.

L’alleanza con il Pd, poi, non è “la morte nera” come invece ha detto Alessandro Di Battista “e per capirlo basta guardare a tutto quel che abbiamo fatto da quando siamo al governo con il Pd – sottolinea Fico -, la riforma costituzionale, questo decreto immigrazione, le misure che hanno tutelato la popolazione durante l’emergenza Covid, anche dal punto di vista economico. Però nulla può avvenire a prescindere. Abbiamo l’opportunità di creare un laboratorio per attualizzare anche le agende politiche. E lo stiamo facendo: qualcuno dimentica che gli iscritti al M5S hanno votato l’alleanza di governo con il Pd e, adesso, le intese locali”. Teme che con Casaleggio si finisca in tribunale? “Mi sembrerebbe assurdo. Negli anni ho sempre cercato una composizione, non vedo perché non si debba tentare anche stavolta”, conclude.





Medaglia d’oro al Valor Civile conferita da Mattarella a Willy Duarte e Don Roberto Malgesini

 

 

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella ha conferito la medaglia d’oro al merito civile alla memoria di Don Roberto Malgesini e Willy Monteiro Duarte. Il sacerdote, ucciso a coltellate, è stato "un autentico interprete dei valori di solidarietà umana, nella cura degli ultimi, offrendo amorevole accoglienza e incessante sostegno". Riconosciuta la generosità anche di Willy Duarte, assassinato a calci e pugni "mentre interveniva in difesa di un amico".

La motivazione per Willy Monteiro Duarte

La medaglia d’oro al valor civile a Willy Monteiro Duarte - Il Presidente Sergio Mattarella, su proposta del Ministro dell’Interno, ha firmato il decreto di conferimento della medaglia d’oro al Valor Civilealla memoria per Willy Monteiro Duartecon la seguente motivazione: "Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un’accesa discussione. Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita. Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio".

La motivazione per don Roberto Malgesini -

"Con generosa e instancabile abnegazione - si legge nella motivazione per l’onorificenza  a don Roberto Malgesini- si è sempre prodigato, quale autentico interprete dei valori di solidarietà umana, nella cura degli ultimi e delle loro fragilità, offrendo amorevole accoglienza e incessante sostegno".  

"Mentre era intento a portare gli aiuti quotidiani ai bisognosi - prosegue la motivazione -, veniva brutalmente e proditoriamente colpito con numerosi fendenti, fino a perdere tragicamente la vita, da un uomo al quale aveva sempre dato piena assistenza e pieno sostentamento. Luminoso esempio di uno straordinario messaggio di fratellanza e di un eccezionale impegno cristiano al servizio della Chiesa e della società civile, spinti fino all’estremo sacrificio". 





Covid-19 torna a far paura. I nuovi contagi sono 3.678 e le vittime 31. Record di tamponi 125.314

 

Sono 3.678 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore (mille più di martedì): la soglia dei tremila non si superava dal 24 aprile, quando furono 3.021. I tamponi eseguiti hanno superato quota 125mila, segnando un altro record (125.314). I decessi sono stati 31 (contro i 28 di martedì), mentre le terapie intensive sono 18 in più. Sono invece 1.204 i guariti in più rispetto a martedì. Nessuna Regione segna zero nuovi contagi.

Attualmente i positivi sono 62.756. Di questi, 58457 sono in isolamento domiciliare, 3.782 ricoverati con sintomi e 337 in terapia intensiva.

Tutte le Regioni italiane registrano casi nelle ultime 24 ore. Il dato più alto in Campania con 544 positivi, seguita dalla Lombardia con 520. Sono 11 le Regioni in tripla cifra. Casi in aumento anche in Veneto (375), seguito dal Lazio (357) e dalla Toscana (300). Sopra quota 200 positivi anche il Piemonte con 287 e la Sicilia con 213. La Regione che registra meno contagi è il Molise con un solo caso. 

Nuovo aumento dei contagi in Campania: in 24 ore sono 544 i positivi su 7.504 tamponi, un decesso e 177 guariti. Il report sui posti letto su base regionale indica che ci sono 52 posti letto in terapia occupati su 99 disponibili.