Al via nella Capitale la campagna “Iperconnessi” sulle dipendenze da smartphone

 

Al via la campagna di comunicazione social del progetto “Iperconnessi”, con l’obiettivo di diffondere informazioni corrette e utili a beneficio dei giovani, delle famiglie e del corpo docenti, in merito alle nuove condotte e agli stili di vita emergenti nei giovanissimi in rapporto all’uso dello smartphone e dei social media. Il progetto, promosso dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale e dal Dipartimento Politiche Sociali – Direzione Benessere e Salute, è realizzato dalla Fondazione Roma Solidale, in partenariato con l’Ordine degli Psicologi del Lazio e con la collaborazione di Idego Psicologia digitale. Originariamente erano previste negli ultimi mesi dello scorso anno scolastico alcune attività di esplorazione del fenomeno per ragazzi e bambini tra i 10 e i 14 anni degli istituti scolastici primari (con particolare riferimento al 4° e al 5° anno) e secondari di I grado del territorio romano, mediante azioni di approfondimento e attivazione. Con l’inizio dell’emergenza da COVID-19, è stato necessario rimodulare il progetto. L’esplorazione conoscitiva con le scuole coinvolte è stata effettuata in modalità on line, valorizzando proprio quella didattica a distanza che ha finito inevitabilmente per determinare un ulteriore incremento delle iperconnessioni degli alunni, insieme alla necessità di supplire al contatto reale con il proprio gruppo di pari. Sia i giovanissimi che già usavano i social che quelli che ancora non vivevano questa realtà si sono trovati, come gli adulti, a sperimentare un radicale cambiamento nel contesto del lockdown e della successiva fase di convivenza con il virus. 

Due gli obiettivi della campagna: analizzare il fenomeno crescente delle dipendenze da smartphone, nella fascia d’età 10-14 anni e promuovere un utilizzo maggiormente consapevole degli strumenti tecnologici presso le nuove generazioni. Oltre a riportare i primi dati emergenti, infatti, la campagna prevede azioni di sensibilizzazione a vantaggio sia dei giovanissimi che dei ragazzi più grandi, ma anche degli adulti.





La denuncia di Fassina (SpR): “E’ grave il tentativo di chiudere Casetta rossa”

 

“È grave il tentativo di chiudere Casetta rossa, nel cuore di Garbatella: uno spazio vero, vissuto, riconosciuto dal territorio, prezioso per le sue attività culturali e solidali”, lo ha dichiarato Stefano Fassina consigliere di SpR promotore di Roma Ventuno”. “Come è possibile motivarne la chiusura con l’assenza di attività culturali? Che cosa sono le presentazioni dei libri, i caffè di scambio linguistico, le iniziative di solidarietà con l’associazione Baobab, i presidi per gruppi d’acquisto? È tutto documentabili facilmente. Non si può continuare a spegnere la città”, sottolinea Fassina, annunciando: “Presentiamo un’interrogazione urgente per chiedere alla sindaca Raggi quali provvedimenti intende adottare sia di carattere generale per la salvaguardia e la valorizzazione delle centinaia di esperienze di welfare cittadino, minacciate dalla proposta di regolamento di attuazione della famigerata delibera 140/2015, sia le misure specifiche al fine di evitare la perdita di Casetta Rossa”.





Industria e sindacato, Manzella (Sviluppo Economico) e Buschini incontrano i sindacati Fca

 

Continua l’impegno del Consiglio regionale del Lazio per risolvere la crisi dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano e sostenere i livelli occupazionali attraverso il rilancio del settore automotive nella provincia di Frosinone. Oggi si è tenuta una riunione – in modalità telematica – convocata dal presidente Mauro Buschini per affrontare la questione insieme al sottosegretario allo Sviluppo economico, Gianpaolo Manzella, l’assessore regionale al Lavoro, Claudio Di Berardino, i consiglieri regionali Loreto Marcelli (M5s) e Pasquale Ciacciarelli (Lega), i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, i sindaci del territorio interessato Enzo Salera (Cassino) e Gioacchino Ferdinandi (Piedimonte San Germano) e il presidente del Cosilam (Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale), Marco Delle Cese. Nel corso dell’incontro – che fa seguito alle altre iniziative che negli ultimi 18 mesi il presidente Buschini e il Consiglio regionale hanno dedicato alla questione, tra cui due mozioni approvate dall’Aula – sono stati affrontati i temi della cassa integrazione, della crisi dell’indotto dovuta alla contrazione del mercato dell’automotive, delle prospettive di rilancio – legate soprattutto alla programmazione dei fondi europei – e del potenziamento delle infrastrutture locali. In apertura di riunione, Buschini ha ricordato gli interventi e i finanziamenti regionali che hanno interessato il settore dell’automotive e il territorio del Frusinate nonché le interlocuzioni costanti con il Ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro. A tal proposito, il sottosegretario Gianpaolo Manzella ha ribadito l’impegno del Governo su tre punti: 1) settore Automotive e suo indotto (“centrale all’interno del futuro industriale italiano”, ha detto Manzella, ricordando anche gli incentivi per le eco auto finanziati dallo Stato); 2) questione ‘Area di crisi complessa’, che – ha detto il sottosegretario – “richiede interventi speciali, massima attenzione alla progettualità che emerge da quei territori e massima disponibilità a studiare, insieme alla Regione, forme di rafforzamento e di investimento che permettano di attivare nuove risorse”; 3) rapporto tra ambiente e sviluppo economico, “alla luce di un nuovo dialogo avviato tra i due ministeri competenti – ha detto Manzella – su come rendere sempre più compatibili le esigenze dello sviluppo economico con la tutela dei territori e della popolazione”. Il sottosegretario del Mise ha quindi ribadito la “massima disponibilità nei confronti di un territorio a fortissima vocazione imprenditoriale, che merita un’attenzione particolare in un progetto di rilancio generale, che deve coinvolgere anche un’altra risorsa molto importante come l’Università di Cassino”. Queste tematiche, insieme alla questione occupazionale, oggi sono state affrontate e approfondite anche dai rappresentanti sindacali Donato Gatti (Fiom Cgil Frosinone e Latina), Enrico Coppotelli (Cisl Lazio), Fabio Bernardini (Cisl Frosinone), Roberto Di Francesco (Uil Lazio), Francesco Giangrande (Uilm Frosinone) e Armando Valiani (Ugl Lazio). Dopo un ampio confronto, il presidente Mauro Buschini ha proposto agli interlocutori di attivare quattro tavoli interistituzionali con i rappresentanti aziendali, quelli dei lavoratori e tutte le istituzioni pubbliche coinvolte. “Una sorta di lavoro e di metodo – ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio – che possiamo fare tutti insieme, per fare ‘esplodere’ tutti i temi sviscerati oggi e tornarci su tra trenta giorni, dopo aver messo il tema ‘automotive’ al centro dell’agenda”. Buschini ha quindi elencato i quattro temi da approfondire per ciascun tavolo: 1) Le infrastrutture (questione posta come emergenza soprattutto dal sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi); 2) l’Area di crisi complessa; 3) gli ammortizzatori; 4) la programmazione dei fondi europei. Sul primo punto, il tema delle infrastrutture, il presidente ha proposto di attivare un confronto, presso il Cosilam, tra i sindaci del territorio interessato, gli assessori regionali competenti in materia, i consiglieri regionali della provincia di Frosinone, i sindacati e Astral, la società regionale che si occupa della rete stradale del Lazio. Sul secondo punto, il tema dell’area di crisi complessa e degli strumenti attrattivi rispetto al territorio, Buschini ha proposto di attivare un altro confronto (anche in questo caso presso il Cosilam) tra il Ministero per lo sviluppo economico, gli assessorati regionali alle attività produttive e al lavoro, i sindaci, i sindacati e l’università. Sul tema degli ammortizzatori, il presidente ha invitato l’assessorato regionale al Lavoro ad aprire un tavolo di confronto con le sigle sindacali e Fca. Infine, sul tema della programmazione dei fondi europei, Buschini ha detto che “è necessario un confronto presso la sede della Regione con gli assessori coinvolti, in testa il vicepresidente Leodori, e un delegato per ogni sigla sindacale”. “Tutto questo compone il ‘pacchetto automotive’ al quale questo tavolo può lavorare, da qui a trenta giorni, per produrre documenti, contributi fattivi che possano consentirci poi di portare avanti e realizzare le diverse tematiche”, ha concluso Buschini.





Finalmente la riqualificazione del Teatro Alessandrino di Roma

 

È stato approvato dalla Giunta Capitolina il progetto esecutivo sulla riqualificazione del Teatro Alessandrino all’interno del Parco Palatucci, più noto come Parco di Tor Tre Teste, area verde di circa 80 ettari nel Municipio V. Il progetto, grazie a uno stanziamento di circa 76mila euro (63mila il costo dei lavori, più le spese fisse), prevede interventi di recupero e messa in sicurezza della struttura all’aperto, inaugurata nel 2001, che attualmente versa in uno stato di avanzato degrado per la presenza di sedute quasi completamente rimosse o vandalizzate e di piante infestanti su tutta la superficie del teatro. 

“Vogliamo restituire ai cittadini un luogo di cultura che da 10 anni ha conosciuto un inarrestabile processo di degrado, sfociato in una serie di atti di vandalismo. Il teatro fino al 2010 ha ospitato importanti eventi, soprattutto nel periodo estivo, salvo poi essere progressivamente abbandonato. Questo luogo, all’interno di uno dei polmoni verdi del quadrante est della città, deve tornare a essere vitale e fruibile, come richiesto da comitati di quartiere e associazioni culturali che hanno promosso anche una petizione per chiederne la ristrutturazione. Coniugare recupero ambientale e culturale è una priorità” spiega l’assessora alle Politiche del verde Laura Fiorini. 

Il restyling del Teatro Alessandrino all’aperto, fa sapere il Campidoglio, prevede interventi di decespugliamento e bonifica vegetazionale, la rimozione delle lastre di travertino, la realizzazione di nuove sedute della cavea, la ripulitura e sistemazione della pavimentazione esistente, la messa in sicurezza dei gradoni, il ripristino delle opere in ferro sui lati della cavea. È in programma anche la messa a dimora di piante intorno alla struttura e in particolare dietro al proscenio.





ReinvenTIAMO Roma: al via percorso di partecipazione per l’area di via dei Lucani a San Lorenzo

 

Al via il percorso di partecipazione che coinvolgerà i cittadini per la rigenerazione urbana dell’area di via dei Lucani a San Lorenzo. Ad illustrarlo la sindaca di Roma Virginia Raggi, l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e la presidente del Municipio II Francesca Del Bello.

 

Da spazio culturale e creativo a distretto multifunzionale, da spazio per attività ludiche e sportive a luogo protagonista della sostenibilità ambientale. Diversi gli obiettivi da raggiungere nell’iter amministrativo per la rigenerazione urbana dell’area di via dei Lucani a San Lorenzo per trasformarla in un luogo integrato con il territorio capace di proporsi con forza per migliorare la vita del quartiere e della città che deve offrire spazi e servizi facilmente accessibili, capaci di generare intensità di relazioni in un contesto già densamente abitato. Un percorso complesso che punta a restituire al quartiere e alla città uno spazio da anni abbandonato attraverso la riaffermazione dell’interesse pubblico nella trasformazione urbana. Il protagonismo della visione pubblica sarà al centro della futura trasformazione, concentrata sui bisogni della città e pronta a contribuire alla produzione contemporanea di alta qualità urbana e architettonica per una parte di città importante e simbolicamente rilevante.

 

Abbiamo mantenuto l’impegno preso. Siamo tornati qui per lavorare insieme ai cittadini alla realizzazione di questa importante scommessa che abbiamo voluto fare con il territorio. Dall’inizio di questo percorso non ne abbiamo mai nascosto la complessità. Anzi, ne abbiamo fatto un punto di forza. Ci siamo confrontati con i privati, attraverso tempi e regole individuate dall’Amministrazione. Da oggi andremo avanti con il percorso che avevamo definito: da una parte l’esproprio delle aree e dall’altra l’ascolto dei cittadini. L’obiettivo resta immutato: riqualificare un’area abbandonata per realizzare il progetto pubblico che raccolga i bisogni e le istanze di chi vive questo quartiere”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

Abbiamo avviato questo percorso consapevoli delle sfide che ci avrebbe posto, ora è importante proseguire sulla strada tracciata, per i cittadini e per l’amministrazione. I progetti che abbiamo ricevuto nella prima fase sono molto interessanti, non rispettano alcuni vincoli imposti dal bando ma testimoniano la sostenibilità, anche economica, della trasformazione di quest’area in un polo vivo del quartiere, che integri i servizi e gli spazi pubblici di cui c’è bisogno perché possano crescere le relazioni tra le persone in luoghi accessibili, sicuri e a misura d’uomo. Di questo ha bisogno questa parte di città oggi per il suo futuro. Prendiamo atto che i proprietari dei terreni hanno scelto di non aderire al processo, ma il nostro impegno è di andare avanti con gli strumenti che abbiamo. Oggi avviamo la fase successiva, per far prevalere l’interesse pubblico, ascoltare i bisogni di chi abita a San Lorenzo, confrontarci con la sostenibilità degli interventi possibili e sviluppare un progetto condiviso per il futuro di via dei Lucani”, sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.  

 

Il quartiere di San Lorenzo ha bisogno di spazi di aggregazione funzionale. Sottrarre l’area di via dei Lucani ad un lento ma progressivo abbandono, riqualificarla e destinarla all’uso pubblico costituiscono una grande opportunità per realizzare gli interessi dei cittadini. Integrare i nuovi spazi nel tessuto urbano favorirà la partecipazione attiva dei residenti e sarà un efficace presidio contro il ripetersi in futuro di episodi drammatici o delittuosi. Il Municipio II, come amministrazione di prossimità, ha da sempre sottoposto le proprie scelte al giudizio dei cittadini e, quindi, non può che condividere la procedura di scelta partecipata del progetto da realizzare. Daremo il nostro contributo in termini di proposte e di azioni concrete e ci impegneremo responsabilmente per far prevalere l’interesse pubblico”, dichiara la presidente del Municipio Roma II Francesca Del Bello.

 

Il percorso di partecipazione ha preso il via oggi con la presentazione degli obiettivi e delle fasi alla cittadinanza. Il primo workshop si terrà giovedì 15 e venerdì 16 ottobre on line per individuare i bisogni dei cittadini, a cui seguirà un secondo workshop online il 28 e il 29 ottobre per illustrare i risultati della sessione precedente e si definiranno le linee guida del progetto che dovrà essere realizzato nell’area.

 

Inoltre, sul portale di Roma Capitale ci sarà anche la possibilità di rispondere ad un questionario che potrà essere compilato online e che andrà ad aggiungersi al percorso dei workshop dedicati.


A chiusura dell’attività di partecipazione sarà organizzato un incontro, in plenaria online, per la presentazione dei risultati emersi e delle linee guida definite mediante il percorso partecipativo.

 




Decoro nella Capitale,Raggi: “In molte zone sfalcio lungo le piste ciclabili"

 

 “Vanno avanti in molte zone di Roma le operazioni di sfalcio delle piste ciclabili, che stiamo realizzando grazie ai fondi investiti in passato per la manutenzione del verde. Ai quali si aggiungono ora i 48 milioni di euro dell’appalto per la cura di parchi e aree verdi partito questa settimana”. Lo afferma il sindaco di Roma, Virginia Raggi in un post su facebook.  Il primo cittaino cita, in particolare, tre interventi realizzati negli ultimi dieci giorni. A Dragoncello, nel Municipio X, sfalci anche in alcune aree verdi della periferia est della città: ai bordi della pista denominata Polo tecnologico, che inizia in viale del Tecnopolo e termina in via Peroni, nel Municipio IV, e sulla ciclabile di 2,2 chilometri che da parte via Farinata e arriva in Largo Mengaroni, in zona Tor Bella Monaca (Municipio VI).  “Si tratta di un lavoro programmato e continuo, su tutto il territorio, – scrive la Raggi – effettuato grazie ai tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale, anche sulla base delle segnalazioni ricevute dalle associazioni di ciclisti e dai singoli cittadini. A loro va il mio ringraziamento”. 





Campidoglio: stabilizzate altre 50 insegnanti di Roma Capitale

 

Entrano a far parte dell’organico di Roma Capitale altre 50 insegnanti di scuola dell’infanzia, grazie all’approvazione della graduatoria della procedura selettiva pubblica, per titoli ed esami, che ne ufficializza l’assunzione a tempo indeterminato. A queste si aggiungono le 50 educatrici stabilizzate lo scorso 26 agosto: a partire dal 2016, sono in tutto 1600 le lavoratrici che s’inseriscono in pianta stabile nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali. 

“Sono felice che un’altra parte importante del nostro personale educativo e scolastico esca finalmente dalle sabbie mobili del precariato. Siamo al fianco di chi lavora e lo facciamo anche stabilizzando chi per troppi anni è stato dimenticato”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“Oggi tagliamo un traguardo importante: con l’approvazione di questa graduatoria aggiungiamo un ulteriore tassello alla lotta al precariato storico di Roma Capitale. – aggiunge l’assessore al Personale Antonio De Santis – Parlano i fatti, siamo felici di aver dato risposte concrete a chi ha lottato per anni. Sin dall’inizio la nostra priorità è stata quella di invertire la rotta, impegnandoci a riconoscere il valore dell’esperienza maturata dalle insegnanti precarie che da decenni lavorano al servizio dell’Ente”.





Orlando (Pd) dice no a primarie per comunali: "Non sono panacea"

 

“Il partito romano deciderà nelle prossime ore il percorso migliore, il Pd ha tutte le risorse per individuare la personalità adatta, ma non credo che si debba seguire la strada delle primarie, non sono la panacea”. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, intervenendo a Start su Sky Tg24, facendo riferimento alla scelta del candidato per le prossime comunali a Roma. 

Orlando ha chiarito di essere favorevole a costruire una alleanza su Roma ma boccia Virginia Raggi: “Nella capitale il giudizio chiaro, si deve superare quella esperienza, che ha dato alla città cinque anni di inefficienza”. 





Di Maio: "Non c’è nessun accordo con Zingaretti contro la Raggi"

 

 

Lo staff del ministro M5s degli Esteri Luigi Di Maio smentisce le indiscrezioni pubblicate da un quotidiano romanio circa una intesa con il segretario del Pd Nicola Zingaretti per cercare di portare alla guida del Campidoglio persona diversa da Virginia Raggi. 

“Smentiamo nettamente quanto scritto oggi da Il Tempo nel pezzo “Accordo Zingaretti – Di Maio per far fuori la Raggi”. Il pezzo oltre a essere privo di fondamento – afferma una precisazione dello staff di Di Maio- è assolutamente falso e strumentale. Tra il ministro Di Maio e il segretario del Pd Zingaretti non è stato fatto nessun accordo su Roma”





Lazio: c’è il bando per l’elenco degli studi di medicina generale e pediatri per eseguire i tamponi

 

E’ stato pubblicato il bando per acquisire, su base volontaria, la manifestazione d’interesse per l’elenco degli studi dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS) nell’ambito della rete di sorveglianza regionale COVID-19. Questa rete sarà il primo livello che si aggiunge al potenziamento in corso dei drive-in e al completamento della rete dei laboratori privati, questi ultimi senza oneri a carico del servizio sanitario regionale. Titoli preferenziali per l’inserimento nella rete di sorveglianza per i MMG e i PLS sono la partecipazione a UCP ovvero associazioni di medici e l’immediata disponibilità per garantire una più ampia copertura. La fornitura dei kit e dei rispettivi lettori sarà a cura del Servizio sanitario regionale da parte delle Asl territorialmente competenti. La domanda può esser presentata dai singoli professionisti o dal referente dell’UCP per la forma associativa. La domanda dovrà essere presentata entro venerdì 16 ottobre. “Auspico una disponibilità da parte dei medici e pediatri per questa importante attività di sorveglianza regionale per il COVID-19. I medici di medicina generale stanno già fattivamente collaborando nelle Unità mobili USCA-R su cui finora non abbiamo mai avuto un caso positivo ed inoltre sono fortemente impegnati nella campagna vaccinale antinfluenzale ed hanno già a disposizione oltre 576 mila dosi di vaccino per le fasce interessate. La cosa migliore per il cittadino è chiamare il proprio medico di famiglia o pediatra per prenotare il vaccino antinfluenzale” commenta l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 





Fimmg Lazio: al via le vaccinazioni anti-influenza

 

In tutti gli studi dei medici di famiglia e pediatri del Lazio sono iniziate le vaccinazioni per l’influenza stagionale: lo comunica la Fimmg (la Federazione italiana dei medici di famiglia) del Lazio. 

“Saranno oltre 5000 i professionisti messi in campo, e che costituiranno un presidio essenziale, pronti ad arginare la crisi attuale, ed evitare, che ai gravi problemi posti dalla pandemia, si aggiungano anche quelli derivati dall’influenza, quest’anno è prevista meno aggressiva degli anni scorsi ma insidiosa se si affiancherà all’infezione Covid”, spiegano i medici di medicina generale, assicurando: “Gli stessi sanitari già dalla prossima settimana, se arriveranno le indicazioni operative. I medici sono pronti ad organizzarsi, anche per eseguire i tamponi per Covid, accelerando i tempi di diagnosi e isolamento”.





Covid, nel Lazio RT a 1.19: “Posti letto occupati nella norma”

 

“Nel 21 report del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) relativo all’ultima settimana con i dati aggiornati al 6 ottobre nel Lazio emerge un lieve incremento, atteso, dell’indicatore RT che passa da 1.09 a 1.19”. Lo comunica in una nota l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio. 

“Sia il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva per pazienti Covid, che il tasso di occupazione dei posti letto di area medica sempre per pazienti Covid rimangono sotto la soglia di attenzione secondo le modalità di monitoraggio del Ministero della Salute e dell’ISS. L’indicatore relativo al numero dei casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con la ricerca dei contatti stretti rimane in una performance ottimale. L’indicatore tra la data di inizio sintomi e la data di isolamento è pari a due giorni anch’esso al di sotto della soglia di allert. Aumenta il numero dei nuovi focolai da 25 a 31. Il totale delle risorse umane dedicate all’attività del contact tracing è pari a 1,8 per 10 mila abitanti di gran lunga superiore al valore soglia di 1 ogni 10 mila indicato dal decreto del 30 aprile 2020. I dati del monitoraggio confermano una buona capacità degli indicatori di processo su indagine epidemiologica e gestione dei contatti e gli indicatori di tenuta dei servizi sanitari all’interno delle soglie stabilite dal Ministero. Rimane alta l’attenzione sull’evoluzione della curva e sul monitoraggio delle misure adottate”.





Torna il maltempo, sferzata artica sull’Italia e neve a bassa quota

 

Da questo sabato sera e poi domenica l’Italia verrà interessata da una fase di maltempo prolungata. Tornerà anche la neve a quote molto basse per il periodo. Tutto ciò è dovuto alla discesa di aria artica dall’Europa settentrionale e che tuffandosi nel Mediterraneo darà vita a un insidioso vortice ciclonico che interesserà il nostro Paese per molti giorni.L’apporto di aria più fredda inoltre farà calare il limite delle nevicate che sulle Alpi potrebbe scendere addirittura sotto i 1000 metri. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che dopo una prima parte di sabato piuttosto soleggiata e con clima mite, le prime avvisaglie del cambiamento del tempo si vedranno nel pomeriggio sull’arco alpino e sulla Toscana settentrionale con prime piogge.Dalle primissime ore di domenica 11 ottobre aria fredda dal Polo Nord si tufferà sul Mediterraneo dando vita a un vortice ciclonico. Faranno irruzione venti freddi Bora al Nordest e di Maestrale al Nordovest. Il maltempo investirà la Lombardia e il Nordest con possibili nubifragi anche sul Golfo di Trieste dove è attesa la Barcolana. Piogge e temporali si porteranno rapidamente anche su Toscana, Umbria e Lazio (Roma compresa). Con l’arrivo dei venti più freddi la neve comincerà a scendere sulle Alpi a quote via via più basse e fin sopra i 900-1000 metri di quota. Con l’inizio della prossima settimana il maltempo si accanirà al Sud con nubifragi per poi ritornare al Centro-Nord nei giorni successivi. Le temperature subiranno un brusco calo anche dell’ordine di 10°C.





Firenze, bimbo di tre anni muore travolto nel parcheggio condominiale

E’ morto nella tarda serata di venerdì all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze un bambino di 2 anni che nel pomeriggio era stato investito da un’auto nel parcheggio di un condominio a Pelago (Firenze), in via Forlivese. Trasportato con l’elisoccorso all’ospedale pediatrico fiorentino, dove era arrivato in condizioni gravissime, il piccolo è deceduto poco. Secondo una prima ricostruzione, basata anche su quanto riferito dal sindaco di Pelago, Nicola Povoleri, il bambino era in bici, in compagnia della madre, quando è stato investito da un’auto di un altro condomino che stava entrando nel parcheggio. Le indagini per stabilire la dinamica dell’incidente sono affidate alla polizia municipale.





Liguria, baby gang disarticolata dalla Polizia di Stato

 

Una lunga serie di reati per affermare la propria supremazia sugli altri coetanei. Li avrebbe commessi una banda di ragazzi chiamata ’Hellbanianz’ (inferno albanese) che operava nella zona del Tigullio, in Liguria. L’indagine della Polizia, scattata dopo un’aggressione nei confronti di due minori, ha portato a 16 perquisizioni e all’arresto di 3 ragazzi, associati ad un carcere minorile piemontese. Diciotto sono gli indagati. Durante l’attività sono stati ricostruiti una ventina di episodi violenti di cui si sono resi responsabili alcuni componenti del gruppo: rapine, furti, estorsioni, aggressioni, lesioni, percosse e molestie e numerosi atti di bullismo perpetrati anche attraverso i social network, utilizzati per contattare e minacciare le vittime.Durante le perquisizioni sono state rinvenute due pistole giocattolo le cui immagini sono state postate sui vari profili social dei ragazzi e acquisiti numerosi video di risse e aggressioni.
L’attività investigativa non si è ancora conclusa e al momento conta, iscritti nel registro degli indagati, 18 ragazzi, 13 dei quali minorenni. Tre di questi, i responsabili dei fatti più gravi, sono stati trasferiti in un carcere minorile piemontese. Tra gli episodi più efferati, la rapina commessa su un treno durante la quale un minorenne è stato selvaggiamente picchiato da quattro ragazzi mentre un quinto filmava il pestaggio. Numerosi anche gli atti di bullismo come le percosse inflitte a un ragazzino che è stato fatto inginocchiare, deriso, umiliato e quello a danno di un adolescente al quale è stato aperto il getto di un estintore sul volto procurandogli lesioni fisiche e una pesante umiliazione dopo che la sua fotografia, scattata negli attimi successivi all’aggressione, è stata pubblicata sui social con frasi denigratorie. 





Pedopornografia, nuova operazione della Polizia Postale con 20 denunce e 3 arresti

 

Venti persone denunciate, tre delle quali arrestate in flagranza per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico e istigazione a pratiche di pedofilia, e numerosi stranieri segnalati alle autorità degli Stati di residenza. E’ il bilancio dell’operazione Scacco matto contro la pedopornografia online condotta dalla Polizia in diverse regioni italiane e coordinata dalla Procura distrettuale di Catania. Perquisizioni e sequestri a Bolzano, Brescia, Catania, Chieti, Como, Lecco, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Roma, Savona, Sassari, Torino, Treviso e Varese oltre che in altre città straniere. L’indagine è frutto di una lunga attività sotto copertura, con gli indagati che secondo le indagini utilizzavano sistemi di anonimi come Tor e Vpn e messaggistica crittografata per scambiarsi tra loro foto e video di natura pedopornografica, catalogati in base a criteri di età, sesso ed etnia, con contenuti raccapriccianti di abusi su minori, anche neonati, alcuni dei quali vittime di pratiche di sadismo.





Record di contagi nel mondo nelle ultime 24 ore. In Europa sono 100mila

Secondo record consecutivo di nuovi contagi da coronavirus nel mondo. Lo certifica l’Oms, riferendo che sono stati registrati oltre 350.000 casi nelle ultime 24 ore. Il precedente record era di 338.000. Il numero complessivo dei contagi è vicino ai 36 milioni e 700.000. L’Europa ha registrato ieri oltre 100mila casi di coronavirus per la prima volta dall’inizio della pandemia:lo riporta l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sul proprio sito.
Secondo l’Oms nella giornata di venerdì i casi sono stati 109.749, circa l’11% in più rispetto ai 98.904 segnati il giorno precedente. Nel complesso, secondo l’Oms il bilancio complessivo dei contagi in Europa è a quota 6.676.012. 





La Sottosgeretaria alla salute Zampa: “Ridurre le presenze sui mezzi pubblici e utilizzarli con i guanti”

 

"Fissare all’80% il limite massimo di capienza dei bus è stato rischioso. Avere una soglia così alta vuol dire lasciare la possibilità che si arrivi facilmente a mezzi pubblici pieni al 100%". Ad affermarlo la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ha proposto due soluzioni: "Si può introdurre l’obbligo di usare guanti monouso a bordo dei mezzi pubblici. In alternativa, abbassare il limite massimo della capienza al 50%".





Il Governo prepara la stretta: stop alle feste private, nozze solo tra intimi e chiusura anticipata dei locali

 

No alle feste e ai party privati con più di 10 persone, irrobustire lo smart working, vietare le soste davanti ai locali, che vedranno la loro chiusura anticipata, divieto di alcol d’asporto dopo le 22 e lockdown localizzati. Sono alcune delle misure che il governo studia per il nuovo Dpcm, volto a contenere la diffusione dei contagi da coronavirus dopo la recrudescenza. Uno dei punti focali del nuovo Dpcm, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà il prossimo giovedì, è rendere quasi obbligatorio il lavoro da remoto. Tra le motivazioni che incentivano il governo a puntare su questa misura c’è la volontà di snellire la presenza di persone negli uffici, per evitare assembramenti dopo i molti focolai sviluppatisi in ambienti di lavoro. Inoltre lo smart working evita la ressa nei trasporti pubblici: si punta ad alleggerire la capienza delle corse del 50%.

Un altro punto discusso è quello delle feste. La movida sin da subito dopo la fine del lockdown nazionale è stata al centro di un forte dibattito politico, poiché accusata di essere una delle cause principali del numero crescente di nuovi positivi. Anche oggi è nel mirino del governo che vuole bloccare quelle pubbliche e limitare quelle private, con una soglia massima di 10 invitati. Lo stesso discorso vale per le cerimonie nuziali che saranno possibili solo tra pochi intimi.  

Dato che multe e sanzioni non hanno fermato gli assembramenti dinanzi ai locali pubblici, un provvedimento che potrà essere inserito nel Dpcm è quello di vietare alle persone di sostare fuori dagli esercizi. Chi potrà rimanere all’aperto? Solo i clienti seduti al tavolo, con il rispetto del distanziamento. Inoltre non si potrà sostare in piedi nelle piazze, soprattutto la sera. L’esecutivo pensa anche di bandire la vendita di alcolici d’asporto dopo le 22, proprio per evitare la creazione di assembramenti dovuta alla movida dei più giovani. Un altro tema che era stato dibattuto nell’ultimo Dpcm, che poi era stato accantonato, ma che ora sembra sarà inserito nel nuovo decreto ministeriale, è quello della chiusura anticipata di bar, pub e locali notturni. Infine, potrebbero esserci, se ci saranno localmente dei picchi nei contagi, dei lockdown localizzati. Veramente l’ultima arma per contenere la diffusione del virus.





Mattarella: “Pandemia aumenta i malati di mente, nessuno va lasciato solo”

 

“La salute mentale è un diritto che deve essere garantito a tutti, tutelando e sostenendo coloro che non possono autorappresentarsi. L’Italia da tempo si colloca in una posizione di avanguardia nell’approccio al tema e costituisce un punto di riferimento nel contesto internazionale. Per questo è importante continuare a sostenere gli investimenti in programmi di salute mentale. Venire meno a questo impegno costituirebbe un arretramento culturale e civile che, proprio in questo momento, il nostro Paese non si può permettere”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale che a suo dire “costituisce l’occasione per riflettere sui bisogni delle persone più fragili e sulla vulnerabilità psichica connessa alle condizioni di isolamento sociale e di emarginazione”. 

“Quest’anno – ha evidenziato Mattarella- le vicende della pandemia hanno acuito la sofferenza delle persone affette da patologia psichica, spesso costrette a vivere lontano dalle proprie famiglie per ragioni terapeutiche, e che si sono trovate in alcuni casi ad affrontare in solitudine gli effetti della chiusura”. E “a ciò si aggiunga che la pandemia ha prodotto, tra le sue tragiche conseguenze, un incremento delle condizioni di disagio psichico, acutizzando situazioni di emergenza psicologica e sociale. Con le difficoltà incontrate dai servizi sanitari, i Paesi stanno trovando modi innovativi per fornire assistenza e sono nate iniziative per rafforzare il sostegno psicosociale”. 

“Un ruolo fondamentale per il supporto alle persone con malattia psichica continua ad essere svolto dalle famiglie, di frequente – ha denunciato il presidente della Repubblica- gravate di una gestione difficile dal punto di vista economico e relazionale. Diventa quindi importante il ruolo delle Istituzioni, affinché nessuno venga lasciato solo e sia permesso a tutti di accedere all’assistenza più adeguata su tutto il territorio nazionale”. 

Inoltre, ha concluso Mattarella, “un’attenzione particolare deve essere destinata alla scuola e agli altri spazi educativi e relazionali, che vanno incoraggiati e sostenuti per creare reti e forme di integrazione tra le persone”.





L’agenzia Fitch avverte: “Il futuro del debito in Italia è affidato alla ripresa”

 

Le condizioni finanziarie favorevoli assicurate all’Italia dalla Bce col lancio del programma Pepp "hanno permesso all’Italia di mettere al sicuro i tassi di interesse" e dunque "una ripresa economica relativamente forte sarà essenziale per stabilizzare ed abbassare il debito pubblico rispetto al Pil". Lo scrive in un report sull’Italia l’agenzia di rating Fitch, che vede la crescita in ripresa più lenta rispetto alle stime del Governo, "lasciando il Pil a fine 2022 due punti percentuali al di sotto dei suoi livelli pre-crisi".  Fitch stima una ripresa dell’economia italiana "più lenta rispetto alle previsioni del Governo", non tenendo ancora conto dell’impatto dei fondi del Next Generation Eu perché "l’esatta tempistica in cui verranno erogati è incerta". Lo si legge in un report dell’agenzia di rating, che mantiene le stime dello scorso 8 settembre - un -10% per il 2020 e e un +5,4% per il 2021 contro rispettivamente -9 e +6% dell’esecutivo - e spiega che i fondi del recovery fund - la cui quota a fondo perduto Fitch stima in 65,4 miliardi di euro - "avranno un probabile impatto sulle nostre stime di crescita, che aggiorneremo quando avremo maggior chiarezza sul loro utilizzo".





Occupazione, inesorabile contrazione anche nel 2021. Le previsioni di Confindustria

 

Disoccupazione in rialzo per tutto il 2021 con il tasso in salita al 12,4%. A stimarlo è il Centro Studi di Confindustria nelle previsioni economiche d’autunno.  A marzo e aprile, i mesi del lockdown, il numero di disoccupati è calato di 613mila unità, dato il crollo della ricerca attiva di lavoro (+1 milione e 138mila unità gli inattivi nel bimestre). Nonostante il contemporaneo calo degli occupati (-486mila unità), ciò ha determinato meccanicamente un calo dei disoccupati in percentuale della forza lavoro, da 9,4% a febbraio a 7,3% ad aprile. Con la risalita della forza lavoro da maggio, il tasso di disoccupazione ha cominciato a puntare verso l’alto, raggiungendo il 9,8% nel bimestre luglio-agosto.  Assumendo che la partecipazione al lavoro continui a risalire fino a fine anno, per poi stabilizzarsi l’anno prossimo sui livelli pre-crisi, il tasso di disoccupazione salirà fino a fine 2021. In media d’anno, nel 2020 si attesterà sul 9,8% (vicino al livello del 2019), mentre nel 2021 crescerà al 12,4%.





Effetto Covid sul Pil, nel 2020 in picchiata del 10%. Difficile il recupero

 

Effetto Covid sul prodotto interno lordo dell’Italia. Nel 2020 il Pil registrerà una “caduta storica”, un crollo del 10%: si torna indietro ai livelli di 23 anni fa. In termini pro-capite, la perdita di reddito al 2020 equivale a più di 4.000 euro a persona. La risalita sarà “difficile” e nel 2021 si avrà un recupero con un Pil a +4,8%, non includendo però la prossima manovra di bilancio e l’utilizzo delle nuove ingenti risorse europee. A stimarlo è il Centro Studi di Confindustria nelle previsioni economiche d’autunno. La dinamica del biennio è lievemente peggiore rispetto alle ultime previsioni, diffuse a maggio, quando il Csc stimava una diminuzione del 9,6% nel 2020 e un rimbalzo del 5,6% nel 2021. A pesare è l’incertezza legata all’aumento dei contagi. 

La fine del lockdown ha determinato la risalita della domanda, che in vari settori si era azzerata, rilanciando l’attività nell’industria. Questo ha portato a un rimbalzo del Pil nel terzo trimestre 2020, nonostante il recupero lento nei servizi, gravati dal crollo dei flussi turistici. 

L’aumento recente dei nuovi contagi, secondo il Csc, “è fonte di incertezza e spiega la debolezza attesa per l’economia nel quarto trimestre”. Il recupero del Pil dovrebbe riprendere “in modo graduale da inizio 2021, a condizione che la diffusione del Covid sia contenuta in modo efficace”. Nel quarto trimestre del prossimo anno il livello del reddito sarà ancora inferiore di oltre il 3% rispetto a fine 2019 e molto lontano dai massimi di inizio 2008, di circa 8 punti percentuali. 

La marginale revisione al ribasso nel biennio è spiegata, secondo gli economisti del Csc, da un impatto della crisi sanitaria un po’ più negativo di quello atteso alcuni mesi fa. 

Le misure di contenimento del virus introdotte a marzo e aprile hanno avuto un effetto drammatico sull’economia italiana, mettendo a serio rischio la tenuta di un sistema che, già prima della diffusione del Covid-19, stentava a crescere. La “tempesta perfetta”, causata a marzo-aprile da un doppio shock di domanda e offerta, indotto dal blocco normativo delle attività in numerosi settori dell’industria e dei servizi, e dalle limitazioni agli spostamenti delle persone con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus, ha prodotto effetti dirompenti sull’economia italiana: il Pil è diminuito complessivamente del 17,8% nel primo e secondo trimestre. Le misure ingenti varate dal Governo durante i primi mesi dell’emergenza hanno fornito liquidità a famiglie e imprese. 

Il marcato calo del Pil ha avuto un pesante riflesso sull’input di lavoro: -15,1% annuo il monte ore lavorate nella media dei primi due trimestri. La maggior parte dell’aggiustamento è avvenuta tramite un calo di ore pro-capite (-13,5%), mentre le persone occupate sono scese solo dell’1,5%. Ciò grazie al ricorso imponente a strumenti come la Cig, che il Governo ha reso disponibile in deroga. 

Dato il livello del Pil ancora compresso nel resto del 2020, si prevede che i recenti dati positivi sugli occupati non avranno seguito. Il numero di occupati registrerà quindi un -1,8% nella media del 2020 (-410mila persone). Nel 2021, con un recupero incompleto del Pil, la risalita della domanda di lavoro risulterà smorzata e il numero di occupati si aggiusterà verso il basso: -1% (-230mila persone). 

Sul fronte dell’export, nello scenario Csc, le esportazioni italiane di beni e servizi crollano del 14,3% nel 2020 e risalgono dell’11,3% nel 2021. 

Quanto ai conti pubblici, il rapporto deficit/Pil è previsto quest’anno in netto aumento al 10,8% del Pil (dall’1,6% del 2019). Nel 2021, il rapport deficit/Pil scenderà al 5,8%. Il rapporto debito pubblico/Pil toccherà il 158,7% quest’anno e il 156,5% nel 2021, con un balzo di oltre 24 punti dal 134,6% del 2019. 

Per risollevare l’economia italiana dopo decenni di bassa crescita, secondo Confindustria, serve “un cambio di paradigma” per accrescere strutturalmente il potenziale di espansione dell’economia italiana, intervenendo proprio laddove la dinamica della produttività è bloccata. In questo senso l’utilizzo degli strumenti europei (Sure, Mes e Next-Generation Eu) costituisce un bivio cruciale: “se si riusciranno a utilizzare in modo appropriato le risorse e a potenziarne l’effetto, portando avanti riforme troppo a lungo rimaste ferme, allora si sarà imboccata la strada giusta per risalire la china. Altrimenti, l’Italia rimarrà un Paese in declino, che non sarà in grado di ripagare il suo enorme debito pubblico”.

 





Alitalia, c’è il Decreto che da il via libera alla nuova newco

 

I Ministri dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, hanno firmato oggi il decreto di costituzione della Newco per il trasporto aereo. Lo rende noto il Mef.

Il Consiglio di Amministrazione è composto da Francesco Caio (presidente), Fabio Maria Lazzerini (amministratore delegato) e dai consiglieri Alessandra Fratini, Angelo Piazza, Lelio Fornabaio, Frances Vyvyen Ouseley, Simonetta Giordani, Silvio Martuccelli e Cristina Girelli.  Finisce così la gestione commissariale di Alitalia, ma non gli ostacoli da superare. Ora il dossier passa a Bruxelles, sotto la lente della commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestage. Dovrà valutare se le scelte fatte possono essere considerate aiuti di Stato, illegali per la normativa europea. Sarà quindi valutata la discontinuità rispetto alla vecchia compagnia ma anche gli asset, i dipendenti, la composizione aziendale.  "La Newco - afferma il ministro Gualteri - rappresenta il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale. Poniamo le basi per il rilancio del trasporto aereo italiano, attraverso la scelta di manager di primo livello e grande competenza in grado di elaborare e attuare un piano industriale solido e sostenibile". "Sarà italiana perché dovrà portare l’Italia nel mondo". Così la ministra De Micheli in un post su Facebook fa riferimento alla nuova Alitalia che prende vita con la newco. La società per azioni è infatti denominata Italia Trasporto Aereo, Alitalia Ita. "Nasce oggi la nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale - aggiunge la ministra - Si tratta di una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano". 





Sondaggi, il M5S subisce il sorpasso di FdI. Il Pd si avvicina alla Lega

 

Dopo innumerevoli settimane di “avvicinamento”, alla fine è arrivato il sorpasso: Fratelli d’Italia supera il Movimento 5 Stelle e diventa, virtualmente il terzo partito italiano, dietro a Lega e Partito Democratico. Un sorpasso che alcuni istituti di sondaggio avevano iniziato a registrare già prima dell’estate, ma che solo ora viene “certificato” dalla Supermedia fatta dall’Agenzia Giornalistica Italia’, che elabora una media ponderata delle rilevazioni di tutte le principali case di sondaggio italiane. Con il suo periodo di riferimento (pari a due settimane), quella di questa settimana è probabilmente la prima Supermedia a mostrare gli effetti del voto del 20 e 21 settembre scorsi. Possiamo quindi leggere in quest’ottica le variazioni registrate rispetto al periodo pre-elettorale (ovvero, dal 3 settembre, prima del “black out” sui sondaggi imposto dalla legge). La Lega continua ad essere il primo partito italiano, ma tocca un nuovo record negativo (24,3%) tornando a livelli che aveva fino a un attimo prima di stipulare il “Contratto di governo” con il M5S con il quale diede vita al primo Governo Conte. Ora i punti di vantaggio sul PD si riducono a 3,4: il partito di Nicola Zingaretti infatti fa un piccolo balzo in avanti (+0,7%) forse beneficiando di un piccolo “effetto bandwagon” dopo la vittoria – anche se sarebbe meglio definirla “la mancata sconfitta” – alle Regionali di poche settimane fa. Alle spalle dei primi 4 partiti, racchiusi ormai in poco più di 8 punti, ci sono poche variazioni: Forza Italia scende di mezzo punto (6,6%) mentre Italia Viva, Azione e la Sinistra oscillano sempre intorno alla soglia del 3%. Ancora sotto il 2% invece Più Europa (1,8%) e Verdi (1,6%). Per quanto riguarda le aggregazioni, si conferma una tendenza già vista in passato. Le singole liste possono anche conoscere variazioni notevoli, ma le aree restano complessivamente stabili. Questa settimana, ad esempio, l’area giallo-rossa di Governo guadagna un solo decimale (salendo, per così dire, al 42,7%) mentre l’opposizione di centrodestra (Lega-FDI-FI-Cambiamo) perde altrettanto. Con il 48,1% dei consensi virtuali, il centrodestra è però tuttora, e largamente,  la prima area politica del Paese.




Le tute blu tornano ad incrociare le braccia

 

 

Sciopero generale di 4 ore dei lavoratori metalmeccanici il 5 novembre prossimo a sostegno del rinnovo del contratto delle tute blu per spingere Federmeccanica ad abbandonare l’atteggiamento contrario agli aumenti salariali. La decisione arriva dalle segreterie unitarie di Fim Fiom e Uilm all’indomani della rottura del tavolo di confronto con Federmeccanica. Intanto nei luoghi di lavoro si sono svolte e si svolgeranno 2 ore di sciopero per dare modo ai lavoratori di tutti gli stabilimenti meccanici di partecipare alle assemblee in corso. "La posizione di Federmeccanica sul blocco dei salari è molto precedente al Covid, già all’inizio della trattativa era stata questa la loro posizione e ieri al tavolo l’hanno esplicitata in maniera conclusiva e definitiva. Per noi è inaccettabile: i metalmeccanici hanno scioperato per mettere in sicurezza il Paese e le aziende, hanno vissuto e stanno vivendo mesi di cassa integrazione e ora vivono il rischio dei licenziamenti. Hanno dunque il diritto di vedersi rinnovato il loro contratto" dice la leader Fiom, Francesca Re David, a margine dell’annuncio delle 4 ore di sciopero generale delle tute blu di Fim Fiom e Uilm per il 5 novembre. "L’adeguamento del salario per i lavoratori serve anche per la ripresa del Paese e noi facciamo questo sciopero per riaprire la trattativa perché vogliamo rinnovare il contratto", conclude.




Riforme contro il declino

 

 L’Italia “rimarrà un Paese in declino” se non saprà utilizzare in modo appropriato le risorse europee. Occorre ora avviare quelle riforme che da troppo tempo sono ferme. Il monito al Governo arriva dal Centro Studi di Confindustria che ha diffuso le previsioni economiche d’autunno. 

Per gli economisti di Confindustria “un’opportunità unica per programmare un futuro in cui la dinamica del Pil sia più elevata è offerta dagli strumenti introdotti a livello europeo per contrastare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria: Sure, Mes e Next-Generation Eu”. Per l’Italia, l’utilizzo degli strumenti europei costituisce, dunque, un “bivio cruciale: se si riusciranno a utilizzare in modo appropriato le risorse e a potenziarne l’effetto, portando avanti riforme troppo a lungo rimaste ferme, allora si sarà imboccata la strada giusta per risalire la china. Altrimenti, l’Italia rimarrà un Paese in declino, che non sarà in grado di ripagare il suo enorme debito pubblico”. 

Nei trent’anni tra 1991 e 2021 il Pil italiano ha accumulato una distanza di 29 punti percentuali dalla Germania, 37 dalla Francia, 54 dalla Spagna. In termini di Pil pro-capite, con la crisi da Covid-19 l’Italia è tornata ai livelli di inizio anni Novanta. Il problema principale è la flebile, a volte nulla o negativa, dinamica della produttività del lavoro negli ultimi decenni. Tra il 1996 e il 2019 l’Italia ha fatto registrare, in media, un aumento dello 0,3% annuo della produttività del lavoro. Questa è salita in Germania dello 0,7% annuo e in Francia e Spagna dello 0,8%. 

Per risollevare l’economia italiana dopo decenni di bassa crescita serve, secondo Confindustria, “un cambio di paradigma per accrescere strutturalmente il potenziale di espansione dell’economia italiana, intervenendo proprio laddove la dinamica della produttività è bloccata”. Occorre, quindi, rivedere le modalità con cui vengono tradotte in norme le decisioni pubbliche, la pubblica amministrazione, innalzare la qualità dei servizi pubblici e far sì che questi siano offerti in tempi certi e brevi, innalzare gli investimenti pubblici, determinanti per la costruzione di capitale fisico, umano e di conoscenza in grado di aumentare la produttività, puntando su infrastrutture tradizionali, ricerca, digitalizzazione, formazione di capitale umano e sostenibilità ambientale per colmare i divari territoriali.