D’Amico (ConfimpreseItalia): "Decontribuzioni per tutte le aree svantaggiate e per il Sud. Purtroppo per i territori due pesi e due misure"

 

  

“I provvedimenti di decontribuzione per il Sud del Paese e per alcune aree svantaggiate, che valgono una posta pari a 5 miliardi annui, sono certamente condivisibili, ma dovrebbero essere oggetto d’integrazione per la gravità della situazione economica ed occupazionale in alcune aree del Paese,

Nel provvedimento, infatti, è previsto che il PIL regionale derivi dalla media di quello delle singole provincie che, in diversi casi, se prese individualmente sono, in termini di gap economici, pari o addirittura sotto la media del Mezzogiorno d’Italia e che purtroppo sono escluse dall’agevolazione perché risentono dell’incidenza del PIL complessivo regionale”.

 E’ la posizione espressa dal Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico sulla misura dei tagli dei contributi previdenziali del 30% e valida fino al 31 dicembre, decisa dal Governo e concordata anche in sede comunitaria. 

“La misura – spiega il Presidente D’Amico, prevede che la sede di lavoro deve essere situata nelle Regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite, inferiore al 75% della media EU27 o compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale.

Se tutto questo si applica nel Lazio, come intera area geografica e quindi economica, si scopre che interi territori vengono travolti negativamente dall’influenza economica della Capitale, che fa saltare in aria questi numeri e rende inapplicabile il provvedimento. Questo significa, per essere ancor più chiari, che l’area di crisi complessa del frusinate non è tale così come alcune aree del sud pontino, del viterbese e del reatino. Il Ministro, in una recente intervista, parla di misura straordinaria per una situazione straordinaria, ma noi ci chiediamo, insieme a tanti imprenditori e lavoratori di altre aree del Paese che sono nella stessa condizione di quelle del Mezzogiorno e delle Regioni che più soffrono la congiuntura economica, se questa misura sia veramente al passo con quella coesione territoriale più volte auspicata da questo Governo.

Si tratta di una gravissima contraddizione normativa che divide il Paese.

Nel passato, a gran voce avevamo chiesto ai tavoli sia con il Governo giallo verde, che più recentemente con quello giallorosso, di creare le condizioni per uno sviluppo più armonico e non così divisivo per tutte le aree di crisi, dotandole di misure, come quella oggi decisa dal Governo ed affiancandola ad una più incisiva e permanente no tax area.

“ConfimpreseItalia – conclude il Presidente Confederale - chiede di rivedere la misura e disegnarla come un abito su misura nei territori regionali. E’ chiaro che Frosinone e Latina, come la stessa Viterbo o Rieti, così come in altre regioni dove si trovano le aree metropolitane importanti ai fini del PIL stesso, non possono essere travolte dal PIL della Capitale o di altre provincie importanti e non avere la possibilità di ripartenza che viene concessa ad altre parti del Paese”.





Il Nobel per l’economia va agli americani Milgrom e Wilsom

 

 

 Il premio Nobel 2020 all’Economia è stato assegnato a Paul R. Milgrom e Robert B. Wilsom. Lo ha annunciato il segretario generale dell’Accademia delle scienze svedese. I due economisti statunitensi, di 72 e 83 anni, sono esperti di aste. Hanno ottenuto il riconoscimento considerato che "le aste influenzano la nostra vita quotidiana e che i vincitori di scienze economiche di quest’anno, hanno migliorato la teoria delle aste e inventato nuovi formati di aste, a vantaggio di venditori, acquirenti e contribuenti in tutto il mondo". Wilson, con i suoi studi ha mostrato "perché gli offerenti razionali tendono a fare offerte al di sotto della loro migliore stima del valore comune: sono preoccupati per la maledizione del vincitore, cioè di pagare troppo e perdere".





Caporalato, tegola per Uber e la sua manager in Italia

 


Sono 10 gli indagati per caporalato e reati fiscali nell’inchiesta milanese sullo sfruttamento dei rider addetti alle consegne di cibo a domicilio per il servizio Uber Eats. Sotto accusa, tra gli altri, c’è anche la manager di Uber Italy Gloria Bresciani e la società di intermediazione Frc.

E’ quanto emerge dall’avviso di chiusura del fascicolo di indagine che, il 29 maggio scorso, aveva portato al commissiarimento di Uber Italy, filiale italiana del colosso statunitense Uber.

Secondo l’accusa formulata dal pm Paolo Storari, la manager di Uber Italy e altri 3 indagati “utilizzavano, impiegavano e reclutavano rider incaricati di trasportare a domicilio prodotti alimentari, assumendoli presso le imprese Flash Road City e Frc, per poi destinarli al lavoro presso il gruppo Uber in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, migranti e richiedenti asilo, dimoranti presso centri di accoglienza straordinaria e provendimenti da zone conflittuali (Mali, Nigeria, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Pakistan e Bangladesh) e pertanto in condizione di estrema vulnerabilità e isolamento sociale”. I lavoratori, si legge ancora nel capo di imputazione, non solo venivano “pagati a cottimo 3 euro a consegna, indipendentemente dalla durata del percorso da percorrere e pertanto in modo sproporzionato rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro prestato”. Erano anche “derubati delle mance che i clienti lasciavano spontaneamente ai riders quale attestazione della bontà del servizio svolto” e “puniti attraverso un’arbitraria decurtazione del compenso pattuito, qualora i riders non si fossero attenuti alle disposizioni impartite”. E ancora: i riders impiegati da Uber Eats venivano anche “sanzionati attraverso l’arbitraria sospensione dei pagamenti dovuti a fronte di asserite mancanze lavorative”, in certi casi “depauperati delle ritenute d’acconto che venivano operate, ma non versate” e perfino “estromessi arbitrariamente dal circuito lavorativo di Uber attraverso il blocco dell’account a fronte di asserite mancanze lavorative”.

Così “i riders venivano sottoposti a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retribuitivo e trattamentale, come riconosciuto dagli stessi dipendenti Uber”.





Gravi effetti della pandemia Covid sulle dipendenze

 

 

“Negli Stati Uniti l’uso di oppioidi è considerato dal National Institute on Drug Abuse un evento pandemico. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli interventi scientifici e i papers che hanno sottolineato il fatto che, quando le due pandemie si sommano, cioè quella da Covid e da Addiction (dipendenza) nel nostro caso, gli effetti sono particolarmente gravi soprattutto per i pazienti delle fasce sociali più deboli”. A farlo sapere è il tossicologo Salvatore De Fazio, dirigente medico al SerT Mesagne (ASL BR), intervenendo al corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie. Dopo Pozzuoli ed Alessandria, la terza tappa è stata a Brindisi, dove si è svolto l’incontro dal titolo ‘Buone prassi e networking nella gestione dell’epatite C in soggetti con disturbo da Addiction, al tempo del Coronavirus’. I corsi di educazione continua in medicina (che saranno in totale 17 su tutto il territorio nazionale) rientrano nell’ambito del progetto ‘HAND - Hepatitis in Addiction Network Delivery’, il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da quattro società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che coinvolge i Servizi per le Dipendenze e i relativi Centri di cura per l’HCV afferenti a diverse città italiane.

 

“Per questo ritengo molto interessante il progetto di ACE (Alleanza contro le Epatiti) per un test congiunto Covid-19-epatite C, che va incontro soprattutto ad una popolazione, quella dei Ser.D., soggetta ad un forte tasso di povertà sanitaria. I nostri pazienti- ha raccontato De Fazio- spesso non accedono neppure ai livelli delle cure primarie, per problematiche di degrado sociale e per forti carenze socio-economiche. Quindi effettuare una testistica simultanea di due pandemie che si sommano può essere senz’altro utile”. Il Coronavirus, secondo l’esperto, ha quindi determinato un “importante cambiamento nelle abitudini e nelle attitudini sanitarie, incidendo in maniera problematica sulla frequenza dei pazienti ai servizi, limitandone l’accesso e il riaccesso”. In questo senso il progetto HAND, offrendo un trattamento e un percorso dedicato ai pazienti, in un’epoca “in cui gli accessi alle strutture sanitarie di II o III livello sono sempre più complicati- ha sottolineato il tossicologo- può contribuire a determinare una corsia preferenziale di ingresso nei regimi di trattamento”.

 

HAND, inoltre, mette in collegamento i Servizi per le Dipendenze e i relativi Centri di cura per l’HCV: “Nel nostro territorio, devo dire, già esisteva una consuetudine positiva nell’ambito della collaborazione tra i medici del Ser.D. e i medici delle unità operative di malattie infettive e/o di medicina interna- ha fatto sapere De Fazio- che si occupano della gestione delle terapie per i pazienti con i nuovi farmaci antivirali. Ma il contributo del progetto HAND, senz’altro, è stato quello di implementare gli invii anche attraverso un’identificazione più a tappeto e più capillare dei pazienti con una storia suggestiva per l’infezione da virus C, oltre che di screenare un numero sempre più alto di persone. Attività, quest’ultima, che può e deve essere implementata attraverso un utilizzo sistematico dei test rapidi salivari”.

 

Al corso di formazione a Brindisi è intervenuto anche Pietro Gatti, direttore della UOC Medicina Interna (ASL BR), che ha parlato della necessità per i pazienti con epatite C di riprendere al più presto le terapie interrotte a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. “È fondamentale tornare a diagnosticare e a curare questi pazienti perché rischiano un’evoluzione della malattia, soprattutto quelli che hanno anche comorbidità- ha detto Gatti- bisogna evitare un’evoluzione verso una cirrosi avanzata o, peggio ancora, verso un epatocarcinoma. Ma è molto importante anche ricominciare a ‘scovare’ il sommerso, andando a cercare coloro che non sanno di essere HCV positivi”. Tra i punti di forza del progetto HAND, secondo l’esperto, c’è proprio quello di “riconoscere il ‘sommerso’ che esiste anche all’interno dei Ser.D.” e di “convincere i pazienti difficili, come appunto quelli che afferiscono ai Servizi per le Dipendenze, a fare un trattamento innocuo che non crea assolutamente alcuna problematica”.

 

Per Gatti, infine, se l’obiettivo deve essere quello di eliminare l’HCV dal nostro Paese entro il 2030 (come dettato dall’Organizzazione mondiale della Sanità), l’impegno del nostro Paese deve essere quello di “non lasciare indietro nessuno- ha sottolineato- trattando tutti i pazienti indipendentemente dalla loro età o da altri fattori. Il concetto, infatti- ha spiegato ancora- è quello di non lasciare neppure un soggetto HCV positivo all’interno della popolazione, perché anche un solo un paziente infetto può determinare l’infezione di altri soggetti. Insomma, se l’intento deve essere quello dell’eradicazione dell’epatite C dall’Italia, l’obiettivo va perseguito in maniera costante e su tutta la popolazione, senza esclusione di alcun soggetto HCV positivo”, ha concluso Gatti.





Asma grave, forte impatto sulla qualità della vita per tre pazienti su quattro

 

Circa tre pazienti con asma grave su quattro evidenziano come la patologia abbia un forte impatto sulla qualita’ della propria vita. Il dato emerge da una ricerca condotta da Doxa Pharma per Sanofi. Si tratta della prima indagine specifica su pazienti con asma grave, di cui e’ da oggi disponibile un estratto su thenextbreath.it <http://www.thenextbreath.it/>, il portale italiano di Sanofi dedicato a pazienti e medici per informare sull’asma grave con infiammazione di tipo 2 e le sue comorbidita’. L’asma grave presenta un quadro clinico che incide in maniera significativa sulle normali attivita’ della vita quotidiana: fatica a respirare (62%), fiato corto (60%), tosse (55%), stanchezza fisica (49%) e crisi respiratorie (47%) sono i principali sintomi, che alterano e spesso impediscono il riposo notturno, imponendo rinunce nella carriera, nello sport, nei viaggi e nel tempo libero. A rendere ancor piu’ impattante l’asma grave sulla qualita’ di vita dei pazienti sono le patologie concomitanti o le comorbidita’, che impattano complessivamente sul 79% dei pazienti intervistati. Di questi, circa il 33% soffre di rinite allergica, il 13% di dermatite atopica (che arriva al 22% nella fascia 25-34 anni) e il 17% di congiuntivite allergica.

Inoltre, le allergie respiratorie sono estremamente diffuse: sempre secondo la ricerca di Doxa Pharma, circa il 64% dei pazienti con asma grave intervistati e’ allergico a polvere e acari, circa il 48% a piante e pollini. Per non parlare di patologie concomitanti come la poliposi nasale (ne soffre il 13% dei giovani tra 25 e 34 anni) o l’esofagite eosinofila, che vanno ad aggravare il quadro clinico dell’asma. A complicare il quadro spesso intervengono comorbidita’ dovute all’uso cronico di corticosteroidi sistemici, che interessano il 60% dei pazienti intervistati. Tra queste, ad esempio diabete tipo 2, osteoporosidisturbi gastrointestinali o cataratta.


La gestione di questi eventi avversi comporta ogni anno ingenti costi per la sanita’: una recente analisi ha infatti stimato che i costi legati alla gestione degli eventi avversi da cortisonici orali e’ pari a 242,7 milioni di euro a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il dato e’ ancora piu’ significativo se si prendono in considerazione i pazienti con asma grave e poliposi nasale, in quanto il loro utilizzo di corticosteroidi e’ piu’ a lungo termine (40% in piu’) e per il doppio dei giorni ogni anno (79 rispetto 161) rispetto ai pazienti senza poliposi nasale.

"I pazienti affetti da asma grave se non ricevono una corretta diagnosi funzionale, clinica e immunologica e un appropriato trattamento, tendono a non poter condurre una vita normale poiche’ i sintomi tipici dell’asma (come dispnea, astenia e sensazione di soffocamento) diventano invalidanti e molto intensi, rendendo difficili anche le piu’ semplici attivita’ quotidiane -  spiega la dottoressa Francesca Puggioni, capo sezione clinico organizzativo Immunocenter dell’Humanitas Research Hospital di Milano - Si tratta quindi di una patologia che puo’ prendere il sopravvento sulla qualita’ di vita dei pazienti, anche a causa delle sensazioni di fragilita’ e paura che puo’ generare. Oggi abbiamo a disposizione delle nuove terapie biologiche che rappresentano un notevole passo in avanti nel trattamento di patologie causate dall’infiammazione di tipo 2: occorre che i pazienti vengano sempre di piu’ trattati attraverso un approccio multidisciplinare, che includa le competenze dei diversi specialisti, affinche’ venga indicato loro il miglior percorso terapeutico e possa essere limitato lo sviluppo di altre comorbidita’".

Ma sulla qualita’ della vita ricade anche il tempo necessario per le visite mediche e per la somministrazione della terapia biologica in ospedale: 1 paziente in trattamento con farmaci biologici su 2 (51%) rinuncia ai propri impegni per questo motivo e mediamente passa nello studio del proprio medico specialista circa 2 ore, per uno su 4 almeno una volta al mese. 

 

I limiti a volte imposti dalle manifestazioni sintomatiche della patologia orientano anche le preoccupazioni per il futuro: il 54% dei pazienti con asma grave teme infatti che la propria asma possa peggiorare ulteriormente, mentre circa il 32% e’ preoccupato di non riuscire piu’ a fare anche le piccole attivita’ di routine, preoccupazioni che crescono in misura maggiore se si considera la fascia di eta’ dai 12 ai 24 anni, per cui la paura di un futuro peggioramento sfiora il 70%. Per imparare a convivere con la patologia e impararla a gestire, per i pazienti risulta fondamentale poter ottenere maggiori informazioni, soprattutto considerato che l’accesso alle informazioni figura tra i bisogni maggiormente insoddisfatti e quello piu’ problematico per circa un intervistato su due: poter fruire di informazioni su possibili esenzioni legate all’asma grave rappresenta un auspicio per circa l’82% dei pazienti; poter usufruire invece di un numero verde gratuito per gestire eventuali emergenze derivate dalla patologia potrebbe essere utile per il 43% dei pazienti.

"Convivere con l’asma grave non e’ semplice, oggi piu’ che mai- ha commentato Simona Barbaglia, presidente di ’Respiriamo Insieme Onlus’- Spesso dall’insorgenza dei primi sintomi alla diagnosi possono passare anche anni: un periodo di attesa lungo nel quale il paziente, non conoscendo la patologia e non sapendo con quali strumenti potra’ affrontarla, puo’ cadere nello sconforto. La corretta informazione rispetto alla patologia, ai sintomi, le cause e i fattori di rischio risulta fondamentale per permettere ai pazienti di avere a loro disposizione tutte le possibilita’ per poter conoscere e gestirsi. Il nostro auspicio per il futuro e’ che i pazienti con patologie respiratorie possano essere sempre meno presi in carico soltanto dal medico di base, ma che ci possa essere un sempre crescente coordinamento tra le figure sanitarie coinvolte affinche’ possano ricevere le adeguate cure al proprio domicilio e l’idonea presa in carico di centri specializzati- ha concluso- in cui convergano tutti gli specialisti del caso".

(Dire)





Salute mentale, poca attenzione dal Recovery Fund. La denuncia di Costantino (Sinpia)

 

"Per l’ennesima volta la neuropsichiatria infantile viene infilata a rimorchio della salute mentale dell’adulto. Nell’ambito degli ipotetici progetti del Recovery Fund, per quanto abbiamo potuto vedere, infatti, c’e’ veramente pochissima attenzione alla nostra area". A denunciarlo e’ Antonella Costantino, presidente della Societa’ italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), tracciando un quadro della realta’ italiana in vista della Giornata mondiale della salute mentale che ricorre domani.
"Leggendo il testo e’ ovvio che alla base c’e’ un pensiero orientato quasi esclusivamente all’adulto- evidenzia Costantino- perche’ si parla di Centri psicosociali, di residenzialita’, ossia di strutture che non sono quelle che servono ai bambini". Il Recovery Fund e’ un fondo con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi piu’ colpiti dall’emergenza Coronavirus. All’Italia sono stati assegnati 209 miliardi. Entro il 15 ottobre il Governo dovra’ presentare le linee guida del piano organico per accedere al fondo, mentre il piano di investimenti vero e proprio sara’ consegnato all’Europa a gennaio 2021.
Secondo la presidente Sinpia per il settore della Salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza "e’’ necessario un pensiero programmatorio. Bisogna lavorare contemporaneamente su un investimento sui servizi per garantire risposte a chi sta gia’ male, ma anche su strategie di promozione della Salute mentale e di intercettazione precoce dei disturbi". Costantino sottolinea, infatti, che "mentre ormai tutti sappiamo cosa va fatto, ad esempio, per evitare di essere a maggior rischio di infarto, non e’ invece altrettanto diffuso, nella cultura quotidiana, il tema di come si promuove la Salute mentale dei bambini e un buono sviluppo neuropsichico".
Attualmente in Italia "mancano le strutture dedicate ai bambini- dice la neuropsichiatra- per quanto riguarda i ricoveri ci sono pochissimi posti a disposizione e quindi molto spesso i ragazzini, soprattutto con disturbi psichiatrici ma non solo, finiscono nei reparti per adulti oppure in reparti pediatrici aspecifici anche a fronte di disturbi che invece hanno bisogno di attenzioni molto particolari". Dal punto di vista della residenzialita’, poi, "da un lato mancano le strutture- dice Costantino- dall’altro va fatta sempre molta attenzione a usare l’eventuale residenzialita’ terapeutica per il tempo assolutamente indispensabile e per gli scopi appropriati". Una situazione di difficolta’ che la pandemia non ha lasciato indenne. "Tutto quello che e’ successo intorno agli anziani durante il Covid ha fatto si’ che in questo momento i livelli di controllo e di preoccupazione del contagio, su quella fetta di popolazione, siano altissimi- sottolinea la presidente Sinpia- dimenticandosi pero’ che tutta l’area della neuropsichiatria infantile, ma anche della psichiatria dell’adulto e della disabilita’, hanno un’organizzazione di strutture che e’ completamente diversa da quella dell’anziano".
Costantino sottolinea come non si possa "immaginare che i ragazzi stiano chiusi nelle comunita’ terapeutiche senza vedere nessuno, non si puo’ lasciarli sospesi rispetto alle relazioni per loro significative- precisa- e quindi abbiamo bisogno di trovare delle costruzioni che siano adatte a lavorare contemporaneamente per tenere in equilibrio la tutela della Salute mentale, dei bisogni evolutivi e dei bisogni di sviluppo dei bambini e degli adolescenti con la giusta attenzione alla prevenzione del contagio".
In conclusione Costantino sottolinea come si debba "lavorare su piu’ piani: investire in servizi, personale e formazione. Perche’ quando il personale e’ poco ed e’ sovraccarico non si riesce neanche a lavorare in rete tutti insieme e lavorare in rete, invece, e’ un grande moltiplicatore di salute".

(Dire)





Malattie reumatologiche, difficoltà di accesso ai farmaci per molti pazienti

 

Dai dati della terza edizione della ricerca Osservatorio Apmarr-WeResearch ’Vivere con una patologia reumatologica’, presentati in occasione del primo webinar di tre: ’Covid-19: impatto sulle persone e modelli organizzativi’ ed in vista della Giornata mondiale delle malattie reumatologiche 2020, che si celebra il 12 ottobre, e’ emerso che "tra i problemi dei pazienti durante la prima fase della pandemia uno dei piu’ grandi e’ stato la difficolta’ dell’accesso al farmaco con grandi ripercussioni sul decorso della malattia e sullo stato di salute del paziente. Di questa difficolta’, ma anche della impossibilita’ per molti di eseguire le sessioni di riabilitazione durante il lockdown, essenziali alla funzionalita’ muscolare del soggetto con malattie reumatologiche",  Antonella Celano, presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Apmarr, intervistata dalla Dire ha affrontato il tema.

 

L’effetto Covid-19, e’ stato appurato, ha inciso in maniera importante sullo stato di salute delle persone dovuto soprattutto mancate diagnosi o tardive non hanno fatto eccezione i

pazienti affetti da malattie reumatologiche. Cosa e’ emerso a tal proposito dalla ricerca dell’Osservatorio APMARR che avete presentato oggi? "I dati sono importanti e ci dicono molto. Le nuove diagnosi sono calate dall’inizio del 2020, rispetto al 2019, del 40%. Questo e’ un dato che ci fa capire come sara’ difficile per le persone che hanno avuto una diagnosi tardiva tenere a bada la malattia. Circa il 44% degli intervistati cioe’ 4 persone su 10 asseriscono che il Covid ha influito in maniera negativa sul loro stato di salute. E 1 persona su 3 ha avuto difficolta’ ad accedere ai farmaci per curarsi. Ancora 7 intervistati su 10 hanno utilizzato le farmacie per un acquisto diretto dei farmaci con un aumento dei costi del cittadino".

 

Quando si vedranno le ripercussioni di questa difficolta’ per molti pazienti ad accedere ai farmaci nell’immediato o a lungo termine?

"Gli effetti li stiamo gia’ vedendo e continueremo a farlo anche perche’ l’aderenza terapeutica e’ molto importante. Assumere un farmaco cosi’ come viene prescritto dallo specialista e’ importante in tutte le patologie e soprattutto in quelle croniche. Il fatto di aver avuto una sosta forzata per irreperibilita’ del farmaco. I farmaci che venivano usati nella cura del Covid erano piu’ o meno quelli usati per le nostre patologie questo ha prodotto uno scarso approvvigionamento di queste terapie e in alcuni regioni sono state requisite le dosi di farmaco destinate ai pazienti cronici per utilizzarle al paziente Covid questo ha determinato un peggioramento dello stato di salute. Abbiamo dovuto come associazione invitare le aziende farmaceutiche a produrre maggior numero di farmaci. Ancora oggi ci portiamo gli strascichi di questo fenomeno. Peraltro si registra ancora in molte persone che hanno subito questa condizione un accaparramento del farmaco per malattie croniche per paura che torni a scarseggiare con tutte le ripercussioni sulla salute che sappiamo".

 

Il lockdown ha impedito ai pazienti affetti da malattie reumatologiche di poter effettuare le sedute di fisioterapiaQuesta impossibilita’ di sottoporsi a percorsi di riabilitazione che danni provoca sul recupero funzionale di queste persone amedio e lungo termine? 

"Ci si occupa spesso del mancato accesso al farmaco, della lista di attesa, che tutti gli ambulatori siano stati chiusi con mancate prime visite o visite di controllo mentre di riabilitazione se ne parla troppo poco. Sappiamo che il solo farmaco non e’ sufficiente a curare una persona con malattia reumatologica ma anche la riabilitazione fa parte del percorso di cura. Come il resto c’e’ stato uno stop delle cure riabilitative e questo ha creato ulteriore problemi. I tessuti, le articolazioni di una persona affetta da malattia reumatologica vanno tenute sempre in allenamento. Questo arresto forzato ha portato un peggioramento del quadro della patologia sui recuperi funzionali sono molto lunghi. Recuperare un muscolo che intanto e’ diventato ipotonico e’ una cosa piu’ lunga. Ci si e’ organizzato con la tele riabilitazione, ma non e’ la stessa cosa. Per cui gli strascichi sono visibili e di grande rilievo".

(Dire)





Frosinone, corruzione e spaccio. Arresti e perquisizioni

 

La polizia di Stato di Frosinone, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, sta eseguendo numerose misure cautelari personali nei confronti di appartenenti ad un sodalizio criminale finalizzato allo spaccio di stupefacenti e corruzione. Sono in corso da parte dei poliziotti della Squadra mobile di Frosinone anche decine di perquisizioni, con l’aiuto di unità cinofile antidroga del Reparto cinofili di Nettuno, equipaggi del Reparto prevenzione crimine della polizia di Stato e di un elicottero del I^ Reparto volo di Pratica di Mare Le indagini, secondo quanto emerso, hanno acceso i riflettori su un sofisticato sistema di spaccio di stupefacenti, posto in essere dai componenti dell’associazione che sono riusciti nei mesi scorsi ad introdurre lo stupefacente anche all’interno del carcere di Frosinone.





9 arresti per droga, sequestrate cocaina, ecstasy, hashish

 

Nel corso di mirati servizi predisposti per il contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli agenti del commissariato Romanina, hanno arrestato un italiano di 30 anni, fermato durante un servizio di pedinamento, nel parcheggio di un centro commerciale, mentre era intento in uno scambio con un’altra persona. E’ è stato trovato in possesso di 35 involucri contenenti 21.25 grammi di cocaina, secondo quanto riporta una nota, 110 euro in contanti e uno smartphone usato per lo spaccio. 

Gli agenti della sezione volanti nella giornata di martedì hanno arrestato anche un cittadino romeno di 21 anni fermato durante un controllo e trovato in possesso di 0,72 grammi di hashish; durante la perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti ulteriori 4,86 grammi di hashish e 320 euro in contanti.





Un Colosseo tutto blu per la Sindrome X fragile

 

 

L’azienda Acea ha sostenuto l’Associazione Italiana Sindrome X Fragile e nella serata di domenica, in occasione della Giornata Europea dedicata alla lotta contro questa malattia, ha illuminato di blu il Colosseo con il logo dell’Associazione. L’iniziativa si inserisce nella campagna di sensibilizzazione volta ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza di questa sindrome che causa disabilità cognitiva e problemi di apprendimento.





Nuova linea di bus, tutta elettrica, per Roma Capitale

 

Da questo lunedì sarà operativa la nuova linea circolare 100 servita da minibus elettrici. Il nuovo servizio a emissioni zero faciliterà gli spostamenti in centro, agevolando anche chi deve raggiungere le vie dello shopping. Lo comunica il Campidoglio. 

I bus navetta avranno un capolinea unico in via di Porta Pinciana e percorreranno via Ludovisi, via Veneto, via del Tritone, via Due Macelli, via della Mercede, via delle Convertite, via dei Prefetti, via Monte Brianzo, via Vittoria Colonna, piazza Cavour, via Cicerone, largo Fontanella Borghese, via del Corso, largo Chigi, via del Tritone, via Veneto e via di Porta Pinciana. 

La linea 100 sarà attiva dal lunedì al sabato tra le 9 e le 20.





Consegnate ai medici delle Asl regionali del Lazio 607mila dosi vaccino influenza

“Sono già 607 mila le dosi del vaccino antinfluenzale consegnate ai medici delle Asl e di queste: 120 mila ai medici della Asl Roma 1, 140 mila ai medici della Asl Roma 2, 72 mila ai medici della Asl Roma 3, 31 mila ai medici della Asl Roma 4, 39 mila ai medici della Asl Roma 5, 59 mila ai medici della Asl Roma 6, 53 mila ai medici della Asl di Viterbo, 13 mila ai medici della Asl di Rieti, 23 mila ai medici della Asl di Latina e 57 mila ai medici della Asl di Frosinone. Il vaccino è gratuito e sicuro e il cittadino può contattare il proprio medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta per prenotarlo”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.





Roma, Sassoli: “Io candidato sindaco? L’ipotesi non esiste”

 

 

 “L’ipotesi non esiste”. Così il presidente del parlamento europeo, David sassoli, in una intervista a Repubblica risponde ad una domanda sul se sia interessato alla candidatura a sindaco di Roma. “Questo è il tempo dell’Europa. E presiedere il Parlamento europeo è un grande onore. Ringrazio coloro che mi esprimono fiducia, ma l’ipotesi non esiste”, dice. “La responsabilità di un democratico si misura sul suo rispetto per le istituzioni. E le istituzioni non si piegano agli interessi personali o di parte. Questo ci hanno spiegato le generazioni che hanno fatto la Repubblica e io mi sento legato a questo insegnamento. Sono sicuro – conclude Sassoli – che il mio partito e i cittadini romani lo comprendano e lo condividano”.





Bettini: "Non faccio nomi nè darò indicazioni su scelta del Pd"

Bettini (Pd): “Ho detto e ripeto che non sono intervenuto e non interverrò sul candidato Sindaco del centrosinistra. Compito di scegliere è del gruppo dirigente romano del Pd in rapporto a quello nazionale. Non mi si metta in mezzo”. Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd, in un post su Facebook chiarisce la sua posizione circa la scelta del candidato Sindaco del centrosinistra per le prossime elezioni comunali di Roma. 

“L’ho detto e lo ripeto: sul candidato a Sindaco di Roma del centrosinistra – assicura Bettini- non sono intervenuto e non interverrò nel futuro. Non farò nomi e non darò indicazioni. Chiaro? Il compito di scegliere è del gruppo dirigente romano del Pd in rapporto a quello nazionale. Si può chiedere a loro la testimonianza della mia assoluta discrezione rispetto a questo lavoro. Non si faccia confusione, non mi si metta in mezzo, non si cerchino alibi. Lo dico anche con simpatia a Fioroni che sollecita una mia presa di posizione. E con meno simpatia, a chi fa lo stesso attribuendomi intenzioni o addirittura collegamenti del tutto falsi e distanti dal mio percorso politico”.





Calenda: “Su candidatura decido indipendentemente da Pd. Appoggio se abbasso i toni contro il Governo? Non esiste”

“Le decisioni sono mie e le prenderò indipendentemente dal Pd”. Lo dichiara l’ex ministro Carlo Calenda, leader di Azione, rispondendo a un suo follower sulla possibilità di sua corsa per il Campidiìoglio alle Comunali 2021. 

“Ti faccio però notare – aggiunge Calenda- che nonostante la linea opposta sul Governo, quando c’è stato da sostenere un buon candidato come Bonaccini lo abbiamo fatto. In Azione ragioniamo così, qualità prima dell’appartenenza”. “Vari articoli e retroscena spiegano che un appoggio alla mia eventuale candidatura da parte del Pd dipende da un mio ‘ammorbidimento dei toni verso il governo’. Penso sia bene chiarirsi prima: non esiste. Continuerò a fare opposizione al governo in modo fermo ma costruttivo. Qui si parla di Roma”.




Campidoglio, Di Maio precisa: "Ho sostenuto e sostengo solo la Raggi"

 

 

“Il ministro Di Maio è stato molto chiaro: per portare avanti un tavolo sulle amministrative del 2021 bisogna parlare di tutte le città, non di un singolo comune o di un singolo nome. Il ministro Di Maio ha sostenuto e sostiene la sindaca Raggi, troviamo invece becera la strumentalizzazione che si sta facendo delle sue parole, molto chiare e nitide”. Lo precisa in una nota lo staff del ministro degli Esteri M5s Luigi Di Maio.





Nella Capitale, ristoranti trasformati in discoteche, il reportage di Rete 4

 

 

Bar e ristoranti si trasformano in discoteche dopo la mezzanotte. Succede a Roma dove le telecamere nascoste di "Stasera Italia"hanno rilevato diversi assembramenti e la quasi totale mancanza delle mascherine sia all’interno dei locali che all’esterno di pub e bar.  Se per entrare nei locali le persone attendono con la mascherina, una volta dentro nessuno le indossa e nessuno rispetta il distanziamento. "All’interno bisogna mettere la mascherina?", chiede il giornalista del programma di Rete 4 a uno dei buttafuori, ma lui risponde così: "Come bevi, con la mascherina?".





Hong Kong, nove arrestati per aver aiutato fuga verso Taiwan

 

 

La polizia di Hong Kong ha arrestato oggi nove persone accusate di aiutare 12 attivisti pro-democrazia che sono in carcere da quasi due mesi in Cina per aver tentato la fuga via mare da Taiwan. 

Secondo quanto riporta il Guardian, i nove erano stati già in precedenza arrestati per aver partecipato alle proteste di massa a Hong Kong l’anno scorso e ora sono stati posti in custodia cautelare per “assistenza a persone che hanno infranto la legge”. 

In pratica l’accusa è di avere aiutato gli aspiranti fuggitivi a organizzare il viaggio via aliscafo verso Taiwan, intercettato a fine agosto dalla Guardia costiera cinese.





Non regge la tregua nel Nagorno Karabakh

 

Le forze armate armene e azere sono impegnate in nuovi scontri questa mattina. Echi dei bombardamenti sono stati uditi nella città azera di Barda, non lontano dalla linea del fronte, mentre nella principale città del Karabakh, Stepanakert, un fotografo dell’agenzia Afp ha sentito i suoni delle bombe provenire dalla direzione della città di Hadrut. Baku ed Erevan si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco raggiunto a Mosca sabato scorso.





Provocazione della Turchia, la nave da ricerca di giacimenti energetici torna nell’Egeo. Pace ad alto rischio

 

 

La Turchia ha annunciato che intende rimandare nel Mediterraneo orientale la nave da ricerca Oruc Reis, già al centro di una lite sui diritti energetici con la Grecia, una mossa che potrebbe riaccendere le tensioni con Atene. La Marina turca ha detto che la nave svolgerà attività nell’area, spostandosi anche a sud dell’isola greca di Kastellorizo, fino al 22 ottobre. Lo si apprende da un messaggio inviato al sistema di allerta marittima Navtex. Il nuovo invio della nave di esplorazione nel Mediterraneo orientale costituisce "una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza nella regione" da parte della Turchia. Lo ha dichiarato il ministero degli esteri greco in una nota. Da agosto, i due paesi si contendono i diritti per la ricerca di gas naturale in questo tratto di Mediterraneo. Una disputa che sta alimentando la tensione tra Ankara e Ue ed anche all’interno della Nato.





Di Maio: "Usa alleati dell’Italia indipendentemente dal presidente"

 

 

L’Italia non ha bisogno di attendere i risultati delle elezioni Usa: l’alleanza con gli Usa resterà aindipendentemente da chi sarà alla Casa Bianca dopo il voto del 3 novembre, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervistato durante ‘Mezz’ora in più’ su Raitre. 

“Ovviamente chi governerà gli Usa lo decideranno i cittadini americani. Noi abbimao creato un ottimo rapporto con l’amministrazione Trump” e grazie a questo, ha sostenuto Di Maio ad esempio l’Italia è stata “colpita al minimo” dai dazi americani. 

“Per me l’I’Italia non ha bisogno di capire dove si collocherà, è già collocata nella Nato, è nell’Ue e lo sarà sempre”, ha detto il ministro degli Esteri, facendo notare che “gli Usa sono il nostro mercato di riferimento e c’è tutto il mondo delle nostre imprese che giova delle nostre alleanze. Poi noi dobbiamo guardare anche a Est, ma non cambiano gli asetti politici e la politica estera”.





Presidenziali Usa 2020, il Democratico Biden avanti di 12 punti su Trump

 

 Mancano poco più di tre settimane dalle elezioni presidenziali negli Usa e il candidato democratico Joe Biden mantiene un forte vantaggio su Donald Trump: + 12 punti percentuali a livello federale secondo un nuovo sondaggio Washington Post/Abc. Il rilevamento pubblicato oggi assegna a Biden il 54% delle preferenze di chi probabilmente andrà a votare e il 42% a Donald Trump. Il sondaggio riguarda il voto popolare e attesta un vantaggio di 12 punti di Biden anche tra gli elettori già registrati.





Coltivava marijuana per il figlio per evitare contatti con gli spacciatori, ma forse la vendeva anche lui

 

 

Un uomo coltivava marijuana per evitare che il figlio l’acquistasse da persone "poco raccomandabili". E’ questa la giustificazione di un 66enne di Terni, che deteneva nel suo appartamento una serie di piante e 1,2 chili complessivi di stupefacente. L’uomo, incensurato, è padre di un 28enne, già segnalato alla prefettura come assuntore. Il 66enne è agli arresti domiciliari, mentre il figlio è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio.  "Coltivo la marijuana per mio figlio, che ne è un grande consumatore. Così evito che la compri da persone poco raccomandabili". Con queste parole un uomo di Terni ha cercato di giustificare ai carabinieri la presenza, nella sua cantina, di numerose di piante di marijuana appese per l’essiccazione e di altra sostanza già confezionata in barattoli di vetro. 

Ma non è tutto. Perché in giardino, c’era anche una pianta di canapa indiana - residuo della coltivazione estiva- dell’altezza di circa due metri. L’uomo disponeva poi di un bilancino di precisione, una macchina per il sottovuoto ed una bilancia, utilizzati, secondo i carabinieri, per il confezionamento in dosi dello stupefacente e la successiva vendita. L’uomo era stato individuato dai militari della stazione di Terni a conclusione di un’attività di indagine volta a verificare la presenza di coltivazioni di marijuana nelle campagne nei dintorni del capoluogo. I carabinieri hanno proceduto poi alla perquisizione dell’abitazione.





Mazzette per le revisioni auto, 7 arresti e 200 indagati a Ferrara

 

 

La polizia di Stato e la guardia di Finanza di Ferrara, su disposizione del gip del tribunale ferrarese, stanno eseguendo sette ordinanze di custodia cautelare (di cui tre in carcere e quattro agli arresti domiciliari) nei confronti di due dipendenti della Motorizzazione civile e cinque imprenditori per i reati di corruzione, falso e abuso di ufficio. Secondo l’accusa, in cambio di ’mazzette’, queste persone avrebbero seguito false revisioni di mezzi di trasporto non idonei alla circolazione. Al termine degli accertamenti investigati, sono state inoltre indagate, per vari reati, oltre 200 persone. Gli investigatori hanno accertato che oltre 350 veicoli non sono mai transitati dalle linee di controllo, e sono al vaglio le posizioni di altri 270 mezzi pesanti che, indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria.





Assunzioni fittizie e indennità Inps. Denunciate 41 persone nel vicentino Nell’ambito delle attività volte al contrasto dei fenomeni di indebita percezione di erogazioni pubbliche perpetrati mediante meccanismi di frode in materia giuslavoristica, le Fia

 

 

Nell’ambito delle attività volte al contrasto dei fenomeni di indebita percezione di erogazioni pubbliche perpetrati mediante meccanismi di frode in materia giuslavoristica, le Fiamme Gialle di Vicenza hanno sviluppato una complessa attività d’indagine, che si è conclusa con il deferimento alla locale Autorità Giudiziaria di 41 soggetti, la maggior parte per l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, oltre alla proposta di sequestro per un importo complessivo pari a € 277.066,93. L’attività di servizio ha preso le mosse da un’analisi sviluppata in cooperazione con i funzionari dei locali uffici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’I.N.P.S. avente ad oggetto apparenti irregolarità nelle assunzioni da parte di una ditta individuale operante nel settore dei lavori edili. In tale contesto, gli approfondimenti svolti per circa due anni da parte dei militari della Compagnia di Vicenza e dei citati partner istituzionali, hanno permesso di acclarare l’esistenza di un complesso meccanismo fraudolento basato sull’assunzione fittizia di soggetti residenti sia nelle province del Veneto (Vicenza, Padova e Treviso) che nella provincia di Salerno, per poi procedere al successivo licenziamento degli stessi, in modo tale da creare “artificiosamente” i presupposti per beneficiare delle indennità di disoccupazione e/o maternità. I rapporti di lavoro fittizi si protraevano, infatti, per il periodo strettamente necessario ai fini del riconoscimento della spettanza dei citati strumenti di protezione sociale, ordinariamente istituiti a supporto di soggetti effettivamente destinatari di provvedimenti di cessazione dal lavoro subordinato.

Nell’ambito delle attività volte al contrasto dei fenomeni di indebita percezione di erogazioni pubbliche perpetrati mediante meccanismi di frode in materia giuslavoristica, le Fiamme Gialle di Vicenza hanno sviluppato una complessa attività d’indagine, che si è conclusa con il deferimento alla locale Autorità Giudiziaria di 41 soggetti, la maggior parte per l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, oltre alla proposta di sequestro per un importo complessivo pari a € 277.066,93. L’attività di servizio ha preso le mosse da un’analisi sviluppata in cooperazione con i funzionari dei locali uffici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’I.N.P.S. avente ad oggetto apparenti irregolarità nelle assunzioni da parte di una ditta individuale operante nel settore dei lavori edili. In tale contesto, gli approfondimenti svolti per circa due anni da parte dei militari della Compagnia di Vicenza e dei citati partner istituzionali, hanno permesso di acclarare l’esistenza di un complesso meccanismo fraudolento basato sull’assunzione fittizia di soggetti residenti sia nelle province del Veneto (Vicenza, Padova e Treviso) che nella provincia di Salerno, per poi procedere al successivo licenziamento degli stessi, in modo tale da creare “artificiosamente” i presupposti per beneficiare delle indennità di disoccupazione e/o maternità. I rapporti di lavoro fittizi si protraevano, infatti, per il periodo strettamente necessario ai fini del riconoscimento della spettanza dei citati strumenti di protezione sociale, ordinariamente istituiti a supporto di soggetti effettivamente destinatari di provvedimenti di cessazione dal lavoro subordinato.





In Cina 6 nuovi casi di Covid in una città da 9 milioni e parte lo screening di massa

 

La Cina ha lanciato una massiccia campagna di screening nella metropoli di Qingdao (Tsingtao, 9 milioni di abitanti nella provincia di Shandong) dopo la scoperta di sei casi di Covid-19.

Il Paese asiatico, dove alla fine del 2019 è comparso il nuovo coronavirus, da diversi mesi sembra aver messo l’epidemia sotto controllo grazie a severe verifiche, l’uso di mascherine generalizzate, misure di contenimento e applicazioni di tracciamento. Ma la scoperta domenica nella città di sei casi di coronavirus di provenienza locale alimenta i timori di una recrudescenza dell’epidemia.

Secondo le autorità sanitarie locali, tutte le persone infette sembrano avere un collegamento con un ospedale della città che cura i pazienti con Covid-19, ma il fulcro dell’infezione non è ancora noto. La scoperta ha portato allo screening di circa 143.000 persone per cercare di identificare i contatti. Il municipio ha annunciato una massiccia campagna di screening in cinque distretti della megalopoli “entro tre giorni” e nell’intera città “entro cinque giorni” . Tuttavia, le autorità non hanno detto esattamente quante persone sarebbero state testate.

 





Parigi, positivi il 17% dei test effettuati

 

 

Più del 17% dei test per il coronavirus nell’Ile-de-France, la regione di Parigi, "risultano positivi, è un dato che non avevamo mai raggiunto". Lo ha detto il direttore dell’Agenzia regionale di Salute, Aurélien Rousseau. "Oggi, a Parigi, nelle persone tra i 20 e i 30 anni, abbiamo oltre 800 casi positivi su 100mila, la soglia d’allerta è 50. Queste cifre aumentano molto rapidamente tra gli anziani. Significa che c’è passaggio tra generazioni".  "Siamo in una seconda ondata forte. Se vediamo che gli indicatori sanitari peggiorano parecchio, potremo adottare misure supplementari". ha detto il premier francese, Jean Castex. "Chiedo solennemente ai francesi un atto di solidarietà: rispetto ai nostri connazionali più vulnerabili, ovviamente, ma anche verso il personale sanitario e l’insieme del personale degli ospedali", ha poi scritto su Twitter.





Brusaferro (Iss): “Dobbiamo impedire che il virus passi dai giovani agli anziani”

 

“Da oltre due settimane fortunatamente si è fermata poco oltre i 40 anni la crescita dell’età mediana dei contagi. La battaglia ora è impedire che il virus passi dai più giovani agli anziani, finendo per congestionare di nuovo i servizi sanitari”. Lo dice in un’intervista a La Stampa il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

“Dobbiamo intervenire subito sapendo che i provvedimenti presi oggi avranno una ricaduta non prima di 15 giorni”, precisa, anticipando che le limitazioni che prenderà il governo ridurranno “i rischi insiti nelle aggregazioni. Anche informali, come i raduni troppo estesi in famiglia, feste di compleanno, cerimonie, matrimoni. Dobbiamo limitare le presenze come nei luoghi della movida e davanti alle scuole. Sapendo che rispettare le regole oggi significa evitare misure più restrittive domani”.

Quanto a possibili lockdown locali, Brusaferro spiega che “a una rapida crescita dei casi e un Rt prolungato sopra 1,25 possono corrispondere provvedimenti più restrittivi a livello locale che non è detto si traducano in veri e propri lockdown ma che potrebbero limitare ulteriormente le aggregazioni sociali”, conclude Brusaferro.





Il virus infettivo su banconote e telefonini resta in ‘vita’ fino a 28 giorni

 

 

Il virus responsabile del Covid-19 può restare infettivo sulle superfici come le banconote, gli schermi dei telefonini e l’acciaio inossidabile per 28 giorni. Lo rivela uno studio dell’Agenzia nazionale australiana per la scienza. L’esperimento è stato condotto al buio, perché è stato già dimostrato che i raggi Uv possono uccidere il virus. Secondo gli scienziati, nonostante il primo veicolo di trasmissione del virus siano le particelle aeree, esistono prove che la pandemia si possa diffondere dopo che qualcuno abbia toccato una superficie infetta. Secondo altri studi la sopravvivenza del coronavirus era stata testata per due o tre giorni su vetro e banconote e per sei giorni sulla plastica e sull’acciaio.

Ma secondo i ricercatori australiani il virus è “estramemte robusto” e resta infettivo fino a 28 giorni a una temperatura di circa 20 gradi centigradi. Per fare un paragone, il virus del’influenza nella stesse condizioni sopravvive per 17 giorni.

Lo studio, pubblicato sul Virology Journal, ha stabilito che il Covid-19 sopravvive per meno tempo a temperature più alte rispetto a quelle più basse e smette di essere infettivo entro 24 ore a 40 gradi sulle superfici. Inoltre resiste di più sulle superfici lisce invece che su quelle porose come i vestiti su cui il grado di contagiosità non permane dopo i 14 giorni.

 





Mascherina obbligatoria per chi passeggia, non per chi fa jogging. Precisazione del Viminale

 

Chi fa attività motoria all’aperto dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina. Lo scrive il Viminale in una circolare con alcuni chiarimenti sul decreto legge approvato il 7 ottobre. Nelle bozze circolate nei giorni scorsi era scritto che dall’obbligo di usare la mascherina erano esentati "i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria", ma nel testo pubblicato in Gazzetta l’esenzione è rimasta solo per chi fa attività sportiva.  Il ministero dell’Interno spiega quindi che chi fa jogging o footing non deve indossare la mascherina. Per attività motoria "deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva. Quindi jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina".

La circolare richiama anche l’attenzione su possibili condotte elusive in merito alla sospensione delle attività di ballo, all’aperto e al chiuso, previste dall’ordinanza del ministero della Salute, evidenziando sul punto che l’eventuale offerta di attività danzanti da parte di esercenti di altra tipologia (ristoranti, bar, pub, e simili) è da ritenersi anch’essa interdetta e passibile di sanzioni.

Viene, infine, ricordato ai Prefetti che è già in vigore il divieto per i governatori delle Regioni di introdurre misure riduttive rispetto a quelle prese dal governo per ragioni di salute pubblica, essendo stato perimetrata la loro possibilità di intervento alla sola restrizione rispetto a quando deciso su scala nazionale da palazzo Chigi e ministero della Salute.





L’Oms: “ La situazione in Italia è ancora sotto controllo”

 

“In questo momento la situazione” coronavirus in Italia “è ancora abbondantemente sotto controllo e pone nuove misure che il governo si appresta a preparare e disporre: credo che cercheremo comunque di contenere il rischio di muoverci verso tetti maggiori, ma soprattutto verso una maggiore comunitaria che in questo momento non c’è ancora. Siamo ancora con focolai che vengono identificati e in qualche modo contenuti”. Lo ha detto Ranieri Guerra, vice direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità e componente del Comitato tecnico scientifico, intervenendo su Radio Capital.

Per Guerra “non si tratta di bravura” quella dell’Italia rispetto agli altri Paesi UE, “ma di andamento dell’epidemia e di misure messe in atto. L’Italia ha fatto un ottimo lavoro soprattutto su un impianto di monitoraggio continuo e di rilevazione continua con le amministrazioni locali. Altri Paesi, con una struttura più centralizzata, hanno preso un po in ritardo il risorgere del contagio e della trasmissione. Speriamo che non sia il nostro futuro, che sia un’allerta talmente forte che le misure prese possano avere successo, ma lo vedremo tra un paio di settimane”, ha concluso.

 





Grido d’allarme dei commercialisti: "Italia paese più tartassato d’Europa"

 

 

 Italia paese più tartassato d’Europa. Dopo cinque anni di ininterrotto calo della pressione fiscale in Italia, nel 2019 si è verificato un brusco incremento di 0,7 punti che ha riportato il suo livello complessivo indietro di quattro anni. Ma al netto del sommerso e dell’economia illegale, pari al 12% del Pil, ovvero 215 miliardi di euro, raggiunge il 48,2% (+5,8% rispetto a quella ufficiale), la posizione più alta fra i paesi europei. I dati emergono dallo studio del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti “Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo. Struttura ed evoluzione dei principali indicatori di politica sociale”. 

Dopo l’ultimo pesante shock del 2012-2013 (+2,1%), nel quinquennio 2014-2018 si è verificato un significativo rientro (-1,7%), che ha riguardato, però, prevalentemente le imprese, dal momento che la pressione fiscale sulle famiglie, il cui gettito totale è pari a 323 miliardi di euro su un totale di 758,6 miliardi, non ha beneficiato di questa riduzione ed è, anzi, aumentata. 

La pressione fiscale sulle famiglie, calcolata mediante una rielaborazione della Fondazione nazionale dei commercialisti dei dati Istat, è risultata nel 2019 pari al 18%, in crescita di 0,3 punti rispetto al 2018. Dopo lo shock del 2012-2013, che ha visto la pressione fiscale italiana crescere di 2,1 punti percentuali, la pressione fiscale sulle famiglie si è ulteriormente incrementata per poi rientrare leggermente negli ultimi due anni e rimanere quindi invariata, mentre nello stesso periodo la pressione fiscale complessiva si è ridotta di un punto percentuale. 

Nonostante gli interventi sul cuneo fiscale degli ultimi anni, l’indicatore Ocse che misura il cuneo pone l’Italia ai primi posti in Europa: terzo posto per dipendente single con il 48% e primo posto per dipendente sposato con due figli con il 39,2%. 

Dall’analisi del gettito tributario per singola imposta, si evince, inoltre, che le prime 10 imposte (su 88 voci totali desumibili dalle tabelle Istat) coprono l’85% del totale. Lo stesso dato era pari all’82,3% nel 1995. C’è una tendenza alla concentrazione del prelievo tributario sulle imposte principali. Ad esempio, l’Irpef, che nel 2019 è la prima imposta con 176,8 miliardi di euro di gettito, copre il 34,2% del totale (+2% sul 1995), l’Iva, che è la seconda imposta per gettito con 111,8 miliardi di euro, copre il 21,6% del totale (+1,3% sul 1995). Insieme, l’Irpef e l’Iva, coprono il 55,9% del gettito tributario totale (+3,3% sul 1995). 

Nel confronto internazionale, la pressione fiscale si mostra sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo. Infatti, nell’ultimo anno con dati disponibili per un confronto, il 2018, l’Italia si pone al settimo posto nel primo caso e al 21esimo posto nel secondo. In particolare, per il gettito Iva in rapporto al Pil, l’Italia si colloca al 26esimo posto nella graduatoria EU27, mentre per il gettito dell’imposta personale sul reddito, l’Italia si colloca al quinto posto. 

Nonostante l’eccezionale riduzione del Totale Tax Rate tra il 2006 e il 2020, l’indicatore di pressione fiscale sui profitti societari calcolato dalla banca mondiale per l’Italia sfiora il 60% risultando tra i più elevati in Europa. 

Particolarmente negativi risultano gli indici di efficienza del sistema fiscale misurati dalla Banca mondiale: nella speciale classifica del Paying taxes 2020, l’Italia scende al 128° posto gravata dai tempi lunghi stimati per gli adempimenti fiscali e per le fasi successive di gestione dei rimborsi e delle verifiche fiscali.





Recovery fund, Svimez: "Cruciale un piano che coinvolga il Mezzogiorno"

 

 

 “La pandemia da una parte ha unito il Paese ma dall’altra prospetta il rischio di dividere strutturalmente ancor più Nord e Sud”. E’ il monito lanciato dal Presidente di Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, Adriano Giannola, nel suo intervento a un confronto con Ferruccio De Bortoli a Torchiara, nel Cilento. 

E’ indispensabile una serio Progetto-Sistema che coinvolga sia il Centro-Nord che il Mezzogiorno, dando attuazione fino in fondo a quell’obiettivo della coesione nazionale posto tra le condizioni fissate dalla Ue per l’assegnazione delle risorse stanziate a Bruxelles. Un progetto ambizioso, ha spiegato Giannola, secondo quanto riporta una nota, ma possibile se si sapranno concentrare le risorse aggiuntive europee su due obiettivi fondamentali per l’auspicato “rinascimento” dell’Italia che è oggi “il grande malato d’ Europa”. 

Secondo l’associazione, si tratta in primis di ridurre le diseguaglianze nella fruizione dei diritti di cittadinanza attraverso una strategia di perequazione della spesa pubblica in conto capitale focalizzata al duplice scopo di dare nuovo slancio alle ansimanti locomotive del Centro-Nord e di mettere a regime un secondo motore, quello del Sud, indispensabile per rendere il Paese protagonista di una strategia euro mediterranea. Si deve dare infatti risposta all’urgenza di riscattare un ventennio di inerzia che ha segregato 20 milioni di cittadini nelle sedicenti politiche regionali di coesione. 

“Ma appellarsi a questa prospettiva servirà a ben poco – incalza il presidente Svimez – se l’Italia non dimostrerà nei fatti la capacità di realizzare i progetti che saranno presentati all’Europa nell’ambito del Recovery Fund”. Cosa occorre in concreto? Giannola non ha dubbi: i soldi del Recovery Fund debbono essere assegnati in accordo tra Ue e Governo nazionale al quale compete la responsabilità di esplicitare una visione ed una strategia, coinvolgendo ma non delegando questi compiti alle Regioni”. 

Il timore del Presidente Svimez è che si perpetui il farraginoso meccanismo dell’utilizzo dei Fondi europei, che, in particolare al Sud, ha finora ritardato, e in più di un caso perfino impedito, una spesa pubblica davvero proficua. 

“Attenzione – ammonisce l’economista – perché nel caso del Recovery Fund, se non utilizziamo le risorse efficientemente e tempestivamente, le perderemo inesorabilmente con l’ aggiunta di un gravissimo danno reputazionale”. Dobbiamo evitare assolutamente la deludente performance delle Agende della politica di coesione. Sull’ultima Agenda in scadenza c’è ancora da spendere almeno il 40% delle risorse e già nel 2021 arriveranno le risorse assegnate per la prossima Agenda. 

“Ricordiamoci che i finanziamenti del Recovery Fund – ha rilevato Giannola – sono un debito comune dell’Unione Europea; risorse di natura completamente diversa da quelle della politica di coesione che -specie nel nostro caso- di fatto sono risorse nazionali (dello Stato) date all’ Unione che le rinvia non al mittente -lo Stato- bensì alle Regioni: Il fatto che sia il debito europeo a finanziare i Paesi, sia a fondo perduto che con prestiti, rappresenta al contempo una novità storica ed una enorme responsabilità per chi ne beneficia”. 

Giannola ha concluso manifestando il timore “che, in tema di gestione dei processi, il Governo possa avere la riserva mentale del ricorso di ultima istanza – come è consuetudine delle tante Agende- ai progetti “sponda” (oggi battezzati “compatibili”) al fine di non perdere le risorse”. “Sarebbe la fine del tanto invocato nuovo Piano Marshall. Mi auguro che il Presidente del Consiglio, come ha promesso a Bari, riesca ad imprimere alla macchina amministrativa quella capacità di spesa e di realizzazione, che ci è sempre mancata. Si giustificherebbe a tal fine il ricorso a Strumenti Speciali e, dal punto di vista normativo, a concordare preventivamente con l’Unione -che per noi si indebita- uno puntuale schema regolamentare e attuativo con il carattere di prevalenza rispetto alla normativa nazionale”.





Banca d’Italia sul Def: “Stime coerenti, prospettive molto incerte” L’Upb: “Effetti non trascurabili da nuovi lockdown”

 

 

"Nel complesso, considerando anche la revisione al ribasso della stima del secondo trimestre effettuata dall’Istat, valutiamo che resti valida la proiezione che abbiamo pubblicato in luglio, che indicava una caduta del Pil attorno al 9,5 per cento" ma "le prospettive restano molto incerte" per il "rischio rilevante" che l’evoluzione della pandemia "continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale". Così Banca d’Italia nell’audizione sulla nota di aggiornamento al Def sottolineando che il quadro tendenziale indicato nella Nadef è "nel complesso coerente" ed è "plausibile" l’impatto per quasi un punto percentuale sulla crescita delle "ampie misure espansive" previste con la manovra.  "L’entità dell’effetto macroeconomico delle misure programmate dipenderà, oltre che dalle risorse mobilitate e dalla ripartizione fra le voci del bilancio, anche dai tempi di attuazione dei progetti e dalla loro efficacia nel sostenere il potenziale di crescita", ha aggiunto Banca d’Italia, sottolineando che "andrà posta attenzione alla fase esecutiva dei progetti, per garantirne efficacia e rapidità" e che "con interventi mirati attuati senza sprechi e tempestivamente, l’effetto sulla crescita potrebbe essere anche più accentuato" di quanto indicato nella Nadef. In audizione anche il presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro. L’Upb, dopo aver validato le stime 2020 "ha deciso di validare anche lo scenario programmatico Nadef sul 2021, in quanto appare all’interno di un accettabile intervallo di valutazione, ne abbiamo dato comunicazione stamattina al ministero dell’Economia". Pisauro ha sottolineato che il quadro programmatico sul 2022-23, che non è oggetto di validazione, "conferma e amplifica gli elementi di perplessità già presenti in riferimento al quadro tendenziale" perché le stime "appaiono ottimistiche". "L’evoluzione di breve e di medio termine dell’economia italiana appare soggetta a rischi ancora molto ampi, nel complesso orientati al ribasso", a partire da quelli di una "recrudescenza della pandemia", sostiene ancora l’Upb.  In Italia "nelle ultime settimane si è registrata una crescente diffusione dei casi, cha ha anche comportato un maggiore ricorso alle strutture ospedaliere. Al momento non si prefigurano nuovi lockdown generalizzati, ma se si rendessero necessarie restrizioni mirate alle attività produttive e agli spostamenti ne deriverebbero comunque conseguenze non trascurabili sia sul ciclo economico sia sulla struttura produttiva, già colpita dalla passata recessione".





Anzaldi (Italia Viva): “Salini spieghi quel contratto in Rai al ‘pensionato’ Cotone”

 

“L’amministratore delegato della Rai Salini spieghi ai cittadini che pagano il canone se è vero che a novembre scadrà il contratto da 240mila euro per Pierpaolo Cotone come capo staff del presidente del Cda Foa e questo contratto, sebbene Cotone sia in età da pensione da quasi tre anni, verrà addirittura rinnovato, mentre in Rai ci sono decine di dirigenti che potrebbero ricoprire quell’incarico e invece vengono lasciati senza mansione. Presento un’interrogazione in commissione di Vigilanza”. E’ quanto scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Nel 2018 Cotone, raggiunta l’età della pensione, è stato addirittura – prosegue Anzaldi – richiamato da Foa e assunto come capo staff, dopo essere stato nelle settimane precedenti protagonista di una vicenda oscura: in qualità di direttore Affari legali e societari dell’azienda, era stato proprio Cotone a redigere il parere in base al quale il presidente della commissione di Vigilanza Barachini decise di far rivotare la nomina di Foa, già bocciata la prima volta. Insomma, Cotone è stato decisivo per la nomina di Foa e Foa poche settimane dopo gli ha firmato un contratto da 240mila euro sebbene Cotone sarebbe dovuto andare in pensione. Una vicenda da Corte dei Conti e da Autorità Anticorruzione. Come il caso dell’ex direttrice di Rai2 Ilaria Dallatana, che ora ha aperto una società di produzione che lavora e lavorerà proprio con Rai2: possibile che in Rai nessuno veda l’evidente conflitto di interessi? O forse, peggio, lo vedono eccome. E perché il programma dell’ex presidente Maggioni, una trasmissione di informazione con interviste e approfondimenti, è stato affidato a una società esterna, proprio la società di Dallatana direttore di rete quando Maggioni presiedeva il Cda? Perché non è stata prodotta internamente? Era proprio necessario dare un appalto esterno? Vedendo il programma sembrerebbe proprio di no”.

 





Covid, Meloni: “Nelle scelte del governo sulle regole regna sovrano il caos”

 

 

“Il caos regna sovrano nelle decisioni del Governo sulle norme anti-Covid. Oggi nuova sceneggiata kafkiana sull’attività motoria e sportiva”. Lo ha dichiarato via Fascebook la presidente Fdi Giorgia Meloni. 

“Il Ministero dell’Interno – ha ricordato- dirama una circolare per chiarire il confuso contenuto del decreto legge del governo sull’attività motoria e sportiva e dice: è vietato fare jogging senza mascherina. Si scatena il caos e poche ore dopo il Viminale è costretto a precisare la sua stessa circolare, che avrebbe dovuto chiarire cosa si può fare e cosa no secondo l’ultimo decreto di Conte. È assurdo che il Governo non tenga conto del significato delle parole e continui a scrivere provvedimenti schizofrenici, che lasciano i cittadini nella più totale indeterminatezza e nell’arbitrio delle diverse interpretazioni delle norme”. 

“Gli italiani – ha concluso Meloni- non ne possono più di tutto questo e pretendono dall’esecutivo solo un po’ di buon senso e informazioni chiare e precise.”

 





Salvini: “Il Governo non si limiti a chiudere, aspettiamo di essere ascoltati”

 

"Il Governo non si limiti alle chiusure, alle mascherine e alle distanze, ma si occupi anche del benessere degli imprenditori, dei lavoratori e delle famiglie italiane, cosa che nei mesi scorsi non ha fatto". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine dell’Assemblea annuale di Assolombarda all’Hangar di Linate. "Noi ci siamo - ha aggiunto - , aspettiamo solo di essere coinvolti. Possibilmente non solo tramite televisione".  "La salute prima di tutto però con un occhio al futuro, ai giovani, al lavoro, alle imprese, alle aziende, a chi ha perso il lavoro. Mi auguro che rispetto alla fase drammatica dei mesi scorsi, il Governo ponga attenzione ovviamente alla salute, ma anche alla salute economica e familiare, agli italiani dimenticati" ha sottolineato Salvini. "Perché i soldi promessi - ha aggiunto - non sono arrivati, la cassa integrazione non è arrivata e soprattutto ai liberi professionisti, alle partite Iva, alle aziende che non hanno visto un centesimo o hanno visto troppo poco".

 





Azzolina: “Le scuole sono luoghi più sicuri di altri”

 

“Non c’è alcuna ipotesi di provvedimenti restrittivi per le scuole. Il Governo non ne ha affatto discusso. E sarebbe strano il contrario: i dati ci confermano che le scuole sono luoghi molto più sicuri di altri. A scuola ci sono regole, anche molto stringenti, che studenti, studentesse e personale stanno rispettando con grande senso di responsabilità”. Lo scrive il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, in un messaggio su Facebook.

“Il Governo sta invece valutando l’utilizzo dei test rapidi anche per le scuole, come sto chiedendo da tempo – continua la Azzolina – Credo poi che vada fatta una riflessione seria su tutte quelle attività, anche ricreative, che riguardano i nostri ragazzi fuori da scuola, dopo l’orario scolastico.

Episodi recenti ci dimostrano che spesso sono l’origine di focolai che costringono alla quarantena decine di giovani e adulti”.

 





Nel nuovo Dpcm anche il divieto alle feste private. Il 75% del contagio dai rapporti familiari e tra amici

 

“Proveremo ad incidere su alcuni pezzi della vita che riteniamo non essenziali. Faccio un esempio.Abbiamo fatto un investimento enorme sulle scuole, soldi, mascherine, edilizia. Se poi per caso avviene che c’è una festa dopo l’orario scolastico si vanifica tutto quello che si è fatto”. Lo ha detto il ministro della salute, Roberto Speranza, in collegamento con ‘Che tempo che fa’ rispondendo alle domande di Fabio Fazio.

“Aumenteremo i controlli. Mi fido dei genitori e credo che quando c’è una norma la stragrande maggioranza delle persone rispetterà l’indicazione. La chiave sicuritaria non ha aiutato a piegare la curva del contagio. Lo ha fatto il comportamento di tutti. Sono sicuro che anche stavolta ci riusciremo”, ha continuato Speranza.

“Segnale di maggiore rigore da parte di tutti. Per una festa non si può applicare un protocollo. Ecco che arriva il divieto”, ha aggiunto. “Il 75 per cento del contagio sta avvenendo nei rapporti familiari o persone con cui abbiamo confidenza.

Purtroppo però il virus non rispetta il vincolo parentale o amicale”, ha spiegato ancora il ministro Speranza.

Il ministro Speranza in apertura di collegamento con il programma di Fazio ha ricordato, in tema di Coronavirus, come siano migliori “i nostri numeri rispetto a tanti paesi europei. La Francia ha 27mila casi in un giorno, c’è una situazione problematica in Spagna ed in Belgio”. Questa situazione generale “porta ad un cambio di fase. Dopo molte settimane le misure erano tese ad allargare la rete. Il prossimo Dpcm avrà questo significato, per provare a intervenire. Proviamo a giocare d’anticipo. Se riusciamo ad alzare il livello di attenzione”.

 





Il Covid ha contagiato ed ucciso il padre di Totti

 

Lutto per Francesco Totti, è venuto a mancare il papà Enzo all’età di 76 anni. È deceduto all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma a causa del Covid-19. Enzo Totti non è riuscito a superare la malattia anche per una patologia pregressa: qualche anno fa infatti era stato colpito da un infarto che lo aveva costretto a saltare le trasferte di suo figlio Francesco, quando ancora era giocatore.  Francesco ed Enzo erano legatissimi, scrive il Corriere dello Sport. "Tutto quello che mi hai insegnato lo sto trasmettendo ai miei figli, ai tuoi nipoti. Grazie per tutto papà mio, anzi sceriffo"il messaggio che aveva scritto il figlio in occasione del suo compleanno. Il padre non ha mai mancato a una partita del figlio nel corso della sua lunga carriera, lo ha seguito nelle partite all’Olimpico e quelle in trasfertanelle quali si spostava con un gruppo di amici. Negli ultimi anni di carriera è stato costretto a fermarsi per un attacco cardiaco che non gli permetteva di affaticarsi e quindi ha dovuto rinunciare a qualsiasi spostamento in Italia ed all’estero.

 





Covid-19, aumentano le vittime in Italia (39). I contagi sono 4.619, ma con un numero basso di tamponi

 

Nelle ultime 24 ore si sono registrati in Italia 4.619 nuovi esposti al virus SARS-CoV-2, che provoca la COVID-19; i tamponi effettuati sono stati 85mila. I morti sono 39. (Ieri, domenica: 5.456 positivi e 26 morti). Salgono i ricoverati negli ospedali (+302) e nelle terapie intensive (+32). Al momento negli ospedali sono ricoverate 4.821 persone mente nelle rianimazioni ci sono 452 pazienti. In totale dall’inizio dell’emergenza sono stati contagiate 359.569 persone.