Regione Lazio, Ciacciarelli (Lega): “I cinghiali sono un pericolo”

 

“Il proliferare degli ungulati, in particolare cinghiali, in provincia di Frosinone, è un problema ormai atavico e quindi irrisolto e, conseguentemente, continuano i danni alle coltivazioni agricole. Sono ormai diversi anni che, sia il sottoscritto, che le Associazioni degli Agricoltori, che quelle Venatorie, denunciano il perdurare di questa emergenza, che sta provocando danni incalcolabili alle tante imprese agricole del territorio”. Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli (Lega) che aggiunge: “Senza considerare le situazioni di rischio per le persone e per gli automezzi che, quasi quotidianamente, sono costretti a fronteggiare, sulle strade provinciali e nei centri urbani, queste insolite, quanto pericolose, presenze di animali. Ad aggravare questa già pesante situazione, i ritardi, da parte della Regione, nella erogazione degli indennizzi agli agricoltori che hanno subito danneggiamenti, indennizzi, peraltro, del tutto insufficienti. Non è più tollerabile che un comparto importante per il PIL del Lazio, come quello agricolo, venga penalizzato ingiustamente, da una incontrollata proliferazione di ungulati sul territorio. Servono misure urgenti, strutturali, efficaci e durature nel tempo, delle quali la Regione deve farsi carico, senza ulteriori indugi. Per questo ho scritto diverse lettere all’assessore regionale al ramo Onorati ma ancora non ho ricevuto alcuna risposta! Si può sapere cosa intende fare? La sua inerzia sta penalizzando molti cittadini” conclude.

 





Regione Lazio, oltre il 31 ottobre mobilità integrata

 

La commissione Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti, presieduta da Eugenio Patanè si è riunita in modalità telematica per un’audizione sulla situazione del trasporto pubblico locale con un focus sui servizi aggiuntivi Cotral.  Audizione richiesta dal consiglrere Massimiliano Maselli (FdI). Sono intervenuti l’assessore regionale Mauro Alessandrii e la presidente di Cotral Amalia Colaceci. “Ho chiesto questa audizione – ha spiegato il consigliere Massimiliano Maselli – perchè sensibilizzato e sollecitato da più parti, mi dicono che sulle procedure di Mobility integrata ci siano state anomalie e, infine, per capire il destino del servizio integrato dopo il 31 ottobre”. Rassicurazioni sul proseguo della mobilità integrata  anche dopo il 31 ottobre, sono arrivate sia dall’assessore Mauro Alessandri che dalla presidente Cotral, Amalia Colaceci. Sia l’assessore che il direttore generale Cotral hanno spiegato come possibili ritardi si siano registrati nostante la Regione Lazio abbia inziato a ripensare la mobilità dal 4 agosto per la riapertura delle scuole. Fase in cui era prevedibile la pressione sui  mezzi di trasporto. “Non c’è un obbligo di distanziamento a bordo, i mezzi possono essere caricati fino all’80% della potenzialità di carico prevista dal libretto di circolazione. Questo in linea generale prevede che tutte le persone siano sedute e su molti mezzi un certo numero di persone in piedi, naturalmente dotati mascherina. Non è mai capitato che il numero dei presenti fosse superiore a quello degli studenti consentiti, anche perché i nostri autisti sono autorizzati a non partire se si supera l’80% consentito” così la presidente Colaceci duramte l’audizione in commisisone Trasporti. “Non è corretto dire che  abbiamo proceduto a verificare la possibilità di un supporto aggiuntivo all’azienda Cotral perchè c’è un obbligo di distanziamento – ha puntualizzato la presidente Cotral – perchè allertiamo ingiustamente i nostri utenti. È uscito uno studio fatto da Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti che dimostra che i contagi a bordo del tpl sono bassissimi, perché un utente sale a bordo con la mascherina e si igienizza le mani. Sui mezzi Cotral non c’è obbligo di distanziamento che non stiamo rispettando, ne’ noi ne’ i privati che sono sottoposti alle nostre indicazioni”. Per quanto riguarda, invece, il fenomeno dell’assembramento di studenti all’atto di prendere il bus alla fine dell’orario scolastico, Colaceci ha sottolineato che “non è dovuto all’inefficienza del sistema Cotral, in aggiunta a quello dei privati, anche se abbiamo avuto necessità di un periodo di rodaggio. C’è stato qualche momento in cui tra orari provvisori di entrata e uscita delle scuole e la necessità di rodare il rapporto con i privati, abbiamo avuto qualche disservizio, ma direi molto meno significativo di quanto non accade solitamente quando c’è l’inizio dell’orario scolastico”. 

 





5 arresti tra pubblici ufficiali e imprenditori

 

Questa mattina, in esecuzione dell’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, personale della Polizia Locale di Roma Capitale e del Comando Compagnia Carabinieri Roma Piazza Dante ha proceduto all’arresto di cinque persone, tra cui due pubblici ufficiali. 

Le indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Paolo Ielo e dai Sostituti Procuratori Luigia Spinelli e Gennaro Varone hanno consentito di accertare che un consulente d’azienda, dovendo procedere alla ristrutturazione con conseguente ampliamento dei locali e dei posti letto di una struttura sanitaria con Residenza Sanitaria Assistenziale, al fine di aggirare il normale iter burocratico amministrativo si avvaleva, per il tramite di due esponenti della politica locale, di pubblici ufficiali, incaricati di costruire documentazione che consentisse il buon esito della pratica.

 




Forze di Polizia in piazza a Roma: Consap, occorre un cambio di rotta, per restituire dignità alla divisa che indossiamo

 

“Una nutrita delegazione della Consap domani, mercoledì 14 ottobre dalle ore 10, sarà in piazza del Popolo a Roma per dire basta alle aggressioni contro le forze di Polizia”. Sarà pacifica e nel rispetto delle normative anti Covid ma determinata nel chiedere al Governo di cambiare rotta; così il Segretario Generale Nazionale del sindacato di polizia Consap Cesario Bortone inquadra le motivazioni che domani vedranno in piazza del Popolo personale in divisa di tutto il comparto sicurezza ad ordinamento civile, libero dal servizio, proveniente da tutta Italia.

“Non è una manifestazione contro – prosegue Bortone – ma solo la volontà di ridare dignità alla divisa che indossiamo, mai come in questo momento messa a rischio, introducendo tutele e garanzie per l’unica professione che in tempo di pace accetta il rischio di non poter tornare a casa la sera, per difendere la libertà e la democrazia”.

Chi si diletta nelle statistiche – prosegue la Consap – ci dice che in media ogni giorno 8/10 operatori in divisa si fanno refertare in pronto soccorso per aver subito un’aggressione durante lo svolgimento dei compiti d’istituto, ci stanno trasformando da “servitori in servi” come dice un altro dello slogan che grideremo in piazza domani.

“Non sono le aggressioni che ci fanno paura – prosegue Bortone – ma il lassismo imperante frutto di un graduale ma inesorabile svilimento della nostra professionalità, che arriva alla società civile ma che parte dalle istituzioni le stesse che da undici anni non rinnovano la parte normativa del contratto dove sono inserite quelle indennità che motivano il sacrificio, quelle istituzioni che considerano i fondi per la sicurezza un costo e non un investimento, quelle istituzioni che anche in tempo di Covid considerano lo sputo contro un operatore in divisa un fatto di tenue gravità, le stesse istituzioni che non hanno mai aderito al fondo di previdenza complementare, che condannerà, chi di noi riuscirà ad andare in pensione, ad una vecchiaia da nuovi poveri.  

“Per noi la divisa è e deve rimanere super partes, un baluardo all’illegalità al servizio del paese, non accetteremo strumentalizzazioni politiche, il nostro è un appello alla parte sana di questo Paese: “Maggiori tutele e motivazioni per le Forze di Polizia più sicurezza per i cittadini”.





Nuovo Bando Gens pubblicato dalla Regione Lazio

 

“Abbiamo pubblicato il nuovo bando di offerta educativa del Catalogo Gens per l’anno 2020-2021, che raccoglie un ricco ventaglio di proposte in tema di educazione ambientale e sostenibilità. Parliamo di attività che le Aree Naturali Protette realizzano nei propri territori, con impegno e passione, dal 2001 e che spaziano dall’ambiente naturale, al patrimonio culturale, alla sostenibilità, all’interculturalità e al cambiamento climatico. Tutte le proposte saranno realizzate dal personale esperto delle nostre aree naturali, utilizzando anche la didattica a distanza, laddove necessario, salvaguardando la funzione importantissima di faro svolta dalle nostre scuole, anche in tempi così incerti. Abbiamo previsto due diverse offerte educative: una rivolta agli istituti scolastici, di ogni ordine e grado, e una rivolta agli altri soggetti giuridici”. Lo scrive in una nota l’assessore regionale all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali, Enrica Onorati. “Inoltre, come valore aggiunto a questa nuova edizione, abbiamo voluto consolidare la sinergia con il programma di educazione alimentare Sapere i Sapori – adottando un criterio di priorità di accesso per le scuole ammesse lo scorso anno al Bando ARSIAL – e dedicato un’attenzione particolare al Progetto regionale Ossigeno, che prevede la piantumazione su tutto il territorio del Lazio di alberi e arbusti autoctoni certificati, per contrastare il cambiamento climatico – rivolgendo alcuni specifici progetti del Catalogo a tutti i soggetti che hanno piantumato o fatto richiesta di piantumazione di alberi”, conclude Onorati.

 





Mille Orti per Mille Giardini scolastici, al via la nuova edizione

 

Dopo il successo dello scorso anno, torna “Mille Orti per Mille Giardini Scolastici” il progetto didattico realizzato dall’Assessorato alle Politiche del Verde e dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.

L’iniziativa che ha lo scopo di fornire gratuitamente un orto didattico dove coltivare piccoli ortaggi e piante aromatiche ha coinvolto, nella prima edizione, 115 scuole pubbliche, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.  Ad oggi, sono già 68 gli istituti che hanno risposto all’invito ad aderire al progetto.

Rilanciamo l’iniziativa con l’obiettivo di consegnare un orto ad ogni scuola di ciascun Municipio per diffondere le pratiche dell’orticoltura urbana e dello sviluppo sostenibile consentendo ai nostri bambini di entrare in contatto con la natura direttamente, attraverso le più semplici pratiche di coltivazione. Una vera e propria ecoalfabetizzazione per diffondere i semi di una cultura maggiormente rispettosa dell’ambiente”, ha spiegato l’assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.

L’orto è formato da una struttura modulare di casse di legno di varie dimensioni ed anche rialzate a comporre un sistema di aiuole che faciliteranno la coltivazione di specie orticole. Con i contenitori vengono forniti anche terriccio, argilla espansa ed attrezzi da lavoro, in plastica dura adatta ai bambini, tra cui palette, rastrelli, innaffiatoi e vasetti in torba per la semina.

I responsabili delle scuole interessate possono visionare un prototipo di orto modulare presso il Semenzaio di San Sisto.

 





Tari 2020. Nuove misure di agevolazione per cittadini e imprese causa emergenza Covid

 

Con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 119 del 6 ottobre 2020, sono state approvate ulteriori misure di agevolazione per il pagamento degli avvisi bonari/bollette TARI 2020 a favore di cittadini e imprese che abbiano subito pregiudizio economico a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 in atto.

Si tratta di misure rivolte sia alle utenze non domestiche che alle utenze domestiche per le quali è stata predisposta apposita modulistica per casistiche con scadenze dei termini di presentazione differenti.

 

UTENZE NON DOMESTICHE

1.    Riduzione della quota variabile della TARI per un importo commisurato agli effettivi giorni di chiusura dell’attività o del 25%.

I moduli si differenziano a seconda della tabella di riferimento per la propria attività di cui all’allegato della Delibera ARERA n. 158/2020.

Il modello va presentato entro e non oltre il 31 ottobre 2020

 

2.    Differimento del termine di pagamento al 15 dicembre 2021, senza applicazione di sanzioni o interessi, per gli avvisi bonari/bollette TARI 2020, attestando di aver ricevuto pregiudizio economico dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il modello va presentato entro e non oltre il 31 dicembre 2020

 

UTENZE DOMESTICHE

1.    Riduzione del 20% della quota variabile della TARI per le famiglie che versino in condizione disagiate oggettive, comprovate da ISEE ovvero Reddito/Pensione di Cittadinanza percepiti

2.    Differimento del termine di pagamento al 15 dicembre 2021, senza applicazioni di sanzioni o interessi, per gli avvisi bonari/bollette TARI 2020, attestando di aver ricevuto pregiudizio economico dall’emergenza sanitaria da Covid-19

I modelli devono essere presentati entro e non oltre il 31 dicembre 2020.

 





Ztl centro storico di Roma, De Vito chiede di rivedere la riattivazione

 

“Chiedo alla Sindaca di rivedere la regolamentazione della Ztl alla luce della proroga dello stato d’emergenza deciso dal Governo fino al 31 gennaio”. Questa la richiesta contenuta in una mozione che ha come primo firmatario Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina. La mozione è stata condivisa anche dai consiglieri Andrea De Priamo, Stefano Fassina e Antongiulio Pelonzi. 

“Le attività imprenditoriali in centro stanno vivendo una lunga stagione di sofferenza, causata anche dalla mancanza di turisti, e la chiusura della Ztl non fa altro che aggravare questa difficoltà. Ora che purtroppo i contagi stanno ricominciando a salire in modo esponenziale – ragion per cui il Governo ha prorogato lo stato di emergenza dal 15 ottobre al 31 gennaio e si accinge a varare misure più stringenti nel nostro Paese, rideterminando sostanzialmente condizioni analoghe a quelle che avevano giustificato la prima ordinanza di sospensione della Sindaca – è opportuno secondo me permettere nuovamente la libera circolazione dei mezzi nel centro della nostra città fino a cessata emergenza. In questo modo si darebbe un po’ d’ossigeno all’economia del territorio, devastata da questa pandemia”, conclude il Presidente De Vito.

 





Riqualificazione di Via Veneto, Raggi annuncia il fine lavori

 

“Non si ferma il programma #StradeNuove, con il quale ogni giorno raggiungiamo le vie di quartiere e le arterie di traffico più importanti della nostra città. È il caso di via Veneto, la strada simbolo della “Dolce Vita” di Fellini, che è nuovamente percorribile in sicurezza dopo l’intervento di riqualificazione coordinato dal Dipartimento Lavori Pubblici. I lavori, completati nel tratto tra Porta Pinciana e il Ministero dello Sviluppo Economico, sono stati realizzati di notte per non arrecare disagio al traffico durante il giorno”. Ne dà notizia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. 

“È stata riqualificata tutta la carreggiata, comprese le corsie riservate agli autobus nei due sensi di marcia, e sono state pulite le caditoie – continua Raggi -. Un lavoro che prevede nei prossimi giorni la riqualificazione della segnaletica orizzontale e anche il rifacimento dei tratti di marciapiede danneggiati. 

L’associazione di quartiere ed i commercianti attendevano da molto tempo questo intervento che restituisce lustro a una delle strade più belle e conosciute di Roma”, conclude.

 





Regione Lazio, Zingaretti: ecco il bando “Bonus Lazio KM0”

 

10 milioni di euro al settore Ho.Re.Ca, ovvero il settore della ristorazione, per l’acquisto di prodotti agroalimentari del Lazio. A presentare la novità il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e gli Assessori all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali, Enrica Onorati, e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli, hanno presentato questa mattina, al WeGil, e si tratta del bando “BONUS LAZIO KM0”. Sarà concesso – è stato spiegato da Onorati e Orneli – un contributo a fondo perduto ai soggetti della ristorazione, sotto forma di voucher, pari al 30% della spesa effettuata per l’acquisto di prodotti DO (Denominazione di Origine), IG (Indicazione Geografica) e PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) del territorio laziale con l’obiettivo di promuovere misure di aiuto che consentano la ripresa delle attività sul territorio. L’importo del contributo, che sarà ricevuto a fronte di una fattura già quietanzata per l’acquisto dei prodotti indicati dal bando, varia da un minimo di 500 euro – a fronte di una spesa ammissibile di almeno 1.667 euro – e un massimo di 5.000 euro – per una spesa ammissibile pari ad almeno 16.667 euro. Potranno partecipare al bando, per cui saranno garantite procedure semplificate e tempestive, gli operatori della ristorazione che esercitano attività primaria o secondaria nel Lazio iscritta ai seguenti codici ATECO: ristorazione con somministrazione (cod. 56.10.11); attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (cod. 56.10.12); ristorazione su treni e navi (cod. 56.10.50); catering per eventi, banqueting (cod. 56.21.00).





Più smart working per i dipendenti regionali

 

 

A fronte dell’aumento della curva dei contagi e per diminuire le occasioni di contatto fra le persone, la Regione Lazio ha emanato una circolare affinché si aumenti la quota di smart working dei singoli dipendenti regionali, fino ad arrivare a un massimo di due giorni settimanali di presenza in sede. Si interrompono, inoltre, le riunioni in presenza, che potranno avvenire solo in modalità remota fra i partecipanti. “In questo momento delicato – dichiara il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – in cui la curva dei contagi potrebbe pericolosamente salire, dobbiamo tutti applicare le misure di contenimento del contagio. Come Regione Lazio abbiamo deciso di aumentare lo smart working ed evitare le occasioni di contatto fra le persone. E’ importante che tutti i cittadini del Lazio facciano la loro parte, mettendo in atto le buone pratiche di igiene, protezione e distanziamento sociale”.





Raggi fa appello ai turisti: “Venite a trovarci, Roma è sicura”

 

“Abbiamo illuminato artisticamente i nostri monumenti – come il Pantheon, piazza del Popolo o l’arco di Costantino davanti al Colosseo – per dare un segnale di ripresa dell’Italia all’estero. Per primi in Europa abbiamo riaperto, al Circo Massimo, il nostro Teatro dell’Opera. Abbiamo cercato di attirare nuovi visitatori. Abbiamo lanciato un bollino ‘Rome Safe Tourism’ che attesta la conformità dei locali ai protocolli di sicurezza per la battaglia contro il Covid-19. Rivolgo un appello a tutti: visitate Roma, venite a trovarci! E’ sempre bellissima, ora più che mai accogliente e sicura. Uniti vinciamo ogni sfida”. E’ l’appello rivolto su Fb dalla sindaca di Roma Virginia Raggi.

“E’ responsabilità primaria delle istituzioni non lasciare indietro nessuno. E noi ci mettiamo la faccia – continua Raggi -. Non possiamo rischiare che tante famiglie siano travolte dalla crisi. Progettare la ripresa significa anche sostenere oggi baristi, ristoratori, commercianti. Persone cui voglio esprimere tutta la mia vicinanza e che ringrazio per lo spirito di sacrificio e il senso di comunità dimostrato in questi mesi complicati. I romani e gli italiani sono grandi lavoratori e hanno una tempra forte: ci rialzeremo anche questa volta”, conclude.





Focolaio Covid alla Bartolini di Guidonia

 

“Oggi ci aspettiamo un aumento dei casi e dei tamponi effettuati nelle ultime 24h. Si registra un focolaio presso la sede del corriere Bartolini a Guidonia dove si registrano sedici casi di positività con link alla sede del corriere e quaranta posti in isolamento domiciliare. E’ in corso l’indagine epidemiologica da parte della Asl Roma 5”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.





Onu: “Il cambiamento del clima è principale causa dei disastri naturali”

 

Il cambiamento climatico rappresenta la principale causa del raddoppio delle catastrofi naturali nel mondo negli ultimi 20 anni: è l’avvertimento lanciato oggi dalle Nazioni Unite, che hanno segnalato anche che i disastri naturali hanno ucciso più di 1,2 milioni di persone dal 2000. 

In particolare, negli ultimi vent’anni (2000-2019), nel mondo sono stati registrati 7.348 catastrofi naturali (per un costo stimato in quasi 3.000 miliardi di dollari), che è quasi il doppio rispetto al periodo tra il 1980 e il 1999, secondo un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi (Unsdir). 

“Il Covid-19 ha davvero sensibilizzato i governi e il pubblico in generale sui rischi che ci circondano. Se il Covid-19 è così terribile, l’emergenza climatica può essere anche peggiore”, ha detto in conferenza stampa il segretario generale dell’Unsdir Mami Mizutori. 

I costi delle catastrofi naturali sono stati stimati in almeno 3.000 miliardi di dollari dal 2000, ma l’importo reale sarebbe più alto perché molti paesi, soprattutto in Africa e in Asia, non forniscono informazioni sull’impatto economico, si precisa nel rapporto, citato dall’Afp. 

Le inondazioni – che sono raddoppiate – e le tempeste sono state le catastrofi più frequenti negli ultimi due decenni. Per il prossimo decennio, invece, l’Onu ritiene che il problema peggiore saranno le ondate di caldo. 

A livello globale, il numero di decessi è aumentato di poco, passando da 1,19 milioni nel periodo 1980-1999 a 1,23 milioni nel periodo 2000-2019, mentre il numero di persone colpite da queste catastrofi naturali ha subito un incremento maggiore, da 3,25 miliardi a 4 miliardi.





Primo comizio per Trump dopo il contagio: “Mi sento così forte…bacerei tutto il pubblico…”

  

"Mi sento così forte... bacerei tutto il pubblico, bacerei i ragazzi e le belle donne, gli darei un bacio grande e grosso". Così Donald Trump nella prima manifestazione elettorale dieci giorni dopo essere risultato positivo al coronavirus e il ricovero in ospedale. "Mi sento in forze", ha detto, parlando a Sanford, in Florida, e mentre il suo medico diffondeva la notizia della sua negatività al test. "Dicono che sono immune. Non so per quanto tempo. Alcuni dicono per tutta la vita, altri per quattro mesi" ha affermato Trump, che ha parlato per un’ora alla folla di sostenitori e ha esortato gli americani a "uscire" pur ammettendo che è "rischioso".  Durante il comizio non sono mancati attacchi a Joe Biden. Trump ha sostenuto che il candidato democratico alle elezioni presidenziali del 3 novembre metterebbe i bastoni tra le ruote alla ripresa dell’economia e "prolungherebbe" la pandemia. "Biden - ha detto il tycoon in dichiarazioni riportate da The Hill - interromperebbe la nostra ripresa, ritarderebbe il vaccino, prolungherebbe la pandemia e annienterebbe l’economia della Florida con un lockdown draconiano". Quindi l’accusa a Biden di essere controllato dagli "estremisti di sinistra". "Se vincerà, la sinistra radicale governerà il Paese", ha detto il presidente americano. Poi ancora, l’assistenza sanitaria. "Tutti abbiamo un cuore - ha incalzato - ma quello che sta facendo è dire a milioni di persone che vengono nel nostro Paese che avranno tutto, istruzione, sanità... Non possiamo farlo, non possiamo finanziarlo, non possiamo prenderci cura di altra gente. Dobbiamo prima prenderci cura della nostra gente". Biden vuole trasformare gli Stati Uniti nella "Cuba comunista" o nella "Venezuela socialista - ha continuato Trump - Biden era un grande amante di Castro, lo sapevate, vero?". E non sono mancate critiche neanche per i governatori democratici: "La terapia non può essere peggio" del virus, ha detto. "Sto combattendo per far sì che il virus venga sradicato, l’economia ricostruita e il nostro Paese salvato dalla sinistra radicale", ha affermato Trump, che non indossava la mascherina, davanti alla folla di sostenitori assiepati a Sanford, molti senza mascherina. Di fronte ai quali ha scandito: "Vinceremo, sarà una vittoria più grande e più importante di quattro anni fa". Secondo i dati dello US Elections Project, sono già più di dieci milioni gli americani che hanno votato per le presidenziali.





Coltivava droga nella sua tenuta di campagna. Valore della coltivazione 2,1 milioni di euro

 

Scoperta una grande coltivazione di marijuana a Livorno, nella zona sud della città. Il proprietario che secondo le indagini la coltivava, uno chef di 46 anni, è stato arrestato dalla Gdf per detenzione e produzione di stupefacenti. Ora è in carcere. Trovata nella sua villetta e nel terreno accanto una piantagione da cui avrebbe ricavato droga per un valore di mercato di 2,1 mln di euro. Decisivo il forte odore che proveniva dalla serra allestita per la produzione completa. I finanzieri hanno individuato la coltivazione proprio grazie all’insistente odore che si diffondeva per le strade. Sequestrati 8,6 kg di marijuana pronti per la vendita; 704 piante di canapa indiana; 87 lampade alogene alimentate da impianti fotovoltaici; la villetta di 244 mq e il terreno adiacente di 1.045 mq. La droga già pronta avrebbe reso 17 mila dosi, le piante avrebbero prodotto ulteriori 300 grammi ciascuna. Le stime Gdf dei ricavi sono di 86 mila euro per la droga pronta e di oltre 2,1 milioni per quella in produzione.




Non può pagare un debito verso l’azienda di cui era diventato socio e la giudice gli ‘stralcia’ 500mila euro

 

 

La legge "Salva suicidi" ha consentito a un giudice di Prato di azzerare un maxi-debito contratto da un artigiano che non riusciva a onorarlo a causa della crisi. L’uomo, che da dipendente dell’azienda ne era diventato socio di minoranza, ha firmato una fideiussione da 500mila euro. Ha fatto di tutto per aiutare l’azienda e saldare i suoi debiti. Quindi, verificata la sua buona fede e preso da lui ciò che era nelle sue reali possibilità (70mila euro), è stato "sdebitato" dei restanti 430mila. Come riporta La Stampa, l’uomo, che oggi ha 57 anni, lavorava come artigiano per una piccola azienda di termoidraulica specializzata in impiantistica civile. Nel 2012, quando i conti aveano iniziato a mettersi male, il titolare aveva cercato di far entrare nel capitale della società anche i dipendenti. E poi, per scongiurare il fallimento, gli era stato persino chiesto di firmare come garante la fideiussione da 500mila euro per provare ad andare avanti.  

"Se un attimo prima il nostro assistito ci avesse chiesto consiglio nel merito, io gli avrei detto di non farlo", sottolinea il legale del 57enne. "Abbiamo capito subito che c’erano tutti gli estremi per passare il vaglio della meritevolezza e ottenere la sdebitazione. Perché lui non si era mai esposto prima, aveva sempre pagato le tasse e mai aveva giocato d’azzardo. Aveva messo la firma su debiti che non erano suoi, e probabilmente lo aveva fatto senza nemmeno conoscere, in modo compiuto, tutte le conseguenze di quella firma".  

Si è quindi deciso di ricorrere alla legge 3 del 2012, detta legge "Salva suicidi". Il procedimento si è aperto nel luglio del 2014 per concludersi più di 5 anni dopo. Nel frattempo l’uomo si era visto pignorare metà casa e parte dello stipendio oltre che il motorino. Il liquidatore, però, ha inviato un resoconto al giudice dal quale emergeva che l’artigiano era pienamente collaborativo. E, infine, è arrivata la sentenza che lo ha finalmente liberato da tutti i suoi debiti.   

"Rilevato che l’indebitamento non è riconducibile a negligenza del debitore, ma piuttosto alla sua volontà di sostenere la società, impiegandosi in prima persona al fine di garantire l’accesso della stessa al credito bancario, rilevato che non è stata riscontrata l’esistenza di atti in frode [...] dichiara inesigibili i crediti non soddisfatti", ha scritto il giudice nella sentenza. E così, a 57 anni, l’artigiano ha trovato un nuovo lavoro e ora potrà pensare al suo futuro. 




Covid, spuntano i siti delle cure miracolose. I Carabineri dei Nas ne oscurano 60

 

Dal primo giugno al 30 settembre i controlli dei Carabinieri del Nas hanno portato ad oscurare 60 siti web localizzato all’estero e annunci sui social forum che pubblicizzavano la vendita di prodotti dalle inesistenti capacità curative anti-Covid e farmaci vietati. È quanto emerge dalla presentazione dei risultati dell’operazione ’Estate sicura’, presentata a Roma, al ministero della Salute. "Continuano le vendite di farmaci che sembrano miracolosi e invece sono frodi", rileva il ministro della Salute Roberto Speranza. E sottolineando il ruolo dei Nas: "Un modello positivo, che consente una capacità di pronto intervento e assicura la capacità di inviare ispezioni nel giro di pochissime ore, con squadre di intervento" sul tutto il territorio nazionale.





Mafia, i commercianti di Palermo finalmente si ribellano e il risultato sono oltre 20 arresti per estorsione

 

Dopo anni di silenzio i commercianti del quartiere Borgo Vecchio di Palermo si sono ribellati al racket e hanno denunciato gli estortori mafiosi: 20 tra boss, gregari ed esattori del clan sono stati fermati dai carabinieri. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti. Oltre 20 le estorsioni accertate nel corso dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal Procuratore Francesco Lo Voi, 13 delle quali scoperte grazie alle denunce spontanee delle vittime. In 5 casi invece i commercianti hanno ammesso di pagare dopo essere stati convocati dagli inquirenti. L’indagine che ha portato ai fermi è la prosecuzione di inchieste passate sul mandamento mafioso di Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.





Il colosso farmaceutico Johnson & Johnson sospende il test sul vaccino anti Covid

 

Il gruppo farmaceutico Johnson & Johnson ha annunciato di avere sospeso la sua sperimentazione clinica di un vaccino contro il Covid-19, dopo che uno dei partecipanti ai test si è ammalato. “Abbiamo temporaneamente interrotto tutti i nostri studi clinici di un vaccino sperimentale contro il Covid-19, compreso l’intero studio della fase 3, a causa di una malattia inspiegabile in un partecipante”, ha reso noto il gruppo in un comunicato.

Questa sospensione porta alla chiusura del sistema di registrazione online istituito alla fine di settembre per reclutare 60.000 partecipanti nell’ambito della fase 3 della sperimentazione.

Gli eventi avversi gravi sono “una componente attesa di qualsiasi studio clinico, in particolare degli studi di grandi dimensioni”, ha detto Johnson & Johnson, precisando che i protocolli aziendali prevedono la sospensione di uno studio per determinare se l’evento avverso grave è correlato al farmaco oggetto di valutazione e se è possibile riprendere la sperimentazione.

Il reclutamento di volontari per la fase 3 degli studi clinici Johnson & Johnson è iniziato alla fine di settembre, al fine di coinvolgere 60.000 partecipanti in più di 200 località degli Stati Uniti e di altri paesi, avevano annunciato il gruppo e l’Istituto nazionale di sanità degli Stati Uniti (NIH). I test si stavano svolgendo anche in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Sud Africa.

Johnson & Johnson era il decimo gruppo al mondo a condurre i test clinici di fase 3 contro Covid-19 e il quarto negli Stati Unti.





Fondazione Gimbe: “Servono più tamponi per arrestare la seconda ondata di casi”

 

 

“L’insufficiente capacità di tracciamento dei nuovi casi” da Covid 19 rappresenta “una delle determinanti del progressivo incremento dei casi iniziato a fine luglio, che dopo un mese ha innescato l’aumento dei ricoveri, e dopo circa 2 mesi quello dei decessi”. Lo afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, commentando l’impennata dei nuovi casi dell’ultima settimana, quasi raddoppiati rispetto alla precedente (29.621 vs 15.459), ha spinto il governo a prendere provvedimenti per tentare di arginare la nuova ondata di contagi.

“Osservando il progressivo incremento dei nuovi casi già da fine agosto la Fondazione Gimbe sollecitava le Regioni a potenziare le attività di testing & tracing, perché nella fase di lenta risalita della curva epidemica la battaglia con il virus si vince sul territorio”, aggiunge Cartabellotta. Purtroppo, i tamponi, per quanto modestamente potenziati, con l’impennata dei casi si sono rivelati un ‘collo di bottiglia’ troppo stretto che ha favorito la crescita dei nuovi contagi che negli ultimi 10 giorni da lineare è diventata esponenziale.





Aaroi (Anestesisti: "In una settimana raddoppiati gli accessi alle terapie intensive"

 

 

 “I numeri delle persone in rianimazione ci dicono una cosa: nel giro di poco più di una settimana siamo passati da 200 a circa 450. Sono di fatto raddoppiati in questo arco di tempo. Il numero è relativamente basso, ma dimostra che non siamo di fronte ad una curva lineare, bensì ad un’iniziale curva esponenziale, questo è il rischio. Il rischio è alto soprattutto nelle regioni che non hanno affrontato l’onda pandemica iniziale”. Alessandro Vergallo, presidente nazionale AAROI-EMAC, l’associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-emergenza area critica, è intervenuto nella trasmissione “L’imprenditore e gli altri” su Cusano Italia Tv.

“Questa non è la risacca della prima ondata, è una vera e propria seconda ondata – ha detto – per questo lanciamo il messaggio di tenere alta l’attenzione. Questa seconda ondata ha un culmine più basso come numeri solo perché si sono poste in atto nel frattempo tutte le misure di contenimento sociale. E’ chiaro che con la ripresa c’era da attendersi un rialzo, ma questo non significa abbassare la guardia”.

“Noi vediamo oggi una fotografia degli effetti di contagi avvenuti 2-3 settimane addietro – ha precisato Vergallo – Per questo dobbiamo cercare di immaginare in prospettiva quella che sarà la fotografia di oggi che noi vedremo fra 3 settimane”.

Sui posti in terapia intensiva, ha ricordato che in Italia c’erano 5000 posti in fase pre-pandemica, quelli che sono stati attivati sono stati effettivamente utilizzati nelle regioni più colpite. “Ci risulta siano stati implementati anche nel centro-sud, ma al sud in particolare non abbiamo contezza che ci sia stata un’effettiva implementazione proporzionalmente corrispondente alla densità di popolazione. L’obiettivo del governo era arrivare ad 8700 posti ai quali dovrebbero essere aggiunti circa 4000 di sub-intensiva che all’occorrenza possono essere trasformati, però stiamo parlando di un piano sulla carta che comporterà tempi molto lunghi”.

Sulla carenza di anestesisti e rianimatori, spiega: “l’ultima novità riguarda un raddoppio delle borse di studio per la nostra specializzazione, ma i risultati li vedremo fra 5 anni. Se non si rende attrattiva sotto il profilo economico e sotto il profilo della sicurezza la nostra professione, quei 1600 posti di quest’anno accademico rischiamo di non riempirli”.

“Oggi in Italia – ricorda – abbiamo circa 18mila anestesisti e rianimatori, sono 10 anni che denunciamo la carenza di almeno 4mila unità. A queste carenze finora abbiamo fatto fronte con straordinari anche non pagati, con turni di lavoro massacranti.

Hanno cominciato anche a piovere su di noi denunce penali e il governo aveva promesso che ci avrebbe protetto. C’è quel movimento di opinione, che dovendo cercare un colpevole a tutti i costi associato al negazionismo, ascriveva alle cure intensive la colpa di un esito infausto della malattia, a questo si sono associati avvocati anche di grido che hanno capitanato delle cause. Alla nostra associazione arrivano – conclude – telefonate di colleghi che sono convocati nottetempo nei posti di polizia per rendere dichiarazioni, che poi finiscono nel nulla, ma che stressano ulteriormente persone già provate per il lavoro massacrante che stanno svolgendo”.





Tedros (Oms): “L’immunità di gregge non è una strategia etica”

 

L’immunità di gregge è una condizione che si raggiunge con la vaccinazione di massa, non è una strategia che si persegue esponendo la popolazione all’agente infettivo. L’ha affermato oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus in una conferenza stampa.

“L’immunità di gregge è un concetto usato per la vaccinazione”, ha detto Tedros, ricordando che, “per esempio, per garantire un’immunità di gregge per il morbillo è necessaria una copertura vaccinale del 95 per cento della popolazione. L’altro 5 per cento è protetto dal fatto che la malattia non circola. Per la polio la copertura è l’80 per cento”.

In altre parole – ha detto ancora il capo dell’Oms – “l’immunità di gregge si raggiunge proteggendo la gente dal virus, non esponendola. Mai nella storia della sanità pubblica è stata usata come strategia per sconfiggere un’epidemia. Tanto meno per una pandemia. E’ scientificamente ed eticamente problematico”.

 





Panetta (Bce): “Euro digitale senza costi e senza rischi”

 

A differenza dei sistemi di pagamento digitali attuali, un euro digitale “sarebbe senza costi, senza commissioni e totalmente sicuro: sarebbe moneta della Banca centrale, come le banconote, esente da rischio, solo che invece di tenerlo nel portafogli starebbe nel nostro smartphone o computer”. Lo ha spiegato Fabio Panetta, componente del Comitato esecutivo della Bce, presentando un rapporto sull’euro digitale alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. 

Uno dei motivi per procedere verso un euro digitale è che “ci troviamo in una situazione in cui consumatori e imprese si stanno spostando rapidamente verso i pagamenti digitali”. E “cosa succederebbe – si è chiesto retoricamente il banchiere centrale – se sulla moneta digitale si presentasse un fornitore straniero, che apparentemente offrisse servizi in linea con le richieste di cittadini e imprese?”. 

“Sarebbe impensabile per l’area euro avere un provider di pagamenti esterno. Pensate solo alla capacità che avrebbe di accedere ai dati dei consumatori, ai possibili utilizzi a fini di lucro o addirittura abusi. Non possiamo accettarlo, dobbiamo preservare la nostra sovranità”. 

“L’euro digitale affiancherebbe l’euro fisico e manterremo l’euro fisico fino a quando vi sarà domanda. Manterremo sempre la guida della politica monetaria – ha concluso Panetta – non sarà mai affidata a algoritmi o all’intelligenza artificiale”.





Gentiloni (Ue): "Bisogna riconsiderare regola del debito Ue"

 

Bisogna riconsiderare la regola del debito dell’Ue, in modo che vengano incentivati gli investimenti pubblici, anche alla luce dei “cambiamenti radicali” causati dalla crisi del Covid-19, e delle innovazioni “impensabili pochi mesi fa” introdotte per rispondervi; in particolare l’attivazione della clausola di sospensione del Patto di Stabilità e il Recovery Fund europeo, con la sua capacità d’investimento di fondi raccolti dalla Commissione sui mercati. Lo ha affermato oggi il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, parlando alla Conferenza interparlamentare su “Stabilità, coordinamento economico e ‘governance’ nell’Ue, organizzata dal Parlamento tedesco, a cui partecipano parlamentari nazionali dei diversi Stati membri ed europei. 

Rispetto a quando la Commissione propose, nel febbraio scorso, di rivedere le regole del Patto di Stabilità, “il contesto del dibattito è cambiato piuttosto radicalmente”, a causa della pandemia, ha ricordato Gentiloni intervenendo nella sessione intitolata, significativamente: “Il futuro delle regole europee di bilancio: sono ancora costruttive?” 

“In primo luogo – ha spiegato il commissario -, l’Ue è ora in una profonda recessione e la maggior parte degli Stati membri, se non tutti, dovrebbero superare il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil; in secondo luogo, per facilitare queste misure, la Commissione e il Consiglio Ue per la prima volta hanno attivato a marzo la clausola generale di salvaguardia del Patto di stabilità e di crescita; in terzo luogo, sono stati concordati strumenti politici nuovi e radicali a livello dell’Ue, in particolare la proposta del Fondo di ripresa e resilienza”. 

Proprio quest’ultimo strumento – ha osservato Gentiloni – dimostra che la visione di una capacità d’investimento coordinata e finanziata a livello europeo non è un sogno lontano”. 

“Vorrei sottolineare – ha continuato – che tutti questi passaggi che erano impensabili pochi mesi fa erano motivati dalla necessità di evitare il peggioramento delle divergenze” fra le economie degli Stati membri “che avrebbero portato alla frammentazione del mercato interno” dell’Ue. 

Ora, secondo Gentiloni, “questi sviluppi aprono nuove strade al dibattito. Per esempio, è chiaro che le misure di bilancio necessarie adottate dagli Stati membri per affrontare la crisi daranno luogo a livelli molto più elevati di debito pubblico in Europa – oltre il 100% nell’Eurozona quest’anno, e ancora più elevati nelle economie avanzate nel complesso, come evidenziato dall’Ocse”. 

“Anche l’attuale contesto di bassi tassi di interesse – ha aggiunto il commissario – dovrebbe prevalere per un po’ di tempo a venire. Dobbiamo quindi, come minimo, – ha sottolineato – riflettere sul ruolo che una ‘regola del debito’ dovrebbe svolgere in questo quadro”. 

“Più in generale – ha osservato ancora Gentiloni -, penso che la crisi abbia di fatto messo in luce la rilevanza di molte delle domande che abbiamo cercato di affrontare nel dibattito pubblico” iniziato sulla eventuale riforma del Patto di Stabilità. E in particolare, la domanda su come le regole di bilancio possono incentivare l’investimento pubblico”. 

“Abbiamo mostrato ambizione nei nostri obiettivi, ad esempio – ha ricordato il commissario – riducendo ulteriormente le emissioni (di gas a effetto serra, ndr) del 55% entro il 2030, e stabilendo una soglia minima vincolante del 37% per gli investimenti verdi nel Recovery Fund”. Ora, ha concluso Gentiloni, “dovremmo mostrare ambizione anche nelle nostre regole di bilancio per gli investimenti”.





Fico: "Parlamento deve lavorare in modo rigoroso sulle priorità"

 

“La Camera in questi giorni sarà alle prese con passaggi molto significativi soprattutto con riferimento alle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza”. Lo scrive su Facebook il presidente della Camera, Roberto Fico, illustrando “come ogni lunedì, il programma dei lavori” dell’Aula di Montecitorio. “Impegni importanti – ha aggiunto – per un Parlamento che ha il compito di lavorare in modo rigoroso sulle priorità di questi mesi”. 

“Oggi, infatti, è previsto il voto di fiducia sul decreto Agosto, cui seguirà in serata il voto finale sul provvedimento. Domani invece approda in Aula la relazione che la Commissione Bilancio ha preparato sul Recovery Fund e dunque sulle priorità a cui destinare le risorse europee per uscire dalla crisi. Mercoledì alle 9.30, invece – conclude – , si svolgeranno le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo; a seguire l’esame con votazione dello scostamento di bilancio e quindi della Nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza”.




Il ministro Boccia: “Fuori luogo ipotizzare lockdown o blocco degli spostamenti tra regioni”

 

“In questo momento è fuori luogo ipotizzare lockdown o blocco degli spostamenti tra regioni”. Così il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia.

“Le regioni hanno il potere di fare misure pià restrittive sui loro territori”, ha detto Boccia intervistato da Sky TG24, “se c’è focolaio possono intervenire, con l’aiuto sempre dello Stato. Se c’è necessità di intervenire ancor più puntualmente lo facciamo, ma in questo momento non c’è necessità di ipotizzare una chiusura tra regioni”. Secono Boccia, “in questo momento le reti sanitarie stanno tenendo bene, il comitato operativo è tornato a riunirsi in tempo reale, da ieri anche la cabina di tregia è tornata a riunirsi e si riunirà ogni settimana.

Monitoreremo, in questo momento è fuori lougo ipotizzare lockdown o blocco degli spostamenti tra regioni”.





Gualtieri annuncia la riforma fiscale e l’assegno unico per i figli nel 2021

 

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha annunciato che per il triennio 2021-23 la riforma fiscale "sarà introdotta con una legge delega". In audizione sulla Nadef alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, Gualtieri ha spiegato che questa si legherà a un’altra riforma allo studio, quella per l’assegno unico universale per i figli, che dovrebbe essere adottata già dal 2021.  "Le tasse - ha assicurato Gualtieri - non aumenteranno ma si ridurranno l’anno prossimo, ci sarà a regime per 12 mesi la riduzione sostanziale dell’Irpef attraverso l’estensione annuale della della riduzione del cuneo fiscale che quest’anno è partita a luglio, e ci sarà la fiscalità di vantaggio per il Sud per tutto l’anno. Già questi due elementi determineranno una riduzione delle tasse".

Anche la riforma fiscale, ha proseguito il ministro, "punta a una riduzione fiscale che noi intendiamo realizzare nel triennio perché sarà composta di vari moduli, ma il modulo principale, cioè quello della riforma dell’Irpef, vogliamo che sia operativo dal 1 gennaio 2022".

Rispondendo alle domande dei senatori durante l’audizione sulla Nota di aggiornamento al Def, Gualtieri ha poi sottolineato che "stiamo riflettendo e valutando un ulteriore prolungamento della moratoria sui crediti" per le imprese "che scade attualmente il 31 gennaio".





Coldiretti: “Per i ristoranti nel 2020 possibile un crack da 34 miliardi”

 


Per la prima volta arriva un bonus di filiera che stanzia 600 milioni di euro che stanzia un contributo a fondo perduto a favore di ristoranti e a agriturismi in difficoltà per l’acquisto di prodotti di filiere agricole ed alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli effetti dell’approvazione definitiva del decreto legge agosto ed in occasione del varo del DPCM che prevede che ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto.

Il contributo – sottolinea la Coldiretti – è riconosciuto a coloro che abbiano subìto un consistente calo del fatturato o dei corrispettivi nei mesi tra marzo e giugno 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La ristorazione è uno dei settori piu’ colpiti dall’emergenza Covid con un crack da 34 miliardi per l’intero 2020 su dati Ismea a causa della crisi economica, del crollo del turismo e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa provocati dall’emergenza coronavirus. A causa della pandemia i consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa sono stimati in calo del 40% con un drammatico effetto negativo a valanga sull’intera filiera agroalimentare per mancati acquisti di cibi e bevande, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dai formaggi ai salumi, dalla frutta alla verdura secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.

Il Decreto legge agosto – continua la Coldiretti – chiarisce anche che l’esonero Imu per i terreni agricoli spetta anche ai proprietari che siano coadiuvanti familiari del coltivatore diretto (Cd), pensionati Cd e Imprenditori agricoli professionali (Iap) ancora in attività, soci Cd e Iap di società di persone esercenti attività agricola. Si risolvono così – spiega la Coldiretti – migliaia di contenziosi con cui i Comuni ingiustificatamente chiedevano il pagamento del tributo di predetti soggetti. Sostenuto dalla Coldiretti anche lo stanziamento di 20 milioni di euro nel 2020 per interventi di promozione della commercializzazione dei prodotti della quarta gamma in difficoltà per effetto del calo dei consumi provocato dall’emergenza coronavirus con un crollo degli acquisti che ha raggiunto punte del 30% durante la fase più acuta della pandemia per attestarsi su una media del 6% nel primo semestre secondo l’Ismea.

Una boccata di ossigeno per aiutare un settore che ha subito un duro colpo dopo essere stato caratterizzato – sottolinea la Coldiretti – da un crescita ininterrotta negli ultimi decenni con l’81% dei consumatori di ortaggi freschi che compra verdure quarta gamma tra insalate in busta, carote baby ed altro. Da rilevare – conclude la Coldiretti – anche le misure agevolative per sostenere l’avvio di nuove imprese da parte di giovani under 30 e la possibilità di utilizzo delle risorse non impiegate per la riduzione volontaria della produzione di uve per il rafforzamento della misura della decontribuzione previdenziale già prevista anche per il settore vitivinicolo e per il sostegno dei vini Ddp e Igp .





Firmato da Conte il nuovo Dpcm, ecco le nuove regole per arginare Covid-19

 

Divieto di feste private al chiuso o all’aperto e "forte raccomandazione" a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. E’ la novità principale del nuovo dpcm firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza, che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni. Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto. Torna poi il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale.

Ecco le principali novità:

MASCHERINE - L’articolo 1 del dpcm stabilisce che "è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande". Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre "fortemente raccomandato" l’utilizzo dei dispositivi "anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi".

FESTE - Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. La novità, rispetto ai precedenti dpcm, è che sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto. Restano consentite, con le regole fissate dai protocolli già in vigore, le cerimonie civili o religiose come i matrimoni. Le feste conseguenti alle cerimonie possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Nelle abitazioni private è "comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi" in numero "superiore a 6".

SCUOLA - Il Dpcm interviene anche sulle gite degli studenti. "Sono sospesi - si legge nella bozza - i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio". Inoltre non è prevista la didattica a distanza, neppure per le Scuole superiori. 

MOVIDA - La stretta riguarda bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. "Le attività dei servizi di ristorazione sono consentite fino alle 24 con servizio al tavolo e sino alle 21 in assenza di servizio al tavolo". Resta consentita la "ristorazione con consegna a domicilio" e la "ristorazione con asporto" ma "con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21".

CINEMA E CONCERTI - Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze. Le regioni e le province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.

STADI - Per le competizioni sportive è consentita la presenza di pubblico, "con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori" all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.

SPORT - Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Gli sport di contatto sono consentiti, si legge nella bozza del dpcm, "da parte delle società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi". 





Positivo al Covid anche il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio, Zingaretti

 

"Sono risultato positivo al tampone rapido, ma asintomatico. Mi sono subito messo in isolamento e ora aspetto l’esito degli altri accertamenti". Lo afferma all’Adnkronos Salute, Albino Ruberti, capo di Gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Da questa mattina è chiusa la palazzina ’A’ del Consiglio regionale del Lazio ed è scattata la sanificazione. Ora dovrebbero scattare i tamponi per i contatti stretti di Ruberti compresi anche gli assessori con il rischio che l’intera giunta finisca in quarantena.





Covid non fa sconti a nessuno, Cristiano Ronaldo positivo

 

Cristiano Ronaldo positivo al coronavirus. A darne notizia la federcalcio portoghese. L’attaccante della Juventus "è stato esonerato dagli impegni della Nazionale dopo essere risultato positivo al Covid-19 e per questo non sarà disponibile per la partita di domani in programma contro la Svezia". Ronaldo "sta bene, è asintomatico ed è in isolamento". Gli altri giocatori della selezione sono stati sottoposti a test che hanno dato esito negativo.





Belluno, primario ospedaliero infettato dal Covid continuava a lavorare. Indagato per epidemia colposa aggravata

 

 

Aveva manifestato i sintomi del Covid dopo essere rientrato da una vacanza in Thailandia, ma prima di sottoporsi al tampone, positivo, il primario di Otorinolaringoiatria dell’ospedale San Martino di Belluno avrebbe continuato a lavorare per 6 giorni in reparto, visitando i pazienti il più delle volte senza mascherina e dando vita al primo focolaio del virus nel nosocomio. Per questo il medico, Roberto Bianchini, 61 anni, è ora indagato dalla Procura di Belluno per epidemia colposa aggravata. 





La Appendino non correrà per confermare la carica di Sindaco a Torino. “Ho deciso di fare un passo di lato”

 

“Non correrò nuovamente per la carica di sindaca”. Lo ha annunciato Chiara Appendino, prima cittadina di Torino, sul suo blog e con un video messaggio su Facebook. “Ho preso una decisione, non nego, molto dolorosa, ma necessaria: dopo aver a lungo riflettuto, ho deciso di fare un passo di lato”, ha aggiunto.

“Come sapete, qualche settimana fa è stata pronunciata nei miei confronti una sentenza di condanna per una errata imputazione a bilancio di un debito atipico, ereditato dal 2012. Come è stato riconosciuto, ho sempre operato nell’esclusivo interesse del Comune, che, al massimo, mi accusano di aver favorito ‘ingiustamente’”, ha spiegato Appendino che sul blog ripercorre tutti i risultati ottenuti per la città.

“Io sono assolutamente certa di aver sempre e solo salvaguardato gli interessi dell’ente che amministro e, soprattutto, di aver agito in totale buona fede e per questo farò ricorso in appello.

Tuttavia, le tempistiche per arrivare a sentenza, vanno oltre la scadenza elettorale del 2021″, ha aggiunto.

In queste settimane ho sentito una solidarietà, un affetto e una vicinanza umana che forse, mai, avevo sentito prima e che mi hanno dato una grande carica di energia. E per questo vi ringrazio dal profondo del cuore. Ma la condanna, anche se di lieve entità e per i motivi che conoscete, resta tale”, ha proseguito.

“E in politica, prima di ogni cosa, bisogna essere coerenti con i propri principi. E io continuerò ad esserlo, rispettando le regole con cui mi sono candidata nel 2016”, ha sottolineato la sindaca.





Previsioni rosee dell’Fmi sul Pil italiano: “Calerà meno del previsto”

 

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le sue previsioni sul crollo che subirà l’economia italiana quest’anno, a seguito della crisi pandemica: ora stima un meno 10,6% del Pil. Il dato, contenuto nel World economic outlook, che ha effettuato ritocchi in meglio per tutta l’economia globale, è di 2,2 punti migliore delle stime dell’Fmi dello scorso giugno, ma resta di oltre 1,5 punti peggiore delle previsioni appena inserite dal governo nella Nota di aggiornamento al Def (-9%).

L’Fmi ha rivisto al ribasso anche la portata del rimbalzo del Pil Italiano sul 2021: più 5,2%, ovvero 1,1 punti in meno rispetto alla previsione di giugno.

Secondo il rapporto dell’Fmi, il deficit di Bilancio dell’Italia balzerà al 13% del Pil quest’anno, dall’1,6% del 2019, a seguito della crisi pandemica e delle misure adottate al governo, per poi smorzarsi al 6,2% del Pil nel 2021 e successivamente proseguire la dinamica di riduzione, fino al 2,5% del Pil nel 2025.

Pesante l’effetto sul livello di indebitamente pubblico, che dal già elevato 134,8% del Pil del 2019 è previsto lievitare al 161,8% nel 2020 e successivamente smorzarsi solo in parte, al 158,3% nel 2021. Più a lungo termine, sull’orizzonte 2025 il Fmi pronostica un debito-Pil al 152,6%.

Il World economic outlook prevede inoltre disoccupazione in aumento in Italia con la crisi pandemica, nonostante le misure messe in campo: secondo l’Fmi dal 9,9% del 2019 il tasso di disoccupazione salirà all’11% quest’anno e a un ulteriore 11,8% nel 2021.

 





Boom di contagi, sono quasi seimila nelle 24 ore. Allerta per i ricoveri nelle terapie intensive

 

Tornano a salire i contagi da Covid in Italia: nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.901 nuovi casi, contro i 4.619 di ieri, con 112.544 tamponi, circa 27mila più di ieri. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale a 365.467. In leggero aumento anche l’incremento delle vittime: 41 in un giorno, mentre ieri erano 39, per un totale di 36.246

Schizza l’aumento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: in sole 24 ore ci sono 62 pazienti in più in rianimazione per un totale di 514 (ieri erano 452). Dal bollettino del ministero della Salute emerge anche che è stata superata la soglia dei 5mila ricoverati nei reparti ordinari: sono 5.076, 255 più di ieri. Gli attualmente positivi sono 87.193, con un incremento rispetto a domenica di 4.429: di questi 81.603 sono in isolamento domiciliare (+4.112). I dimessi e guariti, infine, sono 242.028, con un incremento di 1.428.