Rifiutava di indossare la mascherina a bordo di un tram, denunciato per violazione delle misure anti-Covid ed interruzione di pubblico servizio

E’ stato costretto a fermare la corsa il tram a piazza della Marina, a Roma, quando un 41enne ha rifiutato di indossare la mascherina contravvenendo alle disposizioni che mirano al contenimento della diffusione del Covid-19. All’arrivo degli agenti del commissariato Villa Glori, diretto da Anna Galdieri, il 41enne, ancora a bordo del tram, stava discutendo con un altro utente sempre per lo stesso motivo.
L’uomo, francese di origine, e’ stato denunciato per interruzione di pubblico servizio e sanzionato amministrativamente per il mancato rispetto delle disposizioni sul Coronavirus.





Rapinatori pendolari nella Capitale. Da Catania a Roma per assaltare banche

 

Conclusa con tre arresti un’operazione antirapina della polizia di Stato denominata “Etna”, nell’ambito di un’indagine coordinata dal Pool Reati contro il Patrimonio della Procura di Roma. La Squadra Mobile capitolina ha eseguito tre misure cautelari, emesse dal gip, dopo aver individuato e ricostruito le vicende criminose di persone di origine catanese, alcune residenti a Roma ma sempre in contatto con la Sicilia, che rapinavano banche nella zona sud della Capitale.
Gli arrestati, di eta’ compresa tra i 38 ed i 61 anni, tutti con precedenti e che hanno operato nei quartieri meridionali capitolini, sono ritenuti responsabili di furto e rapina aggravata per una serie di episodi avvenuti a Roma tra il 2018 e il 2019.





Ciani (Demos-Regione Lazio): “Mozione perché Roma ospiti Summit salute 2021”

 

“Ho presentato una mozione in Consiglio Regionale perché Roma possa ospitare il vertice mondiale sulla sanità del 2021 in occasione della presidenza italiana del G20 e l’Agenzia Europea per la Ricerca e lo Sviluppo Avanzato Biomedico. Roma è la capitale d’Italia, città simbolo dell’Europa, possiede nell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani un luogo di eccellenza nella ricerca e cura del Covid, è sede di sperimentazione del vaccino ed è al centro di un importantissimo distretto industriale del farmaco”. Ad annunciarlo Paolo Ciani (Demos), Vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio e da poco in campo come candidato sindaco di Roma. 

“Giustamente nei giorni scorsi il Presidente Zingaretti ha candidato Roma ad ospitare l’Agenzia Europea per la Ricerca e lo Sviluppo Avanzato Biomedico e per la gestione delle crisi sanitarie. Roma e il Lazio, negli anni tanto bistrattate da una propaganda denigratoria, hanno dimostrato – ha aggiunto Ciani – di saper gestire l’emergenza sanitaria legata alla pandemia con grande efficacia e senso di responsabilità. E questo giustamente inizia ad essere riconosciuto a livello nazionale ed internazionale. Ora Roma, dove furono firmati i trattati ‘di nascita’ dell’Europa unita, deve uscire da avvilimento e marginalizzazione in cui si trova per tornare al ruolo che le compete: uno dei più importanti, e per tanti versi unici, centri del mondo. A cominciare dal G20 per la salute”.

 





Patron blucerchiato Ferrero: “Io sindaco? Vincerei a mani basse”

 

“Io sono l’uomo più penalizzato d’Italia, è la verità, lo dicono i fatti. Perché sono un esercente di cinema e faccio e calcio. E lo Stato non ha dato un euro di aiuto al calcio mentre i cinema praticamente sono chiusi”. Lo dice a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria e dei Ferrero Cinema. Ma i cinema sono aperti. “Io a Roma ho 12 sale, al cinema Adriano ho aperto due sale ma la gente non ci viene, le due sale sono vuote, allo Stato non frega niente della cultura e allo sport”. A proposito di Roma, è apertissimo il toto-candidati per il nuovo sindaco. “Io sono romano di sette generazioni, conosco ogni sanpietrino di questa città”. Potrebbe candidarsi lei, allora, gli hanno chiesto. “Io sono un po’ presuntuoso, faccio arte, sono un artista di strada. La politica non mi interessa molto ma se dovessi candidarmi, visto che tutti mi tirano dalla giacchetta…” Quindi le hanno chiesto di candidarsi a primo cittadino della Capitale? “Sì – ha detto a Rai Radio1 Ferrero – e lo avevano già fatto quattro anni fa”. Col c.destra o col c.sinistra? “Io vorrei fare una cosa serissima: andare da solo, con una bella lista civica”. Lista Ferrero? “Certo, vota Ferrero per un voto sincero. Vinco a mani basse. Non sarei contro nessuno ma a favore della città in cui sono nato”, ha concluso il patron blucerchiato a Un Giorno da Pecora.

 





Il Pd incalza la Giunta: “Da Roma Capitale soluzione immediata su trasporti disabili”

 

“Nel corso della Commissione congiunta Mobilità e Politiche Sociali che si è tenuta oggi in Campidoglio per affrontare le difficoltà che utenti e lavoratori esprimono da mesi relativamente al trasporto individuale per i cittadini con disabilità, é condivisibile quanto richiesto dagli stessi: Roma Capitale offra una soluzione immediata. Ci sono diritti platealmente lesi: il dibattito, che si é concentrato sui costi, doveva tenere maggiormente in considerazione le difficoltà di chi usa il servizio per andare a lavorare o avere visite mediche, nonché le legittime richieste di tanti lavoratori colpiti da ritardi nei pagamenti. Ora, dopo aver finalmente ammesso il fallimento in Commissione, Roma Capitale si attivi immediatamente per una soluzione immediata e non si arrovelli in discussioni dove il cittadino viene sempre per ultimo”. Così in una nota Erica Battaglia della Direzione regionale del Pd.

 




Di Berardino (Regione Lazio): “Scuola, avanti con le lezioni in presenza”

 

“Come Regione Lazio continuiamo a impegnarci per cercare di garantire la continuità della didattica in classe. Da questa estate abbiamo attivato misure e strumenti straordinari nella convinzione che il valore formativo della scuola non possa essere ridotto alla mera didattica. Gli stessi studenti che incontro ogni settimana affermano di voler continuare ad andare a scuola e che il rapporto diretto con i compagni non è sostituibile da altre formule a distanza”. Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio. “Abbiamo introdotto per primi i test sierologici per gli insegnanti, più recentemente abbiamo avviato la campagna di test rapidi per studenti e personale scolastico, abbiamo attivato un dialogo sempre aperto con tutte le parti interessate per cercare di risolvere, sul nascere, ogni problematica. Certamente – dice – il bene più alto da perseguire è quello della salute e della sicurezza delle persone. Ma fino a quando le condizioni sanitarie si limiteranno a singoli casi in singole classi, credo che sia un nostro dovere , come Istituzione, continuare a garantire le lezioni in presenza per tutti gli ordini e gradi. Da parte di tutti è necessario rispettare, con grande senso di responsabilità, i protocolli per il contenimento dei contagi, nei nostri interessi, per chi ci sta vicino e per contribuire ad avere scuole aperte in condizioni di sicurezza”. 

 





M5S boccia mozione De Vito per sospensione Ztl Centro

 

L’Assemblea capitolina ha bocciato con l’astensione di 19 consiglieri a fronte di 7 voti favorevoli la mozione urgente che vedeva primo firmatario il presidente M5S dell’Aula Marcello De Vito e che chiedeva l’apertura delle ztl Centro, Tridente e Trastevere a causa dei danni subiti dagli esercizi del centro città. “Con questa mozione l’Assemblea capitolina invita la sindaca e la Giunta a valutare ogni azione per mettere in campo, fino al termine dell’emergenza sanitaria ora prevista per il 31 gennaio 2021, di sospendere le ztl Centro storico, Trastevere e Tridente – ha spiegato il presidente De Vito presentando l’iniziativa -. Un provvedimento sulla falsariga della mozione presentata ad agosto che chiedeva la proroga oltre il 31 di quel mese: fu respinta, ma da allora sono oggettivamente cambiate le condizioni in fatto e in diritto”. Il capogruppo M5S Giuliano Pacetti ha chiesto l’ulteriore rinvio del provvedimento, già differito dalla seduta di ieri a quella odierna, facendo presagire la contrarietà pentastellata all’iniziativa. Allora, ha ricordato De Vito “c’erano 200 contagi al giorno e c’era l’aspettativa per le imprese, l’economia e le aziende romane in particolare del Centro di un ritorno alla normalità a partire dal al 15 ottobre, data che allora rappresentava la fine dello stato di emergenza, ma purtroppo così non è stato. I contagi sono riesplosi, ora sono quasi 6mila al giorno, e la cessazione dell’emergenza è stata via via prorogata prima al 31 dicembre e poi al 31 gennaio. Questa mozione invita la sindaca a emanare nuova ordinanza con gli stessi, identici presupposti di quella fatta il 10 marzo, subito prima del lockdown”. “Questa mozione è urgente – ha dichiarato il capogruppo Pd Giulio Pelonzi annunciando il sostegno all’iniziativa – approvarla oggi sarebbe un segnale importante proprio nel giorno in cui esce il decreto, la contemporaneità degli atti comunali che vanno subito incontro alle Pmi legate al commercio sono un segnale che possiamo dare tutti insieme come Aula. E’ un provvedimento opportuno da mettere in campo oggi stesso”. “E’ una mozione urgente e che dovrebbe essere votata da tutta l’Aula – gli ha fatto eco il capogruppo di Fdi Andrea De Priamo -. Lo abbiamo sottoscritto come atto di coerenza con tutto quello che abbiamo detto in questi mesi. Non siamo contrari all’esistenza della Ztl però si tratta oggi di avere buon senso, oggi siamo alle prese con un Dpcm che ci porta indietro di qualche mese”, ha concluso.

 





Calabrese (Mobilità Roma Capitale): “Banchine bus sono piene anche a Londra e Parigi”

 

“Guardate queste immagini: sono le stesse in tutte le città italiane ed europee. Tante persone in attesa alle banchine di Parigi e molte sui vagoni della metro a Milano e all’ingresso della metropolitana di Londra. Sui trasporti la sfida è globale, non è un problema di una singola città o amministrazione. La verità è che garantire la continuità del distanziamento fisico su bus, tram e metro non è sempre possibile, infatti è specificato anche nei vari Dpcm. E’ invece doveroso affrontare ogni situazione potenzialmente critica con rigore, serietà e responsabilità. Per esempio mettendo sempre la mascherina. C’è chi ci attacca dicendo che non abbiamo fatto nulla in funzione della pandemia, arrivando a negare l’evidenza, gettando fango sul prezioso lavoro svolto da donne e uomini di Atac, della Polizia Locale e dell’Amministrazione Capitolina”. Il contrattacco via Fb è dell’assessore capitolino M5S alla Mobilità Pietro Calabrese. Nel periodo più difficile del lockdown, ricorda Calabrese “con la capienza dei mezzi al 50 per cento, abbiamo limitato e contingentato gli ingressi e posizionato “marker”, che indicavano il corretto distanziamento sui sedili e alle banchine. Siamo stati praticamente i primi in Italia a farlo. Col riavvio della fase due di maggio abbiamo diversificato gli orari di inizio e fine attività in tutti i settori, integrato i servizi metro con linee a sussidio servite da operatori privati, replicate da settembre, ma in entrambi i casi non utilizzate dall’utenza. Negare tutto questo vuol dire raccontare menzogne”. Oggi, sottolinea Calabrese “la capienza sui mezzi pubblici è all’80 per cento in tutto il Paese. Non solo a Roma. Non l’ha deciso la sindaca Virginia Raggi, ma è una misura presa dal Governo. Da settembre abbiamo riattivato le corse scolastiche di Atac, e aumentato la frequenza negli orari considerati più critici, grazie a un monitoraggio che stiamo proseguendo per capire dove andare a intensificare ulteriormente il servizio. Questo non vuol dire aver risolto il problema, ma affrontare un’emergenza mai vista prima e lavorare per fornire risposte ai cittadini”. “Come ogni città stiamo facendo il massimo che è possibile fare con le risorse a disposizione – aggiunge Calabrese -. Oltre a noi, tutti i ministeri di competenza e la Regione Lazio hanno sempre specificato che non si possono mettere in servizio convogli metro o tram oltre quelli disponibili semplicemente perché per acquisirli servono procedimenti e forniture che durano anni. Stiamo vivendo una pandemia globale, uno dei periodi più difficili, ma è una battaglia che siamo convinti di poter vincere con l’impegno di tutti”, conclude.

 





Senza interventi sul comparto dei trasporti i Sindacati annunciano la mobilitazione

 

“Il rischio di una seconda ondata di contagi da Covid 19 diventa ogni giorno più evidente. Di fronte alla nuova espansione del virus è necessario, da una parte, evitare gli allarmismi e, dall’altra, mettere in atto la dovute contromisure, per non rischiare di sottovalutare il pericolo: le conseguenze sarebbero disastrose”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti, la Cisl del Lazio, la Uil del Lazio e le rispettive categorie dei trasporti. “Consideriamo un errore – dicono i sindacati – aver portato la capienza dei mezzi di trasporto all’80% senza nessuna possibilità, tra l’altro, di effettuare controlli adeguati. Abbiamo sollecitato più volte le istituzioni, a partire dalla Prefettura, già durante il periodo di chiusura forzata ad aprile e infine a settembre, allo scopo di discutere come riorganizzare uno dei settori che più fa da fondamento alla ripresa e allo stesso tempo più rappresenta un punto complesso e delicato per il rischio di diffusione del virus: i trasporti. Nessuna risposta finora è arrivata, nessuna azione all’altezza della gravità della situazione”. “Le nostre preoccupazioni sull’applicazione del necessario distanziamento sui mezzi pubblici in tutta la Regione, sia su strada che su rotaie, aumentano – sottolineano i sindacati -. Oltre alle notizie di stampa, riceviamo tutti i giorni decine di segnalazioni, da parte di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, che riguardano l’eccessivo affollamento degli autobus circolanti dentro Roma e dei treni che trasportano i pendolari verso la Capitale. Abbiamo richiesto il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati per trovare soluzioni condivise allo scopo di incrementare l’offerta di mezzi pubblici, per garantire ai pendolari condizioni di trasporto più sicure e in linea con le norme anti contagio, per assicurare agli addetti del settore la necessaria tutela della salute sul lavoro”. “Servono azioni anche sul fronte della domanda di trasporto – aggiungono – per attivare investimenti e riorganizzazioni che puntino ad abbassare la necessità di spostarsi da parte dei lavoratori, ad esempio facendo leva sul lavoro agile, sul telelavoro e sulla rimodulazione degli orari di lavoro e di apertura degli esercizi commerciali. Ma la nostra disponibilità al confronto non trova interlocutori e, se continuerà l’assenza di risposte, non ci rimarrà altra scelta che la mobilitazione”, concludono.

 





Stefàno (Trasporti-Roma Capitale): “Chi può si sposti a piedi o in bici”

 

 

“Per qualsiasi ente locale è molto complicato estendere in tempi stretti l’offerta di trasporto pubblico, bisognerebbe acquistare centinaia di autobus e assumere centinaia di autisti, sono tempi non compatibili con la pa. Chi può farlo si sposti a piedi o in bicicletta”. Lo ha detto Enrico Stefàno, presidente della Commissione Trasporti del Comune di Roma, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. 

Stefàno spiega che spostarsi a piedi o in bici “ove possibile può sicuramente aiutare a decongestionare il flusso sui mezzi pubblici. In metropolitana, sulla linea A non essendoci i turisti c’è un po’ meno affollamento. Tendenzialmente le metropolitane stanno tenendo bene, anche perché ci sono meno spostamenti. Un’eventuale riduzione della capienza dei mezzi metterebbe in grossa difficoltà gli enti locali, quindi o contemporaneamente si opera una riduzione degli sposamenti maggiori con il ricorso allo smart working oppure sarebbe impossibile raddoppiare gli autobus dall’oggi al domani”. “Comunque – aggiunge – abbiamo messo in campo degli sforzi, molti autobus che avevamo acquistato nei mesi scorsi sono arrivati. Stiamo supportando alcuni tratti con del pullman gran turismo. Con Atac valutiamo costantemente le linee più frequentate per cercare di modulare l’offerta”. 

“E’ oggettivo – aggiunge che in alcuni punti della città e alcune fasce orarie ci siano delle situazioni un po’ critiche”. 





Fiepet-Confesercenti Roma: “Con chiusura alle 21 ci saranno 150mln di danni”

 

 “Non siamo certo contrari a nuove regole o a strette mirate al fine di mettere in sicurezza la salute pubblica. Ben venga quindi il nuovo Dpcm del Governo ma non possiamo non segnalare le nostre perplessità per quanto concerne il settore della ristorazione. In particolare, la chiusura alle 21 dei locali che non hanno servizio al tavolo avrà ripercussioni pesantissime sia sugli esercenti – gelaterie, bar, pizzerie al taglio e tutto il comparto legato allo street food – che sulla filiera agroalimentare. Una perdita economica che nella Capitale si traduce, nei prossimi mesi, in almeno 150 milioni di euro”. E’ quanto dichiara in una nota Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio. Una decisione, secondo Pica “che impatterà drammaticamente in termini economici ed occupazionali e che colpirà quegli ‘imprenditori-eroi’ – sottolinea -, in gran parte piccole e media imprese, che con grande sacrificio hanno deciso di non chiudere durante i mesi lockdown caricandosi sulle proprie spalle le perdite dei locali, i mancati incassi e gli stipendi dei dipendenti. Chiediamo al Governo di fare retromarcia su questo provvedimento, che rischia di uccidere il commercio, di mandare sul lastrico imprese e lavoratori, e di frenare i consumi in un momento in cui va creata ricchezza e non nuova povertà”, conclude.

 





Sono decollati verso la stazione orbitante internazionale due russi ed una astronauta americana

 

L’astronauta statunitense Kathleen Rubins e i cosmonauti russi Sergei Ryzhikov e Sergei Kud-Svertchkov sono decollati questa mattina per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a bordo di un razzo russo Soyuz. I due cosmonauti di Roskosmos e l’astronauta della NASA sono decollati come concordato alle 5:45 GMT dal cosmodromo russo di Baikonur in Kazakistan, secondo le immagini delle due agenzie spaziali. L’agenzia spaziale russa specifica su Twitter che la navicella "si è posizionata con successo in orbita".





Trump chiede alla Corte Suprema di bloccare la richiesta della sua dichiarazione dei redditi

 

Donald Trump ha presentato la richiesta di intervento d’urgenza alla Corte Suprema chiedendo che vengano protette le sue dichiarazioni dei redditi dall’ingiunzione di un grand jury di New York. Lo riporta il sito di The Hill. E’ la seconda volta che l’avvocato personale di Trump chiede l’intervento della Corte per bloccare il tentativo del procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance, di ottenere le dichiarazioni dei redditi relative ad otto anni del tycoon diventato presidente. Lo scorso anno, con un’opinione approvata da 7 giudici con due contrari, non fu accolto l’argomento che il presidente ha piena immunità nei confronti di ogni procedimento, ma si sottolineò che il presidente avrebbe potuto muovere altri argomenti in sedi giudiziarie di istanza minore.  Da allora sia la corte distrettuale che quella d’appello ha bocciato il ricorso di Trump, in cui si afferma che l’ingiunzione del grand jury è pregiudiziale e tesa solo a danneggiare il presidente. Presentando il ricorso alla Corte Suprema, viene bloccata l’applicazione della sentenza della corte d’appello che sosteneva l’obbligatorietà del rispetto dell’ingiunzione.





Anche il ‘Boss’ del rock Springsteen si schiera con Biden e contro Trump

 

"Prima di tutto Donald Trump perderà, l’avete sentito per primi qui. Joe Biden vincerà e il lungo incubo nazionale sarà… non so se sarà davvero finito, ma lui sarà andato. Sono sicuro che non verrà eletto per un secondo mandato. Una certa confusione può esserci, ma spero di vedere una valanga, cosicché non ci siano tante discussioni su chi ha vinto, Joe Biden ovviamente". A dichiararlo, in un’intervista a ’La Repubblica’ è Bruce Springsteen. "Spero non ci siano tanti impicci attorno alle elezioni, in modo di non dover aspettare un mese o due in cui fanno ricerche per capire chi ha vinto. Ma io credo - prosegue ’The Boss’ - che gli Stati Uniti saranno davvero insieme come una nazione unita, senza badare alle tensioni e alle divergenze che ci sono in una parte della sua popolazione oggi. Credo che molto di quello che si vede in televisione sia fatto da una minoranza che cerca di far crescere l’isteria. Io invece penso che ci sia moltissima positività in giro". "Penso che il movimento Black Lives Matter sia un movimento molto positivo, pacifico nella sua maggioranza, quando evolve verso la violenza non è un bene per nessuno. Ma se si guarda all’ampiezza e alla quantità di manifestazioni che sono state fatte nel mondo, si può dire che sia un movimento pacifico. Ed è stato salutare in questo momento storico, perché ha riacceso la battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti e l’ha spinta verso una direzione più umana. Una direzione che la storia richiede", sottolinea l’artista.




Arrestata dalla Gdf, su ordine di cattura internazionale, Cecilia Marogna, la manager del caso Becciu

 

La Guardia di Finanza ha arrestato a Milano Cecilia Marogna, 39enne manager sarda coinvolta nelle indagini relative a una presunta appropriazione di fondi della Santa Sede, indagini che riguardano in particolare il cardinal Giovanni Angelo Becciu. Marogna è stata fermata dai finanzieri sulla base di un mandato di cattura internazionale dell’Interpol su richiesta dei magistrati vaticani, che procedono per peculato per distrazione di beni.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Avvenire, all’arresto potrebbe ora seguire una richiesta di estradizione da parte della Città del Vaticano, anche se al momento, sul piano giudiziario, tecnicamente la donna è a disposizione del presidente della Corte d’appello milanese, che entro 48 ore dovrà prendere una decisione.

Le indagini riguardano fondi per missioni umanitarie che sarebbero stati in realtà destinati altrove. Ma pochi giorni fa in un’intervista Cecilia Marongia aveva affermato di rivendicare “il risultato di aver costruito una rete di relazioni in Africa e Medio Oriente per proteggere Nunziature e Missioni da rischi ambientali e da cellule terroristiche”.

 





Bar e ristoranti. il problema sono le mascherine. Sanzioni dei Nas

 

 

Nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha rafforzato i controlli sull’attuazione delle misure di contenimento per prevenire la diffusione epidemica da COVID-19 realizzando, in condivisione con il Ministero della Salute, uno specifico servizio di controllo in campo nazionale alle strutture di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande.

Gli interventi sono stati eseguiti dai 38 NAS, in stretta collaborazione con i reparti territoriali dell’Arma, in 1.898 esercizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti, pizzerie, trattorie, fast-food, pub, birrerie e bar), prediligendo i locali collocati in aree ad elevata frequentazione giovanile e ricreativa, specie in orari serali e notturni.

Il servizio straordinario, nella sua prima settimana di esecuzione, ha consentito di fornire una preliminare valutazione sull’attuale livello di osservanza delle misure di contenimento da parte degli esercizi aperti al pubblico: nel corso dei controlli sono state contestate 351 violazioni alle disposizioni, con particolare riferimento al mancato uso delle mascherine di protezione facciale (43%) e nell’assenza di informazioni e cartellonistica relativa alle cautele da adottare da parte della clientela (13%).

Altre violazioni hanno interessato nel 9% la distanza insufficiente fra tavoli, nel 9% il mancato distanziamento sociale tra le persone, nell’8% l’assenza di prodotti igienizzanti all’interno o all’ingresso dei locali nonchè l’omessa attuazione delle corrette e periodiche procedure di pulizia e sanificazione degli ambienti (3%).

Ulteriori inosservanze, pari al 15%, hanno riguardato altri obblighi previsti sia da normative nazionali che regionali e locali, oggetto di autonome ordinanze, relative ad esempio alla segnaletica orizzontale sui percorsi da seguire, omessa registrazione avventori e la misurazione della temperatura corporea.

Sono state oggetto di controllo anche le fasi di preparazione, detenzione e vendita di alimenti con contestazione di 30 sanzioni penali e 310 amministrative per violazioni alle norme igienico-sanitarie che hanno determinato il sequestro di 4.077 kg di alimenti irregolari, per un valore di 59.000 euro, e la chiusura/sospensione dell’attività di 49 locali/strutture.





Nel mondo i casi di coronavirus sono 38 milioni e il numero delle vittime ha superato il milione

 

Sono oltre 38 milioni i casi di Covid-19 registrati finora nel mondo, con Stati Uniti, India e Brasile che ne contano oltre la metà. Stando all’ultimo aggiornamento dei dati della Johns Hopkins University, sono precisamente 38.130.829 i contagi e 1.086.156 i decessi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia.

Gli Stati Uniti contano ad oggi 7.856.714 casi e 215.902 morti; l’India 7.239.389 casi e 110.586 morti; il Brasile 5.113.628 contagi e 150.998 morti.

 





Crisanti: “A Natale un lockdown è nell’ordine delle cose”

 

“Penso che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: in quel periodo un lockdown potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare l’efficenza del contact tracing e dei tamponi. Così come siamo, con questi numeri, il sistema è saturato”. Lo ha detto su Rai News 24 il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti Crisanti, citando l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di fare dei lockdown selettivi per regioni durante le prossime vacanze scolastiche nazionali.

A livello europeo, ha spiegato, “il sistema è collassato” e “via via che i casi sono aumentati, la capacità di contact tracing e fare tamponi è diminuita e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione” del virus.

“Più che misure sul comportamento occorre bloccare il virus sul territorio: tra 15 giorni, quando vedremo l’effetto di queste misure, non non vorrei trovarmi a discutere di 10-12mila casi al giorno”, ha proseguito Crisanti commentando l’ultimo Dpcm: “L’aumento avuto nelle passate settimane fa prevedere che questi numeri peggioreranno”.

Per l’esperto “i mezzi di trasporto affollati sicuramente favoriscono il contagio. Non abbiamo gli strumenti per controllare la capienza. Dobbiamo obbligare chi entra perlomeno a indossare mascherine chirurgiche e non fai da te o di stoffa. E’ una piccola cosa ma potrebbe avere più effetto che dire cambiare la capienza, cosa che poi nessuno controlla”.




Ricciardi: “A novembre si rischiano 16mila casi al giorno”

 

“Qualche giorno fa ho stimato che se non si fossero prese misure come quelle che stiamo prendendo adesso si sarebbe potuto arrivare a novembre a 16 mila casi (al giorno ndr). In realtà il ritmo di crescita è talmente forte che potremmo arrivarci anche prima. Per cui è necessario rispettare le vecchie regole e introdurre queste nuove”. Lo ha detto il consulente scientifico del ministero della Salute Walter Ricciardi, ospite del programma TgTg su Tv2000 commentando l’andamento dei contagi in Italia da Covid-19 di questi ultimi giorni.





Metalmeccanici Pmi, firmato il nuovo contratto tra Cifa e Confsal

 

 

"Svolta nell’ambito della contrattazione collettiva: firmato il nuovo Ccnl Metalmeccanica pmi di Cifa e Confsal. Mentre il rinnovo dei contratti metalmeccanici leader langue da mesi e il confronto tra le parti, pur ripreso, incontra continue difficoltà, l’associazione datoriale Cifa e la confederazione sindacale Confsal, sulla base dell’accordo Interconfederale del 28 ottobre scorso, ha siglato un accordo estremamente innovativo". E’ quanto annuncia una nota di Cifa e Confsal. Cifa-Confsal introducono infatti la classificazione del personale per competenze, piuttosto che per mansioni. Il nuovo modello classificatorio favorisce i processi di selezione e consente alle aziende un più puntuale inquadramento del lavoratore sulla base delle competenze possedute, permettendo al contempo di pianificare adeguati interventi formativi. Al lavoratore, poi, consente una costante crescita professionale che, opportunamente valorizzata, lo conduce a importanti obiettivi di carriera.





Meloni chiede sostegni al settore della ristorazione: “Insensata la chiusura alle 24”

 

"L’insensata chiusura dei locali a mezzanotte è un durissimo colpo per migliaia di imprenditori italiani, molti dei quali dopo il lockdown avevano riaperto tra mille dubbi e incertezze, facendosi forza e investendo di nuovo sulla loro attività. Hanno speso soldi per adeguarsi a tutte le prescrizioni anticontagio volute dal Governo, molti si sono indebitati per ripartire, e ora rischiano di chiudere a causa di un provvedimento che vanifica tutti i loro sforzi. Lo Stato non può massacrare così un settore come quello della ristorazione e della somministrazione di bevande, che produce e crea ricchezza per migliaia di famiglie italiane. Ora pretendiamo che il Governo stanzi dei fondi e introduca subito un meccanismo di ristoro per i danni che sta causando a migliaia di piccole e medie imprese".     Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. 





Azzolina: “C’è poca crescita dei contagi a scuola. Si prenda ad esempio"

 

“Stiamo ultimando il monitoraggio sui contagi a scuola sulla quarta settimana, c’è poca crescita, il tendenziale è lo stesso delle settimane precedenti. Con questi dati dovrei lasciare gli studenti a casa?”: Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Di Martedì, in onda questa sera su La7.

“Dovremmo prendere esempio dalle scuole. A scuola ci sono regole, distanziamento, gel, mascherine. Nella giornata di uno studente è il momento più sicuro”. Commentando l’ipotesi avanzata da alcune regioni di tornare alla didattica a distanza per le superiori, la ministra ha quindi aggiunto: “spiace che qualcuno pensi che studenti e studentesse possano essere sacrificabili. La scuola ha dato tanto, abbiamo lavorato tutta l’estate per riportare gli studenti in presenza”. Dovremmo lasciare gli studenti a casa perché in questo momento c’è una criticità sui trasporti? La criticità sui trasporti c’è ma si lavorerà tutti insieme per trovare una soluzione, ma non di certo lasciare gli studenti a casa”.





Covid e trasporti, Speranza: “Più smart working e orari scaglionati”

“Quello del trasporto pubblico urbano è un tema vero: oggi c’è una riunione tra tutti gli assessori regionali ai Trasporti e i ministri competenti. Noi verificheremo le situazioni e le condizioni, al momento la mia opinione è che dobbiamo provare a lavorare soprattutto su due ambiti: favorire la possibilità di un rafforzamento dello smart working, che può essere ulteriormente implementata e utilizzata in questa fase; e provare ad incentivare e rafforzare ancora di più le differenziazioni di accesso e ingresso negli uffici pubblici e nelle scuole”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, durante un’audizione alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

“Partirei da queste due strade – ha precisato il ministro – provando a non entrare immediatamente nelle questioni che riguardano la scuola, che è considerata dal governo una priorità assoluta. Tutto ciò che si può mettere in campo per affrontare il tema legittimo dei trasporti va fatto partendo da altro rispetto alla scuola. Poi chiaramente l’evoluzione epidemiologica chiederà valutazioni in corso settimana dopo settimana”, ha concluso Speranza.





Recovery Fund, Conte ha riferito alla Camera in vista del vertice del Consiglio Europeo

 

 

"Sull’occupazione femminile accolgo l’impegno contenuto nella risoluzione di maggioranza approvata ieri e assicuro che una parte significativa" delle risorse del Recovery "sarà destinata a questo scopo". Così il premier Giuseppe Conte alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre ribadendo l’impegno per l’assegno unico e al miglioramento dei servizi per conciliare il lavoro femminile delle madri lavoratrici.

"Nella trattativa con il Regno Unito "è fondamentale mantenere unità degli stati membri a fianco della commissione europea e del commissario negoziatore - ha proseguito Conte - Il tempo che rimane non è molto e per un negoziato così complesso va utilizzato con saggezza. Al No Deal preferiamo la ricerca di un accordo fino all’ultimo momento utile ma non ad ogni costo: deve essere un accordo equo". 

Al Consiglio europeo "confermerò la convinzione che le misure nazionali volte al contenimento del contagio" debbano poter contare "su una cornice europea di sostegno sanitario e economico", ha detto Conte. "Oggi mi atterrò unicamente ai temi dell’agenda del consiglio europeo: per rispetto dell’ordine dei lavori il mio intervento sarà solo sull’ordine del giorno del consiglio" nonostante "ieri al Senato si sia parlato anche di altre questioni. Prendo atto dell’asimmetria del dibattito ma mi atterrò all’ordine dei lavori".. ha spiegato il premier all’inizio del suo intervento, premettendo di essere pronto a riferire sulle nuove norme restrittive ma di doversi attenere all’ordine dei lavori dell’Aula.





Padoan al vertice del colosso bancario Unicredit

 

L’ex ministro dell’Economia coptato nel Cda del Gruppo. Sarà Presidente per il mandato 2021-2023

 

L’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è stato cooptato nel Cda di Unicredit come presidente designato per il prossimo mandato (2021-2023). Lo si legge in una nota in cui l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier esprime la propria "massima soddisfazione" per la sua "esperienza e conoscenza dell’Europa e del suo contesto normativo". "Gli importanti ruoli pubblici ricoperti in Italia - ha aggiunto - saranno di grande utilità per il gruppo".  Da tempo l’istituto di Piazza Gae Aulenti era alla ricerca di un nuovo Presidente, dopo la scomparsa improvvisa di Fabrizio Saccomanni nell’estate del 2019 e considerato che il suo sostituto, Cesare Bisoni, fin da subito ha fatto sapere che il suo mandato sarebbe terminato a scadenza.
E con l’arrivo di Padoan dopo quello, a suo tempo, di Saccomanni, Unicredit conferma la scelta di una figura politica, dotata di rapporti e relazioni e in grado di dialogare ai massimi livelli con le autorità e le istituzioni.  

Ed è proprio questo che occorre tenere in considerazione per capire come mai la Borsa, sulle indiscrezioni di un possibile arrivo di Padoan ai vertici di Unicredit poi confermate ufficialmente la sera del 13 ottobre a mercato chiuso, abbia spinto con un forte balzo dell’8% le azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena: il mercato si aspetta che, con l’arrivo del nuovo presidente, possa diventare probabile un’acquisizione del gruppo di Rocca Salimbeni da parte di Unicredit.





Autostrade, ci sarà una trattativa in esclusiva Atlantia-Cdp

 

Boom positivo questo martedì mattina per Atlantia a Piazza Affari dopo l’avvio di trattative in esclusiva con Cdp per la cessione della quota dell’88% in Autostrade per l’Italia. La holding della famiglia Benetton, che vede allontanarsi così lo spettro della revoca della concessione, avanza del 5,6% a 14 euro. In avvio di contrattazioni il titolo non era riuscito a scambiare a causa delle pressioni al rialzo.  L’ultima mossa è stata decisa nel consiglio di amministrazione riunitosi lunedì e comunicata nella serata del 13 ottobre. "Il Consiglio di amministrazione di Atlantia ha confermato la propria disponibilità a valutare un’eventuale proposta da parte di Cassa Depositi e Prestiti - unitamente ad altri investitori nazionali e internazionali - per un possibile accordo, relativo all’acquisto dell’integrale pacchetto azionario (pari
all’88,06%) della controllata Autostrade per l’Italia, idoneo ad assicurare l’adeguata valorizzazione di mercato della partecipazione medesima", si legge nella nota, in cui si sottolinea che "tale ipotesi è aderente alla lettera inviata da Atlantia al Governo lo scorso 14 luglio ed in linea con le deliberazioni del consiglio di amministrazione". A Cassa è stato dunque concesso un "periodo di esclusiva" fino a domenica 18 ottobre. 





Il tesoro dell’illegalità vale in Italia 211 miliardi di euro

 

L’economia non osservata è costituita dalle attività economiche di mercato che, per motivi diversi, sfuggono all’osservazione diretta della statistica ufficiale e pongono problemi particolari nella loro misurazione. Essa comprende, essenzialmente, l’economia sommersa e quella illegale. Le principali componenti dell’economia sommersa sono costituite dal valore aggiunto occultato tramite comunicazioni volutamente errate del fatturato e/o dei costi (sotto-dichiarazione del valore aggiunto) oppure generato mediante l’utilizzo di input di lavoro irregolare. Ad esso si aggiunge il valore dei fitti in nero, delle mance e una quota che emerge dalla riconciliazione fra le stime degli aggregati dell’offerta e della domanda. Quest’ultimo tipo di integrazione contiene in sé, in proporzione non identificabile, sia effetti collegabili a fenomeni di carattere puramente statistico sia elementi ascrivibili all’esistenza di componenti del sommerso non completamente colte attraverso le consuete procedure di stima. L’economia illegale include le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, e quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. Le attività illegali incluse nel Pil dei Paesi Ue sono la produzione e il commercio di stupefacenti, i servizi di prostituzione e il contrabbando di sigarette. Nel 2018 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a poco più di 211 miliardi di euro (erano 213,9 nel 2017), in flessione dell’1,3% rispetto all’anno precedente e in controtendenza rispetto all’andamento del valore aggiunto, cresciuto del 2,2%. L’incidenza dell’economia non osservata sul Pil si è di conseguenza ridotta di 0,4 punti percentuali, portandosi all’11,9%, confermando una tendenza alla discesa in atto dal 2014, quando si era registrato un picco del 13,0%. Tale andamento si deve alla diminuzione del valore aggiunto sommerso da sotto-dichiarazione (-2,9 miliardi di euro rispetto al 2017) e da utilizzo di input di lavoro irregolare (-1,7 miliardi) mentre risultano in crescita le altre componenti residuali (+1,4 miliardi). L’economia illegale ha segnato un aumento contenuto in valore assoluto, con un’incidenza che è rimasta ferma all’1,1%. Rispetto al 2017 si osserva una lieve variazione del peso relativo delle diverse componenti dell’economia non osservata: a una riduzione delle quote ascrivibili alla sotto-dichiarazione (dal 46,0% al 45,3%) e all’utilizzo di input di lavoro irregolare (dal 37,5% al 37,2%), fa fronte un incremento di quelle riconducibili alle altre componenti del sommerso (dal 7,6% all’8,3%) e all’economia illegale (dall’8,8%al 9,1%).





Nadef e scostamento di Bilancio, il Senato approva

 

Il governo ha superato la prova della Nadef in Senato, dov’era richiesta una maggioranza assoluta, quindi 161 voti. La risoluzione della maggioranza sulla Nota di Aggiornamento al Def presentata dal governo è stata approvata con 164 voti favorevoli, mentre quelli contrari sono stati 120 e 3 gli astenuti. Il Senato ha approvato anche la risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio. I voti favorevoli sono stati 165, 121 gli astenuti e 3 contrari.  "Il voto sul Nadef conferma che in Senato la maggioranza esiste. Peccato per l’astensione delle opposizioni che hanno perso un’altra occasione. La loro sostanziale contrarietà allo scostamento di bilancio significa che non vogliono mettere altre risorse per sostenere la nostra economia", ha commentato il senatore Pd Alan Ferrari, segretario d’aula. 





Covid-19 inarrestabile, contagi nelle 24 ore, oltre quota 7.300. Aumentano i tamponi 152.196, tasso di positività al 4,817%

 

Nelle ultime 24 ore sono 7.332 i nuovi casi di coronavirus segnalati dal ministero della Salute. L’alto numero di contagi è legato però a un forte incremento di tamponi: 152.196 quelli effettuati, per un tasso di positività pari al 4,817%. Crescono anche i morti, 43, e i ricoverati: 25 in più nelle terapie intensive e 394 negli altri reparti Covid.  Gli attualmente positivi sono 92.445. Di questi, 86.436 sono in isolamento domiciliare, 5.470 sono ricoverati con sintomi e 539 sono ricoverati in terapia intensiva. Da ieri sono stati registrati 43 nuovi decessi che portano a 36.289 il numero totale delle vittime della pandemia. 152.196 i tamponi processati nelle ultime 24 ore per un totale di quasi 13 milioni di tamponi da inizio emergenza.