Roma. nei cassonetti anche un motorino

Sembra non esaurirsi la fantasia dei vandali alle prese con rifiuti e beni ingombranti a Roma. E’ di questa mattina, infatti, l’immagine che gira sui social di un motorino “parcheggiato” all’interno di un cassonetto in via di Acqua Bullicante, al Prenestino (V municipio). La Polizia locale di Roma Capitale è poi intervenuta per gli accertamenti del caso. Lo comunica in una nota Ama Spa. 

“Purtroppo, una minoranza di incivili continua a non rispettare le regole – commenta l’amministratore unico di AMA Stefano Zaghis -. L’episodio di questa mattina, che ricorda quello della maxi- poltrona gettata in un cassonetto di via Aristide Sartorio nel mese di luglio, è un vero e proprio atto vandalico. Si tratta infatti di comportamenti illeciti che possono anche arrecare danni ai cassonetti: un bene comune i cui costi di ripristino ricadono purtroppo sull’intera collettività”.





FdI denuncia: "Pigneto e Centocelle nuove frontiere dell’illegalità"

“La nuova indagine sugli abusi edilizi segue quella sui permessi di soggiorno che favorivano l’immigrazione clandestina: entrambe vedono coinvolti tecnici e politici del palazzo. Tutto ciò, unito alla criminalità legata allo spaccio di droga, che sembra allargarsi dal Pigneto a Centocelle, ultimamente teatro di gravi attentati vandalici, pone una seria riflessione sulla questione della legalità sul territorio del Municipio V che non si può far finta di non vedere”. Lo dichiarano in una nota Andrea De Priamo e Fabio Sabbatani Schiuma, capigruppo di Fratelli d’Italia rispettivamente in Assemblea Capitolina e nel Municipio V. “Non bastavano – aggiunge la nota – il degradante e nocivo fenomeno dei roghi tossici, la l’abusivismo commerciale e soprattutto quello dei campi nomadi e delle moschee, i gravissimi atti criminali del rogo di Centocelle o dell’omicidio della giovane cinese o gli svariati stupri, a dipingere un quadro drammatico di completo abbandono e di una grave latitanza della tanto sbandierata legalità. Per non parlare della ormai contraddetta questione morale”, conclude.

 





Denuncia di Del Bello (Presidente Municipio RM II): ""La nuova proprietà del Cinema Palazzo ostacola i giovani"

 

“Anche se non ho potuto partecipare all’assemblea pubblica che i ragazzi del Nuovo Cinema Palazzo hanno indetto per discutere di quello che è avvenuto questa mattina in piazza dei Sanniti esprimo tutto il mio sostegno ad un’esperienza culturale e sociale di grande rilevanza per il quartiere san Lorenzo e per tutta la città”. Lo dichiara la Presidente del Municipio Roma II Francesca Del Bello. “Fin da quando l’autorità giudiziaria ha apposto i sigilli all’immobile ho lavorato affinché si arrivasse ad una soluzione politica e non unilaterale rispetto all’occupazione del Cinema Palazzo – continua la presidente – ho effettuato due incontri con la proprietà e con la Consigliera della Regione Lazio Marta Bonafoni, avviando con loro una trattativa per far sì che il percorso intrapreso dai giovani occupanti non si interrompa, non sia scoraggiato il loro entusiasmo né, tantomeno, disperso il patrimonio di relazioni e di partecipazione attiva alla vita culturale del quartiere”. “Dispiace e lascia interdetti apprendere – conclude Del Bello – che, dopo tali positivi approcci, la proprietà abbia sollecitato in più occasioni l’intervento di organi di controllo o repressivi per ostacolare le iniziative promosse dai ragazzi occupanti in favore del quartiere e, ancor più, per impedire l’agibilità stessa dell’immobile. Atteggiamento persecutorio inspiegabile perché contraddice la disponibilità dichiarata dalla proprietà stessa a concertare una soluzione alternativa che consenta di bilanciare gli interessi delle parti in causa e salvaguardi uno spazio di cultura e di incontro ormai riconosciuto e indispensabile per la collettività”.

 





Proseguono sanificazioni nel Dipartimento Simu dopo il caso Covid

 

Dopo il caso di positività al Covid – 19 di un dipendente del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana riscontrato martedì 13 ottobre vanno avanti le attività di sanificazione anche oggi. Lo comunica in una nota il Campigohlio che precisa che la riapertura degli uffici in via Luigi Petroselli 45 è prevista per venerdì 16 ottobre.

 

 





Bartolini di Guidonia, prosegue l’indagine epidemiologica sui casi di Covid

 

“Prosegue con grande attenzione l’indagine epidemiologica presso lo stabilimento Bartolini di Guidonia Montecelio, gli operatori e i tecnici del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica stanno lavorando senza sosta per concludere le operazioni di contact tracing. Il tutto si sta svolgendo con grande collaborazione e sostegno da parte della società, dei lavoratori e dell’amministrazione comunale che a scopo preventivo, su indicazione della AslRm5 ha deciso di chiudere temporaneamente la struttura”. Lo dichiara il Direttore Generale della ASL Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito.





Sgarbi in pressing sul centrodestra: "Mi sostenga o faccia le primarie"

 

“Se Lega, Fdi e Fi non trovano un candidato migliore di me, facciano le primarie. Ogni partito con il suo candidato. A quel punto sarà una candidatura onesta. Da questa candidatura parte o il sostegno su di me, o se vogliono discutere si vada al più democratico dei metodi: con le primarie e vinca il migliore”. Lo ha detto Vittorio Sgarbi presentando alla stampa la propria candidatura a sindaco di Roma. “Faccio politica da trent’anni, ho più titoli di tutti quelli di cui di sentono i nomi: da Sassoli, a Calenda a Giletti. Ho fatto tre volte il sindaco in città diverse. Ho un curriculum che dice cose abbastanza chiare, ma le ho fatto sempre con il piacere di far rinascere queste città. Sono stato sindaco di Salemi che è rinata, di San Severino che è rinata e Sutri che è rinata. Queste cose le ho sempre fatte gratis, e lo farò anche a Roma, gratis, che si sappia”. Ha detto  ancora Sgarbi presentando alla stampa la propria candidatura a sindaco di Roma.  “Roma sembra ormai ridotta a una piccola città più disagiata di altre – ha aggiunto Sgarbi -. Anche la ripresa dopo la clausura la vede come una città piuttosto sopita, umiliata, male amministrata da sempre ma umiliata dalla vicenda di cui siamo tutti vittime. Ho scelto Roma per questo”.  “Sono solo, come sempre stato – ha sottolineato ancora Sgarbi -. Ma con Rinascimento abbiamo vinto a Sutri, e abbiamo fatto un buon risultato-campione in Valle D’Aosta. Il partito che non c’è, dovrà esserci alle elezioni del 2023 e comincia a darsi una spina dorsale nel 2021 nelle 5 città che sono la spina dorsale dell’Italia: Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli”, ha concluso.

 





Salvini: nelle prossime settimane il candidato sindaco di Roma

 

Incontro tra Matteo Salvini e i parlamentari e consiglieri regionali della Lega del Lazio. Presenti anche i consiglieri comunali e municipali del partito a Roma. “La Regione Lazio è abbandonata a sé stessa ed è allo sbando, idem la città di Roma. Entro le prossime settimane il centrodestra farà il nome del candidato sindaco della Capitale e delle altre grandi città al voto”, dice Salvini.

 




Azione dice no alle primarie per candidato sindaco

 

“Per noi le primarie sono uno strumento sbagliato. Roma è un grande tema nazionale per questo serve un incontro tra i segretari nazionali dei partiti che formano la coalizione su Roma. Serve un confronto ampio sul programma e sulla persona che possa realizzarlo”. È questa, a quanto si apprende, la posizione di Azione, rappresentata al tavolo del centrosinistra romano dalla consigliera del I municipio, Flavia De Gregorio.





Tavolo tutto tecnico per il Candidato Sindaco del centrosinistra. C’è solo un primo documento

 

 

Un appello ripetuto all’unità di intenti, a mettere al centro i programmi e i problemi delle persone, un’agenda più verde per la Capitale e persino, con le parole della presidente Pd del I Municipio di Roma Sabrina Alfonsi, un approccio di genere alla risoluzione della crisi romana. Il vertice del Centrosinistra romano convocato dal segretario del Pd Andrea Casu nell’ex Lanificio di Pietralata, consente ai negoziatori del Nazareno di testare gli umori delle diverse forze che dovrebbero convergere per rendere possibile una candidatura alternativa solida al Raggi bis e avviare un percorso formale di coordinamento. Casu, con l’obiettivo di restituire a Roma una “democrazia solidale”, propone in apertura come Pd di definire una coalizione che si doti di un programma e di un percorso, che includa le primarie, per arrivare all’individuazione del candidato sindaco. La foto di gruppo scattata per l’evento, rivela un formato di discussione limitato ai partiti, compresi i Verdi, i Radicali e i giovani di Volt, ma senza, tra gli altri, il consigliere regionale di Demos e esponente della Comunità di Sant’Egidio Paolo Ciani, il candidato civico Tobia Zevi e la dem Monica Cirinnà. Rifondazione e Potere al Popolo, dal canto loro, si sono chiamati fuori ipotizzando una candidatura di bandiera. A fare il nome del convitato di pietra dell’incontro, il leader di Azione Carlo Calenda intenzionato a correre sindaco con o senza i dem, è l’esponente di Italia Viva Marco Cappa per il quale, con una personalità forte, le primarie si potrebbero evitare. Primarie bocciate anche da parte di Flavia De Gregorio di Azione, che non fa il nome di Calenda ma spiega che le primarie sono uno strumento sbagliato perché Roma è un grande tema nazionale sul quale serve un incontro tra i segretari nazionali che concordino sul programma e sulla persona che possa realizzarlo. Ma Simone Sapienza dei Radicali boccia l’opzione Calenda proponendo un più forte sforzo programmatico. Sul fronte capitolino Svetlana Celli, della civica Roma Torna Roma all’opposizione da sinistra del M5S in Aula Giulio Cesare, sostiene che a Roma non basta un solo protagonista e non basta solo il Pd. Per creare un’alternativa reale che faccia di Roma una capitale europea e una Capitale umana e accogliente delle sue stesse fragilità servono tutte le sue energie migliori. Il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, alla guida del movimento civico anti-Raggi Liberiamo Roma, e il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, oltre a una decisa apertura del tavolo di oggi alle forze civiche della città hanno chiesto a gran forza le primarie, per misurare la consistenza delle proposte di ciascuna forza e coinvolgere i territori. Oltre ai timori per il Covid, e l’ipotesi di una consultazione della base online che non convince, anche a sinistra del Pd c’è chi mette in secondo piano l’obiettivo primarie: per il segretario di Si Adriano Labucci, invece di parlare di date di primarie e candidati, bisognerebbe usare novembre per incontri tematici ampi e rappresentativi in cui coinvolgere le tante energie che si muovono a Roma. Floriana D’Elia di Roma XXI, l’esperienza civica trainata da Stefano Fassina, trattenuto come Riccardo Magi di +Europa alla Camera per il voto sulla Nadef, si è concentrata strettamente sui contenuti programmatici senza aprire ne’ chiudere a un coinvolgimento nel percorso dell’unico consigliere capitolino eletto dalla coalizione di sinistra-sinistra alle elezioni scorse e dei suoi sostenitori. Appuntamento alla prossima settimana per chiudere, a partire da un nuovo incontro, una proposta di Manifesto per la Roma del Futuro. Il vertice delle forze del Centrosinistra della Capitale alla fine si è chiuso con un documento comune. Con la firma di Articolo 1, Azione, Demos, Italia Viva, Pd, + Europa, Radicali, Pri, Psi, Sinistra Italiani, Verdi Europa Verde, Volt, Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio, Francesca Del Bello presidente del II Municipio, Giovanni Caudo presidente del III Municipio, Amedeo Ciaccheri presidente dell’VII Municipio, Giulio Pelonzi, capogruppo del Pd capitolino, Stefano Fassina, Capogruppo di SxR in Campidoglio e Svetlana Celli capogruppo della lista Roma Torna Roma, i partecipanti annunciano la nascita di un coordinamento, e l’impegno “a avviare un percorso comune aperto alla città, a partire da un confronto programmatico, non dai nomi dei candidati”. Nella prossima settimana i firmatari annunciano, per voce del segretario Pd Andrea Casu, che si riuniranno di nuovo “per promuovere un Manifesto per la Roma del Futuro, da costruire insieme a tutte le energie e esperienze che si battono ogni giorno per il riscatto della Capitale”.





Prestiti ad imprese ad interessi usurari, blitz della Squadra Mobile in un Caf al Portuense

 

Si è svolta dalle prime ore di giovedì mattina un’operazione antiusura da parte della Squadra Mobile – Sezione “Reati contro il Patrimonio” – che, nell’ambito di una complessa attivita’ investigativa coordinata dal pool antiusura della procura di Roma, sta eseguendo sei misure cautelari emesse dal gip, dopo aver individuato e ricostruito le vicende criminose di soggetti che elargivano prestiti ad interessi usurari a diversi piccoli imprenditori e persone in difficolta’ economiche della zona sud-orientale della Capitale. Agli indagati, di eta’ compresa tra i 45 e gli 82 anni, che operano prevalentemente nel quartiere capitolino “Portuense” e sono stabilmente inseriti nel tessuto criminale romano, sono contestati i delitti di usura ed estorsione aggravate, lesioni aggravate nonche’ esercizio abusivo di attivita’ finanziaria. Le indagini, che hanno portato all’operazione “Sportello (Anti) Usura”, sono scaturite da alcune denunce raccolte da vittime nei quartieri Portuense-Marconi-Trastevere, in cui i principali indagati – individuati nelle persone piu’ anziane ed “esperte nel settore” – avevano istituito la loro base operativa presso lo sportello CAF di via Ettore Rolli, che insiste in zona, dove venivano fissati appuntamenti con i clienti, concessi materialmente i prestiti di denaro ed effettuate le riscossioni.

Tra le persone finite ai domiciliari ci sono anche B.S.G., 47enne incensurato impiegato nel settore della compravendita di autoveicoli, e D.R., 45enne romana con precedenti per reati contro il patrimonio e titolare di analogo sportello CAF a Fiumicino, dotati di consistenti capacita’ economiche dedotte dalla loro facilita’ nell’elargire frequentemente prestiti di denaro, mentre a carico dei romani S.F., 49enne, e C.M.C. 59enne, quest’ultima titolare di un’agenzia di servizi nella Capitale, denunciati in stato di liberta’, e’ stata eseguita una perquisizione domiciliare. All’esito delle investigazioni, condotte grazie all’attivita’ tecnica, realizzata attraverso intercettazioni, analisi dei video e approfondimenti bancari, sviluppatesi a cavallo tra la fine del 2019 ed i primi mesi del 2020, e’ stato possibile ricostruire le mansioni svolte da ciascun indagato, secondo un preciso progetto illecito consistente nella sistematica concessione di prestiti di denaro ad interessi usurari a soggetti in difficolta’ economiche, con l’aggiunta di eventuali maggiorazioni che venivano comminate in caso di ritardo nei pagamenti. Dagli approfondimenti investigativi e’ emerso che gli interessi praticati da corrispondere a cadenza mensile oscillavano tra il 20 ed il 40%.

La modalita’ di estinzione invece si basava sul modello cosiddetto “a fermo”, metodo notevolmente insidioso e vessatorio: la vittima, infatti, si vedeva costretta a pagare interessi fissi mensili che, sebbene altissimi, non andavano ad intaccare la quota capitale. Per estinguere il debito, quindi, era necessario pagare per intero la somma inizialmente ottenuta in prestito, pur avendo gia’ versato in interessi somme pari complessivamente al doppio, al triplo se non addirittura a cinque volte l’ammontare ricevuto. La resistenza delle vittime di usura veniva superata mediante estorsione, perpetrata con minacce ed aggressioni fisiche, facendo leva spesso sulla forza intimidatrice dettata dall’ingenerare nelle vittime la convinzione che soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali “napoletane” e riconducibili alla famiglia dei “Casamonica” fosse sulle loro tracce, in quanto in stretti rapporti con gli arrestati. Il sistema operativo delittuoso ben collaudato, risalente nel tempo e ben articolato sul territorio della Capitale, nei quartieri Portuense e Marconi, non ha subito arresti neanche durante l’emergenza dettata dalla pandemia da Covid-19 e il vigore delle restrizioni imposte in base alle quali gli indagati hanno riorganizzato la propria attivita’ delittuosa.





Trump si scaglia contro Facebook e Twitter: “Coprono Biden”

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato Facebook e Twitter, nella notte italiana, per avere bloccato la condivisione online di un controverso articolo del New York Post sul candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden, solo tre settimane prima delle elezioni presidenziali.

Il quotidiano conservatore ha pubblicato e-mail che sarebbero state recuperate illegalmente da un computer appartenente a Hunter Biden, figlio dell’ex vice presidente di Barack Obama.

Questi messaggi fanno rivivere le accuse mosse contro Joe Biden dal campo di Donald Trump, secondo cui il figlio di Biden avrebbe aiutato il gruppo del gas ucraino Burisma a sfuggire a delle indagini su una presunta corruzione. Hunter Biden è stato dal 2014 al 2019 nel consiglio di sorveglianza dell’azienda. Burisma è stato al centro del processo di impeachment storico contro Donald Trump, accusato di aver fatto pressioni sull’Ucraina per indagare sulle attività commerciali di Joe Biden e Hunter. Il presidente degli Stati Uniti è stato assolto a febbraio.

“Terribile che abbiano smontato la storia, che è una pistola fumante contro Joe Biden e suo figlio Hunter”, ha scritto Trump su Twitter. “E’ solo l’inizio per loro. Non c’è niente di peggio di un politico corrotto”, ha aggiunto il presidente uscente e candidato repubblicano per un secondo mandato presidenziale.

 





Pescatori sequestrati in Libia consigliere di Conte vede sindaco Mazara

 

Il Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio, Ambasciatore Pietro Benassi, ha incontrato in data odierna una delegazione guidata dal Sindaco di Mazara del Vallo, Dott. Salvatore Quinci. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi. Nel corso del colloquio, si legge nella nota, “sono stati forniti aggiornamenti sull’attuale situazione riguardante i pescatori italiani fermati in Libia”.

 

Faraone (Iv): Di Maio deve garantire rientro pescatori

“Domani (giovedì ndr) presento un’interrogazione urgente in Senato al ministro Di Maio sulla inquietante vicenda dei 18 pescatori di Mazara del Vallo che dal 1 settembre sono stati rapiti e sequestrati dalle autorità libiche. Le loro famiglie non hanno saputo più nulla, né hanno avuto più contatti da allora, ed oggi l’esasperazione ha condotto a venire dalla Sicilia per protestare davanti a Montecitorio, chiedendo al governo di non abbassare la guardia, di fare di più”. Così in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone. “Quello che chiederò al ministro degli Esteri è di moltiplicare gli sforzi diplomatici per riportare subito a casa i pescatori siciliani. Una intera comunità è scossa dal profondo per questa inquietante vicenda ed il governo deve risposte immediate ed efficaci”.





Neonato di un mese abbandonato in strada a Verona

 

Un neonato è stato trovato abbandonato all’angolo di una strada a Verona. E’ successo nel quartiere di Golosine poco dopo la mezzanotte. Il piccolo, di circa un mese, è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale della Donna e del Bambino dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni di salute sono buone.  A trovare il piccolo sono stati due agenti della polizia che pattugliavano la zona, che hanno allertato gli operatori del Suem 118. Gli investigatori hanno aperto un’inchiesta per risalire all’identità dei genitori.





Torna in funzione il Mose, a Venezia non arriva l’ondata di acqua alta dall’Adriatico

 

Le operazioni di sollevamento del Mose, a Venezia, per tutelare la città dall’acqua alta prevista a 130 cm si sono concluse positivamente. Le paratoie - secondo il Centro maree del Comune - sono attive e se l’Adriatico sale, in laguna l’acqua è stimata a un livello tra i 60-65 cm sul medio mare. Nella vicina Chioggia, a causa del vento di Bora, si registrano 15 cm di livello dell’acqua in più rispetto al centro storico di Venezia.  E’ la seconda volta che il Mose entra in funzione dopo il 3 ottobre. Nell’arco di un’ora le paratoie hanno sbarrato il passaggio alle bocche di porto, fermando così la crescita della marea in laguna, dove la Capitaneria ha già interdetto la navigazione.




Piogge e temporali su tutta Italia, fine settimana con un sensibile miglioramento

 

 Il nostro Paese è interessato da un’intensa perturbazione che colpisce con piogge diffuse e temporali gran parte delle regioni. La neve è tornata sulle Alpi al di sopra dei 1100 metri. Il fronte perturbato è pilotato da un vortice ciclonico arrivato dal Nord Atlantico e che ha raggiunto l’Italia centro-settentrionale attivando intense correnti sciroccali su tutti i mari. La neve cadrà copiosa sulle Alpi al di sopra dei 1000-1200 metri con accumuli fino a 30-40 cm oltre i 1500 metri. Sugli Appennini i fiocchi cadranno sopra i 1600 metri. I venti di scirocco renderanno i mari molto mossi o localmente agitati mentre a Venezia causeranno l’acqua alta, attesa attorno ai 135 cm in mattinata e questo ha già fatto scattare le barriere artificiali del Mose. Nella giornata di venerdì il vortice si allontanerà lentamente verso i Balcani, le precipitazioni andranno a diminuire gradualmente al Nord, resisteranno, ma meno intensamente sulle regioni tirreniche centrali e al Sud. Infine, nel corso del weekend il tempo migliorerà decisamente al Nord e su gran parte del Centro, rimarrà ancora un po’ instabile al Sud. Venerdì, al nord: cielo molto nuvoloso, poche piogge. Al centro: instabile sulle regioni tirreniche, più sole altrove. Al sud: piogge sulle coste tirreniche. Sabato 17. Al nord: bel tempo prevalente. Al centro: in prevalenza asciutto. Al sud: un po’ instabile. Da domenica la pressione comincerà ad aumentare lentamente.

 





Rete di pedofili italiani scoperta e sgominata in 16 province. Arresti e denunce

 

La Polizia di Stato ha sgominato una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano ingente materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori.

L’operazione della Polizia Postale, vasta e complessa, ha avuto luogo in 16 province, è stata coordinata dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, e disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, nell’ambito del contrasto alla pedopornografia online. Ha portato all’esecuzione di perquisizioni, arresti e alla denuncia di 16 soggetti, di cui alcuni con precedenti specifici, responsabili di divulgazione, cessione e detenzione di ingente quantità di immagini video e foto pedopornografiche, si legge in una nota.

La Polizia Postale ha isolato la posizione dei singoli nickname recuperando per ognuno di loro il materiale condiviso ed estrapolando le connessioni IP utili al prosieguo delle indagini. A quel punto una lunga e capillare attività di indagine fatta di ricerche OSINT ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili portandoli allo scoperto e fuori dall’ anonimato della rete.

Diversamente dal più noto WhatsApp, dove l’utente è immediatamente identificabile a mezzo l’utenza cellulare, va ricordato che KIK permette l’accessibilità dal proprio smartphone, con un mero account.

Il più “anziano” del gruppo ha oltre 60 anni, il più giovane 23.

Si tratta di impiegati, camerieri, operai. Sequestrati migliaia di files.Sono stati sequestrati decine di telefonini e computer, dalla cui perquisizione informatica sono emersi importanti riscontri, sia in ordine al possesso ed allo scambio di materiale pedopornografico, sia in ordine all’appartenenza ai vari gruppi sui social utilizzati per la cessione del predetto materiale.

 





Lady Marogna resta in carcere. La Corte d’Appello di Milano convalida l’arresto

 

Resta in carcere Cecilia Marogna, la manager sarda arrestata l’altro ieri sera a Milano dalla Guardia di Finanza che ha eseguito un mandato di cattura internazionale disposto dai magistrati del Vaticano titolari dell’inchiesta sul cardinale Giovanni Angelo Becciu. La Corte d’Appello di Milano ha convalidato l’arresto della 39enne indagata dalle autorità della Santa Sede per appropriazione indebita aggravata.

Nel provvedimento, il giudice Antonio Nova evidenzia che Marogna è accusata dal Vaticano di “essersi appropriata di fondi della Santa Sede a lei assegnati per fini istituzionali” e che non può essere rimessa in libertà “per la gravità e la modalità di ralizzazione del reato” e per “il concreto pericolo di fuga”, esigenza cautelare che giustifica la sua custodia in carcere.





Il Virus spegne Parigi. Macron applicherà misure rigide per arginare Covid

 

Il virus spegne Parigi e le grandi città francesi. Per frenare l’epidemia di Covid, in Francia entra in vigore da sabato notte il coprifuoco: ad annunciarlo il Presidente Emmanuel Macron, in diretta televisiva, confermando l’ipotesi che circolava con insistenza da giorni. Durerà tra le 21 e le 6 del mattino, partirà sabato a mezzanotte e sarà in vigore per l’Ile de France e Parigi e anche per altri grandi metropoli: Grenoble, Lille, Lione, Aix-Marseille, Rouen, Tolosa e Montpellier. Il tono fermo e deciso, cercando di rassicurare il Paese, Macron non ha nascosto che la situazione è "preoccupante". Del resto nel Paese la seconda ondata del coronavirus appare irrefrenabile: nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 22.591 casi, sopra la soglia dei 20 mila per la terza volta in sei giorni; il numero dei morti è aumentato di 104. "Dobbiamo far scendere questi 20 mila casi a 3/5.000 casi. I 200 ingressi in terapia intensiva debbono essere ridotti". Una decisione forte, ma presa per "proteggere i bambini e gli anziani e il nostro sistema sanitario": l’obiettivo è "ridurre i contatti privati che sono i più pericolosi". La misura durerà "almeno quattro settimane". "Andremo poi in Parlamento - ha già preannunciato - per prolungarlo fino al primo dicembre. Sei settimane è il tempo che ci sembra utile". Dalle 21 in poi, la gente dovrà stare a casa, saranno permessi gli spostamenti necessari ma bar, cinema e ristoranti dovranno rimanere chiusi. Sollecitate anche altre raccomandazioni: non più di sei a tavola, anche in privato, portare la mascherina il più possibile, ci saranno controlli e multe da 135 euro per chi violerà il coprifuoco, fino a "1.500 euro in caso di recidiva". Non ci sarà invece il divieto di spostarsi da una regione all’altra. Misure non facili, soprattutto per i giovani: "Non è facile avere venti anni nel 2020", ha riconosciuto il presidente. Ma è uno sforzo che va fatto: "I francesi sono stati esemplari" in primavera durante il lockdown "perché l’obiettivo era proteggere i più fragili", adesso non bisogna abbassare la guardia. "Sarebbe sproporzionato ri-confinare il Paese, ma dobbiamo ridurre i contatti più pericolosi. Quello che spero è che siano tutti consapevoli dei rischi e della posta in gioco. Dobbiamo fare lo sforzo di proteggerci l’un l’altro". Il titolare dell’Eliseo ha anche promesso "misure economiche di sostegno supplementari" per i settori colpiti dalle nuove misure. "Cercheremo di aiutare i teatri, i cinema", sarà garantita la disoccupazione ai lavoratori di settori come hotel, ristoranti. "Metteremo in atto misure aggiuntive perchè non voglio che i nostri imprenditori, le piccolissime imprese, le Pmi falliscano a causa di questo coprifuoco". Ma bisogna prepararsi e resistere. Anche perchè "dovremo convivere almeno fino all’estate del 2021 con questo virus: gli scienziati su questo sono stati chiari". 





Primo lockdown locale ad Arzano (Na). Tutto chiuso fino al 23

 

Ad Arzano (Napoli) alcuni commercianti  hanno protestato sotto la sede del Comune contro la decisione della commissione straordinaria di istituire un mini lockdown a fronte del recente aumento di contagi da coronavirus. L’ordinanza firmata ieri dalla commissione straordinaria prevede fino a venerdì 23 ottobre la chiusura di tutte le scuole e di tutte le attività commerciali, ad eccezione dei negozi di generi di prima necessità. La protesta si è poi spostata alla rotonda di Arzano, snodo fondamentale per la viabilità dell’area a nord di Napoli, dove alcuni manifestanti hanno bloccato la circolazione impedendo il passaggio delle automobili.





Crisanti: “La curva salirà, le chiusure saranno necessarie”

 

“Adesso è tardi per il contact tracing con questi numeri bisogna diminuire i contatti personali e passare a chiusure via via più estese. Il virus passerà inesorabilmente dai giovani agli anziani facendo salire ricoveri. E purtroppo anche i decessi”. Lo ha detto il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti, parlando con il quotidiano La Stampa. “Le previsioni non si fanno sui numeri dei nuovi contagi, bensì sul rapporto tra nuovi positivi identificati e persone in isolamento domiciliare. Per ogni nuovo contagiato è necessario identificare in media tra le 15 e le 20 persone con le quali è venuto a stretto contatto. Con oltre settemila nuovi casi di positività dovremmo rintracciare e mettere in isolamento domiciliare 140 mila persone. Invece leggo che nelle ultime 24 ore ne sono finite in quarantena appena 1.300. Vuol dire che il 95% di quelle persone potenzialmente infette circola liberamente per il Paese. E’ la Caporetto della prima linea difensiva,il contact tracing”, spiega.

 





Sileri (Salute): “Con questi numeri torna il rischio di un lockdown nazionale”

 

“Bisogna allenarsi a convivere con il virus e questo significa anche saper leggere i numeri che ogni giorno ci arrivano. Io il primo dato che vedo è quello dei ricoveri in terapia intensiva, ancora prima di quello delle ospedalizzazioni. E’ quello il dato più importante. I numeri delle terapie intensive stanno salendo lentamente, al momento siamo lontanissimi da un sovraccarico, ma quello è un numero totale nazionale, se la crescita è evidente in determinate aree del Paese, in quelle aree possono venire a crearsi situazioni critiche. Io non vado a vedere il numero dei tamponi, è normale che più tamponi si fanno più si trovano positivi, il positivo non è malato”, afferma il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri (M5S), ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.  Un lockdown a Natale “nell’ordine delle cose” come ha detto il virologo Crisanti? “Come numeri attuali non vedo rischio di un lockdown nazionale- dice Sileri.- È chiaro che serve lo sforzo di tutti. Io vedo più probabili dei lockdown circoscritti laddove ci fossero focolai che non possono essere controllati. Certo, bisogna vedere quanto e come saliranno questi numeri e vedere quale sarà la pressione a carico del servizio sanitario nazionale. Rispettando le regole il virus circola di meno, si può controllare meglio facendo più test diagnostici, anche rapidi a larga scala, con una potenza di fuoco di almeno 300mila test giornalieri per individuare subito i positivi”. Quanto al vaccino che potrebbe arrivare solo nel 2022, dice Sileri: “Qualunque previsione in questo momento rischia solo di creare polemiche, di far parlare di cose ancora non note. Aspettiamo di avere il vaccino. È verosimile che possa essere disponibile un vaccino già dall’inizio del prossimo anno, ma non significa che in quel momento sarà disponibile in grandi quantità. Iniziare a fare adesso questi discorsi è prematuro e serve solo ad alimentare polemiche. Se non c’è ancora il quando, è difficile parlare del come”. Il viceministro alla Salute frena anche sull’ipotesi della didattica a distanza. “E’ molto prematuro parlare di questo perché la scuola è un luogo molto sicuro. Laddove c’è il protocollo e la rigidità c’è un basso rischio, laddove invece non c’è il protocollo, come la sera ad una cena con gli amici, il rischio si alza. Nella scuola c’è questa rigidità, i protocolli consentono a scuola e università di andare avanti con un bassissimo rischio che ovviamente deve essere anche monitorato”. Sull’app Immuni, spiega Sileri, “l’applicazione è efficace, abbiamo superato la soglia del 15% della popolazione che l’ha scaricata e questo aiuterà a bloccare i focolai. E’ chiaro però che vi è una riluttanza che piano piano si sta superando, serve un’azione informativa maggiore sull’importanza dell’applicazione Immuni”, conclude Sileri, anticipando che dopo l’incarico da viceministro della Salute vede un ritorno alla professione medica: “Tra 886 giorni tornerò in sala operatoria, è quella la mia dimensione. Io amo più il lavoro della politica, anche ora che sono in politica cerco di parlare poco e lavorare molto”. 

 





Fontana (Regione Lombardia): “Farò di tutto per evitare un lockdown regionale”

 

 

“Stiamo monitorando la situazione e nelle prossime ore diremo se è necessario prendere qualche misura o se invece basterà essere rigorosamente rispettosi di quanto è già stato disposto”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervistato a “Buongiorno” su Sky TG24.

Il governatore ha ribadito che in Lombardia “nelle ultime giornate si sono fatti molti più tamponi, la percentuale tra i tamponi e gli infettati è più o meno sempre la stessa dei giorni precedenti, ma è sicuramente comunque in crescita”. “L’invito che la settimana scorsa avevo rivolto a cercare di tenere dei comportamenti compatibili con le linee che sono state date è sempre più valido, per cercare di non contribuire alla diffusione del virus” ha continuato, sottolineando che non si sta ragionando sull’ipotesi di lockdown regionale o locali: “No, non siamo arrivati a quel punto, stiamo semplicemente facendo delle valutazioni per capire quali sono i numeri, qual è l’evoluzione del virus, se ci sono delle curve che si impennano o che riusciamo a controllare, ma noi per il momento siamo sulla linea già tracciata la settimana scorsa, cioè quella di evitare gli assembramenti, di indossare sempre la mascherina anche all’aperto e di lavare spesso le mani. Quelle regole minime che possano essere sufficienti”.

“Siamo arrivati a un punto in cui non possiamo più permetterci di fare quello che vogliamo e di mantenere quei comportamenti che questa estate purtroppo hanno fatto ritornare la vita ad essere più o meno normale: non possiamo e non dobbiamo farlo” ha proseguito Fontana, concludendo che “stando così le cose, anche se poi non possiamo ipotecare il futuro, faremo di tutto per evitare un lockdown regionale”.





Fico: “La scuola deve rimanere aperta”

 

“Sono convinto che la scuola debba rimanere aperta perché i ragazzi hanno perso mesi di socialità e condivisione. Fino a quando sarà possibile le scuole devono rimanere aperte”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a Radio anch’io.





Sono 5.793 gli studenti risultati positivi al coronavirus, è lo 0,080% del totale

 

Il Ministero dell’Istruzione comunica che, alla data del 10 ottobre, gli studenti contagiati sono pari allo 0,080% (5.793 casi di positività), per il personale docente la percentuale è dello 0,133% del totale (1.020 casi), per il personale non docente si parla dello 0,139% (283 casi). I dati del monitoraggio, condotto dal Ministero dell’Istruzione con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sono stati condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità.





Coldiretti prevede un buco miliardario nei fatturati per l’agroalimentare nazionale

 

 

Una perdita di miliardi di euro in cibo e bevande, è questo quanto emerso da  una analisi Coldiretti sulla base dei dati Ismea. Il calcolo tiene conto degli effetti dell’emergenza coronavirus e al varo dell’ultimo Dpcm che costringe bar e ristoranti a chiudere alle 24 e a servire i clienti al tavolo a partire dalle ore 21 in poi.  Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha provocato un effetto negativo a cascata su tutta la filiera dell’agroalimentare nazionale. L’analisi ha stimato una perdita di fatturato di oltre 8 miliardi per i mancati acquisti di cibi e bevande durante questo 2020. "Per gli acquisti extra-domestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa è stimato un calo del 40% su base annuale." Una drastica riduzione che pesa sui più svariati prodotti. "Dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco."  

"In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato". In questi casi, secondo quanto sottolineato da Coldiretti, è importante ma non sufficiente l’arrivo del bonus di filiera di 600 milioni di euro contenuto nel Dl agosto,con un contributo a fondo perduto a favore di ristoranti e agriturismi in difficoltà. Un bonus per l’acquisto di prodotti di filiere agricole ed alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio. Il contributo sarebbe destinato a coloro che hanno subìto un calo del fatturato consistente tra marzo e giugno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.





Ursula Von der Leyen: “Per l’Europa serve una rivoluzione Bauhaus”

 

 

Di fronte a “sfide globali” come cambiamenti climatici, inquinamento, digitalizzazione ed esplosione demografica, bisogna “ripensare e riprogrammare” e “in questo processo l’Europa può e deve svolgere un ruolo guida”. E’ quanto scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un intervento sul quotidiano La Stampa.

“Ecco perché abbiamo messo il Green Deal europeo al centro della nostra azione. Dobbiamo essere il primo continente a impatto climatico zero nel 2050. Questo ci richiederà ben più che una semplice riduzione delle emissioni. Serve un modello economico che restituisca al pianeta ciò che gli sottrae, basato su un’economia circolare alimentata da energie rinnovabili”, sottolinea Von der Leyen.

Secondo la presidente della Commissione europea, “questo progetto deve andare oltre i puri aspetti ambientali o economici”. “Bisogna fare in modo che il Green Deal europeo rappresenti anche e soprattutto un nuovo progetto culturale per l’Europa”, insiste. “Il cambiamento sistemico che ci attende deve essere caratterizzato da un’impronta estetica distintiva, che faccia convergere stile e sostenibilità. Per questo intendiamo lanciare un nuovo movimento Bauhaus europeo, una piattaforma collaborativa del design e della creatività, in cui architetti, artisti, studenti, scienziati, ingegneri, designer e chiunque desideri contribuire possano realizzare questa visione”, precisa Von der Leyen.

“Il nuovo Bauhaus europeo sarà la forza trainante per connotare il Green Deal europeo in maniera innovativa e antropocentrica, rendendolo più attraente”, commenta ancora la presidente della Commissione Ue. “Sarà un movimento basato sulla sostenibilità, l’inclusività e l’estetica, mirante ad avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità”.





Bankitalia, ad agosto debito record a 2.578,9 miliardi

 

Ad agosto il debito delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.578,9 miliardi, in aumento di 18,3 miliardi rispetto al mese precedente. L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (1,6 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (16,8 miliardi, a 100,7); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 0,1 miliardi. Lo ha reso noto la Banca d’Italia che ha diffuso la pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. 

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 19,1 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,8 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.





M5s, Di Battista rompe il silenzio: “Autonomi alle elezioni e nessuna deroga sui due mandati”

 

“Collocazione autonoma del Movimento 5 Stelle rispetto a destra e sinistra” dunque “a prescindere dalla legge elettorale che verrà approvata il Movimento 5 Stelle, nel 2023, si presenterà da solo alle elezioni politiche”, inoltre “la piattaforma Rousseau è il cuore del Movimento 5 Stelle” e “va rafforzata per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta e permettere agli iscritti di esercitare la giusta pressione sui portavoce”. Sono due dei punti centrali della piattaforma presentata su Fb da Alessandro Di Battista in vista degli Stati Generali del M5S. 

A questi va aggiunto anche quello relativo al limite dei due mandati. “Massimo due legislature – si legge – per consiglieri regionali, parlamentari nazionali ed euro parlamentari: chi ha compiuto due mandati (anche non interi) avrà la possibilità di candidarsi, una sola volta, nei comuni di appartenenza. Le nomine ministeriali degli esponenti del Movimento 5 Stelle siano, così come è stato fatto per i programmi, coordinate dal Movimento al fine di garantire la massima trasparenza e meritocrazia”.





E’ morta la presidente della Regione Calabria Jole Santelli. Era malata di cancro

 

 

E’ morta nella sua abitazione di Cosenza la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, 52 anni. Tra i primi a darne notizia il Corriere della Calabria, sottolineando che la governatrice, ex deputata di Forza Italia, da tempo combatteva contro un tumore.   La Santelli, prima di diventare presidente della Regione, era stata deputata nelle fila di Forza Italia. La prima elezione alla Camera nel 2001. Nella sua carriera politica è stata sottosegretaria al ministero della giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III, nonché sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel Governo Letta. Laureata all’Università La Sapienza di Roma, era iscritta a Forza Italia dal 1994. E’ stata la sorella, stamani, a scoprire che Jole Santelli era morta.

"Una perdita dolorosa! La scomparsa di Jole Santelli è una ferita profonda per la Calabria e per le Istituzioni tutte. Il mio pensiero commosso e le più sentite condoglianze ai suoi familiari". Così il premier Giuseppe Conte su twitter.

"Con profonda costernazione apprendo la tragica notizia della prematura scomparsa di Jole Santelli. Nessuna parola è adeguata ad esprimere il mio dolore e quello di tutti noi di Forza Italia. Jole lascia davvero un vuoto incolmabile nelle nostre anime". Così il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, rende omaggio a Jole Santelli. "Era un’amica sincera, intelligente, leale, era una donna appassionata, una combattente tenace. Mi è stata vicina anche nei momenti più difficili. Non aveva paura di nulla, neppure della malattia e della sofferenza. Come pochi altri - prosegue Berlusconi - aveva saputo mettere nell’impegno politico generosità, intelligenza, cultura, aveva affrontato senza esitare sfide difficili in Parlamento, al Governo, in Forza Italia, fino all’ultima bella battaglia che l’aveva portata alla Presidenza della sua Regione. Jole rappresentava la speranza del riscatto di una terra che amava appassionatamente, l’idea di un Mezzogiorno che ha in sé stesso la dignità e la forza di essere protagonista del futuro, di guardare all’Europa e al mondo. Ai suoi cari, a tutti coloro che l’hanno conosciuta, stimata, amata voglio esprimere il mio cordoglio più sentito e più profondo. Il loro dolore è anche il mio".





Occupazione secondo Unioncamere: 282mila assunzioni previste ad ottobre

 

Sono quasi 282mila gli ingressi previsti dalle imprese per il mese di ottobre, in calo del 27,9% rispetto ad ottobre 2019. Sale al 13% la quota di imprese che programmano assunzioni (erano il 10% a settembre). In un quadro economico complessivamente ancora caratterizzato da forte incertezza per l’andamento dell’emergenza sanitaria e per i tempi di superamento della crisi economica, buona parte delle imprese (82,8%) ritiene che i livelli di produzione e vendita potranno tornare a condizioni “accettabili” solo nel corso del 2021, in particolare il 46,9% di esse sposta direttamente al secondo semestre 2021 la possibile “normalizzazione” delle attività. Sempre elevata la quota di imprese che segnala problemi finanziari per carenza di liquidità nei prossimi sei mesi: è pari al 49,4%, sebbene in discesa rispetto al 58,4% di agosto. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di ottobre. 

Nel mese in corso sono circa 182mila le imprese che prevedono assunzioni, erano 147mila a settembre. I segnali di miglioramento arrivano dai servizi alle persone (-6,9%) e dalle costruzioni (-11,9%). Anche in termini di entrate previste, rispettivamente circa 50mila e 27mila, questi due comparti sono tra quelli che tengono meglio rispetto all’anno precedente (-11,6% e -23,2% su ottobre 2019), insieme alle lavorazioni dei minerali non metalliferi (-7,2%), strettamente legate alle costruzioni, e all’industria alimentare (-14,6%). Ancora molto negativa, invece, la tendenza per la filiera del turismo: le previsioni di assunzioni fanno segnare un deciso -43,6% su base tendenziale e a soffrire un calo analogo sono anche i servizi finanziari. 

Di fronte a segnali ancora così incerti su tempi e modalità della ripresa, la domanda di lavoro delle imprese tende a concentrarsi sulle figure professionali dell’area core delle attività di produzione, su quelle dell’area tecnica e di progettazione e sulle funzioni collegate alla direzione, con difficoltà di reperimento particolarmente elevate negli ambiti della ricerca e sviluppo (51,7%, con i tecnici in campo ingegneristico al 58,9%), dell’installazione e manutenzione (46,3%, con gli artigiani e operai specializzati di installazione e manutenzione attrezzature elettriche e elettroniche al 42,6%) e della certificazione e controllo di qualità, sicurezza e ambiente (39,6%, con i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi al 54,5%). 

Al di sopra della media nazionale si prospetta l’andamento tendenziale delle assunzioni previste a ottobre 2020 per le regioni del Sud e Isole e per il Nord Ovest, mentre più negative sono le attese delle imprese del Nord Est (in particolare di quelle venete) e del Centro (in particolare di quelle della Toscana).





L’industria tira il fiato. Ad agosto registrato un balzo avanti dei fatturati (+5,9%) e degli ordinativi (+15,1%)

 

Ad agosto si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti del 5,9%, proseguendo la dinamica positiva che si registra dallo scorso maggio. Anche gli ordinativi registrano ad agosto un incremento congiunturale, più ampio di quello del fatturato (+15,1%); nella media degli ultimi tre mesi hanno segnato un balzo del 47,3% rispetto ai tre mesi precedenti.  Nella media del trimestre giugno-agosto l’indice complessivo del fatturato è cresciuto del 35,9% rispetto ai tre mesi precedenti.  La dinamica congiunturale del fatturato riflette andamenti positivi su entrambi i mercati, ma è sostenuta soprattutto dal mercato interno per il quale si registra una variazione di +7,3%; l’incremento del mercato estero, sebbene non trascurabile, si attesta su un più contenuto 3,0%. Gli ordinativi sono trainati da entrambe le componenti, quella estera in misura maggiore rispetto a quella interna (rispettivamente +15,6% e +14,7%). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, ad agosto gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali del 9,8% per i beni di consumo, del 7,7% per i beni intermedi e dello 0,9% per i beni strumentali; l’energia è l’unico raggruppamento a registrare una diminuzione (-1,8%). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 come ad agosto 2019), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 3,8%, con cali del 2,2% sul mercato interno e del 7% su quello estero. Con riferimento al comparto manifatturiero, il settore dei mobili e delle altre industrie manifatturiere registra la crescita tendenziale più marcata (+16,9%), seguito dal comparto delle apparecchiature elettriche e non (+7,1%), mentre l’industria farmaceutica e le raffinerie mostrano i cali maggiori (-7,6% e -29,2% rispettivamente).  In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi aumenta del 6,1%, con incrementi su entrambi i mercati (+6,8% quello interno e +5,3% quello estero). La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei computer e dell’elettronica (+24,2%) e per i mezzi di trasporto (+22,9%), mentre i risultati peggiori si rilevano nell’industria chimica (-4,5%) e in quella farmaceutica (-8,9%).





Covid-19, balzo delle vittime (83) e dei contagi (8.804). La Campania chiude le scuole e vieta le feste. Boom di contagi anche in Lombardia

Covid-19, balzo delle vittime (83) e dei contagi (8.804). La Campania chiude le scuole e vieta le feste.  Boom di contagi anche in Lombardia

 

 

Ancora un picco di nuovi contagi da SARS-CoV-2 in 24 ore in Italia, dove si sono registrati 8.804 nuovi esposti al coronavirus che provoca la COVID-19 (ieri erano stati 7.332) e ben 83 morti, quasi il doppio rispetto ai 43 del giorno prima. Crescono anche i ricoverati in terapia intensiva: 586, che sono 47 in più rispetto a ieri. Continuano ad aumentare i ricoveri (+326) e le terapie intensive (+47). Sono i principali dati del bollettino diffuso dal ministero della Salute. E intanto, alla luce della forte ripresa dei contagi, la Regione Campania corre ai ripari, scuole chiuse da questo venerdì e fino al 30 ottobre per fronteggiare l’ondata di contagi da Covid-19; vietate le feste, anche per cerimonie civili e religiose; sospese le attività di circoli ludici e ricreativi; divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Questi i principali provvedimenti contenuti nell’ordinanza predisposta dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca.  Le ulteriori, rigorose, misure di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19 contenute nell’ordinanza hanno il doppio obiettivo di “limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile”. Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre. Sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno. Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente. Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi. E’ fatta raccomandazione agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza. A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario. Tali misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto deciso due settimane fa. Molto seria la situazione anche in Lombardia ed in particolare a Milano dove si conta la metà delle oltre 2mila nuove positività al coronavirus in Lombardia: sono 1.053 in tutta la provincia, di cui 515 a Milano città. Nella provincia di Monza e Brianza sono 196, a Varese 170. A Brescia i nuovi positivi sono 106, a Lodi 81 e a Pavia 79. Più indietro la provincia di Bergamo con 71 casi, 63 a Como e 51 a Lecco. In provincia di Cremona se ne contano 34, a Mantova 30 e a Sondrio 22.