‘Ndrangheta, Cafè de Paris: è caduta nel giudizio d’Appello l’accusa di mafia

 

C’è un po’ meno ‘Ndrangheta a Roma. I giudici della III sezione penale della corte d’appello della Capitale hanno fatto cadere l’aggravante di associazione a delinquere di stampo mafioso, e poi a cascata tutti i fatti reato contestati per intervenuta prescrizione, nell’ambito del processo sul ‘Café de Paris’, il tempio della Dolce Vita di via Veneto, che secondo i pubblici ministeri era finito in mano all’organizzazione criminale. In forza della decisione dei giudici di seconda istanza sono stati assolti 14 imputati che si portavano dietro condanne per oltre 40 anni. 

Quella della Corte d’appello – si aggiunge – è una sentenza che ribalta, di fatto, la decisione del collegio della VII sezione del tribunale, che nell’aprile 2014, aveva riconosciuto la responsabilità di quasi tutti quelli finiti sotto accusa e tratteggiato un quadro delle Cosche entrate in possesso a Roma di numerose attività commerciali come bar e ristoranti. E tra questi anche il famoso locale che negli anni Cinquanta e Sessanta vedeva spesso i flash dei paparazzi. 

In particolare le condanne più pesanti erano state inflitte a Vincenzo Alvaro, 7 anni, a sua moglie Grazia Palamara, 4 anni, a Damiano Villari (4 anni e 6 mesi). Per gli altri pene varie, dai 2 anni e 6 mesi ai 3 anni. Stavolta, in appello, la sentenza manda assolto non solo Alvaro, aiuto cuoco al ‘Cafè de Paris’ ed oggi barista al Tuscolano, ma anche tutti coloro che avrebbero fatto parte del sistema. 





A Tor Bella Monaca il Museo delle grandi periferie della Capitale

 

Al via dal 18 ottobre il programma di RIF – il Museo delle Periferie. Il progetto promosso da Roma Capitale nasce dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Crescita culturale e il Municipio Roma VI ed è realizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo. 

L’iniziativa nasce da una riflessione sull’importanza della relazione con le comunità che caratterizzano i diversi territori delle metropoli, sulla necessità della partecipazione dei cittadini alla vita culturale e al dibattito sulla città, elemento fondamentale per la costruzione di rapporti e interazioni sociali che tengono in piedi le comunità e il senso civico. Una riflessione che si confronterà con le altre periferie del mondo, a testimonianza della universalità del tema. Nato e sviluppatosi all’interno del MACRO Asilo con un tavolo di progettazione aperto alla città ideato e curato da Giorgio de Finis ai cui incontri hanno contribuito anche Università ed Enti di ricerca, il RIF con questa prima azione entra a far parte del Polo espositivo dell’arte e della cultura contemporanea, coordinato dall’Azienda Speciale Palaexpo, insieme a Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio. 

“Roma è una città unica, ma anche una comunità che si estende su un territorio molto vasto, frammentato, caratterizzato da forti diseguaglianze. Tor Bella Monaca ne è da tempo una centralità importante. Nonostante le vere difficoltà non è l’immagine che ne proiettano i media, è anche un vettore di innovazione di grande valore. La nostra politica culturale da più di quattro anni cerca di dare linfa, ridistribuire, costruire infrastrutture materiali e immateriali anche lontano dal centro storico e dai riflettori. Il RIF è un nuovo e avanzato laboratorio di progettazione culturale che nasce grazie alla fortissima interconnessione tra le grandi istituzioni culturali della città e i suoi territori. Ringrazio il Municipio VI, il Presidente Romanella e l’Assessore Gisonda che da anni con il masterplan di – Diamoci una Tor Bella mano – si impegnano per rendere coerenti e in relazione le tante azioni intraprese. Così come l’Azienda Palaexpo, il Teatro di Roma e il Teatro di Tor Bella Monaca. E Giorgio de Finis che è riuscito a trasformare in una pratica originale e inedita l’idea di un Museo che si fa dentro la città, con le persone” dichiara il Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo. 

Per Alessandro Marco Gisonda, Assessore alla cultura del Municipio VI: “RIF intende accendere un riflettore sul tema delle periferie, nell’ambito di un’analisi più ampia del fenomeno urbano su scala globale. L’obiettivo del progetto è approfondire la conoscenza delle metropoli del terzo millennio, ma soprattutto immaginare e realizzare, tramite pratiche artistiche e relazionali, una città più equa, partecipata, inclusiva, lavorando sul territorio e promuovendo progetti artistici che mettano in correlazione le differenti realtà culturali della città. Tutte le attività puntano a coinvolgere soprattutto i tanti giovani che qui vivono”. 

Da domenica 18 ottobre, il RIF avvia la sua programmazione di incontri al Teatro di Tor Bella Monaca con un programma di cinquanta lectio magistralis che affronteranno, da diverse prospettive disciplinari, il tema della metropoli contemporanea e delle periferie. Aprono il ciclo di incontri il vincitore del Premio Campiello 2020 Remo Rapino e Marco Lodoli (18 ottobre alle 11). Il calendario si svilupperà fino a maggio 2021 e vedrà tra gli altri ospiti: Carlo Cellamare, Alessandro Melis, Francesco Careri, Franco Purini come Bertram Niessen e Juana Sànchez Gòmez tra i tanti altri. 

Tutti i mercoledì le attività del Museo delle periferie si terranno nell’istituto scolastico Melissa Bassi in via dell’Archeologia. Nelle due stanze messe a disposizione si terranno settimanalmente gli incontri di “Automappatura”, primo passo per la realizzazione di una “Guida della periferia di Roma” e il cantiere artistico “ROMO” (ROmolo + reMO), il progetto relazionale che promuoverà “gemellaggi” tra i quartieri della città, provando, per il tramite di un dispositivo d’incontro e di conoscenza reciproca, ad abbattere barriere e muri invisibili.




Servizio Civile Universale, Open day da remoto nella Capitale

Al via i primi Open Day di Roma Capitale dedicati al Servizio Civile Universale e, in particolare, ai progetti promossi da Roma Capitale e da altri enti partner sul territorio capitolino. Gli incontri, che si terranno con modalità on line, sono previsti le prossime settimane nelle giornate del 21 e 28 ottobre 2020, dalle ore 10.00 alle 12.00. 

L’iniziativa ha l’obiettivo di far conoscere il Servizio Civile Universale e i suoi valori coinvolgendo i giovani in una tavola rotonda virtuale e fornendo nello specifico indicazioni sulle modalità di adesione al nuovo bando, che sarà pubblicato entro l’anno a cura del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Nel corso degli Open Day verranno approfondite tematiche relative a: – progetti presentati da Roma Capitale e dai soggetti partner – modalità di candidatura – diritti e doveri del volontario – durata del servizio civile – orientamento alla scelta del percorso 

Il Servizio Civile Universale – sottolinea una nota – è una importante opportunità di formazione e di crescita personale e professionale ed è rivolto ai giovani fra i 18 e i 29 anni, che sono chiamati ad una scelta volontaria che li vedrà impegnati per alcuni mesi della propria vita in attività incentrate sulla difesa non armata e non violenta della Patria, l’educazione, la pace tra i popoli, la promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana e rivolte allo sviluppo delle comunità. 

Roma Capitale è da anni impegnata nella promozione di progetti sul territorio, che spaziano dalle tematiche dell’informazione sul proprio patrimonio storico, artistico e culturale, del turismo, dell’assistenza alle persone più fragili, delle nuove tecnologie e del superamento del digital divide fra la popolazione.





Dall’Università degli Studi Internazionali di Roma una borsa di studio per Willy Monteiro Duarte

 

Il triste episodio della morte di Willy Monteiro Duarte ha sollecitato l’opinione pubblica a riflettere sulla vita che i nostri giovani a volte conducono e sulle possibili proposte alternative a una esistenza spesso basata su valori troppo effimeri quando non addirittura contrari a ogni etica sociale e umana. 

Con questo spirito l’Università degli Studi Internazionali di Roma, dove da molti anni si insegna la lingua e la cultura portoghese e dei paesi che hanno come lingua ufficiale il portoghese (tra i quali Capo Verde), ha voluto aprire un bando per una borsa di studio intitolata a Willy Monteiro Duarte destinata a uno studente capoverdiano o di origini capoverdiane: “Una borsa per Willy. La cultura contro la violenza”. 

L’iniziativa è promossa con un convegno nell’ateneo di via delle Sette Chiese, 139, che si terrà Martedì 20 ottobre alle ore 11,30. All’incontro è annunciata la presenza del rettore, Francisco Matte Bon; di Mariagrazia Russo, preside della Facoltà di Interpretariato e Traduzione e Docente di Lingua e traduzione portoghese. Intervengono anche Jorge José de Figueiredo Gonçalves, ambasciatore della Repubblica di Capo Verde; Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione Regione Lazio; Domenico Alfieri, sindaco di Paliano; Felicetto Angelini, sindaco di Artena; Sara Zangrilli, assessore con delega “Istruzione, Sport, Politiche Giovanili e Spettacolo” in rappresentanza di Pierluigi Sanna, Sindaco di Colleferro; Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio Roma VIII Consegna la borsa di studio Lúcia Monteiro Duarte, madre di Willy. 





Di Berardino (Regione Lazio): “Contro il caporalato, risposta dai centri per l’ impiego. Trasporti gratis e diritto all’abitare”

 

“Nel Lazio abbiamo introdotto, nella provincia di Latina, un progetto a 360 gradi per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Sono tre i principali assi su cui abbiamo investito le risorse: sportelli dedicati nei centri per l’impiego e la app FairLabour per il corretto incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro; trasporti gratuiti per i braccianti nel percorso casa-lavoro; supporto al diritto a abitazioni dignitose”. Cosi in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio in occasione della presentazione del V rapporto agromafie e caporalato – FLAI CGIL. “A questi pilastri abbiamo affiancato campagne di comunicazione multilingua e mediatori culturali. Un’operazione su cui, come Regione Lazio, dobbiamo continuare a lavorare senza indugio per sottrarre al caporalato tante donne e tanti uomini che lavorano in agricoltura. Stiamo lavorando alla predisposizione degli indici di congruità quale unica strada – spiega – per risolvere in modo strutturale il corretto rapporto tra qualità del prodotto e quantità di manodopera contrastando anche così il lavoro sommerso e il conseguente sfruttamento. Non solo. Occorre impegnarsi affinché il caporalato possa essere contrastato in tutti i settori sensibili come edilizia, logistica, servizi e commercio. Come Regione, siamo pronti a farlo attraverso una legge regionale dedicata”.




Il Papa e i leader religiosi del mondo commemoreranno martedì a Roma le vittime del covid

 

Martedì 20 ottobre Roma sarà la “capitale della pace” con l’incontro internazionale Nessuno si salva da solo-Fraternità e Pace, il trentaquattresimo promosso dalla Comunità di Sant’Egidio nello “spirito di Assisi”, dopo la storica giornata voluta da Giovanni Paolo II nel 1986. L’evento, che si svolgerà a partire dalle 16, vedrà riunite le grandi religioni mondiali insieme ad autorevoli rappresentanti delle istituzioni. In un momento difficile della storia, a causa della pandemia ma anche per le guerre vecchie e nuove in corso – come quella che dura da dieci anni in Siria o l’ultima nel NagornoKarabakh – dal cuore dell’Europa si offrirà al mondo un solenne momento di riflessione, di preghiera e di incontro: un messaggio di speranza per il futuro nel nome del bene più grande, che è quello della Pace. 

Dopo le preghiere delle diverse religioni in luoghi distinti (i cristiani nella basilica dell’Ara Coeli con la presenza del Papa, di Bartolomeo I e delle diverse Chiese ortodosse e protestanti), alle 17.15 i leader religiosi si ritroveranno insieme nella piazza del Campidoglio per la cerimonia finale. Dopo l’arrivo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prenderanno la parola il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi e, con un videomessaggio, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Saranno quindi ascoltati gli interventi dei leader e rappresentanti delle religioni: il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, il rabbino Capo di Francia, Haim Korsia, il segretario generale del Comitato Superiore della Fraternità Umana (Islam), Mohamed Abdelsalam Abdellatif, il buddista Shoten Minegishi e, a conclusione, Papa Francesco. 

Seguirà un minuto di silenzio in memoria delle vittime della pandemia e di tutte le guerre e la lettura dell’appello di pace 2020, che verrà consegnato da un gruppo di bambini agli ambasciatori e ai rappresentanti della politica nazionale (presenti tra gli altri anche i ministri dell’Interno e degli Esteri italiani, Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio) e internazionale. 

Alla fine Papa Francesco, insieme a tutti i leader religiosi, accenderà il candelabro della pace. 

All’evento, per le misure anti-Covid in atto, potrà partecipare in presenza solo un numero limitato di persone, ma sul sito della Comunità di Sant’Egidio www.santegidio.org sono aperte le iscrizioni per seguire l’incontro in streaming, da tutto il mondo, in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e giapponese.





Disco verde dello Spallanzani al laboratorio Tivoli nella rete Coronet per la ricerca di Sars-Cov 2

 

Lo Spallanzani ha validato il Laboratorio analisi dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli che ha superato i test per la diagnostica molecolare per la ricerca del SARS-COV-2 che entra così a far parte progressivamente della rete Coronet. Oggi i primi tamponi. “Ringrazio lo Spallanzani e tutti gli operatori e i professionisti che hanno contribuito e reso possibile questo importante risultato – commenta il Direttore generale della ASL Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito -. Il Laboratorio di Tivoli entra così a far parte della rete Coronet. Il servizio si va ad aggiungere all’attività di screening già in essere da tempo, presso tutti i nostri Drive-In e Pronto Soccorso, dei “tamponi brevi” (POCT). Si lavora per la continua e progressiva implementazione del servizio con l’obiettivo di raggiungere l’automonia”.





Il drive in per il Covid di Ciampino è in prima linea. Nuovo strumento operativo per la Regione Lazio

 

L’arrivo delle Misericordie al drive-in dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, in Via di Ciampino, è un importante supporto operativo alla macchina organizzativa messa in piedi dalla Direzione dell’Ente e perfettamente collaudata dallo straordinario lavoro di tutti i dipendenti. “Arriviamo – afferma Elisabetta Cortani, coordinatrice della Misericordia Fiumicino – per supportare il grande lavoro dei dipendenti dell’Izslt rispetto all’afflusso di macchine organizzate su più file, sempre contenute tutte all’interno della struttura, senza intralcio per la viabilità ordinaria”. L’Istituto Zooprofilattico è un drive in della rete regionale dal 17 agosto, la Misericordia sarà di supporto al già riconosciuto impegno di tutto il personale, gestiremo insieme le centinaia di macchine condividendo l’impronta che la direzione dell’Ente ha seguito fin dall’inizio accogliere e dialogare con le persone. Negli ultimi 15 giorni sono stati fatti una media di 800 tamponi al giorno, dall’inizio si può stimare un totale di 25mila tamponi, con tempi medi di attesa massima di tre ore. “Abbiamo organizzato il servizio di pre registrazione on line per avere più rapidità nelle fasi di accettazione – chiarisce Ugo Della Marta, direttore generale dello Zooprofilattico, soddisfatto del sostegno in più che riceveranno i cittadini – ad oggi il tempo medio di attesa in fila è di circa tre ore. Il nostro team interno lavora 7 giorni su 7 su due turni insieme al personale sanitario Uscar che esegue 80/90 tamponi l’ora, dalle 9.00 del mattino alle 21. Da inizio emergenza il laboratorio di virologia dell’Istituto lavora senza sosta ed è in grado di garantire tempi di risposta in 48 o 72 ore dei molecolari, compresi i tamponi effettuati in seguito alle positività dei test rapidi. Come drive in tra i più affollati del territorio del Lazio – prosegue Della Marta – accogliamo l’arrivo della Misericordia di Fiumicino come un importantissimo supporto, utile a fornire un servizio sempre migliore alla collettività. La professionalità degli operatori della Misericordia sarà dunque il valore aggiunto, che si sommerà alla enorme disponibilità e abnegazione di tutto il personale impegnato con Spirito di servizio, spessore professionale e disponibilità”. Il drive-in, attivo come abbiamo detto dal 16 agosto 2020, è operativo 7 giorni su 7. Al drive-in dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, si accede da Via di Ciampino 73, ingresso fonte Acqua Appia, dalle 9 alla chiusura.





D’Amato (Regione Lazio): “Nel Lazio buona adesione mmg e pediatri”

D’Amato (Regione Lazio): “Nel Lazio buona adesione mmg e pediatri”

 

“Si è chiusa la manifestazione di interesse rivolta a medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) che ha visto oltre 200 adesioni al bando per l’esecuzione dei test antigenici rapidi”. Lo spiega l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

“E’ un ottimo risultato – dice – in linea con le aspettative, e nei prossimi giorni verrà definito un protocollo operativo, assieme allo Spallanzani, per consentire l’esecuzione dei tamponi antigenici in sicurezza e per stabilire le procedure per la distribuzione dei kit e delle apparecchiature portatili. Questa disponibilità consente di costruire una rete territoriale di sorveglianza COVID assolutamente importante, un primo argine. 

Il Lazio è la prima Regione italiana ad aver bandito questa manifestazione di interesse che rimarrà aperta anche a nuove adesioni e ringrazio sin da ora i MMG e i PLS che hanno aderito. Con questa rete si potenzia ulteriormente l’attività di tracciamento. Fino ad oggi molti medici stanno già prestando la loro attività nelle Unità mobili USCA-R ed hanno acquisito una formazione importante soprattutto in relazione alle procedure di sicurezza, tanto è vero che ad oggi non è stato segnalato nessun caso positivo tra gli operatori delle USCA-R”.





Regione Lazio: “Nessuna decisione autonoma su nuove misure”

 

 “La Regione Lazio non ha assunto alcuna decisione in merito a nuovi provvedimenti per contenere il contagio e non è prevista alcuna decisione autonoma. Con senso di responsabilità, e secondo un metodo utilizzato da quando è cominciata la pandemia, parteciperà al confronto con il Governo e le Regioni e applicherà tutti i provvedimenti che si decideranno insieme”. Così in una nota la Regione Lazio.





Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio 795 casi, è allerta arancione. Temo peggioramento della situazione”

 

“Su 20 mila tamponi sono 795 i casi positivi oggi, 5 i decessi e 78 i guariti. Siamo ad un livello arancione, temo peggioramento della situazione”. Lo dice l’assessore regionale del Lazio alla Sanità Alessio D’Amato. “Salgono i casi testati e salgono i positivi. Forte monitoraggio sulla rete ospedaliera. Stop alle accettazioni no COVID a Spallanzani. Su Roma partono altri quattro drive-in quello di Arco di Travertino (già attivo), Tor di Quinto (domani) e presto Ponte Mammolo e Cecchignola. A Tivoli – ricorda – è attivo da oggi il laboratorio della rete Coronet. Prenota il vaccino antinfluenzale chiamando il tuo medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, sono state già somministrate 220 mila dosi e consegnati ai medici 776 mila vaccini. A Tivoli è attivo da oggi il laboratorio della rete Coronet. Nella Asl Roma 1 sono 137 i casi nelle ultime 24h e si tratta di centoventidue i casi isolati a domicilio e quindici da ricovero. Si registrano tre decessi di 73, 74 e 82 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 154 i casi nelle ultime 24h e si tratta di quaranta casi con link familiare o contatto di un caso già noto e dieci i casi individuati su segnalazione del medico di medicina generale. Nella Asl Roma 3 sono 51 i casi nelle ultime 24h e si tratta di trentuno casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 4 sono 52 i casi nelle ultime 24h e si tratta di ventinove casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 5 sono 52 i casi nelle ultime 24h e si tratta di tredici casi con link familiari o contatto di un caso già noto. Un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione e diciannove i casi con link al Nomentana Hospital dove è in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 6 sono 70 i casi nelle ultime 24h e si tratta di venti casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 67 e 82 anni con patologie. Nelle province si registrano 279 casi e zero decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono quarantanove i nuovi casi e di questi trentanove sono con link familiare o contatto di un caso già noto e un caso con link ad una palestra dove è in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl di Frosinone si registrano cento nuovi casi e il dato tiene conto di circa sessanta recuperi di notifiche arretrate. Nella Asl di Viterbo si registrano ottanta nuovi i casi e si tratta di quarantasei casi con link familiare o contatto di un caso noto e tre i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl di Rieti si registrano cinquanta nuovi casi e si tratta di casi con link familiare o contatto di un caso già noto” conclude l’Assessore alla Sanità D’Amato





Professore decapitato in Francia, arrestate nove persone

 

 

Nove persone sono state fermate in Francia in relazione al barbaro omicidio del professore di storia e geografia di una scuola media, vicino a Parigi. Si tratta di persone che fanno parte dello stretto entourage dell’assalitore, fra cui due genitori di allievi della scuola in cui insegnava la vittima e un minore. Nel pomeriggio di oggi è attesa una conferenza stampa del capo della procura anti terrorismo, Jean-François Ricard. Il gruppo di potenziali terroristi è parte integrante della comunità cecena, che già negli scorsio mesi si è resa responsabile di gravi atti d’intimidazione violenza nell’hinterland della Capitale francese ed in altre regioni di quel Paese. Particolari misure di sicurezza sono state messe a punto dall’antiterrorismo d’oltralpe.





Pescatori sequestrati in Libia, parla l’avvocato dell’Ambasciata libica a Roma: “Haftar non chiede nulla”

 

"A noi non risulta che Khalifa Haftar" abbia avanzato richieste sul caso degli equipaggi dei pescherecci italiani sequestrati a inizio settembre a Bengasi, in Libia. Lo ribadisce ad Aki - Adnkronos International l’avvocato Michele Andreano, incaricato dall’ambasciata libica a Roma di seguire il caso dei quattro libici partiti cinque anni fa da Bengasi e condannati in Italia come assassini e trafficanti di migranti nonché di seguire il ricorso in Cassazione di uno dei giovani con l’avvocato Francesco Turrisi di Catania. La loro storia si intreccia ormai da settimane con quella degli equipaggi dei pescherecci.  Andreano, che ben conosce la Libia e le sue complessità e che ha difeso tanti libici nelle carceri italiane, accetta di parlarne. E, "da uomo e da italiano", si impegna a "intercedere con tutti i suoi amici e colleghi a Bengasi per fare quanto possibile" per la vicenda dei pescatori di Mazara del Vallo.





Brexit, l’Ue aspetta il primo passo della Gb

 

Il Consiglio Europeo ha chiamato in causa il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier a continuare i negoziati con il Regno Unito sulla relazione futura "nelle prossime settimane" e "fa appello" al governo britannico affinché "faccia le mosse necessarie per rendere possibile un accordo". Lo riportano le conclusioni sulla Brexit adottate dai capi di Stato e di governo dell’Ue, riuniti a Bruxelles. I leader notano "con preoccupazione" che non sono stati fatti abbastanza progressi per raggiungere un accordo sulle "questioni chiave" per l’Ue, in particolare "la concorrenza leale, la governance e la pesca". L’Unione ricorda che l’accordo di ritiro e i suoi protocolli "devono essere attuati in pieno e puntualmente". I leader invitano tutti i portatori di interesse poi a prepararsi per "tutti gli scenari, incluso il no deal" e chiedono alla Commissione di preparare misurare unilaterali e temporanee di emergenza "nell’interesse dell’Ue", che dovrebbero riguardare soprattutto il settore dei trasporti. I capi di Stato e di governo, riferiscono fonti Ue, hanno espresso "totale sostegno" a Michel Barnier e al suo approccio ai negoziati. Sulla Brexit, tra i leader "prevalgono la solidarietà e l’unità". L’Ue a 27 ha una "chiara preferenza per un accordo", ma "resterà unita sul level playing field", cioè la concorrenza leale nel mercato interno, specie per quello che riguarda gli aiuti di Stato, "la pesca e la governance". Ciò nonostante, gli Stati membri chiedono che la Commissione "si prepari per l’eventualità che non ci sia un accordo" entro la fine del periodo di transizione.





Trump a ruota libera e senza freni contro il suo avversario Biden: “La sua famiglia impresa criminale, arrestateli”

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a ruota libera nel corso di una kermesse elettorale contro lo sfidante Biden. Senza freni inibitori e rispetto per il suo avversario, lo ha accusato , insieme a suo figlio Hunter Biden di fare parte di una “famiglia criminale” durante un discorso pronunciato davanti ai suoi elettori a Macon, in Georgia.

“E’ un’impresa criminale, una delle più corrotte della storia americana”, ha detto Trump, spiegando che “Hunter non ha guadagnato soldi finché suo padre non è diventato vicepresidente”. Poi, facendo riferimento alle e-mail che sarebbero state recuperate illegalmente da un computer appartenente ad Hunter Biden, di cui ha riferito il New York Post, il presidente uscente ha commentato: “E’ il più grande scandalo politico” della storia statunitense, “dopo l’attività di spionaggio sulla mia campagna elettorale orchestrata da Obama”.

A questo punto, Trump ha dato il via a un coro dei suoi sostenitori, “Arrestateli!”, affermando: “Concordo con voi al 100%”.




Vergogna a Roma, famigliola di cinghiali eliminata scientificamente

 

Sono stati prima narcotizzati e poi uccisi la mamma cinghiale e i sei cuccioli che ormai da 24 ore si aggiravano per il parco giochi di via Gregorio VII a Roma. Gli animali erano stati attirati dai cumuli di immondizia abbandonati accanto al parco. A commentare la notizia Piergiorgio Benvenuti, presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale che definisce l’episodio "indegno". Ma non è l’unico. "A Roma è stato commesso un omicidio" denunciano le associazioni animaliste Leidaa, Enpa e Animaliberaction.  La decisione è stata presa dopo una giornata passata nell’incertezza, mentre sei cuccioli e mamma cinghiali si aggiravano tra i giochi del giardino Mario Moderni del quartiere Aurelio a Roma. "Mamma e cuccioli sono stati ammazzati. E’ stato un omicidio: sono stati narcotizzati dalla polizia provinciale. Poi i veterinari della Asl hanno eseguito due punture con liquido mortale". A parlare Ilaria Riccitelli, volontaria Enpa, Ente protezione animali, che era sul posto.   Insieme a lei anche l’onorevole Michela Vittoria Brambilla che è anche la fondatrice della Leidaa, la Lega italiana Difesa animale e ambiente. "Ben prima che scoppiasse la rivolta ho contattato il governatore regionale, Nicola Zingaretti, per annunciare che la mia associazione, coi propri mezzi, sarebbe andata a recuperare la famiglia di cinghiali per farsene carico. La questione sembrava risolta". Poi, intorno alle 21, le forze dell’ordine si sono presentate al parco per procedere con la cattura e la condanna a morte degli animali.  

I cinghiali erano comparsi già nella mattinata di giovedì, attirati probabilmente dai secchi pieni di rifiuti. "Per la mamma-cinghiale poteva rappresentare un rifugio sicuro per tutta la sua famiglia, - racconta la Repubblica - mentre è subito scattata la trappola con i cancelli del giardino che sono stati chiusi per bloccarli". Benvenuti aggiunge poi: "In quel momento era facile catturarli senza sopprimerli ed utilizzare le armi per narcotizzarli ed eseguire la condanna nel pieno centro della Capitale. - E poi punta il dito contro l’attuale amministrazione capitolina: - Responsabilità della Regione, l’inerzia della Sindaca Raggi, l’incapacità di raccogliere e gestire i rifiuti della città, hanno condannato a morte una inerme famiglia di cinghiali che potevano agevolmente essere rimesse in piena libertà in natura".  

"Dopo tutti i mesi che i bambini hanno dovuto trascorrere lontani dalle aree giochi, adesso abbiamo anche il problema dei cinghiali che ne prendono possesso" ha infine sottolineato Marco Palumbo, presidente della commissione Trasparenza di Roma Capitale.





Il Mose non si alza e Piazza San Marco si allaga

Per il terzo giorno consecutivo Venezia fa i conti con l’acqua alta: stavolta non sono entrate in funzione le paratoie del Mose e la marea ha toccato i 105 centimetri, allagando Piazza San Marco. Ancor più alta la quota raggiunta dall’acqua al Lido, con 110 centimetri, e a Malamocco, che ha segnato una massima di 112. Il protocollo prevede che le dighe entrino in azione solo con una previsione di 130 cm, non meno, anche perché ’chiudere’ la laguna costituisce un problema per il Porto e il traffico marittimo.





Viviana Parisi uccisa perché testimone scomoda? La denuncia del marito

Viviana Parisi è stata uccisa? Il giallo della mamma dj, scomparsa nel Messinese il 3 agosto con il figlio, dopo un incidente in autostrada, e poi trovata morta con il piccolo nelle campagne di Caronia, continua a restare avvolto nel mistero. Ma la sua famiglia non si arrende e rilancia una nuova verità.  

Proprio il marito Daniele Mondello, in collegamento con Gianluigi Nuzzi a “Quarto Grado”, ribadisce la sua tesi: “Mia moglie Viviana è stata uccisa perché testimone scomoda della morte di nostro figlio Gioele, aggredito dai cani”.
Punta il dito, inoltre, contro le ricerche e le indagini che si indirizzano verso "l’obiettivo sbagliato". Il 46enne ha così fatto riferimento alle perquisizioni sul suo computer, sul tablet del bimbo e sul cellulare della donna.
“Devono tornare a Caronia”, afferma Mondello, che non crede alla teoria di Viviana caduta dal traliccio, sotto cui è stata trovata nei boschi dopo l’incidente in auto sulla autostrada A20 e l’abbandono della vettura. Nella vicenda ancora molti punti oscuri.





Fabrizio Corona è positivo al coronavirus

 

Fabrizio Corona è positivo al Coronavirus. A darne notizia è lo stesso ex fotografo dei vip che in un video pubblicato sul suo profilo Instagram chiarisce di aver avuto febbre alta per tre giorni e di essersi svegliato questa mattina con un forte mal di gola. “Dico questa cosa per avvisare tutti coloro che sono venuti in contatto con me in Tribunale, inclusi i giornalisti”, afferma tra l’altro in un passaggio del filmato riferendosi all’udienza avuta martedì scorso al Tribunale di Sorveglianza di Milano dove è stato intervistato da alcuni cronisti di giudiziaria.





Incredibile De Luca: “Coprifuoco ad Halloween, festa monumento all’imbecillità”

 

“Nell’ultimo fine settimana di ottobre, che è il fine settimana di Halloween, chiuderemo tutto alle 22. Questa stupida americanata importata che è un monumento all’imbecillità”. E’ quanto dichiara il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, durante una diretta social per fare il punto sull’emergenza coronavirus. “Siccome sento che già ci si prepara alle feste, già anticipo che per quel fine settimana sarà il coprifuoco e sarà bloccata l’intera mobilità. preparati alle feste il fine settimana di ottobre sarà coprifuoco e sarà bloccata la mobilità”.

“Probabilmente valuteremo un blocco dopo la mezzanotte anche prima di quel weekend. spiega De Luca, per il quale sarà importante “sentire il Viminale perché se decidiamo una tale misura occorrono più controlli e anche sanzioni rigorose” conclude.

 





Traffico internazionale di armi, arresti e sequestri nel varesotto

 

Quattro persone sono state arrestate dalla polizia a Varese con l’accusa di traffico internazionale di armi da guerra e sequestrato, tra appartamenti e cantine riferibili agli arrestati in Lombardia, un arsenale da oltre 50 pezzi tra mitragliatori, fucili d’assalto, carabine e pistole. E, grazie alle indagini coordinate dalla Procura di Busto Arsizio, sono stati rinvenuti anche 14 manufatti esplosivi, granate, numerosi pezzi di armi, serbatoi per cartucce oltre a 10mila munizioni di vario calibro. L’inchiesta, condotta dalla Digos di Varese, coadiuvata dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione – Ucigos – Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno, è stata coordinata dalla Procura di Busto Arsizio ed è nata monitorando F.D.B., 61enne di Gallarate, ex funzionario della dogana di Malpensa. L’uomo era già stato arrestato per aver tentato di vendere un missile terra aria nel luglio dello scorso anno. Gli era stato concesso l’obbligo di dimora il 4 settembre scorso, ma è stato sorpreso mentre tornava dalla Svizzera con una pistola e munizioni e nella sua abitazione gli agenti hanno trovato un mitra, un fucile d’assalto, una pistola calibro, una granata e varie munizioni. Il 61enne è stato quindi arrestato per detenzione illegale di armi e munizionamento da guerra.





Il Covid supera i portoni anche di Montecitorio, tre Capigruppo parlamentari contagiati

 

Il coronavirus dilaga anche alla Camera. Oggi hanno reso noto di essere risultati positivi Maria Stella Gelmini, presidente dei deputati Fi, e Davide Crippa, presidente dei deputati M5s, portando a tre – con Francesco Lollobrigida di Fdi – il numero dei capigruppo positivi.

“Tra poche ore – ha scritto questa mattina su Fb Gelmini – avrei dovuto prendere un volo, per andare a Cosenza a dare l’ultimo saluto a Jole Santelli. E invece niente. Anche io sono positiva al Covid, l’ho scoperto stamattina. Sto bene, al momento non ho alcun sintomo. Sono stata super attenta in queste settimane, ma questo virus è subdolo e pericoloso. Massima precauzione e rigore: le uniche ricette per sconfiggerlo. Supereremo anche questa”. Anche Crippa lo annuncia sui social: “Ciao a tutti purtroppo sono risultato positivo al Covid-19 in seguito a test naso faringeo. Volevo rassicurare tutti che sto bene e che sono stati attivati tutti i protocolli previsti”.

La Camera ha subito avviati il tracciamento dei contatti quindi il numero dei deputati che verrà posto in isolamento tornerà a salire. Dopo le diverse decine di assenze per virus della scorsa settimana che hanno causato la mancanza del numero legale in un paio di occasioni, oggi si era quasi tornati alla normalità: solo 9 tra deputati positivi e in quarantena quelli impossibilitati a recarsi a Montecitorio. Ma con i nuovi casi, i tre capigruppo più la deputata M5s Conny Giordano, aumenteranno le persone poste in isolamento.

E aumentano anche le polemiche di chi chiede a gran voce che sia consentito alla Camera di votare a distanza. “Ormai Montecitorio è una roulette russa…”, si sfoga su twitter Enrico Borghi (Pd).”Mi chiedo cosa debba accadere ancora per svegliare dall’inanita’ chi di dovere”, aggiunge. Il deputato dem e costituzionalista Stefano Ceccanti, animatore della raccolta firme per il Parlamento a distanza, fa sapere che le firme “sono arrivate a 114, ma cosa dobbiamo ancora attendere? Forse qualcuno pensa come Don Ferrante nei Promessi Sposi che la pandemia, non essendo né sostanza né accidente, non possa esistere ed entrare a Montecitorio?”. Gli fa eco Erasmo Palazzotto di Leu: “Cos’altro serve per attivare il voto a distanza? Sarebbe più giusto chiedersi cosa, in questo quadro allarmante ostacola una misura di buonsenso. Ogni settimana 630 deputati si spostano, da ogni parte di Italia, per riunirsi, per almeno 3 giorni, in posti chiusi che, nonostante le misure di sicurezza, restano comunque luoghi di assembramento. Ora vi pare serio che mentre chiudiamo le scuole e ipotizziamo un coprifuoco, non siamo in grado di varare un regolamento di emergenza che sospenda riti di voto invariati dal 1947 e disponga una modalità di partecipazione ai lavori di voto da remoto? Perché si ostacola l’introduzione di strumenti di modernizzazione delle istituzioni che renderebbero tutto più semplice e sicuro?”.

Il voto a distanza non convince tutti. “Non c’è bisogno di chiudere Montecitorio per lavorare in sicurezza. Servono misure più efficaci: tamponi, distanziamenti negli uffici, test per tutti (deputati, collaboratori, dipendenti), vaccini antinfluenzali… Se lavorano fabbriche e uffici, anche il Parlamento può farlo”, dice Marco Di Maio, deputato di Italia Viva.

Tuttavia il tema di garantire il funzionamento ma in tutta sicurezza di Montecitorio è all’ordine del giorno quotidianamente ormai. Ieri il presidente della Camera Roberto Fico dopo aver riunito la Giunta per il Regolamento ha spiegato che già dalla prossima settimana si accelererà sulla “digitalizzazione degli atti parlamentari e si discuterà di come la Camera deve lavorare in emergenza a partire dal voto a distanza per i deputati impossibilitati a raggiungere Montecitorio a causa di provvedimenti delle autorità sanitarie”. Sempre ieri mattina si è svolta in presenza la conferenza dei capigruppo con il presidente Fico nche se, assicurano fonti di Montecitorio, la riunione si svolge in tutta sicurezza, dall’inizio dell’emergenza, nella sala della Regina anziché nella biblioteca del presidente, proprio per garantire il rispetto delle distanze.





L’attacco virale di Covid-19 rischa di far saltare il sistema dell’emergenza sanitaria. Timori per l’azione combinata del virus dell’influenza tradizionale. Già in crisi le terapie intensive di molte regioni

 

L’attacco virale di Covid-19 è ormai durissimo ed ha iniziato a mettere in crisi le strutture sanitarie e dell’assistenza del nostro Paese. Il rischio è che l’azione combinata del Coronavirus, insieme a quella dell’influenza tradizionale, possanodare un colpo letale all’intero sistema dell’emergenza.  Le terapie intensive, al momento tengono grazie ad aumento dei posti letto deciso per decreto. Ma c’è il rischio di non avere a disposizione un numero adeguato di anestesisti e rianimatori. È quanto emerge dalla 24ma puntata dell’Instant Report Covid-19, iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. Non solo. L’Abruzzo ha già saturato il 150% dei posti letto in terapia intensiva aggiuntivi effettivamente implementati per l’emergenza covid-19. In questa Regione, quindi, si stanno utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid -19.

Si avvicinano, invece, alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%). Le altre Regioni italiane non presentano al momento particolari criticità, con tassi di saturazione della capacità lontani dal valore massimo. L’Umbria registra un tasso di saturazione pari a zero poiché al momento non ha implementato alcun posto aggiuntivo.

Analizzando i dati, si evidenzia che una Regione ha già esaurito questa capacità. Si tratta dell’Abruzzo che ha saturato il 150% dei posti letto aggiuntivi effettivamente implementati. In questa Regione, quindi, si stanno utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid -19. Si avvicinano, invece, alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%). Le altre Regioni italiane non presentano al momento particolari criticità, con tassi di saturazione della capacità lontani dal valore massimo. Intanto l’Umbria registra un tasso di saturazione pari a zero poiché al momento non ha implementato alcun posto aggiuntivo.

L’analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome con un focus dedicato alle Regioni in cui è stato maggiore il contagio (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Lazio). Analizzando il tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva sui nuovi posti letto attivati post DL 34/2020, le Regioni con il tasso di saturazione più alto sono: Valle d’Aosta, Sardegna, Liguria e Campania. In particolare, se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il 30% dei posti letto di terapia intensiva in Valle D’Aosta, il 19,4% in Sardegna, il 19,3 in Liguria e il 18,2 Campania sono occupati da pazienti Covid-19. Le suddette percentuali scendono rispettivamente al 16,7%, 11,4%, 12,2% e 11,1% se prendiamo in considerazione la dotazione prevista in risposta ai dettami del 34/2020.

Ma c’è di più, come sottolinea Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: ‘a fronte dell’aumento dei posti letto di terapia intensiva manca ad oggi un aumento in egual misura del numero degli anestesisti, venendo a minare il rapporto consolidato tra personale anestesista e posto letto in terapia intensiva”.





Fs: sciopero dei lavoratori il 22-23 ottobre

 

Sciopero nazionale dei lavoratori delle Fs dalle ore 21 di giovedì 22 ottobre alle 21 di venerdì 23. Lo comunica la società ferroviaria, sottolineando che la protesta è stata proclamata da alcuni sindacati autonomi in adesione a uno sciopero generale.





Visco (Banca d’Italia): “La crisi colpisce di più lavoratori poveri e meno qualificati”

 

 La crisi economica causata dal coronavirus colpisce di più i lavoratori scarsamente qualificati e poco retribuiti. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sottolineando che “le conseguenze economiche e sociali di questa crisi richiedono un’azione continua a tutti i livelli. Bisogna riconoscere che l’impatto della pandemia non è stato uniforme tra i lavoratori, con la perdita di posti di lavoro e la disoccupazione concentrate tra i lavoratori scarsamente qualificati e poco retribuiti”.

“L’accesso ineguale alla salute e all’istruzione – ha aggiunto Visco intervenendo al 102esimo meeting del Development committee della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale – tra i diversi Paesi e all’interno dei Paesi e il calo conseguente calo dell’accumulazione di capitale umano possono peggiorare l’impatto sulle generazioni future”.





Allarme economico e produttivo della Fipe: “Se ci sarà il coprifuoco si perderanno 44 milioni di euro al giorno”

 

Ancora contrarietà ed allarmi contro un possibile coprifuoco per gli esercizi commerciali ed è quello della Fipe.  L’imposizione a bar, ristoranti e tutti i pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22 “sarebbe il definitivo colpo di grazia per il nostro comparto, un provvedimento che da un punto di vista meramente contabile manderebbe in fumo 44 milioni di euro al giorno e 1,3 miliardi in un solo mese. Una perdita enorme che andrebbe ad appesantire un bilancio già abbastanza tragico, se consideriamo che le stime di perdita di fatturato sull’anno 2020 vedono un calo di ben 24 miliardi”. 

“Gli effetti di questa misura vanno ben oltre le perdite che abbiamo stimato perché è l’intera gestione delle aziende che rischia di saltare – continua Fipe – Abbiamo già registrato una forte contrazione di clientela dovuta alla discussione sull’ultimo Dpcm, una nuova misura ancor più restrittiva mette a rischio la sopravvivenza di almeno 15.000 bar serali e 40.000 tra ristoranti e pizzerie. In queste condizioni tenere aperte le aziende è impossibile. Con noi si mette a rischio una lunga filiera fatta di allevatori, vignaioli, imbottigliatori, casari, produttori artigianali e industriali. Come abbiamo già ribadito più e più volte servono più controlli e pene severe per i trasgressori, dando la possibilità alla stragrande maggioranza dei nostri imprenditori di lavorare con serietà e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza che regolano la nostra attività in tempo di Covid”.





Bankitalia: segni ripresa mercato immobiliare, prezzi case +3,1%

 

Il mercato immobiliare “mostra segnali di ripresa”. Lo sottolinea la Banca d’Italia nel bollettino economico, secondo cui “nel secondo trimestre il volume di compravendite è diminuito del 17,1% su gennaio-marzo, mentre i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 3,1%”.

La rilevazione realizzata a settembre da Via Nazionale “segnala che le prospettive degli operatori sull’evoluzione del rispettivo mercato immobiliare di riferimento sono divenute meno sfavorevoli rispetto a giugno. Dopo la rimozione a partire da maggio delle misure di contenimento legate all’epidemia, l’attività nel comparto delle costruzioni è salita, grazie a un aumento della produzione del 3,5% a luglio, e si è riportata su valori in linea con la fine del 2019”.

“In base a nostre elaborazioni – aggiunge Bankitalia – sul numero di annunci rimossi dalla piattaforma digitale Immobiliare.it, che generalmente forniscono un’indicazione circa i futuri acquisti di casa, nella seconda metà dell’anno le compravendite di abitazioni segnerebbero un significativo, seppur parziale, recupero del forte calo del primo semestre”.





Bonomi (Confindustria): “Siamo in una economia di guerra. Dobbiamo ricostruire il Paese”

 

“Noi in questo momento dobbiamo ricostruire il Paese.Siamo in un’economia di guerra e questa è la nostra ambizione, la nostra fiducia, la nostra tenacia”. E’ il messaggio che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, parlando dal palco del convegno dei Giovani della Confederazione, ha voluto lanciare. Con un importante corollario: “Per fare questo dobbiamo vincere e ricreare una cosa: la fiducia. Fiducia su quattro cose. Il tema Covid, dove vediamo che purtroppo abbiamo paura del nostro vicino e dei suoi comportamenti. Non c’è fiducia tra Governo e imprese, tra imprese e sindacati”. Secondo Bonomi gli altri fronti sui quali ricostruire la fiducia sono l’Europa, la globalizzazione e le istituzioni e la Pubblica Amministrazione.

Il presidente degli industriali italiani tornando alla pandemia di Covid ha premesso che “nessuno di noi era preparato” a tale evento. Ma ha poi sottolineato che “dall’emergenza bisognava pensare al futuro. E oggi purtroppo noi siamo ancora in emergenza. Tutti noi sapevamo di una possibile seconda ondata. ma cosa è stato fatto nel frattempo? Sulla spesa sanitaria sono stati stanziati 6 miliardi, ma due terzi di quelle risorse non sono state utilizzate: al ministro Speranza sono stati presentati i progetti solo da 5 regioni”.

Veniamo all’Europa. Secondo Bonomi anche se oggi l’Europa funziona con piani come Next Gewneration Eu, “cosa succederà se dovesse esserci una pandemia ancora più forte? Cosa succederà quando i Paesi più forti delò Noird Europa usciranno dalla crisi e non saranno più disposti ad avere una Bce che continua ad erogare e a comprare titoli di stato? Cosa succederà quando verrà bloccato il blocco del vincolo di bilancio? Ritornerà un senrtimento fortemente antieuropeo? Dobbiamo continuare a lavorare per creare una fiducia nell’Europa”.

Per Bonomi “il terzo tema della fiducia è quello della globalizzazione. La globalizzazione ha sì fatto un passo indietro con il Covid, ma non possiamo non pensare che il commercio internazionale non sarà comunqiue un driver di crescita e di sviluppo specialmente per un paese come il nostro: un paese trasformatore, dove il mix di specializzazioni ci ha portato a essere leader in molti settori come meccatronica, macchine utensili, robotica. Però il nazionalismo protezionista è ancora lì alle porte, e non sappiamo cosa succederà nelle elezioni americane. Ma non dimentichiamoci che c’è un paese che continuerà a crescere, che è la Cina”.





L’evasione tributaria e contributiva vola oltre i 110 miliardi di euro

 

L’evasione tributaria e contributiva in Italia sfiora i 110 miliardi di euro. La fetta maggiore del denaro sottratto alle casse dello Stato è legata alle tasse, pari a oltre 96 miliardi di euro; mentre mancano all’appello poco più di 11 miliardi di contributi previdenziali. Ed è l’Irpef (prelievo sui redditi delle persone fisiche) con quasi 38 miliardi la "regina" dei balzelli "preferiti" dagli evasori, seguita a ruota dall’Iva, con oltre 36 miliardi. In totale, le aziende riescono a nascondere quasi 14 miliardi, sommando gli 8,6 miliardi di Ires (imposta reddito societario) e i 5,2 miliardi di Irap (imposta regionale sulle attività produttive). È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa secondo la quale il fisco non riesce a incassare, inoltre, 5 miliardi di Imu (imposta municipale sugli immobili) e 1,7 miliardi di accise sui prodotti energetici. In totale, ogni anno mancano alle casse dello Stato 107,3 miliardi di euro. "Se il governo varasse una riforma fiscale rigorosa, ma improntata all’equità, e non a tappe, ma chiara, equa e giusta, riuscirebbe anche a colmare il gap di gettito, in un triennio, perché per i contribuenti che oggi evadono sarebbe più conveniente onorare impegni e scadenze piuttosto che correre il rischio di accertamenti e di pesanti sanzioni", commenta il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro.





Conte: “Siamo preoccupati. Stressati sistemi sanitari e tessuti sociali”

“Siamo tutti preoccupati per la seconda ondata, che sta stressando i sistemi sanitari e i tessuti sociali", sottolinea il premier Giuseppe Conte con 10mila nuovi casi e 55 nuovevittime”. Ma un altro lockdown contro il Covid è da evitare. Non dico che è meno pericolosa la seconda ondata, dobbiamo affrontarla con una strategia diversa, nuova, che non prevede più il lockdown, più mirata, rispettando le regole del distanziamento e auto proteggendosi". Queto significa che probabilmente nelle prossime ore saranno adottate misure più stringenti, finalizzate  a contenere la diffusione del virus. Non si tratterà di un blocco totale dopo le 21 o le 22, ma misure più rigide, forse nei soli fine settimana e nelle giornate festive. Il Governo, tra mille difficoltà e resistenze starebbe mettendo a punto un nuovo piano da adottare nell’immediato con la chiusura dei locali (ristoranti, bar, pub) tra le 22 e le 23, da modulare con la ’stretta’ maggiore nei weekend.





Di Stefano (Giovani Confindustria): “ Meglio rinunciare al Recovery che sprecarlo”

 

“Lo diciamo chiaramente: meglio rinunciare al Recovery fund che sprecarlo. Meglio lasciarlo a disposizione di quei cittadini europei veramente capaci di dare futuro a questo Continente, piuttosto che tramutarlo nell’ennesima spesa improduttiva”. Sono le parole e soprattutto la provocazione che arriva dal presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, in occasione del tradizionale convegno d’autunno degli industriali under 40. Convegno che, per via della pandemia da Covid-19, è stato spostato dalla tradizionale cornice di Capri all’Auditorium della Tecnica di Roma. 

Per Di Stefano, occorre “superare l’italica passione per “task force” e super esperti. Ogni roboante annuncio sul taglio della spesa pubblica porta con sé una task force o un supercommissario”. Basta, insomma, con la “taskforsite”: “servono strutture e responsabilità chiare. Non discutiamo le buone intenzioni, ma non vorremmo che il proliferare di comitato tecnici rallentasse le procedure. Il Paese non ha più tempo. Nelle nostre aziende, quando si scelgono i progetti si discute e poi si realizzano”. 

Bisogna partire “dai settori del Made in Italy che stanno pagando il prezzo più alto della crisi. Tra questi, turismo, moda, cultura. Consentitemelo: il bonus vacanze è uno degli esempi di dadaismo economico di questo Governo; 2,4 miliardi allocati ma utilizzati in minima parte. Il turismo vale il 13% del Pil ed è stato gravemente colpito. I bonus non bastano, perché ci aspettano ulteriori cali del 50% del fatturato”. 

Un Governo “attento dovrebbe ora investire per trasformare il turismo estivo sulle coste italiane in un dato strutturale. Altro capitolo è la crisi del tessile, che durerà purtroppo ancora a lungo e di certo il prossimo bonus, magari per lo shopping tricolore, non sarà sufficiente a contrastare la flessione del 20% dell’export”, ha aggiunto. 

Infine, le “industrie culturali e creative, più del 6% del Pil e 1 milione e mezzo di occupati. Durante il lockdown i musei hanno perso circa 80 milioni di euro; il cinema quasi 120, gli spettacoli musicali 350. Sono settori, questi, che da sempre animano il sogno della Dolce Vita e il brand Made in Italy, e per questo devono essere sostenuti. La politica dei bonus non è quello che serve al Paese!”, ha concluso.





La Caritas registra il boom di nuovi poveri

 

Boom di nuovi poveri. Lo registra l’ultimo rapporto Caritas che evidenzia come da un anno all’altro il numero di nuovi poveri che si rivolgono ai centri di ascolto diocesani e parrocchiali della Caritas è passata dal 31% al 45%. Quasi una persona su due lo fa per la prima volta.  In tre mesi (marzo-maggio) la rete Caritas ha registrato un forte incremento del numero di persone sostenute a livello diocesano e parrocchiale: circa 450mila persone. Sono aumentate le donne, più fragili e svantaggiate sul piano occupazionale, e gli italiani (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno).  Lo scenario italiano nel quale le Caritas operano registra nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil, un calo di 841mila occupati rispetto al 2019 e l’aumento degli inattivi. "Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica – osservano i curatori del Rapporto – che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008".  Aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità. A fare la differenza rispetto al 2008 è il punto di partenza: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007.





Covid, contagi vicini a quota 11mila. Le vittime sono 47. Attesa per le misure di contrasto del Governo

C’è attesa per le misure di contrasto che il Governo potrebbe mettere in campo nelle prossime 48-72 ore, mentre nelle ultime 24 ore si sono registrati 10.925 nuovi casi di persone positive al virus SARS-CoV-2, che provoca la COVID-19. I morti, sempre nelle ultime 24 ore, sono 47. I ricoveri in terapia intensiva aumentano di 67 unità e sono 705 in totale. Sono i dati principali contenuti nel bollettino diffuso quotidianamente dal ministero della Salute.  Sono 2.664 i nuovi positivi in Lombardia con 29.053 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 9,1%, in crescita rispetto a ieri (7,9%), quando c’erano stati 2.419 contagiati con 1.500 tamponi in più. Sono 13 i decessi per un totale di 17.057 morti in regione dall’inizio della pandemia. Crescono sia i ricoveri in terapia intensiva (+25, 96), sia quelli negli altri reparti (+109, 943). Milano è sempre la provincia più colpita con oltre metà dei casi (1.388, di cui 634 a Milano città), ma sono in forte crescita anche Monza e Brianza (286), Varese (218) e Como (171), tre province che avevano avuto pochissimi casi nella prima ondata. Nuovo balzo in avanti per i positivi in Campania: 1.410 (1.343 asintomatici, 67 sintomatici) rispetto ai 1.261 precedenti, su 14.704 tamponi. Non si registrano decessi e i guariti del giorno sono 74. Sono i dati del bollettino di oggi dell’Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il totale dei positivi è di 24.443 unità mentre il totale dei tamponi è di 751.931. I posti letto di terapia intensiva occupati sono 75 su 110 complessivi, i posti letto di degenza occupati sono 817 su 840 complessivi.