Giù le villette del clan Casamonica

 

 

Sono iniziate all’alba di questo mercoledì le operazioni di sgombero e abbattimento di otto costruzioni, tra villette abusive con piscina e capannoni, riconducibili all’organizzazione criminale dei Casamonica, in via Fratelli Marchetti Longhi 10, nella zona Romanina della Capitale, al confine con Comune di Ciampino. Le attività di ripristino della legalità nascono dal lavoro portato avanti nell’ambito all’Osservatorio territoriale della sicurezza del VII Municipio, diretto e coordinato da un dirigente della Prefettura di Roma, con la partecipazione di Roma Capitale e delle forze dell’ordine del territorio. L’operazione di oggi fa seguito allo sgombero e all’abbattimento, avvenuti il 20 novembre 2018, di otto villette dei Casamonica in via del Quadraro, risultato già conseguito dallo stesso osservatorio. Per le operazioni sono in campo circa 100 uomini tra agenti del commissariato Romanina, carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo e agenti di Roma Capitale.  ‘’Continua la nostra battaglia per riportare la legalità. Dopo le villette del Quadraro, stiamo abbattendo altri immobili abusivi del clan Casamonica da Roma. Grazie a Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale. Istituzioni unite vincono #ATestaAlta’’. Così in un tweet la sindaca di Roma Virginia Raggi.  "Con le demolizioni che avverranno oggi a via Fratelli Marchetti Longhi arriveremo a 18 immobili riconducibili alla famiglia Casamonica abbattuti", afferma  Monica Lozzi, presidente del Municipio VII, in un post su Facebook. "È la dimostrazione che quanto avvenuto due anni fa non è stato un intervento spot, ma l’inizio di un percorso costante nel tempo di recupero della legalità", aggiunge. 

C.O.





La Lombardia chiude. Dalle 23 alle 5 scatterà il coprifuoco

 

 

 

 

Coprifuoco in tutta la Lombardia da giovedì 22 ottobre. La bozza di ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza, inviata all’Anci e ai sindaci dei 12 capoluoghi di provincia che la devono valutare, prevede che dalle 23 alle 5 del mattino successivo ci si possa spostare solo per "comprovate esigenze lavorative" situazioni di necessità e urgenza e motivi di salute. Ed è in ogni caso permesso il rientro a casa. Sarà necessaria una autocertificazione e le sanzioni sono quelle previste dal decreto dello scorso 25 marzo sull’emergenza Coronavirus. La decisione del coprifuoco è stata presa dopo aver esaminato le proiezioni sui contagi che a fine mese, se non cambierà il trend, potrebbero portare fino a quattromila ricoveri nei normali reparti e a circa 500 in terapia intensiva.




Allarme Inail: Il virus prende forza nei posti di lavoro. Più contagi

 

Dal mese di settembre si è verificata una ripresa dei contagi da Covid sul lavoro in Italia, che complessivamente hanno raggiunto quota 54mila casi. Lo riporta l’Inail nel nono report nazionale, elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’istituto, pubblicato insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento sui contagi nelle Regioni. A fine settembre risultavano 1.919 contagi in più sul lavoro e altri 16 morti, con cui il totale dei decessi è salito a 319.  I decessi sono concentrati soprattutto tra gli uomini (84%) e nelle fasce 50-64 anni (69,9%) e over 64 anni (19,4%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. In quasi nove casi su 10 (89,3%) si tratta di lavoratori italiani. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale denunciate, il rapporto tra i generi si inverte – circa sette contagiati su 10 (70,7%) sono donne – e l’età media scende a 47 anni.  Rispetto alle attività produttive coinvolte dalla pandemia, rileva l’Inail, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – con il 70,3% delle denunce e il 21,3% dei decessi codificati precede l’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), in cui ricadono l’8,9% delle infezioni denunciate e il 10,7% dei casi mortali.  Gli altri settori più colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare) e le attività dei servizi di alloggio e ristorazione.  Con la ripresa delle attività, poi, è cresciuta l’incidenza di altre professioni sul totale delle infezioni da Covid-19 denunciate all’Inail. È il caso, per esempio, degli esercenti dei servizi di alloggio e ristorazione (passati dallo 0,6% del primo periodo al 3,5% di giugno-settembre), degli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia (dallo 0,5% all’1,4%) o degli artigiani e operai specializzati (dallo 0,2% al 4,8%).





Gualtieri: “Se conterremo i contagi il Pil sarà migliore delle stime”. Poi sul Mes: “Non ci sono 37 miliardi di benefici, ma risparmi sui prestiti di 300 mln l’anno”

 

“La previsione macroeconomica presentata nella Nadef resta valida. I rischi al ribasso esistono e non l’abbiamo certo nascosto”, ma “se riusciremo a contenere la ripresa dele infezioni da Covid-19 con misure selettive, sono fiducioso che i risultati del 2020-2021 non saranno lontani da quelli previsti, spero migliori per quanto riguarda il 2021”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista a Il Sole 24 Ore.

Il ministro sottolinea che quella in arrivo “è una manovra fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata su misure di corto respiro. Al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti”.

Per la riforma fiscale in particolare, oltre agli 8 miliardi già stanziati, Gualtieri ricorda che ci saranno anche le risorse derivanti dalla lotta all’evasione: “Non abbiamo indicato una cifra ex ante, ma siamo fiduciosi, in base al trend riscontrato prima dell’emergenza, che ex post ci saranno diversi miliardi agiuntivi che potremmo utilizzare per l’attuazione dei vari moduli della riforma”.  Poi sul Mes intervenendo a Radio 24: "Tra compliance che pensiamo sarà significativa, questi 8 miliardi e poi anche interventi interni al sistema fiscale di rimodulazione, noi pensiamo di poter arrivare una riduzione dell’Irpef di un certo rilievo". "Dico le stesse cose da maggio: sono favorevole al Mes anche perché l’ho negoziato io e so bene che non presenta nessun tipo di condizionalità. Spiego un fatto tecnico che il presidente del Consiglio ha spiegato, che il beneficio per l’Italia dell’utilizzo del Mes non sono 37 miliardi aggiuntivi ma sono i risparmi di interessi, 300 milioni all’anno. Ovviamente anche 300 milioni per un ministro dell’Economia sono una cifra significativa, quindi io sono favorevole all’utilizzo". "Nel dialogo con la Commissione - ha detto in un altro passaggio - ci sembra di capire che la quota del Next Generation Eu che rientra nel React Eu potrebbe essere molto più alta delle previsioni per il primo anno" proprio per dare la possibilità agli Stati di affrontare l’emergenza. In questo modo, ha aggiunto, "avremo dei margini per adattare la nostra risposta".

Red




Nuova operazione antidroga dei Carabinieri nella Capitale, sgominata organizzazione a Tor Bella Monaca

 

Prosegue il contrasto dei Carabinieri della Capitale alle piazze di spaccio nel quartiere di Tor Bella Monaca. Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone l’arresto di 15 persone (tra cui due donne), ritenute appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di cocaina, radicata nella città di Roma con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca. 

“Quella odierna – si legge nella nota dei Carabinieri – è solo l’ultima delle importanti e recenti attività investigative condotte dai Carabinieri e dalla DDA nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, finalizzate alla disarticolazione di consolidati sodalizi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere. Tali operazioni testimoniano non solo la costante attenzione degli inquirenti al fenomeno delittuoso ma altresì la capacità investigativa di monitorare, anche nelle fasi successive di importanti indagini, le evoluzioni dei sodalizi criminali, individuando, immediatamente, i nuovi vertici, al fine reprimere, ‘ab origine’ qualsiasi tentativo di riorganizzazione”.





Bordoni(Lega): “In VIII Municipio cantiere eterno di Roma70”

 

“Roma70: il parco di via Grotta Perfetta si presenta come l’ennesima incompiuta da questa Amministrazione, cantiere eterno che non apre mai, dove gli alberelli piantati hanno fatto in tempo ad appassire per la mancanza di opere idriche tanto che vanno ripiantati. Le ragioni di questa situazione che alterna una prolungata chiusura di oltre due anni ad una apertura solo annunciata risiedono in un impasse amministrativo tra Roma Capitale, VIII Municipio e il passaggio di consegne dal consorzio. Problemi burocratici che non consentono ai cittadini di utilizzare un parco per il quale i soldi pubblici oltre ad essere stanziati sono anche già stati spesi”. Così in una nota il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni. “Al primo posto dei problemi di un sindaco dovrebbe esserci quello di sbloccare opere che sono una ferita nei quartieri e che vanno restituite alla città – sottolinea il consigliere -. Specialmente in questa zona, dove un’opera del genere potrebbe essere una grande occasione di aggregazione per i ragazzi e le famiglie garantendo il distanziamento sociale nel rispetto delle regole del Covid. Chiederò la convocazione di una Commissione Ambiente per concordare le esigenze, la necessità e l’urgenza di dell’opera auspicando un confronto che non e’ mai avvenuto o quanto meno, nelle rare occasioni in cui c’è stato, non ha prodotto alcun frutto”, concludo.





Cgil, Cisl e Uil promuovono per il 3 novembre un dibattito video sulle partecipate di Roma Capitale

Il 3 Novembre da remoto Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio organizzano un dibattito pubblico al quale sono invitati a partecipare i presidenti dei gruppi consiliari di Roma Capitale Marcello De Vito, Alessandro Onorato, Andrea De Priamo, Antongiulio Pelonzi, Giorgia Meloni, Maurizio Politi, Stefano Fassina, Svetlana Celli, Davide Bordoni. “Insieme a loro vorremmo discutere – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Michele Azzola, Carlo Costantini, Alberto Civica – dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi pubblici locali erogati a Roma che sono ancora molto distanti dagli standard europei e che negli ultimi anni o non sono migliorati o addirittura hanno visto un peggioramento. Ad un anno dallo sciopero dei lavoratori delle aziende partecipate di Roma non si registrano avanzamenti nei diversi confronti che abbiamo tentato di aprire o di avviare per tutelare tutti quei lavoratori che forniscono servizi fondamentali alla cittadinanza”. “In questi ultimi dodici mesi la sindaca e gli assessori sono sfuggiti a qualsiasi confronto, hanno messo in campo iniziative non concordate, che in moltissimi casi non sono approdate a nulla, e hanno agito senza coordinarsi – affermano ancora i segretari generali di Cgil Cidl Uil Michele Azzola, Carlo Costantini, Alberto Civica -. E i risultati sono visibili a tutti. La mancanza dell’azione politica ha creato e continua a creare disservizi, inefficienze, spreco di risorse pubbliche, precarietà, bassi salari, lavoro povero”. “Inoltre molte aziende non sono in regola con i bilanci e Cgil Cisl e Uil non riescono ad avere un confronto sui bilanci preventivi di Roma Capitale – sottolineano -. In questa situazione le società partecipate viaggiano in ordine sparso, non hanno una visione, una strategia e un modello gestionale comune. Ma nonostante tutto questo non vogliamo rinunciare a proporre idee, soluzioni e progetti che saremo ben lieti di discutere il 3 novembre”, concludono Azzola, Costantini e Civica.





Sindacati dei tassisti: “Raggi lontana”. Protesta delle auto bianche davanti all’assessorato alla mobilità”

 

“Saremo in presidio (mercoledì 21 ndr) davanti alla sede dell’assessorato alla città in movimento, in via Capitan Bavastro, per manifestare tutta il nostro disappunto”. Lo dichiarano in una nota le segreterie romane di Fit-Cisl Lazio, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Usb taxi, Uritaxi, Uti, Ati Taxi e Associazione Tutela Legale Taxi. “Questa iniziativa di protesta nasce dopo l’ennesima scelta bislacca messa in campo dall’assessore Pietro Calabrese, con cui si è deciso in piena recrudescenza pandemica, con un atteggiamento arrogante, di aumentare l’offerta di vetture in servizio, inondando così i posteggi di taxi che nessuno prende, salvo a distanza di pochi giorni, fare retromarcia e cambiare nuovamente le turnazioni – spiega la nota – . Atteggiamento tipico di un’amministrazione che dispone liberamente, senza alcun tipo di confronto su dati reali, della disponibilità di una flotta di vetture che non le costano nulla, ma che in piena emergenza Covid, con un crollo dei flussi turistici e degli spostamenti per motivi di lavoro, non è riuscita però a fornire alcun tipo di sostegno o aiuto economico alla nostra categoria”. Unica eccezione, sottolineano i sindacati “la distribuzione di due mascherine ad operatore e qualche colomba pasquale, con la sindaca Raggi in posa per la tradizionale foto ricordo. Categoria però tranquillamente utilizzata nel periodo più buio della pandemia, senza alcun costo per la collettività, come unica forma di trasporto pubblico nelle ore serali e notturne, poiché nei mesi più bui del conteggio i servizi di linea furono sospesi, ed oggi come allora, incurante dei rischi a cui sono potenzialmente esposti i tassisti, l’assessore Calabrese li umilia nuovamente gettandoli in strada, considerandoli di fatto, alla stregua di semplice carne da cannone”, concludono




E’ Giovanni Acampora (Confcommercio), il nuovo Presidente della super Camera di Commercio di Latina e Frosinone (Lazio Meridionale)

 

È Giovanni Acampora il nuovo presidente della Camera di Commercio di Latina e Frosinone. A decretarlo i 33 consiglieri dell’ente appena costituito in versione accorpata. Fino alle 24 ore precedenti la nomina c’era un solo candidato, Marcello Pagliacelli di Unindustria, che poi si è trovato a contendersi il posto proprio con il presidente di Confcommercio Lazio Sud, uscito vincitore con 20 voti (12 per Pigliacelli e 1 scheda bianca). Si è arrivati dunque ad una conclusione per l’iter che, lo scorso 7 ottobre, ha visto una votazione chiudersi con un nulla di fatto: in entrambi i turni di votazione erano finite soltanto schede bianche e per vincere servivano almeno 17 voti. Ora l’ente ha un suo presidente. La vittoria di Acampora è frutto di una breve ma intensa trattativa tra le forze sociali che non avevano garantito il voto a Pigliacelli. Tra queste Confcommercio, ConfimpreseItalia, Confagricoltura, i Sindacati, le associazioni delle professioni e probabilmente anche qualche consigliere malpancista nei confronti del Presidente uscente. Quello che è certo è che si tratta di una svolta per quei territori, visto che è la prima volta che vivranno l’accorpamento anche in termini camerali.





D’Amato (Regione Lazio): “Allo Spallanzani efficaci i tamponi rapidi”

“Dall’Istituto Spallanzani giunge un’ottima notizia che consentirà di evitare 1/4 delle validazioni successive ad un test rapido antigenico di natura quantitativa ossia il cosiddetto tampone rapido. Questo significa contribuire ad evitare il secondo tampone molecolare di convalida se il cut-off (soglia analitica) è superiore a 10”. Cosi l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Questa indicazione ufficiale dello Spallanzani e del laboratorio di virologia verrà inviata a tutte le strutture del Servizio sanitario regionale. Si conferma la validità, in questa fase, dei tamponi rapidi come elemento fondamentale nell’ambito dello screening di soggetti asintomatici. Nei prossimi giorni inizierà la distribuzione dei kit ai medici di medicina generale che hanno  aderito alla manifestazione di interesse”.





Fauci, Trump e il Padrino: “Niente di personale, solo affari”

 

 Il virologo numero uno della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, Anthony Fauci, ha risposto agli attacchi del presidente Donald Trump contro di lui, definendoli “una distrazione” e sottolineando di voler continuare a fare il suo lavoro.

In un’intervista alla KNX Radio di Los Angeles Fauci ha risposto a una domanda sulla possibilità di lasciare il suo incarico alla Casa Bianca citando il “Padrino”: “Dipende se la prendi sul personale. Io sono concentrato totalmente sulla salute e sul welfare delle persone in questo Paese. Questo è quello a cui ho dedicato 50 anni della mia carriera”, ha detto Fauci.

“Questo è quello che mi preoccupa davvero. Per il resto come nel Padrino, ‘Niente di personale, solo affari’”, ha aggiunto Fauci. Ieri in un audio diffuso dai media si sente il presidente Trump che sostiene che la gente è stanca di sentire parlare della pandemia e ha criticato Fauci definendo “un disastro”. “Preferirei non commentare e continuare a fare quello che stiamo davvero tentando di fare”, ha detto Fauci.





La Corte Suprema Usa dice sì ai voti per corrispondenza in Pennsylvania. Scivolone per Trump

 

Schiaffo della Corte suprema Usa al presidente Donald Trump e ai repubblicani: il massimo organo giudiziario americano ha deciso che in Pennsylvania, uno degli Stati in bilico più importanti, i voti per posta saranno contati se saranno ricevuti entro tre giorni dall’election day anche se privi di un timbro postale leggibile. Una vittoria per i dem, perché il presidente Usa e il Grand Old Party chiedevano che fossero contate solo le schede consegnate entro l’election day. Quattro giudici si sono espressi contro ma il presidente John Roberts si è schierato con i tre togati liberali.





Scoop del New York Times: “Conto corrente bancario di Trump in Cina”

 

Il presidente americano Donald Trump ha un conto corrente in una banca cinese. E’ quanto emerge dai documenti tributari ottenuti dal New York Times, secondo cui il conto è gestito dalla Trump International Hotels Management L.L.C., che ha pagato tasse in Cina per 188.561 dollari tra il 2013 e il 2015.

Nelle scorse settimane il quotidiano americano ha rivelato, analizzando i documenti, che il presidente ha pagato 750 dollari di tasse federali nel 2016 e 2017.

Trump è stato sempre molto duro verso le aziende americane che fanno affari in Cina e ha lanciato una guerra commerciale contro Pechino. Durante la campagna elettorale, il presidente americano ha più volte accusato lo sfidante democratico Joe Biden di essere tenero verso la Cina, mentre i repubblicani del Senato hanno redatto un rapporto in cui sostengono, tra le altre cose, che il figlio di Biden, Hunter, “ha aperto un conto in banca” con un uomo d’affari cinese.

Contattato dal Nyt, il leader della Trump Organization, Alan Garten, ha ammesso che l’azienda “ha aperto un conto in una banca cinese con uffici negli Stati Uniti per pagare le tasse locali” assosciate alle iniziative imprenditoriali avviate nel Paese.

“Non si è mai concretizzato alcun accordo, transazione o altra attività commerciale”, ha aggiunto Garten, precisando che “sebbene il conto bancario rimanga aperto, non è mai stato utilizzato per altri scopi”.




Tentato omicidio a sfondo razziale, arrestati padre e due figli a Modena

 

Un uomo di 53 anni e i suoi due figli, di 30 e 24 anni, sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio aggravato da discriminazione e odio razziale. Alla base delle accuse c’è l’aggressione compiuta nei confronti di un ragazzo di 22 anni originario del Burkina Faso.





Turiste minorenni inglesi violentate nel materano, altri 4 arresti

 

Altri quattro giovani, di età compresa fra 23 e 19 anni, sono stati arrestati dalla polizia nell’ambito delle indagini sulla violenza sessuale di gruppo subita da due turiste minorenni di nazionalità inglese, la notte del 7 settembre, in una villa di Pisticci (Matera). I quattro si trovano nel carcere di Matera, dove già sono detenuti i loro presunti complici. 





Stragi di mafia del 1992, condannato all’ergastolo il super boss Matteo Messina Denaro

 

Sono passate 14 ore di camera di consiglio la Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta da Roberta Serio, per arrivare al verdetto che ha condannato all’ergastolo il boss latitante Matteo Messina Denaro per le stragi del ’92 di Capaci e Via D’Amelio costate la vita ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e agli agenti delle loro scorte. Capo della mafia trapanese, Messina Denaro è ricercato dal 1993.  Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal procuratore aggiunto Gabriele Paci, il boss Matteo Messina Denaro avrebbe determinato all’interno di Cosa nostra "un clima di unanimità senza il quale il capomafia corleonese Totò Riina non avrebbe potuto portare avanti i suoi piani stragisti, se non a rischio di una guerra di mafia". 

"Non è sostenibile - ha spiegato il magistrato durante la requisitoria, conclusasi con una richiesta di condanna all’ergastolo per il padrino latitante - che Totò Riina avrebbe comunque intrapreso quella strada senza avere il consenso di Cosa nostra, perché se ci fosse stato il dissenso dei vertici di una delle province ci sarebbe stata una guerra". La storia di quegli anni, dunque non sarebbe stata la stessa se Messina Denaro non avesse appoggiato la linea del padrino corleonese e se non avesse aiutato Riina a stroncare sul nascere le voci del dissenso interno.  

Quello che si è concluso è il terzo processo che si celebra a Caltanissetta per la strage di Capaci e il quinto celebrato per la strage di via D’Amelio. Nelle altre tranche sono stati condannati a vario titolo capimafia ed esecutori materiali dei due attentati.

 La Corte d’Assise di Caltanissetta ha disposto provvisionali immediatamente esecutive per tutte le parti civili. Alle vedove e ai figli delle vittime sono stati liquidati 500mila euro ciascuno, 300mila ai fratelli, mentre ai nipoti somme tra i 10 e i 50mila euro. Centomila euro sono andati ai tre superstiti degli attentati di Capaci e Via D’Amelio: Angelo Corbo, Giuseppe Costanza e Antonio Vullo.





Campania e il Covid, da venerdì coprifuoco a partire dalle 23

 

 “Ci prepariamo a chiedere in giornata il coprifuoco, il blocco delle attività della mobilità da questo fine settimana”. A dirlo è il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca. “Volevamo partire dall’ultimo week end di ottobre ma partiamo ora, si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l’onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia” conclude.





La Liguria si blinda, scatta il divieto totale di assembramento

 

“Stiamo per diramare il divieto totale di assembramento in tutta la Liguria. Vogliamo che in questo momento ci sia da parte di tutti i cittadini la massima attenzione. Estendiamo inoltre il divieto di manifestazioni di ogni genere per l’intero territorio regionale”. Lo ha annunciato il governatore della Liguria, Giovanni Toti, facendo il punto sull’emergenza Coronavirus.





Arcuri e il Covid nelle scuole: “Contagi 5 volte sotto la media”

 

 “Nelle scuole oggi i contagi degli studenti sono lo 0,15%, cinque volte sotto la media italiana; dei docenti lo 0,32%, dei non docenti lo 0,28%. Forse il lavoro svolto non è stato sbagliato. La scuola oggi è uno dei luoghi più protetti”. Lo dice il commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri in una intervista al Corriere della Sera.

“Per la scuola – spiega – ho un budget di 461 milioni per banchi, gel, mascherine e distribuzione. Ogni giorno 11 milioni tra studenti e docenti ricevono una mascherina chirurgica gratuita in 40 mila istituti. I contratti stipulati per banchi e sedie valgono 325 milioni, di cui una piccola quota per le sedute innovative. In totale 2,1 milioni di banchi tradizionali e 430 mila a rotelle: quello che ci hanno chiesto i dirigenti scolastici”.





Contagi, Conte e il Governo pensano a una strategia che preveda misure restrittive localizzate”

 

“Siamo in una situazione completamente differente rispetto alla prima ondata e non possiamo riproporre la stessa strategia, eravamo impreparati e non avevamo neanche le mascherine. Ci siamo trovati costretti a un lockdown generalizzato. Adesso siamo in una situazione sensibilmente diversa, abbiamo potenziato il sistema sanitario, facciamo 160 mila test al giorno, siamo in grado di distribuire 20 milioni di mascherine. Dobbiamo affrontare la pandemia con una strategia diversa, con un sistema di monitoraggio sofisticato ed ecco perchè ci sono misure restrittive localizzate”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa con il premier spagnolo Pedro Sanchez a Palazzo Chigi, a proposito delle misure di ‘coprifuoco’ decise da alcune regioni.

“Abbiamo costruito un quadro – ha aggiunto – che dovrebbe consentirci di avere misure restrittive che possono essere disposte a livello territoriale laddove la situazione diventi preoccupante. Quello che raccomandiamo è mantenere un coordinamento nazionale e un costante dialogo e collaborazione in particolare con il ministro della Salute. Solo così possiamo mantenere una reazione coordinata più forte e vigorosa”, ha concluso.





Appello del ministro della Salute, Speranza: “Evitate spostamenti ed uscite inutili”

 

Appello dal ministro della Salute Roberto Speranza che ha parlato nella setata di martedì ai microfoni de La 7. "Lavoriamo giorno e notte - ha detto - per evitare il lockdown ma i numeri dei prossimi giorni non sono scritti in cielo, dipendono dalle misure, serve porre rimedio nel più breve tempo possibile, e chiedo alle persone di fare uno sforzo per evitare spostamenti inutili, uscite inutili. Dobbiamo provare a spiegare la curva da subito. Sulla base di 21 parametri di monitoraggio poi decideremo le misure". "Oggi c’è ancora margine per piegare la curva". 

"Siamo determinatissimi ad affrontare questa crisi, abbiamo sempre tenuta alta la soglia di attenzione. Il ssn nazionle ora è più forte: sono state assunte 33 mila persone, produciamo fino a 30 milioni al giorno di mascherine, non siamo a marzo. È giustissimo che nei territori dove c’è maggiore difficoltà si possano, anzi si debbano assumere decisioni più dure. Con misure specifiche tarate su ogni singolo territorio".

"La situazione - ha spiegato - è molto seria. Bisogna dire fino in fondo come stanno le cose. La curva cresce. Serve uno sforzo in più da parte di ciascuno. Nelle prossime ore bisogna alzare il livello di attenzione". Ci sono attività essenziali e "altre si possono spostare e rinviare".




Crisanti: “Situazione molto preoccupante, lo dicono i numeri”

 

“La situazione è sicuramente molto preoccupante, lo dicono i numeri. Anche retrospettivamente guardando a come stavamo a fine giugno e luglio, quando avevamo 150 casi, sicuramente i numeri di oggi dimostrano che non si è fatto abbastanza per consolidare questi risultati. A questo punto rimangono le solite misure restrittive, che speriamo riducano i contagi e che non si arrivi a misure estreme di lockdown”. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24 Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

“Rimane sempre il problema di come consolidare i guadagni fatti riducendo la trasmissione – ha aggiunto -. Una volta ridotta la trasmissione, supponendo di tornare ad avere pochi casi al giorno, quali strumenti abbiamo per tenerli bassi? Altrimenti si continua con questa altalena che è distruttiva per la qualità della vita che per l’economia”.

Per Crisanti “bisogna creare una rete di controllo e di tracciamento sul territorio che permetta di bloccare le catene di trasmissione, altrimenti non se ne esce”. “Questa rete – ha continuato – se c’è sicuramente non è sufficiente e già diverse Regioni hanno ammesso di non essere in grado di fare nessun tracciamento e di non essere in grado di bloccare la trasmissione, questo è il vero problema. Supponiamo di controllare questa ondata in quattro o sei settimane nella migliore delle ipotesti e se tutto funziona, e poi cosa facciamo? Rimuoviamo le restrizioni e i contagi ripartono? Questa catena si rompe soltanto creando un sistema di sorveglianza nazionale omogeneo in gradi di tracciare i contatti che permetta di isolare in maniera sistematica i contagiati”.

Quanto ai tamponi rapidi, per il virologo “hanno dei grossi problemi e a mio avviso non dovrebbero essere usati in azioni né di sorveglianza né di prevenzione. Purtroppo hanno una sensibilità che è intorno al 70%, perché su dieci positivi ne mancano tre”.

Infine, Crisanti sottolinea: mandare messaggi dicendo che avremo il vaccino fra uno o due mesi sicuramente intercetta le aspettative di tutti quanti, ma lo vedo piuttosto irrealistico”. “Forse – ha spiegato – fra due mesi qualcuno dirà che abbiamo un vaccino, ma tra dirlo e fare uno studio pilota e poi distribuirlo passano tanti mesi”.





Banche, Abi: impennata dei prestiti a famiglie e imprese, settembre +4,8%

 

 Accelerano i prestiti bancari a famiglie e imprese, per effetto delle moratorie legate al coronavirus, di un maggiore utilizzo della linee di credito e delle garanzie statali sui finanziamenti. Lo afferma l’Abi nel rapporto mensile, secondo cui a settembre i prestiti ai nuclei familiari e alle aziende sono aumentati del 4,8% rispetto a un anno prima, dopo il +4,1% di agosto.

In accelerazione, sottolinea Palazzo Altieri, anche il totale dei finanziamenti all’economia, con un +3% a settembre dopo il +2,7% del mese prima. Ad agosto in particolare, per i prestiti alle imprese c’è stato un aumento del 6% su base annua, mentre per i finanziamenti alle famiglie c’è stata una crescita dell’1,9%.





Bce ha acquistato 600 mld di titoli con programma antiCovid Pepp

 

Ha già superato la soglia dei 600 miliardi di euro l’ammontare di titoli rilevati dalla Bce con il Pepp, il programma di acquisti antipandemico per cui ha previsto una dotazione complessiva di 1.350 miliardi. Prevalentemente si tratta di acquisti di titoli pubblici e al 16 ottobre scorso, secondo gli ultimi dati forniti dalla stessa istituzione erano stati accumulati bond complessivamente per 600,592 miliardi di euro. 

Il riaggravarsi dei contagi delle ultime settimane e i timori di perdita di slancio della ripresa post crollo pandemico ha alimentato gli interrogativi sulla possibilità che la Bce torni a rimodulare il suo armamentario di misure espansive. Il Consiglio direttivo tornerà a riunirsi mercoledì e giovedì prossimi. Il Pepp è previsto proseguire fino al giugno del 2021.

 





Dombrovskis: “Se non basteranno i 750 miliardi del Recovery Fund, l’Europa pronta a reagire con nuove proposte”

 

 

Per rilanciare le economie europee basteranno i 750 miliardi del Recovery Fund approvati a luglio, in un periodo in cui il peggio sembrava ormai alle spalle? “Se necessario siamo pronti a reagire con nuove proposte”, assicura Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, in una intervista alla Stampa. Ma ora, dice, l’im-portante è far partire al più presto il “vecchio” piano: Bruxelles spera di poter erogare i primi fondi “entro la fine della primavera”, ma è necessario che l’iter legislativo si concluda al più presto. E al momento i negoziati sono in fase di stallo. “La priorità in questo momento è far partire il piano. Perché bisogna ancora finalizzare il processo legislativo, ratificare la decisione in tutti i parlamenti nazionali, i governi devono ancora disegnare i loro piani nazionali… Stiamo parlando di un pacchetto considerevole: 1.800 miliardi tra il bilancio Ue e il piano Next Generation Eu. Per questo è importante che i soldi arrivino alle economie. Certamente continuiamo a monitorare la situazione da vicino e restiamo pronti a reagire con nuove proposte, se necessario”, afferma. “Noi speriamo di essere in grado di erogare i fondi nella prima parte del 2021, entro la fine della primavera. Ma per far sì che ciò accada è importante che il processo legislativo si concluda. Per questo faccio appello al Consiglio e al Parlamento Ue affinché si arrivi a un accordo rapidamente: l’economia Ue ne ha bisogno. Sollecito poi i governi a ratificare la decisione. Il tempo stringe: prima arriveranno i soldi e meglio sarà per le nostre economie”, rileva. “Il Recovery Fund arriva dopo altre misure decise per una risposta immediata alla crisi: Sure, il fondo della Bei, l’ini-ziativa per riprogrammare i fondi Ue e il Mes. Si tratta di strumenti già a disposizione, pronti ad aiutare gli Stati. La linea di credito del Mes è fatta su misura per questa crisi. Non ci sono condizionalità e l’unico prerequisito è che i soldi siano usati per spese sanitarie dirette e indirette. Spetta ai singoli governi dell’Eurozona decidere se utilizzarla: in caso di necessità, i soldi sono già a disposizione”, sottolinea Dombrovskis.





Crimi: Stati generali M5S online, rinviati di una settimana

 

 “Gli Stati Generali del Movimento 5 stelle si svolgeranno regolarmente”: lo ha scritto Vito Crimi sul Blog delle stelle, annunciando che a causa dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria le assise nazionali, originariamente previste sotto forma di assemblea fisica a Roma il 7 e l’8 novembre, si svolgeranno invece online e saranno rinviate di una settimana. 

“La pandemia che stiamo attraversando – ha sottolineato il capo politico reggente del M5S – richiede assunzione di responsabilità da parte di noi tutti e assoluto rispetto delle norme igienico sanitarie e delle restrizioni. Gli Stati Generali del Movimento 5 stelle sono un momento di confronto ormai non rinviabile, ma in ottemperanza alle disposizioni assunte del Governo, l’incontro nazionale non potrà che essere svolto a distanza”. 

“Per poter predisporre la modalità telematica che consenta ai tavoli di lavoro di potersi confrontare approfonditamente, la due giorni di chiusura – ha concluso Crimi – dovrà essere rinviata di una settimana e pertanto si svolgerà nelle date del 14 e 15 novembre”.





Da Palazzo Chigi puntualizzano: “Non è previsto, per ora un nuovo Dpcm, ma non si può escludere”

 

Un nuovo Dpcm con misure più restrittive “non si può escludere”, ma al momento il governo non ha intenzione di varare un altro provvedimento per contenere la pandemia. È quanto spiegano fonti di palazzo Chigi, che hanno avuto contatti con agenzie di stampa, quotidiani radio e televisioni,  precisando quanto scritto da alcuni quotidiani circa appunto l’intenzione di varare un nuovo Dpcm: “Si tratta soltanto di mere ipotesi che non trovano alcun fondamento allo stato attuale perché è tutto vincolato all’andamento della curva epidemiologica, su cui c’è la massima attenzione da parte del Governo”.

“In questa fase di continua emergenza, con la situazione in costante evoluzione – spiegano le stesse fonti – certamente non si può escludere che possano essere adottati nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure. Azzardare o ipotizzare adesso, quindi, nuovi e imminenti decreti rischia soltanto di creare confusione e incertezze tra i cittadini”.

Inoltre il Governo, hanno spiegato le stesse fonti, “in queste ore sta continuando a lavorare in stretto contatto con le Regioni e le Autonomie locali per coordinare l’adozione di misure specifiche legate ad aree territoriali dove si riscontrano maggiori criticità”.




Allarme del Cts: “Siamo in una fase estremamente critica”

 

“Siamo in una fase estremamente critica e “non possiamo più perdere tempo”, l’avvertimento arriva chiaro dal presidente del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, intervenuto al webinar organizzato dall’università cattolica – Policlinico Gemelli “Pandemia di Covid-19 in Italia: riflessione sugli aspetti epidemiologici, clinici e di Sanità pubblica”.

“Siamo entrati in una seconda fase che era ben nota a tutti, sapevamo della stagione invernale e del problema della sovrapposizione con il virus dell’influenza stagionale non ci voleva una laurea per sapere che due cose messe insieme avrebbero causato un aggravio e abbiamo avuto tanto tempo per prepararci”, ha sottolineato Miozzo, aggiungendo: “Io mi chiedo se il sistema complessivo ha usato quel tanto tempo per prepararsi adeguatamente”. Ma “quando vedo i drive-in con i casi sospetti per ore in fila ho la sensazione che la risposta sia drammaticamente negativa, non abbiamo fatto tutto quello che avremmo potuto fare”.

E ora “non possiamo più perdere tempo in elaborazioni varie aspettando di vedere cosa succede, stiamo andando verso una fase estremamente critica”.

In poche parole “il tempo corre e ne abbiamo perso fin troppo”, ha concluso Miozzo, dopo aver ricordato la competenza in materia regionale, e che il Cts può solo “sollecitare” non decidere.





Lombardia, almeno 4000 contagi in 24 ore. Ripartono gli ospedali di Fiera Milano e Bergamo

 

Sono oltre 4000 i nuovi contagiati da Covid in Lombardia, dopo i risultati sui circa 36 mila tamponi eseguiti. Sono numeri record per la regione che portano il rapporto tamponi/positivi circa all’11%, rispetto al 9,3% di ieri. Dei nuovi positivi circa 300 sono ricoverati in reparti covid e un decina in più sono i pazienti in terapia intensiva. Il precedente record di casi positivi era del 21 marzo scorso con 3251 positivi ma un numero di tamponi molto più contenuto. Per gestire l’emergenza, oltre che il coprifuoco già previsto e decretato per giovedi, ripartono anche "le strutture sanitarie temporanee allestite nei padiglioni della Fiera di Milano (nella foto) e di Bergamo riaprono nei prossimi giorni e garantiranno al sistema lombardo i primi 201 posti lettoaggiuntivi di cure intensive, che saranno gradualmente occupati". A darne notizia il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della riunione della Giunta che ha varato uno specifico provvedimento in materia, proposto dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera.