Ha tentato du rubare smartphone a una ragazza, ma finisce al fresco

 

Nella tarda mattinata di domenica, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Parioli e della Stazione Roma Fidene hanno arrestato un 31enne romano con l’accusa di tentata rapina. L’uomo, in largo Guido Mazzoni, ha avvicinato una ragazza romana di 21 anni e dopo averla aggredita e scaraventata a terra, ha tentato di sfilarle dalle mani il suo smartphone. 

Le urla della vittima hanno messo in fuga l’aggressore e attirato l’attenzione dei Carabinieri, già in zona per un servizio di controllo del territorio. I militari sono immediatamente accorsi sul luogo dell’aggressione e raccolta la testimonianza della vittima, si sono messi alla ricerca dell’autore del reato, che è stato rintracciato pochi istanti dopo mentre tentava di allontanarsi dalla zona. 

Per l’uomo sono scattate le manette ai polsi e il trasferimento in caserma, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito direttissimo.





Malgrado il lockdown spacciavano, arrestati in quattro

 

 

Nonostante le prescrizioni inerenti al contrasto al Covid 19 del mese di aprile, continuavano la propria attività di spaccio di sostanze stupefacenti. La linea di droga tra Carpineto Romano ed Artena, paesi nella provincia romana, è stata interrotta dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro che, seguendo le direttive della Procura della Repubblica di Velletri, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari procedendo all’arresto di 4 persone, dai 27 ai 51anni, due di Carpineto Romano e due di Artena, di cui tre con precedenti di polizia a vario titolo, con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Colleferro insieme ai colleghi della Stazione di Carpineto Romano, supportati nella giornata odierna da quelli della Stazione di Artena e del Nucleo cinofili di Ponte Galeria, ha avuto il suo fulcro d’attenzione, nei mesi di aprile, maggio e giugno, il territorio di Carpineto Romano dove il 49enne e il 27enne, padre e figlio, con frequenza giornaliera, raggirando le misure imposte dal lockdown, cedevano sostanza stupefacente del tipo cocaina ed hashish ( rispettivamente chiamati in codice dagli arrestati “quella bona” e “quello scura”) ad assuntori, di tutte le età, non solo del proprio Paese di residenza, ma anche di Montelanico, Colleferro e della provincia di Latina.

Gli accertamenti dell’aliquota operativa e dei Carabinieri di Carpineto Romano oltre ad accertare l’attività di spaccio dei pusher hanno ricostruito, tramite lunghi pedinamenti ed osservazioni, anche il loro canale di approvvigionamento: due fratelli, 47 e 51anni, di Artena.

Per tre degli indagati sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per il 49enne di Carpineto Romano è stato tradotto dai Carabinieri in carcere, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.





E’ morto Giovanni Bartoloni, storico Portavoce alla Regione Lazio

 

 

Giovanni Bartoloni, portavoce del vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori e del presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, non ce l’ha fatta. Il coronavirus lo ha ucciso a 51 anni. Ricoverato in terapia intensiva allo Spallanzani, si è aggravato nella notte tra sabato e domenica. Lo piange la Regione Lazio, dove era entrato nel 2013 come portavoce dell’allora presidente del Consiglio, Daniele Leodori. Tra i suoi incarichi era stato portavoce del presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra; responsabile delle relazioni con i media di Alitalia; portavoce dell’amministratore delegato di Equitalia e aveva avuto anche un’esperienza al Parlamento europeo. “Giovanni Bartoloni non ce l’ha fatta. È un dolore grande, tremendo. Ci mancheranno la sua grande professionalità e il suo sorriso, la sua energia e la sua ricchezza d’animo. Ci mancherai Giovanni. Un abbraccio forte da tutti noi ai tuoi cari”. Lo scrive su twitter Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio.

(DIRE)





Cna e le nuove chiusure: “Senza misure straordinarie impossibile restare in piedi”

 

La CNA di Roma ritiene che i sacrifici fatti per resistere agli effetti della pandemia dagli operatori economici attivi nel turismo, nella ristorazione, nell’artigianato, nell’organizzazione di congressi, fiere, eventi e cerimonie, così come nel cinema, nel teatro e nelle associazioni sportive, “rischino di essere stati vani a causa delle restrizioni imposte dall’ultimo DPCM”.  A seguito dell’annuncio delle nuove misure, “il barlume di speranza che si era acceso con la fine del lockdown è tragicamente scomparso – spiega la Cna in una nota – Tutti gli investimenti messi in campo dagli operatori economici per ripartire non produrranno alcun effetto a causa delle nuove regole in vigore da oggi e le chiusure imposte provocheranno perdite insostenibili per la continuità aziendale. Per tutte quelle attività che avevano ricominciato a lavorare almeno di sera, come i ristoranti, il fatturato del periodo sarà vicino allo zero”.  La CNA di Roma “non intende entrare nella disputa scientifica, commentando se la misura sia utile o meno a rallentare la pandemia, per quello ci sono gli scienziati che ringraziamo per il loro lavoro e che potranno indicare i percorsi migliori da attuare. Tuttavia, ci saremmo aspettati che in questi mesi la macchina pubblica si fosse mossa con la dovuta velocità, adottando provvedimenti facilmente comprensibili anche da chi, come gli imprenditori, si occupa di altro”.





Gli auguri del Presidente della Regione Lazio Zingaretti ai nuovi cardinali

 

“Porgo i miei più sinceri auguri ai nuovi 13 Cardinali nominati da Papa Francesco e in particolare a coloro i quali hanno avuto un lungo e significativo percorso pastorale nella regione Lazio”, questo il messaggio del presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, che ricorda: “Mons. Enrico Feroci, già direttore della Caritas di Roma e parroco a Santa Maria del Divino Amore, Sua Eccellenza Mons. Augusto Paolo Lojudice, già Vescovo ausiliare di Roma, e Sua Eccellenza Monsignor Marcello Semeraro, attuale Vescovo di Albano, si sono contraddistinti per essersi messi al servizio della comunità e in particolare delle persone più fragili che vivono nei comuni della nostra regione”. 

“Tutte esperienze che – conclude – sono sicuro, saranno fondamentali per il compito importante che sono chiamati a svolgere in particolare in questo delicato periodo storico che stiamo vivendo”.

 




In poche ore nel Lazio 5000 prenotazioni per i test in drive-in

 

“Da martedì 27 nei drive-in di Roma si accederà solo con la prenotazione online. Questa scelta è stata necessaria per gestire meglio i notevoli flussi di accesso. Con la prenotazione online si riducono notevolmente le attese poiché l’anagrafica viene già predisposta e i nostri operatori lavorano in maniera più serena. Solo stamane, all’apertura del servizio, vi sono state già oltre 5 mila prenotazioni online”. Lo ha spiegato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. 

“Voglio ringraziare tutti gli operatori sanitari che stanno con professionalità e grande spirito di abnegazione svolgendo un ruolo indispensabile e i tecnici di LAZIOcrea che hanno consentito in una settimana di rimodulare un servizio che ogni giorno riguarda migliaia di cittadini. Rivolgo pertanto un invito a non recarsi ai drive-in di Roma senza la necessaria prenotazione online, per prenotare basta la tessera sanitaria e il numero della ricetta dematerializzata fatta dal proprio medico di famiglia” ha concluso.





Tamponi anti-Covid, pronti a scendere in campo 300 medici di base

 

Nei prossimi giorni la rete di presidio Uscar che filtra l’accesso ad ospedali e pronto soccorso nel Lazio sarà potenziata dal lavoro di circa 300 medici di medicina generale pronti ad effettuare nel loro studio tamponi antigenici. Lo annuncia la Fimmg, ricordando che già oggi sono 21 le Uscar, unità mobili speciali di continuta’ assistenziale regionali che stanno presidiando il territorio. Oltre 50 medici a bordo e 30 infermieri 80 professionisti in trincea da giorni, ogni giorno della settimana.  Le unità in queste ore saranno impegnate per effettuare tamponi rapidi su richiesta delle Aziende sanitarie, le stesse Uscar saranno utilizzate anche per le visite domiciliari. Ieri cinque pazienti che avevano richiesto l’intervento del 118 sono stati visitati a casa, uno è risultato positivo tutti e cinque non sono arrivati al pronto soccorso degli ospedali una modalità di intervento che sara’ sicuramente potenziata .  La scaletta operativa prevede ‘effettuazioni di tamponi rapidi su pazienti in strutture indicate dalle Asl , tamponi molecolari, valutazioni cliniche, supporto ai medici di medicina generale nel territorio”.




Elicottero privato precipita sul monte Breitorn, (Massiccio del Rosa). Morto un uomo, ferito gravemente un secondo

 

Un elicottero privato la notte scorsa è precipitato mentre era in sorvolo sul monte Breithorn, nella catena montuosa del Monte Rosa, al confine con la Svizzera. A bordo c’erano due occupanti, entrambi italiani: uno è morto, l’altro è rimasto ferito in modo grave.

L’operazione di ricerca è stata condotta dal Soccorso Alpino Valdostano, in seguito ad un allarme (ELT-Emergency locator transmitter) di incidente lanciato dall’elicottero. Sul posto ha operato una squadra composta da tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e Sagf via terra, mentre un elicottero di Air Zermatt eseguiva un sorvolo. L’elicottero privato che aveva emessoál’allarme stato avvistato dalle squadre via terra poco prima della mezzanotte. L’incidente si è verificato nella zona di Cime Bianche, a quota 3000 metri, in una zona impervia fuori dalle piste da sci.

I soccorritori hanno raggiunto il mezzo ed hanno recuperato i due occupanti. A causa della pessima visibilità dovuta a nubi in quota e alla nebbia, si è procedutoáportando il ferito in una zona più in alto, raggiungibile dall’elicottero. Il paziente è stato preso in carico dal servizio sanitario svizzero e portato all’ospedale di Berna in condizioni gravi.La dinamica dell’incidente è in fase di valutazione.





Torna il maltempo con 48 ore di piogge e vento forte

 

Fino a mercoledì l’Italia sotto l’acqua. Tutto ciò è dovuto a causa di una perturbazione di origine atlantica che ha raggiunto il nostro Paese portando piogge e venti forti sulle regioni centro settentrionali e neve sulle Alpi. Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un’allerta meteo che prevede a precipitazioni diffuse, che localmente potranno essere anche molto intense e accompagnate da fulmini e forti raffiche di vento, su Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, in estensione a Veneto e Sardegna.  Il Dipartimento ha anche valutato un’allerta arancione per rischio idrogeologicosu buona parte della Lombardia e sulla Liguria centrale e di Levante. Quella gialla invece in altre nove regioni: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria e Veneto. 

Neve

La neve inizierà a cadere copiosamente sulle Alpi sopra i 1700 metri, ma con il passare delle ore l’aria fredda in quota farà abbassare il limite delle nevicate fino a 1400 metri in serata. Per quanto riguarda il Centro, nel corso del pomeriggio il maltempo raggiungerà la Toscana e la Sardegna per poi spostarsi verso Umbria e Lazio.

Venti

Attesi inoltre venti da forti a burrasca su Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, in estensione a Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise.  Saranno sostenuti sia di Libeccio sia di Scirocco e il moto ondoso sarà in aumento fino a mari localmente agitati(specie il Mar Ligure).

Nella giornata di martedì la perturbazione si sposterà verso Sud andranno a colpire con particolare forza la Campania, la Sicilia settentrionale e in serata anche la Calabria: su queste regioni sono attesi nubifragi. Da mercoledì la pressione comincerà ad aumentare al Centro-Nord regalando una giornata soleggiata anche se ventosa per il Maestrale. Ultimi temporali interesseranno invece la Calabria e il basso Tirreno.

Martedì 27. Al nord: ultime piogge su Lombardia e Triveneto, più sole altrove. Al centro: piovaschi su basso Lazio e Appennini, asciutto altrove. Al sud: subito maltempo su Campania e Sicilia, poi anche in Calabria, piovaschi su Basilicata e Puglia.
Mercoledì 28. Al nord: bel tempo prevalente. Al centro: cielo poco nuvoloso. Al sud: maltempo sulla Calabria, temporali sul Salento e sul messinese.





Mafie, scoperto traffico di stupefacenti tra Puglia, Abruzzo e Molise. 16 arresti

Un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti nella provincia di Foggia e nelle vicine regioni di Abruzzo e Molise è stata sgominata dai Carabinieri nell’ambito di una operazione antimafia che ha portato all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 persone, 5 destinate al carcere e 11 ai domiciliari. L’operazione, chiamata ’Araneo’ ,è stata eseguita dai Carabinieri di Foggia coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Tra i destinatari delle misure anche alcuni affiliati alla cosiddetta "Società Foggiana", la mafia del capoluogo dauno. L’accusa è lo spaccio di stupefacenti, perlopiù cocaina, hashish e marijuana. L’organizzazione aveva a disposizione armi e munizioni, alcune delle quali reperite anche illecitamente dal tiro a segno di Foggia. Per gli inquirenti, al vertice del gruppo criminale c’era, già detenuto per armi, Gianfranco Bruno detto ’Il primitivo’, 42 anni, cognato di Rodolfo Bruno, ritenuto boss storico di Foggia, ucciso nel novembre 2018 in un bar di periferia in un agguato mafioso.





Proteste in Bielorussia, altri 523 arresti della Polizia di Lukashenko

 

Il ministero dell’Interno bielorusso fa sapere che 523 persone sono state arrestate durante le proteste in Bielorussia contro il presidente Aleksandr Lukashenko e 352 sono ancora rinchiuse in centri detentivi in attesa che "le loro violazioni amministrative siano giudicate in tribunale". In Bielorussia si protesta da quasi tre mesi contro i risultati delle presidenziali del 9 agosto, ritenuti falsati da massicci brogli elettorali a favore di Lukashenko. Le autorità hanno finora cercato di reprimere le manifestazioni con violenza e con ondate di arresti.





Muore improvvisamente il Vicepresidente del Parlamento tedesco Oppermann. Era stato pochi giorni fa in Italia

 

 

Thomas Oppermann, vicepresidente del Parlamento tedesco e membro del’Spd è morto a 66 anni. Del decesso improvviso hanno dato notizia i media tedeschi, fra cui la Dpa. Oppermann si è sentito male durante un lavoro con la tv Zdf ed è stato portato in ospedale. Recentemente aveva annunciato di non volersi ricandidare al Bundestag, dopo 30 anni di carriera politica fra i vertici dei socialdemocratici, di cui era stato capogruppo parlamentare dal 2013 al 2017. Quattro giorni fa era stato a Roma, per incontrare alcuni politici italiani.





Il Cile ha detto Sì alla nuova Costituzione

 

I cileni hanno votato a larghissima maggioranza a favore di una nuova Costituzione in sostituzione di quella ereditata dall’era di Pinochet, in un referendum tenuto un anno dopo una massiccia rivolta popolare contro le disuguaglianze sociali.
Secondo i risultati quasi definitivi che coprono oltre il 99% dei seggi elettorali, i voti a favore di una nuova Costituzione hanno vinto di gran lunga con il 78,28%. L’affluenza è stata intorno al 50%, secondo l’autorità elettorale del Cile.





C’è l’accordo per una tregua umanitaria in Nagorno

 

Armenia e Azerbaigian si sono impegnati, almeno sulla carta, così come accaduto in altre occasioni ufficiali e non, a rispettare dalle 8 locali di questo lunedì un "cessate il fuoco umanitario" nel conflitto in Nagorno-Karabakh. L’annuncio è stato dato dal dipartimento di Stato Usa in un comunicato congiunto con i governi di Ierevan e Baku, dopo alcuni giorni di negoziati a Washington. Nel conflitto, in oltre tre settimane, secondo il leader del Cremlino Vladimir Putin sono morte più di 4mila persone.  Il vicesegretario di Stato americano Stephen Biegun aveva incontrato sabato i ministri degli Esteri dei due Paesi, rispettivamente Zohrab Mnatsakanyan e Jeyhun Bayramov, che il giorno prima erano stati ricevuti separatamente da Mike Pompeo. Trump era stato perentorio, voleva un successo diplomatico entro il weekend.  Non è la prima volta che Ierevan e Baku si impegnano ad una tregua ma essa finora non ha tenuto. La dichiarazione congiunta sottolinea che i due ministri hanno "ribadito l’impegno dei loro Paesi ad attuare e rispettare il cessate il fuoco umanitario concordato a Mosca il 10 ottobre, che era stato riaffermato nella dichiarazione di Parigi del 17 ottobre", in accordo con il comunicato del primo ottobre dei presidenti americano, francese e russo, Donald Trump, Emmanuel Macron e Vladimir Putin. 

Washington, insieme a Parigi e Mosca, fa parte del cosiddetto gruppo di Minsk formato in seno all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europa (Osce) per mediare in questo conflitto congelato nell’ex Urss, nella regione montagnosa dell’Azerbaigian controllata dai separatisti armeni sostenuti da Ierevan. Ancora un volta gli Usa cercano di ritagliarsi il ruolo di facilitatori di pace, come stanno facendo in Medio Oriente tessendo accordi per la normalizzazione dei rapporti tra Israele e i Paesi arabi. Ma nulla appare possibile nell’orto di casa di Putin senza la sua regia e la sua volontà.





Contagi da Covid, alto rischio nei Tribunali. La denuncia dei magistrati

 

 

"Mentre i dirigenti degli uffici giudiziari sono impegnati nella redazione dei progetti organizzativi triennali e per i carichi esigibili, la pandemia avanza nei palazzi di giustizia e le Istituzioni competenti sono a oggi silenti". La denuncia arriva dall’Associazione nazionale magistrati, che parla di "carenze diffuse" e "rischi cui vengono esposti gli operatori e gli utenti". "I magistrati italiani - lamenta la giunta uscente dell’ Anm - continuano a disporre di applicativi inadatti per celebrare udienze a distanza, con reti di connessione inefficaci; la trattazione scritta è consentita solo fino al 31 dicembre, con un procedimento per di più macchinoso; mancano le annunciate dotazioni informatiche per lo smart working del personale giudiziario; magistrati, avvocati, personale amministrativo e utenti continuano a utilizzare aule e spazi inadatti a ospitare le udienze in presenza". Non solo: "Resta irrisolta la disciplina giuridica delle assenze per quarantena di chi potrebbe efficacemente lavorare da casa". Amara la conclusione: "Pare in definitiva che l’esperienza della prima ondata di contagi non sia servita a programmare il futuro immediato e a immaginare misure adatte a un servizio essenziale qual è quello giudiziario". I magistrati italiani "continuano a rendere tale servizio, senza timore di esporsi in prima persona pur di dare risposta alla domanda di giustizia". Ma "non intendono essere identificati come responsabili delle carenze diffuse nonché dei rischi cui vengono esposti gli operatori e gli utenti a causa dell’assenza delle Istituzioni cui la Costituzione affida l’organizzazione del sistema giustizia". 





Crisanti: “Escludere gli asintomatici dal tracciamento è una catastrofe annunciata”

 

“Escludere gli asintomatici dal tracciamento è una catastrofe annunciata. Sono irresponsabili. Le Regioni vogliono scaricare la responsabilità di questo disastro e chiedono al governo di certificare la loro assoluzione. Non ho mai visto un simile concentrato di demagogia e populismo”. Lo dice in un’intervista a La Repubblica Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova.

“La vera lotta contro il virus è una lotta contro chi lo trasmette. Rimango stupito quando ancora qualcuno ha il coraggio di sostenere che gli asintomatici non siano un problema”, prosegue Crisanti, spiegando che la strada è “tracciamento e prevenzione”.

“Oggi siamo in questa situazione perché da maggio a settembre nessuno ha saputo mettere in piedi un piano come quello della Cina. Come si fa a non capire che il tampone è uno strumento di agibilità sociale? Loro vogliono il sigillo del governo per mascherare il loro fallimento. Bisogna spezzare subito la catena dei contagi”, conclude l’esperto.





Ricciardi critica il Governo: “Dpcm insufficiente, il virus dilaga incontrollato”

 

“L’insieme delle misure” contenute nel nuovo Dpcm “è un passo avanti, ma non è sufficiente per affrontare la circolazione del virus in questo momento, che in alcune aree del Paese dilaga incontrollato: quando abbiamo un indice di contagio di 2.5 significa che la trasmissione è esponenziale e c’è bisogno di misure più aggressive su tutti i versanti”. Lo ha detto a Omnibus su La7 il consigliere Ministro della Salute Walter Ricciardi.

“Uno studio pubblicato la settimana scorsa dall’Università di Edimburgo su Lancet – ha ricordato Ricciardi – ha studiato le esperienze di 131 Paesi nei 6-7 passati dice che quando la circolazione del virus ha le dimensioni che ha in questo momento in Italia, Francia e Spagna, l’unica cosa che serve per rallentarlo è un lockdown. Non generalizzato, ma va fatto dove questo indice è alto perchè rallenta del 24%. Se poi lo abbini alla chiusura mirata delle scuole, aumenti la diminuzione del 15% e se fai uno smart working obbligatorio, sia nel pubblico che nel privato, aumenti ancora del 13%: quindi vai a una riduzione del 50-55%. La limitazione dei mezzi pubblici lo aumenta ancora del 7%”.

“Questi effetti vengono visti dopo 8 giorni: se facessimo in questo momento, e l’avremmo dovuto fare due settimane fa, l’insieme di queste misure, saremmo in grado in aree come Milano, Napoli, anche Roma, in alcune zone di Piemonte e Liguria, di dimezzare questo indice di contagio. Ricordo che quando è a 2.5 significa che ogni persona mediamente ne contagia altre 2,5 e andando avanti così c’è un raddoppio dei casi ogni 2-3 giorni, cosa che è insostenibile già ora per i servizi sanitari di quelle aree, figuriamoci tra 7-10 giorni se non si dovesse interrompere il contagio”.

“Io ho consigliato al ministro queste misure, e sono convinto che il ministro le ha raccomandate fortemente: poi alla fine è la politica che prende decisioni e in questo modo secondo me le decisioni non sono sufficienti”, ha concluso Ricciardi.





Speranza (Salute): “Reagire subito per evitare numeri insostenibili”

Le misure restrittive del nuovo Dpcm per l’emergenza coronavirus servono a “evitare numeri insostenibili”: lo ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza.

In un post su Facebook il ministro ha spiegato così la situazione che ha portato al nuovo provvedimento: “Sono giorni difficili. La curva del contagio cresce nel mondo. E in tutta Europa l’onda è molto alta. Dobbiamo reagire subito e con determinazione se vogliamo evitare numeri insostenibili. Per questo abbiamo firmato un nuovo Dpcm con misure restrittive volte a ridurre le occasioni di contagio”.

“Ogni scelta – ha aggiunto Speranza – comporta sacrifici e rinunce. Ne sono consapevole. Ma dobbiamo intervenire con fermezza se vogliamo contenere il virus nel tempo che manca all’arrivo di vaccini e cure efficaci e sicuri”.

“In primavera abbiamo dimostrato di essere un grande Paese. Ce la faremo anche questa volta, ma – ha concluso il ministro – solo con l’indispensabile contributo di tutti”.





“Entro giugno 2021 in Italia ci sarà il vaccino per tutti”

Parla il Presidente dell’Irbm di Pomezia Piero Di Lorenzo che ha sviluppato l’antidoto al Covid insieme all’Università di Oxford

"Entro giugno 2021, tutti quelli che vorranno vaccinarsi in Italia potranno farlo". Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm di Pomezia, il centro che ha sviluppato insieme all’università di Oxford il candidato vaccino prodotto da AstraZeneca, si esprime così a Omnibus, su La7. "Non per spargere facile ottimismo, ma per rispondere ad una giusta fame di informazione: è assolutamente credibile che la sperimentazione del progetto AstraZeneca-Oxford possa arrivare a conclusione con le sperimentazioni di fase 3 a fine novembre-metà dicembre. E’ ragionevole pensare che entro la fine dell’anno possa esserci la validazione", spiega.





Benucci (Confimprese Roma Area Metropolitana) : “Stop ai pagamenti delle tasse e delle utenze elettriche ed energetiche per tutte le attività coinvolte dal mini-lockdown. Pronti al confronto con Governo ed Enti Locali”

 

“Le proteste che degenerano nella violenza e che il più delle volte sono guidate ed organizzate da frange estreme ed in alcuni casi come a Napoli anche dai clan camorristici, non fanno parte della nostra cultura”. E’ quanto dichiara in una nota la Presidente di Confimprese Roma Area Metropolitana, che aderisce a ConfimpreseItalia.“Su molte delle misure messe in campo dal governo non siamo d’accordo e non le condividiamo, altre come gli aiuti alle imprese costrette a chiudere sono condivisibili, anche se le risorse messe in campo (1,5-2mld) si sembrano insufficienti a reggere l’impatto devastante di questo secondo passaggio del virus. Abbiamo le nostre proposte e le porteremo in tutte le sedi istituzionali. La pandemia è ormai ripartita con virulenza e ci sembra inevitabile che le autorità di Governo, sia nazionali che locali, debbano prendere delle decisioni. Alcune, una in particolare, quella delle chiusure anticipate di bar, ristoranti e pub alle 18, non la condividiamo affatto. Siamo certi che porteranno a nuove chiusure di attività. Molti esercizi commerciali sono rimasti in piedi per miracolo nella prima ondata del contagio, oggi non accadrà la stessa cosa. Tante attività legate alla ristorazione e non solo, presenti nei centri storici e nelle aree adiacenti ai grandi uffici, pubblici e privati, hanno resistito con fatica alla perdita di migliaia di clienti messi in smart working, hanno correttamente applicato tutte le misure sanitarie e di prevenzione dal Covid, hanno continuato a garantire l’occupazione ai loro collaboratori. Oggi, alla luce del nuovo Dpcm, la situazione precipita su un terreno in cui qualsiasi imprenditore farebbe fatica a camminare. Confimprese Roma Area Metropolitana -  conclude la Presidente Benucci- provocatoriamente chiede la chiusura fino alla fine di novembre di tutte le attività considerate non essenziali, ma al tempo stesso chiede al Governo, ai Comuni ed alle Regioni la cancellazione piena e definitiva di tutte le tasse ed i tributi ed il sostegno con bonus a tutte le attività coinvolte dalle chiusure. Oltre a questo tutte le utenze telefoniche, dell’energia e dei servizi gestiti dai privati e dalle multiutility pubblico-privato, devono essere sospese per almeno tre mesi a partire dal primo giorno di entrata in vigore del Dpcm”.





Ecco tutte le nuove misure contenute dal nuovo Dpcm e che resteranno in vigore fino al 24 novembre

 

Il presidente del Consiglio ha firmato nella notte scorsa il nuovo Dpcm per contrastare la diffusione del coronavirus. Ecco le principali misure: BAR E RISTORANTI – Confermata la chiusura di bar e ristoranti alle 18, mentre è fortemente raccomandato alle persone di non spostarsi se non per motivi di salute, per situazione di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Nello specifico, bar, pub e ristoranti potranno restare aperti dalle 5 alle 18, con il consumo al tavolo consentito per un massimo di quattro persone. Resta invece consentita la ristorazione senza limiti di orario negli alberghi, limitatamente ai clienti. Resta inoltre confermata la ristorazione con consegna a domicilio fino alle 24.

PIAZZE E STRADE – Prevista la possibilità di chiudere piazze e strade nei centri urbani dalle 21, se si dovessero creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso per recarsi all’interno di esercizi commerciali o nella propria abitazione.

PALESTRE, PISCINE E CENTRI BENESSERE – Prevista la chiusura di palestre, piscine e centri benessere, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che erogano prestazioni essenziali di assistenza, nonché centri culturali, sociali e ricreativi. L’attività sportiva di base e l’attività motoria, svolte all’aperto presso circoli sportivi restano invece consentite nel rispetto delle norme di distanziamento e senza assembramento.

CINEMA, TEATRI E DISCOTECHE – Prevista la chiusura di teatri e cinema, oltreché delle sale da concerto. Sospese anche le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche.

MATRIMONI – Disposto lo stop alle feste di nozze. Nel testo si legge infatti che “sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

ABITAZIONI PRIVATE – Si raccomanda fortemente di non ricevere persone a casa, diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o per necessità e urgenza.

CONVEGNI E CONGRESSI – Disposta la sospensione di convegni e congressi, eccezion fatta per quelli che si svolgono in modalità da remoto. Tutte le manifestazioni pubbliche si dovranno invece svolgere in assenza di pubblico.

FUNZIONI RELIGIOSE – Consentito lo svolgimento delle funzioni religiose, nel rispetto dei protocolli anti Covid. Consentito anche l’accesso ai luoghi di culto, ma con misure organizzative tali da evitare la formazione di assembramenti.

SCUOLA – Disposta la didattica a distanza per il 75% degli studenti delle superiori, modulando la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni in presenza anche attraverso l’utilizzo di turni pomeridiani e comunque con il primo ingresso non prima delle ore 9. Il primo ciclo di istruzione e i servizi educativi per l’infanzia continuano a svolgersi in presenza.

VIAGGI D’ISTRUZIONE E GITE – Disposta la sospensione dei viaggi d’istruzione e delle gite scolastiche, oltreché le visite guidate.

MUSEI E LUOGHI DI CULTURA – Lasciati aperti i musei e i luoghi della cultura, a patto però che gli ingressi siano contingentati e tali da consentire ai visitatori di rispettare la distanza di almeno un metro.

DURATA – Il nuovo Dpcm entrerà in vigore lunedì 26  e lo resterà fino al 24 novembre prossimo.




Bonomi (Confindustria): “Faccio fatica a capire in che direzione va il Governo”

 

“Faccio fatica a capire in che direzione va il Governo. L’italiano durante la prima fase ha mostrato grande senso civico perchè c’era più trasparenza e si sapeva cosa stesse accadendo, poi non è stato più così”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi durante la trasmissione ‘Mezz’ora in più’ su Rai3. “Credo che quello dei ristori sia un tema importante ma anche qui manca la trasparenza: ci sono persone che da maggio aspettano la cassa integrazione ed è su questo che gli italiani perdono la fiducia. Siamo in una situazione in cui ancora si discute se prendere il mes o no, e questo non si può più ascoltare”.  “Penso che il Governo debba ascoltare di più le parti sociali. Nessuno è stato coinvolto in questo dpcm e nessuno ha potuto contribuire e aiutare il Governo, è necessario cambiare il metodo”, dice ancora Bonomi .





Governo, Casalino positivo: ma da lunedì della scorsa settimana non vede Conte

 

Il portavoce del premier Rocco Casalino è in isolamento fiduciario con lievi sintomi dopo che il compagno è risultato positivo al Covid. Il suo ultimo contatto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è avvenuto nella giornata di lunedì, viene assicurato, mantenendo la distanza di sicurezza.





Positivo il Portavoce di Mattarella Giovanni Grasso: “No contatti con il Presidente”

 

 Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è positivo sintomatico al Covid. E’ lo stesso Grasso a comunicarlo con un messaggio ai giornalisti quirinalisti assicurando comunque di non avere avuto in questi giorni contatti con il capo dello Stato. 

“Ho il covid sintomatico”, ha annunciato Grasso spiegando che “venerdì sera avevo la febbre alta, sabato ho fatto il tampone e stamattina ho avuto il responso: positivo”. 

Da stamattina, racconta, “non ho febbre e sto discretamente bene.  Tengo sotto controllo la saturazione dell’ossigeno e i valori sono assolutamente nella norma. Mercoledì pomeriggio avevo fatto il tampone ed ero risultato negativo. Per fortuna giovedì e venerdì (giorni in cui ero potenzialmente infettivo) – ha assicurato Grasso – non ho avuto contatti diretti con il Presidente. Ora sono in isolamento a casa. Mio figlio e mia moglie sono negativi”. 

Al Quirinale, ha riferito, “sono già partite le previste procedure di sanificazione e controllo”.





Reddito di emergenza anche a Novembre, lo assicura la Viceministra Castelli

 

 

Nel decreto che il governo si appresta a varare per stanziare le risorse per la Cig Covid fino a dicembre ci sarà anche la proroga del reddito di emergenza fino a novembre. Così, sul Corriere della Sera, la viceministra all’Economia, Laura Castelli, la quale ribadisce la sua posizione di contrarietà a ricorrere al Mes: “sul Mes la posizione è chiara, e credo abbia messo la parola fine il ministro Gualtieri quando, con onestà intellettuale, ha spiegato che l’unico argomento sono 300 milioni di potenziale risparmio. Ma se fossimo gli unici ad usarlo lo stigma potrebbe essere di gran lunga più dannoso”.

Quanto ai ristori e agli indennizzi per le categorie colpite dai recenti Dpcm, “servono subito, e sarà così. La macchina è rodata, bonificheremo i ristori direttamente sui conti correnti…Interveniamo a sostegno di tutte le imprese che vedono limitata la loro attività dal Dpcm, senza limiti di fatturato” Ci si regolerà “in base al calo di fatturato. Stiamo ragionando su importi più alti rispetto alla volta precedente. E sarà pagato il prima possibile”.

Nel decreto, ha ricordato Castelli, ci sanno: “un contributo a fondo perduto per le aziende che devono chiudere, comprese quelle dello sport, e poi un nuovo credito d’imposta per gli affitti, che potrà essere ceduto al proprietario o usato in compensazione.Sempre alle aziende colpite cancelliamo anche la rata Imu di dicembre. Prevediamo un’indennità per i lavoratori sportivi, del turismo, dello spettacolo, per i lavoratori intermittenti e occasionali, e per venditori a domicilio. Proroghiamo il Reddito di emergenza anche a novembre e stanziamo le risorse per la cassa integrazione fino a dicembre. E poi ci saranno risorse per gli straordinari delle forze dell’ordine”.




Covid, Meloni: Siamo pronti a collaborare ma finita l’emergenza al voto"

 

Se il governo “adesso che la situazione è ormai fuori controllo” vuole coinvolgere l’opposizione, allora servono “patti chiari. Molto chiari”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che pone “tre condizioni” “nel caso si immaginasse di volerci trascinare nel loro fallimento”. 

“Primo servono regole di ingaggio trasparenti, chi fa cosa e come. Secondo, il governo deve ammettere che l’efficacia della propria azione è stata nulla e abolire i provvedimenti sbagliati. Terzo, va stabilito fin d’ora, con garanzia del capo dello Stato, che appena usciti dall’immediata emergenza si torna a votare”, spiega. “Da otto mesi – aggiunge – navigano a vista, con il premier Conte che fa Dpcm ogni 4 giorni ben attento ad apparire in tv ora scaricano su intere filiere produttive le loro responsabilità, senza portare alcuna evidenza scientifica sulle responsabilità del contagio da parte di quei settori”. 

I risarcimenti promessi da Conte? “Finché non sappiamo le cifre parliamo del nulla – risponde Meloni -. Il ristoro deve essere totale. E deve prevedere anche il risarcimento per chiunque abbia speso soldi per adeguarsi ai protocolli richiesti che ora vengono considerati inadeguati”. “Si è agito su singoli settori, massacrandoli, senza una logica. Se ho un ristorante con grandi spazi, rispetto le regole, perché non posso accogliere i clienti? Si diano prescrizioni stringenti, non divieti uguali per tutti in situazioni diverse. Come diverse sono le situazioni sul territorio. Dove c’è un cluster si chiude, altrove no”, sottolinea. Inoltre, conclude, “alle Regioni non sono stati attribuiti, o sono stati attribuiti troppo tardi, poteri da commissari straordinari che permettono di operare velocemente in deroga al codice degli appalti” ma “su di loro sono state scaricate responsabilità senza dare poteri necessari per rispondere all’enorme sforzo richiesto”.





Mattarella: “La ricerca sconfiggerà Covid-19”

"Le altre impegnative patologie non sono finite in lockdown, il cancro continua a manifestarsi con i ritmi di prima, troppi screening, troppe cure vengono rinviate a causa della pandemia, rischiando ritardi irrecuperabili nelle diagnosi di tumore e pericolose interruzioni nelle terapie, che non consentono pause o sospensioni". Lo affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione al Quirinale de ’I Giorni della Ricerca’. "La ricerca si associa al termine responsabilità, di cui oggi apprezziamo molto il valore. La società della comunicazione, immediata e globale, mette a disposizione conoscenze fino a ieri inaccessibili, ma talvolta ciò può anche disorientare e taluno finisce nel tunnel delle false notizie, delle dicerie, della perversa volontà di ingannare con la disinformazione. Accade persino nel pieno di questa tragica pandemia: si sentono voci che spingono a comportamenti irresponsabili e sospingono quanti vogliono sottrarsi alle responsabilità collettive", ha affermato ancora.  "La voce della ricerca, i dati che ci fornisce, le verifiche che conduce, il rigore e la trasparenza delle sue procedure - ha rimarcato il capo dello Stato - costituiscono un antidoto a queste derive e ci riportano a una visone razionale dei problemi, senza la quale saremmo più deboli e e insicuri. Ci rammentano anche che ciascuno, quale che sia il suo ruolo, deve avvertire il dovere non soltanto di non disperdere lo sforzo collettivo, ma di contribuirvi, di non sottrarsi al proprio compito, senza dimenticare che il vero nemico di tutti e di ciascuno è il virus. Il responsabile di lutti, di sofferenze, di sacrifici, di rinunce, di restrizioni alla vita normale -ha ribadito Mattarella- è il virus". "Il Covid sarà sconfitto dalla ricerca: ricerca di terapie sempre più efficaci, ricerca del vaccino - ha affermato Mattarella - Ovviamente dovremo aiutarla, aiutarci con l’efficienza della organizzazione sanitaria, con la precauzione e la prevenzione, con comportamenti sociali responsabili, con la solidarietà nei confronti di chi ha bisogno di maggiori cure e attenzioni. "In tutto il mondo - ha ricordato - le società sono impegnate in una battaglia difficile, contro un virus temibile e in parte ancora scarsamente conosciuto, che continua a provocare sofferenza, e tanti morti; che frena le nostre attività sociali ed economiche; che ci impone di limitare le stesse relazioni interpersonali. La condizione di oggi ci mostra ancor meglio quanto grande sia il valore della ricerca, quanto sia importante per la nostra vita, per il futuro del nostro e degli altri Paesi, per la nostra civiltà". Perciò, ha concluso Mattarella, "questa giornata ci ricorda quanto sia importante la consapevolezza che nessuno di noi è estraneo al dovere di sostenere e di incoraggiare la ricerca, per poterne poi condividere i risultati".





Gualtieri: “Indennizzi a fondo perduto per il fermo attività a 300-350mila imprese”

 

"Daremo un indennizzo superiore a quello ricevuto la volta scorsa. Perché sappiamo che anche i mesi passati sono stati mesi difficili". Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, specificando che il governo lavora affinché gli indennizzi "arrivino il più presto possibile. Pensiamo che l’Agenzia delle Entrate possa erogarli già entro metà novembre, forse persino entro l’11". Le aziende interessate sono 300-350mila.  In particolare, l’indenizzo riguarda "tutte le aziende ed esercizi pubblici che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal Dpcm". A chi aveva già fatto domanda arriveranno in automatico, mentre chi non l’ha fatta e le aziende con fatturato oltre i 5 milioni (che sono state aggiunte) dovrà pazientare qualche settimana in più per i ristori, che comunque potranno essere incassati "entro l’anno". "Sappiamo di chiedere un sacrificio importante e necessario a contenere il virus e quindi per tutti costoro ci saranno questi indennizzi che sono solo una parte delle misure - ha aggiunto Gualtieri -. Poi avremo per tre mesi il credito di imposta sugli affitti, l’eliminazione della rata Imu e, naturalmente, la cig per i lavoratori e l’indennità di 1000 euro per i collaboratori".

 Misiani: “Più aiuti a chi deve chiudere del tutto”

 Le imprese che dovranno chiudere totalmente avranno un contributo a fondo perduto maggiore di quelle che invece abbasseranno la serranda alle 18. Lo ha detto il vice ministro all’economia, Antonio Misiani parlando a Rtl. "Vogliamo dare il contributo in automatico, senza bisogno di fare domanda a tutte le imprese che l’hanno già avuto. Stiamo pensando di ampliare la platea, sforando il limite di 5 milioni di fatturato, quindi anche anche alle imprese maggiori, e a contributi più rilevanti per le imprese e le attività dei settori completamente bloccati. Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24".  Il Governo lavora al rifinanziamento "generale complessivo" della cassa integrazione con altre 18 settimane. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo in una intervista a Inblu Radio affermando che la misura dovrebbe essere inserita nel decreto Ristoro che sarà pronto nelle prossime ore o nelle prossime misure della legge di bilancio. Ci saranno inoltre nel decreto Ristoro indennizzi per gli stagionali e per i lavoratori dello spettacolo oltre al rifinanziamento del Rem per una mensilità. Catalfo ha confermato per mercoledì l’incontro annunciato con le parti sociali.





Roma, Virginia Raggi: "I Casamonica stavano pianificando un attentato contro di me e la mia famiglia"

 

"Dopo gli abbattimenti delle villette al Quadraro, io vivo sotto scorta, siamo venuti a sapere che stavano pianificando un attentato contro di me e la mia famiglia. A Ostia stiamo combattendo contro gli Spada, a San Basilio contro il clan Marando. Ci sono zone di Roma dove si avvicinano per dirmi di andare avanti ma poi si allontanano perché hanno paura di farsi vedere dai clan". A dirlo è la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, nel corso della prima puntata della nuova edizione del Maurizio Costanzo Show, che sarà in onda domani sera su Canale 5. "Abbiamo ricominciato a vedere un decreto dietro l’altro e questo non consente alle persone di capire e organizzarsi, i ristoranti sono in grande confusione. Abbiamo famiglie e lavoratori che non sanno dove sbattere la testa. Il Covid uccide due volte sia come malattia sia economicamente. Il Governo metta mano subito al portafogli. A Roma i Casamonica sono nati con l’usura e la criminalità arriva velocemente’’, continua Raggi. "In settimana - conclude - presenteremo un Fondo rotativo da 3 milioni di euro per chi vuole aprire una impresa. Chi ha la possibilità sostenga gli esercizi commerciali".





Covid, nel Lazio 1.698 nuovi positivi, 16 decessi e 91 guariti

 

 

“Su circa 19 mila tamponi oggi nel Lazio si registrano 1.698 casi positivi, 16 decessi e 91 guariti. Sale leggermente il rapporto tra i positivi e i tamponi”. A fornire i dati l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Su Salutelazio.it il bando per reclutare personale in quiescenza. Sono 400 i giovani medici tirocinanti dei corsi di formazione di medicina generale che verranno messi a disposizione per tirocini formativi nei servizi di prevenzione delle Asl per i tracciamenti. I ricoveri di questa seconda ondata hanno già superato la quota massima della prima ondata con una ascesa della curva molto repentina. La priorità del sistema sanitario è salvare vite umane” ricorda. 

“Nella Asl Roma 1 sono 323 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi a domicilio e tre sono ricoveri. Si registrano tre decessi di 77, 85 e 89 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 468 i casi nelle ultime 24h e si tratta di centoquattro casi con link familiare o contatto di un caso già noto e centosettantasei i casi individuati su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano due decessi di 60 e 81 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 73 i casi nelle ultime 24h e si tratta di un caso di rientro dalla Lombardia e casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 51 e 80 anni. 

Nella Asl Roma 4 sono 65 i casi nelle ultime 24h e si tratta di quarantasette casi con link familiare o contatto di un caso già noto e sette i casi individuati su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano due decessi di 70 e 79 anni con patologie. Nella Asl Roma 5 sono 122 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi con link familiare, contatto di un caso già noto e isolati a domicilio. Quattro sono ricoveri e cinque casi hanno link al Nomentana Hospital dove è in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 6 sono 156 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 80 anni con patologie. Nelle province si registrano 491 casi e sono sei i decessi nelle ultime 24h. 

Nella Asl di Latina sono centoventiquattro i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 84 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone – aggiunge – si registrano centoventicinque i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Nove sono i casi ricoverati. Si registra un decesso di 71 anni con patologie. Nella Asl di Viterbo si registrano duecentoquattordici nuovi casi e si tratta di casi con link familiare o contatto di un caso già noto. Ventuno casi hanno link con un cluster presso la casa di riposo San Raffaele Arcangelo di Bagnoregio, undici i casi con link al cluster della casa di riposo Myosotis di Bomarzio, in corso le indagini epidemiologiche. Nella Asl di Rieti si registrano ventotto nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. si registrano quattro decessi di 63, 67, 74 e 87 anni con patologie”. 





Renzi all’assalto del Dpcm: “Va cambiato”. Nel mirino la parte relativa a ristoranti, luoghi di cultura e sport

 

 

Matteo Renzi chiede di correggere il Dpcm, in particolare nelle norme che riguardano “ristoranti, luoghi della cultura e sport”. Nella sua enews il leader di Iv si dice sorpreso delle parole di Dario Franceschini a sostegno delle chiusure e afferma: “Servono le ‘4T’: tamponi rapidi, terapie intensive, trasporti e tracciamento. E queste cose dipendono dalle istituzioni, non dai cittadini”.

Per Renzi “va bene rinunciare a molte libertà per il virus. Ma chiudere i luoghi di cultura e di sport è, invece, un errore: è più facile contagiarsi sulla metropolitana che a teatro. E la chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente inspiegabile, sembra un provvedimento preso senza alcuna base scientifica. A cena il Covid fa più male che a pranzo? E per chi si era attrezzato valgono le stesse regole? Ci rendiamo conto del danno economico devastante?”.

Aggiunge l’ex premier: “Rischiamo di far schizzare la curva del debito solo per le emergenze e senza una visione strategica. In questo senso, appare sempre più assurdo il No ideologico al Mes.

La verità, cari amici, è che col virus dobbiamo convivere non solo tre settimane. Dobbiamo arrivare al vaccino, dobbiamo distribuire bene il vaccino, dobbiamo organizzare una logistica per il vaccino che sia esattamente l’opposto della gestione logistica del tampone”.

Insomma, “ci aspettano ancora settimane difficili, bisogna convivere con il Coronavirus. E, per questo, serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo – spesso inascoltati – da mesi”.

Conclude Renzi: “Diremo queste cose in Parlamento, al Premier Conte – che sosteniamo – sperando che ci ascolti e che cambi il Dpcm, nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva. Mi ha colpito che proprio il ministro della Cultura abbia giustificato la chiusura dicendo che dobbiamo salvare vite umane. Io dico che certo, è vero, vogliamo salvare vite umane. Ma basta essere andati al cinema o al teatro, in queste settimane, per capire che non sono posti dove si rischia di morire, ma dove – anzi – si impara a vivere meglio. Affrontare la pandemia è un dovere di tutti. Ma bisogna farlo senza cedere alla paura”.




Sono 17.012 i nuovi contagiati. Aumentano i decessi, 141

 

I nuovi contagi da coronavirus in Italia sono stati, nelle ultime 24 ore, 17.012, dove i tamponi effettuati sono stati 124.686. E’ quanto viene evidenziato dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. I decessi sono 141. Ieri, domenica, i nuovi contagi accertati erano stati 21.273. Ieri erano morte 128 persone.