Pd: "Raggi annuncia bus verso Fiumicino ma c’è già Cotral"

 

“Nei giorni scorsi abbiamo assistito a uno spettacolo imbarazzante e a una decisione incomprensibile”: questo l’amaro commento del consigliere capitolino del Pd Giovanni Zannola alla presentazione dei ‘nuovi’ bus avvenuta ad Ostia, in pompa magna, da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi e della sua delegazione. “Allestire un tendone da circo fronte mare può rivelarsi una simpatica attrattiva per i turisti, ma non per presentare presunte nuove vetture, la maggior parte delle quali già in circolazione da settimane in vari Municipi – gli fa eco Leonardo Di Matteo, responsabile Mobilità e Trasporti Pd Roma – determinando altresì disservizi nel corso della mattinata stessa. Devo ammettere, però, che effettivamente è stata ‘circense’ la decisione annunciata per l’occasione: la creazione dello 060, da Lido Centro all’Aeroporto di Fiumicino. Praticamente, si attiva una linea già servita dall’azienda Cotral”. L’annuncio ha il sapore della beffa per il Partito Democratico e per i residenti dell’entroterra del X Municipio, che dall’ottobre 2017 si battono per una linea Atac con destinazione Fiumicino-Aeroporto, ma con capolinea dalla stazione di Acilia: iniziativa bocciata in aula Giulio Cesare dal Movimento 5 Stelle. “La nuova linea bus avrebbe dato risposte a quartieri ad alta densità abitativa – spiega Di Matteo – oggi privi di un collegamento strategico, in quanto non coperti dal servizio Cotral: Acilia, Axa-Malafede, Palocco, Casal Bernocchi, Giardino di Roma e Centro Giano; ma anche i territori adiacenti al percorso, lungo viale dei Romagnoli, come Villaggio San Francesco, Dragoncello, Dragona, Ostia Antica”. “Ci risulta davvero difficile – conclude Flavio De Santis, segretario Pd del X Municipio – capire la ratio di una decisione così miope, con uno sperpero di risorse pubbliche da parte dell’amministrazione Raggi: perché tanta disattenzione verso l’entroterra lidense da parte del Movimento 5 Stelle?”

 





Ama conferma: "Mai acquistati termoscanner, febbre si misura a casa"

 

Ama non ha mai acquistato termoscanner da installare presso le proprie sedi. A tutti i lavoratori, fin dall’ordine di servizio 139 del 19 giugno scorso, è stato ricordato l’obbligo di restare a domicilio in caso di temperatura corporea rilevata superiore ai 37,5 gradi, come peraltro raccomandato ai cittadini fin dal primo Dpcm dell’8 marzo e come indicato quale obbligo, in particolare per i lavoratori, fin dal primo protocollo fra il Governo e le parti sociali sottoscritto il 14 marzo 2020. Pertanto la procedura corretta, adottata dall’azienda e condivisa anche nei vari tavoli sulla prevenzione del Covid-19 con le Organizzazioni Sindacali ed i rappresentanti dei lavoratori per la salute e sicurezza, prevede che tutti gli addetti misurino la temperatura a casa, prima di presentarsi sul lavoro, evitando rigorosamente di accedere alle sedi aziendali in caso di alterazione della temperatura o di altri sintomi simil-influenzali riconducibili a un possibile contagio. Lo precisa in una nota Ama in merito a quanto riportato da alcuni media. Per maggior tutela del corpo aziendale, Ama ha acquistato 150 termometri ad infrarossi che vanno ad aggiungersi alla dotazione presente all’interno delle cassette di pronto soccorso nella disponibilità dei preposti e degli altri coordinatori di tutte le sedi aziendali, in caso di necessità di controlli straordinari della temperatura da svolgersi nel corso dei turni di lavoro. 

 





Monito dei Sindacati: "Subito rinnovo contratti dei 70 lavoratori precari Agenas"

 

“Subito il rinnovo dei contratti per i 70 precari dell’Agenas”. Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, dopo lo stato di agitazione del personale, proclamano per venerdì 30 ottobre (ore 10-12, in via Piemonte 60 a Roma) un presidio di protesta per sostenere il riconoscimento professionale e il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori in scadenza presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. La mobilitazione riguarda i circa 70 precari “storici”, con contratto a tempo determinato, per i quali da tempo è aperta la possibilità di un percorso di stabilizzazione che consenta di riconoscere gli anni di servizio prestati. Legati agli incarichi acquisiti dall’Agenzia con il decreto 35 del 2019, per lo specifico supporto al Commissario ad acta e ai Commissari sanitari della Regione Calabria, per la loro conferma nei mesi scorsi sono state individuate e proposte soluzioni normative che però non hanno ancora trovato definizione. “Un colpevole ritardo, ascrivibile alla parte datoriale, che si è protratto ad arrivare a ridosso della scadenza di contratto”, sottolineano le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil. “I Lavoratori hanno atteso inutilmente una decisione in grado di assicurare almeno la proroga delle scadenze per le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia, ma nulla è stato fatto”, rincarano le tre sigle. “Non c’è più tempo: i contratti scadono il 2 novembre. Bisogna rinnovare immediatamente i contratti e poi avviare il percorso verso la stabilizzazione definitiva del personale, attraverso l’applicazione delle norme vigenti o la previsione di specifiche norme nei prossimi provvedimenti normativi”. “Anche perché si tratta di operatori che svolgono un ruolo di primaria importanza, insieme agli altri 150 lavoratori dell’Agenzia, per il coordinamento della sanità nazionale nella gestione della fase di piena emergenza Covid-19. Il loro apporto professionale, soprattutto in questo momento di nuova emergenza, è indispensabile e sarebbe paradossale perdere ora risorse essenziali all’interno del sistema sanitario nazionale, specie impiegate in funzioni legate al raccordo e al coordinamento tra Stato e Regioni”, proseguono i sindacati. “Per questo, nel rigoroso rispetto delle norme e dei protocolli anti Covid, saremo in piazza il 30 ottobre prossimo sotto la sede dell’Agenas”, concludono Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio. “I vertici dell’Agenzia, e lo stesso Ministro della Salute Roberto Speranza, devono dare attenzione e risposte a questo gruppo di lavoratori: riconoscimento professionale, valorizzazione del merito e giusto diritto alla stabilizzazione”.

 





Sindacati Cigl, Cil e Uil con Csa: "Se Raggi non risponde protesta nidi continuerà"

 

Primo presidio del sistema scolastico capitolino di nidi e materne. “Non va tutto bene: le classi continuano a chiudere, il personale è nel caos, manca sicurezza e organizzazione adeguata dei servizi. Nella fase di picco dell’epidemia e dei contagi, le rassicurazioni ufficiali di Roma Capitale si scontrano con la realtà. Torneremo in piazza e porteremo con noi le famiglie”. Così oggi Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio e Csa durante la protesta di oggi in Campidoglio. “Sostituzioni di personale che non coprono l’intera turnazione, il sistema delle classi bolla che non funziona, lavoratori che si spostano tra le strutture e la mancata copertura dell’orario scolastico per i bambini diversamente abili, sono solo gli esempi più evidenti del caos organizzativo e della mancanza di indirizzo politico cui sono lasciate le scuole di Roma Capitale. A cui si aggiungono le carenze sulla sicurezza, dai Dp alla formazione del personale alla definizione dei referenti Covid”, proseguono i sindacati. Tante le voci delle lavoratrici e dei lavoratori in piazza, sotto un Campidoglio trincerato nel silenzio. “L’atteggiamento irrispettoso dell’assessore Mammì all’ultimo incontro, seguito alla proclamazione dello stato di agitazione, di fronte alle tante richieste dei sindacati, messe in fila da prima che le scuole riaprissero, è specchio dell’inadeguatezza dell’amministrazione capitolina a fronteggiare l’emergenza e a sottovalutare aspetti che mettono a rischio la continuità dei servizi e la salute di bambini e lavoratori”. “Continueremo a protestare finché non avremo risposte, serve subito un confronto continuo e complessivo, e la presa in carico da parte della sindaca Raggi di un servizio così delicato e centrale per la città”, concludono Cgil, Cisl, Uil e Csa.

 





Il M5s fissa i numeri sui Campi nomadi da chiudere. Barbuta 191 rom, 56 a Monachina

 

“Prosegue a ritmo serrato il piano per il superamento graduale dei campi rom sul territorio capitolino, fino alla loro chiusura. E’ in fase avanzata il lavoro per Barbuta e Monachina e anche Castel Romano registra un’importante accelerata. L’amministrazione di Virginia Raggi ha già garantito il superamento e la chiusura di Camping River, di Schiavonetti e Foro Italico”. Lo racconta su Fb il Movimento Cinque Stelle di Roma. Per anni, spiegano nel post “l’approccio ai campi rom ha patito un approccio che ha determinato la creazione di autentici ghetti, vere e proprie zone franche del tutto immuni rispetto alle leggi valide nel resto della società. L’effetto è stato una costante privazione dei diritti basilari, in particolare per i soggetti più deboli come donne e bambini. Allo stesso tempo i campi si sono affermati come focolai di delinquenza e criminalità, con gravi ripercussioni per i cittadini che abitano nelle aree limitrofe”. “L’amministrazione di Virginia Raggi ha già invertito radicalmente la rotta e i risultati iniziano a concretizzarsi – assicurano dal M5S -. Presso La Barbuta allo stato attuale risultano presenti 191 persone, divise in 53 nuclei. Sono stati siglati 37 patti di responsabilità per altrettanti nuclei. Sono 42 le persone che hanno seguito corsi di formazione: pulizia, raccolta rifiuti ingombranti, cucina. Sono 20 le persone che hanno effettuato tirocini in manutenzione del verde, ristorazione, edilizia e pulizia. Sono 18 le persone avviate ad attività di piccola impresa riguardanti la raccolta di materiali ferrosi. Sono 15 gli inserimenti lavorativi accettati. Sono 37 le persone che hanno avuto accesso a una casa. All’inizio del percorso (1 febbraio 2018) erano state rilevate 656 persone, quindi ne risultano fuoriuscite dal campo in varie forme e modalità 465”. “Presso Monachina allo stato attuale risultano presenti 56 persone, divise in 16 nuclei – riferiscono dal M5S -. Sono stati effettuati 1.200 colloqui (ad alcune persone più di uno). Sono 9 le persone che hanno seguito corsi di formazione e 4 le persone che hanno firmato contratti di lavoro. Sono 4 i nuclei che hanno reperito case in locazione sul mercato privato. All’inizio del percorso (16 ottobre 2018) erano presenti 110 persone, quindi ne risultano fuoriuscite dal campo 54 in varie forme e modalità. Presso Castel Romano, a partire dall’1 giugno 2020, sono stati siglati 15 patti di responsabilità da altrettanti nuclei. Tra 2019 e 2020 sono stati effettuati 218 colloqui con altrettante persone”. “Superare e chiudere i campi significa assicurare un miglioramento nella qualità della vita a interi quadranti della città. Sicurezza, legalità e protezione sociale procedono di pari passo – concludono dal M5S -. Grazie all’amministrazione di Virginia Raggi, finalmente si chiude il vergognoso capitolo dei campi rom alla larga da slogan e da semplificazioni”.

 





Unità Crisi Lazio: 64% casi testati in rapporto a popolazione

 

 “I dati elaborati dalla Protezione Civile fanno emergere elementi molto importanti delle misure di contenimento messe in campo dalla Regione Lazio, in particolare: il Lazio ha il 64% dei casi testati in rapporto alla popolazione in più rispetto alla media italiana e il tasso di contagio è del 32% inferiore al dato medio nazionale. Nel Lazio il 62% dei casi scoperti grazie all’attività di contact tracing, il doppio della media nazionale. Il Lazio ha processato in media oltre sedicimila tamponi al giorno nel mese di ottobre”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio. 

 





Violenza in Centro a Roma, sono 16 per ora, le persone denunciate

 

Sono 16 al momento i denunciati dalla polizia per gli scontri nel centro di Roma durante una manifestazione, mercoledì sera, contro le nuove misure anti-Covid. Lo si apprende da fonti investigative. Durante la manifestazione, indetta a piazza del Popolo, ci sono stati lanci di bombe carta e oggetti contro gli agenti e cariche delle forze dell’ordine, intervenute anche con gli idranti per disperdere i manifestanti. Ci sono anche minorenni tra i denunciati. Secondo quanto si è appreso la metà dei 16 sono appartenenti a Forza Nuova e ultras della Roma. Sono denunciati per concorso in resistenza, violenza e danneggiamento. 





Caso Regeni, la Procura di Roma si prepara ad archiviare

 

La Procura di Roma è pronta a chiudere le indagini in relazione al rapimento, alle torture e all’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso nel febbraio 2016 al Cairo. Si avvicina, infatti, la scadenza dei due anni dall’iscrizione nel registro degli indagati (avvenuta il 4 dicembre del 2018) da parte del pm Sergio Colaiocco dei cinque agenti della National Security egiziana. Un termine che il team investigativo di Ros e Sco farà presente al Cairo nel vertice in corso con gli omologhi egiziani.
La Procura di Roma non ha ancora ricevuto riscontri concreti alla rogatoria inviata alle autorità del Cairo nell’aprile del 2019 e nulla di rilievo è emerso dopo la videoconferenza del primo luglio scorso tra il procuratore capo Michele Prestipino, lo stesso Colaiocco e la delegazione dei magistrati egiziani. In quella occasione i pm capitolini avevano chiesto risposte in tempi rapidi "sull’elezione di domicilio da parte degli indagati, sulla presenza e sulle dichiarazioni rese da uno degli indagati in Kenya nell’agosto del 2017, e su altre attività finalizzate a mettere a fuoco il ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque sotto inchiesta". Ai fini delle valutazioni in corso, oltre al vertice di oggi in Egitto, i team investigativi potrebbero tornare a rivedersi, a breve, a Roma.





Presidenziali Usa 2020, hanno votato già 70 milioni di americani

 

Oltre 70 milioni di americani hanno votato per le presidenziali del 3 novembre, più della metà dell’affluenza complessiva delle elezioni del 2016, quando manca ancora una settimana al voto. Sono i dati aggiornati dell’U.S. Elections Project.

Questo dato potrebbe portare a una delle affluenze più alte in termini percentuali in oltre un secolo ed è il segno di un interesse intenso nella lotta per la Casa Bianca tra Donald Trump e Joe Biden. Inoltre la decisione di evitare l’ultimo momento per votare è legata alla pandemia di coronavirus e al desiderio di ridurre rischi da contatti in ambienti affollati.

Secondo Michael McDonald, professore della University of Florida che gestisce il US Elections Project, si potrebbe raggiungere un’affluenza pari a 150 milioni di voti. Il 65% degli aventi diritto, il dato più alto dal 1908.





Lite per la gelosia di una coppia gay finisce in tragedia. 43enne ucciso dal compagno

 

Un 43enne genovese originario di Recco, Fabio Spiga, è stato ucciso nella notte a Casale Monferrato, nell’Alessandrino. L’omicidio sarebbe maturato all’interno di una coppia per motivi di gelosia: a uccidere il compagno sarebbe stato infatti Luca Meloni, 43enne originario di Cagliari. Gli investigatori della polizia stanno ancora ricostruendo nel dettaglio la dinamica dell’omicidio. 





Mafia nigeriana, colpo durissimo della Polizia di Stato con decine di arresti

 

 

Vasta operazione della polizia tra Torino e Ferrara contro la mafia nigeriana, a conclusione di indagini a carico di alcuni nigeriani appartenenti al gruppo mafioso “Viking” o “Norsemen Kclub International”, suddiviso in cellule locali (“Deck”) dislocate in numerose città italiane.

Le indagini, coordinate dalle Direzioni Distrettuali Antimafia della Procura di Torino e della Procura di Bologna, hanno portato a decine di provvedimenti restrittivi di natura cautelare. Tra i destinatari delle ordinanze ci sono numerosi personaggi al vertice livello nazionale dell’organigramma dell’organizzazione mafiosa, in diretto contatto con gli esponenti di analoghe consorterie criminali e direttamente responsabili delle nuove affiliazioni, della gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle piazze cittadine e dell’attività di sfruttamento della prostituzione. L’operazione, che vede coinvolti oltre duecento operatori della polizia, è stata svolta sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine.




Teschio ritrovato nel bresciano. Il Dna conferma: è quello della piccola Iuschra

 

ll confronto con il Dna dei genitori ha confermato che il teschio trovato a inizio ottobre nei boschi di Serle, nel Bresciano, è di Iuschra Gazi, la 12enne bengalese affetta da autismo scomparsa il 19 luglio 2018. Lo hanno stabilito gli Spedali civili ai quali la Procura aveva affidato l’esame. "Sono sotto shock, ora so che Iuschra è davvero morta", ha commentato il padre. Iuschra si era persa durante una gita.  La piccola era scomparsa durante un’escursione con la Fobap, Fondazione bresciana assistenza psicodisabili, la cui operatrice ha già patteggiato una condanna a otto mesi.  

Il professor Andrea Verzeletti, che ha svolto gli esami, ha messo a confronto il profilo genetico estratto da uno dei due molari rimasto incastonato nella mascella con quello prelevato dal padre e dalla madre della 12enne. “Nella zona dove è stato trovato il teschio non siamo mai arrivati con le ricerche", hanno spiegato i coordinatori della Protezione civile che due estati fa perlustrarono i boschi del Bresciano. "E’ una zona impervia, tra rovi e vegetazione. L’area era stata sorvolata solo da droni ed elicotteri. L’uomo non ci poteva arrivare".  Il teschio è stato poi trovato a inizio ottobre da un cacciatore, probabilmente dopo che era stato trasportato da animali selvatici in un punto accessibile. 





Arrestato per estorsione aggravata un uomo dei Servizi

 

 

Con l’accusa di estorsione aggravata nei confronti di un appartenente ai servizi di sicurezza, la polizia – nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma – ha arrestato e posto ai domiciliari, su ordine del Gip, un ex appartenente ai ruoli della polizia di Stato: dal 2011 avrebbe approfittato del proprio ruolo istituzionale e, attraverso una serie di raggiri, estorto a un professionista del nord Italia e ai suoi piu’ stretti familiari, ingenti somme di denaro sia in contanti che attraverso bonifici.
Da quanto emerso dalle indagini I.A., 51enne, dopo aver paventato alla vittima pericoli veri o presunti e averle ingenerato la convinzione di essere bersaglio, assieme alla sua famiglia, di alcuni malviventi e delle forze dell’ordine, le avrebbe garantito protezione millantando conoscenze connesse alla propria qualifica di appartenente ai servizi segreti, ricevendo in cambio denaro.





L’Ema: “Il vaccino non arriverà prima di gennaio-febbraio”

 

“Tecnicamente è ancora possibile” arrivare ad un vaccino per il Sars-Cov2 entro Natale “Ma è estremamente difficile se non improbabile”. Lo dice il direttore esecutivo dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, l’italiano Guido Rasi. “Se tutto andrà liscio, potremo autorizzare i primi vaccinitra genaio e febbraio. Ne abbiamo tre che hanno completato la terza fase della sperimentazione, Moderna, AstraZeneca e Pfizer”. Se appunto tutto filerà liscio, per gennaio-febbraio “si potrebbe iniziare a vaccinare subito le categorie a rischio” e poi proseguire con il resto della popolazione. A questo punto “entro l’estate inizieremo ad avere abbastanza vaccinati per vedere l’effetto sull’epidemia”.

Rasi si dice “sicuro che sconfiggeremo il virus, ma la velocità dipende dall’efficienza dei vaccini, dalla bontà dei piani vaccinali dei governi, da quelli per la comunicazione mirata a convincere le persone a vaccinarsi, dal monitoraggio”. Così “sicuramente a fine 2022 avremo una vita molto più gestibile: portemo arrivare a sconfiggere del tutto il Sars-Cov2 con un’immunità di massa, oppure le sue mutazioni potrebbero renderlo simile all’influenza con la necessità di preparare un vaccino all’anno”. Ma Rasi avverte: “Sono molto preoccupato perchè non vedo preparare piani nazionali per la distribuzione” dei vaccini. “Vanno preparati subito”.





L’Oms: “E’ l’Europa l’area del mondo più colpita dai contagi”

 

 

 La setimana fino al 25 ottobre ha visto il più elevato numero di casi di positività al coronavirus dall’inizio della pandemia, con oltre due milioni di casi: è quanto si legge nel rapporto settimanale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

I dati globali complessivi sono di oltre 42 milioni di contagi con oltre 1,1 milioni di decessi, 40mila negli ultimi sette giorni.

Per la seconda settimana consecutiva l’Europa risulta il continenete proporzionalmente più colpito, con oltre 1,3 milioni di nuovi casi (il 33% in più rispetto ai sette giorni precedenti), pari al 46% del totale mondiale.

Anche il numero dei decessi continua ad aumentare, con un incremento del 35% rispetto alla settimana precedente e un totale pari a circa un terzo delle vittime a livello globale.

Per quanto l’Italia, il rapporto nota come il nostro Paese sia fra quelli che ha registrato un forte aumneto dei ricoveri, notando il forte carico del sistema sanitario soprattutto a Milano.

Infine, i Paesi che registrano il maggior numero di casi rimangono gli stssi delle ultime tre settimane: India, Stati Uniti, Francia, Brasile e Gran Bretagna.





Brusaferro (Iss): “In tutte le Regioni Rt superiore a 1, si fa fatica a tracciare”. Raddoppiate le segnalazioni di Immuni

 

"L’epidemia è ad oggi largamente diffusa in tutta l’Italia e non più localizzata. L’indice Rt, che descrive la velocità di diffusione del virus, da l’idea della crescita che stiamo vivendo: è in tutte le regione superiore a 1 e molte realtà lo superano ampiamente". Lo ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro, durante l’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Siamo arrivati fin qui, ha aggiunto, "dopo un periodo estivo con numeri limitati e un periodo settembrino in lieve e progressivo aumento, che ha avuto il suo picco nelle ultime due settimane". L’età mediana delle persone che contraggono l’infezione è "oggi di circa 40 anni, nel periodo di picco era 60-70. Nel periodo estivo circa 30 anni". E’ importante "individuare gli asintomatici" perché "individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per fermare l’infezione. Bisogna tenere la curva dei nuovi contagi sotto una certa soglia, facendo in modo che le persone identificate come positive si possano tracciare". Lo ha spiegato il presidente dell’Iss, intervenendo in audizione in Commissione Sanità del Senato. "È importante", ha proseguito, "continuare a tracciare i positivi, senza mollare la presa: se il numero è eccedente e non si può più fare, si adottano misure per ridurre il numero dei positivi sotto la soglia".
Nello studio Tsunami Italia, che mira a valutare l’efficacia del plasma nella cura del Sars-cov-2, "al 26 ottobre sono stati 188 i pazienti inseriti". Il trial, in cui "sono coinvolti 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali", prevede "l’arruolamento di 474 pazienti ma ha avuto rallentamento in parte dovuto al fatto che in estate, fortunatamente, il numero di casi di persone con infezione grave è decresciuto ed è stato limitato. Con la situazione attuale raggiungerà la soglia dei pazienti da arruolare in tempi più rapidi". Lo ha spiegato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, durante l’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Nel progetto, partito a maggio, "sono coinvolte un po’ tutte le regioni e 14 hanno randomizzato almeno un paziente, ma i pazienti coinvolti sono finora soprattutto toscani". Le notifiche di possibile esposizione al Covid inviate dall’applicazione Immuni sono quasi raddoppiate in una settimana, passando dalle 19.485 del 20 ottobre alle 36.231 del 26 ottobre. I dati, pubblicati sul sito di Immuni, sono forniti dal ministero della Salute. I download dell’applicazione per il tracciamento dei contagi hanno raggiunto i 9,36 milioni al 25 ottobre, 300mila in più rispetto ai 9,04 milioni del 19 ottobre. Gli utenti positivi al Covid-19 che hanno caricato le proprie chiavi sono 1.530.





Confagricoltura: "Bene l’impegno della Bellanova per l’agroalimentare"

 

Confagricoltura “apprezza l’impegno della ministra Bellanova nell’individuare misure a sostegno del settore agricolo e della ristorazione, che con l’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm sono in forte crisi”. Lo afferma il presidente Massimiliano Giansanti in vista della definizione di un pacchetto di misure di ristoro per gli operatori delle filiere maggiormente colpite dal Dpcm. 

La sospensione delle attività inciderà per circa 2,7 miliardi di euro di minori consumi. “Domenica – spiega Giansanti – abbiamo immediatamente chiesto al governo un intervento per un segmento prioritario per l’economia nazionale. L’agricoltura pagherà un conto salato per le mancate vendite alla ristorazione. A soffrire sono diversi settori, in particolare quello vitivinicolo, che non si è ancora ripreso dal lockdown di primavera, ma con esso anche i comparti del pesce, dell’olio, della carne e dell’ortofrutta, compresa la quarta gamma”. 

Molti di questi prodotti, “cosiddetti premium, sono fortemente rappresentativi del migliore Made in Italy agroalimentare e non sono presenti nella grande distribuzione, pertanto gli agricoltori non hanno la possibilità di allocare la merce in questo mese di chiusure anticipate di bar e ristoranti”. Il 30% del fatturato di vino, pasta, prodotti da forno, carni suine e avicole deriva dalle vendite al canale Horeca. Si sale al 40% per la carne bovina e al 70% per i derivati dell’uovo. 

“Gli imprenditori agricoli – aggiunge Giansanti – sono anche preoccupati per le conseguenze di questo stop sul fronte dell’esposizione finanziaria. Ci aspettiamo che le promesse del governo abbiano un seguito efficace e veloce, anche perchè speriamo che questo sia l’ultimo sforzo chiesto alle imprese. Lo ribadiamo con forza: dobbiamo andare oltre l’emergenza, con un piano per la ripresa capace di garantire un futuro al tessuto economico e sociale del paese”.





Dl ristori, De Micheli: indennizzi anche per taxi e Ncc

 

 

“Ci sono anche i tassisti e i titolari di noleggio con conducente tra le categorie destinatarie dei ristori stanziati dal Governo nel Decreto approvato oggi a sostegno delle attività chiuse o danneggiate dalle ultime misure anti Covid”. Lo ha spiegato la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, al termine del Consiglio dei ministri. “Taxi e Ncc hanno giustamente rappresentato ieri in un incontro presso il Mit che l’attività, se pure non sospesa, lo sarà di fatto dopo le 18, considerate le chiusure del Dpcm – ha detto – Potranno così usufruire di un indennizzo pari al 100% di quanto hanno ottenuto con il Dl Rilancio dell’aprile scorso. Le risorse saranno erogate direttamente sui conti correnti”. 

“Ringrazio – ha concluso la De Micheli – il sottosegretario Salvatore Margiotta che ha incontrato i rappresentanti delle categorie e contribuito a questo risultato”.





Conte: “Rispettiamo le misure o sarà un nuovo lockdown”

 

“Non possiamo illuderci che con un curva epidemiologica in continua salita le persone vadano tranquillamente in giro senza timori, se rispettiamo le misure abbiamo buone chance di affrontare dicembre con una certa serenità. In caso contrario ci ritroveremo alla necessità di un lockdown generalizzato, lo dobbiamo evitare in ogni modo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’approvazione del decreto ristori.”Il decreto ristori vale oltre 5 mld che saranno utilizzati per dare risorse immediate a beneficio di categorie e lavoratori direttamente interessati: ristoranti, bar ristoranti, cinema, palestre e piscine, per citarne alcuni” ha spiegato il premier.

“Per evitare che la curva epidemiologica ci sfugga di mano – ha poi aggiunto Conte – dobbiamo ridurre le principali occasioni di socialità. Solo in questo modo possiamo ottenere di decongestionare i mezzi pubblici, evitare assembramenti, diradare le occasioni di contatto non necessarie e alleggerire il sistema dei tracciamenti”.

 





Fca-Psa, a piccoli passi vero una fusione imminente

I due colossi automobilistici hanno siglato una intesa sul progetto transfrontaliero

 

Fca e Psa continuano a fare progressi verso il perfezionamento della fusione proposta per la creazione di Stellantis, il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi. Un ulteriore passo in tale direzione è stato fatto con la firma da parte dei rispettivi consigli di amministrazione del progetto di fusione transfrontaliera relativo alla combinazione dei due gruppi. Le parti prevedono che l’operazione sia perfezionata entro la fine del primo trimestre 2021 subordinatamente alle consuete condizioni di closing previste dal Combination Agreement.
Psa potrà cedere fino a un massimo pari a circa il 7% del capitale di Faurecia, la società di componentistica controllata dal gruppo francese, prima del perfezionamento della fusione e potrà "adottare eventuali altre misure (a eccezione di ulteriori cessioni di azioni) ritenute necessarie a garantire che Stellantis non acquisisca il controllo di Faurecia, in linea con quanto previsto nel Combination Agreement originario". Lo hanno deciso i cda di Psa e Fca. "Si prevede - spiegano - che questo possa facilitare l’ottenimento delle necessarie approvazioni normative relative alla fusione".





Via libera all’offerta di Cdp per l’acquisto dell’88,06% di Autostrade

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti ha dato il via libera a CDP Equity per la presentazione di un’offerta dettagliata per l’acquisizione dell’88,06% di Autostrade per l’Italia detenuto da Atlantia, con relativa proposta di accordo (Memorandum of Understanding) volto a identificare i principali termini e condizioni relativi all’operazione prospettata. Lo si legge in una nota di Cassa.   "La proposta - viene specificato -, confermando la forchetta di prezzo già indicata in precedenza. ll consorzio composto da Cdp Equity, Blackstone e Macquarie, a valle dell’offerta già inviata lo scorso 19 ottobre, ha compiuto uno sforzo significativo per approfondire gli aspetti valutativi coinvolgendo numerosi team di lavoro composti da professionisti specializzati nel settore delle concessioni autostradali e consulenti di levatura internazionale". Lo si legge nella nota in cui Cdp annuncia l’ok del cda all’offerta per Aspi. "La proposta - si legge nella nota -, confermando la forchetta di prezzo già indicata in precedenza, sottopone un’offerta ancor più dettagliata che, se accolta, porterà all’individuazione di termini, condizioni e prezzo definitivi dell’operazione, a seguito di una due diligence di 10 settimane".





Export, malgrado tutto, in positivo

L’Istat ha registrato a settembre una variazione positiva dell’8,3% e sull’anno al 3%. In flessione l’import

 

 

A settembre 2020 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 un marcato aumento congiunturale per le esportazioni (+8,3%) e una lieve contrazione per le importazioni (-2,7%). Lo ha reso noto l’Istat aggiungendo che l’export registra una crescita su base annua del 3%, cui contribuisce l’aumento delle vendite di beni strumentali (+11,1%) e beni intermedi (+6,3%). 

L’import, invece, segna ancora una flessione ampia sebbene in attenuazione (-12,4%, da -16,6% di agosto), spiegata soprattutto dal forte calo degli acquisti di energia (-46,7%). Aumentano su base annua gli acquisti di beni intermedi (+11,1%). 

La stima del saldo commerciale a settembre 2020 è pari a +5.322 milioni (era +2.785 milioni a settembre 2019). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da + 5.931 milioni per settembre 2019 a +7.002 milioni per settembre 2020). 

“A settembre 2020, l’export verso i paesi extra Ue segna un nuovo rialzo su base mensile – esteso a tutti i raggruppamenti principali di industrie – e torna a crescere su base annua per la prima volta da febbraio 2020. La dinamica positiva dell’export – è il commento dell’Istat – è tuttavia influenzata da movimentazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale) verso gli Stati Uniti, al netto delle quali si stima una crescita congiunturale meno ampia (+4,3%) e una lieve flessione tendenziale (-0,7%). L’import, invece, dopo gli aumenti dei tre mesi precedenti, registra un calo congiunturale cui contribuisce principalmente la riduzione degli acquisti di beni intermedi (per 1,6 punti percentuali). La sua flessione tendenziale resta ampia sebbene in ulteriore ridimensionamento”.