Emergenza pandemia quando il Governo scarica le iniziative sui Sindaci

  

 

Stiamo vivendo sicuramente un periodo ‘storico’ per quanto riguarda la nostra salute e l’economia. L’informazione ci tiene costantemente aggiornati sulla situazione soprattutto delle grandi città forse un po’ meno su quanto avviene nell’hinterland che però soffre della stessa ‘malattia’.  Sulla situazione il Presidente Anci Nazionale e sindaco di Bari Antonio Decaro   ha dichiarato

“In tempi di pandemia così gravidi di rischi sia per la salute pubblica che per la nostra economia, possiamo salvarci solo se ciascuno di noi farà la sua parte. Le parole del Presidente della Repubblica, riprese dal Presidente del Consiglio mi appaiono ineccepibili, perché il pericolo è oggi grave ed imminente.  Viviamo un momento complicato e spaventoso del nostro Paese. Individuare vie d’uscita è complesso, a noi rappresentanti istituzionali, tutti, ai diversi livelli, tocca dimostrare la capacità di guidare le nostre comunità in questa strada impervia. Siamo davanti a una situazione straordinaria che necessita di una risposta straordinaria – ha continuato Decaro – Una risposta che sia innanzitutto di esempio per i cittadini. Le istituzioni e la politica siano all’altezza del loro ruolo: lealtà, collaborazione istituzionale e unità sono le parole chiave che ci devono guidare in questo cammino. Noi Sindaci siamo pronti a fare la nostra parte” 

Parole queste non completamente condivise dal Presidente Piccoli Paesi dell’Anci Lazio.  

‘’ Parole che pero’ , a parer mio- ci dice la Restaini- stridono con quello che poi sia il Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro che alcuni importanti Sindaci italiani, hanno dichiarato contraddicendosi nei fatti, e rifiutando un loro diretto coinvolgimento nelle procedure di controllo degli orari e delle modalità di presenza negli esercizi pubblici.

Il governo, di fronte al loro rifiuto, ha risposto coinvolgendo i Prefetti,  che nel Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico, adotteranno i provvedimenti del caso sostituendosi ai Sindaci.

Mi permetto di rilevare che come autorità sanitaria locale i Sindaci potevano assumersi la responsabilità richiesta loro dal governo e gestirla “loro stessi” all’interno del Comitato Provinciale, senza apparire come inadeguati a svolgere un ruolo di autonomia amministrativa che la Costituzione assegna loro, o peggio deboli ed incapaci di un intervento così necessario.

Mentre i media diffondevano la “levata di scudi” e la “ribellione” dei Sindaci circa il DPCM giudicato “scorretto”, l’opinione pubblica verificava come ancora una volta il punto di riferimento affidabile fosse lo Stato e non gli Enti Locali.

Quando si tratterà di rivendicare la nostra autonomia responsabile, contro il centralismo statuale che tanti guasti ha fatto in questi anni, qualcuno ci rinfaccerà quel rifiuto e credo, non sarà un buon momento per i Comuni; i tagli lineari indiscriminati ed il patto di stabilità unidirezionale contro i Comuni, il blocco delle assunzioni e del turn over, la compartecipazione all’IMU e tante altre angherie che hanno falcidiato la finanza locale, hanno trovato a posteriori una loro giustificazione?

 




Nanni: "Otto mesi di chiusura alla Biblioteca Borghesiana per lavori che non ci sono"

 

 “Sono otto mesi che la Biblioteca Borghesiana è chiusa sulla base di un non ben precisato intervento di manutenzione, ma dei lavori non c’è assolutamente traccia”. A denunciarlo è Dario Nanni, consigliere del VI Municipio.  “Sono giorni che passo davanti la biblioteca ma a Largo Monreale non c’è nessun lavoro in corso, non c’è neanche il cartello che dovrebbe indicare l’intervento di manutenzione da effettuare, con tempi e costi. Uno dei pochi spazi disponibili per lo studio, la ricerca per le iniziative culturali chiuso e indisponibile”.  “Negli anni la biblioteca Borghesiana è stata un’enclave culturale, un punto di riferimento per i cittadini di Borghesiana e dei quartieri limitrofi. Un luogo dove si sono organizzate migliaia d’iniziative culturali, i suoi libri e i suoi spazi sono stati una seconda casa per migliaia di ragazzi. Visto che si continua a parlare di lavori ed è chiaro a tutti che in otto mesi la biblioteca poteva essere ricostruita, nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione. Se nei prossimi giorni non ci verrano fornite informazioni precise rispetto agli interventi da effettuare e ai tempi d’intervento mi rivolgerò alle istituzioni competenti. Non si possono privare i cittadini e soprattutto i ragazzi – conclude Nanni – di un servizio così importante per l’incapacità di chi governa e di chi e’ deputato a far funzionare queste attività”.




Meeting finale del progetto SIGeSS: presentazione del Sistema Informativo per la Gestione dei Servizi sociali

 

Il meeting, organizzato online, ha rappresentato l’occasione per presentare i risultati raggiunti nell’ambito del progetto SIGeSS. Per Roma Capitale Giovanni Serra, Vice Direttore Generale Area Tematica Servizi alla Persona, direttore Dipartimento Politiche sociali, e il direttore del Dipartimento Trasformazione Digitale Raffaele Gareri, hanno illustrato il Sistema Informativo reso disponibile nei 15 Servizi Sociali Municipali, sia nei suoi aspetti organizzativi sia per la sua funzionalità nella cornice della trasformazione digitale in atto nell’Amministrazione capitolina.

 

Stefano Toselli, responsabile di progetto per ANCI Lombardia, ha raccontato il percorso e le attività svolte per giungere al risultato odierno, mentre Ornella Guglielmino, Direttore regionale per l’inclusione sociale, ha presentato le azioni ulteriori che la Regione Lazio sta mettendo in campo per estendere il SIGeSS ai distretti del territorio regionale nell’ambito del proprio Piano per i Rafforzamento Amministrativo. Cosimo Baldari, ha raccontato ai partecipanti l’esperienza del Municipio XV, Municipio pilota dell’implementazione del SIGeSS, insieme al VII e all’ VIII.

 

Hanno infine accennato le prospettive di community a livello nazionale verso il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali il Direttore DG per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Angelo Marano, e Carlo Falcinelli, responsabile del riuso digitale, Umbria Digitale. Laura Massoli, direttrice del Dipartimento Progetti di Sviluppo e Finanziamenti Europei, ha introdotto e moderato l’incontro, evidenziando come l’esperienza progettuale abbia consentito un rafforzamento della capacità amministrativa, quale leva per lo sviluppo delle politiche sociali.

 

Il SIGeSS introduce nei 15 Municipi romani e presso il Comune Sant’Antonio Abate, capofila di ambito sociale territoriale, nonché in Regione Lazio, la Cartella sociale digitalizzata, strumento innovativo e parte integrante di un modello digitale per l’ambito sociale, volto a  migliorare l’organizzazione dei servizi e supportare la programmazione e lo sviluppo della Rete dei Servizi Sociali negli Enti locali coinvolti. 

 

Grazie a un finanziamento di 697.001,75 Roma Capitale come Capofila di un partenariato composto dai partner Regione Lazio, Regione Umbria, Comune di Orvieto, Comune di Sant’Antonio Abate, Umbria Digitale, ANCI Lombardia ha potuto realizzare azioni di formazione degli operatori e acquisire uno sviluppo del software che amplia le funzionalità del Sistema Informativo.

 

L’assessora alla Persona, alla Scuola e Comunità solidale, Veronica Mammì che ha, in apertura dell’incontro portato i saluti istituzionali ai partner collegati online al meeting, esprime pubblici ringraziamenti dalla sua pagina FB e scrive: “Un passo innovativo, che ci mette in linea con un tempo ricco di opportunità tecnologiche, in un momento particolarmente complesso. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, in modo particolare il  Dip. Progetti europei per aver inserito Roma Capitale in processi virtuosi in sinergia con altre PA. Fare rete nel sociale è sempre la chiave migliore. Questo progetto dota Roma di uno strumento tecnologico, di una rete virtuale, capace di tradursi in una rete operativa, in interventi migliori per tutte le realtà sociali. E di questo siamo davvero orgogliosi”.




Innovazione, Roma Capitale presenta la sua City Data Platform

  

Con l’obiettivo di rendere Roma una città sempre più smart e valorizzare l’enorme patrimonio informativo che custodisce, l’Amministrazione Capitolina  è pronta per presentare il progetto “Roma Data Platform” realizzato con la collaborazione di aziende di primo livello nel settore ICT come TIM: un intervento necessario per adottare una governance più efficace e funzionale sul territorio, mettendo a sistema e aggregando dati dinamici a supporto delle scelte strategiche dell’Ente.

 

Tale piattaforma, considerata nel panorama della Pubblica Amministrazione inedita e innovativa per la capacità di raccogliere, analizzare, gestire e interpretare i dati a disposizione di Roma Capitale, verrà presentata nel corso di una tavola rotonda promossa dall’Assessorato Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro che si terrà su www.romadataplatform.org il 4 novembre 2020, dalle ore 11 alle ore 12.30.

 

Un’occasione di confronto tra rappresentanti del governo territoriale e centrale, esperti ICT e stakeholders pubblici e privati per condividere il progetto di una Data Platform cittadina come strumento fondamentale per migliorare i processi decisionali, utilizzato in primis dalle Istituzioni, ma anche dalle imprese, capace di creare sinergie e opportunità di sviluppo e di rendere più attrattivo per nuovi investimenti il territorio della Capitale. 

 

Il programma dell’iniziativa prevede una parte introduttiva curata da Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, e Raffaele Gareri, Direttore del Dipartimento Trasformazione Digitale di Roma Capitale.

 

Alla tavola rotonda parteciperanno:
Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica
Alessandra Todde, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo economico
Paolo Orneli, Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione della Regione Lazio
Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma
Claudio Pellegrini, Direttore Public Sector TIM
Maurizio Ristori, Client Lead e Responsabile Pubblica Amministrazione Locale PwC Public Sector

 

Per seguire la diretta in streaming è necessario registrarsi indicando nome, cognome e indirizzo email su www.romadataplatform.org





Ambiente, arrivano 100 nuovi alberi per Villa Borghese

 

Parte il grande piano di rigenerazione del patrimonio arboreo di Villa Borghese, uno tra i più importanti parchi storici della Capitale. Si tratta di un programma che prevede la piantagione di 100 nuovi alberi all’interno dell’intero perimetro della Villa e, contestualmente, la rimozione di 18 esemplari di Pinus Pinaea su piazza di Siena, risultati pericolosi per l’incolumità dei cittadini perché a rischio caduta. 

L’operazione nasce quindi dall’esigenza di curare un patrimonio arboreo di grande importanza per la cittadinanza e, insieme, di mantenere adeguati livelli di sicurezza.  

Le rimozioni sono state decise dopo un’attenta valutazione fitostatica visiva e strumentale da parte degli uffici incaricati, e verranno eseguite dai tecnici del Servizio Giardini di Roma Capitale per garantire i massimi livelli di sicurezza alle migliaia di persone che, ogni giorno, si allenano e passeggiano all’interno del parco.  

Contestualmente, saranno anche rimosse 32 ceppaie delle piante abbattute in passato. I nuovi alberi (tra questi querce, lecci e cipressi), in seguito ad una valutazione tecnica, saranno messi a dimora in altre aree del parco e non sul piazzale, in modo da integrarsi armonicamente con quelli già presenti e, quindi, preservare il paesaggio storico di Villa Borghese.  

Dopo i 48 milioni di euro dedicati al verde orizzontale della Capitale, la nostra amministrazione continua la sua rivoluzione nella gestione del verde pubblico con investimenti mai visti prima d’ora”, ha spiegato l’assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.  

Le operazioni all’interno di Villa Borghese rappresentano un primo passo in un progetto molto più ampio di rigenerazione arborea che stiamo portando avanti in tutti i Municipi di Roma; si tratta di lavori che mettono insieme due esigenze diverse: da un lato ridurre al minimo il rischio per l’incolumità dei cittadini e, dall’altro, riqualificare uno dei parchi più belli del mondo con la piantagione di nuovi esemplari. Oltre a rappresentare elemento di ristoro visivo, ogni albero piantato costituisce un vero e proprio regalo nei confronti delle nuove generazioni, proprio per le funzioni di naturali depuratori dell’aria che, ogni giorno, noi tutti respiriamo”, ha concluso l’assessora.

 





Sindacati: preoccupati per lavoratori piattaforme della Capitale

“La seconda ondata della pandemia, e le relative restrizioni che vengono applicate, rimettono in primo piano l’operato dei riders, e in generale dei lavoratori delle piattaforme, che nei periodi dell’emergenza sono stati tra i più esposti al rischio contagio, e sottoposti a pesantissimi carichi di lavoro. Torniamo dunque a sottolineare che queste persone non possono e non devono essere trattate in base alla falsa ideologia dell’ ‘autoimprenditorialità’, che non è altro che una scusa per pagarli a cottimo”. E’ quanto dichiarano, in una nota congiunta, i Segretari Generali della Filt-CGIL Roma e Lazio, della Fit-CISL Lazio e della Uil Trasporti Lazio, Eugenio Stanziale, Marino Masucci e Maurizio Lago, aggiungendo che “non è nella disintermediazione, e nella gestione del lavoro da parte di un algoritmo, che si può basare la serenità e stabilità economica di questa categoria di persone. Faremo dunque tutto ciò che è in nostro potere per intervenire sul versante contrattuale, tentando di introdurre tutele rispetto a un modello, quello del cottimo, sostanzialmente superato, nella sua forma esclusiva, dal codice civile nel lontano 1942. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che si diffonda il più possibile una cultura del consumo consapevole, e che il ricorso alle piattaforme da parte della clientela avvenga all’interno di un’alimentata cultura delle condizioni di lavoro dettate dalle aziende”. “In ultimo – continuano – vogliamo incoraggiare i lavoratori delle piattaforme a unirsi ed organizzarsi senza timori, per sottolineare le loro esigenze: ogni istanza di miglioramento, se condotta collettivamente, può portare grandi risultati. Non a caso la parola ‘sindacato’ significa ‘vincere insieme’”.

 




Il Pd alla Giunta Raggi: "Comune riapra tavolo sociale come chiedono sindacati"

 

 “Il crescente impegno degli operatori sanitari e sociali di queste ore, visti anche i numeri del contagio, ma anche le incertezze economiche che stanno investendo tanti lavoratori e le preoccupazioni di tante famiglie con congiunti in situazione di fragilità sono motivi sufficienti per sostenere la richiesta di Cgil, Cisl e Uil: riattivare il prima possibile la cabina di regia regionale sulle politiche sociali. Tavolo che ha permesso, nella prima fase, di superare tantissime criticità. La Regione Lazio ha la sensibilità per raccogliere l’invito. Mi auguro che lo stesso modello sia presto inaugurato anche a Roma”. Così in una nota Erica Battaglia della Direzione regionale del Pd. “Serve una rimodulazione dei servizi che permetta a operatori, persone a rischio di esclusione sociale e famiglie di non rimanere soli nelle difficoltà – continua Battaglia -. Penso agli studenti con disabilità, alle persone non autosufficienti, agli anziani, alle famiglie monoreddito, ai minori, alle persone ospiti in residenzialità, ma anche a tutti quegli operatori sociali impegnati in attività domiciliari per cui servono più tutele”. “Se, come ha ben detto il presidente del Consiglio, i servizi sociali sono servizi essenziali, allora come tali vanno garantiti. In sicurezza e per il bene di chi sta peggio. La Regione Lazio ha dato il buon esempio. Roma segua questa buona prassi e attivi anch’essa un tavolo con Sindacati, Terzo settore, Municipi e principali rappresentanze di categoria”, conclude.





La Sindaca Raggi ha presentato i nuovi bus Atac per Casal Monastero

 

Arrivano nuovi bus per Casal Monastero. Sono mezzi che mettiamo in esercizio a beneficio del quadrante nord-est di Roma, migliorando i collegamenti tra i quartieri e con tutta la rete del trasporto pubblico. Li ha presentati oggi la sindaca di Roma Virginia Raggi insieme all’assessore Pietro Calabrese e all’amministratore unico di Atac Giovanni Mottura “I nuovi bus saranni anche al servizio della linea 344 di Atac che collega Casal Monastero al quartiere di Nuovo Salario. La utilizzano studenti e pendolari e serve a raggiungere facilmente sia la stazione Jonio della metro B1, sia la linea ferroviaria Fl1”, ha spiegato la sindaca Raggi. “Anche questi nuovi mezzi fanno parte della fornitura di 328 mezzi acquistati da Roma Capitale e messi in circolazione a partire dal mese di agosto: vetture destinate in particolare alle periferie, così come i 227 veicoli messi su strada lo scorso anno. Ricordo inoltre che altri 212 nuovi mezzi arriveranno a partire dal 2021 – aggiunge Raggi -. Entro fine mandato avremo rinnovato oltre la metà della flotta grazie a investimenti importanti, resi possibili dal percorso di risanamento che abbiamo intrapreso con grande determinazione per rilanciare il trasporto pubblico di Roma”, conclude.





La Lega chiede di riaprire l’ospedale storico S. Giacomo in centro a Roma

 

 “E’ sotto gli occhi di tutti che l’emergenza dovuta alla diffusione del Covid sta mettendo in ginocchio la sanità del Lazio. In particolare, ad avere una maggiore sofferenza sono proprio gli ospedali della Capitale a fronte di una maggiore densità abitativa. A causa delle speculazioni immobiliari, poco trasparenti, di Zingaretti, Roma si trova priva di un importante polo sanitario, l’ospedale San Giacomo. Già a dicembre scorso la Lega ha manifestato insieme a cittadini e associazioni per protestare contro la sospetta svendita del complesso ospedaliero. L’unico pronto soccorso del centro storico, è stato messo in vendita dalla Regione per soli 61 milioni già nel 2019. A corredare il tutto non basta la vendita di un importante pezzo del Patrimonio storico urbanistico del palazzo, ma nel pacchetto sono compresi anche tutti i macchinari nuovi, che potrebbero essere veramente utili in questo momento. Gli interessi dei cittadini non trovano mai ascolto presso Zingaretti e la Raggi, decisioni più coraggiose potrebbero concretamente aiutare la sanità romana e migliaia di cittadini in difficoltà assistenziali”. Lo dichiarano in una nota Flavia Cerquoni, dirigente Lega Roma e Marco Veloccia capogruppo Lega al Municipio I. 





Raggi: “Test salivari per bloccare contagi tra dipendenti”

 

Test salivari per tracciare i potenziali casi di positività al Covid e così bloccare la crescita dei contagi tra i dipendenti di Roma Capitale, i ragazzi delle scuole e per i lavoratori delle società partecipate come Atac e Ama. E’ l’ipotesi alla quale sta lavorando in queste ore la sindaca Virginia Raggi. A quanto si apprende, proprio in queste momento ha preso il via il confronto tra l’Amministrazione capitolina e le organizzazioni sindacali per l’utilizzo di 8,5 milioni di euro destinati al welfare integrativo sulla base del nuovo contratto decentrato. L’assessore Antonio De Santis, su preciso input della sindaca Virginia Raggi, sta chiedendo di utilizzare buona parte degli 8,5 milioni per l’attivazione di un servizio gratuito a disposizione dei dipendenti capitolini e dei loro familiari per l’effettuazione dei test antigenici (ovvero salivari) e di esami sierologici. La scorsa settimana la sindaca aveva scritto al Commissario Straordinario per l’Emergenza Sanitaria Domenico Arcuri, al ministro della Salute Stefano Speranza, al viceministro Pierpaolo Sileri e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per valutare la possibilità di adottare i testi antigenici mettendo a disposizione le strutture di Roma Capitale. L’idea della Sindaca Virginia Raggi è quella di attivare uno strumento in grado di incidere su più livelli. Puntando sulla prevenzione e su di uno screening meticoloso, si vuole ridurre al minimo i contagi tra i dipendenti e i loro nuclei familiari. Si vuole inoltre contribuire ad alleggerire la pressione sui drive in degli ospedali e sulle strutture sanitarie, decongestionando le file e le attese di coloro che si sottopongono ai tamponi.





Valeriani (Regione Lazio): "Sullo stadio della Roma Raggi segua l’iter previsto"

 

“Sullo stadio della Roma si è innescata la solita sterile polemica. L’accordo di cui parla la sindaca Raggi non sarebbe neanche necessario perché restano sempre vincolanti i contenuti e le prescrizioni approvate dalla Conferenza dei servizi oltre due anni fa”. Così l’assessore regionale del Lazio Massimiliano Valeriani su Facebook “In particolare, i 45 milioni di euro di oneri concessori, che devono essere versati dalla società proponente, sono destinati alla realizzazione di opere e servizi per il potenziamento e l’ammodernamento del sistema della mobilità collettiva in quel quadrante della città, con stazioni, tronchini ferroviari e nuovi treni. L’intesa proposta dalla Raggi non è richiesta dalla Conferenza dei servizi: se l’obiettivo della sindaca è quello di dettagliare meglio le infrastrutture per il trasporto pubblico siamo pronti ad approvarla appena saranno superate le criticità evidenziate dagli uffici tecnici. Se al contrario, invece, punta ad evadere le prescrizioni stabilite dalla Conferenza dei servizi, la Regione non avallera’ mai quella proposta di accordo. Comunque la sindaca Raggi ha una strada molto lineare da seguire per far partire il progetto dello stadio. Fare la variante urbanistica, far integrare nel progetto della società proponente le prescrizioni previste dalla Conferenza dei servizi, sottoscrivere la Convenzione urbanistica e portare tutto in Aula Giulio Cesare per l’approvazione definitiva del Consiglio comunale. Se la Raggi seguirà questo iter previsto dalla legge lo stadio verrà realizzato, altrimenti la sindaca continua a prendere in giro i cittadini, gli sportivi e la società AS Roma” conclude.





Raggi su Fb rassicura i tifosi della Roma: "Lo stadio si farà"

 

 

“Voglio rassicurare cittadini e tifosi: lo stadio della Roma si farà. Noi vogliamo realizzarlo e siamo al lavoro per raggiungere questo obiettivo. Sappiamo benissimo cosa significherebbe per la nostra città, la sua economia e il suo sviluppo. Ma soprattutto per migliaia di persone che potranno avere un lavoro. In questo momento difficile serve un grande investimento per Roma. Noi ci siamo. Nessuno blocchi quest’opera”. E’ la risposta della sindaca di Roma Virginia Raggi a un commento critico a un suo post su Fb.





Drive-in Covid, a Roma salta il 10% delle prenotazioni. Chi non si presenta pagherà per intero la prestazione

 

 

 

Il 10 per cento delle prenotazioni ai drive-in di Roma vanno deserte perché le persone si prenotano e poi non si presentano, senza utilizzare la possibilità del campio di prenotazione. Il fenomeno, definito ‘drop out’, avviene soprattutto tra le ore 12 e 14. “Coloro che non si recano all’appuntamento e senza modificare la prenotazione riceveranno l’addebito della prestazione riportata sulla ricetta medica– fanno sapere dall’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio- Stiamo facendo uno sforzo enorme e chiediamo collaborazione e responsabilità al fine di non danneggiare gli altri cittadini che hanno bisogno di eseguire il test che, nei drive-in, si ricorda essere gratuito”. Per quanto riguarda il sistema di prenotazioni, presto sarà esteso anche alle Asl Roma 5, Rieti e Frosinone.

 





A Roma 67 positivi in ostello, Caritas: “Subito un piano freddo”

 

Sono saliti a 67 gli ospiti dell’Ostello “Don Luigi Di Liegro” positivi al Covid-19 su un totale di 80 accolti. Dall’8 ottobre, giorno in cui è stato effettuato il primo tampone, sono stati molte le persone trasferite negli hotel Covid predisposti dalla Regione Lazio. Attualmente sono presenti in Ostello 29 ospiti, 19 dei quali positivi e in attesa di trasferimento. Molti di coloro che erano malati stanno invece per essere dimessi dalle strutture sanitarie regionali ed hanno bisogno di accoglienza. 

Per questo il direttore della Caritas di Roma, don Benoni Ambarus, dopo un incontro con il Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, torna a lanciare un appello alle istituzioni – in particolare verso il Comune di Roma – affinché venga approntato quanto prima un Piano di emergenza per i mesi invernali. 

“L’anno scorso come Caritas di Roma avevamo predisposto una struttura di emergenza per il Piano freddo con 72 posti che quest’anno volevamo portare a 100. Altri 70 posti erano garantiti dall’accoglienza fatta nelle parrocchie. Quest’anno per poterlo attuare abbiamo bisogno di una struttura di isolamento dove si faccia una pre-accoglienza per l’isolamento e i tamponi. Senza struttura d’isolamento salta tutto, non solo per la Caritas, e siamo già molto in ritardo”.





Attacco terrorista all’arma bianca davanti a Notre Dame di Nizza. Tre le vittime, una donna sarebbe stata decapitata. Un ferito grave

 

 

Attacco all’arma bianca nei pressi della chiesa di Notre-Dame, a Nizza: secondo un primo bilancio, scrive BFM-TV, ci sarebbero almeno tre morti, un uomo e una donna, che è stata decapitata. Eric Ciotti, parla su Twitter di attentato. L’aggressore è stato fermato dalla polizia.  "Grazie alla polizia municipale che ha catturato l’autore dell’accoltellamento", ha scritto il sindaco Christian Estrosi su Twitter, pubblicando varie fotografie del luogo dell’attacco. Il primo cittadino, che è andato sul posto, ha chiesto agli abitanti di evitare l’area.  "Non ci sono dubbi sul fatto che fosse un militanto islamo-fascista" ha detto ancora il sindaco secondo cui l’assalitore ha continuato a urlare "Allah Akbar" mentre i soccorsi lo stavano portando in ospedale. 

Emmanuel Macron arriverà nelle prossime ore a Nizza. Il premier Jean Castex, che stava parlando in parlamento a proposito del nuovo lockdown che comincia questa sera, ha chiesto ai deputati un minuto di silenzio. Con l’accoltellamento vicino all’ex sede di Charlie Hebdo a fine settembre, la decapitazione di Paty, è il terzo attacco in poco più di un mese sull’onda delle proteste per la ripubblicazione delle caricature di Charlie Hebdo.

l 25 ottobre il capo della polizia aveva diramato una circolare per alzare il livello d’allerta dopo vari appelli a colpire la Francia da gruppi terroristi, l’ultimo qualche giorno dall’agenzia Thabat, vicina ad Al Qaeda.
"La rabbia in Francia sta montando, da giorni si avvertiva qui a Nizza un’esasperazione palpabile", ha detto un testimone. "Mi sono rintanato dentro l’ufficio perché vedevo la gente correre. Ho sentito sette colpi d’arma da fuoco e ho avuto molta paura", ha aggiunto all’Agi Fabrice Viriglio, proprietario di un’agenzia assicurazione accanto alla cattedrale di Nizza.





Napoli, volevano soldi per far restare una donna ed il figlio in un alloggio popolare. Preso reggente del clan camorristico di Ponticelli

 

Hanno chiesto 5mila euro a una donna per consentirle di continuare a vivere con il figlio minorenne in un alloggio popolare del quartiere Ponticelli di Napoli ma la vittima non poteva pagare il "pizzo" ed è stata costretta a scappare per evitare ritorsioni: i carabinieri e Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinati dalla DDA, hanno sottoposto a fermo Umberto De Luca Bossa, ritenuto il reggente dell’omonimo clan (figlio di Antonio, detto "Tonin o’ sicc", detenuto in regime di 41/bis e fondatore della cosca) ed altre due persone ritenute affiliate alla stessa organizzazione camorristica: Roberto Boccardi e Mario Sorrentino. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono di estorsione aggravata dal metodo mafioso.  Un secondo provvedimento di fermo è stato eseguito dai carabinieri di Torre del Greco (Napoli) e dal commissariato di Cercola, nel Vesuviano, per una tentata estorsione aggravata che riguarda quattro persone ritenute appartenenti allo stesso clan: si tratta di Giuseppe De Luca Bossa (fratellastro del fondatore Antonio "Tonin o’ sicc"), Eugenio Bonito, Domenico Amitrano e Carmine Fico che, secondi gli inquirenti, avrebbero chiesto un pizzo da 50mila euro al titolare di una concessionaria di auto già vittima dell’esplosione di un ordigno, lo scorso 9 settembre, che gli ha procurato ingenti danni. 





‘Ndrangheta, sequestrati beni per 50 mln a 3 imprenditori collusi

 

Con un’operazione chiamata “Energie pulite”, Guardia di Finanza e Direzione Investigativa Antimafia hanno sequestrato compendi societari, beni mobili e immobili, nonché rapporti finanziari per circa 50 milioni di euro riconducibili a tre imprenditori indiziati di essere appartenenti o contigui a note cosche reggine di ‘ndrangheta (i Barbaro “i Nigri” di Platì e i Nirta “Scalzone” di San Luca). 

Gli inquirenti hanno accertato che il valore dei patrimoni dei 3 imprenditori era decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi; fatto luce sulle fonti illecite dalle quali avevano tratto le risorse per la loro acquisizione; e, soprattutto, verificato la natura mafiosa delle attività d’impresa svolte – nel tempo – dai tre, quali imprenditori espressione delle cosche di riferimento. 

I sequestri – scattati tra le provincie di Milano, Brescia, Mantova, Varese, Pavia, La Spezia, Vicenza, Lecce e Sassari, sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia – hanno riguardato l’intero compendio aziendale di 18 imprese/società commerciali in Italia e all’estero; nonché 18 immobili, 7 automezzi, una imbarcazione da diporto, 10 orologi di pregio (Rolex, Paul Picot, Baume & Mercier), disponibilità finanziarie e rapporti bancari/assicurativi. 

Tra le numerose società sequestrate ci sono la “Canale srl”, comprensiva di 15 unità locali presenti oltre che nella provincia reggina e nelle provincie di Milano, Brescia, Mantova, Varese, Pavia, La Spezia, Vicenza e Lecce, del settore della metanizzazione, e la “PIVEM srl”, del comparto della grande distribuzione (mediante la gestione di un supermercato nel rione Pellaro di Reggio Calabria). 





Lamezia Terme, presi dopo 20 anni mandanti ed esecutori di un duplice omicidio

 

 

 

A distanza di 20 anni dal fatto, la Polizia ha arrestato presunti mandati ed esecutori del duplice omicidio di Giovanni Torcasio e Cristian Matarasso, commesso a Lamezia Terme il 29 settembre 2000.  Personale della Squadra mobile di Catanzaro, coordinato dalla Dda, con il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e il procuratore Nicola Gratteri, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di Antonio Davoli, di 54 anni, Pietro Iannazzo (45), Vincenzino Iannazzo (66) e Domenico Cannizzaro (54). Gli arrestati, ritenuti tutti elementi di vertice delle cosche federate della ’ndrangheta lametina, Iannazzo - Cannizzaro - Daponte, sono già detenuti, alcuni anche al 41 bis dopo le condanne riportate in relazione all’operazione "Andromeda" che ha riguardato la cosca "Iannazzo-Cannizzaro-Daponte". Le indagini, secondo l’accusa, hanno permesso di ricostruire le fasi ideative ed esecutive del duplice omicidio anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, uno dei quali indagato per il medesimo delitto, che hanno trovato riscontro negli accertamenti condotti dalla Squadra mobile di Catanzaro, delineando il ruolo di Vincenzino Iannazzo e Domenico Cannizzaro, soggetti al vertice delle rispettive famiglie, quali mandanti, e di Antonio Davoli e Pietro Iannazzo Pietro quali esecutori.
    Il delitto fu compiuto al termine di un lungo inseguimento iniziato nel centro di Lamezia Terme e concluso, dopo circa 3 km, nei pressi del bivio Carrà Cosentino, quando i sicari, a bordo di una moto di grossa cilindrata rubata in precedenza, raggiungevano le vittime sparandogli numerosi colpi di pistola. Matarasso morì sul colpo mentre Torcasio, che aveva anche tentato una disperata fuga, morì durante il trasporto in ospedale. Il movente del duplice omicidio, secondo l’accusa, è da ricercare, in quel particolare periodo storico, nella volontà delle cosche confederate Iannazzo e Cannizzaro - Daponte di vendicare gli omicidi di Francesco Iannazzo e Giuseppe Cannizzaro e, al tempo stesso, prevenire ulteriori agguati ai loro danni, desunti dal tentativo, all’epoca, di Giovanni Torcasio di rinforzarsi attraverso la ricerca di nuovi alleati.





Meteo, l’anticiclone africano proteggerà l’Italia per almeno sette giorni

Meteo, l’anticiclone africano proteggerà l’Italia per almeno sette giorni

 

Da venerdì e nel corso del weekend l’anticiclone africano in espansione sull’Italia farà arrivare, in anticipo di una decina di giorni, la tradizionale estate di san Martino. Il sole e il clima mite che caratterizzeranno questo periodo su quasi tutto il Paese, non saranno però presenti sulla zona più popolosa d’Italia: la Pianura Padana. Ciò è dovuto al ritorno della nebbia. Il team del portale il meto.it  comunica che da questo giovedì e almeno per altri 7 giorni l’Italia sarà protetta dall’anticiclone africano che dal deserto algerino si sta espandendo su tutto il bacino del Mediterraneo. I prossimi giorni saranno caratterizzati da un tempo piuttosto soleggiato al Centro-Sud e sui rilievi, spesso nebbioso o con cielo coperto (dovuto al sollevamento delle nebbie) sulla Pianura Padana. Le temperature saliranno oltre la media del periodo di quasi 8°C con valori massimi che al Sud e sulle vallate del Trentino Alto Adige toccheranno punte di 23-24°C, al Centro fino a 22°C (come a Roma) e al Nord circa 18-20°C (in Emilia e dove la nebbia non sarà presente). Dove il tempo sarà nebbioso la temperatura rimarrà piuttosto bassa non superando i 12-14°C di giorno. La nebbia comincerà a ridurre la visibilità già nella giornata di venerdì, soprattutto sul Veneto, nel corso del weekend invece interesserà gran parte della Pianura Padana da Torino a Milano, a Brescia, Mantova, Verona, Vicenza, Padova, Ferrara, Bologna. Assieme alla nebbia si ripresenterà il problema dell’inquinamento dell’aria che tenderà a peggiorare gradualmente sulle grandi città.





Dipendenti infedeli della Societa Concessionaria dei Giochi intercettavano ticket vincenti delle lotterie. Dal 2015 al 2019 incassati 27 milioni di euro

 

 

Dipendenti ed ex dipendenti della società concessionaria dei giochi per conto dello Stato sono riusciti ad "intercettare" e incassare, tra il 2015 e il 2019, quattro biglietti del "Gratta e Vinci" per un valore di 27 milioni di euro. Per questo la Gdf ha dato esecuzione ad una serie di sequestri nei confronti di 12 persone indagate per truffa aggravata, accesso abusivo ai sistemi informatici, ricettazione e autoriciclaggio di capitali illeciti.  Due tra i biglietti intercettati sono relativi al primo premio del lotto Super Cash, del valore di 7 milioni ciascuna, con una probabilità di vittoria stimata in uno su 15.840.000 tagliandi, e due fanno parte del primo premio del lotto Maxi Miliardario (5 miloni di euro l’uno, con una probabilità di vittoria di uno su 9.360.000 biglietti). Tra le dodici persone finite nel mirino dei finanzieri, dieci sono residenti a Roma e due a Mantova. Contro di loro la Gdf ha dato esecuzioni ai sequestri preventivi di disponibilità finanziarie, beni immobili per oltre 27 milioni di euro.





Remuzzi (Ircss Mario Negri): “Muore metà dei malati gravi over ‘70”

 

"E’ importante che le persone con più di 70 anni sappiano che, se si ammalano" di Covid-19 e per caso "dovessero arrivare in rianimazione, uno su due morirà. Questa è l’informazione importante che dobbiamo dare" per invitare gli anziani a proteggersi secondo Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, oggi ai microfoni di ’Radio anch’io’ su Rai Radio 1. Invitato a rispondere alle domande degli ascoltatori, molte delle quali relative all’ipotesi di ’separare’ gli over 65 per proteggerli dal contagio, Remuzzi - settantenne - spiega di preferire le raccomandazioni agli obblighi: "Credo poco a lockdown e a tutte queste cose - afferma - Credo invece in un coinvolgimento delle persone più a rischio, perché sappiano i comportamenti che devono tenere. Chi non vuole avere nessun problema stia a casa", ma "deve essere una decisione sua". Invece "chi pensa di avere una vita attiva" a cui non può rinunciare, "deve sapere che negli ambienti che frequenta rischia di ammalarsi e che, se dovesse andare in ospedale e star male, ha molte più probabilità di morire". Quindi "prudenza estrema", invita lo scienziato.





Covid, Internisti: reparti vicini al collasso e medici ormai allo stremo

 

 

Reparti internistici vicini al collasso e medici allo stremo: serve un intervento urgente perché il Sistema Sanitario tenga e l’assistenza sia garantita a tutti i cittadini. E’ l’appello dei medici della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), con una lettera alle Istituzioni a firma del presidente Antonello Pietrangelo nella quale si sottolinea la forte preoccupazione degli specialisti della Medicina Interna, che dall’inizio della pandemia stanno combattendo in prima linea la dura battaglia contro il Covid-19. “Sono i medici internisti, a gestire il 70-80% dei pazienti Covid, nel silenzio dei propri ospedali e senza essere interpellati per offrire il proprio contributo nell’individuazione di interventi utili a migliorare la gestione dell’emergenza”, ricorda Pietrangelo: “Oggi quanto temuto si sta purtroppo concretizzando: a differenza di quanto accaduto a marzo-aprile, alla curva epidemiologica in rapida crescita dei pazienti Covid si affianca ora quella fisiologica e stagionale dei pazienti cronici over 70, pluripatologici e fragili, non-Covid, che hanno ed avranno bisogno di accedere agli ospedali a causa di un aggravamento delle loro condizioni di salute legato all’inverno. I reparti di Medicina Interna nel periodo invernale sono da sempre affollati ed impegnati proprio a gestire pazienti anziani, fragili con multipatologie, ricoverati per polmonite. Questi reparti sono ormai già saturi”. 

Per gli Internisti, dunque, “È necessario agire con tempestività, riorganizzare il Sistema e arginare al più presto il sovraffollamento, la mancanza di posti letti e di personale medico ed infermieristico con competenza multispecialistica, internistica, per gestire contemporaneamente le due curve: il focus non deve essere il virus ma il paziente Covid o non Covid, la persona nella sua complessità e fragilità. È tempo di introdurre soluzioni concrete per non negare l’assistenza a nessuno, né ora né tra qualche settimana, quando entrambe le curve epidemiologiche metteranno seriamente a rischio la tenuta del Sistema Sanitario senza differenze regionali”.





Il governatore Emiliano chiude tutte le scuole in Puglia

 

“Oggi abbiamo toccato il picco massimo storico, più di quello che è accaduto a marzo e aprile, abbiamo quasi 800 nuovi contagiati. Oggi abbiamo dovuto prendere la decisione molto dolorosa di sospendere la didattica in presenza in tutte le scuole. Da un esame attento dei dati epidemiologici ci siamo accorti l’innesco dei contagi in Puglia è dipeso strettamente dalla riapertura delle scuole”. Lo ha detto su Sky TG24 il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

“In Puglia – ha spiegato – il rialzo di tutti i dati coincide temporalmente con quello della riapertura delle scuole. C’è una coincidenza temporale e un incremento dei contagi scolastici, che sono centinaia e centinaia, che corrisponde alla diffusione del contagio all’interno dei nuclei familiari che in questo momento sono i focolai principali che ci sono in Puglia. Questa coincidenza è obiettiva”.

“Stiamo comunicando questa decisione al Governo e appena questa comunicazione arriverà a destinazione adotteremo i provvedimenti relativi. I numeri dei contagi scolastici, almeno in Puglia, sono altissimi”, ha concluso Emiliano.





D’Amato (Regione Lazio): “Ci stiamo preparando alla battaglia su Roma, pronti al peggio”

 

 

 “Ci stiamo preparando alla battaglia su Roma. Dobbiamo essere pronti ad affrontare lo scenario peggiore, sempre con la speranza che non si verifichi”. A spiegarlo al Corriere della Sera l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

“Non voglio essere ansiogeno, ma non posso neanche essere confortante. Devo essere realistico e dire le cose come stanno. È vero che stiamo tenendo rispetto ad altre realtà come la Lombardia, il Veneto e la Campania, anche se la nostra rete ospedaliera è sottoposta a un grande stress. Ma tutto dipenderà dal raffreddamento della curva epidemiologica”, ha spiegato chiarendo che gli effetti delle ultime misure del Dpcm saranno visibili “non prima di dieci giorni. Non abbiamo la palla di vetro per predire il futuro e oggi non possiamo ancora sapere se porteranno un reale beneficio nel numero dei contagi”.

D’Amato ha poi spiegato “che ci stiamo attrezzando per affrontare un ulteriore aumento importante della curva epidemiologica, completando la riorganizzazione della rete ospedaliera e creando 120 posti letto al giorno”.

Dunque la disponibilità della rete ospedaliera sarà così composta: “Oltre ai 2.913 posti letto e ai 532 di terapia intensiva, previsti dall’ordinanza del 21 ottobre, ne verranno aggiunti altri 1.450 per quanto riguarda la degenza e ulteriori 80 di rianimazione”.

L’assessore ha ricordato che “molte strutture sanitarie hanno cambiato pelle”.





Per il crollo viaggi aerei, Boeing taglierà migliaia posti lavoro

 

Il colosso dell’aeronautica americana Boeing ha annunciato che taglierà migliaia di posti di lavoro, dopo il crollo dei viaggi aerei a lunga percorrenza che hanno annullato le commesse di aeromobili da parte delle compagnie aeree, bloccate nei loro tragitti dalla pandemia. Il CEO di Boeing, Dave Calhoun, ha annunciato ai dipendenti che lo staff del gruppo sarà ridotto a 130.000 persone entro la fine del 2021. All’inizio di quest’anno, Boeing ha annunciato una riduzione del 10% del suo personale , che era di 160.000 persone all’inizio dell’anno. Nei mesi scorsi 19.000 persone avevano lasciato l’azienda. L’annuncio è arrivato dopo che la società ha riportato i risultati del terzo trimestre, che mostrano un flusso di cassa negativo di 5,08 miliardi di dollari ed entrate per 14,1 miliardi. Gli analisti avevano previsto risultati peggiori.





Whirlpool, Conte: "Massimo impegno per occupazione e rilancio"

 

 

“Faremo il massimo per preservare” lo stabilimento Whirlpool di Napoli. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Voglio ribadire – ha detto ancora – l’impegno massimo del governo a fare tutto ciò che è necessario per preservare l’occupazione e rilanciare le prospettive industriali per il sito produttivo. Oggi un comunicato della Presidenza del Consiglio attesta l’impegno del governo, mio personale e del ministro Patuanelli, di contattare i vertici della multinazionale per assicurare massima premura del governo italiano affinchè ci sia una soluzione nel segno della continuità aziendale e della protezione di un presidio produttivo che riteniamo essenziale per Napoli e l’intero territorio campano. Sono diversi gli strumenti di supporto e di attrazione di investimenti a disposizione del governo, moltepici anche i possibili interventi diretti per il rilancio industriale, come anche dimostra la creazione del polo di compressori, nato proprio dalla risoluzione delle crisi di Embraco e ACC.. Faremo il massimo per preservare questo presidio produttivo”.

 





In Gazzetta Ufficiale il Decreto Ristori, 53 le categorie individuate per gli indennizzi a fondo perduto

 

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha firmato il Decreto Ritoro che è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Sono 53 le categorie individuate attraverso i codici Ateco che otterranno i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal decreto ristori: secondo quanto si legge nel testo bollinato, si confermano indennizzi del 400% per le discoteche. Entrano anche taxi e Ncc che avranno un indennizzo al 100% di quanto già ricevuto con la prima edizione dei ristori del decreto Rilancio. Sono 38, invece, le categorie avranno un contributo del 200%.  Queste ultime categorie vanno dai ristoranti a piscine e palestre. Per bar e pasticcerie, ma anche per alberghi, villaggi turistici, ostelli, rifugi, i ristori saranno al 150%.   Sarà possibile richiedere il lavoro agile - il cosiddetto smart working - anche per i genitori con i figli tra 14 e 16 anni che siano costretti a stare in quarantena. E’ una delle norme a tutela dei lavoratori con figli che frequentano le scuole introdotta nel decreto che aumenta fino a 16 anni la possibilità finora prevista per i figli under 14.

Tra le norme anche quella che consente di ottenere, per uno dei genitori, l’astensione dal lavoro in caso di sospensione dell’attività didattica e di impossibilità di usufruire del lavoro agile. In questo caso fino a 14 anni si ha diritto al congedo al 50% della retribuzione, mentre tra i 14 e i 16 anni l’astensione non viene retribuita.

 

Ecco la lista dei codici Ateco che avranno accesso al contributo:
              

RISTORO AL 100%
- Trasporto con taxi
- Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa
  con conducente 100%

 

RISTORO AL 150%
- Alberghi
- Villaggi turistici
- Ostelli della gioventù
- Rifugi di montagna
- Colonie marine e montane
- Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti
  per vacanze, bed and breakfast, residence
- Attivita’ di alloggio connesse alle aziende agricole
- Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
- Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori
  di tipo alberghiero
- Gelaterie e pasticcerie
- Gelaterie e pasticcerie ambulanti
- Bar e altri esercizi simili senza cucina

 

 

RISTORO AL 200%
- Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti
  parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano
- Ristorazione con somministrazione
- Attivita’ di ristorazione connesse alle aziende agricole
- Ristorazione ambulante
- Ristorazione su treni e navi
- Catering per eventi, banqueting
- Attività di distribuzione cinematografica, di video
  e di programmi televisivi
- Attività di proiezione cinematografica
- Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport
- Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni
  e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi,
  stand ed addobbi luminosi
- Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi
  ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
- Altri servizi di prenotazione e altre attivita’
  di assistenza turistica non svolte dalle agenzie
  di viaggio nca
- Attività delle guide e degli accompagnatori turistici
- Organizzazione di convegni e fiere
- Altra formazione culturale
- Attività nel campo della recitazione
- Altre rappresentazioni artistiche
- Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature
  per manifestazioni e spettacoli
- Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
- Altre creazioni artistiche e letterarie
- Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture
  artistiche
- Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse
  (comprende le sale bingo)
- Gestione di stadi
- Gestione di piscine
- Gestione di impianti sportivi polivalenti
- Gestione di altri impianti sportivi nca
- Attività di club sportivi
- Gestione di palestre
- Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi
- Altre attivita’ sportive nca
- Parchi di divertimento e parchi tematici
- Sale giochi e biliardi
- Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca
- Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali,
  ricreativi e la coltivazione di hobby
- Attività di altre organizzazioni associative nca
- Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi
  gli stabilimenti termali)
- Stabilimenti termali
- Organizzazione di feste e cerimonie

 

RISTORI AL 400%
- Discoteche, sale da ballo night-club e simili 





Di Maio: “Fermare vandali ma le piazze vanno ascoltate”

 

“Il Paese sta attraversando una crisi senza precedenti. È sotto gli occhi di tutti. Una crisi pandemica, sanitaria ed economica. Nessun essere umano al mondo si sarebbe mai immaginato una cosa simile. Parlo del mondo perché la stessa crisi sta mettendo in ginocchio l’intera Europa e molti Paesi extra Ue. Sto sentendo continuamente i mie omologhi. Ci sono proteste ovunque, non solo in Italia.

Anche in Germania, Spagna, Francia e Regno Unito – dove i contagi sono quasi il doppio dei nostri – le persone scendono in strada. C’è rabbia, incredulità, sofferenza. È naturale. Sono stati d’animo figli dell’incertezza”, così in una lettera a Repubblica il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che aggiunge: “Di fronte a tutto questo l’obbligo di un governo è quello di reagire e di ascoltare, ma soprattutto è quello di assumersi le proprie responsabilità. I vandali vanno fermati, ma le piazze vanno ascoltate. Sono un segnale che il governo non può trascurare”.

“Anche gli umori hanno un peso in una situazione come questa. Non possono essere ignorati, bensì vanno condivisi e devono essere compresi. Non basta liquidare le proteste come se le proteste fossero tutte uguali, perché tutte uguali non sono. E allora fermiamoci un attimo a pensare. Guardiamoci intorno e come rappresentanti delle istituzioni cerchiamo di capire che oggi uno dei messaggi più divisivi e conflittuali, forse, lo sta dando proprio la politica. C’è un’Italia spaccata a metà, è vero, perché ad essere frammentato è l’intero arco parlamentare”.

“Dobbiamo essere sinceri prima di tutto con noi stessi. C’è una maggioranza che continua a pestarsi i piedi giorno dopo giorno, le opposizioni che non perdono occasione per soffiare sul fuoco del conflitto e c’è chi riesce a contestare un decreto che ha contribuito a realizzare. È inutile cercare ragioni in questo caos. È più opportuno invece porsi delle domande”.

“Abbiamo dei doveri questa volta inderogabili, doveri che rievocano il senso di unità, fraternità, umanità. Ognuno di noi di fronte allo scontro, d’ora in avanti, dovrà trovare la forza di fare un passo indietro e rinunciare. Rinunciare al conflitto per dedicarsi alla Nazione. Rinunciare all’arroganza e ritrovare quel senso di umiltà che proprio la politica sembra aver smarrito”, prosegue nella lettera al direttore, Di Maio.

 





Governo, Renzi a Conte: "Non sia populista, io non faccio giochini"

 

 “Questo modo sbrigativo di rispondere alle critiche mi sembra più adatto a un populista che a un premier. Che vuol dire giochini politici? Vorrei ricordare che senza i miei giochini politici di un anno fa oggi Conte farebbe il professore all’Università di Firenze e in queste ore si occuperebbe di come funziona la didattica online da Novoli, non di dpcm. Io faccio politica, non giochini. E suggerisco al premier di farsi aiutare dalla sua maggioranza anziché considerarsi depositario della verità. Vogliamo dare una mano, ma fare politica per noi non è una parolaccia, non siamo populisti noi”, risponde così al premier Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva Matteo Renzi, dalle colonne di Repubblica.“Servono decisioni basate su valutazioni scientifiche e non su emozioni irrazionali. Dovremo convivere con il virus ancora per qualche mese: proprio per questo occorre organizzarsi in modo lucido, non con scelte improvvisate” e il “decreto è tecnicamente sbagliato perché non poggia su dati scientifici, ma sulle ansie di alcuni ministri preoccupati. È un decreto che non riduce il numero dei contagiati, ma aumenta il numero dei disoccupati. Fomenta le tensioni sociali di un Paese diviso tra garantiti e non, crea un doppio binario sui ristori economicamente insostenibile nel medio periodo. L’utilità del dpcm dal punto di vista sanitario è tutta da dimostrare, mentre è certo sia dannoso a livello economico e sociale”.  Il Dpcm, “inoltre tradisce una visione ottocentesca della cultura vista come mero divertimento di cui si può fare a meno e non come pilastro – anche economico – della nostra identità: preoccuparsi dei cinema e dei teatri senza aver fatto funzionare trasporti e tamponi è umiliante”. Renzi dice: “Auspico che non si arrivi al lockdown, ma è più comprensibile un lockdown serio e spiegato bene come ha fatto Macron ieri sera che non procedere con decreti continui come fosse una telenovela. Facciamo un piano serio, anche duro se serve, ma un piano strategico da qui a sei mesi. Non decreti a getto continuo che scadono dopo sei giorni”.

“Il virus è forte, ma non giriamoci intorno. Lei parla di due Paesi che comunque tengono aperte le scuole. La ripartenza della scuola da noi è fallita perché abbiamo pensato ai banchi a rotelle e non ad avere un punto medico in ogni istituto. Perché abbiamo esasperato i professori con regole burocratiche, ma non abbiamo fatto funzionare i trasporti. Qui fanno tutti dirette Facebook – anche qualche presidente di Regione – ma poi i posti in terapia intensiva non sono cresciuti quanto necessario. E ci sono meno medici per colpa anche di quota 100. La gravità della pandemia impone serietà nelle risposte. Possiamo farcela e ce la faremo. Ma solo parlando il linguaggio della verità, non degli slogan”.




Landini (Cgil): “Stop ai licenziamenti o sarà sciopero generale”

 

“L’abbiamo detto al governo, senza minacciare nulla: se venerdì si arriva a una soluzione bene se dovessimo trovarci di fronte a un’idea che da febbraio si può licenziare siamo pronti a tutte le forme di mobilitazione, anche allo sciopero generale”. Lo dice il leader della Cgil, Maurizio Landini, in collegamento con La7 all’indomani del vertice con il premier Giuseppe Conte.





Fiducia in sali e scendi per imprese e consumatori

 

Aumenta quella delle aziende, giù quella dei cittadini colpiti dalla situazione economica generale e dalla tendenza della disoccupazione

 

 

Diminuisce la fiducia dei consumatori, mentre per le imprese è in miglioramento. A ottobre, secondo l’Istat, “si stima un calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 103,3 a 102) mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 91,3 a 92,9”.  “Continua, seppure in maniera più moderata – spiega l’istituto di statistica – il recupero del clima di fiducia delle imprese, che vede l’indice aumentare per il quinto mese consecutivo. Il miglioramento riguarda l’industria e il commercio al dettaglio, mentre si osserva un ripiegamento nei servizi di mercato, soprattutto a causa dell’andamento dei servizi turistici”.  Per le aziende “i livelli raggiunti dagli indici evidenziano che il recupero, rispetto ai livelli precedenti l’emergenza sanitaria, è completo solo per il settore delle costruzioni, che a ottobre segna un valore leggermente superiore a quello dello scorso febbraio”.  “Il clima di fiducia dei consumatori – aggiunge l’Istat – è invece in calo, con un diffuso e marcato peggioramento delle opinioni relative alla situazione economica generale e alla tendenza della disoccupazione, mentre meno negative risultano le valutazioni sulla situazione personale”. 





Addio a Pino Scaccia. Lo storico inviato Rai portato via dalle complicanze scatenate dal Covid

 

"Il mio è un diario in continuo movimento dove si parlano tante lingue diverse che spesso si sovrappongono, si sostituiscono, si smentiscono, si alterano. La mia grande speranza, che voglio condividere, è che alla fine si arrivi finalmente a una lingua universale. Cioè a capirsi". Pino Scaccia, storico inviato Rai, raccontava così il senso del suo Blog, a cui aveva dedicato tanta attenzione negli ultimi anni della sua vita, che era in fondo il senso della sua avventura professionale: raccontare i fatti da ogni parte del mondo per dare un contributo di verità e di giustizia. Romano, 74 anni, si è spento all’ospedale San Camillo di Roma. Aveva altri problemi di salute, ma è stato il Covid a portarlo via. Dopo i primi passi al Corriere Adriatico, fu assunto in Rai alla Tgr delle Marche. Gli italiani lo ricordano come inviato di punta del Tg1, il volto che raccontava dal fronte i principali eventi internazionali degli ultimi decenni: primo giornalista occidentale a svelare dall’interno della centrale nucleare il disastro di Cernobyl, oltre che a portare le telecamere alla scoperta dei resti di Che Guevara in Bolivia e della base militare segreta americana Area 51 in Nevada. Raccontò la fine della ex Jugoslavia e dell’Unione Sovietica, ma soprattutto l’Iraq, la guerra del Golfo. Lì lasciò l’amico Enzo Baldoni di cui fu ultimo compagno di viaggio prima del suo rapimento e della sua uccisione. A lui dedicò l’ultimo articolo su Articolo 21, di cui era tra i fondatori, di lui scrisse più volte sul suo blog, chiamato Torre di Babele, in omaggio alla diversità del mondo che tanto lo affascinava. Non solo esteri. Scaccia si è occupato di terrorismo, terremoti, disastri naturali e anche di mafia, sempre con un occhio attento alla libertà di informare e ai diritti e alla tutela dei giornalisti. E’ stato capo redattore dei servizi speciali del Tg1, oltre che docente del master di giornalismo radiotelevisivo all’Università Lumsa di Roma. Nell’ultima parte della vita, quando aveva scelto di stabilirsi a Ostia, si è concentrato nell’attività di blogger e scrittore. Tra i suoi 15 libri, Shabab, dedicato alla rivolta in Libia, La Torre di Babele, sull’Iraq, e Kabul, dedicato all’Afghanistan. "Pino Scaccia è stato un cronista di razza - scrive l’Usigrai -. Un inviato che ha dato lustro al Tg1, alla Rai, interpretando nella professione i valori del Servizio Pubblico. Di sicuro una grande perdita per tutta la professione".  "Ho appreso con grande dolore la scomparsa a causa del Covid-19 di Pino Scaccia: il giornalismo italiano ha perso un esponente di valore e noi tutti una persona che stimavamo profondamente", ha detto Staffan de Mistura sulla scomparsa dello storico inviato della Rai. "Ci siamo incrociati in tante zone di conflitto dove operare era particolarmente rischioso - ricorda l’ex rappresentante speciale Onu per Iraq e Afghanistan -. Ho sempre ammirato le sue grandi professionalità, correttezza, simpatia umana e il suo rigore etico. Ho anche a più riprese ammirato il suo coraggio di andare dove la situazione lo richiedeva, a ogni costo. Partendo - conclude De Mistura - ci ha lasciato un messaggio chiaro e succinto: il Covid è un nemico infido che può colpire anche chi ha superato rischi maggiori, nessuno è esente".

 





Da Lampedusa a Nizza per far strage. L’attentatore di Notre Dame è passato per l’Italia

 

L’autore dell’attacco a Notre Dame di Nizzasi chiamerebbe ’Brahim A’ e sarebbe arrivato nel sude dalla Francia dopo essere approdato in Italia a Lampedusa. In ospedale ha detto di aver agito da solo. "L’autore dell’attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar": lo ha riferito il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, per il quale "non c’è alcun dubbio sulla natura dell’attacco".

Il killer è sbarcato a Lampedusa assieme ad altri migranti. La conferma delle modalità con cui il tunisino è entrato in Europa arriva da fonti degli apparati di sicurezza secondo le quali nell’isola c’è stata la prima registrazione dell’uomo. Sono in corso tutti gli accertamenti per ricostruire i vari spostamenti del tunisino, in stretto contatto con le autorità francesi. Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia si è poi reso protagonista di atti di terrorismo in Europa: a febbraio del 2011, con Silvio Berlusconi premier e Roberto Maroni ministro dell’Interno, sempre a Lampedusa arrivò - assieme a migliaia di tunisini - Anis Amri, l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne e fu trasferito in un centro per minorenni in Sicilia. Il killer di Nizza sarebbe arrivato in Italia il 20 settembre e il successivo 9 ottobre sarebbe stato trasferito in un Centro per migranti a Bari, dopo la quarantena obbligatoria per tutti coloro che sbarcano. Sarebbero queste, secondo quanto si apprende da fonti degli apparati di sicurezza, le prime due tappe del tunisino nel nostro paese. Investigatori e 007 stanno ora ricostruendo tutte i movimenti successivi e le modalità che hanno consentito all’uomo di lasciare il Centro.





Contagi, nuovo record (26.831) avanti anche le vittime (217)

 

Ancora un record per i contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia: i positivi sono 26.831(ieri erano stati 24.991). I morti sono 217 (ieri erano stati 205), secondo i dati del ministero della Salute. Sono 201.452 i tamponi per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore, il nuovo record, secondo i dati del ministero della Salute. Sono 2.500 più di ieri.