Piccoli Comuni, Poste Italiane avanti con le installazioni Atm-Postamat. Sportello a Civitella San Paolo (Roma)

 

 

Continua il programma di interventi di Poste Italiane per i “Piccoli Comuni” della Provincia di Roma.

Infatti, anche i cittadini di Civitella San Paolo, possono utilizzare il nuovo sportello automatico ATM Postamat installato presso l’ufficio postale di Via Umberto I.

 

Disponibile sette giorni su sette e in funzione 24 ore su 24, il nuovo ATM Postamat di ultima generazione di Civitella San Paolo, dove risiedono circa 1.220 abitanti, consente di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, oltre al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale. Lo sportello automatico può essere utilizzato daicorrentisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay. È inoltre dotato di monitor digitale ad elevata luminosità e di dispositivi di sicurezza innovativi, tra i quali una soluzioneanti-skimming capace di prevenire la clonazionedi carte di credito eun sistema di macchiatura delle banconote in caso di attacco criminoso.

 

Le installazioni fanno parte del programma di “dieci impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti promosso dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante ed è coerente con la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e con l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate.

 

La modernizzazione e l’ampliamento del numero degli sportelli ATM Postamat è anche uno dei punti dell’Accordo sottoscritto a gennaio dello scorso anno da Regione Lazio con il Presidente Nicola Zingaretti, Poste Italiane e Anci Lazio.

 

Poste Italiane ricorda che l’ufficio postale di Civitella San Paolo è aperto con orario dal lunedi al venerdì dalle 8:20 alle 13:35 ed il sabato dalle 8:20 alle 12:35.

 

L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni.

 





Lavori straordinari di manutenzione del verde verticale

 

 “Voglio aggiornarvi sui lavori che stiamo portando avanti in tutti i Municipi di Roma grazie all’appalto da 48 milioni per la cura del verde orizzontale. Le ditte procedono a pieno ritmo per restituire decoro, pulizia e sicurezza a parchi, giardini di quartiere, ville storiche e aiuole stradali”. Lo annuncia su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Alcuni degli interventi più recenti di sfalcio e pulizia hanno interessato la zona di Casalbruciato, nella periferia est della città lo spartitraffico di via Andriulli e quello di via della Vanga, le aiuole del sottopasso di via Bergamini – spiega Raggi – i parchi di via Cassiani e di via Pietralata, l’area verde di via degli Alberini, e quella tra via Donati e via Calzini in cui è inserita un’area giochi. Sempre in zona est, manutenzione di prati e cespugli anche al Parco Gastinelli a Ponte di Nona, al Parco Mancini di Torre Spaccata e nell’aiuola spartitraffico di viale dei Romanisti che ospita circa 200 oleandri di cui si sta effettuando la potatura”. Inoltre, “sono terminate le operazioni di taglio dell’erba nel Parco di via Teza a Cinquina e al Parco Nobili di Settebagni, nel Municipio III. Lavori, infine, anche al Parco Antonella Renzi e al Parco Salvador Allende di Tor Vergata, una grande area verde nel Municipio VII di circa 12 ettari attraversato da un’antica strada romana”, conclude Raggi.

 





Comitati: sabato 31 presidio contro Ama, via i cassonetti in IV Municipio

 

 “Sabato 31 ottobre i cittadini aderenti al Comitato nato nelle settimane passate per contrastare lo smantellamento del sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta messo in atto da Ama con la complicità del Comune si sono dati appuntamento per un sit in di protesta presso l’area verde di Via Meuccio Ruini nel quartiere di Colli Aniene, in IV Municipio. Dalle 16 alle 18 i cittadini metteranno in atto una protesta pacifica, nel rispetto delle norme anti-Covid, ma ferma nelle proprie richieste: rimozione immediata dei cassonetti stradali, ripristino dei bidoncini del PaP per poi istituire un tavolo di confronto permanente tra Istituzioni e cittadini al fine di trovare insieme una soluzione ai problemi emersi nei mesi passati”. Lo annuncia il comitato in una nota. “Dal Campidoglio solo vane promesse – spiegano i cittadini – Da qualche giorno, infatti, sono stati portati via definitivamente i bidoncini. Ama ha avuto a disposizione più di un anno per risolvere i problemi relativi alla sicurezza dei lavoratori ma in tutti quei mesi non ha mai avviato un confronto serio e costruttivo con i cittadini, preferendo invece arrivare alle estreme conseguenze”. Per protestare contro la gestione Ama i cittadini lanceranno in aria dei palloncini con appese le immagini dei cassonetti stradali, “per dire alla sindaca Raggi: se non ci pensi tu, ci pensiamo noi a liberarcene”.

 





Raggi annuncia la riapertura dei giardini di Piazza Vittorio Emanuele

 

I Giardini “Nicola Calipari” di Piazza Vittorio Emanuele II tornano a nuova vita dopo gli interventi di riqualificazione coordinati dal Dipartimento Lavori Pubblici. Sabato l’area, totalmente, rinnovata sarà aperta al pubblico. L’evento di inaugurazione inizialmente previsto è stato rinviato a causa delle norme relative all’emergenza Covid. I giardini, da sabato, saranno comunque aperti a tutti i cittadini. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. “Dopo più di 20 anni i giardini di una delle piazze più importanti della nostra città tornano a nuova vita. L’intervento era atteso da decenni. I residenti di questo rione auspicavano un lavoro di riqualificazione completa, che fungesse da volano per risolvere i problemi di sicurezza e decoro che ci sono su Piazza Vittorio. La rinnovata bellezza dei giardini è solo il primo tassello. Non ci fermiamo e nei prossimi anni quest’area sarà curata e monitorata attentamente per evitare che torni nel degrado”, ha spiegato la sindaca di Roma Virginia Raggi. Il progetto è frutto di una proficua collaborazione tra agronomi, architetti, ingegneri, restauratori della Sovrintendenza Capitolina e di una condivisione con le associazioni di quartiere, a seguito di un Protocollo d’Intesa firmato tra l’Assessorato ai Lavori Pubblici, l’Assessorato al Verde, Municipio I e il Fai. Grazie agli interventi è stato possibile preservare il carattere esotico dei giardini, con numerose varietà arboree provenienti da tutto il mondo, e potenziarlo con la piantumazione di altri 42 alberi, 17 palme, 450 piante decorative, 250 nuove arbusti da fiore. È stato riqualificato e valorizzato il roseto presente all’interno dei giardini e rimesso in funzione l’impianto di irrigazione nei prati. La futura manutenzione del verde orizzontale e verticale sarà garantita per i prossimi cinque anni dalla stessa impresa che ha effettuato i lavori sui giardini in stretta collaborazione con il Servizio Giardini di Roma Capitale e con il Dipartimento Ambiente. È stato ripristinato l’antico percorso interno a “forma di 8” che definisce meglio l’area a disposizione degli ospiti per camminare e le aree verdi. Sono state installate 110 panchine e riqualificata tutta l’area della piazza centrale con la pavimentazione in travertino. È prevista una gestione sinergica per implementare sicurezza e decoro all’interno dei giardini, con un lavoro che coinvolga Polizia Locale, addetti all’apertura e chiusura dell’intera area e persone aderenti ai Progetti Utili alla Collettività. La pulizia sarà garantita da Ama nelle aree esterne con interventi quotidiani potenziati rispetto all’attuale gestione. Acea Areti ha ripristinato e potenziato gli impianti di illuminazione pubblica esistenti nei giardini. Ha realizzato, inoltre, la nuova luce per i Trofei di Mario, e per la Fontana del Glauco, nuovamente funzionante dopo l’intervento da parte della Sovrintendenza Capitolina, e per la nuova fontana degli Zampilli. Completato il restauro della cosiddetta “Porta Magica”, incastonata in un blocco di terra e tufo vicino ai Trofei di Mario, anch’essi riqualificati dalla Sovrintendenza Capitolina. Il Dipartimento Lavori Pubblici ha riqualificato tutto il sistema di smaltimento delle acque piovane, ottimizzando i sistemi di approvvigionamento idrico per le fontane e fontanelle presenti nei giardini. Sistemati tutti gli impianti delle società dei pubblici servizi e predisposti per futuri eventi culturali, rassegna ed eventi cinematografici. È stata completata l’installazione dei nuovi sistemi di videosorveglianza con la quale sarà controllato il perimetro esterno, le aree interne e la zona della Casina Liberty, con l’obiettivo di prevenire atti vandalici. Nel nuovo progetto di riqualificazione è stata data grande attenzione alle aree ludiche per bambini, ragazzi e adulti. Sono stati installati giochi per i bambini da 0 a 5 anni, ma anche per quelli più grandi con tavoli da ping-pong, 2 canestri per il basket, un campo per giochi con la palla e, anche, un’area scacchi. È stata riqualificata l’area dedicata ai cani ed alla colonia felina che vive all’interno dei giardini. Terminati i lavori di restyling, da parte della Sovrintendenza Capitolina, sulla Casina Liberty che, dopo il completamento della gara per la gestione del servizio, diverrà un punto di ristoro per gli ospiti. Sono stati riqualificati, anche, i bagni pubblici, che torneranno a disposizione dei cittadini dopo la riapertura dei giardini. L’Ufficio del Decoro Urbano sta studiando progetti per coinvolgere le scuole del quartiere con attività di laboratorio sui giardini. Sono allo studio, e solo quando sarà possibile vista l’emergenza Covid-19, alcune iniziative culturali che coinvolgano anche le associazioni di quartiere, le comunità straniere e giovani migranti. “La riqualificazione completa dei Giardini di Piazza Vittorio ha restituito ai cittadini una delle aree verdi più belle e variegate del nostro centro storico, dopo anni di abbandono. Siamo intervenuti su tutti gli aspetti del giardino come, ad esempio, sulla cura del verde anche con nuove alberature, percorsi pedonali rinnovati, la riattivazione della fontana del Rutelli, nuova illuminazione per i Trofei di Mario, la Casina Liberty che diventerà un punto ristoro e un nuovo sistema di videosorveglianza. Un intervento che ha donato nuova bellezza e decoro. Abbiamo, poi, messo in piedi un programma di gestione e manutenzione del giardino che ne preserverà la bellezza nel tempo. Ringrazio tutte le persone e i tecnici che hanno lavorato per questo risultato”, precisa l’assessora alle Infrastrutture Linda Meleo. “Oggi rinasce lo splendido giardino di Piazza Vittorio che torna ad essere il fulcro della vita sociale di un quartiere multiculturale nel cuore di Roma. Un aspetto di cui si è tenuto conto nella progettazione del verde, realizzata dai tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale, che ricrea un piccolo orto botanico ricco di piante esotiche. Un tesoro di biodiversità che sarà possibile apprezzare grazie alle visite guidate che condurranno alla scoperta delle piante e dei loro paesi di origine. Ci prenderemo cura di questo gioiello nato da un prezioso lavoro di squadra per tutelarlo e svilupparne tutte le potenzialità”, ha concluso l’assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.

 





Villa Fulvia, attività sanitaria bloccata e Cassa Integrazione

 

 “Lavoratori in cassa integrazione e futuro a rischio. E’ il paradosso della casa di cura Villa Fulvia dove, dopo l’esplosione delle infezioni da Covid ad aprile scorso, reparti e ambulatori restano chiusi nonostante il sistema sanitario regionale fatichi a tenere il passo con la nuova impennata dei contagi”. A denunciarlo i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Claudio Maggiore, Sergio Pero e Fosco Guidi, “preoccupati per il destino della struttura e del personale”. “La situazione venutasi a creare con il focolaio di infezioni Covid-19 nei reparti di Villa Fulvia ha portato, da aprile, alla chiusura de facto delle attività: blocco dei ricoveri e delle visite ambulatoriali, stop a Rsa e terapia motoria, porte sbarrate per logopedia e neuropsichiatria infantile. Da allora l’azienda è ricorsa al Fis (la cassa integrazione del settore), malgrado la contrarietà delle organizzazioni sindacali”, spiegano i sindacalisti. “Sono più di 250 i professionisti alle dirette dipendenze della società Giunone spa che gestisce Villa Fulvia, a cui si aggiungono i 100 dipendenti di cooperative e associazioni professionali e altri 100 lavoratori autonomi (partite Iva) – proseguono Maggiore, Pero e Guidi – da settembre la Regione Lazio ha dato l’ok alla riapertura di alcuni ambulatori e terapie domiciliari che hanno portato 40 dipendenti a riprendere servizio. Con la beffa però di non vedersi pagato lo stipendio al 100%. L’azienda si nasconde infatti dietro la scusa della mancanza di liquidità e lamenta di essere allo stremo se non riprenderanno tutti i ricoveri”. 

“E poi restano ancora a carico del Fondo di integrazione salariale 300 dipendenti tra quelli diretti di Villa Fulvia e i professionisti della cooperativa Fedora. La maggioranza di questi (circa il 60%) sono con contratto part time, il che, tradotto economicamente, significa che non arrivano a percepire nemmeno 400 euro mensili di cassa integrazione”. Per Cgil Cisl e Uil, “una situazione tragica che va avanti da sette mesi, nell’inerzia di Regione e Asl Roma 2”. “Non e’ piu’ tollerabile andare avanti cosi’. Sollecitiamo la Regione Lazio a verificare se Villa Fulvia ha ancora i requisiti tecnici ed organizzativi necessari e quindi a ripristinare speditamente le attivita’ ad oggi sospese – concludono i sindacalisti – aspettiamo che dopo le rassicurazioni pubbliche dell’assessore si passi immediatamente ai fatti”.

 





Campidoglio: al via seconda fase bando C40 Reinventing Cities

 

Prende il via la seconda fase del bando internazionale C40 Reinventing Cities. I team selezionati in prima fase sui siti coinvolti di Roma Capitale lavoreranno alla elaborazione delle proposte, la consegna degli elaborati definitivi e le relative offerte vincolanti dovranno avvenire entro il 26 febbraio 2021. Ne dà notizia in una nota il Campidoglio. I gruppi coinvolti dovranno quindi sviluppare la proposta, sulla base di quanto già avanzato nella prima fase, che dovrà contenere: una struttura consolidata e arricchita del team che comprenda la figura di un soggetto finanziatore; gli approfondimenti progettuali comprensivi delle necessarie relazioni tecniche; gli indici che definiscano le performance ambientali e un protocollo di monitoraggio in fase operativa; un piano economico finanziario; un’offerta economica per concessione o diritto di superficie. A marzo 2021 saranno nominati i vincitori dei siti in gara che avranno presentato le migliori proposte di trasformazione dei luoghi.

 





Casa e reddito, Movimenti in piazza questo sabato

 

La Roma dei movimenti per la solidarietà e dell’abitare tornano in piazza. Dopo un’assemblea da 120 persone presso l’occupazione di via del Caravaggio, in rappresentanza di spazi e esperienze di volontariato e resistenza si è data appuntamento sabato 31 alle 6 in piazza Indipendenza. “Tu ci chiudi, tu ci paghi” è lo slogan condiviso con le altre piazze in Italia, che a Roma si arricchisce di un elemento di urgenza. “È il momento – scrivono nella convocazione del presidio -. È il momento per chi crede che il Covid-19 sia un nemico comune, pericoloso e assassino. È il momento per chi crede nel personale sanitario che combatte in prima linea difendendo le nostre vite dentro un sistema sanitario martoriato dai tagli. È il momento per chi sta pagando il prezzo più alto dei lockdown mentre i padroni di Amazon, Google e di un pugno di multinazionali vedono i loro profitti impennarsi del 300%. È il momento per chi si è ritrovato senza tutele, senza possibilità e con tanta solitudine intorno. È il momento per chi è precario e precaria, per chi ha perso il lavoro, per chi rischia di perdere la casa, per chi sta perdendo la dignità dovendo chiudere la propria attività – che siano botteghe, piscine e palestre, pub e ristoranti”. È il momento, secondo le realtà di base romane “di chiedere a gran voce di investire sul trasporto pubblico locale, nodo cruciale per battere la pandemia. È il momento per chi crede che cultura, cinema e teatro non siano un lusso ma una forza fondamentale della vita democratica, economica e culturale del paese. È il momento per gli studenti e le studentesse che stanno subendo decisioni dall’alto senza mai essere ascoltati. È il momento per chi non vuole più negazionisti e fascisti in piazza”. Se sono necessari i lockdown e le misure di contenimento, secondo le associazioni “allora devono essere necessarie anche le misure economiche a difesa della popolazione. Vogliamo un reddito universale, vogliamo una patrimoniale che tassi i milionari e le multinazionali, vogliamo che vengano fermati sfratti e sgomberi, vogliamo un investimento nel comparto medico e l’aumento dei posti in terapia intensiva, vogliamo una scuola di qualità su cui si investa, vogliamo sostegno alle attività culturali e sociali del paese”. “Vogliamo curarci senza morire di fame, senza avere paura del futuro o di trovarci senza garanzie di fronte all’incertezza di questi tempi”, concludono.

 





Barca: “Non mi candiderò a Sindaco”

 

“Non mi candido a sindaco di Roma, Il fatto di fare dignitosamente un lavoro non significa saperli fare tutti. Il lavoro che ho fatto in passato e quello che sto facendo adesso penso di saperli fare meglio del lavoro di sindaco. Penso di non essere adatto a quell’incarico”.Così Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità. Economista, ex ministro per la Coesione territoriale (Governo Monti), ex dirigente della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia, in un’intervista rilasciata al giornale online Tpi.it.. Inoltre, “della candidatura di Calenda, non mi convince il metodo”, ha aggiunto Barca.

 





Bertolaso: "Se sono candidato? Un romano non si può esimere"

 

Guido Bertolaso, in un’intervista in diretta su Elleradio, ha risposto alle sollecitazioni del conduttore Marco Fedeli aprendo alla possibilità di candidarsi nuovamente a sindaco della Capitale. “In questo momento, sono un candidato per aiutare qualsiasi parte d’Italia a risolvere il problema del Covid – ha risposto Bertolaso alla prima sollecitazione in merito -. Mi candido per fare il volontario ed assistere il mio Paese”. “Ma Roma ce l’ha il Covid?”, è stata la domanda più stringente del conduttore. “E no”, è stata la risposta di Bertolaso, che, incalzato nuovamente da Fedeli, ha commentato: “Eh! Ma come può un romano de Roma, esimersi dal risolvere i problemi della città più bella al mondo!”.

 




Simeone (FI): "E’ emergenza Covid al Goretti di Latina"

 

 “Ci duole purtroppo constatare che le prime risposte dell’Asl di Latina relativamente ai quesiti posti sulla situazione di emergenza Covid all’ospedale Santa Maria Goretti, appaiono insufficienti. Attraverso l’assessore regionale Alessio D’Amato siamo venuti a conoscenza di una nota con la quale il direttore sanitario del Presidio Nord Sergio Parrocchia ha prodotto una relazione sintetica sulle ultime fasi inerenti la riconversione Covid dell’ospedale Santa Maria Goretti”. Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di FI al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Purtroppo il rapporto non chiarisce i nostri dubbi espressi nell’interrogazione urgente inviata ai vertici dell’amministrazione regionale. Noi vogliamo avere l’esatta fotografia della situazione. Ho quindi inviato una nota al direttore generale dell’Asl con la quale chiedo di ricevere risposte chiare alle nostre precise domande: Quanti sono ad oggi i posti letto attivi per l’emergenza Covid all’ospedale Goretti? Quanti sono i pazienti che si trovano al Pronto Soccorso, e per ognuno di essi da quanti giorni sono in attesa di ricovero presso il reparto Covid del nosocomio? Come s’intende reperire ulteriori posti letto? Considerando che se anche solo per il 5% degli oltre 2000 soggetti attualmente ‘in isolamento domiciliare’ si presentasse la necessità di un ricovero, avremmo non meno di un centinaio di altri degenti. Ho appreso inoltre con enorme stupore abbinato ad un grande senso di incredulità che sono stati rimossi i banchi della cappella del Goretti per fare spazio ad 8 posti letti per i malati Covid. Sembra proprio che si stia raschiando il barile! Comprendo le ragioni d’urgenza del provvedimento, ma rendere inaccessibile al culto una cappella, per recuperare 8 posti letto, non risolve certamente i problemi, anzi, è la dimostrazione più lampante di una mancanza di strategia di ampio respiro. Al direttore Casati dico, ‘va bene che si è in guerra, ma per vincerla occorrono le armi’. Naturalmente mi riferisco alle ‘armi’ della medicina e di una programmazione all’altezza dei nostri servizi sanitari. E per quelle purtroppo non basta invocare l’aiuto del Signore!” conclude. 

 




Corruzione nel comune di Artena, arrestati il sindaco e un assessore

 

Con le accuse, a vario titolo, di corruzione, concussione, tentata concussione, falsità ideologica (in relazione all’approvazione del bilancio di previsione per gli anni 2018-2020), turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e vari abusi d’ufficio, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato (ai domiciliari) il sindaco di Artena Felicetto Angelini, l’assessore ai Lavori Pubblici, l’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico ed il presidente di una cooperativa urbanistica a cui lo stesso Comune aveva affidato l’istruttoria dei condoni edilizi comunali. Disposta anche la sospensione temporanea dai pubblici uffici nei confronti della segretaria comunale, del vice comandante della Polizia Locale e della responsabile dell’ufficio personale dello stesso Comune.

Dalle indagini – dirette dalla Procura di Velletri e svolte dai Carabinieri di Colleferro – è emerso che il sindaco, in concorso con un’altra persona, all’epoca dei fatti consigliere di minoranza del Consiglio comunale di Artena, si sarebbe reso responsabile del reato di corruzione per l’esercizio della funzione e l’assessore ai Lavori pubblici, in concorso con un imprenditore, di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio.

L’indagine, infine, ha fatto emergere altre condotte delittuose come l’annullamento di diverse contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada a determinati soggetti nonché, con riferimento al presidente di una cooperativa urbanistica a cui lo stesso Comune aveva affidato l’istruttoria dei condoni edilizi comunali, di più ipotesi di tentata concussione. L’operazione è stata chiamata “Feudo”.





Caso Becciu, Marogna torna libera ma è sottoposta all’obbligo di firma

 

Cecilia Marogna, la manager sarda arrestata a Milano il 13 ottobre scorso su richiesta dei magistrati della Santa Sede che indagano sul cardinale Angelo Maria Becciu, torna libera ma con obbligo di firma. 

È quanto hanno deciso i giudici della quinta Corte d’Appello di Milano, accogliendo la richiesta dei difensori della donna, accusata di appropriazione indebita aggravata dalle autorità pontificie che proprio per questo hanno chiesto di estradarla in Vaticano.





Patuelli (Abi): "Sforzo di tutti per evitare esplosione crediti deteriorati"

 

 

È necessario uno sforzo collettivo per evitare “esplosioni di crediti deteriorati” a causa della crisi economica. Lo ha sottolineato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, secondo cui “le banche fanno e debbono fare prudenziali accantonamenti per ogni tipo di rischio. Ogni sforzo deve essere fatto da istituzioni, imprese e banche per prevenire esplosioni di crediti deteriorati che non debbono essere conseguenza di sottovalutazioni di rischi e di norme troppo rigide”. 

“Pure le scadenze delle moratorie – ha spiegato il numero uno di Palazzo Altieri – devono essere ripensate col prolungamento della pandemia. È indispensabile non interrompere troppo presto le misure per famiglie e imprese nella prolungata emergenza: è utile a tutte le imprese che i prestiti garantiti non si esauriscano il 31 dicembre e possano essere chiesti fino al 30 giugno, come permesso dalla Ue”. 

“Le banche – ha aggiunto Patuelli – sono imprese che debbono poter tornare ad avere rapporti ordinari con i propri azionisti: se, dopo prudenti e lungimiranti accantonamenti, producono utili e possiedono solidi indicatori patrimoniali anche prospettici, sotto il controllo delle autorità di vigilanza come prima della pandemia, debbono poter distribuire dividendi”.





Visco (Banca d’Italia): “Crisi peggiora, proteggere lavoratori finchè necessario”

 

 

 Con il peggioramento della pandemia è necessario continuare a proteggere i lavoratori dalle conseguenze della crisi economica. È il richiamo lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alla 96esima Giornata mondiale del risparmio. “L’acuirsi dell’epidemia – ha detto – potrebbe avere nuove, pesanti, ricadute sulle già fragili condizioni del mercato del lavoro”. 

“Se occorre evitare di ostacolare – ha sottolineato Visco – la riallocazione dei lavoratori tra imprese e settori, la gravità della crisi richiede di continuare a offrire loro adeguata protezione fino a quando necessario. Al tempo stesso, il sistema degli ammortizzatori sociali può essere rivisto per accrescerne la copertura, la semplicità di accesso e l’equità”. 

“In prospettiva – ha spiegato il governatore – nella misura in cui le condizioni macroeconomiche lo consentiranno, gli interventi straordinari a difesa delle posizioni lavorative potranno essere progressivamente ridotti e circoscritti ai comparti più colpiti dalla crisi, tenendo anche conto delle esigenze per le imprese più sane di poter riorganizzare la propria attività in risposta al mutamento delle prospettive socio-economiche”. 

“Provvedimenti – ha aggiunto Visco – volti a semplificare le regole di funzionamento del mercato del lavoro e a estendere la riduzione del cuneo fiscale potranno favorire i piani di assunzione delle imprese. Affinchè l’aumento delle opportunità di lavoro sia permanente, deve però aumentare la capacità di sviluppo dell’economia”.




Persi 387mila posti di lavoro. La diminuzione riguarda uomini e donne di qualsiasi fascia d’età

 

 A settembre 2020, per effetto dell’aumento dei dipendenti e della diminuzione degli autonomi, il numero di occupati è sostanzialmente stabile, con il recupero di un decimo di punto del tasso di occupazione. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat la sostanziale stabilità dell’occupazione (+ 6mila unità) è sintesi, da un lato, dell’aumento osservato tra le donne, i dipendenti a tempo indeterminato e gli over50 e, dall’altro, della diminuzione tra gli indipendenti e i 25-34enni. Nel complesso il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali). 

Le ripetute flessioni congiunturali registrate tra marzo e giugno 2020 hanno fatto sì che, anche nel mese di settembre 2020, l’occupazione continui a essere più bassa di quella registrata nello stesso mese del 2019 (-1,7% pari a -387mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne di qualsiasi età, dipendenti ( 281mila) e autonomi (-107mila), con l’unica eccezione degli over 50, tra i quali gli occupati crescono di 194 mila unità, soprattutto per effetto della componente demografica. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 0,9 punti percentuali. 

Il livello di occupazione nel terzo trimestre 2020 è superiore dello 0,5% a quello del trimestre precedente, registrando un aumento di +113mila unità. 

A settembre 2020 le ore pro capite effettivamente lavorate, calcolate sul complesso degli occupati, sono pari a 34,8, livello di 0,7 ore inferiore a quello registrato a settembre 2019; la differenza si riduce a 0,4 ore per i dipendenti.





Le prime dosi vaccino a fine dicembre secondo Fauci. E in Usa record di casi

 

 

Le prime dosi di un vaccino sicuro ed efficace contro il coronavirus potranno essere disponibili per alcune categorie ad alto rischio di americani tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Lo ha reso noto il virologo numero uno degli Stati Uniti e capo della taskforce della Casa Bianca contro il Covid-19, Anthony Fauci. Gli Stati Uniti, intanto, hanno stabilito un nuovo record negativo nel bilancio di casi giornalieri di coronavirus: nelle ultime 24 ore sono stati 91.920, per la prima volta oltre quota 90mila, secondo la Johns Hopkins.

Fauci ha detto di basare questa previsione sugli attuali trial in corso per i vaccini di Moderna Inc e Pfizer. Il virologo, però, ha avvertito che anche con un vaccino efficiente ci vorrà del tempo prima che si radichi l’immunità nella comunità sia a livello nazionale che globale. La vita non tornerà alla normalità “prima della fine del 2021, almeno”.




Bertolaso: “Tra 2 settimane come a metà marzo”

 

 

“La vedo molto dura, la situazione.

Complicata e piena di tranelli, perché purtroppo a metà novembre saremo come a fine marzo. Con la differenza che allora l’epidemia riguardava Lombardia e Veneto, mentre ora abbraccia tutta ItaliaIl virus si è sparpagliato ovunque, anche le Marche non sono messe bene”. A lanciare l’allarme è l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, che fa riferimento ad alcuni grafici “dove si vede chiaramente come a metà del prossimo mese la curva di contagi, ricoveri e morti avrà un’impennata insostenibile se non si prendono subito misure drastiche”.

Se il diagramma corrisponde a verità, dunque, “rischiamo tra poco più di due settimane di ritrovarci nei guai – afferma – i pilastri necessari per contrastare l’epidemia si stanno sgretolando, il servizio sanitario ha l’acqua alla gola e non sarà in grado di rispondere all’emergenza incalzante. Non vorrei rivedere le scene di medici russi, cubani e albanesi che accorrono in nostro aiuto nelle rianimazioni”.

Poi attacca: “Dovevano essere assunti 10mila infermieri. Dove stanno, come sono stati distribuiti? Il filtro dei medici di famiglia è di nuovo saltato e i pronto soccorso sono sotto pressione. Tagliate le visite ambulatoriali ordinarie ed è gravissimo perché patologie gravi rischiano di essere diagnosticate troppo tardi”.

Secondo Bertolaso il mezzo lockdown non basta: “No, credo che sarebbe meglio fermare del tutto il Paese per un mese, subito, siamo ancora in tempo per non arrivare a quei numeri. Con uno stop generale, da un lato potremmo cercare di arrestare la diffusione, dall’altro permetteremmo al sistema di riorganizzarsi. Resettiamo l’Italia, senza aspettare di vedere se le nuove misure sono state efficaci”.





Lamorgese replica a Salvini: “I decreti sicurezza hanno creato insicurezza”

 

 

Sull’attentato di Nizza “responsabilità non ce n’è da parte nostra: si parla delle nostre modifiche al decreto sicurezza, ma quei decreti anzichè creare sicurezza hanno creato insicurezza, perchè 20 mila persone sono dovute uscire dall’accoglienza da un giorno all’altro”. Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in un’intervista televisiva.

“Noi abbiamo cercato di tenere presente le esigenze di sicurezza del Paese, non disperdendo tutti sul territorio nazionale, facendo dei progetti mirati e affinchè restassero sotto i radar delle forze di polizia”, ha concluso la ministra, spiegando che “dobbiamo essere vicini alla Francia e ai Paesi europei”: quello avvenuto a Nizza “è un attacco all’Europa. Lampedusa è la porta d’Europa”.





Salvini: “Ricevo insulti tutti i giorni, ma non transigo sulle minacce di morte”

 

"Ricevo centinaia di insulti ogni giorno, se uno mi dà dello stronzo posso anche andare avanti ma sulle minacce di morte non transigo". Così Matteo Salvini, leader della Lega, interviene nel processo a Valerio Ferrandi, l’antagonista figlio dell’ex esponente di Prima Linea Mario, che nell’aprile 2016 scrisse sulla pagina Facebook del leader della Lega la frase: "Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca". L’imputato è accusato di diffamazione e minacce. 





Marcucci (Pd) chiede verifica di Governo

 

"Io ho delle richieste che le chiedo di valutare: i singoli ministri sono adeguati all’emergenza che stiamo vivendo?". Lo ha detto il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci, rivolgendosi al premier Giuseppe Conte dopo l’informativa del presidente del Consiglio a palazzo Madama.  "Questo governo deve andare avanti e deve avere le migliori donne e uomini che possono salvare nostro paese. E poi la verifica della tenuta della maggioranza: noi dobbiamo poter contare su una maggioranza parlamentare solida che ci permetta di governare bene questo Paese".

"Il Presidente Conte valuti se i singoli ministri sono adeguati all’emergenza, apra la verifica, abbiamo bisogno di una maggioranza coesa. E lei ha anche l’onore e l’onere, soprattutto, di coinvolgere l’opposizione. Va trovato un luogo - una commissione o una bicamerale - dove le opposizioni si possano confrontare con il governo e la maggioranza. Trovi lei il luogo dove confrontarsi costantemente con il Parlamento. Il Parlamento rappresenta il Paese, il Parlamento va ascoltato", ha aggiunto.

"L’obiettivo deve essere che se si fanno i Dpcm per le restrizioni delle libertà individuali, servono poi anche per restituirle. Occorre fare in modo che queste misure siano limitate nel tempo e per riuscirci occorre che queste misure siano efficaci", ha detto ancora. "Io il precedente che i decreti legge non si possono cambiare - ha aggiunto - non lo accetto".

"In una fase tanto grave per il Paese, in cui ogni sforzo va dedicato a sconfiggere il virus e la crisi, parlare di rimpasti appare una cosa fuori dal mondo. Gli italiani hanno bisogno di avere la certezza che il governo e la maggioranza si stanno occupando di tutelare la loro salute e l’economia. Il Pd si è assunto questa responsabilità, chi pensa ad altro sbaglia", ha sottolineato Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd. "Di tutto abbiamo bisogno oggi, tranne che di mettere in discussione il governo. Forse il presidente Marcucci intendeva dire che ognuno di noi, anche i ministri, devono dare il meglio in questa drammatica situazione. Mi parrebbe altrimenti lunare porre il tema di un rimpasto di governo, tanto più con il momento che il Paese sta vivendo", ha detto la senatrice Roberta Pinotti.

A intervenire è stato poi lo stesso segretario del Pd, Nicola Zingaretti: "Il sostegno del Partito Democratico a questo Governo e ai suoi ministri è pieno e totale. Non in discussione. Posizione ribadita, tra l’altro, all’unanimità alcune ore fa dalla direzione nazionale sul voto della mia relazione".

In una nota Marcucci ha specificato di non aver chiesto "nessun rimpasto. Ho chiesto al Presidente del Consiglio di assumersi la responsabilità dell’azione di governo, inclusa quella dei singoli ministri, e di aprire una fase di coinvolgimento parlamentare più profondo. Che includa anche le opposizioni. Basta con il chiacchiericcio".





Mattarella: “Crisi profonda, misure urgenti per tutelare la società”

 

La crisi “profonda” causata dalla pandemia di coronavirus “richiede misure urgenti” per tutelare il presente e il futuro della società. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un telegramma inviato all’Acri per la 96esima Giornata mondiale del risparmio.

“Questa Giornata – sottolinea Mattarella – si tiene durante una crisi profonda, che richiede misure urgenti per salvaguardare il presente e soprattutto il futuro della nostra società. Il risparmio, tradizionale patrimonio del nostro paese, la cui tutela è sancita dalla Costituzione, può concorrere alla ripartenza”.





Effetto Covid sugli infortuni sul lavoro

 

In diminuzione le denunce (-21,8%) ma aumentano i casi con esito mortale (+18,8%)

 Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e settembre sono state 366.598 (-21,8% rispetto allo stesso periodo del 2019), 927 delle quali con esito mortale (+18,8%). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 31.701 (-29,8%). Lo ha reso noto l’Inail spiegando che i dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.  I casi mortali denunciati all’Istituto nei primi nove mesi di quest’anno sono stati 927. Pur nella provvisorietà dei numeri, questo dato evidenzia già un aumento di 147 decessi rispetto ai 780 registrati nello stesso periodo del 2019 (+18,8%). L’incremento è influenzato dal numero delle denunce protocollate fino al 30 settembre 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.  A livello nazionale, rispetto ai primi tre trimestri dell’anno scorso, si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 217 a 151 (-30,4%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 563 a 776 (+37,8%). L’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 670 a 812 denunce) e il conto Stato (da 10 a 34), mentre l’Agricoltura ha registrato 19 casi in meno (da 100 a 81).

 





Inflazione, si scalda il carrello della spesa (+1,4%)

 

Nel mese di ottobre 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,3% su base annua (da -0,6% di settembre). E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat che ha spiegato: “anche a ottobre l’inflazione al netto delle componenti più volatili, tra le quali quella degli energetici – caratterizzati dalla persistenza di tendenze negative dei prezzi – pur accelerando, rimane modesta. D’altra parte, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa si conferma vivace, trainata dagli incrementi dei prezzi degli alimentari freschi”.  Pur vedendo confermata per il sesto mese consecutivo un’inflazione negativa a causa per lo più dei prezzi dei Beni energetici (-9,5%), la flessione dell’indice Nic si dimezza rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto all’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +2,7% di settembre a +3,5%) e alla minore ampiezza della diminuzione, che rimane sostenuta, di quelli degli Energetici regolamentati (da -13,6% a -9,6%). Accentuano invece la flessione i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da -8,2% a -9,4%).  L’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe, rispettivamente da +0,1% a +0,3% e da +0,2% a  0,5%. L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei Beni energetici regolamentati (+7,6%) e, in misura minore, di quelli dei Beni alimentari non lavorati (+0,9%), solo in parte compensata dal calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,1%).  L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.  I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (da +1% a +1,4%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto continuano a registrare una flessione (da -0,1% a -0,2%).  Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,6% su base mensile e diminuisce dello 0,6% su base annua (da -1,0% di settembre). L’aumento congiunturale dell’Ipca, più marcato rispetto a quello del Nic, è spiegato dalla fine dei saldi estivi prolungatisi anche a settembre e di cui il Nic non tiene conto. I prezzi di Abbigliamento e calzature registrano infatti un aumento congiunturale pari a +4,7% e una marcata attenuazione della flessione su base annua (da -2,3% a -0,4%).





Visco (Banca d’Italia): "Ripartenza minacciata"

Il Governatore: “C’è il rischio che l’aumento dei casi di contagio si ripercuota sulla fiducia e sulla spesa di famiglie e imprese”

 

 

La ripresa dell’epidemia di coronavirus “minaccia di incidere sui risultati conseguiti” nella ripartenza economica. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla 96esima Giornata mondiale del risparmio. “C’è il rischio – ha sottolineato Visco – che l’aumento dei casi di contagio, anche qualora venisse contrastato con misure meno drastiche di quelle adottate in primavera, si ripercuota negativamente sulla fiducia e sulla spesa delle famiglie e delle imprese”.

“L’intensità – ha spiegato il governatore – con la quale è ripresa nelle ultime settimane la diffusione della pandemia, in particolare in Europa, e l’elevata incertezza a essa connessa rischiano di produrre nuovi rallentamenti dell’attività produttiva e della domanda di beni e servizi nel breve periodo, con conseguenze ancora negative per le prospettive dell’economia globale nel prossimo anno”.





Straordinario rimbalzo del Pil italiano che raggiunge quota +16,1%

 

 

Il Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 ha registrato un deciso rimbalzo del 16,1% rispetto al trimestre precedente chiusosi a -13%. Il dato, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è stato reso noto dall’Istat in base alle stime provvisorie. Su base annua, rispetto al periodo giugno-settembre 2019, l’economia ha invece registrato una contrazione del 4,7%. L’andamento congiunturale del trimestre supera le stime degli analisti e dello stesso governo che aveva indicato una crescita di circa il 13%, tale da recuperare il crollo dei mesi del lockdown primaverile. La variazione del Pil acquisita per il 2020, quella che si otterrebbe se nel quarto trimestre la crescita fosse nulla, è pari a -8,2%.





Terremoto 7.0 nel Mar Egeo, devastata Smirne (Turchia)

 

 

 

Un terremoto di magnitudo 7 si è verificato nel mar Egeo. In Turchia almeno quattro persone sono morte e oltre 150 sono rimaste ferite. Il sisma è stato avvertito in diverse province turche, compresa Istanbul, in alcune isole greche e anche ad Atene. Alcuni edifici sono crollati a Smirne, dove un numero imprecisato di persone è sotto le sotto le macerie: decine di loro sono state estratte vive. Segnalato anche un mini-tsunami con onde di circa un metro.  A Smirne ci sono persone intrappolate sotto le macerie, ha comunicato il ministero turco dell’Ambiente, secondo quanto riporta l’agenzia ufficiale Anadolu. Nel distretto di Bayrakli tre persone sono state tratte in salvo dopo il crollo di un palazzo. "Con tutti i mezzi possibili, siamo tutti al fianco dei cittadini" nelle zone colpite dal terremoto, ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in dichiarazione riportati dai media locali. "Abbiamo mobilitato tutte le istituzioni e i ministeri - ha aggiunto il leader turco - Tutto lo Stato è mobilitato per i soccorsi". Dopo il forte sisma c’è stato un colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri di Turchia e Grecia. Secondo fonti diplomatiche turche citate da Anadolu, Nikos Dendias ha chiamato Mevlut Cavusoglu per manifestare la solidarietà di Atene dopo il sisma avvertito anche in Grecia, fino alla capitale. I due ministri, si legge, si sono promessi "assistenza reciproca". Da settimane si registrano tensioni tra Ankara e Atene nel Mediterraneo orientale.

 





Nuovo record di contagi (31.084), si va verso lo scenario 4 in molte regioni. Si alza l’età media dei contagi

 

 

"Oggi non abbiamo buone notizie, i nuovi casi dai 26.800 di giovedì sono saliti a 31.084". Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, intervenendo al punto stampa al ministero sulla situazione epidemiologica. "Tutti questi dati - ha aggiunto - in qualche misura sono attesi. Non ci dobbiamo aspettare cambiamenti del trend dovuti a un impatto immediato delle misure, ci vorranno due o tre settimane. Per ora vediamo ancora la tendenza all’aumento del numero dei positivi".

 

"L’indice Rt in Italia è a 1,7, ancora in crescita, ed è riferito alla scorsa settimana. Tutte le regioni sono sopra il valore Rt 1 e molte anche significativamente sopra, e questo è un elemento importante". Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nel suo intervento sull’analisi della situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia durante la conferenza stampa al ministero della Salute.  "Siamo in una situazione compatibile con lo scenario 3 verso lo scenario 4", ha spiegato segnalando "in alcune regioni il raggiungimento dello scenario 4". Per "contrastare la curva, accanto ai provvedimenti presi dobbiamo lavorare tutti noi per ridurre le aggregazioni".

 

"L’età mediana delle persone che contraggono l’infezione" da coronavirus Sars-CoV-2 "nelle ultime settimane, dopo un periodo di stabilizzazione, è in lieve crescita e questo vuol dire che non si infetta più solo la popolazione giovane, come avveniva durante il mese di agosto (con la settimana di Ferragosto che è stato il picco più basso)", ma il contagio "riguarda un po’ tutte le fasce d’età", ha sottolineato.

 

"Certamente le fasce d’età più colpite sono quelle giovanili - ha precisato - ma progressivamente anche le fasce d’età più anziane cominciano a essere colpite. Cominciamo lentamente a crescere, dunque, e questo ha un significato importante rispetto al potenziale di trasmissione alle persone anziane, che hanno un maggior rischio di mortalità".