Ore12.net, problema tecnico per gli aggiornamenti

Per un problema di natura tecnica, Ore12.net tornerà ad assere aggiornato della giornata di martedì 3 novembre




le notizie del 2 novembre

 

Verso il blocco della circolazione alle 21 e misure sulla didattica scolastica

 

 

 

A un passo dal lockdown

 

 

"La curva corre in ogni Continente. L’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi ".Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera sottolineando che ’Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni". Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità" delle Regioni. 

"Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio" salvo esigenze di lavoro, studio e salute. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera sottolineando che ’il governo prevede di adottare a livello nazionale "limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale piu’ tarda". Per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre.  Nel dpcm si prevede "anche integralmente" la didattica a distanza per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50 % del limite di capienza dei mezzi pubblici locali.

 

Tre righe di occhiello

 

Pmi avanti a 53.8

Livello più alto

dal mese di marzo

 

L’indice Pmi manifatturiero, che registra la fiducia dei responsabili degli acquisti delle imprese in Italia, sale a 53,8 punti a ottobre dai 53,2 punti di settembre. E’ il livello più alto da marzo 2018. L’indicatore, rilevato da Ihs Markit segnala crescita per il quarto mese di fila posizionandosi sopra quota 50 che rappresenta la soglia di demarcazione tra espansione e contrazione del ciclo.
    Anche in Germania si evidenzia un rafforzamento con l’indice Pmi dell’attività manifatturiera che segna un’accelerazione a ottobre passando a 58,2 punti da 56,4 di settembre. In Francia, il Pmi manifatturiero e’ rimasto sostanzialmente stabile a ottobre a 51,3 punti rispetto a 51,2 di settembre. Per l’intera Eurozona l’indice Pmi manifatturiero sale ai massimi da luglio 2018 a ottobre con un rialzo a 54,8 punti da 53,7 di settembre.

 

 

 

Taglio basso

 

E’ morto padre Bartolomeo Sorge già direttore della Civiltà Cattolica

 

Una voce scomoda per il potere politico e per la stessa Chiesa. S confrontò con tre grani Papi

 

 

E’ morto padre Bartolomeo Sorge. Lo si apprende da fonti dei Gesuiti. Padre Sorge si è spento a Milano, aveva 91 anni. Gesuita già direttore della Civiltà Cattolica, teologo e politologo, grande esperto di dottrina sociale della Chiesa, di padre Sorge si ricorda anche il suo impegno contro la mafia. Padre Sorge non ha mai mancato, anche negli ultimi tempi, di dare il proprio contributo anche sui social scendendo in campo contro i decreti sicurezza Salvini: "Sono impregnati di razzismo, vanno abrogati", disse. Il gesuita intervenne anche quando il cardinale Ruini disse che con Salvini bisognava dialogare: " Ruini sbaglia a benedire Matteo Salvini. Il Vaticano fece lo stesso col Duce".   Sorge non risparmiò critiche nemmeno a Matteo Renzi quando attuò la scissione fondando ‘Italia viva’: "Renzi, al pari di Berlusconi e Salvini - ci disse - ha la sindrome del salvatore della patria". Nel suo ultimo libro svelò di avere appreso che Giovanni Paolo I lo voleva mandare patriarca a Venezia al suo posto, rimasto vacante dopo la sua elezione al pontificato. "Provvidenzialmente il cardinale Antonio Poma, presidente della Cei, si oppose e la ebbe vinta. Per due motivi. Il primo fu che, dopo la lettera di Enrico Berlinguer al vescovo Luigi Bettazzi, avevo auspicato che i cattolici non temessero di confrontarsi culturalmente con i comunisti. Il secondo, che fin dalla relazione finale che tenni al convegno della Chiesa italiana su "Evangelizzazione e promozione umana" (1976), prevedendo la fine della Dc, mi davo da fare affinché si trovasse un modo nuovo di presenza politica dei cattolici in Italia, diverso dal partito democristiano. Fu così che persi la gondola...", raccontò.Padre Sorge nella sua lunga vita, fu lui stesso a raccontarlo nel 2019 a L’Espresso, ebbe tre sogni: "diventare un santo sacerdote gesuita; impegnarmi con tutte le forze nella costruzione della città dell’uomo; realizzare con fede e amore la Chiesa del Concilio, rinnovata, libera dal potere, povera, in dialogo con il mondo. Il primo sogno, ahimè, è ancora tale, ma ho fiducia che il Signore lo compirà. Il secondo sogno l’ho visto realizzarsi progressivamente nel lungo arco della mia vita, soprattutto negli anni ’80, quando mi trovai a combattere la mafia che in Sicilia mirava al cuore dello Stato. Gli undici anni vissuti a Palermo li ho passati quasi tutti sotto scorta armata. Agostino Catalano, uno dei miei "angeli", saltò in aria con Paolo Borsellino. Purtroppo non potei essere vicino a lui e alla sua famiglia, perché mi trovavo in America Latina. Il terzo sogno lo rincorro da 50 anni, metà dei quali alla Civiltà Cattolica, accanto a tre grandi papi".

 

 

 

 

 

E’ morto Gigi Proietti, il lutto il mondo del teatro e del cinema

 

 

E’ morto Gigi Proietti. L’attore romano avrebbe compiuto oggi 80 anni. Era ricoverato in terapia intensiva in una clinica della Capitale per problemi cardiaci e non per cause legate al coronavirus. Maestro di cinema, teatro e tv, in oltre 50 anni di attività ha collezionato fiction, film, spettacoli teatrali, sia come attore sia come regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. Già in passato, nel 2010, Proietti era stato ricoverato per una forte tachicardia. "Nelle prime ore del mattino è venuta a mancare all’affetto della sua famiglia Gigi Proietti. L’annuncio della morte è stato dato dalla sua famiglia. Quanto alle esequie sono nelle prossime ore si conoscerà il luogo.  Proietti è deceduto all’alba e proprio oggi aveva compiuto 80 anni.

L’erede di Ettore Petrolini con i suoi personaggi multiformi. Non c’è genere nel quale non si sia cimentato, non c’è arte che non abbia interpretato. Una delle personalità più complete dello spettacolo italiano che ha saputo leggere alla perfezione la società italiana. Avvocato mancato dopo essersi formato all’Università La Sapienza di Roma, abbandona gli studi dopo sei esami per concentrarsi sulla musica, il pianoforte, il contrabbasso, la fisarmonica. Nel contempo, inizia a frequentare il corso di mimica di Giancarlo Cobelli, al Centro Universitario Teatrale, il quale nota subito delle qualità in questo giovane e lo scrittura per uno spettacolo d’avanguardia: “Can Can degli italiani”. Lo spettacolo A me gli occhi, please, esempio di teatro-grafia segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, attraversando i più importanti teatri italiani.

Lo spettacolo segnò un record di oltre 500 000 presenze al Teatro Olimpico di Roma. I primi passi in teatro con Ercole Patti, Luigi Malerba e Ennio Flaiano, il Gruppo Sperimentale 101. Interpreta “Gli uccelli” di Aristofane (1964) e, quattro anni dopo, è protagonista de “Il Dio Kurt” e “Operetta”, messi in scena al teatro Stabile de L’Aquila. Sposa Sagitta Alter, guida turistica svedese, dalla quale avrà due figlie: Susanna e Carlotta. Nel 1965 il debutto in tv nel film tv La maschera e il volto (1965) accanto ad Aldo Giuffrè. Debutta sul grande schermo grazie ad Alessandro Blasetti, il quale lo dirige ne La ragazza del bersagliere (1967) con Leopoldo Trieste, Renato Salvatori, Franca Valeri e Rossano Brazzi. Fu inoltre protagonista di svariati spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieci, Fatti e fattacci, Fantastico e Io a modo mio. Lavora in alcune pellicole di Pasquale Festa Campanile, ma anche ne L’urlo (1968) e Dropout (190) di Tinto Brass.

Dopo Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiano Damiani, la notorietà arriva quando viene chiamato a sostituire Domenico Modugno nella commedia musicale “Alleluja brava gente” di Garinei & Giovannini, nella parte di Ademar. Nel cinema interpreta Brancaleone alle crociate (1970) e La mortadella (1971) di Mario Monicelli, a L’eredità Ferramonti(1976) e Bubù (1971) di Mauro Bolognini. Alla radio porta i suoi personaggi a “Gran Varietà”. In teatro lavora a “La cena delle beffe” (1974), “A me gli occhi please!” (1976, che sarà uno dei più grandi successi e che tornerà in scena nel 1993, nel 1996 e nel 2000), “Come mi piace” e “Leggero leggero” (1991).

Fellini gli affida di il doppiaggio di Il Casanova dopo aver pensato a lui anche come protagonista nella parte poi affidata a Donald Sutherland. Nel 1976 arriva il film Cult Febbre da Cavallo Febbre da cavallo (1976) di Steno che avrà un seguito in Febbre da cavallo 2 – La mandrakata (2002), diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina (vincendo il Nasto d’Argento come miglior attore protagonista). Proietti, entra ufficialmente fra gli interpreti principali della commedia all’italiana con Casotto (1977) e Due pezzi di pane (1979) di Sergio Citti, Mi faccia causa (1984) di Steno, Non ti conosco più amore (1980). Volto comico apprezzato anche all’estero non ha difficoltà a recitare in Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa (1978), giallo rosa di matrice franco-americana, e neppure in Un matrimonio (1978) di Robert Altman.

Nel 1978 diventa direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma, creando un proprio Laboratorio di Esercitazione sceniche dal quale usciranno artisti come: Enrico Brignano, Chiara Noschese, Flavio Insinna, Rodolfo Laganà, Francesca Nunzi e Gabriele Cirilli. Grandissimo amico di Vittorio Gassman, recita accanto a lui e suo figlio Alessandro in Di padre in figlio (1982) e negli anni Novanta debutta come regista televisivo con una delle prime sitcom italiane: Villa Arzilla.

Trionfa nella serie televisiva Il Maresciallo Rocca diretto da Giorgio Capitani che avrà cinque sequel fra il 1998 e il 2005.

Verso la fine degli anni 1990 Proietti interpreta un altro personaggio creato da Toscano e Marotta, L’avvocato Porta, in due stagioni dirette da Franco Giraldi per Canale 5, ma con minor successo. Per il grande successo de Il maresciallo Rocca, la RAI affida a Proietti la conduzione del tradizionale spettacolo di Capodanno trasmesso su Rai 1 per la particolare edizione del 2000, dove annunciò l’avvento del nuovo Millennio.

Nella sua carriera anche tanto doppiaggio dal Genio del cartone animato della Disney Aladdin (1993) alla vittoria del Nastro d’Argento per il miglior doppiaggio maschile per Casinò (1995), dove presta la sua voce a Robert De Niro. Ancora tanta commedia e nel 2019 Garrone lo chiamerà per il ruolo di Mangiafuoco nel suo Pinocchio.

 

 

“Gigi Proietti sempre attento e sensibile ai più deboli”

 

 “È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa, nel giorno dell’ ottantesimo compleanno, di Gigi Proietti. Attore poliedrico e versatile, regista, organizzatore, doppiatore, maestro di generazioni di attori, erede naturale di Ettore Petrolini, era l’espressione genuina dello spirito romanesco. Alla grande cultura, alla capacità espressiva eccezionale, frutto di un intenso lavoro su se stesso, univa una simpatia travolgente e una bonomìa naturale, che ne avevano fatto il beniamino del pubblico di ogni età. Desidero ricordarlo anche come intellettuale lucido e appassionato, sempre attento e sensibile alle istanze delle fasce più deboli e al rinnovamento della società”. E’ quanto afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Alla signora Sagitta, alle figlie Susanna e Carlotta, ai suoi collaboratori e ai tanti suoi allievi desidero far giungere il mio più profondo cordoglio, a nome della Repubblica, e sentimenti di vicinanza personale”, conclude il capo dello Stato.

 

Raggi: con lui perdiamo un pezzo di anima di Roma

“Profondo dolore e grande tristezza per la morte di Gigi Proietti. Con lui perdiamo un pezzo di anima della nostra città. In questo momento siamo vicini alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato. Roma non lo dimenticherà mai”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

 

 

Gigi Proietti, Zingaretti (Pd): non ti dimenticheremo mai

 “Roma e l’Italia piangono Gigi Proietti, un attore straordinario, colto, intelligente, amato da generazioni e generazioni. Non ti dimenticheremo mai Gigi, e sempre grazie per le risate, le emozioni, le riflessioni con cui ci hai accompagnato #gigiproietti”. È il pensiero che il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, affida a Facebook nel ricordare il grande attore scomparso poche ore fa. 

 

 

 

 

POLITICA

 

Tutti a casa alle 21. Stretta del Governo

 

 

Si va verso “un coprifuoco alle 21 per tutto il territorio nazionale”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero del Lavoro, Francesca Puglisi, a Sky Tg 24.

 

 

 

 

 

 

ESTERI

 

Trump viola il coprifuoco e pensa di licenziare Fauci

 

 

 

 

 Il presidente americano Donald Trump, che sta girando gli Stati Uniti in vista delle presidenziali che si svolgono questo martedì, ha minacciato di licenziare il virologo numero uno, capo della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, Anthony Fauci.

In aperta violazione delle regole di coprifuoco imposte in Florida per contrastare l’ondata di casi di Covid-19 (che stabiliscono che non si può uscire dopo la mezzanotte), Trump ha risposto a uno slogan cantanto dai suoi sostenitori che ripetevano “Caccia Fauci”: “Non lo dite a nessuno, ma fatemi aspettare poco dopo le elezioni. Grazie del consiglio”. Parlando alla folla all’aeroporto di Opa-Locka a Miami Trump ha poi difeso la sua gestione della pandemia.

 

 

 

Hong Kong, polizia arresta sette parlamentari democratici

 

La polizia di Hong Kong ha effettuato gli arresti di sette parlamentari pro-democrazia. Lo riferiscono i loro partiti e le loro pagine Facebook. 

Secondo il resoconto che ne dà il Guardian, i parlamentari arrestati sono Wu Chi Wai, Andrew Wan, Helena Wong, Kwok Wing Kin, Eddie Chu, Raymond Chan e Fernando Cheung: tutti esponenti importanti del campo democratico. 

L’accusa nei loro confronti è stata quella di aver esercitato interferenze sui funzionari del LegCo, il Consiglio legislativo hongkonghese, cioè il parlamentino della provincia autonoma cinese. 

La polizia, inoltre, non ha escluso che vengano messi in atto ulteriori arresti. Le indagini sono ancora in corso. S’incentrano su una caotica seduta della LegCo, in cui volarono cartelli e si arrivò alle mani per il controllo di un comitato chiave del parlamento.

 

 

PAGINA COVID

 

Di Lorenzo (Irbm Pomezia): fine mese conclusa fase 3 vaccino

“Noi ci aspettiamo che alla fine di novembre possa essere conclusa la fase tre della sperimentazione clinica, a quel punto la parola passerà alle agenzie regolatorie -ha affermato Di Lorenzo-. I tempi normale potrebbero essere 6-8 mesi, ma in una situazione così importante penso che le agenzie regolatorie cercheranno di ridurre i tempi per dare una risposta nel giro di qualche settimana. Questo non vuol dire che il vaccino non sarà sicuro. I tempi che possono essere accorciati infatti sono quelli della burocrazia, della normale pratica dell’iter burocratico. Mentre tutti i tempi dovuti ai controlli scientifici saranno mantenuti in maniera severa”. Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm Pomezia, che partecipa alla realizzazione del vaccino anti covid Oxford-Irbm-AstraZeneca, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. 

“Non esiste – spiega – una multinazionale disposta a mettere in gioco la propria credibilità e la propria reputazione scientifica per accorciare oltre il consentito i termini di una valutazione, sarebbe assurdo. Per questo è un argomento su cui si può essere più che sicuri. Il comune buonsenso lo porta a capire facilmente, solo che il comune buonsenso non è comune a tutti, quindi c’è sempre qualcuno che fa retro pensieri. Il problema è riuscire ad arrivare alla fine dei test senza che si verifichino eventi avversi. Se così sarà, le agenzie regolatorie impiegheranno 3-4 settimane e si arriverà ad una consegna delle prime 20-30 milioni di dosi all’Ue entro fine anno”. 

“Se anziché prendere 4 settimane se ne prenderanno il doppio – aggiunge – allora si arriverà a gennaio. Attaccarsi al discorso se sarà fine anno o inizio gennaio, la vedo più una questione teorica che con risvolti pratici. La gente vuole capire se in tempi certi potremo avere tutti a disposizione uno strumento per contrastare la pandemia e per tornare ad un minimo di vita normale dal punto di vista sociale, ma soprattutto economico”.

 

Superati nel mondo 1,2 milioni di morti

 

Nel mondo sono stati superati 1,2 milioni di morti per coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University i decessi sono 1.200.361. Gli Stati Uniti guidano la triste classifica con 230.972 morti, seguiti dal Brasile con 160.074 decessi e l’India con 122.60 vittime della pandemia.

 

 

 

 

 

Galli non andrà più in televisione: “Sono troppo impegnato in altre cose urgenti”

 

 

 

Massimo Galli non sarà più ospite in televisione. Ad annunciarlo è lo stesso primario dell’ospedale Sacco di Milano che, a "Stasera Italia Weekend", ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a prendersi questo digiuno dai riflettori: "Il motivo è semplice - spiega - ho veramente cose più urgenti e rilevanti da fare. Quello che dovevo dire, i suggerimenti che potevo dare li ho già dati. Ora è il tempo di decisioni che non sono mie e di commenti che lascio fare ad altri. Sono stato molto attaccato, ma ho fatto il mio".
Galli poi interviene sulle ipotesi legate al futuro degli anziani che, stando alle ultimi indiscrezioni sul prossimo Dpcm, dovrebbero restare isolati a casa: "Mi sembra quasi ridicolo poter mettere gli anziani in una bolla - dice - gli anziani hanno abbastanza sale in zucca nell’organizzarsi da solo. Non vedo come possano essere assistiti a trecentosessanta gradi in una situazione di clausura".

 

Ricerca, grave impatto del lockdown su assistenza a diabetici

 

 

La comunità medica e scientifica ha recentemente riconosciuto che l’impatto dell’epidemia di nuovo coronavirus sulla salute della popolazione va molto al di là dei casi di infezione e di mortalità attribuibili al virus. In particolare, il lockdown ha creato gravi disagi e carenze nell’assistenza alle persone affette da malattie croniche, quali il diabete mellito. 

È appena stata pubblicata sulla prestigiosa rivista “Diabetes Care” una prima analisi di come e quanto le misure restrittive imposte durante il lockdown abbiano complicato ed impedito la normale assistenza alle persone affette da diabete. L’articolo, dal titolo “The Toll of Lockdown Against COVID-19 on Diabetes Outpatient Care. Analysis from an outbreak area in North-East Italy”, – spiega l’Università di Padova – è il frutto di un lavoro coordinato da Gian Paolo Fadini, Professore Associato di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova e responsabile del laboratorio di Diabetologia Sperimentale dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare. 

“In Italia, l’assistenza specialistica alle persone con diabete – spiega il prof. Angelo Avogaro, direttore della Diabetologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova – viene erogata presso i servizi di diabetologia, che sono disseminati su tutto il territorio nazionale. Durante il lockdown da marzo a maggio di quest’anno – continua il prof. Avogaro – abbiamo dovuto adeguarci alle mutate condizioni in cui versava il sistema sanitario, limitando drasticamente la nostra offerta di servizi”. “Durante tale periodo – illustra il prof. Fadini – la maggior parte delle visite non urgenti è stata tramutata in teleconsulto oppure cancellata. Come risultato, abbiamo osservato che, anche contando il numero di visite effettuate in maniera telematica, non è stato possibile erogare l’assistenza ad oltre la metà dei pazienti che avrebbero dovuto effettuare visite di controllo in quel periodo”. 

Come chiarito dalla dottoressa Benedetta Bonora, primo autore dello studio, “l’aspetto più critico dell’assistenza diabetologica durante lockdown era collegato all’impossibilità di raggiungere per via telematica una grossa fetta di pazienti, soprattutto soggetti anziani ed affetti anche da altre malattie croniche. Infatti, mentre i giovani con diabete tipo 1 usano abitualmente la tecnologia per condividere l’andamento della malattia con la nostra clinica, è emersa una grandissima difficoltà nel gestire da remoto i pazienti anziani affetti da diabete tipo 2, che in Italia rappresentano circa il 50% di tutte le persone affette da diabete. Sappiamo che simili difficoltà sono state vissute da tutti i servizi di diabetologia, anche in altre Regioni”. 

“Ci siamo accorti – spiega il dott. Mario Luca Morieri, esperto di analisi dati – che la tipologia di pazienti che abbiamo assistito durante il lockdown, in modalità fisica o telematica, era molto diversa rispetto agli anni precedenti. In particolare, mancava tutta la categoria di pazienti più anziani, con più gravi complicanze del diabete e con terapie farmacologiche più complesse”. “Questo ci fa capire – spiega Fadini – che il lockdown esercita un impatto negativo sulla possibilità dei pazienti di accedere alle cure per una malattia cronica invalidante come il diabete e che sono stati maggiormente trascurati proprio i pazienti che probabilmente avrebbero avuto più bisogno di assistenza. Queste nuove informazioni ci aiutano a comprendere come e perché l’eccesso di mortalità osservato nella popolazione anziana durante il lockdown non sia stato attribuibile solo ai casi di infezione, ma anche, e forse di più, alla riorganizzazione forzata dei sistemi sanitari”. 

“Qualcosa di simile e di altrettanto preoccupante – prosegue – è stato osservato anche dai colleghi cardiologi. Durante il lockdown il numero di accessi per infarto miocardico si è ridotto drasticamente, in parte a causa della riorganizzazione degli ospedali ed in parte per la paura di infettarsi. Sappiamo però che un infarto non curato, anche se non fatale, avrà delle conseguenze drammatiche sulla prognosi del paziente. Il diabete è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, ed abbassare il livello dell’assistenza espone i pazienti ad un rischio ancora più elevato proprio in un momento in cui il sistema sanitario è in difficoltà nell’erogare assistenza in caso di complicanze improvvise”. 

“La prima ondata della pandemia ha rappresentato uno tsunami ed ha trovato il sistema sanitario impreparato – ricorda Avogaro -. Nonostante gli strumenti informatici messi a disposizione, non è pensabile sostituire tutte le visite con consulti telematici e dobbiamo trovare il modo di dare continuità all’assistenza diabetologica anche in situazioni di criticità come quelle che stiamo vivendo durante la seconda ondata”. “L’escalation dei casi di infezione dovrà imporre nuove e drastiche misure per contenere il dilagare del virus, ma auspichiamo – conclude il prof. Fadini – che la lezione del primo lockdown permetta una migliore riorganizzazione dei servizi sanitari, rivolgendo l’attenzione anche ai pazienti fragili come i diabetici che necessitano di cure specialistiche croniche”.

 

 

 

CRONACHE

 

 

 

 

 

Coppia uccisa a Lecce, il killer scriveva sul diario: “Faccio a pazze qualcuno”

 

 

"Mercoledì ho avuto una crisi mentre stringevo un cuscino, ho pensato che a differenza mia gli altri abbracciano delle vere ragazze e così sono scoppiato a piangere. Ho comprato qualche attrezzo... voglio uccidere qualcuno, voglio farlo a pezzi. Ho accettato la stanza, nella stessa casa di F., e ho già le chiavi e da qui quando andrò via potrò uccidere Daniele... mi piacerebbe una donna per prima, ma penso che così sarà una buona base di partenza". E’ quanto scriveva su un diario Antonio De Marco, l’assassino della coppia di fidanzati leccesi Daniele De Santised Eleonora Manta. Anche attraverso queste pagine gli inquirenti cercano di studiare la personalità del killer.  Da quanto l’assassino scriveva il 7 agosto, un mese e mezzo prima di compiere il duplice omicidio, emerge tutta la sua fragilità.   

Il diario - riportano i media locali - comincia con una frase scritta in stampatello con la penna rossa: "Motivi per cui noi non siamo normali". E poi a seguire un elenco: "Parlare sempre al plurale; la bestia che sento dentro quando piango; il rifiuto dei 18 anni".  

Poi vari riferimenti alla sofferenza dopo l’intervento chirurgico alla colonna vertebrale che il 21enne di Casarano aveva subito: "Il fatto di aver voluto morire sotto i ferri (e non solo)".  

Infine, la sofferenza di Antonio De Marco di non essere amato, di essere stato rifiutato da una compagna di corso: "Ogni giorno che passa sembra che divento sempre meno amato, ma che ci posso fare? Non è colpa mia se nessuna mi ama!".  

Da qui la decisione di uccidere Daniele ed Eleonora che si amavano ed erano belli e felici. 

 

 

Sisma tra Turchia e Grecia, s’aggrava il bilancio delle vittime

 

 

S’aggrava il bilancio delle vittime del forte terremo nel Mar Egeo. In Turchia le vittime salgono a 64. I soccorritori sono ancora in cerca di superstiti tra le macerie di otto edifici a Smirne, anche se la speranza si affievolisce con il passare delle ore. Nella notte un uomo di 55 anni è stato tirato fuori dai detriti tra gli applausi e portato in ospedale. La città turca più colpita è Bayrakli, dove intere famiglie hanno trascorso una seconda notte in tenda.  Il sisma di magnitudo 7.0, che ha investito anche la Grecia, ha provocato anche quasi mille feriti. Dalle macerie è stato estratto vivo un uomo di 70 anni. Stessa sorte sabato per tre bambini di tre, sette e dieci anni e la madre, salvati dopo il crollo di un edificio a Smirne circa 23 ore dopo il sisma.

 

Consorzio Chianti: crolla del 70% il consumo del vino

Un tracollo nel consumo del vino del 70%, è il costo stimato dell’ultimo decreto del Governo che chiude i locali alle 18. E’ l’allarme del Consorzio Vino Chianti, 3.000 produttori per 15.500 ettari di vigneto per una produzione di 800mila ettolitri. “Il 70 per cento del vino si consuma dall’aperitivo in poi – spiega il presidente del Consorzio, Giovanni Busi – è un colpo durissimo al settore. Tutto questo senza considerare che i ristoratori, i locali e le enoteche si sono adattati puntualmente ad ogni disposizione, accogliendo i clienti in totale sicurezza. Hanno fatto sacrifici economici importanti, anche indebitandosi ulteriormente, pur di restare aperti”. 

Nella situazione attuale, continua il presidente, “era necessario adattare le restrizioni alle realtà locali e alle condizioni di lavoro delle attività, per garantire i lavoratori e le aziende. Invece si è preferito agire in maniera dura, anche confusa, per tamponare un oggettivo problema di organizzazione che questo Governo continua a manifestare”. Di fronte a una situazione critica, “il Governo si è mostrato assente e sordo – aggiunge Busi – Continua questa brutta abitudine di annunciare ristori e misure di sostegno senza poi concretizzare in tempi brevi. Ci sono ancora lavoratori che aspettano la cassa integrazione dei mesi estivi, c’è sempre troppo burocrazia che soffoca le imprese, soprattutto le più piccole. Altri paesi europei hanno garantito almeno il 75% dell’incasso, noi ancora siamo troppo indietro. Sarebbe necessario anche garantire un accesso al credito più facile, oggi completamente assente, eliminando temporaneamente gli accordi di Basilea”. 

Molta preoccupazione anche per le previsione sul Natale: “Con il virus dobbiamo convivere ancora per diverso tempo – conclude il presidente – Ora il Governo deve prendere provvedimenti concreti altrimenti il fallimento di interi settori economici sarà inevitabile”. 

 

 

ROMA E REGIONE LAZIO

 

 

Coronavirus, in lettera Raggi si chiede d’accogliere pazienti

“In questa fase così complicata bisogna remare tutti nella stessa direzione. Le proposte vanno discusse nel merito, non piegate a una perenne polemica politica. E’ evidente che la Regione Lazio non abbia compreso o non abbia voluto comprendere la proposta di Virginia Raggi, sottoscritta da Federalberghi. Allo stesso tempo si attende un chiarimento riguardo i relativi disastrosa situazione degli ospedali del Lazio. Un dovere verso tante famiglie che in queste ore si sentono disorientate e abbandonate”, sottolinea l’assessore al personale del Comune di Roma, Antonio De Santis. 

“La proposta contenuta nella lettera della Sindaca di Virginia Raggi e Federalberghi indica di accogliere negli hotel in modo stabile, strutturato e costante pazienti asintomatici, paucisintomatici e le persone in quarantena. La Regione Lazio ha invece adottato questa misura in modo sporadico e assai parziale, soltanto in alcuni casi. La nostra proposta è renderla una prassi consolidata, uno strumento permanente”. 

“Se utilizzata in maniera spot e saltuaria, rischia di rivelarsi sterile e di non incidere quanto potrebbe. Bisogna strutturarla e renderla una costante, come avvenuto in altri Paesi. Soltanto così si potranno decongestionare davvero ospedali e strutture sanitarie. Soltanto così possiamo abbattere realmente i contagi che avvengono in ambito domestico e familiare. Soltanto così si garantisce un sostegno efficace alle strutture alberghiere colpite dalla crisi. La Regione Lazio non si nasconda dietro interventi estemporanei. Servono soluzioni articolate e pianificate nel dettaglio”.

Coronavirus, Regione Lazio: utilizzo alberghi da inizio pandemia

“Desta sorpresa la lettera del Comune di Roma sottoscritta da Federalberghi sulla necessità di coinvolgere gli alberghi nell’ospitalità di casi Covid. Sorpresa perchè a Roma e nel Lazio questo rapporto avviene fin dall’inizio della pandemia. Grazie ad accordi tra la Regione Lazio con Federalberghi e altre associazioni, centinaia di camere in hotel sono utilizzate dal servizio sanitario e svolgono un ruolo prezioso in relazione con le Asl. Anche in questo momento, grazie a convenzioni in essere, molti alberghi della capitale e della Regione Lazio ospitano persone in cura. Fin dall’inizio della pandemia la Regione ha messo in campo tutte le misure necessarie a sostenere lo sforzo degli ospedali e l’uso di strutture alberghiere per ospitare casi di Covid è proprio una di queste”. Lo dichiara in una nota la Regione Lazio.

 

M5s: intesa Raggi-Federalberghi d’esempio

“E’ l’ambito familiare uno dei contesti più a rischio di contagio. Proprio per questo la sindaca di Roma Virginia Raggi e il Presidente Nazionale di Federalberghi Bernabò Bocca hanno scritto al Presidente del Consiglio Conte e al Presidente della Regione Lazio Zingaretti per rendere disponibili le strutture alberghiere di Roma e ospitare pazienti asintomatici, paucisintomatici e le persone in quarantena”, scrivono in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle della Commissione Salute e Affari Sociali. 

“Un’intesa che consentirebbe di isolare dai loro familiari e conviventi i soggetti positivi al Covid in quei casi in cui le abitazioni non consentissero un effettivo isolamento. Un esempio che si può seguire anche in altre città dove la crescita del contagio è ancora più rapida, grazie anche alle risorse che il Governo destina straordinariamente alle imprese economiche in difficoltà, come già fatto nella prima fase della pandemia. Ciò consentirebbe di contenere la diffusione del virus e di alleggerire la pressione sugli ospedali”, concludono i deputati M5S.

 

M5s: intesa Raggi-Federalberghi d’esempio

“E’ l’ambito familiare uno dei contesti più a rischio di contagio. Proprio per questo la sindaca di Roma Virginia Raggi e il Presidente Nazionale di Federalberghi Bernabò Bocca hanno scritto al Presidente del Consiglio Conte e al Presidente della Regione Lazio Zingaretti per rendere disponibili le strutture alberghiere di Roma e ospitare pazienti asintomatici, paucisintomatici e le persone in quarantena”, scrivono in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle della Commissione Salute e Affari Sociali. 

“Un’intesa che consentirebbe di isolare dai loro familiari e conviventi i soggetti positivi al Covid in quei casi in cui le abitazioni non consentissero un effettivo isolamento. Un esempio che si può seguire anche in altre città dove la crescita del contagio è ancora più rapida, grazie anche alle risorse che il Governo destina straordinariamente alle imprese economiche in difficoltà, come già fatto nella prima fase della pandemia. Ciò consentirebbe di contenere la diffusione del virus e di alleggerire la pressione sugli ospedali”, concludono i deputati M5S.

 

Lavoro, il Lazio verso una legge regionale sugli appalti

Una legge regionale sugli appalti. A promuoverla l’assessore al Lavoro, Scuola, Formazione e Politiche per la ricostruzione del Lazio Claudio Di Berardino che, nell’ambito del processo di concertazione con le parti sociali e politiche che precede la definizione di un testo condiviso, ha promosso, per la giornata di martedì 3 novembre, il convegno “Verso una legge regionale degli appalti, diposizioni per la qualità del lavoro”. 

A introdurre la giornata il segretario generale della Regione Lazio Andrea Tardiola. Questi i relatori: Giuseppe Busia, presidente Anac; Arturo Maresca, professore ordinario di diritto del lavoro dell’Università Sapienza di Roma; Marcella Panucci, docente presso l’università Luiss Guido Carli; Gianluigi Pellegrino, commissario dell’istituto Jemolo; Anna Romano, partner dello Studio legale Satta Romano; Linda Laura Sabbatini, Chair del Woman20 Italia; Franco Scarpelli, professore ordinario di diritto del lavoro presso l’università Bicocca di Milano. 

Nella sessione pomeridiana l’apertura è curata da Claudio Di Berardino, seguita da una tavola rotonda a cui prendono parte le parti sociali, le istituzioni territoriali competenti in materia di ispettorato e sicurezza sui luoghi di lavoro e interlocutori del mondo politico. Obiettivo del confronto è stimolare una riflessione sulla definizione di norme volte a assicurare la legalità e la qualità del lavoro negli appalti. 

Tra i rappresentanti istituzionali partecipano: Wanda D’Ercole, direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Lazio, Giovanni De Paulis, direttore dell’Ispettorato interregionale, Eleonora Mattia, presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Domenico Princigalli, direttore Inail del Lazio; Francesca Puglisi, sottosegretario al Lavoro, Giuseppe Recchia, ricercatore di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Bari, Tiziano Treu, presidente del Cnel. 

Tra le parti sociali intervengono: Giovanni Acampora, presiedente Confcommercio Lazio, Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio; Massimiliano Bondanini e Federica Saraniero in rappresentanza di Unindustria; Alberto Civica, segretario generale Uil Lazio e Pierluigi Talamo, segretario regionale Uil Lazio; Erino Colombi, presidente della Cna del Lazio; Antonio D’Onofrio, delegato Confapi Lazio; Gianluca De Gaetano, vicedirettore Federalberghi Lazio; Maurizio Dell’Unto, presiedente CDO Roma e Lazio; Salvatore Di Fusco, segretario regionale USR Cisl Lazio; Walter Giammaria, presidente Confesercenti Roma; David Granieri, presidente Coldiretti Lazio; Romolo Guasco, direttore Confcommercio Roma; Marco Marocci, presidente Concooperative Lazio; Luciano Mocci, direttore di Federelazio; Stefania Multari, segretario regionale Confartigianato Lazio; Marco Olivieri, vicepresidente A.G.C.I Lazio e Alessandro Pontieri, per la presidenza regionale A.G.C.I.; Andrea Parlagreco, vicepresidente Confprofessioni Lazio; Placido Putzolu, presidente Legacoop Lazio e Anna Vettigli, vicepresidente vicaria Legacoop Lazio; Lorenzo Tagliavanti, presidente Camera Commercio di Roma; Armando Valiani, segretari genarle Ugl; Valter Vomiero, presidente Confetra-Alas Lazio. 

Le conclusioni sono affidate a Daniere Leodori, vicepresidente della Regione Lazio. A moderare il convegno, Raffaele Cappuccio, giornalista di RaiNews24. L’intera giornata dei lavori potrà essere seguita sulla pagina Facebook istituzionale della Regione Lazio

 

Insulti a Siria Guerrieri, solidarietà di ‘Stampa Romana’

– “In questi ultimi giorni le misure del governo anti pandemia sono state oggetto di ripetute proteste anche sul nostro territorio. Legittime se restano nel solco del confronto democratico. Illegittime se sfociano in teppismo e violenza”. 

Così afferma in una nota l’Associazione Stampa Romana. “Una di queste manifestazioni non autorizzate si è tenuta ad Ostia ed è stata seguita da una collega, Siria Guerrieri, che lavora per la tv locale Canale Dieci. La collega ha riportato slogan e gesti tipici del repertorio neofascista. La questura ha identificato 20 partecipanti. Il suo reportage sui social è oggetto di insulti e minacce personali per la serie ‘ti veniamo a cercare. So dove lavori’”. 

Nell’esprimere la solidarietà alla collega Stampa Romana invita le forze dell’ordine a prestare la massima attenzione a questi insulti. Sia perché minacciano la libertà di informazione sia perché, comprimendola, vogliono cancellare le tracce di un confronto trasparente, nel solco della legalità, tra tutte le ragioni in campo nel momento delicatissimo che stiamo vivendo. 

 

 

Fdi: rinascono giardini piazza Vittorio, nostra vittoria

“Il risanamento dei Giardini di Piazza Vittorio, inaugurati nell’amministrazione del centrosinistra nel 1995 con un progetto sbagliato, va considerata una vittoria”. Così il deputato FDI Federico Mollicone e il capogruppo di FDI nel I Municipio Stefano Tozzi. 

“Già all’epoca contestammo quel progetto, con Fabio Rampelli al comune di Roma. Ci sono voluti anni, ma il nuovo progetto, iniziato sotto l’amministrazione di centrodestra di Roma Capitale assieme all’assessore Ghera e al consigliere De Priamo, è finalmente realtà. Lo finanziammo, ma l’arrivo del centrosinistra di Ignazio Marino bloccò l’arrivo dei soldi”, si continua. 

“Con Virginia Raggi vennero rimessi a disposizione i fondi – si aggiunge – ma ci sono voluti anni e anni: col centrosinistra, il PD e il Movimento 5 Stelle al governo il risanamento si è impantanato, lasciando la piazza nel degrado. Il progetto per la ristrutturazione della storica piazza venne predisposto dall’amministrazione di centrodestra, con il nostro interessamento, seguendo un percorso condiviso insieme a tutte le realtà territoriali, alle associazioni e ai comitati di quartiere”. 

E poi “in tempi difficili per il bilancio capitolino ci impegnammo e riuscimmo a reperire 2 milioni di euro per avviare un progetto che prevedeva il recupero delle antiche vestigia romane e la loro integrazione nell’area a verde per mezzo di percorsi e guide anche interattive; il ripristino della fontana presente agli inizi del 1900, ubicata a ridosso dei resti archeologici dei Trofei di Mario, al fine di ripristinare l’originaria immagine dell’acqua nel giardino; l’integrazione dell’area giardino, la regolamentazione dei nuovi percorsi pedonali, pista ciclabile e nuove alberature. Il progetto realizzato replica le linee guida del nostro. Da chi ha governato Roma dal 2013 ad oggi solo ritardi, 7 anni per terminare un’opera: un’espressione di incapacità manifesta. E’ necessario, ora, garantire la sicurezza con un presidio fisso delle forze dell’ordine e mantenere il decoro”.

 

 

Sinistra Italiana: scuola abbandonata in X Municipio

 

“Diciamo quello che pensiamo, facciamo quello che diciamo. L’ex Scuola abbandonata di Via Mar dei Caraibi versa in uno stato che definire disastroso è poco rispetto alla effettiva condizione dei luoghi. La struttura, posizionata al confine con la Scuola Comunale per l’infanzia ‘Stella del Mare’ e dell’enorme plesso scolastico Mar dei Caraibi, è a rischio crollo e rappresenta una minaccia per la salute delle persone e per l’ambiente in generale”. Così afferma in una nota Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio di Roma. 

“Le pareti del prefabbricato – continua – vista l’età della struttura, sono molto probabilmente farcite di amianto e di chissà quali altre sostanze nocive per la salute. Per questo motivo, vista l’inerzia dell’Amministrazione relativamente alla bonifica e alla successiva riqualificazione dell’area in questione, abbiamo inviato nel mese di Settembre scorso una richiesta di intervento ad ARPA Lazio e alla ASL Rm3 al fine sia di certificare una volta e per tutte la presenza o meno di sostanze cancerogene fra i rottami del prefabbricato, sia di stimolare l’Amministrazione a vincere le incomprensibili resistenze e far partire i lavori di bonifica”. 

CComunque “a distanza di pochi giorni dalla presentazione degli esposti, ARPA Lazio, che ringraziamo per la rapidità di intervento, si è attivata per la ‘…necessaria e propedeutica individuazione dei detentori dei rifiuti abbandonati…’. Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire. Infatti con la DD del 28 Ottobre l’Amministrazione ha rotto gli indugi ed ha sostanzialmente avviato le procedure necessarie al fine di far partire i lavori di bonifica dei rottami in oggetto”. 

“Come al solito, per smuovere dal torpore l’amministrazione grillina che guida il Municipio X, è servito l’ennesimo Esposto agli Enti competenti. Non va mai dimenticato che il Sindaco di una città è formalmente responsabile della salute dei cittadini e quindi non può ignorare o sottovalutare una possibile emergenza sanitaria derivata dalla presenza di sostanze gravemente nocive come possono esserlo l’amianto e chissà cos’altro, soprattutto quando la ‘bomba’ ambientale confina con dei plessi scolastici”.

Travestito da “morto” va a spasso con una falce vera, denunciato

I carabinieri della Stazione Roma Viale Libia ha denunciato un 65enne romano, già con precedenti, per possesso ingiustificato di arma bianca. In particolare – si riferisce in una nota – i militari, sono intervenuti in Piazza Crati, dove veniva segnalata la presenza di una persona travestita di nero con in spalla una falce. 

Arrivati sul posto, i carabinieri hanno intercettato il 65enne in una via limitrofa, camuffato con un vestito scenico da “morte” e con in mano una falce vera, dotata di lama ricurva, affilata ed appuntita lunga un metro e 35 cm. 

Sempre nella notte, nel quartiere Salario, in Piazza Verdi, i carabinieri della Stazione Roma Parioli, nel corso di un servizio finalizzato alla repressione dei reati predatori, hanno sottoposto ad controllo d’iniziativa due persone, un 48enne romano ed un 41enne cittadino albanese, poiché notati con fare sospetto, aggirarsi a bordo di un’auto, nei pressi di un condominio. 

I due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, al termine della perquisizione veicolare, sono stati trovati in possesso di uno zainetto contenente, arnesi atti allo scasso di vario tipo e dimensione. Il 48enne alla guida è stato inoltre sanzionato poiché in possesso di una patente di guida scaduta nel mese di luglio del 2019.

 

 

Halloween in sicurezza a Roma, chiuso circolo sulla Nomentana

Notte di controlli, in occasione della sera di Halloween, per il personale della Polizia di Stato della Questura di Roma – Divisione Amministrativa e Sociale. Scopo dei controlli era l’osservanza del nuovo DPCM che vieta, su tutto il territorio nazionale, l’organizzazione di eventi o feste presso sale da ballo e circoli, anche in ambito privato, di qualsiasi tipologia. 

Notte da incubo per gli organizzatori della serata presso il circolo ‘Green Club’, sito in zona Nomentana: in spregio a qualsiasi norma anti-covid imposta dall’ultimo Dpcm, avevano organizzato un evento in maschera secondo le usanze della festa e, pertanto, il circolo è stato chiuso per 5 giorni. 

Nella circostanza sono state trovate nella sala destinata al ballo, allestita in perfetto stile Halloween, circa 60 persone, la maggior parte delle quali senza mascherina e senza rispettare la distanza di due metri prevista dal DPCM. 

Inoltre, nell’adiacente sala ristorante lo stesso organizzatore è stato trovato a consumare una lauta cena di compleanno insieme ad una tavolata di 15 persone. 

A carico di ogni presente saranno elevate le previste sanzioni che variano da un minimo di 400 ad un massimo di 1000 euro. Sono in corso accertamenti sia per gli addetti alla sorveglianza che per l’attività posta in essere dal circolo al fine di evidenziare una conduzione irregolare dello stesso, con attività di intrattenimento e spettacolo e somministrazione di bevande e alimenti non consentita. 

Per il presidente del circolo si potranno configurare i reati di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo ed intrattenimento (art. 681 In relazione al 68 e 80 TULPS). 

Altra attività di controllo è stata effettuata presso due grandi catene alberghiere della capitale. Questa volta all’arrivo degli agenti la festa era già finita in quanto intervenuti poco prima gli agenti della Polizia di Roma Capitale che avevano già elevato sanzioni a carico degli organizzatori dell’evento.

 

 

Zingaretti: prodotti per celiaci con ricetta dematerializzata

“L’acquisto di prodotti per celiaci con ricetta dematerializzata è un’iniziativa molto importante. Da domani tutti i cittadini celiaci della nostra regione avranno questa possibilità, che servirà a rendere più semplice la vita di chi già ogni giorno si trova in una situazione di salute complicata. La sanità del Lazio è sempre presente al fianco di tutti cittadini senza esclusione”. Così scrive in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.