Covid-19, sempre grave il Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti

 

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ricoverato dal 3 novembre in Terapia Intensiva 2 presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia "Santa Maria della Misericordia", "nelle ultime ore ha subìto un aggravamento complessivo del quadro clinico. Sono in corso gli approfondimenti diagnostici e tutte le cure del caso". Lo comunicano la Cei e l’Azienda ospedaliera perugina nel bollettino quotidiano. "Accompagniamo con affetto e vicinanza il cardinale presidente - dichiara mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei -. Sollecitiamo le nostre Chiese alla preghiera in questo momento di prova. Siamo certi che il Signore non farà mancare misericordia e consolazione al Cardinale e a quanti sono duramente provati dalla malattia. Ricordiamo anche i medici, gli operatori sanitari e quanti si prendono cura dei sofferenti. Chiediamo a tutti di condividere queste intenzioni nei propri momenti di preghiera quotidiana".

 





Le scuole della Campania restano chiuse

 

Il tar della regione Campania, con tre decreti appena pubblicati, ha respinto le richieste di sospensione dell’ordinanza 89, firmata dal governatore Vincenzo De Luca che prevede la chiusura (fino al 14 novembre) di tutte le scuole di ogni ordine e grado. La quinta sezione del Tar Campania, presieduta da Maria Abruzzese, ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 4 dicembre.





L’ex Commissario alla Sanità di Calabria, Cotticelli: “Forse sono stato drogato, avevo preparato e firmato il Piano anti-Covid”

 

 

"Non ero io. Non ero io quello che ha parlato nell’intervista. Non mi riconosco in quell’uomo. Stavo male. Era come se fossi un altro". E’ la giustificazione data dal generale Saverio Cotticelli, ex commissario alla Sanità calabrese, sollevato dall’incarico dopo aver ammesso di non aver realizzato un piano di emergenza per la seconda ondata di Covid. Cotticelli non esclude "di essere stato drogato".  "Nemmeno la mia famiglia mi ha riconosciuto. Sono ancora sconvolto. Sto valutando con il mio medico, sto ricostruendo quello che è accaduto il giorno dell`intervista. E’ tutto molto strano. Gli orari, la modalità, non torna nulla", spiega al giornale online Tpi.it. 

Cotticelli torna sulla vicenda che lo ha costretto alle dimissioni. "Se sospetto di essere stato drogato? Questo non lo so - aggiunge. - Ripeto, sto indagando: io so che dopo quell’intervista ho vomitato tutta la notte. Sono stato malissimo. La Calabria ha una terra di mezzo. Da un lato la povera gente, dall’altro il potere, in mezzo ci sono loro. La massoneria. Con i suoi riferimenti a Roma".  

Per il generale la sua sostituzione "era già decisa. Da sei mesi. Il ministro Speranza aveva già deciso di nominare Zuccatelli. Ormai è chiaro, carte scoperte. Io dovevo essere rimosso. E’ semplice. La mia intervista è solo stato un pretesto". Le motivazioni della sostituzione sarebbero politiche: Zuccatelli "è di LeU, lo stesso partito di Speranza, è amico di Bersani". Quanto al fatto di avere detto di non sapere nulla del piano Covid della Calabria, Cotticelli si giustifica: "Come potevo non ricordare di non aver lavorato al piano Covid? Quel piano esiste davvero, e l’ho  predisposto io. In Calabria tutto è deciso da questo mondo di mezzo: e io a questa massoneria non ho dato tregua. C`erano fatture ai privati, nella sanità calabrese, che venivano pagate tre volte. C’erano posto di lavoro, appalti oscuri, il potere reale mercanteggiava su tutto - accusa -. Io potrò avete tanti difetti, ma a questi signori ho tolto il concime dal vaso. Gli ho cancellato 500 milioni di euro di appalti. Gli ho revocato gli affidamenti impropri. Se avessero potuto mettermi sotto una macchina, l’avrebbero già fatto". Cotticelli spiega che in Calabria c’è una forza che "ha un potere enorme: la masso-mafia. Ho lavorato due anni senza nessun supporto: senza una segreteria, senza nemmeno una dattilografa. Da solo. Adesso a Zuccatelli danno una struttura con 27 persone che costa tre milioni di euro".





C’è la task force anti-Covid di Biden. 13 superesperti per dichiarare guerra al virus

 

Il neo eletto presidente Usa Joe Biden ha annunciato la creazione di una task force anti-Covid. Sarà composta da 13 membri tra cui tre co-presidenti: David Kessler, Vivek Murty e Marcella Nunez-Smith. Tra gli altri componenti Rick Bright, esperto di vaccini che aveva denunciato le pressioni del governo Trump sull’idrossiclorochina, e l’italo-americana Luciana Borio, esperta in biodifesa che ha lavorato nel National Security Council.





Campo nomadi di Castel Romano, arrestato pericoloso croato colpito da mandato di cattura internazionale

 

 

I Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato, all’interno del campo nomadi di Castel Romano, un 25enne croato colpito da un mandato di arresto europeo, dovendo scontare un cumulo di pene pari a 20 anni di reclusione per gravissimi reati, in particolare rapina, sequestro di persona ed associazione per delinquere commessi in Francia negli anni 2018 e 2019.  I Carabinieri della Stazione Roma Tor dé Cenci lo hanno individuato all’interno dell’insediamento, ove era sottoposto al regime della detenzione domiciliare per altri reati contro il patrimonio commessi in Italia quando era ancora minorenne. L’arrestato è stato portato nel carcere di Viterbo, dove rimane a disposizione della Corte d’Appello di Roma in attesa di un eventuale consegna alle autorità francesi.





Blitz di Finanza e Carabinieri per associazione per delinquere di stampo mafioso. Nei guai due società di Roma e una di Anzio

 

 

I Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 indagati (8 da restringere in carcere e 6 ai domiciliari) e al sequestro preventivo di 5 società e dei relativi beni, crediti, azioni e quote sociali, per un valore complessivo stimato di circa 4 milioni di euro.

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di più reati, quali Associazione per delinquere di tipo mafioso, Estorsione, Scambio elettorale politico-mafioso, Turbata libertà degli incanti, Falsità materiale, Truffa, Trasferimento fraudolento di valori e Riciclaggio. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo partenopea, che ha coordinato le attività condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

L’indagine, convenzionalmente denominata “ASTE OK”, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del c.d. “Nuovo Clan Partenio” (egemone nel capoluogo irpino, oggetto dell’operazione “PARTENIO 2.0”, condotta il 14 ottobre del 2019), nonché da imprenditori e professionisti.

Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla “cabina di regia” delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia.

In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti di immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società di intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari esecutati la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.

Si ritiene che il sodalizio si sia avvalso di società intestate a prestanomi nelle quali sarebbero transitate le somme estorte in modo da poter ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

L’attività ha documentato la promessa di voti in occasione delle elezioni del Consiglio Comunale di Avellino del giugno 2018 da parte di appartenenti al clan Genovese-Galdieri, nei confronti di un candidato consigliere – poi eletto – figlio di un boss detenuto, appartenente al medesimo gruppo, in cambio della riassegnazione della gestione di un centro sportivo sito in Avellino.

Oltre a numerose perquisizioni nei confronti dei soggetti ritenuti organici o contigui al sodalizio criminoso, è in atto anche l’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo relativo a 5 società (i cui titolari sono tra i destinatari della misura cautelare), di cui:

L’intero patrimonio delle società sottoposto a sequestro (tra cui 59 fabbricati e 26 terreni) è stato stimato in circa 4 milioni di euro, al quale si aggiungono le disponibilità finanziarie già sequestrate nei confronti degli indagati in data 14 ottobre 2019 ammontanti a circa 1,5 milioni di euro.

Nel medesimo contesto operativo, è stata notificata la misura dell’“interdittiva antimafia”, già emessa dalla Prefettura di Avellino, alla società riconducibile alla cit. struttura di assistenza sociale-residenziale, nonché a un’altra azienda riferibile a un altro indagato.





Sede degli Irriducibili Lazio all’Appio, liberata dall’occupazione. Sgomberati gli Ultras

 

Gli uomini della questura di Roma, guidati dalla Digos, hanno sequestrato questo lunedì mattina la sede del gruppo degli ultras della Lazio Irriducibili in via Amulio, nel quartiere Appio a Roma. I locali, di proprietà dell’Inail, erano occupati dal gruppo ultras di estrema destra famigerato per le sue azioni fuori e dentro le curve degli stadi. Dopo l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, avvenuto il 7 agosto del 2019 al parco degli Acquedotti a Roma, il gruppo è rimasto orfano del leader che lo aveva rilanciato ma ha continuato la sua attività cambiando il nome più semplicemente in Ultras Lazio. Lo scorso settembre, dopo che da più parti politica e società civile avevano chiesto lo sgombero dello stabile, la stessa sindaca di Roma Virginia Raggi era intervenuta per chiederne la liberazione.





Calenda: “Sarò un Sindaco di rottura, Roma va ribaltata”

 

 

“Al primo consiglio comunale presenterò il piano su trasporti e rifiuti, una città è tale solo se ci si può muovere e si portano via i rifiuti”. Lo dice Carlo Calenda, ospite de Linkiesta su Facebook.

“Presenterò prima il mio programma- spiega- perché chiunque decide di fare questa avventura con me deve saperlo prima: andranno fatte cose di rottura, perché non c’è una singola cosa che sta in piedi, questa città è fuori controllo e va ribaltata”.





Al via a Tunisi il Forum di pacificazione per la Libia

 

Ha preso il via questo lunedì a Tunisi, sotto gli auspici dell’Onu, il Forum del Dialogo politico libico, che vedrà 75 invitati di varie circoscrizioni e parti politiche della Libia ridisegnare gli assetti futuri del Paese, martoriato da anni di contrapposizioni tra il governo di accordo nazionale di Tripoli, riconosciuto dall’Onu e il potere incarnato dal generale Khalifa Haftar, culminate nel caos con il tentativo fallito del generale di conquistare la capitale.  La rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu e capo ad interim dell’Unsmil, Stephanie Williams ha detto di essere "ottimista" per i colloqui di Tunisi il cui obiettivo è quello di arrivare a una tabella di marcia per le elezioni nel paese preda del caos. I colloqui riuniscono all’Hotel Four Seasons di Gammarth, 75 partecipanti libici in rappresentanza delle forze rivali: membri dell’Alto Consiglio di Stato (Tripolitania), del Parlamento di Tobruk (Cirenaica), nonché partecipanti selezionati dall’Onu sulla base del criterio di inclusività, al fine di cercare di uscire dalla crisi politica in Libia.




La First Lady che parla siciliano. Le origini di Jill

 

 

Sarà la prima first lady italoamericana, o meglio, siculoamericana. Le origini di Jill Jacobs, moglie di Joe Biden, affondano in provincia di Messina. Da Gesso, piccolo borgo a 16km dalla città dello Stretto, partì nel 1900 il nonno Domenico Giacoppo, il cui cognome, una volta arrivato negli Stati Uniti venne trasformato in Jacobs. 

"Per risalire alle radici familiari di Jill Jacobs sono partito da un’intervista che la signora Biden aveva rilasciato ad un giornale, riuscendo a identificare i componenti della sua famiglia partita da Gesso per gli Stati Uniti. Il nonno della first lady Domenico, che aveva allora un anno e sei mesi, si imbarcò il 19 maggio del 1900 sulla nave "Patria" in partenza da Napoli insieme alla mamma Angela Caruso e ad altri tre fratelli Antonio, Natalina e Giovanna, rispettivamente di 11, 8 e 5 anni, per raggiungere il capofamiglia Placido Giacoppo". A raccontare le origini familiari della moglie di Biden è Antonio Federico, studioso di Gesso, che ha ricostruito l’albero genealogico di tutte le famiglie della piccola frazione messinese. "Per un mese - spiega lo studioso - i Giacoppo hanno mantenuto lo stesso cognome, poi l’hanno trasformato in Jacobs. Siamo fieri orgogliosi che ora Jill sia la prima moglie italoamericana di un presidente degli Stati uniti e la invitiamo a venire qui e riscoprire le sue origini. Ora purtroppo questo villaggio si è spopolato: nel 1900 vivevano qui 3.500 abitanti, ora solo 450 persone".





Tutte le tappe che dovrebbero portare Biden alla Casa Banca, Trump permettendo

 

8 dicembre, la deadline per risolvere le dispute - Entro questa data dovranno essere concluse le eventuali controversie, a partire da quelle sul voto per posta poste dalla campagna di Trump. Il termine vale anche per l’eventuale riconteggio dei voti nei singoli Stati, per le cause nei tribunali e per l’eventuale ricorso alla Corte Suprema.    

14 dicembre, l’elezione di Biden - Spetta al collegio elettorale formato da 538 grandi elettori. Ogni candidato, Stato per Stato, ha scelto quali grandi elettori dovranno rappresentarlo nel collegio. Questi si incontreranno ciascuno nel proprio Stato e voteranno per il candidato che li ha scelti. I grandi elettori che lo tradiscono (caso raro) vengono chiamati "elettori infedeli".     

3 gennaio, al via il nuovo Congresso - Il 117esimo Congresso debutterà prima del presidente: Camera dei Rappresentanti (a maggioranza dem) e Senato (probabilmente ancora a maggioranza repubblicana) si insedieranno il 3 gennaio 2021 a mezzogiorno.

Dicembre / gennaio, la transizione - E’ il processo per il trasferimento formale dei poteri dal presidente uscente al presidente eletto, al netto delle intemperanze di Trump. Questo processo avviene solitamente tra la proclamazione del nuovo presidente e l’Inauguration Day, data dell’insediamento alla Casa Bianca. Se ne occupano i "transition team" dei due candidati.  

20 gennaio, il giuramento - E’ l’Inauguration Day. Biden inizierà il suo mandato presidenziale il 20 gennaio 2021, con la cerimonia del giuramento a Capitol Hill, sede del Congresso americano, in genere alla presenza degli ex presidenti. La domanda ovviamente è: Trump ci sarà? 





Raccolto l’appello di Martina, sarà operata a Napoli

L’appello di Martina, malata di tumore, che non poteva operarsi a causa dell’emergenza Covid negli ospedali lombardi, è stato raccolto. La 26enne, che aveva affidato le sue parole ai social, sarà curata all’istituto per i tumori Pascale di Napoli. E’ stato lo stesso direttore generale del nosocomio, Attilio Bianchi, a invitarla, sempre tramite social, nel capoluogo partenopeo dove potrà mettere fine alla sua odissea. Il calvario di Martina, che tre anni fa ha scoperto di avere un tumore al colon con metastasi al fegato e che è costretta a diverse operazioni, inizia nel 2019 quando ha bisogno di nuove cure. Per l’emergenza Covid  è rimandato purtroppo anche l’ultimo intervento programmato da tempo. Né dagli ospedali le sanno dire quando potrà essere operata di nuovo. "Parlo per me - aveva scritto la 26enne su Instagram nel giorno in cui ha saputo dello stop della sua operazione - eppure credo di dar voce a tanti: ci vengono annullati gli interventi, la situazione è grave, ma non possiamo far spegnere la sanità per il Covid".




Confermato l’arresto dell’imprenditore Alberto Genovese

E’ stato confermato l’arresto per Alberto Genovese, fondatore di Facile.it, per le accuse di violenza sessuale, detenzione e cessione di stupefacente, sequestro di persona e lesioni. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano, ha eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dal pm nei confronti dell’imprenditore 43enne. Le indagini sono state condotte dai poliziotti della 4^ Sezione della Squadra Mobile di Milano e sono state avviate a seguito del ricovero di una giovane 18enne, ricorsa alle cure mediche per una violenza sessuale. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire che durante una festa organizzata dall’uomo, la giovane sarebbe stata costretta a subire ripetuti rapporti sessuali e ad assumere cocaina e ketamina.  Le indagini hanno poi consentito di sequestrare sostanze dello stesso tipo trovate sia nell’appartamento dove si erano verificati i fatti sia nell’abitazione dove l’uomo è stato rintracciato ieri notte. L’appartamento dove si erano svolti i fatti è stato sottoposto a sequestro su ordine dell’Autorità Giudiziaria e all’interno sono state scoperte evidenti tracce a riscontro di quanto denunciato dalla vittima. L’uomo, alla luce dei gravi reati contestati e del pericolo di fuga è stato, quindi, sottoposto a fermo del pubblico ministero. Poi la notta della società fondata da Genovese FACILE.IT - "In riferimento alle notizie apparse su alcuni media riteniamo corretto precisare che Alberto Genovese ha lasciato Facile.it nel 2014 e non ha oggi alcun ruolo operativo nella nostra azienda". E’ quanto si si legge in un comunicato di Facile.it. "Per rispetto di tutte le persone coinvolte nella faccenda, riteniamo che al momento sia corretto non commentare oltre. Ancora una volta in merito a informazioni imprecise pubblicate da alcune testate ricordiamo che la proprietà di Facile.it è detenuta oggi dal fondo di investimento EQT e dal fondo Oakley Capital".

 





Spara alla moglie e ai due figlioletti e poi si toglie la vita. Dramma nel torinese

 

Ha sparato alla moglie, uccidendola, e ai figli gemelli, minorenni, uno dei quali è morto in ospedale. Poi si è suicidato. È accaduto all’alba in una villetta di Carignano (Torino). A scoprirlo sono stati i carabinieri, intervenuti su segnalazione dei vicini di casa. Non sono ancora noti i motivi del gesto. L’arma utilizzata, una pistola, era detenuta dall’uomo in modo legale. La sorellina del bimbo morto è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Regina Margherita. Nel raptus omicida ha sparato anche al cane che viveva in casa con loro. La tragedia è avvenuta intorno alle 5.30 di lunedì mattina. L’uomo, un 40enne, ancora vivo all’arrivo dei carabinieri, è morto prima del trasporto in ospedale per le conseguenze del colpo che si è sparato in testa. Nel raptus omicida ha ucciso anche il cane di casa. Le indagini dei carabinieri, presenti insieme agli esperti della scientifica per le rilevazioni del caso, proseguono per stabilire i motivi del gesto. L’uomo avrebbe annunciato le sue intenzioni al telefono, in una conversazione col fratello che vive a Racconigi (Cuneo). E’ quanto emerge dai primi accertamenti dei carabinieri sulla tragedia avvenuta questa mattina in una villetta di Carignano, in Borgata Ceretto. 

 




Speranza sul vaccino anti-Covid: “Distribuzione di massa alla fine del primo trimestre 2021 o alla fine del primo quadrimestre".

 

La distribuzione di massa del vaccino "avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre o alla fine del primo quadrimestre del 2021. L’auspicio è che i controlli che l’Ema ha già avviato sulle sperimentazioni più avanzate possano avere un esito positivo anche prima". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di ‘In mezz’ora in più’ su Rai3. "C’è un lavoro costante che va avanti con gli Stati Uniti. Ogni settimana ci siamo sentiti in questi mesi difficili con tutti i ministri del G7 e con il ministro della Salute degli Stati Uniti c’è stato un rapporto costante al di là dei fronti politici. Sul piano dei vaccini e della ricerca le relazioni sono costruttive e dobbiamo continuare a investire su di esse", ha sottolineato Speranza. "Io - ha continuato il ministro rispondendo a una domanda su chi nel governo dovesse firmare i decreti con le misure sul coronavirus - firmo a nome del governo sulla base di un decreto del presidente del Consiglio e in piena sintonia e condivisione non solo con il presidente del Consiglio Conte ma con tutti i ministri. L’ultimo Dpcm che abbiamo firmato è stato condiviso da tutto il governo. Non è una firma a titolo personale, è una firma a nome di tutto il governo". 

"Ho firmato ordinanze pesanti e sono pronto a firmarne ancora se sarà utile per il nostro Paese", ha detto ancora Speranza. "Io sono il ministro della Salute e devo rispondere alla nostra Costituzione", ha aggiunto. “Se verifico che c’è un rischio, io non ho paura di firmare". Il ministro della Salute ha sottolineato che "in queste ore si sta affermando un’idea per cui fare delle misure, scegliere delle restrizioni significa fare qualcosa di sporco. Dobbiamo rovesciare questa idea: significa salvare la vita delle persone, significare aiutare la popolazione e i medici che sono in difficoltà". "Noi - ha detto ancora Speranza - abbiamo bisogno che tra le persone torni lo spirito di consapevolezza di marzo. Il virus circola dappertutto. Stare in zona gialla non significa stare in zona verde o stare in un porto sicuro. Le difficoltà ci sono in tutti i territori. Se non invertiamo la curva, il nostro servizio sanitario nazionale andrà in crisi". "Dobbiamo ridurre drasticamente le relazioni sociali", ha aggiunto. "Ci sono le ordinanze dei ministri e dei presidenti di Regione, c’è il lavoro dei sindaci che è straordinario e prezioso, ma alla fine quello che ha fatto la differenza a marzo e aprile è stato il comportamento individuale", ha continuato il ministro. "Non è scritto nel cielo quello che avverrà nelle prossime giornate. Non ci sono tabelle che ci dicono esattamente dove si va a finire. Noi sappiamo che le misure che stiamo mettendo in campo, soprattutto nelle zone rosse, produrranno sicuramente degli effetti di abbassamento del contagio. Ma c’è una variante decisiva, che è il comportamento delle persone, che può veramente cambiare le cose. Io però vedo ancora una consapevolezza che non è all’altezza del problema che stiamo vivendo", ha continuato. E sulla possibilità che le Regioni comunichino dati incompleti o non corretti sulla diffusione del coronavirus, Speranza è netto: "Siamo nel rapporto tra istituzioni. Sarebbe un reato molto grave dare dati falsi e penso che nella relazione corretta fra istituzioni le Regioni debbano necessariamente dare dati corretti. Dopodiché anche da parte della cabina di regia c’è un momento di approfondimento, verifica e controllo".

"I nostri dati sono pubblici e abbiamo anche approvato una norma per rafforzare questo procedimento", ha continuato. "Le scelte che vengono fatte dalla cabina di regia, con le Regioni che condividono il percorso che abbiamo condiviso", si basano su dati che "noi per legge siamo obbligati a pubblicare", tra cui i 21 criteri che servono a indicare il fattore di rischio di ogni Regione che vengono poi integrati con gli scenari dell’indice Rt.  "I dati nascono dalle Regioni, alimentano il database dell’Iss e attraverso questa elaborazione la cabina di regia ci offre i dati definitivi. Sulla base di questi dati io firmo le ordinanze", ha aggiunto Speranza.





Reddito di cittadinanza cruciale contro il Coronavirus

I numeri della ministra del Lavoro Catalfo in occasione del primo anno della misura. Coinvolti 1.430mila nuclei familiari

 

“Il reddito di cittadinanza, all’interno della pandemia, ha avuto un ruolo cruciale e ci ha consentito di tutelare tutte quelle famiglie che sono rimaste indietro. Abbiamo avuto, tra i mesi marzo e settembre, un aumento della richiesta di reddito del 25%, quindi una richiesta importante”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, in occasione della presentazione del Rapporto annuale 2020, riferito all’andamento della misura nel suo primo anno di applicazione (2019).  “Il ruolo del reddito di cittadinanza è stato ancora più importante con la pandemia”, ha aggiunto il ministro. Sono circa 1.430.000 i nuclei che hanno beneficato del reddito di cittadinanza a partire dal suo avvio, nel 2019, fino al 30 giugno 2020. Il reddito di cittadinanza ha interessato oltre 3.470.000 d’individui. E’ la fotografia scattata dal Rapporto annuale 2020, riferito all’andamento della misura nel suo primo anno di applicazione (2019). Il report è stato curato dalla Direzione generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del ministero del lavoro e delle politiche sociali.  La maggior parte dei nuclei beneficiari di Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza(61,8%) riceve un beneficio economico mensile di valore superiore a 400 euro, con importi più elevati tra i percettori RdC che PdC.  Nel 2019 la misura ha interessato oltre 1 milione di nuclei familiari, pari a più di 2 milioni 700 mila individui, con maggior incidenza nelle regioni del Sud rispetto al Centro Nord. Sebbene in termini assoluti la gran parte dei beneficiari siano concentrati nelle regioni del mezzogiorno, si osserva su tutto il territorio una notevole variabilità dell’incidenza dei beneficiari a livello di ambiti territoriali.  Le regioni del Centro Nord con il maggior numero di percettori di Rdc/Pensione di cittadinanza sono la Lombardia ed il Lazio. I percettori di Pdc costituiscono complessivamente l’11,4% dei nuclei familiari beneficiari, pari a 127.514 nuclei (144.493 individui). L’incidenza della Pdc sul complesso dei beneficiari Rdc/Pdc risulta più consistente nel Nord e nel Centro (oltre il 13% delle famiglie ed il 7% degli individui beneficiari) rispetto al Mezzogiorno (9% delle famiglie e 4% dei beneficiari).  Mentre circa il 40% delle famiglie beneficiarie di Rdc vive nelle regioni del Sud, la distribuzione delle famiglie beneficiarie di Pdc è più uniforme a livello nazionale.  Al 31 dicembre 2019 la quasi totalità dei nuclei diventati beneficiari della misura nel corso del 2019 continua a ricevere il beneficio. A dicembre 2019 il 93,5% delle domande sono ancora in erogazione, mentre il restante 7,5% dei nuclei è uscito dalla misura nel corso del 2019, per eventi che hanno comportato la decadenza (ad esempio perché è cambiata la condizione economica del nucleo familiare) e in minima parte la revoca della domanda precedentemente accolta.

 





Goldman Sachs vede l’Italia ai primi posti per agganciare la ripresa

 

Le prospettive economiche di breve termine sono tornate peggiorare in Europa, tra seconda ondata di Covid e nuovi lockdown, ma stavolta la banca d’affari Goldman Sachs vede l’Italia piazzata meglio di altri, in particolare della Spagna per agganciare la ripresa nel 2021.  Peraltro, in una analisi sul Vecchio Continente – intitolata “Inverno freddo, primavera vivace” – Goldman inserisce previsioni di crescita del Pil italiano che anche sul 2020, con un meno 8,7%, sono migliori di quelle appena aggiornate dalla Commissione europea (-9,9%) ma anche delle previsioni del governo, che nella Nota di aggiornamento al Def ipotizzava un meno 9%.  Sul 2021 Goldman stima che il Pil italiano rimbalzi del 6% e sul 2022 si attende un 3,6%. Ma prima bisognerà che si chiuda il 2020 e sul finale dell’anno è appunto atteso un nuovo fenomeno contrattivo.  Sull’area euro nel quarto trimestre Goldman prevede un meno 2,3% del Pil, con i cali più forti in Francia (-3,8%) e Spagna (-3,3%), sull’Italia stima un meno 2,3% e sulla Germania meno 1,5%.  “Ci attendiamo che l’Italia torni al livelli pre Covid prima della Spagna – affermano gli analisti di Goldman nello studio – . Questo perché la riposta di bilancio dell’Italia è stata maggiormente caricata nella prima fase e perché la sua economia beneficia degli stretti legami delle catene di valore aggiunto con il resiliente settore manifatturiero della Germania”.  Successivamente tuttavia Goldman si attende che la Spagna segni tassi di crescita superiori a quelli dell’Italia, “in particolare dal 2022, quando emergerà la composizione di politiche di investimenti volte a promuovere la crescita della Spagna, mentre la capacità dell’Italia di utilizzare i fondi del Recovery fund resta non chiara”, avverte la banca d’affari.

 




Vaccino, svolta Pfizer

 

La società farmaceutica Pfizer afferma che i primi dati mostrano che il suo vaccino sperimentale ha un’efficacia di oltre il 90% nel prevenire il Covid-19. Lo riporta il New York Times.

Pfizer, che ha sviluppato il vaccino con il produttore farmaceutico tedesco BioNTech, ha rilasciato solo pochi dettagli dalla sua sperimentazione clinica, basata sulla prima revisione formale dei dati da parte di un gruppo di esperti esterni.

La società ha affermato che l’analisi ha rilevato che il vaccino è stato efficace per oltre il 90% nel prevenire la malattia tra i volontari dello studio che non avevano prove di una precedente infezione da coronavirus. Se i risultati reggono, quel livello di protezione lo metterebbe alla pari con i vaccini infantili altamente efficaci per malattie come il morbillo. Non sono stati osservati seri problemi di sicurezza, ha affermato la società.

Pfizer prevede di chiedere alla Food and Drug Administration l’autorizzazione di emergenza del vaccino a due dosi alla fine di questo mese, dopo aver raccolto dati sulla sicurezza per due mesi, come raccomandato dalle leggi. Entro la fine dell’anno l’azienda avrà prodotto dosi sufficienti per immunizzare da 15 a 20 milioni di persone, hanno detto i dirigenti dell’azienda.

I dati diffusi da Pfizer sono stati forniti in un comunicato stampa, non in una rivista medica peer-reviewed. Non si tratta dunque di una prova conclusiva che il vaccino sia sicuro ed efficace e il risultato sull’efficacia potrebbe cambiare con il procedere della sperimentazione.

 




Oltre 25mila nuovi contagiati e le vittime sono 356. Eseguiti meno tamponi (43mila)

 

Nelle ultime 24 ore sono 25.271 i nuovi casi di Covid individuati in Italia, circa 7mila meno di domenica ma con 43mila tamponi in meno rispetto alla giornata di sabato: 147.725 ieri contro 191.144. Il rapporto positivi/tamponi è al 17,1%. In leggero aumento invece l’incremento delle vittime, 356 nelle ultime 24 ore, mentre ieri era stato di 331. Il totale dei morti dall’inizio della pandemia sale a 41.750 mentre il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, è arrivato a 960.373