Walter Veltroni: “Rimpasto è un danno per il Paese e il Proporzionale rappresenta la via sbagliata”

 

 

 Walter Veltroni è “preoccupato” per il possibile ritorno di una legge elettorale proporzionale, “ho l’impressione che si stia prendendo la strada sbagliata nel momento sbagliato” dato che l’Italia “nei prossimi anni avrà bisogno di governi stabili, decisi dai cittadini”. In una lunga intervista a Repubblica, dedicata in grande parte alla vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali Usa, Veltroni spiega che “i governi nel nostro paese nascono sempre contro, non per, non mossi da un disegno coerente di mutamento. Può accadere in una fase di emergenza, come è stato l’anno scorso, ma non può essere quella la consuetudine”. 

Ci vuole ora un governo nuovo? “Assolutamente no, qualsiasi ipotesi di crisi, di indebolimento del governo o di rimpasto in questo momento sarebbe un grave danno per l’Italia – sottolinea -. Però considero anche molto rischioso il ritorno alla proporzionale, ai governi di coalizione, ai vertici con i capidelegazione, alle verifiche, alle spartizioni, alle soglie di sbarramento che si abbassano sempre di più. Il pericolo è che si svilisca la rappresentanza, alimentando la tentazione di scorciatoie autocratiche”. 

“L’Italia – conclude Veltroni – ha bisogno di un Pd e di uno schieramento democratico che alzino la bandiera di un riformismo molto radicale, dai temi ambientali a quelli dell’istruzione e del lavoro”.





La Corte Ue condanna l’Italia: “Violato per 10 anni i limiti sulle polveri sottili”

 

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che l’Italia “ha violato il diritto dell’Unione sulla qualità dell’aria” superando “in maniera sistematica e persistente” per 10 anni anni i valori limite imposti per le polveri sottili Pm10.

La Corte ha rilevato che “dall’anno 2008 all’anno 2017 compreso, i valori limite giornalieri e annuali fissati per le particelle di PM10 sono stati superati regolarmente” in un certo numero di aree del territorio italiano, e che “l’Italia chiaramente non ha adottato, in tempo, le misure” per garantire il rispetto dei valori limite.





Le bellezze del territorio e l’eccellenza dei prodotti del Lazio. Evento on line il 13 novembre

 

 

La bellezza del territorio e l’eccellenza dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici del Lazio come filo conduttore della prima edizione del progetto realizzato da Elab Eventi con la partecipazione di Slow Food Roma e Capire per Prevenire e in collaborazione con la Regione Lazio. 

L’appuntamento è online il 13 novembre dalle ore 11.00 per una maratona di attività che saranno messe in rete attraverso la galassia dei media “Buoni e Belli – Sapori e Valori del Lazio”. 

“Buoni e Belli” intende valorizzare e mettere in connessione i prodotti agroalimentari e la tipicità della tradizione enogastronomica con il paesaggio, l’arte e la cultura attraverso un’offerta integrata del territorio.





Dalo zaino di Anastasiya spuntavano manette di soldi. Il processore l’omicidio Sacchi

“Ho visto tirar fuori una mazzetta di soldi dallo zaino rosa che portava Anastasiya”. Così ha spiegato Simone Piromalli, sentito in qualità di testimone in una udienza del processo per l’omicidio di Luca Sacchi, davanti ai giudici della I corte d’assise della Capitale. Il personal trainer Sacchi è stato ammazzato nella notte tra il 23 e il 24 ottobre dello scorso anno con un colpo di pistola alla testa nella zona del parco della Caffarella. 

La posizione di Piromalli è stata archiviata – ha reso noto l’ufficio del pubblico ministero. A suo carico era ipotizzata la violazione della legge sugli stupefacenti. “Non pensavo potesse succedere una catastrofe. Valerio Rispoli mi chiese di accompagnarlo ad incontrare Giovanni Princi; quando poco dopo sono arrivati Luca e Anastasiya e dal suo zaino hanno estratto un rotolo di banconote – ha detto ancora Piromalli rispondendo alle domande dei pm Nadia Plastina e Giulia Guccione – Circa mezz’ora dopo è arrivato Del Grosso e ho sentito che discutevano di una trattativa per comprare marijuana. A quel punto, durante l’attesa ci siamo spostati in un pub e mentre ero dentro il locale ho sentito un rumore forte e Anastasiya che gridava in terra”. 

Poi ha proseguito: “In quel momento Princi disse a me e Simone Rispoli di andarcene via. Così facemmo e durante il tragitto ricordo di aver ricevuto una videochiamata di Del Grosso alla quale non risposi. Il giorno dopo, però, lo stesso Del Grosso si presentò sotto casa mia, accompagnato da una sua amica: mi chiese di restituirgli una tuta, cosa che feci, e nell’abbracciarmi mi disse che la sera prima era scoppiato un macello ma che lui voleva solo spaventare i presenti”. 

Sotto accusa ci sono Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, accusati di concorso in omicidio volontario insieme con Marcello De Propris, che consegnò ai due la pistola con cui è stato ucciso Luca. Per reati di droga nel giugno scorso è stato condannato Giovanni Princi a 4 anni. Sul banco degli imputati anche il padre di De Propris, Armando, accusato della detenzione della pistola, e la stessa fidanzata di Luca, Anastasiya, che nel procedimento è sia parte lesa per l’aggressione subita che imputata, con la contestazione riguardo la legge sugli stupefacenti.

 





Calenda: "La vicenda Roma Metropolitane dimostra che soldi vanno spesi"

 

“Roma Metropolitane, la stazione appaltante e partecipata del Comune di Roma che gestisce progetti miliardari rischia di fallire. Se non si prenderanno provvedimenti, già questo novembre i lavoratori rischiano di non ricevere neppure gli stipendi. Roma ha bisogno di infrastrutture come il prolungamento della metro B fino a Casal Monastero e il completamento della linea C”. Lo dichiara Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco a Roma. 

“Roma ha un disperato bisogno di infrastrutture di trasporto pubblico per decongestionare la città che è la seconda al mondo per numero di ore perse in macchina. Pensare di realizzarle senza una struttura amministrativa forte, una società di progettazione, è follia. Pensare di chiudere una stazione appaltante senza individuare delle alternative è ancora più folle. Raggi non vuole capire che i soldi non vanno solo chiesti. Vanno anche spesi. E vanno spesi bene”, conclude Calenda





Raggi: “Intensificato lavoro su caditoie e tombini”

 

 “Nelle ultime settimane abbiamo intensificato il nostro impegno per la pulizia di caditoie e tombini sulle principali arterie di traffico di Roma. In molti casi si tratta non solo di semplice manutenzione, ma di un potenziamento e rifacimento dell’intera rete idraulica su alcune strade della città”. Lo spiega la sindaca di Roma Virginia Raggi in un post su Fb. 

“Il Dipartimento Lavori Pubblici nei giorni scorsi è intervenuto sul Lungotevere Aventino nel centro città, in viale Regina Margherita nel quadrante nord est e in via Trionfale a nord ovest, su un tratto di via Collatina nella periferia est di Roma, in via Laurentina, viale del Pattinaggio, Piazza della Radio e via Girolamo Benzoni, a sud della città”, continua Raggi “Si tratta di interventi approfonditi, realizzati grazie ad un monitoraggio e un controllo costante sul territorio. Abbiamo stanziato 1 milione di euro, anche a scopo preventivo, per operare in maniera omogenea su tutta la città. L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza ad auto e scooter, anche durante le intense piogge”, conclude.

 





Coronavirus, attiva a Roma l’ambulanza veterinaria

 

 La rapida escalation dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha riportato all’attualità situazioni di difficoltà nelle famiglie con animali, colpite, direttamente o indirettamente, dagli effetti della pandemia. Per questo a Roma LAV ha riattivato – già dal 26 ottobre – il suo servizio di ambulanza veterinaria, che offre assistenza per il trasporto da e per ambulatori veterinari, degli animali di persone e famiglie che siano in condizioni di isolamento, ma anche per trasferire cani o gatti e altri piccoli animali domestici, in casa di amici o parenti, nel caso in cui la persona che se ne prende cura sia in ospedale o comunque impossibilitata ad occuparsene. 

Il servizio – si spiega in una nota – è disponibile sul territorio di roma, chiamando il numero 320 479 2598, o scrivendo a ambulanza@lav.It. Su tutto il territorio nazionale, inoltre, LAV fornisce chiarimenti sulle nuove disposizioni previste da DPCM e Ordinanze, grazie alle risposte alle domande frequenti, FAQ: www.lav.it/news/dpcm-ordinanze-animali-faq, costantemente aggiornate, e ai recapiti: 06.4461325 – emergenza@lav.it. 

Nei primissimi giorni di attività, LAV è già intervenuta – su segnalazione della Protezione Civile, con cui LAV ha siglato uno speciale protocollo d’Intesa – in aiuto di una signora, e dei suoi due cagnolini, bloccati in casa da oltre 12 giorni, in condizioni di estrema difficoltà. La signora Teresa, infatti, dopo aver perso tragicamente il marito a causa del Covid, si trovava in isolamento domiciliare con i suoi due cagnolini Rocky e Nina, di 12 e 8 anni, impossibilitata a provvedere alle loro uscite, e senza poter far riferimento a parenti, amici o dog sitter che potessero prendersene cura. 

Interpellato dalla Asl di competenza, il canile comunale ha risposto di non poter accogliere in via temporanea i due cani, per mancanza di posti. Per la signora Teresa sembrava non esserci via d’uscita ma, grazie a un appello pubblico, si è aperta una possibilità. Dall’altra parte della città una signora, commossa da questa storia, ha deciso di offrire la propria disponibilità ad accogliere in stallo Rocky e Nina. 

Su richiesta della Protezione Civile di Roma, LAV è immediatamente intervenuta con la propria ambulanza, per trasferire i due cagnolini – nel pieno rispetto delle procedure igienico sanitarie previste per legge – presso la nuova sistemazione, in attesa che la signora Teresa termini il suo periodo di quarantena e possa riabbracciarli (Foto in allegato). Questa è solo una delle tante storie di persone e famiglie con animali, colpite in vario modo dalla pandemia, in cui LAV è intervenuta a portare soccorso, già a partire dal lockdown della scorsa primavera. Nella prima fase dell’emergenza, infatti, l’ambulanza veterinaria LAV, attiva su Roma, ha assistito 300 animali, rispondendo concretamente a centinaia di richieste di aiuto, 7 giorni su 7. 

Oggi come allora, LAV è in prima linea con la sua ambulanza per rispondere alle richieste di aiuto dei cittadini romani, in difficoltà con i propri animali o che vogliono segnalare dei casi di animali in difficoltà legati all’emergenza da Covid-19, che possono chiedere aiuto al numero 320 479 2598 o scrivere a ambulanza @lav.it.





Continuano tamponi per senza tetto a Help Center Roma Termini

 

Continua presso l’Help Center di Roma Termini il servizio gratuito per effettuare tamponi antigenici e molecolari per il Sars-Cov-2 rivolto a persone senza dimora, operatori e volontari dei circuiti di accoglienza capitolini. 

Roma Capitale, assieme all’Istituto San Gallicano (IRCSS) e a Binario 95, servizio finanziato all’interno del Polo Sociale Roma Termini in spazi concessi da Ferrovie dello Stato italiane, continua l’azione di sorveglianza sanitaria, partita già nel giugno scorso, per la tutela delle persone più deboli della città. 

Durante la fase autunnale, che ha visto sei appuntamenti già realizzati, sono stati realizzati oltre 300 tamponi sia molecolari che antigenici. L’attività si svolge all’interno dello “Studio osservazionale per la presenza del Sars-Cov-2 nei servizi di supporto e accoglienza per persone senza dimora di Roma” realizzato dall’Istituto San Gallicano (IRCSS) con il coordinamento del prof. Aldo Morrone, in partenariato con Binario 95, all’interno dei servizi supportati dal Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale. 

“In questo momento il nostro compito è garantire la massima attenzione nei confronti delle persone più fragili. Roma si dimostra ancora una volta pronta a rispondere alle necessità dei soggetti più deboli, ampliando le possibilità di monitoraggio e contrasto alla diffusione dei contagi da Covid, per la sicurezza di tutti”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi. 

“In un momento così delicato per il paese, l’Amministrazione ha il dovere di mettersi in gioco perché in una città come Roma ‘nessuno si salva da solo’. Ne usciremo insieme, se saremo capaci di porre al centro le persone più deboli ed emarginate. Per questo dall’inizio della pandemia stiamo mettendo in campo tutte le risorse possibili a nostra disposizione per ‘collegare i talenti’ dei nostri servizi, valorizzare le potenzialità dei territori, dei cittadini, e rafforzare l’intervento degli organismi del Terzo Settore in favore di una città che, sebbene stia soffrendo, deve continuare a coltivare la speranza”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

 





Coronavirus, lettera degli anestesisti dell’Ospedale San Camillo

 

Gli anestesisti rianimatori dell’Azienda ospedaliera di Roma San Camillo Forlanini dell’Unità Operativa Shock e Trauma in una lettera “rigettano in toto le accuse loro rivolte in merito all’impiego sui pazienti di strumenti sporchi o infetti e rispondono alle accuse comparse su un quotidiano e raccolte in maniera totalmente acritica da alcuni social. È indubbio che il nostro ospedale – come tutti i nosocomi del nostro Paese – stia vivendo un momento particolarmente delicato della sua storia, ed è altrettanto innegabile che tutto il personale coinvolto nell’assistenza sia chiamato da giorni ad uno sforzo sovrumano per garantire assistenza sanitaria qualificata a tutti i pazienti, Covid e non. Tuttavia raccontare la stanchezza che questo carico di lavoro ci procura come elemento di causa di disinteresse ed incuria totale per il benessere dei malati, è qualcosa di assolutamente inaccettabile e falso. Un’accusa che davvero non ci aspettavamo – si legge nella lettera – da chi fino a ieri ci dedicava attenzione e paginate di giornali chiamandoci ‘eroi’. È a queste ‘penne facili’ che piegano l’informazione a strumentalizzazioni lontane dalla ‘mission’ dei medici che ci rivolgiamo, dichiarando orgogliosamente che anche a fronte di tante difficoltà il paziente – inteso come persona e non come mero codice di accesso – è sempre il centro intorno al quale ruota tutta la nostra giornata lavorativa e che MAI nessuno di noi si macchierebbe di un gesto tanto ignobile nei confronti di chi potrebbe essere nostra madre, nostro fratello, nostro figlio. A latere di questa vicenda poco decorosa che ci ha coinvolto nostro malgrado, a noi rimane la soddisfazione nell’incrociare lo sguardo grato di coloro a cui siamo riusciti a restituire un congiunto o di chi anche avendo patito una grande perdita ci ricorda con stima e affetto. A loro ed a chi in queste ore ci ha pubblicamente sostenuto e difeso va il nostro grazie, nella speranza che chi oggi ci denigra pubblicamente possa un giorno rendersi conto che non siamo nemici da combattere o abbattere mediaticamente ma alleati da difendere in una lotta che dovrebbe vederci tutti uniti” conclude la lettera. 

 





Orrore in Mozambico, almeno 50 persone decapitate in due villaggi dagli islamisti

 

Almeno 50 persone sono state decapitate nel nord del Mozambico da militanti islamisti, secondo quanto riferito nella notte italiana da media locali. I militanti hanno trasformato un campo di calcio del villaggio di Muatide in un "campo di esecuzione", dove hanno decapitato e fatto a pezzi i corpi, secondo altre informazioni riferite dalla Bbc. E diverse persone sarebbero state decapitate anche in un altro villaggio della zona.  Fonti locali hanno riferito che i jihadisti avrebbero catturato persone in fuga dal villaggio, portandole al campo calcistico e facendole a pezzi. Le decapitazioni sono le ultime di una serie di raccapriccianti attacchi che i militanti hanno compiuto nella provincia ricca di gas di Cabo Delgado dal 2017. In Mozambico centinaia di persone sono state uccise e centinaia di migliaia sono state sfollate dalle violenze di matrice jihadista iniziate più di tre anni fa.





Putin annuncia il totale cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian

 

Armenia e Azerbaigian hanno raggiunto un accordo per un totale cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ed il presidente azero lham Aliyev - ha detto Putin - hanno firmato una dichiarazione per un "totale cessate il fuoco nel Nagorno-Karaback, zona di conflitto" a partire dalla mezzanotte di martedì, ora di Mosca, (21.00 GMT). Poco prima il premier armeno aveva annunciato il raggiungimento di un accordo "doloroso". Una folla di manifestanti arrabbiati per l’intesa appena firmata da Armenia e Azerbaigian sul cessate il fuoco nella contesa regione del Nagorno-Karabakh, ha invaso la sede del governo armeno a Erevan saccheggiando gli uffici e frantumando i vetri delle finestre. Lo ha riferito un giornalista della Afp. Migliaia di persone si erano radunate all’esterno dell’edificio che ospita il governo e poche centinaia hanno fatto irruzione dopo l’annuncio del raggiunto accordo da parte del premier armeno Nikol Pashinyan. Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha detto che l’ accordo di cessate il fuoco per porre fine ai combattimenti nella contesa regione del Nagorno-Karabakh equivale a una "capitolazione" da parte dell’ Armenia. "L’ abbiamo costretto a firmare questo documento", ha detto Aliyev rifernedosi al primo ministro armeno Nikol Pashinyan in un discorso televisivo. "Questa è sostanzialmente una capitolazione". Aliyev ha detto che l’accordo è di "importanza storica", e che dà all’Armenia un breve lasso di tempo per ritirare le truppe dal Nagorno-Karabakh. La Russia e la Turchia, alleato dell’Azerbaigian, sarebbero stati coinvolti nell’attuazione del cessate il fuoco





Casa Bianca, Trump non arretra e fa dire: “Le elezioni non sono finite”

 

 

"Le elezioni non sono finite": lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany nel corso di una conferenza stampa. "Queste elezioni - ha ripetuto sono ben lontane dall’essere finite, e al contrario dei nostri avversari noi non abbiamo niente da nascondere". McEnany quindi ha ripetuto l’accusa di voti illegali ma senza fornire alcuna prova. 





Il ministro della Giustizia Usa autorizza i Procuratori federali ad avviare indagini per frode elettorale

 

 

Il ministro della Giustizia degli Stati Uniti, William Barr, ha autorizzato tutti i procuratori federali del dipartimento ad avviare indagini sulle accuse di presunte frodi elettorali che sarebbero state commesse durante lo scrutinio dei voti del novembre. L’Attorney general ha spiegato che indagini di questo tipo possono essere sempre condotte quando ci sono "accuse chiare e apparentemente credibili" di presunte irregolarità che "potrebbero potenzialmente incidere sul risultato". Il procuratore responsabile dei reati elettorali al dipartimento di Giustizia americano si è dimesso dopo il via libera alle indagini da parte di Barr. Richard Pilger, direttore del settore che si occupa dei reati elettorali nella sezione Integrità pubblica del dipartimento di Giustizia, in una mail ai colleghi ha spiegato che Barr ha così emesso "un’importante nuova linea politica che abroga 40 anni di politica di non interferenza sulle indagini per frodi elettorali nel periodo precedente alla certificazione del voto".




Fogli Rosa, ci sarà proroga fino a fine emergenza

 

Zone rosse ed esami di guida per le patenti, Unasca chiede uniformità di procedure. Il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Giancarlo Cancelleri annuncia un emendamento al voto in Senato per prorogare i fogli rosa sino alla fine dell’emergenza Covid. 

Calabria zona rossa, primo nodo critico per gli esami per le patenti, al centro di un incontro urgente delle Autoscuole Unasca con il Viceministro Cancelleri, che anticipa che i fogli rosa in scadenza verranno prorogati tutti con via via automatismi, laddove accada, sino al termine dello stato di emergenza nazionale, come Cancelleri ha sottolineato nel corso di una riunione in videoconferenza con il Presidente Antonio Datri e il Segretario nazionale Autoscuole Emilio Patella, il Vicesegretario nazionale Andrea Onori, centinaia di Associati in collegamento, e il Direttore della DGT Sud Pasquale D’Anzi. 

“Martedì – ha detto Cancelleri, che ha la delega alla Motorizzazione civile – va in discussione un emendamento al Senato che ha l’avallo del MIT e della Commissione bilancio. È stato fortemente voluto dal Ministero e dalla maggioranza. Riguarda la proroga di tutti i certificati fino alla data di fine emergenza Covid, e riguarda quindi anche i fogli rosa”. 

Cosa si intenda per fine emergenza Covid, il Viceministro lo ha spiegato così: “Abbiamo fatto un ragionamento – ha aggiunto Cancelleri – su proroghe temporali di tot settimane o mesi. Quando il Presidente del Consiglio farà un nuovo dpcm spostando la data dell’emergenza, verrà allungata anche la temporaneità dei certificati. Con questo emendamento saniamo la questione”. 

E se per la Calabria, il MIT conferma la scelta di una “sospensione cautelativa per dare certezze che indirizzeranno l’attività delle autoscuole, tutelano il personale degli uffici e il comportamento degli utenti”, come ha riportato il Direttore della DGT Sud Pasquale D’Anzi, il Segretario nazionale delle Autoscuole Unasca Emilio Patella ha ribadito la “necessità di disposizioni chiare e uniformi per tutte le zone rosse del Paese, in primo luogo per evitare che le autoscuole che pure continuano a lavorare in alcune zone rosse figurino invece chiuse in altre, con il rischio di perdere l’accesso ai ristori del Governo, in secondo luogo per permettere il regolare svolgimento degli esami delle patenti A e delle patenti superiori dove non si verifica la presenza di tre persone come per le patenti B”.





Operazione ‘cravatte rosse’ della Gdf, 13 arresti per ‘usura domestica’

 

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, in collaborazione con personale specializzato della Sezione Aerea del R.O.A.N. e del Gruppo Pronto Impiego di Bari, ha eseguito un’ordinanza - emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica - applicativa della misura cautelare personale nei confronti di 13 soggetti, di cui 5 in carcere e 8 agli arresti domiciliari.

Contestualmente, sono in corso perquisizioni personali e domiciliari a carico dei medesimi indagati.

Le complesse indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari - hanno consentito di disvelare condotte di usura, di tipo “domestico”, per centinaia di migliaia di euro, poste in essere, nel periodo 2011-2020, prevalentemente da donne appartenenti a 4 nuclei familiari nei confronti di loro vicini di casa, residenti nei quartieri popolari Japigia, San Pasquale e San Paolo di Bari.

In particolare, le attività investigative sono state avviate a seguito delle dichiarazioni rese da un’anziana donna di Bari, in gravi difficoltà economiche, la quale - presentatasi nel maggio 2019 presso il Nucleo PEF Guardia di Finanza di Bari - aveva denunciato di essere stata e di essere, tuttora, vittima di usura da parte di diversi “aguzzini”.

L’attività investigativa è stata, quindi, sviluppata dai Finanzieri del G.I.C.O. Bari mediante attività di intercettazione telefonica, pedinamenti, video-riprese, indagini finanziarie ed escussione in atti delle numerosissime vittime dell’usura, la maggior parte delle quali - dimostrando grande coraggio - ha fornito una preziosa collaborazione agli inquirenti per la ricostruzione dell’illecita attività creditizia e l’individuazione dei responsabili.

Il “modus operandi” dell’attività usuraria prevedeva la restituzione della somma prestata in un arco temporale ricompreso - nella maggior parte dei casi tra una settimana ed un massimo di 6 mesi - con l’applicazione di tassi di interesse annui fino a oltre il 5.000%.

Spesso gli usurai costringevano le loro vittime a pagare gli interessi anche ricorrendo a violenze e minacce, quali - a titolo esemplificativo - le seguenti: “Se non paghi vengo e ti sbrano”; “Se non paghi ti brucio l’auto”; “Ti mando mio figlio con la pistola”, “…ti faccio saltare in aria…”.

Inoltre, per i prestiti ottenuti vigeva la regola del “salto rata”, ovvero la vittima - laddove non fosse stata in grado di pagare, alla scadenza, la rata pattuita - era costretta a versare una “penale”, denominata “solo interesse”, ammontante al 50% della rata mensile prevista, con la conseguenza che il debito residuo rimaneva inalterato e che i tempi di estinzione del prestito si allungavano.

Le attività investigative hanno, altresì, consentito di accertare che le singole rate dei prestiti usurari erano corrisposte in contanti o attraverso la ricarica di carte “postepay” prepagate intestate agli stessi usurai, nonché a persone loro vicine.

Oltre a famiglie con gravi difficoltà economiche, sono caduti nella “morsa” dell’usura impiegati, commessi ed operai, alcuni dei quali anche accaniti giocatori di “bingo”, “lotto”, “slot machine” e “gratta e vinci”, tanto che, in una circostanza, una vittima “ludopatica” si è ritrovata in difficoltà tali da dissipare intere fortune, arrivando persino a vendere l’abitazione nella quale viveva.

Nel corso delle indagini, in più, è stato possibile accertare che una delle aguzzine - nonostante le misure restrittive imposte dall’ultimo “lockdown” - non aveva esitato, pur di vedersi regolarmente pagata la rata mensile, a recarsi presso l’abitazione della sua debitrice e farvi ingresso, con la forza, priva dei dispositivi di protezione, nonostante nella casa vi fosse un’anziana allettata, con gravi problemi di salute.

Infine, è emerso che 6 dei 13 soggetti arrestati sono risultati percettori del “Reddito di Cittadinanza”, avendo dichiarato nelle pertinenti istanze di non essere titolari di alcun tipo di reddito.

La presente operazione costituisce una chiara testimonianza dell’impegno profuso dalla Procura della Repubblica di Bari, in sinergia con la Guardia di Finanza, nell’azione di contrasto all’usura, odiosa pratica criminale perpetrata da soggetti senza scrupoli che mirano ad ottenere ingenti guadagni sfruttando lo stato di bisogno delle proprie vittime e non disdegnando anche il ricorso alla violenza e alle minacce.

Ciò soprattutto nell’attuale emergenza epidemiologica da “COVID-19”, in cui diverse famiglie e imprese, in difficoltà finanziarie, sono facili “prede” della criminalità, anche organizzata, interessata a riciclare i proventi delle proprie attività illecite e ad infiltrarsi nell’economia legale del territorio





Usura, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività bancaria. Tre arresti a Como

 

La Procura della Repubblica di Como, in data odierna, ha diramato un comunicato stampa relativo ad un’operazione effettuata dal dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Como. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, ha dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione di misure coercitive emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di 3 indagati:

I tre sono accusati (non in concorso tra loro) di usura ai danni di ……., avendogli prestato, in un arco temporale di almeno quattro anni, somme di denaro e pretendendo tassi di interesse annui oscillanti tra 80% e 600%, approfittando delle difficoltà del ………nel periodo in cui questi era fortemente indebitato nei confronti dell’erario e stava affrontando lo stato di decozione in cui versavano le imprese a lui riconducibili, dai cui conti correnti sono stati in buona parte prelevati i capitali utilizzati per ripianare i debiti usurari o emessi gli assegni consegnati in garanzia ai tre indagati a fronte degli importi prestati.

Infatti, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, il (soggetto nr. 3) concedeva a …….. prestiti per un importo complessivo di 400.000 euro ottenendo la restituzione di 600.000 euro, comprensivi di interessi sino al 50% su base mensile (equivalenti al tasso annuale del 600%) corrisposti anche tramite emissione di assegni tratti sui conti correnti delle società gestite dal ………. A fronte di prestiti periodici di 10.000 euro, l’indagato richiedeva la restituzione di 15.000 euro dopo un mese. A fronte di tali prestiti, costringeva altresì XXXXXX (rendendosi quindi responsabile anche dei reati di estorsione ed agevolazione della permanenza illegale in Italia di una cittadina extracomunitaria):

Il soggetto nr. 1 è accusato di avere prestato a …………, nel periodo compreso tra il 2016 e il 2019, una somma complessiva di 300.000 euro ottenendo la restituzione di 500.000 euro, comprensiva di interessi sino al 20% su base mensile (equivalente al tasso annuale del 240%), con le seguenti modalità: a fronte di prestiti di 5.000 euro richiedeva la restituzione di 7.000 euro dopo due mesi.

Soggetto nr. 2 è accusato di avere prestato a …………., tra il 2016 e il 2018, un importo complessivo di 150.000 euro ottenendo la restituzione di 230.000 euro, comprensivi di interessi pari al 6,67% su base mensile (pari al tasso annuale dell’80%). “Le prestazioni usurarie imposte a ……… venivano perfezionate attraverso il rilascio di assegni post datati in garanzia, impegni personali rilasciati da parte di un terzo soggetto e pagamenti in contanti”.

Soggetto 2 è altresì accusato di una serie di episodi di usura caratterizzati dall’applicazione di tassi di interesse annui individuati del 13,7%, del 20% e del 23% ai danni di altri tre debitori (tra questi la titolare della gestione di una casa vacanze). In due casi, i prestiti sono stati garantiti dai debitori rispettivamente:

Nel terzo caso, a fronte di un prestito di 60.000 euro, il soggetto nr. 2 otteneva dal debitore il trasferimento in favore di una delle proprie figlie del diritto di proprietà di un immobile a Capiago Intimiano del valore di 152.900, simulando il pagamento della differenza, pari a 92.900 euro, con l’emissione di un assegno bancario mai incassato. Stipulava, altresì, con il debitore, un accordo di riacquisto dell’immobile, nel termine di 5 anni, mediante versamento di 60 rate mensili da 400 euro ciascuna e di una rata finale di 128.600 euro.

Soggetto nr. 1 è altresì accusato di usura ai danni dell’amministratore unico della società nr. 3. e del compagno di questa per avere preteso, a fronte di un prestito di 80.000 euro, interessi pari a oltre il 19% annuo ed in particolare:

Si è accertato che altre situazioni debitorie sono state ripianate con la cessione di immobili siti in varie località (Inverigo, Alzate Brianza, Cadorago) ma per queste non si è raggiunta la prova della applicazione di tassi usurari.

A fronte dei plurimi episodi di usura contestati e di ulteriori prestiti accertati (per i quali non si è raggiunta la prova della sussistenza di interessi usurari), soggetto nr. 2 e soggetto nr. 1 sono accusati, ai sensi dell’art. 132 del T.U. bancario, di avere abusivamente esercitato, a partire dal 2012, una attività finanziaria.

L’indagine ha avuto inizio a seguito dell’arresto, nell’ottobre 2019, di ……….per reati di bancarotta. Questi, oltre a rendere confessione, riferiva, tra l’altro, di essere stato vittima di usura, tra il 2014 ed il 2019, ad opera dei tre indagati, tutti presentatigli dal compagno di una delle vittime di usura del soggetto nr. 2.

Le dichiarazioni del ………. risultano riscontrate dall’attività di intercettazione ed appostamento da parte della Guardia di Finanza, che ha permesso:

Per il solo ………., i prestiti ammontano a 1.000.000 di euro. L’impegno alla restituzione ha riguardato 1.600.000 euro. Almeno 10 sono le persone, oltre a ………., che sono state indotte a rivolgersi agli indagati per ottenere prestiti (e grazie alle rispettive dichiarazioni rese da alcuni di queste si è ricostruito il complesso contesto criminale in cui questi hanno operato). Per soggetto nr. 1, il profitto dell’attività usuraria accertato è pari a 390.000 euro, per soggetto nr. 3 è pari a 200.000 euro, per soggetto nr. 2 è pari a 258.000 euro circa. A parte le dichiarazioni rese da XXXXXX (che, come già detto, ha deciso di rivelare il sistema di strozzinaggio di cui era vittima dopo essere stato arrestato per reati di bancarotta), il sistema usurario e di illecita attività finanziaria è stato ricostruito grazie alle meticolose indagini svolte dalla Guardia di Finanza.

Latitano anche in questa circostanza, le denunce delle vittime che – solo perché convocate quali persone informate sui fatti – si sono presentate dinanzi al P.M. ed alla Guardia di Finanza ma hanno reso dichiarazioni (spesso riduttive) in ordine ai rapporti economici intrattenuti con gli indagati e quanto alle effettive responsabilità penali di questi, così come emerse a seguito delle intercettazioni e della documentazione acquisita. Il compagno di una delle vittime, lo stesso che ha presentato ………….. ai tre indagati, si è prestato, per conto del soggetto nr. 1, a ritirare somme che il ……….. doveva restituire ed ha persino avvertito soggetto nr. 2 delle indagini a suo carico.




Sfruttavano operai per costruire yacht di lusso: 8 arresti tra La Spezia e Ancona

 

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di La Spezia hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare (7 in carcere e una ai domiciliari) in un’operazione contro lo sfruttamento del lavoro e il caporalato condotta tra La Spezia e Ancona.

Con una serie di controlli su una società operante presso importanti cantieri spezzini che realizzano yacht di lusso, i militari hanno scoperto e disarticolato un sodalizio criminale che sfruttava decine e decine di operai extracomunitari, perlopiù bengalesi, i quali venivano sottopagati e costretti a turni massacranti in un regime di vigilanza minaccioso e violento. Nell’operazione sono stati sequestrati beni per circa 1 milione di euro. L’operazione ha visto coinvolti oltre 50 Finanzieri del Comando Provinciale di La Spezia hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare (7 in carcere e 1 ai domiciliari), ed hanno sottoposto a sequestro preventivo oltre 900.000 mila euro in un’operazione condotta tra La Spezia, Savona, Ancona e Carrara. I militari del Gruppo di La Spezia, coordinati dal Procuratore della Repubblica di La Spezia, dott. Antonio PATRONO, hanno disarticolato un sodalizio criminale partendo da una serie di controlli in materia di lavoro nei confronti di una società con oltre 150 dipendenti, perlopiù extracomunitari di provenienza bengalese, operante presso importanti cantieri spezzini che realizzano yacht di lusso. Partendo da alcune anomalie, individuate e segnalate dalla Prefettura di La Spezia, i finanzieri hanno condotto una complessa indagine che ha reso possibile individuare una serie di condotte di sfruttamento, ai danni di decine e decine di operai bengalesi, punite dalla recente normativa a contrasto del caporalato (art. 603 bis c.p.). Al fine di cristallizzare le condotte illecite e individuare i c.d. “caporali”, sono state acquisiti gli orari di ingresso ed uscita al lavoro, testimonianze dei lavoratori e di altri soggetti contigui ed avviate intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno confermato le gravi condizioni di sfruttamento a cui erano assoggettati gli operai, in un regime di sopraffazione, a volte minaccioso e violento, messo in atto da un sodalizio di altri connazionali e di un italiano. I “capi”, approfittando dello stato di bisogno, sotto-retribuivano gli operai con una paga fissa (c.d. “paga globale”, di 4 o 5 euro l’ora), impiegandoli, senza soluzione di continuità, in attività lavorative pesanti e anche pericolose, come la saldatura, la stuccatura e la verniciatura di imponenti yacht e super-yacht. Inoltre, gli operai erano assoggettati a turni massacranti (fino a 14 ore al giorno senza permessi e riposi), sorvegliati a vista dai “caporali” e spesso minacciati, offesi e percossi. Lo stato di assoggettamento degli operai era favorito dall’imprescindibile necessità di non perdere il lavoro, unico mezzo di sostentamento delle famiglie e unico veicolo per godere di un valido permesso di soggiorno in Italia. Si sono verificati casi in cui, in caso di infortunio sul lavoro, i mal capitati lavoratori erano costretti a fornire una falsa dichiarazione al personale sanitario del pronto soccorso, senza fare alcun riferimento al lavoro svolto. Nei giorni di assenza per malattia, compresi quelli recentemente avvenuti per casi di positività al tampone per il COVID-19, i lavoratori bengalesi non percepivano alcun pagamento, perdendo, di fatto, l’unica fonte di reddito. I Finanzieri del Gruppo di La Spezia, inoltre, hanno svolto numerosi accertamenti bancari effettuati su decine di conti correnti e su carte postepay intestate agli operai che hanno consentito di svelare il particolare sistema adoperato dai caporali: tutte le buste paga ed i relativi versamenti risultavano, ad un primo controllo, conformi, la posizione lavorativa delle maestranze era in perfetta regola e tutto veniva contabilizzato (permessi, turni festivi, ore di lavoro e bonifici per le retribuzioni). In realtà, una volta pagate le buste paga con bonifici bancari, i “caporali” pretendevano, anche con l’uso della violenza e con la minaccia della perdita del posto di lavoro, la restituzione, in contanti, di parte degli emolumenti bonificati, costringendo gli operai a continui prelievi al bancomat.





Covid-19 ha ucciso il Presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo

 

E’ morto a Roma il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo, ucciso dal Covid. A darne notizia è la stessa Unicef.Era ricoverato all’ospedale Spallanzani. "È stato per tutti una guida sicura, un esempio di abnegazione e instancabile costanza, uno sprone a dare sempre il meglio di noi nel perseguire la causa dei diritti dei bambini in Italia e nel mondo. In prima linea nella difesa dei diritti dei bambini e dei giovani in Italia e nel mondo, Francesco Samengo si è sempre distinto per l’enorme sensibilità e la ferma convinzione che realizzare un mondo migliore significhi innanzitutto prendersi cura dei più vulnerabili e indifesi, in particolare i bambini, senza lasciare indietro nessuno. Nei due anni del suo incarico ha guidato l’organizzazione con grande impegno, passione e un’incessante dedizione", scrive l’Unicef. 

 




Via libera d’urgenza della Fda –Usa al trattamento anti-covid a base di anti corpi Eli Lilly

 

La Fda statunitense ha dato il via libera d’urgenza all’uso del trattamento anti-Covid a base di anticorpi della Eli Lilly, per curare infezioni di limitata entità in adulti e bambini. Il trattamento dovrà essere somministrato nelle strutture ospedaliere o in altre strutture sanitarie. E’ il primo trattamento a base di anticorpi monoclonali che riceve l’autorizzazione.  I primi risultati suggeriscono che il farmaco, chiamato bamlanivimab, può aiutare a eliminare il coronavirus prima e possibilmente ridurre i ricoveri nelle persone con Covid-19 da lieve a moderato. Uno studio su pazienti ospedalizzati è stato interrotto quando osservatori indipendenti hanno visto che il farmaco non sembrava essere d’aiuto in quella situazione. Il governo aveva precedentemente raggiunto un accordo per acquistare e fornire gran parte della prima produzione del farmaco di Lilly.




La Pfizer: “Il nostro vaccino efficace al 90%”. L’Europa firma contratti per 300 milioni di dosi

 

 

Un vaccino anti-Covid sviluppato congiuntamente dalla Pfizer e BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. Lo ha annunciato il presidente della Pfizer, Albert Bourla.

La Biontech tedesca conferma l’annuncio della Pfizer, annunciando in una pubblicazione di voler chiedere l’autorizzazione per la produzione, insieme alla stessa Pfizer, la settimana prossima all’ente FDA americano. "Ottime notizie da Pfizer e BioNTech sui risultati positivi della loro sperimentazione clinica per un vaccino contro il Covid-19. La scienza europea funziona! La Commissione presto firmerà un contratto con loro per avere fino a 300 milioni di dosi. Continuiamo a proteggerci a vicenda nel frattempo", scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter. 

 "Notizie incoraggianti". Così il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus commenta l’annuncio di Pfizer.





Epidemia in rapido peggioramento, aumentate le Regioni con elevata trasmissione del virus. Ecco il monitoraggio Iss-ministero della salute

 

Si conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento. La maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario 3 ma sono in aumento le Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione "complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose Regioni/PA". Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.
"Per le Regioni/PA classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, data l’elevata trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto, si raccomanda di considerare di anticipare rapidamente le misure previste per il livello di rischio Alto ed il corrispondente scenario come riportato nel documento "Prevenzione e risposta a Covid-19". E’ quanto raccomandano il ministero e l’Iss alle regioni nel consueto monitoraggio.
La situazione evidenzia "forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA".  Tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. È essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA, si legge nel monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.  "Continua ad aumentare il numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (74.967 questa settimana contro 49.511 la settimana precedente) che supera l’80% dei nuovi casi segnalati in alcune Regioni/Pa.

La Lombardia con 2.08 è la regione con l’Rt più alto in base ai dati dell’ultimo monitoraggio Iss-Ministero della Salute. Dati relativi alla settimana 26 ottobre - 1 novembre 2020 (aggiornati al 7 novembre 2020). Seguono la Basilicata con 1.99, Piemonte con 1.97, Molise con 1.88. e Provincia autonoma di Bolzano 1.87. Tutte le altre regioni, comprese la Provincia autonoma di Trento, hanno Rt sopra ad 1.5, tranne la Sardegna (1.24), le Marche (1.29), il Lazio (1.36), la Sicilia (1.4). La Liguria è a 1.48.  Questa settimana si osserva un ulteriore forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni a 523,74 per 100,000 abitanti nel periodo 19/10/2020-01/11/2020 (contro 279,72 per 100,000 abitanti nel periodo 12/10-25/10). Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è passato da 54.377 a 129.238 (periodo 19/10-01/11). L’aumento di casi è diffuso in tutto il Paese. Si osserva "una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi) sia per completezza. Questo ha comportato in questa settimana un ritardo nella ricezione dei dati consolidati dalle Regioni/PA. Ciò costituisce una ulteriore prova della generale criticità su tutto il territorio dovuta alla gravità della situazione epidemiologica". Ciò può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza. 
Si conferma che è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile.





Richeldi (Cts): “Insostenibile nei prossimi mesi un nuovo lockdown generalizzato”

 

 

 "Credo che il lockdown generalizzato per i prossimi mesi sia difficilmente sostenibile. Bisogna cercare una soluzione più flessibile, perché ci troviamo davanti a una maratona da correre". Lo ha detto Luca Richeldi, direttore dell’unità di Pneumologia del Policlinico Gemelli Irccs di Roma e componente del Comitato tecnico-scientifico (Cts) sull’emergenza coronavirus, ospite di ’Agorà’ su RaiTre. "Le previsioni di questo aumento di contagi potrebbe arrivare in alcune Regioni a far collassare il sistema sanitario", avverte Richeldi. "Le misure che vengono prese sono mirate a scongiurare questo scenario".





Se entro domenica non si abbasserà la curva dei contagi probabile un lockdown generale

 

Sono preoccupato, spaventato. Se continua così il Servizio sanitario nazionale non può farcela". Lo ha detto Filippo Anelli, presidente della federazione degli Ordini dei medici, invocando il lockdown generalizzato per un mese. "Ogni posto letto dedicato al Covid viene tolto ai malati con altre patologie". Intanto il governo, se la curva epidemiologica non dovesse abbassarsi entro il 15 novembre, sarebbe pronto a imporre un lockdown generale. Già nella giornata di lunedì la categoria dei medici, con gli anestesisti in particolare aveva lanciato il suo allarme. "Ci attendiamo un raddoppio dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva nella prossima settimana se il trend non muterà, ed in attesa degli eventuali benefici derivanti dalle misure dell’ultimo dpcm che potranno però evidenziarsi non prima di altri 10 giorni". Dono le parole rilasciate all’Agenzia nazionale Ansa dal presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi) Alessandro Vergallo. Le terapie intensive "sono già sotto pressione. A fronte di ciò e dell’assenza di una medicina territoriale, la proposta di lockdown nazionale - rileva - è a questo punto ragionevole". I ricoveri ospedalieri e dunque anche quelli in terapie intensiva, ha spiegato Vergallo, "purtroppo aumenteranno fino a quando le misure più restrittive dell’ultimo dpcm non porteranno gli auspicati effetti positivi, ma per vederli ci vorranno ancora una decina di giorni". Intanto, "a trend epidemico invariato - ha sottolineato - finora abbiamo visto appunto un raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni". Se dunque "pensiamo ad una proiezione a breve termine, la situazione appare al limite. Le terapie intensive - ha affermato - iniziano ad essere in crisi per il superamento della soglia limite del 30% di posti letto occupati per malati Covid". Ma la crisi, precisa Vergallo, "riguarda l’intero sistema ospedaliero, per l’enorme pressione cui è sottoposto in questo momento". Tale situazione, precisa, "è dovuta anche al fatto che la Medicina del territorio, che coinvolge circa 50mila medici di base, non sta funzionando". Dunque, "visto che dalla Medicina del territorio non sta arrivando aiuto concreto e visto che gli ospedali cominciano ad essere saturi - ha concluso il presidente degli anestesisti rianimatori - la proposta della Fnomceo ci sembra a questo punto ragionevole. Si tratta di una proposta che accogliamo a malincuore per le implicazioni che ha, ma allo stato in cui siamo è ragionevole".




Dal 2021 svolta per i rider. Quelli di Just Eat saranno dipendenti in piena regola

 

Dal 2021, anche in Italia, i rider di Just Eat verranno assunti con contratto di lavoro dipendente con paga oraria e tutte le tutele assicurate da un rapporto di lavoro subordinato. Just Eat, parte di Just Eat Takeaway.com, introdurrà infatti dall’anno prossimo ’Scoober’. Si tratta del modello di delivery già attivo in alcuni dei paesi del gruppo che inquadra i rider come lavoratori dipendenti, consentendo loro di avere più vantaggi e tutele e conservando la flessibilità e la possibilità di operare combinando studio e altre attività. "Crediamo infatti che, dopo i passi avanti già fatti nei mesi scorsi, sia giunto il momento di proseguire con il nostro impegno nel fornire tutele e protezioni ai lavoratori della gig economy", sottolinea Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia. ’Scoober’ consentirà flessibilità in relazione di contratto e prevede una paga oraria, corrispondente quindi al turno coperto dal rider e non collegata alle singole consegne, sulle quali invece si valuterà un ulteriore bonus. 
Nelle città più piccole i rider potranno operare con mezzi propri e una fornitura completa di dispositivi di sicurezza. Nelle città più grandi verranno  istituiti dei veri e propri hub a copertura del cuore della città, dove per i rider sarà possibile ritirare e utilizzare, per il proprio turno di lavoro, solo mezzi totalmente sostenibili come scooter elettrici o e-bike di Just Eat, gli strumenti per le consegne come casco, giacca e zaino. 
Ad essi si affiancheranno rider che operano con mezzi propri, soprattutto nelle aree fuori dal centro e con la possibilità di scegliere in fase di domanda di assunzione. 





Giustificati, ma solo per tre anni, i prelievi sulle ‘pensioni d’oro’

 

Il legislatore può "raffreddare" la rivalutazione automatica delle pensioni di elevato importo e imporre a carico delle stesse un prelievo di solidarietà, a condizione che osservi i principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità, anche in ordine alla durata della misura. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n.

234 depositata in queste ore, decidendo sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Milano e da alcune sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti riguardo alle misure di contenimento della spesa previdenziale disposte dalla legge di bilancio 2019 a carico delle pensioni di elevato importo. 
E’ stata bocciata dalla Corte Costituzionale la previsione della durata quinquennale del prelievo.

Ad avviso della Consulta non deve essere superato l’orizzonte triennale. 
In particolare, per quanto riguarda il contributo di solidarietà, la Corte Costituzionale ha osservato che questa misura, "diretta al perseguimento dei già menzionati obiettivi triennali interni al sistema pensionistico, non viola i principi di ragionevolezza e proporzionalità e risulta costituzionalmente tollerabile in quanto opera secondo un criterio di progressività e fa comunque salvo il trattamento minimo di 100.000 euro lordi annui".

Con riferimento alla durata massima del provvedimento, la Corte Costituzionale ha ritenuto tuttavia" irragionevole per sproporzione la durata quinquennale del prelievo". Tale durata - rileva il comunicato di Palazzo della Consulta - è eccessiva rispetto all’ordinaria proiezione triennale del bilancio di previsione dello Stato e all’estensione nel tempo degli obiettivi perseguiti dalla misura, oltre che disallineata rispetto al limite temporale dell’intervento limitativo della perequazione, pur disposto nella medesima legge di bilancio".





L’incontro segreto Speranza-Pfizer per garantirsi 1,7 mln di dosi di vaccino

 

 

Dopo l’annunc sull’efficacia del vaccino prodotto dalla Pfizer, le speranze per la fine della pandemia sembrano più realistiche. Oltre alla produzione, sono però molteplici le problematiche che i singoli Paesi si troveranno ad affrontare: il numero di dosi, il trasporto, la distribuzione, la somministrazione e la conservazione. Per questo il ministro della Salute, Roberto Speranza, si starebbe già muovendo per non trovarsi impreparati in futuro.   Secondo quanto riporta La Repubblica, si sarebbe svolta a fine ottobre una video-conferenza segreta tra Speranza e i vertici del colosso farmaceutico. L’obiettivo della riunione è stato quello di pianificare tempistiche, dettagli tecnici e logistici per avviare la vaccinazione anti-Covid di 1,7 milioni di italiani già a partire dalla seconda metà di gennaio 2021.  

Se, come previsto, l’Agenzia europea darà la propria approvazione tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio, già dal 20 gennaio il governo potrebbe iniziare a immunizzare gli operatori sanitari e gli ospiti delle Rsa. Il contratto per la fornitura del vaccino è europeo. All’Italia spetterà quasi certamente il 13,5% del totale della prima tranche.Si tratta di 3,4 milioni di dosi. Trattandosi di un vaccino che ha bisogno di due somministrazioni, significa fornire una copertura a circa 1,7 milioni di persone.  

Per quanto riguarda i problemi logistici, quindi il trasporto e la somministrazione, si pensa di affidare alcuni compiti all’esercito, che potrebbe anche allestire delle strutture apposite, in modo da sollevare dal peso ospedali e ambulatori.





Allo studio del Governo le nuove regole per un ‘Natale in famiglia’

 

“I cittadini comuni potranno essere vaccinati entro l’estate. Ma anche i medici di base devono in questa fase fare la loro parte, con visite e tamponi, altrimenti rischiano la convenzione con lo Stato”. Parola di Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, che in un’intervista alla Stampa annuncia nuove regole per il Natale in famiglia, allo studio del governo: “Ci sarà un provvedimento che riguarderà Natale: si deve dire che non deve essere un Natale solitario, ma che le famiglie possono riunirsi nel nucleo ristretto, parenti di primo grado, fratelli e sorelle. La gran parte delle restrizioni attuali è bene che restino, magari con un allentamento del rigore per alcuni esercizi”.

Riguardo al vaccino, aggiunge, “l’Italia ne ha fatto un ordinativo che basta a coprire tutta la popolazione, abbiamo prenotato 70 milioni di dosi. Il vaccino avrà un costo bassissimo, sotto i 5 euro. La vaccinazione comincerà dagli operatori socio-sanitari, forze dell’ordine, anziani, tutti i lavoratori fragili. E poi per classi di età: verrà fissato un criterio e si arriverà velocemente a tutti”.

Rispondendo all’appello dei medici per un lockdown totale Zampa sostiene che “questa epidemia va affrontata con una grande razionalità, che misuri l’impatto delle azioni messe in atto. Ma siamo tutti consapevoli che se il trend non muta, nessun servizio sanitario al mondo potrebbe reggere. Se tutto si rivelasse inefficace, nessuno attenderà fino all’ultimo. Bisogna combattere con un elemento fondamentale che è il tempo e nessuno farà tardi, tanto meno il ministro Speranza”.

Infine, in merito ai sospetti sulla qualità e uniformità dei dati delle Regioni per l’inserimento nelle varie “zone” Zampa sostiene che “c’è stato un approfondimento severo dei dati nella cabina di regia. E credo che le regioni ora stiano facendo il massimo. La Campania ci deve fornire nuovi dati e verrà presa una decisione”.





Sostegni economici, l’Ue principale filone per l’Italia

 

 

Parla l’economista Carlo Cottarelli che ha tenuto un webinar sul Recovery Fund organizzato dalla Fim Cisl

“Il sostegno principale all’Italia in questo momento viene dalla Bce, tramite la Banca d’Italia, con gli acquisti di titoli di stato. Quest’anno dovrebbero arrivare dalla Bce 170 miliardi in termini netti, il prossimo anno ancora non si sa. Ci sarà un annuncio a dicembre, ma più o meno si può pensare che si parli dello stesso ammontare. Rispetto al Ricovery Fund che vale 209 miliardi su 5 anni il grosso dei soldi arriva dalla Bce di cui non si sta parlando. L’attenzione dei media è sul Mes e sul Recovery Fund e non su questi acquisti di titoli di stato della Bce, attraverso la Banca d’Italia, che sono la cosa che ci sta mantenendo in vita e che arrivano senza condizioni”. Parola dell’economista Carlo Cottarelli, che ha tenuto un webinar sul Recovery Fund, organizzato dalla Fim Cisl Torino Canavese. 

“Su un debito pubblico di quest’anno di 180 miliardi, 170 arrivano dalla Bce, una piccola parte arriva dall’Unione Europea, tramite il meccanismo Sure, che finanzia le casse integrazioni dei vari paesi”, ha conteggiato Cottarelli, ricordando che il deficit pubblico l’anno scorso era di 30 miliardi. 

I motivi di questo incremento sono da addebitarsi all’epidemia di Coronavirus: “La situazione è molto difficile, l’economia è in crisi. Lo stato incassa meno, a fronte di una caduta del nostro reddito si pagano meno tasse, poi lo stato ha utilizzato delle misure espansive, ha tagliato certe aliquote; terzo ha aumentato le spese, da quelle per la sanità ai trasferimenti alle famiglie. Lo Stato questi soldi li trova prendendo a prestito dai mercati finanziari, cioè emettendo Btp o Bot o altri titoli di stato”, ha spiegato Cottarelli. 

“La Bce e la Banca d’Italia dove li prendono i soldi? Li stampano oppure accettano depositi delle banche commerciali presso di sé che non devono esser rimborsati oppure se dovessero esserlo la banca centrale stamperebbe più banconote”, ha spiegato Cottarelli. 

“La Bce si muove così perché l’inflazione è bassa, ma se per qualche motivo l’inflazione iniziasse ad andare su, allora dovrebbe smettere di stampare soldi. Ecco che come rete di protezione è utile che ci sia qualcun altro che presta ai paesi, in questo caso l’Unione Europea, che può trarre risorse emettendo a sua volta titoli europei, eurobond. E queste emissioni sono già cominciate, non ancora per finanziare il Recovery Fund, che adesso peraltro si chiama Next generation European union. Per il meccanismo Sure ci sono già state emissioni di titoli di stato europei venduti attraverso un meccanismo di asta, venduti a tassi negativi. Dal meccanismo Sure l’Italia avrà 27 miliardi, quasi tutti quest’anno. Per il Ricovery Fund i soldi arrivano in parte come prestiti, che probabilmente saranno pure a tassi negativi o vicini allo zero, 120 miliardi, e in parte a fondo perduto, circa 80 miliardi”, ha sintetizzato l’economista. 

“Per la prima volta l’Ue si indebita per importi molto ampi per poi passare i soldi ai singoli paesi, il che vuol dire che nell’immediato il debito dei singoli paesi non aumenta. E’ una forma di mutulizzazione del nuovo debito, diversa dalla mutualizzazione proposta 10 anni fa quando c’era la crisi dell’area Euro. 10 ani fa gli eurobond erano stati proposti come strumento per rimpiazzare il debito già esistente degli stati. Qui si prendono a prestito soldi insieme e si decide insieme come utilizzarli. Questa è la differenza rispetto agli eurobond tradizionali”, ha spiegato Cottarelli. 

Quanto al Recovery Fund, “L’Ue ha dato linee guida e i paesi devono presentare delle proposte”. Nel caso dell’Italia l’Ue ha chiesto di “fare investimenti in infrastrutture verdi, investimenti per digitalizzare l’Italia, per riformare la pubblica amministrazione, investimenti in capitale umano nell’istruzione dagli asili all’università, in ricerca e sviluppo e investimenti per far funzionare meglio la giustizia”.





Frena l’industria. Produzione (-5,6%) sul mese di agosto

 

Battuta d’arresto, a settembre, per la produzione industriale. Dopo quattro mesi di crescita l’indice destagionalizzato della produzione industriale, a settembre, è calato del 5,6% rispetto ad agosto. Corretto per gli effetti di calendario l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 5,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di settembre 2019). A renderlo noto è l’Istat.  Nella media del terzo trimestre il livello della produzione cresce del 28,6% rispetto al trimestre precedente.  L’indice destagionalizzato mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, i beni di consumo (-4,8%), i beni strumentali (-3,9%), i beni intermedi (-1,6%) e, in misura meno rilevante, l’energia (-0,3%). 

Le flessioni, su base annua, sono più ampie per i beni strumentali (-7,1%), i beni di consumo (-5,7%) e i beni intermedi (-4,2%), mentre resta sostanzialmente stazionaria l’energia (-0,1%).  Gli unici settori di attività economica che registrano incrementi tendenziali sono l’attività estrattiva (+2,7%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2,0%) e le altre industrie (+0,2%). Viceversa, le flessioni maggiori si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-20,8%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-20,4%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-11,9%).  “Dopo quattro mesi di crescita e il forte aumento registrato ad agosto, a settembre – è il commento dell’Istat – la produzione industriale diminuisce in termini congiunturali, registrando comunque un livello superiore dell’1,3% rispetto a luglio. Rispetto a febbraio 2020, mese immediatamente precedente l’esplosione della crisi, il livello è inferiore di circa il 4% mentre, in termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è più basso del 5,1%. Riduzioni tendenziali particolarmente ampie riguardano le industrie tessili, dell’abbigliamento, pelli e accessori e quelle petrolifere. In controtendenza solo il comparto estrattivo, la fornitura di energia e le altre industrie manifatturiere”.




Banca d’Italia: "Più prestiti a famiglie ed imprese"

 

A settembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 3,8 per cento sui dodici mesi (3,6 in agosto). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2 per cento sui dodici mesi (1,9 in agosto) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 6,8 per cento (6 nel mese precedente). Lo ha reso noto la Banca d’Italia che ha diffuso la pubblicazione “Banche e moneta: serie nazionali”. 

Sempre a settembre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,61 per cento (1,67 in agosto), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,89 per cento (7,82 nel mese precedente). 

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,31 per cento (1,15 in agosto), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,71 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,98 per cento.




Covid-19, i nuovi casi sono 35.098 e le vittime 580. E’ allarme

 

 

 

Ancora avanti i contagi da Coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono 35.098 i nuovi casi di Covid individuati in Italia. Sono 580 le vittime nelle ultime 24 ore. Ieri i morti erano stati 356. Non si registrava un dato così alto di vittime giornaliere dal 14 aprile, quando furono 602.

 Dall’inizio dell’emergenza i contagiati dal virus - comprese vittime e guariti - sono 995.463 mentre le persone guarite o dimesse sono 363.023, con un incremento rispetto a ieri di 17.734. A livello regionale è ancora una volta la Lombardia, con 10.955 nuovi casi in 24 ore, seguita dal Piemonte (+3.659), dal Veneto (+2.763), dalla Campania (+2.716) e dal Lazio (+2.608).

Sono 217.758 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, circa 70mila più di ieri. Il rapporto positivi/tamponi è al 16,1%, un punto percentuale meno di ieri.

Sono 122 in più i pazienti in terapia intensiva per Covid in Italia, secondo i dati del ministero. Il totale è ora di 2.971.