Mattia (Regione Lazio: "Bene la revoca del Fis al Nomentana Hospital"

 

“Esprimo tutta la mia soddisfazione per la revoca del Fondo d’Integrazione Salariale che avrebbe coinvolto 250 lavoratori del Nomentana Hospital. La soluzione, auspicata nel corso della seduta congiunta delle commissioni regionali Lavoro e Sanità, è riuscita a proteggere il futuro di tante famiglie, proprio nel momento in cui la pandemia sta generando situazioni economiche di precarietà e di instabilità. E’ un periodo molto complesso, ma la necessità di tutelare il lavoro deve viaggiare di pari passo con la priorità di difendere la salute, tanto più se parliamo di operatori sanitari, cioè di quelle professionalità che sono quotidianamente in prima linea nella guerra contro il covid. Come Istituzioni, continueremo a difendere la dignità del lavoro e il diritto alla salute, valorizzando tutti gli strumenti di partecipazione aperti ai lavoratori e alle forze sindacali, come le audizioni in Commissione, che, attraverso il confronto, hanno proprio l’obiettivo di entrare dentro al problema per individuare la migliore soluzione”. Così, in una nota, Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio.

 





Contro i distacchi idrici presidio dell’Usb sotto gli uffici Acea

 

“Sembra impossibile, ma a Roma, in piena emergenza sanitaria, Acea continua a staccare l’acqua a decine di famiglie. Ultimo caso noto, quello di una delle torri di Tor Bella Monaca, ma la politica dei distacchi continua nel silenzio della politica, a livello locale e nazionale. Unico atto intrapreso dalla Sindaca Virginia Raggi in questi giorni, la proposta all’assemblea dei Sindaci dell’AT02 di un aumento progressivo della tariffa dell’acqua del 6,3% anno per tre anni di seguito, in estrema sintesi un incremento del 19% entro il 2023”. Lo denuncia il Coordinamento romano Acqua pubblica che, in una nota, invita romane e romani al presidio in Piazzale dei Partigiani promosso da Usb Federazione Roma presso la sede di Acea, giovedì 12 novembre alle ore 11.00. “Il Diritto all’acqua non trova spazio né tra i decreti di Giuseppe Conte, né nelle discussioni parlamentari, né nelle delibere dell’Autorità di regolazione – Arera, né in Consiglio regionale e comunale – continua la nota -. Quando dovrebbe essere un atto politico dovuto quello di imporre alle aziende di fermare questa pratica ancora più odiosa e irresponsabile in questo momento”. “Come Coordinamento Romano Acqua Pubblica pensiamo che: il diritto all’acqua ed alla vita siano più importanti dei profitti di Acea; l’art 5 del decreto Lupi-Renzi sia pericoloso dal punto di vista sociale e sanitario; tagliare il servizio idrico in piena recrudescenza della pandemia, sia un atto irresponsabile e chiediamo che: debba esser tempestivamente ripristinato da Acea il servizio agli abitanti della torre di via Santa Rita da Cascia; attraverso un atto politico siano bloccati i distacchi alle utenze domestiche fino al termine della crisi sanitaria; sia applicata una tariffa agevolata a tutte le utenze domestiche fino al termine della crisi economico/sanitaria”, concludono.





Regione Lazio, riparte il Progetto speciale ’Io non odio"

 

Riparte il progetto speciale rivolto alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado promosso dalla Regione Lazio – Assessorato al Turismo e Pari Opportunità con l’Assessorato al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e Diritto allo Studio universitario. A dare la notizia è l’Assessora Giovanna Pugliese, che oggi pomeriggio ha salutato i docenti coinvolti nel progetto ed illustrato nel dettaglio le azioni previste. “Io non odio – dichiara l’Assessora al Turismo e Pari Opportunità, Giovanna Pugliese –  è un progetto fortemente voluto dal Presidente Nicola Zingaretti ed è rivolto alle studentesse e agli studenti di Roma e del Lazio nato con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sui temi della violenza legata agli stereotipi di genere, alla misoginia, all’omofobia, al razzismo, al bullismo ed in particolare al contrasto della violenza maschile contro le donne. La scuola – continua Giovanna Pugliese – non è solo il luogo in cui si apprendono nozioni, ma è anche quello in cui si cresce e ci si forma come cittadine e cittadini e per questo ha tra le sue responsabilità quella di educare alla cultura del rispetto”. Il progetto ‘Io non odio’, giunto alla sua seconda edizione, prevede percorsi di condivisione culturale per le scuole attraverso diverse attività da declinare nell’ambito della programmazione scolastica, nel rispetto delle misure di contenimento anti Covid-19. Già 26 scuole hanno dato la loro adesione. Oltre 2.700 gli studenti coinvolti. Incontri di approfondimento rivolti ai docenti, 4 masterclass col coinvolgimento di artisti e personalità del mondo della Cultura e dello Spettacolo per approfondire insieme alle studentesse e agli studenti il tema dell’odio nelle sue diverse sfaccettature, incontri laboratoriali nelle scuole in streaming e in presenza, momenti di approfondimento e sensibilizzazione su temi specifici, un concorso ad hoc rivolto alle scuole aderenti e un grande appuntamento in plenaria con testimonial contro l’odio noti e amati dai destinatari del progetto. “La novità di questo 2020 – annuncia Giovanna Pugliese –  sarà la nostra ‘carovana contro l’odio’, un viaggio, idealmente in pullman o in treno, se le condizioni lo permetteranno, o su una piattaforma web dedicata, oltre i confini dell’intolleranza e della violenza. Un viaggio attraverso storie ed esperienze vissute, ma anche un viaggio fisico, nei luoghi del Lazio, che vedrà protagonisti attivi i nostri studenti e le nostre studentesse. Una carovana che quest’anno coinvolgerà anche i bambini e le bambine della scuole primarie delle province di Rieti, Frosinone, Latina e Viterbo. Un viaggio per arrivare insieme alla meta, per individuare le ‘parole d’odio’ e costruire, al contrario, un alfabeto contro la violenza e l’intolleranza”. Il progetto “Io non odio ha ricevuto l’adesione da parte della Federazione Nazionale Stampa Italiana e di Articolo 21.




Pd all’attacco: “L’apertura del centro commerciale Maximo è una provocazione”

 

“Annunciare di nuovo ed unilateralmente l’apertura del centro commerciale Maximo (Euroma 1) è un atto arrogante e provocatorio verso l’amministrazione Capitolina, verso i cittadini del Municipio IX, verso il Tar del Lazio. Proprio a seguito dell’ordinanza del Tar la commissione urbanistica di Roma Capitale ha definito un percorso amministrativo per assicurare l’attuazione delle opere pubbliche previste in convenzione”. Lo afferma il capogruppo capitolino del Pd Giulio Pelonzi in una nota. “Deve essere chiaro a tutti i soggetti coinvolti che l’apertura del centro commerciale sarà consentita solo dopo l’adempimento degli obblighi presenti in convenzione – aggiunge Pelonzi -. Nessuno sottovaluta l’importanza degli investimenti privati nella possibilità di creare posti di lavoro, ma ricordiamo che le cubature commerciali in possesso del soggetto promotore sono frutto di una ‘premialità’ data da Roma Capitale sulla base dell’Interesse Pubblico individuato nella realizzazione delle opere per i cittadini”. “Verificheremo se l’annuncio di apertura possa ricadere nella fattispecie giuridica della Pubblicità Ingannevole – continua Pelonzi – Come gruppo del Partito Democratico chiediamo alla Giunta ed agli Uffici competenti di non autorizzare l’apertura se non a conclusione del percorso amministrativo che dia ai cittadini le opere pubbliche”, concludono.





Raggi: "Definite le zone off limits per sosta monopattini a Roma"

 

Roma Capitale ha predisposto nuove misure per limitare la “sosta selvaggia” dei monopattini in sharing, individuando aree specifiche dove il parcheggio sarà vietato, così come previsto dalle linee guida per l’autorizzazione dei servizi di noleggio. Grazie alla tecnologia geofencing l’utente potrà visualizzare tramite l’app degli operatori sia le aree off limits, sia gli spazi dove invece sarà consentita la sosta. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. Tra le zone interessate dai divieti in particolare ci sono aree su piazza Venezia, piazza del Popolo, piazza Trilussa, via del Corso, piazza Navona e Colosseo, Fontana di Trevi e Pantheon. Nelle aree interdette al parcheggio non sarà possibile per l’utente terminare il noleggio. Inoltre sarà limitata la concentrazione dei monopattini in sharing nelle aree centrali e sarà imposto il rispetto di una distanza minima di 70 metri ogni 5 veicoli dello stesso operatore. “Sono misure necessarie per far sì che tutti rispettino le regole e per rendere anche più semplice l’uso di questi mezzi. Obiettivo è mettere un freno alla sosta indisciplinata dei monopattini”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi. In base al considerevole utilizzo dei monopattini e bici in sharing si stanno definendo anche aree di sosta attrezzate con stalli riservati. Nel frattempo, il dipartimento Mobilità e trasporti continuerà a svolgere un monitoraggio costante del servizio, così come proseguiranno i regolari controlli della Polizia locale sull’uso di questi mezzi. “Avendo uniformato i dati trasmessi dagli operatori, è in realizzazione anche una piattaforma unica di monitoraggio dei servizi di sharing attivi a Roma. Grazie a questa misura potremo monitorare e valutare il servizio degli operatori in base a dati precisi”, aggiunge l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese.




Agenzia delle Dogane e AdSP, c’è l’intesa per rilanciare il sistema portuale del Lazio

 

Il direttore generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Marcello Minenna e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo hanno siglato, oggi, l’accordo che dà attuazione ai Protocolli quadro recentemente siglati dall’Agenzia con l’Associazione porti italiani (Assoporti) e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). 

Il principale obiettivo è il rilancio della competitività del sistema portuale e logistico dei porti di Roma e del Lazio anche attraverso la completa digitalizzazione delle procedure doganali e l’interoperabilità dei sistemi. 

“Con l’attenzione che l’Agenzia pone allo sviluppo del sistema portuale – dichiara Minenna – si intende contribuire, attraverso la razionalizzazione e la digitalizzazione dei servizi indispensabili alla vita dei porti, a generare valore aggiunto per il sistema Paese. Stiamo ponendo ogni impegno per attivare tutte quelle sinergie atte a creare un costruttivo e costante dialogo tra le esigenze degli operatori e i compiti istituzionali assegnati all’Agenzia. Contiamo così di sostenere prima d’ogni altra cosa l’import e l’export via mare, ossigeno per la nostra economia e il nostro sistema logistico. Abbiamo gli strumenti per essere altamente competitivi e i porti possono essere il centro della crescita del Paese”. 

“Oggi si è avviato un importante processo – aggiunge di Majo – che porterà, tra le altre cose, a velocizzare le procedure riguardanti il controllo delle merci, più volte sollecitato dagli stessi operatori del settore, e che faciliterà ulteriormente la costituzione di un corridoio doganale controllato relativo alla tratta porto di Civitavecchia – Pomezia – Santa Palomba e lo sviluppo del cosiddetto smart terminal – sdoganamento in mare, oltre all’efficientamento della logistica e della sicurezza dei controlli doganali nel porto. Ma il protocollo d’intesa diventa importante e funzionale anche alla creazione della Zona Logistica Semplificata. Dobbiamo infatti essere pronti a cogliere il fenomeno del re-shoring, ovvero della rilocalizzazione nel Paese di siti produttivi in precedenza delocalizzati nelle nazioni asiatiche, che sta assumendo una notevole importanza alla luce del diminuito differenziale del costo del lavoro e di altri fattori produttivi, come la maggiore qualità assicurata dalle aziende nazionali. Peraltro, anche l’epidemia Covid-19 sta esercitando una forte accelerazione in questa direzione anche in ragione della crescita dei costi dei trasporti e dello stoccaggio delle merci. E’ quindi evidente che una futura area Zls, se accompagnata anche dalla creazione di una Zona Franca Doganale, può risultare attrattiva per gli imprenditori italiani di ritorno”.





I sindacati avvertono: “Ridurre mobilità e spostamenti contro contagi”

 “Che il Lazio sia classificato come zona gialla è segno che finora si è fatto un lavoro importante ma la situazione, dal punto di vista del contenimento dei contagi, non è sotto controllo. La rete ospedaliera è in sofferenza, così come i servizi territoriali e domiciliari, sia quelli legati alla gestione dell’emergenza Covid che quelli complessivamente erogati dal sistema socio-sanitario”. Così, in una nota, Cgil Cisl Uil del Lazio che insieme alle federazioni dei lavoratori pubblici e pensionati hanno incontrato oggi il capo di gabinetto e gli assessorati alla Sanità e al Sociale della Regione Lazio. “Il sistema sanitario è il punto critico e nodale – continua la nota -: dalla sua tenuta dipende il grado di restrizioni e misure che vengono attuate sul territorio. Da qui bisogna partire e continuiamo a chiedere uno sforzo ancora maggiore per potenziare la sanità pubblica, con assunzioni straordinarie su tutti i profili, una regia pubblica degli investimenti sull’intera rete, non solo per le cure Covid ma anche per continuare a erogare servizi sanitari pubblici sull’insieme delle prestazioni ordinarie, un investimento mirato e anch’esso straordinario sul territorio e sui servizi sociali, socio sanitari e socio assistenziali, che devono continuare a essere garantiti alle fasce più fragili della popolazione”. “Contestualmente occorre una strategia complessiva che parta dalla regolamentazione e dal ripensamento dei tempi e dei modi in cui si vive la città e il territorio. Mentre si lavora per alleggerire la pressione sul trasporto pubblico, per cui è necessario potenziare linee e mezzi – aggiungono i sindacati – rispettare le limitazioni sulle capienze, anche sospendendo i varchi delle zone ztl e il pagamento dei parcheggi e rimodulare gli orari, dobbiamo pensare anche a come regolamentare la vita sociale e civile specialmente nella città, limitando la mobilità e prevenendo qualsiasi forma di assembramento”. “Chiediamo a Regione, Roma Capitale, Comuni e Prefettura di assumersi la responsabilità di definire misure concrete per la prevenzione di assembramenti e contagi, come il Dpcm già consente. Si tratta di scelte difficili ma che possono evitare l’aggravarsi dell’emergenza pandemica nel nostro territorio, che renderebbe inevitabile un lockdown totale – sottolineano i sindacati -. Dall’estensione dello smart working alla rimodulazione degli orari degli esercizi commerciali, a chiusure mirate nei weekend, in particolare la domenica, oltre che dei centri commerciali già chiusi per decreto, della grande distribuzione e di tutti gli esercizi commerciali. Limitazioni che vanno accompagnate anche dalla previsione di ulteriori sostegni economici a imprese ed esercizi”. “Oltre alla regolamentazione degli accessi o alla chiusura di ogni spazio pubblico, anche all’aperto e alla previsione di ‘zone rosse’ nei luoghi a maggior rischio o dove i focolai sono già fuori controllo. Richiamare i cittadini alla responsabilità individuale, attraverso la moral suasion non basta, né vanno criminalizzati i comportamenti dei singoli – aggiungono ancora -. Le difficoltà economiche, l’insicurezza, le ricadute sul sistema e sulla tenuta dei servizi: si può e si deve lavorare complessivamente a un senso di cooperazione tra tutti i corpi sociali, senza alimentare un clima di tensione, che già ha prodotto troppe manifestazioni di esasperazione e conflitto. Rinunciare oggi a una parte di libertà può essere determinante per mantenere sotto controllo l’epidemia, allontanando lo spettro di misure totalmente restrittive, che comporterebbero a catena danni ben peggiori per tutti, cittadini, tessuto economico e produttivi, servizi”, concludono.





Tra Regione Lazio e Federfarma accordo sui test Covid in farmacia

 

“Bene l’accordo tra la Regione e Federfarma Lazio che prevede di eseguire nelle farmacie i test sierologici e i test antigenici rapidi in piena sicurezza. Viene riconosciuto il ruolo delle farmacie e dei suoi operatori in prima linea nella lotta e il contrasto al COVID. Una sinergia importante con le farmacie laziali, che ancora una volta si sono dimostrate un punto di riferimento per i cittadini sul territorio. Si sta lavorando per dare maggior sicurezza ai cittadini e agli operatori sanitari che lavorano nelle farmacie”. Lo dichiarano congiuntamente l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e il Presidente di Federfarma Lazio, Eugenio Leopardi.





D’Amato (Regione Lazio): “Quelle discoteche non andavano riaperte. Oggi paghiamo lo scotto di quella scelta”

 

“Bastava non riaprire le discoteche, una follia estiva di cui paghiamo ancora oggi lo scotto. Non so se ci siano state pressioni per far continuare le feste nei locali della Gallura, ma i segnali di pericolo c’erano tutti, già prima di Ferragosto”. Così dalle colonne de Il Messaggero Alessio D’Amato, l’assessore alla Sanità del Lazio, commenta l’estate appena trascorsa in Sardegna, in Costa Smeralda su cui la Procura di Cagliari sta indagando. Per D’Amato “la Sardegna è stata la prima fonte di contagio fuori dal contesto regionale. Sa quanti casi abbiamo trovato legati direttamente alla Gallura? Quasi 3.500 positivi. Lo dicono i nostri report. Che evidenziano anche un altro aspetto: oltre il 60% di chi tornava già aveva, allo sbarco, i sintomi del Covid”. E l’assessore insiste, controlli inadeguati all’imbarco. “Non c’erano controlli a monte, niente tamponi. Tutti i nostri dati sono stati annotati in due dossier che abbiamo spedito al Ministero della Salute. I segnali di allarme erano chiari e noi abbiamo visto gli effetti sui contagi già a partire dal 14 agosto. La verità è che la situazione è stata largamente sottovalutata e poi è sfuggita di mano. Sicuramente non andavano consentite le feste. Era già evidente che si trattava di eventi senza alcuna misura di protezione, senza mascherine, niente distanze. E questo ha comportato poi un enorme numero di casi positivi e una pressione molto forte sul nostro sistema sanitario. Naturalmente non ho nulla contro la Sardegna, ci mancherebbe, le polemiche non servono a nessuno, ma la chiarezza si. È ora di fare luce su questa vicenda”. Quanto alle discoteche l’assessore regionale del Lazio non ha dubbi “non è che andavano chiuse prima, non andavano proprio riaperte. È come pensare oggi di organizzare serate per Capodanno, se c’è qualcuno che lo immagina è un folle. Comprendo tutto, compresa la voglia di svago dei giovani, specie in estate, ma quelle feste hanno comportato un sovraccarico di lavoro enorme per i nostri operatori sanitari, soprattutto al porto di Civitavecchia. E per fortuna che abbiamo attivato controlli su larga scala fin dal primo momento, già ad agosto. Nonostante questo gli strascichi di quei contagi li vediamo ancora oggi, perché l’infezione si è propagata nelle famiglie, ai genitori, ai nonni dei ragazzi che tornavano dalle vacanze in spiaggia”.




Fassina(SxR): "Commossi da scomparsa Gattegna uomo dialogo"

 

 “Apprendiamo con commozione della scomparsa di Renzo Gattegna, uomo di grande apertura e capacità di dialogo. Con lui presidente delle Comunità Ebraiche il confronto di idee non è mai mancato. Esprimiamo vicinanza alla famiglia e alla Comunità Ebraica che perde una autorevole guida”. Lo dichiara Stefano Fassina consigliere di SpR promotore di Roma Ventuno





Leodori (Pd): "Cordoglio per la scomparsa di Gattegna"

 

 “Profondo cordoglio per la scomparsa di Renzo Gattegna. Il suo impegno e la sua testimonianza per la Memoria, il dialogo e la formazione delle giovani generazioni restano uno straordinario esempio per tutti noi. La Regione Lazio si stringe ai familiari, alla Comunità ebraica di Roma e all’Unione delle comunità ebraiche italiane”. E’ quanto scrive in una nota il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, in merito alla scomparsa dell’ex presidente Ucei, Renzo Gattegna.





Raggi: "Cordoglio per scomparsa Gattegna, sia esempio per tutti"

 

“Cordoglio per la scomparsa di Renzo Gattegna, ex presidente Unione delle Comunità ebraiche italiane. Roma si unisce al dolore della sua famiglia e di tutta la comunità ebraica che oggi ha perso una guida. Sua capacità di ascoltare, dialogare e confrontarsi sia esempio per tutti”. Così la sindaca di Roma su Twitter.

 





E’ morto a Roma Renzo Gattegna, ex Presidente delle Comunità Ebraiche italiane

 

 

E’ morto a Roma Renzo Gattegna ex presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei). Lo ha annunciato Moked, il Portale dell’ebraismo italiano. Gattegna - nato a Roma nel 1939 - era stato presidente dell’organizzazione dal 2006 al 2016 per tre mandati. Durante le sue tre esperienze al vertice dell’Unione, Gattegna ha intensamente lavorato per fare del mondo ebraico un attore di primo piano della vita nazionale attraverso iniziative volte a favorire il dialogo, l’incontro, il confronto delle idee, scrive Moked. Un confronto sempre a testa alta, con la piena consapevolezza dell’immensa eredità di oltre duemila anni di storia e radici.





Il Vaticano: “La Chiesa ignorava gli abusi e le molestie compiute dall’ex Cardinale MCCarrick”. Poi la svolta

Il Vaticano: “La Chiesa ignorava gli abusi e le molestie compiute dall’ex Cardinale MCCarrick”. Poi la svolta

 

Su Vatican News viene pubblicata la presa di posizione del Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin sul caso dell’ex Cardinale McCarrick e per l’importanza che riveste la pubblichiamo integralmente. Viene pubblicato il Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex Cardinale Theodore Edgar McCarrick che la Segreteria di Stato ha elaborato su mandato del Papa. È un testo corposo, che ha comportato l’attento esame di tutta la documentazione rilevante degli archivi presso la Santa Sede, la Nunziatura di Washington e le diocesi degli Stati Uniti a vario titolo coinvolte. La complessa indagine è stata inoltre integrata con le informazioni ottenute da colloqui con testimoni e persone informate sui fatti, al fine di ottenere un quadro il più completo possibile e una conoscenza più dettagliata e accurata delle informazioni rilevanti.

Pubblichiamo il Rapporto con dolore per le ferite che la vicenda ha provocato alle vittime, ai loro familiari, alla Chiesa negli Stati Uniti, alla Chiesa Universale. Come ha fatto il Papa, anch’io ho potuto visionare le testimonianze delle vittime contenute negli Actasui quali il Rapporto è basato e che sono depositate negli archivi della Santa Sede. Il loro contributo è stato fondamentale. Nella sua Lettera al Popolo di Diodell’agosto 2018, il Santo Padre Francesco scriveva, a proposito degli abusi sui minori: “Con vergogna e pentimento, come comunità ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite”.

Come traspare dalla mole del rapporto e dalla quantità di documenti e di informazioni contenute, ci si è mossi alla ricerca della verità, offrendo materiali utili per rispondere alle domande suscitate dalla vicenda. L’investigazione, com’è noto, ha richiesto due anni di lavoro e ora che il testo è reso di pubblico dominio si comprenderà il perché di questo tempo non breve. L’invito che mi permetto di rivolgere a chiunque cerchi risposte è di leggere interamente il documento e non illudersi di trovare la verità in una parte piuttosto che un’altra. Solo dalla visione complessiva e dalla conoscenza, nella loro interezza, di quanto ricostruito dei processi decisionali che hanno riguardato il già Cardinale McCarrick, sarà possibile comprendere quanto è accaduto.

Negli ultimi due anni, mentre veniva condotta l’indagine che ha portato a questo Rapporto, abbiamo fatto dei passi in avanti significativi per assicurare maggiore attenzione alla tutela dei minori e interventi più efficaci per evitare che certe scelte avvenute in passato possano ripetersi. La normativa canonica si è arricchita del Motu proprio Vosestis lux mundi, che prevede la creazione di meccanismi stabili per ricevere la segnalazione degli abusi e stabilisce una procedura chiara per investigare le denunce a carico dei Vescovi che abbiano commesso dei crimini o abbiano protetto i responsabili.  E al Motu proprio si aggiungono gli strumenti nati a seguito dell’Incontro del febbraio 2019 sulla protezione dei minori. Penso ad esempio all’intervento, avvenuto nel dicembre scorso, sul segreto pontificio circa le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i casi di abuso sui minori e su persone vulnerabili; e sui casi di mancata denuncia o di copertura degli abusatori. E penso anche alla pubblicazione del Vademecumsulle procedure nel trattare i casi di abuso sui minori, pubblicato lo scorso luglio dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

“Guardando al passato, non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato", scriveva il Santo Padre nella Lettera al Popolo di Dio, e aggiungeva: "Guardando al futuro, non sarà mai poco tutto ciò che si fa per dar vita a una cultura capace di evitare che tali situazioni non solo non si ripetano, ma non trovino spazio per essere coperte e perpetuarsi. Il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il nostro dolore, perciò urge ribadire ancora una volta il nostro impegno per garantire la protezione dei minori e degli adulti in situazione di vulnerabilità”. Dalla lettura del documento emergerà che tutte le procedure, compresa quella della nomina dei Vescovi, dipendono dall’impegno e dall’onestà delle persone interessate.   Nessuna procedura, anche la più perfezionata, è esente da errori, perché coinvolge le coscienze e le decisioni di uomini e di donne. Ma il rapporto avrà degli effetti anche in questo: nel rendere tutti coloro che sono coinvolti in tali scelte più consapevoli del peso delle proprie decisioni o delle omissioni. Sono pagine che ci spingono a una profonda riflessione e a chiederci che cosa possiamo fare di più in futuro, imparando dalle dolorose esperienze del passato.

Vorrei concludere dicendo che al dolore si accompagna uno sguardo di speranza. Perché questi fenomeni non si ripetano, accanto a norme più efficaci, abbiamo bisogno di una conversione dei cuori. C’è bisogno di pastori credibili annunciatori del Vangelo, e dobbiamo essere tutti ben coscienti che ciò è possibile soltanto con la grazia dello Spirito Santo, confidando nelle parole di Gesù: “Senza di me non potete far nulla”.





Destituito dal Parlamento in Perù il Presidente Vizcarra. Accuse di “incapacità morali”

 

Il Parlamento del Perù ha approvato l’impeachment del presidente della Repubblica Martin Vizcarra per "incapacità morale", al termine della seconda procedura in meno di due mesi, per presunte tangenti ricevute nel 2014 come governatore.

La mozione per deporre il capo dello Stato, un tempo amato dalla popolazione per la sua intransigenza contro la corruzione, ha ricevuto più voti degli 87 necessari.

Il presidente del Parlamento, Manuel Merino, dovrà ora prendere le redini del governo fino alla fine del mandato di Vizcarra, che scade il 28 luglio 2021. 





Honk Kong, la Cina ordina di cacciare quattro deputati del Civic Paty

 

 

La Cina ha cacciato ad Hong Kong quattro deputati del Civic Party, parte del fronte pro-democrazia, dopo la "nuova struttura costituzionale" definita dal Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo. "Coloro che promuovono o sostengono l’indipendenza di Hong Kong e rifiutano di ammettere l’esercizio della sovranità della Cina sulla città sono considerati non conformi al requisito di giurare fedeltà alla Regione amministrativa speciale", è stato stabilito dalla Cina.I quatto deputati sono Dennis Kwok Wing-hang, Alvin Yeung Ngok-kiu, Kwok Ka-ki e Kenneth Leung Kai-cheong. 





Recovery Fund e Bilancio Ue, finalmente c’è l’accordo

 

 

"Fumata bianca per il Recovery Fund e il bilancio". Lo ha scritto su Twitter il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, annunciando l’accordo raggiunto tra i negoziatori del Consiglio e quelli del Parlamento Ue. Il pacchetto finanziario approvato è pari a 1.824,3 miliardi di euro e combina il quadro finanziario pluriennale (1.074,3 miliardi di euro) con uno strumento di recupero temporaneo da 750 miliardi di euro (Next Generation Eu).

La presidenza tedesca del Consiglio europeo ha raggiunto un accordo politico con i negoziatori del Parlamento europeo in colloqui volti a garantire l’approvazione del Parlamento al prossimo quadro finanziario pluriennale, il bilancio a lungo termine dell’Ue. E’ quanto fa sapere Bruxelles in una nota, spiegando che "l’accordo è stato raggiunto a seguito di intense consultazioni con il Parlamento e la Commissione in corso dalla fine di agosto. Completato il pacchetto finanziario globale di 1.824,3 miliardi di euro negoziato dai leader dell’Ue a luglio, che combina il prossimo quadro finanziario pluriennale - 1.074,3 miliardi di euro - e uno strumento di recupero temporaneo da 750 miliardi di euro, Next Generation Eu".





Joe Biden ai leader mondiali: “L’America sta tornando”

 

"Il mio messaggio ai leader stranieri e’ solo uno: l’America sta tornando": lo afferma Joe Biden, che nelle ultime ore ha avuto, tra gli altri, colloqui telefonici con Emmanuel Macron, Angela Merkel e Boris Johnson. "Parlando con loro gli ho detto che siamo di nuovo in gioco", ha twittato il presidente eletto degli Stati Uniti.

"La gente non accetterà queste elezioni truccate", ha twittato Donald Trump, pubblicando una serie di post sui presunti brogli nei diversi Stati Usa. E di fatto confermando la sua volontà di non voler concedere la vittoria a Joe Biden.




Mostro di Firenze, chiusa ed archiviata anche l’ultima indagine

 

Si chiude con un’archiviazione l’ultima inchiesta che vedeva indagati un ex legionario di 89 anni e un medico di 88 per gli otto duplici omicidi attribuiti al cosiddetto mostro di Firenze. Il gip fiorentino, Angela Fantechi, ha ritenuto che non ci fossero elementi per sostenere l’accusa, in un processo, contro Giampiero Vigilanti, ex soldato della Legione straniera, e il dottor Francesco Caccamo. Rigettando così l’istanza di opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Vieri Adriani, il legale che assiste i familiari di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, francesi, ultime due vittime del maniaco: la coppia fu uccisa, 35 anni fa, a Scopeti. La richiesta di opposizione riguardava in particolare la posizione di Vigilanti.





Mafia, 33 arresti della Dda di Messina. Duro colpo al clan Galli

 

I carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 33 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Messina guidata dal procuratore Maurizio de Lucia. L’operazione ha consentito di disarticolare il clan Galli e di individuare una rete di distribuzione della droga che opera in vari quartieri di Messina. L’indagine ha documentato il controllo della cosca sul business delle scommesse sulle corse clandestine di cavalli organizzate di notte in città e in periferia.

Le strade scelte per le gare vengono chiuse al traffico da gruppi di giovani a bordo di scooter e moto reclutati dal clan per consentire il passaggio indisturbato dei calessi trainati dai cavalli.





Colletta Alimentare, card virtuali da 2, 5 e 10 euro per evitare passaggi di mano dei beni

 

 

La “Colletta alimentare”, che da oltre vent’anni raccoglie cibo dai supermercati italiani per donarlo ai più poveri, quest’anno si svolgerà in forma “dematerializzata”. I prodotti non saranno donati fisicamente, però il passaggio di beni di mano in mano sarebbe troppo rischioso”, ma si potranno acquistare delle card virtuali da 2, 5 e 10 euro che saranno poi convertite in cibo non deperibile. Il Banco alimentare, che promuove l’iniziativa prevista per un periodo che andrà dal 21 novembre all’8 dicembre, raccoglierà il cibo e lo distribuirà ad oltre 8 mila strutture caritative convenzionate, aiutando così oltre due milioni di persone. Un periodo più lungo del solito, dovuto anche alla necessaria riduzione dei volontari, che lo scorso anno furono 145 mila.





Preghiera corale dei cattolici italiani per la guarigione di Monsignor Bassetti

 

Misericordia e consolazione. “Siamo certi che il Signore non le farà mancare al cardinale e a quanti sono duramente provati dalla malattia”, ha dichiarato ieri monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, nel comunicare l’aggravamento delle condizioni di salute del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei ed arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, ricoverato dal 31 ottobre presso l’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia.  Bassetti è stato ricoverato presso l’ospedale perugino dieci giorni fa, in seguito alle complicanze per il Covid-19. La notte tra il 2 ed il 3 novembre il trasferimento nella Terapia Intensiva 2 della struttura sanitaria, dopo una variazione dei parametri vitali. Il cardinale Bassetti, confermavano una settimana fa i sanitari, “è vigile e collaborante”. Di ieri, infine, la notizia che “nelle ultime ore il presule ha subito un aggravamento complessivo del quadro clinico. Sono in corso gli approfondimenti diagnostici e tutte le cure del caso”. Lo fa sapere una nota dell’ufficio per le Comunicazioni sociali della Cei. Monsignor Russo. “Accompagniamo con affetto e vicinanza il cardinale presidente e sollecitiamo - prosegue il segretario generale della Cei - le nostre Chiese alla preghiera in questo momento di prova. Chiediamo a tutti di condividere queste intenzioni nei propri momenti di preghiera quotidiana”. La comunità diocesana di Perugia – Città della Pieve vive "con apprensione" le gravi condizioni di salute del cardinale Gualtiero Bassetti, "ed è costantemente raccolta in preghiera, come comunità parrocchiali, religiose e di vita contemplativa e come gruppi e movimenti laicali". "In questo momento siamo ancor più vicini spiritualmente al nostro Pastore - sottolinea il vescovo ausiliare, monsignor Marco Salvi - nella certezza che assieme alle cure mediche, il Pastore Gualtiero è attorniato in questi giorni dall’affetto e dalle preghiere incessanti di tante persone e comunità oranti, non solo in diocesi, ma in tutta Italia, dove il suo sorriso e i suoi messaggi sono entrati in profondità nel cuore di tanti". "Con particolare fede invochiamo, come ci ha chiesto il nostro cardinale - prosegue -, il Beato Carlo Acutis, il Venerabile Vittorio Trancanelli ed il Servo di Dio Giampiero Morettini". Tra le altre, anche le diocesi di Firenze e Venezia chiedono ai fedeli di pregare per il presidente della Cei. Il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, lo affida “alla cura materna della Madonna della Salute”; l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, chiede di pregare “per coloro che in questi giorni soffrono a causa del Covid-19, con un ricordo particolarmente affettuoso per il cardinale Gualtiero Bassetti”





Circolare del Viminale ai Prefetti, più controlli sugli assembramenti. Chiesta la convocazione immediata dei Comitati per l’ordine e la sicurezza

Circolare del Viminale ai Prefetti, più controlli sugli assembramenti. Chiesta la convocazione immediata dei Comitati per l’ordine e la sicurezza

 

Controlli "più serrati" per intervenire in modo più "efficace e tempestivo" ed evitare gli assembramenti nei fine settimana, anche attraverso una serie di iniziative da concordare con i sindaci sulla base degli strumenti previsti dall’ultimo Dpcm che consentono la chiusura di strade e piazze. E’ quanto prevede una circolare inviata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Bruno Frattasi ai prefetti dopo le immagini dell’ultimo fine settimana con centinaia di persone in strada.  L’invito è di convocare d’urgenza i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di programmare gli interventi. "Nel recente fine settimana, in diverse località del Paese - scrive il Viminale - si sono registrate situazioni di particolare assembramento, in occasione delle quali è stata anche riscontrata una percentuale non irrilevante di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine". La convocazione "in via d’urgenza" dei Comitati provinciali ha dunque l’obiettivo di intervenire per fare in modo che il fenomeno "venga significativamente a diminuire" nei prossimi fine settimana, intervenendo su due fronti: da un lato aumentando i controlli e dall’altro concordando con i sindaci la chiusura di quelle strade e quelle piazze dove gli assembramenti potrebbero ripetersi. Chiusure che possono avvenire "attraverso un contingentamento degli accessi, secondo un principio di proporzionalità" o, appunto, attraverso un provvedimento dei sindaci di "chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro", come previsto dal decreto legge del 16 maggio convertito nella legge 74 del 14 luglio 2020. L’esito delle riunioni dei Comitati, conclude la Circolare, dovranno essere comunicati al gabinetto del ministro e al Dipartimento della Pubblica Sicurezza. 





Sequestrati 5.500 siti illegali di live streaming e canali Telegram

 

 

Un’inchiesta condotta da guardia di finanza e polizia di Stato ha portato all’oscuramento di oltre 5.500 siti illegali di live streaming e canali Telegram che trasmettevano illegalmente contenuti protetti in tutto il mondo. In termini di valore la confisca all’organizzazione criminale è di oltre 10 milioni di euro. I pagamenti degli abbonamenti avvenivano anche tramite criptovalute.





Autostrade per l’Italia, arrestati ex ed attuali vertici. Blitz della Guardia di Finanza. Ai domiciliari Castellucci

 

La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di misure cautelari nei confronti di ex vertici e di alcuni degli attuali manager di Autostrade per l’Italia. Secondo quanto si apprende sarebbero 6 le misure cautelari. Le accuse ipotizzate sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture. 

Ai domiciliari l’ex Ad di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, e Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, rispettivamente ex responsabile manutenzioni e direttore centrale operativo dell’azienda. Sono alcune delle misure cautelari eseguite dalla Guardia di finanza.

L’inchiesta è coordinata dalla procura di Genova ed è scattata un anno fa dopo l’analisi da parte dei finanzieri di alcuni dei documenti acquisiti nel corso dell’indagine sul crollo del ponte Morandi. In particolare, sempre secondo quanto si apprende, quelli relativi ai problemi riscontrati, in termini di sicurezza, sulle barriere fonoassorbenti montate sull’intera rete autostradale. Delle sei misure disposte dal Gip del tribunale di Genova, tre sono arresti domiciliari e tre sono misure interdittive. 





Nuovo record di contagi da Covid negli Usa, in 24 ore 200mila nuovi casi

 

 

Gli Stati Uniti hanno fatto registrare la cifra record di 200mila nuovi casi di coronavirus in 24 ore.E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

Il numero totale dei contagi dall’inizio della pandemia negli Usa è di oltre 10.238.243. Le vittime sono 239.588. Record anche nei ricoveri ospedalieri: 61.964 nella giornata di martedì. 





Vaccino Pfizer-Biontec, riservato per l’Italia il 13.51% di dosi. Chiarezza sui numeri dall’Ue

 

 

L’Italia avrà accesso ad almeno il 13,51% dei 300 milioni di dosi del vaccno ideato e prodotto da Pfizer-Biontec riservati all’Ue, (200milioni più un’opzione per altri 100milioni). "La ripartizione delle dosi – hanno puntualizzato dalla Commissione Ue - avviene sulla base della popolazione di ciascun Stato membro rispetto al totale degli abitanti dell’Ue" e il dato si ricava da fonti Eurostat. Ma la percentuale di dosi per l’Italia potrebbe anche essere più alta: con la procedura che partirà domani dopo il via libera del collegio dei commissari Ue, le capitali avranno cinque giorni per presentare eventuali opt out. In caso di astensioni aumenteranno le dosi per gli altri Paesi.

Ammontano a 27,2 milioni le dosi di vaccino Pfizer che andrebbero assegnate all’Italia sulla prima tranche di acquisto che domani l’Europa sottoscrivera’ . Solo per il vaccino Pfizer l’Unione Europea ha opzionato 200 milioni di dosi piu’ altre eventuali cento (in tranche successive) che per l’Italia si tradurranno in una disponibilita’ che ammonterebbe a 27,2 milioni di dosi (il 13,51 % del totale). Una quota successiva su un’altra tanche di 100 milioni europee, dovrebbe essere poi assegnata con criteri che, si apprende, saranno stabiliti successivamente.

"Abbiamo concluso i negoziati, il contratto sarà adottato domani al collegio dei commissari e sarà firmato nei prossimi giorni, alla conclusione delle procedure". Lo spiega la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides. "Domani autorizziamo un contratto per un massimo di 300 milioni di dosi del vaccino sviluppato dalla società tedesca BioNTech e Pfizer", ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Una volta che il vaccino sarà disponibile, ha aggiunto "il nostro piano è di distribuirlo rapidamente, ovunque in Europa".





Brusaferro (Iss): “L’indice Rt va portato sotto quota 1”

 

 

L’Italia del coronavirus è "un Paese a scenario 3", con un indice Rt che a livello nazionale è a 1,7. A fornire il dato è il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, secondo il quale l’indice "ha mostrato un rallentamento nella sua crescita, ma per ridurre i casi dobbiamo portare l’Rt sotto 1". mentre ora tutte le regioni "sono sopra Rt 1, e in alcuni casi a 2".  Per Brusaferro, "tutti i sistemi vanno bene ma la battaglia per riportare l’epidemia da ad una dimensione sostenibile passa soprattutto dai comportamenti quotidiani di ognuno: mascherine, igiene e distanze sono la chiave di lettura per riportare la curva a dimensione contenuta". L’attenzione è soprattutto sulla situazione negli ospedali. "In alcune Regioni si è superata la soglia critica per l’occupazione dei nosocomi e c’è probabilità alta in tutta Italia di saturazione entro un mese per le terapie intensive. Quindi c’è l’allerta e non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione".  Alla conferenza della Cabina di regia ha preso parte anche il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. Il vaccino Pfizer, ha spiegato, "già nella fase preclinica aveva dato riscontri positivi in termini di immunità sterilizzante, che previene infezione, e l’immunità da malattia, cioé in termini di capacità di proteggere dalla malattia vera e propria". 

Locatelli ha inoltre detto che "c’è uno sforzo per cercare di dotare capillarmente il territorio nazionale di saturimetri, che devono diventare una sorta di secondo termometro per seguire il monitoraggi dei soggetti infettati a domicilio e in questo contesto il ruolo dei medici di famiglia è fondamentale".





Salvini (Senza mascherina a Benevento) paga la multa al Sindaco Mastella (280 euro)

 

 

Tutto è accaduto il 25 agosto scorso, a Benevento. E l’episodio non mancò di sollevare molte polemiche. Matteo Salvini era andato in visita nel capoluogo campano per incontrare elettori e simpatizzanti dell Lega, in via Traiano. L’ex ministro dell’Interno, durante la manifestazione non aveva voluto indossare la mascherina nonostante l’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione dopo le 18 in assenza di distanze di sicurezza come nel corso di una manifestazione. Il leader del Carroccio ha deciso di pagare la multa, dopo il verbale della Polizia Municipale: 280 euro.  Il verbale dei vigili -“Non utilizzava, durante la manifestazione, il dispositivo di protezione individuale in spazio aperto al pubblico - avevano scritto i vigili nel verbale - dove per le caratteristiche fisiche del luogo si era formato un notevole assembramento di persone”.

L’intervento di Mastella - Un caso che aveva sollevato subito un polverone, tanto che nella vicenda era intervenuto lo stesso sindaco di Benevento, Clemente Mastella, chiarendo anche che “la manifestazione era avvenuta senza autorizzazione e in concomitanza con un’altra di protesta. Un comportamento – aveva aggiunto l’ex parlamentare sannita – in totale spregio alla normativa, che obbliga tutti dalle ore 18 in poi a indossare le mascherine anche all’aperto e in circostanze di potenziali assembramenti”.

Salvini paga la multa - Dopo circa tre mesi, la svolta. Matteo Salvini "ha saldato il conto".E insieme alla somma versata dal leader del Carroccio alla Polizia Municipale di Benevento è giunto anche il pagamento di un altro esponente della Lega - come riporta la stampa locale, che aggiunge: "Nelle prossime settimane, dovrebbero essere notificati anche i verbali ai dirigenti locali del partito che parteciparono alla manifestazione".





Azzolina: “Fare di tutto per tenere aperte le scuole”

 

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina insiste nel difendere la necessità di tenere aperte le scuole il più possibile anche di fronte al diffondersi del virus. "Compatibilmente con la situazione epidemiologica - ha detto in un’intervista radiofonica -, dobbiamo cercare di tenere aperte le scuole. Anche là dove ci dovessero essere altre restrizioni". Il ministro ha sottolineato che "ci sono 3,5% di focolai nelle scuole rispetto al resto del Paese". “Un bambino che deve imparare a leggere e scrivere non può farlo da dietro uno schermo, quindi dobbiamo essere molto prudenti ma ricordando anche che i ragazzi hanno diritto ad una parte di normalità, essere motivati, svegliarsi e studiare- ha aggiunto-. Compatibilmente con la situazione epidemiologica, dobbiamo provare a tenere aperte le scuole, anche dove ci sono più limitazioni, perché più ci sono limitazioni fuori, più la scuola diventa sicura dentro. La scuola è la principessa delle attività produttive perché senza formazione questo Paese non ha futuro”.





Il ministro Boccia: “Escludo lockdown totale come a marzo”

 

La data del 15 novembre per far scattare un nuovo lockdown nazionale “non c’è… È una data che non esiste”. Così il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, ospite di RaiTre, a proposito della data che molti giornali hannoindicato come quella per un possibile nuovo lockdown. “La curva dei contagi per fortuna ha decelerato, ma la mia ossessione non è tanto la curva ma è sul sistema ospedaliero, se regge o meno”. 

Boccia ha poi aggiunto: “Escludo un lockdown come quello di marzo e aprile. Non ecludo misure ulteriormente restrittive in un mese come quello di novembre, che si presta, localizzate in alcune regioni come già sta avvenendo in Lombardia, Piemonte… Non sarebbe giusto chiudere aree che non vivono oggettivamente la crisi che stanno vivendo altre Regioni”.





Conte: "Ristori anche nel 2021, uniti per evitare lockdown totale"

 

“Dobbiamo aspettare, e tenere i nervi saldi”, “dobbiamo stringere i denti perché i servizi sanitari sono diffusamente sotto stress”: lo afferma in una intervista alla Stampa il premier Giuseppe Conte che è al lavoro “per evitare il lockdown totale”, “stiamo lavorando proprio per evitare la chiusura dell’intero territorio nazionale”. 

“È vero – dice il premier – ci sono forti criticità, la curva sta salendo. Ma io mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere. In ogni caso, lo ribadisco: il lockdown generalizzato non può essere la nostra prima scelta, avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l’abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve”. 

Conte lancia quindi un appello agli italiani, perché capiscano e collaborino, perché “lo Stato siamo tutti noi” e annuncia che il governo è pronto ad aumentare i ristori per le categorie colpite dalle chiusure “con una modifica del tendenziale di quest’anno” e poi, se serve, anche “con un nuovo scostamento di bilancio nel 2021”.





Si pensa al lockdown e si interviene sulle Regioni. Mezza Italia è già zona rossa

 

 

Il lockdown, a meno di altre decisioni improvvise del Governo per l’intero territorio nazionale, potrebbe riguardare, entro questo fine settimana almeno 14 Regioni. Oltre naturalmente alla Provincia Autonoma di Bolzano. Potrebbero infatti passare dall’attuale regime di zona gialla a zona rossa anche Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto  entro la fine della settimana potrebbero essere 14 le Regioni, oltre alla provincia di Bolzano, che seguirebero Abruzzo, Basilicata, Liguria e Toscana, Sicilia e Puglia, assieme a Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. Per ora l’ipotesi di un nuovo lockdown totale "non esiste", non è sul tavolo, ripetono come un ‘mantra’ fonti di governo e maggioranza aggiungendo che si vuole attendere di vedere gli effetti del Dpcm del 3 novembre sulla curva dei contagi e solo allora si deciderà, anche se c’è chi ha già messo una data nel calendario per il blocco totale ed è il 15 novembre. Gli stessi scienziati frenano, tanto che il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli parla di "decelerazione" della curva, "frutto delle misure già poste in essere", e quello dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro di "segnali incoraggianti". Anche se sono proprio i medici ad insistere: dopo Anelli, ad invocare il ’tutto chiuso’ è stato infatti il presidente della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti: "Serve una zona rossa in tutta Italia - dice - Mi pare assurdo che questo si sia deciso nel momento in cui il nord aveva percentuali di contagio così importanti e oggi si stia rimandando a questa barzelletta del puzzle". Il dato di fatto è però che già ora in mezza Italia sono chiusi bar e ristoranti e non ci si può spostare dal proprio comune. Se si aggiungessero le 4 regioni indicate dall’Istituto superiore di Sanità, resterebbero in zona gialla solo Lazio, Molise, Marche e Sardegna, oltre alla provincia di Trento.

 





Btp ‘Futura’, ordini toccano i 3,9 miliardi

Il secondo giorno di collocamento della nuova emissione del Btp Futura si è chiuso con richieste per 1,4 miliardi di euro che, dopo i 2,5 miliardi raccolti lunedì, porta le richieste complessive a 3,9 miliardi. Lo si apprende da fonti finanziarie. 

Le sottoscrizioni del titolo 100% retail termineranno venerdì 13 novembre, salvo chiusura anticipata. I proventi del Btp Futura saranno interamente destinati a finanziarie le diverse misure previste per il sostegno alle famiglie e la tutela del lavoro, il rafforzamento del sistema sanitario nazionale e il sostegno alle imprese italiane per far fronte alla crisi derivante dall’epidemia da Covid-19.





Buone notizie dai Navigator, trovati ai beneficiari del reddito di cittadinanza 352mila posti di lavoro

 

Al 31 ottobre 2020, su un totale di 1.369.779 beneficiari del Reddito di Cittadinanza tenuti alla sottoscrizione di un Patto per il Lavoro, 352.068 hanno avuto almeno un rapporto di lavoro successivamente alla domanda del beneficio. Lo ha reso noto l’Anpal spiegando che si tratta del 25,7%, con un’incidenza percentuale che in 15 Regioni supera il 30%. In particolare, in Campania, si conta il maggior numero di contratti di lavoro sottoscritti dai beneficiari del Rdc, pari a 61.764, seguita da Sicilia (54.013) e Puglia (37.193). 

Dati alla mano, il presidente dell’Anpal, Domenico Parisi, in audizione alla Camera, ha quindi difeso il lavoro svolto dai navigator definendoli “essenziali”. Secondo Parisi occorre “ampliare il loro ruolo, rendendoli operatori d’intervento ad ampio raggio e, quindi, non circoscritti solo al reddito di cittadinanza”. Insomma, a giudizio di Parisi, “i navigator sono dei professionisti” e “hanno fatto un lavoro eccellente”. Per questo “almeno per il prossimo anno dovrebbero essere prorogati”, ha concluso.




Lagarde (Bce): “Proteggeremo l’economia dalla seconda ondata”

“La seconda ondata di contagi porta nuove sfide rischi, ma il piano per gestirla resta lo stesso. La Bce c’è stata nella prima ondata e ci sarà nella seconda”, ha ribadito la presidente Christine Lagarde, nel suo intervento di apertura del forum annuale di Sintra, tenuto quest’anno dall’istituzione in modalità (forzatamente) virtuale. 

“Siamo e restiamo totalmente impegnati a sostenere gli europei”, ha affermato. “Perseguendo il nostro mandato, continueremo ad assicurare le condizioni finanziarie necessarie per proteggere l’economia dall’impatto della seconda ondata. Questa – ha spiegato Lagarde – è una precondizione per stabilizzare gli aggregati di domanda e assicurare il ritorno dell’inflazione ai nostri obiettivi”.





In Italia un milione e 800 mila di posti di lavoro disponibili, ma non ci sono le professionalità

In Italia “ci sono 1 milione e 800mila posti di lavoro oggi disponibili che non possono essere colmati perchè mancano le professionalità”. Lo ha detto il presidente dell’Anpal, Domenico Parisi, in audizione alla Camera sui sistemi protezione sociale per i lavoratori.





’ndrangheta, c’è un superboss che collabora con la giustizia. E’ il reggente della potente cosca Serraino

 

Il boss Maurizio Cortese, indicato dagli investigatori come il reggente della cosca Serraino, tra le più potenti della ’ndrangheta, ha iniziato a collaborare con la giustizia. I suoi verbali sono stati depositati in un’udienza legata all’operazione "Pedigree" nell’ambito della quale, a luglio, il gip aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dello stesso Cortese. Il capoclan ha ora deciso di parlare.  Il boss è così stato interrogato dal sostituto procuratore della Dda Stefano Musolino che, insieme con il procuratore Giovanni Bombardieri e con i pm Walter Ignazitto, Sara Amerio, Paola D’Ambrosio e Diego Capece Minutolo, ha coordinato l’inchiesta "Pedigree".  Nella stessa operazione era stata arrestata la moglie Stefania Pitasi, figlia del boss Paolo Pitasi e ritenuta la "portavoce" del marito nei lunghi periodi di detenzione. Attraverso i colloqui con la moglie e grazie ad alcuni cellulari fatti entrare illecitamente nel carcere di Torino, Cortese riusciva a dare indicazioni agli affiliati e gestire gli affari della cosca Serraino.  Il nuovo collaboratore di giustizia è stato già condannato in via definitiva nel processo "Epilogo" e, dopo un periodo di latitanza, nel 2017 era stato catturato dalla squadra mobile e dai carabinieri. Oggi quarantenne, secondo le indagini Cortese era riuscito a scalare le gerarchie della cosca Serraino intrattenendo legami anche con gli esponenti delle altre famiglie di ’ndrangheta come i Labate detti "Ti Mangiu" e Gino Molinetti dei De Stefano-Tegano, di recente arrestato nell’ambito dell’operazione "Malefix". 





I parenti delle vittime del Morandi: “Per noi è un giorno importante”

 

 

"Per noi è un giorno importante". Così i parenti delle vittime del Ponte Morandi hanno commentato le misure cautelari contro sei tra ex vertici e attuali manager di Autostrade. Dopo i provvedimenti nell’ambito dell’inchiesta sulle barriere fonoassorbenti, la portavoce dei familiari, Egle Possetti, ha detto: "Pur non riguardando la nostra indagine, viene alla luce quello che abbiamo sempre pensato: in questa società non si può avere fiducia". 





Caso Autostrade. Barriere fonoassorbenti o non cambiate o incollate con il Vinavil

 

Le barriere fonoassorbenti non furono cambiate dai vertici di Autostrade "per evitare le ingenti spese che avrebbe comportato". E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Castellucci e altri due manager, oltre alle tre interdizioni di attuali dirigenti della società.  

Dirigente intercettato: "Barriere incollate col Vinavil”. La resina usata per le barriere fonoassorbenti non aveva il marchio CE ma, come ammette un indagato nelle intercettazioni, "sono incollate con il Vinavil" mentre altre si sono "sbragate". E’ quanto emerge dall’ordinanza. E’ in particolare Donferri ad impostarte la strategia per mettere una pezza alla errata progettazione delle strutture garantendo il massimo risparmio all’azienda che altrimenti avrebbe dovuto spendere 140 milioni di euro. "Quante sono le ribaltine scese - chiede Donferri - e quanti i Comuni che hanno rotto il c...? Solo Rapallo ha rotto il c...". E poi, ridendo: "Gliele abbiamo ritirate su e ci siamo inventati il criterio della manutenzione..."





Ospedali ormai prossimi al collasso. L’allarme di medici internisti, geriatri e infermieri

 

 

Gli ospedali "sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto a fronte dell’abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell’infezione da Covid. Non vanno dati messaggi che sminuiscono la situazione". E’ l’allarme lanciato, in una lettera aperta, dai medici internisti, geriatri e infermieri di Medicina interna. La situazione ospedaliera, affermano, "è drammatica".





Nuovi contagi a quota 32.961, le vittime sono 623. Superato il milione di positivi a Covid-19

 

 

A quasi 11 mesi dall’inizio dell’emergenza, l’Italia supera il milione di casi Covid 19. I contagiati totali, compresi guariti e vittime, sono 1.028.424. 

Sono 32.961 i nuovi contagi da coronavirus individuati nelle ultime 24 ore in Italia. Le vittime sono 623 e portano il totale a 42.953.

E’ stata superata la soglia dei 3 mila pazienti in terapia intensiva. Con i 110 delle ultime 24 ore il totale è di 3.081 persone in rianimazione. Il limite massimo resta quello del 3 aprile scorso con 4.068 ricoverati in terapia intensiva.

Sono 225.640 i tamponi per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, circa 8 mila più di ieri. Il rapporto tra positivi e test è del 14,6%, in calo di 1,5% rispetto a ieri.