Roma, Civica-Fdi: "I fondi della Giunta M5S non sufficienti al Bioparco"

“E’ un patrimonio prezioso della nostra città, eppure la Fondazione Bioparco, nonostante le infinite promesse fatte dal Campidoglio, potrebbe chiudere per sempre i cancelli. I fondi ordinari messi in campo dalla Giunta a cinque stelle, infatti, non sono sufficienti a garantire il mantenimento degli animali e tantomeno i lavori di manutenzione indispensabili al funzionamento della struttura. Servono azioni per la sua salvaguardia subito, perché aspettare ancora significa rischiare di arrivare troppo tardi. Il Covid ha ridotto l’affluenza dei visitatori, già meno presenti rispetto agli anni precedenti, del 60%. Difficile, dunque, che la Fondazione, interamente partecipata dal Campidoglio, possa riuscire ad andare avanti, al punto che, senza un intervento straordinario, è a rischio il destino di 1200 animali e quello dei lavoratori, 300 tra dipendenti diretti e indotto”. Cosi Rachele Mussolini, consigliere della Lista Civica con Giorgia e vice presidente della Commissione Trasparenza, e Federico Rocca (FdI). “La Raggi ascolti il grido di allarme della Fondazione e si faccia carico della situazione – aggiunge -. Noi come FdI, oltre a vigilare, ci muoveremo affinché anche a livello nazionale si lavori per la tutela e la cura di tutti gli animali, iniziando da quelli di affezione, e in particolare da quelli più sfortunati tra loro: cani e gatti senza una famiglia. Concetti obsoleti come quello di canile e gattile vanno, infatti, rivisti alla luce di una riforma che restituisca all’animale la dignità che merita. E questo sarà uno dei punti della nostra campagna elettorale”, conclude.





Ama: "Il 15 novembre torna Il tuo quartiere non è discarica”

 

Domenica 15 novembre torna la campagna “Il tuo quartiere non è una discarica”, raccolta straordinaria gratuita dei rifiuti urbani ingombranti, elettrici ed elettronici organizzata da Ama in collaborazione con il Tgr Lazio. L’appuntamento riguarderà tutti i municipi dispari. Come comunicato ieri da Roma Capitale, i cittadini potranno usufruire unicamente di questa iniziativa di carattere ambientale, già programmata da tempo, in deroga al blocco del traffico privato all’interno della fascia verde disposto per la giornata di domenica. Lo comunica Ama spa in una nota. Dalle 8 alle 13, l’azienda metterà a disposizione complessivamente 23 siti: 16 eco-stazioni (postazioni mobili allestite per l’occasione) e 7 Centri di Raccolta presso cui i cittadini potranno consegnare i tradizionali rifiuti ingombranti (mobili, sedie, letti, divani, scaffalature, materassi, ecc.), le apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti Raee: computer, televisori, stampanti, telefonini, frigoriferi, lavatrici, condizionatori, ecc.) e i materiali particolari (contenitori con residui di vernici e solventi, oli e batterie esauste, ecc). Anche i Centri di Raccolta situati nei Municipi pari saranno aperti con orario domenicale. Come concordato con l’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale, il personale Ama rilascerà agli utenti, cui si raccomanda comunque di utilizzare la postazione di raccolta più vicina a casa, un modulo (con indicata l’ora di arrivo e la targa dell’autoveicolo) che certificherà l’avvenuto conferimento dei materiali e servirà quindi a tutti gli effetti da giustificativo da esibire in caso di controlli e da utilizzare esclusivamente per fare rientro alla propria abitazione. In tutte le postazioni, anche con il supporto della Polizia Locale di Roma Capitale, saranno come sempre adottate le necessarie misure di sicurezza a tutela di utenti e lavoratori per il Covid attraverso accessi scaglionati che consentiranno di regolare il flusso di veicoli e persone. AMA per questo invita i cittadini a recarsi sul posto entro le ore 12 e ricorda che il conferimento dei materiali nei cassoni dedicati dovrà essere effettuato dai cittadini, muniti di mascherina, mantenendo le distanze minime di sicurezza. Tutti i materiali raccolti nel corso della mattinata verranno, come sempre, differenziati secondo la categoria merceologica (legno, ferro, plastica, altri metalli, ecc.) e avviati alle rispettive filiere di recupero. Per informazioni sull’iniziativa e sui siti coinvolti, i cittadini possono visitare il sito www.amaroma.it o contattare il numero verde Ama, 800867035, attivo dal lunedì al giovedì dalle ore 8 alle ore 17 e il venerdì dalle ore 8 alle ore 14. Dal pomeriggio di venerdì a domenica, sarà attiva la Sala Operativa Ama, tel. 0651693339/3340/3341.




Denuncia di Ecoitaliasolidale: "Ama prende rifuti da 1.500 su 4.000 positivi"

 

“A Roma i rifiuti delle persone positive al Covid, in quarantena oppure in autoisolamento, dunque rifiuti possibilmente contagiosi, in buona parte vengono buttati nei cassonetti dell’indifferenziata, insieme a tutti gli altri, mentre l’Ama dovrebbe assicurare a tutti i positivi la raccolta a domicilio in piena sicurezza. Purtroppo però il servizio riesce ad essere operativo solamente in parte, circa 1.500 utenze su 4.000 interessate, perché la Asl non avrebbe comunicato tutti i nominativi e gli indirizzi delle utenze di chi vive in quarantena o in autoisolamento. A segnalare ciò che accade è proprio l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, con una nota alla stampa. Meglio tardi che mai”. Lo dichiara Piergiorgio Benvenuti, ex presidente di Ama ed oggi responsabile della Consulta Ambiente di Forza Italia di Roma e presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale. “Chiaramente non si comprende perché sino ad oggi non vi è stato un coordinamento fra Ama, Asl e Roma Capitale, al fine di pianificare adeguatamente questo fondamentale servizio in una congiuntura sanitaria di rilevanza mondiale – continua Benvenuti – . E’ giusto chiedere come mai le ASL di competenza non hanno tempestivamente segnalato tutti gli indirizzi al dipartimento Ambiente del Comune, impedendo di fatto alla Municipalizzata di svolgere un servizio adeguato e puntuale, ma anche come mai i vertici Ama solo ora sollevano pubblicamente il problema”. “I rifiuti dei soggetti in autoisolamento domiciliare non adeguatamente raccolti vengono di fatto gettati direttamente nei cassonetti, molti dei quali non tempestivamente svuotati, tanto che cumuli di rifiuti trasbordano o vengono gettati a terra. Un pericolo sanitario di tutta rilevanza – prosegue Benvenuti – che mette a repentaglio la salute sia dei cittadini che degli operatori dell’Ama che senza adeguati e specifici dispositivi di protezione individuale (Dpi) si potrebbero trovare a trattare materiali e rifiuti speciali contagiati. Peraltro come abbiamo in questi giorni denunciato a Roma proprio in questo periodo molti cittadini ci stanno segnalando la sospensione o perlomeno il depotenziamento da parte di Ama del servizio di lavaggio e sanificazione dei cassonetti e delle strade adiacenti, servizio finalizzato sia ad abbattere gli odori provenienti dai cassonetti, ma soprattutto ad igienizzarli mediante sostanze a base di enzimi naturali”. “Anche per la raccolta dei rifiuti a domicilio per i soggetti in quarantena o in autoisolamento a Roma vi è un disservizio complessivo, molto grave perchè si tratta di mettere in serio pericolo la salute degli operatori AMA e dei singoli cittadini, una situazione estremamente pericolosa -conclude Benvenuti- che deve con la massima urgenza ricevere delle risposte organizzative adeguate e soluzioni certe”.





Unione inquilini Roma: "Pronti i moduli per la proroga dei buoni casa"

 

“Finalmente le famiglie del buono casa possono presentare la richiesta di proroga. Dopo molte battaglie il Dipartimento politiche abitative ha predisposto il modulo di presentazione documentale”. Lo annuncia, in una nota, l’Unione inquilini di Roma che precisa che in applicazione alla memoria di Giunta, presentata dall’assessora Valentina Vivarelli, sarà possibile, alla scadenza dei 5 anni, prorogare il contratto di affitto di ulteriori 3 anni. 

“L’Unione Inquilini Roma – si afferma ancora – rimane a disposizione per la compilazione e l’invio dei moduli. Una piccola grande vittoria che strappa alla marea di sfratti queste famiglie per le quali rimangono stanziati i fondi necessari e che non potevano essere tradite dopo il salto di fiducia, nei confronti del Comune di Roma, con il quale erano uscite dai Caat che paradossalmente rimangono aperti”.





Radicali romani: "Bene rafforzare linee con bus privati ma è tardi"

 

“Virginia Raggi ha annunciato di aver rafforzato il servizio di trasporto pubblico attingendo dall’offerta di bus turistici e al contempo di aver assunto 51 nuovi autisti Atac. Sulle assunzioni forse sarebbe stato possibile riqualificare 51 tra le risorse già in forza alla società. Quanto all’iniziativa di affidarsi all’offerta privata è sicuramente necessaria, ma è molto tardiva. La possibilità di ampliare in questo modo il servizio era stata avanzata da tanti già durante il lockdown, e come Radicali Roma abbiamo chiesto di avviare per tempo procedure a evidenza pubblica, come d’altronde proponevamo due anni fa con il Referendum Mobilitiamo Roma. L’amministrazione ha ritenuto, invece, di ampliare l’aliquota di servizio affidata direttamente a Roma Tpl”. Così in una nota Francesco Mingiardi, segretario di Radicali Roma. “All’epoca abbiamo chiesto chiarimenti sulla scelta di Roma Tpl che peraltro, sebbene venisse presentata come non onerosa, sembrava invece esserlo. Non abbiamo avuto riscontri e abbiamo dovuto ricorrere al Tar che si pronuncerà a riguardo – continua Mingiardi -. Quanto all’Amministrazione, siamo ancora in attesa di una risposta ufficiale: ci dobbiamo accontentare dei social. Ci auguriamo che l’apertura ai privati si sia svolta in modo trasparente e secondo criteri competitivi, e che possa finalmente contribuire alla caduta di un tabù. A prescindere da chi lo eroga, il trasporto locale resta un servizio pubblico perché pubblici devono restare la pianificazione, l’organizzazione e il controllo. Questo il senso del referendum che abbiamo proposto e vinto l’11 novembre 2018 e che ancora attende di essere discusso in aula capitolina”, conclude.




Rifiuti ingombranti nei cassonetti, Raggi all’attacco

“Questa foto mi fa davvero rabbia. Me l’hanno mandata su Whatsapp. Siamo a Piazza Vittorio, nel cuore dell’Esquilino, proprio dove abbiamo appena riqualificato gli storici giardini. Qualche incivile ha pensato bene di liberarsi del suo divano, o di quello che ne rimane, buttandolo in un cassonetto. Lo sapete quanto costa a tutti noi cittadini quest’inciviltà? Due milioni e mezzo di euro ogni anno. Soldi che potrebbero essere usati per fare altro”. La sindaca di Roma Virginia Raggi torna all’attacco degli ‘zozzoni’ romani con una foto di un divano arancio abbandinato sopra un cassonetto “Avete poi idea di che cosa si potrebbe fare con il tempo e gli uomini impiegati in queste operazioni? Semplice: si potrebbe gestire meglio l’ordinario. Ad esempio acquistando 10 nuovi camion compattatori o 20 nuovi “squaletti”, i mezzi utilizzati durante la pulizia delle aree attorno ai cassonetti – continua Raggi -. Pensate che solo dall’inizio del 2020 l’Ama ha effettuato circa 45mila interventi per rimuovere 3.800 tonnellate di materiali ingombranti scaricati illegalmente. Tutto questo è davvero inaccettabile”. “Vorrei che una cosa fosse chiara: quando uno zozzone decide di buttare in questo modo un frigorifero, una poltrona, o una stampante, non solo sta sporcando la città, ma sta rubando soldi dalle nostre tasche. È ora di dire basta: se vedete questi incivili, segnalateli e denunciate”, conclude.





Smog, Campidoglio: 13 e 14 novembre limitazioni a circolazione

 

Al fine del contenimento dell’inquinamento atmosferico, è stata disposta con un’ordinanza la limitazione alla circolazione veicolare per venerdì 13 e sabato 14 novembre secondo le seguenti modalità: 

– venerdì 13 novembre, dalle ore 7.30 alle 20.30, previsto lo stop nella ZTL Fascia Verde dei ciclomotori e motoveicoli “Pre-Euro 1” ed “Euro 1”, e degli autoveicoli a benzina “Euro 2”; 

– sabato 14 novembre, dalle ore 7.30 alle 20.30, previsto lo stop nella ZTL Fascia Verde dei ciclomotori e motoveicoli “Pre-Euro 1” ed “Euro 1”; degli autoveicoli a benzina “Pre-Euro 1”, “Euro 1” ed “Euro 2”; degli autoveicoli a gasolio “Pre-Euro 1”, “Euro 1” ed “Euro 2”. E’ quanto rende noto il Campidoglio.





Lombardi (M5S Regione Lazio) a D’Amato: "E il medico scolastico"?

 

 “Visto che dalle ultime audizioni in Commissione Diritto allo Studio è emerso che il percorso di attuazione della misura che prevede la reintroduzione della figura del medico scolastico negli istituti della Regione è già iniziato con l’assunzione di 290 medici preposti a tale ruolo, vorrei sapere se questi ultimi saranno utilizzati a livello scolastico e, in tal caso, qual è il numero effettivo delle risorse che si intende assumere e con quali tempistiche, vista l’urgenza dell’attuale emergenza sanitaria covid19, e se è possibile avere maggiori dettagli sulle modalità con cui tali professionisti sono stati e/o verranno inseriti nel contesto scolastico e sulle mansioni che sono chiamati a svolgere”. Questo, in sintesi, il contenuto di una lettera inviata oggi all’assessore regionale alla Sanità, D’Amato, da Roberta Lombardi, capogruppo M5S in Regione Lazio, che ha proposto la reintroduzione del medico scolastico nel Lazio con un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale lo scorso giugno e poi resa esecutiva a settembre dall’ordinanza della Regione Lazio. “Siamo ormai quasi a metà novembre, l’anno scolastico è iniziato da tempo e lo stesso assessore D’Amato parla già di una terza ondata dell’emergenza sanitaria covid19 ma, nonostante ciò, ancora non è stata concretizzata una misura fondamentale, resa operativa su carta, come quella della reintroduzione del medico scolastico – dichiara Lombardi – Fermo restando che si tratta di una figura che dovrebbe avere un ruolo anche oltre l’attuale pandemia globale, nell’ottica della promozione di un concetto allargato di benessere della comunità scolastica, è evidente che in questo momento è urgente intervenire subito fornendo intanto questo primo presidio nelle scuole del Lazio che, si spera, sia esteso in tutta Italia, come proposto nella nostra campagna #UnMedicoInOgniScuola, e approdando ad una presenza più strutturata e stabile da quella legata ad una misura emergenziale e momentanea di un’ordinanza regionale, attraverso l’avvio della discussione della proposta di legge a mia prima firma”, conclude Lombardi.





Zingaretti presenta il numero verde anti-covid 800.118.800

 

“In questa difficile emergenza Covid abbiamo realizzato un altro pezzo della sanità domiciliare. Parte una nuova centrale telefonica per effettuare il monitoraggio costante di chi si trova a casa malato. Risponde al numero verde anti-covid 800-118-800”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Ora questo servizio è relativo al Covid, in seguito punta a essere una delle forme moderne di presa in carico degli altri pazienti che hanno bisogno di medicina a distanza. Al telefono – spiega – troverete giovani che stanno diventando medico di medicina generale. Un servizio avanzato. Questa sala operativa è in costante contatto con i territori, le Asl, le Uscar, che possono intervenire o mandare l’ambulanza nelle situazioni più critiche. Sarà un pilastro della nuova medicina sul territorio, per la sanità del futuro”.





Alle porte una nuova Ordinanza regionale restrittiva anti-Covid della Regione Lazio

 

La Regione Lazio, secondo quanto si apprende, sta valutando la possibilità di emettere una nuova ordinanza per prevenire e contenere i contagi, senza però ricorrere alla chiusura generalizzata dei negozi come avviene altrove. Il provvedimento, al momento al vaglio dell’amministrazione guidata da Nicola Zingaretti, avrebbe tre filoni di intervento: chiusura nei giorni prefestivi e festivi delle grandi strutture, ovvero quelle superiori ai 2.500 metri quadri, fatto salvo generi alimentari, edicole, tabaccai e farmacie; chiusura dei mercati nei giorni festivi, fatta eccezione i generi alimentari; conferma dell’obbligo per le strutture che restano aperte di rispettare a far osservare in maniera puntuale le regole sul distanziamento, sull’uso delle mascherine e sull’igiene delle mani. Un massiccio spiegamento di forze dell’ordine, oltre a Protezione civile e Polizia locale. Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia Costiera e Guardia di finanza di Roma, saranno messi a protezione delle aree di accesso delle vie dello shopping, sugli arenili e nei parchi della Capitale. È quanto deciso dal Comitato provinciale ordine e sicurezza che si è riunito ieri a Roma per vagliare nuove misure restrittive volte al contenimento dei contagi, evitando scene di assembramento viste nel weekend scorso. Il pacchetto di misure – che prevede il contingentamento ad accessi limitati delle vie del Tridente di Roma e più in generale delle vie dello shopping, pattuglie speciali nei parchi, la diffusione di messaggi anti-assembramento e il controllo degli arenili – sarà oggetto anche di una specifica ordinanza del Questore di Roma, Carmine Esposito.





Libia, due naufragi di migranti fanno strage. Decine le vittime

 

Ancora migranti morti in mare. Un devastante naufragio ha causato la morte di almeno 74 persone al largo di Khums, in Libia. La notizia è stata riferita da personale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). Secondo quanto scritto in una nota, l’imbarcazione trasportava oltre 120 persone, tra cui donne e bambini. Quarantasette sopravvissuti sono stati portati a riva dalla Guardia Costiera libica e da pescatori, 31 corpi sono stati recuperati. Proseguono le ricerche delle vittime.  Su Twitter Medici Senza Frontiere ha riferito di "un altro naufragio in cui sono annegate 20 persone". "I nostri team a Sorman, in Libia, oggi hanno assistito tre donne, le uniche sopravvissute. Salvate dai pescatori locali, erano sotto shock: hanno visto i loro cari morire, inghiottiti dalle onde". Altre 19 persone sono morte negli ultimi due giorni: tra le vittime anche due bambini annegati dopo che le due barche sui cui si trovavano si sono rovesciate. La Open Arms - l’unica nave di una ong attualmente attiva nel Mediterraneo centrale - ha salvato più di 200 persone in tre operazioni. Il Viminale ha assegnato il porto di sbarco: l’imbarcazione arriverà a Trapani nelle prossime ore.





Aung San Suu Kyi vince le lezioni in Myanmar

 

Il partito di Aung San Suu Kyi, la Lega nazionale per la democrazia, ha vinto le elezioni generali in Myanmar aggiudicandosi 346 seggi in Parlamento. Lo ha reso noto la Commissione elettorale. La Lega aveva ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento anche nelle ultime elezioni generali dell’8 novembre del 2015 e guida il governo birmano dal 2016. Il segretario della Lega nazionale, Monywa Aung, ha detto alla Xinhua che il partito continuerà a impegnarsi per la pace e l’unità. Le elezioni generali, che in Myanmar si tengono ogni cinque anni, consentono di eleggere i deputati che eleggeranno poi il prossimo presidente del Parlamento e formeranno il nuovo governo.





Recovery Fund e Bilancio Ue, la Polonia minaccia il veto

 

Anche il premier polacco Mateusz Morawiecki, in una lettera inviata ai leader dell’Unione europea, ha minacciato un veto sul bilancio e sul Recovery fund a causa del meccanismo che lo lega al rispetto per lo stato di diritto. Lo ha reso noto Morawiecki stesso spiegando su Fb che "la Polonia non può accettare una tale versione dei meccanismi che favoriscono la preminenza dei criteri politici e arbitrari sulla valutazione del merito".




Anche la Cina rompe gli indugi e si congratula con Biden

 

La Cina si congratula con il presidente eletto degli Usa Joe Biden per la vittoria alle elezioni presidenziali del 3 novembre: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wan Wenbin che, in conferenza stampa, ha aggiunto anche che "la Cina rispetta la scelta del popolo americano. Esprimiamo le nostre congratulazioni a Biden e alla vice Kamala Harris". Pechino era tra i pochi Paesi che non si erano ancora complimentati con Biden: il 9 novembre, sempre Wang, aveva detto che "abbiamo notato che Joe Biden ha dichiarato la sua vittoria elettorale. La nostra comprensione è che il risultato delle elezioni sarà determinato in conformità con le leggi e le procedure statunitensi".





Papa Francesco benedice il nuovo Presidente eletto americano Biden

 

 

Ieri le congratulazioni di papa Francesco al presidente eletto Usa. Biden ha sottolineato il suo apprezzamento per la "leadership del pontefice nella promozione della pace, della riconciliazione e dei comuni legami di umanità nel mondo". Nel suo colloquio con il pontefice, il presidente eletto "ha espresso il suo desiderio di lavorare insieme sulla base della comune fede nella dignità ed eguaglianza di tutti gli esseri umani su questioni come le persone emarginate e povere, la crisi del climate change, dare il benvenuto e integrare gli immigrati e i rifugiati nelle nostre comunità". Lo rende noto lo staff di Joe Biden. Biden ha scelto: Ron Klain sarà il suo capo dello staff. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Klain ha accettato l’incarico. Klain è la prima scelta di Biden, che dimostra così di privilegiare l’esperienza e la competenza nelle sue decisioni. Klain stato consigliere di presidenti e vicepresidenti democratici. E’ stato consigliere di Biden negli anni 1980, quando il presidente-eletto era a capo della commissione Giustizia della Camera.





Autorità Statali e Locali inchiodano Trump: “Non c’è alcuna prova di schede perse o modificate o sistemi di voto violati”

 

Diverse autorità elettorali americane statali e locali hanno affermato in un comunicato congiunto di non aver trovato, ad oltre una settimana dalle elezioni presidenziali, "alcuna prova" di schede perse o modificate o di sistemi di voto violati. "L’elezione del 3 novembre è stata la più sicura della storia degli Stati Uniti", garantiscono, contraddicendo le accuse di votazioni fraudolente da parte di Donald Trump e del suo entourage. Mark Zuckerberg ha detto in un incontro con i suoi dipendenti che "l’esito delle elezioni è ora chiaro e che Biden sarà il nostro prossimo presidente". "E’ importante che la gente abbia fiducia che le elezioni sono state fondamentalmente oneste e questo vale anche per le decine di milioni di persone che hanno votato per Trump", ha osservato il ceo di Facebook.





Joe Biden si aggiudica anche l’Arizona e 11 grandi elettori

 

Anche la Cnn ha decretato la vittoria di Joe Biden in Arizona, dove l’ultimo candidato presidenziale democratico a trionfare fu Bill Clinton nel 1996. Nella notte delle elezioni Ap e Fox avevano gia’ proiettato il successo di Biden, ma la sua assegnazione era rimasta controversa. Biden ha vinto l’Arizona e i suoi 11 grandi elettori per circa 11 mila voti (40,40% a 40,06%). Prima di Clinton, l’ultimo democratico che era stato votato in questo stato come presidente fu Harry S. Truman nel 1948. Donald Trump aveva trionfato qui nel 2016 con un vantaggio del 3,5% su Hillary Clinton. L’Arizona à lo ’home state’ del defunto senatore repubblicano John McCain, fiero avversario del presidente. La vedova si e’ schierata con Biden ed e’ entrata nel suo transition team. 





Rischia di saltare anche il comparto della distribuzione automatica (3000 aziende e 30mila lavoratori). La denuncia della Confcommercio

 

L’emergenza sanitaria del Covid -19, le decisioni del Governo centrale e le ordinanze dei governatori locali, rischiano di mettere in ginocchio il settore della distribuzione automatica che in Italia si compone di 3.000 aziende e circa 30.000 lavoratori (a cui si aggiunge un indotto di altri 12.000). L’allarme arriva dagli Stati Generali del Vending: secondo Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, il comparto è arrivato a perdere, ad aprile, anche il 70% del fatturato e, dopo una breve ripresa, a partire da ottobre sta di nuovo crollando a picco. A pesare sulle condizioni del settore è il forte calo delle consumazioni (- 33,79% la perdita progressiva dei primi sei mesi, con stime ancora più gravi per il periodo della prima ondata di COVID-19) nei luoghi dove il vending è più forte e la mancanza di aiuti dallo Stato che non ha incluso il settore nel cosiddetto DL Ristori Bis. Nei primi sei mesi dell’anno, secondo dati Confida elaborati da Ipsos, le principali categorie di consumazione del vending hanno subito un forte calo: rispetto allo stesso periodo del 2019 sono stati venduti il 27,51% in meno di caffè e il 42,98% in meno di bottigliette d’acqua. Consumi quasi dimezzati (-46,52%) per gli snack salati e netta diminuzione delle vendite (-38,61%) anche per quelli dolci come biscotti, brioches e merendine.





Confesercenti: “Dl Ristori amplia la platea dei beneficari ma servono correzioni”

 

Il nuovo decreto ristori pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce l’automatismo auspicato da CNA tra chiusure di attività per contenere il virus e il riconoscimento dei contributi a fondo perduto. Tuttavia artigiani e piccole imprese guardano con preoccupazione alle restrizioni introdotte in altre sei regioni che lasciano prefigurare una fase molto difficile per l’andamento dell’economia con notevole incertezza sulla durata dell’emergenza e sugli effetti pesanti che avrà sull’intero sistema produttivo. Comunque la Confederazione accoglie positivamente che il provvedimento abbia ampliato la platea inserendo settori dimenticati nel precedente decreto come i bus turistici, i fotografi e le lavanderie industriali. CNA lamenta invece il trattamento riservato agli artigiani della ristorazione ai quali viene riconosciuto un ristoro pari soltanto al 50% del precedente. “Auspichiamo che in fase di conversione del provvedimento – sottolinea il Presidente nazionale CNA Daniele Vaccarino – il Parlamento alzi il contributo al 200% come per le altre attività della ristorazione. Allo stesso modo sollecitiamo il legislatore ad inserire le lavanderie professionali, ingiustificatamente escluse tra i beneficiari dei contributi”.




Strage di Quargnento, i Vigili del Fuoco intervenuti e morti furono imprudenti. Questa l’opinione del Giudice. I familiari: “Inutile sfregio”

 

Un anno dopo la tragedia di Quargnento, in cui morirono i vigili del fuoco Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido, per i parenti e gli amici delle vittime è il momento della rabbia. Nella prima sentenza per reati minori, che ha condannato per lesioni, crollo e truffa all’assicurazione i proprietari della cascina, il giudice scrive che i pompieri agirono "in modo imprudente". "Uno sfregio inutile", è la reazione di Elisa Gastaldo, la moglie di Matteo. I colleghi delle vittime hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al tribunale di Alessandria.  Tutto accadde nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019. Un uomo notò una strana fiammella all’interno di una cascina abbandonata da anni alle porte di Alessandria e diede l’allarme. Dalla città partì una squadra di vigili del fuoco. Un intervento apparentemente di routine. Nessuno sapeva che il proprietario della struttura, Gianni Vincenti, secondo quanto sospetta la procura, aveva portato 5 bombole di gas e le aveva collegate a un timer rudimentale per far saltare in aria tutto e intascarsi il premio dell’assicurazione. L’esplosione travolse in pieno i vigili del fuoco e uccise i tre. In attesa che riprenda il processo per omicidio colposo, nelle scorse settimane è arrivata la prima sentenza per reati minori contro i coniugi Vincenti. Condannati. A far discutere sono però le motivazioni. "Nella sua qualità di caposquadra", si legge secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il vigile del fuoco Giuliano Dodero, rimasto ferito nello scoppio, «nonostante fosse stato informato dai carabinieri che gli immobili erano disabitati, ha dato disposizione agli altri membri di avvicinarsi e di farvi ingresso, in tale modo contribuendo, in maniera imprudente, al verificarsi dell’ evento lesivo".





Clausole vessatorie sui biglietti per la Serie A di calcio, coinvolti nove club

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato l’esistenza di clausole vessatorie nell’acquisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola partita di nove società di calcio di Serie A che non riconoscono alcuni diritti dei consumatori a chiedere i rimborsi. L’Antitrust ha così concluso i procedimenti istruttori avviati verso Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., Cagliari Calcio S.p.A., Genoa Cricket and Football Club S.p.A., F.C. Internazionale Milano S.p.A., S.S. Lazio S.p.A., A.C. Milan S.p.A., Juventus Football Club S.p.A., A.S. Roma S.p.A. e Udinese Calcio S.p.A.. 




Bologna, 19enne investita ed uccisa da un ubriaco. Arrestato

Incidente mortale giovedì sera, intorno, a Castenaso in provincia di Bologna. Una 19enne è morta dopo essere stata travolta, mentre era sulle strisce pedonali, da un’auto condotta da un 45enne risultato essere, da un primo accertamento svolto dai Carabinieri, positivo ad alcoltest. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri e posto ai domiciliari per omicidio stradale.  





Africo (Reggio Calabria), 91 percettori di reddito di cittadinanza su 99 non ne avevano diritto

 

 

Su 98 cittadini di Africo, nel reggino, che avevano percepito i "Bonus spesa Covid", 91 l’hanno ottenuto indebitamente. È quanto emerso dagli accertamenti dei finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria. Le ispezioni, condotte dai militari della compagnia di Melito di Porto Salvo, hanno consentito di accertare che i 91 nuclei familiari hanno ottenuto indebitamente il "bonus spesa Covid" dal Comune grazie ad autocertificazioni mendaci. I percettori, infatti, hanno dichiarato di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità. I controlli hanno dimostrato che non era vero e che, invece, uno o più componenti dei nuclei familiari, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio, anche per importi cospicui. In sostanza la maggioranza di chi, ad Africo, ha chiesto il buono spesa Covid aveva anche un rapporto d’impiego regolare. Altri percepivano il reddito di cittadinanza, l’indennità di disoccupazione o prestazioni sociali agevolate. C’è stato chi, addirittura, ha alterato il proprio stato di famiglia, indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire. Sono scattate, quindi, le sanzioni amministrative per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Complessivamente i 91 soggetti, a cui è stato dato dal Comune di Africo il "bonus spesa Covid", hanno incassato 21mila e 500 euro. Adesso dovranno pagare 64mila e 500 euro.





Uccise il figlioletto di un anno e mezzo e finse un incidente stradale, condannata a 30 anni di carcere

 

Donatella Di Bona, la mamma di Gabriel Feroleto, ucciso circa un anno e mezzo fa a Piedimonte San Germano (Frosinone), è stata condannata nella serata di giovedì a trent’anni per l’omicidio del bambino di appena 28 mesi. La sentenza è stata emessa giovedì sera dal tribunale di Cassino. In un primo momento la donna aveva raccontato che il piccolo era stato investito e ucciso da un pirata della strada.  Nel giro di poche ore però la verità era venuta a galla e Donatella Di Bona, 29 anni, aveva confessato.  

L’omicidio risale al 17 aprile del 2019: quel giorno la donna si era appartata in auto su una stradina di campagna con l’ ex marito, Nicola Feroleto. Con loro c’era anche il figlio: il piccolo strillava perché voleva tornare a casa e questo avrebbe fatto scattare l’ira della 29enne che avrebbe soffocato il bambino.  

Mentre la donna ha affrontato il procedimento a suo carico per omicidio aggravato con il rito abbreviato, l’ex marito ha optato per il rito ordinario: per lui la sentenza è attesa per venerdì 20 novembre.





‘Ndrangheta, chiuse le indagini sulla cosca di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Coinvolto il senatore di Forza Italia, Marco Siclari

 

La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiuso l’inchiesta "Eyphemos" sulle cosche di ’ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Sono 77 in tutto gli indagati ai quali oggi la squadra mobile ha notificato l’avviso di conclusione indagini firmato dal procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto della Dda Giulia Pantano.Tra questi ci sono anche il senatore di Forza Italia Marco Siclari - per il quale la Dda aveva chiesto l’autorizzazione a procedere - e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo - ora sospeso - sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte prima dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Entrambi sono accusati di scambio elettorale politico-mafioso. Sono coinvolti nell’inchiesta che nel febbraio scorso portò all’arresto di 53 persone. Il parlamentare, stando all’inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, sarebbe stato appoggiato dalla cosca Alvaro alle politiche del 2018. Marco Siclari "accettava - è scritto nel capo di imputazione - a mezzo dell’intermediario Giuseppe Antonio Galletta, la promessa di procurare voti da parte di Domenico Laurendi, appartenente al locale di ndrangheta di Santa Eufemia della famiglia mafiosa Alvaro". In cambio, due mesi dopo le elezioni, secondo i pm, il senatore si sarebbe interessato per far ottenere il trasferimento a Messina a una dipendente delle Poste, figlia di un affiliato alla ’ndrangheta.  Dopo un periodo in carcere è agli arresti domiciliari il consigliere regionale Domenico Creazzo, come il fratello Antonino, anche lui indagato. Arrestato venti giorni dopo essere stato eletto a palazzo Campanella, l’esponente di Fratelli d’Italia avrebbe accettato la "promessa di procurare voti" da parte del boss Domenico Laurendi, detto "Rocchellina", e di Domenico Alvaro, "esponente di spicco" dell’omonima cosca, già condannato nel processo "Xenopolis". L’avviso di conclusione indagini comprende anche gli indagati dell’operazione "Eyphemos 2", arrestati nel settembre scorso. Entro 20 giorni, Siclari, Creazzo e gli altri 75 indagati potranno chiedere di essere interrogati dalla Dda. Subito dopo, i pm decideranno se chiedere il rinvio a giudizio. 





Reliquia di San Giovanni Paolo II trafugata a Spoleto, identificato il presunto responsabile

 

Individuato dai carabinieri il presunto responsabile del furto della reliquia di Papa Giovanni Paolo II, sottratta il 23 settembre scorso nel Duomo di Spoleto. Si tratta di un cinquantanovenne residente nella cittadina toscana di Figline Valdarno, già protagonista in passato - riferiscono gli investigatori - di furti di beni di natura ecclesiastica avvenuti nella zona. Furto aggravato l’ipotesi di reato che gli è stata contestata. La reliquia non è stata ritrovata, perché - ritengono i carabinieri - verosimilmente già consegnata a ricettatori o collezionisti di genere. L’indagine è condotta dai carabinieri della compagnia di Spoleto insieme a quelli del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Perugia, coordinati dalla procura spoletina. Le autorità ecclesiastiche hanno rivolto un accorato appello per la restituzione della reliquia, il cui valore è "esclusivamente devozionale" essendo di recente produzione. Gli investigatori sono quindi convinti che il reliquiario sia finito nelle mani di un rigattiere o, ipotesi ritenuta ancor più plausibile, ceduto a un collezionista attratto dalla figura del Santo Pontefice, visto che quest’anno ricorre il centenario della sua nascita.  I carabinieri non escludono comunque ulteriori sviluppi legati agli accertamenti in corso sulla catena di contatti e spostamenti dall’indagato nei giorni immediatamente successivi al furto. 





Immigrazione: trasferimento con assembramento, un’odissea da Catania al nord Italia con poliziotti e migranti a strettissimo contatto: Consap: inaccettabile

 

“Tutti vicini in più di 120 su bus ed aerei” cosi il Viminale ha “organizzato” il trasferimento di un centinaio di clandestini ospitati al porto di Augusta sulle navi quarantena, lo riferisce il sindacato di polizia Consap che ha parlato anche, di un rischio ammutinamento poi rientrato per il buonsenso e lo spirito di servizio dei circa 80 poliziotti, sballottati dalle 10 alle cinque del mattino, senza un punto di riferimento né ristoro, fra gli aeroporti di Catania, Milano e Torino.

“Il contagio dilaga nel nostro Paese ma ci si sta dimostrando ancora totalmente impreparati”; lo dichiara il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone, che per l’intero turno, di quasi 20 ore continuative, è rimasto in contatto con i poliziotti, la maggior parte dei quali provenienti dal Reparto Mobile di Roma, che hanno scortato il trasferimento dei migranti a gruppi di 50 alla volta, facendo la spola fra Catania e Torino”.

Sembrerebbe che nella predisposizione di questo servizio di scorta – spiega la Consap – sia saltata completamente la catena di comando sia a livello centrale che periferico, fra Dipartimento e questure competenti per territorio, se si considera che a bordo del bus ma anche sul vettore aereo, dove come noto non c’è alcuna possibilità di ricambio d’aria, i poliziotti e migranti hanno viaggiato “assembrati” pur indossando le mascherine, delle quali, peraltro, hanno dovuto rifornire anche i migranti trasferiti.

“La speranza è che quanto accaduto sia stato frutto di un servizio di assoluta emergenza e per questo mal pianificato – conclude Cesario Bortone - ma occorre che al più presto siano diramate e direttive anti contagio anche per queste operazioni e che, la catena di comando, sia in grado di farle rispettare, prima che i poliziotti siano costretti a prezzo altissimo il loro attaccamento alla divisa e lo spirito di servizio.





Trasporto aereo, Usb: il 17 presidi a Roma, Napoli e Olbia

Il 17 novembre USB sarà in piazza a Roma, Olbia e Napoli per lanciare un programma di 8 punti per affrontare la drammatica situazione del settore del trasporto aereo nazionale. “Gli ultimi documenti della Iata – spiega il sindacato autonomo – parlano di una possibile perdita di 4,8 milioni di posti di lavoro nel mondo mentre Eurocontrol disegna un possibile scenario che procrastina il ritorno ai livelli di traffico ante Covid tra il 2024 (scenario migliore) e il 2029 (scenario peggiore). È chiaro che senza un intervento veloce e deciso da parte del Governo e di tutte le istituzioni preposte il rischio di un’ecatombe occupazionale è più che concreto, proprio in un settore che sarà strategico per la mobilità interna e i flussi commerciali e turistici”. 

Per questo Usb Trasporto Aereo ha articolato una proposta basata su 8 punti che toccano due livelli di intervento: un piano di protezione dei lavoratori diretti e dell’indotto nell’emergenza che passa attraverso il blocco dei licenziamenti fino a fine crisi, la copertura di ammortizzatori sociali adeguato e la moratoria su appalti, trasferimenti e dumping contrattuale. Un piano di riforme e di interventi pubblici mirato a creare subito le condizioni di rilancio e presidio del mercato sia sul versante degli investimenti, come sul vettore nazionale, su un polo manutentivo di eccellenza, sulla ripubblicizzazione degli aeroporti e di Enav e salvaguardia del ruolo pubblico di Enac, sia sul versante della riforma del trasporto aereo





Unipol avanti tutta, utile netto da 759 milioni. La spinta del settore danni

 

Unipol ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile netto di 759 milioni di euro, in calo del 18,5% rispetto ai 931 milioni dello stesso periodo del 2019, ma in crescita del 31,5% sui 577 milioni del risultato normalizzato, ripulito dai 421 milioni della contabilizzazione a patrimonio netto della quota in Bper e da 67 milioni di oneri straordinari per incentivazione all’esodo. La raccolta diretta, si legge in una nota, è scesa del 13,7% a 8,6 miliardi, con un calo del 3,6% nel danni e del 27,2% nel vita, su cui ha inciso anche il rallentamento dell’attività commerciale legata al Covid. A sostenere i risultati reddituali del gruppo è stato il settore danni, con un utile ante imposte salito del 41% a 985 milioni grazie al calo dei sinistri legato all’emergenza sanitaria. Il solvency ratio consolidato è salito al 193%, dal 188% di giugno.  Per la controllata UnipolSai il periodo si è chiuso con un utile netto consolidato di 701 milioni, in crescita del 37,7% sullo stesso periodo del 2019 e del 21,6% a livello normalizzato, e con un indice di solvibilità individuale salito nel terzo trimestre al 284%, dal 272% di giugno.  Nonostante la seconda ondata di coronavirus entrambe le società confermato "un andamento reddituale della gestione per l’anno in corso in linea con gli obiettivi fissati nel Piano Industriale 2019-2021".





Denuncia Osapp: “Nelle carceri contagio aumentato del 600%”

 

"In due settimane" il contagio da Covid 19 nelle carceri è aumentato "di circa il 600%". Lo sostiene il sindacato della polizia penitenziaria Osapp in una lettera al ministro della Giustizia Bonafede e al capo del Dap Petralia. C’è "una generale e quanto mai pericolosa promiscuità nei reparti detentivi", accompagnata dall’ "assenza di dispositivi di protezione individuale" per i ristretti, denuncia il sindacato, che lamenta anche "la sostanziale assenza di disposizioni di carattere nazionale" da parte del Dap per prevenire il contagio.





Fondazione Gimbe: “Infetto l’1% della popolazione italiana”

 

"Ieri abbiamo superato i 600.000 casi attualmente positivi, ovvero in isolamento domiciliare, ricoverati con sintomi e in terapia intensiva. Questo è un dato importante perché, come sappiamo, un’epidemia si definisce ’fuori controllo’ nel momento in cui i positivi superano l’1% della popolazione e ieri, oltre ad aver sperato il milione di casi da inizio pandemia, abbiamo sfondato la soglia dell’1% di popolazione attualmente con infezione da Sars-Cov-2".

Lo ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai 3.  Purtroppo, ha aggiunto Cartabellotta, "usiamo un sistema di monitoraggio che invece che utilizzare un binocolo utilizza uno specchietto retrovisore, perché fotografa dati che non sono recenti. Ovvero se si prendono decisioni restrittive basate su dati di 2 o 3 settimane fa, la corsa del virus non può essere fermata". Negli ultimi giorni, ha concluso, "si intravede una piccolissima riduzione dell’incremento di casi positivi ma dobbiamo aspettare una stabilizzazione, perché la diminuzione può anche esser dovuta al fatto che il sistema di testing è saltato in alcune regioni".





Un guarito su cinque al Covid torna positivo, senza sintomi, entro 10 giorni dalla remissione della malattia

Alcuni pazienti guariti da Covid-19, con tampone molecolare negativo, a distanza di tempo, potrebbero risultare nuovamente positivi, pur in assenza di qualunque sintomo di reinfezione. L’osservazione è il frutto della collaborazione tra medici e ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e dell’Università Cattolica. "Non si sa se siano contagiosi e vadano di nuovo quarantenati", avvertono però gli esperti.  La notizia arriva da una ricerca tutta made in Italy pubblicata su "Jama Internal Medicine". Lo studio è stato effettuato su 176 pazienti guariti tra aprile a giugno. "Al momento non è dato sapere se questi pazienti siano contagiosi e vadano dunque di nuovo quarantenati, perché il test molecolare non è l’equivalente di una coltura virale e, dunque, non consente di appurare se nel campione prelevato dal naso-faringe dei pazienti sia presente virus vitale e, di conseguenza trasmissibile", spiega Maurizio Sanguinetti, docente di Microbiologia all’Università.  

La rilevazione del cosiddetto Rna replicativo virale viene proposto dagli autori come un indicatore della presenza di virus "vitale e potenzialmente trasmissibile", ma serviranno ulteriori studi per stabilire se tali pazienti possano effettivamente trasmettere il virus. Tutti gli ex malati risultati nuovamente positivi, e gli altri ex pazienti negativi al tampone di controllo, presentavano un test sierologico positivo. Unica eccezione un paziente risultato positivo sia per Rna totale che replicativo, diventato positivo a distanza di 16 giorni dalla guarigione (e dopo 39 giorni dalla diagnosi iniziale di Covid-19); si tratta di un soggetto anziano con ipertensione, diabete e malattia cardiovascolare, che presentava al controllo una sintomatologia compatibile con Covid-19. "

"Tutti questi dati fanno sospettare che si tratti per questo paziente di una reinfezione o recidiva di infezione - sottolinea ancora Sanguinetti -, mentre per i restanti 31 pazienti (tutti asintomatici) risultati positivi solo per Rna totale, è più probabile che si tratti di una eliminazione di frammenti di Rna virale, a seguito di risoluzione dell’infezione". "Questo studio conferma l’utilità di eseguire un accurato "follow up" (monitoraggio) dei pazienti guariti da Covid-19 e rafforza il concetto che le reinfezioni nei pazienti guariti sono rare - conclude Sanguinetti -, sebbene in presenza di positività al test molecolare". 





Le Forze Armate stanno pianificando la prossima distribuzione dei vaccini

 

La Difesa è al tavolo per la pianificazione della distribuzione del vaccino. A quanto si apprende, come avvenuto per distribuzione dei dispositivi sanitari a marzo, saranno messe a disposizione le capacità del personale dell’esercito italiano. Per la distribuzione dei vaccini dovrebbe essere prevista una logistica ’ad hoc’ da parte della Difesa, già impegnata in missioni per sostegni logistici a lungo raggio come le operazioni internazionali. Non si esclude al momento, così come già avviene a Milano per il vaccino influenzale, l’ipotesi che i militari possano essere adoperati anche per la somministrazione delle dosi.  Il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, aveva annunciato l’arrivo delle prime dosi del vaccino anti-covid per un milione e settecentomila italiani a fine gennaio prossimo. Al momento è in corso l’elaborazione di un Piano per la distribuzione e la somministrazione in cui sarebbero coinvolti, tra gli altri, anche gli esperti della Difesa per curare gli aspetti logistici, che potrebbero comprendere inoltre l’allestimento dei punti vaccinali. 





E’ nato a Torino “Schools for Future”, movimento studentesco e non solo, contro la Dad

 

Li hanno chiamati "Schools for Future" e sono flash mob molto particolari. Nessuno slogan: solo un’ora di didattica a distanza, armati di computer e wi fi, davanti alle scuole di tutta Italia.

Sono gli studenti come Anita di Torino, che da giorni con alcune compagne staziona davanti alla sua scuola chiedendo di fare lezione in presenza, che hanno chiesto un pò in tutta Italia di far valere il loro diritto all’istruzione. L’iniziativa l’ha organizzata il Comitato Priorità alla scuola che si batte per le lezioni in presenza.

"Io e un mio compagno di scuola stiamo davanti al nostro Liceo Galileo a Firenze - racconta Pietro, 18 anni, che ha aderito all’iniziativa con Simone di 17 - ci siamo portati il telefono per fare lezione con le cuffie, ci siamo organizzati. Noi riteniamo che non si possa fare lezione a distanza a lungo: si può apprendere qualcosa ma l’istruzione è un confronto collettivo, seguire in classe è tutt’altra cosa. Per noi la didattica a distanza può essere un modo di stare fermi quando la didattica frontale è infattibile ma vogliamo garanzie che il prima possibile rientreremo in presenza, vogliamo tornare a fare scuola come è sempre stata pensata, la forza della scuola è la presenza". Pietro è anche preoccupato per gli esami di maturità che lo attendono a giugno, "Noi ancora non sappiamo come sarà la maturità e ci preoccupa un altro possibile stop nella seconda metà dell’anno scolastico". Chiara Ponzini, mamma e organizzatrice aderente a ’Priorità alla scuola’ racconta che davanti ad alcune medie di Milano ci sono alcuni ragazzini che stanno manifestando e che da venerdì prossimo e per ogni venerdì l’iniziativa verrà ripetuta davanti alle scuole di tutta Italia. Inoltre a Milano ogni domenica in parchi di prossimità all’aperto genitori e figli faranno lezioni all’aperto, leggendo testi e commentandoliSono state Anita e Lisa le prime ad aver lanciato questa forma di protesta giorni fa.  "Qualcosa è cambiato dopo questi giorni - dice Anita contenta di vedere altri ragazzi in strada con lei - c’è più coscienza tra gli studenti, ma anche nelle persone più grandi". La dodicenne è stata paragonata a Greta Thunberg, un po’ per il suono simile del nome, ma soprattutto perché è considerata il volto del neonato movimento. "Io però non voglio essere famosa, voglio solo tornare a scuola", respinge il paragone la studentessa. 




Decaro (Anci): “I poteri ai Comuni non bastano per far applicare regole e restrizioni decise dal Governo”

 

“Noi sindaci siamo chiamati dal ministero dell’Interno a far rispettare regole e restrizioni decise da governo e Regioni: possiamo vietare stazionamenti in strade e piazze e limitare il passaggio in alcune zone”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della sera, Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, sulla lotta alla pandemia. “A volte non basta e su alcune cose non siamo stati ascoltati – aggiunge -. Nell’ultimo Dpcm, ad esempio, il governo ha deciso la chiusura nei fine settimana delle gallerie commerciali, salvando però alcune attività. Va bene, ma noi avevamo chiesto di intervenire anche sulle grandi strutture, quelle monomarca, che invece sono rimaste aperte e, nei fine settimana soprattutto, attirano centinaia di persone. Oggi chiediamo quindi anche a chi gestisce questi centri una grande attenzione e una grande responsabilità”. “I Comuni sono quelli più vicini ai cittadini, conoscono meglio i territori e quindi possono intervenire meglio e più rapidamente – conclude -. Siamo anche quelli cui i cittadini si rivolgono per primi, per chiedere più tamponi, più ambulanze, più posti letto, anche se sono cose su cui non abbiamo competenza. Ecco perché chiediamo, ancora una volta, di essere coinvolti nella comunicazione dei dati sulla base dei quali vengono poi prese le decisioni, dal colore delle zone alle restrizioni. Tamponi, numero dei contagiati, posti letto negli ospedali e nelle terapie intensive: sono tutte informazioni che dovrebbero conoscere anche i Comuni così da poter intervenire sulle restrizioni. E conoscerli fa sì che ci sia anche maggiore trasparenza”.





Landini (Cgil): “E’ il momento di decidere insieme, ridisegnare l’Italia”

 

“Oggi credo sia il momento di confrontarsi, di ascolatarsi e di decidere assieme”. Ora è il momento “di ridisegnare e riprogettare il nostro Paese”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a Unomattina su Rai Uno, spiegando qual è il messaggio che la Cgil intende lanciare con l’iniziativa “Futura: lavoro, ambiente, innovazione” che partirà oggi. “Non si può tornare a prima del Covid, bisogna cambiare il nostro modello di produzione e di sviluppo. Perchè prima del Covid – ha aggiunto – già le cose non andavano bene: pensiamo alla precarietà del lavoro, all’evasione fiscale, alle tante cose che non funzionavano e oggi sono esplose”. Per rilanciare il Paese occorre “far ripartire gli investimenti pubblici e privati”, ha concluso Landini.





Salvini: “ Mi rifiuto di pensare a un Natale a distanza”

 

Al Natale “manca più di un mese, spero che quello che si sta mettendo in campo serva a regalare qualche sorriso e abbraccio, spero in un Natale non con i cenoni con 20 persone ma se riuscissi a vedere mia madre e mio padre, mia sorella e i nipotini… penso che tanti italiani abbiamo questa ambizione, credo che non sia impossibile. Gesù Bambino a distanza sarebbe una sconfitta per tutti”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di ‘Mattino 5’ su Canale 5. E ha aggiunto: “Bisogna proteggere chi va protetto ma senza chiudere in casa 60 milioni di italiani. Mi rifiuto di pensare a un Natale a distanza, specie per le persone sole”, ha concluso sul punto, tornando a chieder “cure a domicilio”, e “fasce orarie protette per gli anziani”.





Catalfo: “Governo pronto a nuovi aiuti con un Ristori Ter”

  

 “Il Governo è pronto a stanziare altre risorse per eventuali nuovi ristori, anche con un Ristori Ter e, eventualmente, con un nuovo scostamento di bilancio”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, a Rai News 24, in merito alla possibilità di nuove chiusure per altre Regioni.

“Tutti saranno aiutati in questo momento”, ha aggiunto il ministro.




Conte alla Cgil: “Il 2021 anno della riforma fiscale e delle politiche attive del lavoro”

 

"Il 2021 sarà l’anno della riforma fiscale e delle politiche attive del lavoro, bisogna anche intervenire sugli ammortizzatori sociali che sono troppo vecchi". Lo afferma il premier Conte nel corso di un confronto con il segretario della Cgil Landini.   "Il blocco dei licenziamenti con il pieno coinvolgimento delle parti sociali ci garantisce uno spazio temporale di 4 mesi e mezzo. Il 2021 sarà un anno importante per l’Italia e il mondo: avremo la presidenza del G20, concorderemo un’agenda, avremo la copresidenza di Cop26. Ancora abbiamo la responsabilità di organizzare Global Health Summit", sottolinea Conte. 
"Il prossimo anno deve essere l’avvio di un piano straordinario per creare lavoro, non per licenziare". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, all’iniziativa "Futura: lavoro, ambiente, innovazione", nel confronto con il premier Giuseppe Conte. Il blocco dei licenziamenti e la proroga della cig fino alla prossima primavera è una scelta "molto importante e intelligente, che abbiamo fatto insieme con il consenso di tutti i soggetti, perché è il momento di dare un messaggio di protezione e di non lasciare solo nessuno, di non far chiudere le imprese ma anche di non licenziare nessuno" , ha detto Landini, ma bisogna anche "cominciare a progettare il futuro".





Molte imprese salvate grazie agli interventi del Governo. Note Covid di Banca d’Italia

 

Le principali misure di sostegno varate dal governo tra marzo e agosto hanno "attenuato fortemente gli effetti" sulla liquidità e il capitale delle società di capitali. E’ quanto scrive la Banca d’Italia nelle ’Note Covid’ che analizza 270mila delle 730mila società di capitali secondo cui "hanno sostanzialmente annullato il maggior deficit di liquidità; hanno ridotto, pur non eliminandolo, il peggioramento nelle condizioni patrimoniali".  Senza le misure (escluse quelle varate nei decreti ristori ndr) "il forte calo del fatturato avrebbe determinato quest’anno un fabbisogno di liquidità complessivo pari a circa 48 miliardi per circa 142.000 imprese (il 19 per cento del totale del campione) e una netta contrazione degli utili, che avrebbe reso sotto-patrimonializzate circa 100.000 imprese (il 13,8 per cento del totale). Le misure anti crisi e i finanziamenti garantiti sono così stati utili per "attenuare l’impatto della pandemia" sulle aziende italiane ma il "ricorso a nuovi prestiti, anche grazie alle garanzie pubbliche, amplia tuttavia ulteriormente l’indebitamento, in particolare per le aziende più rischiose".. "L’indebolimento dei bilanci che ne risulta aumenta la probabilità di insolvenza delle imprese"





Ladispoli, bulgaro arrestato per aver ucciso e fatto a pezzi la sua compagna

 

I carabinieri della compagnia di Civitavecchia hanno arrestato un 36enne, bulgaro, già noto alle forze dell’ordine residente a Ladispoli, in esecuzione di mandato europeo per i reati di omicidio e vilipendio di cadavere.  L’attività info - investigativa svolta dai carabinieri della stazione di Ladispoli, su attivazione della direzione centrale di polizia criminale - Sirene, ha consentito di individuare e rintracciare l’uomo in quel centro. Lo stesso è risultato infatti destinatario di mandato di arresto europeo per un efferato delitto commesso in Bulgaria nel gennaio 2020. Le indagini avevano infatti fatto emergere nei propri confronti gravi indizi in ordine all’omicidio della compagna e il successivo vilipendio del cadavere, nascosto in una valigia. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la casa circondariale di Rieti a disposizione dell’Autorità giudiziaria.





Covid, morto a Napoli a 45 anni il campione di body building Salvatore Solimeno

 

All’ospedale Fatebenefratelli di Napoli è morto il campione di body building Salvatore Solimeno, 45enne di Napoli, stroncato dal Covid-19. Titolare di una palestra molto frequentata, istruttore di fitness e noto medico nutrizionista, Solimeno si è spento dopo alcuni giorni di agonia. Secondo quanto reso noto dai parenti, Solimeno soffriva di una patologia congenita (la talassemia), anche se svolgeva comunque una vita del tutto normale.

Come riporta il quotidiano Il Mattino, Solimeno aveva un curriculum agonistico di tutto rispetto ed era noto nel mondo del body building in ambito sia nazionale che internazionale: era anche testimonial per un’azienda di integratori. Aveva due lauree e da coach aveva seguito e portato alla vittoria diversi atleti.  

Ricoverato per insufficienza respiratoria dopo essere stato contagiato dal coronavirus, Salvatore ha lottato alcuni giorni, ma non è riuscito a vincere la sua battaglia. "Era forte e combattivo - spiegano gli amici di Pompei a Il Mattino -. Eravamo convinti che avrebbe sconfitto anche il Covid". Sulla sua pagina Instagram sono moltissimi i messaggi di cordoglio. Solimeno, 23 settimane fa, aveva postato una foto che lo ritraeva in un centro medico mentre si sottoponeva a un test sierologico. 





Fallimento del Teatro Eliseo, Barbareschi prosciolto perché il fatto non sussiste

 

L’attore Luca Barbareschi è stato prosciolto con la formula "perché il fatto non sussiste" dall’accusa di essersi appropriato di sipari, condizionatori, moquette, poltrone e altri materiali del Teatro Eliseo della Capitale per un valore di circa 813mila euro appartenenti alla precedente gestione del teatro. L’attore era stato indagato per violazione della legge fallimentare nell’ambito dell’indagine sul fallimento di due società che avevano il controllo del teatro di via Nazionale, prima dell’arrivo di Barbareschi.  "Esiste una giustizia, una verità – ha commentato Barbareschi difeso dall’avvocato Paola Balducci –. Questa decisione conferma che all’Eliseo siamo persone per bene e spero che questa sentenza stimoli anche il ministro Franceschini a rivedere il meccanismo delle sovvenzioni pubbliche, in quanto l’Eliseo percepisce un decimo di quello che prendono gli altri”.





Zingaretti chiude i mercati nel week end e gli store oltre i 2.500 metri quadrati

 

"Oggi ho firmato un’ordinanza" per il Lazio, "anche se la situazione è positiva, per vietare i mercati la domenica e chiudere gli esercizi commerciali sopra i 2.500 metri quadrati". Lo ha annunciato il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. "Vedremo se si ferma la curva senza arrivare a misure estreme con effetti economici e sociali - ha aggiunto -. Su qual è il punto di equilibrio deve rispondere chi è responsabile della situazione nazionale".





Covid, in un mese la mortalità è aumentata 10 volte

 

Una mortalità aumentata di 10 volte in un mese, ma più bassa rispetto alla prima ondata di coronavirus Sars-CoV-2. E’ il dato che emerge dal 28esimo Instant Report su Covid-19 di Altems, l’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’università Cattolica, campus di Roma. In uno dei capitoli di questo rapporto settimanale, vengono confrontati i numeri relativi alla mortalità registrati nel periodo dal 12 settembre all’11 ottobre e tra il 12 ottobre e il 10 novembre. Emerge da questa analisi la crescita di oltre 10 volte della mortalità da settembre a oggi. Si è passati da 0,93 per 100.000 abitanti nel periodo 12 settembre-11 ottobre a 10,17 per 100.000 abitanti nel periodo 12 ottobre-10 novembre. Rispetto alla prima ondata che ha travolto l’italia a marzo-aprile, però i numeri risultano più contenuti: il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia è quello che si è registrato "nei 30 giorni tra il 19 marzo ed il 17 aprile 2020", in cui "la mortalità, a livello nazionale, è stata paria 32 per 100.000 abitanti", segnalano gli autori del report.





Polmonite bilaterale per Bonaccini, ma si cura a casa

 

"Ho fatto il tampone di controllo, purtroppo ancora positivo. Vista la forte tosse persistente, poi, sono stato visitato e ho fatto ulteriori accertamenti. Mi hanno diagnosticato una polmonite bilaterale ad uno stadio iniziale". Lo scrive il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che in un post su Facebook fa il punto sulle proprie condizioni di salute. "Al momento, i medici ritengono che possa essere adeguatamente curato da casa, senza dover essere ricoverato. E questo è almeno un sollievo. Ho massima fiducia nella loro valutazione e mi affido alla loro capacità e alle loro cure. Continuerò dunque a lavorare da casa, rinunciando magari a qualche eccesso di stress che in questi mesi non mi ha certo aiutato. Ma non mi fermo", aggiunge.





Decaro (Anci): “Le famiglie sono in difficoltà, occorrono al più presto buoni spesa”

 

 

"A causa della pandemia sono sempre di più le persone in difficoltà economiche e sarebbero di nuovo necessari i ’Buoni spesa’".  Sono le parole del presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia, il sindaco di Bari Antonio Decaro.

Il sindaco ricorda che "a fine marzo il governo, tramite un’ordinanza di protezione civile affidò direttamente ai Comuni 400 milioni di euro per far fronte all’emergenza alimentare". E "i Comuni rapidamente li distribuirono a circa 4,3 milioni di cittadini" con "contributi tra i 200 e i 400 euro per il 65% dei casi, sopra i 400 per il 21%, e sotto i 200 per il 14% dei casi". "Chiediamo che nelle integrazioni al decreto ’Ristori’ sia inclusa un’agevolazione generalizzata sulla Tari, rivolta alle attività soggette a chiusura obbligatoria nelle zone a media ed alta gravità epidemiologica (le regioni "rosse" o "arancioni"), commisurata al numero di giorni di chiusura e rapportata all’intero importo annuale dovuto".  

"Al fine di assicurare la generalizzata applicazione del beneficio - spiega Decaro - i Comuni potranno deliberare la concessione di contributi spendibili esclusivamente per la riduzione del carico Tari proporzionati ai provvedimenti di chiusura. La copertura di tale intervento deve essere resa possibile, oltre che con l’utilizzo dei fondi di sostegno 2020, attraverso il possibile ricorso ad autorizzazioni di spesa sul bilancio 2021, nei casi in cui il Comune registri l’insufficienza delle risorse a sua disposizione". "I Comuni - evidenzia il presidente dell’Anci - vogliono dare una risposta ad aspettative legittime delle aziende in difficoltà e ci auguriamo che il Governo e il Parlamento vogliano fornire gli strumenti necessari con la tempestività che la situazione richiede". 





Campania e Toscana sono ‘Zona Rossa’

 

La Campania e la Toscana sono diventate ’zona rossa’. E’ quanto si apprende da fonti della Cabina di Regia-Iss sul monitoraggio del contagio Covid secondo le quali Emilia-Romagna, Friuli e Marche potrebbero diventare zona arancione. "Prima di pubblicare l’ordinanza ho voluto chiamare personalmente il ministro Speranza che mi ha notiziato che la Campania è zona rossa, ha confermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in un video su Fb. "Noi eravamo per chiudere tutto ad ottobre, per un mese, per avere una operazione di fermo del contagio e che ci avrebbe fatto stare tranquilli a Natale.  Da sempre abbiamo avuto una linea di rigore più degli altri, da soli. Il Governo ha fatto un’altra scelta, ha deciso di fare iniziative progressive, di prendere provvedimenti sminuzzati, facendo la scelta della cosiddetta risposta proporzionale, più aumenta contagio più prendiamo provvedimenti. Una scelta totalmente sbagliata, perché il contagio non aumenta in modo lineare, ma esponenziale". Così ilgovernatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Fb.





Covid, balzo di contagi oltre quota 40mila e le vittime sono 550

 

 

Continua, senza alcun minimo rallentamento, a crescere in Italia il contagio da Covid-19. Sono 40.902 i nuovi contagiati dal coronavirus individuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. 550 le vittime di Covid nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute.

Anche oggi si registra il record di tamponi nelle ultime 24 ore in Italia: sono 254.908 quelli effettuati nell’ultimo giorno, circa ventimila più di ieri. Il rapporto tra positivi e test resta costante al 16%.

Sono oltre 30 mila i ricoverati con sintomi da Covid in reparti ordinari in Italia: con l’aumento di 1.041 unità nelle ultime 24 ore sono ora 30.914, secondo i dati del ministero della Salute.