Grave incidente stradale sul lungomare di Ostia, ferita una ragazza

 

Grave incidente nel tardo pomeriggio di domenica, sul lungomare Caio Duilio, a Ostia. Un’auto che stava percorrendo la strada costeggiando il mare, in direzione Torvaianica per cause ancora in fase di accertamento si è schiantata contro alcune vetture in sosta, andando poi a capovolgersi all’altezza dello stabilimento “Le Dune Village“.  Da una prima ricostruzione, da verificare, sembrerebbe che intorno alle 18:00 il conducente della vettura, su cui viaggiavano due ragazzi e due ragazze, abbia – complice la mancanza di illuminazione in quel tratto di strada – confuso i parcheggi lineari che sono stati creati per fare spazio alla pista ciclabile per una normale corsia e abbiano imboccata, non comprendendo che ci fossero delle auto in sosta, prendendole così in pieno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia Locale del Gruppo X Mare. A causa dell’urto una delle ragazze è rimasta ferita: la giovane era rimasta incastrata nelle lamiere dell’auto e per estrarla è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. La giovane è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. 

Pesanti le ripercussioni sul traffico: in direzione Torvaianica la carreggiata era bloccata dalle auto incidentale e dai soccorritori, mentre in direzione centro il traffico era rallentato a causa dei curiosi.





“Dacci il cappello, minore aggredito da una gang a Piazza Sempione

 

 

“Dacci il cappello” e lo hanno accerchiato e aggredito per portargli via proprio il cappello. Ha dell’incredibile quanto successo sabato pomeriggio, intorno alle 18, in via Nomentana, poco distante da Piazza Sempione. La vittima, un giovane ragazzo del 2001, ha raccontato agli agenti intervenuti sul posto di essere stato aggredito da un gruppo di circa 7 ragazzi, di cui uno armato di coltello. Con l’assurdo ‘obiettivo’ di portargli via il cappellino che indossava. Il 19enne romano è stato trasportato all’Umberto I in codice giallo con diversi tagli sulle mani. Sul caso, per risalire ai componenti della baby gang, stanno indagando gli agenti del distretto di Fidene.  Non è la prima volta in quella zona della città. Nella notte tra mercoledì 19 agosto e giovedì 20, un branco di 5 giovani ragazzi avevano aggredito l’autista dell’autobus,  soltanto perché quest’ultimo aveva chiesto il rispetto delle disposizioni in materia di Coronavirus. E a questa lecita richiesta i cinque avevano pensato bene di massacrarlo di botte per poi darsi alla fuga. In quel caso, grazie ai particolari forniti dall’autista, gli agenti erano riusciti a risalire a due dei cinque ragazzi di 20 e 18 anni. 





Blitz antidroga dei Carabinieri, arresti a Roma

Nel corso di controlli antidroga, i Carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro hanno arrestato due pusher in due distinte attività. In zona Boccea, i militari hanno proceduto al controllo di un romano di 39 anni, nullafacente e con precedenti, che a seguito della perquisizione personale è stato trovato in possesso di 5 involucri contenenti 2.5 grammi di cocaina. La successiva perquisizione, estesa anche all’abitazione dell’uomo, nella zona di Casale Lumbroso, ha permesso di rinvenire ulteriori 20 grammi di cocaina e 115 circa di hashish, nonché la somma di oltre 4000 euro, in contanti, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio. Dopo l’arresto l’uomo è stato condotto in caserma e successivamente, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, posto agli arresti domiciliari presso il proprio domicilio in attesa del rito direttissimo mentre, la droga e il denaro sono stati sequestrati. Poco dopo, sempre i Carabinieri del Nucleo Operativo, hanno arrestato un cittadino del Gambia, di 40 anni, senza fissa dimora, nullafacente e con precedenti, mentre stava cedendo della droga ad un cliente. I militari grazie al rapido intervento sono riusciti a bloccare il pusher e anche l’acquirente. A seguito della perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati 2 dosi di eroina e 150 euro in contanti. L’acquirente dopo essere stato identificato è stato segnalato alla competente Autorità mentre, lo straniero è stato arrestato, condotto in caserma e trattenuto in attesa del rito direttissimo.





Investiva il reddito di cittadinanza nella droga, arrestato dalla Guardia di Finanza

 

Un uomo e una donna residenti nel quartiere di Torre Vecchia sono stati arrestati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma per spaccio di stupefacenti. A insospettire le Fiamme Gialle del 2° Nucleo Operativo Metropolitano è stato l’atteggiamento dell’uomo che, per strada, veniva fermato da alcuni passanti ai quali offriva sigarette, ricevendo in cambio denaro; “frate’ che ’hai ‘na paja?” era la parola d’ordine utilizzata dai clienti per manifestare l’intenzione di acquistare cocaina.  Ai militari è bastato poco per scoprire lo stratagemma utilizzato dall’uomo, che aveva pensato bene di utilizzare le sigarette per occultare lo smercio della cocaina. Infatti il filtro veniva tagliato in due parti e lo spazio rimasto vuoto riempito con la droga. Seguendo i suoi spostamenti, i Finanzieri hanno scoperto che il pusher si riforniva da una donna nella cui abitazione, ubicata nello stesso quartiere, sono state trovate altre dosi di cocaina già pronte per lo spaccio. Nei confronti del soggetto, processato con rito “direttissimo”, il Tribunale Monocratico ha disposto, tra l’altro, la sospensione del “reddito di cittadinanza” che percepiva mensilmente per un ammontare di 650 euro. L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dalla Guardia di Finanza di Roma.





Aac ha il suo nuovo Direttore Generale. E’ Franco Giampaoletti è il City Manager di Roma Capitale

 

Franco Giampaoletti è il nuovo direttore generale di Atac, l’azienda del trasporto pubblico di Roma. Con la scelta di Franco Giampaoletti si è conclusa la selezione pubblica per il nuovo direttore generale di Atac. La decisione – ricorda Atac – è arrivata al termine di un lungo processo avviato qualche mese fa, che ha avuto varie fasi e coinvolto esperti e professionisti esterni. Così, “in modo autonomo e trasparente, è stato scelto il candidato selezionato fra i 35 che avevano presentato i loro curricola”. Il nuovo direttore generale “prenderà servizio all’esito di tutti i necessari controlli esperiti dalle competenti strutture aziendali”. 

“Rivolgo le mie congratulazioni e il mio benvenuto al dottor Giampaoletti”, ha dichiarato l’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, aggiungendo: “Con l’arrivo del direttore generale in azienda, possiamo dire che la squadra è al completo. Il contesto generale nel quale operiamo, purtroppo, è molto incerto e complesso, ma anche grazie al contributo del nuovo direttore generale saremo in grado di affrontare tutte le sfide che abbiamo davanti”. 

Franco Giampaoletti, nato ad Ancona, 59 anni, laureato in giurisprudenza, è un affermato manager con esperienze variegate in multinazionali private e strutture pubbliche, è stato City Manager del Comune di Genova fino a dicembre 2016 e da marzo 2017 ricopre il ruolo di City Manager di Roma Capitale.




Scuola di Formazione Capitolina: attivato corso in Psicologia dell’Emergenza per agenti Polizia Locale

 

La Scuola di Formazione Capitolina si arricchisce di un nuovo progetto formativo, organizzato in sinergia con l’Ordine degli Psicologi del Lazio: si tratta del primo corso in Psicologia dell’Emergenza, seguito da 51 psicologi del Corpo della Polizia Locale.

 

E’ un progetto pensato espressamente per gli agenti che – durante l’attività lavorativa – possono trovarsi a gestire situazioni delicate come quelle dei sinistri stradali gravi. Focus del corso, le modalità di interazione con vittime, familiari ed eventuali testimoni, con i quali si entra in contatto effettuando i primi rilievi sul posto.

 

I corsisti formeranno a loro volta i colleghi impegnati su strada, preparandoli a sostenere, comunicare e relazionarsi nella maniera più adeguata con quanti restano coinvolti, direttamente o indirettamente, in eventi tragici e inaspettati. Il tutto, allo scopo di attivare un team specializzato nel primo soccorso.

 

Le modalità di gestione di un evento drammatico, come nel caso degli incidenti stradali gravi, possono fare la differenza per chi ne resta vittima: di qui la nostra collaborazione con l’Ordine degli Psicologi del Lazio, che ringrazio per averci supportati in questo progetto di formazione trasversale degli agenti di Polizia Locale. Oggi, giornata mondiale delle vittime della strada, accendiamo i riflettori sul tema della guida sicura, e della necessaria preparazione dei professionisti che affrontano situazioni complesse”, dichiara l’Assessore al Personale di Roma Capitale Antonio De Santis.

 

Prestare assistenza sulla scena di un incidente stradale significa gestire un complesso insieme di problematiche, relative ad aspetti pratici, sanitari, normativi ed emotivi. In un contesto che richiede scelte rapide e coerenti la competenza psicologica, interessando tutte le dimensioni dell’intervento, può davvero condizionare in modo determinante l’efficacia del risultato. Il progetto formativo ideato dall’amministrazione di Roma Capitale in collaborazione con l’Ordine degli psicologi del Lazio intende appunto investire su questo versante: fornendo cioè agli operatori strumenti utili a integrare, sul piano psicosociale, il loro bagaglio di competenze”, commenta Federico Conte, Presidente Ordine degli Psicologi del Lazio.





Covid, nel Lazio accordo con i pediatri su tamponi e certificati

 

Nel Lazio raggiunto l’accordo con i pediatri di libera scelta per i tamponi rapidi e le certificazioni di fine quarantena. Lo rende noto l’Unità di Crisi regionale COVID-19. "È stata raggiunta l’intesa per l’esecuzione dei test antigenici rapidi o presso i propri studi professionali o, qualora non si disponesse di uno studio idoneo, presso strutture messe a disposizione dalla ASL, dalla Protezione civile o dai comuni. L’attività potrà essere svolta nei giorni festivi, prefestivi, sabato e domenica" spiega l’Unità di Crisi. 





Calano i casi di Covid e i decessi a Roma e nel Lazio

 

 

"Calano i casi e i decessi a Roma e in regione. La corsa del virus inizia a rallentare, le misure adottate sembrano produrre gli effetti auspicati e dobbiamo continuare così". Così l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha commentato i dati del Coronavirus nel Lazio del 15 novembre, in cui si sono registrati comunque altri 1295 nuovi casi nella Capitale e 2.612 nuovi contagi nel Lazio a fronte di 22.434 tamponi effettuati.

Diminuiscono di 18 unità i decessi: sono quindi 21 rispetto a ieri. Centocinquantanove in meno i pazienti guariti: sono 240 contro i 399 del giorno precedente. Sale, invece, il rapporto tra i casi positivi e i test effettuati: è pari all’11%.  





Covid, Raggi è guarita e torna al lavoro in Campidoglio

 

"Sono guarita dal Covid-19. Dopo giorni di isolamento domiciliare sono risultata negativa al tampone. In questi giorni ho lavorato da casa, tornerò in Campidoglio": è quanto ha scritto su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi. A seguire i ringraziamenti a famigliari e sanitari e un pensiero ai malati di coronavirus e a chi non ce l’ha fatta. Simbolica la foto dell’abbraccio della Raggi con il figlio, che non vedeva da 10 giorni.   "Prima di tutto voglio ringraziare la mia famiglia, chi mi è stata vicina anche se da lontano, i medici e, ovviamente, la mia squadra - ha aggiunto nel post Raggi. - Il mio pensiero è rivolto a chi oggi si trova a combattere la stessa battaglia, a chi non ce l`ha fatta e a chi ha perso una persona cara per colpa di questo maledetto virus. Ai medici e infermieri in prima linea". Quindi la sindaca ha rivolto "nuovamente un appello a tutti: la battaglia al coronavirus non è ancora finita, dobbiamo continuare a tenere alta la guardia. Serve la massima responsabilità. Non dobbiamo cedere ora, ma continuare a seguire le regole e a rispettare i protocolli. Insieme ce la faremo"."Un abbraccio che mancava da 10 giorni. Finalmente è arrivata la notizia della negatività": pubblicando su Facebook la foto dell’abbraccio tra Virginia Raggi e suo figlio, il marito della sindaca Andrea Severini conferma la guarigione annunciata dalla stessa Raggi su Facebook con un post a parte. "Grazie ai medici e a tutte le persone che ci sono state vicine, siete stati commoventi, - continuano le parole di Severini a corredo della foto. - A noi è andata molto bene, ci sono persone che stanno combattendo contro questo maledetto virus, il nostro pensiero va a loro e alle loro famiglie. Vi auguro di riabbracciarvi presto".

 





L’europeista Maia Sandu vince le presidenziali in Moldavia

 

 

La ex Premier filo-europea Maia Sandu si è aggiudicata il secondo turno delle elezioni presidenziali in Moldavia, davanti al presidente uscente filo-russo Igor Dodon: con il 99% dei voti contati, Sandu ha finora ottenuto il 57% delle preferenze, contro il 44% dell’avversario. I dati sono stati pubblicati sul sito della Commissione elettorale centrale del Paese.





Bielorussia, oltre 100 arresti per le proteste contro il regime di Lukashenko

 

Lukashenko non ferma la sua repressione. Oltre 1.100 partecipanti alle proteste non autorizzate sono stati arrestati domenica in Bielorussia. Lo sostiene il centro per i diritti umani Viasna, citato da Interfax. La maggior parte dei fermi ha avuto luogo a Minsk ma gli attivisti per i diritti umani hanno riferito di detenzioni anche a Gomel, Svetlogorsk, Novogrudok, Bobruisk, Grodno, Pinsk, Brest, Novopolotsk, Baranovichi, Mogilev, Osipovichi, Zhlobin, Molodechno e Ivye. Il dipartimento di polizia del Comitato esecutivo della città di Minsk ha confermato gli arresti a Minsk e l’uso di mezzi speciali. Le proteste di domenica sono state innescate dalla morte di Roman Bondarenko, ex membro delle forze speciali bielorusse malmenato e ucciso settimana scorsa da agenti del regime per aver interferito con un’operazione di repressione. 





Trump annuncia nuovi ricorsi, questa volta per incostituzionalità

 

"Le nostre grandi cause che mostrano l’incostituzionalita’ delle elezioni 2020 e l’oltraggio delle cose che sono state fatte per cambiarne l’esito saranno presentate presto!": lo twitta Donald Trump, lasciando intendere un possibile ricorso alla Corte suprema, dove ha blindato la maggioranza conservatrice con la nomina di tre giudici. In un tweet precedente Trump aveva detto che Joe Biden "ha vinto perche’ le elezioni sono state truccate", riconoscendo indirettamente quindi la vittoria del suo rivale senza nominarlo. Ma nel giro di due ore aveva realizzato l’ambiguità di quelle parole ed aveva corretto subito il tiro, mentre la piattaforma social continuava a censurare come controversi i suoi post sui brogli. "Ha vinto solo agli occhi dei media fake news. Io non concedo nulla!", aveva cinguettato omettendo di nuovo il nome di Bidem e ammonendo che c’è ancora "una lunga strada da fare".
E’ la strada dei ricorsi legali. Dopo i rovesci subiti finora, il presidente ha deciso di affidarsi nuovamente al suo controverso avvocato personale Rudy Giuliani, nonostante la sua reputazione compromessa dai maneggi nell’Ucrainagate e ultimamente anche dalla scena sessualmente imbarazzante del film Borat 2. Trump lo considera un "combattente", la figura giusta per condurre l’offensiva legale insieme a quella mediatica. Dopo l’infelice esordio con una conferenza stampa nel parcheggio di una ditta di giardinaggio accanto ad un sexy shop, per un errore nella prenotazione della location, Giuliani ha promesso battaglia in una intervista alla Fox. Non solo sui voti ma su Dominion, la società che ha fornito il sistema di voto a oltre 30 Stati Usa e che secondo il presidente gli ha sottratto centinaia di migliaia di preferenze. "E’ una società della sinistra radicale", ha denunciato, riecheggiando i tweet del suo ’boss’. L’avvocato però non ha fatto altro che rilanciare infondate teorie cospirative, secondo cui Dominion è legata alla fondazione Clinton, mentre Smartmatic, una delle aziende che produce le macchine per tabulare i voti, è controllata dal filantropo progressista George Soros.





Anziano morto nel bagno dell’ospedale Cardarelli a Napoli. La figlia: “Mi hanno detto che si è spento nel suo letto”

 

 

"Mi hanno detto che mio padre è morto nel suo letto". A parlare è Annamaria la figlia dell’anziano deceduto nel bagno del Cardarelli di Napoli. La donna in collegamento a "Live - Non è la d’Urso" non riesce a parlare perché addolorata e insieme al marito fa sapere di essere grata al paziente dell’ospedale partenopeo che ha girato il video shock poi diventato virale.  "Abbiamo ringraziato quell’uomo, anche se il video è brutale", riferisce il marito di Annamaria che aggiunge: "Senza quel filmato non avremmo mai saputo quello che realmente accade nei pronto soccorso". "Nel 2020 non si può morire in quel modo - conclude l’uomo - e pensare che c’è ancora chi dice che non ci sono problemi nella sanità".





Torino, sequestravano o costringevano a spacciare i clienti in ritardo con i pagamenti delle dosi di droga

 

 

Costringevano i clienti in ritardo con i pagamenti della droga a spacciare per loro, per ripianare i debiti. In caso contrario, non esitavano a picchiarli e sequestrarli, impossessandosi talvolta anche dei loro beni, come auto e telefoni cellulari. Quattro italiani sono stati arrestati dai carabinieri a Torino perché ritenuti responsabili di sequestro di persona, rapina, estorsione, minaccia e lesioni aggravate e spaccio di sostanze stupefacenti.  L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, è scattata a dicembre dopo il sequestro di un 32enne fuori da una discoteca. L’uomo riuscì a liberarsi lanciandosi da un’auto in corsa, facendo così partire gli accertamenti dei militari della Compagnia di Moncalieri che hanno fatto scattare gli arresti. La banda gestiva lo spaccio in alcuni locali pubblici della provincia torinese.




Uccide un pensionato di 73 anni per rubargli la pensione, poi porta il corpo in una discarica e lo brucia

 

Ha ucciso con 11 coltellate un anziano di 73 anni, Giovanni Salmeri, e poi ha bruciato il cadavere in una discarica per rubargli la pensione di 650 euro.  L’efferato omicidio è avvenuto a Milazzo nel luglio scorso, ma solo oggi i carabinieri sono riusciti a ricostruire i particolari del delitto e ad arrestare il colpevole, Ettore Rossitto, di 56 anni, accusato di omicidio premeditato e distruzione di cadavere.  A incastrarlo sono state le immagini delle telecamere di diversi circuiti di video sorveglianza che lo hanno ripreso su in ciclomotore, insieme alla vittima, il giorno dell’omicidio





Foggia, maxi-operazione di Carabinieri e Polizia di Stato per disarticolare i clan mafiosi della ‘Società Foggiana

 

 

Dalle prime ore della notte tra domenica e lunedì è stata messa a segno una maxi operazione antimafia nel cuore di Foggia, convenzionalmente denominata "Decimabis", da parte della cosiddetta "Squadra Stato". Centinaia di agenti della Polizia di Stato e di militari dell’Arma dei Carabinieri stanno eseguendo una misura cautelare emessa nei confronti di decine di soggetti affiliati e contigui all’organizzazione criminale di matrice mafiosa nota come società foggiana.

Si tratta dell’operazione antimafia più importante eseguita nel capoluogo pugliese nei confronti delle tre batterie "Moretti/Pellegrino/Lanza" - "Sinesi/Francavilla" e "Trisciuoglio/Tolonese/Prencipe", operanti nel settore delle estorsioni ai danni dei commercianti ed imprenditori locali. Si tratta della prosecuzione della precedente operazione contro la criminalità mafiosa foggiana del 2018, denominata "Decima Azione". Colpita questa volta anche la cosiddetta "zona grigia" della città. Tra gli arrestati ci sono anche due capo clan, i foggiani Federico Trisciuoglio e Pasquale Moretti. Federico Trisciuoglio è ritenuto capo storico della malavita foggiana ed era già detenuto ai domiciliari mentre Pasquale Moretti era tornato in libertà da pochi mesi ed è il figlio di Rocco Moretti, al vertice dell’omonimo clan.




In Gran Bretagna superati i 52mila morti per la pandemia. La situazione in Russia e Pakistan

 

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus nel Regno Unito ha superato quota 52mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana, dall’inizio della pandemia i decessi sono 52.026 su un totale di 1.372.884 casi. In Russia si registra un nuovo picco di contagi di Covid-19.Nelle ultime 24 ore sono stati accertati 22.778 casi: il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Stando al centro operativo anti-coronavirus, i contagi accertati in Russia sono in totale 1.948.603. Secondo i dati ufficiali, le persone morte a causa del virus Sars-Cov-2 sono 33.489, di cui 303 nel corso dell’ultima giornata.

In Pakistan si sono registrati 2.128 nuovi casi di Covid-19 e 19 morti nelle ultime 24 ore, secondo il conteggio ufficiale del ministero della Sanità di Islamabad. Le nuove cifre portano il numero dei casi confermati totali dall’inizio della pandemia a 359.032 e quello dei decessi a 7.160. Le persone guarite in totale in Pakistan sono finora 232.824, di cui 599 nelle ultime 24 ore, mentre i pazienti affetti da coronavirus che sono in gravi condizioni sono al momento 1.379. 





Coronavirus, il Cancelliere austriaco Kurz annuncia test di massa sulla popolazione

 

La popolazione austriaca sarà sottoposta a test di massa per contrastare la pandemia di Covid-19. Lo ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz, all’indomani dell’introduzione di nuove misure restrittive che hanno portato l’Austria di nuovo in lockdown. In un’intervista all’emittente ’Orf’, Kurz ha spiegato che i test si dovranno eseguire verso la fine del nuovo blocco, sul modello slovacco, che "ha avuto molto successo".  Le misure in Austria entreranno in vigore martedì e verranno mantenute fino al 6 dicembre. I negozi saranno chiusi, esclusi gli alimentari e le farmacie, ci sarà il coprifuoco e le scuole funzioneranno con la didattica a distanza. Si potrà uscire di casa solo per recarsi al lavoro, per fare la spesa o per andare a trovare familiari.





Merkel pessimista su Covid: “I numeri si abbassano troppo lentamente”

 

 

Al direttivo della Cdu, Angela Merkel ha espresso tutta la personale preoccupazione per gli sviluppi della pandemia in Germania, in vista di un incontro con i ministri presidenti dei Laender, oggi alle 14, convocato per fare il punto sugli effetti del semi-lockdown partito il 2 novembre sul territorio federale. Stando alla Dpa, che cita un partecipante alla riunione, la cancelliera vuole imporre un divieto di contatto più stringente. 





Usa, nuove restrizioni per contenere Covid negli Stati di Washington e Michigan

 

 

Mentre gli Stati Uniti superano gli 11 milioni di casi di Covid-19, con un’accelerazione record del contagio, il Michigan e lo stato di Washington hanno adottato in serata provvedimenti di restrizione. La governatrice dem del Michigan, Gretchen Whitmer, ha vietato, a partire da mercoledì, le lezioni in presenza nelle scuole superiori e nei college dello stato e ai ristoranti ha imposto di servire solo cibo da asporto. Quest’ultimo provvedimento è stato adottato anche nel Washington, dove vengono chiuse cinema, teatri, palestre e musei. 





L’Oms e il nuovo record di contagi nel mondo nelle 24 ore: quota 660.905

 

 

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha registrato un nuovo record di contagi da coronavirus nel mondo nella giornata di sabato scorso, secondo un bilancio della pandemia aggiornato ieri e citato questa mattina dall’Afp. L’agenzia Onu ha ricevuto notifica di 660.905 contagi, si spiega, mentre superano i 54,3 milioni i casi di infezione. Continuano ad aumentare anche le vittime correlate al Covid in tutto il pianeta. Dall’inizio della pandemia, i decessi sono stati 1.313.471, secondo un bilancio stabilito dall’Afp a partire da fonti ufficiali. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con oltre 11 milioni di contagi e almeno 246.101 decessi.





Studio dell’Istituto dei tumori di Milano e dell’Università di Siena: “Covid-19 circolava silente in Italia già nel settembre 2019”

 

Il coronavirus di Covid-19 circolava silente in Italia già da settembre 2019, ben prima non solo dell’ormai famoso paziente 1 del 21 febbraio, ma anche prima di dicembre, come indicato dallo studio dell’Istituto superiore di sanità sulle acque reflue di Milano e Torino. La dimostrazione arriva da una ricerca dell’Istituto dei tumori di Milano e dell’università di Siena che, analizzando i campioni di sangue prelevati tra settembre 2019 e marzo 2020 ai partecipanti ad uno screening sul tumore al polmone, hanno trovato gli anticorpi al SarsCov2 nell’11,6%, di cui il 14% già a settembre. Una conferma che si aggiunge alle altre emerse in questi mesi che il coronavirus si è diffuso in Italia e nel mondo ben prima dei dati ufficiali comunicati dalla Cina. "Tra marzo e aprile abbiamo iniziato a riflettere, anche sulla base di altri lavori scientifici, se il coronavirus in Italia avesse iniziato a circolare prima della data ufficiale. Così abbiamo pensato di usare i campioni di sangue raccolti nell’ambito dello studio Smile, iniziato a settembre 2019 e poi interrotto a marzo 2020 per l’epidemia", spiega Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’Istituto dei tumori. Allo screening hanno partecipato 959 persone tra i 55 e 65 anni di età, tutti gran fumatori, di cui il 60% uomini e il 50% residenti in Lombardia.

Con una certa sorpresa dei ricercatori, è emerso che l’11,6% (111 su 959) di queste persone aveva gli anticorpi al coronavirus, di cui il 14% già a settembre, il 30% nella seconda settimana di febbraio 2020, e il maggior numero (53,2%) in Lombardia. A settembre il virus era già presente nei campioni di pazienti residenti in 5 regioni e, nell’analisi complessiva dei campioni da settembre a marzo, e’ risultato almeno un caso di paziente positivo proveniente da 13 regioni. Due i picchi di positività emersi per gli anticorpi: il primo tra la fine di settembre e la seconda-terza settimana di ottobre, il secondo nella seconda settimana di febbraio. "Le analisi condotte dal gruppo di Emanuele Montomoli dell’università di Siena, che hanno lavorato con noi - continua - hanno identificato la presenza di anticorpi neutralizzanti in vivo, cioè ancora capaci di uccidere il virus, in 6 persone su 111, di cui 4 già a ottobre". In particolare, secondo i dati pubblicati nello studio, i primi campioni positivi registrati a settembre appartengono a persone che vivevano in Veneto (3), Emilia Romagna (1), Liguria (1), Lombardia (2) e Lazio (1).

 





Burioni e il vaccino anti-Covid: “So che negli Usa inizieranno il 15 dicembre”

 

"So da colleghi statunitensi che stanno programmando l’inizio delle vaccinazioni per i sanitari il 15 dicembre". Roberto Burioni , ospite di Fabio Fazio, si esprime così sul vaccino contro Covid-19. "E’ un immenso sospiro di sollievo, una luce in fondo al tunnel. Se sarà coronata dal successo, questa è la più grande impresa che la scienza e l’uomo abbiano fatto nella storia. Siamo in un mondo nuovo, in senso positivo. So da colleghi statunitensi che stanno programmando l’inizio delle vaccinazioni per i sanitari il 15 dicembre. Stanno programmando, poi se arrivano cose inaspettate, si fermano. Però sono pronti", dice il virologo. "Siamo abituati ad avere i dati dalle pubblicazioni scientifiche, stavolta arrivano dal Ceo di un’importantissima casa farmaceutica", aggiunge facendo riferimento al recente annuncio della Pfizer. "Sono state prese 40mila persone, divise a caso in due gruppi che sono stati trattati in maniera diversa. Un gruppo è stato vaccinato, all’altro è stato somministrato un placebo. Nessuno sapeva di aver ricevuto il vaccino o meno: ognuno ha continuato a fare la propria vita, 94 persone si sono infettate. Era importante capire se queste persone erano state vaccinate o no. E’ successa una cosa clamorosa: quasi tutte le persone infettate non erano state vaccinate e la Pfizer ha potuto dire che l’efficacia è attorno al 90%. Lo studio deve concludersi, ma finalmente possiamo dire che abbiamo un vaccino che funziona", spiega Burioni.  "Non sappiamo quanto duri la protezione del vaccino, ma lo ritengo un problema secondario: se dura 1 o 2 anni faremo un richiamo". Il vaccino della Pfizer è un vaccino che "va conservato a -70 gradi. Non è come andare su Marte, è qualcosa che si può fare. Sarebbe un peccato se non ci si potesse vaccinare per carenza di organizzazione". "Non sappiamo quanto sia efficace questo vaccino negli anziani. I primi da vaccinare sono i sanitari e le altre persone esposte professionalmente al contagio. Se il vaccino non funziona sugli anziani, dovremo vaccinare tutti gli altri per evitare la circolazione del virus", osserva.





Locatelli: “Contro Covid-19 c’è spiraglio in una situazione critica”

 

"Lo spiraglio c’è, c’è una iniziale ma chiara riduzione della trasmissibilità, l’indice di contagiosità è sceso in maniera importante nel Paese". Lo afferma Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Cts, ospite della trasmissione tv ’Mezz’ora in più’. "Quando riusciremo a scendere sotto Rt pari a 1, la situazione sarà decisamente più gestibile. Ma non basta scendere sotto 1, bisogna arrivare al valore più basso possibile. Il contact tracing sarà gestibile quando arriveremo a 6-8000 contagi al giorno. Ora siamo a oltre 30.000? Ed è per questo che il contact tracing è saltato", afferma. "Se uno paragona i numeri di ieri con quelli del venerdì precedente abbiamo 2.500 contagiati di meno. Il numero dei ricoveri si è ridotto di più della metà e si è ridotto anche il numero dei ricoveri nelle terapie intensive", dice ancora. "L’età di coloro che perdono la vita è la stessa rispetto alla scorsa primavera, attorno agli 81 anni. Un concetto va rimarcato": gli anziani "vanno protetti e tutelati, è diverso rispetto a separarli" dalla società.




Vaia (Spallanzani): “Il tasso di mortalità del virus è sceso sotto l’1%. Abbiamo imparato a curarlo”

 

“Il tasso di mortalità a causa del Covid oggi è diminuito notevolmente. Se a marzo eravamo infatti sopra al 10% dei contagiati totali, ora siamo scesi sotto l’1. Questo perché abbiamo imparato a combattere e curare questo mostro. Un mostro che colpisce e uccide soprattutto chi è già malato”. Così in un’intervista al Corriere della Sera Roma il direttore sanitario dell’ospedale Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia, che illustra i risultati di uno studio sugli esami autoptici dell’istituto di Anatomia patologica. Uno studio – condotto su 61 pazienti morti nel Lazio, in Umbria e in Abruzzo: 48 uomini e 13 donne di età compresa tra 35 e 90 anni (età media quindi 64) – mostra che “la maggior parte” delle vittime “è affetta da altre patologie: ipertensione, diabete e cardiopatia cronica per prime. I dati – prosegue Vaia – dicono due cose. Che l’età media delle vittime resta alta. E che le patologie di cui soffre chi muore per il coronavirus sono la classiche malattie legate a uno stile di vita poco corretto. Il che ci deve far riflettere”.




Il Commissario Arcuri sul Lockdown generale: “Le misure prese sono sufficienti”

 

"Un lockdown nazionale? Penso che le misure messe in campo dal governo in queste settimane siano sufficienti, tengono insieme la salute, il lavoro e il minimo necessario di mobilità. Il virus è assai più diffuso ma produce problematiche assai meno importanti". Sono le parole del commissario straordinario, Domenico Arcuri, che interviene a Che tempo che fa per analizzare l’emergenza coronavirus. "La crescita" del contagio "continua ma è sempre meno imponente. I contagi crescono sempre di meno, la situazione è ancora critica ma non è fuori controllo. Le misure messe in campo stanno iniziando a produrre i primi effetti. Quattro domeniche fa i contagiati erano cresciuti del 114%, domenica scorsa dell’11%, oggi sono cresciuti del 4%. Un mese fa la curva si raddoppiava, oggi cresce decine di volte di meno. Mi aspetto che la curva cresca ancora meno e che ad un certo punto si appiattisca e cominci a decrescere", dice Arcuri. "Dopo, sarà possibile immaginare un progressivo alleggerimento" delle misure. "Il 95% dei contagiati in Italia si cura a casa, non deve andare in ospedale o in terapia intensiva. Nella prima ondata, solo il 51% era poco sintomatico o asintomatico. Oggi solo il 4,5% dei contagiati è ricoverato in ospedale. Nella prima ondata era il 45%. Solo lo 0,5% è in terapia intensiva, in primavera era il 7%", aggiunge snocciolando dati.  "La crescita continua a ritmi sempre meno impetuosi, riusciamo a intercettare una parte preponderante dei contagiati. In terapia intensiva oggi ci sono 3400 persone, le attrezzature disponibili negli ospedali italiani sono 9200: non c’è entropia delle terapie intensive, c’è stata nella prima ondata. Non c’è nemmeno l’entropia degli ospedali. C’è un problema di pronto soccorso, il numero di persone rintracciate come contagiate o che vogliono fare il tampone si è moltiplicato. Bisogna portare il meno possibile verso il pronto soccorso chi non ha bisogno", afferma. Sarebbero necessari i covid hotel. "La maggioranza delle regioni non li ha allestiti, forse non si aspettavano una recrudescenza così impetuosa. Certamente, ed è un dato che deve passare, non si può chiedere di rimettere al massimo dell’efficienza in 6 mesi il sistema sanitario, visto come è stato trattato nei 20 anni precedenti".





Vaccini contro Covid, alla Fase 3 anche quello della Johnson & Johnson

 

Scatta la fase 3 della sperimentazione per un altro candidato vaccino contro il coronavirus. E’ di quello della Janssen, società farmaceutica che fa capo alla multinazionale della chimica Johnson&Johnson. E’ il terzo arrivato a questo passaggio fra quelli sviluppati in Gran Bretagna, dopo il prototipo messo a punto dall’Università di Oxford assieme all’AstraZeneca con la collaborazione dell’italiana Irbm di Pomezia (primo in assoluto in Occidente a entrare nella fase 3) e quello di Novavax. La fase 3 del vaccino Janssen, conferma il ministro britannico della Sanità Matt Hancock, inizia oggi e coinvolgerà 7000 volontari nel Regno Unito e 23.000 in altri Paesi. E’ un modello di vaccino "molto simile a quello di Oxford/AstraZeneca", ha detto a SkyNews Saul Faust, direttore del laboratorio di Southampton che coordina il progetto di ricerca.  





Poste Italiane acquista . Closing entro gennaio

 

Poste italiane ha sottoscritto un accordo preliminare con la società olandese PostNL European Mail Holdings e la società tedesca Mutares Holding, per acquistare l’intero capitale sociale dell’operatore postale, attivo in Italia, Nexive Group. L’enterprise value di Nexive è stato concordato tra le parti per 60 milioni mentre il prezzo finale di acquisto sarà determinato a valle del processo di due diligence. Il closing dell’operazione è previsto entro Gennaio 2021.  Nexive - ricorda una nota di Poste Italiane - è un operatore postale attivo in Italia con una quota di mercato di circa il 12% nella corrispondenza, pari a circa 350 milioni di volumi annui (di cui circa il 5% posta cosiddetta ’descritta’) e una quota di mercato dell’1% circa nei pacchi, pari a circa 8 milioni di pezzi consegnati nel 2019. Nel 2019 ha registrato un fatturato proforma di circa 200 milioni di euro e occupa 1.300 dipendenti e oltre 5.000 addetti delle società partner esterne. 





Maxi-accordo commerciale della Cina con 14 Paesi dell’area Asia - Pacifico

 

Quindici Paesi dell’Asia-Pacifico hanno messo nero su bianco, con le relative firme, il più grande accordo di libero scambio al mondo. Il Regional Comprehensive Economic Partnership include le 10 economie dell’Asean insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia, che rappresentano circa il 30% del Pil globale. L’accordo viene visto anche come un tentativo della Cina di estendere la propria influenza.  Proposto per la prima volta nel 2012, l’accordo è stato siglato alla fine di un vertice dei Paesi del sudest asiatico, con diversi leader impegnati a risollevare le economie colpite dalla pandemia del Covid-19. L’India non ha firmato sui timori di un aumento del suo deficit commerciale con la Cina, ma potrebbe esplicitamente aderire in un secondo momento.





Si rafforza nel dopo-Covid l’economia cinese, produzione industriale al +6,9%

 

 

Chiusa l’emergenza coronavirus, l’economia cinese si rafforza e il Paese si avvia ad essere probabilmente l’unico tra i grandi a registrare quest’anno un segno positivo del Pil. Ad ottobre la produzione industriale è aumentata del 6,9% rispetto all’anno precedente, un risultato superiore alla stima degli analisti che indicavano un +6,7%. La crescita delle vendite al dettaglio è accelerata al 4,3% dal 3,3% di settembre, pur non centrando le aspettative di un aumento del 5%. Nonostante questo, spiega a Bloomberg Julia Wang, direttore esecutivo e stratega del mercato globale presso JPMorgan Private Bank, la fiducia dei consumatori sta continuando ad aumentare, come evidenziato dal turismo interno e dalla spesa durante le vacanze della cosiddetta ’golden week’ di ottobre. 




Operativo dopo quattro anni il gasdotto Tap. 840 chilometri dall’Azerbaigian all’Italia e poi verso l’Europa

 

A quattro anni e mezzo dalla cerimonia inaugurale dei lavori di costruzione a Salonicco, la multinazionale Tap annuncia che è operativo il gasdotto che porterà in Europa gas dall’Azerbaigian e che "avvia le operazioni commerciali lungo gli 878 km che attraversano la Grecia, l’Albania, il Mare Adriatico e l’Italia". "Tap - precisa la multinazionale - è il tratto europeo del Corridoio Meridionale del Gas, un’infrastruttura in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all’anno di nuove forniture di gas dall’Azerbaigian verso i mercati europei". L’azionariato di Tap (Trans Adriatic Pipeline), è composto da BP (20%), Socar (20%), Snam (20%), Fluxys (19%), Enagas (16%) e Axpo (5%). La delibera relativa allo sviluppo e alla costruzione del progetto è stata approvata dagli azionisti di TAP alla fine del 2013.  Il gasdotto, che è in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi all’anno di gas, è stato progettato e realizzato con la possibilità di raddoppiare la sua capacità di trasporto a 20 miliardi di metri cubi all’anno. L’infrastruttura si sviluppa attraverso la Grecia (550 km) e l’Albania (215 km), passa sotto il mare Adriatico (105 km) e termina in Italia (8 km) dove approda sulla costa salentina di Melendugno (Lecce). Lungo il percorso - secondo i dati riferiti dalla multinazionale - sono state posate circa 55.000 condotte che si snodano fino ad un’altitudine di 2.100 metri nelle montagne albanesi e una profondità di 810 metri nel mare Adriatico.





Pensionati, beffa nella Manovra. Bloccata la rivalutazione

 

“Si profila l’ennesima beffa per i pensionati italiani con il prolungamento del blocco della rivalutazione degli assegni”. A denunciarlo è lo Spi-Cgil dopo aver visionato la bozza della prossima legge di bilancio. “Si fa riferimento nello specifico – continua – all’articolo 61 che prevede lo slittamento al 2023 del sistema di rivalutazione in vigore prima dei molteplici blocchi messi ripetutamente in atto dal 2011. Tale meccanismo doveva essere ripristinato dal 1° gennaio 2022 e avrebbe garantito un maggiore recupero del potere d’acquisto delle pensioni, fortemente eroso negli ultimi dieci anni”. “Ancora una volta – conclude lo Spi-Cgil – si sceglie quindi di mettere le mani nelle tasche di una categoria che ha già dovuto pagare pesantemente le scelte politiche ed economiche dei vari governi che si sono succeduti. È un errore e una profonda ingiustizia, resa ancora più insopportabile perché fatta di nascosto e senza passare da alcun confronto con i Sindacati che rappresentano milioni di pensionati”.





Parte in salita il confronto tra Cgil e Confindustria

 

"Credo che ci sia sicuramente la necessità di mettersi intorno al tavolo al di là delle differenze: confrontiamoci e troviamo le soluzioni per il Paese", dice il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, in un confronto con quello della Cgil per l’iniziativa "Futura 2020" del sindacato: "È il momento delle responsabilità. Noi come Confindustria e la Cgil che è la parte più importante del fronte sindacale, abbiamo una grande responsabilità". Maurizio Landini risponde: "Siamo convinti che questo cambiamento o si fa insieme o non si fa. Ma io più che patti vedo contratti, il rinnovo dei contratti". E’ possibile avviare da oggi una consultazione permanente tra Condindustria e Cgil? "Sicuramente, e non solo con noi, il sindacato non è solo la Cgil. L’importante è che insieme rivendichiamo con il Governo una discussione" sostiene il leader della Cgil Maurizio Landini. E il leader degli industriali, Carlo Bonomi, dice: "Si. Però il Governo deve mantenere la maglia dell’arbitro, troppo spesso mette la maglietta di una delle squadre in campo". 





Gentiloni (Ue): “Il problema del maxi-debito dell’Italia non può essere cancellato”

 

"Non dimentichiamo che la questione del debito per un Paese come l’Italia esiste". Lo ha detto Paolo Gentiloni collegandosi con ’Futura 2020’. "Noi possiamo fare tutte le discussioni, ma che l’Italia abbia un alto livello di debito non può essere cancellato. Dobbiamo evitare il rischio che questa crisi porti conseguenze negative sul piano finanziario, tutti avremo un alto livello di debito", ha sottolineato il commissario Ue. "E’ ovvio che dobbiamo rivedere le nostre regole ma non significa immaginare che questa questione possa essere cancellata. Dobbiamo responsabilmente affrontare nel medio e lungo periodo questo tema guardando al futuro", ha aggiunto Gentiloni.  "Il mio lavoro adesso è quello di far partire Next generation Eu, servono le ratifiche dei Parlamenti, piani nazionali coerenti e orientati al futuro. Poi lavoro, con proposte nei primi mesi dell’anno prossimo, alla revisione delle regole del patto di stabilità, questo lavoro va ripreso. Terzo, bisogna consentire di avere risorse proprie, con web tax e tassazione alle frontiere sul carbone, che consentano di ripagare il debito comune con risorse comuni, perché questo consentirà di dire che sarà un successo quello che abbiamo fatto", ha spiegato poi il commissario Ue. Per il successo di Nex generation Eu "è essenziale in che modo si possono avere le modifiche istituzionali e gli organi che consentano una attuazione di questi progetti e un assorbimento delle risorse collegate, altrimenti si corre il rischio che questa enorme quantità di risorse si riesca ad assorbire. E poi la qualità dei Piani", ha detto ancora Gentiloni. "Il problema è puntare al futuro, non pensare di difendere quello che c’era ma" puntare alla "trasformazione con la transizione ambiente e digitale e con la qualità dell’inclusione sociale -ha sottolineato il commissario Ue-. Se il mondo del lavoro e quello dell’impresa spingono verso il futuro e non solo verso le misure di emergenza penso facciano fino in fondo la loro parte". Per Gentiloni, "bisogna dare al dialogo sociale l’importanza che merita. Bisogna tenerne conto" e "il protagonismo delle parti sociali e del mondo del lavoro è una condizione indispensabile".





Inflazione, il carrello della spesa è ‘caldo’ (+1,2%)

 

I prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano a ottobre dell’1,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, secondo i dati definitivi dell’Istat. A settembre avevano segnato +1%. L’Istat vede la conferma di una crescita dei prezzi "vivace" per il carrello, "trainata dagli incrementi dei prezzi degli alimentari freschi".  In particolare i prezzi dei vegetali freschi o refrigerati passano da -0,5% a +5,3% e mentre quelli della frutta fresca aumentano del 9,9% su base annua (in "lieve decelerazione" dal +10,2% di settembre). 





Renzi a Conte: “Nomini immediatamente Strada Commissario alla Sanità in Calabria”

 

"Se davvero Gino Strada è disponibile a fare il commissario per la sanità in Calabria, il presidente del Consiglio e il ministro della Sanità possono fare una sola cosa per rimediare al pasticcio Cotticelli/Zuccatelli: firmare oggi stesso la nomina di Gino Strada a commissario per la sanità in Calabria. Accompagnarlo fisicamente a Catanzaro.

E dargli tutti i poteri". Lo scrive su Facebook il leader di Iv Matteo Renzi. "La sanità calabrese è in condizioni che non si possono raccontare: dare carta bianca a Gino Strada non è la soluzione.  Ma è un ottimo inizio. Perché Strada è un uomo che non guarda in faccia nessuno: guarda negli occhi tutti, ma non guarda in faccia nessuno. E per la Calabria c’è bisogno di una persona così. Subito", conclude. 





De Luca (Campania) di nuovo contro il Governo: “Non ha resistito all’onda dello sciacallaggio”

 

 

"Eravamo in zona gialla, poi in 72 ore siamo diventati rossa. Sarebbe bene che il ministero della Salute dicesse cosa è cambiato. O non hanno letto i dati o il governo non ha retto a un’onda di sciacallaggio mediatico e politico". Così il governatore Vincenzo De Luca che ha attaccato Di Maio, che "ha detto cose ignobili", e De Magistris su Napoli, "fuori controllo". Il primo cittadino ha quindi replicato: "I dati di De Luca non corrispondono al vero".  Nel giorno del debutto delle nuove "zone rosse" in Campania e in Toscana, e arancio in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche, è scontro totale tra il governatore e l’esecutivo. "Non è tollerabile che un ministro si metta a fare sciacallaggio contro un uomo che parla chiaro, Di Maio - ha scandito De Luca - ha detto cose ignobili e il presidente del Consiglio Conte deve intervenire".

Parole durissime il governatore le ha riservate anche al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. "Le immagini che abbiamo visto di Napoli sono di una città fuori controllo. La Regione Campania ha lavorato mentre ci sono sono nullità che pensano di farsi pubblicità attaccandomi". A stretto giro è arrivata la replica di De Magistris. Il primo cittadino ha accusato: "I numeri di posti letto non corrispondono a quelli che anche oggi sono stati forniti come dati ufficiali. Il ministro ha fatto gli accertamenti e rapidamente si è passati dal giallo al rosso. Quindi che c’era qualcosa che non andava e che non va a me sembra assolutamente evidente. Forse, ora, riusciamo a salvare vite". Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dal canto suo, oggi era stato diretto. "De Luca avrà dato altro materiale per Crozza per il prossimo venerdì, mettiamola così...", ha affermato replicando a distanza di giorni al governatore campano. L’esponente dei Cinque Stelle però aveva voluto anche tendere la mano al presidente campano: "Io a De Luca voglio mandare un messaggio di pace, lavoriamo insieme per la Regione. Noi applichiamo un metodo a livello nazionale, sui dati inviati dalle Regioni", e non ha nascosto al tempo stesso la necessità di rivedere i rapporti tra Stato e Regioni: "Quando usciremo da questa pandemia credo che dovremo rivedere alcuni equilibri di poteri tra Regioni e Stato centrale".





Zingaretti: “Aprire il dialogo con le opposizioni per salvare l’Italia”

 

"Lo dico da tempo che bisogna aprire un dialogo con tutte le opposizioni". Così Nicola Zingaretti in collegamneto a "Live - Non è la d’Urso" che aggiunge: "Silvio Berlusconi ha riconosciuto al Pd un passo politico molto importante in tal senso". Secondo il governatore della Regione Lazio "c’è un tema comune che deve unirci: salvare l’Italia".  "Su questo punto non devono esserci contrapposizioni - continua Zingaretti - tutti devono dare dei segnali. Basta polemiche anche le differenze possono affrontarsi con spirito nuovo per trovare soluzioni". "So che gli italiani hanno paura e hanno ragione, ma una risposta a questa paura è combattere insieme. Ho detto al governo che bisogna fare di tutto per questo obiettivo", conclude il governatore.





Il M5S cambia e passa alla guida collegiale. Addio capo politico. L’assenza di Grillo

 

Dal capo politico a una guida collegiale con forme e modi che, se approvati dagli iscritti nei prossimi giorni, modificheranno lo statuto diventando concreti. Il Movimento 5 stelle cambia pelle e sembra archiviare, per ora, il rischio scissione paventato per settimane. Per ora, comunque, c’è da registrare, oltre all’assenza, allo strappo politico di Casaleggio, quella ancor più pesante di Beppe Grillo, che nulla ha voluto dire al suo Movimento , evitando di partecipare al dibattito, che già di suo era più che riscaldato.  Da registrare  anche il videomessaggio del Premier Conte: "Siete una comunità tosta che ha affrontato scelte sofferte, ma che non ha mai mollato", sintetizza Giuseppe Conte riconoscendo al Movimento "battaglie che ora sono patrimonio comune". Ma quasi da pater familiae, li bacchetta: "La coerenza è sicuramente un valore, ma quando governi devi valutare la complessità, bisogna avere anche il coraggio di cambiarle le idee, quando ti accorgi che queste sono migliori di quelle che avevamo". A questo punto, tra veleni e divisioni, un cambio di passo sembra inevitabile. A chiederlo espressamente è Di Battista: prima condizione è la revoca definitiva delle concessioni autostradali alla famiglia Benetton ("E’ una violazione della memoria dei morti", spiega), una norma sul conflitto di interessi, il no alle alleanze politiche per cui "il Movimento si presenti da solo alle prossime politiche", ordina. E scandisce pure il suo "mai una legge elettorale senza preferenze".





La manovra non piace ai sindacati della P.A., possibile lo sciopero

 

Su assunzioni e rinnovo dei contratti nella Pubblica amministrazione nel disegno di legge di bilancio "non ci sono risposte adeguate" e quindi se non ci saranno cambiamenti si va verso lo sciopero dei settori pubblici. Lo affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa sottolineando che nella bozza "rispetto alle dichiarazioni del Governo delle scorse settimane non si intravede quella svolta necessaria per i settori pubblici, né sul fronte rinnovamento della Pa né su quello del cambiamento".  Dal testo della manovra sul quale oggi ci sarà il confronto tra governo e sindacati, continuano, "non ci sono ragioni che fanno venir meno la mobilitazione e quindi andremo avanti con proclamazione dello sciopero dei settori pubblici. Avevamo chiesto un tavolo con il Governo su assunzioni, contratti e interventi urgenti ed emergenziali sul fronte della sicurezza. Ad oggi questo confronto non è partito". Da anni - spiegano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, "chiediamo di mettere a fuoco la grave emergenza occupazione nelle pubbliche amministrazioni. Così come siamo costretti a registrare che neanche sul fronte contrattuale il governo ha scelto di investire per rilanciare una riforma urgente e necessaria del sistema di classificazione e un grande piano di riqualificazione del personale. E non si investe sui i salari dei dipendenti che rimangono tra i più bassi d’Europa". La situazione nel Paese, continuano i sindacati, "desta forte preoccupazione e i lavoratori pubblici hanno agito con grande responsabilità: settore educativo, assistenti sociali, polizia locali, dipendenti degli enti che si occupano di previdenza e assistenza, medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e sociosanitari, lavoratori della sicurezza, a tutti questi lavoratori che sono parte del funzionamento meritano un rinnovo dignitoso del loro contratto di Lavoro". Secondo i sindacati "sono poche le risorse per il salario" ma non c’è neanche attenzione alla necessità di innovazione. I lavoratori del settore pubblico - concludono - dicono basta a questa opera di svalorizzazione e si preparano alla mobilitazione generale: è ora di cambiare la pubblica amministrazione e di farlo con chi rappresenta il lavoro. O ci sarà il tavolo del Governo con le categorie per recuperare le risorse necessarie al cambiamento o continueremo nella nostra azione di lotta". 





Natale e Capodanno, saltano le vacanze per 11 mln di italiani

 

 

Uno tsunami si abbatterà sul settore dei viaggi e del turismo a causa della seconda ondata di Covid-19 registrata in Italia. Questo il quadro tracciato da uno studio di Rimborsoalvolo.it, società italiana specializzata in trasporto aereo che dal 2009 assiste i passeggeri che hanno subito disagi o problemi. In base ai dati raccolti e alle previsioni della società, allo stato attuale e senza considerare un possibile lockdown nazionale, solo 7,3 milioni di cittadini prevedono di spostarsi dal proprio comune di residenza tra dicembre e gennaio per viaggi legati alle festività di fine anno: un crollo del -60% rispetto al 2019 (-11 milioni di italiani) quando ben 18,3 milioni di concittadini si concessero una vacanza di fine anno (9,8 milioni a Natale; 8,5 milioni a Capodanno). 




Debito pubblico da brivido

Banca d’Italia certifica ancora un record: 2,582,6 miliardi, in un mese aumento da 3,8 miliardi

 

A fine settembre il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 2.582,6 miliardi, in aumento di 3,8 miliardi rispetto al mese precedente. Lo ha reso noto la Banca d’Italia che ha diffuso la pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.  Il fabbisogno del mese (20,9 miliardi) è stato solo parzialmente compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (-16,3 miliardi, a 84,5) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (che hanno complessivamente ridotto il debito di 0,8 miliardi).  Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 4,4 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,6 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.  Rispetto al mese precedente, la vita media residua del debito è rimasta sostanzialmente stabile, risultando pari a 7,2 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è aumentata di 0,4 punti percentuali, al 20,5 per cento.





Pandemia e crisi, ConfimpreseItalia rilancia le sue proposte: Giubileo Fiscale, stop alle cartelle e più finanziamenti a fondo perduto. La scommessa dell’Ecobonus

 

 

I numeri di un recentissimo studio prodotto da un Istituto indipendente come la Banca d’Italia, ci dicono quanto sia grave la situazione economica nel Paese e quanto sia necessario mettere in campo misure straordinarie per sostenere il sistema delle Mpmi.

Fino ad ora, secondo lo studio di Banca d’Italia, le misure di primo impatto decise dal Governo, avrebbero salvato da una crisi senza prospettive “101.000 imprese (13,8% del totale), che impiegano 1,2 milioni di addetti”, E questo sarebbe avvenuto, non tra qualche anno ma nel 2020.

Ma non tutto è superato grazie e solo con queste misure. I DD.LL ‘Cura Italia; Liquidità; Rilancio ed Agosto. Va detto, infatti, che lo Studio di Banca d’Italia, ci dice anche una seconda cosa, che forse è più importante della prima, “anche in assenza della Pandemia – si legge – 70mila imprese, il 9,6% del totale, si sarebbero trovate in crisi entro il 2020, con un deficit di patrimonio pari a 23 miliardi”.  

Per Banca d’Italia si tratta di una contraddizione in termini visto che il Rapporto ci dice “che le misure adottate dal Governo si sono concentrate sulle imprese più colpite dalla pandemia, le quali però avevano nel complesso necessità patrimoniali minori rispetto alle imprese che si sarebbero trovate comunque in stato di crisi”.

Proprio ragionando su queste tesi di via Nazionale e su altre di altri Istituti di Ricerca, oltre che naturalmente su quelle del nostro Ufficio Studi, ConfimpreseItalia, ritiene, al netto di tutto questo, che le misure del Governo siano senza prospettiva, o meglio, salvano il salvabile, ma non garantiscono il futuro al Sistema Italia.

La Confederazione guidata dal Presidente D’Amico torna ad avanzare le sue proposte, che sono fatte di ulteriori risorse a fondo perduto da destinare a tutto il sistema produttivo italiano: alle partite iva, all’intero mondo dell’artigianato, al sistema termale e dell’accoglienza e cura sanitaria, eccellenza italiana, ma rimasta fuori dal grosso dei finanziamenti stabiliti dai D.L..

Accanto a questo serve un vero e proprio ‘Giubileo Fiscale’, una moratoria definitiva sui debiti di imprese e cittadini, una pace fiscale con lo Stato. Ci sembra già chiaro, fin da ora, che le imprese, in crisi da anni, nella gran parte non saranno in grado di onorare i loro impegni fiscali e con le imprese i dipendenti delle stesse e più in generale i cittadini.

Serve uno stop forzato delle cartelle fino a quando l’economia e le produzioni non siano stabilmente ripartite ed una riduzione delle stesse in misura concreta (50/70%).

E’ necessario ridar fiducia ora. Non serve mantenere la ‘spada di Damocle’ sulle teste dei debitori, così si alimenta esclusivamente la voglia di rinunciare e ritirarsi definitivamente dal mondo produttivo.

Accanto a questo, va detto, che ConfimpreseItalia si è mobilitata sull’intero territorio nazionale con i suoi sportelli, per assicurare assistenza nella interpretazione e nella lettura delle norme stabilite dal Governo ed anche nel credito.

In questa direzione c’è stata una vera e propria mobilitazione nei territori, nel tentativo di raggiungere e sostenere più imprese possibili, grazie agli strumenti del finanziamento a garanzia piena (100%) dello Stato, quelli che minori garanzie ed a tutti i pacchetti di finanziamento messi in campo da Lucania Fidi ed Artigiancassa.

 

Tutte le Federazioni di categorie che fanno riferimento a Confimprese Italia e tutte le Associazioni territoriali hanno dato il loro contributo che in molti casi è risultato fondamentale per il salvataggio di molte imprese.

Oltre a questo, la Confederazione ha ritenuto opportuno puntare anche sull’Ecobonus, uno strumento decisivo per far ripartire un settore letteralmente scardinato, come quello dell’edilizia. LaFederazione Immobiliare & Property di ConfimpreseItalia, grazie ad un importante accordo con una grande multinazionale specializzata del settore ha creato le condizioni per leggere e mettere in pratica il SuperEcoBonus110%, senza nessun rischio, con il grande vantaggio di poter cedere il beneficio al fornitore dei lavori per ottenere uno sconto immediato nella fattura, potendo effettuare tutti i lavori compresi nel Decreto Rilancio assolutamente a costo zero. La Fedreazione Immobiliare & Proporty, insieme a ConfimpreseItalia hanno selezionato un pool di esperti seguirà il cliente per le asseverazioni fiscale e tecniche, a partire dai sopralluoghi iniziali per lo studio di fattibilità alla redazione di tutta la documentazione atta alconseguimento del riconoscimento del credito di imposta spettante, secondo le normative, a seguito di interventi di riqualificazione degli edifici.

ConfimpreItalia ritiene il volano dell’Ecobonus, uno strumento di grande rilevanza e di ripartenza, non solo per il sistema dell’edilizia e dei piccoli artigiani (idraulici, falegnami etc), ma di ossigeno per i territori.

 





Sportello ConfimpreseItalia Innova in campo per lo sviluppo delle aziende di Roma

Proseguono le attività dello Sportello Confimpreseitalia Innova – Progetto finanziato dalla CCIAA di Roma - finalizzato a favorire la nascita di nuove imprese con particolare attenzione alle nuove start-up innovative a allo sviluppo delle imprese già esistenti, che portino valore aggiunto al tessuto imprenditoriale della Provincia.

Terminata la fase di candidatura, le aziende partecipanti hanno preso parte, nel rispetto delle normative sanitarie vigenti conseguenti alla pandemia da covid - 19, a dei percorsi formativi specialistici, di cui alcuni in fase di ultimazione, per l’individuazione di un modello strategico per la creazione e lo sviluppo di business.

Il progetto é stato incentrato sull’implementazione delle politiche e degli strumenti che possono incentivare i processi di innovazione e la trasformazione digitale fornendo assistenza e informazioni sulle opportunità e sugli incentivi esistenti a supporto nonché sull’attività di formazione sui temi legati alla nascita e allo sviluppo di impresa. 

Gli incontri in questione si sono tenuti presso la sede della Confederazione dove agli imprenditori sono state fornite postazioni informatiche, segreteria amministrativa, sala multimediale per video call nonché la disponibilità di consulenze, da parte di esperti del settore, finalizzate ad apportare un contributo determinante per dare risposta a problematiche fondamentali che si pongono a chi voglia avvicinarsi al mondo dell’impresa quali, ad es.;

 

Inoltre, ulteriore obiettivo del progetto è stata l’ambizione di facilitare un indispensabile salto culturale rispetto ai modelli del passato: ovvero, oltre alla preparazione tecnica, alle competenze gestionali e al coraggio necessario ad affrontare i nuovi scenari, Confimpreseitalia, anche sulla base di simili esperienze già realizzate  - è infatti la prima Confederazione nazionale che ha in seno la federazione delle start up ed ha costituito un primo relativo incubatore nella Provincia di Frosinone in Via Angeloni, 9 ancora attivo -  ha verificato come siano più che mai cogenti un’attenta pianificazione finanziaria e l’impegno a tutelare il proprio know-how, per valorizzarlo e difenderlo.

Le imprese partecipanti sono state presentate in occasione del Convegno ConfimpreseItalia riparte dalla concretezza, dalle idee e dalle innovative politiche dei servizi tenutosi a Fiuggi nei giorni 11 e 12 ottobre 2020.





Bilancio Ue, Polonia e Ungheria hanno posto il veto

 

Gli ambasciatori di Polonia e Ungheria hanno posto il veto bloccando il bilancio Ue 2021-2027 e il piano di ripresa dal coronavirus a causa di un nuovo meccanismo che collegherebbe i finanziamenti allo stato di diritto. Secondo il portavoce della presidenza di turno tedesca, Sebastian Fischer, "i due Paesi hanno espresso la loro opposizione rispetto ad un elemento del pacchetto, ma non sulla sostanza dell’accordo sul Bilancio".  Il budget di 1.800 miliardi di euro dell’Ue a 27 per il 2021-2027 è stato concordato la scorsa settimana dopo mesi di difficili negoziati e dovrebbe entrare in vigore entro poche settimane. Il piano ha scatenato una forte resistenza a Varsavia e Budapest, dove i governi di destra sono fermamente contrari a uno strumento che potrebbe far loro perdere i soldi dell’Ue se continuano con politiche viste come contrarie agli standard democratici.





Berlusconi e il Covid: “Questa malattia subdola e cattiva si può sconfiggere”. Ai contagiati: “Non lasciatevi prendere dalla paura” "Sto meglio, grazie al cielo. Le ultime conseguenze del Covid poco a poco vanno via. E’ una esperienza che non augu

 

 

 

"Sto meglio, grazie al cielo. Le ultime conseguenze del Covid poco a poco vanno via. E’ una esperienza che non auguro proprio a nessuno. I primi tre giorni in ospedale sono stati davvero molto, molto duri, Ho sofferto molto e in certi momenti ho avuto anche paura". Lo dice Silvio Berlusconi in una anticipazione dell’intervista che andrà in onda domani al Maurizio Costanzo Show "E’ una malattia subdola e incredibile ma non ho mai perso fiducia nei medici che mi curavano. E’ l’appello che faccio ai contagiati: non lasciatevi prendere dalla paura e dalla disperazione. Per quanto cattiva questa malattia si può sconfiggere."

 

 





Il Tar del Lazio sentenzia: “Stop ai medici di famiglia per cure anti-Covid a casa”

 

"L’affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid" risulta in contrasto con la normativa emergenziale. Per questo il Tar del Lazio ha parzialmente accolto un ricorso proposto dal Sindacato dei Medici Italiani contro alcuni provvedimenti della Regione Lazio. Per effetto delle decisioni regionali "i Medici di Medicina Generale - precisa il Tar - risultano investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca)". Per il Tar i medici verrebbero "pericolosamente distratti dal compito di prestare l’assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da patologie anche gravi". 





Effetto smart working, dal nord al sud almeno 45mila lavoratori

 

 

Assunti da grandi aziende del Nord, da inizio pandemia lavorano in smart workingal Sud. Sono 45mila, secondo un’indagine sul "southworking" realizzata da Datamining per la Svimez su 150 imprese con oltre 250 addetti, attive nelle diverse aree del Centronord nei settori del manifatturiero e dei servizi. Secondo il rapporto, questo numero potrebbe essere solo la punta di un iceberg: si stima che il fenomeno potrebbe essere ben più esteso.  La cifra di 45mila persone al lavoro per il Centronord da aree al Sud è equivalente a 100 treni Alta Velocità. Ma, si legge nella ricerca, "se teniamo conto anche delle imprese piccole e medie (oltre 10 addetti), molto più difficili da rilevare, si stima che il fenomeno potrebbe aver riguardato nel lockdown circa 100mila lavoratori meridionali". Lo studio ricorda che attualmente sono circa due milioni i meridionali che lavorano al Centronord. 

 

Dall’indagine emerge inoltre che, considerando le aziende che hanno utilizzato lo smart working nei primi tre trimestri del 2020, o totalmente o per l’80% degli addetti, "circa il 3% ha visto i suoi dipendenti lavorare in southworking". 

 

Secondo il rapporto, poter offrire ai lavoratori meridionali occupati al Centronord la possibilità di lavorare dalla loro terra di origine potrebbe costituire un inedito e opportuno strumento per la riattivazione di quei processi di accumulazione di capitale umano da troppi anni bloccati per il Mezzogiorno e per le aree periferiche del Paese. 

 

Il rapporto propone l’identificazione di un target dei potenziali beneficiari di misure per il southworking. Occorre concentrare gli interventi sull’obiettivo di riportare al Sud giovani laureati (25-34enni) meridionali occupati al Centronord. Utilizzando i dati Istat sulla forza lavoro e quelli relativi all’indagine sull’inserimento professionale dei laureati italiani, si è stimato che la platea di giovani potenzialmente interessati sarebbe di circa 60mila laureati. Secondo i dati raccolti, l’85,3% degli intervistati andrebbe o tornerebbe a vivere al Sud se fosse possibile, mantenendo il lavoro da remoto. 





Moderna annuncia: “Il nostro vaccino contro Covid-19 efficace al 94,5%”

 

Moderna ha annunciato in un comunicato che il suo vaccino contro il Covid ha una efficacia del 94.5%. Dopo quello di AstraZeneca e Università di Oxford, l’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha iniziato ad analizzare i dati del vaccino mRna-1273 anti-Covid sviluppato da Moderna Biotech Spain, società controllata dall’americana Moderna. Come precisa l’Ema sul suo sito, si è deciso di partire con la procedura del rolling review, primo passo dell’iter di approvazione, sulla base dei risultati preliminari degli studi non clinici e dei primi studi clinici fatti sugli adulti, che sembrano indicare che il vaccino stimoli la produzione di anticorpi e cellule immunitarie T contro il virus SarsCov2.

L’azienda Moderna ha annunciato una durata di conservazione più lunga per il suo candidato vaccino mRNA-1273 contro il COVID-19 a "temperature di refrigerazione". Si prevede infatti che il candidato vaccino rimanga stabile a temperature standard di refrigerazione tra 2° e 8°C per 30 giorni, rispetto alla precedente stima di 7 giorni. Inoltre si prevedono condizioni di trasporto e conservazione a lungo termine a temperature standard del congelatore di -20°C per 6 mesi.

L’Ema e le agenzie regolatorie nazionali dei paesi europei hanno preparato un piano speciale per il monitoraggio della sicurezza dei vaccini anti-Covid, su come raccogliere e analizzare le informazioni che emergeranno una volta che saranno autorizzati. le aziende dovranno presentare rapporti mensili sulla loro sicurezza.

 





Sanità calabrese, in corsa Gaudio come Commissario e Gino Strada superconsulente

 

Eugenio Gaudio, ex rettore della Sapienza, dovrebbe essere il nuovo commissario alla sanità in Calabria. La nomina potrebbe essere formalizzata già oggi in Consiglio dei ministri, a quanto si apprende da fonti di governo. Il fondatore di Emergency, Gino Strada, potrebbe avere un ruolo da consulente, affiancando Gaudio nel suo lavoro.  L’ormai ex Commissario Zuccatelli ha già rassegnato le sue dimissioni.

 





Covid-19, altri 27.354 contagi e 504 decessi

 

 

Sono 27.354 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia, a fronte di 152.663 tamponi eseguiti, un numero minore rispetto ai giorni scorsi. Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 504 decessi, per un totale di 45.733 dall’inizio della pandemia. Aumentano di 70 unità le terapie intensive (3.492 in tutto), mentre sono 489 in più di ieri le persone ricoverate negli altri reparti Covid (per un totale di 32.536). La Regione col maggior incremento di nuovi positivi è la Lombardia (+4.128).