Nuovo drive in a Labaro per i pazienti fragili

 

 

Presso il Drive-di Labaro, in via San Daniele del Friuli, è attiva una nuova postazione Covid-19 dedicata ai pazienti fragili. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. Questo nuovo servizio, avviato grazie al sostegno di Roma Capitale e del Municipio XV, prevede l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi con esito in 30 minuti per pazienti fragili, ovvero pazienti oncologici, immunodepressi, dialitici, disabili e Over 70. Inoltre, il paziente rilevato positivo potrà eseguire immediatamente, sempre all’interno del Drive-in di Labaro, il tampone molecolare di conferma senza dover effettuare una nuova prenotazione. 

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, che in collaborazione con la ASL RM1 sta già svolgendo presso questo Drive-in il servizio di esecuzione e analisi di tamponi orofaringei per screening Sars-Cov2, ha ritenuto doveroso offrire questo servizio aggiuntivo, che rappresenta un unicum nella rete regionale Drive-in. 

L’accesso sarà possibile esclusivamente su prenotazione effettuabile sul sito prenota-drive.regione.lazio.it. Il punto di attesa delle autovetture dirette alla nuova postazione è il medesimo già operativo in viale Gemona del Friuli. Il nuovo servizio osserverà il medesimo orario della postazione Drive-in di Labaro già in funzione. Nel dettaglio: Dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 19.00; Domenica dalle ore 8.00 alle ore 18.00.





Il Da Vinci si conferma miglio aeroporto d’Europa

 

L’aeroporto di Fiumicino, per il terzo anno consecutivo, risulta il miglior scalo in Europa. Il “Leonardo da Vinci” si aggiudica il “Best Airport Award 2020” nella categoria degli hub con oltre 40 milioni di passeggeri, rilasciato dall’Airports Council International (Aci) Europe, l’associazione internazionale che rappresenta più di 500 scali in Europa.

Quest’anno, il riconoscimento ha riguardato le misure e i protocolli adottati nel contenimento della pandemia e conferma come lo scalo della Capitale sia il più attivo al mondo nel contrasto al Covid-19. Fiumicino, infatti,continua ad essere l’unico aeroporto a livello globale ad aver ottenuto il rating massimo di 5 stelle da Skytrax, l’organizzazione internazionale di valutazione delle compagnie aeree e scali, dopo aver ricevuto l’attestazione Biosafety Trust Certification di Rina Service e l’Airport Health Accreditation (primo aeroporto nell’Unione Europea ad ottenerlo) sempre da parte di ACI.

E’ la prima volta nella storia delle rilevazioni di ACI che il primato viene attribuito per tre anni consecutivi esclusivamente allo stesso aeroporto.

“Siamo particolarmente orgogliosi – ha dichiarato l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone – per questo nuovo e storico riconoscimento: stavolta il premio Best Airport testimonia il percorso virtuoso che, coniugando sicurezza e qualità nell’esperienza aeroportuale con tempestività e incisività, ha reso Fiumicino l’aeroporto più riconosciuto al mondo nel contrasto al Covid-19. E’ una nuova pietra miliare nella strategia di Adr, sempre più orientata a eccellenza nei servizi, sostenibilità e innovazione. Auspichiamo ora che efficacia nella sicurezza e spirito innovatore ci conducano a varare prossimamente una nuova procedura di viaggio che contemperi al meglio efficacia nel contrasto al Covid con una progressiva ripresa della connettività aerea da e per il Paese”.





Covid positivo spinge i suoi dipendenti a tornare al lavoro, ma il referto medico era falso. Denunciato

Ha usato un referto manomesso per convincere i suoi dipendenti che era negativo al Covid e farli tornare a lavoro. Per questo un imprenditore 50enne è stato denunciato a Roma dalla polizia. Dopo gli accertamenti è risultato contagiato uno dei lavoratori. La positività al Covid di uno dei due titolari e di un dipendente di un’azienda del quartiere Aurelio/Monteverde aveva gettato nel panico gli altri tre lavoratori i quali, così come il socio del malato, si erano sottoposti subito al previsto tampone. I dipendenti, risultati tutti negativi, hanno chiesto al titolare di conoscere anche l’esito del suo test: lo stesso, dopo qualche reticenza, ha inviato loro, tramite whatsapp, la foto di un referto che lo dichiarava negativo. Così sono tornati al lavoro. I successivi controlli hanno fatto scoprire la falsificazione del referto. 





Celli(RtR): "Dopo Giampaoletti in Atac, Romeo a Farmacap"

 

“Dalla promessa razionalizzazione delle partecipate al loro uso come paracadute il passo è stato brevissimo. Il cambiamento promesso si tradurrebbe nella sistemazione dei fedelissimi della Sindaca, se dovesse profilarsi anche l’arrivo di Romeo a Farmacap, dopo la nomina di Giampaoletti in Atac. Dopo aver mandato in fallimento Roma Metropolitane, non aver risolto il nodo dei trasporti e dei rifiuti e aver affossato sempre più Roma Multiservizi, aver bloccato ogni miglioramento dei servizi offerti alla città, si usano le partecipate per sistemare l’entourage più stretto. Tutto avviene poi negli ultimi mesi di mandato, così chiunque arriverà dopo si troverà davanti a nomine a dir poco scomode, la cui rimozione costerà cara alla città. Consiglio alla Sindaca di fermarsi, per concentrarsi sulle tante partite ancora aperte. Questa città ha più che mai bisogno di competenze, capaci di imprimere la rinascita che i romani desiderano. Basta desolanti teatrini”. Così la capogruppo in Campidoglio della Lista Civica Roma Torna Roma, Svetlana Celli.





Bordoni (Lega) denucia:“La Stazione di Ottavia è abbandonata”

 “Finalmente la denuncia di tanti cittadini sullo stato di degrado della Stazione di Ottavia trova spazio nei quotidiani della Capitale. Lo stato di abbandono della città è ormai in tutti in Municipi di Roma. Bene ha fatto il nostro coordinatore nel Municipio XIV Fernando Urciuolo che, oltre ad aver raccolto le segnalazioni dei residenti, si è sempre speso in difesa del territorio”. Così in una nota il consigliere capitolino della Lega Davide Bordoni sulla situazione della fermata ferroviaria Ipogeo degli Ottavi il cui parcheggio antistante è diventato una sorta di discarica a cielo aperto. “Resta un mistero come il Comune non riesca a trovare il modo di provvedere con interventi di manutenzione e pulizia ordinaria. Presenteremo un specifica interrogazione alla sindaca per risolvere la questione. Nessuno mi venga a dire – dichiara Bordoni – che in un bilancio del Municipio, o quello di Roma Capitale, queste sono spese che l’amministrazione non può sostenere. Quando si inizierà a pensare al bene dei cittadini e della città?”, conclude. 




Disco verde dell’ Assemblea al nuovo Piano sociale Capitale dopo 16 anni

 

L’Assemblea Capitolina ha approvato il Piano Sociale Cittadino che ridefinisce, dopo 16 anni, contenuti e qualità dei servizi sociali per i cittadini. Il Piano sociale di Roma Capitale prevede un approccio ai servizi sociali non più per ‘categorie di utenti’, ma focalizzato sulla persona nella sua totalità e complessità, che pone al centro i diritti e i bisogni delle persone per costruire sicurezza sociale e promuovere il benessere della persona nel suo complesso. L’obiettivo è quello di costruire, gradualmente, e con un’opportuna programmazione finanziaria, prestazioni certe, definendo i Livelli Essenziali delle Prestazioni e dei Servizi in ambito sociale (Leps). La definizione a livello comunale ha una valenza più forte e incisiva, perché risponde alla prossimità territoriale: la reale fornitura dei servizi e l’effettiva presa in carico è infatti comunale. Nell’ottica della gradualità, il Piano individua subito alcuni Leps, mentre per altri propone un’azione mirata a renderli tali.





Regione Lazio: nuova intesa con ministero beni culturali sul Ptpr

 “Prendiamo atto della pronuncia della Consulta sul Piano paesaggistico del Lazio, anche se lascia perplessi il fatto che il Consiglio regionale venga considerato un organo di ratifica di un’intesa fra la Giunta e il Mibact. Nel frattempo, comunque, la Giunta regionale e il Ministero hanno già raggiunto un nuovo accordo sul Ptpr, che è stato sottoscritto lo scorso luglio ed è già stato inviato all’esame del Consiglio. La Regione, quindi, è pronta a completare la procedura di approvazione di un Piano paesaggistico territoriale atteso nel Lazio da oltre 20 anni”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.





La Consulta ha annullato il Piano Paesistico della Regione Lazio

  

Nella pianificazione paesaggistica, le Regioni non possono fare da sole ma devono coinvolgere il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBact). In particolare, nel procedimento di formazione del piano regionale, è necessario un confronto costante, paritario e leale tra Regione e Stato in funzione di un’intesa di carattere generale che assicuri una tutela unitaria del paesaggio. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale annullando di fatto il Piano Paesaggistico della Regione Lazio. La condotta della Regione è stata ritenuta dalla Corte costituzionale in contrasto con il principio della leale collaborazione. Anche nel procedimento di pianificazione paesaggistica, ha osservato la Corte, "dev’essere raggiunta un’intesa di carattere generale, per assicurare l’unitarietà del valore della tutela paesaggistica al di là dei singoli beni per i quali è previsto l’obbligo di pianificazione congiunta". 





Simeone (FI): dati choc, triplicati bimbi nati morti

 

 “Triplicati i bimbi nati morti nel Lazio durante il lockdown nel Lazio. Questo l’esito di uno studio epidemiologico, pubblicato su una celebre rivista di pediatria, compiuto nella Regione Lazio da marzo a maggio 2020, quando tutta Italia era chiusa in casa per difendersi dal Coronavirus”. Così in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare.  “Un dato che fa paura perché dà la dimensione – dice – di un’emergenza che la diffusione della pandemia ha portato, di nuovo e prepotentemente, in primo piano. Le ragioni, infatti, sono riconducibili alla sospensione o al rinvio dei controlli sanitari. Una situazione che riguarda non solo le future mamme ma anche le persone affette da patologie croniche, come i cardiopatici, i diabetici, i malati oncologici solo per fare alcuni esempi. Un problema che denunciamo da tempo e che deve trovare una soluzione rapida altrimenti il prezzo, in termini di vite umane, che pagheremo non per il Covid sarà altissimo. In questi mesi abbiamo assistito ad un drammatico rinvio delle visite programmate, di ritardi inquietanti per quelle di controllo, a persone che cancellano le visite perché hanno il terrore di accedere a strutture ospedaliere ormai quasi tutte convertite in presidi Covid. A reparti normali – sottolinea – vengono trasformati nel giro di una notte in nuovi spazi per accogliere i pazienti che giungono in condizioni critiche. Oggi più che mai abbiamo il dovere di investire per dare risposte a questi cittadini, per creare percorsi sicuri a chi è affetto da diverse patologie, a partire dai pronto soccorso. Non ci possiamo permettere il blocco delle ambulanze, come accade ormai ogni giorno, perché ogni mezzo del 118 fermo è un’emergenza a cui non si può rispondere o si risponde in ritardo. Questo significa che per malattie tempo dipendenti come l’infarto il rischio di non riuscire a salvare delle vite è altissimo. Abbiamo il dovere, tutti, indistintamente di lavorare affinchè ogni singola vita umana sia tutelata ed abbia accesso alle cure di cui necessita. Non esistono alibi in questo. Ci sono delle carenze strutturali, sul piano diagnostico, degli screening, penso a quello dei tumori al seno, alla prostata, per le malattie vascolari che vanno risolte subito. La pandemia non terminerà, purtroppo domani, e non è accettabile nel 2020 affidarsi alla speranza di non ammalarsi o di non aggravarsi, per sopravvivere. Continueremo a lavorare in commissione sanità per capire come intervenire, sul piano degli investimenti, di personale e risorse, di messa in rete di un’assistenza territoriale che, purtroppo, fa acqua da tutte le parti. Inerzia e attendismo non sono concessi”. 





Nicaragua investito dalla tempesta tropicale Iota, morti e gravi danni materiali

 

L’uragano Iota, degradatosi nelle ultime ore a tempesta tropicale, ha causato in Nicaragua almeno sei morti e gravi danni materiali. Lo ha reso noto la vicepresidente nicaraguense, Rosa Murillo.   In dichiarazioni ai media, riferisce il portale El 19 Digital, Murillo ha ricordato che l’uragano ha toccato terra in Nicaragua con categoria 5, la massima della scala Saffir-Simpson, con venti che toccavano i 260 km/h.   Per quanto riguarda le persone decedute, si è trattato di due bambini trascinati via dalla corrente di un fiume che tentavano di attraversare, e altre quattro persone morte nei dipartimenti settentrionali di Jinotega e Nueva Segovia. Intanto i soccorritori cercano di localizzare tre bambine, della stessa famiglia dei due piccoli annegati nelle acque del fiume, di cui da ieri non si hanno più notizie. 





Dal Regno Unito shock ambientalista, dal 2030 sarà vietata la vendita di auto diesel e benzina

 

Nuove auto e furgoni alimentati interamente a benzina e diesel non saranno più venduti nel Regno Unito dal 2030, lo ha annunciato il primo ministro Boris Johnson, anticipando alcuni punti chiave di quella che ha chiamato una “rivoluzione industriale verde” per affrontare il cambiamento climatico e creare anche posti di lavoro. Il divieto di vendita non riguarderebbe alcuni ibridi, la cui vendita sarebbe ancora consentita, ha confermato Johnson.

Secondo Boris Johnson questa rivoluzione verde potrebbe creare fino a 250.000 posti di lavoro. Le case automobilistiche hanno espresso preoccupazione per questo obiettivo, ricordando che quello precedente del 2040 era già ambizioso.

I piani ecologici del governo includono anche investimenti nelle fonti di energia a idrogeno, nell’eolico ma anche per una nuova generazione di centrali nucleari.

 





Orban e il Recovery Plan: “L’Ue ricatta chi si oppone ai migranti”

 

Col Recovery Plan l’Ue "vuole ricattare chi si oppone all’immigrazione". Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban ribadendo che non ci sarà "accordo senza criteri oggettivi e la possibilità di fare ricorso". L’Ungheria, che lunedì ha posto il suo veto sul piano di rilancio europeo per uscire dalla crisi causata dalla pandemia di coronavirus, sostiene che una volta che sarà adottato "non ci saranno più ostacoli per vincolare gli Stati membri ai meccanismi di sostegno all’immigrazione". 
    L’Europa potrà "utilizzare degli strumenti finanziari per ricattare i Paesi che si oppongono all’immigrazione", ha attaccato il premier ungherese Orban in un comunicato pubblicato su Twitter. 





Il leader indiano Modi annuncia una partnership strategica con gli Usa di Biden

 

 

"Ho parlato con Joe Biden per congratularmi con lui": lo ha twittato il Premier indiano Modi, al termine di una conversazione telefonica col presidente eletto Usa. "Abbiamo riconfermato il fermo impegno alla partnership strategica tra i nostri due paesi e discusso le comuni priorità, dalla pandemia di Covid-19 al cambiamento climatico, alla cooperazione nella regione Indo-Pacifica".  Modi si è anche congratulato con la vice di Biden Kamala Harris: "Il suo successo suscita orgoglio ed è fonte di ispirazione per i membri della vivacissima comunità Indo-Americana, che costituiscono la base straordinaria delle relazioni tra i nostri due paesi". Gli analisti politici ricordano come Modi avesse elogiato entusiasticamente Trump, che continua a rifiutare di dichiararsi sconfitto, in due incontri-evento, quello del 2019 in Texas e quello dello scorso febbraio in Gujarat. Un editoriale sul quotidiano in lingua inglese The Hindu si interroga su come il governo di Modi potrà continuare ad ignorare le preoccupazioni sulla violazione dei diritti civili e delle libertà, sia nel Kashmir sia a proposito della legge CAA, Citizenship Amendment Act, ripetutamente espresse dai circoli liberali e da molti esponenti del partito democratico, e addirittura oggetto di una mozione alla House of Representatives di Washington da parte della deputata Pramila Jayapal, di origine indiana.





Affondo di Michelle Obama contro Trump: “Questo non è un gioco”

 

"Questo non è un gioco". Michelle Obama interviene con un lungo post su Instagram sul rifiuto del presidente Donald Trump di accettare il risultato delle elezioni e di consentire la regolare transizione del presidente eletto Joe Biden alla Casa Bianca. L’ex First Lady spiega che una delle grandi responsabilità di un presidente è quella di ascoltare quando si esprime il popolo e anche se è stata dura per loro accettare la vittoria di Trump nel 2016 tutto il personale all’epoca fu istruito in modo da consentire un pacifico passaggio di testimone. 
    "Invitammo - scrive - la squadra del presidente eletto nei nostri uffici e preparando loro delle note dettagliate su ciò che avevamo imparato negli ultimi otto anni e così come avevano fatto con noi George e Laura Bush". Conclude poi divento che l’amore per il paese richiede di rispettare il risultato delle elezioni anche quando non piace perché la presidenza non appartiene ad un solo individuo o ad un partito. "Fingere che lo sia - dice - giocare con queste teorie cospirative senza base, sia per motivi personali che politici, vuol dire mettere in pericolo la salute e la sicurezza del paese". 

 





Trump taglia altre teste, licenziato il capo della cybersicurezza. Confermato anche il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e dall’Iraq

 

Il presidente americano Donald Trump silura il responsabile per la cybersicurezza Chris Krebs per aver definito le ultime elezioni Usa le più sicure della storia. "Le recenti dichiarazioni di Chris Krebs sulla sicurezza delle elezioni 2020 sono state molto inaccurate, in quanto ci sono state frodi come il voto di persone morte. Per questo con effetto immediato Krebs è licenziato da direttore della cybersicurezza", twitta Trump. Poi altra notizia. Il segretario alla difesa americano Cristopher Miller ha annunciato ufficialmente il ritiro di migliaia di soldati americani dall’Afghanistan e dall’Iraq entro il prossimo 15 gennaio. In entrambe i Paesi resteranno non più di 2.500 soldati.





Grido d’allarme del Procuratore di Torino: “A rischio, per Covid, i processi contro la criminalità organizzata”

 

 

Il problema dei processi di criminalità organizzata a rischio per l’emergenza Covid è "serissimo" ma non è da addebitare a una qualche disfunzione organizzativa del Dap. E’ quanto comunica Anna Maria Loreto, procuratore capo a Torino. Secondo il magistrato il tema "dovrebbe essere affrontato con adeguati strumenti di carattere normativo (di vario possibile rango) al fine di regolarne gli effetti (anche sul punto specifico dei termini custodia cautelare)".   Secondo Loreto occorrono provvedimenti che permettano di "non vanificare un lavoro giudiziario che, avendo come obiettivo la decisione finale del giudice, deve procedere, nonostante la gravissima situazione epidemiologica, in tempi ragionevoli, considerando anche quanto sia difficile, nell’attuale contingenza, celebrare i processi e celebrarli in condizioni di sicurezza sanitaria, per tutti i protagonisti".





Matera, bracciati sfruttati. Denunciate 10 persone

 

Accusate di intermediazione illecita di manodopera da sfruttare nei campi di Montalbano Jonico e Scanzano Jonico (Matera), dieci persone, residenti in Puglia, sono state denunciate dai Carabinieri nell’ambito di indagini contro il caporalato coordinate dalla Procura della Repubblica della Città dei Sassi. In particolare, le indagini riguardano un periodo compreso tra il 2014 e il 2016.





Frode da oltre 300mila euro alla Asl di Teramo. In sette indagati per truffa

 

Sette persone, tra le quali un dirigente medico, sono indagate per una truffa ai danni della Asl di Teramo per 347mila euro scoperta dalla Guardia di Finanza locale e relativa all’acquisto di presidi sanitari utilizzati dall’ospedale ’Mazzini’ per gli interventi eseguiti tra gennaio 2017 e giugno 2018. Oltre al medico, all’epoca dei fatti direttore di un’unità operativa semplice dipartimentale dell’ospedale di Teramo, sono coinvolti un capo tecnico e i rappresentanti legali e amministratori di società concessionarie o distributrici di presidi sanitari; quattro le imprese coinvolte.





Scossa di terremoto (3.4) nella provincia di Enna. Profondo (38 km) l’ipocentro

 

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 3:06 nel nordest della Sicilia, in provincia di Enna.  Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 38 km di profondità ed epicentro 9 km a nord di Troina.





Bologna, panini alla cocaina nella busta della spesa. Arrestato 18enne con precedenti

 

Panini imbottiti infilati in una busta della spesa, ma all’interno delle baguette al posto di salumi e formaggi c’era mezzo etto di cocaina. A scoprire il sistema escogitato da uno spacciatore è stata la Polizia che ieri sera a Bologna ha arrestato un 18enne di origine marocchina, già con precedenti. Il ragazzo era in sella a una bicicletta ed è stato fermato per un controllo, anche perché erano le 23.15 e il 18enne era in giro fuori dagli orari consentiti dalle misure anti-Covid. Gli agenti hanno notato che il fanalino anteriore della bici era parzialmente staccato dalla sede e, aprendolo, hanno trovato al suo interno due involucri di cocaina (totale 1,32 grammi). Addosso il ragazzo aveva qualche grammo di hascisc, oltre a 240 euro in contanti. Esaminando la busta in plastica che aveva con sé i poliziotti hanno trovato varie baguette, alcune delle quali erano imbottite di cocaina, per circa 50 grammi. Sequestrato anche un bilancino di precisione. Oltre all’arresto per detenzione di sostanza stupefacente ai fin di spaccio, il 18enne è stato sanzionato per avere violato il ’coprifuoco’.





Carichi di droga dalla Germania a Genova, dieci arresti della Squadra Mobile

 

Dieci arresti, in carcere e ai domiciliari, e sette obblighi di dimora: questo il risultato di una operazione antidroga della squadra mobile coordinata dalla Dda di Genova. Il gruppo, formato da italiani e albanesi, secondo le risultanze investigative importava cocaina dalla Germania attraverso la Costa Azzurra che poi veniva spacciata nel capoluogo ligure.  Secondo gli investigatori, al vertice dell’organizzazione c’erano due fratelli albanesi, Alfred e Klodian Plloci, che trattavano l’acquisto della droga che facevano arrivare tramite connazionali. Lo stupefacente veniva nascosto dentro le macchine e distribuito tramite un altro albanese, Aurel Hasanaj, alla rete di pusher composta prevalentemente da italiani. Tra gli spacciatori di rilievo, già arrestato a luglio dello scorso anno, c’è Riccardo Colella che insieme alla compagna secondo gli investigatori era diventato punto di riferimento per gli albanesi. Per loro custodiva la droga e in un paio di occasioni aveva fatto anche da corriere.   Durante le indagini, partite nel 2017, sono state arrestate in flagranza 18 persone e sono stati sequestrati cinque chili di droga. Dall’inchiesta è emerso anche che alcuni indagati volevano reinvestire i soldi guadagnati con lo spaccio in attività commerciali lecite.





Incredibile ma vero, sbarco di migranti anche sulla penisola Sorrentina. I profughi rifocillati in una salumeria

 

Sedici migranti, tra cui due donne, sono sbarcati a Nerano, a Marina del Cantone, uno dei borghi di Massa Lubrense (Napoli), in Penisola Sorrentina. Scesi da una imbarcazione si sono fermati nell’abitato. La proprietaria di una salumeria ha aperto il negozio e ha dato loro da mangiare. Nel frattempo sono arrivati i carabinieri, che stanno coordinando le operazioni di assistenza oltre ad accertare come siano giunti in Campania e da dove; i militari stanno provvedendo a mettere in atto tutte le procedure di emergenza e quelle sanitarie. Sul posto ci sono anche gli uomini del 118, quelli della Guardia Costiera e della polizia municipale. Si sta operando per trovare una sistemazione provvisoria per alloggiarli per la notte in attesa di identificarli domani e stabilire la loro destinazione. 





Tasso del 120% al prestito concesso ad un ristoratore in crisi, usuraio in manette a Catania

 

 

Francesco Caccamo, 56 anni, è stato arrestato dalla guardia di finanza del comando provinciale di Catania per usura ed estorsione ai danni di un imprenditore in difficoltà economica al quale aveva prestato soldi con un tasso d’interesse superiore al 120% l’anno. E’ stato catturato da militari del Gico del nucleo di Polizia economica finanziaria delle Fiamme gialle dopo avere ricevuto i soldi di una ’rata’ dalla vittima, un ristoratore, in difficoltà economiche anche per l’emergenza Covid-19, che aveva ricevuto in più rate un prestito di 19mila euro.





Assassinò una prostituta italiana a Milano. Preso l’assassino, è un 25enne egiziano irregolare

 

La polizia ha arrestato a San Giuliano Milanese (Milano) un uomo con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Si tratta di un 25enne egiziano irregolare: è accusato di avere soffocato una prostituta italiana di 45 anni, S. D., nella sua abitazione di Milano, in zona Lorenteggio. I fatti sono avvenuti il 28 aprile.  Le indagini sono state rese difficoltose dall’avvento del primo lockdown che ha ritardato gli accertamenti autoptici. Secondo quanto accertato, il giovane ha concordato con la vittima l’appuntamento al telefono e via WhatsApp. Dopo essersi recato nell’appartamento della donna, ne è uscito dopo una ventina di minuti ed è rientrato a casa a San Giuliano. Il 25enne non avrebbe consumato la prestazione sessuale: avrebbe aggredito la donna al culmine di una discussione e l’avrebbe soffocata stringendole il collo, senza però lasciare alcune segno evidente sulla pelle. Il giorno dopo, un amico, preoccupato perché la donna non rispondeva al telefono, si è recato nell’abitazione, trovandola riversa sul pavimento della cucina. L’autopsia ha rilevato la "rottura bilaterale dei cornetti tiroidei dovuta ad asfissia meccanica da compressione violenta", facendo scattare le indagini.





Lavoro nero con reddito di cittadinanza, 13 denunciati ad Alghero

 

Lavoravano in nero su pescherecci e intascavano anche il reddito di cittadinanza. Sei persone e i loro datori di lavoro sono stati smascherati e denunciati dalla Sezione operativa navale di Alghero mentre altre sette sono state denunciate dalla Guardia di finanza della Compagnia di Alghero perché percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto. I lavoratori in nero (tre pescatori e tre operatori marittimi) sono stati colti in flagranza dai militari coordinati dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Cagliari e i loro datori di lavoro, tutti con sede legale fuori dalla Sardegna, dovranno pagare una sanzioni di 3.600 euro per ogni soggetto impiegato irregolarmente, maggiorata a 4320 euro per i precettori di reddito di cittadinanza. I finanzieri della Compagnia di Alghero invece hanno accertato una frode complessiva ai danni dell’Erario di oltre 60 mila euro e segnalato 7 persone all’autorità giudiziaria e all’Inps, per la revoca del reddito di cittadinanza e il recupero delle somme incassate. Secondo le verifiche delle Fiamme gialle, i sette avevano dichiarato il falso o non avevano comunicato la variazione del loro stato patrimoniale per continuare a intascare il reddito di cittadinanza. È il caso di alcune persone che hanno vinto oltre 40 mila euro con le scommesse on line e non hanno dichiarato all’Inps le somme depositate su conti correnti online. In altri casi le persone segnalate dalla Guardia di finanza non hanno dichiarato di essere proprietari di immobili o hanno rappresentato uno stato di famiglia diverso da quello reale pur di avere accesso al sussidio dello Stato. 





Sei giorni di lockdown in Australia contro un focolaio Covid

 

Il premier dell’Australia meridionale ha annunciato l’imposizione di un lockdown di sei giorni per contenere la diffusione del coronavirus dopo la scoperta di un focolaio in un hotel. Lo riporta il Guardian. L’Australia in generale è riuscita a gestire la pandemia di Covid-19 meglio di quasi tutti i Paesi al mondo con meno di 28.000 casi totali e poco più di 900 vittime. Nel sud, dopo oltre sette giorni senza un caso di trasmissione locale, sono stati registrati 20 contagiati ad Adelaide dove altre 4.000 persone sono state costrette a mettersi in isolamento. Per questo il premier Steven Marshall ha annunciato le nuove misure e altri stati dell’Australia hanno chiuso i confini al sud.    Il lockdown, che partirà dalla mezzanotte di oggi, sarà mini nella durata ma abbastanza rigido. Chiuderanno tutte le università e le scuole tranne per i bambini con disabilità e i figli di lavoratori essenziali; stop a bar, ristoranti, pub, locali e anche al cibo da asporto; in ospedale si potrà andare solo per chemioterapie o altre cure per il cancro e per interventi urgenti; divieto di sport all’aperto, attività molto praticata in tutta l’Australia soprattutto adesso che è estate.   E naturalmente fermi tutti i viaggi all’interno della regione. 




Brusaferro: “Il Natale dipende dall’Rt”

 

 

“Dipende molto da come ci comportiamo e da come rispettiamo le regole”. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, rispondendo a chi chiedeva come sarà il Natale. “L’importante che l’Rt vada sotto 1. Ci auguriamo che le misure adottate e il comportamento delle persone ci porti in uno scenario con Rt inferiore a 1”.

Grosso modo, “Rt” è simile al più noto “R0”. Ovvero è un indice di riproduzione, ossia quante persone contagia in media un positivo al coronavirus SARS-CoV-2. Rt, nello specifico, è però un indice di riproduzione che tiene conto di un certo arco di tempo e non è assoluto. Dipende insomma anche dall’efficacia delle misure messe in campo per contrastare la diffusione del virus.





Sondaggio, solo un italiano su tre pronto a farsi iniettare il vaccino contro Covid-19

 

Sedici italiani su cento non vogliono vaccinarsi contro il Covid, 42 su cento preferiscono aspettare per verificare la reale efficacia del farmaco. E’ il risultato di un sondaggio Ipsos, secondo il quale solo uno su tre fra gli interpellati ha detto che si sottoporrà al vaccino "certamente appena possibile". Emergono quindi forti e diffuse perplessità, mentre anche la Puglia sta per entrare in zona rossa. 





I lavoratori del Pubblico Impiego in sciopero il 9 dicembre

 

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa , "preso atto dell’esito del confronto tra Governo e le Confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, in mancanza delle necessarie risorse per lavorare in sicurezza , per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato e per il finanziamento dei rinnovi",proclamano lo sciopero nazionale il 9 dicembre prossimo. Lo annunciano in una nota i segretari di categoria Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi, Nicola Turco. L’astensione, spiegano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa si svolgerà "per l’intera giornata o turno di lavoro, con la garanzia dei servizi minimi essenziali previsti".




E’ tornato in profondo rosso il mercato delle auto in Europa

 

Tornano in rosso le immatricolazioni di auto nell’Europa Occidentale (Unione Europea, Efta e Regno Unito): a ottobre sono state 1.129,223, il 7,1% in meno dello stesso mese del 2019. Nei primi dieci mesi dell’anno - secondo i dati dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei - sono state vendute complessivamente 9.696.928 auto, con una flessione del 27,3% sull’analogo periodo dell’anno scorso. Sempre nel mese di ottobre Fca ha venduto in Europa Occidentale (Ue più Efta più Regno Unito) 70.172 auto, il 3,2% in più dello stesso mese del 2019. La quota sale dal 5,6% al 6,2%. Nei dieci mesi il gruppo ha immatricolato 560.202 vetture, pari a una flessione del 30,8% con la quota che passa dal 6,1% al 5,8%.

 





Franceschini annuncia una nuova legge per tutta la filiera del libro

 

 

"Abbiamo lavorato molto per sostenere tutte le imprese culturali, per aiutare le persone ad attraversare questo momento di deserto dell’emergenza Covid.  Abbiamo in particolare cercato di aiutare la lettura con il sostegno alle librerie, che sono aperte nelle zone rosse come gli altri servizi essenziali e credo che anche questo sia un segnale molto importante.

Abbiamo aiutato le piccole case editrici. Vogliamo sostenere tutto un settore fondamentale anche attraverso la partenza di un tavolo, giusto ieri abbiamo cominciato il lavoro, per preparare e dare al nostro Paese una legge che come la legge del cinema, fatta diversi anni fa e poi rinnovata, aiuti tutta la filiera del libro: gli autori, gli editori, i distributori, i piccoli editori, i giovani, le librerie, le biblioteche". Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini in un video messaggio inviato alla conferenza stampa il 17 novembre per il lancio di #ioleggoperché, il grande progetto sociale promosso e coordinato dall’Associazione Italiana Editori per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche, dal 21 al 29 novembre.      "Credo sia un impegno fondamentale che deve essere supportato da una forte coesione del mondo del libro. Non più concorrenza a vicenda, ma lavorare con un unica squadra che cerca di aumentare il numero dei lettori, di favorire la lettura" ha sottolineato il ministro.





De Luise (Confesercenti): “Le nuove regole sul default mettono a rischio 42mila imprese”

 

 

Nuove regole europee sul default in vigore dal 1° gennaio. La presidente di Confesercenti Patrizia De Luise ha lanciato l’allarme sulle pagine del Sole 24ore in un articolo che riportiamo di seguito: «A gennaio oltre 42mila attività saranno a rischio default». Una spada di Damocle per migliaia di piccole attività del commercio, industria, artigianato e servizi. «Le nuove regole europee sul default rischiano di mandare in tilt il sistema del credito italiano – rimarca la presidente – e in un momento di grave difficolta potrebbero contribuire a spingere migliaia di attività verso i finanziamenti illegali». Dal 1° gennaio basterà un arretrato di oltre 90 giorni, superiore all’1% dell’esposizione totale verso l’istituto di credito – anche se di soli 100 euro – per far classificare l’impresa in default. E gli istituti peggiorano automaticamente la posizione dei creditori.  «Una stretta che verrà avvertita ancora di più per la prevista fine delle moratorie, per ora fissata al 30 gennaio. Già oggi, calcoliamo che 15mila imprese resistano solo perché protette dalle varie misure varate per contrastare gli effetti negativi della crisi – precisa De Luise -. In altre parole, in mancanza di tali sostegni – dalle moratorie ai crediti garantiti – queste 15mila imprese si troverebbero già adesso in sofferenza, a prescindere dai cambiamenti normativi. Con l’arrivo delle nuove soglie, stimiamo che il numero di imprese in sofferenza potrebbe quasi triplicare, soprattutto se come sembra presumibile lo stato d’emergenza economico-sanitaria dovesse protrarsi, causando un periodo di stagnazione o recessione anche nel primo trimestre 2021». Uno scenario che rischia di spalancare le porte ai canali alternativi di accesso alla liquidità e all’usura. «L’aumento delle infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo è un rischio molto concreto. Avvertiamo, in alcuni territori, segnali preoccupanti in questa direzione. Per disinnescare questa situazione potenzialmente esplosiva, è necessario prorogare i sostegni e le moratorie oltre a un immediato intervento pubblico di patrimonializzazione dei confidi», avverte Patrizia De Luise che chiede al Governo interventi di sostegno a favore delle imprese. «Il Dl Liquidità di aprile aveva previsto la possibilità di imputare al fondo consortile, al capitale sociale o a una apposita riserva i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali costituite da contributi pubblici. Una misura virtuosa approvata dal Parlamento, che consente di attribuire le risorse al patrimonio netto dei Confidi, anche ai fini di vigilanza, ma che rimane lettera morta. Ad oggi, nonostante i numerosi solleciti, non risulta avviato il processo di notifica alla Commissione Europea da parte dei ministeri competenti».





Visco (Banca d’Italia): “”Le autorità fiscali e monetarie dovrebbero continuare a fornire sostegno immediato vista la gravità della crisi innescata da Covid-19”

 

 

Vista la gravità della crisi innescata dal Covid "le autorità fiscali e monetarie dovrebbero continuare a fornire sostegno, prontamente e adattare la loro azione alla situazione in evoluzione. Ritirare il sostegno troppo presto o un mancato intervento tempestivo potrebbero frammentare la ripresa ed esacerbare il disagio sociale". E’ quanto ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso del suo intervento al meeting virtuale The Global Foundation per la presidenza italiana del G20. Aumentare le competenze digitali e la consapevolezza finanziaria di ognuno e la lotta al riscaldamento climatico sono le due vie "principali e complementari" per un "rimbalzo" verso una ripresa più inclusiva e resiliente, ha detto il governatore . " Dovremmo sfruttare al massimo le lezioni apprese dalla crisi pandemica e sfruttarli per "rimbalzare in avanti" ha detto ." L’obiettivo comune è assicurarsi che nessuno venga lasciato indietro, contrastando sia il rischio di esclusione che quello di comportamenti finanziari errati, come il sovraindebitamento, indotto da un accesso irresponsabile alla digitalizzazione". 




Confesercenti: “Altro che Black Friday, il web sottrarrà ai negozi 4 miliardi di euro di vendite”

 

Altro che Black Friday: novembre e dicembre rischiano di essere dei mesi ‘neri’ per il commercio. La seconda ondata ha infatti ‘chiuso’ del tutto oltre 190mila negozi nelle regioni rosse, a cui si aggiungono altre 68 mila attività in Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna cui è stato imposto lo stop di domenica e almeno altri 50mila negozi nelle gallerie commerciali per cui il divieto di apertura, invece, si estende a tutto il weekend. Una chiusura di massa che di fatto rende impossibile ai negozi partecipare ai vari Black Friday e Black Weekend, con grande vantaggio dell’online: a causa delle restrizioni nei canali di vendita fisici, in occasione della promozione circa 700 milioni di euro verranno travasati dai negozi reali a quelli sul web. Inoltre, se le restrizioni dovessero continuare fino alla fine dell’anno, il web potrebbe strappare ai negozi reali fino ad ulteriori 3,5 miliardi di euro di spesa dei consumatori per i regali e per l’acquisto di beni per la casa e la famiglia. A lanciare l’allarme è ConfesercentiA soffrire sono in particolare i negozi di abbigliamento, calzature e accessori: le restrizioni hanno chiuso quasi 58mila imprese su 135mila, imponendo restrizioni ad altre 40mila. Uno stop che non permette alle imprese di competere, nonostante i prodotti di moda siano tra quelli tradizionalmente più richiesti in occasione del Black Friday e del Natale. “Gli ultimi DPCM hanno portato restrizioni per centinaia di migliaia di negozi, e anche chi può rimanere aperto soffre il crollo dei consumi innescato dalla seconda ondata. Una situazione di difficoltà ulteriormente aggravata dalla sperequazione di condizioni tra negozi reali e online: mentre i primi sono chiusi d’ufficio da governo e regioni, il canale delle vendite web di fatto agisce ed opera in condizioni di monopolio, trasferendo inoltre all’estero una parte importante della ricchezza generata dagli acquisti online”. “Sia chiaro: l’ecommerce è un canale di vendita importante anche per le imprese di ‘vicinato’ che sempre di più, in particolare dopo il lockdown, hanno iniziato ad utilizzare le forme di commercio digitali. Ma che sono ancora lontane dall’avere quote di mercato paragonabili a quelle delle grandi piattaforme online: i primi venti siti web del commercio elettronico italiano totalizzano il 71% del totale delle vendite, e i primi 200 il 95%. Non solo: chi vende online, oltre a godere spesso – nel caso di piattaforme internazionali – di un fisco decisamente più leggero di quello del retail fisico, ha a disposizione anche ingenti risorse per la promozione. Non a caso le più importanti piattaforme di vendita sul web hanno avviato gli sconti del Black Friday già da fine ottobre, a quasi un mese di distanza dalla ricorrenza”. “Il rischio è che il commercio, un settore già in crisi da circa un decennio, venga definitivamente condannato a morte, portando al collasso le attività che hanno reso famose e invidiate le vie dello shopping delle città italiane. Il problema non è impedire le vendite online, ma la necessità non più differibile di garantire un mercato realmente concorrenziale, nel rispetto del pluralismo distributivo. A maggior ragione nella situazione attuale, che vede le imprese di vicinato chiuse per scelta amministrativa, con un’ulteriore alterazione delle condizioni a danno delle attività più deboli ed in difficoltà. Governo e Garante della Concorrenza devono intervenire: siamo di fronte ad una distorsione gravissima della concorrenza, che dobbiamo correggere al più presto”.




Berlusconi e il Covid: “Ho sofferto molto, ma non ho perso la fiducia”

 

Ho sofferto molto, ma non ho mai perso la fiducia nelle grandi capacità dei medici". Silvio Berlusconi racconta la sua esperienza con il Covid al "Maurizio Costanzo Show". Il presidente di Forza Italia ha vinto la sua battaglia con il contro il coronavirus ma ha nascosto le difficoltà vissute: "Si tratta di una malattia subdola - dice - ho sofferto molto e in certi momenti ho avuto anche paura".

Berlusconi poi si rivolge a chi in questo momento sta affrontando la malattia: "Non bisogna cedere alla disperazione - è il suo invito - Questo è anche l’appello che vorrei trasferire a tutte le persone malate di Covid: per quanto cattiva, questa è una malattia che si può sconfiggere".





C’è l’accordo con i ’padroni’ della rete: “Didattica a distanza per gli studenti senza consumare giga”

 

 

La didattica a distanza senza consumare gigabyte. Le studentesse e gli studenti potranno seguire le lezioni online senza consumare il traffico dati degli abbonamenti ai telefoni cellulari. I Ministri dell’Istruzione Lucia Azzolina, per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano hanno invitato i principali operatori di telefonia mobile a identificare soluzioni che agevolino i ragazzi nel seguire le lezioni da remoto. Tim, Vodafone e Wind Tre hanno accolto l’invito del Governo ed escluderanno le piattaforme di didattica a distanza dal consumo di gigabyte previsto negli abbonamenti. Vodafone ha fatto sapere che partirà domani, Wind Tre il 23 novembre.





Azzolina durissima: “Dalla scuola rischi con le chiusure, non con le aperture. Lavoro per il rientro graduale di tutti”

 

"L’apertura della scuola non comporta rischi semmai il rischio è la chiusura della scuola". Si è aperta con queste parole un lungo intervento della ministra Azzolina a Rtl. "C’è un regionalismo delle diseguaglianze in questo momento: alcuni bambini vanno a scuola in zone rosse e altri non ci vanno anche se non in zone rosse. Credo il problema sia culturale: la scuola è sempre stata trattata come la Cenerentola del Paese da tutti i punti di vista, anche dei tagli; oggi questo sta cambiando, anche in legge di bilancio e anche dal punto di vista dell’attenzione delle famiglie, degli studenti, dei media". "Sarò veramente soddisfatta - ha detto la ministra - quando tutti i ragazzi, soprattutto quelli delle superiori, potranno tornare in classe, ma dobbiamo osservare la curva dei contagi e attendere che questa si stabilizzi. Credo ci sarà un ritorno graduale, bisogna essere sempre prudenti, fondamentale è che le limitazioni attuali siano temporanee; sto lavorando per evitare ulteriori limitazioni a livello locale. Purtroppo questo è un Paese in cui il ministro non può decidere su chiusure e aperture mentre altre autorità possono farlo, io non faccio altro che telefonare e provare a parlare con tutti nel massimo rispetto, per far sì per ora che non ci siano altre chiusure e nelle prossime settimane, in modo graduale, che si possano riportare gli studenti delle superiori a scuola. Non mi sento di dare una data, sono settimane delicate, spero che con tutte le chiusure si possa rallentare la curva e pensare ad un ritorno graduale a scuola". "Tutti gli studi - ha osservato - concordano sul fatto che l’apertura delle scuole non ha avuto una parte determinante sull’aumento dei casi in generale e ci sono evidenze che riguardano l’età scolare: ci si contagia molto meno tra i bambini piuttosto che tra gli adulti", ha proseguito la ministra la quale, rispondendo ad una domanda, ha spiegato poi che nel Recovery Fund ci sono "diversi progetti, in primis sull’edilizia scolastica, per mettere a posto le scuole e costruirne di nuove, gli ambienti di apprendimento non sono secondarie, sono importanti per fare una didattica diversa che non sia la lezione frontale che gli studenti non amano più di tanto, poi ci vuole la formazione del personale scolastico tutto. Altro progetto riguarda gli Its".  "So - ha detto infine sulla maturità - che gli studenti pensano agli esami di maturità, vedremo nei prossimi mesi: posso dire che l’anno scorso, quando dovevamo decidere come fare l’esame di maturità, abbiamo coinvolto gli studenti, molte loro proposte, che erano molto mature, le abbiamo accolte; assicuro che non prenderemo alcuna decisione senza coinvolgerli". 





Il Procuratore Gratteri non è d’accordo con l’arrivo di Gino Strada in Calabria

 

“Strada? Non va bene per la Calabria. So le cose straordinarie che ha fatto in Africa, ma il problema in Calabria non sono gli ospedali da campo, ma le ruberie e l’acquisto dei materiali medici”, così il capo procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “C’è bisogno – ha sottolineato Gratteri – di un manager, non di un medico. E non c’è bisogno nemmeno di ospedali da campo come se fossimo in Afghanistan: in Calabria ci sono 18 ospedali chiusi, meglio riaprire quelli. Come commissario, andrebbe bene un calabrese emigrato per fame, che ha fatto i concorsi al nord perché non ha voluto fare i concorsi deviati dalle mafie al sud, un professore universitario. Avrei un nome ma non lo dico”.





Gino Strada con la sua Emergency in soccorso della Calabria. C’è l’accordo con la Protezione Civile, ma non sarà Commissario

 

"Abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria. Inizieremo domani mattina (mercoledì ndr) a lavorare a un progetto da far partire al più presto.

Ringrazio il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno".  Gestione degli ospedali da campo, supporto all’interno dei Covid Hotel e nei punti di triage negli ospedali. Sono i compiti di cui si occuperà Emergency. Il coinvolgimento dell’associazione nel supporto alla regione Calabria é stato deciso nell’ambito di un accordo con il Dipartimento della Protezione Civile. "Considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica in atto - dice il Dipartimento - si è ritenuto che l’Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione".





Il ministro Boccia fiducioso: “Non siamo all’allarme rosso, la rete sanitaria regge”

  

“La rete sanitaria sta reggendo, sia sulle terapie intensive che sui posti di area medica. È evidente che le reti sanitarie stanno tenendo, grazie al lavoro straordinario degli operatori e al potenziamento che c’è stato. I due parametri” di posti occupati in area medica e in terapia intensiva “non sono l’allarme rosso di marzo-aprile-maggio. L’allarme è diventato la trincea fuori dagli ospedali, che in molti casi è stata travolta dal numero dei contagiati: le reti sanitarie esterne, la pressione sui pronti soccorso e su alcune aree metropolitane”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ascoltato dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali sui rapporti tra lo Stato e le regioni in conseguenza delle recenti evoluzioni dell’emergenza coronavirus.

“Nella prima ondata, concentrata in alcune province e in 6-7 Regioni, 4 delle quali sono andate in crisi, con un numero di contagiati molto, ma molto più basso – ha spiegato il ministro – siamo arrivati al picco più alto con circa 67mila ricoverati Covid in area medica e si è curato in ospedale quasi il 45% dei contagiati; in questa seconda ondata, oggi, in questa fase che possiamo considerare di picco, siamo intorno ai 35mila ricoverati in areea medica, spalmati in tutto il territorio nazionale”.

“Mentre oggi il 94% dei contagiati di fatto si cura a casa e il 4-5% in ospedale, nella prima ondata il 45% dei contagiati si curava in ospedale; tra il 12-13-14% nei mesi più acuti finiva in terapia intensiva, in questa lo 0,7-0,8%; facciamo tamponi che sono dieci volte quelli che facevamo a marzo-aprile”, ha concluso Boccia.





Il ministro Speranza: “Il virus non scomparirà, non sarà un Natale come gli altri”

 

Il virus non scomparirà e quindi non sarà un Natale come gli altri. Bisogna dire come stanno le cose". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, sottolineando che "non sarà così solo in Italia ma penso in tutta Europa".  "Una vaccinazione alla popolazione su larga scala avverrà da primavera inoltrata in avanti. Le prime dosi - ha ribadito Speranza a Rai 3 - saranno destinate ai medici e agli infermieri in prima linea e alle persone più fragili. Entro la fine di gennaio dovremmo avere le prime dosi del vaccino anti-Covid. L’Ema dovrà dare l’autorizzazione ma tutti i dati segnalano che dovremmo averle". Il ministro della Salute ha poi annunciato anche che "tra qualche settimana dovremmo avere anche un altro strumento: gli anticorpi monoclonali. Sono una realtà italiana molto interessante".





Conte: “La responsabilità sulla Calabria è mia. Anche la scelta di Gaudio”

 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si assume tutte le responsabilità per il caso nato intorno alla nomina del commissario alla sanità della Calabria. Anche se, chiarisce, l’indicazione dei nomi via via emersi (Cotticelli, Zuccatelli, Gaudio) è nata da un percorso condiviso con i ministri competenti. In un colloquio con i tre principali quotidiani italiani (Corriere della Sera, Repubblica, Stampa) il premier lo dice chiaramente: “Mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio. Non solo del fatto che la designazione non è andata a buon fine, ma anche delle precedenti nomine”. In ogni caso, chiarisce, “non si è aperta nessuna crepa nella maggioranza per un motivo molto semplice” e cioé che “sia per Zuccatelli, che per Gaudio, c’è stato il pieno confronto e la condivisione con tutti i ministri coinvolti”.

“Mi dispiace per i calabresi – continua il premier – che meritano una risposta dopo anni di malasanità. Mi assumo la responsabilità – ribadisce – non solo del fatto che la designazione di Gaudio non sia andata a buon fine, ma anche delle designazioni precedenti. Di Saverio Cotticelli che ha scoperto, purtroppo in ritardo, di essere in difficoltà nel ruolo di commissario. Di Giuseppe Zuccatelli che aveva un curriculum di assoluta competenza ed esperienza pluriennale, ma che ha oggettivamente aperto una ferita nella comunità calabrese con dichiarazioni del tutto inappropriate per l’emergenza sanitaria che è in corso”.

“Nella mia posizione – sono ancora le parole di Conte – chiaramente gestisco tanti dossier, non ho la possibilità di incontrare tutti, effettuare controlli così in dettaglio.

E’ evidente che le responsabilità non possono che cadere innanzitutto su di me se coinvolgono il governo. Fermo restando questo, il processo decisionale si è sviluppato in modo lineare e nel pieno confronto con tutti i ministri direttamente coinvolti – proposta del ministro dell’Economia di concerto con quello della Salute, sentito il parere del ministro degli Affari regionali – fino alla deliberazione in Cdm”.

Dunque, non era solo a prendere quella decisione, sostiene Conte, anche se “la firma in calce è ovviamente la mia”.





Disco verde Ue al bilancio dell’Italia. Ma serviranno compensazioni

 

La Commissione europea considera “nel complesso in linea” con le raccomandazioni Ue il documento programmatico di bilancio dell’Italia per il 2021, ma avverte l’Italia che alcune delle misure d’intervento pubblico a sostegno dell’economia in risposta alla crisi pandemica del Covid-19 hanno effetti permanenti e non temporanei sul bilancio, che dovrebbero essere compensati da altre misure in futuro. E’ questo, in sostanza il parere dell’Esecutivo comunitario pubblicato oggi a Bruxelles, nel contesto del pacchetto d’autunno del “semestre europeo”. “La Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell’Italia sia nel complesso in linea con la raccomandazione adottata dal Consiglio Ue il 20 luglio 2020. La maggior parte delle misure stabilite nel documento programmatico di bilancio dell’Italia stanno sostenendo l’attività economica in questo contesto di notevole incertezza”. “Tuttavia, alcune misure non sembrano essere temporanee o affiancate da misure di compensazione. Dato il livello del debito pubblico italiano e le elevate sfide per la sostenibilità a medio termine esistenti prima della pandemia di Covid-19, è importante che l’Italia, quando adotta misure di bilancio di sostegno all’economia, assicuri che venga preservata la sostenibilità di bilancio a medio termine. L’Italia è invitata a rivedere regolarmente l’utilizzo, l’efficacia e l’adeguatezza delle misure di sostegno e ad essere pronta ad adattarle come sarà necessario al mutare delle circostanze”.

 





D’Amato (Lazio): “Nella regione 2.866 casi e 80 decessi”

“Su quasi 27 mila tamponi oggi nel Lazio (+1.811) si registrano 2.866 casi positivi (+328), 80 decessi(+21) e +550 guariti. È stabile il rapporto tra positivi e tamponi, in calo ri ricoveri (-10) ma salgono le terapieintensive (+10). Scenario di trasmissione del virus stabile”. Sono i numeri diffusi dall’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. “La zona ‘gialla’ non è scontata, ma dipende dal rigore nei comportamenti. Nella Asl Roma 1 sono 549 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Cinquantacinque sono ricoveri. Si registrano – spiega – quindici decessi con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 507 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Duecentoventicinque i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano ventuno decessi con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 249 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano otto decessi con patologie. 





Terapie intensive verso il collasso. In 17 regioni su 21 i malati Covid hanno occupato il 42% delle disponibilità

  

 

E’ ormai più che critica la situazione delle terapie intensive. In tutta Italia, e non solo in alcune Regioni, sono praticamente saltati i numeri dei ricoveri. E’ infatti occupato da pazienti Covid il 42% dei posti in terapia intensiva, ovvero il 12% oltre la soglia critica del 30%. Un dato quasi stabile rispetto al giorno precedente ma che ormai riguarda ben 17 regioni su 21: una settimana fa erano ’solo’ 10. I posti nei reparti di medicina occupati da pazienti Covid sono il 51% a livello nazionale, rispetto a una soglia del 40%: anche questo un dato stabile ma che ora riguarda 15 regioni, a fronte delle 12 di 7 giorni prima. A mostrare una criticità diffusa da nord a sud è il monitoraggio Agenas, aggiornato con i dati del 17 novembre.





Covid, nuovo salto in avanti per i positivi. Nelle 24 ore sono 34.283, triste il bilancio anche delle vittime che sono 753

 

Covid-19, va ancora avanti e sembra inarrestabile nella sua drammatica corsa di nuovi contagi. Sono purtroppo 34.283 i nuovi positivi da coronavirus in Italia resi noti nel bollettino del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 753 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 234.834 tamponi.