Carburante agricolo, una rotta illegale tra Lecce e la Capitale interrotta dalla Guardia di Finanza

 

Militari della Guardia di Finanza di Lecce stanno eseguendo, tra la provincia di Lecce e quella di Roma, un provvedimento cautelare per l’arresto di 11 persone (3 in carcere e 8 ai domiciliari), indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di gasolio agricolo, emissione ed utilizzo di fatture false, riciclaggio ed autoriciclaggio. Gli indagati complessivamente sono 64. Gli inquirenti ritengono di aver accertato un’evasione fiscale (tra accisa, Iva ed Ires) tra il 2014 e il 2018 di oltre 20 milioni di euro ed hanno quindi disposto il sequestro di beni a carico di 17 indagati e otto aziende, tre delle quali anche destinatarie di interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi. Le indagini, durate oltre due anni, avrebbero fatto emergere due sistemi di frode: il primo rappresentato dal contrabbando di un ingente quantitativo di gasolio agricolo; il secondo dall’utilizzo di una società "cartiera" che acquistava e commercializzava carburante per autotrazione, evadendo così l’IVA. Nel dettaglio, l’organizzazione leccese avrebbe gestito due depositi di carburanti agricoli, uno a Carmiano e l’altro a Diso (quest’ultimo intestato a una cosiddetta "testa di legno") ed ha distratto circa 25 milioni di litri di prodotto petrolifero (con un’evasione di accisa, Iva ed imposte dirette per oltre 13 milioni di euro), a favore di autotrasportatori leccesi, brindisini e tarantini compiacenti. Il sistema si avvaleva di imprese agricole fittizie, prive di libretti U.M.A.  (Utenti Motori Agricoli) e costituite ad hoc, con la complicità di un commercialista salentino. 




L’Associazione Penelope ricorda: "Oggi Serena Mollicone avrebbe fatto 38 anni..."

“Oggi Serena avrebbe compiuto 38 anni. Avrebbe festeggiato con il papà che senza questo dolore e senza l’ingiuria continua della verità negata sarebbe ancora vivo e sorridente come è sempre stato”. Così scrive in un post su Facebook l’associazione Penelope, che è punto di riferimento per i familiari di chi è scomparso. 

“Serena – si spiega – non è nella terra degli scomparsi, lo sappiamo, ma noi di Penelope Lazio siamo stati sempre vicino a Guglielmo perché in questo caso è la Giustizia che è scomparsa da quasi 20 anni. Auguri Serena. Con la speranza che la Giustizia che meriti arrivi presto. Troppo tardi certamente. Ma almeno sia di conforto per chi è rimasto”. 

Il 15 gennaio prossimo comincerà il processo a carico dell’ex maresciallo Franco Mottola, la moglie Annamaria e del figlio Marco. Nel luglio scorso il gup di Cassino ha disposto il loro rinvio a giudizio ed anche del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell’appuntato Francesco Suprano. La famiglia Mottola e Quatrale sono accusati di concorso nell’omicidio. Quatrale, invece, risponde di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Poi Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento. Il rinvio a giudizio per i cinque indagati era stato chiesto il 30 luglio 2019 dalla procura di Cassino. 

Serena Mollicone, la ragazza di Arce in provincia di Frosinone, fu uccisa diciannove anni fa. In relazione al suo delitto in un primo processo venne accusato e poi assolto definitivamente un carrozziere del paese. 





Celli(RtR): “Piano sociale cittadino nasce già vecchio”

 

“Tre anni di percorso partecipativo, il cambio di due assessori e finalmente la Giunta Raggi ha approvato con la sua maggioranza il Piano Sociale cittadino. Peccato nasca già vecchio, non adeguato a rispondere ai bisogni di oggi. Si fonda su vecchi dati del 2019 e arriva in ritardo, in un periodo delicato che ha stravolto priorità e bisogni. La partecipazione tanto sbandierata ha trovato un muro in Assemblea Capitolina, dove pure tutte le forze politiche di opposizione hanno provato a dare il proprio contributo. Ovviamente respinto al mittente. Il risultato è così una fotografia di parte, oltretutto decisamente datata”. Così la capogruppo in Campidoglio della Lista Civica Roma Torna Roma, Svetlana Celli. “La promessa di un documento successivo integrativo ci lascia perplessi – continua Celli – tanto valeva far un buon lavoro accettando i contributi migliorativi di tutti. Ma l’apertura al dialogo e al confronto non appartiene evidentemente alla Giunta Raggi. Il Piano di Roma così appare l’ennesimo Regolamento o documento di linee guida, un manifesto di intenti e nulla di concreto o applicabile concretamente alla macchina amministrativa. Sicuramente uno degli obiettivi della prossima maggioranza alla guida della città sarà anche quello di rivedere strumenti di partecipazione e inclusione sociale, oggi così deboli”, conclude.




Zannola(Pd): “Piano sociale di Roma Capitale inadeguato nonostante fanfara”

 

“La Giunta Raggi ha approvato a maggioranza il Piano sociale cittadino. E subito è partita la fanfara propagandistica, come se si trattasse del miglior piano al mondo e, cosa ancora più incredibile, prima non fosse stato fatto mai niente. Mi permetto dunque, con umiltà e senso di servizio (visto il mio impegno di consigliere) di evidenziare alcuni aspetti, diciamo così, rilevanti”. Lo scrive in un post su Fb il consigliere del Pd capitolino Giovanni Zannola. “Il percorso partecipativo risale al primo anno di mandato così come i dati che si riferiscono al 2017 – spiega Zannola -. Assurdo invece è approvare un piano senza minimamente rendersi conto di quanto e come l’incidenza della pandemia abbia modificato l’assetto e i bisogni sociali della città, modificandone le necessarie risposte. Sul percorso partecipativo ci sarebbe poi da far notare come i nostri ordini del giorno ed emendamenti siano stati tutti bocciati. Certo ci è stato detto che si sta lavorando ad un documento integrativo da consegnare entro la fine dell’anno. Va bene che si avvicina Natale, ma chiederci di credere alla favole mi sembra troppo”. “Nessuno degli strumenti di innovazione sociale introdotto con forza dalla riforma del codice del terzo settore è presente – continua Zannola -. Parliamo di coprogettazione, coprogrammazione. Nessun elemento per sviluppare politiche di sussidiarietà orizzontale. Ripeto, nessuno. E questa doveva essere la Giunta della partecipazione dal basso”. “C’è una nota lieta – aggiunge Zannola – l’introduzione dei Leps ed è uno dei motivi per cui scegliamo di non votare contro questo piano, ma astenerci. Non basta però introdurli, serve delinearli e, anche qui, non c’è traccia di indicatori a riguardo. Un piano sociale cittadino non può essere un atto di indirizzo: deve essere qualcosa di esecutivo. Sindaca Raggi, riprovi la prossima volta. Ah no, per fortuna, il prossimo anno potrebbe essere meglio”, conclude Zannola. 

 





Raggi: lavori per 4 nuovi attraversamenti pedonali a led

 

Prosegue la sperimentazione dei nuovi attraversamenti con strisce pedonali a led: sono partiti i primi cantieri in via del Fosso di Bravetta, all’intersezione con via degli Amodei, nella periferia ovest di Roma. I lavori interesseranno altri tre attraversamenti non semaforizzati: in via Isacco Newton, all’altezza del civico 84 nel quadrante sud-ovest della città; in via di Pietralata, angolo via Pan nella zona nord-est; in via Casilina, altezza fermata Borghesiana, nella periferia est. Il sistema consente di mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali soprattutto nelle ore notturne, nell’ambito della sperimentazione autorizzata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. 

“Questa tecnologia rappresenta una soluzione efficace e innovativa per garantire maggiore sicurezza agli attraversamenti pedonali. Siamo una delle prime Amministrazioni ad aver avviato questa sperimentazione. Obiettivo è garantire maggiore visibilità e illuminazione sulle nostre strade”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

“E’ un sistema simile a quello attivo anche in via dell’Amba Aradam, all’incrocio con Porta Metronia, un’altra misura a tutela degli utenti deboli della strada. Una sperimentazione che fa parte di un programma più ampio per la sicurezza delle nostre strade. Ricordo che quest’estate abbiamo stanziato oltre 3,4 milioni di euro per nuovi semafori, attraversamenti pedonali con illuminazione potenziata e interventi di ristrutturazione e centralizzazione di impianti già esistenti”, spiega l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese.

 





Raggi: "Potenziati i Piani Freddo e Caldo con 9 mln euro"

 

L’Amministrazione Capitolina potenzia il Piano Freddo e il Piano Caldo: con un investimento di 9 milioni di euro, è partito il bando per l’affidamento di 500 posti di accoglienza, notturna e diurna, per persone senza dimora e in condizioni di estrema marginalità sociale. L’Accordo Quadro sarà, per la prima volta, di durata quadriennale. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. 

L’obiettivo è sostenere con sempre maggiore efficacia le persone gravemente vulnerabili di fronte alle difficoltà climatiche poste dai periodi più freddi e caldi dell’anno, potenziando la continuità dei servizi. “L’impegno non si ferma per potenziare il sistema di accoglienza e inclusione sociale della città. Con questo nuovo bando sosteniamo affidamenti di più ampio respiro temporale e in strutture di piccole dimensioni, potenziando così la capacità progettuale a sostegno delle persone più fragili della città”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

Il nuovo bando prevede la sottoscrizione di un Accordo Quadro per le annualità 2020-2024: si garantisce così una durata quadriennale delle progettualità, superando la prassi fino ad oggi seguita che prevedeva invece diversi affidamenti di anno in anno. I servizi prevedono l’attivazione di 500 posti di accoglienza, articolati in 100 posti di accoglienza H24, 200 posti di accoglienza notturna H15, 100 posti di accoglienza diurna H9 e 100 posti di accoglienza diurna H4.

 





Regione Lazio: "Presto avviso pubblico sui Contratti di fiume"

 

“Approvato dalla Giunta della Regione Lazio, su proposta del presidente Zingaretti, un avviso pubblico per il  coinvolgimento delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, per la diffusione e sensibilizzazione dei principi e del tema dei Contratti di Fiume. Si tratta di un altro tassello importante per le politiche ambientali della Regione Lazio che stavolta mira a coinvolgere i più giovani per creare comunità più consapevoli per il futuro, responsabili e pronte a spendersi in prima persona. Le ragazze e i ragazzi lavoreranno ad un vero e proprio Contratto di Fiume in tutte le sue fasi: dalla scoperta e conoscenza  dello stato chimico/ecologico e degli aspetti naturalistici di un corso d’acqua, alla visione del corpo idrico a partire dalle criticità e punti di forza rilevati, fino a stabilire delle azioni e comportamenti virtuosi su come potrebbe essere il futuro e quali impegni potrebbero prendersi”. Lo comunica in una nota Cristiana Avenali, Responsabile Contratti di Fiume della Regione Lazio. “L’azione della Giunta Zingaretti per la promozione dei Contratti di Fiume, strumento di partecipazione per la tutela ambientale e lo sviluppo socio-economico del territorio, prosegue contemporaneamente con azioni di sistema, come l’inserimento dei Contratti di fiume all’interno della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, ed azioni concrete e puntuali rappresentate da questo bando che impegnerà risorse pari a 160 mila euro e – conclude Avenali – segue il bando aggiudicato lo scorso gennaio a sostegno dei 19 processi di contratti di fiume finanziati “.




Baccini (Microcredito) a Raggi: "Pronti a sostenere tutte le città"

 

“Siamo pronti come Ente pubblico a sostenere tutte le città che vorranno avviare le progettualità finalizzate alla realizzazione del Microcredito a sostegno delle imprese e del Microcredito sociale, per le famiglie e le persone, così come sottoscritto nel ‘Modello Roma’, presentato oggi all’Anci dal sindaco Virginia Raggi. I sindaci italiani sono molto sensibili al tema e spero sia possibile replicare l’iniziativa in modo organico. Tra l’altro il sindaco Antonio Decaro, presidente dell’ANCI, tra i primi a sottoscrivere un accordo con l’Ente Nazionale per il Microcredito, ben conosce il valore di questo strumento e siamo sicuri in un suo appoggio all’iniziativa”. Così afferma in una nota Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito a seguito delle dichiarazioni del sindaco di Roma all’ANCI.

 





Consiglio Lazio: approvate due leggi su debiti fuori bilancio

 

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), riunito in modalità telematica, ha approvato, a maggioranza, tre proposte di legge in materia di contabilità regionale. Con la proposta di legge regionale n. 246, il Consiglio ratifica quattro variazioni di bilancio, per un ammontare complessivo di tre milioni e 741 mila euro, adottate in via d’urgenza dalla Giunta regionale, in deroga alla normativa nazionale in materia di contabilità delle regioni e degli enti locali, ai sensi decreto legge 18/2020 (Cura Italia). Con le pl n. 249 e n. 250, la Regione Lazio riconosce la legittimità dei propri debiti fuori bilancio derivanti da acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa e da sentenze esecutive della magistratura, per un ammontare complessivo di tre milioni e 574 mila euro. 

Le quattro variazioni di bilancio oggetto di ratifica da parte del Consiglio sono contenute in tre deliberazioni di Giunta. Come ha spiegato l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, “a seguito della situazione emergenziale connessa alla diffusione sul territorio nazionale del Covid-19, il legislatore nazionale ha previsto la possibilità di adottare misure urgenti e straordinarie, in deroga alle disposizioni in materia contenute all’interno dell’articolo 51 del dlgs 118/2011”. La prima, di 260 mila euro, è stata adottata al fine di dare urgente riscontro alle necessità dell’università agraria di Palestrina. Due le variazioni riguardanti il trasporto pubblico locale, una riguardante la revisione del budget Cotral spa (741 mila euro), e una finalizzata all’erogazione di un contributo straordinario di un milione di euro a favore di Roma Capitale, da destinare ai servizi per la copertura integrativa del servizio di trasporto pubblico locale, per la ripresa delle attività scolastiche. La quarta variazione, per un ammontare di due milioni di euro, riguarda l’implementazione dello stanziamento del fondo sociale di parte corrente per il finanziamento di provvedimenti legislativi. 

In merito ai debiti fuori bilancio, l’assessore Sartore ha spiegato che questi sono il frutto della ricognizione delle situazioni debitorie sussistenti per le relative fattispecie, operata da ciascuna direzione regionale competente, mediante l’adozione di appositi provvedimenti. Con l’approvazione delle pl 249 e 250, le strutture regionali competenti potranno adottare i provvedimenti di spesa relativi ai debiti fuori bilancio riconosciuti. La pl 249 riguarda debiti per un ammontare pari a 706 mila euro, relativi a incarichi di domiciliazione e rappresentanza legale della Regione Lazio, servizi di facchinaggio e vigilanza e spese relative alla gestione degli acquedotti dell’ex Cassa per il Mezzogiorno. La pl 250, invece, permetterà agli uffici regionali competenti di onorare debiti derivanti da sentenze esecutive della magistratura per due milioni e 768 mila euro.





Bernaudo (Liberisti): “Noi siamo in campo. Dialogo con il Centrodestra”

“Per Liberisti Italiani la tappa di Roma e’ fondamentale perche’ e’ l’esempio di come lo statalismo abbia creato degenerazione e corruzione, di come il ‘mito’ dello Stato che fa l’imprenditore, in questo caso il Comune, generi solo disastri. Serve una figura che possa mettere in campo questa cura. Mi fa piacere che Giorgia Meloni abbia detto che non ci sono veti per nessuno e sono convinto che con il centrodestra si possa dialogare visto che noi non abbiamo punti di contatto con il Pd e il M5s”. Cosi’ il leader di Liberisti italiani e candidato sindaco di Roma, Andrea Bernaudo, nel corso di un’intervista con l’agenzia Dire, nell’ambito della rubrica DIREzione Roma.  “Matteo Salvini- aggiunge- ha detto che vuole fare una rivoluzione liberale. Noi con molta umilta’ e determinazione siamo in campo con la nostra cura liberista e nella nostra lista abbiamo gia’ 50 imprenditori e commercianti che non vogliono piu’ fare gli spettatori. Noi siamo pronti: questa e’ una citta’ morta, che va rivitalizzata. Serve una scossa. E su questo ci confronteremo con il centrodestra”.





Calenda: “ A gennaio il mio Piano strategico per Roma”. Il Pd? “Boh”

 

 

“Che intenzioni ha il Pd su Roma? Ah, boh. Dal Pd non so niente,probabilmente il centrodestra avrà un candidato in campo e Raggi va in giro per Roma a inaugurare ogni tombino. Io sto facendo il lavoro che deve fare un candidato: vado Municipio per Municipio a parlare con le associazioni di quartiere, ho raggruppato dei team molto significativi sui problemi trasversali, dai rifiuti ai trasporti e sarò in grado a gennaio di presentare un piano dettagliato con fonti di finanziamento e tempi di realizzazione immediati, a 5 e a 10 anni per avere un orizzonte strategico, come deve avere una Capitale. Il Pd a un certo punto deciderà, sono un po’ fatti loro: io sono un altro partito, ho proposto la mia candidatura dopo che nessuno di quelli evocati dal Pd si era candidato”. Lo ha detto il leader di Azione e candidato sindaco di Roma, Carlo Calenda, in un’intervista a Rainews24. “Un mio eventuale passo indietro sulla candidatura a sindaco? Mi regolerò sempre nel modo più utile per Roma, sono disposto a discutere di tutto, anche della mia candidatura, ma avendo chiarezza. Vogliono appoggiare Raggi? Vogliono sostituirla per appoggiare un altro M5S? Vogliono Zingaretti sindaco? Vogliono spostare le elezioni a ottobre per far candidare Sassoli? Lo dicessero. Io li capisco se mi dicono ‘non ti possiamo appoggiare perché sei uscito dal Pd’: io non ho fatto lo stesso ragionamento in Emilia Romagna, ho appoggiato Bonaccini perché pensavo e penso che fosse il miglior candidato per fare il governatore, ma loro sono legittimati a fare altro. Però lo devono dire”, prosegue Calenda.“Roma è complicata, difficile e rischiosa, quindi nessun leader di partito dice ‘il sindaco lo faccio io’. Tutti scappano da quella che è la sfida più difficile d’Italia, ma non è una sfida impossibile: Roma non è ingovernabile, Roma non è stata governata con serietà ma è governabile. Tutti parlano ma nessuno si sporca le mani”, ha concluso Calenda.





Unità Crisi Lazio: inviate a farmacie credenziali per test rapidi

 

 “Sono state inviate via pec le credenziali a tutte le Farmacie per l’esecuzione dei test antigenici rapidi e i test sierologici. Tutte riceveranno il link per la registrazione dei flussi e un breve manuale operativo. La registrazione dei flussi è un elemento indispensabile per le notifiche e il monitoraggio alle ASL. Entro domani le farmacie saranno tutte operative”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.





Magi (Ordine del Medici): “Il Tar non ha escluso che i medici di famiglia possano andare a casa dei pazienti malati di Covid”

 

 

“La sentenza del Tar non stabilisce che i medici di famiglia non possano più andare a casa del paziente. I medici possono tranquillamente continuare a visitare i pazienti a domicilio, come hanno sempre fatto e come stanno ancora facendo, quando possibile. Anzi, come presidente dell’Ordine dei medici di Roma sottolineo che i medici di famiglia, per deontologia, sono tenuti a gestire il paziente anche a casa, indipendentemente dalle sentenze”.

Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma (Omceo Roma), Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito alla sentenza del Tar del Lazio secondo cui l’affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid ‘risulta in contrasto con la normativa emergenziale’. La sentenza, ha quindi precisato Magi, riguarda “esclusivamente l’articolo 18 della norma del 17 marzo 2020 che, in virtù dell’emergenza, stabiliva la costituzione delle Usca (Unita’ speciali di continuità assistenziale), che dovevano essere formate da medici della continuità assistenziale, quindi non da medici di famiglia, da specialisti ambulatoriali e da infermieri. Questa norma andava nella direzione di unaagevolazione dell’attività dei medici di famiglia che, oltre a fare le certificazioni, i vaccini e ora anche i tamponi, devono fare le visite domiciliari ai malati non Covid e non hanno il tempo di seguire anche i pazienti Covid. Quindi l’idea era quella di avere unità speciali che, appunto, potessero seguire i pazienti a casa. Ma molti medici di famiglia continuano tranquillamente a seguire i loro pazienti”.

Per creare le Usca, ha ricordato Magi, sono stati investiti “721 milioni di euro, in Italia doveva esserci una Usca ogni 50mila abitanti, mentre ne sono state fatte circa 610″. Ma nel Lazio è stata fatta “una cosa differente”, perché sono state create le Uscar (Unità speciali di continuità assistenziale regionali), che sono ugualmente utili ma fino a dieci/quindici giorni fa svolgevano un lavoro differente”.




L’uragano Iota devastante in America centrale, sale il bilancio delle vittime. Gravissimi i danni

 

Salgono ad almeno 28 le vittime del passaggio sull’America centrale dell’uragano Iota, ora declassato a tempesta tropicale. Le autorità del Nicaragua hanno annunciato un nuovo bilancio provvisorio di 18 morti, tra cui sette bambini, in frane e inondazioni.Decine di migliaia di persone sono ancora isolate, senza acqua potabile né elettricità. Iota ha ucciso anche sei persone in Honduras, una a Panama, una a El Salvador e altre due in un arcipelago caraibico colombiano.





La Gran Bretagna torna ad investire sulle spese militari come ai tempi della Guerra Fredda. Johnson ci mette 16,5 miliardi di sterline

  

Un mega investimento extra da 16,5 miliardi di sterline, il più sostanzioso dalla fine della Guerra Fredda, per un programma spalmato su 4 anni di riarmo e modernizzazione delle forze armate britanniche: sul terreno sia della deterrenza tradizionale sia delle nuove sfide della cyber-sicurezza con "tecnologie all’avanguardia", della difesa spaziale, dell’intelligenza artificiale applicata agli apparati bellici. 
    A metterlo sul piatto sarà domani in Parlamento il premier Tory, Boris Johnson, nel secondo annuncio a effetto in due giorni dopo quello sulla nuova politica ambientale improntata a una promessa "rivoluzione industriale verde" in economia che prevede fra l’altro l’anticipazione al 2030 del bando sulla vendita nel Regno Unito di tutte le auto nuove a benzina o diesel a beneficio di un futuro di veicoli esclusivamente elettrici.





Fuga dall’Etiopia, sono 36mila i rifugiati in Sudan

Il numero dei rifugiati etiopi arrivati in Sudan dopo essere fuggiti dai combattimenti nella regione dissidente del Tigray è salito a 36mila. Lo ha reso noto il capo della Commissione sudanese per rifugiati. “Ad oggi 36.000 rifuguati sono arrivati in Sudan e abbiamo deciso di aprire nello stato di Gadaref un nuovo campo a Oum Tinetba” a 150 chilometri dalla frontiera. “Se la situazione peggiorerà, abbiamo intenzione di aprire altri due campi nello stato di Jezira e di Sennar”, ha aggiunto.





Israele colpisce obiettivi iraniani e siriani in Siria, morti dieci miliziani a Damasco

 

 

Le Forze Armate israeliane hanno fatto sapere via twitter di aver colpito obiettivi iraniani e siriani in Siria: "Iran e Siria hanno posizionato ordigni esplosivi improvvisati vicino alla linea Alpha per colpire le truppe israeliane. Abbiamo quindi colpito obiettivi delle forze iraniane Quds e delle forze armate siriane in Siria".  Quindi specifica che "le batterie di missili terra-aria siriani sono state centrate". Almeno dieci miliziani iraniani e filo-iraniani sono stati uccisi nei raid aerei israeliani compiuti nella zona dell’aeroporto di Damasco in Siria. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui nei bombardamenti hanno perso la vita almeno cinque iraniani, "probabilmente membri delle forze al Qods" dei pasdaran iraniani. Delle altre vittime non siriane non si conoscono le nazionalità, ma si parla di miliziani "arabi", forse libanesi o iracheni. L’esercito israeliano ha colpito anche posizioni di Hamas nella Striscia di Gaza, in rappresaglia dopo il lancio di alcuni razzi in territorio israeliano da parte del movimento palestinese. Lo affermano alcune fonti. Secondo quanto riportato, Israele sarebbe stata centrata da due razzi lanciati dal territorio palestinese. Subito dopo, aerei da combattimento, elicotteri e carri armati hanno ’colpito’ posizioni di Hamas. 





Infanzia e adolescenza al tempo del Covid, ecco il Rapporto dell’Unicef

 

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’adolescenzal’UNICEF ha reso noto il nuovo rapporto “The Future We Want- Essere adolescenti al tempo del Covid”, ideato per far conoscere come l’emergenza sanitaria abbia cambiato la percezione che gli adolescenti in Italia hanno del proprio benessere, l’impatto che il COVID-19 ha avuto sulle loro vite e le lezioni da trarre per un futuro più equo e sostenibile.   

Secondo i dati del sondaggio - realizzato sulla base delle risposte di oltre 2.000 giovani tra i 15 e i 19 anni - gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano mediamente soddisfatti della propria vita, con un valore di 6,5 su una scala da 1 a 10. 

Guardando alle diverse dimensioni, il benessere economico si colloca poco sopra 6/10. Sotto la sufficienza invece la salute (5,9), nella cui valutazione ha sicuramente pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia. 

L’ambiente in cui gli adolescenti vivono è l’aspetto di cui essi si dichiarano più soddisfatti, valutato con un 8,1, con 7,6/10 in riferimento alla famiglia di appartenenza. 

Un adolescente su tre afferma che le relazioni con familiari e conviventi durante il lockdown siano migliorate, mentre il 16% dei rispondenti al sondaggio riferisce di un peggioramento dei rapporti familiari. 

Emerge però anche un dato allarmante: il 64% degli adolescenti (con una significativa differenza tra il 73% delle ragazze e il 53% dei ragazzi) ritiene che la casa o la struttura in cui vive non sia sempre e comunque un luogo sicuro.  ll Rapporto verrà presentato ufficialmente da una delegazione di tre dei ragazzi che hanno collaborato alla ricerca, nel corso dell’evento “Le Sfide della Pandemia per l’infanzia e l’adolescenza”  organizzato dal Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

Una delegazione dell’UNICEF Italia composta da bambini e ragazzi e accompagnata dalla Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.  sen. Stefania Pucciarelli, presenterà il Rapporto il giorno successivo, 20 novembre, alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. 

Dal rapporto emerge una fotografia dell’impatto che la pandemia ha avuto sulla percezione di benessere degli adolescenti in Italia. I giovani chiedono il ritorno a una nuova normalità che tenga conto delle lezioni apprese in questi mesi e delle buone pratiche messe in atto, con un cambio di rotta che non può prescindere dall’ascolto della loro voce. Il 65% dei rispondenti al sondaggio ritiene che un sistema sanitario pubblico, gratuito e accessibile a tutti sia il fattore indispensabile per mantenere un buono stato di salute. Per quasi il 40% del campione, inoltre, i fattori ambientali che agiscono sulle cause delle epidemie sono da tenere in stretta considerazione per la salute pubblica.

Metà degli adolescenti coinvolti considerano prioritario che la scuola si adoperi per la promozione di una corretta alimentazione e di stili di vita più sani, e addirittura l’87% degli adolescenti propone diminuzione dell’inquinamento e riduzione dei consumi come comportamenti virtuosi da mantenere anche dopo l’emergenza.  

Un terzo dei ragazzi esprime il desiderio di una maggiore disponibilità di reti di ascolto e supporto psicologico.    

Quasi metà degli adolescenti che hanno risposto al sondaggio pensa che il digitale abbia consolidato il senso di unione durante il lockdown, riducendo l’isolamento, ma un terzo dei rispondenti manifesta dubbi in proposito e uno su 5 afferma il contrario, in quanto non tutti hanno avuto le stesse possibilità di accedere alle tecnologie e alla connessione.  

Per quanto riguarda la didattica a distanza, quasi il 60% degli studenti non hanno riscontrato difficoltà con la digitalizzazione, ma un terzo sì. E, al di là della maggiore o minore facilità di gestione, la maggioranza degli studenti (oltre il 60%) dichiara che la DAD ha portato forme di stress nello studio.  

Diverse le buone pratiche adottate durante il COVID-19 che ragazze e ragazzi vorrebbero ritrovare a scuola quest’anno: prima fra tutte, una maggiore flessibilità degli orari e la partecipazione alla definizione del calendario scolastico con gli insegnanti (58%), seguita da lezioni di recupero per chi è in difficoltà (37%) e dall’utilizzo di materiale didatticoonline come integrazione ai libri di testo.   

Tuttavia, solo un adolescente su 4 vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza. 

 Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche, un terzo degli studenti vorrebbe più borse di studio e l’integrazione del bonus cultura.  

Gli adolescenti chiedono più tempo da dedicare alle persone care, più opportunità di ascolto nelle proprie comunità, vogliono essere coinvolti nelle decisioni scolastiche, con un occhio attento all’ambiente.   

Le raccomandazioni al Governo Italiano, presentate dall’UNICEF nella chiusura del Rapporto, richiedono un quadro normativo e politiche più attenti ai bisogni di ragazze e ragazzi e maggiori investimenti nelle aree rilevate.  

La campagna dell’UNICEF “The Future We Want”, di cui questo rapporto fa parte, è nata con l’obiettivo di coinvolgere ragazze e ragazzi sull’impatto della pandemia nelle loro vite e sulla loro visione del futuro post-COVID, ed è stata lanciata nel luglio scorso attraverso un Manifesto in 10 punti con le raccomandazioni dei giovani alle istituzioni per un futuro più equo e sostenibile. Tutte le osservazioni contenute nel documento sono state approfondite nel rapporto.   

“L’UNICEF ribadisce da sempre l’importanza dell’ascolto e della partecipazione dei giovani. Oggi, in occasione di questa data simbolica, abbiamo voluto collegare questo messaggio all’idea di un futuro più equo e sostenibile, che può essere costruito solo ascoltando oggi quelli che saranno i suoi protagonisti principali, intervenendo sulle diseguaglianze economiche e sociali per permettere che tutti i bambini e gli adolescenti possano godere, senza esclusione alcuna, di questo diritto”, ha dichiarato Anna Riatti, Responsabile dell’UNICEF per la risposta a favore dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati.  “Il 20 novembre celebriamo la Giornata mondiale dell’infanzia, quest’anno più che mai vogliamo ribadire che i diritti di tutti i bambini e gli adolescenti contano e devono essere rispettati e promossi ogni giorno, ovunque nel mondo"- ha dichiarato Carmela Pace, Vice Presidente dell’UNICEF Italia. "Il 2020 è stato caratterizzato a tutti i livelli dal COVID-19 che ha aperto nuove crisi e acuito quelle già esistenti, soprattutto per i bambini e i giovani, i più vulnerabili. Povertà, istruzione, accesso a internet, disagio psicologico, assistenza sanitaria, cambiamento climatico: sono queste alcune delle priorità che richiedono a tutti noi uno sforzo congiunto, sostenuto e sostenibile, senza dimenticare o lasciare indietro nessuno. Dobbiamo aiutare concretamente tutti i bambini e i giovani in Italia e nel mondo. Noi dell’UNICEF, celebriamo questa Giornata con la promessa di continuare a essere presenti nella risposta alla pandemia e nel garantire supporto ai gruppi più vulnerabili”, ha dichiarato Carmela Pace, Vice Presidente UNICEF Italia. 

“La pandemia ha messo tutti a dura prova, noi siamo tornati però a manifestare per un futuro migliore. Siamo coscienti che il cambiamento comincia da noi ed è questo il messaggio che vogliamo condividere con i nostri coetanei”, ha detto Nafissa, volontaria YOUNICEF e partecipante ai lavori per il Manifesto.

La campagna “The Future We Want” non si ferma il 20 novembre, ma continua con diversi appuntamenti:





Botti illegali anche al tempo del Covid, arresti e denunce della Gdf nell’hinterland napoletano

 

4,300 artifizi pirotecnici illegali pericolosi, del peso complessivo di oltre 260 kg., 4 arresti e due denunce. Questo il bilancio di una operazione contro i fuochi illegali portata a termine dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.   In particolare, i finanzieri della Compagnia di Giugliano hanno scoperto a Casalnuovo una fiorente attività di commercio di botti illegali del tipo "cobra".   Sequestrati 2100 artifizi pirotecnici altamente pericolosi, del peso complessivo di 117 kg e con massa attiva di 52 kg., prodotti artigianalmente e detenuti in maniera non conforme.   Tratto in arresto un 60enne.   In un secondo intervento, le stesse Fiamme Gialle, insieme ai colleghi della Compagnia di Portici, hanno sequestrato 1044 fuochi illegali del tipo "rentini" detenuti dal titolare di una ditta individuale di Ercolano (Napoli). Anche in questo caso, il materiale esplosivo, del peso di 33 kg e con massa attiva pari a quasi 19 kg, era detenuto illegalmente all’interno del magazzino. Denunciato un 66enne di Ercolano. Nel corso di un terzo, i finanzieri della Compagnia di Giugliano hanno individuato ad Ercolano (Contrada Focone) un commercio all’ingrosso di botti pirotecnici proibiti (del tipo cobra, cipolle e rentini) traendo in arresto un 66enne di Ercolano, un 30enne e un 27enne di Napoli. Infine, nel corso di una quarta operazione, i "Baschi Verdi" del Gruppo Pronto Impiego di Napoli hanno notato una persona che trasportava alcuni pacchi di grandi dimensioni all’interno di un magazzino. I finanzieri ne hanno prima controllato il contenuto rinvenendo artifizi pirotecnici di categorie F1 e F2, e hanno poi esteso le perquisizioni all’interno di un magazzino di Arzano (Napoli) scoprendo 1164 artifizi pirotecnici pericolosi, di massa attiva pari a 68 kg. Denunciato un 34enne di origine cinese. 





False onlus per il trasporto dei dializzati a Palermo. Blitz della Gdf

 

 

False onlus per trasporto degli emodializzati a Palermo nascondevano in realtà attività d’impresa gestita da pregiudicati. L’inchiesta della procura di Palermo e della guardia di finanza ha alzato il velo sulla truffa dei trasporti di pazienti per conto dell’asp I finanzieri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip nei confronti di sei persone accusate tra l’altro di falso, associazione a delinquere, truffa allo Stato e frode nelle pubbliche forniture.  Il gip ha disposto il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale di due associazioni palermitane di volontariato del settore sanitario-assistenziale, l’Associazione di Volontariato Emergency Leader Onlus (A.V.E.L.) e la Confraternita di Misericordia, che sono state affidate ad un amministratore giudiziario. In carcere sono finiti Pietro Corrao, 63 anni, Saverio Marchese, 55 anni e Salvatore Scavone, 60 anni. Ai domiciliari Beniamino Cusimano, 75 anni, Concetta Teresi 52 anni e Marilena Scalia 48 anni. Secondo le indagini svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle la Avel, che svolgeva per conto dell’Asp di Palermo il servizio di trasporto emodializzati, che doveva essere una associazione di volontariato, era una attività d’impresa, gestita di fatto da indagati per gravi reati (traffico di droga aggravato dall’agevolazione mafiosa). Dietro la finta Onlus si nascondeva un’impresa con turni di lavoro e stipendi anziché rimborsi, gestita di fatto da Corrao e Marchese. Per ottenere il rilascio della certificazione antimafia gli indagati avevano fatto carte false, attribuendo formalmente la veste di presidente a Cusimano, che è incensurato. Le indagini hanno svelato svolte "l’esistenza di un vero e proprio ’cartello’ fra i rappresentanti di sette associazioni palermitane che svolgevano il servizio di trasporto emodializzati per conto della locale Asp, capeggiate dalle referenti della Confraternita di Misericordia". 





Rsa di Taormina impiegava in nero 36 dipendenti. Denuncia e multa per il titolare

 

Turni di lavoro di 12 ore, niente pause, divieto di parlare con i colleghi: erano le condizioni alle quali erano sottoposti i dipendenti di una casa di riposo di Taormina. Che il proprietario, per risparmiare su contributi e oneri previdenziali, impiegava anche abusivamente: ben 36 lavoratori sui 40 erano infatti in nero. Dopo un’indagine della guardia di finanza, il titolare è stato denunciato e gli è stata comminata una multa di 130mila euro.

I militari hanno riscontrato palesi violazioni alla normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie, in totale spregio della normativa nazionale e comunitaria in materia di organizzazione dell’orario di lavoro. Inoltre i dipendenti, oltre all’assistenza degli ospiti della struttura che richiedono competenze professionali, svolgevano mansioni tecniche manuali come quelle di lavaggio e stiratura. Per contratto avrebbero dovuto guadagnare per 38 ore a settimanetra i 1.180 e i 1.400 euro e invece lavoravano almeno 45 ore in sette giorni e prendevano 700 euro,indipendentemente dalle mansioni svolte e dal tempo lavorato.  

Al datore di lavoro, che aveva regolarizzato solo 4 su 40 dipendenti, sono state inflitte pesanti sanzioni. L’uomo dovrà regolarizzare la posizione del personale attualmente impiegato in nero e pagare 130mila euro di multa oltre alle somme dovute a titolo di ritenute fiscali e previdenziali. Per gli investigatori preoccupa il fatto che i dipendenti svolgessero attività così diverse potendo tale circostanza rappresentare un ulteriore aggravio e fungere da volano a possibili fenomeni di contagio, qualora non si padroneggino le procedure da adottare per contenere eventuali infezioni all’interno di questi tipi di strutture.





Interrogatorio per Genovese: “Se l’ho fatto ero drogato”

 

 

Avrebbe di nuovo parlato dei suoi problemi dovuti alla dipendenza dalla droga e degli effetti che ha su di lui come perdita di "controllo" e incapacità di distinguere il confine tra "legalità e illegalità", Alberto Genovese, interrogato per oltre 4 ora in Procura a Milano. L’imprenditore delle start up, in cella con l’accusa di aver stuprato, dopo averla stordita con un mix di sostanze stupefacenti, una 18enne ospite a un festino nella sua abitazione milanese, avrebbe spiegato che quando assume droga non è "consapevole" e che non riconosce "il disvalore" sue azioni.Sulla vicenda al centro delle indagini avrebbe aggiunto "se l’ho fatto, non ho fatto una bella cosa".





Ex Aspi Castellucci nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip si avvale della facoltà di non rispondere

 

L’ex amministratore delegato di Aspi e Atlantia Giovanni Castellucci si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip nell’inchiesta sulle barriere fono assorbenti pericolose. "Il mio assistito risponderà al pm quando potrà vedere le carte dell’inchiesta", ha detto l’avvocato Carlo Longari.

Il legale ha annunciato che ha presentato già ricorso al riesame. "Ritengo comunque censurabili - ha concluso l’avvocato Longari - le esigenze cautelari indicate nella misura stessa e per tale ragione ho proposto istanza al Riesame". Precedentementeera stato interrogato l’ex manager Michele Donferri Mitelli che ha respinto le accuse rispondendo alle domande del giudice in quasi tre ore di interrogatorio. 





Maltempo, al centrosud temperatura in picchiata di 10 gradi

 

Da questo venerdì il quadro meteorologico sull’Italia subirà un radicale cambiamento. Un’autentica sfuriata polare farà impattare sull’Italia un’intensa perturbazione che darà i suoi maggior effetti al Centro-Sud. Il maltempo sarà alimentato da fredde correnti settentrionali (Bora, Grecale e Maestrale) che nel corso del weekend faranno piombare l’Italia in un clima simil-invernale, anche gelido al Nord e su tutti i rilievi. Il team del sito iLMeteo.it avverte che dalle prime ore di venerdì l’ingresso impetuoso della Bora al Nordest accompagnerà una perturbazione che farà piovere sul Triveneto e sulla Lombardia orientale. Piogge moderate in Emilia Romagna e nevicate a bassa quota in Trentino. Nel corso del giorno il maltempo, alimentato dalla Bora sul medio e alto Adriatico, dal Grecale sul Tirreno e dal violento Maestrale in Sardegna, si concentrerà al Centro con piogge, temporali e locali nubifragi su Marche, Abruzzo, Lazio e Sardegna orientale. In serata le precipitazioni raggiungeranno anche Campania, Puglia e Basilicata. Le precipitazioni abbondanti e il concomitante abbassamento delle temperature faranno scendere la neve sull’Appennino centrale fin sotto i 1200 metri in serata. Nel weekend si formerà un ciclone sul basso Tirreno che porterà maltempo intenso su Basilicata e Calabria ionica (qui possibili alluvioni lampo sul crotonese), altrove i venti freddi e l’aumento della pressione renderanno il cielo sereno e limpido. Sotto il profilo termico le temperature subiranno un crollo dell’ordine di 15°C in quota e di 10-12°C al suolo. Domenica mattina si avranno le prime gelate anche in pianura al Nord, ma il clima sarà freddo e ventoso su tutta Italia. Sabato 21. Al nord: sole e freddo. Al centro: ultime precipitazioni su Abruzzo e Molise con neve a 900 metri. Al sud: peggiora fortemente su Calabria ionica, ultime piogge in Puglia e Basilicata. Domenica con tanto sole al Centro-Nord, maltempo su bassa Calabria e Sicilia orientale. Clima freddo.





Appello del Presidente cinese Xi Jinping: “Sui vaccini serve cooperazione internazionale”

 

Il presidente cinese Xi Jinping chiede una vera cooperazione internazionale per mettere a disposizione il vaccino per il Covid-19. Intervenendo via teleconferenza al Forum della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica, Xi ha sostenuto che “per sconfiggere il virus e promuovere la ripresa globale, la comunità internazionale deve serrare le fila e rispondere unitamente alla crisi ed affrontare le prove che ne derivano”. La cooperazione, ha detto il presidente cinese, deve includere politiche e linee d’azione per lo sviluppo e la distruzione dei vaccini anti-Covid. La Cina è ai posti di blocco nella corsa al vaccino con le società Sinopharm e Sinovac giunte alla fase avanzata dei test.





Crisanti: “La curva si è appiattita, ma i livelli sono inaccettabili per il numero di persone che si ammalano”

 

“La curva si è appiattita, questo è sicuro. Bisogna vedere quanto rimane a questi livelli, che obiettivamente non sono accettabili per il numero delle persone che si ammalano tutto il giorno, l’RT deve scendere sotto l’1 per abbassare i casi. Non credo che con queste misure l’RT si porti allo 0.3/0.4 come dopo la fine del lockdown, queste misure ci servono per arrivare a fine Natale”. Così a Rai Radio1, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’, Andrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia all’Università di Padova.  “La battaglia per il futuro di tutti noi – aggiunge – è la creazione di un sistema di sorveglianza per accertare la trasmissione sul territorio: se si fa questo noi potremo andare senza mascherine anche tra quattro mesi”. Se lo stiamo facendo? “No, questo è il punto. Sicuramente con la stagione calma la trasmissione diminuirà. Con le misure di adesso, secondo me, la trasmissione non diminuisce moltissimo, attraverseremo il Natale più o meno con questi casi e poi avremo altri tre mesi invernali. E bisognerà prendere una decisione: implementare le misure più restrittive se si vogliono diminuire i casi. Se mi avessero dato retta ad agosto oggi non saremmo in questa situazione”. Crisanti avrebbe implementato un sistema che in altri posti, “come il Giappone o la Nuova Zelanda, si è dimostrato efficace”. Quanto ai molti che oggi dicono di non volersi vaccinare, secondo Crisanti “è il risultato delle tante stupidaggini sentite questa estate e poi rivelatesi false una cosa che crea disorientamento nelle persone. Almeno il 70% della popolazione si dovrebbe vaccinare per avere un effetto“.





Arcuri: “Contro Covid impegno dell’Italia che non ha pari al mondo”

 

“Sono passati 7 mesi oggi abbiamo produzione completamente autosufficiente di dispositivi di protezione individuali e non ne acquistiamo piu’ all’estero, abbiamo aumentato posti letto e facciamo piu’ di 200mila tamponi al giorno e malgrado impeto dell’epidemia abbiamo 3.400 italiani ricoverati in terapia intensiva questo e’ successo grazie a contributo di tutti e sforzo straordinario che non ha pari in nessun altro paese del mondo. Siamo stati efficaci nel contrasto della pandemia malgrado caratteristiche nostro sistema e lungaggine nostre procedure decisionali”. Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri nel corso dell’assemblea Anci 2020. “Sarebbe bello che tutti gli italiani avessero la stessa narrazione della storia”, ha concluso.





In Europa un morto di Covid ogni 17 secondi

Un morto per coronavirus ogni 17 secondi in Europa. Questo quanto ha spiegato Hans Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, durante un incontro in cui ha aggiornato sulla situazione della pandemia di coronavirus Sars-CoV-2 nel Vecchio continente. "In Europa - ha affermato Kluge - abbiamo il 28% dei malati" di Covid-19 "del mondo" e "29 mila persone sono morte la scorsa settimana, il che vuol dire una ogni 17 secondi".





L’Oms, la seconda ondata di Covid-19 si combatterà senza vaccini. Superati nel mondo i 56 milioni di contagi

 

I vaccini non arriveranno in tempo per combattere la seconda ondata della pandemia di Covid-19 e molti Paesi "continueranno a doverla affrontare senza vaccini", ha ammonito il capo delle emergenze dell’ Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Michael Ryan, in un forum sui social media.   "Penso che passeranno almeno quattro o sei mesi prima che ci siano livelli sufficienti di immunizzazione ovunque", ha detto, osservando che i vaccini non dovrebbero essere visti come una "pozione magica". "Dobbiamo capire e interiorizzare questo, e renderci conto che questa volta dobbiamo scalare questa montagna senza vaccini". Intanto hanno hanno superato quota 56 milioni i contagi da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,34 milioni.  Il paese più colpito in termini assoluti dall’inizio della pandemia del nuovo coronavirus restano gli Stati Uniti, con quasi 11,5 milioni di casi e oltre 250 mila morti. Seguono il Brasile e l’India. 





Il colosso dell’acciaio Thyssen pronto a tagliare 11mila posti di lavoro

 

Il colosso tedesco dell’acciaio Thyssen annuncia il taglio di 11mila posti di lavoro, quasi il doppio di quanto preventivato nel maggio del 2019. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che la drastica decisione è dovuta alla necessità di "indirizzare il gruppo agli sviluppi del mercato nel lungo termine e fare fronte agli effetti del coronavirus".  Dei 6mila posti annunciati nel 2019 il gruppo ne ha già tagliati 3.600 e punta a raggiungere quota 11mila "nei prossimi 3 anni". 





Amministrazione straordinaria di Mercatone Uno, cassa integrazione per 278 dipendenti delle sedi emiliano-romagnole

 

 

Per i 278 dipendenti ex Mercatone Uno, oggi M Business srl in amministrazione straordinaria, di dieci strutture dell’Emilia-Romagna, arriva la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale a seguito di cessazione dell’attività. Il via libera all’ammortizzatore sociale oggi a Roma al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con l’esame congiunto della Cigs.  È quanto emerso durante un incontro, in videoconferenza, tra il ministero dello Sviluppo economico e le Regioni interessate territorialmente dalla crisi dei punti vendita ex Mercatone Uno. L’incontro è stato convocato da Anpal, l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro, per fare il punto e avviare il coordinamento delle politiche attive nazionali. L’Emilia-Romagna "tramite l’Agenzia regionale per il lavoro, metterà in campo le misure necessarie - ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla - per la formazione e la ricollocazione dei lavoratori che sono ancora senza occupazione, affinché si possano aprire nuove opportunità e nessuno venga lasciato solo. Al contempo siamo impegnati ad agevolare le procedure di eventuali manifestazioni di interesse da parte di nuovi imprenditori, per l’acquisto dei punti vendita dismessi. Da tempo seguiamo da vicino la vicenda dell’ex Mercatone Uno - ha concluso Colla - che anche nella nostra regione interessa numerosi lavoratori e coinvolge tante famiglie, cui oggi più che mai saremo vicini".





Gualtieri (Economia) fiducioso sull’accordo sul Recovery Fund a dicembre

 

 

“E’ in corso la procedura negoziale ma al di là della fisiologica divergenza tra Consiglio e Parlamento, il negoziato in corso non sembra indicare questioni particolarmente insolubili e quindi le previsioni di avere un accordo per adozione del RRF alla plenaria del 14 dicembre è molto concreta”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un’audizione al Senato sull’ultimo vertice Ecofin. “Tutta l’Europa ha bisogno che Next Generation Eu parta e anche per questo sono fiducioso che questa situazione verrà superata” ha detto ancora Gualtieri, commentando la minaccia di veto di Ungheria e Polonia sull’accordo per le risorse proprie legato al regolamento sul rispetto dello stato di diritto. “L’introduzione nel Bilancio Ue di meccanismi che riguardano il rispetto dello stato di diritto” ha spiegato “è minacciata dal veto di Ungheria e Polonia non nella procedura stessa, che è a maggioranza qualificata, ma in modo improprio dal punto di vista istiuzionale e politico questi paesi si rivalgono sulla procedura per le risorse proprie che invece è all’unanimità e che non c’entra nulla”. “Questa atteggiamento è doppiamente improprio – secondo Gualtieri – da un punto di vista di merito perché il compromesso sul testo del rispetto dello stato di diritto è equilibrato ed in linea con i trattati europei. Ma anche dal punto di vista istituzionale perché trasferisce una posizione interna ad una procedura ordinaria, con maggioranza qualificata, all’interno di un’altra procedura che non ha niente a che fare. E si trasferisce in un veto sulle risorse proprie”. “E’ una posizione sbagliata e auspichiamo che venga superata per ovvie ragioni” ha concluso.




Recovery Fund, l’Ue si prepara ad andare avanti anche senza i Paesi ribelli

 

 

"No, non siamo in ritardo" sui tempi del Recovery fund. "Ci auguriamo che il veto di Ungheria e Polonia sia superato.  Siamo nei tempi indicati e credo che i tempi saranno rispettati". Così il presidente del Parlamento europeo David Sassoli alla trasmissione Restart su Rai2.   "L’Ue può avanzare senza i Paesi che bloccano". E’ stata la Francia, per bocca del segretario di Stato agli Affari europei Clement Beaune, a vibrare apertamente la minaccia che a Bruxelles si va sussurrando da un paio di giorni. "Una variante nucleare che nessuno vuole", ma che come tutte le altre opzioni resta sul tavolo se le ribelli Ungheria e Polonia non si convinceranno ad accettare la clausola sullo stato di diritto e a revocare il veto sul bilancio europeo e il Recovery Fund, ha chiarito il premier olandese Mark Rutte. La formula sarebbe quella dell’accordo intergovernativo, una strada lunga e tortuosa, con implicazioni politiche e pratiche molto pesanti, da imboccare solo se non si riuscirà a trovare altre vie d’uscita. E non certo una novità.





Lagarde (Bce): “La seconda ondata di Covid toccherà pesantemente l’economia”

 

La seconda ondata di coronavirus toccherà "severamente" l’economia, con "rischi chiaramente al ribasso alle prospettive economiche a breve termine". A indicarlo è il presidente della Bce, Christine Lagarde, secondo la quale "il pacchetto Next Generation EU deve diventare operativo senza indugio". Investimenti e riforme, "se orientati verso sfide a medio e lungo termine", possono infatti "costruire un ponte verso una ripresa di successo e inclusiva". Inoltre, sostiene il presidente della Bce, "le risorse aggiuntive del pacchetto possono facilitare politiche fiscali espansive, in particolare nei Paesi dell’area dell’euro con un margine di bilancio limitato". Per la Lagarde "gli investimenti pubblici e le riforme, soprattutto se orientate verso sfide a medio e lungo termine come la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione, possono costituire un ponte verso una ripresa di successo e inclusiva. Non dovremmo pensare alle due cose separatamente: combinare le riforme con uno stimolo guidato dagli investimenti ha il potenziale per aumentare ulteriormente la crescita. Insieme dovrebbero plasmare il futuro delle nostre economie e garantire che si adattino alla ’nuova normalità’ che si materializzerà una volta che il picco della pandemia sarà superato". Il presidente della Bce sottolinea come finora la risposta alla crisi abbia dimostrato quanto "la politica monetaria e la politica fiscale possano rafforzarsi a vicenda nelle circostanze attuali.





PA, Furlan: “Il governo può evitare lo sciopero, distanza minima”

 

“Lo sciopero serve per convincere il datore di lavoro, in questo caso lo Stato, a rinnovare il contratto, esattamente come abbiamo fatto nel privato per alimentaristi e metalmeccanici. Parliamo del diritto al contratto, scaduto da due anni”. Lo spiega dalle pagine del Corriere della Sera la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan aggiungendo che l’astensione dal lavoro degli statali si può evitare se il governo lo vuole: “Se il governo troverà il modo di aumentare le risorse, noi siamo pronti a sederci al tavolo e non ci sarà più bisogno di scioperare”.

“Il governo ha stanziato solo 400 milioni con la manovra 2021. Ma così si avrebbe un contratto inferiore al precedente”, “ancano 600 milioni. Mi auguro che il premier ci convochi”.

Furlan, poi, ritiene “inaccettabile definire imboscato un lavoratore pubblico. Noi avevamo chiesto un accordo sullo smart working, invece il governo ha lasciato tutto in mano ai dirigenti. Col rinnovo dei contratti la materia andrà regolamentata. Non c’è solo un tema di controlli, ma anche di tutele e diritti, a partire da quelli alla disconnessione, alla formazione e alla strumentazione. Si tratta di accompagnare una vera e propria rivoluzione, uscendo dai luoghi comuni e affrontando il tema in modo serio”.

 





Bonafede: “Dialogare con opposizione, ma ruoli non si cambiano”

 

“Nessun allargamento della maggioranza. Ma è doveroso in questo momento dialogare con le opposizioni. Sottoscrivo totalmente l’appello lanciato dal presidente Mattarella: collaboriamo, anche con posizioni critiche, ma senza sterili polemiche. L’Italia in questa fase ha bisogno del contributo di tutti”. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dalle pagine del Corriere della Sera.

“Non entro nel merito delle scelte del Parlamento, ma ribadisco: il confronto è sempre utile. Proposte migliorative sono ben accette, ma senza confondere i ruoli”, aggiunge sulla richiesta dell’opposizione di partecipare alla stesura della manovra.





Commissariamento della sanità calabrese, il Governo non vuole fare più errori

 

Zero nuovi errori. E’ questa la regola che si è impost il Governo e Conte in particolare, per la scelta del nuovo commissario che dovrà gestire la sanità calabrese. La figura sembrerebbe rispondere a quella disegnata dal Procuratore Gratteri, che aveva chiesto per riuscire a fare qualcosa per la sanità della sua Regione, un uomo di ritorno, o meglio un calabrese, che ha scelto di andare fuori dalla Regione e che potrebbe anche ritornarci per dare una mano. Sul tavolo ci sono parecchi nomi. Nella rosa dei possibili commissari, spicca, però, quello di Federico Maurizio D’Andrea, cosentino che vive a Milano con un passato a metà tra la finanza (è stato colonnello delle Fiamme gialle ai tempi di Mani pulite e tra gli investigatori più vicini a Francesco Saverio Borrelli) e l’esperienza da manager (come presidente di Sogei e poi di Olivetti).





Calabria senza pace. Arrestato il Presidente del Consiglio regionale

 

 

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, di 68 anni, di Forza Italia, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. L’indagine che ha portato all’arresto di Tallini riguarda i suoi presunti rapporti con la cosca Grande Aracri della ’ndrangheta. Secondo l’accusa, i rapporti di Domenico Tallini con la cosca Grande Aracri avrebbero riguardato la costituzione di una società, con base a Catanzaro, finalizzata alla distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie (20 in Calabria, due in Puglia e una in Emilia Romagna).Tallini avrebbe fornito supporto alla cosca, specie nella fase di avvio del progetto ed il suo intervento, secondo quanto riferiscono i carabinieri, sarebbe stato ricambiato anche con il sostegno della cosca alle elezioni regionali del novembre 2014. Il contributo di Tallini sarebbe stato decisivo per favorire e accelerare l’iter burocratico inziale per ottenere le necessarie autorizzazioni per la costituzione della società per la distribuzione di medicinali. 

 





Sicurezza nei luoghi di lavoro: realtà o utopia?

Sicurezza nei luoghi di lavoro: realtà o utopia?

 

di Ezio Bonanni

(Presidente Osservatorio Nazionale Amianto)

 

 

L’INAILnei primi otto mesi del 2020 ha registrato 823 morti sul lavoro, un incremento pari al +20,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con questi datiMassimo Maria Amorosini, conduttore di ONA TV, ha introdotto latrasmissionea cui hanno partecipato Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL, Franco Colombo, Presidente FILASCe

Ezio Bonanni, Presidente ONA-Osservatorio Nazionale Amianto. Nel corso del settimo episodio di ONA TV,  Ezio Bonanniha ribadito che la salute e la sicurezza dei lavoratori debbano essere unapriorità nell’azione del Governo Nazionale, posizione che ha trovato unanime consenso dai rappresentanti del mondo sindacale e datoriale. L’ONA chiede che ci sia una legislazione premiale per coloro che organizzano il lavoro in sicurezza. Nel corso della trasmissione è stata ribadita da tutti gli ospiti la necessità della concretezza della politica. Oltre alla drammatica situazione del numero degli infortuni sul lavoro, tra cui, quelli mortali, vi è la questione delle malattie professionali e tra questele malattie asbesto correlate,  tra cui la più devastante è ilmesotelioma. Organizzare la sicurezza sui luoghi di lavoro, significa anche responsabilizzare i lavoratori e rimuovere i rischi alla radice. Quella della  prevenzione primaria  è il punto chiave delle azioni dell’ONA. Non solo l’impegno per la bonifica e messa in sicurezza, ma anche nuovi strumenti, tra i quali quelli della leva fiscale. La bonifica dei siti e degli ambienti contaminati, con il relativo  smaltimento, deve essere un impegno prioritario di tutti gli attori della sicurezza. Lo stesso Bonanni nell’intervenire, ha ribadito la necessità del credito di imposta per coloro che rimuovono i materiali dannosi affermando che “il credito di imposta deve essere concreto e senza limiti”. Per questo motivo, già nel corso della conferenza del 06.11.2017, fu presentata la proposta di legge sul credito di imposta bonifica amianto. Convergenza di posizioni tra i partecipanti alla trasmissione sul fatto che la politica debba agire in modo concreto sul credito di imposta per la sicurezza sul lavoro e che lo stesso debba essere effettivo. Il Segretario Capone ha ricordato anche il sacrificio dei tanti medici e personale sanitario che hanno perso la vita per il Covid-19nell’adempimento del loro dovere. L’ONA al riguardo si è impegnata a farsi promotrice affinché ai Medici vittime Covid-19 sia dato il riconoscimento di vittime del dovere. Il Segretario Generale dell’UGL ha concordato poi sulla necessità della prevenzione primaria, anche come modalità organizzative. L’UGL è al primo posto tra i grandi sindacati nell’attenzione per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, ivi compresa la questione dei militari. Da anni l’UGL è in prima linea sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro con la manifestazione‘Lavorare per vivere’. Questa manifestazione itinerante gira per l’Italia con l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno delle c.d. ‘morti bianche’. L’UGL ha, più volte, ribadito la necessità di unire le energie per fermare la strage silenziosa che, da anni, colpisce il nostro Paese. Sono state altresì gettate le premesse per una futura sinergia con ONA sulla tematica. La sicurezza sul lavoro, secondo il Presidente della FILASC Colombo, costituisce la base per gettare le fondamenta della ripartenza dopo questa crisi che è non solo pandemica, ma anche economica. Soltanto garantendo i livelli di protezione nei luoghi di lavoro, così come previsti dalla Legge, è possibile procedere al riavvio delle attività economiche. La gran parte della media e piccola impresa lavora in sicurezza, continua Colombo, anche perché ricordiamo che in molte occasioni l’artigiano, ovvero il piccolo imprenditore, lavora con i suoi dipendenti. Quindi, una situazione di rischio, colpisce anche lo stesso datore di lavoro, e, cioè, lo stesso imprenditore. Questo vale, tanto di più, per l’amianto, poiché le fibre si disperdono nell’ambiente e sono inalate da tutti coloro che si trovano nel sito. In più, non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla. Per questo motivo, il presidente FILASC, ha auspicato che tutte le forze rappresentative, possano collaborare nella comune direzione per la tutela della vita e della dignità umana. Il tema della sicurezza sul lavoro è stato affrontato anche con riferimento alle Forze Armate. Amorosini ha ricordato che in precedenti episodi di ONA TV, è stato affrontato il tema delle vittime del dovere e tra queste ci sono anche i militari. Il Segretario UGL ha puntualizzato che l’esposizione alle radiazioni ionizzanti e alle nanoparticelle per uso di proiettili all’uranio impoverito, si sarebbe dovuta evitare. Si tratta, secondo Capone, di fuoco amico, e se c’è chi dà la vita per lo Stato, si deve riconoscerlo auspicando il superamento del contenzioso che, in molte occasioni, il Ministero della Difesa mette in essere contro le richieste delle vittime e dei loro familiari.

 

 





Lo strappo di tre deputati da Forza Italia. Fuga verso la Lega

 

Laura Ravetto, Federica Zanella e Maurizio Carrara hanno lasciato il gruppo di Forza Italia alla Camera per passare a quello della Lega. "Prendiamo atto che Forza Italia ha perso quella forza propulsiva che l’aveva portata ad essere luogo di aggregazione per tutto il centrodestra", si legge in una nota congiunta.  I tre deputati hanno sottolineato che "quel luogo di aggregazione oggi è rappresentato dalla Lega di Matteo Salvini, che crediamo possa essere il miglior interprete di quella rivoluzione liberale i cui valori sono più che mai attuali e necessari, nonché il Partito con cui meglio portare avanti con coerenza quel programma unitario su cui abbiamo messo la faccia in campagna elettorale e che non vogliamo tradire".





Operazione Blue Box della Guardia di Finanza arresti e sequestri di beni per traffico internazionale di stupefacenti

 

Dalle prime luci dell’alba  di questo giovedì- al termine di una complessa attività investigativa nel settore del contrasto al traffico di sostanze stupefacenti coordinata dalla Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia - oltre 120 militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e della Stazione Navale di Bari della Guardia di Finanza di Bari stanno dando esecuzione in Puglia, Lombardia e Sicilia, ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali a carico di 15 soggetti, nonché a un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di 3,5 milioni di euro, entrambi emessi dal G.I.P. del locale Tribunale. In particolare, i destinatari della misura cautelare in carcere sono: 1) C.G. cl. ’56, detto “U’ Molfettese”; 2) C.G. cl. ‘80; 3) M.G. cl. ’74, detto “Il pelato”; 4) S.A. cl. ’72, detto “Montecitorio”; 5) B.V. cl. ’75, detto “Tre bandiere”; 6) M.V. cl. ’64, detto “Il notaio”; 7) D.A. cl. ‘85; 8) S.G. cl. ’90, detto “Z”; 9) M.G. cl. ’96, detto “U’ uarnaridd”; 10) C.L. cl. ’61, detto “Luli”. Invece, i soggetti nei cui confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari sono: 1) M.M. cl. ‘86; 2) G.B. cl. ‘72; 3) B.A. cl. ‘77; 4) C.R. cl. ‘87; 5) G.F. cl. ‘92. Tre dei soggetti attinti da misura cautelare personale risultano far parte di nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza. In tale contesto sono 28 le persone complessivamente indagate, a vario titolo, per i reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope aggravata dalla transnazionalità, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate, trasferimento fraudolento di valori e ricettazione, di cui 15 destinatarie di misura restrittiva. L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine (convenzionalmente denominata “BLUE BOX”) - svolta attraverso l’incrocio dei dati risultanti dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, dai tabulati telefonici, dalle registrazioni video, dalle georeferenziazioni satellitari GPS, nonché dall’attività di osservazione, controllo e pedinamento - che ha consentito di disvelare l’esistenza di un’associazione criminale a carattere transnazionale finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina), con sede operativa a Bisceglie (BT), e attiva in territorio italiano ed estero (Paesi balcanici e Spagna) composta da soggetti nati e residenti nelle province di Bari e BAT. Numerosi sono stati i riscontri operativi durante le investigazioni - eseguiti dal G.I.C.O. Bari e da altri Reparti della Guardia di Finanza - che hanno permesso di sottoporre a sequestro kg 709,42 di marijuana, kg 1.036,86 di hashish, gr. 333 di cocaina, 1 pistola Glock, munizionamento di vario calibro, oltre 339.000 euro in contanti, 14 autoveicoli, 1 motoveicolo e 1 motopeschereccio, con la conseguente denuncia alla competente Autorità Giudiziaria di 25 soggetti, di cui 17 tratti in arresto in flagranza di reato. Nello specifico, le indagini hanno dimostrato come i componenti dell’associazione per delinquere prediligessero intrattenere contatti tra di loro nonché con terzi fornitori o clienti delle sostanze stupefacenti, soprattutto attraverso contatti diretti e solo in pochi casi mediante l’uso delle utenze. Inoltre, dalle attività captative è emerso come gli associati utilizzassero, comunque, un linguaggio in codice con termini allusivi. L’interpretazione del linguaggio criptico operata dagli investigatori ha trovato conferma nelle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, già soggetto con ruolo apicale del gruppo di mafia PALERMITI-MILELLA da sempre dedito al narcotraffico. I trafficanti, sospettando di potere essere intercettati, hanno per di più cercato, nel tempo, di ridurre al minimo tale rischio, avendo cura di utilizzare utenze dedicate intestate a prestanome. Peraltro, innumerevoli e ingegnosi sono stati gli espedienti cui ha fatto ricorso l’organizzazione criminale per occultare la presenza delle sostanze stupefacenti: difatti, i sodali hanno utilizzato automezzi dotati di “doppi fondi” per il trasporto della merce illecita e di un’autorimessa sita in Bisceglie (BT) per nascondere, all’interno di automezzi ivi parcheggiati, il quantitativo e la qualità di droga, oggetto di precedenti trattative commerciali, al fine di consentirne il riservato prelievo dagli acquirenti. Inoltre, i sodali disponevano di una cassa comune nella quale confluiva il ricavato della vendita degli stupefacenti e dalla quale, decurtate le spese di approvvigionamento, attingevano per la ripartizione degli utili e per pagare le spese legali. Oltre alle misure cautelari personali è in corso a carico dei componenti dell’organizzazione criminale anche il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca “per sproporzione” e “per equivalente”, di beni immobili, mobili registrati, tra cui una motonave da pesca, e rapporti finanziari per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro.





Imprese ‘apri e chiudi’, scoperta frode milionaria dalla Guardia di Finanza

 

La Guardia di Finanza di Ferrara ha individuato una milionaria frode all’IVA perpetrata sul territorio nazionale da svariate aziende “apri e chiudi”, tutte gestite da soggetti di etnia cinese, create al solo scopo di far figurare un apparente giro d’affari, in realtà inesistente, e consentire, attraverso le false fatture emesse a favore di altre aziende gestite da connazionali, di evadere il Fisco. Le indagini coordinate dalla Procura ferrarese, hanno consentito di denunciare 23 soggetti, tutti di nazionalità cinese, resisi responsabili, a vario titolo, dell’emissione e dell’utilizzo di fatture inesistenti, attraverso l’uso strumentale di 22 società “cartiere”. L’illecito giro d’affari scoperto è di oltre 120 milioni di euro che ha generato un’evasione fiscale di circa 40 milioni di euro. L’operazione “Wall Papers” condotta dalla Tenenza di Comacchio, ha portato alla luce un meccanismo illecito con l’utilizzo di imprese create solo sulla carta e con breve ciclo vitale, che vede coinvolte decine di aziende attive nel settore degli empori che collocano sul mercato merce varia (articoli per l’arredo e per la casa, accessori per l’auto, prodotti dell’elettronica di consumo, abbigliamento ecc.) a prezzi estremamente concorrenziali. Le Fiamme Gialle ferraresi hanno ricostruito il complesso mosaico della frode, partendo da una verifica fiscale eseguita nei confronti di un esercizio commerciale del comacchiese, il cui titolare, un cittadino cinese ben radicato sul territorio, presentava alcune anomalie sui dati delle fatture ricevute dai fornitori che i finanzieri hanno estrapolato ed analizzato attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo. L’analisi condotta sugli elementi delle fatture d’acquisto, portavano gli investigatori ad individuare, anche attraverso i numerosi controlli incrociati effettuati in collaborazione con altri Reparti del Corpo dislocati in varie province e regioni, diversi fornitori, di fatto risultati delle “scatole vuote”, con partita IVA non più attiva, una vita media di 2/3 anni, prive di qualsiasi struttura imprenditoriale, con sedi inesistenti e, ovviamente, inadempienti a qualsiasi obbligo fiscale. Gli accertamenti hanno dimostrato, in sostanza, che la frode era stata ideata facendo leva sulle cc.dd. “imprese apri e chiudi”, create come “cartiere” per produrre, a ciclostile, false fatture destinate alle aziende realmente operanti nel settore del commercio a dettaglio, che le utilizzavano, ad arte, per abbattere il reddito imponibile da dichiarare ed ottenere, talvolta, rilevanti crediti di IVA nei confronti dello Stato per compensare le imposte da versare. Tale meccanismo ha consentito, anche alla società verificata, di poter essere fortemente competitiva sul mercato, praticando prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato a danno degli altri operatori di quel settore economico. La ricostruzione della filiera delle imprese “apri a chiudi” utilizzate per alimentare il sistema di frode ha permesso di scoprire come il fenomeno, sia vasto ed articolato, e sempre attuale, con imprese pronte ad essere aperte e chiuse con a capo soggetti che di fatto risultano nullatenenti e irreperibili. Le 22 “cartiere” scoperte, risultano dislocate un po’ a macchia di leopardo, fra il Piemonte (Torino, Cuneo, Novara), la Lombardia (Milano, Varese, Lecco, Monza, Bergamo, Mantova), il Veneto (Treviso); l’Emilia-Romagna (Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia), le Marche (Fermo), e il Lazio (Roma) e annoverano fra i loro clienti, numerose aziende, pronte a richiedere, senza alcuna remora, false fatture. L’attività di contrasto all’evasione fiscale, anche in questo periodo emergenziale, non si pone dunque solo lo scopo di recuperare i tributi evasi, ma è volta soprattutto a incidere concretamente sulla diffusione dell’illegalità fiscale, finanziaria ed economica e sugli effetti negativi che questa produce per l’economia, alterando il normale gioco competitivo degli attori del sistema, e a tutelare, proprio, quelle imprese, quei professionisti e quei cittadini che operano nel pieno rispetto della legalità.





Banca d’Italia: "Grazie alle misure messe in campo dal Governo, evitati 600mila licenziamenti"

 

L’insieme delle politiche del governo italiano per fare fronte alla crisi Covid ha, nel 2020, evitato 600mila licenziamenti. E’ quanto si legge in un’analisi della Banca d’Italia che calcola l’impatto delle misure di estensione della CIG, il sostegno alla liquidità delle imprese e il blocco dei licenziamenti. Nello studio, della ricercatrice Eliana Viviano (che non riflette necessariamente l’opinione dell’istituto centrale) si rileva come circa un terzo di questi 600mila "non si sarebbe probabilmente verificato, anche in assenza del blocco dei licenziamenti, grazie alle altre misure". 





Covid-19, nelle 24 ore altri 36.176 nuovi casi e 653 vittime

 

Nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati altri 36.176 casi di coronavirus, a fronte di 250.186 tamponi processati (mercoledì i nuovi positivi erano stati 34.282 su 234.834 test). Altre 653 persone sono decedute mentre sono 17.020 i guariti. In terapia intensiva ci sono altri 42 pazienti per un totale di 3.712 posti occupati.