Simeone (FI Regione Lazio): “Infermiere di famiglia in dirittura arrivo”

 “Abbiamo concluso in commissione Sanità l’esame degli emendamenti alla proposta di legge n. 106, ‘Disposizioni per la promozione dell’assistenza infermieristica familiare’. La proposta ora passa all’esame della commissione Bilancio dove sarà esaminata la norma finanziaria, poi tornerà in commissione Sanità per il parere definitivo e, infine, arriverà all’attenzione del Consiglio regionale”. Parole di Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare. “Auspico da tempo – ha ribadito – il potenziamento dell’assistenza territoriale nella nostra regione. L’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia rappresenta un passaggio fondamentale che va nella direzione giusta. C’è la necessità di adottare modelli di assistenza che garantiscano la presa in carico dei cittadini oltre a rendere più efficiente la rete sanitaria. Personalmente considero l’infermiere di famiglia come il pivot in una squadra di basket. Il fulcro, una figura di smistamento, per non dire il punto focale tra il paziente e la sua famiglia e il medico ospedaliero o di famiglia. Naturalmente il ruolo dell’infermiere di famiglia deve assumere un aspetto rilevante nell’ambito del rafforzamento dei servizi sociosanitari. Penso al potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità e per le persone anziane. Il sistema di assistenza socio-sanitario a mio avviso va ripensato. Dobbiamo puntare su un nuovo modello di welfare legato alle attività di cura alle persone, capace far dialogare meglio i servizi sociali di Comuni e Regione, con il sistema sanitario nazionale e regionale, integrando quindi nuove figure sociosanitarie a quelle esistenti. E la figura dell’Infermiere di famiglia – ha concluso – va introdotta per ridisegnare le nuove frontiere dell’assistenza territoriale”.





Roma, Ama: "Al via bando per 40 posizioni da operaio"

 

“Sul sito internet di Ama sarà pubblicato anche il bando di preselezione per 40 operai addetti alle officine dell’azienda. Si tratta della quarta tranche del piano assunzioni, approvato dalla Giunta Capitolina, che prevede l’innesto di circa 300 nuove risorse operative nella società che eroga i servizi di igiene urbana e cimiteriali per Roma Capitale. Tutte le informazioni per partecipare (requisiti, termini e modalità di svolgimento) saranno disponibili sul portale web dell’azienda”. Lo comunica Ama in una nota. “Nello specifico, per questa selezione le figure professionali ricercate sono: 17 meccanici, 13 elettrauti, 5 carrozzieri, 3 gommisti e 2 carpentieri – continua la nota -. Le candidature potranno essere presentate esclusivamente per via telematica con invio online attraverso il sito www.amaroma.it dalle ore 12 del 25 novembre alle ore 12 del 7 dicembre 2020. Non potranno in nessun caso essere prese in considerazione domande inviate attraverso canali diversi da quello web indicato”. “Questo quarto step del piano assunzioni si aggiunge alle altre 3 procedure avviate in questi giorni per la selezione di 125 operatori ecologici qualificati, 100 operai generici addetti allo spazzamento e 20 operatori cimiteriali. Anche in questo caso i relativi bandi con tutte le informazioni utili sono pubblicati e consultabili sul sito web dell’azienda”, conclude Ama.





Cerca di difendere la madre ed accoltella il padre, 16enne arrestato dai carabinieri

 

Dopo aver assistito all’ennesima lite tra i suoi genitori tra le mura domestiche, un ragazzo di 16 anni ha accoltellato il padre per difendere la madre. Il ragazzo è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Anzio. Lo studente incensurato, il primo dei tre figli della coppia, è intervenuto durante l’ultima lite dei suoi genitori e, dopo aver impugnato un coltello da cucina, ha colpito due volte all’addome il padre, un muratore romeno di 37 anni, con precedenti. L’uomo, sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza per l’asportazione della milza, ed è ricoverato in prognosi riservata.





Raggi: “Arriva nuova ciclabile su Lungotevere Arnaldo da Brescia”

 

“Oggi voglio mostrarvi le immagini di un altro cantiere che abbiamo aperto per aumentare la mappa di ciclabili a Roma. Solo pochi anni fa destinare risorse per questo tipo di interventi era impensabile. Le ciclabili a malapena venivano progettate, pianificate, né venivano destinati investimenti per portare avanti queste opere. Da quattro anni abbiamo cambiato le regole. Le stiamo realizzando anche perché sono in tantissimi a chiedercelo e perché chi sceglie la bici per gli spostamenti quotidiani o, anche solo per svago, deve avere tutti gli strumenti necessari a muoversi in sicurezza”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Facebook. I nuovi cantieri, spiega Raggi “sono iniziati su Lungotevere Arnaldo da Brescia all’incrocio con via Luisa di Savoia a due passi da piazza del Popolo, la nuova pista proseguirà fino ad arrivare all’altezza di piazza Cardinal Consalvi, nel quartiere Flaminio. Un percorso di 3,3 chilometri a senso unico di marcia che contiamo di completare in poche settimane e che andrà a ricongiungersi con la pista esistente sulla dorsale Tevere. Un’altra opera che va ad aggiungersi al piano straordinario da 150 chilometri ideato per Roma durante l’emergenza coronavirus”, conclude.





Pelonzi (Pd): “Solidali con Alfonsi, Raggi scopre bancarelle”

 

“Sosteniamo la presidente Alfonsi che rispedisce al mittente la provocazione della sindaca sul decoro e le occupazioni delle bancarelle. Dal I Municipio e dai sui quartieri dello shopping più volte è stato fatto appello ad una ridefinizione degli spazi per gli ambulanti, senza risposte dal Campidoglio. Oggi la Raggi, a pochi mesi dalle elezioni, pretestuosamente si accorge dell’invasione delle bancarelle. Invece di rimpallare le responsabilità servirebbe una forte azione politica e un coordinamento su vari livelli, purtroppo sempre rigettato dalla sindaca”. Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Antongiulio Pelonzi. “Sottolineo che la presidente Alfonsi ha sempre contrastato con forza la delibera della Giunta e della maggioranza M5S che prevedeva una sanatoria per le bancarelle anomale – continua Pelonzi -. Più volte la presidente ha chiesto spazi fuori dal Municipio poiché saturo di postazioni, senza ricevere mai risposte serie dal Campidoglio. Raggi incapace di governare la città e responsabile del degrado nelle zone commerciali, anziché adottare soluzioni serie e compatibili preferisce buttarla in caciara”, conclude.





Raggi chiede commissariamento Municipio I su bancarelle

 

Commissariare il Municipio I in materia di commercio su strada e liberare i marciapiedi su viale Giulio Cesare, via Cola di Rienzo e via Ottaviano dalle bancarelle. La sindaca di Roma Virginia Raggi, a quanto si apprende, ha scritto al suo assessore al Commercio Carlo Cafarotti perché questo avvenga “nei tempi più rapidi possibili”. La sindaca nella lettera ricorda come dal Campidoglio si è già proceduto a “invitare perentoriamente le strutture competenti”, ovvero il Municipio I a guida Pd, a delocalizzare le bancarelle nelle nuove aree individuate. “Si tratta di un tema molto rilevante per l’immagine e il decoro dei quartieri e della città”, commenta Raggi. 





Zingaretti: "Per Torre di Chia interlocuzione con Mibact"

 

“Dopo aver appreso della volontà della famiglia di Pier Paolo Pasolini di mettere in vendita la Torre di Chia a Soriano nel Cimino per l’insostenibilità dei costi di gestione, ci siamo attivati avviando un percorso di interlocuzione con il MiBACT per la salvaguardia e la tutela del sito. La Torre, già bene tutelato dal Ministero per il suo valore culturale e parte della Rete delle Dimore storiche del Lazio dal 2017, rappresenta un pezzo di memoria storica fondamentale non solo per la nostra regione. Ringraziamo il Ministero per l’attenzione che sta dedicando alla vicenda e ribadiamo il nostro interesse a collaborare e sostenere ogni progetto di valorizzazione che si vorrà mettere in campo”. Così in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.





Bordoni (Lega): "Centro città vittima del disinteresse del Comune"

“Si moltiplicano i disagi e le richieste di intervento nel Municipio I, il Centro della città è vittima del disinteresse dell’Amministrazione che lascia le vie più caratteristiche della Capitale in preda a sosta selvaggia, scarsa illuminazione notturna e assenza di segnaletica orizzontale in molti attraversamenti pedonali tra Aventino, Piazza Albania e Piramide Cestia, dove ha impressionato il numero di incidenti che si è registrato durante il lockdown”. Così il consigliere capitolino della Lega Davide Bordoni che ha scritto al presidente del I Municipio e al competente assessore ai Lavori Pubblici in merito alle carenze in fatto di manutenzione e sicurezza stradale.  “A Fontanella Borghese in via Monte d’oro, a due passi dal Parlamento, il camminamento protetto riservato ai pedoni è danneggiato e i paletti sono stati divelti, sul manto stradale invece moltissimi sampietrini saltati andrebbero ripristinati – continua Bordoni -. E’ evidente inoltre l’esistenza di un problema sul fronte della sicurezza stradale: il mancato rispetto dei limiti di velocità e delle norme del Codice della Strada è alla base degli ultimi incidenti a Viale Aventino e tra le vie limitrofe”.  “Proprio la scarsa illuminazione lungo le strade della capitale e il deterioramento delle strisce pedonali alimenta le infrazioni e il costante superamento dei limiti di velocità. Ci auguriamo che la maggioranza capitolina voglia cogliere le nostre richieste, superi eventuali contrasti con il Pd nel I Municipio e provveda alle segnalazioni che arrivano dal territorio”, conclude Bordoni.





Franceschini: “Raddoppio Cinecittà con ingresso di Cassa depositi e prestiti”

“L’ipotesi su cui stiamo lavorando è che il gruppo Cdp entri in Cinecittà. Questo consentirà di conferire a Cinecittà un’area grande come quella attualmente occupata dagli studios. Un’area di proprietà di Cdp, che confina con Cinecittà e che consentirebbe di raddoppiarne gli spazi e allo stesso tempo di far entrare un partner industriale, ovvero Cdp o le sue società. Stiamo costruendo le condizioni per un salto di qualità assoluto: una grande operazione industriale per l’Italia e per Roma. Non è fuori luogo parlare di Hollywood europea”. Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, in un’intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore, in cui illustra alcuni dei punti salienti riguardanti i settori della cultura e dello spettacolo della prossima legge di Bilancio firmata dal Capo dello Stato e dai prossimi giorni in discussione al Parlamento. 





Zingaretti: “Io candidato sindaco di Roma? Solo chiacchiere”

 

“Io candidato sindaco di Roma? Si tratta solo di chiacchiere”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, intervenendo a Sky Tg24 spiegando che “non esiste un’opzione politica in questo senso. Preoccupiamoci di sconfiggere il virus, questo è il vero tema che le persone si attendono dalla politica e riduciamo lo spazio del gossip che danno una idea della politica distante”.





Mondo di Mezzo, confisca milionaria definitiva per Buzzi, Carminati & C

 

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito la confisca definitiva di beni riconducibili, direttamente o indirettamente, a CARMINATI Massimo (classe 1958), BRUGIA Riccardo (classe 1961), LACOPO Roberto (classe 1965), BUZZI Salvatore (classe 1955), GAGLIANONE Agostino (classe 1958), GAUDENZI Fabio (classe 1972), GUARNERA Cristiano (classe 1973) e DE CARLO Giovanni (classe 1975), tutti tratti in arresto, nel dicembre 2014, da personale del R.O.S. Carabinieri di Roma nell’ambito dell’operazione “Mondo di mezzo”. La confisca rappresenta l’epilogo delle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli indagati e dei loro “prestanome”, delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ai sensi del “Codice antimafia” (D.Lgs. 159/2011), in una cornice di coordinamento investigativo con l’Arma dei Carabinieri. Gli specialisti del G.I.C.O. hanno ricostruito il “curriculum criminale” dei proposti, accertando la sussistenza dei requisiti di “pericolosità sociale” e della rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e i patrimoni accumulati nel tempo, necessari affinché il Tribunale capitolino emettesse vari decreti di sequestro, su richiesta della Procura della Repubblica, eseguiti a partire dalla fine del 2014.

Parallelamente all’iter giudiziario per i reati contestati agli indagati, sono stati celebrati i vari gradi di giudizio dell’autonomo procedimento per la misura di prevenzione, che si è concluso con la pronuncia della Corte di Cassazione del 22 ottobre u.s., che ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dalle parti, rendendo così definitiva la confisca di:

4 società operanti nei settori immobiliare e del commercio di prodotti petroliferi;

Massimo CARMINATI, condannato per associazione per delinquere, traffico di influenze illecite e corruzione in relazione alle vicende di cui all’operazione in argomento e noto per i suoi trascorsi nella formazione di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari (N.A.R.), nonché per il “rapporto stabile e funzionale” con la “Banda della Magliana” e il furto al caveau della Banca di Roma presso la Città Giudiziaria di Roma, commesso tra il 16 e il 17 luglio 1999, sono state confiscate, tra l’altro, la villa di Sacrofano e opere d’arte per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. Un’altra villa, nella stessa località, è stata affidata in comodato d’uso gratuito, per vent’anni, all’A.S.L. Roma 4 per la realizzazione di una importante struttura sociosanitaria per aiutare le famiglie di pazienti con autismo.

Nei confronti di Salvatore BUZZI, imprenditore a capo dell’ampia rete di cooperative coinvolte nell’inchiesta e anch’egli condannato per associazione per delinquere, traffico di influenze illecite e corruzione, la misura patrimoniale ha ad oggetto due immobili a Roma nonché le quote e il patrimonio di due società, per un valore stimato di oltre 2,6 milioni di euro.

Indipendentemente dall’esito del giudizio penale, la confisca di beni è stata disposta anche a carico del “braccio destro” di CARMINATI, Riccardo BRUGIA, e dell’altro sodale Fabio GAUDENZI, nonché degli imprenditori Roberto LACOPO – con riferimento, tra l’altro, alla società che gestiva il distributore di carburante sito in Corso Francia a Roma – Agostino GAGLIONE, Cristiano GUARNERA e Giovanni DE CARLO.

L’operazione testimonia il costante impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità, allo scopo di restituirli alla collettività.





Spaccio, nuova retata a Tor Bella Monaca. Si ‘lavorava’ anche con il lockdown. In campo Carabinieri e Direzione Distrettuale Antimafia

 

A seguito di serrate e complesse indagini, dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Gruppo di Frascati hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 10 persone, di cui 6 già in carcere e 4 con l’obbligo di presentazione alla P.G., ritenuti responsabili di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina nella città di Roma, nel quartiere di Tor Bella MonacaLe indagini, condotte dal gennaio all’aprile di quest’anno dalla Stazione Carabinieri di Roma Tor Bella Monaca, traggono origine dalle dichiarazioni testimoniali di un collaboratore di giustizia che, nel delineare le complesse dinamiche del fenomeno dello spaccio nella borgata di Tor Bella Monaca, riferiva di un importante traffico di stupefacenti gestito da un 25enne del posto, già noto alle Forze dell’ordine poiché appartenente ad una nota famiglia di pregiudicati di zona. L’attività investigativa ha permesso, sin dal principio, di appurare le modalità con cui il giovane coordinasse, unitamente alla moglie (anch’ella destinataria di misura), una ragguardevole attività di spaccio al minuto di cocaina mediante la “consegna su chiamatautilizzando telefoni operativi aventi intestazione fittizia, attraverso i quali gestiva decine di “clienti” fondendo indicazioni su tempi, luoghi e modalità delle singole cessioni. Sebbene l’accordo con l’acquirente restasse prerogativa della coppia e, più in particolare, del 25enne romano, la materiale consegna dello stupefacente veniva svolta da pusher (tutti individuati e destinatari dell’odierna ordinanza), cui forniva telefoni e mezzi e , di volta in volta, luogo esatto dove sarebbe dovuta avvenire la compravendita. In particolar modo, veniva spesso sfruttato il Largo Brambilla, nei parcheggi antistanti ad un bar ivi ubicato. La chiusura delle attività commerciali dettate dalle norme governative atte a contenere la diffusone del COVID-19, nonché gli importanti sequestri di stupefacente operati dai Carabinieri, costringevano in un secondo momento il 25enne a provvedere, in prima persona, alla materiale attività di spaccio. Le indagini hanno consentito altresì di far luce su un parallelo traffico di cocaina gestito da un’altra coppia composta da un 47enne romano, pregiudicato per droga, e dalla sua compagna convivente. I due – in via del tutto analoga – concordavano telefonicamente con i vari acquirenti luoghi e tempi degli illeciti scambi; perseverando nelle condotte criminose nonostante l’uomo fosse stato arrestato e ristretto, conseguentemente, al regime degli arresti domiciliari. Gli indagati, infatti, semplicemente riorganizzavano i propri traffici adattandoli alle sopravvenute esigenze, trasformando così l’abitazione (luogo della misura cautelare), durante il lockdown per il contenimento della pandemia da Covid19, in una “casa dello spaccio”, con i numerosi acquirenti, anche dieci al giorno, che si portavano presso il suo appartamento per acquistare cocaina. 

Le indagini hanno inoltre permesso di evidenziare alcuni punti di contatto tra le due coppie, legate tra loro da rapporto di amicizia, ed accordatesi per l’approvvigionamento di 1 kg di cocaina, occultato nei garage condominiali dello stabile di edilizia popolare di rispettiva residenza, sequestrato dai Carabinieri nel febbraio di quest’anno.

Nel corso dell’indagine sono stati arrestati, in flagranza di reato, due soggetti, di cui uno destinatario di misura, e venivano documentati oltre cento episodi di spaccio ed accertato un complessivo volume d’affari pari a circa 7.000 euro settimanali in pieno lockdown.

Oltre a quello menzionato, si segnalano altri due importanti recuperi di stupefacente ovvero il sequestro di 1 kg di cocaina occultato dagli indagati in una pineta di via Dell’Archeologia e circa 500 grammi della medesima sostanza sequestrata e rinvenuta nel vano ascensore della scala condominiale dove vivevano le due coppie, per un sequestro totale di Kg 2,5 di cocaina.

Quella odierna è solo l’ultima delle importanti e recenti attività investigative condotte dai Carabinieri e coordinate dalla DDA di Roma, nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, finalizzate alla disarticolazione di consolidati sodalizi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere, rendendolo terreno fertile, proficuo e tristemente noto per lo spaccio tra le palazzine popolari. Tali operazioni testimoniano la costante attenzione degli inquirenti sul fenomeno in atto e la capacità investigativa di monitorare, anche nelle fasi successive ad importanti indagini, le evoluzioni dei sodalizi criminali e di individuare, immediatamente, i nuovi vertici, al fine di stroncarne “sul nascere” qualsiasi tentativo di riorganizzazione.

Decine di perquisizioni, anche nei confronti di soggetti non colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare.

L’operazione ha interessato oltre duecento Carabinieri coadiuvati dai cinofili, da un elicottero dell’Arma e da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”.





Lettera dell’Ambasciatore italiano al Cairo al ministro degli Esteri egiziano per chiedere il rilascio dei dirigenti dell’Ong di Zaki

 

L’ambasciatore d’Italia al Cairo ha inviato, insieme a numerosi capi missioni di altri Paesi non solo europei, una lettera al ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, per richiedere il rilascio dei dirigenti dell’organizzazione Eipr (Egyptian Initiative for Personal Rights ) Abdel Razek, Mohammed Basheer cui si è aggiunto nella serata di ieri Karim Ennarah. Si tratta di funzionari con cui la nostra ambasciata è da tempo in frequente contatto in relazione al caso del giovane ricercatore Patrick Zaki. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Già nella giornata di mercoledì, del resto, la Farnesina aveva compiuto un passo ufficiale con l’ambasciatore egiziano a Roma per manifestare profonda preoccupazione per gli arresti in questione e per il grave deterioramento delle condizioni dei difensori dei diritti umani in Egitto.





L’avvocato di Trump, Giuliani: “Piano dei brogli nelle grandi città democratiche”

 

Rudy Giuliani, l’avvocato personale di Donald Trump che ora guida la campagna dei ricorsi legali contro la vittoria elettorale di Joe Biden, denuncia quello che definisce "un piano centralizzato per condurre frodi elettorali in grandi città controllate dai democratici". Nella conferenza stampa del team legale di Trump, Giuliani ha sostenuto infatti che in queste settimane di "indagini", compiute anche grazie al fatto che "uno straordinario numero di patrioti" si sono fatti avanti per denunciare irregolarità", è stato condotto "un’azione massiccia di frode" elettorale, puntando il dito contro città come Philadelphia e Detroit che, ha sottolineato, "hanno una lunga storia di corruzione". Nel corso della conferenza stampa, Giuliano è incorso anche in un incidente spacevole. La tinta dei suoi capelli, infatto, si è disciolta complice il caldo ed il sudore, ed ha rigato le guannce dell’avvocato, così come possiamo vedere nella foto. 





Elezioni Usa, il riconteggio dei voti conferma la vittoria di Biden in Georgia

 

Alla fine del riconteggio dei 5 milioni di voti espressi nello Stato della Georgia, Joe Biden si è riconfermato in testa su Donald Trump. Se tale risultato sarà certificato, Biden avrebbe compiuto l’impresa di espugnare una delle tradizionali roccaforti repubblicane, impresa che non riuscì nemmeno a Barack Obama. L’ultimo democratico a riuscirvi fu Bill Clinton nel 1992. Biden si è imposto con un vantaggio di appena lo 0,2% che corrisponde a 12.284 voti in più rispetto al suo avversario. 





Nuovi guai per Trump a New York. Estese le indagini sulle deduzioni fiscali milionarie. Problemi anche per Ivanka

 

Gli inquirenti newyorchesi che indagano su Donald Trump e sulla Trump Organization hanno esteso le indagini ad alcune deduzioni fiscali per milioni di dollari legate ad alcune consulenze. Una parte di questi soldi, riporta il New York Times, sarebbe finita nelle tasche di Ivanka Trump.     Tali deduzioni fiscali sono finite nel mirino sia delle indagini penali condotte dal procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance sia di quelle civili portate avanti dalla procuratrice generale dello stato di New York Letitia James. Gli sviluppi delle indagini partono dal fatto che Trump, come emerso dalle dichiarazioni fiscali degli ultimi 20 anni rivelate dal Nyt, avrebbe pagato pochissime tasse sul reddito giustificandole con perdite croniche della sua azienda. In particolare Trump avrebbe ridotto il suo reddito imponibile anche grazie a deduzioni per 26 milioni di dollari riferite al pagamento di consulenze. 





Biden detta la nuova linea della Casa Bianca: “Subito nell’Oms e negli Accordi di Parigi. Trump irresponsabile”

 

 

Il presidente eletto degli Usa, Joe biden ha fatto sapere in un messaggio video che dal primo giorno in carica si impegnerà a rientrare nell’Organizzazione mondiale della sanità e negli accordi per il clima di Parigi. Su Trump, che rifiuta di “concedere” e tenta un’ultima disperata battaglia legale, nonché si impegna in raffiche di tweet, ha detto: “Sta mostrando un’incredibile irresponsabilità e sta dando un messaggio negativo al mondo”.





Bergamo, dimessa dall’ospedale ruba una ambulanza per tornare a casa, denunciata a piede libero

 

Ha rubato un’ambulanza in sosta al Pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio, in provincia di Bergamo, per tornare a casa dopo essere stata dimessa: per questo motivo una ragazza di 23 anni è stata denunciata a piede libero dai carabinieri. Il furto la notte scorsa, poco dopo la mezzanotte. La giovane era appena uscita dal pronto soccorso di Treviglio (dell’Asst Bergamo Ovest) ed è salita a bordo di un’ambulanza che aveva le chiavi inserite nel cruscotto, mettendola in moto per tornarsene a casa. Il personale sanitario ha subito allertato il 112 per segnalare l’accaduto, così l’operatore della centrale operativa dei carabinieri di Treviglio ha inviato le pattuglie in servizio, impiegate nei servizi di controllo per il contenimento della diffusione del Covid-19, per intercettare il veicolo, avvalendosi anche del sistema di tracciamento gps di cui è dotata l’ambulanza. Pochi minuti dopo, il veicolo ha raggiunto Arcene, comune vicino a Treviglio, dove l’ambulanza è stata intercettata in via Matteotti. Ora la ventitreenne deve rispondere di furto aggravato.





Milano, addormentava con i sonnifero il figlio di 10 anni per uscire, condannata a tre anni dal Tribunale di Varese

Aveva dato dei sonniferi al figlio di 10 anni perché dormisse mentre lei era fuori: per questo una donna di 46 anni è stata condannata dal tribunale di Varese a tre anni per abbandono di minore, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Lo riporta la Prealpina.     Dopo una segnalazione di Telefono Azzurro, lo scorso marzo la polizia locale di una cittadina del Varesotto aveva bussato a casa della donna, di professione badante, e aveva trovato il piccolo in stato di semi incoscienza. In ospedale, dove era stato portato in ambulanza, i medici hanno accertato che aveva assunto psicofarmaci e la mamma di era scusata dicendo appunto che così lo faceva dormire mentre era fuori. Il bambino - che appariva malnutrito, sporco e che non veniva accompagnato a scuola - è stato subito affidato a una comunità per minori. L’avvocato della donna, Luca Carignola, ha annunciato ricorso. 





Addetto alla pulizia delle strade investito e ucciso a Torino

 

 

È morto all’ospedale Cto di Torino l’operaio sessantenne di un’azienda esterna che faceva lavori per conto di Amiat, l’azienda di igiene ambientale del capoluogo torinese, investito ieri da un’auto mentre spazzava le foglie secche dalla carreggiata in corso Trapani. Le due condizioni già da subito erano apparse critiche. "A nome di tutti i lavoratori, sindacati e Rsu esprimono ai famigliari il proprio cordoglio, unito alla rabbia e al dolore immenso di dover piangere, ancora una volta, un morto sul lavoro", si legge in una nota della Rsu Amiat. "Si invitano gli enti preposti a fare la dovuta chiarezza sulla dinamica del tragico episodio, e alle aziende del settore si ribadisce la richiesta di adoperarsi con grandissima attenzione e scrupolosità al mantenimento delle norme sulla salute/sicurezza di tutti i propri dipendenti", conclude la nota sindacale. 





Operaio muore colpito dal braccio meccanico di una gru a Genova

 

Un operaio di 54 anni è morto a seguito delle ferite riportante in un incidente sul lavoro avvenuto la scorsa notte nei pressi del casello autostradale di Masone. Il fatto è avvenuto sulla viabilità urbana vicino ad una rotatoria. L’uomo è stato colpito dal braccio meccanico di un camion in manovra. L’uomo è stato soccorso da personale del 118 e dai vigili del fuoco e trasportato in codice rosso, quello di massima gravità, all’ospedale genovese Villa Scassi. L’operaio è morto poco dopo a causa di un politrauma da schiacciamento. Sull’incidente stanno indagando i carabinieri. Gli ispettori della Asl hanno sequestrato il by bridge, il macchinario che serve per ispezionare i viadotti autostradali, da cui ieri sera si è staccata una parte che ha schiacciato l’operaio. La vittima, Luciano Sanna, originario di Caserta, viveva a Genova, ed era addetto alle manutenzioni dei viadotti autostradali. Gli investigatori stanno sentendo i lavoratori che erano sul luogo dell’incidente mortale. Secondo una prima ricostruzione si sarebbe inclinato il ponteggio e una parte si sarebbe staccata, schiacciando l’operaio. Due le ipotesi al vaglio: un errore di manovra di chi era alla guida del mezzo o un difetto dello stesso by bridge. 





Smaltivano rifiuti speciali in una azienda agricola di Reggio Emilia, scoperti e denunciati

 

Avrebbero smaltito rifiuti speciali in un’azienda avicola tra la Bassa e la val d’Enza Reggiana. Per questo tre persone - il titolare 58enne mantovano, un 52enne sempre mantovano e un 60enne operaio marocchino residente a Castelnovo Sotto - sono state denunciate dai carabinieri forestali di Reggio Emilia, due di questi colti in flagranza mentre stavano interrando alcuni materiali.  Dovranno rispondere delle accuse di deposito incontrollato e smaltimento di rifiuti potenzialmente pericolosi sotterrati in area agricola. Durante il blitz, i militari nel nucleo di polizia ambientale e agroalimentare hanno sorpreso un grosso escavatore e un altro mezzo, guidati da un uomo - estraneo all’azienda - e da un operaio dipendente mentre stavano realizzando alcune operazioni di smaltimento di un’ingente quantità di rifiuti in un fossa scavata, larga sei metri e profonda tre metri. Dopo alcune ispezioni sono emerse nelle immediate vicinanze dell’allevamento - che conta circa 70.000 capi di tacchini e una superficie di 10 ettari di terreno - altri depositi abusivi incontrollati. Sono state infine sequestrate - oltre ai due mezzi meccanici - le aree interessate al presunto stoccaggio illecito (stimate dagli inquirenti in 2.200 metri quadrati e l’altra di 500 metri quadrati) e alcune campionature di rifiuti per i quali il sostituto procuratore Giulia Stignani che coordina le indagini ha disposto le analisi per stabilirne la pericolosità.





Milano, stop al fumo da gennaio nei parchi, alle fermate dei bus ed allo stadio

 

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato, con 25 voti favorevoli, otto contrari, quattro astenuti e due consiglieri che non hanno partecipato al voto, il Regolamento per la qualità dell’aria che, tra le altre cose, introduce in città dal primo gennaio 2021 il divieto di fumare all’aperto tranne che in luoghi isolati. Dalle fermate dei mezzi pubblici ai parchi, fino ai cimiteri e alle strutture sportive, come gli stadi, sarà proibito fumare nel raggio di 10 metri da altre persone.  Dal 1° gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto. Fra le azioni che sono state definite entra in vigore entro 30 giorni dall’approvazione del regolamento il divieto di installare nuovi impianti a gasolio e biomassa per il riscaldamento degli edifici e, a partire dal 1° ottobre 2022, sarà vietato utilizzare gasolio anche negli impianti di riscaldamento già esistenti. Viene regolamentato l’utilizzo di legna per alimentare i forni delle pizzerie che a partire dal 1° ottobre 2023 dovrà essere di "classe A1": per una verifica sulla qualità ambientale dei forni a legna presenti nelle pizzerie milanesi viene anche avviato un censimento che sarà effettuato entro il 1° marzo 2021. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali sarà obbligatorio tenere le porte chiuse entro il 1° gennaio 2022. È prevista una deroga per i negozi che fanno uso delle cosiddette "lame d’aria" non riscaldate elettricamente, con larghezza superiore a quella della porta, con flusso al suolo minore di 2m/sec o che adegueranno le lame d’aria esistenti entro il 1° giugno 2022. 





Erano in coda alla mensa dei poveri di Genova, multati per assembramento

 

In coda per avere un pasto alla mensa per i bisognosi sono stati multati perché non mantenevano il distanziamento e alcuni non avevano le mascherine. E’ successo ieri in via Prè, storica via del centro storico di Genova. La polizia municipale è intervenuta dopo le numerose segnalazioni di residenti e comitati. "Dopo le segnalazioni - ha spiegato il comandante della polizia municipale Gianluca Giurato - per diversi giorni siamo andati a sensibilizzare. Abbiamo richiamato più volte le persone in coda a rispettare le norme. Ma nonostante tutto hanno continuato a non rispettare le norme e siamo dovuti intervenire".  Gli agenti hanno sanzionato diverse persone. Uno di loro è stato anche denunciato perché ha mentito dicendo di essere un minorenne. Portato all’ospedale pediatrico Gaslini dalle radiografie è emerso che era maggiorenne. Nel corso del servizio, sempre in via Pré, sono state multate altre sei persone sempre per il mancato rispetto delle norme anti contagio. 





Rotta balcanica dei migranti, rintracciati e fermati a decine in Friuli Venezia Giulia

 

Un centinaio di migranti, entrati illegalmente in Italia, presumibilmente dalla rotta balcanica, sono stati rintracciati la notte scorsa dalle forze dell’ordine tra l’autostrada A23, nei pressi del casello di Gemona, e la viabilità ordinaria nella zona tra Buja e Osoppo. Al 112 sono giunte svariate segnalazioni da parte di automobilisti in transito che avvertivano della pericolosa presenza di pedoni sull’autostrada.  L’arrivo della Polstrada e dei Carabinieri ha consentito di mettere in sicurezza lo scenario e di organizzare il trasferimento all’ex caserma Cavarzerani di Udine, dove gli stranieri - si tratta di cittadini bengalesi e pakistani - trascorreranno la quarantena anti-Covid, in attesa della valutazione delle loro istanze di richiedenti protezione internazionale.    Gli investigatori sono persuasi che i migranti siano stati fatti scendere da camion e furgoni nel cuore della notte: i passeur si sono dileguati. 





Calabria, nuovo sbarco di migranti nel reggino. Arrivati in cento

 

 

Nuovo sbarco di migranti lungo le coste della Locride. Si tratta del dodicesimo "arrivo" nell’ultimo mese e mezzo. Al porto di Roccella Jonica sono giunti oltre 100 persone di varie nazionalità. Tra essi anche donne e bambini. I migranti erano a bordo di un motopeschereccio di oltre 20 metri intercettato dalla sezione navale della Guardia di Finanza di Roccella Jonica ad alcune miglia di distanza dalla costa al largo di Capo Spartivento. Dopo l’arrivo nel porto della cittadina calabrese tutti i migranti sono stati sottoposti a tampone rinofaringeo da parte del personale sanitario specializzato dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Temporaneamente, in attesa di essere trasferiti in altre strutture più idonee, i migranti sono stati sistemati in una struttura pubblica messa a disposizione dal Comune di Roccella Jonica e gestita dalla sezione della Protezione Civile. 





“Questo virus è proprio un buon affare”, ma era ascoltato dalla Gdf. Azienda di sanificazione sequestrata a Rimini

 

"Sto coronavirus è stato proprio un buon affare". Così parlava al telefono, ignaro di essere intercettato dalla Guardia di Finanza di Rimini perché tra i soggetti già colpiti da sorveglianza speciale per camorra, il gestore di un’azienda operante nel settore delle sanificazioni anti Covid-19 tra Rimini e Pesaro che è stata posta sotto sequestro preventivo dalle fiamme gialle.  Un provvedimento eseguito al termine di indagini ’Dirty cleaning’ del nucleo di Polizia economico finanziaria di Rimini, diretta dalla locale Procura, finalizzate al contrasto di intestazioni fittizie di beni e tentativi di infiltrazione della criminalità nell’economia legale della provincia romagnola. Quando col primo lockdown, la sua società con sede a Pesaro, intestata a un prestanome e operante nel settore delle sanificazioni era decollata nei fatturati, sono scattate le verifiche che oggi hanno portato i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Rimini, ad eseguire il decreto di sequestro preventivo. Sotto sequestro la ditta con sede a Pesaro, quattro le persone indagate a vario titolo per intestazione fittizia (tra cui il gestore intercettato), diverse le perquisizioni a Pesaro, Rimini e anche Trento.




Percepivano senza titolo il ‘bonus spesa Covid’, sanzioni per 700 a Napoli

 

La guardia di finanza di Napoli ha sanzionato oltre 700 persone che avevano ottenuto indebitamente il "bonus spesa Covid-19", dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità. I soggetti coinvolti avevano ricevuto stipendio o pensione, anche per cospicui importi, percepito il reddito di cittadinanza o altre prestazioni sociali agevolate. Tra le persone finite nel mirino dei militari anche congiunti di esponenti della criminalità organizzata. Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250mila euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente sottratte. Si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di Partita Iva. Nella maggior parte i nuclei familiari monitorati hanno indicato un Isee con un valore inferiore a quello previsto. Emblematico, da questo punto di vista, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle che ha presentato un’attestazione Isee pari a 4.895 euro, quando in realtà , era di oltre 67.000 euro. Sui propri conti correnti la donna aveva 325.000 euro e disponeva di un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.

Le attività di controllo, sottolinea una nota della comando provinciale di Napoli, "testimoniano l’impegno della guardia di finanza nell’azione di contrasto a ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto". 





Il 78% degli italiani chiede più poteri all’Ue contro la pandemia

Il 78% degli italiani chiede maggiori competenze da parte dell’Ue per affrontare la seconda ondata della pandemia di coronavirus. E’ quanto emerge da un sondaggio comunitario, secondo cui la percezione positiva dell’Unione è aumentata di 11 punti rispetto alla primavera. In generale i cittadini europei vogliono un bilancio Ue con mezzi sufficienti per affrontare la crisi e un’erogazione dei fondi legata al rispetto dello Stato di diritto.





Gli italiani vogliono in tavola prodotti made in Italy

 

“Con l’emergenza Covid, l’82% degli italiani secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’ vuole portare in tavola prodotti garantiti made in Italy al 100% per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio”. 

E’ quanto ha evidenziato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, intervendo alla web conference “#NoFakeFood. Stop agropirateria: difesa del made in Italy e del patrimonio agroalimentare da contraffazioni e Italian sounding”. 

Una tendenza, ha aggiunto Prandini, “confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione e i mercati degli agricoltori di Campagna Amica per promuovere le produzioni del territori e combattere il fake food”. 

Una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione e i mercati degli agricoltori di Campagna Amica per promuovere le produzioni del territori e combattere il fake food”.

 




Alto Adige, al via i test di massa sulla popolazione

 

 

Dalle 8 di questo venerdì è iniziato in Alto Adige lo screening di massa. L’obiettivo è quello di sottoporre il 70% della popolazione, ovvero 350.000 persone, all’esame del tampone rapido.I test a tappeto dureranno tre giorni, fino a domenica, dalle 8 alle 18. Vengono effettuati in tutti i Comuni dell’Alto Adige in quasi 200 presidi. In molti casi si tratta delle palestre dei seggi elettorali. Gli asintomatici dovranno stare in quarantena per dieci giorni. Con lo screening di massa la Provincia autonoma intende piegare la cura dei contagi. Martedì riapriranno gli asili e le scuole elementari. 





Boccia: “I parametri Covid restano in vigore fino al 3 dicembre”

 

“Lavoriamo insieme, come abbiamo sempre fatto, per il prossimo Dpcm, approfondendo in sede tecnica le proposte della Conferenza delle Regioni. Ma fino al 3 dicembre restano in vigore parametri e regole condivise, oggi in vigore. Serve chiarezza che abbiamo il dovere di garantire anche nel dibattito pubblico. Questo modello sta funzionando e regge sull’assunzione reciproca di responsabilità. Le proposte scientifiche della Conferenza delle Regioni saranno oggetto di un rigoroso confronto con il Prof. Brusaferro, il Prof. Rezza e i tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità che valuteranno tutti i contributi con grande attenzione. Abbiamo la responsabilità comune di garantire la salute di tutti riducendo ogni giorno i contagi e alleviando la pressione sulle reti sanitarie. Dobbiamo lavorare con velocità e unità perché nessuna famiglia pianga più. Anche oggi purtroppo ancora troppi dolori. I morti non sono numeri ma persone la cui scomparsa rende tutti noi più poveri”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine del confronto con le Regioni. “Abbiamo già stanziato – ha detto – risorse per ristorare le attività che dovranno fermarsi e tutti gli impegni che possiamo assumere li stiamo assumendo nella nuova cornice di bilancio Europea costruita anche grazie all’impegno italiano. Alle Regioni che ritengono di fare ordinanze più restrittive d’intesa con il governo dobbiamo garantire certezze. Bene il Lazio che propone misure rigorose anche con Rt sotto 1, la difesa della salute è la priorità assoluta”. “Se togliessimo potere di ordinanze restrittive, come a volte chiedono alcuni presidenti daremmo ragione a chi dice ‘centralizziamo’ tutto e invece sarebbe un errore perché le Regioni conoscono meglio i modelli territoriali e seguendo linee guida nazionali ferree e rigorose, i presidenti possono decidere come intervenire in base alle caratteristiche dei territori. Intervenire nelle aree interne, in quelle di montagna o in quelle metropolitane non è la stessa cosa perché dipende da servizi disponibili e trasporti correlati”, ha concluso il ministro.





Matteo Bassetti: “Su Covid abbiamo sbagliato il conteggio dei morti. Stiamo drammaticamente decrescendo come letalità”

 

"Abbiamo sbagliato anche a contare i morti. Abbiamo contato in modo diverso rispetto al resto d’Europa". Sono le parole del professor Matteo Bassetti a L’aria che tira. "Quando abbiamo cambiato la metodologia di conteggio dei decessi, stiamo drammaticamente decrescendo come letalità. Ma abbiamo un peccato originale legato a marzo e ad aprile: chiunque arrivasse in ospedale con un tampone positivo, anche se aveva un infarto veniva qualificato come morto per covid", dice Bassetti. "Se a distanza di 9 mesi non sappiamo guardare indietro e ammettere un errore, continueremo ad essere considerati tra i peggiori d’Europa. Come medico non mi piace, abbiamo una mortalità più alta di quella dell’India. E’ evidente che ci sia un problema soprattutto di conteggio", aggiunge. Si discute dell’ipotesi di aprire all’arrivo dei medici stranieri. Siete sicuri che i medici stranieri vogliano venire a lavorare in Italia dove li paghiamo un terzo di quanto li pagano in ogni altro Stato europeo? Il problema non è aprire, il problema è se vengono. I medici italiani sono tra i migliori medici al mondo e chi può scappa all’estero. Li paghiamo meno e li facciamo lavorare di più. In Italia quando fai le cose giuste c’è comunque qualcuno che ti dice che è sbagliato. I medici se ne vanno dall’Italia e fanno bene. C’è un mercato in uscita e non in entrata. Apiramo ai medici stranieri e magari qui verranno quelli di basso livello, da paesi dove non c’è una formazione adeguata".





Arcuri: “Entro gennaio vaccineremo 1,7mln di italiani”

 

“Stiamo disegnando un piano dei vaccini, il primo che avremo a disposizione sarà quello della Pfizer. In Italia nella seconda metà di gennaio arriveranno 3,4mln di dosi, idonei a vaccinare 1,7mln di persone”. Lo ha detto il commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri in conferenza stampa. “Ad ogni persona dovranno essere somministrate due dosi” ha spiegato. Arcuri ha quindi aggiunto: “Esposizione al rischio e fragilità sono secondo noi i criteri che dovranno essere utilizzati” per la vaccinazione, ma la “definizione spetta al Governo e dovrà essere poi condivisa modificata o integrata dal Parlamento. Questa grande campagna sarà la più grande di somministrazione di un vaccino non solo in Italia ma in tutta Europa e in molta parte del mondo”. Quanto alle terapie intensive: “Arriveremo a superare gli 11.200 posti letto. Noi oggi abbiamo 10.025 posti letto già attivati, 8.585 attivabili con le dotazioni che sono già pervenute alle regioni per la terapia intensiva. Oggi ci sono 3.712 persone ricoverate in terapia intensiva e 8.585 posti letto già attivati e 10.025 posti letto potenzialmente attivabili”. Il commissario ha poi commentato i numeri odierni osservando: “Sono numeri in progressiva crescita, ma ancora una volta dobbiamo fare uno sforzo per cercare di entrarci un po più dentro e di spiegare perché questi numeri ci dicono che la forza del virus è ancora molto rilevante, ma nella realtà questa forza, e grazie alle misure che sono state progressivamente messe in campo per il suo contrasto e il suo contenimento si sta riducendo” 





Von der Leyen sui vaccini: “Possibile autorizzazione Ema su commercializzazione a metà dicembre”

 

L’Ema "potrebbe dare un’autorizzazione condizionata alla commercializzazione" nell’Ue dei vaccini contro il Covid-19 sviluppati da "Biontech e Moderna" nella "seconda metà di dicembre 2020, se non sorgono problemi". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Bruxelles. Si tratta del "primo passo", continua von der Leyen, spiegando che le dosi arriverebbero inizialmente in "piccoli numeri", destinati poi a crescere a mano a mano che procede la produzione. E’ quanto mai importante, insiste, che gli Stati membri "sviluppino dei piani di vaccinazione", stabilendo per tempo quali sono le categorie che devono essere vaccinate per prime, come "i lavoratori della sanità e gli anziani".




Giornata di mobilitazione il 25 alla Arcelor Mittal

 

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per mercoledì 25 novembre a sostegno delle proposte e delle priorità rivendicative delineate nel coordinamento nazionale che si è svolto in videoconferenza, una giornata di mobilitazione nazionale nei siti del gruppo ArcerlorMittal, con sciopero di 2 ore, presidi, iniziative e collegamenti dagli stabilimenti con conferenza stampa in videoconferenza dei segretari generali.





Media digitali, Buzzfeed acquisisce HuffPost

 

Buzzfeed Inc. acquisisce HuffPost di Verizon Media, lo ha fatto sapere l’azienda, che intende così, si legge sul sito del Wall Street Journal, unire le forze dei due tra i più grandi player nel campo dei media digitali. A capo della nuova entità ci sarà Jonah Peretti, il fondatore e direttore esecutivo di Buzzfeed.





Regione Sicilia ha deciso. Musumeci: “Domenica e festivi i negozi saranno chiusi”

 

"Siamo in una fase di grande attenzione e ho ritenuto di accompagnare le decisioni nazionali e regionali con un’ordinanza che ha l’obiettivo di sostenere i primi segnali positivi, evitando nei giorni domenicali e festivi le occasioni di assembramento che abbiamo visto in tante immagini pubblicate dai mezzi di comunicazione. Chiediamo a tutti uno sforzo nelle prossime importanti giornate". Lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che questa sera ha adottato un’ordinanza destinata a limitare le occasioni di contagio nei giorni domenicali e festivi. Prevista la chiusura delle attività commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole e del domicilio per i prodotti alimentari, dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento.  "Lo dobbiamo - ha spiegato il governatore - agli operatori della sanità che stanno dimostrando una capacità di intervento senza precedenti, ma lo dobbiamo anche a tutti gli operatori economici che stanno affrontando un momento difficile e, in definitiva, lo dobbiamo a noi stessi, perché bisogna ritornare a una vita il più possibile normale nei tempi che la pandemia impone". 

 





Regione Sardegna, respinta la mozione di sfiducia contro Solinas: “Ideata per darmi una spallata”

 

Era nei numeri ed è stata respinta la mozione di sfiducia contro il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, presentata dall’opposizione, per la gestione dell’emergenza Covid, incentrata in particolare sull’ordinanza di apertura delle discoteche datata 11 agosto: hanno votato contro in 34, a favore 19, mentre si è astenuto lo stesso governatore. Sei gli assenti. "Uno spettacolo indecoroso, una strumentalizzazione senza precedenti che incurante del danno di immagine alla Sardegna ha usato la pandemia per cercare di dare una spallata politica alla mia persona".  Così il governatore Christian Solinas intervenendo per la prima volta sul caso delle discoteche, in occasione della discussione della mozione di sfiducia presentata dall’opposizione. "E’ talmente vergognoso questo atteggiamento, soprattutto da chi ha cercato di rappresentare la figura di un presidente di una maggioranza di lazzaroni fuori dalle regole, di mentitori seriali che ingannano il popolo sardo, ma come vi permettete?". "Sono entrato in dispositivo di sicurezza per aver ricevuto minacce di morte e la mia famiglia, le mie residenze e la mia auto come obiettivo sensibile: vi sembra una cosa civile che qualcuno dia l’indirizzo della casa di un soggetto a dispositivo di sicurezza, che venga sorvolata da un drone e che qualcuno ci arrivi con la telecamera mostrando sulla trasmissione la casa esponendo i familiari a rischi gravi?". Così in Aula durante la discussione della mozione di sfiducia il governatore della Sardegna Christian Solinas. "Ho ricevuto la solidarietà da alcuni e, significativamente, un assordante silenzio da parte di altri. Questo clima di odio non aiuta nessuno". La trasmissione citata da Solinas, pur senza nominarla, è Report.




Marsilio (Regione Abruzzo): “ L’Aquila sottoposta ad una ondata di contagi analoga a quella che colpì Bergamo nella prima fase della pandemia”

 

 

"L’Aquila è sottoposta ad un’ondata molto pesante, analoga a quella che colpì Bergamo nella prima fase. I nostri medici la stanno affrontando con il massimo della determinazione".

E’ l’allarme lanciato nel corso di una conferenza stampa del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che parla di una "corsa contro il tempo". Sottolineando che "il sistema nel complesso sta tenendo, tra grandi difficoltà", il governatore afferma comunque che "l’ondata subita dal nostro territorio non è normale: in un mese si è scatenato un vero e proprio flagello di fronte al quale ogni sanità del mondo è in difficoltà". 


    Rispondendo ad una domanda sulla situazione della provincia dell’Aquila - il territorio, il meno colpito nella fase primaverile, è ora martoriato dalla circolazione del virus - Marsilio afferma che "ogni giorno nella Asl dell’Aquila e in tutte le altre Asl si aprono nuovi reparti, continuiamo a lavorare per reperire nuovi spazi, riorganizzando la sanità". 
    Tra le difficoltà, evidenzia il governatore, c’è quella relativa al reperimento di personale, ma "stiamo lavorando su nuove assunzioni". Rispetto alle polemiche politiche, Marsilio dice che "si deve lasciare spazio a chi ha le competenze e a chi fa questo mestiere. Quando c’è un’epidemia in corso - osserva - tutta la politica deve stare al fianco degli esperti e metterli nelle condizioni di lavorare, non fare megafono sotto ai pronto soccorso. Quello - conclude il presidente abruzzese - è un mestiere troppo facile, ma non porta lontano". 





Natale, un nuovo Dpcm più morbido con aperture dei negozi oltre il consueto orario, coprifuoco meno rigido e ristoranti aperti

 

 

I 21 parametri che attribuiscono alle Regioni la collocazione nella zona gialla, arancione o rossa non cambieranno fino al 3 dicembre, con la scadenza del Dpcm attualmente in vigore. E’ quanto deciso durante il vertice tra governo e Regioni. Sarà un tavolo tecnico tra governatori, Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute a valutare eventuali modifiche da inserire nel nuovo provvedimento. Per Natale, invece, l’ipotesi è di un Dpcm ad hoc.  Una delle principali questioni sul tavolo dell’incontro è stato il nuovo Dpcm, quello che dovrebbe dare le indicazioni per il periodo natalizio. Dal premier ai ministri fino agli scienziati, tutti continuano a ripetere che non sarà un Natale come gli altri e che, seppur con qualche inevitabile concessione, non sarà certo un liberi tutti. "Dobbiamo predisporci ad un Natale più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile - ha ripetuto anche oggi Conte -. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva". Qualche apertura però ci sarà, come conferma lo stesso premier, per consentire alle famiglie di stare insieme e soprattutto per non affossare ulteriormente l’intero commercio e il turismo. La linea da seguire verrà decisa nei prossimi giorni, anche confidando sul fatto che le misure prese a partire dal 24 ottobre frenino la diffusione del virus. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di un ’Dpcm ponte’ per il periodo natalizio che sospenda l’automatismo delle fasce, allenti il coprifuoco nazionale, consenta l’apertura serale di bar e ristoranti e lo spostamento anche tra le regioni ’rosse’ e ’arancioni’ per raggiungere i parenti più stretti, allunghi l’orario dei negozi, preveda un nuovo protocollo per le messe e le cerimonie religiose, indichi i divieti per la notte di capodanno, compreso lo stop a qualsiasi assembramento nelle piazze.





Di Maio: “Non ha senso discutere di Forza Italia nella maggioranza”

 

Luigi Di Maio chiude all’ingresso di Forza Italia al governo e posta su Facebook un vecchio articolo di quando Silvio Berlusconi lo chiamò al telefono e lui si negò: "Era così allora, è così oggi", chiosa il ministro degli Esteri.  "Quando c’è lealtà istituzionale è un bene soprattutto in un momento così delicato, quindi io mi auguro che arrivi la stessa lealtà da altre forze dell’opposizione.  Però non ci sono problemi di maggioranza, non ha senso discutere dell’ingresso di Forza Italia in maggioranza. Io rispetto tutti ma il Movimento 5 stelle e Berlusconi sono due mondi diversi", ha detto Di Maio a Radio Anch’io rispondendo a una domanda sulla disponibilità diBerlusconi a votare sì alla manovra. Su un’eventuale candidatura nell’organo collegiale o alla leadership del Movimento 5 Stelle "valuterò nelle prossime settimane", ha detto Di Maio. E in merito al Covid ha aggiunto "L’Italia è nei due grandi accordi internazionali, quello di Pfizer e quello di AstraZeneca, che sono i più avanzati e che stanno avendo una grande successo nella sperimentazione. L’Italia sarà tra i primi Paesi al mondo a ricevere un vaccino" contro il Covid, ha precisato Di Maio. "La dialettica all’interno di una coalizione è fisiologica, diverso è mettere in discussione i principi valoriali di chi ne fa parte. Ribadiamo per l’ennesima e, auspicabilmente, ultima volta che il nostro intendimento di collaborazione per realizzare misure urgenti in grado di contrastare la crisi economica e sociale in atto è solo ed esclusivamente frutto dell’invito del Presidente Mattarella ad unire le forze di fronte alla pandemia. Il bene del Paese si può e di deve perseguire anche da lati opposti del quadro politico e istituzionale senza che questo dia luogo a infruttuose polemiche". Lo dichiara Renato Schifani, senatore di Forza Italia e consigliere politico di Silvio Berlusconi.





Mattarella: “Il virus sta minando il futuro delle prossime generazioni”

 

 

 

“La Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza quest’anno assume un particolare significato in presenza di una pandemia che a livello globale produce un forte impatto proprio sui più fragili e a rischio di discriminazione e violazione dei diritti. Superando ogni confine, il virus sta minando il futuro delle prossime generazioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione. In Italia, ha sottolineato, “già prima dell’emergenza sanitaria, il numero dei bambini in povertà assoluta era drammaticamente alto ed è destinato ad aumentare”. I bambini, come gli adulti, ha aggiunto Mattarella, “che a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 devono affrontare cambiamenti importanti nel loro quotidiano, possono risentirne perché ansia e preoccupazione possono colpire anche i più piccoli. La sfida che dobbiamo affrontare è quella di infondere ai nostri giovani serenità informandoli su ciò che avviene nel mondo e preservarli dall’inquietudine”. Per Mattarella “prioritario, ancora di più oggi, è tutelare i più piccoli, coloro che vivono in contesti familiari di disagio o con disabilità e che hanno bisogno di assistenza che non sempre le famiglie sono in grado di assicurare. Dobbiamo permettere ai nostri ragazzi – è la sollecitazione arrivata dal capo dello Stato – di realizzare i loro sogni con interventi mirati ed impedire che possano abbandonare gli studi perché la formazione è alla base dello sviluppo e della crescita di un Paese e rappresenta uno dei diritti dei bambini e degli adolescenti”. Lo stato di salute dei più piccoli e degli adolescenti, ha concluso, “è influenzato dal contesto sociale in cui vivono. Bisogna quindi intervenire con determinazione per non far sentire soli i bambini e i giovani, per annullare ogni forma di disparità e consegnare un mondo migliore e più responsabile alle generazioni future».





Caso Santelli, il Presidente dell’antimafia Morra si scusa, ma: “Le mie parole cucite con un lavoro sporco”

 

“Chiedo scusa alle persone, anche, che si sono sentite tradite, colpite, da parole che son state volutamente prese un pochino di qua, un pochino di là, messe insieme, facendo un lavoro sporco di ricucitura, per far intendere ciò che il sottoscritto non ha mai pensato”. Lo afferma Nicola Morra, presidente M5s della Commissione Antimafia, in una nota sulle sue dichiarazioni di ieri circa il voto in Calabria. “Da parte mia c’è sempre stato il massimo rispetto per chi vive la condizione della malattia, qualunque essa sia. Chi mi conosce, anche per vicende personali, sa quanto sia vero quanto sto dicendo”, sostiene Morra. “Ho semplicemente ricordato, all’interno di una intervista che aveva come proprio argomento specifico la questione ‘arresti di Domenico Tallini’, come l’elettorato debba essere pienamente responsabile delle scelte che effettua e perché questo avvenga c’è necessità di essere informato su tutto. Anche perché: il sottoscritto si batte per una sanità pubblica, universale e gratuita che intervenga a favore sopratutto di chi è più debole. Questo lo dico non da oggi ma da sempre, e chi è più debole è il malato”.

“Di conseguenza, che sia chiaro – afferma Morra – io rifiuto qualunque accusa di insensibilità e rinvio tutti coloro che vogliono farsi un’idea all’ascolto esatto dell’intervista che ho concesso a Radio Capital e tutto poi sarà liberamente interpretabile: la stessa cosa letta attraverso parole scelte fra quelle dette può assumere un’interpretazione, un tono ed un significato ben diverso rispetto a quello che originariamente avevano. Mi dispiace che una parte politica voglia fare strumentalizzazione – dice riferito a Forza Italia, insorta per le parole su Jole Santelli – quando al contrario noi dovremmo combattere le truffe a danno della sanità, e per esempio della sanità calabrese, ed è questo il motivo per cui Domenico Tallini è stato ieri arrestato, che sono quelle cause vere che impediscono a tanti malati di essere curati”.

 





Aperte le domande fino al 15 gennaio per i contributi a fondo perduto dei Decreti Recovery

 

 

Fino al 15 gennaio 2021, è possibile inviare le domande di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai decreti "Ristori" e "Ristori bis" per i contribuenti che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo previsto dal decreto Rilancio. Lo rende noto l’Agenzia delle Entrate, ricordando che per chi aveva già presentato la domanda la scorsa primavera l’accredito delle somme sul conto corrente avviene in maniera automatica.  La domanda di accesso ai contributi va presentata via web mediante il portale "Fatture e corrispettivi" dell’Agenzia oppure attraverso l’utilizzo di un software di compilazione e un successivo invio attraverso l’applicativo "Desktop telematico". L’autenticazione potrà avvenire con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia, tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns). Nell’istanza devono essere indicati i codici fiscali del richiedente, dell’eventuale rappresentante o intermediario, le informazioni sulla sussistenza dei requisiti e l’Iban del conto corrente su cui ricedere l’accredito. Entrambi i contributi si rivolgono ai titolari di una partita Iva attivata prima del 25 ottobre e non cessata al momento della presentazione della domanda. Gli ulteriori requisiti per richiedere il contributo a fondo perduto del Dl Ristori sono due: esercitare come attività prevalente una di quelle rientranti nei codici Ateco elencati nella tabella dell’allegato 1 del decreto e avere avuto l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Quest’ultimo requisito non è invece necessario se la partita Iva era stata attivata a partire dal primo gennaio 2019.  Il contributo previsto dal Dl Ristori-bis, invece, è destinato esclusivamente ai titolari di partita iva che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle regioni rosse. Gli altri requisiti sono analoghi a quelli del contributo del Decreto Ristori. 





L’Inps: “Pagate 14.198.594 domande di Cig”

 

 

Al 18 novembre, su 14.292.139 domande di pagamento di cig sono 14.198.594 le prestazioni erogate direttamente dall’Inps a 3.500.295 lavoratori, pari al 99,7% delle richieste. Lo indica l’Istituto di previdenza nell’aggiornamento sui pagamenti diretti di cassa integrazione effettuati nel periodo di emergenza Covid, aggiungendo che tra il 3 e il 18 novembre sono state erogate direttamente 594.061 integrazioni salariali. Dall’Osservatorio sulla cig emerge, invece, che il numero totale di ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nel periodo dal primo aprile al 31 ottobre per emergenza sanitaria Covid è pari a 3,388 miliardi. Nel solo mese di ottobre, sempre con la causale Covid, sono state autorizzate 330 milioni di ore, facendo registrare un incremento del 38,1% rispetto alle ore autorizzate a settembre. 

 





Scende l’indice di trasmissibilità di Covid-19, ora è pari a 1.18

 

L’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,18.Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane; da questa settimana in alcune Regioni/PA il valore di Rt stimato è inferiore a 1. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Nel monitoraggio della scorsa settimana si rilevava un indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici pari a 1,43. Si riscontravano inoltre valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte Regioni/PA. Al 17 novembre, 18 Regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva. Se si mantenesse l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro un mese. L’aumento continuo delle persone con Covid-19 ricoverate negli ospedali implica un’inevitabile erosione delle risorse per l’assistenza ai pazienti con altre malattie. Lo rileva la bozza del monitoraggio Iss-ministero.

Questa settimana si osserva un ulteriore incremento dei casi che porta l’incidenza negli ultimi 14 giorni a 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020 (vs 648,3 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020). L’aumento di casi è diffuso in quasi tutto il Paese. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio Iss-ministero della salute.

Intanto tre Regioni sono a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Data la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto "si raccomanda alle autorità sanitarie delle 3 Regioni/PA con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese di valutare la possibile adozione di ulteriori misure di mitigazione". Lo rileva la bozza del monitoraggio Iss-ministero della Salute.

 




L’Iss lancia l’allarme: “Resta un rischio alto di una epidemia incontrollata”

 

 

Quasi tutte le Regioni/PA sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. In particolare, 17 Regioni/PA sono classificate a rischio Alto di una trasmissione di SarsCov2. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.





Frosinone, dopo i 30 anni alla madre condannato all’ergastolo per la morte del piccolo Gabriel anche il padre

 

La Corte d’Assise di Cassino ha condannato all’ergastolo Nicola Feroleto, il padre del piccolo Gabriel, il bimbo di due anni e mezzo assassinato dai genitori il 17 aprile 2019 a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. La scorsa settimana la madre, Donatella Di Bona, era stata condannata a 30 anni di carcere con rito abbreviato. Feroleto ha scelto, invece, il rito ordinario.  Poche ore dopo l’omicidio, la donna aveva raccontato che il piccolo era stato investito e ucciso da un pirata della strada. Non credendo a questa versione, gli inquirenti continuarono ad indagare fino alla confessione della 29enne.   Il giorno della morte di Gabriel, la Di Bona e Feroleto, all’epoca ex marito, si appartarono in auto su una stradina di campagna.Con loro c’era anche il figlio, che strillava e piangeva perché voleva tornare a casa. Sarebbe stato questo a far scattare l’ira della mamma, che lo avrebbe soffocato





Senza tregua. Il virus fa altri 37.242 nuovi contagiati e 699 vittime

Ancora un significativo balzo in avanti dei contagi da Covid. In Italia sono stati registrati nelle ultime 24 ore 37.242 nuovi casi di coronavirus a fronte di 238.077 tamponi effettuati (mentre il giorno prima i contagi in più erano 36.176 su 250.186 tamponi). Purtroppo nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 699 decessi (contro i 653 di giovedì) per un totale, da inizio emergenza, che arriva a 48.569. In terapia intensiva sono ricoverati 3.748 pazienti (+36). La Regione più colpita resta la Lombardia con 9.221 nuovi casi.  Torna a salire l’incidenza dei nuovi casi (37.242) sui tamponi effettuati (238.077) nelle ultime 24 ore con l’indice di positività che si attesta al 15,64% (giovedì era al 14,6%). Sono 21.035 i guariti odierni, mentre sono 36 in più le persone nelle terapie intensive (per un totale di 3.748 posti occupati su 8.592 disponibili). Negli altri reparti Covid, invece ci sono 347 pazienti in più di ieri (per un totale di 33.957). Gli attualmente positivi sono 777.176, con un incremento di 15.505 unità in 24 ore.  La Lombardia resta la Regione col maggior incremento di nuovi positivi +9.221 su 42.248 tamponi, seguita da Campania con 4.226 nuovi casi e Piemonte (+3.861). Nessuna Regione registra un incremento giornaliero inferiore di cento casi.