Due ultras della Lazio arrestati per l’aggressione ad una troupe della Rai

 

Due ultras della Lazio sono stati arrestati per l’aggressione a una troupe della trasmissione Rai "Storie italiane" avvenuta a Roma lo scorso 20 dicembre. I carabinieri della Compagnia Roma Trionfale, i poliziotti della Digos di Roma, con l’ausilio del personale del Commissariato Prati, hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari emessa nei confronti di due noti esponenti della tifoseria ultras della Lazio.





Immobili pubblici, gara del Demanio per audit sismico energetico a Roma

 

L’Agenzia del demanio ha tre procedure di gara per effettuare gli audit sismici ed energetici su immobili dello Stato dislocati in varie aree di Roma: complessivamente i servizi in fase di affidamento si attestano ad un valore di circa 8,4 milioni di euro a base d’asta e coinvolgono più di 360 mila mq totali. La scadenza più ravvicinata per presentare l’offerta è per il servizio di verifica di vulnerabilità sismica, diagnosi energetica, e rilievi architettonici, tecnologici ed impiantistici dell’immobile di Sant’Andrea al Quirinale, nel rione Monti, complesso immobiliare vincolato, la cui attuale configurazione risale agli anni trenta del secolo scorso. Si può partecipare al bando che ha un importo a base d’asta di oltre 530 mila euro, fino al prossimo 19 gennaio. Stessi servizi in gara fino al 21 gennaio in questo caso, anche per gli immobili di via delle Messi D’Oro, quasi 30 mila mq di ex laboratori e uffici nel quartiere Pietralata, a nord-est della città; valore a base d’asta di oltre 360 mila euro. 

Scadrà invece la settimana successiva, il 25 gennaio, la gara che coinvolge ben 29 immobili, divisi in 9 lotti, tutti nel Comune di Roma, per un importo complessivo a base d’asta di oltre 7,5 milioni di euro. Anche in questo caso si tratta di servizi di verifica di vulnerabilità sismica, diagnosi energetica, rilievi tecnici e progettazione di fattibilità tecnico-economica; tutto da restituire in modalità BIM. Molti di questi immobili sono presidi di sicurezza e sedi delle forze armate come ad esempio la “Caserma e Sede del Comando dei Carabinieri Roma Piazza Venezia” o “Forte Ostiense”, struttura difensiva militare costruita nel 1884 e primo dei 15 forti presenti nella città ad essere dismesso dalle autorità militari, oggi utilizzato dalla Polizia di Stato.Un altro grande complesso immobiliare presente nel portafoglio oggetto di indagine è la “Scuola Allievi Guardie di Polizia di Stato (ex caserma Ferdinando di Savoia)” nell’area di Castro Pretorio, articolato in 9 corpi di fabbrica e un piazzale sotterraneo.





Maltempo e gelo, Area lancia l’allarme contatori dell’acqua: "Proteggeteli"

 

In vista del brusco calo delle temperature previsto per i prossimi giorni, in particolar modo nelle zone montane del territorio, Acea Ato 2 rinnova l’invito ai clienti a proteggere dal gelo i contatori idrici, mediante coperture provvisorie. La protezione del contatore, infatti, è importante per evitare perdite o mancanze d’acqua nella stagione invernale e il Regolamento d’utenza prevede che la cura e la manutenzione del contatore siano a carico del cliente. Per questo scopo si consiglia di utilizzare materiali isolanti, i più adatti sono il polistirolo e il neoprene o il poliuretano in stato solido, che isolano efficacemente gli apparecchi dall’ambiente esterno. 

Possono essere utili, inoltre, i materiali di scarto cantieristico, del tipo isolante termico. Attenzione a non utilizzare giornali o panni in stoffa che, assorbendo acqua e umidità, rischiano di peggiorare la situazione. È importante altresì proteggere le tubature all’aperto di entrata e uscita dal contatore. 

La società informa, inoltre, che attiverà ogni misura preventiva necessaria per fronteggiare i repentini abbassamenti di temperatura, cercando di limitare al massimo eventuali disagi.




Ama e le pulizie a Piazza Vittorio: "Quotidiane anche nei giardini"

 

A piazza Vittorio Ama svolge tutti i servizi di igiene urbana con regolarità e secondo quanto programmato. La pulizia degli spazi comuni viene eseguita correntemente mediante l’ausilio di una spazzatrice con agevolatore e, per garantire adeguati standard di decoro, il personale aziendale provvede anche alla rimozione delle masserizie abbandonate e dei residui di bivacchi. Lo assicura l’azienda partecipata capitolina in una nota. “Tutta l’area è quotidianamente presidiata attraverso servizi di pulizia sia attorno alle postazioni di cassonetti stradali sia in prossimità di punti sensibili come fermate metro, bus, ecc. Vengono poi giornalmente effettuate operazioni di spazzamento meccanizzato anche con veicoli dotati di lancia ad acqua per il lavaggio dei marciapiedi”, continua la nota. “Le utenze domestiche della zona sono servite attraverso oltre 40 cassonetti stradali per le varie frazioni di rifiuto dislocati su tutta la piazza che vengono regolarmente svuotati secondo le frequenze previste – spiega l’azienda -. Le utenze non domestiche sono raggiunte da un servizio di raccolta dedicato che, in alcuni casi, evidenzia conferimenti scorretti da parte di taluni esercenti (abbandono abusivo dei materiali e/o utilizzo improprio dei contenitori stradali)”. “Lo spazio dei giardini Nicola Calipari – continua l’azienda – pur non rientrando, come tutte le aree verdi, nelle competenze di Ama è stato attrezzato con trespoli portarifiuti e bidoncini carrellati (collocati in prossimità degli ingressi pedonali) che vengono regolarmente svuotati dagli addetti aziendali”.





Disco verde della Giunta Raggi a nuove regole Verde e obbligo censimento

 

La Giunta capitolina ha approvato alcune importanti modifiche al Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale di cui alla proposta n. 2 del 16/01/2019. La rivisitazione del testo è frutto di un lungo lavoro condiviso tra Assessorato alle Politiche del verde, Commissione Ambiente e le numerose associazioni che si occupano di tutela ambientale. Il regolamento definisce le competenze, disciplina gli istituti della partecipazione attiva e la gestione del sistema arboreo cittadino, stabilisce norme di particolare salvaguardia per alcune tipologie di verde di pregio e per il verde storico, indicando inoltre le modalità di fruizione dei parchi e dei giardini. Lo precisa in una nota il Campidoglio. Importanti le norme sul verde privato, risorsa fondamentale che concorre in modo determinante all’intero patrimonio verde della città. Si introduce, infine, per il Dipartimento Tutela Ambientale l’obbligo di aggiornare costantemente il Catasto del Verde e un censimento del patrimonio arboreo di Roma. Sarà quindi creato un database pubblico georeferenziato facilmente accessibile da chiunque sia interessato, dando attuazione alla normativa nazionale e regionale sul tema. “Abbiamo effettuato un lungo e complesso lavoro di revisione per dare coerenza complessiva e organicità al testo al fine di evitare difficoltà interpretative, vuoti normativi o potenziali conflitti con normative di rango superiore. Abbiamo introdotto in più parti taluni correttivi volti ad evitare che criteri tecnici astratti potessero avere ricadute negative sul concreto contesto urbano. È stata inoltre fornita una disciplina di maggiore dettaglio con riferimento al Catasto delle aree verdi, ed inserite alcune indicazioni relativamente al censimento degli immobili che insistono nelle aree verdi. Abbiamo voluto poi dare maggiore risalto alla sezione relativa ai rapporti con la cittadinanza attiva (articoli 8-14), al diritto dei cittadini al panorama, al mantenimento del bilancio arboreo positivo ed alla salvaguardia del verde di pregio. Alcune significative migliorie sono rappresentate dall’introduzione di un sistema di valutazione dell’impatto della regolazione e una disciplina transitoria. Rimane invariato l’impianto generale del Regolamento, con il raggruppamento di norme relative al sistema arboreo e alle forme di tutela e salvaguardia del verde storico. Il documento approvato, in conclusione, rappresenta un definitivo e concreto passo per una consapevole visione e gestione del verde a Roma e presupposto per lo sviluppo del Piano del Verde e per la costituzione della Consulta del Verde”, ha spiegato l’assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.





Fassina(SxR) polemico: "Raggi trovi il tempo per parlamentari romani"

 

“Quando è in gioco il destino della nostra Capitale bisogna essere costruttivi, però non siamo a 4 mesi dall’avvio della consiliatura ma a quattro mesi dalla sua chiusura. Siamo in campagna elettorale, ci sono diversi candidati sindaco tra cui Raggi ricandidata. Non è la fase ideale per costruire convergenze perché in campagna elettorale si compete. Tuttavia ci dobbiamo provare”. Lo ha detto il consigliere di Sinistra per Roma e parlamentare LeU Stefano Fassina intervenendo in Assemblea Capitolina dove si è discussa una mozione bipartisan, a prima firma del presidente M5S dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, che chiede più fondi e più poteri per Roma. “Nell’ultimo anno e mezzo ci sono stati importanti iniziative trasversali per la Capitale, non ultima l’istruzione di un Osservatorio parlamentare per Roma, composto da parlamentari di tutti i partiti, un fatto politico mai capitato – ha ricordato Fassina -. L’Osservatorio ha cercato un rapporto politico con la sindaca ma non per metterla in difficoltà: per provare a portare avanti gli obiettivi che oggi vengono ricordati. La sindaca, però, ha avuto un’agenda così affollata che non ha trovato il modo di incontrare i parlamentari. Sarebbe stata una buona occasione per presentare emendamenti alla Legge di Bilancio, o per non fare in solitaria le proposte che sono poi finite nel Recovery plan” “Il programma che mi ha portato in Campidoglio con Sinistra per Roma recava tra i suoi punti l’apertura di una fase costituente per la Capitale. Presentai alla Camera una proposta di legge nella scorsa legislatura sul nodo poteri-risorse-assetto istituzionale – ha aggiunto Fassina -. Sono sicuro delle buone intenzioni di Raggi e De Vito ma ho paura che, dopo l’approvazione pure con grande retorica della mozione, l’impegno sarà più diradato. Invece dobbiamo lavorare, con senso di realtà, in un tavolo comune che, nei prossimi 4 mesi non può ottenere nulla ma porre alle forze politiche romane un’agenda, da condividere con le forze economiche e sociali della Capitale, a partire dalla trasformazione dei Municipi in Comuni metropolitani, lavorando sullo Statuto attuale che non richiede l’intervento del Governo. Sarebbe utile, in questo senso, che la sindaca convocasse i Parlamentari romani e ponesse loro gli stessi obiettivi che ha portato in Assemblea perché se li sono già posti. Sarebbe importante, infine, che tutti i candidati sindaco sottoscrivessero questi impegni per la Capitale, perché la prossima consiliatura fosse davvero Costituente “, ha concluso.





Roma Capitale, Meloni: "Prossima Consiliatura sia Costituente"

 

“Questo dibattito non si doveva fare ora, a 3 mesi dalla scadenza della consiliatura, ma 4 anni fa. Noi ci siamo sui testi da votare oggi, ma si parla di una lavoro in vista della prossima consiliatura che credo possa essere costituente per la città”. Lo ha detto la presidente di Fratelli d’Italia e consigliera capitolina Giorgia Meloni, intervenendo in Assemblea Capitolina a sostegno di una mozione bipartisan, a prima firma del presidente M5S dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, che chiede più fondi e più poteri per Roma. Roma, ha spiegato Meloni “in quanto Capitale della nazione è un problema nazionale, l’immagine sul suo documento di identità. Il fatto che la politica italiana in questi anni abbia considerato la questione di Roma, la gestione, i poteri lo status e le risorse, come un problema romano, è un tema su cui la classe politica nel suo complesso si deve interrogare”. “Sono d’accordo con il sindaco Raggi quando dice che non è una questione su cui si dovrebbero dividere le forze politiche in un Paese normale – ha sottolineato Meloni – perché sarebbe discusso nelle principali istituzioni nazionali anche per proteggerla dalla competizione internazionale. Noi non abbiamo mai trattato seriamente questa questione, e dico ‘noi’ perché sono buona: mi pare che fin qui non sia accaduto. Quello che dice oggi il sindaco Raggi non l’ho visto accadere”. “Abbiamo visto un sindaco proveniente dalla maggioranza di Governo – ha ricordato Meloni -, il presidente della Regione Lazio segretario dell’altro partito di governo: ci saremmo aspettati che questo tema fosse posto – ha detto ancora Meloni -. Pur dall’opposizione abbiamo offerto numerose occasioni al sindaco per raggiungere questo obiettivo. Dice Raggi che nel Governo si è aperta una riflessione. Direi stanno riflettendo parecchio, visto che la sindaca ha incontrato il presidente del Consiglio due anni e nel frattempo non è successo niente”, ha concluso.




De Vito(M5S): "150 anni di Roma, Capitale ancora lasciata indietro"

 

“Dopo l’approvazione di due ordini del giorno alla legge di Bilancio, che impegnano il Governo alla definizione di più risorse e più poteri per la Capitale, arriviamo a approvare in Assemblea Capitolina una mozione in questo senso, che dà seguito anche a anche una nota della sindaca Raggi che, alla luce di queste novità, ha chiesto ai capigruppo in Assemblea e a me come presidente di convocare un tavolo istituzionale coinvolgendo tutte le forze politiche sui poteri per Roma capitale. La mozione impegna la sindaca e la sua Giunta a attivarsi in tal senso, ma è, dunque, anche una adesione alla sua richiesta che è utile sia unitaria. Non è una partita che riguarda la sindaca di Roma, o chiunque lo sia ora o lo sarà nei prossimi anni, ma una vicenda che riguarda tutte le forze politiche e chi ha a cuore le sorti della nostra Capitale alla vigilia del 3 febbraio 2021, A 150 anni da Roma Capitale siamo ancora a discutere su quei fondi e poteri che la pongano in linea con le altre Capitali mondiali. Si questa cosa si parla dal 2008, da quando venne avviata la gestione commissariale di Roma Capitale, e ancora non si è risolta. Lo ha detto il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, in occasione dell’approvazione di una mozione che impegna la sindaca di Roma Virginia Raggi a convocare un tavolo istituzionale per più poteri e risorse alla Capitale. “Ancora una volta in questa Legge di Bilancio, nonostante gli Ordini del Giorno – ha lamentato De Vito – non sono passati gli emendamenti e Roma è rimasta indietro. Convengo con quello che diceva all’epoca dei decreti ‘SalvaRoma’ l’allora sindaco di Roma Ignazio Marino che li definiva ‘LiquidaRoma’ perché richiedevano al sindaco di fare da liquidatore della Capitale. Se prevedevano, infatti, degli extracosti per la città, contavano su un Piano di rientro penalizzante. Ancora oggi la nostra città avrebbe bisogno di ben altro”, ha concluso.





Più fondi e più poteri, coro di sì bipartisan da Roma Capitale

 

Ok dell’Assemblea capitolina a chiusura della seduta, con l’unica astensione della consigliera M5S Maria Agnese Catini, della mozione che impegna la sindaca di Roma Virginia Raggi a chiedere al Governo poteri speciali e fondi dedicati alla Capitale, in considerazione del fatto che “la legge di bilancio non ha visto al suo interno specifici impegni in favore di Roma Capitale” e che “l’amministrazione capitolina ha dinanzi sfide importanti su temi quali il Recovery fund, il Giubileo 2025 e l’Expo 2030 che potrebbero mutare il volto della città se Roma fosse dotata dei poteri e delle risorse economiche e strumentali necessari”. La mozione impegna la sindaca Raggi, presente in Aula per la trattazione dell’atto, “ad avviare, di intesa e con il coinvolgimento del presidente della Conferenza dei capigruppo e dei presidenti delle forze politiche che la compongono, un tavolo istituzionale sulla riforma dei poteri, delle risorse e delle funzioni di Roma Capitale”. “Il momento storico che stiamo vivendo ha acuito le già persistenti difficoltà che Roma Capitale si trova ad affrontare quotidianamente – si sottolinea nel testo della mozione – nel governo di un territorio che deve erogare servizi (come la gestione dei rifiuti, l’organizzazione dei trasporti e il mantenimento dell’ordine pubblico) per una quantità di utenti di gran lunga maggiore rispetto a quella dei propri residenti, considerato sia il transito delle oltre 300 mila persone che vi si recano per lavoro ogni giorno, sia dei 15 milioni di turisti all’anno, richiamati dall’incommensurabile patrimonio storico, artistico e ambientale della città”, conclude la mozione.





Zingaretti: lunedì riapriamo scuole Lazio ma rischio contagi è alto

 

Lunedì le scuole del Lazio riapriranno alla didattica in presenza ma il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, segretario del Pd, mette in guardia sul “rischio contagi”. 

“Accanto alla parola scuola – ha spiegato nel corso di una intervista su Skytg24 – bisogna mettere la parola sicura. Scuole e sicurezza. E in tempo di Covid il cento per cento di sicurezza non esiste, non prendiamo in giro nessuno. Si può e si deve alzare il principio di sicurezza. Nella mia regione, io sono presidente del Lazio, abbiamo fatto la corsia preferenziale per il tampone gratuito senza ricetta medica con prenotazione per tutti gli studenti e le studentesse. Il corpo docente lo può fare con certificato medico, tampone veloce e stiamo spingendo per una campagna di tamponi prima della riapertura; e credo che si dovrà andare a scuola con una frequenza di tamponi”. 

“Poi, ancora la presenza al cento per cento – ha aggiunto il leader democratico – non si può ottenere e dobbiamo mettere nel conto che l’aumento delle frequentazioni nelle città deve andare di pari passo col controllo della curva dei contagi. Purtroppo a gennaio 2021 la curva dei contagi è ancora altissima, quindi non c’è un tema di chi non vuole andare a scuola e chi ci vuole andare, ma c’è il Covid e far andare fuori controllo il contagio come purtroppo è avvenuto in alcuni paesi del mondo rischia di ritornare a una situazione di chiusure totali che dobbiamo evitare. Quindi bisogna affrontare questo tema non dividendoci fra gli amici e i nemici della scuola. Tutti vogliamo tornare a scuola e mi permetto di dire perché è scomparso: anche l’università in presenza è un pilastro del Paese”. 

Zingaretti ha denunciato “la demagogia di chi dice ‘ah ma è tutto semplice’. No no. Noi lunedì nel Lazio riapriremo la scuola ma dobbiamo sapere – ha concluso – che il margine di rischio di aumento dei contagi c’è ed è molto serio”.





Arrestato per estorsione un assessore comunale a Procida

 

L’ assessore al Contenzioso ed all’ Acquedotto del Comune di Procida, Antonio Carannante è stato arrestato all’ alba dai Carabinieri con l’ accusa di tentativo di estorsione aggravata continuata ai danni di un imprenditore locale. L’ assessore, che è avvocato, avrebbe chiesto 20mila euro a un imprenditore di 65 anni per non denunciare presunti abusi edilizi. Il denaro doveva essere consegnato ad una donna, cliente dello studio legale dell’ assessore e proprietaria di un immobile confinante con un terreno dell’ imprenditore sul quale erano in corso lavori. Dalle indagini, coordinate dal pm Woodcock, è emerso che dopo il rifiuto opposto dall’imprenditore a versare la somma sono seguiti sopralluoghi comunali sul cantiere ed un sequestro poi non convalidato dal Tribunale. Carannante - secondo gli investigatori - esercitava anche pressioni sui dipendenti dell’ assessorato comunale all’edilizia, verosimilmente per favorire i suoi clienti. 





Sei famiglie si fingevano indigenti e incassavano il reddito di cittadinanza, denunciate dalla Gdf

 

La Guardia di Finanza di Forlì ha scoperto sei nuclei familiari che, simulando con le autocertificazioni uno stato di indigenza economica, hanno ottenuto il "reddito di cittadinanza" senza averne diritto, percependo, in tal modo circa 50mila euro. Tra i diversi casi approfonditi anche quelli di tre accaniti giocatori che avevano ’dimenticato’ di segnalare nella dichiarazione Isee le ingenti somme vinte su piattaforme on line (complessivamente pari a circa 660 mila euro). L’attività ha consentito di denunciare i sei soggetti alla locale procura della Repubblica per violazioni che possono comportare la reclusione da uno a sei anni, segnalando contestualmente le posizioni all’Inps per la revoca della concessione del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.




12 arresti nell’agrigentino per le infiltrazioni mafiose in appalti e politica

 

 

Vasta operazione antimafia chiamata “Oro bianco” dei carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento: sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, i militari hanno eseguito 35 provvedimenti giudiziari di cui 12 misure cautelari in carcere per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso (416 bis). L’accusa per gli indagati è quella di essersi avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e delle condizioni di assoggettamento ed omertà che ne derivano per commettere gravi delitti, acquisire la gestione o il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e procurare voti eleggendo propri rappresentanti in occasione delle consultazioni elettorali. Tra gli arrestati ci sono fiancheggiatori di Giovanni Brusca, appartenenti alla famiglia stiddara che uccise barbaramente il giudice Rosario Livatino e politici locali. Impiegati oltre 200 unità dell’Arma territoriale, dello Squadrone Cacciatori, dei nuclei cinofili ed elicotteri.Appalti, politica e infiltrazioni mafiose, 12 arresti nell’agrigentino





Lo Stato Maggiore dell’Esercito Usa condanna l’assalto a Capitol Hill

 

Lo stato maggiore delle forze armate statunitensi ha condannato l’insurrezione al Campidoglio degli Stati Uniti, ricordando a tutto il personale militare il dovere di sostenere la Costituzione e respingere ogni forma di estremismo. E’ quanto riporta la Cnn. Si tratterebbe di un’iniziativa insolita, dal momento che i Joints Chiefs of Staff di norma rimangono fuori dalla politica, ma che arriva, appunto, pochi giorni dopo l’assalto al Congresso da parte dei sostenitori del presidente uscente Donald Trump. Nel memorandum diffuso, c’è la conferma esplicita che “Joe Biden sarà il prossimo commander in chief”.





Trump di nuovo all’attacco: “Mai come prima libertà d’espressione sotto attacco”

 

“La libertà di espressione è sotto attacco come mai prima: il 25o emendamento non rappresenta alcun rischio per me ma si ritorcerà contro Joe Biden e la sua Amministrazione”: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un discorso tenuto ad Alamo, nel Texas. “Come si dice, state attenti a quello che desiderate”, ha concluso Trump. La Camera dei Rappresentanti voterà oggi una risoluzione in cui si cheide al Vicepresidente Mike Pence di attivare il 25o emendamento.





I medici di famiglia: "Prima dose di vaccino subito per tutti"

Per i medici di famiglia è fondamentale accelerare il processo di vaccinazione individuando chi debba essere vaccinato per primo sulla base di criteri scientifici ed epidemiologici che la SIMG sta definendo: “Prima dose per tutti per arginare gli effetti devastanti della terza ondata. Possibile ritardare la seconda dose”. “L’attuale situazione impone due riflessioni: la possibilità di somministrare, per il momento, solo la prima dose di vaccino; la necessità di definire le priorità tra le persone da vaccinare”, sottolinea Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. La terza ondata epidemica è in procinto di colpire l’Italia, proprio mentre i dati sui contagi sono ancora alti a causa del mancato abbattimento della curva della seconda ondata. Gli effetti si prefigurano devastanti, come mostrano i numeri elevati di altri Paesi già coinvolti come il Regno Unito. L’imminente aumento di contagi si associa alla minore disponibilità di vaccini rispetto alle previsioni, causata da diversi fattori: i ritardi nelle produzioni dei vaccini oggi approvati, il processo ancora in atto nell’approvazione del vaccino di AstraZeneca, i tempi ancora lunghi per gli altri vaccini in preparazione. “L’esigenza oggi è quella di ottimizzare la campagna vaccinale al fine di rendere disponibile il maggior numero possibile di dosi di vaccino per la più ampia quantità di popolazione possibile – sottolinea Cricelli – la somministrazione dei vaccini a un maggior numero di persone è legata a tre fattori: la quantità di dosi di vaccino disponibili; l’approvazione di diversi tipi di vaccini; la dilazione nel tempo delle seconde dosi. Se le prime due varianti non vengono accelerate, resta solo la terza possibilità. Questa situazione impone due riflessioni: la possibilità di somministrare, per il momento, solo la prima dose di vaccino, al fine di immunizzare un numero più elevato di soggetti; la necessità di definire le priorità tra le persone da vaccinare, tenendo conto delle diverse caratteristiche cliniche e di professioni e mansioni di ciascuno”.





Ilaria Capua: "Non credo a un liberi tutti prima del 2023”

 

"Non credo possa esserci un liberi tutti prima del 2023". Sono le parole della professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center, a DiMartedì. "Le prospettive che abbiamo sono legate all’efficacia della campagna di vaccinazione, è molto importante che determinate persone vengano vaccinate prima. Qui negli Stati Uniti siamo già abbastanza avanti con la somministrazione della seconda dose. Ci vuole lucidità, se gestiremo bene la campagna cercheremo di abbassare il numero dei focolai per tutto il 2021. Nel 2022, con tutta la popolazione vaccinata, molte meno mascherine e possiamo ricominciare a comportarci come prima. Mi dispiace, ma non credo possa esserci un liberi tutti prima del 2023", afferma la scienziata. I dati delle ultime settimane evidenziano in Italia un numero elevato di contagi e di morti. "Ora stiamo pagando il conto dei mesi precedenti. Non succede solo da noi, i numeri sono alti non solo nel nostro paese. Ci sono paesi che stanno andando peggio di noi. A questo punto non possiamo abbassare la guardia. Sono preoccupata perché siamo sfiniti. Sono sfiniti i medici, gli infermieri, le persone che devono prendere decisioni", afferma ancora. "Questa emergenza è straordinaria e eccezionale anche per chi deve gestirla. Dobbiamo tenere gli argini, sappiamo cosa dobbiamo fare: siamo arrivati, non perdiamo ora la lucidità. Il virus mutato ha un indice di trasmissione X più qualcosa, non si può dire che sia più letale. I vaccini che rispondono alla proteina esterna valgono anche con questo nuovo covid19 e comunque si possono anche aggiornare", dice.





Il Cts chiede la proroga dell’ stato d’emergenza contro Covid-19 fino al 31 luglio

 

Il Comitato Tecnico Scientifico avrebbe indicato al Governo la necessità di prorogare lo stato di emergenza per il coronavirus fino al 31 luglio. A quanto si apprende l’indicazione sarebbe scaturita dall’ultima riunione dell’organismo tecnico scientifico.





Pisano: “Oltre 3000 Comuni sono sulla strada della trasformazione digitale”

 

"Oltre 3.000 Comuni italiani" sono già sulla strada della trasformazione digitale. In post su Facebook, è la ministra dell’Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Paola Pisano, a rilevarlo. "La trasformazione digitale del Paese è un lavoro di squadra, una sfida che siamo chiamati ad affrontare insieme, con la collaborazione di tutti. Con una media di 250 adesioni al giorno, ad oggi sono oltre 3.000 le domande dei Comuni italiani che hanno aderito all’Avviso Pubblico per promuovere la diffusione di Spid, l’identità digitale, PagoPa, la piattaforma per i pagamenti elettronici e l’adozione di Io, l’app dei servizi pubblici, il canale di accesso ai servizi digitali della Pubblica amministrazione" annuncia Pisano.  La ministra ricorda che "per accedere alle risorse del Fondo per l’Innovazione e la digitalizzazione, le amministrazioni possono presentare la domanda di adesione entro il 15 gennaio 2021. La quota, che sarà assegnata ai Comuni in base alla popolazione residente, verrà erogata in due tranche: la prima, pari al 20%, per le attività concluse entro il 28 febbraio 2021, la seconda, per il restante 80%, per le attività verificate al 31 dicembre 2021". "C’è tempo fino al 15 gennaio per aderire" ribadisce Paola Pisano.




La sfida dei ristoratori alle misure anti-Covid del Governo con “ioapro”

 

 

Ha già raccolto oltre 50mila adesioni da tutta italia "ioapro", l’iniziativa social che invita i ristoratori a restare aperti, a partire dal 15 gennaio, contro le restrizioni anti Covid imposte dal governo. "E’ una questione di sopravvivenza, siamo al punto di non ritorno, ma ci proviamo lo stesso", spiega Umberto Carriera, il ristoratore "ribelle" di Pesaro che ha collezionato multe e sospensioni per aver aperto alcuni suoi locali malgrado i divieti. "Non è una protesta o una manifestazione di un giorno, è sopravvivenza: siamo al collasso, non possiamo più pagare dipendenti, bollette, mutui". Spronato dalle domande di Salvini, che lo ha invitato per un confronto sulla sua pagina Facebook, Carriera ha spiegato che "ci stanno contattando migliaia di persone, anche palestre, piscine e mondo dello spettacolo. E anche i cittadini ci sostengono, ci chiedono di riaprire".  Per quanto riguarda le sanzioni, "ci stiamo tutelando grazie a una task force di 30 avvocati per i commercianti e anche per i clienti. Le loro multe le prendiamo noi, ci pensiamo noi a gestirle, e prepareremo centinaia di migliaia di ricorsi".





Giornalisti al voto, appello del Gruppo Gino Falleri al Presidente Carlo Verna “Si vada al voto prima possibile”

 

Il timore per i giornalisti che fanno parte del Gruppo Gino Falleri è che in nome della pandemia e dell’emergenza si rinviino ancora oltre il dovuto le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali e nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, “rinvio inaudito” sottolineano i vertici del Gruppo. Qui di seguito il documento inviato dal Gruppo Falleri alla Presidenza del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Italiani

 

 “Caro Presidente, leggiamo da più parti di un ulteriore possibile slittamento delle elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali dell’Ordine, cosa che giudichiamo nefasta per la vita stessa della nostra categoria. 


Da mesi siamo nell’occhio del ciclone per via di una emergenza che alla fine ha dato anche a noi la possibilità di rinviare le nostre elezioni in attesa di un voto elettronico a cui forse neanche noi eravamo abituati e pronti. Ma ora basta con le attese e le soste prolungate.

La categoria e i nostri iscritti chiedono di andare al voto, e di poter rinnovare in assoluta libertà i nostri organismi dirigenti.

Solo tu caro Presidente, che hai sempre avuto lo spessore morale giusto puoi riportare ordine nella confusione del momento. Non si può andare oltre con ulteriori rinvii. Sappiamo che per il voto elettronico sarebbe stata coinvolta Invitalia, e ci dicono da più parti che Invitalia si sarebbe dichiarata incompetente a risolvere questo problema.

Sappiamo, perché questo sono gli umor che provengono dalle stanze del tuo stesso Consiglio Nazionale, che sarebbe stata poi chiamata in causa Casagit Servizi e ci chiediamo a che titolo e con quale motivazione visto e considerato che i servizi che offre sono di natura sanitaria.

Non si poteva chiamare al capezzale del malato morente l’Agenzia Digitale?  L’Ordine non avrebbe speso neanche un euro per questo tipo di operazione di ingegneria elettronica. 

Non si può andare avanti per altri mesi senza dare ai nostri iscritti nessuna certezza. Il voto è espressione di libertà, di indipendenza, di maturità, e non possiamo delegare oltre. 

Il rischio, lo cogliamo con mano, è che si arrivi a giugno in queste condizioni se tu caro Presidente non metti mano al problema. 

Noi non chiediamo a te di poter votare per un gruppo o per un altro, ma ti chiediamo soltanto di poter andare alle urne.  Sarà poi il voto elettronico a decretare i nuovi vincitori.

Intanto però attendiamo tue risposte, nella consapevolezza che ancora una volta abbiamo affidato le nostre esigenze e le nostre titubanze nelle mani di una persona perbene”.





Prodi: “Renzi come Bertinotti. Obiettivo è rompere”

 

“Per mediare bisogna essere in due e Renzi ha lo stesso obiettivo di Bertinotti: rompere. Ad ogni proposta lui ha alzato l’asticella. Quindi credo che Conte abbia fatto bene ad ammettere che se rompe rompe, questa crisi non conviene”. Lo ha detto Romano Prodi, ospite questa sera alla trasmissione “Di martedì”, condotta da Giovanni Floris su La7.





Renzi: “Hanno trovato i numeri per un nuovo Governo. Arriva il Conte-Mastella”

 

"Hanno trovato i numeri per un nuovo governo: dopo Conte-Salvini e Conte-Zingaretti è pronto il Conte-Mastella". Così Matteo Renzi a Cartabianca su Rai3, al termine di una giornata convulsa. Da Palazzo Chigi è infatti trapelato che se il leader di Iv si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il premier Giuseppe Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva. "Evidentemente Conte ha trovato i ’Responsabili’. Vorrà dire che sarò all’opposizione" la reazione di Renzi.

"Le ministre Bellanova e Bonetti in Cdm chiederanno di inserire nel Recovery Plan almeno una parte del Mes: se dicono di sì, votiamo a favore. Se dicono di no, visto che comunque è stato migliorato, ci asteniamo" dice il leader di Italia Viva a Cartabianca. "Io penso che il Recovery sia già migliorato - puntualizza - Sono venuto un mese fa in questa trasmissione a porre un problema sul Recovery e tutti a darci dei ’pierini’, ora ci sono meno bonus e più investimenti. E’ stato fatto un passo avanti. E’ sufficiente? Vediamo". L’impressione è "che manchi una cosa fondamentale: il Mes. E Conte, più per accontentare i 5 Stelle che per fatto suo, non li vuole prendere. Se tu dici che c’è una pandemia devastante vuol dire che c’è emergenza e se c’è un’emergenza i soldi del Mes vanno presi". Per Renzi "il Recovery non basta: servono scelte chiare. Lavoro o continuiamo con il reddito di cittadinanza? Sblocchiamo i cantieri e continuiamo a non nominare i commissari?". "Qui siamo a un bivio - avverte - o noi siamo finalmente convinti che questi due anni e mezzo che mancano alla fine legislatura sono l’ultima occasione per rimettere in moto l’Italia grazie ai soldi europei o invece non ne siamo consapevoli e continuiamo a vivacchiare tra rinvii e ritardi". "Abbiamo fatto un elenco trasparente sui contenuti - ricorda - Sa qual è stata la risposta? Quella di Conte stamattina e quella di ieri di Casalino che ha detto ’li asfaltiamo in aula’. Cosa vuol dire? Che hanno già l’accordo e lo ha confermato Bettini poche ore fa. Hanno trovato i numeri per un nuovo governo: dopo Conte-Salvini e Conte-Zingaretti è pronto il Conte-Mastella". 

"Noi abbiamo avanzato delle richieste. Cosa ha fatto Conte? Ha scelto di non parlare con noi, ma ha scelto del tutto legittimamente di andare in Parlamento perché è convinto di avere il voto dei responsabili" afferma Renzi. "Noi - sottolinea - siamo gli unici che le poltrone le lasciano mentre quelli che sono entrati per fare la rivoluzione, il vaffa-day e la scatoletta di tonno stanno attaccati alle poltrone", mentre "Bellanova e Bonetti hanno detto no nel governo a tutti i costi, se ci volete nel governo ascoltate almeno qualcuna delle nostre idee". Quanto al rimpasto "è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità" tanto che "stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto". "Se ho parlato con le ministre Bellanova e Bonetti" mentre sono in Cdm? "Non sono telecomandate...", dice il leader di Italia Viva e aggiunge: "Ci stanno offrendo di tutto in questo momento ma io ho detto e lo ripeto: non si risolve con una poltrona". Quindi, "Renzi chiede ministri? No". "Come ha detto la Boschi, i grillini non hanno letto bene: non abbiamo chiesto Meb, abbiamo chiesto il Mes".  Italia Viva comunque domani voterà le comunicazioni di Speranza sulle misure per il coronavirus: "Oggi l’ho sentito e gli ho detto che noi siamo responsabili anche se andiamo all’opposizione. Daremo una mano anche sullo scostamento perché a noi sta a cuore l’Italia".  Come finisce? "O un governo Conte-Mastella o un altro governo". Con pezzi dell’opposizione? "No, quello è il Conte-Mastella che parla con Forza Italia... - conclude il leader di Iv - In queste ultime settimane invece di rispondere a noi, Conte ha cercato i senatori mancanti. Io credo che domani annuncerà di avere parlamentari a sostegno e nasce il Conte-Mastella. Noi aspettiamo il Cdm, domani mattina decidiamo e domani pomeriggio lo diremo".





Ecco il Recovery Plan, un tesoretto da 209,9 miliardi con 144 progetti

 

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza nel testo approvato nella notte dal consiglio dei ministri è un documento corposo di 160 pagine, che, secondo le ambizioni dell’esecutivo, avrà un impatto di 3 punti percentuali in più sul Pil nel 2026, anno finale del Piano, e dovrà rappresentare una “svolta” nella programmazione e attuazione degli investimenti per segnare “una discontinuità decisiva per lo sviluppo sostenibile, la digitalizzazione e l’innovazione, la riduzione dei divari e delle diseguaglianze”.

Il Pnrr punta a muovere risorse per 209,9 miliardi di euro tra progetti in essere che “riceveranno una significativa accelerazione” (65,7 miliardi) e nuovi progetti (144,2 miliardi che includono anche Fondi per lo sviluppo e la coesione già previsti e da finalizzare). Aggiungendo le risorse ReactEu si arriva poi a complessivi 222,9 miliardi di euro e includendo infine i fondi strutturali europei e la programmazione di bilancio 2021-26 (come le risorse stanziate per la fiscalità di vantaggio al Sud di giovani e donne e per gli interventi del Family act) si ha l’ambizione di impiegare complessivamente 310,66 miliardi di euro.

Il Piano poggia su tre assi strategici: digitalizzazione e innovazione (sfida considerata decisiva “per migliorare radicalmente la competitività dell’economia, la qualità del lavoro, e la vita delle persone”), transizione ecologica in linea con il Green Deal europeo e l’inclusione sociale con l’obiettivo di ridurre i tanti gap di cui soffre l’Italia con “tre priorità trasversali”: Donne, Giovani, Sud.

Rispetto alle bozze iniziali l’esecutivo ha scelto di “massimizzare le risorse destinate agli investimenti pubblici, la cui quota ora supera il 70%”, con conseguente riduzione della quota di incentivi “al 21%”. Gli investimenti sono stati incrementati di “circa 20 miliardi” in seguito alla scelta di integrare gli interventi del Pnrr con le politiche di coesione europee e nazionali in corso di programmazione per i prossimi anni. Per il governo si tratta di una “straordinaria e irripetibile occasione di rilancio degli investimenti”.

Le risorse del dispositivo Next Generation Eu, sono suddivise tra le sei missioni in cui si articola il Pnrr (che a loro volta raggruppano 16 Componenti funzionali e 48 Linee di intervento): alla ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’, sono destinati 46,18 miliardi; alla ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ va la fetta più grande con 68,90 miliardi; a ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’ andranno 31,98 miliardi (di cui all’Alta velocità ferroviaria, in particolare al Sud, e alla “manutenzione stradale 4.0” sono destinati 28,30); a ‘Istruzione e ricerca’ 28,49 miliardi; a ‘Inclusione e coesione’ 27,62 miliardi e alla missione ‘Salute’, si è passati dai 9 miliardi delle prime bozze del Pnrr ad oltre il doppio di quanto inizialmente ipotizzato: 19,72 miliardi.

Il Pnrr approvato dal consiglio dei ministri, costituisce ora “la base di discussione per il confronto con il Parlamento, le Istituzioni regionali e locali, le forze economiche e sociali, il Terzo Settore e le reti di cittadinanza, ai fini dell’adozione definitiva del Piano” su cui “interazioni informali con la Commissione sono già in corso” e che, puntualizza il governo, deve essere presentato “formalmente entro il 30 aprile 2021”.

Rinviato il ‘nodo’ sulla struttura che dovrà gestire il Pnrr, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano: il governo si riserva di presentare in una fase successiva “al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa”.

 





Speranza e la pandemia: "La situazione in Italia sta peggiorando"

Il ministro della Salute Speranza: “Non vanno sottovalutati i dati della cabina di regia. Aumentano focolai, indice Rt e ingressi nelle terapie intensive”

 

“In Italia non facciamoci portare fuori pista dal fatto che ora abbiamo un numero di casi leggermente più basso rispetto ad alcuni grandi paesi europei: i dati del monitoraggio della cabina di regia sono molto chiari e non vanno sottovalutati”. In particolare, in Italia in questa settimana “si assiste a un peggioramento generale della situazione: aumentano l’indice Rt, l’incidenza delle terapie intensive e i focolai di origine sconosciuta”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, facendo il punto alla Camera sull’emergenza sanitaria in corso. Speranza, nell’annunciare che il Governo ha intenzione di prorogare lo stato di emergenza al 30 aprile, ha spiegato che nel prossimo Dpcm è intenzione del governo “confermare il divieto di spostamento tra regioni, anche in area gialla, ridurre gli assembramenti con la limitazione dell’asporto per bar dalle 18, confermare il limite di ricevere a casa massimo 2 persone non conviventi. Saranno quindi messe in area arancione tutte le regioni a rischio alto”. Speranza ha confermato l’intenzione del governo di stabilire una quarta area bianca laddove i parametri dell’epidemia lo permettano, ma ha anche specificato che al momento nessuna regione si avvicina a quei parametri. “In area gialla – ha poi annunciato – si riapriranno i musei come luogo simbolico della cultura del paese”.

 




Netto aumento dei prestiti a imprese e famiglie

 

 

A novembre i prestiti al settore privato sono cresciuti del 4,6% sui dodici mesi (4,3 ad ottobre). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,2% sui dodici mesi (2,1 ad ottobre) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’8,1% (7,4 nel mese precedente). Lo ha reso noto la Banca d’Italia che ha diffuso la pubblicazione “Banca e moneta: serie nazionali”. A novembre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,63% (1,62 in ottobre), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,92% (7,76 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,33% (1,29 in ottobre), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,86%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,86%.

 





Economia in frenata, 2021 incerto

 

Economia in frenata e aspettative molto incerte per i prossimi mesi. Nelle ultime settimane del 2020, “il riacutizzarsi dei contagi ha reso necessarie nuove misure di contenimento che hanno frenato la ripresa economica internazionale”. Il lockdown in molti casi è stato parziale, “determinando effetti eterogenei tra paesi e settori produttivi. In Italia, gli indicatori congiunturali “hanno mostrato un’evoluzione in linea con quella dell’area euro”. E’ la fotografia scattata dall’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. A novembre, la produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno segnato una flessione. Sotto l’ipotesi che a dicembre i livelli di produzione industriale si mantengano uguali a quelli di novembre, il quarto trimestre registrerebbe quindi una contenuta flessione rispetto al trimestre precedente (-0,8%). Segnali positivi hanno caratterizzato l’andamento del mercato del lavoro, con una ripresa della tendenza all’aumento dell’occupazione a cui si è accompagnata una decisa riduzione della disoccupazione. A fine anno, si è attenuata la fase deflativa dei prezzi al consumo, come effetto di una minore deflazione per i beni energetici e di una moderata ripresa della core inflation. Le aspettative per i prossimi mesi mantengono “un elevato grado di incertezza”, ma a dicembre la fiducia di famiglie e imprese ha registrato un miglioramento.

 





Covid, altri 507 morti e 15.774 nuovi casi

 

Sono 15.774 i tamponi positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 507: dall’inizio della pandemia i morti sono stati più di 80mila. Martedì i positivi erano stati 14.242, i morti 616. I tamponi effettuati sono stati 175.420. Il tasso di positività cala al 9%. 

 

Ecco i dati arrivati da buona parte delle Regioni

 

Puglia - Sono 1.082 i nuovi casi di coronavirus in Puglia resi noti oggi secondo il bollettino diffuso dalla regione. Sono 435 in provincia di Bari, 92 in provincia di Brindisi, 217 nella provincia BAT, 118 in provincia di Foggia, 104 in provincia di Lecce, 110 in provincia di Taranto, 5 residenti fuori regione, 1 caso di provincia di residenza non nota. Sono stati registrati 15 decessi: 5 in provincia di Bari, 3 in provincia BAT, 1 in provincia di Brindisi, 3 in provincia di Foggia,1 in provincia di Lecce, 2 in provincia di Taranto.

Valle d’Aosta - Nessun nuovo decesso e 420 casi positivi attuali, di cui 43 ricoverati in ospedale, 2 in intensiva, e 375 in isolamento domiciliare. Sono i dati dell’emergenza Coronavirus in Valle D’Aosta, resi noti oggi dal bollettino di aggiornamento sanitario della Regione.

Veneto - "Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 54.000 tamponi, rilevando 1.884 positivi pari ad un’incidenza del 3,48%, anche questo un indice che si sta abbassando di giorno in giorno. Il totale dei ricoveri nelle aree non critiche in Veneto è oggi di 2.988 (-40), mentre nelle terapie intensive vi sono 360 malati (-31)". Lo ha spiegato il governatore del Veneto, Luca Zaia. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 91 decessi per un totale di 7.684 dall’inizio dell’epidemia il 21 febbraio scorso; i dimessi in totale sono 12.830, 200 nelle ultime 24 ore.

Lombardia - Sono 2.245 i nuovi contagi da coronavirus in Lombardia resi noti oggi secondi i dati del bollettino della Protezione Civile, pubblicato sul sito del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 51 morti che portano il totale a 25.954 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia.

Toscana - "I nuovi casi positivi registrati in Toscana sono 507 su 10.258 tamponi molecolari e 4.792 test rapidi". Lo annuncia su Facebook il presidente della Toscana Eugenio Giani anticipando il dato del bollettino regionale sull’andamento dell’epidemia di coronavirus.

Piemonte - Sono 1.009 i nuovi casi di coronavirus in Piemonte resi noti oggi secondi i dati del bollettino della Protezione Civile, pubblicato sul sito del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 41 morti che portano il totale a 8.278 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia.

Emilia Romagna - In Emilia-Romagna nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.178 nuovi contagi da Covid-19 su un totale di 15.833 tamponi eseguiti. Purtroppo, si registrano 66 nuovi morti.

Campania - Sono 1.098 i nuovi contagi da coronavirus in Campania resi noti oggi secondi i dati del bollettino della Protezione Civile, pubblicato sul sito del ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 48 morti che portano il totale a 3.257 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia.

Lazio - Sono 1.612 casi i nuovi casi di coronavirus registrati nel Lazio. I morti sono 41, secondo le cifre diffuse dalla Regione.





Via i ministri renziani Bellanova e e Bonetti e il Sottosegretario Scalfarotto

 

Matteo Renzi rompe l’alleanza di Governo e fa dimettere i ministri Bellanova e Bonetti e il Sottosegretario Scalfarotto spiegando: "Per dimettersi servono coraggio e senso di responsabilità" e aggiungendo: "La crisi non è stata aperta da noi, è aperta da mesi". La mossa arriva dopo l’"incontro interlocutorio" tra Conte e il presidente Mattarellache aveva sottolineato la "necessità di uscire velocemente da questa condizione di incertezza" vista "la pandemia".  





Orlando (Pd): “Quello di Renzi è un grave errore di pochi che pagheremo tutti”

 

 

"Un grave errore di pochi che pagheremo tutti". Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando dopo l’annuncio delle dimissioni dei due ministri Iv.

 




Il Centrodestra chiede le dimissioni di Conte: “La via maestra è il voto”

"Il centrodestra, prima forza politica del Paese, chiede che il presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti giovedì in Parlamento per chiedere un voto di fiducia". Lo si legge in una nota congiunta dei leader dell’opposizione di centrodestra. "Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo una maggioranza coesa con un programma condiviso resta quella delle elezioni". I partiti della coalizione ribadiscono con chiarezza l’indisponibilità a sostenere governi di sinistra. "Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida", recita il documento diffuso al termine del vertice.  

Le parole di Giorgia Meloni - Da giorni, pur di far uscire il Paese, a suo giudizio bloccato dalle beghe tra partiti, l’opposizione chiedeva una svolta, ma ancora con alcune sfumature. Per Giorgia Meloni l’unica strada sono le urne: "Italiani in ginocchio, governo allo sfascio. L’Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito", twittava dopo la conferenza stampa di Matteo Renzi.  

La posizione di Matteo Salvini - In mattinata era stato il segretario della Lega, Matteo Salvini, a ribadire una road map per uscire da quello che ha definito "lo squallido teatrino di questa crisi". Le elezioni sono sempre considerate la "via più giusta". Tuttavia, in assenza dello scioglimento, aggiungeva Salvini, il centrodestra è pronto ad assumersi le sue responsabilità di fronte al Paese: "Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un’alternativa ci possa essere, con il centrodestra a fare da guida, e che sia nostro dovere offrirla agli italiani". Quindi le elenca: "Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia". Più tardi, in serata l’ex vicepremier, dopo lo strappo di Renzi, torna però a chiedere il voto: "Conte, Renzi, Di Maio, Zingaretti. Litigio infinito, Italiani in ostaggio. Salute, lavoro, scuola, tasse. Tutto fermo".

 





Il Premier Conte accetta le dimissioni delle ministre di Italia viva

 

Il Premier Conte ha preso atto della lettera di dimissione delle ministre di Italia Viva e del Sottosegretario di quel partito e le ha accettate: "Ho informato il Presidente Mattarella. Sono sinceramente rammaricato per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese nel pieno di una pandemia. Cari ministri, purtroppo questa sera Italia Viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo. Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando. Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione". Così, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte aprendo il Consiglio dei ministri, a Palazzo Chigi, si è espresso sulle dimissioni delle ministre di Italia Viva. Matteo Renzi ha annunciato l’uscita di Teresa Bellanova e di Elena Bonetti dall’esecutivo.